A proposito di anime gemelle, fiamme gemelle e compagni di cella

https://blog.melanietoniaevans.com/the-narcissist-soulmate-twin-flame-or-cell-mate/
Autrice: Melanie Tonia Evans, terapeuta australiana autrice di Breaking the Chains of Painful Love (2009); ideatrice di un programma terapeutico di ricupero per vittime di rapporti con soggetti narcisisti basato su diversi principi olistici e della medicina alternativa combinati
Trad. C. Lemes Dias

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Volevo molto scrivere questo articolo. Avvertivo che era doveroso farlo.

Così tante persone spiritualmente molto dotate hanno teorizzato su questo che non vedevo l’ora di scriverlo.

Devo dire che la confusione si diffonde all’infinito anche grazie alle domande che molti di voi si fanno quando riflettete sui vostri rapporti affettivi con soggetti narcisisti…

I narcisisti sarebbero “anime gemelle” con le quali eravamo destinati a stare ma non potevamo? O sarebbero “fiamme gemelle”, ossia, anime con il compito di incidere impetuosamente su di noi perché chiamate a far emergere per riflettere e purificare i nostri lati più oscuri, costringendoci ad evoluzione? Oppure sarebbero semplicemente un orribile e terrificante errore dell’umanità che abbiamo avuto la sfortuna di imbatterci e poi abbiamo trovato molto difficile separarci?

Ecco le domande che pesano nell’intimo di tante persone.

Perché i narcisisti ci sembrano così familiari?

Troppe persone, quando incontrano un/a narcisista di grande impatto nelle loro vite, raccontano di avvertire una profonda connessione nell’anima. Addirittura simile a qualche d’uno che ricordavano già, nel profondo.

Che i narcisisti non stabiliscano connessioni “tiepide” è una realtà. Ecco perché restiamo invischiati.

Se fossero stati blandi e privi di importanza per voi, non saresti rimasti bloccati nelle danze traumatiche e dolorose in cui siete, costretti alla scelta di rimanere per essere distrutti o abbandonare la barca e salvarvi.

Se la sola logica fosse in grado di salvarci, saremmo stati facilmente in grado di accertare che il loro comportamento malfunzionante non era buono per noi e andarcene a gambe levate.

Tuttavia, anche quando andiamo via (spesso molto più tardi di quanto avremmo voluto) sentiamo ancora come se la nostra anima fosse stata devastata in modo irreparabile – e forse non abbiamo la minima idea di come riportarla in salute.

Perché?

Le persone che trattano superficialmente il recupero dagli abusi narcisistici si convincono che è a causa dell’abuso e del modo in cui il narcisista è stato in grado di ingegnarsi per generare l’offerta narcisistica in voi. Permettetemi, però, di presentarvi un’altra visione.

 A mio parere c’è un “Contratto dell’Anima” molto più profondo da essere valutato.

Nel mio articolo The Soul Contract With A Narcissist ho condiviso una profonda esperienza che ho avuto e ho spiegato perché i narcisisti appaiono nella nostra vita.

E, in questo articolo di oggi, ho l’intenzione di approfondire ulteriormente l’argomento.

Quindi… cerco di condividere su questo articolo ciò che me la sento di dire in tre sezioni a riguardo:

ANIME GEMELLE

Secondo la mia visione, un’anima gemella sarebbe qualcuno che stabilisce una partnership con la nostra anima allo scopo di farla EVOLVERSI

Stando così le cose, tutti coloro che hanno avuto un ruolo positivo nella nostra vita sono le nostre anime gemelle. Significa che la “relazione” che abbiamo stabilito con loro ci ha offerto un’opportunità di evoluzione, indipendentemente dalla natura della connessione che si è creata. Potrebbero essere membri della nostra famiglia, un collega di lavoro, un amico, un conoscente, persino un animale domestico… Chiunque, COMPRESO un partner romantico.

Per quanto riguarda la versione positiva del partner romantico, questo è quello in cui credo fermamente.

Firmiamo un “contratto dell’anima” con tutte le persone che corrispondono alla composizione del nostro Essere Interiore (il luogo in cui la nostra energia vitale viene generata). Sono loro che forniscono il riscontro esterno della relazione che stiamo vivendo con noi stessi, e che confermano il nostro Potere Superiore nell’arte della creazione della nostra vita.

È la legge quantistica: se dentro sei così, allora lo sei anche fuori.

Questo è ciò in cui credo profondamente: quando siamo diventati l’anima gemella di noi stessi, nel senso della totale auto-accettazione (auto-partnership), saremo attratti e attirati verso la possibilità di mantenere una relazione d’amore con un compagno d’anima sano, appagante e piacevole – se siamo pronti a coinvolgere la coscienza nel nostro viaggio di “relazione”.

Tutto inizia con l’accoppiamento della propria anima, ovvero, con quel dare-avere da noi stessi ciò che desideriamo ricevere da un altro.

Quando noi “lo siamo”, allora può “accadere”.

Che aspetto dovrebbe avere la personale relazione che impariamo ad avere con noi stessi? Più o meno così:

  • Ci rivolgiamo all’altra metà del nostro Sé senza rinnegarla, criticarla o punirla, ma con un orientamento diverso, rivolto alla vita che ci aspetta. E lo facciamo SOPRATTUTTO nei momenti che abbiamo più bisogno d’amore;
  • Amiamo, accettiamo e ci consideriamo degni del nostro amore e del nostro Potere Superiore.
  • Amiamo noi stessi, la nostra essenza e la crescita che stiamo compiendo nella vita. Riusciamo a farlo incondizionatamente e senza aver bisogno di qualcuno che possa fornire questo amore per noi.
  • Non siamo più bisognosi, controllanti o desiderosi di dare energia per cercare di sentirci al sicuro e integri.
  • Amiamo la vita, il nostro posto in essa e lo svolgimento della nostra esistenza, senza che ci siano condizioni ritenute necessarie per assicurarci la pace o la felicità.
  • Abbiamo imparato a superare i traumi che avevamo interiorizzato, ci siamo riconciliati con il nostro passato, ci riteniamo più evoluti e abbiamo aperto il nostro cuore in modo sincero nei confronti di noi stessi, della Vita e con gli altri.
  • Abbiamo risolto e sanato le nostre ferite interiori: non abbiamo più bisogno di iniziare o portare avanti rapporti affettivi che portino alla luce le nostre ferite interiori per finalmente guarirle.

