Narcisismo e promiscuità: il bisogno continuo di infinite fonti di rifornimento

Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/narcissist-chameleon-void-any-authenticity-donna-hines/
Trad. C. Lemes Dias

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La cosa più sorprendente di un narcisista è la sua capacità di cambiare per adattarsi a qualsiasi relazione. Sono simili ai camaleonti in quanto possono cambiare dall’acqua al vino alterando efficacemente chi e cosa sono per mimetizzarsi in qualsiasi ambiente al fine di ottenere un vantaggio personale.

Tuttavia, è importante notare che queste incoerenze servono allo scopo di attirare l’attenzione, massaggiarsi l’ego e avere i propri bisogni soddisfatti. La verità è che il loro comportamento, la rabbia, la svalutazione e lo scarto sono esattamente gli stessi in ogni rapporto. Le proiezioni, gli atti maliziosi, la menzogna, il hoovering, la campagna di fango, la mancanza di coscienza e l’assenza di rimorso sono identiche alle relazioni passate.

Un narcisista ha maschere diverse per soddisfare ogni nuova fornitura e di conseguenza ogni cambio di ambiente.

Un narcisista può rifiutarsi di fare qualcosa o di rinunciare a certe cose, ma dopo potete sorprenderlo andando a fare esattamente quello che prima affermava di non credere, non fare o non aver mai pensato di fare.

Prendo esempio dal mio personale vissuto con un narcisista maligno, ma ricordo che questo è solo un esempio poiché ogni particolarità può essere sempre modificata per adattarsi ai rapporti o ai personali bisogni di un narcisista.

NEL MIO CASO:

  • Raramente ha scattato foto di famiglia e si rifiutava di guardare direttamente l’obiettivo, distogliendo lo sguardo;
  • Rifiutava ogni discussione, costringendomi ad inseguirlo mentre camminava stanza per stanza, dandomi le spalle;
  • Nessuna comunicazione, solo per e-mail/note scritte a mano che lasciava sparse prima di scappare via dalla porta con la sua affollata agenda in mano e la serie di commissioni chiaramente inventate da lui;
  • Nessuna assistenza con nulla che coinvolgesse: famiglia, amici, bambini, feste, casa, affitto, lavori in casa, occasioni speciali, ad es. compleanni, vacanze, matrimoni, ecc.

Com’era il mio matrimonio con un narcisista: una vita piena di segreti, promiscuità, adulterio e slealtà. Nessuna delle sue azioni, oppure il suo modo di fare nel complesso poteva essere messo in discussione. Innumerevoli altre donne erano sempre pronte ed in attesa sullo sfondo del nostro matrimonio, c’erano molte riunioni di lavoro a tarda notte, molti motivi per arrivare a casa a tarda ora, nessuna telefonata personale perché si spendeva troppo da una zona ad altra (come ho avuto modo di costatare, tuttavia, chiamava le prede in attesa subito dopo aver varcato la soglia di casa, così da averle disponibili al suo arrivo… a prescindere se doveva attraversare cinque Regioni per vederle).

Una cosa che vale la pena notare è che un narcisista vi farà domande del tipo: cos’hai da raccontarmi o da offrirmi? Si tratta del loro modo di raccogliere più informazioni su di voi, immagazzinarle e poi, successivamente, distorcerle o alterarle per usarle come un’arma di distruzione.

Vogliono sempre sapere cosa hanno/sanno gli altri (e vogliono avere buone prove su ciò che siete o avete). Giocano di anticipo per sapere cosa potete usare contro di loro, come potete provare la vostra verità, ad es., se avete prove documentali, articoli di giornale, immagini, e-mail, referti e documenti del tribunale, ecc.

Un narcisista capisce quando state studiando tutta la sua facciata, quando la sua maschera sta per cadere, quando la fase del bombardamento amoroso e della luna di miele sta finendo e iniziate a mettere in discussione le sue azioni. Si rende conto quando iniziate a fare tutti gli sforzi per comprenderlo e per capire la relazione. Ha ben presente il vostro impegno e sa che prima o poi arriverete alla conclusione che si tratta di un rapporto unilaterale, soprattutto perché avete messo una lente di ingrandimento sulla parola ‘narcisismo’ e non accetterete più le sue affermazioni come fatti veri… A questo punto, però, vorrà avere accesso a tutte le informazioni che avete in vostro possesso, il che significa che potrà andare a parlare con i vostri amici, raccogliere informazioni rilevanti e provare a localizzare quei documenti che ora sa di essere da qualche parte.

Ricordatevi: c’è sempre un giorno in cui fate una scoperta e sorprendentemente venite interrogati su tutto ciò che sapete su loro stessi. Subito dopo, state certi, andranno dal vostro migliore amico e diranno una serie di bugie, oppure potranno recarsi da un vostro parente per cercare di stabilire un’alleanza preventiva, così da convincere le persone sulla vostra presunta instabilità mentale. Potrebbero cercare di scoprire la combinazione della cassaforte in cui avete detto di aver messo documenti importanti, ad esempio, oppure fare domande semplici, come quante carte di credito possedete. Tutto sembra abbastanza innocente fino a quando non deciderete di abbandonare la relazione tossica con loro per scoprire poi di non trovare più le vostre carte, perché “forse le avete messe nel posto sbagliato o addirittura le avete perse”. E così vi ritroverete senza i mezzi per scappare nell’immediato, perché senza fondi e senza possibilità di credito veloce.

