“Perché il narcisista ha scelto me? È stato solo un incontro casuale, o sono stata sfortunata?”

Fonte: https://narcissisticbehavior.net/why-did-my-narcissist-choose-me/
Autrice: Christine Louis de Canonville, psicoterapeuta con oltre 25 anni esperienza clinica in disturbi mentali e Disturbo Post Traumatico da Stress nelle vittime di narcisismo patologico. Opere: The 3 Faces of Evil – Unmasking The Full Spectrum of Narcissistic Abuse (Ed. Black Card Books) e When shame begets shame: how narcissists hurt and shame their victims, disponibile su https://gumroad.com/l/OocSF
Trad. C. Lemes Dias

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E’ altamente improbabile che un narcisista vi abbia scelte a caso, al contrario, è probabile che vi abbia scelte con grandissima cura e attenzione per una ragione specifica. Potete essere state scelte perché era attratto del vostro aspetto, intelletto, delle vostre conoscenze (giri che frequentavate), status, ricchezza, popolarità, ecc. A prescindere di cosa abbia attirato un narcisista, la maggior parte delle vittime tende ad avere un tratto in comune: la loro natura empatica e premurosa.

È importante ricordare alle vittime che non sono scelte casualmente e che un narcisista sa esattamente il tipo di persona che vuole intrappolare.

I NARCISISTI SONO ATTRATTI DAGLI “EMPATICI” COME UNA FALENA DALLA LUCE

Un empatico è un individuo molto intuitivo, che si allinea automaticamente e inconsciamente agli stati d’animo, ai desideri, ai pensieri e alle volontà delle persone che lo circondano e poi, rapidamente, assume come sue le loro emozioni. Gli empatici possono essere divisi in due gruppi: a) i “solitari”, che tendono a scegliere di separarsi dagli altri, bloccando il dolore che percepiscono dal loro ambiente esterno (cioè emozioni dolorose e energia fisica negativa, stanchezza cronica, ecc.): b) i “pacificatori”, tendenzialmente umili, tranquilli e che non hanno bisogno o voglia di essere al centro dell’attenzione. Sono persone che cercano il lato buono negli altri e ne accettano le mancanze in modo compassionevole.

Apprezzano l’armonia, quindi, per motivi di pace tendono a lasciare il posto a coloro che sono più aggressivi e conflittuali. Hanno un’avanzata empatia, di modo che sono pronti ad avvertire i sottili cambiamenti di umore negli altri e a reagire rapidamente a tali sentimenti con un cuore aperto.

Sono pronti a riconoscere le necessità degli altri, ma stentano a riconoscere i propri bisogni.

Le cose devono davvero precipitare prima che esplodano e, quando ciò accade, si sentono in colpa e provano vergogna per aver perso il controllo.

Odiano l’ingiustizia e la crudeltà, e spesso lotteranno per i diritti degli altri anche se, sfortunatamente, sono lenti a combattere per i propri. Pertanto, ecco perché un narcisista è attratto da un empatico come una falena verso la luce.
Sanno che l’empatico estenderà la comprensione compassionevole al loro comportamento ridicolo molto più a lungo di chiunque altro.

Quando l’empatico inizia a capire cosa sta succedendo nella relazione, è troppo tardi. Molto probabilmente sarà stato completamente risucchiato dal/la narcisista, e il danno devastante sarà già stato fatto.

I narcisisti desiderano sempre un’attenzione e un amore eccessivi dalle loro vittime, e gli empatici sono disposti a dare quell’amore, non solo con grazia, ma incondizionatamente. Gli empatici non sono esigenti, non hanno bisogno di essere sotto i riflettori, sono umili e felici di permettere al narcisista di avere tutta l’attenzione. Sono onesti e aperti e non immaginerebbero mai che qualcuno possa deliberatamente manipolare per ottenere un personale tornaconto.

Sono molto leali, devoti e altruisti nelle loro relazioni. Inoltre, combatteranno con le unghie e con i denti per far risorgere una relazione morente, E IL NARCISISTA SA CHE È COSÌ.

Sono i “salvatori e i guaritori” della relazione, mentre il narcisista ostenta il piacere sadico di manipolare ogni rapporto per raggiungere i propri fini. Da grande attori sanno come aggirare le vittime e mungere tutta la gentilezza umana di cui un empatico è capace.

Un narcisista è capace di convincervi di essere la vostra anima gemella. Ciò è particolarmente vero durante la fase di idealizzazione, quando rispecchiano i vostri valori e credenze.

L’intenzione è di farvi pensare che avete incontrato una persona esattamente come voi, qualcuno che pensa come voi, qualcuno sensibile come voi, qualcuno a cui non dovete spiegare nulla. Sfortunatamente, niente di tutto ciò è vero. È solo fumo e gioco di specchi, una grande bufala, un’elaborata illusione che vi porta all’innamoramento, con tanto di linea, gancio e esca.

La cosa triste è che siete stati sedotti, manipolati e portati ad innamorarsi di qualcuno che non è mai esistito e le ferite di questa esperienza arrivano molto in profondità. Non appena il narcisista sceglie la loro vittima, si forma un’alleanza in cui entrambi entrano in una danza simbiotica di co-dipendenza. In questa partnership uno dei partner (la vittima) è il consumato “donatore”, mentre l’altro partner (il narcisista) è l’avido “acquirente”.

Il narcisista assume il ruolo di burattinaio, mentre la vittima assume il ruolo di burattino. Per tutto il tempo le corde della vittima saranno tirate in modo tale che il narcisista diventerà il ​​centro del suo mondo. Senza nemmeno immaginarlo, la vittima è stata cementata nel ruolo che il narcisista ha creato per lei, quello di “nutrimento narcisistico”. Il suo unico scopo sarà quello di servire il narcisista e di rimanere sotto il suo controllo patologico.

Durante la fase di idealizzazione, la vittima subirà un bombardamento amoroso e poco a poco si isolerà da tutto e da tutti (cioè familiari, amici, colleghi di lavoro, hobby, ecc.).

Una volta stabilito questo, il narcisista inizierà la fase di svalutazione con la conseguente terrificante guerra psicologica progettata per distruggere l’anima della vittima, risucchiare da lei ogni segno di vitalità e subito dopo scartarla.

Vide anche: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/05/08/a-voi-che-vi-chiedete-ma-se-io-non-sono-bella-o-e-non-ho-una-lira-cose-che-il-la-narcisista-ha-visto-in-me/

62 pensieri su ““Perché il narcisista ha scelto me? È stato solo un incontro casuale, o sono stata sfortunata?”

  1. Articolo tagliente, ma cruda verità.
    E’ un raggiro, quello il principio di tutto e da questo punto fermo non si può e non si deve prescindere per uscirne.

    Grazie come sempre e di tutto Claudileia.

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    1. Questa è la BASE. Nessun essere umano normale va in giro con una macchina della verità. Tendiamo a fidarci e ad essere fregati dalla nostra fiducia nel prossimo. Fatto sta che si sono “prossimi” e “prossimi”. L’importante è saperlo distinguere senza vedere il mondo come un ambiente inospitale e orribile, cosparso da n.p. e psicopatici ovunque. E’ ciò che vogliono loro: un capolavoro di isolamento PERFETTO e di castrazione psicologica delle loro prede. Grazie a te, cara Device e ancora complimenti per i tuoi traguardi.

