Ricerche compulsive sul narcisismo: 5 segni da fare attenzione dopo una rottura

Fonte: https://kimsaeed.com/2017/07/15/compulsive-research-narcissism-5-signs-look-break/
Autrice: Kim Saeed è autrice di diversi libri di auto-aiuto di fama internazionale. È specializzata in recupero e ricostruzione dopo relazioni tossiche. È la fondatrice di Let Me Reach, un sito di trasformazione della vita che insegna alle persone a sopravvivere agli abusi narcisistici. È autrice di bestseller come How to Do No Contact Like a Boss! e 10 Essential Survivor Secrets to Liberate Yourself from Narcissistic Abuse.
Trad. C. Lemes Dias

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Tutte le relazioni hanno i loro alti e bassi, ma una relazione con un narcisista può essere particolarmente tumultuosa. Per far fronte al trauma emotivo estremo di questo tipo di abuso sentimentale, il vostro corpo attiva naturalmente le difese stile “attacco o fuga”, rilasciando gli ormoni dello stress, come l’adrenalina, il cortisolo e l’epinefrina.

Si tratta di una risposta primitiva destinata a proteggerci dal pericolo ma, nel caso di una relazione abusiva, è possibile diventare dipendenti da questi sentimenti e dai loro associati biochimici. Quando finiamo una relazione abusiva, il modo in cui affrontiamo questo scombussolamento – oppure no – determina se siamo disposti a risolvere determinati problemi oppure se tendiamo a renderli ancora più complessi.

NUTRIRE LA DIPENDENZA CON LA RICERCA OSSESSIVA

Subito dopo la rottura, dopo una breve pausa di ricupero, è probabile che inizierete ad impegnarvi in attività che creano lo stress atto a stimolare il rilascio degli ormoni di cui siete diventati dipendenti. Queste attività possono nascere da decisioni consapevoli, oppure costituirsi in azioni di cui non riuscite nemmeno a capire il senso di ciò che state facendo.

Un modo per ricreare la risposta allo stress è la ricerca compulsiva sul tema del narcisismo. Leggere sull’abuso narcisistico e le ferite emotive degli altri può farvi provare un trauma secondario, il che rilascia gli ormoni dello stress e alleggerisce i sintomi dell’astinenza. Questo tipo di comportamento non è inusuale quando si elabora qualcosa di emotivo come una rottura. In realtà, l’educazione è una fase naturale e necessaria del processo di guarigione, ma può diventare un problema serio quando inizia ad invadere altri aspetti della vostra vita impedendovi di progredire verso stadi più alti di guarigione. Ad esempio, se la relazione tossica è finita da anni e state ancora facendo ricerche sul narcisismo e frequentando dei forum sull’abuso narcisistico, vuol dire che la vostra fase di recupero ha subito una battuta d’arresto. Si tratta di un serio indicatore in questo senso.

IDENTIFICANDO UN PROBLEMA SERIO

Se provate delle sensazioni struggenti a causa della rottura di una relazione e cominciate ad eseguire ricerche ossessive, fatte un bel respiro e una pausa. Ecco i cinque indicatori che vi segnalano un problema da non sottovalutare.

PRIMO: LE OSSESSIONI

Le ossessioni sono pensieri, idee o immagini mentali persistenti che non vanno via, non importa quanto duramente cercate di schiacciarle. Non sono pensieri normali e possono essere debilitanti.

Una delle ossessioni che potete sviluppare dopo la rottura consiste nel chiedersi come sarebbe andato il rapporto se il vostro modo di fare fosse stato diverso, nel senso di riuscire a cambiare la mente dei vostri ex. Un altro esempio è rimuginare sulle cose dette dai vostri ex, chiedendovi se era possibile far di più per salvare la relazione.

Mentre le versioni lievi di questi pensieri sono in qualche modo tipiche dopo una rottura, quando tali pensieri vi impediscono di concentrarvi sulle normali faccende della vostra quotidianità, bisogna fare molta attenzione. Se state pensando al vostro ex partner così tanto da non riuscire a concentrarvi sul lavoro, perdendo scadenze o ignorando le vostre responsabilità, potete aggravare le vostre condizioni. Non riuscire a gestire questi pensieri potrebbe essere il segno che avete preso la via dell’ossessione.

SECONDO: LE COMPULSIONI

Una compulsione è un comportamento ripetitivo eseguito per ridurre lo stress e l’ansia. Le compulsioni vanno spesso di pari passo con le ossessioni perché vengono trasformate nell’unico modo che conoscete per affrontare il problema.

Se avete pensieri ossessivi sul vostro ex e state cercando di spiegare il suo comportamento, iniziare a fare ricerche a riguardo segnala il vostro tentativo di capire perché ha fatto quel che ha fatto. Ciò che state cercando è, quindi, una spiegazione che vi aiuti a capire come poter fermare i pensieri ossessivi.

Altri esempi di comportamenti compulsivi includono la verifica dei social media dell’ex o dei social media dei nuovi partner, la partecipazione a un numero eccessivo di forum sull’abuso narcisistico oppure saltare da un programma di ricupero all’altro, senza mai rispettare le strategie raccomandate.

Ironia della sorte, le compulsioni non eliminano i pensieri ossessivi, sono solo un sollievo momentaneo. Inoltre, le continue abitudini compulsive approfondiscono i percorsi neuronali associati agli impulsi, il che vi porta a impegnarvi ancor di più in comportamenti negativi senza nemmeno riflettere su cosa state facendo.

Se siete bloccati in questo ciclo e trascurate le vostre responsabilità quotidiane a causa di tutto ciò, considerate di cercare un aiuto professionale per far fronte alla vostra situazione. Ad esempio, se siete dei genitori e passate tutto il tempo a fare ricerche sul narcisismo e a chattare sui forum invece di trascorrere tempo di qualità con i vostri figli, è tempo di fare qualche cambiamento nella vostra vita.

TERZO: LA CONTAMINAZIONE MENTALE

Se le interazioni con il vostro ex comportano critiche, umiliazioni o tradimenti, è probabile che abbiate a che fare con la contaminazione mentale. Si tratta di una sensazione interna di “impurità” causata da interazioni sociali negative.

Non è difficile capire come una relazione con un narcisista possa portare a una contaminazione mentale. Avete affrontato durante la vostra relazione il tipico comportamento narcisistico di distribuzione di giudizi e critiche permanenti. Quasi sempre le vittime di abuso narcisistico, mentre lavorano per superare la rottura, combattono contro la contaminazione mentale.

Finché questa sensazione persiste torniamo a fare affidamento sugli eventuali comportamenti compulsivi che abbiamo sviluppato come meccanismi di coping (strategie che si riferiscono alle modalità di adattamento con le quali si fronteggiano situazioni stressanti, n.d.t), cosicché continuammo a fare ricerche ossessive per cercare di trovare una spiegazione.

QUARTO: LE RUMINAZIONI

Continuare a ripetere mentalmente i principali argomenti discussi con il vostro ex ancora e ancora, significa ruminare all’infinito. Le elucubrazioni non si limitano a chiederci cosa avevamo potuto fare diversamente in una situazione, ma piuttosto permettere a determinati pensieri di restare troppo a lungo nella mente, portandoli anche più in là.

Se vi state dedicando alla ricerca compulsiva sul narcisismo, le vostre elucubrazioni vi porteranno indietro nel tentativo disperato di trovare una risposta. Potete leggere articoli sulla psicologia del narcisismo o aderire a forum online di persone in situazioni simili, certo, ma sappiate che il vostro obiettivo resta sempre quello di imparare tutto ciò che potete sul perché il vostro ex si è comportato in un modo o nell’altro e su cosa potevate fare per migliorare il rapporto.

Le elucubrazioni possono essere fraintese. Potete convincervi che state solo cercando di risolvere un problema; tuttavia, il problema che state cercando di risolvere non ha una soluzione reale. Quindi, il comportamento continua fino a quando non inizia ad avere un impatto sulla vostra vita quotidiana, nutrendosi della vostra ricerca compulsiva sul narcisismo. Ad esempio, se ci mettiamo a fare ricerche compulsive sul narcisismo al lavoro anziché adempiere ai nostri doveri, rischiamo di perdere il lavoro, il che ha un impatto devastante sui nostri mezzi di sostentamento.

QUINTO: I PENSIERI INTRUSIVI

Tutti possiamo soffrire di pensieri intrusivi di volta in volta, ma essi possono diventare particolarmente sconvolgenti quando riguardano l’angoscia emotiva e mentale della fine di un rapporto con un narcisista. I pensieri intrusivi sono idee sgradite, spesso raccapriccianti e angoscianti che ci saltano in testa. Ci disturbano tanto e non riusciamo a impedirgli di accadere. Esempi di pensieri intrusivi: immaginare il vostro o la vostra ex con dei nuovi partner e convincersi che siano cambiati; immaginare di possedere una caratteristica ripugnante che ha costretto il vostro ex ad abbandonarvi; essere sicuri di essere troppo vecchi per trovare un nuovo amore; sentire la schiacciante responsabilità di informare i nuovi partner dei vostri ex su chi siano realmente.

C’è una bella distinzione tra pensieri intrusivi e ossessioni: i pensieri ossessivi sono situazioni a cui non riusciamo a smettere di pensare, mentre i pensieri intrusivi sono involontari e possono comportare il farsi del male oppure farlo a qualcun altro. Se non affrontati in modo appropriato, i pensieri intrusivi possono trasformarsi in ossessioni che vi porteranno, ancora una volta, allo stesso ciclo di ricerca compulsiva sul narcisismo.

PRENDENDO LA DECISIONE DI GUARIRE

Per iniziare a guarire e riprendere in mano la vostra vita, è necessario identificare queste abitudini e prendere provvedimenti per fermarle. A causa degli aspetti emotivi aggiunti di una relazione con un narcisista e della successiva rottura, non è ovviamente facile da fare. Bisogna lavorare duro per stabilire nuove abitudini e interrompere il ciclo di ritorno alla ricerca ossessiva di dare un senso alle cose.

È certamente possibile superare questi comportamenti cercando l’aiuto di cui avete bisogno per formare nuove abitudini e cambiare il modo in cui il vostro cervello reagisce per difendervi.

 

99 pensieri su “Ricerche compulsive sul narcisismo: 5 segni da fare attenzione dopo una rottura

  1. Io credo che il percorso descritto nell’articolo, cioè la ricerca ossessiva dei perchè, abbia più o meno riguardato tutti coloro che hanno subito un trauma dovuto ad una relazione con un np, e deriva probabilmente dal fatto che non esiste una risposta nel mondo reale; per cui abbiamo l’impressione di diventare matti alla ricerca di una risposta che in realtà non c’è. O meglio, esiste una sola risposta: non serve cercare una risposta logica!
    In realtà una fase di ricerca è necessaria a capire i meccanismi che regolano la testa dei nostri np, altrimenti si rimane intrappolati nel rapporto senza possibilità di uscita. Ma capite le principali dinamiche continuare a cercare non serve, anzi, come dice l’articolo, alimenta ossessioni e pensieri intrusivi perlopiù retroattivi.
    Questo articolo mi fa però riflettere: se mettiamo in riga i comportamenti ossessivi/compulsivi descritti, ci rendiamo conto di quanto possa essere stato invasivo e destabilizzante il nostro rapporto con np; di quante assurdità ci siamo resi protagonisti alla ricerca di una soluzione che non esiste; di quanto un rapporto con np possa essere deleterio in termini di salute mentale e fisica e di quanto possa incidere negativamente sulle nostre vite, addirittura sul rapporto con i nostri figli o sul nostro lavoro.
    Il mio augurio, non me ne voglia Claudileia, è che tutti noi che stiamo regolarmente scrivendo su questo splendido blog, arriviamo nel minor tempo possibile a non sentirne più l’esigenza; eventualmente potremmo frequentarlo una tantum cercando di essere di sostegno per i prossimi malcapitati.
    Un abbraccio a tutti!