Le relazioni tra anime gemelle a questo livello hanno le seguenti caratteristiche:

  1. Rispetto, amore, fiducia e cura reciproca;
  2. La combinazione di “due” accresce anche “di più” entrambe le parti e la vita in generale;
  3. Diventate persone ancora più complete, amorevoli e espansive come il risultato della relazione che state vivendo;
  4. Le anime gemelle si “prendono cura l’una dell’altra” e non vedono l’altra come “non abbastanza di questo” o “troppo di quello” – c’è la possibilità di amare incondizionatamente e accettare l’altro così com’è.
  5. La risoluzione dei conflitti porta a una crescita, a una connessione, alla consapevolezza comune e ad un’evoluzione personale e relazionale maggiori.
  6. Entrambe le parti vogliono e lavorano per espandere la coscienza personale e relazionale dell’altra.
  7. C’è un profondo amore e un’attrazione che rimangono costanti e crescono sempre di più nel tempo.
  8. I vecchi schemi interiori dolorosi con i quali possono aver lottato – come la gelosia o il bisogno (personale o quello altrui), la paura dell’abbandono, il non sentirsi visti e riconosciuti ecc. possono essere innescati anche in queste relazioni, ma vengono elaborati e guariti in nome del bisogno di evolversi verso stati di maggiore amore, connessione e solidità. Tutto viene affrontato con onestà, naturalezza e organicamente nella coppia.

Sostanzialmente, l’anima gemella in una relazione romantica è la gioia e il dono che veniamo a sperimentare quando diventiamo i nostri migliori partner, quando abbiamo guarito i nostri traumi e diventati i compagni di vita che abbiamo sempre desiderato di avere.

Perché ogni acqua trovi il suo livello è necessario rivedere il concetto che abbiamo sempre avuto a riguardo.

Accetteremo sempre e solo un livello di amore che corrisponda alla relazione autentica che stiamo vivendo con noi stessi. Bisogna pensare che le persone ci ameranno sempre e solo sulla base del valore che ci diamo, che crederanno in noi e ci tratteranno nel modo come ci trattiamo e amiamo.

Non possiamo ricevere ciò che non siamo ancora. Un’altra volta: è la legge quantistica!

La bellezza delle relazioni tra anime gemelle (quando avete fatto la guarigione interiore, ovviamente) è che tendono ad entrare nella nostra vita delicatamente, ma si connettono rapidamente e senza soluzione di continuità. Hanno un flusso tutto loro. Non ci portano nell’ansia, nell’incertezza, nella paura o nel dolore.

Queste relazioni sono un gradito sollievo dopo gli abusi narcisistici e valgono tantissimo il duro viaggio fatto per arrivarci!

Molte persone in questa comunità, così come me, stanno già vivendo relazioni d’amore intime a questo livello.

FIAMMA GEMELLA

Qui stiamo esaminando un aspetto intenso, potente, archetipico e alchemico della relazione.

Credo che l’esperienza della fiamma gemella per chiunque la attraversi cambierà la vita, nel bene e nel male.

Tristemente, molte persone non capiscono la verità o la vera guarigione necessaria da una relazione di fiamma gemella, che è un’esperienza di creazione o di interruzione.

Queste relazioni nascono per una GRANDE causa – non riguardano solo la guarigione personale e l’evoluzione, ma sono anche progettate per portare avanti la guarigione collettiva e l’evoluzione.

In quanto tale, se c’è un risveglio verso la propria verità interiore, sopravvivete e potete guarire da una relazione di Fiamma Gemella. Inoltre, avrete anche aiutato a liberare un aspetto dell’umanità rimasto nell’ombra, per illuminarlo con ciò che avete imparato.

Questa è la parte alchemica delle relazioni di fiamma gemella, poiché detentrice della seguente caratteristica: la luce più potente viene estratta dal punto più oscuro della vostra ombra. Ironia della sorte: mentre la stiamo vivendo pensiamo di aver bisogno di liberare l’altro dalla sua oscurità per conoscere la luce quando, alla fine, quello che scopriamo è che saremo organicamente ‘illuminati’ SOLO quando riconosciamo la nostra zona ombra.

Significa focalizzarci sui nostri traumi non guariti e sulle fonti di dolore persistenti, ossia, quei dolori che ci portiamo epigeneticamente da generazioni precedenti, dalla nostra infanzia e come risultato dei molti traumi inferti nella collettività umana.

Le relazioni di fiamma gemella ci portano negli abissi più profondi del dolore e del trauma, al fine di trasformare potentemente la nostra vita e ancorare la luce che abbiamo dentro, farla emergere letteralmente dal mondo sotterraneo per diventare energia e forza di guarigione per tutti.

Ci porta a diventare esseri che irradiano autenticità, amore, potere e pienezza. Superandola, diventerete dei fari che conducono gli altri fuori dall’oscurità verso la luce.

Mi rendo conto che molte relazioni narcisistiche possono portare un partner che ha sofferto a questo livello di trasformazione. E arrivo al punto di dire che tutti quelli che hanno stabilito un “Contratto dell’anima” con una fiamma gemella (e che è la maggioranza in questa comunità virtuale) diventa un operatore di luce tra noi, perché riesce a comprendere meglio l’anima di chi soffre e collabora attivamente con l’evoluzione dell’umanità nei suoi momenti più critici.

La vera domanda è: ci siamo veramente svegliati?

C’è così tanto dolore in queste relazioni perché per noi si tratta di un legame che non potrebbe mai essere sciolto. Ci aggrappiamo alla relazione con la “fiamma gemella” perché assegnammo a questa persona la nostra fonte di amore, approvazione, sicurezza e sopravvivenza. E lo facciamo in OGNI ambito in cui non siamo ancora diventati la nostra unica Fonte di convalida.

Pensiamo che amare questa persona sia la nostra via per la salvezza – fino a quando non ci rendiamo conto che è solo attraverso la svolta interiore, l’amore e la guarigione delle nostre parti spezzate verso la completezza che possiamo stare bene con noi stessi, salvarci.

Quando finalmente ci rendiamo conto di questo, riusciamo a lasciarla andare e iniziamo il “lavoro dell’anima” che era necessario fare per abbracciare e attualizzare chi veramente siamo: il contratto con la fiamma gemella e la nostra anima si conclude quando ci occupiamo di noi. Solo così la tortura trova la sua fine e non ci sentiamo più impotenti, dipendenti e traumatizzati. Smettiamo di volerla e di soffrire, non ci manca più e non la riteniamo l’unica responsabile della vita che stiamo conducendo.

Con la fine del ‘contratto’ il dolore viene sostituito da un profondo senso di serenità e gratitudine. Comprendiamo che tutto ciò che ci è capitato serviva a risvegliare in noi la nostra vera personalità. A questo punto la nostra vera essenza viene premiata con la salute, le gioie della vita e la crescita personale, affinché le nostre realizzazioni comincino a superare i nostri sogni più sfrenati.