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  2. Come tutti gli articoli presenti nel blog anche questo rispecchia ciò che sto vivendo da più di un anno. Ancora adesso fatico a capacitarmi, anche se tutto combacia. Farmi sentire una principessa, per poi essere criticata, svalutata, isolata da tutto ciò che rappresentava il mio passato, compresi i figli, farmi sentire responsabile di tutti i conflitti che ha generato. A questo alterna momenti di amorevoli attenzioni, gesti eclatanti, generosità, lusinghe.
    Nonostante tutte le mie innumerevoli fughe, lui sempre ha compiuto il primo passo per il riavvicinamento, come se nulla fosse successo. L’immagine idealizzata che avevo di lui si è poco a poco scalfita. Ma è sempre riuscito a farmi tornare, illudendomi che era solo questione di pazienza. Che la differenza culturale (lui non è italiano) e la nostra età (oltre i 50 anni) potevano essere la causa delle difficoltà relazionali.
    Ora lui mi ha dato una sorta di ultimatum, nel quale devo decidere di lasciare la mia vita attuale, il lavoro e le responsabilità che ho nei confronti di una anziana madre e di un figlio ancora all’Università e seguirlo per intraprendere un’avventura nel paese dove ci siamo conosciuti o lui parte comunque da solo.
    Devo precisare che lui non ha figli o altri parenti a cui badare e gode di una pensione che gli permette di vivere dignitosamente.
    Mi sento sempre più sola e confusa.
    Grazie a tutti voi

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    1. Un uomo che ti ama non dà ultimatum. Non buttare al vento quello che ti sei costruita in una vita per seguire un progetto che non è il tuo (e non è che per caso ti chiede anche di finanziarlo?) e che ti viene posto in maniera ricattatoria.
      Il fatto che lui sia sempre pronto a fare un passo per riprenderti quando tu cerchi di chiudere, non è (necessariamente) un segno d’amore, stai attenta e non cedere all’illusione.
      Prenditi tutto il tempo che ti serve per ragionare e riflettere, e fatti aiutare se puoi – il tuo sentirti sola e confusa non è un bel segnale, anzi può essere un segnale di manipolazione.

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      1. Grazie Fela. Sono consapevole che il senso di pressione che percepisco e che molte volte anche il corpo registra, con sintomi fisici, è un segnale inequivocabile frenare qualsiasi impulso nel rispondere.
        Tra qualche giorno lui parte per circa tre mesi. Spero che questo tempo mi sia alleato a mettere in ordine e a riflettere con calma .

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  3. Riassunto perfetto della dinamica di aggancio, idealizzazione e scarto. Molto crudo ma molto vero.
    Se lo fai leggere a qualcuno all’inizio di una storia ti prende per matto.
    Purtroppo è quello che ognuno di noi ha subito. Ricordarcelo ogni tanto ci tiene ben svegli.
    L’aspetto positivo è che se noi non fossimo empatici non entreremmo nel radar del np. Quindi la nostra empatia è stata il nostro tallone di Achille, ma capite le dinamiche deve diventare il nostro punto di forza, quello che ci distingue da np e simili e che ci consentirà di vivere a pieno le prossime relazioni umane, inteso con quegli umani per cui ne valga la pena.
    Ciao

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    1. Ciao Gianni. Ti ringrazio per la tua risposta. E’ arduo prendere atto che questo lato del carattere possa renderci così fragili, perchè se ci porta a comprendere il punto di vista delle altre persone, come possiamo accettare e condividere la loro prospettiva? Questa forma di ingenuità dovrebbe anche essere uno strumento che ci permette di individuare gli aspetti negativi che si celano dietro a numerose maschere, ma penso, inoltre, che il rischio di questa peculiarità è che a volte possiamo di perdere di vista i nostri desideri e bisogni.
      Come ho già scritto forse sono molto confusa.

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      1. Cara Gabi il consiglio che ti posso dare è di darti il tempo di mettere ordine nella testa e nel cuore. Come già scritto varie volte, la mia esperienza di psicoterapia è stata ed è tuttora ottima; quindi la ritengo un passaggio imprescindibile per chiunque debba affrontare quello che anche tu probabilmente stai passando. L’importante è mettere in chiaro la dinamica che si sta vivendo; io ci ho messo un po’ ma alla fine sono riuscito a raccapezzarmi e ora, anche se i percorso non è concluso, sto decisamente molto meglio.
        Un abbraccio!

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      2. Cara Gabi, secondo me l’empatia è una cosa, la dipendenza affettiva un’altra. E’ probabile che tutti i dipendenti affettivi siano empatici, ma non è vero il contrario. Comprendere il punto di vista altrui non significa necessariamente perdere di vista i propri bisogni né, tantomeno, giustificare la condotta dei perturbati. Quando perdiamo di vista i nostri autentici bisogni e ci troviamo a colludere con np, siamo dipendenti affettivi più che empatici. Il problema risiede nella dipendenza affettiva, non nell’empatia che, in sé, è precondizione sana per lo sviluppo di rapporti soddisfacenti con gli altri esseri umani.

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    2. Complimenti Gianni, le tue parole, le tue frasi, spiegano perfettamente il circuito devastante di questo rapporto perverso. Anch’io ci sono passata e sono felice e orgogliosa di me stessa per essere riuscita ad uscire d questo tunnel infernale. Sono felice di essere un’ empatia perche’ , come hai detto tu, è’ il nostro punto di forza. Bravissimo !!!

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  4. Sconvolgente… pari pari , è stata questa la mia esperienza di un matrimonio durato 26 anni, fino al giorno in cui mi ha scartato senza nessun segnale che mi facesse dubitare del nostro legame… Grazie Cla, un tassello che mi gratifica della chiusura attuata nei suoi confronti

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  5. Come sempre,hai centrato in pieno la dinamica.Il mostro che era mio marito mi ha agganciato e nel giro di un anno ero incinta,avevo cambiato città ed avevo mischiato i miei risparmi,e la mia casa,con lui.Sono stata un ostaggio per 13 anni,anche perché negli ultimi sette ho avuto un cancro,e prima ero con due figlie piccole,senza piu’lavoro né casa.Ma anche se ero un ostaggio,anche economico,ci ho messo anni,per mandarlo via,perché non capivo,come era fatto.Pensavo che avesse una specie di schizofrenia,quindi ho provato prima con le buone,poi ho cercato di mandarlo da uno psicologo,poi mi sono man mano incattivita,e stavo per lasciarlo.Ero pronta ad una guerra legale,prr riavere la mia casa ed i soldi,ma è arrivato il cancro,dopo che avevo anche perso un figlio per una malattia,al sesto mese di gravidanza.Mai però sono stata dipendente da lui,da quando ho cominciato a capire qualcosa.Purtroppo questi mostri convincono tutti gli altri,anche i figli piccoli,e la famiglia della vittima,di essere santi,con una pazza cattiva,accanto.Dopo qualche anno,oltre la malattia,per le cure pesanti,sono diventata disabile,e lui è diventato ancora piu ‘sadico.Voleva spingermi al suicidio,facendomi fare un trattamento sanitario obbligatorio,e levandomi le figlie.Ho aspettato prr riprendermi un po’e poi,anche se sono ancora disabile,ma sto in piedi adesso,lo ho denunciato.Poi ho giocato in una specie di partita a scacchi,in modo che se ne andasse,ed infatti senza dirmelo ha comprato una casa,ma sono riuscita a riavere la mia,ed i risparmi,minacciandolo.In tutto mi ha rubato pochi soldi,ma l’importante è che sono tornata libera,con le mie figlie.Il problema sono i sistemi di supporto,che non fanno niente,anzi le assistenti sociali erano dalla sua parte!Inoltre,i centri di aiuto alle donne sono scomodi da raggiungere,e nessuno sa di cosa di parla,quando si parla di narcisismo maligno e psicopatia.La vittima a mio avviso finisce per cedere,per come viene trattata,da pazza,masochista o depressa.Ma io non ho ceduto,anche se e’stato terribile essere costretta a combattere una guerra che non avevo voluto,che mi e’stata dichiarata da un nemico,disturbato e quindi pericoloso,che si era travestito,da agnello,per accalappiarmi.Vorrei scrivere un libro sulla mia storia,e vorrei che ci fossero centri specializzati,con persone preparate,visto che in Italia a mio avviso non ce ne sono.Grazie di questo blog meraviglioso ed utilissimo.Vi ho scoperto per caso,ad aprile,quando avevo capito qualcosa,ma senza di voi non avrei potuto avere tutto chiaro.Siete una luce,un faro della conoscenza,in un mare nero di incomprensione,di questo immenso problema.Anna Maria.