Mantenere le vittime finanziariamente dipendenti da loro, senza risorse per sopravvivere è qualcosa che i narcisisti cercano in tutti i modi di fare. Con una mano davanti e l’altra dietro, incinta, eternamente fidanzata, disoccupata e sprovvista di ogni rendita la dipendenza è assicurata.

Si tratta non solo di esercitare il potere e il controllo, ma anche di tenervi in una posizione subalterna. Un narcisista percepisce una sorta di potere che gonfia il suo ego grandioso; sente di essere veramente al di sopra della legge. Questi sottili modi di indagine aiutano a fornire loro esattamente ciò di cui hanno bisogno.

È necessario fare attenzione alle domande sottili e casuali che potrebbero sembrare innocenti in un primo momento, ma che saltano fuori di tanto in tanto nel corso della relazione.

Nel rapporto con un soggetto narcisista non esiste un dare-avere, ma è totalmente unilaterale: una sola persona lavora duramente per portare avanti la baracca.

NELLA MIA SITUAZIONE:  L’intera relazione era centrata su di lui e sui suoi bisogni. I bambini ed io non figuravamo in tutti i suoi grandiosi progetti, ma eravamo semplici estensioni da trattare come servi e schiavetti. Ed io? Ero semplicemente una “donna mantenuta e un socio in affari” (come mi etichettava).

La famiglia non veniva mai considerata una sua priorità, non c’erano gesti di amore o di affetto nei miei confronti oppure verso i nostri figli; non c’era alcun coinvolgimento attivo in nessuna attività familiare oppure affettivo rispetto alle vite dei suoi membri. Non si sedeva mai nella stessa stanza dei nostri figli o in cui c’ero io, né si sedeva mai a mangiare oppure a guardare la tv insieme nella stessa stanza. L’ora dedicata alla famiglia consisteva per lui in un televisore con dei bambini piazzati davanti. Giocava a nascondino ovunque per casa e anche fuori di casa, specialmente durante le vacanze e le occasioni speciali. C’erano molte promesse vuote e sogni infranti con la scusa di essere sempre occupato o privo di fondi; non accettava la responsabilità e l’impegno di crescere insieme i nostri figli… In sintesi: l’abbiamo visto più dal retro che di fronte, tanto è vero che ho scattato una foto del suo didietro per usarla come promemoria sul modo in cui stavano le cose tra noi, così da non tornare mai più sui miei passi una volta che ce ne saremo andati.

Lui rientrava a casa nostra velocemente, camminava freneticamente. Eravamo come due navi che s’incrociavano nella notte, come se non avessimo una connessione o storia insieme. L’unico motivo per cui il nostro matrimonio è durato 11 anni era perché ad un certo punto ci veniva a trovare solo nei fine settimana, perché lavorava e di fatto viveva in un’altra Regione, lontana dalla nostra. Quando chiedevo una foto di noi due, lui si rifiutava; se chiedevo un viaggio per la nostra famiglia, pure (a meno che non fossi io a pagarlo); se gli chiedevo di far qualcosa insieme s’univa a malavoglia, ma solo per un giorno, per compiacermi momentaneamente. Riusciva a rendere insopportabile questo suo tentativo, perché non nascondeva di essere stato costretto da me, sfoggiando il suo malcontento. Se chiedevo di impegnarsi di più, di partecipare a delle cene, lezioni di ballo, allenamenti in palestra o di fare una semplice corsa insieme, la risposta era sempre un ‘no’. Una volta gli chiesi di andare a Washington, in un posto che conosceva bene, visto che ci viveva e lavorava. Ha risposto così: “Perché dovrei andare in un posto che vedo tutti i giorni?”.

I narcisisti cambieranno come camaleonti adattandosi al nuovo ambiente con la nuova offerta?

Sì, infatti, indovinate dov’è andato in gita con la nuova fornitura per il suo compleanno? Proprio nel luogo in cui si era rifiutato di portare la sua famiglia. I narcisisti modificheranno il loro comportamento quel tanto che basta per far credere la nuova offerta unicamente ed esclusivamente alle loro parole. La nuova offerta dovrà credere di averci a che fare con una persona totalmente diversa: solo così essa potrà concludere che il resto del mondo ha torto e che vuole vendicarsi di lui. Si sentirà evidentemente al settimo cielo, rifiutandosi persino di pensare che la ‘persona meravigliosa’ che ha accanto possa essere così distruttiva. Non crederà minimamente che l’amante o il coniuge precedente vorrebbe risparmiarle il medesimo dolore che ha vissuto. Stenterà ad accettare il concetto che un narcisista non cambia mai, che lo schema resta lo stesso e che col tempo sperimenterà fatalmente sulla sua pelle lo stesso identico trattamento.