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    1. È la mia speranza, caro Gianni! Ho trovato questo articolo fantastico perché risponde a molte delle vostre domande sull’opportunità di continuare a ricercare ciò che in fondo già sapete. Ad un certo punto sarete voi a dire ‘BASTA’ e per me questa è la vera soddisfazione.

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      1. Claudileia,
        sei una persona straordinaria perché interpreti i nostri bisogni leggendo ciò che scriviamo e lavori per noi per esserci d’aiuto personalizzando ogni tuo intervento.
        Ti sarò per sempre grata e ti auguro tutto il bene possibile. Non sai quanto mi sei stata d’aiuto.
        Un abbraccio sincero e pieno di riconoscenza.

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  2. Condivido in pieno Gianni. Ho fatto la stessa riflessione. E personalmente sento già venire meno la necessità di frequentare anche questo spendido blog che mi è stato davvero salvifico, ho piacere di condividere più per gli altri che per me stessa che risposte logiche, per fortuna, non ne cerco più.

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  3. Sottoscrivo tutto in pieno. Purtroppo proprio nelle ultime settimane ho vissuto una condizione di ossessione vera e propria. Si sta davvero male e tuttavia non si riesce a tirarsi fuori. La mia ossessione riguardava non solo le cause dell’accaduto ma anche altro.
    Accettare ciò che non si riesce a capire è un atto di fede verso se stessi davvero enorme. Perché bisogna credere non in qualcun altro (come nella Fede religiosamente intesa) ma in se stessi nel senso di fidarsi che la decisione che abbiamo preso era l’unica possibile e non devono esserci ripensamenti.
    Da alcuni giorni sto raddrizzando il tiro e cercando di dedicarmi ad altro (cosa peraltro che mi è riuscita per un bel po’ di tempo ma poi ho avuto questa ricaduta).
    Capisco anche che in buona parte questi momenti scaturiscono dalla solitudine e dal bisogno, credo innato in tutti noi, di condividere la propria vita, e che il pensiero “di ritorno” sia quello che forse “se fossimo riusciti a superare la crisi qualcuno lo avremmo avuto, con cui condividere la vita”. Non ha senso, lo so.
    Per quanto mi riguarda leggere questo blog (e ammetto anche un altro che ho trovato molto utile) mi aiuta ancora.
    Ma spero di accettare definitivamente la situazione ed applicare a me stessa ciò che qualche volta ho detto ad altri, che dobbiamo lasciar andare il passato, senza dimenticarlo, ma accettare che è finito.
    Un abbraccio a voi

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    1. Penelope, quando scrivi “se fossimo riusciti a superare la crisi qualcuno lo avremmo avuto, con cui condividere la vita” ti riferisci al np con cui immagino tu abbia avuto a che fare? Cioè, significa che ritieni che se tu avessi superato una crisi nel rapporto con il np avresti potuto condividere la vita con lui?

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  4. I vostri articoli sono stati per me di grande aiuto, da un anno a questa parte. Purtroppo però mi ritrovo esattamente nella situazione descritta. Per diversi mesi sono stata in terapia ma non ho ottenuto i risultati sperati. Mi ritrovo quindi da sola bloccata nel ricordo di un uomo che mi ha fatto solo del male, cercando di combattere contro le mie ossessioni e forse con il desiderio inconscio di non voler guarire veramente. Quindi mi chiedo, quali strategie devo mettere in campo per cancellare il suo ricordo definitivamente senza l’aiuto di un terapeuta?

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  5. Cara Claudileia, gli articoli postati sono sempre molto centrati, mai banali e soprattutto sono sempre orientati a far star meglio i malcapitati che ti chiedono aiuto. E’ verissimo che si può leggere e documentarsi finchè si vuole ma il passo decisivo di lasciare andare è una cosa assolutamente personale che deve maturare dentro ognuno di noi. Quindi ancora grazie!

    Ad Alma faccio i complimenti per il livello di consapevolezza e la strada evidentemente fatta; so che non è stato facile.

    A Penelope un grosso incitamento a ritrovare presto la bussola; capita ancora anche a me di avere dubbi e non dico ripensamenti, ma qualche tentennamento sì; passano pensando alle cose che ci hanno fatto, che noi tendiamo a dimenticare, perchè ci fanno ancora troppo male.

    A flordemyo consiglio vivamente, se può, di riprendere la terapia, qualche mese è troppo poco. Formule magiche non ne esistono, ma lo spazio della terapia per me è fondamentale; però non aspettarti risultati in tempi brevi, è un percorso lento.

    Abbracci!

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  6. Mi sono chiesta a lungo se parlare di narcisisti o scriverne sui forum dopo aver chiuso delle relazioni sia segno di dipendenza.
    Per me la scrittura ha sempre avuto un grandissimo ruolo terapeutico…in tutti i momenti difficili della mia vita scrivere mi ha “salvata” e lo sta facendo anche adesso che mi ritrovo a condividere la mia esperienza con narcisisti su questo bellissimo blog pieno di persone fantastiche, sebbene duramente provate da relazioni abusanti.
    La cosa bella che ho potuto notare è che nonostante tutto il dolore subito non sono venute meno le nostre qualità di empatia, di comprensione del dolore altrui, di voglia di essere d’aiuto e di coraggio anche nel denudarsi sulle proprie fragilità. C’è una ricchezza umana qua dentro straordinaria.
    Sicuramente c’è una fase nel processo di guarigione nche ci spinge a documentarci in modo certosino su tutti gli aspetti del Narcisismo ma é perché si ha bisogno di capire, capire fino in fondo. Anche a costo di farci male scoprendo cose che non pensavamo nemmeno fossero possibili.
    Confrontarsi con gli altri, fare e rispondere alle loro domande, capire di avere un vissuto comune é un grande tesoro che aiuta a superare questo momento della vita.
    Personalmente non so dire se il mio bisogno di informarmi e condividere durerà un mese o dieci anni ma finché sento che mi farà bene continuerò a farlo e ad essere d’aiuto per quanto posso.
    Sapere dei dolori degli altri non mi conforta ma mi permette di capire meglio dinamiche che a lungo mi sono state oscure. Non bisogna mai vergognarsi di volere fare chiarezza dentro noi stessi…
    Ovviamente se partecipare ad un forum arriva a limitare le attività del giorno allora si, bisogna regolarsi. Ma non credo sia questo il caso di noi tutti. Siamo qui per aiutare ad aiutare noi stessi.
    Un caro abbraccio a tutti

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    1. Anche per me è stato importante capire e studiare. Doloroso ma necessario per conoscere e comprendere un fenomeno sconosciuto e per togliermi dalla testa ogni possibilità di recupero, per procedere verso l’accettazione totale, magistralmente descritta in uno degli ultimi articoli.
      Rispetto a inizio anno mi sento sempre meglio, il pensiero che prima si invischiava con la compassione e la nostalgia, adesso alterna tra indifferenza e vergogna e conseguente rabbia. Incredibile pensavo non ne sarei mai uscita invece NON LO VOGLIO indietro. Ho dirottato, con enorme fatica, l’attenzione da lui a me stessa. Devo “solo” perdonarmi, perdonare la mia stupidità, fare pace con certi episodi e vederli per quello che sono: la manifestazione della mia umanità e non esclusivamente della mia fragilità/idiozia :).

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  7. Claudileia sei una ragazza super l’affetto che ho per te e per tutti non lo avrei mai immaginato – per fortuna l’articolo mi riguarda solo perché penso che per me sia scaduto il tempo dell’innamoramento per il resto è merito tuo e di blume- spirito libero-gianni- kolisch?guarito?

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  8. Ciao a tutte e a tutti. È un altro articolo molto utile, trovo. L’iniziale compulsione mi spinse fino a questo splendido blog, grazie al cielo. Il mio percorso personale mi ha poi portato a prenderne parzialmente le distanze, saturo di tante informazioni nutrienti e conscio di ciò che mi è capitato di vivere. Leggo ancora, ogni tanto, per arricchirmi e scambiare con tutti voi emozioni e utili spinte al coraggio di affrontare cambiamenti radicali. Caro Gianni, come stai? Sei poi riuscito ad allontanarti? Dopo due anni e passa di grande lavoro e sofferenza, ora sto iniziando una nuova relazione e lo voglio condividere con voi, ci tengo. Mi sento bene, sicuro come mai prima che qualunque cosa accada io resterò tranquillo e la lascerò accadere senza restarne schiacciato: è una sensazione bellissima che mi permette di godere di ogni momento che passo con lei accantonando ogni paura per il futuro e ogni ricaduta nel passato doloroso. Non la vedo per giorni, perché ho due figli e lei lavora e ci si vede quando si può, tuttavia ho ricevuto più affetto, amore e attenzioni in un mese che in anni e anni con la persona sbagliata. Mi emoziona scriverne perché davvero avevo scarsa fiducia che potesse succedere e invece è possibile, per me come per tutti voi:esistono persone migliori e abbiamo ancora, nonostante tutto, la possibilità di incontrarle. Mi sto riscoprendo affettuoso, premuroso e amorevole, ma ad un livello più elevato di prima: non c’è gelosia, non c’è attaccamento, non c’è dipendenza, non ci sono aspettative. Oggi è perfetto così, domani lo scoprirò domani. Sento che questa modalità relazionale ora mi appartiene: se poi la storia proseguirà ed evolverà, verrà il tempo di fare progetti insieme, sarà anzi automatico. Coraggio tutti, dunque: so che il primo passo fondamentale è decidere di riprendere in mano la propria vita, come so che ciò costa fatica, lavoro e tempo. D’altronde Claudileia, come le persone serie che trattano questi argomenti, non hanno mai detto il contrario né tentato di vendere facili soluzioni. Grazie a chi legge, a chi scrive, a Cla e alla scintilla divina che ho dentro e che mi ha tenuto in vita nel momento del bisogno. Vi abbraccio forte forte. A presto.

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    1. Ciao Guglielmo bellissimo sentirti così!
      Io sono ancora materialmente fermo, anche se penso di andare avanti da un punto di vista del distacco mentale; sto cercando con l’aiuto di amici di trovare una soluzione sostenibile; per adesso niente di fattibile.
      Leggendo come stai affrontando la tua nuova esperienza mi rendo conto che è probabilmente quello che vorrei io, dopo una vita di alti e bassi e gli ultimi 4 anni di nulla assoluto da un punto di vista affettivo.
      I miei complimenti per la serenità con cui ti stai ricostruendo la vita.
      Sono proprio felice per te!
      Un abbraccio!