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    1. Cara Annamaria la tua storia è tragica e hai tutta la mia solidarietà. Complimenti per la forza che hai dimostrato.
      Al confronto la mia storia è una passeggiata di piacere.
      Scrivi su questo blog. Troverai aiuto e comprensione. Per me è stato un passaggio fondamentale.
      Un grande abbraccio!

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    2. Carissima Anna Maria, quante ne hai passate! Hai tutta la mia solidarietà e il mio affetto. Tu scrivi “mi sono incattivita” e “l’ho minacciato” ma, in realtà, stavi solo lottando per i tuoi diritti, per la tua casa, per le tue figlie, per la tua VITA. Purtroppo questi soggetti riescono a tirare fuori il peggio di noi, ci snaturano, ci pervertono, ci costringono a difenderci in modi apparentemente “violenti” per farci passare per “pazze”, ci portano ad ogni sorta di decisione controproducente. Sanno come uccidere psichicamente una persona, quando non provano a farlo fisicamente. Le “partite a scacchi” giuridiche con uno psicopatico o n.p. sono drenanti, sfiancanti, distruttive. L’alto potere seduttivo di questi bugiardi patologici risplende soprattutto nei Tribunali, visti da loro come una sorta di teatro, di “stabile del classico” in cui recitano, appunto, tutto il repertorio manipolatorio classico, ma soprattutto l’insalata di parole e il gaslighting per mandare in confusione chiunque sia ad ascoltarli. L’abilità di non farsi manipolare dovrebbe essere insegnata agli operatori giuridici sin dal primo anno di università. Su questo versante, ahimè, siamo alla frutta. Un fortissimo abbraccio e sappi che la tua storia è di esempio anche per me. Hai sconfitto un brutto male, ti sei rimessa in piedi e ora hai la forza di condividere con noi le tue durissime battaglie. Sei davvero uno splendore!

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  6. “Resterò fino a che non mi manderai via”
    Non riuscii a capire il significato di questa frase, otto anni fa, ma il giorno che decisi di cacciarlo ho capito. Oggi che sono passati 16 mesi e letto tutti gli articoli pubblicati da Claudelia e altri ho capito con quale ” esserino” ho vissuto per sette anni.
    Non ho vissuto certamente un dramma come Anna Maria, per fortuna!!
    Ha cambiato ” me”, non con love bombing, ma con messaggi quotidiani incessanti e l’ attrazione fisica che da tanto tempo non provavo.
    Ho accettato cose di cui mi vergogno, mi ha usata, sfruttata,tradita, scartata. Quando ormai ero diventata inutile e con problemi di salute oltre che finanziari. È riuscito a farsi pagare anche un automobile, poverino!
    Avrei dovuto ascoltare il mio inconscio, che mi parlava, ma io l’ho zittito e giustificavo i suoi comportamenti come ” carattere”
    Si è fatto cacciare ( mi tradiva spudoratamente) perché aveva un’altro nido pronto, il cuculo! Eppure ancora oggi non ha tolto la residenza da casa mia…. Nonostante sia stata costretta per questo a rompere il no contact. Questa cosa mi disturba e infastidisce parecchio!
    Spero solo che anche questa poveretta ,che non sa della mia esistenza (ero la sua padrona di casa), lo cacci prima che trovi un altro nido e che si trovi in strada, visto che lui spende tutti i soldi e non possiede nulla, solo l’auto che gli ho pagato io, la moto e altre cose con cui si fa grande, maledetto!!
    Chissà se la vita prima o poi la farà pagare a questi brutti figuri!
    Volevo chiedere una cosa: è possibile che cerchino di manipolare anche la tua figlia adolescente?
    Grazie di tutto, mi avete aiutato tutti e tu Claudelia in modo particolare .
    Ho ben 66 anni e a questa età voglio vivere serenamente, ci sto riuscendo un giorno alla volta, ma ora ho ancora tanta rabbia e ogni giorno ci penso ancora a questo disgraziato ,al fatto che fin dal primo minuto sia stato solamente una gigantesca truffa.
    Ciao Manu

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    1. Carissima Emanuela, mi dispiace tantissimo per i soldi e l’energia che hai perso. Purtroppo i danni commessi da questi individui si perpetuano per generazioni quando non vengono bloccati da qualcuno che “si sveglia”. Sono soggetti che amano tradire le persone con il massimo livello di slealtà possibile. Ci credo che ha trovato un nido tra le braccia di una tua inquilina: spesso scelgono persone di tua conoscenza per flirtare e tradire, di modo ad aumentare l’impatto dell’orrore. Possono anche scegliere di tradirti in una modalità che hai sempre detto di aborrire, per esempio, con dei parenti, minorenni, prostitute, persone dello stesso sesso (ho già spiegato che l’omosessualità non c’entra niente, ma è solo un fatto di sensazioni, brivido, trasgressione!). Certo che possono manipolare i tuoi figli! Anzi, direi che è la loro specialità. Sono seduttori nati e hanno un modo di fare che riescono a plasmarsi nell’età che vogliono, adottando i gerghi, le movenze, i pensieri, le ideologie, il modo di vestirsi, la musica dei “giovani” ma poi, magari nella stessa giornata ancora, cambiano radicalmente gusti e tutto il resto. Ora che hai la macchina nuova di zecca, probabilmente gli manca una casa e quindi sta cercando chi possa intestare qualcosa a lui. La brutta notizia è che prima o poi troverà la vittima giusta e farà ancora più danni di quanto abbia già fatto a te. Se la tua ex inquilina non ha niente che possa accalappiare non credo che la storia possa durare più tanto. Un abbraccio e non avvelenarti il sangue perché davvero non ne vale la pena.

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      1. Grazie della risposta ma forse non mi sono spiegata bene, la sua nuova donna io non la conosco e lei non sa della mia esistenza perché le ha raccontato che lui era il mio inquilino

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  7. Mentre leggevo, venivano giù le lacrime. “Consumato e acquirente” .
    Rivedevo me e la persona che si è preso gioco di me.
    Ho paura, paura di cadere nuovamente nella stessa trappola.
    Comunque grazie, leggere le vostre esperienze e questi articoli non mi fa sentire sola

