Le scelte autodistruttive dei narcisisti: il ruolo della rabbia

Fonte: http://samvak.tripod.com/journal86.html
Autore: Dr. Sam Vaknin
Trad. C. Lemes Dias

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I narcisisti reagiscono invariabilmente con la rabbia narcisistica che genera una ferita narcisistica.

Questi due termini vanno chiariti.

FERITE NARCISISTICHE

Le ferite narcisistiche consistono in qualsiasi minaccia (reale o immaginaria) alla grandiosa e fantastica auto-percezione del narcisista (Falso Sé) come perfetta, onnipotente, onnisciente e autorizzata a ricevere trattamenti e riconoscimenti speciali, indipendentemente dalle sue effettive realizzazioni (o mancanza). La lesione narcisistica può essere passiva (quando il narcisista confronta in modo invidioso se stesso con un’altra persona) o attiva (l’esito dell’interpretazione o percezione errata dell’atto, dell’inazione o dell’enunciazione di qualcun altro).

Il narcisista sollecita attivamente l’offerta narcisistica – adulazione, complimenti, ammirazione, sottomissione, attenzione, timore – dagli altri per sostenere il suo Ego fragile e disfunzionale. Pertanto, corteggia costantemente il possibile rifiuto, la critica, il disaccordo e persino la derisione.

Il narcisista è, quindi, dipendente da altre persone. È consapevole dei rischi associati a tale dipendenza onnipervadente ed essenziale. Ha le sue debolezze e teme possibili perturbazioni nel flusso della sua droga: il nutrimento narcisistico. Oscilla tra la roccia (rigidità) delle sue abitudini e il luogo inospitale della sua frustrazione. Non c’è da stupirsi che sia incline a infuriarsi, sferzare e recitare, e all’invidia patologica e onnipotente (tutte espressioni di aggressione repressa).

Il pensiero del narcisista è magico. Nella sua mente, il narcisista è brillante, perfetto, onnipotente, onnisciente e unico. I complimenti e le osservazioni che si accordano con questa immagine di sé gonfiata (“il Falso Sé”) sono dati per scontati e ovvi.

Avendo anticipato la lode come pienamente giustificata e in accordo con la “sua” realtà, il narcisista sente che i suoi tratti, il suo comportamento e i suoi “successi” hanno provocato gli apprezzamenti e i complimenti, che li hanno generati e li hanno fatti fiorire. Ha un input positivo di “allegati” e sente irrazionalmente che la sua fonte è interna, non esterna; che l’approvazione emana da se stesso, e non da fonti esterne indipendenti. Quindi, egli prende alla leggera la fornitura narcisistica positiva.

Un input disarmonico – critica, disaccordo, o dati che negano l’auto-percezione – viene visto, invece, in modo completamente diverso. Il peso è molto maggiore su questi tipi di informazioni contrastanti, stimolanti e destabilizzanti perché sono sentiti da lui come “più reali” e provenienti verosimilmente dall’esterno. Ovviamente, il narcisista non può scegliere se stesso come la fonte dell’obbrobrio, della punizione e della derisione.

Questa asimmetria di sourcing e di pesatura è la ragione delle reazioni sproporzionate del narcisista agli insulti percepiti. Li prende semplicemente come “reali” e più “seri”. Diventa un cercatore di offese. Ipervigile. Percepisce ogni disaccordo sulle critiche e ogni osservazione critica come rifiuto completo e umiliante: niente di meno che una minaccia. Gradualmente, la sua mente si trasforma in un campo di battaglia caotico di paranoia e idee di riferimento.

La maggior parte dei narcisisti reagisce in modo difensivo. Diventano notevolmente indignati, aggressivi e freddi. Si staccano emotivamente per paura di un’altra ferita (narcisistica). Svalutano la persona che ha fatto l’osservazione denigratoria, il commento critico, l’osservazione poco lusinghiera, l’innocuo scherzo a loro spese.

Provando disprezzo per la persona critica. Diminuendo la statura del discordante con il quale interloquisce, il narcisista minimizza l’impatto del disaccordo o della critica su se stesso. Questo è un meccanismo di difesa noto come dissonanza cognitiva.

RABBIA NARCISISTICA

I narcisisti possono essere imperturbabili, resistenti allo stress e dotati di sangue freddo. La rabbia narcisistica non è una reazione allo stress – è una reazione a una leggera percezione, insulto, critica o disaccordo (in altre parole, alla ferita narcisistica). È intensa e sproporzionata rispetto all'”offesa” e viene alimentata verbalmente dal narcisista quando l’episodio è già passato. La rabbia è dissociativa, simile alla fuga: il narcisista “si sveglia” dopo l’evento, spesso imbarazzato e vessato, come ignaro di molte delle sue malversazioni. La rabbia che prova non porta mai a conseguenze nella sua vita reale: non produce decisioni, non altera modelli o schemi di comportamento a lungo termine oppure influenza le emozioni o le cognizioni pre-rabbia. Il narcisista rimane curiosamente intatto, con tutti i suoi capricci.

I narcisisti furiosi di solito percepiscono che la loro reazione è stata scatenata da una provocazione intenzionale con uno scopo ostile. I loro obiettivi, d’altra parte, invariabilmente considerano le loro sfuriate come incoerenti, ingiuste e arbitrarie. 

La rabbia narcisistica non deve essere confusa con la rabbia normale, anche se ha molte cose in comune.

In realtà, non è chiaro se le azioni del narcisista siano dettate dalla rabbia o se la rabbia venga in qualche modo utilizzata nelle sue azioni – ciò che sappiamo è che la rabbia nelle persone sane viene sublimata attraverso l’azione e l’espressione. È un’emozione avversiva e spiacevole, che è destinata a generare azioni al fine di ridurre la frustrazione. In più viene accoppiata all’eccitazione fisiologica.

Un altro enigma è:

Siamo arrabbiati perché diciamo che siamo arrabbiati, identificando così la rabbia con l’intento di fermarla – o diciamo che siamo arrabbiati perché stiamo veramente cominciando ad arrabbiarci?

La rabbia è provocata da trattamenti avversi, deliberatamente o involontariamente inflitti. Tale trattamento deve violare le convenzioni prevalenti sulle interazioni sociali oppure il ​​senso profondamente radicato di ciò che è giusto e ciò che non lo è. Il problema è che il giudizio di equità o giustizia è una funzione cognitiva compromessa nel narcisista.

La rabbia è indotta da numerosi fattori. È quasi la reazione universale. Qualsiasi minaccia al proprio benessere (fisico, emotivo, sociale, finanziario o mentale) viene combattuta con la rabbia. E così abbiamo le minacce ai nostri amici e parenti, ai più vicini e cari, alla squadra del cuore, agli animali e così via. Il territorio della rabbia include non solo la persona arrabbiata, ma anche il suo ambiente – reale e percepito –  e l’ambiente sociale.

Le minacce non sono le uniche situazioni che incitano la rabbia, che è anche una reazione all’ingiustizia (percepita o reale), ai disaccordi e al disagio (sconforto) causato dalla disfunzione.

Tutte le persone arrabbiate – narcisiste o meno – soffrono di un deficit cognitivo e diventano preoccupate e ansiose; perdono la capacità di concettualizzare, di progettare strategie efficaci ed eseguirle. Dedicano tutta la loro attenzione al qui e ora e ignorano le conseguenze future delle loro azioni. Gli eventi recenti cominciano ad essere giudicati più rilevanti e ponderati più pesantemente dai precedenti. La rabbia altera la cognizione, incluso la giusta percezione del tempo e dello spazio.

In tutte le persone narcisiste oppure no, la rabbia adopera una sospensione dell’empatia. Le persone arrabbiate non riescono ad entrare in empatia. In realtà, la “contro-empatia” si sviluppa in uno stato di rabbia aggravata.

Anche le facoltà di giudizio e di valutazione del rischio vengono alterate dalla rabbia. Più tardi, gli atti provocatori sono giudicati più gravi di qualsiasi altra cosa – ma solo in virtù della loro posizione cronologica.

La rabbia normale si traduce, però, in un’azione sulla fonte della frustrazione (o, per lo meno, la pianificazione o la contemplazione di tale azione). Al contrario, la rabbia patologica è per lo più diretta verso se stessi, sconclusionata o addirittura priva di obiettivi.

I narcisisti sfogano spesso la loro rabbia verso persone “insignificanti”. Gridano a una cameriera, rimproverano un tassista o offendono pubblicamente un dipendente. In alternativa, mettono il broncio, si sentono apatici o patologicamente annoiati, bevono o fanno uso di droghe – tutte forme di aggressione auto-diretta.

Alcune volte non sono più in grado di fingere e sopprimere la loro rabbia, e quindi la esprimono contro ciò che ritengono la loro vera fonte. Mentre lo fanno perdono tutte le vestigia di autocontrollo e fanno azioni gravi, da pazzi. Gridano senza ritegno, fanno accuse assurde, distorcono fatti e buttano giù valanghe di lamentele, sospetti e insinuazioni a lungo represse.

Questi episodi sono seguiti da periodi di sdolcinato sentimentalismo, lusinghe eccessive e sottomissione verso la vittima, subito dopo ogni attacco di rabbia. Questo perché sono spinti dalla paura mortale di essere abbandonati o ignorati, di modo che si ripresentano puntualmente umiliandosi in modo ripugnante.

Troppi narcisisti sono inclini ad arrabbiarsi. La loro rabbia è sempre improvvisa, furiosa, spaventosa e senza apparente provocazione da parte di un agente esterno. Sembrerebbe che i narcisisti siano in uno stato COSTANTE di rabbia, che viene controllato efficacemente per la maggior parte del tempo. È una rabbia che si manifesta solo quando le loro difese sono giù, incapacitate o influenzate negativamente dalle circostanze, interne o esterne.

La rabbia patologica non è né coerente né esternamente indotta. Emana dall’interno ed è diffusa, diretta al “mondo” e all'”ingiustizia” in generale. Il narcisista è in grado di identificare la causa IMMEDIATA della sua furia. Tuttavia, a un esame più attento, è probabile che la causa sia carente e la rabbia eccessiva, sproporzionata e incoerente.

Per essere più preciso direi che il narcisista esprime (e sperimenta) DUE strati di rabbia, simultaneamente e sempre. Il primo strato, di ira superficiale, è infatti diretto a un bersaglio identificato, la presunta causa dell’eruzione. Il secondo strato, tuttavia, incorpora l’ira auto-mirata del narcisista.

La rabbia narcisistica ha due forme:

  1. Esplosiva – Il narcisista divampa, attacca chiunque nelle sue immediate vicinanze, causa danni a oggetti o persone ed è verbalmente e psicologicamente offensivo.
  2. Perniciosa o passiva-aggressiva (P/A) – Il narcisista imbronciato, dà il trattamento del silenzio e trama come punire il trasgressore per metterlo al suo posto. Questi narcisisti sono vendicativi e spesso diventano stalker. Tormentano e perseguitano gli oggetti della loro frustrazione. Sabotano e danneggiano il lavoro e le proprietà di persone che considerano le fonti della loro crescente ira.

Nel 1939, lo psicologo americano John Dollard e quattro suoi colleghi hanno presentato la loro famosa “ipotesi di frustrazione-aggressione”. Con piccole modifiche, si adatta bene al fenomeno della rabbia narcisistica:

  1. I narcisisti si sentono frustrati nella loro ricerca dell’offerta narcisistica (si sentono ignorati, ridicolizzati, messi in dubbio, criticati);
  2. La frustrazione causa ferite narcisistiche;
  3. I narcisisti trasformano con la proiezione il “cattivo oggetto” in una fonte di frustrazione perenne: lo svalutano, gli attribuiscono della cattiveria gratuita e altri tratti negativi comportamentali;
  4. Si arrabbiano contro l’ “entità malvagia” percepita, diventata la responsabile delle loro ferite e frustrazioni.

INFORTUNI NARCISISTICI

Una minaccia occasionale o circostanziata alla grandiosa e fantastica auto-percezione del narcisista (Falso Sé) come perfetta, onnipotente, onnisciente e autorizzata a ricevere trattamenti e riconoscimenti speciali, indipendentemente dalle sue effettive realizzazioni (o dalla loro mancanza).

FERITA NARCISISTICA

Il falso Sé è perfetto, onnipotente, onnisciente e ha diritto a trattamenti e riconoscimenti speciali, indipendentemente dalle sue effettive realizzazioni (o dalla sua mancanza).

CICATRICE NARCISISTICA

Una difesa psicologica ripetuta o ricorrente contro una ferita narcisistica. Tale difesa narcisistica è intesa a sostenere e preservare la grandiosa e fantastica auto-percezione del narcisista (Falso Sé) come perfetta, onnipotente, onnisciente e autorizzata a ricevere trattamenti e riconoscimenti speciali, indipendentemente dalle sue effettive realizzazioni (o dalla loro mancanza).

CONTROLLO DEGLI IMPULSI E PAURA NARCISISTICA DEL FALLIMENTO

Alcuni narcisisti falliscono raramente, il che non vuol dire collezionare successi strepitosi. Si soffermano, piuttosto, in un limbo che va da un minimo conseguimento alla mediocrità. Se la cavano, ma non ce la fanno mai. Sembrano temere fallimenti e successi in egual misura. Come può essere spiegato?

Possiamo definire “riuscire nella vita” come “realizzare il pieno potenziale di ognuno”.

“Non fallire” può essere definito come “non realizzare il pieno potenziale di una persona, ma solo una parte di essa”.

Quindi, “non fallire” è il contrario, l’opposto di “aver successo”. Non fallire = non aver successo = non riuscire. La maggior parte delle persone che teme il fallimento si sforza di non fallire. Dato che, come abbiamo dimostrato, lo sforzo è per non fallire, le energie non vengono impiegate per avere successo. Risultato: optano per la mediocrità.

Perché non lavorano per il successo, non si applicano ai propri compiti o intraprendono nuove iniziative o imprese. Spesso tali comportamenti evitanti e coatti non sono una questione di scelta, ma l’esito di dinamiche psicologiche interiori che portano al limbo della mediocrità.

I narcisisti non sanno la differenza tra le scelte dettate dal libero arbitrio e le compulsioni irresistibili, perché si considerano onnipotenti e, quindi, non soggetti a forze esterne o interne superiori alla loro forza di volontà. Tendono, dunque, a sostenere che tanto i loro successi quanto i loro fallimenti sono esclusivamente i risultati inevitabili e prevedibili delle proprie scelte e decisioni.

La preferenza per non fallire è banale – ma, perché la propensione a non riuscire?

Semplicemente perché non riescono a placare la paura del fallimento. Dopo tutto, il successo di una volta richiede prestazioni ripetute sempre più irraggiungibili. Avere successo significa anche aver molto da perdere, e più modi di fallire. Allo stesso modo, la grandiosa convinzione del narcisista di essere perfetto è sostenuta dalla sua mancanza di successo autoinflitta. Si dice: “Avrei potuto riuscirci, ma ho scelto me stesso e mi sono impegnato per restare così. Sono perfetto, ma scelgo di non manifestare la mia perfezione raggiungendo il successo.”

In effetti, come osservò il filosofo Spinoza, gli esseri perfetti non hanno desideri o bisogni. Non devono dimostrare e provare nulla. In un mondo imperfetto, come il nostro, la semplice esistenza di un essere perfetto sancisce il successo del medesimo. “Non posso fallire finché sopravvivo” – è il motto dell’entità perfetta.

Molte difese narcisistiche, tratti e comportamenti ruotano attorno alla necessità compulsiva di sostenere l’immagine di sé grandiosa della perfezione (“perfezionismo”) Paradossalmente, il controllo degli impulsi carente aiuta a raggiungere questo obiettivo fondamentale. Le azioni impulsive e i comportamenti di dipendenza preparano il terreno al fallimento, come suggeriscono la mancanza di premeditazione e pianificazione.

Inoltre: ai pazienti narcisisti, questi tipi di decisioni e azioni le sentono immanenti e intuitive. Sarebbero un’emanazione o il nucleo del loro sé, la vera espressione della loro quiddità, ecceità, ed essenza. Questa associazione dell’unicità implicita del paziente con l’esuberanza e l’euforia spesso coinvolte in atti impulsivi e di dipendenza è inebriante. Offre anche supporto alla visione del paziente di se stesso come superiore, invincibile e immune alle conseguenze delle sue azioni. Quando gioca d’azzardo, fa affari, guida spericolatamente o abusa di sostanze, egli è “divino” e completamente felice, almeno per una frazione di secondi.

La gratificazione istantanea – il ritardo infinitesimale tra la volontà o il desiderio e la realizzazione – accresce questo senso opprimente di onnipotenza. Il paziente abita un presente sempiterno, sopprimendo attivamente l’anticipazione ragionata delle conseguenze future delle sue scelte. Il fallimento è un artefatto di un tempo futuro, e in assenza di un tale orizzonte, il successo è invariabilmente garantito o almeno sottinteso.

Alcuni pazienti sono auto-distonici: detestano la loro mancanza di autocontrollo e rimproverano la loro stessa dissolutezza verso l’auto-sconfitta, autodistruzione e immaturità. Il punto è che anche allora la loro capacità di agire di impulso e la loro dipendenza è, per definizione, un successo: il paziente resta incline a comportarsi in modo irresponsabile e spericolato, perché continua a credere che la sua auto rovina sia la sua forza e quindi naviga magistralmente verso il proprio percorso apocalittico. Solo un paziente capace di controllare i propri impulsi irresistibili e di abbandonare le sue dipendenze, può essere in grado di farsi aiutare. La sottomissione dei narcisisti, invece, a queste “potenze superiori” interne forniscono un alibi perfetto atto ad evitare l’impegno costruttivo, produttivo, stabile e veramente soddisfacente nei confronti del mondo.

Quindi, anche quando è arrabbiato con se stesso, il paziente rimprovera l’infausto successo dei suoi modi dissoluti, ma non il proprio fallimento. La sua rabbia viene spostata: piuttosto che affrontare il suo comportamento scorretto, egli cerca di affrontare i sintomi della sua psicodinamica di fondo, pervasiva e perniciosa. Ironia della sorte, è l’ineluttabile fallimento della sua vita nell’insieme a conferirgli la sensazione di autocontrollo: è lui stesso a provocare la sua fine, inesorabilmente, ma consapevolmente.

235 pensieri su “Le scelte autodistruttive dei narcisisti: il ruolo della rabbia

  1. Claudileia questi articoli sono veramente incredibili.
    Mio fratello è un soggetto da manuale, un ira e una frustrazione costante, quotidiana che spesso e volentieri sfocia in quest’ira esplosiva e senza controllo.
    Lui si crede un padreterno, infatti quando parla a telefono, molto spesso lo senti parlare in terza persona : ” perché Antonio quando da una parola la mantiene, lo sanno tutti in questa città cosa ha fatto Antonio..”
    ecco, questo è un suo tipico discorso, in terza persona, talmente che è importante. Ma la realtà, purtroppo, è che è un mediocre che non ha realizzato nulla, anzi ha fatto fallire diverse attività e imprese una dietro l’altra, ha sperperato milioni e continua a gettare la colpa sugli altri.
    Complimenti davvero per questi articoli, sono illuminanti

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      1. Claudileia – a parte il fatto che è chiarissimo che devo allontanarmi il prima possibile, esiste qualche modo per non cadere nelle sue provocazioni ?
        So già che mi risponderai che la cosa migliore è allontanarsi, ma io al momento non posso . Lo so ripetiamo sempre lo stesso.
        Grazie per i tuoi consigli e per la tua solidarietà, vivere con uno così è una disgrazia

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  2. “mettono il broncio, si sentono apatici o patologicamente annoiati, bevono o fanno uso di droghe – tutte forme di aggressione auto-diretta.”

    Ecco non sono mai riuscita a dare un nome a questo atteggiamento, aggiungerei anche strafogarsi di cibo (era ingrassato più di 10 kg) ultimamente aveva ripreso il “controllo”, nell’ultimo anno e fino a che ci siamo visti, non beveva più alcolici, dieta e attività fisica. Non so come si possa tradurre per loro questo ritrovato controllo, ho avuto l’impressione che fosse per essere nuovamente più “appetibile” per nuove conquiste, ma è una mia idea.

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    1. Ed è una idea più che giusta n.p. ultimo pesava 120 kg si strafogav a di cibo poi magicamente in 6 mesi persi 50 kg. Ora sono convinta che c entri pure qualche sostanza . Sicuro. Come ho già detto in un p8st camaleonti anche nel corpo .

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      1. si conferma quindi la tesi che oltre ad essere odiosi ed iracondi fanno anche abuso di sostanze e passano il tempo a fare scommesse sulle partite per lo più – dei cessi ambulanti

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      2. Si, confermo, pure il mio fantastico np ha un rapporto disturbato col cibo. Può capitare che si abbuffi. Come che non mangi nulla. E poi, anche qui, contraddittorio al massimo. Mentre a me rompeva il keiser addirittura che l’acqua già calda non si deve usare per cucinare per non so quale motivo salutista, poi l’ho visto mangiare dei frutti rifritti immondi da rosticceria. Quando veniva da me e vi passava minimo 3 giorni filati, io per gentilezza ospitale gli cucinavo sempre qualcosa di buono, lui inizialmente aveva sempre dubbi e da ridire, poi mangiava sempre di buon grado. Morale, debbono sempre scassare la minchia. Comunque, beato lui, è in peso normale, e ha un bel fisico.