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      1. Grazie Claudileia e Gianni. Il vostro affetto è arrivato ed è qui con me. Quello che ho adesso me lo sono letteralmente costruito molecola per molecola. La mia attuale compagna, ad esempio, mi piaceva da tempo, pur conoscendola in modo totalmente superficiale. Mi ci sono avvicinato con la delicatezza che di sicuro mi contraddistingue ma anche con la leggerezza di chi non teme di essere rifiutato e vi assicuro che dopo 25 anni di monogamia (per scelta, chiaro) e tanto dolore non era teoricamente nelle mie corde invitare una donna pressoché sconosciuta ad un concerto: è iniziata così, quasi per gioco e anche perché io sono di nuovo pulito nell’anima. In questo immagino abbia fatto la sua parte anche la meditazione, che ho approcciato di recente e che mi dà una solidità notevole dal punto di vista della presenza mentale. Gli scambi emotivi avvenuti qui sono stati, per me, di grandissime profondità e importanza e fanno parte del mio bagaglio: grazie senza fine. Gianni, so che presto leggerò di te libero e rinato: ognuno di noi ha i propri tempi e le proprie personali situazioni da affrontare e risolvere. Vedo che hai da tempo l’attenzione necessaria, immagino che arriverà il momento in cui agirai in un modo che sorprenderà anche te stesso.

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      2. Grazie dell’augurio caro Guglielmo, spero si realizzi presto!
        Io mi sono inizialmente imposto di non lasciarmi “tentare” prima di essere uscito di casa, e credo che rispetterò questo proposito; ma negli ultimissimi tempi mi sto anche dicendo che se dovesse succedere qualcosa di simile a quello che stai vivendo tu non saprei rinunciarci (e non vedo proprio perchè dovrei, arrivato a questo punto); non vado in cerca di avventure ma lascio che le cose seguano il loro corso, non si sa mai come può andare a finire….

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  9. Mi ripeto, secondo me bisogna mandare via il mostro appena si capisce come è fatto.Ma se qualcuno,tra le assistenti sociali,i centri antiviolenza,ecc. fosse informato,ci aiuterebbe a spiegarci la personalità distorta di tali individui,appena si cerca un aiuto,e quindi ci si impiegherebbe molto meno,per capire e scappare!Invece,io ho dovuto fare tutto da sola,purtroppo..Poi anche dopo la fine di una storia,anche se non si è mai stati dipendenti,ma vittime,ostaggi ingannati,da un demone travestito,per un periodo piu’o meno lungo,si ha la necessità di cercare un terapeuta che possa aiutarci a superare il trauma.Perche’il trauma c’è,per aver vissuto con un individuo tossico,senza averlo capito,per la maschera quasi perfetta che gli psicopatici hanno!Questo soprattutto servirebbe se si hanno figli in comune.Si hanno tante domande da fare,per capire se si sta agendo nel modo giusto,con persone che sono molto pericolose.Purtroppo però a me sta capitando questo:nella mia zona sembra che non ci sia nessuno che capisca davvero il narcisismo maligno ed il conseguente disturbo post traumatico da stress che io,ed in modo diverso le mie figlie,abbiamo.Capita che ci si ritrovi,dopo essere stata considerata la pazza,e quella cattiva,ad essere poi quasi trasparenti,nel senso che non c’è nessuno veramente informato,che possa aiutarci,da esperto,a placare l’ansia,per esserci cascati,ed a gestire la situazione.I centri antiviolenza,le assistenti sociali,ed i centri di igiene mentali,a volte fanno peggio,dando pareri senza aver studiato l’argomento.Magari ti dicono che sei una debole,o parlano di tutto,della tua infanzia,ma mai della sindrome di chi ti ha agganciato!E ti fanno capire che hanno cose piu’urgenti di cui occuparsi!Io ho girato un po’dappertutto,ma nessuno ha saputo aiutarmi.È brutto pensare che i sistemi di supporto non funzionano,ma ho dovuto constatare che e’così. Nessuno vede che sei un reduce,di una guerra che ti hanno dichiarato,e potresti avere depressione,incubi,ecc..Tu ed i tuoi figli..Forse per questo si cercano risposte nel web,o un sostegno.E meno male che ci sono persone come Claudia..Dovrebbero clonarla,e mandarne una in ogni città..
    Intanto comunque bisogna aiutarsi da soli,aspettando che l’argomento diventi comprensibile agli operatori..
    Anna Maria

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    1. Cara Annamaria, mi dispiace di questa tua difficoltà. Prova, magari anche tramite Claudileia, a farti dare il nome di qualcuno nella tua zona; forse i centri pubblici non sono sufficientemente preparati, non so, non ne ho esperienza.
      Io sto ancora facendo (credo finirà presto) un percorso terapeutico con un ottimo psicologo; lui non usa quasi mai i termini che si usano qui (trauma, narcisismo ecc.), ciò nonostante ha da subito capito il problema e ha soprattutto capito in che tipo di dinamica mi trovavo anche se magari gli dava un nome un po’ diverso (es: lui definisce il mio rapporto francamente sado-masochista e non narcisista-dipendente).
      Alla fine l’importante è trovare uno che capisca.
      Coraggio, e fregatene di quello che pensano gli altri.
      Un abbraccio!

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    2. Vero, Verissimo Anna Maria !!!
      Hai detto tutto quello che c’è da dire e che ho passato anche io.
      Dopo un evento particolarmente serio, capendo che qualcosa non andava in quello che facevo e che non riuscivo e venirne fuori da sola, mi sono rivolta ad un centro di igiene mentale dicendo: io, che sono così (fino a 43 anni ero stata cosi e che mi ero comportata cosi e che pensavo e dicevo così…) ora ho conosciuto un uomo che, va bene, mi fa diventare matta, ma in diverse situazioni mi ha fatto fare, dire, credere, il contrario di me stessa e io vorrei capire un momento chi sono o che succede.
      Per noi ora, con le nostre conoscenze, suonano mille campanelli; è una diagnosi o per lui o almeno per me di dipendenza
      Macché, dissero anche a me di avere casi più importanti e mi liquidarono in quattro e quattr’otto!
      Io a quel punto ho perso altri mesi preziosi prima di rivolgermi ad un terapista privato che comunque non potendomi permettere a lungo termine ho smesso rapidamente.
      Come sarebbe facile anche solo prepararli per dare un accenno della patologia e poi consegnare un opuscolo che ci desse le prime istruzioni comportamentali.
      Anche così poco sarebbe già un inizio poi con internet si fa il resto e a quel punto si trova il modo di uscirne in minor tempo.

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  10. Un saluto a tutti e a te Claudileia, che sei stata per me la manna dal cielo in quell angosciante periodo, dove ho compreso con i tuoi illuminanti articoli, con chi avevo vissuto per ben 25 anni. Il dolore, l angoscia, la sofferenza che ho provato successivamente alla decisione di dover scappare seppur dopo troppo tempo, è comprensibile solo da chi come voi ci siete passati. Il no contact è stato di grande aiuto. Sono due anni che non ho voluto più vederlo e fortunatamente anche le mie, mi hanno sostenuta in questa grande impresa. Ricordo Guglielmo, anche tu come me parlavi del grande vuoto e sofferenza dopo aver riconosciuto tutte le dinamiche di questi esseri indegni. Ora posso raccontarvi che a distanza di due anni sono ritornata la persona solare, allegra, spensierata di un tempo e leggervi di tanto in tanto mi fa sentire vicina a tutti voi. Anch’io Guglielmo sto frequentando una cara persona, entrata nel mio cuore credo nel momento giusto, ossia quando ho ritrovato me stessa e non mi sentivo più dipendente da nessuno. Non ho aspettative, né progetti, sto solo vivendo questa storia nella più assoluta libertà, nel rispetto reciproco, augurandomi un pizzico di felicità, lontana da gente insana. Un abbraccio a tutti voi di cuore, a te splendida Claudileia, e tanta felicità Guglielmo.

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    1. È proprio bello leggerti, Mimma. Ci credi che ho le lacrime agli occhi? Sono felice, si può essere felici per gli altri come per sé stessi, si può ricominciare a lasciarsi andare alle emozioni forti e belle. I nostri vissuti si somigliano molto e, guarda caso, anche i tempi di recupero: calma, nessuna fretta, tanta solitudine nutriente (io ho passato anche un capodanno da solo, cena curata, grande bottiglia di spumante e attenzioni solo per me stesso) e fiducia nelle energie positive dell’universo. Al momento giusto è arrivata anche la persona che sembra apprezzare le nostre qualità. Vivere il momento come descrivi tu è segno di grande crescita interiore, secondo me: a me sarebbe stato impossibile prima. Mi auguro che i nostri racconti contribuiscano a spingere ogni persona che legge a “daje sotto”, come si dice qui. Il lavoro non si fa da solo, ci vuole impegno e tuttavia è assolutamente possibile e lo è per tutti.
      Ogni bene possibile, Mimma. Ogni bene.

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      1. Guglielmo a parte dirti che ti ho letto nei post precedenti e che sono molto felice perché so che il tempo e un gran maestro ma come ho detto a mimma anche il lavoro interiore. Per me due mesi sono pochini…Ma dico a me stessa che voglio vivere giorno per giorno e senza avere fretta di uscirne del tutto . Sto già molto meglio grazie a tutti voi e brava anche a me stessa. Non vedo ancora nulla fuori anzi a volte ho un Po paura ma sarà normale…Non ho 20 anni ne ho 50 e quindi anche questo fa.un abbraccio caro Guglielmo.

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    2. Cara Mimma, non credo di aver seguito la tua storia, ma oggi sei l’esempio, come Guglielmo, che non solo se ne esce, ma se ne può uscire più che bene.
      Grazie della speranza che porti con la tua esperienza!

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    3. Oddio, carissima Mimma, sapere che tu, Guglielmo e Kolisch state riprendendo in mano la vostra vita e che io, con tutti questi articoli sono una particella di tutto ciò mi rende infinitamente onorata e molto molto commossa. A volte, quando sparite per un po’ penso sempre cose positive: avranno finito le loro ricerche, si sono ripresi, hanno conosciuto qualcuno… Non mi viene mai in mente qualcosa di brutto, ma solo belle cose e sapere che questo mio ‘pensiero magico’ si è avverato nelle vostre vite fa scoppiare il mio cuore di gioia. Ma che bel regalo mi avete dato oggi! Di tutto il cuore… Senza parole.

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      1. Puoi ben essere orgogliosa di te e del grande bene che fai a chi ha la sorte di incrociarti, Claudileia. I feedback che ricevi sono frutto delle tue attenzioni e competenze e la tua commozione arriva ed è anche contagiosa. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

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      2. Cara Cla,
        è grazie a questo eccezionale blog che finalmente sono tornato a respirare aria nuova. Il fatto quasi incredibile, che voglio soprattutto condividere con chi soffre ancora, è che quando si risale dall’inferno vissuto ci si ritrova profondamente cambiati, ma in meglio. Ciò che prima ci rendeva magari insofferenti o peggio furiosi, appare facilmente superabile. E’ una strana sensazione, ma la rabbia feroce verso chi ci ha fatto un male profondo non esiste più, sparita, evaporata. Un grazie per questo va a tutti gli psicopatici, che provocandoci enorme dolore ci hanno reso persone migliori. Sembra un controsenso ma è così, almeno per quanto mi riguarda. E soprattutto un grazie dal profondo del cuore va a te, cara Claudileia, che mi hai indicato la via giusta.