Il pieno recupero da una relazione con la fiamma gemella non è altro che la nostra formazione al Vero Sé e alla vita che sognavamo di avere. Il premio è l’unica versione di noi stessi e della Vita in grado di gratificarci.

Credo che l’esperienza della fiamma gemella serva a “farci fare il lavoro dell’anima” che rimandavamo. Si tratta di un potente “contratto dell’anima” nato per portare alla luce la nostra vera essenza, così da aiutarci a raggiungere obiettivi maggiori.

Come può una relazione nel miglior stile “fiamma gemella” presentarsi nella vostra vita? Ecco le caratteristiche:

  • Avvertite un profondo riconoscimento dell’anima, un legame profondo o familiarità;
  • È implicita la falsa promessa di qualunque cosa avvertite che vi “manca” per ritenervi più integri;
  • Vi porta nella corrente sotterranea del dolore e della paura rispetto a tutto ciò che riguarda: l’amore, l’approvazione, la sicurezza e la sopravvivenza. Va a colpire tutti gli aspetti che vi rendono insicuri, che non avete ancora risvegliato, indirizzato o guarito.

Come si sviluppano le relazioni di “fiamma gemella”?

  1. L’amore, la fiducia, il lavoro di squadra, il rispetto e la gentilezza vengono seriamente compresi;
  2. L’unione crea stress, dolore e perdita;
  3. Avete paura e non vi piace la persona che diventate nella relazione;
  4. Ogni persona all’interno della relazione cerca di cambiare e controllare l’altro: non può accettarlo “così com’è”;
  5. I conflitti sono continui e intensi, caratterizzati dalla mancata risoluzione. La relazione porta allo sviluppo di crepe ancora più profonde nella personalità. Si sperimenta una tossicità mai provata;
  6. Nessuna delle due parti lavora per espandere la coscienza personale e relazionale in modo sano. (l’evoluzione viene continuamente sabotata nel corso della relazione);
  7. L’ossessione, lo scarto e altri interessi amorosi sono schemi comuni;
  8. I vecchi schemi dolorosi personali contro i quali potete aver lottato precedentemente sono onnipresenti e vengono intensificati;

Permettetemi di condividere con voi la mia storia, riguardo al primo narcisista che ho conosciuto nella vita. Era una “fiamma gemella” e l’ho sposato.

Dopo averlo incontrato, capii che lo avrei sposato. Sentivo di aver letteralmente incontrato  la mia altra metà – la parte maschile di me stessa. Il legame era così forte e così apparentemente COMPLETO che mi sembrava di morire soltanto se provavo a respirare o a prendere una boccata d’aria senza di lui.

Quella sensazione di bisogno non passava, indipendentemente dai terribili maltrattamenti che mi infliggeva.

Ecco perché ora dico la MIA VERITÀ: quella potente esperienza alchemica era arrivata nella mia vita per FINALMENTE svegliarmi, portarmi alla consapevolezza, guarire i miei traumi e portare il mio vero Sé verso la pienezza.

Penso che il mio bisogno di lui nasceva dal fatto che avevo convenientemente ignorato e messo da parte ogni opportunità in passato di portare a termine il mio lavoro interiore. Di conseguenza, non sono mai stata in grado di conoscere il mio Vero Sé prima del suo arrivo, di connettermi alla mia missione e di realizzare ciò che la mia anima mi diceva di fare (e che così tanti di voi, narcisisticamente abusati, siete venuti al mondo per fare): contribuire ad elevare la coscienza umana.

Come mai avrei potuto fare la differenza senza assumermi la piena responsabilità di guarire radicalmente la mia coscienza in primis?

Quindi, perché ho vissuto una situazione limite, di Vita e Morte con lui, e perché mi ha distrutta fino al punto in cui non potevo più scappare da me stessa per rifugiarmi chissà dove, sono stata costretta a scegliere tra morire o guardarmi dentro.

Ho scelto la seconda opzione e sono sopravvissuta.

Quando l’ho fatto, come spiegato prima, quel “contratto dell’anima” che avevo firmato con lui si è sciolto definitivamente. Sono spariti i sentimenti di chissà quale connessione, di amore ossessivo o la necessità di averlo nella mia vita ancora una volta.

Mi sentivo bene con me stessa, davvero.

Questo è l’iter delle relazioni tra “fiamme gemelle”. Nascono come una grande sfida del Creato per portarci a fare un’immersione nelle viscere dell’inferno, laddove si concentra l’oro più pregiato, così da estrarlo ed arricchirci.

È la dualità alchemica della guarigione quantica che attraversa lo spazio, il tempo e la dimensione per renderci umanamente più ricchi.

Quando saliamo di livello e scaviamo in profondità, creiamo le basi per il totale ricupero da una relazione narcisistica. È a dir poco un’esperienza di morte e rinascita in un ordine superiore. È la trasformazione che l’umanità richiede…

Dal buio alla luce.

COMPAGNI DI CELLA

Ci sentiamo in prigione quando NON ci svegliamo da una trance.

Se stiamo facendo un rapporto del tipo “compagni di cella”, tanto possiamo stare con qualcuno che ci provoca delle sensazione intense nello stile “fiamma gemella” oppure con una “varietà da giardino” semplicemente deludente, ma che ci rende comunque bloccati.

Una cosa è certa: la relazione non ci serve, perché non stiamo imparando ciò che dobbiamo imparare attraverso un rapporto sano.

Come facciamo a saperlo?

Perché le cose NON cambiano. Restano stagne.

Eppure, pur sapendo che questa relazione non ci sta servendo, che non siamo felici e non vogliamo vivere in questo modo, rimaniamo attaccati a prescindere dalle circostanze.

Le ragioni per le quali rimaniamo invischiati in queste relazioni potrebbero essere il martirio, le credenze religiose oppure le paure, le insicurezze o la dipendenza economica.

Le ragioni possono anche riguardare il:

  1. Restare per i figli;
  2. Trovare sbagliato divorziare agli occhi della Chiesa;
  3. Aver paura di lasciare la persona, non trovare qualcun altro e restare soli;
  4. Non riuscire a trascorrere la propria vita da soli;
  5. Non saper cosa farsene della propria vita.

I rapporti del tipo “compagni di cella” compromettono estremamente l’evoluzione dell’anima. Quando non affrontiamo le nostre paure e cerchiamo di liberarci da loro non riusciamo ad onorare le nostre verità autentiche, ossia, non stiamo evolvendo ma piuttosto ci stiamo dissolvendo.

Sono 100% convinta che ciò che non guariamo e trasformiamo dall’interno tendiamo a ripeterlo non solo ora o nel nostro futuro prossimo ma ad aeternum.

