Perché la frase più detestata dall’uomo narcisista è ‘Ti amo’? L’odio e la misoginia nel matrimonio

Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/narcissists-dilemmainability-love-donna-hines/
Autrice: Donna Hines, blogger fondatrice delle pagine di auto aiuto  “The Lost Self Life After Narcissism”, 
Trad. C. Lemes Dias

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Un dilemma narcisistico: l’incapacità di amare

Può un narcisista veramente amare? Hanno davvero antipatia per le donne? Qual è la loro idea sul “fare l’amore”?

Se vi siete poste queste domande sappiate che non siete le uniche, specialmente se siete state coinvolte con un narcisista. Purtroppo i narcisisti non possono amare nel senso di un amore normale e incondizionato e sono ben noti per l’antipatia o addirittura per l’odio contro le donne, che considerano unicamente come fonte di nutrimento oppure dee domestiche, nel senso che servono a colmare i bisogni narcisistici. Quando una donna dice “ti amo” non sa di generare in un narcisista una rabbia interiore insopportabile.

Perché?

Sam Vaknin ha descritto le reazioni dei narcisisti all’idea dell’amore molto bene in uno dei suoi scritti intitolato “Narcissists, Love and Healing” tratto dal suo libro “Malignant Self Love”.

Da come descrive Sam la frase più detestata da un narcisista è “Ti amo”. Questa espressione evocherebbe reazioni quasi primordiali, di rabbia interiore incontrollabile. Perché?

  1. Il narcisista odia le donne con truculenza e con veemenza. È un misogino che identifica l’essere amato con l’essere posseduto, incarcerato, incatenato, trasformato, sminuito, sfruttato, indebolito, inghiottito, digerito ed espulso. Per lui l’amore è un passatempo pericoloso, volubile e labile. Crede nella paura e nell’odio come motivazioni immutabili e affidabili, non nell’amore. Si sposa solo per garantire i favori della sua “partner” come casalinga, pubblico, assistente personale e compagnia. Lui, quindi, è raramente possessivo e geloso: non s’importa di cosa fa lei, quando e con chi sta, finché i suoi bisogni e le sue attese risultino soddisfatte in modo impeccabile. Evita ogni forma di intimità perché si tratta di un elemento che esige reciprocità, il che sarebbe uno spreco delle scarse e preziose risorse che ha e che non possono essere impiegate nel compito noioso di portare avanti una relazione quando tutto ciò che vuole è un accordo contrattuale simile a un business.                                      Quando una donna cerca di sedurre un narcisista, flirtare con lui o corteggiarlo, è probabile che reagisca sottoponendola a un umiliante e freddo disprezzo (se è un narcisista cerebrale) o scaricandola dopo aver fatto sesso con lei (narcisista somatico). In entrambi i casi il messaggio abusivo è: “non hai alcun potere su di me perché io sono unico, onnipotente, non il solito tipo anonimo; non sei niente per me se non una pietosa parassita o un oggetto da violare. Il tuo approccio e tentativo di sedurmi è la prova della tua imbecillità, cecità o malizia. Come hai potuto non capire che sono diverso e superiore?”

  2. Essere amati significa essere intimamente conosciuti. Al narcisista piace pensare di essere così unico e forte da non poter mai essere scandagliato. Crede di essere al di sopra della mera comprensione umana e dell’empatia, di essere unico nel suo genere (sui generis). Dirgli “Ti amo” significa negare questo sentimento di onnipotenza, cercare di trascinarlo al minimo comune denominatore umano minacciando il suo senso di unicità. Dopo tutto, ognuno è capace di amare e tutti, anche gli esseri umani “più grezzi” si innamorano. Per il narcisista l’amore è un comportamento animalesco e patologico, esattamente come il sesso.

  3. Il narcisista sa di essere un truffatore, un imbroglio, una mistificazione elaborata, una sceneggiatura, un guscio vuoto e un essere inesistente. Per lui la persona che afferma di amarlo sta mentendo (cosa c’è da amare in un narcisista?), oppure è un co-dipendente che si auto-inganna, appiccicoso e immaturo. Il narcisista non può tollerare il pensiero di aver scelto un bugiardo o un idiota per compagnia. Ecco perché indirettamente una dichiarazione d’amore è una critica devastante alla sua capacità di giudizio.

Una volta avevo chiesto a mio marito narcisista di scrivermi una lettera d’amore, poiché non aveva mai espresso le sue vere emozioni.

Ho pensato che sarebbe stato un buon modo per comprendersi e superare le sue paure. Allora credevo che fosse semplicemente timido e introverso.

Lui, a sua volta, mi ha scritto un’autobiografia della sua vita, non proprio quello che mi aspettavo. Ho pensato che essendo sua moglie era mio dovere insegnargli come essere più affettuoso, e così ho iniziato ad uscire dalla mia zona di comfort indossando lingerie sexy, mostrandomi accuratamente vestita quando lui si sedeva a guardare la televisione, invitandolo ad unirsi a me nella doccia o nella vasca, comprando regali romantici, lasciando bigliettini, dimostrando tutto il mio affetto e chiamandolo a lavoro per dirgli semplicemente “ti amo”… ma niente ha funzionato. Assolutamente niente.

Ma che cosa succede quando la partner del narcisista dedica il suo amore a un figlio? Il narcisista diventa furioso e pieno di invidia, perché convinto che lei lo stia facendo apposta, e non solo per rinfacciargli il suo modo veramente miserabile di essere, ma anche per sbattergli in faccia la sua incapacità e le sue faglie nei confronti della famiglia.

Un narcisista cerca la sua fornitura come un tossicodipendente alla sua droga. È una domanda costante. Egli brama costantemente il suo nutrimento perché ha bisogno dell’energia elevata e vitale che ne deriva da questa ricerca incessante nella sua vita quotidiana. Un narcisista non ha preferenze, non sa discernere. È impossibile avere una relazione significativa con uno di loro.

IN CHE MODO I NARCISISTI VEDONO L’INTIMITÀ

I narcisisti sono veramente morti dentro ed emotivamente scollegati. Odiano essere legati, sentirsi bloccati e dover passare attraverso la routine di compiacere qualcuno di diverso da loro stessi.

Per questi individui il sesso è un atto meccanico che non richiede nemmeno la partecipazione umana. È visto più come un lavoro di routine, un compito che si vedono costretti a svolgere per la manutenzione della loro fonte di nutrimento. Tuttavia, può anche essere usato come uno strumento per soddisfare i loro infiniti bisogni narcisistici.

I narcisisti ignoreranno spesso qualsiasi avanzamento sessuale, smetteranno di fare sesso, o sembreranno disinteressati. Si sforzeranno per far arrabbiare, infastidire e frustrare il partner innamorato al fine di rimarcare la superiorità e il controllo della relazione.