        Un abbraccio a tutti/e.
        SE NE ESCE !!!

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      3. Carissimo Kolish, non ho dubbi che diventiamo persone migliori quando scopriamo di avere tutti i requisiti per costruire la vita serena e emozionante che abbiamo sempre desiderato, anche da soli. Sono convinta che il nostro stato mentale attragga positività o negatività e che le persone ci si avvicinino conforme la visione che abbiamo di noi stessi. Molti dicono: “Ma io stavo così bene prima di conoscere lo psicopatico o la psicopatica!!”. In realtà stavano come in attesa di ‘qualcosa’ di molto più interessante della loro vita stessa: il famigerato amore incondizionato. Le persone psicopatiche o n.p. vendono proprio questo, si avvalgono della leggenda metropolitana dell’amore ideale per ottenere da noi ciò che serve ed è loro utile. E quando combinano i loro disastri la speranza è sempre quella di ritornare alla promessa iniziale… La via giusta è una sola: conoscerci e non scendere a patti con nulla di mediocre e di ordinario. Ti abbraccio ‘fortissimamente’ e GRAZIE a te.

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    4. Che bello Mimma ….a questo serve anche il blog…a sentire che il tempo che passa e un gran dottore e il lavoro su noi stessi e fondamentale . Un abbraccio

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      1. Kolisch hai sintetizzato a perfezione, a mio parere. Leggendoti mi è tornata in mente una frase letta pochi giorni fa: “ti ringrazio per avermi dato la possibilità di comprendere quanto fossi sciocco”. Ecco, il giorno in cui riusciremo a dire questo alla carogna che ha tentato di annullarci avremo la certezza della evoluzione compiuta: inoltre la belva resterà con un palmo di naso e passerà il suo tempo a chiedersi come mai le proprie armi di distruzione di massa non abbiano funzionato con noi. Non vedo l’ora di farlo. Un saluto e in bocca al lupo.

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      2. Non c’è nemmeno bisogno di dirglielo, caro Guglielmo! Sarà la tua vita stessa a inviare il prezioso messaggio. A loro non dobbiamo dimostrare
        assolutamente niente, né che siamo andati avanti né indietro. Quando le armi di distruzione di massa funzionano il risultato è la prostrazione totale e la sterilità affettiva. Ancora una volta: W LA TUA FORZA! Abbraccio grande!

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  11. Sai, Gianni, finchè parliamo di speranza non stiamo andando molto avanti. Se io me ne fossi andata subito, avrei avuto tempo per costruirla quella speranza. Restare è fantasticare su una vita migliore, non è realizzarla, anzi. Qualunque sia il motivo per cui si rimane e ce sono e quasi sempre sono i bambini. Io sono nonna e in qualche maniera quel bene è diventato un sollievo e nello stesso tempo un ricatto. Mia figlia ha gravemente contribuito e non è solo il mio parere. La mia terapeuta ha sofferto con me, davvero. Ho raccontato cose ma ce ne sono altre che non posso dire a nessuno. Quei bambini però sono una gioia. La più piccola, due anni, mi chiama nonna bella..Gianni, le soluzioni ci sono. Non perdere il treno. Te lo dice una che è ferma alla stazione da quasi 14 anni. Un abbraccio

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    1. Cara Ungre, grazie della franchezza.
      So che nel mio cercare la possibilità materiale “giusta” c’è forse ancora una piccola parte di paura, e che i figli (i miei sono ormai grandi ma proprio per questo l’impegno economico per loro cresce) sono un “freno” notevole; non voglio metterli in difficoltà e non vorrei dovessero rinunciare a nulla per la mia scelta, oltre che dover chiaramente affrontare con loro il passo della separazione, cosa che mi manda a volte in difficoltà solo a pensarla. C’è un vero limite economico, per quanto io non sia povero, ma quello che abbiamo adesso basta per arrivare a fine mese; un altro affitto e altre spese ad oggi non mi sembrano sostenibili se non a scapito di enormi rinunce, non solo mie (no problem), ma soprattutto dei miei figli.
      Chi ha seguito la mia storia sa che ho accantonato l’idea che le cose possano andare meglio, non sono certo ancora lì per questo.
      Grazie e un abbraccio anche a te, nonna bella!

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      1. Da compagna di un narcisista rimasto vedovo con due figli di 15 anni che ora ne hanno 30 posso dirti Gianni che qualsiasi contatto con la madre che tu mantenga per loro è comunque deleterio.
        Quelli del mio NP sono due maschi, rimasti con lui in un momento in cui comunque poco avrebbero seguito le indicazioni di una madre.
        Con un padre che naturalmente era il dio supremo sceso in terra e che per l’impegno profuso ha avuto anche notevoli risultati nel lavoro (quindi tutto da emulare per soldi, viaggi, case, divertimenti etc).

        Io nei 4 anni di frequentazione ho notato questo: enormi difficoltà di aprirsi a terze persone, “vera” empatia solo apparente con feroci commenti o osservazioni alle spalle o del tutto assente.
        Uno maschera la spiritosaggine e la simpatia per emozioni ma in realtà cerca gratifiche ed è andato a 1000 km per la specializzazione.
        L’altro subisce l’attaccamento che naturalmente lo porta verso il padre e i vincoli che in qualche modo lo tengono lì (per non rinunciare al tenore di vita come dici tu) sapendo che la sua vera vita sarà solo al momento in cui riuscirà ad affrancarsi logisticamente ed economicamente.
        Non direi che una madre avrebbe voluto questo per l’età più bella dei suoi figli.
        Parlane con loro e senza nascondere il peso che sarebbe per te protrarre la convivenza dai loro la possibilità di scelta. Credo che alcuni preferirebbero pane e cipolla insieme ad un padre felice e ad un armonia familiare (per voi) ritrovata. Magari sei fortunato! 🙂

        Tanto restando se per reazione prendono la via della correttezza, dell’onestà e del rispetto verso il mondo esterno (come uno dei due) avranno una grande sofferenza interna per come a loro riesce un comportamento così elementare che il loro genitore non riesce ad avere per loro che sono suo sangue e carne.

        Se in qualche modo, anche lieve e all’apparenza tutto sommato innocuo, ricalcano le orme del genitore avranno la stessa infinita brama che ben conosciamo e che non potrei augurare a nessuno.

        Non so che età abbiano i tuoi ma credo che dai 7/8 anni in poi un bambino comincia a distinguere i comportamenti dei componenti del mondo esterno ed è istintivamente portato ad allontanarsi o ad avvicinarsi da ciò che gli fa bene o male (al contrario di noi).

        Auguri tanti,
        Dance

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  12. Claudelia,, credimi il mio cuore è stracolmo di gioia. Insieme al caro Guglielmo, posso dire a tutti voi che il percorso è duro, pieno di sofferenza, ma siamo l esempio per chi ancora deve attraversare tutto il dolore e la disintossicazione che con tanta forza, volontà, amarsi tanto,siamo vivi più che mai. Questa è la nostra vendetta, se così posso definirla verso i ns narcisisti patologici, la ns autentica gioia di vivere. Vi abbraccio con grande affetto.

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      1. Grazie per le tue parole precedenti. Se è vero che ognuno ha i propri tempi sono certo che due mesi siano davvero pochi: dipende anche dalla lunghezza e profondità del rapporto con il folle. Io, come Mimma, ho avuto bisogno di due anni: mi auguro che questo non spaventi nessuno. È stato un periodo bellissimo e la sensazione di rinascere con una spiritualità affinata è una esperienza magnifica. Ora continuo il percorso senza sosta, perché chi si ferma è davvero perduto e bisogna avere la consapevolezza che fermarsi o proseguire con grande impegno è una scelta totalmente nostra: possiamo e dobbiamo chiedere aiuto ma il vero lavoro va fatto da noi stessi, nessuno mai può svolgere i nostri compiti. Piano piano, Mirna, con grande fiducia in te stessa.

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  13. È vero. Ogni tanto ci pensavo anche io al fatto che leggendo tanto sui vari siti di questa patologia si rischia di rimanere legati con una forma di compiacimento al nostro dolore . Sarà pure Ma invece io voglio continuare a leggerli anche se mi sento bene ora. Sono curiosa e molto in merito. C’è sempre qualcosa di nuovo che comprendo . Ma sopratutto per evitare in futuro esperienze del genere. Lavorando su di noi anche grazie ai comsigli di Claudelia. Io dopo un anno dalla fine della mia relazione posso dire di essere più serena. Certo lavoriamo nello stesso posto . Ci sono attimi in cui mi torna la rabbia . Ripensando a qualche episodio .Ma nulla rispetto a prima quando agognavo una vendetta tipo Conte di Montecristo . Vado avanti per la mia strada . Piu leggera e a testa alta. Dispiace per chi viene dopo .

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  14. Guglielmo e Mimma……che meraviglia leggervi, che regalo ci avete Fatto! Sono orgogliosa di voi e veramente felice……..musica per le mie orecchie, è veramente una dose di pace e conforto……..sono beata…..vivere la serenità di qualcun’altro per osmosi…..un Miracolo!

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    1. Grazie Alba, davvero. Come stai? Molto meglio, direi, visto che sei in grado di provare e mettere per iscritto emozioni così belle. Sono felicissimo di aver condiviso con voi il mio stato d’animo attuale, vi sento tutti così vicini… Ti abbraccio cara Alba, per ora buonanotte. A presto.

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  15. Anche io sono stata felice di leggere di Guglielmo e Mimma loro sono la prova che ce la possiamo fare. Io pur essendo andata via da casa da ormai un anno e mezzo sono ancora in mezzo alla burrasca ma non mi arrendo. Leggere l’articolo mi ha fatto capire che bisogna stare attenti a non trascurare le cose importanti ed io da pochi giorni ho una cosa importante che ha colorato di rosa il mio Cielo, è nata la mia nipotina e mi piace condividere la mia felicità con voi che come ho già scritto vi considero amici veri.

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    1. Cara Anna, felice di risentire anche te!
      Spero tutto bene ma ti sento come sempre combattiva.
      Ti faccio i miei più sinceri auguri per lo splendido nuovo arrivo! Spero veramente che ti aiuti a trovare maggiore serenità e ti dia un’ulteriore spinta per passare la burrasca.
      Come vedi ci sono esempi che ce la si può fare.
      Un grande abbraccio!

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  16. Scrivo per la prima volta, anche se è da molto tempo che seguo il blog, ed i tuoi articoli sono gli unici che mi hanno aiutato veramente a recuperare, mi hai salvata, sapere che qualcuno è lì e capisce quello che provi mi solleva nei momenti più difficili.
    Grazie Claudileia
    Bellissimo questo articolo, e vero.
    Negli ultimi 3 anni, ogni giorno ho fatto un piccolo passetto in avanti, anche se lui ha provato per due volte ad interrompere il mio cammino verso la guarigione; è vero che non sono caduta nella trappola grazie a tutto quello che avevo letto, ma è comunque riuscito a fermare il mio percorso e a riportarmi indietro.
    Ora sono diversi mesi che mi lascia in pace, ma io purtroppo non sono ancora guarita completamente, perché sento di avere dentro di me tantissima rabbia.
    Mi accorgo che leggo sempre meno argomenti che riguardano i narcisisti, i miei interessi piano piano a piccoli passi stanno tornando ad essere quelli che c’erano prima dell’essere che mi ha devastata, ma il tuo blog è diverso.
    Riprendiamoci la nostra vita
    Un abbraccio a tutti

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    1. Ciao Marta, benvenuta!
      Mi pare tu abbia già le tue consapevolezze belle chiare, quindi sei già a metà dell’opera; se poi hai la fortuna di non vederlo più sei anche ben più avanti.
      Quindi non mollare e riprenditi la tua vita e i tuoi interessi; e se hai un attimo di crisi vieni a scrivere qui; è un toccasana per l’anima!
      Un abbraccio!