Spesso menziono Prema Chodren e lo farò di nuovo, perché la mia citazione preferita di lei è molto rilevante in questo articolo:

“Ogni cosa dura il tempo di insegnarci ciò che dobbiamo sapere.”

Significato: non ci libereremo dai nostri schemi e dalle nostre delusioni finché non guariremo e non cambieremo l’unica persona che abbiamo il potere di cambiare: noi stessi.

Questo cambiamento accade solo quando ascoltiamo il linguaggio della nostra anima, usciamo dalle nostre zone di comfort (che non ci fanno stare bene) e andiamo al di là del modo in cui abbiamo dolorosamente vissuto fino a quel momento.

Finché non avviene una simile trasformazione facciamo la stessa danza con gli stessi personaggi in ruoli diversi nella nostra vita. E lo facciamo tantissime volte fino al risveglio determinante che ci porta all’evoluzione.

Per evoluzione intendo l’abbandono di un livello inferiore, in cui vivete nella paura, con la conseguente ripresa in mano del nostro potere, rimasto bloccato, affinché possiamo procedere verso esperienze vibrazionali nuove, più alte e più appaganti.

Quando siamo in una relazione e sentiamo di essere con un compagno di cella siamo effettivamente in prigione, bloccati con qualcuno dietro le sbarre. Ci mettiamo a dormire accanto a lui/lei chiedendoci quando saremo mai liberi di andarcene da questa relazione o da questa persona – oppure possiamo essere totalmente terrorizzati solo a pensarlo. In realtà, non vogliamo accedere alla nostra coscienza profonda, alla convinzione insita nella nostra anima. In pratica non vogliamo rendere onore a ciò che avvertiamo nel profondo.

In prigione si muore, ma sappiamo perfettamente che si può morire anche prima di cessare fisicamente di esistere.

Alla fine molti di noi ci lasciamo andare quando dobbiamo decidere tra la vita o la morte (che è il risultato di molte delle relazioni di “fiamma gemella”). Lo facciamo non per nostra scelta, ma perché siamo stati svalutati e scartati continuamente, a volte dopo essere stati dentro un rapporto per decenni.

Le persone che scappano o “vengono rilasciate” dalla loro prigione sono quelle fortunate (se scelgono di risvegliarsi) perché erano rimaste bloccate in una situazione che non rappresentava il piano di crescita evolutivo delle loro anime.

Capite che siete in questo genere di rapporto quando ogni aspetto di forza vitale dentro di voi e al di fuori di voi inizia a crollare. In realtà, è la vostra anima che cerca di svegliarvi per farvi uscire dal percorso che state percorrendo.

ALCUNE DOMANDE INEVITABILI

Una relazione tipo “fiamma gemella” può guarire e diventare un tipo più sano di relazione, come potrebbe essere quello tra vere “anime gemelle”? E un rapporto del tipo “compagni di cella” può mai diventare uno di “compagni d’anima”?

Non è il caso di lasciarvi andare a domande del genere se vogliate davvero riprendere il vostro potere in mano per arrivare a verità molto più auto rigeneranti e che vi porteranno via da rapporti dolorosi e deludenti per abbracciare finalmente quelli sani.

Queste domande trovano una risposta unicamente sulla base del vissuto personale di ognuno di noi.

Quali sono i vostri valori e verità riguardo alle relazioni affettive?

Se siete monogami, onesti, amate il lavoro di squadra, il rispetto e la gentilezza la risposta l’avete già, perché se siete in una relazione che dimostra l’esatto contrario significa che non potete estrarre ciò che vi appaga.

Otteniamo ciò che accettiamo. Restare dentro significa accettarlo.

La prossima domanda è altrettanto importante:

Siete disposti a PERDERE tutto per avere TUTTO?

Siete abbastanza integri da impostare i vostri limiti non negoziabili e siete pronti ad andarvene se questa persona non riesce ad entrare in connessione con il livello dei vostri valori? Vi rendete conto di essere una fonte vitale in grado di ESISTERE anche quando una persona non ce la ad accettare che avete dei limiti, e che meritate “di più”?

Se accettate briciole per colpa della paura, non sarete mai in grado di generare l’energia che serve per alimentare il centro di potere del vostro essere interiore.

Un’altra domanda, ancora più importante:

Avete mai fatto il lavoro per scoprire, prendersi cura e guarire le vostre parti maltrattate e per riportarle di nuovo alla pienezza?

I nostri traumi originali lavorano per portarci sempre a queste situazioni, perché continuano a generare modelli disfunzionali innescati da persone che rappresentano quel trauma nella nostra Vita, indipendentemente da quanto pensiamo di “sapere” già tutto.

Quando lasciamo andare “l’esterno” per cercare di stare meglio e guardarci dentro, affinché il lavoro interno che dobbiamo fare venga finalmente fatto, cominciamo a conoscerci nell’unico livello che realmente ci appartiene – e allora dentro di noi tutto cambia.

Il risultato di tutto ciò è che perdiamo l’attrazione e l’attrattiva per le persone che ci causano dolore… portando i nostri occhi e cuori ad aprirsi all’attrazione per persone molto diverse e più sane.

Quelli che sono nati per incontrarci, per trasformarci attraverso il bene, e che siamo pronti a benedire perché ci aiutano a lasciare andare coloro che NON APPARTENGONO AL NOSTRO LIVELLO EVOLUTIVO.

Essere in pace e aggrapparci alla nostra verità significa rendersi perfettamente conto che cosa ci hanno fatto le altre persone, chi erano o quale sia stato il nostro rapporto con loro non conta più.

Tutto accade per farci tornare a casa, verso la nostra essenza più profonda.

Perché è questo l’unico modo per amarci ed essere amati in modo autentico.

46 pensieri su “A proposito di anime gemelle, fiamme gemelle e compagni di cella

    1. Non serve una barca di soldi, cara Olga! A volte basta trattarsi con lo stesso amore che è stato dato ad un altro, concedersi accettazione, perdono, comprensione, gentilezza, coccole, rispetto… Un buon terapeuta ci può indirizzare, fare le giuste domande, far affiorare cosa si passa nel nostro incosciente, aiutarci a sbrogliare la matassa di un’infanzia complicata… Ma il problema grosso lo risolviamo noi attraverso il nutrimento che diamo al nostro cervello. Se lo facciamo mangiare ‘roba buona’ lui ci dà risposte, se lo facciamo affamarsi di conoscenza e di amore, senza mai offrirgli qualcosa di decente, ma restando nel limbo, potrebbe mandare in tilt le sue migliori capacità e nella peggiore delle ipotesi morire di stenti!