Quando gli abbiamo chiesto un animale domestico per compagnia, mio ex marito narcisista si è rifiutato con la scusa di aver lavorato in un ambiente in cui i cani non erano curati correttamente; eppure la nuova preda aveva un cane di grossa taglia al quale era permesso di stare dentro casa. Si trattava di una cosa talmente diversa dalle sue regole che uno dei suoi amici di lunga data, che lo conosceva sin dalle medie, aveva addirittura messo in discussione il suo comportamento, prendendolo in giro sui social media. Mi riportò la sua risposta: in realtà non amava cani di piccola taglia, ma cani di grossa taglia che avevano una funzione. Persino i suoi ex colleghi sono rimasti sbalorditi dalla faccenda dei cani, ma la realtà è che narcisisti modificano i loro comportamenti per adattarsi all’ambiente specifico. Ciò che ha funzionato su di voi non è la stessa tecnica che funzionerà sulla prossima preda: loro semplicemente non riescono ad adottare la stessa routine quotidiana per ogni nuova fornitura!

Riuscite a immaginare di dover sempre cambiare voi stessi per sfuggire ad ogni autenticità? Non essere mai sinceri con voi stessi è essere narcisisti.

Avere una famiglia in lutto cambierà un narcisista?: No. Perdere un membro della famiglia a causa del cancro è già abbastanza difficile, ma noi avevamo perso sua madre e sua nonna a causa del cancro ai polmoni nel giro di poco, ed era questa l’unica famiglia di origine che veramente aveva dopo il divorzio dei suoi. Lui sapeva che sua madre si stava ammalando a causa del vizio del fumo, era consapevole della causa dei suoi problemi di salute, sapeva che era in suo potere almeno consigliarla di smettere, eppure non l’aveva mai aiutata a farlo o ripresa seriamente. Raramente sosteneva i tentativi della madre di smettere e non mi aveva mai permesso di incontrarla per anni finché non la rivide, per l’ultima volta, oramai sul letto di morte. Ho poi ricordato il vecchio adagio dei miei genitori che mi dicevano di osservare come un uomo tratta sua madre, perché è esattamente come ti tratterà dopo. Potete comprendere la dimensione di un uomo dai suoi rapporti con la sua famiglia di origine, mi dicevano. Ecco, il ritratto fedele di un narcisista sta nella sua interazione con la figura materna, mi vien da dire. Nel mio caso lui, di sua madre, s’importava ben poco, eppure la povera donna continuava a cucinare, a pulire, a prendere i suoi vestiti da lavare a secco e a pagare un fondo pensionistico per lui con i suoi risparmi. Dal canto suo lui, il suo unico figlio (che ora ha ben 40 anni) non ha mai dimostrato alcun affetto, rimorsi o alcun tipo di emozione nei confronti della mamma.

Altri esempi di comportamento camaleontico: quando sua madre morì scrisse un bel memoriale, allora lo interrogai su questo comportamento, perché quando era viva passava pochissimo tempo con lei. Nei primi tempi mi sono trasferita a casa sua e lei mi aveva accolta molto bene, ci siamo molto avvicinate. Mi raccontò che suo figlio era un solitario e che in realtà aveva dei problemi, tanto che non era riuscita a seguirlo come avrebbe voluto. Lei stessa mise in discussione i suoi occhi spiritati e modi promiscui. Solo molto più tardi ho trovato delle carte in cui mio ex marito teneva tracce delle donne con le quali aveva avuto rapporti in ogni momento. Allora scoprì che le date di molti incontri s’intrecciavano, ossia, prima che una relazione finisse era già passato a un’altra e un’altra ancora: era questa la storia della sua vita.

Lui di questo ne aveva fatto un’abitudine, uno stile di vita: scappare dalla verità, dalla responsabilità e dagli impegni fino al punto di –  nel caso in cui fosse stato ‘pizzicato’ – trovare facilissimo andarsene grazie al ‘dettaglio’ di non aver mai stabilito una vera connessione con nessuno. Ha normalizzato i comportamenti di negazione, insabbiamento, denigrazione, alterazione dei fatti e occultamento della verità, lasciandosi alle spalle amici e rapporti continuamente. I cambiamenti erano all’ordine del giorno: reinventava sempre un nuovo sé, una nuova vita, un nuovo lavoro, un nuovo progetto che avrebbe prodotto bei risultati. In effetti, dimettersi dal lavoro perché le persone si stavano rendendo conto di com’era fatto e mettendo in discussione il suo comportamento e le sue azioni era facile come lasciare una famiglia alle spalle senza rimorsi, senza scuse e senza rimpianti.

Se vi ritrovate a giocare a detective in una relazione, sappiate che è ora di abbandonarla. Mi sono ritrovata a mettere in discussione tutto ciò che proveniva da lui. Una volta ho incontrato una persona che mi aveva presentato come la sua migliore amica, eppure questa persona lo odiava. La rabbia e il dolore erano evidenti quando cercai di capire con lei cos’era successo. Ho fatto fatica a capire perché il narcisista me l’aveva presentata come una delle sue migliori amiche quando l’aveva ingannata numerose volte a lavoro. Scoprì che barava sui rendiconti delle spese sostenute nei suoi viaggi e che sentiva di averne il diritto di farlo, oppure che prendeva di più quando i frutti dovevano essere equamente condivisi nel gruppo piuttosto che destinati certe volte ad uno solo: lui, ovviamente.

