Un/a narcisista patologico/a è in grado di fare introspezione per progredire?

Fonte: http://samvak.tripod.com/faq49.html
Autore: Sam Vaknin
Trad. C. Lemes Dias

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Domanda:

I narcisisti sono in grado di fare introspezione? Possono distinguere il loro Falso Sé da chi sono veramente? Questo può aiutarli nel processo terapeutico?

Risposta:

Prendo questo passaggio del libro di Nathan Salant-Schwartz dal titolo “Narcissism and Character Transformation” [pp. 90-91. Inner City Books, 1985]:

“Psicologicamente, l’ombra o il riflesso portano l’immagine del Sé – non dell’Ego. È interessante e persino utile a livello terapeutico osservare come le persone affette da DNP studiano il proprio viso riflettuto sullo specchio. Spesso vedono qualcuno che emana un grande potere e dinamicità, precisamente le qualità di cui sentono la mancanza. Perché anche se possono sopraffare gli altri con il loro vigore e le loro caratteristiche personali, intimamente si sentono inutili.

Il narciso deve controllare la sua immagine idealizzata; non può permettere che la sua alterità costituisca una minaccia al disegno di base; egli deve impedire che l’immagine rispecchi se stesso. Ecco che improvvisamente si blocca: “Devo essere corteggiato o corteggiare?”. La libido del Narciso cambia rapidamente dall’idealizzazione alla sua forma speculare, il che dimostra come il suo smisurato pomparsi (unredeemed inflation), in termini psicoanalitici, il suo Sé grandioso-esibizionista, padroneggi il tutto.”

A parte il linguaggio junghiano, l’autore sembra descrivere – piuttosto poeticamente – la relazione fondamentale tra il Vero Sé e il Falso Sé. Nessun teorico ha ignorato questa dicotomia, che è tra le fondamenta del narcisismo maligno.

Il Vero Sé è il sinonimo del freudiano Ego.  Si tratta di un Sé avvizzito, dilapidato, soffocato ed emarginato dal Falso Sé. Il narcisista non fa distinzioni tra il suo Ego e il suo Sé. Lui è incapace di farlo. Egli relega il ruolo di Ego al mondo esterno. Il suo Falso Sé è un’invenzione, ecco perché il riflesso è ugualmente un’invenzione.
I narcisisti, quindi, non “esistono”.

Il narcisista è il frutto di un fragile assemblaggio in costante equilibrio tra il terrore seminato dalla lotta interna tra il Super-Io sadico e idealizzato e il Falso Sé grandioso e manipolativo. Questi due interagiscono solo meccanicamente. I narcisisti sono come androidi in cerca di approvvigionamento narcisistico: nessun robot è capace di introspezione, nemmeno con l’aiuto dello specchiamento.

I narcisisti spesso pensano a se stessi come macchine (la “metafora degli automi”). Dicono cose come “Ho un cervello fantastico” o “Non sto funzionando bene oggi, la mia produttività è bassa”. Misurano le cose, confrontano costantemente le prestazioni. Sono acutamente consapevoli del tempo e del suo utilizzo. C’è un metro nella testa del narcisista, un ticchettio, un metronomo di rimproveri e grandiose, irraggiungibili, fantasie.

Il narcisista ama pensare a se stesso in termini meccanici perché li trova esteticamente avvincenti nella loro precisione, nella loro imparzialità, nella loro armoniosa incarnazione dell’astratto. Le macchine sono così potenti e così prive di emozioni, che non si soffermano a riflettere su come ferire i deboli!
Il narcisista spesso racconta se stesso nella terza persona singolare. Sente che un tale approccio presta obiettività ai suoi pensieri. Nella sua mente tali pensieri sembrano emanati da una fonte esterna. L’autostima del narcisista è così bassa che per avere fiducia deve camuffarsi, nascondersi da se stesso. È l’arte perniciosa e pervasiva del non-essere del narcisista.

Quindi, il narcisista porta dentro di sé la sua corporatura metallica, il suo aspetto robotico, la sua conoscenza sovrumana, il suo cronometro interiore, la sua teoria della moralità e la sua stessa divinità – costituita pur sempre da se stesso.

A volte il narcisista acquisisce consapevolezza di sé e conoscenza della sua situazione, tipicamente sulla scia di una crisi di vita (divorzio, fallimento, incarcerazione, incidente, malattia grave o morte di una persona prossima). Ma, in assenza di un correlato emotivo, di forti sensazioni, tale risveglio puramente cognitivo risulta inutile. Non si traduce in una nuova visione di mondo. I fatti nudi e crudi, da soli, non riescono a portare un narcisista a una trasformazione, per non parlare di “guarigione”.

I narcisisti passano spesso per fase della “ricerca dell’anima”. Ma lo fanno solo per ottimizzare le loro prestazioni, per massimizzare il numero di fonti di approvvigionamento narcisistico e per manipolare meglio il loro ambiente. Considerano l’introspezione un compito di manutenzione inevitabile e intellettualmente piacevole.

L’introspezione del narcisista è senza emozioni, simile a un inventario dei suoi lati “buoni” e “cattivi” e senza alcun impegno a cambiare. Non migliora la sua capacità di empatia, né inibisce la sua propensione a sfruttare gli altri e a scartarli quando la loro utilità è finita. Non altera il suo sentimento irresistibile e furioso di diritto, né sgonfia le sue grandiose fantasie.