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  8. Non sono ancora riuscita a raccontare la mia storia, forse perchè devo ritrovare il bandolo della matassa che così sapientemente lui è riuscito a scombinare e ad aggrovigliare che non so più quale è il capo e quale la fine.
    Io sono sempre stata una persona sempre piena di entusiasmo e vitalità, con interessi e passioni che ho coltivato nonostante gli impegni lavorativi e familiari.
    Nel 2011 ero incappata in n.p. che mi ha quasi distrutto la vita, nel senso che ho avuto negli anni della nostra frequentazione un grave incidente, causato da condizioni di salute che risentivano del suo influsso negativo.
    Dopo anni ero riuscita a guarire e ritrovare quella pace tanto agognata da chi vive questo genere di esperienze che, chi non le ha vissute, non è in grado di comprenderle.
    L’anno scorso durante una serena vacanza che mi ero concessa, conosco lui. Immediatamente è scattato qualcosa che non si può spiegare razionalmente. Dopo questo fugace incontro ci siamo cercati il giorno successivo fino a ritrovarci per capire che era successo qualcosa di irrimediabile che chiedeva di approfondire la nostra conoscenza.
    Non parlavamo la stessa lingua, ma ugualmente riuscimmo a comunicare le nostre emozioni, le nostre aspirazioni, i nostri sogni.
    Non eravamo giovani. Lui reduce da un lutto importante per la sua vita, io separata con figli. Ci sentivamo liberi come non mai nella nostra precedente vita.
    Lui aveva lasciato il suo Paese per intraprendere una nuova avventura nella sua vita senza obiettivi precisi, finchè non mi ha incontrato.
    Il suo garbo, la galanteria, i modi gentili e raffinati, anche un po’ timidi con i quali si fece conoscere mi fecero innamorare immediatamente di questo straniero, che sentivo così affine al mio modo di essere, anche se appartenenti a due culture diverse, lui nordico e io mediterranea.
    Io dovevo tornare a casa. Un lavoro mi aspettava e un figlio in età universitaria non ancora autonomo.
    Ne parlai con i miei figli di questo uomo che dopo anni mi faceva battere il cuore e pensare ad una seconda parte della mia vita.
    Dopo poco tempo lo invitai da me, la casa è grande e quasi vuota. Mi sembrava la cosa giusta da fare.
    Durante il periodo di assenza ci scrivevamo tutti i giorni, lunghissime mails, messaggi. La nostra comunicazione era foriera di buoni propositi e di grandi sentimenti.
    Quando arrivò a casa mia, i miei figli lo accolsero bene, cercandolo di farlo sentire a suo agio, parlando la sua lingua.
    Ma poco dopo lui iniziò subito a trasmettere molto chiaramente con espressioni e comportamenti il suo disappunto per la presenza dei figli a casa (era periodo di vacanza). Non riusciva ad ammettere che dei figli adulti potessero entrare ed uscire da casa (loro) senza essere considerati degli ospiti, invece.
    Il malcontento crebbe giorno dopo giorno, fino ad episodi di scontro verbale.
    Io mi sentii catapultata in una realtà che mai avrei immaginato. Divisa da una parte dai miei figli che mi mettevano in guardia da questa persona, ricordo che dissero che mi stava manipolando. Dall’altra da lui che dichiarava come fosse giunto il momento di smarcarsi dai figli ormai grandi e scegliere una vita per me, per noi.
    La mia crescente disperazione mi fece fare passi infelici. Le Tensioni erano sempre più frequenti e palpabili.
    Finalmente doveva rientrare per un periodo nel suo Paese. Mi sembrava potessi riprendere il controllo della situazione, anche se molto dei rapporti con i miei figli era stato compromesso.
    Anche a distanza riusciva a dettare le condizioni della relazione, attraverso i messaggi continui metteva in dubbio la mia onestà, la mia sincerità, non potevo vedere altre persone.
    Capii che dovevo liberarmi, scrissi una lunga mail con la mia decisione di interrompere qualsiasi rapporto. Il giorno dopo era già in macchina per raggiungere l’Italia, per parlarmi, per farmi cambiare idea. Di fronte a questo gesto così eclatante, io cedetti. Fu la prima di una lunga serie di cedimenti.
    Dopo un periodo di permanenza all’estero il suo obiettivo era di venire a vivere con me. Io rifiutai categoricamente di riaccoglierlo nella mia casa. Per cui trovai un appartamento dove ero convinta lui si sarebbe accomodato, cercando di capire meglio che evoluzioni potevano esserci.
    Quando arrivò lui fu categorico, dovevo trasferirmi con lui perchè lui era venuto lì per stare con me, per vivere con me la nostra storia. Non c’era tempo per altre “soluzioni”.
    Volli dare un chance, per dire anche a me stessa che avevo provato tutto per capire se era la persona giusta o meno, anche se molte sensazioni mi dicevano di prendere altre decisioni.
    Mi trasferii in questo appartamento e poco dopo iniziarono i guai seri.
    Ogni cosa che facevo non andava bene. Cominciarono critiche, svalutazioni, insinuazioni su mie presunte infedeltà o slealtà, aggressioni verbali che finivano sempre con le sue affermazioni che le avevo provocate io, e che se lui si arrabbiava solo perchè lo facevo io diventare così. Controllava il mio telefono chiedendo conto di messaggi e mails che mi arrivavano, e in cui intravedeva sempre l’ombra di una vita parallela. Dettava lui i tempi dei nostri rapporti sessuali, accusandomi di non voler sentirsi usato.(!)
    Non mi sembrava di essere più padrona della mia vita.
    Mi sono allontanata, sono tornata nella mia casa più volte e puntualmente lo ritrovavo sotto la sede dove lavoro con fiori, con belle parole, e con un repertorio che mi faceva ritornare.
    Chiedeva pazienza, tempo per imparare la mia lingua, chance per conoscerci meglio.
    E io concedevo perchè pensavo a come mi faceva sentire quando stavamo bene, pieno di piccole attenzioni, di speranza che poteva essere solo un periodo passeggero.
    Ma gli episodi si facevano sempre più frequenti. Trascorrevo le giornate piangendo, non volevo farmi vedere dai miei figli perchè mi vergognavo confessare che mi vedevo con lui. Loro non lo volevano più vedere.
    Un giorno dopo l’ennesima assurda sfuriata con reazioni incontrollate, presi buona parte delle mie cose che avevo nell’appartamento con lui e me ne andai.
    Da allora lui non ha mai mollato. E’ iniziata un tira e molla di momenti diciamo più sereni a momenti di forte conflitto, di cui inutile dirlo sono sempre io a provocare e ad accendere.
    Lui mi fa sentire responsabile che il rapporto, dal suo punto di vista, ha perso fiducia e sentimento per strada, visto la mia continua instabilità.
    Perchè in una coppia possono esserci delle discussioni, ma una non va via. Ho cercato invano di fargli capire che se sono scappata è perchè c’è un limite al rispetto e alla dignità. Che le offese pesanti, gli atteggiamenti aggressivi non possono essere sempre affrontate. Almeno io non ero mai stata abituata a questo tipo di comunicazione.
    Ma lui non ci crede.
    Mi rendo conto della mia difficoltà a liberarmi di lui, nel senso dell’influenza che ha nella mia vita. Mi ha isolato dal mio contesto sociale. La donna forte che ero è stata resa fragile e vulnerabile. Sull’orlo di una depressione, con le lacrime facili, apatica.
    Grazie a tutti voi che mi fate sentire meno sola.