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  3. Mi è parso di capire che, tra le altre cose, provano a marginalizzare gli effetti della loro rabbia repressa sugli estranei, mentre con quelli delle loro cerchie provano a contenersi finchè non arriva l’episodietto che li mette un po’ troppo in discussione (ai loro occhi).

    In pratica nel loro mondo interiore ce l’hanno un po’ con tutti, magari per mancanze microscopiche tipo una chiamata senza risposta, ma provano a dissimulare finchè gli viene possibile. E’ corretto?

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    1. Giovanni dipende dal grado di disturbo secondo me – questo che ho in casa ormai non si contiene proprio più in nessun contesto, nemmeno di fronte a parenti etc. – penso cambi da persona a persona e grado di disturbo, inoltre se siano narcisisti o psicopatici – uno psicopatico veramente non ha limiti se ho capito bene, inoltre spesso, anzi quasi sempre, fanno abuso di sostanze e la frittata è completa.
      Sto disturbato in casa si mantiene solo davanti ai suoi amici charlie brown, li diventa quasi un altra persona, fa anche il gentile che prepara : un ambiguità inquietante. Poi la mattina dopo comincia come sempre.
      E’ per questo che sanno esattamente quello che fanno e come indossare le varie maschere.
      Si svegliano per creare trambusto e problemi inesistenti.

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    2. Sì, nel loro mondo interiore ce l’hanno con tutti, e in primo luogo con se stessi (per non essere ciò che vorrebbero essere), la rabbia è la nota emotiva dominante, basta niente a farla scattare, quando le cose non vanno come dicono loro, quando un segnale anche di poco conto (non hai risposto al messaggio subito, non ti sei precipitato a salutarli quando arrivano, non li cerchi per il primo ballo, esci a chiacchierare con qualcun altro, sei in ritardo, etc.) si manifesta e loro lo percepiscono come un segno di guerra, un’ostilità forte da parte degli altri.
      E sì, dissimulano sempre, la rabbia la provano ma la coprono finché possibile: spesso la fanno diventare disprezzo (che è rabbia a basso costo energetico), fanno finta di essere gentili ma ti mandano frecciatine. A volte però la collera è incontenibile, ed esplode: quando glielo fai notare, se riesci a mantenere la calma, si vergognano di essere stati visti così. A me è successo con np. Un giorno che montava e montava la sua collera, fino a traboccare, non mi ricordo per qualche sciocchezza, a un certo punto gliel’ho fatto notare con estrema calma e razionalità, con voce anche suadente: perché tutta questa rabbia contro di me? E’ proprio necessaria? L’ho visto fermarsi, la vergogna per essersi fatto beccare così l’ho colta chiaramente, mi ha detto: hai ragione, non c’è motivo, e ha cercato di riprendersi. Inutile dire che, dopo, è stato ancora più arrabbiato con me, perché avevo visto, ero stata testimone di questa sua debolezza.
      Normalmente godono nel far arrabbiare gli altri (quante telefonate, dopo suoi maltrattamenti, a chiedermi: ma sei arrabbiata, tesoro? e che luccichio maligno negli occhi se me lo chiedeva di persona…). Se sei tu che li fai arrabbiare, e glielo fai notare che sono arrabbiati, è un grosso problema per loro.

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      1. Godono nel far arrabbiare? Leggevo che per loro è rifornimento narcisistico, ma non riesco a capire come sia possibile, è una cosa troppo lontana da me.

        Un mio collega dice che quando ignoro il nostro collega narcisista, trattandolo con sufficienza quando mi provoca o chiudendo la discussione per disinteresse, lo faccio rosicare da morire, ma a me francamente non sembra affatto. Sono dinamiche che non comprendo, io davvero chiudo il discorso perché non ho la pazienza nemmeno per mettermici a litigare, portare avanti una discussione completamente illogica mi deprime, e non capisco cosa gliene debba venire a passare per cretino. Forse è cretino davvero

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      2. Perché, godere della sofferenza altrui tu lo capisci? Essere soddisfatti di stare sempre in mezzo ai casini, ai drammi, alle commedie? L’invidia, tu la capisci? Quella vera dico, il livore sordo, che non è la gelosia per qualcosa che vorresti avere pure tu, ma il voler distruggere letteralmente quello che l’altro ha.

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      3. Purtroppo un paio di queste cose le capisco…se qualcuno mi ferisce a fondo posso godere di qualche sua piccola sventura (quelle grandi no) e in alcuni casi molto rari posso invidiarlo in modo distruttivo di alcune cose, ma questo non mi ha mai portato ad intraprendere alcuna azione lesiva nei suoi confronti.

        So che non sono cose di cui vantarsi, perché non c’è niente di bello, la mia è una semplice ammissione: in piccolo alcuni aspetti del male posso capirli, e non mi viene difficile immaginarli su scala gigante. Altri fortunatamente no.

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      4. Anche io certe loro manifestazioni le comprendo, pure proprio dall’interno, certi moti e certi impulsi non mi sono ignoti, perché ho tratti narcisistici marcati pure io, ma da qui a trasformarsi in macchine distruttive degli altri, ce ne passa!

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      5. Cara Blume, a volte è una fortuna non riuscire a decodificare dall’interno certi comportamenti, retro pensieri e desideri degli n.p. perché si entra in uno stato mentale incompatibile con la leggerezza della vita. Penso che è necessario comprenderli fino al punto di sapersi difendere senza incorrere nel rischio di confondersi le idee. Anni e anni di proiezione possono generare in una persona sana il dubbio sulla propria identità. Ecco perché la terapia certe volte è indispensabile. Abbracci a te.

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  4. La loro specialità è creare casini, trambusto, risse e gettare sensi di colpa su chi sta intorno – sembrerebbe lo scopo primario della propria esistenza. Infatti da quando leggo il Blog sto facendo un conto di quante ne ha combinate in questi anni ed è davvero è difficile : eppure, la colpa di queste malefatte in qualche modo riesce sempre a gettarla addosso a chi sta attorno.
    veramente esseri infernali

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    1. Conosco persone che riescono a combinare casini e a far credere che il casino l’abbia tirato su la vittima.

      Che dire? Per questo non ho mai incolpato il narcisista, ma chi gli sta attorno. Tante volte il loro scarica barile è talmente palese e infantile che può crederci solo chi non vuole fermarsi a ragionare due secondi, che sia per pigrizia o per convenienza.

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      1. Intendi chi dice ” è fatto così, bisogna capirlo , etc. ? ”
        solo le persone che vivono sotto lo stesso tetto o hanno avuto una relazione sanno di che mostri parliamo.
        Gli altri cercano di minimizzare, oppure spesso hanno paura.
        Ma il disturbo rimane il loro, non certo di chi è attorno

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      2. Più che altro ad un occhio attento ed imparziale vengono facilmente a galla, se non altro per la loro permalosità e litigiosità.

        I loro tentativi di rigirare sempre la colpa sulla vittima spesso sono patetici, basterebbe fermarsi a ragionare 10 secondi per smontare logicamente le loro trovate infantili. Spesso si capisce che montano casini e scaricano barile, ma la gente se ne frega.

        “Finchè non lo fa con me è una bravissima persona”, è questo quello che si ripetono quando si mettono in fila allo sportello e aspettano inconsapevolmente il proprio turno. Questi quelli migliori, i peggiori possono avere tutto l’interesse di questo mondo a sostenere le loro narrazioni.

        Se noi tutti fossimo meno strafottenti nel giudicare quel che accade a chi ci sta accanto, per loro la vita sarebbe molto più difficile

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  5. Le reazioni di un narcisista ad una critica su un loro comportamento sono spesso abnormi…lo confermo. Questo perché quando gli si rimanda un’immagine negativa di loro stessi sono costretti a mettere in discussione la loro “impalcatura” perfetta e scintillante, sotto la quale c’è l’io danneggiato. Nel momento in cui l’impalcatura si incrina e e sono “smascherati” la loro rabbia diventa incontenibile. Alcuni la sfogano facendo un violento gaslighting per dare a te la colpa della loro mancanza, altri, come i covert, “macinano” dentro e poi si vendicano in vari modi, come somministrare il trattamento del silenzio o attuare uno scarto improvviso. Tutto ciò che intacca la loro facciata deve essere distrutto ed eliminato. La cosa agghiacciante è che spesso si tratta di piccolezze, di cose che una persona normale supera facilmente, mentre per loro anche una minima critica é vista come una minaccia intollerabile.
    Nel timore di dispiacerli quindi si evita di dire qualunque cosa possa creare loro una reazione negativa, si pesano e si misurano le parole, si cerca di non contraddirli…si vive nel terrore di dire o fare qualcosa che produrrà un abbandono (e qui purtroppo vengono fuori i nostri traumi infantili) cosi si diventa schiavi della loro personalità e spesso si permettono veri e propri abusi. Se invece si reagisce contrapponendosi il finale non é migliore perché in quel caso la preda sfugge e poiché questo per loro non è ammissibile, va punita per la sua rbellione.
    In qualunque modo ci si relazioni con loro non si va da nessuna parte.

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    1. Quello che mi sono chiesto per tanto tempo, ed ora inizio a trovare una risposta, è perché però quest’intrattabilità patologica si manifesti solo con alcuni individui.

      Mi spiego, il mio collega narcisista è intrattabile sul lavoro ma nella vita privata viene considerato una persona affabile e pacata. Il fatto che una relazione lavorativa, così come una relazione di coppia, sia più complessa e più difficile da gestire è una risposta che mi è sempre bastata a metà: l’uomo che conosco io è capace di odi feroci per delle inezie che possono benissimo capitare anche in una relazione sociale leggera, non credo possibile che non gli capiti mai.

      Ora, per la prima volta, leggo di qualcuno che scrive che possono anche contenersi per qualche mancanza che non concepiscono come un’offesa al loro se, ed i conti mi tornano molto di più. Pace per lui, però sapere che possono anche non mostrarsi “esplosivi” per come sono in realtà è buono da sapersi per future conoscenze.

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      1. Si contengono solo quando sanno di avere bisogno di quella persona/amico/collega per un rifornimento narcisistico. Anche a me è capitato di non essere attaccata per uno sbaglio, ma solo perché in quel momento ero “utile”. Tuttavia, anche in questi casi casi di “non reazione” a una critica o osservazione, prima o poi te la faranno pagare. Non dimenticano niente, anche cose successe anni addietro. Hanno un quadernetto mentale dove si segnano tutti ciò che li irrita o li offende e quando serve lo tirano fuori e ti ricordano tutto.
        Le loro vite familiari apparentemente serene a occhi esterni sono solo facciate. Non si può sapere che inferni ci siano nelle coppie in cui uno dei partner é un narcisista, spesso gli stessi partner vogliono mantenere la facciata anche se il rapporto fa acqua da tutte le parti.

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      2. Dipende dalla situazione in cui sono, e soprattutto dalla collocazione dell’altro nel loro panorama dei bisogni narcisistici del momento. Non sempre la stessa ‘offesa’ li spinge a comportarsi nello stesso modo, sia con la stessa persona, sia in riferimento a persone diverse. Faccio un esempio. Raccontai già in un post che una volta, io e una mia amica che era stata sua fiamma esattamente prima di me e scartata proprio con la mia comparsa (siamo poi diventate veramente amiche e, per inciso, lei non manca mai di ringraziarmi per questo!), ci troviamo di fronte (sempre al tango) al nuovo acquisto del nostro fantastico np: una ragazza giovanissima, priva di strumenti culturali, preda ideale, a cui lui già sta dicendo una marea di cazzate. Dunque, ci ha fatto pena e le abbiamo parlato del disturbo di lui, cercando di metterla in guardia, di darle almeno qualche elemento per raccapezzarsi quando fossero cominciati gli abusi pesanti (già riusciva a spaventarla). Lo ha fatto soprattutto la mia amica, ma poi anche io. Ebbene, lui è riuscito a ricondurla all’ovile, in più si è incazzato ovviamente con noi, ma è me che ha attaccato e non perdona: eppure, eravamo lì in due a parlare con la ragazza! Eppure, la mia amica si è sbilanciata più di me. Ma io sono la cattiva che voglio vederlo infelice, verso la mia amica non appare mai incollerito. Questo rimane nella sua testa, che io sia cattiva, non perché rifletta il vero, ma perché con me è più arrabbiato per motivi altri (che sono stata supernova!)…

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      3. Quindi possono fare anche buon viso a cattiva sorte con qualche sorgente narcisistica? Se non passa il limite archiviano fino a data da destinarsi e nel frattempo fanno gli amiconi come prima? Si, avevo anche io questa impressione

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      4. Si, possono fare buon viso a cattivo gioco anche con una fonte di rifornimento, se questo è conveniente. Magari, seguendo l’unica luce del loro bisogno, si orientano automaticamente così: non provano l’impulso della collera, e allora lasciano stare. Non tutto ciò che fanno è un riflesso di ragionamento razionale. Anzi, spesso non lo è. Sono animali predatori, infatti, li guida l’istinto, non la riflessione.

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      5. Riescono a far buon viso a cattivo gioco anche quando vengono smascherati, anche quando vengono loro dette cose terribili, se per qualche motivo a loro conviene. Ad es., il mio fantastico np non è mai incollerito con una sua ex, nonostante lei lo abbia smascherato malamente, perché la usa come triangolazione verso altre, quando necessario…

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      1. Covert al 100%…mi é successa la stessa identica cosa per avergli detto che era stato inensibile in un momento difficile per me …prima ha fatto finta di essere dispiaciuto e il mattino dopo mi aveva bloccata dappertutto..

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      2. Hanno un hard disk al posto del cervello, immagazzinano ogni informazione che useranno magari mesi o anni dopo è in una versione completamente diversa. Ogni cosa può essere usata contro di te se in quel momento sei tu il bersaglio.

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      3. A me che gli dicevo chiaramente che i suoi comportamenti non erano per me accettabili e che, di fronte al loro protrarsi, mi sarei allontanata da lui, ha alternato aggressività ( a suppliche (“non puoi tornare ad essere buona con me? Non puoi accettarmi anche con questi difetti?”)

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      4. Cara Blume,
        sottoscrivo in pieno che quando li esponi per ciò che sono o li metti davanti alle loro responsabilità esplodono in un’ira furibonda. Loro non cercano una relazione, cercano solo uno specchio. M sono anche giunta alla conclusione che veramente non c’è una regola nel senso che, da ottimi camaleonti quali sono, andrebbero a cena pure col diavolo se sapessero che ne possono trarre qualche vantaggio per loro. Ciò vivono in un eterno presente: oggi vogliono questa cosa allora fanno di tutto per ottenerla, domani non la vogliono più la eliminano ed è come se non fosse mai esistita! Il passato non esiste! Quindi, Oggi vogliono una famiglia? allora si comportano da “bravi compagni”, desiderano ottenere una promozione al lavoro? allora saranno dei perfetti esecutori, regaleranno sorrisi ai superiori e saranno un esempio di affidabilità e operosità, desiderano entrare nelle grazie di qualcuno che può dar loro prestigio? saranno degli ottimi adulatori e si presteranno a tutto pur di arrivare. Insomma non si muovono se non hanno un personale tornaconto che però è molto legato a quel momento.
        Loro sono uno, nessuno e centomila.

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      5. Si, vivono immersi in un eterno presente momentaneo. Nel loro cervello, in tutti questi spostamenti momentanei, regna il caos.

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    2. Confermo Spirito Libero, il mio macinava e poi trattamento del silenzio a go go.
      Ma è peggio quando reagisci, negli ultimi ritorni io ero apertamente critica e la ferocia era incontenibile.
      Si soppesa ogni singola sillaba nel terrore di irritarli. Che follia!
      Bisogna scappare e basta.

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      1. Si Alma…alla fine ti rendi conto di vivere sempre nella paura di sbagliare o di non poter esprimere un’opinione contraria pena essere “silenziata”….é una follia assurda, sono rapporti senza senso….non ne vale proprio la pena. Un abbraccio

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      2. in pratica questi soggetti si sentono autorizzati a fare tutto, qualsiasi mancanza di rispetto e abuso ma se tu gli dici ” sei un po sciocchino ” se lo segnano e non lo dimenticano per anni – che disturbati

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      3. Esatto. Io ho assistito a sfuriate di rabbia con pesanti svalutazioni di suoi conoscenti (anche parenti) di cui fino al giorno prima erano le persone più brave del mondo, solo perché non erano d’accordo con lui o altri banali motivi.
        Mi ha sempre detto “Io non dimentico” e lui invece ha sempre fatto la qualunque.
        Sono dei disturbati, giusto è proprio così.
        Comunque ora a bocce ferme, posso dire di aver visto in quei momenti la sua fragilità, il terrore di di non….Essere.

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      4. Alma, sto leggendo alcune traduzioni dal Blog di Tudor, sono sconvolto, senza parole.
        In quel post sulle provocazioni, li c’è la descrizione esatta, precisa, perfetta di quel mix tra sgarbi e nosferatu che mi ritrovo in casa.
        In pratica noi pensiamo di avere a che fare con burberi, persone dal brutto carattere ; questi sono demoni che in qualche modo sono scappati dagli inferi e scesi sulla terra, forse si erano stancati di averli anche all’inferno, davano fastidio anche li.
        Io mi tormento con sensi di colpa per non aver difeso abbastanza mia Madre, per non aver fatto di più . Ma leggendo queste cose mi rendo conto che potrebbero darmi anche una medaglia, per aver assistito mia Mamma in fin di vita, con un matto furioso in casa e un’altro psicopatico di fratello che vive poco prima che non faceva assolutamente nulla per fermarlo, zero, anzi quasi sicuramente da dietro lo fomentava.

        Ora è di li nell’appartamento dei vicini che sfonda mobili e getta cose all’aria con una faccia da psicopatico assurda : se chiamo i carabinieri e intervengono lui cambierebbe subito espressione, farebbe la vittima dicendo che non lo sto aiutando e inventando chissà quali altre storie.
        Ormai ho capito esattamente con chi ho ha che fare. Ogni post che leggo, ogni articolo non fa che confermare tutte le mie certezze al 100%

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      5. E hanno scelto l omertà con me …ora mi dicono scusa però li capisco. Mi vedevano come ipnotizzata.con i cuoricini negli occhi…ovvio sapevano molto…tra l altro proprio oggi il mio capo ne parlava. Non sanno dove è finito ,non ha dato le dimissioni,non ha restituito le cose dell azienda, non ha ritirato comunicazione del licenziamento….che fosse la volta buona …disintegrato …😁

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    3. E ancora mi chiedo: com’è possibile che con tutti questi problemi riescano ad interpretare la parte delle persone sane, persino di quelli brillanti, in alcuni ambienti?
      Non credo che siano tutti asserviti alle loro pretese assurde, prima o poi una battuta, un ritardo, una preferenza per un altro amico ci scappa.
      Perdonami se mi ripeto, ma è una cosa che mi incuriosisce troppo, c’è un pezzo che mi manca.

      Osservandolo (li, perché più approfondisco e più mi rendo conto di averne incontrati più di un paio nella vita), mi sono fatto un’idea: se la prende solo con persone che può isolare, con quelli che sa di poter riuscire a fargli terra bruciata attorno.

      Se ha anche il solo minimo dubbio che qualcuno è socialmente più integrato di lui evita di attaccarlo finchè gli è possibile perché è consapevole che è lui quello a poter rimanere tagliato fuori.
      E’ un predatore.

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      1. Condivido la tua analisi. Nel gruppo non possono permettersi di mostrare la cattiveria altrimenti vengono isolati..anzi, probabilmente cercano di promuoversi in modo positivo e perfino simpatico se non addirittura amabile. Ovviamente sempre per ricavarne dei vantaggi e mai in modo sincero o spassionato.
        Come dici tu, spesso scelgono le prede tra persone più sole, in modo da isolarle facilmente e manipolarle meglio.

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      2. Se la prendono sempre con i più deboli, i più isolabili. Socialmente, appaiono bravi perché sono molto attenti a recitare. Però, certo, prima o poi qualcosa scappa, e loro infatti rischiano continuamente di fare sciocchezze che li rivelano. Guarda ad es. quello che ha combinato sul lavoro l’ex di Mirò…
        Rischiano in continuazione, prima o poi anche si tradiscono, è nel loro modus vivendi…

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      3. insomma, per loro i legami blandi di oggi, in cui puoi prenderti birre per 10 anni con la stessa persona ogni sera e non sapere comunque molto di lei, sono una vera fortuna.

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      4. Giovanni perché sono psicopatici – sto leggendo vari articoli e posso confermare tutto quello che leggo, tutto visto e stravisto negli anni – il rovinare le feste di natale per esempio –
        Non arrivi a capirli e non c’arrivo neanche io, e per fortuna !
        Possono cambiare a seconda delle situazioni perché agiscono senza sentimenti – ma stai sicuro che l’ira può scattare dovunque perché quello è il vero sentimento che provano la maggior parte del tempo. Una rabbia senza limiti.

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      5. Non puoi arrivare a capire che sono disturbati probabilmente, eppure ti dirò che la mia compagna mi aveva avvisato sul mio collega in tempi non sospetti, senza conoscerlo.