È stato incredibile scoprire come alterava la realtà, cambiandola in un baleno.

Ci sono voluti anni di matrimonio con un narcisista prima di ascoltare dalla sua bocca che non era un uomo tagliato per avere una famiglia, che non sarebbe mai stato amabile o romantico (ma che lo era a modo suo) e che non era mai stato e non si sarebbe mai coinvolto con nessuno: odiava i cani, odiava i fumatori, odiava le donne disoccupate o che rimanevano a casa con le mamme, non gli piacevano le donne in sovrappeso (infatti, come taglia 44 ed essendo 1,75 sono stata persino criticata), non gradiva le donne bianche ignoranti di classe inferiore che non si davano da fare per uscire dalla loro condizione e che non curavano il loro aspetto. Le chiamava con dei nomi denigratori davanti a me. Alla fine mi ha persino detto che avrebbe potuto fare sesso con chiunque in quanto del sesso non gliene fregava niente e che non esisteva un ‘fare l’amore’, ma solo atti meccanici. Anche il matrimonio per lui non significava nulla, si trattava semplicemente di un pezzo di carta.

I narcisisti sono camaleonti in quanto possono modificare qualsiasi situazione a proprio vantaggio per assecondare molteplici bisogni. Quando non lavoravo mi crocifiggeva, affermando che dovevo lavorare appena mia figlia diventasse grande abbastanza da frequentare la scuola – ironicamente la nuova preda ha un figlio più grande del nostro figlio maggiore. Il suo ragazzo ha già 14 anni, ma lei ancora non lavora.

Supponevo che basandosi sui suoi commenti taglienti sull’argomento fumo e peso, non avrebbe mai permesso a una donna con problemi di peso o fumatrice incallita di frequentare casa sua, soprattutto sapendo che uno dei nostri figli è disabile e che dal punto di vista medico ha dei problemi respiratori. Purtroppo ho dovuto chiedere ai tribunali di tenere il fumo lontano dai piccoli, essendo dannoso per loro. Tenete a mente che le nuove prede possono essere persone meravigliose, ma che non combaciano con le esperienze passate o le dichiarazioni prorompenti fatte nel corso del vostro rapporto con loro.

La nuova offerta: Possedeva ogni caratteristica e dettaglio che lui prima diceva di non apprezzare, eppure è una nuova fonte di energia e rifornimento per lui, agganciata appena ci siamo lasciati. La nuova offerta nega il suo orrendo passato e si rifiuta di accettare la verità come evidenziato dalla scia distruttiva delle sue relazioni passate, dai documenti giudiziari e dalle denunce alla polizia, ecc.

Questo schema comportamentale caotico è scoraggiante per una vittima, perché si aspetterebbe che il modo in cui sono state trattate sarà il modo in cui saranno trattati i prossimi partner. Le vittime potrebbero quindi mettere in discussione le proprie azioni o comportamenti pensando che forse erano loro il problema, che forse non erano abbastanza attraenti o attente.

Ricordatevi, però: un narcisista sarà sempre un narcisista. Lui o lei cambierà tattica, comportamenti e persino rispolvererà vecchi copioni da recitare, leggerà più libri su come manipolare o comportarsi, modificherà e altererà i comportamenti per soddisfare i propri bisogni e la sua agenda narcisistica, ma una cosa è certa: NON CAMBIERÀ.

Tenete presente che è tutta una facciata, che il loro non è un vero Sé. Non appaiono come sono realmente, ma sono in grado di vendersi efficacemente reinventandosi giorno dopo giorno per cercare di essere ciò che non sono, così da impressionare il pubblico.

I narcisisti non sono autentici o fedeli a loro stessi. Se hanno sempre odiato il colore rosso, e voi confessate di adorarlo, improvvisamente indosseranno una maglietta rossa. Non vogliono mai che il loro schema venga scoperto.

Come possono agire così?

Perché non sono reali. Sono fragili e si rompono sotto pressione, reprimono le loro emozioni. Hanno imparato a non importarsi degli altri e a non essere mai intimamente sinceri.

Sam Vaknin osserva: “I narcisisti sono già morti. Non esiste una persona in quel corpo“. Hanno bisogno dell’energia degli altri per sopravvivere e gonfiare il loro falso senso di sé. Sopravvivono avendo una fonte costante di rifornimento e riuscendo a respingere il loro egoismo interiore attraverso la proiezione su qualcun altro.

Dopodiché rendono i loro problemi i vostri problemi: fanno in modo che gli altri si sentano sempre dispiaciuti per loro; non accettano la responsabilità o le conseguenze delle proprie azioni, il che consente a loro lo spazio di cui hanno bisogno per creare l’illusione di esistere.