L’introspezione del narcisista è un esercizio futile e arido di ragioneria, una burocrazia senz’anima della psiche e, in qualche modo dentro di sé, siccome la vede come la più agghiacciante delle alternative fa la sua scelta: quella di ignorare beatamente il proprio disturbo.

50 pensieri su “Un/a narcisista patologico/a è in grado di fare introspezione per progredire?

  1. Introspezione questa sconosciuta!
    Come ben descritto, quella che per loro potrebbe essere considerata introspezione è in realtà un calcolo di quello che conviene in quel momento, e ha la strana facoltà di produrre risultati variabili a seconda del momento e della situazione.
    Una persona normale non può allo stesso tempo autodefinirsi fortemente empatica e cinica….
    In ogni caso anche quando l’introspezione ha una parvenza di autocritica, non porta mai ad una effettiva presa di coscienza, che credo in termini tecnici possa essere definito “insight”.
    Ed è assolutamente vero che ogni volta ci sia stato un inizio di concreta autoanalisi, lei sia scappata a gambe levate da sè stessa, per esempio sospendendo la terapia per poi riprenderla trattando un argomento a suo piacere, che sviasse dal solo avvicinarsi a qualche problema reale. Quando ha sbirciato nello specchio e ha visto qualcosa di sgradevole ha sempre girato lo sguardo.
    “I narcisisti passano spesso per fase della “ricerca dell’anima”. Ma lo fanno solo per ottimizzare le loro prestazioni, per massimizzare il numero di fonti di approvvigionamento narcisistico e per manipolare meglio il loro ambiente. Considerano l’introspezione un compito di manutenzione inevitabile e intellettualmente piacevole.” Anche in questo passaggio ci ritrovo molto della mia lei: ha passato un sacco di tempo ad autocelebrare il lavoro di conoscenza di sè fatto con la terapeuta, ma alla fine ha solo usato queste conoscenze per affinare meglio le sue tattiche; conoscendosi un po’ meglio sa come sfruttare meglio le sue caratteristiche. Il tutto, nel suo caso, con l’aiuto, più o meno volontario, di una psicologa!

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    1. “Più o meno volontario”.
      Ci rendiamo conto che sarebbe affermazione paradossale, se non fosse rivolta ad un cd. terapeuta?
      Quindi una visione più attenta e perspicace sui contenuti teorici su cui si fondano osservazioni e terapie sarebbe quanto mai necessaria. Direi.

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      1. Caro Giovanni, non sai quante volte ho pensato di andare a parlare con la sua psicologa per capire qualcosa, o anche solo per verificare se fosse veramente a conoscenza delle cose che stavano accadendo in casa mia. Frasi tipo “non capisco proprio perchè lei e suo marito vi state scannando” (riportatemi da mia moglie e quindi da prendere con le dovute cautele) se effettivamente dette dalla terapeuta possono testimoniare una totale incapacità della terapeuta (non credo fino a questo punto) o il fatto che i racconti di mia moglie fossero molto parziali e unilaterali (più probabile).
        Non l’ho fatto perchè avrei dovuto avere la certezza della segretezza, che chiaramente non potevo avere.
        Adesso ci ho messo una pietra sopra, mi farei solo sangue amaro e probabilmente non otterrei risposte, o per segreto professionale o forse anche perchè sarei visto come un rompiballe arrogante che mette in dubbio il lavoro di un professionista; mi rimane il mio giudizio fortemente negativo, se non altro del lavoro fatto con mia moglie da questa terapeuta se non proprio della terapeuta stessa.
        Ma come detto sopra, la cosa mi interessa ormai molto relativamente.
        Ciao

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      2. Caro Gianni, passeresti quantomeno per persona “controllante”. Dubito fortemente che un terapeuta, anche il più sprovveduto faccia questo tipo di affermazione palese che si addice più a un’amica con la quale prendiamo un caffè al bar. Che ci sono pochi terapeuti in grado di inquadrare il problema del narcisismo e della psicopatia nella coppia è un dato di fatto e che tali soggetti ne escano convalidati da una “seduta” in cui hanno manipolato soprattutto il terapeuta è una possibilità ammessa dai terapeuti stessi. Ora, le frasi che sarebbero state pronunciate dalla terapeuta mi sembrano decisamente uscite dal suo cervello. Dopodiché ti chiedo: ma davvero ci andava? Perché ora qualche dubbio mi viene. Abbracci

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      3. Cara Claudileia, a vedere e pagare le fatture direi di sì, ci andava proprio; all’inizio la accompagnavo e la andavo a prendere, quindi nessun dubbio.
        Io resto fermamente convinto che mia moglie sia tranquillamente riuscita a “portare a spasso” la terapeuta.
        Certo che ho visto alcune mail che si sono scambiate (non sono segrete, la mail di mia moglie è di fatto la mail di famiglia e inoltre mi ha chiesto lei di guardare una sua mail per trovare il conto corrente della terapeuta, ma cambia poco). Il tono era a dir poco amichevole, mia moglie scherzava apertamente con la terapeuta e lei qualche volta ha risposto sullo stesso tono; una risposta della terapeuta è stata “il mio inconscio evidentemente lavora per regalarle sempre un sorriso” (????); non proprio una frase che denota il giusto distacco professionale…..
        Sono arrivato perfino a dire a mia moglie che avevo l’impressione che avessero una relazione o che perlomeno la terapeuta si fosse infatuata di lei; naturalmente mi ha dato del pazzo.
        Comunque, acqua passata per quanto mi riguarda, affari suoi, o meglio anche affari miei visto l’esito finale, ma non ci posso o voglio fare più niente.
        Abbraccio anche a te!