        “Guarda come cerca l’attenzione di tutti mentre parla, hai visto che si stava arrivando quando quell’altro ha espresso un’opinione diversa? Ma dai, come fai, lo sappiamo tutti che quell’altro è sotto psicofarmaci…c’è qualcosa che non va in questa persona. Troppo assetata di riconoscimento, troppo competitiva…”

        Lei ha un occhio ineguagliabile per la gente, io non potrò mai avercelo, il mio proposito è quello di riuscire almeno a far vibrare qualche campanellino, per il collega amen, non avrei potuto fare niente pur capendolo subito, lavoriamo insieme ed è una cosa che non posso cambiare.

        Però nella mia vita privata non ne devo frequentare uno che dico sia uno, manco per sbaglio, manco per una birra in compagnia. Devo riuscire a tanarli il prima possibile, è una promessa che mi sono fatto.

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  6. Ennesimo articolo veramente interessante anche se ho dovuto leggerlo un paio di volte perché denso di contenuti a me molto vicini avendo sperimentato direttamente nella mia relazione la rabbia narcisistica, o meglio la furia narcisistica.
    Non avevo mai visto una furia del genere, un livore e una energia distruttiva così potente scagliata contro una persona (nel caso ero io) e per un tempo molto lungo (oltre un anno su una relazione di 4).
    E’ come uno tsunami che ti viene addosso e ti travolge lasciandoti a dir poco sconcertato ma la cosa folle è come si riesca poi a sentirsi colpevoli. Inizialmente rimanevo scioccata dalle sue reazioni e arrivavo anche a considerarle eccessive, quasi fuori luogo e mi mettevo a ragionare con lui sull’opportunità di quelle stesse reazioni, cercavo di spiegare che l’intento di un gesto/una parola/un commento/una telefonata/una non risposta/un…non poteva essere assolutamente inteso come lo intendeva lui e che non aveva motivo di sentirsi sempre preda di maldicenze o malvagità altrui (lui era molto paranoico). Da quelle lunghissime ed estenuanti discussioni uscivo perdente perché riusciva a convincermi che, presa dal suo punto di vista, aveva delle “buone ragioni”. In alternativa mi appariva così fragile da temere così tanto il prossimo da sentire nei suoi confronti quasi un senso di tenerezza che mi portava a tollerare la scenata così come si fà coi bambini che urlano e piangono per capriccio. Col tempo ho visto questa rabbia (che era cmq una costante nella sua vita) aumentare sia nell’intensità che nella crudeltà. Mi agghiacciava. C’era una parte di me che pensava che normalmente la rabbia col tempo si abbassa perché è fisiologico che dopo un picco scenda e con lui invece continuava a crescere! Evidentemente doveva essere funzionale a qualcosa ma non potevo comprendere a cosa! E più mi interrogavo più mi perdevo ma rimanendo mi distruggevo di sensi di colpa. Questa rabbia ha raggiunto livelli indicibili, negli ultimi mesi non si risparmiava urla, insulti, bestemmie. Non mi ha mai colpito fisicamente ma quello che ho visto non lascia lividi evidenti agli occhi degli altri ma la cicatrice dello shock dentro di me è ben evidente. Mesi dopo lo scarto mentre mi trovavo in una seduta di psicoterapia ho sentito in strada una persona che urlando ne chiamava un’altra. Immediatamente sono saltata sulla poltrona, non ho saputo nemmeno controllare il mio corpo e in quell’occasione la psicologa vide in diretta l’effetto ancora presente di ciò che il mio cervello e il mio corpo avevano sopportato. E’ stata dura e a volte ancora lo è.
    Ce l’hanno dentro quella rabbia, è parte di loro. Chi non è con loro è contro di loro. Il mondo è diviso in due, buoni (con loro) e cattivi (contro di loro) che vanno distrutti. La mancanza di empatia permette loro di raggiungere livelli di crudeltà elevati senza sentire alcun rimorso, per questo alcuni diventano pericolosi.
    Se ti ribelli loro non lo sopportano. Se taci non lo sopportano. Quando arrivano a farti vedere quella parte così nera è perché tu devi smettere di esistere, ti devono distruggere. La rabbia è il loro terzo braccio, il braccio della legge. Non c’è pietà, non c’è limite. Lì arrivi a pensare che a loro manchi l’anima.
    Quella rabbia non si confonde perché normalmente non la si vede nelle persone normali, nemmeno le più irascibili. Chi di voi l’ha vista capirà la profondità del male che si sente ma io mi auguro, con tutto il cuore, che questo spettacolo a qualcuno sia stato risparmiato.
    Grazie per aver ascoltato il mio sfogo

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    1. Mirò io ho assistito a sfuriate del genere centinaia di volte forse…..anche con la bava alla bocca, tipo un cane rabbioso che sbava.
      Le bestemmie sono un’altro classico, perché al di la se uno sia credente o meno sono di una violenza assoluta, veramente insopportabile.
      Capisco benissimo di cosa parli, uno spettacolo agghiacciante.

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      1. Massimo sono molto solidale con te perché nel tuo caso è tuo fratello e quando si ha un legame di sangue con questi individui (intendo anche i figli) è ancora più dura da gestire anche perché non sempre è possibile prendere le distanze in modo netto.
        Un abbraccio

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      2. Un abbraccio a te, si è durissima – ma penso che anche una situazione di coppia possa essere durissima allo stesso modo – inoltre questo vigliacco non si permette di alzare le mani, ma provoca in continuazione.
        Se alza un solo dito o fa anche solo il gesto lo scatafascio nel muro

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      3. Massimo su di me le mani non le ha mai alzate ma nel panorama della violenza è l’unica cosa che mi ha risparmiato. Una volta però era talmente in preda alla sua furia che ha tirato un pugno alla porta di casa sua e si è procurato una frattura alla mano…
        Specifico che questa ira si alternava a momenti completamente opposti dove attraverso lo schema della lusinga mi convinceva (e mi volevo convincere) che le cose sarebbero cambiate…bastone e carota, bastone e carota finché diventa bastone e bastone.

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      4. comunque possono arrivare tranquillamente alle mani e anche di più – dipende in che modo possono ricattarvi e quanto ” gravi ” sono queste offese che gli avete fatto ( di solito cretinate banali o semplici scuse per attaccar briga) – immaginate il pericolo che correte se reagite con un offesa davvero pesante o reagite anche voi con le mani….
        ecco, non si litiga con persone normali, si litiga con dei disturbati

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      5. Esatto. Il rischio c’è sempre. Il punto è che queste persone colpiscono in modo talmente sbalorditivo che ogni tua reazione non può che essere primitiva. Infatti, lo psichiatra Hugo Marietan afferma che lo psicopatico doc è un essere primitivo che sa relazionarsi unicamente con il lato primitivo delle persone, essendo sprovvisto di meccanismi emotivi avanzati.

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      6. ok quindi essendo loro dei primitivi cacciano fuori la nostra parte più primitiva, ci spingono a dare di matto e poi utilizzano queste reazioni per dire che ” siamo pazzi e dobbiamo farci curare ”
        non fa una piega

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      7. Stavo pensando che con tutto quello che gli ho detto, senza tanti filtri, l’ultima volta per telefono……
        dovrei stare in allerta…😨
        Non è mai stato fisicamente violento, almeno con me, anche se qualche volta ho avuto l’impressione che sia una cosa che tenga attentamente sotto controllo, perché sempre molto attento a non lasciare “tracce” dei suoi abusi, tutto ciò di disturbato che accade nella sua vita è sempre accaduto in privato, gli attacchi di rabbia verso amici o parenti, le faceva in casa anche in mia presenza probabilmente per cercare approvazione, in pubblico, un angioletto.

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      8. Eh già….che fastidio…a volte mi veniva la voglia di sputtanarlo davanti a qualcuno…ma non mi avrebbero mai creduto, pure zitti bisogna stare, ti ritrovi a reggere il gioco per non rischiare di passare tu per disturbata.

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    2. Cara Mirò sono allibita da quanto hai scritto..per fortuna a me non sono mai capitate cose simili, come rabbia esternata violentemente o insulti, ma sicuramente delle vessazioni psicologiche sotto forma di silenzi, triangolazioni ecc..come dici tu, tutte queste cose non lasciano ferite visibili ma cicatrici profonde nell’anima. Un abbraccio

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      1. Cara Spirito Libero
        sono contenta che tu non abbia mai provato nulla del genere anche perché manipolazione, triangolazione, silenzio punitivo etc sono già abbastanza gravi da destabilizzare le nostre vita che non serve altra spazzatura
        Un abbraccio

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      2. Spirito Libero buon per te – per fortuna non hai avuto modo di vedere quella fase – è per questo che dovete convincervi che allontanarsi da sta gente è una vera fortuna, pensateci nei momenti in cui vi mancano.
        Vi consiglio davvero questa puntata di Amore Criminale, mi è rimasta impressa. Qui si vede lo schifo assoluto a cui arrivano .
        mostri !!!
        https://www.raiplay.it/video/2011/01/Amore-criminale-080111-a28bcc97-cae4-45f8-b0b7-65ad6c58626e.html

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      3. Ho un carattere per cui se una persona mi alza la voce non ne voglio più sapere all’istante. Forse é per questo che non si sono mai permessi di urlarmi addosso o che altro, anche perché con me é davvero difficile arrabbiarsi..non perché io sia particolarmente brava ma perché io prediligo i toni pacati sia nelle conversazioni che nelle discussioni. Se uno si arrabbia con me fa una figura di merda e basta e io me ne vado. Non attacca. Ciao. Anzi, ciaone.
        Questo non toglie che altro tipo di violenze psicologiche siano state comunque usate..magari meno invasive e più sottili ma comunque dolorose…
        Vero, non bisogna dare retta ad eventuali momenti di nostalgia ma mantenersi saldi nel proposito di non volerli nella propria vita, semplicemente perché averli intorno fa male sempre.

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      4. Per ora non posso andarmene, non sono indipendente economicamente, inoltre mi ha creato grossi guai anche dal punto di vista economico – ma sto prendendo sempre più coscienza di me, anche grazie al Blog. Dove non arriverò da solo arriverà la legge. Non la passa liscia

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      5. Ah dimenticavo cara Spirito Libero che mentre metteva in atto il suo horror show con me si organizzava con la persona con la quale i ha sostituito. Quindi, se io ero così insopportabile o indegna, aveva tutte le possibilità per andare senza dover stare da solo ma ha preferito rimanere per la soddisfazione sadica di trarre piacere dal torturarmi e vedermi sempre più succube ben sapendo che con me non sarebbe mai più rimasto.
        Questa è la stessa persona che nei primi tempi partiva da casa per portarmi delle brioche la domenica mattina o un tiramisù fatto da lui (che a me piace molto), dava una mano a mia madre col PC o si prestava per un collega bisognoso in ufficio…

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      6. Vengono i brividi a leggere queste cose. Ma come fa una persona a difendersi quando fingono così bene agli inizi? Veramente non ho parole.

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      7. Cara Mirò, lasciare una persona quando si capisce che non c’è più amore e trovare un’altra dopo aver digerito la fine di una storia è da persone normali. Un narcisista non è in grado di essere leale nemmeno con la sua ombra. La tortura psicologica di qualcuno è insita nella sua personalità. Non ricavano alcun piacere dalla vita se non c’è qualcuno da zerbinare, ingannare, imbrogliare, tradire, umiliare, micro gestire e controllare. L’approccio che hanno quando trovano una new entry più eccitante di una vecchia fiamma è quello di congelare piano piano il ‘rapporto’ o sparire di colpo. Quando decidono di raffreddare le cose è molto peggio, perché devono trovare mille sotterfugi per vedere la new entry e quindi si inventano di tutto o di più, le cose più incredibili e a volte molto infantili. Diventa una tortura cinese che distrugge l’autostima della persona che fino a quel momento aveva dato tutta se stessa per salvaguardare il rapporto, assumendosi tutte le responsabilità. La vigliaccata finale è dire, quando beccati: “non volevo ferirti”. In realtà volevano ECCOME. Volevano generare l’inseguimento, volevano rendersi indimenticabili attraverso il dolore, volevano salvaguardare l’immagine venduta alla nuova fiamma di uomini meravigliosi, volevano che ti sentissi pazza, volevano dire a tutti che eri impazzita d’amore per loro e volevano uscire puliti trasformandoti nella fogna sulla quale lanciare tutti i loro difetti.

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      8. Hai ragione Claudileia, lui ha scelto la via del raffreddamento progressivo ed è stata una vera tortura cinese, un’agonia. Comparivano impegni di ogni genere e se mi permettevo di discutere partivano le urla e poi i silenzi punitivi.
        Sai cos’è Claudileia, ho peccato di superbia pensando che avrei potuto domare quella rabbia e aiutarlo in quello che credevo, sbagliando, “solo” un carattere estremamente faticoso. In realtà oggi so che è impossibile e che dietro c’è molto di più. E mi sono anche resa conto che tutti i miei tentativi di farlo ragionare, riflettere e i confronti che cercavo erano per lui insopportabili, che quello che pensavo essere un modo autentico di relazionarmi con lui veniva percepito come un’autentica scocciatura che si è trasformata col tempo in un odio nei miei confronti.
        Grazie come sempre per l’aiuto che ci offri

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    3. Come ben dici io solo negli ultimi tempi ho assistito a questa rabbia, tutti ce l avevano con lui ,delirava, mi sembrava un bambino mi faceva davvero pena, ecco li era il nostro errore, si è creato un mondo dove tutti tramavano contro,i nostri colleghi le sue ex…E poi una crudeltà più grande di quando mi ha detto che ammazzava i gatti della moglie perché gli davano fastidio ..Poi dice. No scherzavo ..Invece era vero era tutto vero ..

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      1. che mer.da !!! violenti anche sugli animali indifesi, mer.de assolute !!!!!!!

        E’ importantissimo chiarire un concetto: separare nettamente i normali litigi di una coppia dai litigi con SQUILIBRATI/E del genere – se capite bene questa differenza penso che cogliete il succo della questione.
        Sono normali i litigi in una coppia, NON sono normali le sfuriate esplosive di questi elementi. Al primo campanello di allarme che qualcosa non torna TAGLIATE DI NETTO

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    4. Io l’ho vista Miró e confermo che lì ti rendi conto che non hanno anima. Crolla tutto, ma ancora non te ne capaciti… come hai fatto a non accorgerti che era quella la persona che avevi accanto? Però quello poi diventa il primo passo per salvaguardare te, la tua vita e le altre persone che ti sono accanto. Solo da quell’istante cominci la dolorosa e impervia risalita dall’abisso di male in cui hai soggiornato tanti anni
      . Un abbraccio

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    5. Ti prego Giovanni ….
      ” la mia compagna mi aveva avvisato sul mio collega in tempi non sospetti, senza conoscerlo.”

      PRESTACELA!!!! FATE DEI CONSULTI PUBBLICI !!!
      come quelli che fanno i ritratti nelle piazze!
      🙂 🙂 🙂

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  7. Persino durante la fittizia luna di miele del love bombing sono capaci di infuriarsi, e se chiudi un occhio per loro è fatta, ti hanno già nel sacco. Ricordo un episodio dei primissimi tempi: entriamo a casa mia, dico metto su un attimo la moka per il caffè, ma siccome lui aveva in mente di fare sesso SUBITO, persino quella moka e quel breve istante erano di ostacolo alle sue improrogabili mire. Come da copione, mi arresi al suo broncio furioso, spensi la moka e abbassai la testa. Poi messaggi furiosi per inezie percepite come gravi offese, e io a sentirmi sempre sbagliata. Mi chiedo oggi, a bocce ferme e mente consapevole: ero io già misera a tal punto da scodinzolargli dietro a fronte di tale trattamento o il suo veleno invisibile mi aveva già avvolto senza rimedio?
    E ora che il rimedio lo vediamo, possiamo noi davvero dirci salvati? Non credo, come scrive qualcuno più sopra, il veleno e lo shock, o il loro ricordo per chi è più fortunato, è sempre lì nella nostra misera testa. Ho paura, sempre.
    Dovrò affrontare la bestia in tribunale a giorni, e posso raccontarmela quanto voglio, che oggi sono diversa; invece la verità è che sto ancora tremando come davanti a quella moka spenta. Con l’aggravante che allora non sapevo nulla, mentre oggi che so tutto, non cambia comunque niente. Ho paura, sempre.
    Il terrorismo è questo, vivere sotto le bombe è questo, e nel frattempo tra un botto e l’altro posso solo fingere che stia tornando tutto a posto e invece, niente lo è; e se va male anche a questo round, nulla lo sarà. Mai. Più.
    Scusate lo sfogo, il pensiero di trovarmelo seduto a fianco davanti a un giudice ancora una volta mi fa tremare. Vi voglio bene e tanto a Claudielia che cerca di guidarmi ma forse io davvero sono nata rotta, irrimediabilmente.

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    1. Lucia. .stai tranquilla conosci già chi hai davanti e quindi non vai verso l ignoto. Vedrai invece che li davanti il coraggio e la forza ti verranno e sarai più gelida rispetto a quell episodio della moka perché sei più consapevole. Vedrai e poi dicci. Noi siamo qui. Un abbraccio

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    2. Lucia mi dispiace, è la prima volta che parlo con donne che hanno subito queste cose – io so benissimo di cosa parlate –
      se vedete i filmati su youtube di amore criminale ci sono tanti commenti di uomini che ripudiano questa violenza in modo assoluto. Un vero uomo non si permette di fare queste cose, credetemi –
      sono dei luridi vigliacchi

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    3. Cara Lucia
      quando leggo storie di persone che provano terrore anche solo nel sentirsi nella stessa stanza con un’altra persona provo una tremenda rabbia perché prendo consapevolezza ancora una volta del trauma a cui siamo stati esposti. Indubbiamente, e non è certo il caso di nascondersi dietro a un dito, noi abbiamo reso possibile il tutto perché non avevamo curato le nostre antiche ferite e replicavamo uno schema malsano purtroppo a noi ben noto.
      Ma leggendo e sentendo la tua paura e la tua grande preoccupazione volevo dirti che tu non sei nata rotta, hai come tutti delle fragilità ma questo non è una colpa. Chi ha abusato delle tue fragilità è un essere indegno del tuo gran cuore. Ma quel cuore c’è! È un po’ ammaccato ma io sento che è pieno di amore da dare. A tua figlia e a te prima di tutto.
      Sarà dura incontrarlo ma avrai la forza per affrontare le tue paure più grandi e anche lui.
      Il fatto stesso che tu sia qui a scrivere e condividere con noi dimostra che la tua forza c’è anche se non la senti e verrà fuori potente nel momento giusto. È un allenamento da marines quello a cui ci sottopongono queste persone ma noi, anche se distrutte, siamo ancora qui. Non l’avrà vinta Lucia, tu che ogni giorno combatti stai già vincendo! Perché vinci ogni giorno contro la tentazione di arrenderti!
      Una celebre frase di un film (Il Danno) dice: “Le persone danneggiate sono molto pericolose perché sanno di poter sopravvivere”. Siamo sopravvissute? Sì ma per questo più forti! E se oggi non lo siamo ancora abbastanza vuol dire che non dobbiamo mollare e lo diventeremo domani! Ci dobbiamo credere Lucia, non dobbiamo permettere a questi individui di farci ancora del male, di umiliarci ancora.
      Ce la farai Lucia! Io lo so, lo sa tua figlia e lo sai anche tu!
      Ti abbraccio forte

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    4. Ciao Lucia, hai tutta la mia solidarietà.
      Quando c’è da proteggere i figli le madri trovano una forza incredibile, strabiliante. Nessuno sa quanto costi essere così forte e neppure quanto sacrificio di se sia necessario.
      Hai ragione da vendere quando dici che” sapere tutto comunque non cambia niente” e la paura c’è sempre. La stessa che abbiamo tutti/e al solo pensiero di dovere avere a che fare con queste bestie.
      La paura c’è, vero, ma la consapevolezza di certi meccanismi può aiutare a mantenere la calma e il distacco necessario per vigilare sui tuoi interessi e quelli della tua bambina, più che governare si tratta di non subire ed è già un bellissimo traguardo.
      In bocca al lupo.