Per quanto riguarda la mia personale esperienza, posso attestare la mancanza di coinvolgimento nella camera da letto. Non c’era alcun tipo di attenzione ai dettagli. Era quasi come un lavoro o un compito da sbrigare. La mancanza di coinvolgimento era assolutamente evidente e non per mancanza di impegno da parte mia.

Mio marito aveva la curiosa abitudine di non venire mai a letto, a meno che non volesse qualcosa da me. Spesso si sdraiava il più lontano possibile, sul bordo, in posizione fetale, senza alcuna voglia di comunicare. All’inizio avevo il sospetto che facesse uso di sostanze per stimolarsi sessualmente, giacché senza la mia partecipazione arrivava a letto già eccitato. Tutto era cronometrato (non restava a letto nemmeno quando glielo chiedevo). Subito dopo eseguiva la sua lunga doccia e trascorreva altro tempo in bagno. Era questo il suo noioso rituale.

Non potete accontentare mai un narcisista, a prescindere di quanto vi impegnate e vi sforzate. Non c’era nulla che preannunciasse il momento dell’amore (che preferiva chiamare sesso) e nulla avveniva subito dopo averlo fatto: semplicemente usciva dalla camera e scendeva al piano di sotto per andare a sdraiarsi sul divano, lasciandomi sola.

Come afferma Sam Vaknin in Malignant Self Love:

(…) i narcisisti sono misogini. Si uniscono alle donne come semplici fonti di ONS (offerta narcisistica secondaria). Il compito della donna è quello di accumulare nutrimento narcisistico per rilasciarlo in modo ordinato, così da regolare le fluttuazioni della fornitura primaria. In altre parole, il compito della donna è quello di testimoniare i momenti di gloria del narcisista per ricordarglielo ogniqualvolta si sentirà giù.

Alcuni narcisisti sono stati educati a lottare per l’attenzione dei genitori oppure avevano dei genitori assenti. Conseguentemente, nutrono sentimenti interiori di inadeguatezza, di non essere mai all’altezza e quindi terminano per odiare le donne.

Odiarle e sfidarle nella vita quotidiana.

In buona sostanza “fare l’amore” per un narcisista è visto come un atto falso e falsato, semplicemente un passaggio obbligato per conquistarsi l’affetto dell’offerta narcisistica del momento.

Fare l’amore non significa niente per queste persone e il matrimonio non è visto come una vera unione, ma piuttosto come un pezzo di carta.

I narcisisti hanno bisogno di sentirsi estremamente speciali. Forse da bambini non hanno ricevuto un trattamento adeguato e così, per rimediare a questa ferita, cercano incessantemente più relazioni per risolvere il loro problema. E saranno sempre alla ricerca di conferma e di affermazione finché vivranno.

Per i narcisisti fare sesso è “normale” e le persone sono intercambiabili perché la superiorità appartiene esclusivamente a loro. Hanno imparato a sopprimere e reprimere i sentimenti perché solo così possono continuare a muoversi o semplicemente a respirare.

Come ci svela Sam Vaknin in “Narcisistic Personality Disorder ~ Do Narcissists Hate Women” (Malignant Self Love):

Vivere con un narcisista è un compito arduo e sfiancante. I narcisisti sono temperamentali, infinitamente pessimisti, irascibili, paranoici e sadici, mentalmente assenti e indifferenti. La loro routine quotidiana è una trafila di minacce, lamentele, ferite, eruzioni, malumore e rabbia. Il narcisista si scaglia contro offese vere e immaginarie. Lui aliena le persone. Li umilia perché questa è la sua unica arma contro l’umiliazione perpetrata dalla loro indifferenza.

Gradualmente, ovunque si trovi, il circolo sociale del narcisista si assottiglia e poi svanisce. Ogni narcisista è anche schizoide, in una certa misura. Uno schizoide non è un misantropo. Non odia necessariamente le persone – semplicemente non ne ha bisogno. Egli considera le interazioni sociali come una seccatura da minimizzare.

Il narcisista è diviso tra il suo bisogno di procurarsi nutrimento narcisistico (dagli esseri umani) e il suo fervido desiderio di essere lasciato solo. Questo desiderio è costellato di disprezzo e sentimenti di superiorità.

Per un narcisista l’amore viene identificato come una prerogativa degli esseri deboli e banali.

E loro non desiderano essere normali esseri umani!

In più sentono che tutti gli altri hanno torto, mentre la ragione è dalla loro parte. Avvertono che il resto del mondo rema contro di loro per invidia della loro superiorità al limite della divinità.

Quindi, la rabbia che provano deriva non dalla mancanza di amore degli altri, ma dalla rabbia che provano per loro stessi: sanno di non essere infinitamente potenti, di non avere tanto successo, di non essere fonti di ispirazione per nessuno e che l’immagine non è bella come dettata dalla loro immaginazione. Sanno che la visione eccitante che hanno di se stessi non combacia con l’immagine percepita dagli altri e semplicemente non capiscono come mai non sono adorati dalle persone. A questo punto si sentono discriminati da gente incapace di riconoscere il loro vero valore e agiscono come se fossero costantemente ignorati.

Molti di loro sono in continua evoluzione, cambiano, si adattano, si reinventano perché temono di restare soli e hanno paura di essere noiosi e ridondanti.

L’eccitazione per loro è nel creare dramma.

Vivono per delega attraverso gli altri, rispecchiando e riflettendo le persone dalle quali amano circondarsi.

Sono anime solitarie con un’esistenza ancora più solitaria.

Solo chi ha sposato uno e ha convissuto con uno può veramente capire la triste realtà.

 

47 pensieri su “Perché la frase più detestata dall’uomo narcisista è ‘Ti amo’? L’odio e la misoginia nel matrimonio

  1. Questo articolo è la foto di come è il narcisista in un rapporto. Tutto come da copione! Terribile! A proposito della frase “ti amo” l’ ho pronunciata due o tre volte in 7 anni , poi basta perché mi pareva facesse uno strano ghigno. Fare l’amore con chi? Dopo i primi tempi..Sesso, solo sesso, tu sei uno strumento atto a .. E niente altro. È una vera fortuna essere liberi da questo mostro di freddezza!
    Grazie! Buona giornata a tutti

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  2. Frase pronunciata da me una sola volta, al picco del primo love bombing.
    Non posso dire di non averla più pensata, sicuramente in moltissime occasioni l’ho dimostrata.
    La repulsione definitiva l’ho avuta quando, alle battute finali prima dell’ultimo scarto, ha tentato di estorcermela al telefono.
    E se c’è una cosa che non dimentico sono la sua espressione di destabilizzazione e paura, poi quella di entusiasmo perché capendolo poteva passare alla svalutazione e infine quella di mercificazione di quelle parole che sono l’essenza del rapporto tra due persone.
    Parole che simboleggiano, oltre che affetto anche stima, desiderio, rispetto, valutazione. …e di cosa stiamo parlando, e con chi poi?