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    2. Nella mia esperienza posso dire che mi sono trovata molte volte a cercare di fare un lavoro di introspezione con lui ma con pessimi risultati nonostante l’enorme impiego di energie fisiche e psicologiche. Quello che per me fino a quel momento (o meglio fino a quella persona) era una cosa assolutamente normale, un dialogo, un confronto e quindi una crescita era diventata una fatica immane. Ci si trova davanti a un muro difficilissimo da scalfire. Ore e ore per trovarsi sempre al punto di partenza. O forse no perché nel frattempo la sua rabbia è aumentata. E’ una rabbia che scava dentro, non viene espressa ma la senti, senti che è contro di te. Tutto questo è faticoso ma lo fai perché non compatisci l’altro e stai cercando di instaurare un rapporto autentico dove le due identità esistono e si rispettano. Nei fatti si rivela un’impresa titanica. Quando mi disse un giorno che aveva deciso di rivolgersi a uno psicologo mi sembrò un miracolo. Speravo servisse per fare o imparare a fare introspezione! Capire che il mondo non è un posto così ostile, che delle persone ci si può anche fidare (credo non si sia mai fidato al 100% nemmeno di me) ma che soprattutto anche lui, come ogni essere umano, ha pregi e difetti nonché limiti con cui misurarsi. Prendere atto di non essere intoccabili! Non so cosa si siano detti, quante sedute abbia saltato, non potevo chiedere, lasciavo che fosse lui quando se la sentiva a parlarmi della terapia. Capii subito però che andò per parlare di me e non di lui, evidentemente mosso da quella rabbia che sentiva e che sentivo contro di me, non perché riconosceva di avere lui qualcosa da cambiare. Quello che però mi rincuorava era che con l’aiuto di una persona terza, scelta da lui e pagata da lui le cose potessero migliorare. Invece no. Le cose sono addirittura peggiorate, la rabbia è diventata rancore sfociata poi in violenza verbale e maltrattamento psicologico, io sono diventata la colpevole di tutto, gli avevo rovinato la vita. Poiché il problema ero io gli chiesi di poter parlare anche io con lo psicologo affinché mi aiutasse a trovare una soluzione ma sentivo che stavamo arrivando alla fine. Ovviamente mi disse di no. Che la terapia riguardava solo lui. Da mesi avevo la sensazione che c’era un’altra persona (e infatti non mi sbagliavo). Ma la mia speranza che la terapia avrebbe finalmente cambiato le cose e risolto i nostri problemi è andata in frantumi. Ho visto una tale cattiveria e crudeltà che mai avevo visto e che mi hanno fisicamente e psicologicamente distrutto. Non credo sia colpa del terapeuta, penso piuttosto che certi meccanismi interni di difesa siano fortissimi e non si riescano a penetrare se non è volontà del soggetto stesso, se non è lui a farti accedere a quella zona d’ombra, a far luce in quel buco nero. Oggi io sono in terapia perché gli effetti e le conseguenze dell’abuso e della violenza psicologica sono stati devastanti per me, io oggi devo curare le mie antiche ferite, io devo cercare di rialzarmi. Lui prosegue con la sua vita, con la sua compagna di cui sospettavo, con suo nuovo lavoro come se niente fosse e con la ferma convinzione che io sia la colpevole di tutto, che lui è una bella e brava persona che ha avuto la sfortuna di imbattersi in un mostro. Sempre a proposito di introspezione….

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      1. Cara Mirò, anche io ho passato lo stesso percorso di speranza che la sua terapia facesse i suoi effetti, ma come come dici tu ha prodotto l’effetto contrario, nel mio caso penso anche con la complicità (almeno parziale) della sua terapeuta. Anche io non riuscivo a capacitarmi della quantità di odio che mi riversava addosso, e proprio finchè stava facendo il suo percorso “terapeutico” (le virgolette nel suo caso sono d’obbligo). Anche io sto ancora andando dal mio di psicologo, a riparare un po’ di danni…..
        Un abbraccio!