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  17. Appena ho letto questo articolo ho provato rabbia perché leggendo non potevo che prendere coscienza per l’ennesima volta della dimensione di quanto mi è accaduto, il brutto che ho visto e ingoiato e il dolore e la tristezza che ho provato. Rabbia anche verso me stessa che ero lì, immobile e allo stesso tempo speranzosa che le cose un giorno sarebbero “magicamente” cambiate. In ultimo rabbia mista a fastidio per non essere ancora fuori da tutto e quindi dedicare ancora a questa persona del tempo attraverso i miei ricordi, i miei pensieri e i miei dubbi esattamente come scritto nell’articolo. Poi leggo di persone che hanno ritrovato la voglia di vivere, di godere delle piccole cose della vita, di un cielo sereno, di un bel sole tiepido come quello che Milano regala in questi giorni, si un caffè con un’amica o di un bel film alla tv senza che tutte queste cose siano inquinate da qualcosa di tossico. Ritrovo la speranza e anche se scappa ancora qualche lacrima vado avanti perché stavolta lo devo a me stessa.
    Claudileia ti avessi incontrato prima… però per fortuna ti ho incontrata e sto imparando molto. Grazie a te e grazie anche a chi tra voi ha usato con me delicatezza e gentilezza. Ne avevo e ne ho enormemente bisogno.

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    1. Bene Miro ‘ hai detto bene prima per tutti sarebbe stato una gran cosa ma si vede che dovevamo passarci da quel fuoco ..doveva essere così…a ogni cosa sembra che ci sia un perché. Come un libro che ho letto che si intitola ” guarire coi perché ” molto bello. Un abbraccio

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  18. A me sapere tutto questo, dare un nome alla patologia, capire le dinamiche e non sentirmi l’unico al mondo ad aver sofferto di una cosa che altri non comprendono, be’, ha fatto bene. Non voglio però identificarmi nella vittima per sempre, così come non ho voluto essere “il vedovo” quando ho perso la mia compagna (cosa che mi ha esposto come preda, posso dire ora). Purtroppo abbiamo avuto tutti un’esperienza abbastanza estrema e anche quando sarà passata (confesso che non lo è ancora), credo che mi impegnerò nello studio e nella divulgazione di piattaforme di discussione come questa, dove non s’è fatto proselitismo o pietismo, ma informazione. Un’informazione che se avessi avuto prima mi avrebbe evitato tanti dolori. Perciò grazie a tutti… senza ossessività, spero.

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  19. Eccomi qui in questo spazio dove ci capiamo e ci consoliamo e ci felicitiamo quando qualcuno di noi ha cose belle da raccontare. Quello che hanno scritto negli ultimi commenti alcuni di noi è giustissimo, il fatto che noi possiamo divulgare le informazioni che abbiamo avuto e che ci hanno salvato ad altri che ancora non capiscono cosa gli sta succedendo è un impegno che ci dobbiamo prendere, naturalmente non è un obbligo è solo una riflessione. Io non so parlare bene e quindi preferisco dare l’informazione di questo blog dove poi una persona trova quello che cerca. Io ci sono arrivata da sola e la mia vita è cambiata ma tantissimo, anche se sono grande mi sento piena di energia e positività e le persone mi fanno i complimenti dicendo addirittura che sembro ringiovanita.

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    1. Non ho dubbi, carissima Anna! Dico sempre che l’effetto di levarsi dai piedi un essere tossico, passata la fase di astinenza è: “Wow, ma da dove proviene tutta questa energia???”. Proviene da te, ecco la risposta. Era sempre lì, soffocata, calpestata, temuta, sottratta dal vampirone per dettare il buono e il cattivo tempo sulla TUA vita. Sono molto, molto felice di sentirti così!!

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  20. Ciao Claudileia,
    Io credo di essere ormai istruita sul tema, ma praticamente resto una capra dal punto di vista pratico. La “saggezza” ricevuta grazie al blog, grazie ai forum e ai video mi ha probabilmente reso consapevole della dissonanza cognitiva che purtroppo vivo ormai da sempre.
    Mi sento fortemente responsabile della mia debolezza e vorrei con determinazione non cedere più ai suoi ritorni. Fare muro e applicare il no contact, ma lui è sempre lì che mi riacciuffa per i capelli.
    Ho ormai appurato con certezza che non è un np a tutti gli effetti, non ha altre storie o flirt, ma è un manipolatore e riesce ad infondermi senso di colpa e inadeguatezza sempre. Non ha empatia ed é una persona estremamente insicura e gelosa… mi sento letteralmente violentare il cervello alcune volte.
    Leggere le storie mi fa solo sentire meno sola. Anche la mia psicologa avrà perso ogni stima di me ormai, per quante volte le ho detto che era finita è finita non era davvero.
    Ho bisogno di aiuto. Io voglio che finisca davvero.

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      1. No, claudileia, perché io l’ultima volta sono apparsa molto decisa nelle mie decisioni. Lui è venuto perfino ad una seduta con me, mostrandosi molto collaborativo, ma alla fine ho capito che inconsciamente voleva solo controllare anche questo aspetto della mia vita. Tant’è che spesso ha strumentalizzato alcune cose dette dalla mia analista.
        Io sono estremamente confusa.. è come se sapessi perfettamente dove sta la verità e la “giustizia delle cose” ma percorressi una strada completamente opposta.

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      2. Cara Olga T., certamente la presenza del manipolatore in terapia non aiuta un dipendente affettivo ad uscire dalla dipendenza. Non vorrei che la tua terapeuta abbia interpretato la tua condizione come una ‘crisi’ e non come una dipendenza. Quando si resta in un rapporto perché psicologicamente costretti, ben consapevoli che restare equivale a un seppellimento in vita, bisogna lavorare sulla dipendenza e basta. Non capisco il senso della sua chiamata in causa. Certo che voleva controllare a che punto eravate, ecco perché ha voluto mostrarsi molto ‘collaborativo’, per non dire seducente. Dopodiché, fedele o non fedele, come ha ben sottolineato Gianni, la questione è come tu ti senti all’interno di un rapporto così squilibrato. Hai la sensazione di percorrere la strada opposta perché credo che fino adesso hai cercato in terapia di trovare un modo per rassegnarsi alla tua condizione, magari per paura del grande salto verso un periodo di solitudine. Questo terrore di vivere soltanto una ‘crisi’ genera una quantità enorme di sensi di colpa. Pensi: be’ se lui è fedele allora forse mi ama, se è venuto in terapia vuol dire che ci tiene a me, mentre io sono quella ‘confusa’. Direi che è il momento di mettere sul piatto il problema di fondo, ossia la tua dipendenza, la tua paura della solitudine, i tuoi sensi di colpa nei confronti di questo ‘manipolatore fedele’. Abbracci a te!

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      3. Esatto! In questi ultimi mesi, nell’ultimo anno esattamente ho dato il massimo a questa storia. Ho praticamente rinunciato a vivere. Lui però continuava a sottopormi a veri interrogatori o a chiedermi di tranquillizzarlo continuamente. Nel frattempo ad ogni minima discussione faceva danni, per puro dispetto, seguendo contatti “pericolosi” sui social o mostrandosi assolutamente l’opposto di quello che chiedeva a me. Mi ha nascosto conversazioni con una sua ex e nonostante questo non ho mai insinuato tresche… ho creduto alle sue parole.
        Mi accusa di non saper discutere, di essere infinito le e immatura perché do di matto.. sclero e piango quando litighiamo. Ma in realtà io sono letteralmente sfinita di dover ancora oggi dimostrare che sono brava e buona e che faccio quel che mi chiede.. non è più possibile. E ieri mi ha accusata ancora una volta di avere un interesse per un altro. Tutto questo è allucinante.

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      4. Cara Olga, un vero narcisista é sempre infedele. Potrebbe non esserlo nei primi periodi perché spende molte energie per assicurarsi una preda, ma stai certa che dopo qualche mese o anche prima riprende le sue tresche: loro sono molto abili a nasconderlo. Se non fanno incontri veri e propri stanno comunque sulle chat erotiche di notte o hanno un'”amica” per il sesso virtuale. Il mio secondo np era impegnato e non voleva in nessun modo intaccare la sua facciata perfetta ma mi cercava per scambiare messaggi erotici quando la sua lei non era presente e mi chiedeva di farlo su una app dove lei non potesse controllare. Mi vergogno di ciò ma mi piaceva e l’ho fatto.
        Se tu sei certa al 100% che non abbia altre (ma la certezza purtroppo non c’è mai nemmeno con le persone normali, figuriamoci con un np) allora può essere che sia una persona semplicemente manipolatorice e che tu ne sia molto dipendente.
        Come dice giustamente Claudileia il problema non é tanto capire se lui sia narcisista o altro, ma capire i motivi profondi del perché non riesci a farne a meno e lavorare su quelli.
        Un abbraccio

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      5. Cara Olga T., il fatto che non abbia flirt con altre non significa che non sia un np o qualcosa di molto simile. Ma è inutile appioppargli etichette; per esempio mia moglie secondo me è più ambivalente/ambigua che np, e se lo è è una covert, e per quel che posso sapere non mi ha tradito, anche se un paio di dubbi me li ha lasciati negli ultimi anni. Ma cambia poco.
        Quello che importa è come ti senti tu; dici di sentirti manipolata e a volte violentata nel cervello. Direi che è più che sufficiente per definire la tua relazione tossica. Se hai una brava terapeuta l’avrà capito, sempre che tu gliene abbia parlato in termini diretti, come stai facendo qui, ma immagino di sì.
        Lascialo fuori dalla tua terapia, a meno che non sia consigliato della tua terapeuta o a meno che tu non voglia fare un tentativo (che sarà vano se lo hai inquadrato bene), di renderlo consapevole di come ti fa sentire. Forse potrebbe essere per te l’occasione di capire veramente con chi hai a che fare; altrimenti se hai l’impressione che ti volesse solo controllare lascialo fuori.
        Come suggerito da Claudielia, lavora sulla tua dipendenza con la tua psicologa, è la cosa migliore e anche l’unica da fare.
        Coraggio!

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      6. Hai ragione, il punto é proprio questo… crederci ma non essere capace di farlo. La mia terapeuta sa tutto perfettamente, conosce tutte le sfumature e ha anche espresso un parere personale su questa persona.. ma io finisco per credere al suo pentimento, al suo impegno, al suo “per sempre”… è una relazione tossica.