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  3. Nella mia relazione con un narcisista durata tre anni ci sono stati numerosi distacchi e riavvicinamenti..in uno di questi, quando le cose sembrano andare particolarmente bene, ho avuto la sciagurata idea di scrivergoi una lettera in cui gli esprimervi i miei sentimenti e la mia felicità profonda per esserci ritrovarti dopo un periodo di distacco durato alcuni mesi….mesi durante i quali lui non si era minimamente preoccupato del mio stato di sofferenza e anzi aveva pure intrecciato una nuova relazione é(ma questo venni a saperlo solo in seguito). Quando gli consegni la lettera mi disse che l’avrebbe letta…..e invece….é sparito nel nulla cosmico, nessuna risposta, nessun contatto da parte sua finché non l’ho trovato online su una chat di appuntamenti che cercava altre! É stata una grandissima delusione e umiliazione. Lo bloccai per quattro mesi ma poi non riuscii a mantenere il blocco. Subito dopo averlo sbloccato mi ricontattò senza fare minimamente cenno alla lettera e al rest. Io ero arrabbiata ma lo amavo e l’ho ripreso comunque nella mia vita a patto però che mi dimostrasse di tenerci davvero a me. Quella volta durò solo un mese in cui ci vedemmo alcune volte poi sparí di nuovo. Questi tra e molla sono durati per altri due anni finché non ho detto basta alle umiliazioni e ora sono in sereno no contact da quasi un anno. Un suo recente tentativo di agganciarmi di nuovo è stato ovviamente respinto. Il no contact la nostra unica salvezza.
    Non bisogna mai mostrare sentimenti o affettività ad un narcisista….non lo capiscono, se ne sentono minacciati e per loro é un’ottima occasione per scartati visto che “pretendi troppo” da loro che poverini hanno già fatto tanto a concedersi….
    Un saluto e buon cammino a tutti

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    1. La mia relazione è stata simile alla tua durata qualche anno in più.
      Non riuscivo a credere che potesse esistere una persona così.
      Quando gli ho comunicato il mio ritardo di due mesi è sparito. Quando ho sollecitato una sua posizione mi ha detto che era uno spirito libero, poi è partita una vera è propria aggressione verbale.
      Questo episodio è stato determinante.
      Sono arrabbiata con me stessa per non aver capito che tipo persona ho incontrato

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      1. Mari mi dispiace moltissimo per quanto ti è successo. Io quando ho scoperto che il mio ex andava con diverse donne ho temuto per la mia salute…per fortuna gli esami fatti sono stati negativi ma lo spavento è stato tanto. Sono esseri del tutto inaffidabili ed irresponsabili, spesso non usano protezioni nel sesso dicendo “fidati” senza minimamente curarsi delle possibili conseguenze come gravidanze o malattie. Purtrppo quando si ha a che fare con loro si é come sotto un incantesimo e spesso si fanno cose che normalmente non faremmo/accetteremmo mai. Un abbraccio

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  4. Ciao a tutti,
    nella mia personale esperienza è probabile abbia incontrato una lei con tratti border e istrionici (che si sovrappongono poi al narcisismo), i ti amo erano veramente tanti ogni giorno usava anche il superlativo “ti amissimo” il picco fu una mail con 100 ti amo (il primo ti amo detto dopo una settimana e non ho mai capito su che basi, lei mi disse perché bastava che mi stesse vicino per “quasi” avere un orgasmo). Era tutto troppo quasi teatrale e melodrammatico. Le svalutazioni erano legate al mio impegno nel rapporto considerato insufficiente e sinonimo di non amore ovviamente se confrontato ai suoi slanci “non sei più come prima”, arrivò a convincermi indirettamente che ero anaffettivo e non innamorato.
    Ciao

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  5. Leggendo mi è venuta alla mente una conversazione che avemmo all’inizio della relazione, quando ancora  era tutto “bello”.
    Io  mi accorsi molto presto della sua “difficoltà a lasciarsi andare”,   della sua freddezza emotiva e affrontando il discorso lui mi disse: “Dalla mia esperienza ho maturato la convinzione che l’amore non esiste, tutte le coppie che tanto  dicono di amarsi sono degli ipocriti che dietro le spalle se ne fanno di ogni….
    Sicuramente  era un enorme campanello di allarme, che ovviamente io non ascoltai, anzi, probabilmente pensai: Poverino, ti farò cambiare idea con il mio amore…”
    Al di là del fatto che io non diedi peso al discorso, perché mi disse questa cosa? Voleva avvisarmi? Era un test?
    Come sempre l’articolo è disarmante nella precisione in cui rivedo, oggi, la personalità del mio ex.

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    1. Cara Alma, si tratta di proiezione. Gli n.p. attribuiscono agli altri la loro stessa incapacità di amare. Quando dicono “dalla mia esperienza” spesso stanno pensando alle cose che hanno fatto, e non a ciò che hanno visto fare gli altri. Il tuo pensiero è stato quello di tutte le prede: “ci penso io… perché NOI siamo speciali”. Per loro, però, un NOI non esiste. Non voleva avvisarti e non era nemmeno un test, stava solo proiettando i suoi difetti sulla “gente”. Abbraccio grande.