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      2. Caro Gianni, inutile dirti il dolore e la delusione che ne derivano perché li conosci…i grossi danni li ho avuti per la cattiveria e la violenza psicologica che ha avuto nei miei confronti per oltre un anno e che mi hanno progressivamente ridotto a una larva umana. Insulti, urla, umiliazioni, mortificazioni e disprezzo ormai erano diventati il mio pane quotidiano. E io sempre più in affanno, come un criceto nella ruota, alla disperata ricerca di qualcosa da dire o fare per risolvere o almeno non peggiorare la situazione. Alla fine sono stata scartata esattamente come si fa con una scarpa vecchia e non ho mai meritato nè una spiegazione, un incontro, una telefonata nè tantomeno delle scuse. Perché dal suo punto di vista io non solo non le merito ma le devo! Ci si sente pazzi, completamente atterriti, increduli. I danni sulla mia psiche sono stati importanti e solo ora, a distanza di un anno e mezzo, ricomincio a ricucire i brandelli di una me stessa diventata invisibile. Lui invece era subito arzillo, pieno di energie e finalmente libero di iniziare la sua nuova vita con la nuova persona

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      3. Cara Mirò comprendo la sensazione di sentirsi pazzi. L’ho passata anche io e per fortuna ne sono uscito vivo, nel senso letterale della parola. Io sono stato umanamente scartato, ma materialmente mi ha tenuto, anzi vuole che stiamo insieme.
        Danni alla psiche sicuramente tanti, ma se siamo qui a scriverne e a parlarne vuol dire che questi danni non ci hanno annientato.
        Lascia perdere quanto possa essere felice o baldanzoso lui, è sempre e comunque la solita fuffa, tutto fumo e niente arrosto.
        E da questo punto si deve ripartire.
        Un abbraccio serale!

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      4. Caro Gianni, l’ambivalenza in cui vivono ma soprattutto nella quale ci fanno vivere è deleteria. Quando dici che ti ha scartato umanamente ma non emotivamente ne è l’esempio. Io sono stata in quella situazione per oltre un anno su una relazione di 4: ero una persona indegna ma non andava! Poi ogni tanto cambiava idea dicendomi che “era la rabbia a parlare per lui” o più semplicemente perché non si era ancora organizzato del tutto. Ma, per dirti la perversione, anche quando si è organizzato con la persona con la quale sta tutt’ora non è andato! E’ rimasto almeno altri 6 mesi (i peggiori per me perché la crudeltà e la cattiveria hanno raggiunto livelli inauditi) solo ed esclusivamente per distruggermi. E devo dire che ce l’ha quasi fatta. Ecco a te mi permetto di dire di proteggere con tutto te stesso il tuo cuore, la tua anima e la tua dignità da chi può distruggerti senza nemmeno sentirne il peso.

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      5. Cara Mirò, grazie della comprensione e dell’ultimo incitamento a difendermi. Per fortuna credo di aver passato la fase della maggiore cattiveria e del tentativo di distruzione umana. L’ho fatto rimanendo nella relazione e oggi sono convinto che lei abbia paura delle mie reazioni, che sono diventate molto forti (mai fisicamente violente). Forse non pensava nemmeno lei di poter ricevere qualcosa di simile a quanto lei mi ha dato. Ma la mia è stata una difesa necessaria, di sopravvivenza.
        Adesso sto tutelando la mia integrità mantenendo il massimo della distanza possibile, fisica e mentale. E sto materialmente lavorando per rendere la distanza definitiva, umanamente e materialmente.
        Se non altro credo di avere acquisito difese sufficienti, almeno questo…

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      6. Caro Gianni ti auguro con tutto il cuore di continuare su questa strada che hai già intrapreso. Mentre ero nella relazione io non sono stata capace di essere più reattiva e difendermi, mi sentivo solo in colpa e soprattutto credevo (o speravo) ancora nella sua “buona fede” tanto più che andava dallo psicologo!!!
        Più diventiamo forti e più riusciamo ad allontanarci, fisicamente ma soprattutto mentalmente
        Un abbraccio!

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  2. Esatto.Lui che da ani va da psicoterapeuta è molto curioso di sapere tutto riguardo il disturbo però non cambia niente.Tute le informazioni lo aiutano di aggiungere ancora a questo personaggio.Unica cosa che lo disturba è che gli ho detto che non sa esistenza di un cuore.E unico punto debole dove sente il dolore.Pero questo dolore sente non per vero se invece per questo personaggio che non riesce dargli un quore.Soltanto una volta mentre lo lasciavo e abbiamo parlato ho visto folle paura perche lo sa che non è normale però questa ossessione lo prende e non permette a vero se di ragionare.

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    1. Cara Tatjana, nella mia esperienza la terapia a loro fa solo male, cioè pensano che come sono vada bene e si sentono legittimati ancora di più perchè hanno il sostegno di uno psicologo. O meglio si illudono di averlo, perchè probabilmente nemmeno lo psicologo riesce a conoscerli veramente e loro fanno la loro ennesima recita.
      Se uno psicologo gli dicesse che sono malati sicuramente lascerebbero la terapia.

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      1. Ha detto J.C.Racamier :Non sono affatto sicuro che si debba essere matti per capire gli psicotici.Di una cosa sono sicuro invece:Per capire un perverso,quando non lo si è,si soffre.
        Sto riflettendo da un bel po’ per chiarire con me stessa però gia mi sto stancando e non vedo ora di non pensare più.Il problema è che lo incontro sulla strada però arriverò ..La libertà va coltivata Gianni un saluto