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      7. Ciao Olga
        mi rendo conto della grande difficoltà emotiva in cui ti trovi perché è stata anche la mia e si è interrotta non certo per il mio coraggio o per difendere la mia poca dignità rimasta ma solo perché lui ha deciso di scartarmi per dedicarsi definitivamente alla persona con la quale si stava già organizzando da mesi.
        Con la testa sappiamo che è qualcosa dalla quale sarebbe meglio allontanarsi ma qualcosa dentro di noi ci trattiene. E combattere contro se stessi è una delle cose più difficili da fare. Nel tuo primo post scrivi: “non è un np a tutti gli effetti, non ha altre storie o flirt, ma è un manipolatore e riesce ad infondermi senso di colpa e inadeguatezza sempre. Non ha empatia ed é una persona estremamente insicura e gelosa… mi sento letteralmente violentare il cervello alcune volte”…mah direi che è più che sufficiente no??? Olga io sono stata tradita (eraun covert quindi ha negato fino anche davanti a un video) ma ti posso dire che tutto il resto che hai elencato (e che anche io ho subito) è assolutamente in grado di produrre effetti tremendi sulla tua psiche (oltre che alla tua anima) al punto che tu ti senti, come dici, violentata nel cervello. Non è che se non ti ha tradito allora la faccenda è meno grave perché forse non è un np! In ogni caso ciò che conta di più è appunto come stai tu e tu stai male. Se mi posso permettere lascialo fuori dalla tua terapia e fidati del parere che anche la tua terapeuta ha avuto parlandogli.
        La strada è lunga e tutta in salita ma ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare. Se la guarigione è una precisa volontà noi non abbiamo il diritto di non volerlo. E te lo dico anche per farmi coraggio perché anche quando sei lontana da questi soggetti tossici da molto tempo e ti sembra di stare un pochino meglio poi capitano giornate come questa in cui i vecchi pensieri si accavallano e ho paura di fare dei passi indietro. E’ un allenamento da marines quello a cui ci sottopongono queste persone manipolatorie, abusanti e tossiche e i danni che riportiamo insieme alla fatica che facciamo a venirne fuori sono la misura del trauma che abbiamo subito e che il tradimento, per quanto grave e distruttivo, da solo non è in grado di fare sulla mente di una persona.
        Buon riposo Olga

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      8. Grazie Miró. Parole speciali le tue. Quel buon riposo alla fine è molto significativo per me, poiché è davvero così che mi sento quando finisce, quando va via. Che posso riposare. Che posso posare il cellulare e abbassare la guardia.
        Ti abbraccio.

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  21. Cara Olga, prendere consapevolezza di chi sia veramente è forse il passaggio più doloroso, quindi è normale essere riluttanti a farlo. Questo significa però anche che il tuo grado di dipendenza è elevato. Te lo dico per esperienza diretta.
    Cerca di concentrarti solo sulle cose che ha fatto, non su quello che ti dice dopo.
    Una persona normale può sbagliare, ma dopo chiede scusa e non tenta di manipolarti facendoti credere che tu sia matto.
    Quindi anche se è dura, combatti con te stessa e contro la dissonanza; fatti aiutare in maniera esplicita su questo se la terapeuta l’ha già capito.
    Un abbraccio, forza!

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  22. Carissimi, oggi ho bisogno di sfogarmi.
    Rientrato dalla mia settimana via di casa per lavoro, trovo lei più affettuosa del solito, addirittura abbracci e carezze.
    Io mi allontano, e lei chiede conto, molto pacatamente, ed inizia una discussione su perchè e per come io sia così distante, dicendo di non capire.
    Poi mi ricorda che in terapia di coppia (che lei ha di fatto reso inutile) la terapeuta mi ha fatto notare che io sono ancora molto arrabbiato e quindi non ero in condizione di affrontare la terapia; conclusione: io sono ancora arrabbiato con lei ma lei non capisce perchè e anche lei avrebbe motivo per esserlo con me; inoltre la mia rabbia è necessariamente da attribuire a qualche mio fattore puramente personale, lei non c’entra; e mi chiede se io ne parli con il mio psicologo!!!! E io le rispondo che, certo, ne parlo sempre e lì fermo la mia risposta; in realtà il mio santo psicologo mi invita a mantenere alto il livello di rabbia, indirizzandola al posto giusto, ovvero a lei (sempre in termini civili e pacati) per non cadere nel rischio di essere riagganciato e per mantenere ben saldo il proposito di porre fine alla relazione. Ma questo a lei non lo posso dire, almeno finchè ci devo vivere sotto lo stesso tetto.
    Io ho risposto a monosillabi, ma le ho almeno fatto intendere direttamente, visto che me lo ha chiesto esplicitamente, che mi da fastidio essere toccato da lei e che non ho più niente da dirle.
    Messaggio chiaramente non pervenuto, visto che la mattinata si è chiusa con la sua speranza che io le chieda di andare a fare insieme una camminata in montagna.
    Lei crede che io stia solo attraversando un momento di incazzatura più forte dei precedenti e mi invita a ricostruire il rapporto partendo dalle piccole cose che ci è (in passato per quello che mi riguarda) sempre piaciuto fare insieme.
    Che dire; ci sarebbe da ridere per non piangere!
    E qui mi trovo ancora a pormi per l’ennesima volta la domanda sulla sua consapevolezza; ci è o ci fa? E’ veramente possibile che dopo tutto quello che è successo, lei mi venga a proporre cose del genere senza rendersi conto dell’incoerenza, o è tutto consapevole e si tratta solo di dose colossale di faccia di bronzo e cinismo. Come sempre la risposta non esiste, è così e basta, e tanto è sufficiente per non farmi recedere di un mm; ma la giornata è comunque andata…..
    Un abbraccio a tutti!

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    1. Carissimo Gianni, leggo abitualmente il blog e da mesi vedo ovunque tuoi commenti. E’ chiaro che tu abbia a che fare con una narcisa della peggior specie.
      Inutile continuare a leggere sugli np, sbandierare consapevolezza, se tu in prima persona continui ad autosabotarti negandone parzialmente la natura, facendoti domande a cui ha già la risposta e soprattutto continuando a prestare ascolto a discorsi manipolativi. L’np non fa altro che coltivare l’orticello dei propri interessi, cosa credi che possa dirti d’altro? E’ ovvio che continuerà a far finta di niente e cercare di farti fesso, perché questo é che fa un np in quanto incapace di assumersi responsabilità dei disastri che causa, e spremerti come ha sempre fatto. A loro del partner frega meno di zero, tanto meno fare cose insieme: Alma ha colto il punto, tornano ciclicamente solo per valutare quanto ancora risulti manipolabile. Se fossi realmente consapevole a sto punto te ne saresti già andato di casa e avresti chiuso totalmente i contatti, rivangare i medesimi discorsi non fa altro che continuare a far precipitare un dipendente nella spirale della manipolazione e non sarai mai in condizioni di uscirne. Contento te..

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      1. Cara Fire, immagino tu non abbia famiglia o figli da mantenere….
        Io domande ho smesso di farmene ma chiaramente i tentativi di riaggancio fanno automaticamente riaprire la questione, specie quando ci si vive ancora insieme; ma come vedi le risposte me le dò già da solo; dubbi non ne ho più altrimenti avrei scritto che oggi ero felice del suo riavvicinamento.
        Non me ne vado solo perchè materialmente non posso, perchè appunto ho una famiglia da mantenere, un mutuo da pagare e due figli che entro breve andranno all’università, ai quali non posso chiedere di rinunciare ai propri sogni.
        Se hai 1000 euro da darmi ogni mese me ne vado domani.
        Scusa ma la conclusione del tuo intervento onestamente non mi è piaciuta, e non è per la franchezza, che accetto da tutti, ma per il tono che trovo un po’ sarcastico.
        Comunque un abbraccio anche a te.

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    2. Caro Gianni, io ho famiglia e ci sono molte famiglie che con poco più di mille euro ci vivono, istruendo tranquillamente i figli all’università, facendo un poco di economia e usufruendo se serve di borse di studio. A me sembra tu porti in ballo i soldi come un’alibi. Nella pratica già non ci vivi assieme a quanto dici, per lavoro, inoltre molte vittime di np chiudono definitivamente con meno risorse e più sacrifici. A me sembra che tu stia volutamente dilatando i tempi di recupero, continuando a prestare ascolto a discorsi manipolativi sempre identici nella speranza di improbabili cambiamenti, questo si evince dai frequenti dubbi che posti nei tuoi commenti. Il tuo grado di dipendenza mi sembra piuttosto elevato, del resto tu stesso hai parlato di relazione sado-masochista. Non si può certo pensare di comprare la propria indipendenza e felicità, certe cose andrebbero guadagnate e sudate, anche con i compromessi se serve. La tua reazione francamente mi sembra un po’ esagerata, solitamente si sta in luoghi come questi per mettersi in discussione. Un saluto.

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      1. Cara Fire non metto in dubbio che si possa vivere con 1000 euro ne ho mai negato di stare combattendo contro la mia dipendenza; infatti sono ancora in terapia.
        Solo che chiudere il tuo commento con “contento te…” mi è sembrato piuttosto irrispettoso del fatto, che, alibi, non alibi, 1000 euro o no, io ci possa star soffrendo comunque. Tutto qua.
        In ogni caso nessun problema, ognuno è qui a portare il suo contributo, e io accetto sicuramente anche il tuo.
        Un abbraccio.

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    3. A maggior ragione se sei seguito da un terapeuta, da tempo avrebbe dovuto già farti elaborare il fatto che l’np non vede minimamente il partner, né le sue esigenze né il suo dolore, é incapace di assumersi responsabilità dei danni emotivi che causa, procede come un cieco per comportamenti prestabiliti. Niente é mai colpa loro, niente di grave é successo, non ti hanno arrecato nessun danno, i problemi sono solo tuoi, il passo successivo é pretendere di riprendere come se nulla fosse, questi sono ragionamenti base di un np; mi stupisce che ancora cerchi risposte a richieste che altro non sono se non puri tentativi di manipolazione, tra l’altro molto comuni nelle relazioni con np. Un np é in grado di continuare all’infinito nei tentativi di far fesso l’altro, sei tu a dover stoppare questi tentativi. Invece di osservare che i tentativi riaprono la corsa alle domande, sei tu che non dovresti nemmeno più dare seguito ai discorsi manipolativi di chi dopo aver causato disastri richiede ricostruzioni inverosimili basate sul niente. Per questo ti ho fatto l’osservazione contento te. Questo dovrebbe essere il corso naturale di mesi di terapia, se davvero stai collaborando. Ti invito a riflettere su questo punto se ti interessa uscirne, un saluto.

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      1. Scusa se insisto ma il tuo atteggiamento continua a sembrarmi irrispettoso. Tu sai quello che mi deve dire il mio terapeuta e tu sai quello che devo o non devo fare per uscirne e sai anche se mi sto impegnando o meno in questo senso. Oltre a tutto l’idea che ci possano essere miglioramenti nella mia relazione è quanto di più lontano io stia pensando in questo momento, quindi la tua è una conclusione lontana dalla realtà.
        Io qui dentro non ho mai giudicato il percorso di nessuno, anche quando nella mia testa non appare lineare o non lo condivido. Per ognuno ho solo avuto parole di conforto e sostegno, al massimo un pacato invito a reagire, sempre seguito da un abbraccio virtuale.
        Contento te… non lo trovo proprio adatto a questo sito. Poi ognuno è libero di scrivere quello che vuole.
        Io sono un tipo normalmente ragionevole e portato al confronto; il fatto che mi stia innervosendo con te non è proprio positivo, ne per me ne per il dialogo su questo blog. Quindi chiedo scusa a Claudileia e ad altri che si stanno sorbendo il nostro scambio di mail.
        Un saluto.