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  6. Sono d’accordo con molto di quanto espresso nell’articolo, ma non con alcuni passaggi. Ad esempio, non credo che il narcisista sappia, razionalmente e consapevolmente intendo, di essere una truffa, un imbroglio, un nulla, un essere non amabile. La sua paura di fondo è, in verità, esattamente questa, e in talune circostanze può prendere la forma di un avvertimento sensibile, può salire su come una minaccia, ma per lo più ricacciata nella sfera preconscia, e anzi fanno di tutto per non farla salire alla coscienza (si può dire che ogni loro sforzo è finalizzato inconsciamente verso questo obiettivo). E’ un timore di fondo, un tarlo, una inquietudine anche costante, ma non una lucida consapevolezza (altrimenti, non sarebbero egosintonici, non penserebbero di stare bene, cadrebbero in depressione costantemente e, forse, avrebbero qualche possibilità di salvarsi andando in terapia). Il tarlo dell’impotenza agisce sempre nel loro inconscio e, anzi, determina tutti – o quasi – i loro comportamenti maladattivi, ma lo tacitano con una falsa consapevolezza di grandezza, adeguatezza e forza, attraverso tutti gli strumenti difensivi che utilizzano per negare proprio il sentimento di questo vuoto interiore (scissione, proiezione, negazione del piano di realtà, rimozione dei ricordi). Se avessero coscienza razionale e lucida della loro nullità, del loro vuoto interiore, dello stato di dipendenza dagli altri, il loro Sé patologico si disgregherebbe, mentre ogni loro sforzo è finalizzato a mantenere intatta la patologia che si fonda appunto sulla coesione di un falso Sé grandioso. Anche al prezzo di legarsi a qualcuno che reputano un idiota (perché si lascia abbindolare dalle loro lusinghe, perché ama), la qual cosa, secondo me, non costituisce un problema per loro. Difficile per loro, invece, permanere più di tanto in una relazione con qualcuno che resiste alle manipolazioni.
    Tutto questo non significa che non inizieranno i processi svalutativi, in ogni caso e verso chiunque: verso chi si lascia “abbindolare” da loro (nella loro testa: perché sono deboli e vanno puniti), verso chi reagisce (nella loro testa: perché diventano fantasmi che puniscono e manipolano). E’ vero, dunque, che non si fidano di nessuno, né di chi li accoglie nonostante gli abusi né di chi rifiuta gli abusi. Com’è vera la loro misoginia (se sono maschi eterosessuali), così come è vero l’odio per il maschile (se sono femmine etero).
    Dico queste cose per contribuire alla descrizione fenomenologica di np, non certo per alleggerirne la posizione. La loro inconsapevolezza su se stessi non ne riduce ovviamente la responsabilità abusante. Sono infatti adulti ed esercitano pienamente i loro diritti nella società. Ma ci sono pure i doveri. Ho accolto con piacere, ad esempio, la notizia appresa di recente di un caso in cui un uomo ha ucciso la sua compagna ma, pur essendogli stato diagnosticato il DNP, questa condizione non ha costituito per il tribunale un elemento per un alleggerimento della pena, come volevano invece i suoi avvocati. E vaffanculo! Scusate, ma quando ce vo’ ce vo’!!!

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    1. Cara Blume, come sempre ottima analisi. La loro inconsapevolezza non è un alibi, anche se esiste.
      E la loro necessità distruttiva dipende dalla necessità di sopprimere eventuali testimoni del loro vuoto cosmico, per loro del tutto inaccettabile; se lo vedessero si disgregherebbero, essendo il loro essere falso e non poggiato su una normale struttura di personalità.

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      1. Sì, infatti è così. Chi è stato testimone della loro fragilità, adda morì, senza alcun dubbio. La loro rabbia nei confronti dei testimoni oculari del loro vacillare è sempre presente, non si attenua mai, pure se negano anche a se stessi di aver mai vacillato, mentre riescono a trattare con più condiscendenza chi è stato “solo” vittima dei loro abusi perpetrati da una posizione di “forza” (che magnanimità…). Naturalmente, comunque, il fine distruttivo delle relazioni è sempre presente verso tutti, indistintamente. I drammi che inscenano, gli inseguimenti sentimentali che scatenano, le disperazioni emotive che suscitano, servono a creare in loro l’illusione della vita (senza mai mettere in gioco se stessi davvero) e ad alimentare la fantasia della loro potenza (di cui nell’intimo inconscio dubitano).
        Vabbè…
        Un abbraccio a tutti/e.

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  7. Sono Tre settimane che ho rivelato i miei sentimenti ad un ex collega con tratti narcisistici e psicopatici (leggendo gli articoli in questo magnifico blog ho purtroppo avuto modo di capire con chi avessi a che fare). Mi ha risposto che non se lo aspettava (gulp a me sembrava di essere fin troppo chiara), che anche lui mi voleva bene e che mi rispettava (in quella giornata gli avevo detto che non potevo parlare visto il mio status di donna impegnata). Dopodiché il silenzio sia da parte mia che da parte sua. Forse qualche giorno fa una sua foto profilo whatsapp su sfondo nero ed una scritta bianca Silence. Allora mi chiedo forse non era narciso?

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    1. Su che base te lo chiedi? Sul fatto che ha dichiarato di rispettarti e non si è ancora fatto sotto? E su che cosa precisamente invece basavi i suoi tratti narco-psicopatici? In ogni caso, forse, pure se non è esattamente np ma ha tratti disturbati…meglio così, “Silence”, no?

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      1. Ci sono state nel corso di questi anni diversi episodi che mi hanno indotto a pensare che avesse problemi. Dal sadismo (arrivava a raccontarmi che faceva del male agli animali non di proposito diceva lui), al controllo spasmodico dei miei accessi whatsapp (a che ora andavo a dormire a che ora mi svegliavo), all’incapacità di esprimere delle emozioni, allo spiccato egocentrismo. Certo la sua reazione mi ha stupito, ma il silenzio suo secondo me rientra nel ricercato tatticismo che ha sempre applicato. Si meglio Silence ma è dura

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  8. Cara Blume, concordo con l’analisi di Vaknin sul fatto che A TRATTI sono consapevoli. Questa consapevolezza, tuttavia, dura un soffio. E’ a questo soffio che molti terapeuti si aggrappano per dire che potenzialmente gli n.p. potrebbero “guarire” se solo riuscissero a far durare un po’ di più i loro flebili attimi di lucidità. Lo stesso Vaknin afferma, tuttavia, che le possibilità di fallimento sono enormi. Questo perché il narcisista scappa come una furia alla vista dell’immagine del vero Sé. Si tratta di una visione talmente insopportabile da portarlo ad adottare comportamenti compulsivi per scacciarla dalla mente. Quindi, appena intravvede l’orrore che ha dentro egli va IMMEDIATAMENTE alla ricerca di fornitura narcisistica per nutrirsi. E le prede intrappolate cosa fanno? Dicono che l’orrore che ha intravisto per qualche secondo guardandosi allo specchio NON E’ VERO e che lui o lei è una persona LEGGERA, MERAVIGLIOSA, BUON AMANTE, BUON PADRE (madre), BUON AMICO (amica), ONESTO (onesta) E BLA BLA BLA. Quindi, la preda senza saperlo alimenta il suo disturbo e lo fa attraverso la serie di lusinghe per tirarlo su. A volte sa di mentire, a volte lo pensa davvero. Dipende dalla fase in cui si trova la pseudo relazione. Abbracci a te.

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    1. Sì, su questa dinamica concordo pienamente. Fuggono come la peste il sentore di essere vulnerabili. E si buttano immediatamente sulle prime forniture narcisistiche che trovano pur di sopravvivere. Sperimentato sul campo.