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    1. Cara Gabi, a volte i nostri figli intuiscono prima di noi i pericoli ai quali stiamo andando incontro. Questo significa che tu, come mamma, hai dato a loro i meccanismi adatti per identificare questo tipo di personalità predatoria. Bisogna considerarla una tua vittoria come mamma e come donna. Ora veniamo alla dipendenza che questo individuo ha creato in te. Purtroppo nei rapporti basicamente nati a distanza c’è ancora più rischio di innamorarsi follemente delle parole e di fantasticare un uomo inesistente. Il fatto che lui appartenesse a un altra cultura, potrebbe aver innescato in te il fascino del “diverso” e aumentato la tua soglia di tolleranza rispetto alle sue “stranezze”, perché considerate “differenze culturali”. Per molte donne le parole d’amore e dei gesti eclatanti, anche quando fatti molto di rado sono una vera droga. Il modo come ti controllava anche a distanza indica l’altissimo livello manipolatorio di questo individuo, che ha messo in atto SUBITO, appena conosciuti i tuoi figli, la sua strategia di isolamento. Se hai avuto la fortuna di avere dei ragazzi che ti hanno messo in guardia, ma ora non riesci a trovare l’energia vitale per scappare, direi che la prima strategia per uscire dall’isolamento è alzare il braccio e chiedere un aiuto. Capisco che per te è una sconfitta e che ti manca il coraggio di ammettere che avevano ragione sin dall’inizio, ma chi meglio di loro per darti l’affetto e il sostegno di cui avrai bisogno per portare avanti la decisione di liberarti definitivamente da questo soggetto? Siete una famiglia e le famiglie, quando forti (e da quanto hai scritto la tua lo è, pur con le tante incomprensioni nate dalla tua frequentazione con quest’uomo) servono anche a sostenerci nei momenti del bisogno. Nascondere la tua condizione di soggezione psicologica per un fatto di orgoglio ti porterà unicamente a sviluppare ulteriori sensi di colpa nei loro confronti. Pensaci alla possibilità di aprirti con loro e di cercare un aiuto professionale. Il rischio di esserti inciampata in una personalità ossessiva è molto elevato e credimi, mantenere tutto segreto aumenta la tua solitudine e il tuo isolamento. Dacci notizie sulla tua decisione. Un abbraccio enorme a te.

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      1. Carissima Claudileia, la tua analisi precisa riesce a dare voce e struttura a pensieri, dubbi, al caos esistenziale che domina la mia vita da oltre un anno.
        Sei riuscita con un commento a riassumere esattamente il turbine emotivo ed esistenziale nel quale sono risucchiata.
        E’ vero, devo fare i conti con la dipendenza che questa persona ha creato in me, non più libera nelle scelte, camminando sempre su un equilibrio sempre più precario per cercare di reggere situazioni che non sono più in grado di comprendere se rispecchiano realmente il mio volere.
        Ho perso il centro.
        Faccio i conti con il timore più grande che mi accompagna dalla più tenera infanzia, quando mia madre mi abbandonò all’età di due anni e mezzo.
        Il bisogno di essere amata, protetta, di qualcuno che si prenda cura di te deforma la visione della realtà.
        L’aspetto più anomalo è che mi sono separata da un marito con il quale ho ancora adesso ottimi rapporti e con il quale negli anni del nostro matrimonio il rispetto reciproco e la libertà erano i caposaldi della relazione. Anomalo nel senso che questa esperienza doveva essere una bussola per il mio futuro.
        In questi mesi mi sono sdoppiata, con un dispendio di energie incredibili, per mantenere due situazioni che non volevano entrassero in contatto.
        Lui mi ha sempre accusato di tenerlo nascosto. Ma se non ero più sicura di nulla, se gli episodi di abuso psicologico si manifestavano sempre con più frequenza, se dovevo assolutamente compiere un atto di liberazione, come potevo coinvolgere ancora i miei figli?
        Le pochissime persone con le quali avevo confidato la mia situazione non comprendevano perchè continuassi a tornare e a restare.
        Così ho rinunciato a parlare, rifuggendo qualsiasi contatto sociale, chiudendomi sempre più in un mondo che cerca risposte.
        Grazie per il tuo lavoro. Sei preziosa.

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      2. Carissima Claudileia,
        la mia decisione cova dentro di me da molto. Uscire da questa gabbia, riprendere a respirare a pieni polmoni, sgomberare la nebbia che avvolge il mio paesaggio, eliminare gli ematomi interni che mi impediscono di godere delle cose della vita.
        Hai ragione, ho la fortuna di avere cresciuto dei figli che hanno valori solidi e non mi stanno abbandonando. Loro rappresentano un faro, una luce in questo tunnel dentro il quale sono infilata e non ancora uscita.
        Come hai scritto tu, lui possiede un elevato livello di manipolazione che ancora adesso, a distanza, sta attuando con meccanismi che tutti qui conosciamo attraverso gli articoli e i commenti.
        Ieri sera ha iniziato con messaggi nei quali mi chiede per quali motivi oscuri ho cambiato la foto del profilo di wa, perchè non scrivo con più slancio, che mi sente lontana e che lui è triste e deluso perchè dove si trova è solo, mentre io sono qui nella mia città circondata da amici, colleghi, figli e che ho ripreso la mia vita prima di incontrarlo.
        Nulla vale a spiegare che da quando è entrato nella mia vita è stato come uno tsunami e la devastazione che ne è conseguito non lasciato nulla come prima.
        Ma lui è la vittima delle mie menzogne, dei suoi cambiamenti di umore, dei suoi sogni spezzati.
        Riesce con poche parole, abilmente, a provocare l’ennesima lite rovesciando su di me la responsabilità di tutto e dulcis in fundo colpevolizzare i miei figli, considerandoli la causa del nostro male.
        Ho scritto solo che non permetterò più a nessuno di trattarmi in quel modo e di essere ferita con parole e comportamenti che ledono la mia dignità.
        Grazie per la tua preziosa presenza.

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      3. Cara Gabi, intanto mi dispiace che sei tuttora in contatto con lui, ma so che prima o poi scatterà il click che ti porterà a bloccarlo su tutti i front. Subito dopo la decisione del contatto zero è che subentra la fase di guarigione. Ora stai prendendo coscienza e questo è già un enorme passo in avanti. Ora veniamo al contenuto del suo messaggio, meglio dicendo, alla sua vera confessione sui motivi per i quali VUOLE che tu stia male. Riscrivo le tue parole: “Ieri sera ha iniziato con messaggi nei quali mi chiede per quali motivi oscuri ho cambiato la foto del profilo di wa, perchè non scrivo con più slancio, che mi sente lontana e che lui è triste e deluso perchè dove si trova è solo, mentre io sono qui nella mia città circondata da amici, colleghi, figli e che ho ripreso la mia vita prima di incontrarlo.”. Cos’è questa roba? Pura invidia narcisistica. E contro l’invidia narcisistica, cara Gabi, è inutile ogni forma di argomentazione e di rassicurazione. Questa invidia spesso si trasforma in odio distruttivo, ecco perché lui ha provato in tutti i modi a minare il tuo rapporto con i figli e isolarti dalla famiglia. Temo, però, che come si è già verificato in passato, il suo bersaglio principale saranno i tuoi ragazzi. Questo perché sarebbero i colpevoli, secondo la sua visione distorta, del tuo allontanamento da lui. Non potendo dichiarare apertamente la sua invidia nei tuoi confronti e l’odio che cova per il fatto che tu hai costruito il nido che lui, nella sua vita, non ha avuto la capacità di costruire, farà dei tuoi figli gli artefici della sua ‘disgrazia’. Tutto questo hai già capito, ma è il momento di comprendere che si tratta di un problema insolubile: ti chiederà sempre di scegliere tra lui e la tua famiglia, quindi a che pro continuare a comunicare? Un abbraccio forte a te.

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    2. Cara Gabi dire se lui sia un np o altro non sono chiaramente in grado. Ma se ti fa stare male e se ti senti bloccata priva di energie la probabilità che lui ti stia manipolando è alta. Dai retta al tuo istinto (fossi stato capace io a suo tempo…) e soprattutto a chi ti vuole veramente bene cioè i tuoi figli, e metti via l’orgoglio. Chiedi aiuto. Le famiglie, quelle vere, servono a quello. E anche gli psicologi.
      In bocca al lupo e un abbraccio.