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    5. Oddio, Lucia. Ho letto solo ora il tuo commento. Come sarebbe a dire che sei nata ‘irrimediabilmente rotta’? Stai combattendo come una leonessa per tua figlia e hai la fortuna di avere una ragazza che ha inquadrato perfettamente il ‘padre’ e il suo tentativo di ‘acquistarla’ con dei beni materiali. Se fosse una ragazzina viziata e totalmente inconsapevole avrebbe già ceduto ai tentativi di ‘adescamento’ paterno. Onestamente, non solo da quanto hai scritto qui ma anche in privato, hai avuto a che fare con un personaggio dotato, purtroppo, di un certo potere a livello nazionale. Cosa succede in questi casi? Che sarai sempre bombardata da questa presenza ingombrante che lavorando nel campo dell’informazione fa sentire la sua voce anche quando tu non vorresti sentirla per niente. Come se non bastasse c’è una tremenda battaglia legale da affrontare per ciò che hai di più prezioso nella vita, una delle tue figlie. Cara Lucia, con un peso così sulle spalle, ogni persona al mondo tendenzialmente si curva e e si sente un po’ Davide contro Golia. Quante volte nella tua vita ti sei sentita così? Come se dovessi uccidere un leone al giorno per riuscire a sopravvivere? La questione è: voi state facendo del vostro meglio per salvarvi. Dico voi, perché tu e tua figlia state combattendo la medesima battaglia per la vostra libertà e incolumità psicofisica da un vero mostro che, ahimè, gode di un certo prestigio e riconoscimento. Il punto è che nonostante il suo potere e il modo come viene visto dagli altri, lui sarà sempre un miserabile, un perdente su tutti i front. Anche nella terribile ipotesi che vinca la battaglia legale contro di te, lui sarà eternamente odiato dall’unica figlia che ha messo al mondo. Questo perché i suoi vecchi modi di comportarsi avranno sempre la meglio sull’uomo che si propone di essere davanti a un giudice e per sentenza. Il tuo valore intrinseco non dipende dalle mille battaglie legali – e non solo – che affronti o affronterai nella tua vita. Ciò che vali e ciò che sei dipendono esclusivamente dalla valutazione che hai di te stessa. Se ti vedi come ‘irrimediabilmente rotta’ gli specchi rifletteranno questa identità fittizia, perché non sei una narcisista patologica, ma una persona sana. Occorre lavorare sull’immagine che abbiamo di noi per acquisire maggior forza. Finché gli specchi rifletteranno un’immagine debole e imprecisa, ci si comporta in modo debole e ci si aspetta che ‘qualcuno’ ci metta l’impermeabile, le calosce, ci dia un ombrello e ci dica: ‘Ora puoi affrontare la tempesta della vita perché sei protetta. Ti ho vestita io’. La verità è: a) non siamo mai protette dagli uragani che si abbattono e si abbatteranno una volta ogni tanto finché i nostri corpi saranno impregnati di questa fragile vita che abbiamo; b) possiamo perfettamente vestirci da sole ed innalzare barricate di dignità per difenderci. Per ‘barricate di dignità’ intendo il nostro valore intrinseco, la nostra auto accettazione. Male che vada avrai combattuto. Male che vada tua figlia avrà compreso la grande madre che sei. Non associare in alcun modo i tuoi cedimenti passati al valore che dai a te stessa. Ho letto una volta, non mi ricordo in quale libro, che se è difficile cancellare le ferite non rimarginate è molto più duro tenersele per sempre. Questo duro momento passerà, è una certezza… come la crescita di un figlio. Tutto si evolve, nel bene o nel male. Ci sono cose che non possiamo controllare. Possiamo, però, fare una cosa che ci rende immuni alle tempeste più distruttive: lavorare per conservare il nostro valore a prescindere di come si comportano le persone. Non importa con quale potere ti ha schiacciato quest’uomo: tu, la poltrona dell’infelicità hai avuto il coraggio e la forza di cedere a un’altra (o ad altre) nonostante tutto questo ‘potere’. Com’è possibile sentirti debole dopo averti già salvata? Semplicemente perché stai dando più importanza alle tue sconfitte che alle tue vittorie. E la tua grande vittoria è non dover dormire accanto a un perverso per il resto della tua vita o anche solo per una notte. Ti abbraccio fortemente e spero che tutto vada bene. Te lo meriti, come tutti voi che qui scrivete anche di domenica. Sono onorata di potervi aiutare appena ho qualche spiraglio di tempo…

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      1. Cara Claudelia, ti leggo solo adesso. Come immagini, giorni duri. Ho diciamo sventato l’ipotesi peggiore, ovvero il ripristino delle libere frequentazioni. Ma c’è il nuovo ordine legale di intraprendere visite protette. Ciò significa, altro tempo e soldi e nervi buttati al vento. Ti dico la verità, hai ragione tu a dirmi che non dovrei sentirmi così giù, che sto facendo tutto il possibile, che mai più avrò vicino l’orco di successo. Forse è vero, hai ragione che sto dando più importanza ai fallimenti che ai successi, ma non credi che – alla fine saranno 20 anni di ‘sta vita, i c.d. migliori anni, per quanto stucchevole e anche sciocca come definizione – rimanere in questo girone per altro tempo mi precluda la possibilità di vedere ANCHE e sempre le conseguenze di tutto quanto? Cioè grazie a Dio come dici la ragazza avrà – si spera – tutte le possibili seppure lente tutele del caso, e ha la vita davanti per fortuna. Ma io, che vado per i 50, sento che devo fare qualcosa per non sentirmi sempre tramortita dalla truffa subita, o mi ammalo sul serio. Come scrivevo in altro commento poco fa, io il senso di ingiustizia e il valore della verità non riesco a silenziarli; pertanto so che devo fare qualcosa per ottenerla, questa giustizia, pena la mia morte in vita: ho disturbi psicosomatici che variano ma restano sempre, e l’unico modo per sentirmi meglio, sentirmi soggetto attivo e non passivo del mio destino e di questo sistema legale in cui districarsi è un’impresa titanica, DEVO continuamente pensare a come ottenere giustizia, come i parenti di chiunque abbia subito un torto mai riconosciuto; facevo l’esempio di Ilaria Cucchi: per anni non ha voluto perché non ha potuto mollare, per anni è andata contro le f.o. e l’omertà e combattuto perché emergessero i colpevoli, la verità, perché fosse fatta giustizia. Ora io ti chiedo: perché questa spinta interiore al risarcimento morale e alla giustizia? Il fratello è morto e nulla può riportarlo alla sua famiglia. Ma la sua famiglia non poteva trovare pace e andare avanti fino a quando la verità non è finalmente emersa. Io credo stia nell’umano diritto e dovere, quello di perseguire la verità, e ottenere giustizia. Sono pilastri fondamentali per, appunto, poter davvero voltare pagina. Altrimenti uno è destinato a sentirsi sempre in difetto, anche se sta agendo bene. Il lasciare andare il passato è possibile, almeno nella mia visione delle cose, e persino auspicabile, solo DOPO che giustizia sia fatta, verità svelata. Prima che cosa sarebbe altrimenti? La solita poverina che si deve accontentare di essersi sì salvata, ma a quali prezzi. E io per come sono fatta non mi accontento di una parziale messa in sicurezza della mia vita. Io voglio giustizia. Legge del taglione? Può essere. Ma persino il Dio biblico ha dovuto passare per il fare giustizia, prima di incarnarsi uomo e portare la croce per tutti. E io chi sarei per riuscire a bypassare la giustizia approdando direttamente alla misericordia? Io che sono una piccola anima fallibile dovrei riuscire a saltare le tappe e arrivare alla compassione di me e di lui così, senza manco un bel diluvietto universale? Passami la boutade, io non posso vedermelo ogni giorno brillare di tutto (il materiale, il mondano, il privato), mentre lui mi ha ridotto a una larva dentro un bilocale con una ragazza da crescere sola? E lo so che la sua è tutta apparenza, ma la mia di sostanza quale sarebbe? Più che sfogare lo sfogabile rafforzando il corpo (faccio acrobatica e tra un pò pugilato, alla mia età) e nutrendo la mente, non posso fare? L’accettazione o passa per il ripristino di una giustizia fin’ora negata, o non è accettazione, ma solo il suo fittizio simulacro (ovvero: non posso fare altro). Ma io non mi arrendo a questa prospettiva. Passerò giorni di terrore, passerò giorni di esaltazione se qualcosa accadrà nel senso di questa giustizia morale (datemi pure della border-line, ci sono abituata e forse lo sono davvero), ma meglio questo travaglio che un parto senza battito. Questa è l’unica via fattibile, per me, per poter spostare lo sguardo sul mio valore invece che sul mio status di vittima che alla lunga diventa vittimismo. E con il vittimismo ci si spegne. Non so se mi sono spiegata bene, capisco cosa mi stai dicendo Claudelia, ma per me quello che indichi sarà possibile solo dopo che lui si beccherà una sonora sberla pubblica e privata. Quella che ha rifilato a noi. Dovrò aspettare? Aspetto. Fino ad allora non avrò pace.

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      2. Cara Lucia, ognuno di noi sente dentro di sé cos’è giusto e cosa risarcisce l’anima. Quindi, chi sono io per dirti che non sei sulla buona strada? Anzi. Tanto di cappello anche per Ilaria Cucchi, che ho visto qualche giorno fa in un Festival Letterario a Lecce, del quale ho avuto il privilegio di partecipare. Ora, so che per te fare i conti con tutto ciò che hai vissuto con questo soggetto orrendo è un dolore straziante, ma bisogna fare sempre attenzione a non trasformare la tua sete di giustizia nella tua unica ragione di vita. Questo perché quando ‘giustizia è fatta’ a volte si prova un sollievo momentaneo che poi si trasforma in vuoto: e ora per cosa combatto? Prendo l’esempio di molte coppie che affrontano un lunghissimo percorso burocratico per adottare un bambino. La voglia di diventare genitori è il loro sogno, in certi casi quasi un utopia. Tuttavia, dopo tot anni, quando si ritrovano finalmente con il bimbo a casa, subentra la malinconia: che ci facciamo ora di questa creatura? Infatti c’è pure un nome per questa sindrome. Credo che bisogna calibrare la nostra sete di giustizia e che non bisogna mai pensare che soltanto perché abbiamo la nostra età ora non ci sono prospettive altre che combattere per ottenere i nostri diritti negati. La tua persona, la tua integrità, il tuo essere donna non dipendono dai risultati di un Tribunale e non dipendono da ciò che il perverso fa della sua vita. Concludo dicendo che alla fine l’importante è la ‘gestalt’, la tua formazione umana. Oggi puoi dire: ma che ci faccio con la mia formazione umana e tutta questa roba qua senza l’elemento giustizia? Puoi usare tutto ciò per vivere i migliori anni della tua vita con la pace interiore che quel soggetto non avrà mai e non mi sembra poco. Io, ad esempio, non attribuisco alcun valore alla fama o al successo. Per me se hai potere e sei perverso, il tuo valore è pari allo zero. E se vali zero sei morto e sepolto. Posso lottare per i miei diritti, ma ben consapevole che ho a che fare con un fantasma. Lotto per principio, di modo che se non ottengo alcuna giustizia, ho rispettato me stessa e ho lottato fino alle fine. E’ il tuo cervello ad attribuire un valore alla tua esperienza di vita, è lui a dirti quanto conta il tuo vissuto per farti diventare ciò che sei. In sintesi, è giusto combattere, ma bisogna fare attenzione al prodotto del combattimento per non perdersi o sentirsi vuoti a posteriori.

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    1. Si Mirna, anche io, immagino sia molto seguito da tantissime persone, specialmente chi si è trovato in certe situazioni. Però alcune puntate non riesco a vederle, veramente mi disturbano troppo.
      E’ un tema di cui non si parlerà mai abbastanza, la violenza tra le mura domestiche, la peggiore che ci sia forse

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  8. ora mi è venuto a chiedere se ho mangiato, capite che disturbato ? E’ da stamattina che mi mette in croce, ha sbattuto uno dei miei pc avanti e indietro rompendolo quasi, ho usato tutte le mie energie per non reagire MALAMENTE e viene a chiedere se HO MANGIATO , come se avessi piacere a mangiare con lui…MALATO !

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    1. Caro S.w.a, purtroppo DOPO che hai subìto l’ira di Dio arrivano sempre ‘notizie’ ancora peggiori. Sembra che fino a che sei dentro il girone le persone, per ‘quieto vivere’, se ne stanno zitte in attesa del tuo ‘risveglio’. Dopo che ti sei risvegliato e preso una buona distanza può succedere di incontrare casualmente una persona che non vede l’ora dirci qualcosa come: “Porca miseria, io ti vedevo e ti volevo dire questo e quello, però poi ho pensato che era meglio lasciare stare!”. Di solito le persone che si comportano in questo modo hanno qualche favore in sospeso con la persona disturbata, hanno paura di lei oppure provano una gran pena per te. Per questo scelgono l’omertà.

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  9. Cara Claudileia, care amiche/amici del Blog, questa frase che pubblico è tratta da uno scritto di Tudor

    ” Se stai piangendo per la perdita di tua madre, non è carburante per noi. E’ carburante per tua madre (anche se non ne aveva bisogno quando era viva e certamente non ne ha ora che è nella fredda terra). Quelle lacrime sono sprecate e questo ci fa infuriare. Quindi diremo qualcosa di offensivo riguardo al tuo patetico pianto così poi piangerai per ciò che ti abbiamo detto. ”

    questo mi è successo davvero – è una delle tante cose orribile a cui ho dovuto assistere in questi anni . In questi giorni ho letto varie cose sconvolgenti ma questa le supera tutte, sono senza parole, non so cosa aggiungere

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    1. Eh, Tudor conosce bene il fenomeno np, secondo me. Potrebbe tranquillamente essere uno scrittore di talento che sa immedesimarsi in un personaggio. Io dubito che sia effettivamente un np. Dubito pure dell’esistenza dei narcisisti superiori, nei quali si inserisce pure lui, perché la completa consapevolezza di chi si è in un np non è possibile, proprio per la natura del disturbo, che spinge a difese inconsce e all’elaborazione di realtà fittizie di cui si autoconvincono proprio. Un np ha bisogno anche di percepirsi non cattivo.

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      1. Infatti Blume…la penso pure io così…che poi figuriamoci…dovendo crearsi il personaggio carismatico mica poteva dire di essere un narcisita medio-basso o inferiore ma ovviamente uno al top del top! 😁Poi che non si faccia vedere in viso mi lascia ulteriori dubbi…se fosse un vero narcisista mica si nasconderebbe anzi sarebbe ben contento di metterci la faccia!
        Oggi mi sono letta della roba sua…sicuramente conosce molto bene la materia. Sicuramente è utile per chi ha bisogno di qualcuno che dica le cose come stanno “papale papale” .
        Interessante la categorizzazione degli stronzi in varie tipologie…potrei dire che il mio primo np era un medio-basso, il secondo un medio-alto…ma al di là di queste classifiche sono comunque tutti da rottamare.

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      2. Sul fatto di non volersi percepire e far percepire come cattivi….si….spesso sono perfino ultra gentili….ed é una cosa che fanno nelle fasi iniziali….ma lo senti che é una gentilezza forzata per rendersi accettabili da te..se dici una parola di troppo o fai una cosa che li irrita la gentilezza scompare subito e per un attimo ti mostrano la loro vera maschera…magari solo per alcuni istanti ma la mostrano….orrori viventi….

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      3. Si, certo, sempre sul filo del rasoio con loro… Però io penso che abbiano proprio un bisogno psichico di sentirsi anche così, non cattivi. Quando sono contenti della sofferenza altrui, non è possibile che non abbiano coscienza di questo sentire, ovviamente. Ma anche se la giustificano per lo più: c’è sempre un motivo, nella loro testa. Quando sono arrabbiati, attribuiscono agli altri le cause, senza saper vedere il reale motivo che li spinge ad agire sotto collera (quando è attaccato il loro potente Falso Sé). Riescono a far questo attraverso la difesa arcaica e primitiva della scissione: l’altro o è tutto buono o tutto cattivo. E questo dipende non dai comportamenti reali, ma da quanto essi sono funzionali ai loro bisogni. Dipende dalla funzione che attribuiscono a te in quel momento o in quella fase. Io ho visto np perdonare, o meglio passare sopra a cose che a me, ad esempio, non ha mai lasciato correre. Perché quelle persone, quelle ex, tornano utili alla bisogna e soprattutto non costituiscono una minaccia continua alle loro fantasie di onnipotenza. Se si autoconvincono di aver vinto, possono essere magnanimi. Con me, non lo è mai stato…

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      4. Tudor sostiene che alcuni “dispositivi” li tegono li senza mai scartarli….cioe…come soprammobili utili, secondo lui ci sono delle prede che sono abbastanza ben tollerate da non arrivare mai a uno scarto…che fanno sempre comodo alla bisogna…vabbè …sarà anche così per alcune di queste ma anche se ti tengono li ad orbitare resti comunque una del mazzo…
        Certo con te non è stato magnanimo perché non hai voluto essere aderente al suo copione, e hai fatto bene perché gli hai mostrato che sei una donna con personalità. Il che per loro é una bestemmia perché non vogliono che tu abbia una tua personalità, ma che tu sia funzionale alla loro necessità.
        Le belle statuine accondiscendenti magari le tengono li perché gli rimandano sempre l’immagine che vogliono avere. Le donne vere le scartano. Il che se vogliamo é una nostra vittoria alla fine. Meglio essere scartate perché non “omologabili” che tenute come bambole su uno scaffale👍

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      5. Senza dubbio. Riescono anche ad essere ‘magnanimi’ pure con donne che li hanno contrastati, che non è che siano amebe, ma con.le quali sono riusciti a pareggiare i conti nella loro testa, a uscire vincitori comunque. È il caso della sua ex diventata mia amica: è una donna intelligente, gli ha pure detto chiaro e tondo che è un np, ma lui è riuscito a chiudere la relazione con questa immagine: lei si era innamorata di me, credeva che pure io lo fossi ma si è sbagliata, ha equivocato, poverina… vabbe’ gli resto amico perché è una cara persona! Non è andata esattamente così, lei.si è allontanata perché ha capito chi era ed essendo meno dipendente di noi, è sganciata mentalmente da lui e riesce pure a far finta di avere un rapporto normale con lui incontrandolo nelle sale da ballo (io pure la capisco, perché non rischia nulla ed è meglio non avercelo contro stronzo com’è). Lei gli è funzionale quando lui non ha altri rifornimenti a portata di mano (ci fa due chiacchiere, fa vedere che sta bene alla sala, fa l’amicone, fa il seduttivo, la usa in questo senso anche per tentare di colpire me, etc.). Rosica per il.fatto che non siamo in competizione tra noi, è infastidito dalla nostra amicizia (che ormai va al di là del tango e di lui). Ma, tra le due, deve colpire me. Perché con.me, in fondo, non sente di aver vinto lui. Perché io ho rischiato di assumere maggiore importanza per lui. Perché in un certo momento ha avvertito all’orizzonte il vago sentore di avere reale desiderio di me, di avere bisogno affettivo di me, della mia persona indipendente da lui, e questa debolezza che ha manifestato non.può sopportarla. Andandosene, significativamente, dopo giornate fantastiche, ha detto, assumendo un profilo tagliente: io NON POSSO aver bisogno di te. Era sincero. Non solo non può avere bisogno di me, ma non.può neanche averlo avuto, non ci.può essere neanche il ricordo di questo, e io devo morire per essere stata responsabile di tutto questo.
        La considerazione che hanno di te, lo scaffale su cui metterti, la posizione che occupi, la tua funzionalità, molto dipende da come hanno vissuto la relazione con te. Se hanno impersonato la parte forte del genitore punitivo o se li hai fatti sentire bambini bisognosi, deboli e terrorizzati, se sei stata una minaccia per la coesione della loro struttura patologica.
        Io nel mio fantastico np ho visto questo.

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      6. Cara Blume, sicuramente la tua analisi è molto precisa e in un certo senso va a rispondere ad una domanda che mi sono sempre fatta ovvero…ma se il narcisista ha un bisogno vitale di rifornimento dal/dalle prede, perché arriva a scartarle brutalmente?
        La risposta è che che lo fanno per non diventarne dipendenti, per non sentirsi troppo bisognosi, per ristabilire le distanze e ritrovare il proprio centro malato.
        Una preda che li mette in discussione, che li sollecita a “uscire dal guscio”, che li mette alla prova, per quanto sia coinvolta ed innamorata, diventa scomoda e va allontanata.
        Tudor nel suo delirio ha fatto anche la classificazione delle vittime.
        Mi ha fatto ridere l’utilizzo d termine “dispositivi” ma é proprio così che ci vedono.
        Sicuramente per np1 ero un dispositivo secondario non intimo, mentre per np2 ero “il piccolo sporco segreto”, ovvero una roba talmente bassa a livello di importanza che manco meritava una definizione nella sua vita (tipo un’amante per dire)….ricordo infatti che ogni volta che ci salutavano lui mi diceva sempre sorridendo “buon rientro alla tua vita”….che detta cosi può sembrare una frase carina invece é un chiaro modo di dire “torna al tuo posto e lasciami stare finché non mi servi ancora”.
        Sul fatto che la ex del tuo mitico np sia sia sganciata del tutto non ne sarei molto sicura…..io credo che lei, magari inconsapevolmente, faccia la cosiddetta “scimmia volante’….ne senso che mostrandosi abbastanza colloquiale con lui e parlandogli fa il gioco di np per ferirti…come se lui volesse passarti il messaggio ” Lei ha saputo meritare che io la la consideri a differenza di te”…cosi diventa una triangolazione sottile. Ripeto, magari lei non se ne rende conto ma lui si e ci gode.
        Il mio promo np deve aver fatto ad un certo punto con me lo stesso ragionamento del tuo con la sua ex.
        Ha capito che mi ero innamorata e questo gli gratificava l’ego ma siccome non mi ha mai voluta come sua donna ufficiale, mi ha tenuta come “cara” risorsa secondaria. Infatti alla fine mi scriveva proprio “cara” sui messaggi! La cosa anziché farmi piacere mi metteva a disagio….infatti alla fine lo chiamavo solo per nome perche se mi chiami cara e poi sparisci sempre non vedo che reale affetto tu possa avere. Sono cara perché sono una cogliona che ti ha sempre ripreso, ecco.
        Baci

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      7. Sì, io sono convinta che la necessità dello scarto sia dettata anche da questo, dal terrore di legarsi. Quando stanno bene con qualcuno, quando si profila all’orizzonte una qualche forma di intimità, debbono fuggire (scarto) e soprattutto infierire contro quello che ha rischiato di essere un oggetto del desiderio (vero), minaccioso per la loro integrità patologica (siamo all’ossimoro, alla contraddizione in termini, ma loro sono paradossali!).
        Riguardo alla mia amica, sì, c’è il rischio che lei si presti proprio a quel gioco che dici. Senza avere lei questa intenzione, ma certo lui si. Gliel’ho anche accennato. Penso che dovrò farlo anche meglio. Nel senso di dirle che se vedo che si apre questa sottile dinamica, non avrò remore, per mia autodifesa, ad allontanarmi anche da lei. È una buona amica, per ne, ed io per lei, sarebbe un peccato, ma occorre saper scegliere in questa vita…

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      8. Assolutamente d’accordo….e temo che forse, sempre inconsciamente, lei cerchi di mostrare a te che ti ha saputa superare nelle “grazie” dello stronzo…
        Si..fuggono dal coinvolgimento che li destabilizza troppo, sono come delle fughe di gas…delle scoregge che scappano, ecco😅

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    2. Normalmente i narcisisti patologici non hanno metacognizione, cioè non hanno capacità di comprendere gli stati d’animo propri ed altrui, avvertono gli impulsi emotivi ma non li sanno ricollegare alle vere cause. Non sanno circostanziare i propri stati d’animo. Non sanno capirne l’origine. Mentono anche a se stessi, oltrechr che agli altri. Cioè, non sanno fare quello che esattamente fa Tudor. Però Tudor spiega bene.
      Sulle incapacità riflessive di np, consiglio di leggere i contributi di Giancarlo Di Maggio, si trovano anche in rete, terapeuta e specialista in disturbi di personalità (è uno dei padri della terapia metacognitiva interpersonale, una delle più efficaci – o meno fallimentari – nella cura al dnp).