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      1. Si, lo so perfettamente. Io ci credo che serve solo un periodo più o meno lungo di amor proprio, di cura verso se stessi, ma allo stesso tempo sono arrivata al punto di non fidarmi nemmeno di me stessa. Ogni tanto mi fermo e penso di aver sbagliato io.
        Sono nauseata dalle mie stesse parole ripetitive. Spero non torni mai più.

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  1. Quindi, paradossalmente, dovrei essere grata al mostro per avermi fatto entrare in contatto con me stessa.
    L’aguzzino e la vittima sono entrambi “malati” dello stesso male: Non sanno volersi bene. Uno il negativo dell’altro, uno è il bene e l’altro il male, uno ha la capacità di risvegliarsi grazie a l’altro, e l’altro no.

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    1. Secondo la visione di Melanie Tonia Evans è così. Il blog è multidisciplinare e quindi traduco tutto ciò che potrebbe aiutare. In tutta onestà credo che saremo comunque arrivati alla nostra luce anche senza la loro ingombrante apparizione. Per me sono dei ‘spenditori di torce’, come ho detto in un commento: nel momento in cui capiscono che stai arrivando alla conoscenza, soffiano sulla tua torcia per deviarti dalla ragione e falsare le impressioni del tuo cuore. Hanno accelerato il processo di auto conoscenza? Chissà! In ogni caso l’approccio terapeutico di Melanie è stato molto avvincente e credo che i suoi libri meriterebbero una buona traduzione. Il risveglio, come hai ben compreso, appartiene unicamente agli empatici, alle persone dotate di una coscienza da risvegliare. Chi non ha coscienza non arriva alla conoscenza e quindi è destinato a dormire FOREVER.

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      1. Sto sempre d’accordo con te.Questa scrittrice si ha persa un può,sempre secondo me.E proprio tutta questa speculazione mentale e sentimentalista le fa brancolare nel buio.Fa bene come dice Kastaneda trovare un buon tirano che ti fa alenare lo spirito e ti fa capire come funziona ego però se questo dura per tanto tempo e si mette anche teoria quantistica e anime gemelle in mezzo non ci sono i risultati.La posizione della donna nel mondo non è ne vicino a questa teoria di anime gemelle perciò ci sono questi predatori che sano bene come trattare le gallinele,secondo loro.E le donne invece di combatere per la libertà che va coltivata perdono tutta vita a rompersi il cervello per un piccolo cafone cosiddetto tipo falico ecc ecc e la spiritualità sta tutta dal altra parte.

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      2. STRAORDINARIA la terapeuta Evans . Grazie Claudileia mi hai fatto un dono eccezionale con questo articolo sulle fiamme gemelle e la nostra evoluzione. Tutto questo impatta fortemente col mio vissuto e mi spinge a dare una nuova direzionalita ‘ al mio attuale percorso di crescita. Spiego il motivo della mia gioia : circa 3 anni fa , allo Zenith della devastazione , acquisto 2 libri per meglio sopportare il dolore. Uno era quello della Norwood ” Guarire coi perché “che parla delle nostre ferite, l’altro di Choopra sulla legge quantistica. Li ho iniziati a leggere con grande fastidio e sommariamente . Erano entrambi tosti e da interiorizzare, che cavolo di teorie mi dicevo mentre giganteggiava il mio dolore. Ma …..qualche frase si è sedimentata in me. Dopo un anno esatto li ho ripresi, ma rimanevo ancora scettica. Intanto il seme cresceva !!!!. Oggi quando ho letto l’avvincente articolo ho sentito la mia anima balzare nel petto, ho trovato la mia connessione e mi sono sentita piu in pace verso me stessa e gli altri. Nella mia vita mi sono imbattuta in diversi narcisisti, ma solo l’ultimo mi ha fatto comprendere quello che testardamente avevo nascosto a me stessa e che avevo una tremenda paura di conoscere. E’ come se l’ universo mi avesse spinto verso un’evoluzione maggiore della mia anima . NON POTEVO PIU ‘ IGNORARE LA MIA STORIA e quella della mia famiglia di origine, ho una madre narcisista che ha fatto su di me danni irreparabili, e che ora devo accudire perché dipende da me in tutto. Concordo con quello che dice la Evans: ” noi attiriamo ciò che siamo” . Aver scoperto di essere anch’io una narcisa / complementare non è stato facile e lo sto ancora metabolizzando . Mi sto accettando è questa la chiave di svolta . Ha ragione il professor Maritein quando parla della complicita’ nella relazione narcisista/ complementare . Anche quell’articolo è stato per me come ricevere dapprima un pugno nello stomaco , poi , una rivelazione. Ti ringrazio tantissimo con le lacrime agli occhi . Un forte abbraccio a tutti.

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  2. Cara Claudileia, come ti scrivevo qualche post più in giù non ho mai avuto il “piacere” (se così di può chiamare) di vivere i famosi love bombing dei narcisi…l’imprinting non è stato sull’illusione dell’anima gemella ma su altro…forse sulla mia necessità di sentirmi desiderata, visto che prima di loro avevo avuto una storia di lunga data con una persona che non era molto passionale.
    A me è stato offerto proprio quello, il lato fisico….non l’amore da sogno né promesse di futuro….ed era in effetti ciò di cui avevo bisogno.
    Forse Np1 é stato fiamma gemella nel periodo buono, quando non vedevamo l’ora di trovarci e sentivo di avere finalmente un pò di giustizia dopo anni di tiepidità sessuale da parte dell’ex, ma è durata poco. Le sue continue triangolazioni hanno rovinato tutto. Non riuscivo a vivere la forte intesa fisica che avevamo sapendo che il giorno dopo magari si sarebbe visto con qualche altra, come di fatto faceva.
    Np2 probabilmente è stato un “compagno di cella”, nel senso che ha imprigionato il rapporto nella dimensione trasgressiva e lì è rimasto. Come ti dicevo mi sono adattata a lui per non perdere la possibilità di vederlo, ma sentivo che non era quello che davvero volevo. E quando andiamo contro noi stessi e ciò che siamo nel profondo non può mai andare bene… Forse questo rapporto mi è servito proprio a confermare quello che davvero voglio da una storia…
    Nell’articolo l’autrice spiega bene questa cosa quando dice che l’alternativa era tra soccombere e guardarsi dentro…e così è stato.
    Sarebbe meglio non incontrarli mai ma se almeno riusciamo a fare tesoro dell’esperienza forse non tutto il male è stato inutile.
    Un abbraccio

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  3. Mah, preferirei conoscermi un po’ meno e stare con un uomo dolce e sincero.
    Non so, tu sembri una persona forte, io credo che questo tipo di relazioni siano veleni che ti portano a soccombere o a liberarti con una violentissima lavanda gastrica che ti lascia stomaco e esofago distrutti e tolgono l’appetito. Ma del cibo si ha bisogno se non si vuol morire. Io imparo a rialimentarmi poco a poco, facendo un po’ la schizzinosa, scegliendo con cura. E ho imparato a trovare sempre il tempo per le cose importanti.