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      2. Ciao caro Gianni,
        far finta di niente è una delle tecniche di manipolazione più utilizzate da queste persone che “fingono” di non capire qual è il problema ma lo conoscono perfettamente. Sanno che è sbagliato ciò che fanno altrimenti non lo negherebbero semmai, forse, non capiscono la portata del danno che causano. Se fossero diversi si prenderebbero la responsabilità di ciò che dicono o fanno, chiederebbero scusa e imparerebbero dai loro errori. Ma per far questo Gianni bisogna avere l’umiltà di vedere il proprio limite, il proprio errore, accettarlo per superarlo e questo non è assolutamente contemplato in una struttura di personalità di quel tipo.
        Indubbiamente la vicinanza, nel tuo caso addirittura la convivenza, non aiuta, è un po’ un continuo avvelenarsi e ti impone enormi sforzi emotivi e mentali ma credo tu lo sappia bene. Immagino anche l’umana difficoltà di un uomo, un marito, a guardare la propria moglie e madre dei suoi figli nei termini che spesso usiamo parlando di personalità disturbate e che sono termini molto duri.
        Credo che l’episodio di oggi renda ancora più urgente la ricerca di una sistemazione diversa, compatibilmente con le possibilità economiche ma, mi permetto anche di dire, che ti preservi a livello psicologico perché te lo meriti e se lo meritano i tuoi figli.
        Un caro abbraccio

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      3. Cara Fire, con o senza un terapeuta ogni persona ha il suo tempo. Se sei qui con noi, anche avendo abbandonato da mesi la persona che ti ha ferita forse dovresti porti la domanda sul perché dei tuoi giudizi ad una persona che esattamente come te sta provando ad uscirne mentalmente di un rapporto e ANCHE trovare i mezzi per mantenersi economicamente, avendo dei doveri da adempiere una volta varcata la soglia. Gianni sta esattamente nella condizione di tante donne che si ritrovano in una situazione di dipendenza economica, ecco il punto. Dire: “vedo ovunque i tuoi commenti” un po’ mi meraviglia. Qui ognuno è libero di scrivere mille commenti al giorno se vuole, senza per questo essere giudicato. Anzi, direi che i commenti di Gianni fanno da specchio a molte altre persone che si trovano nella sua medesima situazione, ovvero: un mutuo, figli da mantenere, affitto da pagare quando se ne vanno, procurarsi il mangiare, il vestire e continuare, possibilmente, la terapia. Se non hai una famiglia la cosa potrebbe essere meno burocratica ma il livello di sofferenza è identico. Onestamente non capisco la vena polemica, anche perché siamo tutti qui con il proposito dell’auto aiuto. Non capisco il giudizio sui tempi di elaborazione di una persona, per trattarsi di qualcosa di profondamente colpevolizzante. Non amo sassaiole in pagine di auto aiuto e nemmeno tra professionisti. Confesso che provo un senso di malessere ogni volta che mi ritrovo a dover leggere persone ferite che giudicano i tempi di recupero degli altri. Qui a volte tiro le orecchie, ma mica mi metto a dire: “Avresti dovuto essere già fuori, visto che sei seguito da un terapeuta…”. Se sei qui è perché in qualche modo sei sulla stessa barca di Gianni, no? Cerchiamo di essere veramente solidali, perché oggi come oggi la solidarietà è un lusso. Abbracci a te.

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      4. GRAZIE Claudileia! La diatriba di oggi mia ha veramente messo di malumore. Per me capitolo chiuso, spero nessuno si sia arrabbiato.
        Un abbraccio grande!

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      5. A me dispiace, tutto qui. Con il tempo impari che nessuno può gestire le tue emozioni o metterti di malumore. Stai già combattendo la tua battaglia, quindi, cerca di prendere solo le cose positive che ti aiutano a superare questo momento MOLTO delicato. Abbraccio grande. Pietra sopra e avanti tutta.

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      6. Cara Mirò, grazie delle parole di comprensione e affetto; mi è veramente arrivato.
        Tra l’altro, se da un lato questi avvicinamenti possono essere molto subdoli, dall’altro non fanno altro che spingermi a trovare una soluzione il più presto possibile, e per fortuna che riesco a dirmelo!
        Poi, come ho già scritto, la scelta non è materialmente facile e l’affrontare i figli un freno notevole.
        Ci sto provando giorno per giorno, e tanti di voi, tu sicuramente fra questi, siete di grande aiuto.
        Un abbraccio grande!

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      7. Arriverà quel giorno Gianni, sono certa che ci riuscirai! Per ora sono felice che ti sia arrivato un po’ di conforto e di appoggio di cui oggi, magari più che in altri giorni, avevi bisogno.
        Buonanotte Gianni

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    4. Caro Gianni, direi che si tratta della parte più orribile della fine di un matrimonio con un n.p., ovvero, i tentativi di approccio sessuale e del “facciamo come vuoi tu per ricordarci come eravamo”. Loro semplicemente non accettano che hai smesso di giocare il loro gioco e quindi provano in tutti i modi di ripristinarlo con le stesse regole sballate che hanno messo in piedi dopo anni e anni di manipolazione. E’ il gioco ciò che interessa, non la persona. Molte donne in condizioni del genere cedono e ci vanno a letto. Poi si sentono male, sporche. Spesso mi scrivono cose del tipo: “Lui ha insistito, non ce la facevo più e ho ceduto per togliermelo di dosso. Ora voglio morire.”. Voi uomini siete più forti in questo senso e sapete dire di no con molta fermezza. Ma questo non vuol dire meno sofferenza, perché fatalmente subentrano gli stessi maledetti sensi di colpa dopo il rifiuto netto. Lei è stata chiara sulle sue regole ‘ciniche’: il matrimonio ‘cambia’ in peggio col tempo e bisogna accettarlo; nel sesso conta la sua soddisfazione, mentre l’altro ‘serve’ soltanto come strumento al raggiungimento del suo piacere; lei ha ragione e tu hai torto e quando lei ha torto tu l’avresti comunque indirizzata verso la via sbagliata. Insomma, caro Gianni, in questi mesi il tuo racconto della tua vita matrimoniale è stato chiarissimo. Le tue ragioni sono le ragioni di una persona che ha bisogno di essere amata, come tutti noi qui. L’amore e il cinismo NON COMBACIANO. Dove c’è uno, non c’è l’altro. Lei si rende conto della sua incoerenza? No. Perché per lei non si tratta di incoerenza, ma di cinismo: “Ho un marito sulla carta e oggi voglio sesso. Lui è arrabbiato? Lo rabbonisco con qualche carezza, ottengo ciò che voglio e poi tutto torna come prima…”. Temo che lei abbia davvero l’impressione che si tratti unicamente di una ‘crisi’ passeggera. Perciò, caro Gianni, preparati bene il nido dove dovrai riposarti nel dies irae, quando varcherai la soglia. Soltanto il benessere psicologico dei tuoi ragazzi, ormai grandi, dovrà preoccuparti, perché tutto il resto sarà uno sceneggiato tipico dei maniaci del controllo quando vedono svanire i loro poteri di punto in bianco.

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      1. Cara Caludileia, ieri in realtà l’approccio non era palesemente sessuale, era più affettuoso e lei me lo ha specificato. Tuttavia so benissimo, ed è anche per questo che l’ho subito fermato oltre che per motivi generali legati al rapporto, che il passo successivo se avessi accettato quell’avvicinamento prima o poi sarebbe stato quello del sesso. Quindi hai ancora una volta perfettamente ragione.
        Sull’ira nel momento in cui riuscirò ad andarmene non lo so, ma immagino sarà così, quindi spero di essere pronto a fronteggiarla. Già ieri pomeriggio e stamattina il fatto che io non mi sia più minimamente avvicinato mi pare l’abbia notevolmente disturbata.
        Un abbraccio!

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  23. Caro Gianni, come per chi, come me, ha subito diversi riagganci a distanza di tempo e con la più disarmante naturalezza, anche tu non sei esente da questi tentativi, la differenza è che lei ti ha a disposizione ogni giorno. Il meccanismo è lo stesso, un bel giorno decidono di verificare se sei ancora manipolabile, la capacità di resettare il tutto e fare la scena del” o lo è o lo ci fa” è sempre lo stessa.
    Ribadisco la mia alta stima nel riuscire a gestire una situazione del genere, io non so se ne sarei capace, ho difficoltà a gestirla a distanza.
    Un abbraccio grande

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    1. Grazie della solidarietà e comprensione cara Alma, è proprio come dici tu, disarmante…..
      E ci vuole un enorme lavoro su sè stessi per non cascarci, che poi è quello che si aspettano da noi, visto che l’abbiamo sempre fatto.
      Per me la musica è cambiata, lei non l’ha capito, fa finta di non capirlo o non lo capirà mai, essendo il suo cervello rigido e inadatto a cogliere o mettere in atto qualsiasi forma di cambiamento.
      Spero veramente di trovare presto una soluzione materiale accettabile per porre fine a questo inutile stillicidio.
      Un abbraccio grande a te.

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      1. Ciao Gianni ho letto i messaggi intercorsi sull argomento . Io vi leggo sempre anche quando non scrivo. Intanto e difficile poter mettersi al posto di un altro e noi possiamo solo capire la difficoltà di combattere come fai tu vivendo nella stessa casa ma forse fire.voleva dirti di tagliare il legame per proteggerti perché davvero Gianni anche inconsciamente si rimane coinvolti. Non sei di ferro o un robot hai delle sfumature come tutti noi quando ci sono in mezzo gli n.p. difficilmente si vince e tu lo sai. Assorbi la loro energia anche non volendo. E non volendo avvengono alcune cose anche se tu pensi di averne il controllo. Per questo io ti faccio un grandissimo augurio di spezzare davvero questo filo e ricominciare da te ma davvero. Capisco anche che dovrai trovare una quadra ma credimi il tempo non migliora. Un abbraccio Gianni

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      2. Cara Mirna, sono assolutamente consapevole di tutto quelli che scrivi, e ti ringrazio per la franchezza. So che il tempo non risolve e che anzi rischia di diventare un problema di “assuefazione”; sto affrontando la cosa proprio in questo senso anche in terapia e al tempo stesso sto cercando una soluzione materiale tramite amici.
        Per questo mi ha un po’ infastidito quello che ho colto come un giudizio, come se io mi stessi crogiolando nella situazione, cosa che non è; in più stamattina avevo decisamente più bisogno di un po’ di sensibilità e appoggio in un momento che era comunque perlomeno scomodo, piuttosto che di un urtone così ruvido.
        Chiedo ancora scusa per il nervosismo.
        Grazie della delicatezza. Un abbraccio!