Affinché un narcisista vi dia addosso e vi punisca egli cercherà e troverà i vostri punti deboli per scatenare una reazione. Quando reagirete alle costanti svalutazioni, alla negatività, alla tossicità, ai giochi mentali e ai comportamenti malvagi, sentirete una valanga di emozioni e reazioni interne che gli consentiranno di godersi le risorse (anche negative) di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Melanie Tonia Evans aggiunge Volete sapere la mia visione della realtà di questo gioco crudele? Quando ci vengono consegnate le nostre ferite su un piatto d’argento, spesso ci voltiamo dall’altra parte e decidiamo di rimanere in pista, perché restare ci porta a non affrontare il messaggio doloroso ricevuto e ci distrae dal duro lavoro di guarire definitivamente le nostre ferite interiori.[1]

L’unico modo in cui un narcisista può esistere è trovando persone con dei punti deboli da calpestare e provando ad usare quelle paure, quelle ferite interiori che ha scoperto, contro di loro.

Se si fornisce energia o cibo al narcisista augurandogli di essere felice con la nuova offerta è probabile che torni da voi o da una ex fornitura… ma lo farà solo per trovare una risposta negativa dall’altra parte.

In sostanza, sono gli altri a sentirsi male per le loro insicurezze attraverso l’accettazione delle loro proiezioni: un modo efficace per sembrare di non essere i legittimi proprietari di certi ferite.

RICORDATEVI: VOI ERAVATE UN BERSAGLIO.

Come potete evitare che ciò accada:

  • Prendendovi cura di voi stessi;
  • Lavorando su eventuali paure interne o ferite interiori che potrebbero esserci;
  • Amandovi e accettando i vostri limiti;
  • Rimanendo fedeli a voi stessi e non credendo ad eventuali sceneggiati;
  • Conoscendo il vostro valore e non accontentandosi mai di ricevere meno di quanto meritate;
  • Non permettendo a persone tossiche di avere il controllo delle vostre emozioni e azioni;
  • Rimuovendo dalla vostra vita coloro che non rispecchiano le vostre esigenze emotive;
  • Circondandovi di persone di supporto, specialmente di coloro che sanno cos’è il narcisismo;
  • Informandovi sul DNP (Disturbo di personalità narcisista) e su disturbi, tratti o caratteristiche similari;
  • Non mantenendo alcun contatto con questo tipo di personalità.

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[1] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/06/06/il-camaleontismo-dei-narcisisti-e-il-bisogno-della-vostra-energia-vitale-per-il-mantenimento-della-struttura-patologica/

18 pensieri su “Narcisismo e promiscuità: il bisogno continuo di infinite fonti di rifornimento

  1. Questo articolo spiega molto bene quello che è il cruccio di tutti coloro che hanno avuto a che fare con un/una narcisista. Ovvero, chiedersi come costui/costei possa comportarsi in modi così diversi, per non dire diametralmente opposti con persone diverse, come possa essere stato con noi una persona inaffidabile che andava e veniva in modo del tutto incomprensibile e con l’altra un perfetto fidanzato in grado di dare a piene mani amore e presenza e chi più ne ha più ne metta.
    A volte si ha veramente la sensazione che in loro esistano più individui, al punto che viene da chiedersi se no non soffrano di un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità unito al narcisismo….ma non sono una psicologa quindi non mi addentro in ipotesi che solo un esperto può fare…mi limito a parlare del mio vissuto, che so comune a tante altre persone che scrivono qui.
    Il mio primo ex narcisista non aveva mai tempo per fare qualcosa insieme, era sempre oberato di lavoro e per prima cosa venivano sempre i suoi interessi e le sue passioni, aveva una moto che venerava e di cui parlava sempre (probabilmente il manuale della sua moto è l’unico libro che abbia mai letto in vita sua) ma giro in moto no ma siamo mai andati a farlo perché non c’era mai tempo…mentre con la nuova donna fanno un sacco di cose e come foto profilo su Facebook e whatsapp ha proprio messo una foto di loro due sulla moto che sfrecciano insieme verso un tramonto!
    È proprio vero che sono dei camaleonti, e proprio questa loro caratteristica così sconcertante deve farci mettere l’animo in pace una volta per tutte rispetto alle domande “Ma era così solo con me”? “Con l’altra sarà normale”? “Ero io quella sbagliata”?
    Già il fatto che uno possa cambiare personalità e modi di fare in modo così repentino deve far capire che si tratta solo di facciate messe in campo solo per garantirsi il rifornimento che loro serve in quel dato momento della vita…..
    Non c’è autenticità nei loro rapporti pseudo perfetti che sbandierano ai quattro venti….sono solo belle recite, teatrini messi in piedi APPOSTA per confondere le ex partner e possibilmente continuare in questo modo a svalutarle a distanza.
    Una persona normale e sana non ha alcuna necessità di farsi vedere da tutti felice e contento con un nuovo partner…chi è felice si gode la felicità in privato metre chi manipola perde tempo a mostrare a tutti che è “felice”.
    Ho passato mesi a torturarmi chiedendomi se davvero avevo avuto a che fare con un narcisista o se mi ero sbagliata, se le storie sono andate male perché doveva essere così…. ma nelle storie normali, anche nei distacchi, non c’è nulla di quello che fanno i narcisisti, ci si lascia con dolore ma anche con rispetto, non si sparisce nel nulla e soprattutto non ci si “fidanza” a velocità lampo.
    Grazie per il contributo Claudiliea.