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    1. Paola non sono affatto forte…se lo fossi non sarei stata tanto tempo dentro certe situazioni. Sono stata debole ma poi ho capito che a queste cose bisogna reagire ad un certo punto…la vita stessa lo impone altrimenti si soccombe alla legge del più forte, anzi, alla legge degli stronzi che si fanno forti ergendosi sulle nostre fragilità.
      Un abbraccio

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      1. Spirito Libero, hai scelto un ultima frase per concludere particolarmente azzeccata …. Precisa…
        Ma sei parte della forza di chiunque ti legga, anche la mia.
        Grazie

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  4. Penso anch’io che l’unica cosa buona che queste situazioni ti portano sia il metterti davanti alle tue debolezze… ed alla tua profonda te stessa che spesso forse hai “tamponato”, od hai sopperito a certe mancanze per non vederle. Non so….
    So che pur di non cedere a lui (non mi degna) ma nello stesso ambiente è davvero difficile restare così “impermeabili” a tutte le sue conquiste e chiacchiere che inevitabilmente senti. Oltre al vederlo sempre… per cui dicevo, pur di non cedere, questo we dove non riuscivo a tenere ferma la testa ho ceduto non a lui ma a me stessa.. riprendendo i sonniferi per dormire e fermare i pensieri.
    So che non è la scelta giusta, ma nella debolezza ora preferisco “anullare” me stessa piuttosto che cedere in errore “al di fuori”.

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    1. Cara Morgana so che stai soffrendo tanto e credimi, ti capisco perfettamente….sono tanto dispiaciuta quando una persona con tanta conta d’animo e tanta vita dentro come te deve prendere dei sonniferi per dormire e avere un pò di pace mentale ….queste cose non dovrebbero accadere, nessuna persona dovrebbe mai ridurti così. Sono sicura che riuscirai a venire e fuori più forte e comunque scrivi sempre qui che ti ascoltiamo. Un abbraccio

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      1. Credo, che queste situazioni più di tutto, per quanto sia fondamentale è mai si possa ringraziare abbastanza perché a volte questo supporto è come vero e proprio ossigeno, ma più di tutto obbliga a capire che la parte più grossa si è da soli a farla, ti annienta ma ti obbliga a rialzarti…per rabbia, rivalsa, giustizia,ricostruzione,amore… E soprattutto Speranza.
        Speranza che il mondo che avevi riposto in una persona non sia tutto come quella persona ..
        Ho letto una frase in questi giorni, che trovo molto “adatta”. Mi ci aggrappo… E ci credo…. ve la dedico come miglior auspicio più prossimo
        “se qualcosa ti rende cenere… Tu rinasci più splendida di prima”
        Mi spiace la vena particolarmente “triste” ma forse anche questa è la conferma che siamo migliori di loro, e per migliori intendo più “umani”

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      2. Assolutamente Morgana….loro sono morti dentro, in realtà come esseri umani non sono mai nemmeno veramente nati…consumano e gettano via, oggi ci sono perché gli servi e domani si sono giá dimenticati di te, ci trattano come distributori automatici di emozioni, sesso, facciata sociale o qualunque cosa possa loro servire. A me spiace profondamente quando sento di persone che hanno investito tutti i loro sogni e il loro futuro con questi soggetti…che sono arrivate addirittura al matrimonio, ai figli….quanto dolore devono provare nel vedere la loro vita e le loro speranze fatte a pezzi.
        Bellissima la frase che hai citato….anche tutto questo diventa prezioso quando condiviso e denota la bellezza della tua anima che pur sofferente riesce a donare qucosa di bello agli altri. Loro questi livelli non potranno mai raggiungerli e saranno destinati a strisciare sempre nei bassifondi della loro buia esistenza.

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    2. Direi che i sonniferi…Li puoi gestire tu tranquillamente e ne sarai padrona. Io li prendo anche se metà la sera da 3 mesi ma so che gestiro..anche questo è non li prenderò in eterno. Non mi faccio una colpa sicuramente se prendo un farmaco ,l importante Morgana e non abusare mai e avere la consapevolezza.

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      1. L’importante che almeno ti aiutino nel riposo…io non ho mai preso tranquillanti per paura di non poterne fare a meno, mi rilasso leggendo, con tisane o anche facendo dei giochi al pc…cose che distraggono la mente dai pensieri…un abbraccio…

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      2. Sì per il sonno funzionano, ma è difficile smettere e mi girano le scatole perché ero riuscita a metterli da parte, mi basta prenderli qualche giorno e poi senza non riesco a chiudere occhio anche totalmente e di giorno parte la tachicardia, sembra un gioco al contrario..
        Se puoi non prenderli.
        Di fatto x uscire da una dipendenza entro in un’altra… Soltanto con questa non ho sensi di colpa

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      3. Non la vedo una dipendenza Morgana , ci sono dipendenze ben più gravi , anni fa se non fosse stato per lo xanax..io non sarei qui ..poi per 20 anni non. Ho più preso nemmeno un aspirina . E ho sempre dormito,ma ripeto demonizzare i farmaci quando ci sono periodi che possono essere importanti non lo trovo giusto. Ogni cosa fa male anche io cibo quando si abusa o so diventa dipendenti . E proprio questo l importante ,saper gestire perché tutto passa dalla nostra testa ,il sabato e domenica comincio a non prendere nemmeno quella mezza pastiglia della sera,so che anche se non dormo poi non mi devo alzare alle 6 e andare al lavoro.un abbraccio