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  3. Buonasera a tutti e ben ritrovata Claudelia . Anche il mio np andava da una psicoterapeuta. Ma credo vivamente che siano soldi buttati nel suo caso. Sembrava avere una grande sensibilità. Mi era stato vicino quando persi mia madre. Solo dopo ho capito che si era approfittato di un mio periodo di grande sconforto per fare il suo ingresso in scena. Non mi disse per mesi che era fidanzato (e già da qui..avrei dovuto intuire qualcosa ma era un grande ammaliatore) e quando su mia domanda esplicita lo ammise, io ero già coinvolta. Ad ogni modo dopo mesi il ruolo di amante però mi andava stretto. Gli chiesi più volte di scegliere . Ma non si decideva e lo lasciai io , non con poca sofferenza! Mi costò molto. tornó in lacrime dopo giorni affermando che si era reso conto che senza me non poteva vivere e che grazie al mio gesto aveva capito finalmente chi amava. La sua lei stava per traslocare e quando sarei tornata dalle vacanze saremo stati finalmente insieme e liberi ! Dal giorno stesso che tornai lui era cambiato. Freddo ..ancora più evasivo del solito . Un impegno gia da quel sabato e quindi non ci saremmo potuti vedere… dopo 2 settimane di Alla fine dopo tante mie richieste di spiegazioni affermò che con me non si sentiva a suo agio al cento per cento, spontaneo (??). Non riusciva ad essere se stesso. Il che é paradossale per gente come lui. Il .tutto per messaggi ovviamente…!! Quando lo chiamai scioccata notai nella sua voce,quando mi congedò, un senso di sollievo .. qiando le parole esprimevano tutt’altro . Ho sempre pensato e detto che lui non avesse mai lasciato la fidanzata. E lui sempre negato . Da mesi sta intessendo una tresca con una mia collega. Ma qui anche lei risulta impegnata. A me non importa più nulla di lui
    Per mesi provai una forte rabbia . E desiderio di rifarmi magari raccontando tutto di noi alla sua ragazza, .per essere caduta in questa messa in scena. A volte anche tristezza . Ora so tutto o quasi di questi esseri meschini che sono i narcisisti e ho imparato tante dinamiche a me sconosciute. volevo condividere la mia storia e in caso anche avere un opinione. Grazie per l’attenzione .Ciao

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    1. Cara Nick, la cosa comica è che non “riescono a vivere senza di te” ma senza buona parte del cervello funzionante campano benissimo! Detto tra noi: se lavorate insieme sappi che ogni n.p. sogna trasformare l’ambiente di lavoro nel suo bordello privato. Hanno bisogno di fonti di nutrimento preferibilmente di tipo sessuale all’interno dell’ambiente di lavoro per ricavare l’energia di alzarsi la mattina. Quindi, non mi stupisce che stia corteggiando la tua collega. Credimi, lo fa per seminare il caos, la zizzania e l’intrigo che serve per alimentare la sua adrenalina. Lui vuole sentirsi conteso dentro l’ambiente di lavoro per mettere un po’ di pepe nelle sue giornate vuote, tutto qui. Un abbraccio!

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  4. Ciao NIick, l’unica esperienza comune alla tua storia riguarda proprio il fatto della terapia; come avrai già letto la mia lei ci è andata per quasi tre anni, e anche a mio avviso sono stati soldi buttati. Ho la netta sensazione, quasi una certezza, che sia stata lei a condurre la terapia a suo piacimento, e non la psicologa ad indirizzarla, a meno di non voler pensare che abbia trovato una terapeuta fatta della sua stessa pasta. Ho dato un’occhiata al sito della psicologa e, al di là di una foto palesemente in posa, ci si trova poco del suo lavoro e tanto di sè stessa, cosa le piace, che sport fa, dove è stata, quante lingue parla. Insomma credo che si siano capite ben bene e che il risultato sia stato solo la fortificazione dei suoi caratteri peggiori.
    Benvenuta e intanto buona notte.

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  5. Questo articolo è davvero agghiacciante.
    ROBOT!
    Non so se avete visto qualche puntata della serie Enterprise o Voyager quando queste due astronavi incontrano i Borg.
    La frase che ripetono continuamente quando arrivano in contatto con nuovi esseri è: “Noi siamo Borg. L’esistenza come la concepivate prima è finita. Le vostre peculiarità fisiologiche e tecnologiche, verranno assimilate alle nostre. Ogni resistenza è inutile”.
    Mi ha sempre colpito. Più o meno gli psicopatici sono così.

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    1. Fantastico …l abbonamento ma è vero io li chiamo visitors.ogni resistenza e 8nutile siamo venuti per riprogramnarvi …voi umani inferiori a noi…mamma mia

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  6. Caro Gianni, per gli zombie dei narcisisti ogni terapia é inutile. Io Non so se lui sa di essere un no né se la terapeuta abbia capito veramente con chi ha che fare. Lui mi parlava genericamente di demoni ,di contraddizioni (per lo più tra il dire e il fare aggiungo io).Hai ragione come sempre cara Claudelia. Le tresche al lavoro , essere oggetto di chiacchiere,gli danno un motivo di alzarsi al mattino e riempire la sua vita da essere vile. Quando ho capito finalmente con chi avevo a che fare mi si é aperto un mondo . Tutte le risponde alle mie domande davanti a me! .sono stata meglio ,non sono andata in terapia . Ho passato guai più seri con altri personaggi . Un abbraccio