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  10. Quello che succede a me con mia suocera np sono dei tentativi sporadici e inaspettati di riavvicinamento: sembra venga “in pace” e armata di buone intenzioni (ad esempio vedere il nipote) , ma ci vuole sempre poco perché la maschera crolli e riveli una quantità abonorme di livore verso il figlio e verso di me e la sete di vendetta verso di noi. Le ultime volte non abbiamo ceduto ed infatti abbiam potuto constatare come non sia cambiato nulla. Una cosa che mi colpisce di lei sono gli attacchi di rabbia e odio a scoppio ritardato e inaspettato: anche quando la frequentavamo, non so poteva mai sapere quando sarebbe scattata una delle sue “crisi”, spesso senza alcun motivo concreto. Tuttora è così.

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    1. Ciao Ofelia, la madre di un mio ex (non narcisista) era una narcisista maligna. Ha fatto di tutto per ostacolare il rapporto e manipolava il figlio in modi incredibili. Soprattutto con il ricatto della salute o facendolo sentire più indispensabile del marito…cosicché da tenerlo legato.
      Avevo creato anche un gruppo su Facebook di nome Suocera (che ora non seguo più) che aveva a raggiunto qualcosa come 5000 adesioni….ne ho lette e sentite di tutti i colori. Spero che tu riesca sempre a far fronte comune con tuo marito.
      Quel mio ex alla fine l’ho lasciato alla cara mammina dopo otto anni di inferno senza fine.

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  11. questo tipo di società incoraggia e quasi premia queste personalità : in tv non mandano altro che serie dove questa gentaglia viene in qualche modo esaltata – dovrebbero dipingerli semplicemente per quello che sono, gente di mer.da e non persone che hanno anche dei ” valori “.
    un altro mito falsissimo è la presunta parità o la donna che tira pugni e fa mosse di karate nelle pubblicità : è un mito per vendere più rossetti e mascara – la realtà è che continuo a vedere donne assoggettate come sempre che si leccano le ferite di abusi gravissimi perpetrati negli anni.
    inoltre molte donne saranno le prime che vi dicono che è stato sempre così e sarà sempre così, è triste.
    queste persone si sentono autorizzate a fare ciò che fanno in questo tipo di società

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  12. allontanarvi da queste persone non significa solo mettervi al sicuro, va fatto anche e sopratutto come gesto di ribellione contro questo stato di cose. bisogna far capire che questa gente non vale, non ha valore.
    Bisogna far capire che un ragazzo dotato di empatia non è un fesso come vorrebbero farci credere, chi lo ha deciso ?
    Bisogna far capire che una ragazza aggressiva non è più sexy, ma è solo più violenta.
    ci vogliono aggressivi, in lotta uno con l’altro, in guerra, chi le ha decise queste cose.
    è chiaro che un narcisista folle diventa una super star e si sente autorizzato a fare tutto – che tristezza
    dovrebbero essere visti per ciò che sono – dei pagliacci senza arte ne parte – ma questa società li continua ad esaltare –

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  13. ho una mia idea sulle manifestazioni di rabbia inconsulta dei narcisisti. La prima volta che è successo in maniera ingiustificabile (ed erano già avvenuti moltissimi abusi GRAVI) è stata una domenica, dopo tre, quattro anni di matrimonio.. Era andato a vedere una corsa di moto che doveva durare un’oretta ed era tornato invece molto più tardi. Ero a casa di mia suocera, non avevo confidenza con lei, non sapevo cosa fare, ero a disagio. Al suo ritorno è bastato un mio “uffa” sottovoce per dare il via ad una scena incresciosa. Urla, bestemmie, sedie scagliate a calci contro la parete. Poi, basta. Fine. Tutto come niente e niente scuse. I suoi cinque minuti, come li definiva, terminati i quali per LUI, e a lui non era successo nulla. Non serbava rancore!? Credo che facesse parte di quel programma, zittirmi, rendermi muta, annullarmi. Altre scenate per un ritardo. Il suo. Effettivamente il suo proposito si è realizzato. Aspettavo e tacevo, rimediavo a danni e tacevo. Forse quando parliamo di quella rabbia interiore, del disagio o dei conflitti dell’anima degli psicopatici stiamo dando loro una connotazione troppo umana. Ci facciamo del male a cercare giustificazioni .

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    1. Comprendere i meccanismi della loro psiche non è giustificarli. È capire il modo che li guida, anche per difendersene meglio. Non c’è dubbio che, in origine, siano stati vittime di relazioni abusanti e disadattive. Non ci nascono così, ci diventano. Gli psicopatici veri forse no, tipo il fratello di Massimo, ma in genere esiste una eziologia del narcisismo. Hanno alle spalle le stesse ferite dei dipendenti, a cui hanno risposto con strategie compensative diverse, opposte. Certo, non è un caso che loro siano diventati np e altri no. Il contesto ha agito su un carattere, una propensione con cui sei anche nato. L’esito dei rapporti distorti può essere molto diverso su un bambino assertivo, volitivo, testardo, rispetto a un bambino più sensibile, mite, docile, empatico di suo (che di fronte a relazioni genitoriali malate hanno più possibilità di diventare dipendenti affettivi). C’è una combinazione tra contesto e predisposizioni. Molti di loro, in altri contesti familiari più sani, magari sarebbero diventati solo persone molto autocentrate, non particolarmente inclini alla compassione, egoiste, ma non disturbate in questo modo… Io preferisco continuare a pensarli umani, non entità disumane aliene o demoniache, umani che hanno scelto di rinunciare alla condizione umana se vuoi, ma sempre pieni di fragilità umanissime che non sanno affrontare se non come sappiamo. Qursta prospettiva non mi spinge a giustificarli, ma a farli scendere dal piedistallo della cattiveria assoluta, a vederne soprattutto la meschinità e la miseria della loro umanissima condizione: persone che cercano di placare un enorme vuoto interiore senza mai riuscirci, non questi geni del male superiori che pare sappiano solo vincere… Questa prospettiva mi ha sempre aiutato a ridimensionare, a ricollocare nelle giuste prospettive, a relativizzare le loro manifestazioni, a non sentirmi io quella sbagliata…

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      1. Il mio ex migliore amico dell’adolescenza crescendo ha iniziato ad avere dei disturbi, non so bene cosa, so solo che prendeva farmaci ed era diventato abbastanza strano, e pure (perdonatemi il termine) stronzo.

        Dopo numerosi tira e molla non ci parliamo più da 8 anni, quando ho scoperto che non era vero che mi aveva scelto come testimone del suo matrimonio ma era solo uno scherzo di cui lui mi avrebbe messo al corrente in chiesa davanti a tutti gli invitati. L’ultima delle sue stranezze.

        Per farla breve, questa persona mi mise davanti ad una domanda seria, a cui non ho mai saputo dare una risposta: “Sono stronzi perché stanno male o stanno male perché sono stronzi?”. E’ una domanda a cui non ho mai saputo rispondere, ma credo che sia molto importante, anche se in molti casi non fa differenza, devi allontanarti punto e basta.

        La vostra vera vittoria su queste persone sarà quella di sfruttare questo bagaglio di conoscenze per evitarli in futuro.
        Loro vincono solo se qualcuno li fa vincere, e questo non vuol dire tenergli testa negli scontri, li sono imbattibili come un bambino poco intelligente, vincerli vuol dire vincerli dentro di se.

        Capire che non sono esseri da poter prendere seriamente in nessuna situazione, perché si reinventano ad ogni occasione ed ad ogni occasione sono fatti di carta pesta.

        Vincerli vuol dire non permettergli più di nuocerti, ne a te, ne alla tua vita privata e sociale. Auguro a tutti di poter ritrovare la distanza emotiva per guardare loro e la sciagura emotiva che vi hanno arrecato con il giusto distacco.

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      2. Sono stronzi perché stanno male o stanno male perché sono stronzi? Secondo me, entrambe le cose. Un po’ stronzi lo sono sempre stati, nel senso che sono nati con caratteristiche e propensioni che nei futuri stronzi debbono per forza esserci: assertivitá, autocentratura, poca empatia, egoismo… Ma anche sono stronzi perché stanno male: con la sedimentazione del disturbo, queste caratteristiche (che senza disturbo qualificherebbero persone magari pure egoiste, ma anche capaci di evolvere e migliorare) diventano volontà distruttive, perversione, senza possibilità di depotenziamento, all’ennesima potenza, lo stato puro…

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      3. E comunque sì, hai ragione, non vanno presi seriamente, sono di cartapesta, non hanno alcuna personalità definita, sono camaleonti… Bisogna sentire in noi che non.ne vale la.pena di farsi condizionare e perdere tempo con chi non ha spessore, non.ha esistenza reale, sono anime nere che vagano senza pace, sono fantasmi di esseri umani…
        Una volta che np mi voleva per forza far dire che ero innamorata di lui, in piena dinamica di sfida, mi venne non so da dove di dirgli: mi piacerebbe amarti, ma come posso amare uno che non si fa conoscere e che probabilmente non si conosce veramente nemmeno lui? Tu, piuttosto, sta’ attento a non soccombere, perché io la mia personalità ce l’ho, bella chiara, e non ci rinuncio, nonostante i tuoi sforzi manipolativi. Avrei voluto mostrarvi la sua faccia, avrei voluto che foste tutti lì. Si accartocciano anche con poco, pure se sanno sempre riprendersi moooolto rapidamente… Basta un rubinettino qualunque, e vai!

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      4. Sono stronzi perché stanno male Io vanno. Vivono male e fanno vivere male tutti quelli che per loro sfortuna hanno a che fare con loro, siano parenti parenti, amici partner. Stronzi indotti, ma sempre stronzi.

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    1. Certo, Mirna, le nostre ‘vittorie’ durano giusto un nanosecondo! A volte è stato il vedere la sua espressione destabilizzata giusto un attimo, poi subito la ripresa dell’aplomb consueto, o la collera infinita mascherata da altro…

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  14. Giovanni bisogna fare differenza tra i vari disturbi –
    il narcisista non si cura, non prende farmaci, non va in terapia, per lui queste sono cose da deboli, da stupidi – lui è convinto di stare benissimo, che funziona bene, che quello che fa è giusto, che si fa così e basta.
    Si ammalano tutti quelli che stanno intorno, ma stai sicuro che lui non prende nemmeno 10 gocce di calmante, perché è convinto di essere un grande – Gli altri sono cose da calpestare, da usare, da sfruttare.
    Capisco che è difficile comprendere come agiscono questi mostri se non c’avete avuto a che fare per lungo tempo.

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    1. Assolutamente, ho fatto l’esempio del mio amico ma se dicessi cosa aveva mentirei. Certo è che l’età in cui ha iniziato a manifestare strani comportamenti coincide con l’età di insorgenza dei disturbi di personalità e che le cure non le ha assunte di spontanea iniziativa ma sotto la pressione della famiglia, all’epoca era solo un ragazzino di 19 anni. Ma questo non fa di lui un narcisista. Sua moglie ha iniziato a soffrire di seri problemi di salute mentale dopo 3 anni di matrimonio, difficile dire se siano indipendenti dalla vita matrimoniale o meno.

      Sta di fatto che, narcisismo o meno (purtroppo non è l’unica patologia che porta dolore agli altri), mi ha portato a fare delle considerazioni generali su tutto quel ceppo di disturbi che portano malessere al prossimo. L’idea che certi tipi di malattie compromettano delle persone splendide in potenza al punto da farle diventare persone da allontanare non mi convince, non sempre, non in tutti i casi.

      Si dice che 6 persone su 100 siano narcisiste, non so se è una stima esatta ma questo vorrebbe dire che nella mia vita devo averne incontrati almeno qualche decina, anche solo di sfuggita.

      Se il conteggio si allarga a psicopatici/borderline/istrionici/paranoici, il numero cresce vertiginosamente. E in tutti questi tipi di disturbi è presente una compromissione nella sfera narcisistica.

      Se estendiamo il conteggio solo a chi presenta tratti marcati ma non un disturbo clinicamente rilevante, il numero sale ancora significativamente. E se il numero di persone cattive che hanno provato a ferirmi, sfruttarmi o a danneggiarmi senza una “valida” ragione e senza alcun accenno di rimorso inizia ad essere addirittura più basso del numero di persone con problemi nella sfera narcisistica che ho incontrato nella mia vita, qualche domanda me la faccio, stando però ben attento a non convincermi troppo di risposte che sono al di fuori della mia portata.

      Quello che consideriamo il male degli altri (ovviamente parlo di quello con la M maiuscola, non delle piccolezze della vita di tutti i giorni) è spesso associato in minima o in larga misura a quelli che oggi vengono definiti disturbi.

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  15. Cara Blume, secondo me non li giustifichi, ma ancora una volta cerchi di usare l’empatia con esseri che non ne hanno 🙂
    Ad alcuni non è successo proprio niente, erano semplicemente i golden boy della famiglia, amati e venerati da tutti i parenti, che ora li continuano a difendere e venerare – sono cresciuti con questa idea e la brutta indole ha fatto il resto – ma non starei li a cercare di capire cosa gli è capitato, perché ripeto, come sappiamo bene le persone empatiche sono le loro vittime preferite.
    Più che chiederti cosa gli è capitato, chiedetevi quello che loro hanno fatto agli altri fin da piccoli, questa è una bella domanda.
    Non è mai troppo tardi per gettarli in fondo all’oceano, cibo per i pesci e concime per le piante.

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    1. Purtroppo o per fortuna non possiamo ucciderli materialmente. Se napalm deve essere, che sia, metaforico e simbolico. Io ho seppellito in giardino, proprio sottoterra, alcune cose sue che mi erano rimaste, e ci ho piantato sopra pure un bel fiore. Un funerale simbolico, un rito apotropaico, un atto di chiudere, di spezzare l’incantamento. Credo mi abbia aiutato.

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      1. ecco, io invece avrei voluto seppellirmici io, nel suo giardino, per non soffrire più e rimanergli accanto …. poi dice perché andiamo dagli strizzacervelli!

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  16. Io non mi sento di generalizzare sulle caratteristiche di un soggetto narcisista. La persona con cui sono stata non aveva vizi, anzi aveva passioni e buone abitudini. Ma questo non fa di lui un santo. Il carattere e la psiche spesso, nelle persone dotate di intelligenza sopraffine e capacità manipolative, possono non condizionare lo stile di vita di una persona.
    Io posso garantire che nel mio caso, se avessi raccontato quello che succedeva nella nostra relazione ad un suo amico, mi avrebbe preso per pazza e forse quest’ultimo avrebbe consigliato al manipolatore di starmi alla larga.
    La mia impotenza passava e passa anche attraverso queste dinamiche… anche se ho imparato a fregarmene. D’altronde io ero la sua donna, è chiaro che spetta solo a me credere a quello che effettivamente ho vissuto.

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    1. Una delle difficoltà nel riconoscere subito un narcisista è che agli occhi dei più appaiono come persone normali, con interessi e passioni, a volte sembrano pure superiori alla media e la prima impressione che hai è generalmente buona….altrimenti, credo, nessuno vorrebbe avere avere a che fare con loro sapendo come sono realmente.
      Solo chi li conosce intimamente sa che dietro queste facciate “credibili ” albergarano personalità aberranti.
      Purtroppo sono molto abili a crearsi delle cerchie amicali e affettive in grado di sostenere questa loro facciata socialmente corretta.
      Per chi come noi ha avuto la sfortuna di vedere il loro lato oscuro non c’è altra soluzione che allontanarci. Sono solo maschere.
      Ad ogni modo, vivono ogni rapporto in modo superficiale, non hanno vere amicizie, veri affetti ecc. ma solo una corte di persone che crede alla loro recita. Una vita del cazzo insomma.

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      1. Spirito Libero è esattamente così – spesso far capire agli altri, anche a legali, è difficile – ti verranno a dire, ” ma chi, quello così simpatico ? ”
        e tu rimani sempre con il dubbio ” ma sono io quello sbagliato, o sono loro ”
        poi ne combinano un altra il giorno dopo – ma intanto la maschera presentata fuori è sempre un altra – questa è una delle cose assurde, far capire agli altri chi sono realmente – perciò ho letto in parecchi articoli che sono capaci di influenzare anche il giudizio in sede di tribunale, veramente assurdo – si viene fregati in tutti i modi

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      2. Confermo. Il mio np ha abbindolato psicologi e avvocati che si sono battuti per lui nel nome della sua altissima onestà ed eticità (l ho sentito con le mie orecchie)
        Come avrei mai potuto io uscirne indenne?
        Bye bye.

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      3. Sulla pagina FB Tudor parla di come è bene comportarsi in tribunale vado a memoria, arrivare molto prima posizionarsi in modo da non incrociare lo sguardo ,nessun contatto, non mostrare emozioni
        nervosismo. …altro

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      4. Si…gli atteggiamenti neutri o che denotano indifferenza li destabilizzano perché hanno bisogno di reazioni emotive per potersi nutrire. Niente come la freddezza e soprattutto l’indifferenza gli toglie la terra da sotto i piedi…

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  17. Non c’entra niente con il testo dell’articolo, ma stamane sono a pezzi. Non riesco a farcela sono triste. Era da più di un anno e mezzo che non ci si vede, il rapporto era continuato con sms e qualche sporadica telefonata. Tre settimane fa mi aveva detto che veniva in città da me per uno spettacolo teatrale, è vero non ho detto nulla ma ero rimasta talmente delusa delle altre volte che non ho ritenuto opportuno dire nulla; una settimana fa uno stato whatsapp che sembrava volesse ricordarmi l’appuntamento. Ieri è arrivato il fatidico giorno e cosa ha pensato bene di fare? Non ha chiamato per incontrarci ma ha messo una foto whatsapp con la quale mostrava di stare in città. Mi sono sentita morire e mi chiedo ancora perché una cattiveria del genere, perché?

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    1. Cara Aria, l’unico modo di proteggersi da queste situazioni spiacevoli è il contatto zero. Perché tanta cattiveria? Perché pensare che stai male per loro nutre il loro narcisismo, tutto qui. Dirti ‘vediamoci’ e poi non presentarsi assicura di aver causato in una persona l’ansia dell’incontro e poi il dispiacere per ciò che non è venuto. Tu hai sperato e lui ti ha deluso per l’ennesima volta, ecco il gioco che conducono per tenere agganciata una persona a vita. Non imboccare questa strada deleteria per te. Lo sai che farà sempre così. Non è meglio affrontare il contatto zero e soffrire l’angoscia del detox definitivamente? Perché rimandare ciò che è sano per te solo per continuare a nutrire il suo narcisismo malato?