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  5. Per la mia esperienza di figlia di madre narcisista (non maligna), padre poco presente, sorella di uno stronzo egoista che mi menava e umiliava davanti ai miei pari: hai voglia se il mio sviluppo e la mia identità erano pari a uno zero bello tondo (per questo in altro commento mi definii “irrimediabilmente rotta dalla culla”).
    Quindi certo che avevo delle falle (ne ho ancora, of course), come altrettanto certo è che l’essere malvagio me le ha allargate fino a stati di follia e pre-morte, invece che aiutarmi a porvi del balsamo.
    Io riassumerei con un semplice non-dualismo: una cosa (il mio essere stata a un livello evolutivo basso) non esclude l’altra (la colpevole malignità di una persona che ugualmente a me stava a livelli bassi, MA che per sopravvivere ha scelto di danneggiare gli altri invece che solo se stesso, come la sottoscritta).
    Poi cosa riusciamo a farne di tutte queste macerie dipende da infiniti fattori interni ed esterni: pur con tutta la rabbia di cui non so se riuscirò mai a liberarmi, e pur con tutta la voglia che ho di vederlo con il culo finalmente a terra, ammetto che da quegli shock avrei potuto solo o mai più riprendermi, o cambiare marcia.
    E in effetti, pur con tutta la sofferenza, il cinismo, la sfiducia per gli esseri umani che ogni tanto, dico la verità, ormai ben poco sopporto ed evito (tutte cose che mi stanno condannando a una vita molto solitaria mentre amici e parenti si sposano e risposano ridono e ballano escono e vivono esistenze “regolari” – lo so, lo so… – mentre io mi sento una marziana quasi felice di esserlo), so dentro di me che certe cose di me le sto scoprendo ora.
    Del resto si sa che guardare nell’abisso ti porta o a caderci dentro o a rafforzare le braccia per restare appigliata alla vita. Braccia che prima erano senza tono, e ora stanno sviluppando muscoli.
    Mi sto volendo bene così? Sinceramente non lo so amici, ma specifico che il desiderio di volerlo vedere con il culo a terra NON è l’unica cosa che mi tiene in vita (ho una figlia ancora minorenne, e un progetto cui lavoro molto, e che senza l’np o meglio senza la sensibilità che ho sviluppato, non avrei mai manco iniziato).
    E seppure mi renda conto di stare abbruttendomi nella mia solitudine, ragiono, forse è perché ciò cui sono destinata fin dall’inizio era proprio questo: niente amori romantici ma io, mia figlia, il MIO progetto, e basta. Forse devo solo accettare chi sono oggi, ovvero la versione più elevata di me stessa che io ricordi. Nonostante dall’esterno chiunque mi diagnosticherebbe una isolata, spettinata, poco a posto secondo i canoni correnti insomma. E forse sono davvero una irrimediabile scombinata, ma se così è, allora meglio esserlo apertamente che non nascondersi dietro a un bel vestito, come facevo prima. O forse ancora, me la sto di nuovo raccontando, che adesso essendo me stessa (o la me stessa che in questo momento credo essere più autentica), vivo meglio. E’ una possibilità, certo, ma io davvero: se mi comparo ai tempi antecedenti l’np, mi sento più aderente alla mia anima.
    Tutto ciò nulla toglie al fatto che ci potrebbero e dovrebbero essere altri modi per addivenire al proprio vero sé, seppure sappia bene che difficilmente un’anima danneggiata da eredità psico-fisiche, epigenetiche e quantistiche multi-generazionali (come ben specifica l’autrice) ha la forza di morire e risvegliarsi dalle proprie ceneri fin tanto che ha una via di fuga.
    Un’ultima cosa: in ogni caso la trasformazione alchemica, per me, non è questione di una volta e via, di un fulmine a ciel sereno, né è definitiva. Occorre, almeno a me, tanta fatica e trials and errors.
    In sintesi, io in questo articolo mi ci ritrovo molto. Grazie.

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  6. <<>>
    oggi pomeriggio ho reagito in malo modo all’ennesima giornata intera di provocazioni da parte di quella mer.da – non siamo venuti alle mani semplicemente perché il vigliacco viscido come al solito quando parto sta zitto e muto – però ho tirato giù un paio di cose, niente di che, lui stava sfasciando mobili fuori al terrazzo da circa 5 ore ( mobili vecchi, solo per far casino e dare fastidio) – sento un forte dolore, zona costole, spero non sia niente, solo uno strappo nella foga –
    impossibile dirmi di non reagire, semplicemente non c’ho visto più, impossibile controllarmi – come vi spiegavo non tollero più – ho capito che provoca apposta e soprattutto non la smetterà mai, quindi non c’è scelta – non posso più sopportare
    vi abbraccio

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  7. Questo articolo, tra l altro uno dei più belli per me ma anche dei più difficili,ricorda un libro che ho letto e che non ho mai voluto finire proprio perché metteva a nudo bene la propria anima . Il libro si intitola ” GUARIRE CON I PERCHE ‘ed è proprio il concetto sopra descritto. Ce un perché che ci insegna ad ev9lverci anche nei più grandi dolori. Però è dura ,molto dura e un morire per rinascere . E passare dal fuoco per purificar si..Non è cosa da poco….si ..dura

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  8. Sono d’accordo con l’idea della purificazione. Effettivamente stiamo attraversando tutti un momento altamente catartico. Spero di resistere e non cadere mai più in tentazione. Un grande abbraccio.

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    1. Mannaggia …davvero almeno quello…di non ricadere, speriamo di ev9lverci presto e attirare tutt altro altrimenti siamo punto e capo con noi stessi. Questa è la parte più difficile