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  9. Non ho mai capito veramente quanta consapevolezza abbiano del loro “disturbo” perché spesso quando fanno per così dire delle “ammissioni” di colpa spesso sono finalizzate a tenere agganciata la vittima. Quello che invece per esperienza personale ho provato è che non sopportano in alcun modo di vedersi per quello che in realtà sono. La critica, l’accusa o meglio ancora la dimostrazione evidente delle loro mancanze e delle loro incapacità e/o del profondo vuoto emotivo che si tocca quando si cerca di entrare più in profondità è per loro intollerabile. A quel punto si assiste alla furia. La persona che NON rimanda più l’immagine grandiosa o che NON aderisce completamente al modello DEVE essere distrutta con tutte le forze. Si scatena l’odio. Sembra per loro una questione di vita o di morte: per sopravvivere devono “uccidere” quello specchio così orribile che hanno davanti (a volte purtroppo lo fanno veramente). Quindi inventano una realtà alla quale credono, proiettano tutte le loro malvagità su quella persona, iniziano l’opera di distruzione ma ora della fine si saranno già assolti perché stanno “solo” reagendo a qualcosa che hanno subito ma che “mai avrebbero provocato!”. E ripartono.
    Francamente non saprei dire se sanno veramente che l’immagine che hanno di sé non combacia con la realtà…se anche a volte ne hanno coscienza mettono in atto dei meccanismi potentissimi e immediati per modificare la realtà rendendola più tollerabile. Nella relazione con loro presto ci si accorge che c’è un muro oltre il quale non ci faranno andare. Io ho sperato e creduto fermamente che avrei potuto abbattere quel muro con l’amore, la fiducia, la compassione e la tenerezza. Loro non si fidano di nessuno, il mondo è un posto orribile nel quale tutti sono pronti a fregarti…il pessimismo, il dramma e la rabbia sono il pane quotidiano. La relazione con loro è sfiancante, una lotta, un incontro di pugilato senza esclusione di colpi fino al ko della vittima e del concetto stesso di relazione.
    Un abbraccio e buona serata a tutti

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    1. Sì, Mirò, fanno esattamente così. Non c’è verso di farli ragionare.

      Questo il loro ritornello di negazione e autoassoluzione:
      “Non è successo, e se è successo non è importante.
      E se è importante, non è così grave.
      E se è così grave, non è stata colpa mia.
      E se è stata colpa mia, non l’ho fatto apposta.
      E se l’ho fatto apposta, te lo meritavi”.

      PS: Non è l’ammissione di colpa a parole che rivela la loro “consapevolezza” (con le parole, mentono). Rivelatrici in tal senso sono le pure reazioni alla loro paura di fronte alla sensazione di essere in difetto: svalutazione e disprezzo, proiezioni, rabbia, fuga, pur di allontanare il pericolo di vedersi come sono.

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      1. Cara Blume
        Purtroppo credono fermamente alle costruzioni della loro mente e in virtù di quelle false realtà sono disposti a tutto. È disarmante vedere quanto sono disposti a sacrificare per non guardarsi dentro e per non ammettere di avere un problema

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  10. Sono in pieno accordo blume con quello che hai detto però e anche vero che si i soffi gli attimi ci sono .adesso che vedo le cose da un altra angolazione con meno nebbia. Come ho già raccontato raramente lui perdeva il controllo e infatti cosa stranissima davvero non l ho mai visto ubriaco nemmeno quando potevamo bere un Po di più. Però una sola volta davvero il giorno di ferragosto aveva superato le soglie ..E quel giorno anzi la notte mi dice appunto. ..sto molto male vorrei trovare il coraggio di ammazzarmi.ma non lo trovo. Ho distinto bene la frase dalle sue solite frasi atte ad avere l attenzione anche perché il giorno dopo ha negato ben tutto. Ed è anche vero che una volta smascherati ti odiano il doppio . Una delle prime frasi e stata se sapevo fare da mangiare e poi che ero stata io a volere lui a cercarlo. Poi ha visto la mia forza il mio vaff.iniziale e ha cominciato la recita. Bene ammesso che il problema è la mia ferita narcisistica ho proprio visto e oggi ho avuto conferma che quei soffi sono rari altrimenti come dice blume si farebbero fuori. Claudelia purtroppo oggi ho saputo che non rimane a Cuba. Torna e si è licenziato da un posto statale pensa . In modo plateale dopo parecchie truffe. Aveva il timore che lo licenziassero stessa dinamica . Vedi. Ha scartato lui . Ma sentire.bene. Aveva già un alternativa un lavoro affiliato sempre sul nostro luogo ma per una ditta privata e guadagna il doppio. Con la giustizia ha ancora un contenzioso e ancora ci saranno evoluzioni ma tanto l ambiente dove l hanno assunto e composto tutto di ex galeotti e non badano a questo. Lui sbandierato su fb non visto io ovviamente felice e contento e chiede amicizia a tutti i colleghi sconcertati perché questo è il 4 profilo in un anno. Come vedete anche nel lavoro la dinamica e stata identica agli schemi usati nella relazione. Pazzesco! Sono tutti basiti . E intanto e stato sul palco fino ad oggi che era il giorno del rientro erano tutti con il fiato sospeso. Che ingiustizia però la vita. Spero solo che almeno le indagini si concludono perché è come lavoratrice e collega che mi sento malissimo nel vedere una disonesta ‘così grande e con il suo ghigno sulla faccia. Un abbraccio a tutti

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    1. Sì, Mirna, gli attimi ci sono pure, non tanto di lucidità sui propri schemi e sulle dinamiche che li governano, quanto sul proprio malessere, sulla propria condizione di sofferenza. Cioè, anche negli sprazzi di luce mancano comunque di vera capacità di autoanalisi e, soprattutto, non fanno nulla di conseguentemente coerente a risolvere il problema (per questo, non arrivano neanche al suicidio, che sarebbe anche una via di uscita…). Si limitano, in quei soffi, ad avvertire il proprio malessere. Come fosse un’ulcera, una gastrite, un molare infettato. Ma poi, con un po’ di balsamo (leggi: rifornimenti narcisistici) e con una buona dose di oblio (leggi: rimozione, distorsione, negazione, proiezione…), tornano ad essere esattamente gli stronzi di un attimo prima…
      Giancarlo Di Maggio, terapeuta specializzato nel trattamento del DNP, dice che in terapia, se ci vanno, ci arrivano per “problemi collaterali”, spesso in un’età avanzata: cominciano a soffrire di attacchi di panico, di fasi depressive, che però non sanno assolutamente spiegarsi. Tutto il lavoro terapeutico iniziale è far loro riconoscere gli schemi disfunzionali che li governano nelle previsioni (negative) delle reazioni dell’Altro, per poi (se funziona, se non abbandonano) riconoscere di essere affetti da un disturbo e, in ultimo, sviluppare empatia per gli altri. ‘Na cosa lunga lunga e, spesso, interrotta dai pazienti proprio mentre si procede positivamente…

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    2. Vedi Mirna come fanno? Sotto sotto loro si stanno sempre muovendo, tu non lo sai ma loro si stanno organizzando! Loro vivono nell’ambiguitá, non sono trasparenti e si creano più alternative tanto non hanno remore, non hanno difficoltà a mentire e dell’onestà e della correttezza non gliene può fregare di meno! Quando pensi di saperla tutta sappi sempre che ti manca un pezzo

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      1. La tattica del “Tero”, la chiama H. Marietan: “Il tero è un problema per i cacciatori in aperta campagna perché segnala al resto della fauna la presenza umana nei paraggi; il tero vola intorno all’uomo emettendo un suono simile a “teru_teru”, rovinandogli la caccia. Il tero, però, è anche molto astuto: mette in atto lo scandalo lontano dai luoghi in cui si trovano le sue uova. La manovra di distrazione è molto chiara: grida di qua, ma il nido è di là.