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      3. Caro Gianni, so quello che stai passando e, credimi, è notevole il tuo autocontrollo. Rimanere impassibili ed equilibrati quando sai che dall’altra parte stanno facendo un gioco “sporco” non è facile; quindi i miei complimenti, io non ci sarei mai riuscita.
        Ha capito il tuo distacco e non ci è, non ci fa, ma sta provando alla grande una guerra di potere. Non ti risparmierà nulla, purtroppo. E se già una volta si è vista respingere ed ha giocato la carta della finta aggressione, stai solo attento… è capace di tutto. Salvati da tutto ciò che potrebbe inventare per poterti danneggiare… non hanno limiti. Se comprende che la partita è persa, non ci sta a capitolare. Non scoprirti troppo se vuoi temporeggiare. Solo quando hai già definito tutto puoi agire facendole intuire che ha perso il potere su di te completamente.
        Un abbraccio

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      4. Cara Mary, grazie anche a te della comprensione e dell’appoggio. Condivido in pieno quello che dici, soprattutto in merito alla necessità di restare molto coperto sulle mie intenzioni; per esempio non ha la minima idea che io stia cercando casa; da una parte, come dici tu potrebbe innescare da subito una guerra, dall’altra io stesso non ho nessuna voglia di dover reggere l’ulteriore tensione, peraltro a tempo per adesso indeterminato, che ne deriverebbe anche solo dal giocare a carte completamente scoperte.
        Quindi sono costretto ad un po’ di contromanipolazione fingendo che, non dico vada bene così, ma perlomeno mi sia sopportabile.
        Un abbraccio!

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  24. Caro Gianni, tutte le persone che hanno deciso di porre fine al proprio matrimonio con un n.p. erano ben consapevoli della guerra che sarebbe stata dichiarata e hanno cercato di preparare il terreno nel miglior modo possibile, sopratutto psicologicamente, per meglio assorbire il tsunami dei sensi di colpa e del giudizio del resto dei parenti. Sappiamo che non stai affatto procastinando, che hai già capito che non c’è niente da fare e che stai concretamente cercando una sistemazione. Questo spazio è anche un luogo di sfogo in cui le persone sono libere di manifestare i propri dubbi, il proprio dolore, la gioia (questa settimana è stata pazzesca, a questo proposito!), ma sopratutto manifestare affetto e comprensione per gli altri. Possiamo dare le nostre dritte, a volte anche duramente, perché no? L’importante è farlo in modo rispettoso e consapevole. E’ innegabile che i tuoi commenti sono nel pieno rispetto dei principi dell’auto aiuto e ti ringrazio per questo. Buona serata e tanta forza.

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      1. Caro Gianni, non ho osato commentare perché credo di non essere in grado di conoscere fino in fondo la tua situazione e non potere dire/scrivere nulla che ti sia davvero di aiuto. Da quanto ho letto mi sembra che tu stia mettendo in campo tutte le migliori risorse per uscire da una condizione estremamente complessa proteggendo chi non ha responsabilità come qualunque vero uomo dovrebbe fare. Ti rispetto e ti ammiro. I momenti di fragilità sono parte del processo di affrancamento e sono da accogliere con delicatezza. Un forte abbraccio.

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  25. Cara Babi, le tue parole sono quelle di una persona sensibile e piena di umanità e le accolgo con grande affetto, che ricambio di tutto cuore.
    Qui sono talmente tante le storie e talmente sfaccettate che non è possibile seguirle tutte e soprattutto non è pensabile dire qualcosa di utile ad ognuno. Ma l’importante è sempre mantenere il rispetto per le esperienze e le sofferenze di tutti e cercare, nei limiti del possibile, di non fare mancare sostegno nei momenti difficili.
    Grazie di farlo.
    Un abbraccio!

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    1. Di nulla davvero. La mia riluttanza a commentare è dovuta al non avere avuto esperienza diretta per un pizzico di fortuna in più e una sorta di pudore perché, con un pizzico (ancora) di fortuna in meno, avrei potuto trovarmi nello stesso ginepraio. Felice che tu colga l’affetto e il sostegno.

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  26. Cara Claudileia, ti racconto la mia storia e vorrei avere un tuo parere/consiglio:

    Ho avuto una relazione con il mio attuale compagno per circa 2 anni. Io provenivo da una separazione legale piuttosto dolorosa e, pensando di poter gestire la cosa, mi sono buttata a capofitto nella nuova relazione che pero’ e’ andata a degenerare a causa dei tanti litigi e anche a causa di piccole diversita’ caratteriali. Di conseguenza lui mi lascia e dopo 6 mesi ritorniamo insieme e il rapporto dura 1 anno. Purtroppo le cose non sono cambiate, lui era sempre molto intollerante a quasi tutte le mie azioni e le litigate non erano diminuite, anzi.. Questa volta lo lascio io perche’ esausta di tutto, anche se circa dopo 1 mese gli chiedo di tornare assieme. Lui mi risponde con un secco no ed io ero convinta che fosse finita definitivamente. Premetto che sono sempre stata una ragazza che ha paura della solitudine e il solo pensiero di dover stare da sola, ritornare per un po’ dai miei genitori, ecc. mi terrorizzava. Dopo un po’ di tempo, convinta che il mio amore per lui fosse ormai finito, comincio una storia (se cosi si puo’ chiamare) con un uomo piu’ grande di me, un completo idiota nonche’ narcisista nato. In cuor mio ho sempre saputo che non era la persona giusta e infatti non mi sono quasi mai sentita del tutto a mio agio con lui, ne’ sempre rispettata e considerata, ma ad oggi ho capito che il mio non era amore ma piu’ un aver bisogno di qualcuno. E lui e’ riuscito talmente bene nel manipolarmi che ero diventata bisognosa di lui ed e’ riuscito a farmi credere di essere un grande amore. Se ripenso a quanto ho sofferto e a quanto sono stata stupida a credermi innamorata di lui mi viene il voltastomaco. Ho pensato anche tante volte di lasciarlo ma l’idea di non aver piu’ nessuno al mio fianco che mi desse un po’ di considerazione mi faceva paura. Fatto sta che dopo 6 mesi (fortunatamente) mi lascia lui. Sono stata molto male e sono anche andata in terapia ma solo perche’ mi ero ritrovata sola. Dopo aver rotto con questo, dopo un po’ di tempo, io e il mio ex abbiamo ricominciato a rivederci (ci sentivamo cmq abbastanza frequentemente e mi pento di avergli detto un po’ di bugie ma non volevo che sapesse mai di questa squallida storia) e in quel momento avevo capito (o forse sempre saputo) che lui era l’uomo giusto per me, che con lui mi sentivo a casa come con nessuno e che forse l’altra storia mi e’ servita a farmi aprire gli occhi e sapere finalmente cosa voglio e assolutamente non voglio da un uomo. Ho forse imparato ad accettare i piccoli difetti del mio compagno e a fregarmene delle cavolate per le quali un tempo litigavamo spesso. Ci siamo rimessi insieme (sta durando da 1 anno e vogliamo sposarci e stiamo avendo il nostro primo bimbo) e anche lui e’ molto cambiato. Siamo felici e abbiamo ritrovato un equilibrio solo che io provo dei sensi di colpa nei suoi confronti per aver avuto una storia con un altro, anche se durante quell’anno e mezzo non stavamo piu’ assieme. Per me e’ acqua passata e mi pento di averla mai cominciata pero’ non posso tornare indietro. Mi pento di averlo lasciato e di tutti i litigi che abbiamo avuto ma all’epoca la situazione era diventata insostenibile da parte di entrambi e non poteva andare avanti cosi. Ci scannavamo per ogni cosa ma adesso siamo piu’ innamorati che mai. Mi pento solo di aver permesso a quella m…. di uomo di entrare nella mia vita e di abbindolarmi, quando avrei potuto stare accanto al mio vero uomo ed essere felice.

    Secondo te i miei sensi di colpa sono motivati?

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  27. “Scartata” da quasi 4 mesi dopo 18 anni di matrimonio, in seguito alla scoperta di una sua relazione.
    Da quel momento è stato come aprire il vaso di Pandora. Sono venute fuori una quantità di bugie, tradimenti e sotterfugi che è quasi incredibile da dire..
    Sono nella fase ossessiva per quanto riguarda la ricerca di informazioni riguardo a questi soggetti, perché io prima non ne sapevo nulla.
    I pensieri ossessivi stanno diminuendo, ma non posso dire di esserne fuori. Ancora quel pensiero occupa la maggior parte della mia giornata. Il pensiero del come è possibile che mi sia capitata questa cosa? Perché a me? Cosa ho fatto per meritarlo?
    Lui è il classico lupo travestito da agnello, percui era molto difficile capire chi si celasse dietro quell’aria da persona buona, spontanea, un po’ insicura.
    È riuscito a farmi sentire una stronza per tutti questi anni, solo perchè dicevo quello che pensavo, a differenza sua. E perché non lo perdonavo o rassicuravo dopo ogni cavolata che faceva. Aggressiva e stronza.
    Mi ha abbandonata cambiando letteralmente sguardo dal giorno dopo.
    Basta amore eterno, basta voi siete il mio mondo ( io e due figli). Basta tutto.
    Io dovevo semplicemente farmene una ragione e smettere di piangere perché “non è morto nessuno”e “tutti si separano, solo tu non lo accetti”.
    Dopo, mai più un Come stai? Hai bisogno? Vuoi che parliamo?
    Nessuna spiegazione.
    Non c’è niente da dire, solo che le cose finiscono, stop.
    Ah, continua la sua nuova relazione, con quella del tradimento.
    Lo devo vedere per 5 minuti 2 volte a settimana per il bambino, sembra proprio felice.
    Sembra che io non sia mai esistita.
    E suo figlio mi chiede quando il babbo tornerà da noi.
    Sono qua, da sola, con un albero di Natale davanti e l’incredulità di chi ha speso metà della sua vita con un fantasma. La rabbia e il dolore si mescolano in una danza senza fine.
    Ma sono solo 4 mesi, mi dico. E qualche passetto l’ho fatto.
    Cambio terapeuta, quella di prima mi diceva che ero io che non riuscivo a staccarmi e che le cose finiscono, proprio come lui. Che le persone cambiano.
    Perché gli esperti non si preparano su questo tema, visto che sembra essere sempre più dilagante?
    Perché non capiscono, e dovrebbe essere il loro lavoro, che la devastazione che si prova non è la semplice tristezza per la fine di un rapporto o la non accettazione?
    Perché parlano di comportamento “immaturo”, quando si tratta di un comportamento disumano, di “debolezze”, quando si tratta di una voragine nera e diabolica?
    Anche per questo mi guarderò un altro video, almeno sentirò che qualcuno capisce quello che provo.
    E leggerò articoli, finché ne avrò bisogno.
    E cercherò comunque di essere una buona madre.
    Una cosa è certa: non sarò mai più la stessa, ma non so ancora questo cosa voglia dire.

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    1. Sicuramente non saremo più le stesse . E comunque sento molto simile alla mia questa parte finale della storia. Ti lascia sotto svhoc per parecchiobanche se per me 4 mesi sono molti..alla fine però so che strada continua e il senso di vuoto ,solitudine e incredulità permarra per un Po. Un abbraccio e forza !

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  28. È stato un anno fa che ho concluso la mia relazione con un narcisista. Questa relazione è durata undici mesi. Faccio ricerche quotidiane sul narcisismo su Internet e sui social network. Posso essere ossessivo? Penso di scrivere di abuso narcisistico nel mio progetto di ricerca scientifica all’università, ma temo che possa ostacolare la mia guarigione.

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