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    1. E proprio così….articolo ben spiegato nei dettagli. Non puoi sbagliare nel capire che hanno una vera patologia…la velocità sull essere camaleonti…la dice lunga…la mancanza di rimorsi …l essere meccanici…usare gli stessi schemi …sono loro e sono malati !

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  2. A me una volta lui alla mia domanda dimmi subito quello che non so di te mi risposte: sono un camaleonte, un caleidoscopio umano.
    Stupida io che ho sottovalutato la risposta e nel tunnel dell’incubo ci sono precipitata ed ancora ora sono sempre più in discesa libera…

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    1. Forse è stata l’unica verità ad averti detto, ma non essere così severa con te stessa, anche perché spesso fanno un’enorme insalata di parole prima di buttare giù una misera verità che verrà pur sempre sommersa da ulteriori parole.

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  3. Direi un tassello dopo l’altro questo articolo.Mai ripetitiva Claudia,nel proporre tutte le 10000000 mila milioni della personalità di questi esseri malvagi.BRAVA come al solito.Ti seguo mia cara, fino in capo al mondo.Non ne scappa uno dei tuoi preziosissimi articoli.

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  4. Cara Claudilea, ogni volta che leggo la traduzione di un articolo che hai scelto di diffondere è come un colpo allo stomaco, come rinnovare l’orrore. La vertigine per quello che avrei potuto subire e che per fortuna non mi è toccato. Solo il pensiero mi dà nausea fisica, concreta.
    Ho conosciuto un essere (?) non so se np o cosa, con cui ho avuto una specie di relazione durata poche settimane che mi ha lasciata attonita, stranita, incredula. Che fosse capitato proprio a me, che sono tanto razionale, che ci fossi cascata come una cretina seppure superati gli anta, con traguardi raggiunti, solidità lavorativa e, credevo, emotiva e suprema vergogna, impegnata.
    Non avrei mai creduto di fare una cosa del genere. Il peggio è stato realizzare che avrei potuto fare ben di peggio se solo ci fossero state le condizioni a lui favorevoli. Per fortuna, e devo pure parlare di fortuna in questa storia più che deprimente, non c’è stato margine di manovra. La fase di love bombing è stata molto lunga e condotta con sottile abilità, non ha quasi mai esplicitato le sue intenzioni, le ha suggerite, insinuate è stato presente e disponibile e ha lasciato che facessi io, semplicemente si limitava a stare a guardare cosa succedeva. Non so come dirlo, quando mi sono resa conto di esserci dentro fino al collo era tardi e la trappola era scattata inesorabile. Ho provato un’attrazione mai sperimentata prima eppure non era affatto il mio tipo fisicamente, bassino, panciuto boh e che mi ha preso? Pensavo di non poter vivere senza. Mi ha salvata la logica, ho capito subito, ma comunque troppo tardi, che c’erano degli elementi che non tornavano. Dei discorsi in cui ripeteva le mie stesse parole. Il suo fare insinuante, il suo non chiedere esplicitamente ma volere sempre di più anche a livello fisico oltre che emotivo. Sono scappata, l’ho bloccato ovunque, evitato ma è stato dolorosissimo. Vagavo da casa al lavoro stranita e dolente, non riuscivo a credere, a concepire tanta sofferenza, non mangiavo più non dormivo più e non potevo dire nulla a nessuno. Il suo modo di negarsi per chiarire, anche solo per ammettere che la storia non aveva senso. Di ripresentarsi come se nulla fosse capitato. Immediato no contact d’istinto, in parte dovuto al sentire che era una storia moralmente ingiusta e a causa della quale avevo accumulato grandissimi sensi di colpa. Ma è stato come strapparmi il cuore. Sono stata mesi con un unico pensiero in testa, martellante, ho attraversato le fasi tipiche di un lutto, non potevo crederci, poi la rabbia anche diretta verso me stessa, poi un po’ meglio poi di nuovo da schifo, su tutto la vergogna di essermi fatta abbindolare, di avergli dato accesso al mio cuore, più di tutto questo, più della parte fisica che è stata limitata e tutto sommato poco rilevante. Gli ho affidato i miei pensieri più intimi, i sogni, le aspettative e ne ha fatto pezzi, sognavo un futuro (che cretina) e invece solo dolore e vergogna. Sapevo che era impegnato, ero impegnata anche io ma che mi ha preso? Leggendo i tuoi articoli penso a cosa sarebbe accaduto se l’avessi incontrato quando ero giovane, cosa ne sarebbe stato di me? e ancora oggi, a più di un anno dal contatto zero, ancora non riesco a capire e neppure a perdonarmi. Mi avvitavo, e ogni tanto lo faccio ancora, tra quello che avrebbe potuto essere e il rammarico per la moglie. Lo volevo e mi faceva orrore, non so descrivere che cosa ho passato che dolore, che pianti che vergogna. Le mezze cose dette e non dette, insinuate, ho creduto di essere diventata pazza, di avere immaginato tutto. Ripercorrevo nei i vari mesi gli episodi accaduti con l’ossessione di trovare una falla, con la speranza di essermi sbagliata di essere stata troppo esigente. Ma più ci pensavo e peggio stavo. Non ne sono ancora fuori, qualcuno ha detto che se ci pensi in un certo senso rimani legato. Babi.