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  9. Anche io mentre leggevo mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi…paradossalmente una nostra qualità diventa anche la nostra peggior nemica. O meglio, l’uso distorto e malato che verrà fatto della nostra empatia.
    L’articolo è meravigliosamente vero quanto duro da ingoiare.
    Con l’empatia ci sintonizziamo immediatamente con gli altri ma soprattutto agiamo affinché possano ricevere da noi qualcosa che li faccia stare meglio e questo ci fa stare bene nel profondo.
    Con l’empatia ci mettiamo volentieri dietro le quinte e facciamo luce su chi sta in prima fila.
    Con l’empatia combattiamo con le unghie e con i denti per tenere in piedi ciò in cui crediamo e abbiamo investito, se stanchi ci fermiamo ma troviamo energie nuove per ripartire, non siamo infallibili certo ma ogni volta che sbagliamo sentiamo il peso della responsabilità e ce ne facciamo carico.
    Con l’empatia lottiamo per i diritti delle persone che amiamo e siamo tenaci nella lotta, chi ci è accanto lo sa che non molliamo facilmente! Ma non per orgoglio ma perché ci crediamo veramente.
    L’empatia però diventa un boomerang quando la doniamo a persone che la useranno per distorcere la realtà, inventarne un’altra a cui credere e che si ritorcerà contro di noi. Diventeremo presto o tardi e senza saperlo persone cattive e immeritevoli da trattare con pezze da piedi. E, come detto nell’articolo, le ferite di tutto questo arrivano molto in profondità. Ecco perché sentiamo così tanto dolore. Ecco perché ci distruggiamo la mente nel disperato tentativo di capire dove abbiamo sbagliato, cosa potevamo fare, e come potremo mai rimediare…
    Il mio vuoto affettivo risale ai tempi della mia infanzia e probabilmente il mio “adattamento” alla vita è stata proprio l’empatia…ho pensato che se avessi dato amore agli altri avrei potuto compensare il mio bisogno e che forse me ne sarebbe tornato. Beh, in generale non funziona e se dall’altra parte c’è una persona abusante e manipolatoria è addirittura la distruzione del proprio Io. Perché un errore che un empatico generalmente fa è attribuire alle altre persone la stessa capacità di empatizzare ma abbiamo imparato che non è così.
    Poi leggo storie come quella di Anna Maria e mi rendo conto che la forza che possiamo tirare fuori nei peggiori momenti della vita è enorme e forse noi stessi non ci rendiamo conto di quanto potenziale abbiamo dentro.
    Ci hanno detto o ci hanno fatto credere che non eravamo abbastanza, che non eravamo all’altezza, ci hanno fatto sentire una nullità, ci hanno umiliato e maltrattato, ingiuriato e deriso. Ma è forse con una punta di superbia che oggi, con le lacrime e il cuore rotto, dico che il mondo avrebbe tanto bisogno di persone così.
    Un abbraccio a tutti

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  10. Buonasera, quante brutte storie e quante belle persone qui. Sarà proprio merito di quell’empatia che è un po’ una fregatura ma anche possibilità di comprendere. Comprendere alla fine anche noi stessi, i nostri diritti, il nostro valore. Non dispero.. Grazie

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  11. E’verissimo cara Daniela. Un sacco di belle persone!
    Alla fine la nostra empatia farà la differenza, stavolta in positivo.
    Buona domenica a tutti.

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  12. Buongiorno a tutti/e.
    Certamente non siamo terapeuti, quindi non saremmo titolati a diagnosticare i disturbi di personalità altrui, ma gli effetti su di noi parlano chiaro: sono quelli della dipendenza affettiva in cui le manipolazioni e gli abusi gettano. Per cui, sicuramente, la relazione non è sana se suscita confusione, dissonanza, disorientamento, isolamento, svuotamento di energia, depressione, pensieri fissi, perdita della voglia di vivere, sofferenza… Basta questo per decidere che la persona che si ha di fronte non è bella né sana. Possiamo essere ingannati dalle azioni altrui, non riuscirne a capire bene il perché e il percome, ma i sintomi su di noi, questi, li sentiamo benissimo e infatti riusciamo a descriverli nel dettaglio. Non ha importanza come. Innanzitutto, l’importante è cosa succede in noi. Su questo non c’è abbaglio. E se questa consapevolezza non basta, facciamoci aiutare da una psicoterapia.
    Anche io ho più di 50 anni e l’orizzonte mentale non è più lo stesso di quando ne avevo 30 e neppure 40, quando percepisci e ti comporti come se le occasioni dovessero non mancare nel futuro. Il tempo era dilatato. Diciamo che, ora, la prospettiva mentale si è ristretta. Ho il pensiero che potrei non avere più l’occasione di un amore e, in verità, questo pensiero mi pesa un po’. Ma non a prezzo di un amore abusante, che amore non è.
    Una buona domenica!

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    1. Blume, carissima, sono nella tua stessa situazione, anche io cinquantenne, e sottoscrivo: meglio sola che abusata. Merito amore a qualunque costo, soprattutto da me stessa. Un abbraccio

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  13. Io purtroppo ho dovuto constatare che la psicoterapia non può aiutare se non ci sono terapeuti formati,a comprendere il problema,il disturbo di personalità di cui soffrono i n.p.Purtroppo,nel mio caso,anziché aiutarmi,nel capire il disturbo di personalita’del mio compagno,e propormi un piano di fuga sicuro,per me e le figlie,le psicologhe indagavano su di me,per scovare eventuali turbe psichiche.Io ribadivo che sono semplicemente una persona empatica,per la quale amare significa dare fiducia,e saper anche perdonare,ma provare a crescere insieme,comunicando.Purtroppo se hai accanto una serpe velenosa,travestita,ad arte,da brava persona,sei sola,quando hai il dubbio di essere stata trascinata in una guerra,tuo malgrado.Gli altri non vedono l’inganno,lo vedi solo tu.Secondo me,quando la dipendenza e’solo economica,e naturalmente pratica,perché credendo di formare una famiglia,sei finita in una specie di rapimento,e sei quindi un ostaggio,i terapeuti dovrebbero capire che finché non scappi,lo fai prima perché non capisci,e poi perché non puoi,considerando che anche la legge non ti protegge piu’di tanto.Bisogna trovare la forza in se stessi,non c’e’altro da fare.Ma e’molto difficile,se ti viene detto che rischi di perdere anche i figli,perché il mostro viene creduto più di te!Se ognuno di noi fosse stato prelevato con la forza,e costretto a subire violenze,avrebbe fatto di tutto per scappare,provando varie strategie di fuga.Nel caso di psicopatici,con la maschera di salute mentale,la vittima ha lo stesso istinto di sopravvivenza,che la porta a fuggire,ma essendo il nemico più subdolo,è ancora più difficile,perché non viene creduta,da nessuno.Questo avviene soprattutto se le violenze sono psichiche,e le minacce velate.Nel mio caso,ho sempre rifiutato di essere trattata da complementare,consenziente.Vorrei che le assistenti sociali,i centri di salute mentali ed i centri di aiuto alle donne si documentassero,sul narcisismo maligno,anziché peggiorare le situazioni.Ma ripeto,ci hanno dichiarato guerra,una guerra mortale,e bisogna difendersi,anche se si è soli,ed anche quando il nemico sembra molto più forte di noi.Anche perché in realtà e’solo un debole.E spesso non è furbo,né molto intelligente.È solo un mostro,un predatore,che usa una maschera per torturare chi gli sta vicino,per l’odio e l’invidia che prova,per chi e’vivo,vero,come noi.Un grande saluto a tutti.
    Anna Maria

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  14. Anna Maria, occorre rivolgersi a terapeuti esperti in questo genere di relazioni, specializzati nel DNP e nei traumi da abuso narcisistico. Esistono. Bisogna rivolgersi a loro, non a un terapeuta qualsiasi. Quelli specializzati in tal senso, non ci mettono molto a capire la situazione, e hanno anche gli strumenti per comprendere se sei un abusato o un np che si camuffa da tale.