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  7. Caro Gianni, per gli zombie dei narcisisti ogni terapia é inutile. Io Non so se lui sa di essere un no né se la terapeuta abbia capito veramente con chi ha che fare. Lui mi parlava genericamente di demoni ,di contraddizioni (per lo più tra il dire e il fare aggiungo io).Hai ragione come sempre cara Claudelia. Le tresche al lavoro , essere oggetto di chiacchiere,gli danno un motivo di alzarsi al mattino e riempire la sua vita da essere vile. Quando ho capito finalmente con chi avevo a che fare mi si é aperto un mondo . Tutte le risponde alle mie domande davanti a me! .sono stata meglio ,non sono andata in terapia . Ho passato guai più seri con altri personaggi . Un abbraccio

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  8. Non so se è stato scritto in qualche passaggio o da qualcuno, il loro essere monolitico e “meccanico” ha sempre un riscontro anche nella postura e nel modo di muoversi? perché il mio ex era cosi, rigido anche nel modo di muoversi, mancava proprio di elasticità sotto tutti i punti di vista.

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    1. Confermo, anche il mio ex ha sempre avuto un’impostazione rigida, soprattutto la parte superiore del corpo, sembrava trattenere il respiro, tempo fa lessi qualcosa sul web che riguardava questo argomento e rimasi basita.
      Del resto, a pensarci, il controllo costante che sono costretti ad avere non può non coinvolgere anche la loro postura.

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      1. Confermo stessa cosa enorme rigidità zero scioltezza…Niente balli…corpo rigido sopratutto nel busto e una cosa impressionante che aveva una vista incredibile anche con la coda dell occhio come se avesse gli occhi anche dietro. E NOTAVA TUTTO non sguggivano particolari sull ambiente circostante. Un vero rettile .. Claudelia..Ma sarà possibile una cosa del genere?

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      2. Cara Mirna, nei libri di Alexander Lowen la rigidità corporea del narcisista viene descritta e ampiamente spiegata, soprattutto in “Il narcismo: l’identità rinnegata”. Cerca di documentarti sul ”narcisismo fallico”. La postura rigida equivale al desiderio fallico di essere sempre forte, duro, potente…

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      3. Confermo.Ho letto il libro di Lowen è descritto in dettaglio.Lui ha la gola bloccata.Mi aveva scioccata quando abbiamo fatto la meditazione (anche sua dottoressa ha consigliato) mentre provava cantare om produceva i suoni assurdi.Pero non si fermava .Continuava cantare .Lui voleva fare di tutto per riuscire a cambiare però come scrive Vaknin arriva a capire in una maniera matematica però non diventa consapevole.La facca:un lato diverso dal altro.Le mascelle tese al massimo.Spale diritte petto gonfio, le gambe e le mani deboli come il bambino.Pelle liscia.La gola è bloccata perché tratiene forte dolore la.A me è successo di sentire questo blocco come piccola quando piangevo ecc

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    1. Eh sì Penelope confermo si. Stiamo tracciando un quadro che ha molte analogie vedi alla fine si hanno un Po più di segnali da riconoscere . Guarda io non appartengo a nessuna religione in particolare però sono credente . Se non fosse che a volte magari non mi voglio impressionare ho pensato davvero che queste persone sono manovrare dal male da un qualcosa che davvero impersona il male chiamiamola energia chiamiamola male chiamiamolo quello che vuoi ma sono macchine da guerra e non lo dico così per dire travestita alla perfezione dotatissimi di intuito. Chi gli da tutto quell intuito? Sempre impuniti anche quando coinvolti per anni in brutti affari e comunque se puniti non sentono il dolore. Capisci cosa voglio dire . Di umano non ce nulla. Non so più cosa pensare…E secondo me tra loro si riconoscono….

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      1. Mirna anche io penso siano macchine da guerra, carri armati che passano sopra tutto, perché sono indistruttibili, tenaci nella lotta, perseveranti nella rabbia e nel rancore, non leggi mai un filo di umanità nei loro occhi. Puoi lasciarli furiosi oggi e ritrovarli allo stesso identico punto il giorno dopo. Imperterriti. Granitici.
        Per quanto riguarda invece l’atteggiamento fisico posso confermare la rigidità ma la cosa che più mi colpiva era che non ha mai lasciato che lo guardassi dritto negli occhi benché lo facessi con amore e con sguardo benevolo. Mi chiedeva espressamente di non farlo perché si sentiva a disagio, come nudo…anche questo può essere un segnale oppure è una forma di pudore?

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      2. Cara Mirò, assolutamente no. Lo psicopatico puro può guardarti dritto negli occhi mentre fatte l’amore (fa parte della recita per dire che sei unica e speciale), dirti che ti ama tantissimo (più di ogni “cosa”!) e subito dopo rispondere alla chiamata dell’amica-amante Charlie Brown con lo stesso tono di voce in cui diceva che ti amava. Deviare gli occhi può essere paura di svelarsi, certo. Ma il narcisista perverso o lo psicopatico mentono pure e sopratutto con gli occhi, che diventano rossi e pieni di lacrime quando è UTILE ai loro scopi truffaldini. Vide questo articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/04/20/guardami-negli-occhi-mentre-ti-mento-10-motivi-che-rendono-credibili-le-bugie-dette-dai-sociopatici-by-donna-andersen/. Un abbraccio e buona serata!