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    2. Perché sono brutte persone, Aria. Si nutrono della sofferenza altrui, lo sappiamo. Non c’è compassione né pietà. Per nessuno e men che mai per chi li ama. C’è un Ego insaziabile da pompare giorno e notte, perennemente, in qualunque modo, perché è troppo precario per alimentarsi da solo. C’è il pozzo profondo e nero di un’anima che non vive di suo, ma segna il suo passaggio sulla terra attraverso la morte degli altri per esorcizzare la propria, che è già avvenuta. In breve, perché sono degli stronzi di proporzioni galattiche.
      Il punto, però, non è chiedersi perché lui fa quello che un np degno di questo nome fa (cosa altro potrebbe fare? pentirsi? migliorare? in virtù di quale miracolo soprannaturale?), ma perché tu te ne continui a meravigliare, come se ti aspettassi altro. Finché avrai a che fare con lui, lui questo farà. Non cambierà. Del resto, perché dovrebbe? Riceve tanto nutrimento, non lo vedi come stai male? Lui magari non lo sa quanto stai male adesso, ma è rifornimento di riserva pure solo la possibilità che tu ci sia rimasta male. In mancanza di altro, con te, di contatti diretti, di una storia concreta in cui giornalmente imperversare e devastare, va bene anche questo piccolo nutrimento perverso.
      Aria, chiediti perché non riesci a tagliarlo via definitivamente dalla tua vita. Perché gli lasci spiragli. Cosa ti dà sentirlo ogni tanto? Giusto l’imbocco al rinnovo della sofferenza…

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    3. Cara Aria, anche a me è successa una cosa simile l’anno scorso, prima che mi decidessi finalmente ad intraprendere il no contact.
      Premesso che negli ultimi tempi lo vedevo molto poco (una volta ogni tre mesi, ulteriore motivo per cui ho deciso che non ne valeva più la pena), il suo giochino preferito era quello di farsi desiderare all’inverosimile….sapeva che avevo per lui una vera e propria dipendenza fisica e giocava su quello rimandando sempre.
      Una volta dopo vari rimandi mi ha dato appuntamento una sera dopo cena, mi aveva detto di essere fuori con colleghi (ma sicuramente era a cena con un’altra), io mi sono preparata e sono partita una mezz’ora prima avvisandolo non appena sono uscita da casa come era nostra abitudine fare, e mentre ero per strada mi ha scritto che non potevamo vederci perché gli si era rotta la macchina, che il motore aveva preso fuoco!
      Erano settimane che aspettavo di vederlo…
      Non ancora contenta delle umiliazioni, ho resistito altri tre mesi poi ho detto basta. Alla fine nemmeno il sesso era più soddisfacente. Non era più possibile proseguire in quel modo assurdo.
      Avrei dovuto chiudere molto prima ma purtroppo spesso bisogna proprio toccare il fondo per convincersi…

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  18. La cosa più brutta è che secondo me non lo ha fatto come dice una mia amica per ripicca perché io non gli ho detto ti prego vediamoci, non ho insistito. No sarebbe bello se fosse così lo ha fatto per puro divertimento, per sadismo ciò che contraddistingue questi personaggi (persone sarebbe troppo). Scusatemi

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    1. Cara Aria, bloccare è non andare a spiare i vari stati social è il motivo per la quale, se si vuole chiudere con questi individui, bisogna fare.
      Lui ha cercato di farti cedere ad incontrarlo, indirettamente, non te lo ha chiesto per timore di un rifiuto, è un tentativo di riaggancio a basso impegno.
      Non hai ceduto ma a ti ha scombussolato l’animo. Non so perché continui ad interagire con lui, ma se non vuoi avere questi picchi di adrenalina negativa bisogna evitare ogni tipo di contatto.

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    2. Non torturati pensando a cosa avresti dovuto fare, se rispondere oppure no. Se sei riuscita a stare oltre un anno senza vederlo vuol dire che stai mantenendo un contatto puramente virtuale che ti inquina la mente impedendoti di andare avanti. Lui fa la sua vita e tu? Cara, i nostri pensieri tossici non se ne vanno se ci mettiamo a disposizione della fonte negativa per rallegrare le eventuali giornate vuote in cui no ha niente di trasgressivo da combinare. La felicità è un processo che viene dettato dalle decisioni che prendiamo in nostro favore. Non è mentalmente sano per te restare a sua disposizione.

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    3. Sarebbe bello se lo avesse fatto per ripicca? Non vedi come la nostra asticella di tolleranza si abbassa e si abbassa, tollerando ciò che sarebbe comunque intollerabile? Di fronte all’idea del sadismo assoluto, consideriamo addirittura bello un atteggiamento che sarebbe comunque meschino, infantile, non degno di un uomo adulto, non degno di un uomo da amare… Dobbiamo stare attenti a questa trappola. Siccome sono superstronzi, un atteggiamento che sarebbe comunque pessimo ma non ci appare il top della stronzaggine, lo accoglieremmo come bella cosa… È proprio in questo modo che la via degli abusi rimane aperta.
      No, bisogna uscire da questo condizionamento. Io, intendiamoci, ti capisco bene. Anche io sono stata in questi meandri, tutti noi lo siamo stati. Mi aspettavo tali enormità di cattiveria, che quando poco poco l’atteggiamento era al di sotto del massimo che ci si poteva attendere, tiravo un sospiro di sollievo e mi sembrava accettabile: “Ah, meno male che ha solo triangolato in mia presenza dopo che mi ha sussurrato dolci parole all’orecchio, avrebbe potuto scoparci davanti ai miei occhi, avrebbe potuto piantarmi totalmente in asso e andarsene!”. Ma ci rendiamo conto della dimensione perversa della nostra stessa mente esposta a loro? Arriviamo a tirare un sospiro di sollievo quando l’abuso, la scortesia, la cattiveria non si manifestano al top! Cose che da altri uomini non si tollerano neanche di striscio. Per molto, molto meno di ciò per cui ho tirato un sospiro di sollievo rispetto a np, ho mandato a cagare decine di uomini!

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      1. Concordo Blume. Si arriva a dei tassi di tolleranza inaccettabili. E il bello è che accade solo con loro. Io ho mandato a quel paese senza appello diversi uomini per molto ma molto meno. Perché gli altri si e loro no? Anche questa è una domanda a cui cerco ancora risposta.
        Personalmente credo di essere una donna intelligente e con un cervello che funziona, anche conscia delle mie qualità e del mio inalienabile diritto ad essere rispettata come donna e come persona. Quindi in che remoto angolo di noi vanno a pescare questi qui per ottenere da noi tali zerbinaggi mentali inconcepibili in qualunque altra relazione?
        Il loro gusto di sottomettere una donna che ha del valore solo per dire a sé stessi che sono superiori?
        Np1 all’inizio sembrava quasi intimidito per il fatto che fossi stata una rucercatrice universitaria, lui che a fatica aveva terminato le scuole professionali. Io però non gli avevo mai fatta pesare questa differenza culturale, mai.
        Poi quando mi ha vista presa ha finalmente potuto sfogare tutto il suo senso di inferiorità ed invidia….il gusto di dire a se stesso “ho messo sotto scacco una donna superiore a me”…quale migliore rifornimento narcisistico per un micro ego complessato?
        Np2 invece ha puntato sul rendermi sessualmente disponibile a fare di tutto. Io ho resistito più di due anni prima di cedere ai suoi viscidi corteggiamenti, ero molto restia a cedere anche se lui sapeva di piacermi…deve aver accumulato un tale odio che poi mi ha davvero trattata come una prostituta da quattro soldi e io gliel’ho permesso facendogli credere che mi piacesse pure essere trattata così. Pensa che orgasmi mentali deve essersi fatto…
        A che punto si arriva mamma mia….
        Buon sabato a tutte🌸

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      2. Spirito, io non riesco a spiegarmi queste tolleranze e zerbinaggi mentali altrimenti che con il fatto che toccano nostre corde profonde. Scatta un incantamento, come dicevo anche a Giovanni qualche giorno fa. Altrimenti, non si spiega. Toccano ferite antiche. Scatta in noi il bisogno emotivo di farsi vedere proprio da questi stronzi, di essere riconosciuti da loro perché attraverso di loro viviamo copioni antichi. Il loro potere seduttivo risiede nel fatto di essere campioni perfetti per nostri antichi copioni. Aggiungo anche che, dentro questi nostri copioni, ci sono forme di masochismo che, per qualche ragione che non so, abbiamo erotizzato. Nella rete che ci invischia non è soltanto voler dare un finale diverso al copione, volerli salvare e noi con loro, ma anche una forte suggestione erotica in queste dimensioni…

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      3. Sono d’accordo Blume. Entrano in gioco tanti fattori, entrano dalle antiche ferite ancora aperte e anche una loro abilità nel saper manipolare una parte proibita in noi di cui riescono a trovare la chiave. Il gioco della donna sottomessa é consenziente é molto arcaico e gratificante, sia per il loro miniego da incrementare che per la parte più irrazionale di noi, il desiderio di un uomo che sappia dominare le nostre fantasie nascoste. Probabilmente hanno molte insicurezze sessuali e trovano in questi rapporti una sorta di conferma al loro valore maschile di cui non sono affatto certi.

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      4. Concordo Blume, toccano corde profonde, riaprono antiche ferite e le lacerano ancora di più. Ecco perché la mia speranza è che lavorare per guarire quelle vecchie ferite possa aiutarmi a diventare più forte così da non permettere più a nessuno di maltrattarmi e rendermi così succube di personalità abusanti

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  19. Solo dopo tre anni di conoscenza gli ho detto cosa provavo per lui un mese fa via sms. Un grave errore perché mi sono consegnata a lui totalmente. Se prima non sapeva che con questi atteggiamenti insani mi potesse fare del male, adesso lo sa con certezza. Io gli ho detto i miei sentimenti in quel momento sono stata me stessa anzi ho persino sperato che dicendoglieli lui potessi capire; invece non ce la fa proprio a capire, ad immedesimarsi adesso né sta approfittando per divertircisi. Anzi paradossalmente da quando glielo ho detto mi sembra più cattivo, non cerca più un contatto e quando lo fa è per farmi stare male.
    Anche se lo avessi ‘implorato’ di vederci non si sarebbe comunque fatto vedere perché non serve a nulla a questi personaggi. Se cerchi di mantenere il tuo carattere ti calpestano, se ti ‘zerbini’ ti calpestano, insomma qualsiasi cosa tu faccia non va mai bene.
    Non ho intenzione di essere il suo zerbino, vuol bene a qualcuno non vuol dire perdere di vista la propria dignità. Mi spiace però averlo imparato tardi ed in questo modo.

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    1. Cara Aria
      proprio per il fatto che tu gli hai confessato il tuo sentimento avrebbe dovuto avere quel minimo di sensibilità che si deve a una persona che ci dichiara il suo amore e che eventualmente noi non ricambiamo. Oltre al fatto che l’educazione e il rispetto si devono a tutti!
      La risposta alla tua domanda sta già dentro la tua stessa domanda? Tu stessa riconosci questo comportamento come cattivo e ti chiedi il perché. La risposta è perché è cattivo. Sì comporta con cattiveria perché lo è!
      Non si può tirare fuori qualcosa che dentro non c’è. Io me lo ripeto ogni volta che mi incastro in domande che rischiano poi di riportare la responsabilità su di me.
      Lui lo sa di farti star male Aria, lo sa benissimo e questo, è brutto dirlo, ma gli da soddisfazione. Facciamo fatica ad accettare una tale crudeltà, ecco perché cerchiamo invano altre motivazioni a questi comportamenti ma la risposta è lì, ce l’abbiamo già in mano. È che ma fa male.
      Se ci riesci cancella il suo numero dal tuo cellulare, vedrai che sembra una stupidata ma aiuta. Per guarire dobbiamo, se possibile, stare lontano anni luce da questi soggetti (sono d’accordo con te, definirli persone è troppo).
      Fatti forza, un abbraccio

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    2. E proprio da schema narcisistico Aria. In perfetto copione. Funziona proprio così…per averti in pugno diventano e si trasformano in chiunque ,veri camaleonti..appena fatto…scatta tutto ciò che descrivi .

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  20. E pensare che nell’ultima telefonata in cui gli avevo pure detto che avevo deciso di allentare un po’ perché volevo a tutti i costi che questa ‘infatuazione’ mi passasse mi era sembrato pure comprensivo.

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    1. Tanto quello che dicono difficilmente è quello che pensano o provano veramente, o magari è vero al momento ma poi cambiano in continuazione. Ad ogni modo, mostrarsi comprensivo per farti rilassare per poi bastonarti duramente, è un classico.

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      1. Un classico..confermo. provano a vedere le tue reazioni. Giocano…alzano e abbassano la posta per disorientati se non avessi chiuso mi chiamava il giorno dopo…

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    2. Nell ultima telefonata…Io gli ho detto molliamo un attimo ,riprenditi la tua libertà e io la mia, ci vediamo lo stesso tranquillo ma devo staccarmi un attimo. Lui mi dice no non posso ti amo troppo, e poi non ti lascerò mai libera. Finita la telefonata. Il giorno dopo..” Non penso di amarti più ” fingevo. Voleva venire a dirmelo di persona. Gli ho detto non presentarti grazie. Voleva portarmi, vedermi soffrire, vedermi confusa ,triste ecc ecc . L ho cancellato dopo due nanosecondi.e bloccato su tutto. Tutto il resto non è stato facile e ancora ora ho dei pensieri ..ma mi sono dovuta proteggere.

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  21. Comunque in tempi passati di fronte a qualche mancanza di rispetto (inizie in confronto a questa) mi sono sempre poi catapultata a cercarlo i giorni dopo per cercare di capire il perché, i suoi stati d’animo. Stavolta si è ‘scontrato’ con la mia totale ‘indifferenza’. Da un lato temo che possa alzare l’asticella del male…

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    1. Hai fatto benissimo a mostrarti indifferente. E la cosa che li fa rodere di più ma purtroppo anche quella che li spinge a vendicarsi in modo ancora più cattivo nel caso accettassi di averci di nuovo a che fare…stai attenta.

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  22. Ieri sera ho parlato a lungo con l’avvocato, ha capito perfettamente la situazione. Ora si procede con la legge. Gli avevo detto ieri sera di aspettare giusto una settimana, ma stamattina mi sono svegliato per l’ennesima volta tra mobili e porte sbattute con cieca violenza : tutte provocazioni per farmi reagire, alle quali chiaramente non cedo più perché ho capito il meccanismo. Però ora mi tutelo con la legge perché so benissimo che questo stronzo alzerà il tiro delle provocazioni e quindi è necessario che intervenga la legge, non c’è altra soluzione.
    L’altro stronzo di fratello lo appoggia in tutto e per tutto anzi mi è stato riferito che va dicendo in giro che mi sono chiuso nella stanza, che sto sempre qui, che devono venire a trovarmi. In pratica vogliono farmi passare per pazzo, ma non funziona nemmeno questa, ed è un’ulteriore conferma di quello che fanno da anni. Vediamo come procedere, a questo punto è necessario mettere nero su bianco perché questi stronzi si sentono autorizzati a fare tutto.
    Non la passano liscia

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    1. Ti consiglio di pianificare bene i passi da fare con l’avvocato, stai solo attento che non ci marci sopra solo per spillarti soldi….fatti dire cosa puoi fare concretamente per tutelare la tua tranquillità in casa. Purtroppo per queste cose ci vogliono prove concrete e temo non sia semplice intraprendere un’azione legale davvero efficace. Prova a registrare le sue scenate e le sue vessazioni con il cellulare senza che se ne accorga. Non so se può servire ma almeno hai in mano qualcosa pter configurare un reato di maltrattamenti in famiglia e minacce.

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      1. ho vari video, ma non è solo quello – ci sono le firme false, i conti che non tornano, i soldi spariti, le proprietà che continuano a prendersi.
        devo tutelarmi per forza, non ho altra scelta – continua / continuano a fare quello che vogliono, devo mettere un freno

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    2. Ti consiglierei una bella diffida per molestie, violenza familiare o stalking. I narcisisti credono di stare al di sopra della legge e di poter agire con poteri illimitati nella vita degli altri. Quando si ha a che vedere con disturbati bisogna dimenticare se si tratta di legami familiari o meno, non fa differenza e non bisogna guardare in faccia a nessuno, solo proteggersi.

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      1. bravissimo(a)- è quello che penso anche io – infatti sto stron.zo lo ripete di continuo ” la legge è una barzelletta ” – ora, non voglio fare il duro da tastiera e chiacchiere inutili vediamo se una bella denuncia in procura è una barzelletta, vedremo – ma la denuncia includerà violenza familiare, falsificazione di firme, sottrazione del patrimonio, aggressione etc. etc. – vediamo se questa legge è davvero una barzelletta

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    3. Sottrarre soldi falsificando firme, aggressioni fisiche o minacce all’incolumità o alla tranquillità come affermare di venire a controllarti a casa, con annessa accusa di pazzia, sono tutti reati pesanti, altro che barzelletta! Con una situazione così grave, tutelarti legalmente é il minimo. Il punto é che il narcisista vive in un mondo parallelo in cui é onnipotente e al di sopra di ogni legge o regola, proprio perché hanno un disturbo, ma nella realtà le cose sono ben diverse. Loro non hanno alcun potere finché qualcuno non glielo concede, per questo vanno arginati anche legalmente in caso di minaccia personale o economica, oltre che a livello emotivo. Quando levi loro il potere di fare ciò che vogliono, e tagli i mezzi a disposizione per ricattare, la boria sparisce pian piano.

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      1. Avrei dovuto fare questo già parecchi anni fa, ma per far stare il più possibile tranquilla Mamma ho sempre evitato.
        Cara/o Cling so benissimo che sono reati gravi e lo sa anche l’avvocato e lo sa anche la legge, altro che barzelletta.
        Questo non viene a casa, io purtroppo ci vivo insieme, pensa di poter fare quello che vuole da anni.
        Non gli do tregua credimi

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      2. Se denunci e resti a casa la tua incolumità è a rischio, parliamoci chiaro. Possiamo fare tutti i discorsi del mondo, ma sei in una posizione troppo vulnerabile e dipendente. Non credo che reagirà ‘bene’ a una denuncia fatta da una persona che ha sopraffatto per tutta la vita. Basta fare un paragone con i mariti violenti quando ricevono la denuncia della consorte/convivente: diventano ancora più cattivi. Tu sei in questa posizione, anche se sei un fratello, non una moglie o compagna maltrattata. Psicologicamente, però, il dolore è identico. Quindi, prima la logistica e poi la denuncia. Allontanarlo da casa senza prove concrete delle sue azioni nei tuoi confronti è impossibile. Per azioni intendo violenza fisica, perché purtroppo in questura la violenza psicologica è raramente considerata… Mi hai chiesto in un commento come fare per sopportare le azioni malvagie del tuo fratello, il suo umore altalenante… ecco, io non credo alla possibilità di conviverci serenamente con una persona squilibrata, a maggior ragione se narcisista patologica o psicopatica. Il prezzo da pagare è troppo salato e prima o poi bucano ogni muro difensivo la vittima abbia eretto. La conseguenza dell’immunizzazione totale alle loro azioni quotidiane deleterie per la tua psiche è il congelamento dei tuoi sentimenti, l’anestesia totale. Potresti mettere in atto la tecnica del sasso grigio, ma diventeresti una sorta di morto vivente. Non funziona la comunicazione assertiva e né la contro manipolazione con queste persone. Quando si tratta di ambiente di lavoro, in cui la vittima comunque può respirare alla fine della giornata perché se ne va a casa, consiglio una tecnica chiamata ‘bolla di sapone’. Pensa a una bellissima bolla di sapone, enorme, profumata di bucato e multicolore. Una bolla che ti può ospitare dentro e proteggerti dalla cattiveria del manipolatore. Ecco, quando lui comincia a ‘dare di matto’ mettiti con il pensiero dentro la tua bolla. Ci vuole un grande sforzo di immaginazione ma a forza di farlo avvertirai i suoni ambientali (le sue imprecazioni) sempre più ovattati e lontani, come se non ti riguardassero. Anche quando si avvicina da te la cosa non ti tocca, perché la bolla elastica ti protegge da ogni male. L’hai creata tu: ti avvolge, ti fa sentire pulito e ti rallegra. Oltre la tua bolla c’è il grigiore e le maldicenze, ma tutto ciò non ti tocca. Il tuo mondo è un’altro. I bambini fanno questo tipo di dissociazione tutto il tempo, fanno un ampio uso della fantasia per evitare situazioni sgradevoli o che provocano in loro un dolore. Attenzione, però: si tratta di una soluzione MOMENTANEA. Se vorrai farne uso di questa tecnica sappi che è una misura palliativa che non risolve il problema di fondo, anche perché tuo fratello comunque proverà a bucarti la bolla con mille aghi… Abbracci.