        Questa tattica è molto utilizzata dagli psicopatici, denominata anche “falsa pista”, cioè, loro concentrano l’attenzione degli altri su un certo argomento mentre lavorano in sovrapposizione e silenziosamente su tutt’altro. Quando la vittima si rende conto dell’artificio è già tardi, l’opera di distrazione è stata compiuta.” https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/24/principali-strategie-di-raggiro-utilizzate-dai-perversi-narcisisti/

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      2. Cara Claudileia
        questa modalità l’ho potuta verificare sia nella mia relazione che nel lavoro perché per alcuni anni noi abbiamo lavorato insieme. Apparentemente non si vede nulla, non traspare nulla anzi, tutti i loro movimenti più evidenti non farebbero mai pensare che sotto sotto stanno pensando a tutt’altro, che si stanno muovendo su piani diversi. Non è solo scaltrezza ma anche disprezzo per le regole e nessuna forma di correttezza professionale o personale. Per fare un esempio: in studio gli hanno pagato un corso per formarlo su un nuovo ambito in cui volevano operare e dove lui doveva essere la persona di riferimento. Ovviamente lui ha accettato garantendo impegno e presenza. Invece senza che nessuno sapesse nulla stava “prendendo” in Romania (ho verificato ed è proprio così solo che in Italia occorre un percorso di studi di un paio d’anni) il titolo per l’abilitazione all’insegnamento che poi, una volta tradotto, avrebbe avuto valore in Italia. Ma allo stesso tempo contattava un altro studio per poter collaborare con loro. Morale della favola: pochi mesi dopo se ne è andato dallo studio che gli ha pagato il corso lasciandoli senza la persona di riferimento, è andato nell’altro dove ha “usato” le conoscenze pagate da altri e nel cassetto tiene un titolo che, se deciderà, gli permetterà di entrare nelle graduatorie dell’insegnamento nella scuola italiana. E lui cosa ha pensato in tutto questo? Ha inventato una realtà nella quale lo studio che gli ha pagato il corso ha sempre approfittato della sua enorme disponibilità pagandolo poco, non gli riconosceva sufficiente merito e non rispettava i patti fatti da loro inizialmente quindi lui aveva tutto il diritto di migliorarsi! Il corso pagato? Beh mica l’ha chiesto lui! Evidentemente sapevano che lui valeva! Ecco, come la realtà si trasforma completamente e quella che ne risulta è una distorsione totale della prima finalizzata solo a proteggere l’immagine di bella persona che hanno di sè. Benché falsa diventa una verità granitica e chiunque osi anche solo metterla in discussione pagherà a caro prezzo.

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  11. @Blume Quello che io ho ricavato é che alla fine qualunque atteggiamento si adotti nei loro riguardi, sia di forza contro le manipolazioni che di accettazione il risultato alla fine non cambia, non si legano mai e appena possono scappare da una situazione che per loro si rivela troppo impegnativa e poco gratificante a livello di “fornitura” scappano. Insomma, non c’è speranza. Io ho avuto due narcisisti, con quello dei tre anni ho subito i ritorni e le sparizioni, con il secondo ho provato a contromanipolarlo e qualche soddisfazione me la sono anche tolta francamente. Però restano sempre persone che non daranno mai il cuore. Se questa cosa si comprende allora si può anche gestire una relazione a patto di non coinvolgersi ma sarà sempre una lotta inpari rispetto alla loro chiusura totale….a volte “sembrano” aprirsi un pò, mostrare un barlume di tenerezza, capire gli errori ecc….ma nei fatti restano sempre uguali a sé stessi.

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    1. Sì, infatti. Non c’è verso. Come li prendi li prendi, ripetono sempre se stessi. Se contromanipoli, qualche soddisfazione te la togli, concordo, anche a me è successo: li fai vacillare un po’ (e provi, nell’immediato, la soddisfazione di vedere il dio che si sgretola un po’), ma poi riprendono subito la forma patologica che appartiene loro, ogni nostra “vittoria” è effimera. E, alla fine, penso che, da empatici, la gestione di una relazione di questo tipo, pure se con armi affilate, non sia possibile: perché per non coinvolgerci per nulla dovremmo essere come loro, e non lo siamo… finisce perciò sempre male per noi, o comunque peggio per noi (che un cuore, per quanto in difesa, ce lo abbiamo) che per loro (che al cuore hanno rinunciato).

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      1. É così…per me questa faccenda con i narcisisti è stata una grande scuola, ho compreso che queste persone che pure affascinano molto a loro modo sono esseri malandati e poco stabili, non é possibile averci un rapporto in nessun modo….vada come vada devono sempre avere la meglio ma la verità è che i falliti sono loro e non noi perché la loro vita è destinata a continui fallimenti. Il mio secondio narcisista, laureato con un curriculum che in teoria avrebbe dovuto lavorare allfa NASA per tutte le competenze che sciorinava in realtà é uun povero fallito che fa l’insegnante di sostegno in una scuola di provincia ma è convinto di essere un genio incompreso…visioni di sè stessi irrealistiche e comportamenti ridicoli. Francamente fanno pena e meritano di relazionarsi con donne che credono ciecamente alle loro fandonie. Un abbraccio

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  12. Per Mirò: sono disposti a sacrificare sull’altare della patologia anche quanto di più prezioso esiste per ciascuno, cioè se stessi… Perciò capiamo bene che nulla possiamo fare per loro.