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    1. Cara Babi, può sembrare incredibile la loro capacità di portare mezzo mondo a farsi del male. In effetti, molto raramente scatta l’attrazione al primo sguardo, è tutto basato sul savoir faire seduttivo, sul fumo che ti vendono come una doccia emozionale accattivante e la parlantina animata che ti fa credere che alcune specie di mucche possano addirittura volare. Se tu l’avessi incontrato quando eri giovanissima e sprovvista di difese il danno sarebbe stato molto maggiore e la fatica per uscire così destabilizzante da riportarti mille volte sui tuoi passi e probabilmente bloccare la tua crescita personale e professionale. Eppure, nella fase del love bombing le prede, assolutamente incredule, spesso si dicono: MAGARI L’AVESSI INCONTRATO PRIMA!!!! Il risultato di una vita a due con questi ‘soggetti’ è il sabotaggio continuato della tua autostima, è l’annullamento di ogni talento e sogno, è restare in una condizione funzionale ai loro bisogni economici e di potere, come riportato dalle tante donne e uomini rimasti nella trappola narcisista o psicopatica per decenni. Un forte abbraccio, cara!

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      1. Ciao Babi,
        Non avevo letto il tuo commento. Ora che l’ho fatto sono turbata: turbata perché è la fotocopia esatta di ciò che è accaduto a me. Mi sembra impossibile avere incontrato una persona così priva di ogni senso umano.
        Leggerti mi ha fatto sentire più normale e dato più forza rispetto al no-contact serrato che sto applicando da mesi.
        Grazie!

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      2. @Speranza
        Ciao cara, non sai quanto mi faccia piacere sapere che la mia storia ti sia di qualche aiuto. Questo è un luogo speciale, grazie Claudileia, essere di sostegno o ispirazione è di grande conforto e rende un filo meno insensata tutta la faccenda.

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    2. Babi se lo dici a noi capiamo perfettamente. Non conta quanto tempo ..per me tre mesi ma ti assicuro le cose che hai descritto sono simili. Anche io penso se fossi andata avanti. E ringrazio la mia anche se poca razionalità io ero come ipnotizzata…sembravo una deficiente ..davvero ma una volta che ho buttato giù la sua maschera e il suo scarto immediato e seguito il mio immediato no contact…so che è dura. .ma andrà tutto bene. Il tempo passerà..

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    3. Cara Babi, leggo la tua storia e mi sembra di leggere la mia….anche nel mio caso il love bombing è durato molti mesi, mesi durante i quali lui non ha mai esplicitato le sue intenzioni ma, come dici tu, le ha suggerite e insinuate aspettando che fossi io a fare il primo passo….mentre cercava di acchiapparmi io iniziavo già a sentire uno strano malessere, mi era chiaro che l’individuo avesse qualcosa che non andava ma purtroppo anche io, che ho passato gli anta e sono riconosciuta da tutti come l’emblema della razionalità, provavo un’attrazione fisica verso questo soggetto mai sentita prima …io però sono stata più fortunata di te perché prima che mi concedessi a lui, cosa che il soggetto bramava, è capitata una condizioni a me favorevole che mi ha permesso di razionalizzare i tanti dubbi che già avevo fino a farmi prendere la decisione di sparire dalla sua vita senza nulla dire e nulla chiedere, sicuramente inorridita da quanto mi stava succedendo ma anche sollevata per essermene liberata. Essendo un mio collega di lavoro e non potendo applicare totalmente il no contact, ho passato giorni a ragionare su come avrei dovuto in seguito rapportami con il soggetto, ero talmente arrabbiata che alla fine ho deciso di vendicarmi pur sapendo che stavo rischiando di commettere un grosso errore…dopo essere sparita nel nulla, ho deciso ogni volta che l’avrei incontrato di stamparmi in viso il migliore dei miei sorrisi e di essere gentilmente ed educatamente indifferente ad ogni suo gesto o sua parola….è diventato matto, la mia indifferenza lo infastidiva per non dire che lo inorridiva, era chiaro che si scervellasse per capire il motivo per il quale io non ci fossi caduta e al contrario me ne fossi andata senza nulla dire e soprattutto senza nulla chiedergli…l’ho visto tentare di attuare mille strategie per ricatturarmi, ma non ci è mai riuscito perché lo schifo che era riuscito a provocarmi era troppo grande….ebbene è passato ormai un pò di tempo e nonostante quando ne abbia la possibilità cerchi comunque sempre di riportarmi a lui, io me ne sono liberata e ad oggi posso dire che mi fa tanta pena perchè nonostante io continui nella mia indifferenza gentile quel poverino non ha ancora capito che io sono più forte di lui e soprattutto che adesso lo sono molto più di prima! In bocca al lupo cara Babi!