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      3. Claudileia, vorrei aggiungere solo una cosa, e non certo per contraddirti, le tue analisi sono sempre perfette : sarai d’accordo che arriva un momento in cui questi stron.zi vigliacchi vanno affrontati – ok al momento non posso spostarmi, ma questo non significa che debba continuare a subire o sbaglio ?
        Inoltre potrebbe continuare a fare minacce anche se mi sposto, anzi potrebbero anche aumentare.
        Io con una denuncia o segnalazione o diffida, voglio mettere nero su bianco, creare un precedente, per fare in modo che tutto ciò che accade dopo si vada ad aggiungere a questo. Ho capito perfettamente con chi ho a che fare, lui e l’altro fratello, due infami narcisisti patologici, ognuno a modo suo. Ma non sono invincibili come vogliono far credere.
        La mia consapevolezza aumenta di giorno in giorno, grazie a tutti questi post che sto leggendo. E’ chiaro che il tutto va studiato per bene, senza impulso.
        Ma è ora che inizio a restituirgli un po di calci indietro. E’ una guerra persa ? Può darsi, se rimango qui in silenzio a subire e subire è lo stesso, Se me ne vado senza aver risolto nulla è lo stesso, non vedo differenza. Poi sappiamo che da un giorno all’altro le cose cambiano, gli girerà sempre tutto bene ?
        Io sto in agguato e aspetto.
        Ripeto il mio mantra : non gli do tregua 🙂

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      4. Massimo sai quante volte ho desiderato che pagasse per ciò che mi ha fatto e quanto ancora vorrei che la vita gli mostrasse il conto… chissà se prima o poi saranno puniti dalla loro stessa cattiveria e dal loro sentirsi al di sopra di ogni regola.
        Oppure da qualcuno che a differenza nostra non si limiterà solo a soffrire in silenzio…lo spero
        Un abbraccio

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      5. Caro Massimo, se non sei nella condizione di andartene ma non puoi più sopportare gli abusi, e soprattutto reputi che, rimanendo senza reagire, tali abusi si intensifichino, secondo me l’importante è che tu sia sicuro di non perdere il lume della ragione nel caso in cui incrudelisse per la tua denuncia, cosa molto probabile che almeno inizialmente accada, come ha detto Claudileia.
        Perciò, prima di agire, valuta bene te stesso, e non loro due, che possiamo prevedere come agiranno (e, da np, non staranno fermi come prima reazione, ci puoi giurare). Valuta cioè la tua capacità di resistenza nella nuova situazione. Perché se reagisci a degli attacchi intensificati, anche provocatoriamente fisici, la cosa si complicherebbe anche a livello legale.
        La tua stanchezza di subire è sacrosanta, ma fai attenzione a non complicarti la situazione più di quanto già non sia…

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      6. Si Blume cara, è tutto chiarissimo.
        Questi individui si basano anche su tutti questi timori e queste preoccupazioni per continuare indisturbati – è andato fuorilegge varie volte, ha messo firme mie false, io gli devo rompere il cu#o, penso è chiaro il concetto.
        Ma più di tutto è ciò che ha subito mia Mamma, quello non lo dimentico.

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      7. Caro Massimo, la mia più che altro è una preoccupazione per le conseguenze di fare una denuncia restando sotto lo stesso tetto. Non ho dubbi che bisogna lottare con tutte le armi per far valere i nostri diritti, ma bisogna fare attenzione per non finire in uno stato di allerta costante in cui dovrai chiuderti a chiavi in camera ogni sera. Non ho capito cosa intendi per ‘risolvere’… vuol dire buttarlo fuori di casa? Considera che hai quasi tutti i parenti contro di te e che quando sapranno che hai denunciato tuo fratello chiameranno pure Papa Francesco per darti addosso. Ossia: ci vogliono nervi di acciaio per denunciare una persona e restare nella stessa casa. Il mio non è un consiglio, figurati, ma un monito.

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      8. Claudileia x risolvere intendo :
        togliergli la macchina intestata a me, firme false messe da lui. Fargli pagare le multe.
        Capire dove sono finiti tutti i nostri soldi e quanti debiti abbiamo.
        Non gettarlo fuori, è anche casa sua come potrei.
        Deve abbassare la cresta – ogni volta che sbaglia da ora non rispondo più con scenate, chiamo l’avvocato e si procede – deve capire che sui lui da fastidio io faccio altrettanto.
        Ma principalmente, lo ignorerò totalmente, perché questa è la cosa migliore. Alla fine dovrà rimanere solo lui a sbattere testa e muro, è questo il mio obiettivo. Tanto l’ho capito che anche fargli guerra è una gioia per ste persone, è chiarissimo. Deve restare lui e i suoi stupidi dispetti

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    4. Massimo, é corretto la figura narcisista per anni arriva a fare veramente ciò che vuole ma spesso solo perché trova strade spianate e troppa permissività o accondiscendenza. Hanno potere solo perché qualcuno glielo ha dato! Per questo vanno arginati. Noi in famiglia abbiamo l’esempio eclatante di mia cognata, ha fatto il bello e il cattivo tempo finché mio fratello ha messo il buonismo da parte e ha messo paletti legali, ne sappiamo qualcosa. Ci stava scialacquando il patrimonio oltre alla prostrazione del nostro familiare e di noi tutti. Quando si leva loro il potere pezzo per pezzo, con gli strumenti appositi -legali economici e personali- perdono ogni boria e pretesa in modo inesorabile, provare per credere.

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      1. Cara Cling le tue analisi sono centrate : io con questo stron.zo ci vivo insieme e quindi devo fare attenzione come consigliano Claudileia e gli altri. E’ appoggiato dall’altro fratello, fanno forza su questo. Chissà cosa avranno raccontato in giro oppure agli altri parenti, ma non mi interessa, non funziona.
        La situazione mi è molto chiara.
        Sto in agguato e aspetto il momento propizio per fargli una denuncia con i fiocchi.

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  23. Spero Spirito Libero, ho paura. In passato non mi ha mai fatto male in maniera importante. Dico questo perché mi ha raccontato di un episodio di una donna sua datrice di lavoro che gli aveva negato una certa cosa (sempre attinente al lavoro) e lui l’aveva minacciata di rivelare al marito di lei una relazione extraconiugale di cui lui era conoscenza (che lei gli aveva confidato). Ho sempre avuto il sospetto che fosse lui il suo amante. Questo episodio mi aveva fatto riflettere. Come si può arrivare a tanto? Sono a pezzi anche per aver consegnato la mia vita ad un soggetto del genere e sopratutto la cosa che mi fa più paura e quando arriverà il momento del dolore lancinante che si avverte quando si hanno più contatti. Grazie a tutti! Siete preziosi

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    1. Si, Aria, si sente un dolore lancinante, più che altro un senso di vuoto secondo me, il nostro vuoto, speculare al loro, che tentiamo di riempire con l’amore consegnato nelle braccia sbagliate.
      È supplizio.
      Ma dopo non si può che risalire. Questa è una certezza. Come ho letto da qualche parte, sempre a proposito di np: “meglio una fine dolorosa o un dolore senza fine?”.

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      1. Anche se arriva Aria ..fa male, molto ma lo supererai.con tutti i mezzi che riterrai.opportuno…Non ti nego che il dolore lo sentirai ma ti riprendersi la tua vita. Qualunque essa sia…Non sarai divorata ..perché e questo che succede a lungo andare..

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    2. Anche se arriva Aria ..fa male, molto ma lo supererai.con tutti i mezzi che riterrai.opportuno…Non ti nego che il dolore lo sentirai ma ti riprendersi la tua vita. Qualunque essa sia…Non sarai divorata ..perché e questo che succede a lungo andare..

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    1. Cara Aria, si…si sta male anche dopo ma poi come dice Blume si risale piano piano.
      Io ho provato sulla mia pelle i postumi della fine, pur da me voluta… ho iniziato a rimuginare, a sentirmi una fallita, una che non merita di essere la donna ufficiale ma solo una ruota di scorta, vederlo fidanzarsi felicemente con una persona che da lui ha tutto mentre a me sono state date briciole e alla fine anche prese per i fondelli. Ti senti uno schifo e l’ultima donna sulla faccia della terra. È il loro scopo farti sentire così.
      Ma la buona notizia è che ad un certo punto il tuo silenzio gli pesa. Non cercarli più gli pesa. Non essere più sotto il loro controllo li sorprende. Non te lo faranno mai capire ma per loro averti persa é una sconfitta ancora più grande.
      La mia più grande soddisfazione un mese fa é stato quando np1 ha provato un riaggancio “in amicizia” (primo passo strategico per cercare di riprendermi nella sua rete) ….l’ho lasciato senza risposta al suo ultimo messaggio..appeso al nulla come tante volte lui aveva lasciato me. Non gli ho permesso di ricominciare gli abusi.
      Ecco.. quando poi accade questo, finalmente senti che hai ripreso in mano il timone. E la vita riprende, finalmente.
      Un abbraccio

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      1. Mi sono ricordata di un particolare del primo n.p. . Avevo deciso di chiudere dopo anni di chiusure sue e poi riagganci. Quella sera mi scrisse uno dei mille messaggi su w.a. Io non l ho mai aperto e l ho bloccato per sempre da quella sera. Ancora ora non so cosa c era scritto ..ma immagino lui che se non rispondevo entro 30 secondi. Era già in panico. Perché non aveva il controllo. Ma poi non so se davvero gli infliggiamo tanti dolore. Sono macchine da guerra. Però io mi sono protetta anche all epoca . Il secondo proprio non ci voleva. Due in una vita mi sembrano troppi…

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      2. Cara Mirna, di sicuro loro sono macchine da guerra ma fidati che perdere una preda che decide di non stare più al loro gioco (e non per loro iniziativa) è un bello smacco. Certo nulla rispetto a quello che abbiamo patito noi per loro. Loro al massimo si infastidiacono perché li costringiamo alla seccatura di trovarsene un’altra. Lo avrebbero fatto comunque eh, ma almeno ora sanno che non possono più usare noi. Si….uno basta e avanza… due sono decisamente troppi.
        Un abbraccio

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      3. Io ho dei seri dubbi che provino tutto questo fastidio, forse accade solo se scappi quando non se lo aspettano ma dopo innumerevoli tira e molla, come nel mio caso e di tanti di voi, credo che se ne infischi che non mi vede e parla più, tanto aveva sicuramente già la scorta che è ciò che importa loro.
        Preferisco non focalizzarmi su questo pensiero, mi sembra sempre un modo incoscio della nostra mente per vedere in loro un qualcosa che dimostri che gli è importato di noi. Scusate il pensiero macchiavellico ma il mio obiettivo è riuscire a stare bene io e se a lui gli rode o no non dev’essere questo il motore della mia resilienza.
        Abbracci a tutti

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      4. Cara Alma, è così. Possono provare un momentaneo fastidio per il fatto che sei uscita dal girone, ma più di tanto non si soffermano quando capiscono che non riescono più a venderti le loro bugie. La necessità di avere a disposizione qualcuno che creda a TUTTE le menzogne che vendono porta a questo disinteresse: se ti sei impegnata per farli ‘crescere’ non sei più desiderabile, sei una sorta di virago. Desiderabili sono le ‘ingenue’ che nulla sanno sul narcisismo e sull’inferno al quale vanno incontro nel giro di poco. Vogliono la leggerezza e l’assoluta devozione e disponibilità. La voglia di investire tutte le loro pseudo energie nella nuova preda fa il resto. Possono anche avvertire una certa curiosità su cosa stai combinando dalla vita dopo la fine, ma questa curiosità è fugace, sopratutto quando hanno la convinzione di averti lasciata a terra. Diventi un giocattolo rotto e basta. Il guaio grosso è per le prede fuggiasche che hanno ancora delle risorse da succhiare perché subentra il desiderio di distruggerle, sterilizzarle, denigrarle e annientarle prima che trovino un’altra persona alla quale possano dare tutto il loro amore. Sono queste ad essere maggiormente a rischio quando parliamo di stalker. La convinzione di averti totalmente annientata li fa sentirsi ‘leggeri’. Significa che non avrai le forze nemmeno per alzarti dal letto per dar fastidio. Inconsciamente non auspicano la tua morte, perché sono assolutamente convinti di avertela data. Siccome ‘morto un papa se ne fa un’altro’, vanno avanti per la loro strada come se niente fosse. Abbracci a te e buona domenica!

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      5. La convinzione di averti annientata…

        Ma è una loro convinzione e non una certezza.
        Il mio np sa di avermi lasciata incazzata, offesa, ma non annientata, stramazzata.
        È una convinzione che gli serve per andare avanti? Per poter dirigere le energie sulla prossima preda?
        Per potersi sentire “vincitore”?
        Noi non abbiamo amici in comune, di me non sa in che stato sono, cosa faccio e chi frequento.
        Negli ultimi ritorni non mi ha trovata sull’orlo del suicidio, anzi, mi ha ritrovata più risoluta che mai, mi ha ritrovata sì, vero ancora emotivamente debole,ma nello stato di ” mi manchi ma lontano da te vivo lo stesso” e per questo mi è chiaro il perché è stato cosi crudele come non lo era mai stato.
        Questa loro convinzione può essere la salvezza delle prede che vanno in no contact? Non direi dato che ci riprovano anche con chi impone questo stato.
        Poi è vero che prima o poi, per forza, con le ex chiudono definitivamente, ma per l’evoluzione delle vittime e non perché morto un papa se ne fa un altro, temo che se dipendesse solo da loro, saremmo sempre reinserire nell’ingranaggio.
        Buona domenica a tutti

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      6. Quando hanno portato le loro vittime sull’orlo del suicidio non tornano. In tutti questi anni di ricerca ho potuto costatare che temono le azioni di una vittima fortemente depressa. Odierebbero dover prendersi cura della persona che hanno danneggiato, ecco perché se ne vanno in via definitiva. Dopodiché temono che le le azioni di una persona ‘fuori controllo’, una che minaccia il suicidio a causa dei loro misfatti, possa turbare la quiete della loro vita familiare (nel caso in cui siano sposati) o spaventare la nuova preda. Vogliono l’annientamento dell’altro, lo cercano con avidità attraverso tutte le tecniche che abbiamo esaustivamente visto qui MA quando costatano che tutte queste tecniche hanno funzionato alla perfezione si danno per soddisfatti e scappano a gambe levate. Magari chiudessero esclusivamente perché ‘comprendono’ che è la vittima a non volerli più. Anzi, in questi casi non chiudono mai. L’intercambiabilità umana, tipica di questo disturbo, comporta che vadano avanti per la loro strada imperturbabili, ma coltivando tutti gli ‘oggetti’ che possano servire. Ribadisco: quando si convincono della tua morte psichica non ritornano per nessun motivo al mondo. Non hanno l’energia per prendersi carico di nessuno. Ogni ritorno che fanno verso una persona depressa e amareggiata è solo per costatare che è ancora viva, non per ripescarla.

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      7. Carissima Claudileia,
        queste due ultime risposte che hai dato me le stampo così da andarmele a rileggere tutte le volte in cui vacillo.
        Se cerchi di aiutarli a crescere, se cerchi di instaurare una relazione autentica e tra pari nella quale ci sia spazio e rispetto per entrambi dai loro un enorme fastidio, col tempo ti odieranno per questo e saboteranno da dentro la relazione. Vogliono l’assoluta “assenza cerebrale” e la “sordità emotiva” dell’altro.
        Quando poi iniziano l’opera di distruzione la devono portare fino alla fine, fino al totale annientamento dell’altro. Sapere che sei distrutta per loro, che soffri come un cane per loro, che non dormi la notte, che anche il tuo fisico ne risente è energia vitale per loro. Solo allora ti lasceranno stare ma semplicemente perché nella loro mente sei da buttare, non hai più niente da dare, perché ti hanno tolto tutto. A quel punto avanti tutta come se niente fosse e addirittura con un certo grado di vittimismo. Quindi dobbiamo pregare che ci vedano come dei cadaveri dopo averci torturato per mesi/anni?!?! Totale degenerazione dell’essere umano. Nessuna persona normale trae soddisfazione dal dolore altrui. Nessuna!

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      8. E’ proprio così, cara Mirò. Ahimè, pensa alle iene che mangiano carne putrefatta per campare. Loro tornano per costatare di averti depredato da ogni energia vitale e che sei pronta per essere fagocitata. Cos’è la tecnica del sasso grigio? Non è fingersi morti? Una persona morta non ha niente da dare, giusto? Perché inseguirla? Fingersi morti è sempre stato un meccanismo di difesa e se questa ‘morte’ è provocata da loro, allora perché restare a vegliare un cadavere? Quindi, fatto il lavoro per bene ‘adios, muchacha’.

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      9. Hai ragione Claudileia, è disumano ma è proprio ciò che fanno e io non posso che testimoniare che è così.
        Grazie per l’aiuto che mi dai.
        Un abbraccio

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      10. Concordo, certo gli rode ma, a differenza di noi, sanno farsela passare in fretta. Del resto, è proprio una caratteristica del disturbo quella di vivere a compartimenti separati, rimuovere le emozioni e i sentimenti verso gli altri: come non possono amare, non possono veramente soffrire a causa di un altro. Quindi, gli rode ma non si struggono. Inoltre, sanno eliminare dalla loro testa il pensiero di chiunque, orientandosi verso altro e vivendo tranquillamente la loro vita da sciacalli. Però l’incazzatura, nel fondo, rimane, e quando per qualche motivo il loro pensiero si focalizza su di noi (perché ci hanno visto, perché casualmente qualcuno in loro presenza ha nominato noi o il nostro nome, perché l’occhio gli è andato su una nostra foto o un oggetto nostro, cose così), risale. La collera è persistente. Se non sei più in relazione con loro, la loro collera persistente come la spieghiamo? Solo con il fatto che dentro di fondo rode loro. Questo non significa che pensano a te tutto il giorno incolleriti, altrimenti sarebbero normali!
        Quindi, Alma, nessuna illusione, nessuno di noi è stato importante per loro, né quelli che sono stati scelti per essere presi in giro e illusi per puro gusto sadico (e spesso vengono mantenuti nel limbo degli amici), né quelli che hanno rischiato di piacere loro di più (almeno agli inizi, e vengono scartati ed evitati): è tutto un attimo, per loro, dopodiché tutti quanti nel medesimo cesso e via verso nuove esaltanti avventure che facciano loro scordare che la vita, quella vera, scorre altrove.
        Poiché non sanno sedimentare nessun sentimento, né positivo né negativo, è chiaro che non dobbiamo immaginarceli costanti in nulla, e la nostra resilienza non può certo dipendere da loro.
        Staremo bene quando i nostri sentimenti e le nostre emozioni non saranno più in alcun modo legati a loro, quando sentiremo il nostro stato emotivo solo nostro, senza preoccuparci che sia troppo o per nulla determinato da loro. Staremo veramente bene quando non sentiremo più l’esigenza, alle 9 di domenica mattina, di parlare ancora di loro…
        Buona domenica a tutti/e. Che farete oggi?

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  24. La rabbia di parlare con un parente o qualcun altro, che non capiscono assolutamente cos’hai in casa, nonostante tu gliel’hai spiegato tante volte. Nulla da fare

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    1. Caro Massimo, non è facile da capire una cosa così per chi non ha vissuto direttamente i loro comportamenti. All’esterno si presentano bravi. Da fuori, si vede che tu sei incazzato e loro sono calmi calmi, la realtà sembra rovesciata, e in genere le persone normali credono a quel che vedono, è anche logico così. I pazzi sembriamo noi che accusiamo di nefandezze assurde gente così placida!
      Faccio l’esempio di mia sorella. Disturbata forte, maligna, una che è stata capace di ridurre la figlia a uno stato di prostrazione indicilbile e sull’orlo del suicidio, manipolatrice, abilissima (io oggi come oggi penso che sia proprio np), eppure in famiglia è sempre passata per una vittima! Mi detesta, anche perché negli anni ho cercato di stare vicina a mia nipote, di costituire per lei un punto di riferimento, e in famiglia mi fa passare per una insensibile! Ha detestato l’ex marito (gli ha detto di andarsene non appena incinta, che lo aveva utilizzato solo per fare un figlio), una pasta d’uomo che lei ha ridotto al lumicino, eppure in famiglia tutti a ritenere lui uno stronzo e lei una sua vittima! Poverina, è tanto sfortunata, le è capitata una figlia distruttiva e un marito imbecille… Di questo ha convinto tutti. Tranne me, e infatti mi detesta. Negli ultimi anni ho avuto delle soddisfazioni, nel senso che sono riuscita a convincere la terza sorella, più piccola di noi, che non sta bene, e a porsi protettivamente nei confronti della nipote, abbiamo fatto in modo che recuperasse un rapporto col padre allontanato, a un certo punto (nel mezzo del dramma della ragazza, che sbandatissima si era data alle droghe pesanti) ci siamo risolte ad andare noi due al tribunale dei minori e a chiedere di toglierle la potestà genitoriale… Mia nipote ora sta meglio anche per il nostro intervento, ma in famiglia lei np rimane la vittima della vita sfortunata e, soprattutto io, la cattiva che ce l’ha sempre con.lei…

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      1. E stiamo bene anche a famiglie. Bume…ora e sempre di più mi spiego tante cose…sulla mia famiglia. Buona domenica a tutti . Oggi fatto 3 torte . Una diversa dall altra. O non cucino mai. O quando mi viene l estro divento Gordon Russel.😂😂😂

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      2. Cara Blume veramente assurdo – ancora più assurdo che mia zia ha assistito alle sue sfuriate pazzesche. Ma loro comunque mi aiutano, hanno capito che questo non ragiona.
        Veramente tosta questa storia che mi racconti, è incredibile i danni che riescono a fare queste esseri, ormai mi è chiarissimo. Ho capito che sono disturbati e basta, tipo stron.zi assoluti che non cambiano mai, ed ho capito che la legge deve intervenire per forza ad un certo punto, e che più fail brvo e cerchi di capire più ti schiacciano – è tutto chiaro

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  25. Blume hai spiegato molto bene quello che volevo dire riguardo alla rabbia dei narcisisti nel momento in cui capiscono di aver perso una preda. Fermo restando che la loro rabbia é circoscritta e non ha certo la stessa valenza del nostro dolore, io credo che il semplice fatto che dopo una chiusura, nostra o loro, il loro CONTINUINO volerci manipolare più o meno direttamente, con triangilazioni o eventuali cucù “esploraticlvi” o tentativi di hoovering dilazionati nel tempo, dimostra in modo inequivicabile che i veri dipendenti da questi teatrini sono proprio loro e non noi (nel momento in cui decidiamo di non parteciparvi più).
    A me questa prospettiva ha dato molta forza, e non si tratta di voler indulgere nel piacere di sapere che si rodono, ma proprio la constatazione che loro provano effettivamente una certa rabbia nel non poter più disporre di una preda.
    Ovviamente la cosa li tange solo in minima parte, ovviamente ci hanno già ampiamente sostituite e già lo facevano mentre avevamo a che fare con loro, tuttavia è innegabile che il nostro no contact ha effetti importanti e significativii: è un gesto ATTIVO di indipendenza e non una triste resa.
    Ovviamente a me della loro nuova vita non interessa niente, ma mi importa che se cercano di rifarsi vivi abbiano ben chiaro che non sono più disponibile e se questo li infastidisce peggio per loro 😊