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  13. Il mio, cara Spirito Libero, millanta una laurea che neanche è riuscito a prendere… lavori che non fa… e tante cazzate di questo tipo. Una cultura ce l’ha, ma non è riuscito a concludere nulla, per studiare con successo ci vuole pazienza e dedizione, obiettivi realistici, interessi autentici verso qualcosa… tutte cose che in genere non hanno. L’unica fortuna che ha, è uno zio ricco e senza eredi né parenti (un np anche lui, temo), quindi soldi a disposizione per quello che gli gira in testa. Magari c’è anche qualcuno di successo, ma in verità la maggior parte sono proprio dei falliti che si sentono geni incompresi dal mondo. Visioni di sé irrealistiche e comportamenti ridicoli, dici bene. Il loro potere è arte seduttiva affinata ad arte e buona per chi è disponibile a bersi ciecamente le cacchiate che sparano. Io una laurea ce l’ho senza avere alle spalle una famiglia ricca (ho studiato e lavorato per mantenermi agli studi), un lavoro che mi appassiona anche, interessi autentici pure, ed entrano in competizione anche su questo, come fosse colpa nostra che non hanno concluso nulla nella loro vita. Il mio è arrivato addirittura ad essere invidioso e competitivo nel tango, danza che io pratico da anni e lui da relativamente poco (pure se ha predisposizione): avrebbe dovuto ringraziare il cielo di avere disponibile a ballare spesso con lui una ballerina esperta, cosa che consente di migliorare rapidamente, e invece non ti dico che storie pure qui… due palle!
    Sono dei falliti, sì, che fanno pagare agli altri le loro frustrazioni.
    Buona serata a tutti e tutte, che dei bei sogni ci vengano a trovare nel letto!
    Baci

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  14. PER ARIA:
    Tutte cose che rientrano nell’ambito di una personalità disturbata, sì. Il sadismo è un elemento ricorrente, spesso alludono a cose per il piacere di spaventare (anche il mio np, conoscendo il mio amore per gli animali e il mio concreto volontariato in questo settore, alludeva a qualcosa del genere, mostrava di sapere dettagli sui sacrifici dei satanisti che io – da guardia zoofila – ho combattuto proprio sul campo, quasi per alludere al fatto che vi aveva partecipato, salvo poi dire che avevo capito male, che mai farebbe del male agli esseri viventi… il tuo, poi… come si fa a far del male agli animali senza rendersene conto?), l’egocentrismo, il controllo (ostentato o nascosto), l’anaffettività…
    E’ dura, lo so, perché hanno una capacità di attrazione indubbia, ma che sia Silence per te, senza tatticismi. Hai la fortuna del suo silenzio, del suo non agire: pure se è tatticismo, approfittane. Come consiglia quell’altro pazzo di H.G. Tudor, il “narcisista superiore” (o l’abile mercante) che vende consigli su internet a coloro che hanno a che fare con np, “se sai, vai”: se ti rendi conto di chi è, non sfidarlo e non pensare di cambiarlo: vattene.
    Io ho capito quasi subito che avevo a che fare con un np, ad intuito (solo in seguito però, ormai già immersa nella relazione, avrei studiato bene il fenomeno). Mi sono buttata nella relazione quasi come in una sfida. Con la consapevolezza di ora, con la testimonianza di tanti qui sul blog, onestamente, se tornassi indietro non farei la stessa scelta scellerata. Tu hai già la consapevolezza di chi è, hai le testimonianze di tanti di noi, puoi sapere in anticipo che non c’è verso di uscirne bene, da sani, che con loro finisce sempre male. Sai, quindi vai.
    Un abbraccio.

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      1. Vai Aria, scappa, mettiti in salvo, sei stata fortunata. Anche se è durissima, se può aiutarti pensa che questo è l’unico modo di rimanergli nel “cuore”. Non realizzare e lasciarlo a fantasticare su quello che avrebbe potuto essere e non è stato. E non dovrà essere mai, adesso lui crede di averti messa in barattolo come un sott’olio e poterti tirare fuori quando vuole, magari ha una vittima fresca sottomano ed è certo che starai ad aspettarlo ben conservata. Sorprendilo, non farti trovare nel barattolo, non contattarlo per nessuna ragione, non farti trovare se si presenta. L’attaccamento evitante è l’unico che conoscono; e se davvero vuoi essere “considerata” allontanati più che puoi, prima che puoi. So bene che per una persona normale si tratta di un comportamento assurdo ma bisogna farsi forza, prima che accada l’irreparabile sparisci. Se ora stai male ti assicuro che dopo starai molto ma molto peggio….

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  15. Care ragazze (ma sono rimasto pressochè l’unico uomo che scrive?), secondo me il problema si riassume nel fatto che sono completamente egosintonici, cioè vedono solo il lato positivo di quello che fanno, e anche quando hanno sentore di fare o dire qualcosa di consapevolmente sadico, pensano sia giustificato dal momento, dalla loro sofferenza (che c’è ma delle cui cause non sono consapevoli) o, in genere, da qualche torto subito che li autorizza a rappresaglie furiose. In questo senso poi non sono mai capaci di reali scuse o pentimenti, rimanendo fermamente convinti di non aver nulla di cui scusarsi.
    E l’errore è credere che con l’empatia e l’amore incondizionato si riesca sia a vedere la loro sofferenza, che a renderli consapevoli del male che fanno, in modo che possano cambiare. Ma se fossero in grado di mentalizzare il loro vuoto e le cause che l’hanno creato non sarebbero degli np.
    Quindi si crea un corto circuito relazionale che porta loro a rimanere esattamente quello che sono per incapacità o impossibilità di vedere e accettare il proprio vero sè, e noi ad impazzire cercando di salvarli da loro stessi. La nostra salvezza è invece la consapevolezza che tutto ciò non è possibile, ma è durissima da accettare, anche perchè anche noi a quel punto siamo costretti a fare i conti col nostro vuoto che, contrariamente a quanto pensavamo, non abbiamo colmato col nostro amore per loro.
    Un abbraccio a tutte/i!

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  16. Tutto estremamente vero ogni singola parola.In fase di scarto indotto ultimo atto,(sparisce,torna,sparisce dopo un primo love bombing assiduo di messaggi)L’ho visto pieno di disprezzo,disgusto e terrorizzato.Ricordo in fase metà love bombing, in un abbraccio teatrale
    vuole che gli dica il ti amo,solo per
    essere sicuro di avermi ormai in
    gabbia;quando poi incomincia la
    discesa.Non voleva mai essere toccato
    a meno che non lo facesse lui, sempre
    nella prima fase però .Si dormono sulla
    riva ,il solo pensiero del contatto
    fisico è devastante.La fortuna che ho avuto nella sfortuna d’incontrarlo è che leggendo te cara Claudia, prevedevo ormai tutte le mosse
    immagino chi non è informato su
    questo disturbo,c’è veramente da
    impazzire, come vedo le altre prede
    sfiorare o dimagrire a vista d’occhio.
    Sono in no contact ormai da un anno
    e mezzo.Non è facile elaborare ciò che
    è successo e mi chiedo continuamente
    come ho potuto finire con un
    elemento così se pur per un breve
    periodo per fortuna,
    grazie all’informazione.