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      3. Gentilissima Claudileia, è vero hanno una straordinaria capacità di osservazione, notano tutto e lo registrano in un cassetto della memoria. Non sono mai rilassati, nemmeno a una cena tra amici, a un aperitivo perché sono sempre con le antenne dritte. Noi lavoravamo insieme e qundo per caso mi capitava di alzare lo sguardo o di alzarmi e trovavo quasi sempre il suo sguardo pronto e attento su di me. Ma non era lusinga era controllo. Lui doveva avere sempre tutto sotto controllo ma non ti diceva mai per intero le cose che faceva lui. Avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa ma se poi lo dicevo venivo accusata di essere pesante. Spesso le venivo a scoprire per caso dopo e quando chiedevo spiegazioni mi diceva che io non mi ricordavo ma che lui me lo aveva detto! Che stavo perdendo la memoria… Da cose piccole a cose più evidenti. Guarda mentre ristrutturava la sua casa è arrivato a dirmi che aveva comprato la nuova camera da letto e che non era possibile che io non me lo ricordassi!!! Ma io non l’ho mai saputo!!! Siamo andati a vedere delle camere ma nessuna di quelle era quella che poi ha preso quindi come potevo saperlo? Come il matrimonio di una cugina quando non ho mai saputo nemmeno che si sposava o l’iscrizione a una palestra quando sapevo che andava in un’altra. Oggi so che mi ha mentito molte volte ma al momento era sicuramente convincente e lo sguardo era addirittura accusatorio nei miei confronti che osavo mettere in dubbio quanto detto o fatto. Aggiungi la violenza verbale, il silenzio punitivo e la manipolazione della realtà e io mi sono trovata nel tempo completamente azzerata, quasi pazza

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      4. Claudelia ho letto in alcune testimonianze che un n.p. può provare sentimenti ma come si possono scrivere cose così? Non ce una sola testimonianza che sia degna di questa parola nei nostri racconti. Come ho scritto prima ma non ho salvato il post.. credo che a me sia mancato un passaggio …la fase della svalutazione per me è durata qualche ora forse anche per questo non ho avuto un momento anche di disamore . E stato proprio uno scarto fulmine a ciel sereno. Ma indotto dal mio smascheramento sennò sarebbe durata e chissà quanto. Mi chiedo io ancora ora che sono uscita dalla nebbia come al primo segnale io non ho dato appello volevo scappare da subito quindi tre mesi sono stati anche troppi. Solo che la sua frase quando volevo chiudere era”? non adesso ” e questa paura di dare un dispiacere alla madre perché la sua immagine era sacra. E ripeto una madre a cui ha rubato cose d oro …che ha denigrato alle spalle. Zero amore per nessuno madre figli. .chiunque ovviamente non in apparenza. E proprio così lo smascheramento scatena in loro un odio micidiale e lo scarto è solo il minimo dei danni…qualcuna ci ha rimesso la vita . Smascherando pubblicamente queste persone. Ma sono stupita di me ..E tanto . Del mio dolore ma della mia fermezza e della mia immediata reazione senza arrivare alla svalutazione. Solo due giorni di punizione di silenzio ma il terzo giorno ha dovuto concludere senza dargli la possibilità di venire di persona come avrebbe voluto fare. E questo che mi lascia a distanza di un mese stupita . Stupita di me che sapevo che avrei avuto una sofferenza immane ma ho indotto la chiusura . Sono un controsenso ma so per certo e non solo da ora perché già avuto esperienza passata che da queste persone non bisogna voltarsi indietro mai. Sono pericolosi proprio perché mostruosamente macchine. Grazie sempre di tutto CLA….i miei giorni non sono allegri ma la forza viene oltre che da voi dalla consapevolezza che davvero sono psicopatici . E oltretutto ho messo insieme dei pezzi che mi hanno fatto capire ora che probabilmente faceva uso di cocaina perché ora che mi passa la storia davanti c erano tutti i presupposti per pensarlo

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      5. Non so questa cosa degli occhi invece io l ho trovata opposta non so se claudelia mi porta dare una spiegazione su questo. Pretendeva ma sempre sempre che lo guardassi profondamente come se attraverso gli occhi entrava nella mia testa. Se a volte coglievo lo sguardo mi fissava e voleva gli occhi. Come dire …a me gli occhi..a me l anima …la sensazione era quella. Ovviamente nella fase iniziale del love bombing. Poi non so ora a distanza di un mese dalla fine molte cose mi appaiono più chiare. Una sera mi sono accorta che mi mancavano le uniche cose d oro che mi erano rimaste . Preciso che lui pagava sempre mostrava la generosità sempre .. spendeva sempre soldi ma non per regali ma per tutto ciò che poteva servirci come un pazzo. Quella sera appunto l ho chiamato ero tristissima perché mi sono accorta del furto ma non c era un pelo fuori posto . Bene lui che abita a un ora e più di distanza da me e piombato a casa mia rassicurandomi dicendomi saranno stati i ladri con la chiave bulgara devi cambiare la serratura fare denuncia ecc ecc ma sempre voleva che lo guardassi negli occhi faceva ipotesi cercando di portare l idea su altre persone sempre tenendo i miei occhi sotto controllo per capire se potevo pensare ..Non so. Ma è assurdo alle 11 di sera ormai cosa vieni a fare ci saremmo visti l indomani. Non so ma quella è stata una strana sensazione.ecco sul discorso macchine da guerra perfetto sono macchine…E così