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    1. Sì, come spiegato anche nell’articolo sulla rabbia (di un terapeuta, peraltro narcisista dichiarato lui stesso: come faccia ad essere terapeuta, io mi chiedo, lo sa solo lui…), questa emozione è quella che caratterizza principalmente np. Di fondo sono incazzati col mondo intero (che o si mostra troppo debole e li fa annoiare, o si mostra troppo forte e non li fa divertire), cioè in realtà sono incazzati verso se stessi pure se non.lo sanno e si idolatrano: nel fondo, non si accettano, vorrebbero essere diversi da come sono, inseguono standard impossibili, di fuori ls maschera dell’onnipotenza, di dentro il tarlo dell’impotenza, e fanno pagare agli altri il.prezzo di tutto questo casino interiore. Possono stare solo nel teatro di cui debbono sentirsi registi assoluti perché, altrimenti, nel confronto reale dovrebbero mettere in campo solo debolezza. Ce li immaginiamo come vincenti, perché vendono questa immagine, felici nelle nuove avventure, realizzati, mentre noi stiamo qui a leccarci le ferite, e rosichiamo per questo, ma in realtà non è nemmeno così. Quando i riflettori si spengono, arriva per loro il non senso, il vuoto, da riempire subito, compulsivamente, con qualcosa in cui specchiarsi positivamente. Questa loro condizione la spiega bene Giancarlo Dimaggio: “sentirsi oscillare tra essere un dio e cadere nel baratro. Decidere di spegnersi, per non sentire il vento freddo che sferza quando gli altri smettono di ammirarti.”. L’esperienza di questo sedicente supereroe è in verità “un’esperienza di vuoto, annichilimento, fragilità, terrore primordiale, mancanza di senso, spegnimento, piattezza, noia, inanimazione, inconsistenza. […]. È la malattia di chi, alla fine della giornata, si svela per quella che è: corrosiva, immutata, inaccessibile”. E ancora: “queste persone capaci di maciullarti la stima cone un caterpillar, vivono sotto la legge di un tiranno interno che detta le loro azioni. Agiscono sfidando un giudice interno che li giudica giorno dopo giorno colpevoli. O incapaci. E loro un giorno si sottomettono, si rassegnano, un giorno si ribellano, reagiscono e sfidano gli dei carichi di livore, orgoglio e rabbia. E da quella sfida con un dio feroce e punitivo non escono mai. O meglio, ne escono. Di tanto in tanto. Per entrare nel limbo, in una terra di mezzo, in uno stato di animazione sospesa in cui niente esiste davvero, in cui la vita scorre schermata da un foglio di plastica trasparente, ma non lo fora mai e non arriva a toccarli. L’uscita dalla sfida col dio tirannico è lo spegninento. Niente di divertente, cioè. E così si scopre un altro aspetto di np. La passività. Finché combatte, compete, sfida e, possibilmente, vince – o perde, e allora accusa gli altri di aver truccato i dadi – è vivo, attivo, energico. Appena si rompe il meccanismo, stop. Si spegne il motore. […]. Non cercate i narcisisti dove sono accesi i riflettori. La realtà è che essere affetti da questa malattia mina la capacità di realizzarsi o, al meglio, di godere di quello che si è costruito”.
      Dimaggio è un terapeuta serio, con esperienza sul campo. Per me, inquadra bene la condizione del disturbo. Sono dei poveracci incapaci di vivere e necessitanti di drammi e teatro per non spegnersi.

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      1. Credo che ognuno di noi è libero di avvalersi delle fonti che meglio crede. Io, per esempio, sono favorevole alla nascita di ogni sorta di blog su questo argomento, perché la condivisione delle fonti è essenziale alla crescita di ognuno di noi. Non comprendo alcuni commentari malevoli e certi tentativi di screditare questo o quello. Condivido e traduco ogni cosa ritengo sia utile, del resto ognuno è libero di mettere in atto le proprie conoscenze nello spirito dell’aiuto aiuto.

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      2. Scusami Claudileia, non volevo screditare l’articolo sulla rabbia né la tua scelta di pubblicarlo, tra l’altro lo trovo m o lto esaustivo, era solo una nota a margine (il dubbio che persone che si autodefiniscono np possano avere tale consapevolezza di sé, come nel caso di Tudor), ma io stessa ho letto altri articoli dello stesso autore e li ho trovati seri e utilissimi. La mia non era una critica e mi spiace se così può essere stata intesa.
        Un abbraccio.

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      3. Scusami se sono sembrata ‘aspra’. Non era la mia intenzione, figurati. Ho letto alcuni articoli di Tudor molto validi, ma siccome non si sa bene chi è ho deciso di non pubblicarli qui. La scelta è ricaduta su Vaknin perché comunque è uno studioso, tutto qui. Abbracci a te.

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      4. Proprio così…non capaci di godersi nulla, e ovviamente vogliono che nemmeno tu possa goderti le vita…ecco perché lasciarli nel loro brodo provoca loro rabbia e risentimento.

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      5. Non lo so Blume…io invece penso che questo disturbo se così vogliamo chiamarlo ..tocchi tutti i ceti sociali e secondo me molti li trovi dove ce molto successo e per anni passano inosservati. Non sono molto d’accordo sui poveracci , perdenti ecc ecc ,e troppo riduttivo dividere la società in questo modo, invece c è una grande amalgamazione..Non li catalogherei così facilmente in un ruolo e in uno spazio così preciso. Poi magari e solo una mia idea, ma è un fenomeno che secondo me crescerà ed è difficile dire ..faranno,diranno, ecc ecc. Sappiamo che ci sono e già molto direi.

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  26. Oggi mi sono alzata con la rabbia ma anche con un senso di tristezza. Penso sempre a come avrei potuto fare per evitare la situazione di venerdì. Gli Avrei dovuto, avrei potuto si affastellano nella testa…scusate lo sfogo

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    1. Respingili. Nella certezza che non c’è alcuna chiave vincente, con loro. Qualsiasi cosa, non serve. Se è rispetto a te stessa, è altro discorso, ma PERDONATI, perché te lo meriti. Il tuo perdono, non la loro cattiveria.

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    2. Non scusarti, cara Aria. Qui non funziona così. Ho capito che non te la senti ancora di iniziare il contatto zero. Purtroppo, come ribadito molte volte, finché questa decisione non parte dovrai affrontare infinite volte questo stato. Il contatto zero non ti dà il sollievo immediato, ma garantisce l’immunità da questo tipo di disperazione e angoscia. Mentre sei a disposizione di questo soggetto il tuo potenziale di crescita resta al vaglio della sua approvazione o disapprovazione. Hai dato a questa persona più importanza di quanto dai a te stessa e illudersi di riuscire a controllare le tue emozioni ogniqualvolta lui si faccia vivo è deleterio per te. Il nostro cervello va nutrito con stimoli rinvigorenti, non con l’ansia di un ipotetico contatto tossico ogni morte di papa. E se il cervello è nostro, siamo noi a comandarlo. Credere di uscire da uno stato di prostrazione o di rabbia mantenendo il cordone ombelicale con la fonte tossica non può che essere controproducente per la guarigione. Se il contatto zero non è assolutamente contemplato e se hai già capito che è una persona distruttiva per te, chiediti se questo filo virtuale che ti lega a lui non ti stia deviando della via dell’amor proprio, non ti stia distraendo del duro lavoro che hai da fare per te stessa. L’immagine che hai di te stessa vale più delle idee che si fanno gli altri. Ma se non fai alcuno sforzo o investimento in te stessa, l’immagine che avrai della tua persona sarà perennemente impoverita e debole, soggetta alle azioni o all’inazione di qualcun’altro. Tu puoi fare del tuo presente quello che vuoi: se vuoi restare in attesa di una chiamata o immergerti nella vasca, cospargerti il corpo di crema, prepararti un buon te o leggere un bel libro è sempre una scelta tua. Il narcisista è là, con la sua vita di sempre. Può sembrarti una roccia ma, come ci insegna Wayne Dyer “se osservi attentamente al microscopio un pezzo di roccia, noterai che non cambia. Ma se, sempre al microscopio, osservi un pezzo di corallo, scoprirai che cresce e muta. In conclusione, il corallo è vivo; la roccia è morta. Come si distingue un fiore vivo da uno morto? E’ vivo quello che cresce. L’unica prova della vita è la crescita. Ciò è vero anche nella sfera psicologica. Se cresci, sei vivo.”. Non essere roccia, cara Aria. Sii corallo. Un abbraccio grande e buona domenica.

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    1. Cara Aria, se questa commozione nasce dal tuo reale desiderio di prenderti cura di te non posso che esserne fiera. Quando a un bambino viene tagliato il cordone ombelicale c’è un pianto convulso, lo stesso vale per il primo respiro. A volte abbiamo paura della vita che ci tocca vivere con le nostre sole forze e quindi andiamo nel passato o verso il futuro alla ricerca di un po’ di evasione. Abbiamo paura dell’ARIA che quando per la prima volta entra nei nostri polmoni ci fa male e quindi preferiamo restare nel circuito chiuso che ben conosciamo per evitare ipotetici dolori maggiori. Il punto è che non esiste un dolore più grosso di quello che infliggiamo a noi stessi restando fermi in attesa che qualcuno decida della nostra sorte. Ecco perché quando il tempo passa ci accorgiamo di aver potuto far di più per noi stesse, se solo avessimo avuto più coraggio per scommettere nella nostra capacità di andare avanti con le nostre sole gambe.

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      1. Cara Claudileia non so se sono io che oggi sono in uno stato di maggior sensibilità, ma le tue risposte mi hanno commosso, soprattutto quest’ultima, mi sono salite le lacrime.
        Hai perfettamente ragione, è la paura della vita che ci tocca vivere con le nostre forze, io pensavo di esserci riuscita dopo la separazione invece sono ripiombata nello stesso identico meccanismo, anzi peggio, di chi non ce la fa da sola.
        Ciò che provo ora è il rifiuto. Il rifiuto di questo dolore sterile, crudele, ma non ho la certezza che non si ripeterà.
        Non ho raggiunto ancora l’accettazione di tutto questo e mi crea ansia, non so cosa mi devo aspettare, se mi devo aspettare ancora qualche mossa e se sarà, non so se saprò affrontarla nella maniera giusta.
        Pur sforzandomi di vedere questo mio attuale stato come una libertà riacquista, continuo a vedere la mia vita come un totale fallimento, non solo affettivo ma da ogni punto di vista.
        Grazie Claudileia, avere qui la possibilità di esprimere le proprie debolezze senza essere giudicate e, anzi, comprese è di grande aiuto.
        Un abbraccio

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      2. Alma non so se ti consola ma questa sensazione è comune a molte di noi e secondo me questo è uno dei problemi primari, i nostri vuoti, magari mi sbaglio ma sono quelli che abbiamo voluto colmare pensando che il principe azzurro ci potesse salvare invece. Sono in parte dei mostri travestiti da principi, e fare andare via quell immagine per noi è dura. Ci sembra di non esistere. Ci sembra un baratro, ancora ora di notte sogno di essere su un precipizio …O in un posto di pericolo e purtroppo,anche se meno di prima lo sogno ancora..nella confusione, nell incubo. Ciò vuol dire che il dolore ce e il vuoto pure.ma durante la giornata cerco di vivere ogni momento come fosse l ultimo godendo ora dopo ora tutti i miei stati di animo,anche quelli tristi, li lascio fluire. Perché penso sarebbe statO molto peggio di così a lungo andare. Baci a tutte

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      3. Alma, ha ragione Mirna, il problema sono i nostri vuoti, la mancanza di specchi, la necessità di validazione esterna, la sensazione di non valere, di non farcela da soli… Np hanno gli stessi vuoti, ma fanno presto a ricacciarli indietro: attraverso una corsa insensata di emozioni sempre nuove, diretti verso il nulla… Per noi dipendenti affettivi non è altrettanto facile: con il vuoto ci facciamo i conti, rimaniamo aggrappati alle persone per non sentirli. Ma non è amore. È dipendenza, è il vuoto che ci aspettiamo di riempire amando disperatamente, cercando di salvare qualcuno che riconosciamo come pelle della nostra pelle, ma che è solo il nostro virus…
        Conosciamo tutti queste terribili sensazioni. Non scambiamole per amore, però, non scambiamole per nulla altro che non sia la nostra incapacità di autoascoltarci, perdonarci, colmarci, volerci bene. Questo dobbiamo imparare a fare. Sembrano parole trite, insulse, senza senso, lo so. Ma non c’è altra strada che questa. Non c’è altra via di salvezza. Accettare che escano dalla nostra vita, affrontare il vuoto che ne consegue, e poi cominciare a vivere davvero, non di luce riflessa. Non come un narcisista.
        Un abbraccio.

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  27. Gia è questa continua sensazione di vuoto che ci pare impossibile colmare dalla sola nostra vita.
    Stanotte ho sognato np, non mi accadeva da un bel po’, ebbene nel sogno riusciva a ripescarmi. Chissà se bisogna darci una interpretazione.
    Forse sono solo stanca di sentirmi in questo stato di incertezza, e di sofferenza.
    Un abbraccio a voi.

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    1. Ragazze una delle cose che personalmente mi ha aiutata superare la sindrome post traumatica da narcisismo è stato convincermi del fatto che non vale la pena soffrire per qualcuno che in realta è un fantasma, che non ci ha mai amate sin dall’inizio e che sta benissimo senza cercarci e sapere come stiamo (oddio, se stia benissimo non lo so, ma non è un mio problema).
      Ovviamente provare abbattimento e senso di vuoto fa parte del percorso e ci vogliono dei tempi per smaltire il tutto, di sicuro non settimane e nemmeno pochi mesi, ma non bisogna nemmeno fare il gioco del narcisista, che ci vuole proprio cosi: addolorate, annientate, sofferenti. Ma anche no, giusto? Scusate…ma si meritano che ci roviniamo le giornate cosi? A ricordare quanto sono stati stronzi?
      Io forse ora sono in un a fase nuova, sicuramente ho ancora della strada da fare e non ne sono completamente fuori (mentalmente intendo, altrimenti non starei qui a parlarne ancora) ma francamente provo molto sollievo a non stare piu’ dentro quelle dinamiche, l’unica sensazione negativa che ancora resta è il rammarico per aver perso del tempo prezioso dietro a chi non lo meritava, quello si. Per il resto mi sento come se fossi fuori da una galera emotiva dove non potevo scegliere e decidere nulla, dove mi venivano imposti tempi e modi che non erano i miei.
      Sono cose che non si devono volere, punto. Un abbraccio

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      1. Ma anche io provo sollievo di essere uscita dalla sua traiettoria.
        Non sto rimpiangendo np sia ben chiaro, no ho più quel tipo di pensieri, ma oggi leggendo i post e soprattutto Claudileia mi ha toccato i nervi ancora scoperti.
        La mia sofferenza non è solo per np ma per tutto l’insieme della mia vita che è stata sempre un po’ ritrovare me stessa.
        Sono fuori dalla galera emotiva di np e ne sono felice, le mie giornate sono piene di interessi e nuove conoscenze, ho un figlio meraviglioso, ma i momenti di riflessione ci sono sempre, dipende anche dal vissuto di ognuno di noi.
        Un abbraccio a te

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      2. Anche io mi sento in una fase così come la tua, Spirito, dopo aver sperimentato il.vuoto, la dipendenza, la crisi di astinenza… Non voglio cantare vittoria, ma un qualcosa è scattato, almeno questo…

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      3. La sensazione buona è quella di sentire di nuovo la mia vita nelle mie mani e non più dipendente dalle apparizioni o sparizioni dei tizi….perché davvero mentre sei dentro la cosa ti condizionano di brutto….con np2 si era creato addirittura in me una specie di “orologio interno” per cui in determinati giorni agivo per essere disponibile nel caso lui decidesse di volermi vedere….rinunciavo ad andare in posti troppo lontani, a prendere impegni in certi orari ecc…assurdo….è una schiavitù mentale e per il carattere che ho io (non a caso mi sono data questo nome) tutti ciò era una violenza psicologica che io stessa mi infliggevo, con np1 invece cercavo di usare meno possibile sociale e whatsapp per cercare di dimostrargli che non ero una che stava sempre attaccata al pc o al telefono …. penso che ognuno di noi abbia sperimentato dei condizionamenti di vario tipo, ma a volte magari senza rendersene conto…
        Un abbraccio e buon inizio settimana a tutti 🌸

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      4. Sì, una sorta di schiavitù mentale, esattamente, soprattutto le energie tutte convogliate lì…
        Io mi sono risparmiata, in gran parte, questo strazio, perché il vedersi era scandito dalle milonghe di tango a cui seguiva il dopo, ma certo nei fine settimana mi rendevo libera, sapendo che sarebbe arrivata una sua tel per vedersi e stare da me tre giorni (che puntualmente arrivava). Questo ha implicato non organizzarmi mai per fare altro. Non ho mai detto di no a una sua richiesta di vedersi, anche arrivata all’ultimo. Ma non ho mai proposto io nulla, per non dargli la soddisfazione di dirmi di no o di darmi una buca, anche questo non è normale!
        Una volta che non sono andata a una milonga (non avevamo un appuntamento preciso, ci eravamo detti giorni prima che pensavamo di andarci), mi ha tenuto al telefono di notte per 3 ore rinfacciandomi di essere sleale (!), scomodando l’Amicizia e la Parola Data… e io a cercare di farlo ragionare… per 3 ore 3 di orologio, spuntava il sole quando la tel si è chiusa e sai come? Ha fatto finta di essersi addormentato, io ho continuato a parlare. Il giorno dopo mi domanda: come si è conclusa la tel ieri, ché non mi ricordo? E io: boh, tu ti sei addormentato, io ho continuato a parlare, se hai sentito bene, altrimenti è un problema tuo. Da non credere!
        Comunque, da quando è chiusa la relazione e soprattutto ha spostato la sua attenzione verso nuova fidanzata, piano piano va meglio. Oggi mi sento libera. Psicologicamente. Di non pensare esclusivamente a una persona, che detta il piano emotivo, non stare lì a interpretare in continuazione i suoi segni. Anche se resisti e respingi gli abusi, il loro Ego smisurato ti costringe a non muoverti dal pensiero di loro, anche solo per difenderti. Non è vita!

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      5. Vero Blume….commenterò meglio su queste cose sull’ultimo post di oggi di Claudileia. Hahaha che ridere la telefonata….ma non ci sono parole….
        In effetti anche io non chiedevo a np2 di vederci, memore delle prese per i fondelli di np1 che me la tirava lunga ogni volta, ma anche così non era meglio…alla fine ci si vedeva sempre e solo quando voleva lui, e così non va bene in un rapporto….bisogna che entrambi ci si metta d’accordo rispettando gli impegni e la vita dell’altro…ma loro non considerano minimamente la tua vita…sei solo un’estensione funzionale della loro.
        Se li fai attendere magari per tenerli un pò sulla corda, poi si vendicando in altro modo. Nel mio caso sparivano nel nulla per periodi variabili…salvo poi ricomparire “belli arzilli”.
        Si, non é vita e alla fine anche l’eventuale momento passionale viene vanificato da questi comportamenti manipolatori (e anche ridicoli…).
        Un abbraccio

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  28. Buongiorno Dr.ssa, questo tema, la rabbia dei/lle narcisisti/e, tocca ogni vittima nel suo profondo perché? per il fatto che siamo stati usati, dai narcisisti,/te come sacco da boxe, per sfogare la loro rabbia, complessi d’inferiorità e frustrazioni; oppure un canale di scarico delle loro sostanze tossiche. ma finche noi lo permettiamo al loro! Ovviamente, saremmo sempre la spugna che assorbe tutte le negatività, la malignità e l’aggressività gratuita. Noi abbiamo un limite, una dignità e una sensibilità che questi essere non possono nemmeno immaginare. Liberiamoci dal male, e spezziamo le catene. Buone feste a tutti/e
    Milziade

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    1. Caro Milziade, colgo la metafora delle spugne che per sensibilità e empatia assorbono la cattiveria altrui per dirti che possiamo rovesciare la situazione imparando a cogliere positività e resilienza dai fatti della vita che confermano il nostro valore, dal sorriso delle persone gentili che ci premiano nella nostra vita quotidiana, da coloro che ci stanno veramente vicini o da semplici conoscenti che ci trattano con educazione e rispetto. Proviamo ad assorbire anche il meglio che la vita ci offre perché è questo a fare la differenza tra vivere le feste con angoscia e malinconia o all’insegna della serenità interiore. Un abbraccio forte a te BUONE FESTE!

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  29. autodistruttive? qui sono le loro vittime ad autodistruggersi, non loro. mio Dio che disperazione…non meritavo la vita che ho fatto e nemmeno la fine che ho fatto

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