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      1. Ciao Street, ho letto solo adesso. Sono davvero felice che con un pizzico di fortuna sei riuscita a uscirne quasi illesa. Spesso, purtroppo anche il caso gioca un ruolo cruciale.
        In quel periodo stavo attraversando una fase di forte stress, sul fronte lavorativo trasferita su un progetto importante con ruolo di responsabilità che ha richiesto intenso impegno e che avuto ripercussioni serie sulla mia relazione in termini di tempo sottratto e quindi senza poter contare sul supporto psicologico da parte del mio compagno.
        Ero la preda perfetta.
        Come ho già scritto l’aspetto sessuale è stato marginale, più che altro virtuale 😦 quello che mi ha ferita è stata avergli affidato il mio cuore, i miei sentimenti più sinceri. E aver capito tardi che voleva solo tenermi sullo “scaffale” dell’amante tra le altre statuine del suo personale presepe.

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  5. Ciao Babi, non ti devi vergognare….ci siamo cascati in pò tutti dentro questa rete dei narcisisti, e non importa quanta età ed esperienza potessimo avere. Ci sono momenti della vita in cui si é più fragili e certe personalità riescono ad insinuarsi, a toccare abilmente le corde giuste. Sono dei veri e propri predatori dell’anima.
    Mi sono sentita tanto stupida anche io…mi sono fatta manipolare per tre anni e anche nel mio caso il tizio non era niente di che…eppure é riuscito nell’intento di umiliarmi profondamente come persona ed essere umano, mi ha fatta sentire come l’ultima delle donne, una che poteva prendere e lasciare a piacimento, tornare dopo mesi come se niente fosse e scomparire nel nulla quando trovava di meglio. Mi considero una donna intelligente eppure con questo tizio mi sono fatta trattare da perfetta idiota.
    Dibbiamo rilazarci e perdonare noi stesse, non potevmo sapere che persone fossero e non avevamo difese. Ci vuole tempo per superare questi traumi, bisogna lavorare soprattutto sulle cause che hanno permesso tutto questo, ma un pò alla volta ci si riesce e si diventa molto più forti e consapevoli. Il no contact é fondamentale. Un abbraccio

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  6. Claudileia, Mirna, Spirito Libero, grazie, grazie davvero, ho le lacrime agli occhi. Questo è davvero un luogo speciale, i miei sentimenti feriti confrontati con la distruzione operata in intere vite di donne e uomini che ci hanno rimesso soldi, salute e autostima sono nulla, ne sono consapevole. Mi vergognavo a chiedere supporto perché mi percepivo una bambina, viziata e capricciosa, e non mi sentivo di affrontare il giudizio, neppure di un terapeuta. Ma credo che lo farò, questa storia non merita un minuto di più del tempo che mi ha già rubato. La cosa incredibile, o meglio a cui non riuscivo a credere, era che lui avesse scovato una falla che non sapevo neppure io di avere. O che rifiutavo di ammettere. Mi sto facendo forza ma è durissima, sento di dovermi aprire con qualcuno, e forse un passettino l’ho fatto, spero solo di trovare il coraggio sufficiente per proseguire, la tentazione di lasciarsi tutto alle spalle e cercare solo di dimenticare è forte, ma non affronterei i miei demoni e tutta questa sofferenza sarebbe stata inutile. Vi abbraccio belle sorelle. Babi.

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  7. Ciao Claudia, scusami se pongo una domanda forse “un po’ fuori tema” rispetto all’articolo. Nella tua esperienza, come “vanno a finire” le vittime degli NP? Mi spiego, portando il mio esempio. I familairi che sono succubi della mia suocera NP e che non hanno avuto la lucidità/forza/risorse per ribellarsi al suo plagio, come andranno a finire, per esempio, quando mia suocera morirà o se dovesse ammalarsi e, ad esempio, smettere di manovrarli come burattini? A volte me lo chiedo. che fine fanno le vittime quando il loro “dio” , al quale hanno consacrato la vita, per qualche motivo scompare? Grazie mille.

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    1. Cara Ofelia, parlo per esperienza diretta: finiscono per riprodurre all’interno delle loro famiglie alcuni dei meccanismi manipolatori del compianto n.p. Purtroppo chi non comprende la dinamica familiare distruttiva tende a perpetrarla senza farsi troppe domande. Altri membri possono intuire che qualcosa è andata storta all’interno della famiglia ma non sanno nulla della regia occulta e quindi vanno avanti con un senso di malessere che non riescono nemmeno a spiegarsi e quasi sempre si ammalano nel processo (depressione, anoressia nervosa, gastrite e altre malattie di origine psicosomatica). C’è anche il rischio di tracollo psichico per chi ha sempre manifestato livelli di dipendenza molto elevati. Quindi, di solito la corte adorante e ignara paga nel corso della propria vita il prezzo della propria adorazione. Uno esempio famoso è quello di Picasso e della fine che hanno fatto molte amanti, figli e nipoti: suicidio, manicomio o depressione cronica.

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  8. “l’abbiamo visto più dal retro che di fronte, tanto è vero che ho scattato una foto del suo didietro per usarla come promemoria sul modo in cui stavano le cose tra noi”

    Una frase eccezionale, che in poche parole riassume perfettamente il tutto. E inquadra il concetto base che riguarda il narcisista: ha la faccia come il culo.

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