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  15. I centri antiviolenza della mia zona noñ sono ferrati sul trauma da abuso narcisìstico,così come i centri di salute mentale,e soprattutto non ne sanno niente le assistenti sociali mandate dal giudice minorile dopo la denuncia.Questi sono servizi gratuiti.Certo,potranno esserci forse esperti terapeuti a pagamento,ma dopo essere state anche derubate dal n.p.mi sembrerebbe giusto essere seguite,senza dover pagare.In più, a me hanno consigliato una terapia di coppia,che naturalmente è stata brevissima,perché controproducente,dato che il mostro ha dato il meglio di sé, accusandomi di cose false,e non solo non è stato smascherato,nonostante prove evidenti,ma è stato creduto,cosicché io ero la pazza cattiva!Spero che per altri la situazione sia stata migliore,ma nel mio caso e’stata allucinante.L’importante è non arrendersi.
    Anna Maria

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  16. La prima volta che la conobbi aiutai lei e una nostra amica in comune a cercare il cellulare che aveva perso, a dispetto delle altre persone del gruppo che se ne erano andate dal locale.
    Me lo ripeté più volte: “ho apprezzato sin da subito la tua generosità”.
    Brividi.

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    1. Hanno le antenne come gli insetti, o il radar come i pipistrelli, o il fiuto come gli sciacalli, ma non sono all’interno di uno scenario naturale…

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      1. Caro Alfredo, aveva semplicemente fiutato la preda e la stava attirando nella trappola.
        Loro ci mettono un attimo, in questo senso sono dotati di enormi potenzialità (che rimangono tali) empatiche, intese come capacità di percepire i bisogni dell’altro, non certo come capacità di prendersene veramente cura.
        Effettivamente devono essere dotati di radar…

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    2. Concordo con Blume e Gianni, hanno un’elevatissima capacità di cogliere i bisogni dell’altro ma mi permetto di aggiungere come per attrarti utilizzano l’enfasi e un atteggiamento volutamente seduttivo e allo stesso tempo eccessivo: lo schema della lusinga sarà uno dei tanti schemi di manipolazione che usano e che ripropongono quando decidono di avvicinarci/ri-avvicinarci
      Buon pomeriggio a tutti

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      1. Cara Mirò, questa ‘elevatissima capacità’ non proviene dall’intuizione, ma dallo studio della mimica facciale e delle reazioni delle persone che fanno sin da bambini: osservano l’ambiente e agiscono di conseguenza. Attendono che le carte vengano svelate per poi mostrare cosa hanno in mano.

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      2. Hai ragione Claudileia, non gli sfuggiva nemmeno il minimo particolare, come in un hard disk di un computer registrava tutto. E non si esponeva mai per primo, attendeva che fossi io a esprimermi sempre per prima e poi, a seconda del periodo/momento in cui si trovava o le intenzioni che aveva, agiva di conseguenza quindi se era nella fase di interesse era gentile e accogliente ma se era nella fase di svalutazione era freddo, distante, arrogante o maltrattare

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      3. Eh sì cara Mirò, enfasi, atteggiamento seduttivo e lusinga; la descrizione perfetta dei comportamenti di mia moglie in modalità operativa di accalappiamento o riaggancio.
        E’ vero come dice Caludieleia che sono attentissimi osservatori di quello che succede attorno, atteggiandosi di conseguenza.
        Abbracci!

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      4. Riconosco la sua abilità di conoscenza e di studio delle persone. Mi sembra di essere un insetto che viene analizzato sotto una lente di un microscopio. La cosa mi ha creato un notevole disagio, perchè non mi sento del tutto rilassata e spontanea nei miei comportamenti.
        Uno degli aspetti che mi lascia intrappolata nella sua tela è proprio quello di intuire quello che possono essere i miei desideri o bisogni e di anticiparli.
        Ha sempre affermato che per lui è fondamentale prendersi cura delle persone che si amano e dopo tanti anni da sola e nei quali ho dovuto badare a figli e madre anziana, trovare una persona che aveva tutte queste premure ed attenzioni nei miei confronti mi tiene agganciata, purtroppo.

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      5. Cara Gabi
        non sai quanto ti capisco, furono proprio le cose che mi colpirono e con le quali mi agganció, finalmente dopo tanta solitudine e delusione qualcuno si prendeva cura di me, era gentile, mi accudiva, si interessava alla mia giornata, alla mia vita, alla mia persona. Purtroppo però presto questo idillio iniziò a diminuire, subentrava la fatica di una personalità estremamente bisognosa essa stessa di cure, attenzioni, fiducia, incoraggiamento. Insomma presto i ruoli si invertirono. Ma il peggio arrivò quando conobbi la rabbia, la cattiveria e la crudeltà che c’era sotto quell’apparente gentilezza e bontà. Una tortura psicologica divenuta poi quotidiana e che mi ha distrutto completamente fino allo scarto definitivo per un’altra. Ecco io posso solo raccontarti per sommi capi quella che è stata la mia esperienza e mi auguro con tutto il cuore che non sia questo il tuo destino perché non lo augurerei al mio peggior nemico ma se sei su questa pagina è perché senti o hai capito che qualcosa, forse troppo, non va di questa persona. Quindi proteggiti, solo tu puoi farlo. Ma non guardare alle parole, guarda solo e soltanto ai fatti
        Un abbraccio

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  17. Cara Mirò quando ti ho letto ho avuto un tuffo al cuore, perchè troppo simili le testimonianze. Anche le parole sono riuscite a ferirmi, svalutandomi, umiliandomi e colpevolizzandomi.
    Un abbraccio a te

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    1. Mi dispiace Gabi se con il mio racconto ho riportato a galla un dolore che cerchi di tenere a bada ogni giorno. Ma sappi che io, come molte persone con questo splendido spazio, conosciamo bene questo dolore e come te lo abbiamo provato e lo stiamo provando. Non siamo soli, almeno di questo devi esserne certa
      Un abbraccio forte, buonanotte

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  18. quest’ultima ragazza che è incappata nelle grinfie di quell’abominio di mio fratello è una santa, una ragazza bravissima, docile al massimo ( a partire dal nome )
    mi chiedevo cosa avesse in comune con lui…ora è tutto chiaro

    assurdo !

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      1. Buongiorno Blume

        si ho raccontato brevemente la mia esperienza in questo post –
        https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/10/15/i-principali-miti-raccontati-dai-narcisisti-per-racimolare-prede/
        da quello che leggo in molti post sul Blog penso che lui sia al 100% narcisista o psicopatico – una di queste ragazze ( alla quale diede un pugno forte in faccia) lo denunciò, lo so per certo –
        inoltre ha messo firme false e cose del genere, mi ha messo nei guai –
        c’è un altro fratello che è sicuramente suo complice, infatti vorrei capire se ci può essere tipo ” un alleanza ” tra questo tipo di individui.