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      6. Cara Mirna, il contatto visivo è molto importante per molti n.p. e psicopatici perché sanno che le persone generalmente tendono a credere ad alcuni luoghi comuni. Uno di loro è che gli occhi non mentono, che sono “le finestre dell’anima”, ecc. I narcisisti “overt” possono utilizzare lo sguardo come una vera arma di seduzione, stabiliscono dei codici con le amanti unicamente attraverso lo sguardo. In un articolo di Marietan che ho pubblicato qui tempo fa, una ragazza scrive che bastava che lo psicopatico la guardasse in un certo modo per capire come doveva comportarsi. La tua testimonianza su questo particolare aspetto è molto interessante perché dimostra il quanto siano grandissimi osservatori. L’intuizione non c’entra nulla. Lui ti guardava in un certo modo e voleva mantenere il contatto visivo tutto per sé per comprendere se tu credevi alla sua innocenza oppure no. Un’altro aspetto da ricordare è che quando hanno qualcosa da nascondere e che tu vuoi assolutamente strappare, al contrario delle persone normali che possono anche mentire, ma senza una gran “tecnica”, gli psicopatici e narcisisti perversi spesso intensificano il contatto visivo finché non sei tu, la persona che non ha niente da nascondere, ad abbassare gli occhi come colpevole di qualcosa. E’ guerra psicologica dura e pura. Dopodiché, per specchiarti alla grande DEVONO osservarti bene in ogni momento, anche durante i rapporti sessuali, mentre ti baciano, mentre sei in un momento particolarmente riflessivo, ecc. Vogliono “fotografare” mentalmente tutto di te per sfruttarlo nel momento opportuno.

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    2. Tutto sotto controllo… sempre.
      Anche il tempo. Nel mio np ho riconosciuto una precisione maniacale nel tenere sotto controllo l’orologio. Una sveglia per alzarsi, una per fare pausa, un’altra per il riposino, un’altra ancora per la cena. E non alle 8.30 – 15.30 – 20 come tutti i cristiani del mondo, no: 8.28 – 15.34 – 20.03…
      Tra un drin drin e l’altro tutte le sue azioni si svolgono con la stessa cadenza, ripetitività e noia incessante. Se per fuoriprogramma un giorno gli dovesse cadere una tazza di caffè e fosse costretto a uscire dalla sua tabella di marcia non so come la potrebbe prendere.
      Maniaco del controllo, fingeva di essere adrenalinico e fuori di testa con/per me. Ma per favore…

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  9. Il mio alieno, invece, detestava programmare e osservare l’orologio a meno che non dovesse andare al lavoro o appuntamenti con professionisti ( avvocato e simili) o qualcos’altro che fosse per se stesso, tutto il resto un ritardatario cronico, anche a detta di parenti e amici, la puntualità non era il suo forte, cosa, peraltro, mi risulta sia un’altra caratteristica degli np, si fanno aspettare per sottolineare che non conti nulla. Personalmente subivo questo iter tutte le volte ci si dava un orario per vedersi, sia che venisse da me o io da lui se lo andavo a prendere con la mia auto(A volte mi faceva aspettare sotto casa sua anche mezz’ora prima di scendere). Alla fine ad ogni appuntamento mi venivano attacchi d’ansia ☹
    Giustificazione? Nooo figuriamoci…lo divertiva vedermi spanzientita quando arrivava. Veramente malati!

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  10. Non sempre il percorso terapeutico è inutile. Premettendo che ogni persona è diversa da un’altra, per ciò che riguarda me, tale percorso mi è servito per mettere a fuoco la mia solitudine (nonostante possa essere tra un gruppo di persone che non mi sono ostili o che mi apprezzino ) , il senso di pesantezza e grigiore che permea ogni mio giorno…Non conosco e non mi sono mai confrontato con altri narcisisti, ma posso dirvi che prima di arrivare a rendermi conto del mio malessere mi ci è voluto davvero tanto tempo e rappresenta la base su cui sto lavorando per migliorare la mia vita e indirettamente anche di chi mi sta vicino…

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  11. Bello questo articolo, Vaknin é sempre agghiacciante e chirurgico quando li descrive. Questa descrizione è la summa perfetta di qualcuno che ho conosciuto, stessi movimenti robotici, stesso descriversi in terza persona, stesso metronomo interno e ossessione per la conta del tempo, stesse fantasie, stesso vuoto cosmico, stesso “galleggiare” nelle disgrazie della vita senza percepire dolore, prendendone atto solo cognitivamente perché proprio manca loro l’apparato emotivo ed emozionale. Sono esseri che non esistono, vegetano fino all’ultimo battito di cuore. Cuore inteso come muscolo cardiaco.
    Fortuna che me ne sono liberata alla grande. Fortuna che è solo un brutto ricordo dal quale ho tratto il meglio per me. Fortuna che l’ho avuto tra le palle quando ero già risolta. Ma fa sempre specie leggere il loro ritratto. Anzi: ologramma.
    Grazie per il tuo lavoro, sorella.

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