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    1. Si, confermo che hanno un problema con il contatto fisico, a meno che non siano loro a determinarlo o a volerlo. Il mio, se camminavamo per strada e gli prendevo la mano, si ritraeva istintivamente, come avesse preso la scossa. Le uniche volte che l’ho visto abbracciarmi senza intenzione, è stato nel sonno…

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      1. Posso confermare la stessa difficoltà al contatto fisico a meno che non sia voluto da loro. Anche i momenti di intimità sono spesso relegati all’atto in sé. Subito dopo non c’era molta tenerezza, abbracci e coccole. Come se fare l’amore fosse limitato a un atto fisico ben preciso e basta. Notai immediatamente questa cosa perché invece io la considero importante ma non mi sentivo di fargliela notare, francamente non sapevo che parole usare per spiegare a un adulto, senza offenderlo, come comportarsi. Quindi molte volte prendevo io stessa le sue braccia e le mettevo intorno alla mia vita o al mio corpo ma la volta successiva eravamo da capo. Per strada quasi nessun contatto e estremo disagio nelle effusioni al punto che evitavo per non metterlo in imbarazzo. Oggi mi spiego questi atteggiamenti in un’ottica completamente diversa purtroppo…ieri spiegavo tutto con un esagerato senso del pudore e una personalità molto introversa e fredda che, sempre grazie al mio calore, avrebbe trovato il modo di scaldarsi. Non è mai successo.

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    2. Me lo chiedo anche io Paola anche se sono stati tre mesi. Se avessi letto prima il blog 20 giorni e avrei chiuso prima però mi r servito avere l esperienza precedente con un n.p. anche se devo dire questo è stato molto più bravo.

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    3. Carissima Paola, chi non sa nulla di questo disturbo si convince di aver qualcosa che non va. Si rende suscettibile a tutte le manipolazioni e finisce “rattrappito” e prosciugato da ogni sua energia. Uno psicopatico o n.p. può convincere la propria madre di non essere figlio suo, insomma, sono addestrati sin dalla prima infanzia a manipolare e sedurre per ottenere ciò che vogliono. L’uso che fanno delle persone è esclusivamente strumentale. Si tratta di una realtà talmente dura da accettare che le prede preferiscono inconsciamente negarla per attaccarsi alla speranza di aver torto. Ed è proprio qui si lasciano andare…

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  17. Mirna finalmente una bella notizia!!!
    Io sono davvero felice per te sei liberaaa! Non preoccuparti il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ora puoi stare tranquilla lui farà il suo percorso nel nuovo lavoro che tanto…ma quanto può durare? Ma soprattutto chissenefrega Mirna!!! Non lo devi più vedere e tra un po’ finalmente nessuno ne parlerà più perché si sgonfierà tutto. Sono proprio contenta! Buonanotte

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    1. Eh lo so Eris ma vedere un ingiustizia anche da collega non è il massimo. Pensa la.mia unica collega femmina e molto giovane e onesta e rimasta sconvolta. Lei nella vita non ha visto nulla di simile. Pensa noi ….purtroppo rimanendo li sarebbe stata la cosa migliore. Compromessi.e imbrogli Continui.intanto ce lo ritroviamo qua.buona giornata Eris

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  18. Ciao a tutte/i.
    Caro Gianni sono un uomo anch’io anche se sembra che le vittime dei narcisisti siano purtroppo solo donne. Secondo me è per il fatto che l’uomo deve apparire sempre forte e in grado di superare queste cose. Personalmente non mi sono mai vergognato di scrivere in questo blog ai tempi della mia crisi. Vorrei solo dire questo. Il DNP (Disturbo Narcisistico di Personalità) viene spesso confuso con una specie di malattia. La mia personale opinione (non posso e non voglio mettere in dubbio la denominazione data da grandi specialisti) è che non si tratta né di un disturbo né tanto meno una malattia. I narcisisti sono costruiti così. Sono persone non mostri abbietti. Agiscono secondo la loro natura. Sarebbe come affermare che un cobra è affetto da DVL (Disturbo da Veleno Letale). Perché ti attacca? Per difendersi. Lo stesso fa il narcisista. Ti scarta a scopo difensivo. Sei troppo pericoloso. Il tuo amore è troppo pericoloso. Se crollasse la maschera evaporerebbero. Vivono in questo modo e sono incurabili.

    Ciao

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    1. Caro Kolisch, hai ragione e anche no….
      Loro a mio parere sono fatti così e basta, come dici tu, ma proprio nel senso che sono egosintonici e stanno bene così, non tanto perchè gli piaccia, ma perchè non hanno mezzi per realizzare quello che sono ne tanto meno per poter cambiare; in questo sono anche inconsapevoli.
      Se invece li guardiamo da un punto di vista esterno, non possiamo non considerarli malati e disturbati. La definizione di disturbo di personalità fa riferimento alla impossibilità di stare in pace con sè stessi e con gli altri; e da questo punto di vista loro sono indubbiamente disturbati, cioè non sono in pace ne con loro stessi (anche se questo non lo possono ammettere), ne tanto meno con gli altri, e questo noi lo sappiamo bene!
      Quindi è un po’ un circolo vizioso: sono malati di un male che non possono riconoscere, e quindi sono al tempo stesso non malati, ma anche malati incurabili.
      Ma alla fine quello che conta è che se ci hai a che fare l’unica cosa è prenderne in qualsiasi modo le distanze.
      Ciao e buona giornata.

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  19. Sono d’accordo con Kolisch nella parte finale del suo post: ti scartano a scopo difensivo, i sentimenti sono per loro pericolosi, riconoscere la maschera equivarrebbe a disgregarsi. Ma sono d’accordo con Gianni quando afferma che si tratta proprio di un disturbo: non una malattia in senso organico, ma di una patologia della psiche. Anche se loro ritengono di star bene, le loro dinamiche relazionali sono alterate. Il cobra attacca per sua natura di rettile e tutti quelli della sua specie si comportano allo stesso modo, il np attacca perché si è distanziato dalla natura umana sana e adulta, rimanendo bloccato alla soglia dei 3 anni dal punto di vista delle competenze affettive.

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  20. Articolo corrispondente alla realtà. Tranne che per il ritiro sessuale (la mia esperienza è stata invece quella di un uso compulsivo del rapporto fisico), gli altri aspetti rientrano tutti nell’incapacità di provare empatia, di capire il momento, lo stato d’animo dell’altro. Ricordo il ghigno, il fastidio, l’intolleranza nei confronti dei miei tentativi di minimizzare le discussioni in corso per cercare un compromesso, un incontro. Tutte le volte che usavo le parole “umano”, “umanita”, “siamo umani, ci sta, possiamo sbagliare”, ricordo lo sguardo becero ed infastidito di un uomo che non riusciva a codificare la portata emotiva delle cose. Singolare che proprio di fronte alla parola “umano” sistematicamente mi trovavo di fronte un uomo che rideva, con scherno, con disprezzo. Niente da fare, a loro np mancano veramente delle “rotelle emotive”……

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