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      2. Caro Massimo, assolutamente. Lo psicopatico senza un alleato non va lontano. C’è sempre qualcuno più sottomesso degli altri che farà tutto ciò che lui, la mente che muove l’intera famiglia ordina. Di solito riescono a manipolare l’intero nucleo familiare sin da quando sono bambini. Negli articoli di Marietan troverai ogni informazione atta a comprendere il loro funzionamento e anche una serie di domande che potresti rispondere per conto tuo e poi valutare la gravità della vostra situazione. Prova a fare questo esercizio e poi valuta ciò che viene fuori. https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/11/29/ana-e-luomo-della-ragnatela/

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      3. Blume questa ragazza ora è sparita, dallo scorso giugno se ricordo bene – una sera qui in casa la offendeva pesantemente, lei voleva andarsene ma lui praticamente non la faceva uscire, le prese borsa e cellulare – io ero testimone e mi sentì malissimo –
        ho video registrati delle offese e attacchi nei miei confronti, sono pronto a fare una denuncia alla procura, sto solo aspettando il momento più opportuno – devo fargli scontare tutto dalla a alla z

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      4. Caro Massimo, fai molta attenzione. Non ho capito se vivete insieme e da quanto hai descritto tuo fratello è una persona molto violenta. Immagino che abbia fatto il diavolo a quattro per metterti nei guai economicamente, così come l’intera famiglia. Considera che sono persone senza scrupoli che se ne infischiano dei legami di sangue e che parassitano tutti i membri della famiglia esattamente come fanno con tutti gli altri. Non ho capito se i tuoi genitori ci sono ancora e quindi mi piacerebbe capire, nel caso in cui siano ancora in vita (hai scritto che tuo fratello ha superato i 50 anni) quale sia la loro posizione a riguardo e se in questo momento c’è qualcuno in famiglia che ti appoggi.

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      5. Claudilea, i miei genitori sono entrambi scomparsi. Si purtroppo vivo sotto lo stesso tetto con questa bestia e non posso andarmene perché non ho la possibilità economica. L’altro fratello lo appoggia completamente. Gli altri parenti sono tutti manipolati tranne una mia zia e il marito che mi aiutano economicamente quando possono e sono dalla mia parte
        Esattamente, ha fatto di tutto per mettermi nei guai e continua a farlo ogni giorno e l’altro fratello lo appoggia – è una specie di tragicommedia che si ripete di continuo.
        Non mi interessa, di base mi hanno già rovinato.

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      6. Caro Massimo, volevo capire come mai siete rimasti a vivere sotto lo stesso tetto e da cosa deriva questa tua dipendenza economica. Perdonami se te lo chiedo, ma se ci hai scritto è perché vorresti trovare una via di uscita plausibile e coerente con la tua situazione. Nel tuo caso è fondamentale non dipendere dal presunto psicopatico in nessun modo e allontanarti il più possibile dal sistema che lo sostiene.

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      7. Carissima Claudileia è proprio aiuto quello che cerco – a questo punto racconto le cose come stanno.
        Viviamo insieme perché c’hanno tolto la casa in cui vivevamo, l’hanno pignorata, c’hanno tolto tutte le case che avevamo, tutto. Avevamo dei soldi di eredità con cui comprammo questa casa in cui viviamo ora.
        I soldi li gestivano lui e l’altro fratello, ma sempre con la forza.
        Io e Mamma sapevamo che questa casa era stata pagata – scomparsa mia Mamma viene fuori la verità !!!!! Anche questa casa non è stata pagata !!! si girano le carte ancora una volta.
        Una sola casa da dividere in due, ma ora metà ce la levano perché non è stata pagata, i soldi dell’eredità sono spariti.
        Io ho un piccolo lavoro, non so dove andare.
        In questi anni mi sono occupato di mia Madre che era malata ( tra difficoltà enormi perché lui continuava a fare il pazzo !!!).
        inoltre lui gira con la sua macchina intestata a nome mio : quando ha visto che volevano levargliela ha messo le firme false e l’ha intestata a me – ha preso varie multe e mi stanno arrivando le cartelle di equitalia.
        Un disastro totale, mi hanno messo nei guai fino al collo.
        Ho qualche amico avvocato ma anche loro sono increduli di fronte a questa storia ( ma come, tuo fratello, così simpatico )
        sono stato anche ai servizi sociali per raccontare questa storia, anche in questura –
        sono venuti i carabinieri in casa – quando vengono i carabinieri lui si trasforma, dice che io sono pazzo ” è un pazzo, ho un pazzo in casa, io non mi sento sicuro, ve lo dovete portare ”
        capisci, lui mi fa passare per pazzo a me !!!!!!!

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      8. Caro Massimo, la situazione che mi stai descrivendo è molto incresciosa. Capisco che hai un piccolo lavoro che forse ti permette a malapena di campare, ma visto che PURE questa casa fra po’ vi toccherà lasciare, forse è il caso di riunire un po’ di forze e cercarsi quantomeno una camera in affitto. Ovviamente il fatto che tuo fratello abbia fatto dei debiti a nome tuo e che pure la macchina che usa sia intestata a te è un guaio non da poco. Comprendo anche che vendere questa macchina per conto tuo potrebbe far scatenare dentro casa vostra un inferno. Caro Massimo, finché sarai sullo stesso tetto subendo giorno dopo giorno tutto questo stress, difficilmente riuscirai a respirare come un normale essere vivente. Mi chiedo: non è meglio ribellarti in modo sano a tutto ciò, visto che ‘il pazzo sei tu’? I soldi persi sono persi, ma la tua vita è sacra. Arrivare a casa senza che nessuno ti cosparga di ordini pazze e di improperi, giorno e notte, dovrà essere un imperativo categorico per te, un diritto. Hai già pagato il prezzo di avere un fratello così e lo stai ancora pagando. Non ci sono sensi di colpa da scontare. Hai badato tu alla tua mamma, hai fatto il possibile per sopravvivere. Solo tu sai tutto ciò che ha combinato tuo fratello e la verità sta nelle azioni che ha compiuto nell’arco della sua vita. Perché adagiarsi in una situazione che può soltanto peggiorare?

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      9. Claudileia ti voglio bene ed hai ragione.
        Ma il mio è un lavoretto, di base sono disoccupato. Ora ho 40 anni superati e qui al sud come saprai la situazione è critica per il lavoro. Come faccio a pagare l’affitto ? Se avevo i soldi me ne andavo stasera, credimi !
        Lui si approfitta di tutto questo, è ovvio.
        Non ho neanche i soldi per andare fuori, tipo all’estero – inoltre, questo ha la macchina intestata a me – me ne vado, cosa può combinare ?
        Inoltre come faccio a trovare lavoro in questo manicomio in cui mi trovo ?
        Penso che nella mia situazione ormai possa intervenire solo la legge – tipo giudice di pace o procura oppure proprio tribunale – non so come fare . Anche gli avvocati si tirano indietro, questa rogna non la vogliono

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      10. La mia sensazione in questo giorni, ma anche in questo ultimo periodo è questa :
        non mi importa se anche ci levano tutto, se finisco per strada.
        Inoltre questa della casa può essere un altra balla – cambia sempre programma, riunioni che non si fanno, non mi fanno vedere le carte, dicono le cose la sera prima oppure la mattina stessa – insomma tutto programmato per farmi uscire fuori di testa – ma a me non interessa, ormai l’ho capito, non ci casco –
        non mi importa se va tutto a mare

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      11. oggi sta smontando mezza casa – lui decide, lui fa, io devo eseguire – non c’è un dialogo, ci sono ordini da eseguire e basta – si fa come dice lui – il comandante supremo –
        tutto senza un piano, cose assurde, il caos più totale

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  19. NULLA!! Non v’è nulla di casuale!! Ha studiato me fin dall’inizio,ma pure io ho studiato la persona “con cui stavo” (ché chiaramente la frase è “stiamo insieme ma non stiamo insieme”.. ecco xche’ le vitgolette..). X ora rimane tanta,tantissima consapevolezza a livello razionale su ogni cosa accaduta, moltissima incredulità(lo so è normale), e tutto l’impegno possibile e immaginabile per mantenere un pensiero e un comportamento positivo ( qs notte ho recitato mantra fino al mattino…). Sono circondata da una famiglia presente e da amici belli come il sole..purtroppo son ancora un po’ dentro alla bolla del narcisista,quindi fatico a riconoscere fino in fondo quanto son fortunata. In attesa di una svolta..

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