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  9. Cara Claudileia ho letto questo articolo e ti seguo sempre anche se in silenzio. Mirna cara sono felice di trovarti, sei stata un grande supporto e molto presente con me. Ho il senso di colpa lo ammetto per essermi staccata ma lo dovevo fare e non sono ancora pronta a stare qui perché non ho molto da dire in qsto periodo. Cerco di staccare la testa e con fatica concentrarmi sul lavoro. Sono contenta di sapere che stai andando avanti. Fa niente se stai ancora male resisti sei forte va vissuto ogni istante di questo dolore per guarire.
    Sono assente da molto nel blog ma vi penso. Sto facendo il mio percorso che è esattamente quello descritto qui…col senno di poi posso dire che come loro sono esattamente quelli descritti negli articoli noi dobbiamo affrontare tutto ciò che è previsto qui. Non ci sono sconti. Solo tanta consapevolezza che deve portare la nostra mente piano piano, purtroppo, a capire che il vero ‘problema’ è solo dentro di noi anche se ci mancano troppe risposte e questo disorienta parecchio. E sono testimone di quanto sta accadendo nella mia testa perché effettivamente dopo tantissimo tempo passato a condannare i suoi comportamenti ad un certo punto non l’ho più spontaneamente fatto…sono rimasta io a far fronte solo al mio buco. Io non provo odio per lui non lo vedo più come il problema della mia sofferenza…lui è stato la causa ora il problema da risolvere è rimasto solo mio. Certo non fosse arrivato mi sarei risparmiata anni di sofferenza ma questo chi me lo può dire? E sinceramente non voglio pormi questo pensiero altrimenti non ne esco più. È successo PUNTO! È arrivato PUNTO! Non ho avuto la forza ok PUNTO! Ho passato troppi anni/mesi a farmi domande su come ho potuto accettare certe cose ecc ecc
    Ecco ho messo il punto su quella che io sono stata. Ora sono sempre nel limbo ma non ho scelto la morte; la testa, non so come perché pensavo di impazzire in quel dolore atroce, non ha ceduto. Resti tu sola con mille blocchi, pensieri tristi, una vita che risulta vuota e totalmente incomprensibile ad andare avanti in qualche modo.
    Poi gli articoli finiscono sempre bene. Se ci fate caso chi ha passato tutto sto delirio poi scrive che ciò che arriva è meraviglioso…io continuo con lo schifo dentro ma senza sapere perché proseguo, perché respiro quindi inevitabilmente vado avanti, anche senza volerlo…mi auguro un giorno di potervi testimoniare anche le prossime parti perché sto camminando attraverso questi scritti che di tanto in tanto analizzo concretamente dentro e trovano un senso.
    Le cose succedono sempre per un motivo e guarda caso oggi ho letto questo articolo che mi ha aiutata a concretizzare un altro passo di consapevolezza che sto attraversando. È proprio vero lui è un uomo davvero superficiale e vuoto. Lui non avrà mai niente di diverso da offrire di se stesso perché non ha nemmeno la consapevolezza che esiste qualcosa di diverso. Io sì altrimenti sarei come lui e non avrei mai provato quel costante senso di mancanza pure quando c’era. A noi manca ciò che non hanno perché dentro l’abbiamo perso o mai trovato e queste storie ci mettono davanti ai nostri buchi attraverso di loro. Un abbraccio forte a tutti voi
    Massimo scusami se scriverò cose magari mal interpretate ma non conosco la tua storia, posso solo dirti davanti a tanta violenza di scappare…le provocazioni logorano alla lunga. Il mio ex compagno (quello prima del np) non ha fatto altro per un anno e mezzo quasi filato e io mi stavo consumando…stacca tu perché non si va da nessuna parte in quel nervosismo anzi sono tutte situazioni destinate a degenerare in qualcosa che rischia di essere irreparabile. Almeno per un po’ staccati e recupera le energie mentali che ti daranno quella lucidità che inevitabilmente si perde almeno di capire cosa vuoi per te nella vita e cosa è giusto o sbagliato e quindi da allontanare.

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    1. È vero, ci sono periodi dove sembra una provocazione continua, per enfatizzare i tuoi difetti o la tua rabbia ed indurti …. All'”errore”” o ad essere peggio di lui. Non cedere Massimo, “controllarsi” non è facile ma è peggio non avere poi stima dei propri comportamenti, visto che non siamo così impermeabili. Sto lottando per recuperare la stima di me stessa, persa avendo ceduto a ciò che non volevo essere proprio per reazione. Eris dici bene, bisogna mettere un punto, ed accettare, “perdonarsi” per qualsiasi senso di colpa o dubbio. O non si svolta.. Anch’io psicologicamente continuo ad incespicare nei pensieri come uno yo-yo però quello è un punto fermo, se proprio siamo bravi ad idealizzare è bene iniziare a farlo con quella svolta

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    2. ERIS quello che hai detto e molto giusto ,sai che siamo sulla stessa lunghezza d onda ….E come ho detto in un post la parte più dura e la conoscenza e l accettazione di noi stessi. E per me la cosa più difficile e il senso ancora grande di vuoto cosmico. Un abbraccio

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      1. ♥️
        Ci passerà Mirna
        Grazie a questi articoli capisco che siamo sulla strada giusta
        Vedrai che torniamo in noi
        È una battaglia durissima ma ci siamo annientate siamo sparite per troppo tempo e non è facile ricostruire il proprio io…poi da queste macerie ancora più difficile perché non lasciano lividi esterni quindi non si percepiscono i miglioramenti

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  10. Ciao a tutti.
    Leggo sempre e con enorme interesse gli articoli di questo blog anche se solo a tratti. Chi mi ha letto in un passato recente sa quanto è stata dura la mia risalita. Ora la psicopatica appartiene al passato. La vita alcune volte ci pone di fronte a queste dure prove. E come ogni esperienza profondamente dolorosa sembra che ci perseguiterà per tuta la vita, ma non è così. L’incontro con una psicopatica può portare, sembra un controsenso, enormi benefici se si è capaci di riconoscere, ammettere ed essere consapevoli di essere caduti in una terrificante trappola. Ho passato un periodo che solo chi è stato vittima può capire. Posso raccontarvi come ne sono uscito. Prima di tutto è importante, secondo la mia esperienza, porsi delle domande. Ho amato? Ho offerto attenzioni e cure senza volere nulla in cambio? Mi sono dedicato all’altra persona in ogni modo possibile per il suo bene? La risposta che mi sono dato è stata SI! E dall’altra parte? Solo sfruttamento, falsità, ipocrisie e soprattutto MENZOGNE. Già, menzogne. Quando c’è amore tra due persone la menzogna non ha posto. Scoperta la bugia si sta malissimo. Ma perché il mio amore è stato calpestato così duramente? Perché ho avuto a che fare con una persona fortemente disturbata. E allora ho alzato la testa. Perché dovrei quasi vergognarmi o peggio sentirmi in colpa per aver amato senza essere ricambiato se non con un abilissimo gioco di maschere? E così è nata la CONSAPEVOLEZZA di aver incontrato una persona malvagia, cattiva dentro, profittatrice e tossica. Quindi mi è salito spontaneo l’allontanamento. Via da me queste persone. C’è ben altro nella vita. Amore vero, reciproco rispetto. E finalmente si rinasce, migliori di prima e, come successo a me, si incontra davvero l’anima gemella. Coraggio dunque cari amici. Abbiamo perso molte battaglie ma infine abbiamo imposto la resa senza condizioni. Abbiamo vinto. E vedrete come non proverete più odio, né rabbia né rancore verso chi vi ha fatto tanto male.
    Un abbraccio

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    1. Kolish mi fa molto piacere leggerti così, è di buon auspicio per tutti noi.
      Io le domande e le risposte me le sono fatte da un pezzo e ho tutta la consapevolezza del caso, ma continuo a vagare tra un ” Ma sì, chi se ne frega sto decisamente meglio ” ad un “Non so se ce la faccio a riprendermi”
      Sicuramente riuscire ad intraprendere un nuovo rapporto, finalmente sano, aiuta a scaricare definitivamente l’ossessione è la rabbia di una esperienza del genere e ad avere una prospettiva nuovamente positiva, è un po’ l’effetto chiodo scaccia chiodo, concedimi questo paragone, vorrei avere anche io questa prospettiva, ma non sarà e la solitudine affettiva mi pesa e mi rallenta la guarigione.

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    2. Quando leggo di chi ne è uscito provo sempre una duplice sensazione. Una positiva nel constatare che succede, che ci si ritrova cambiati ma notevolmente migliorati e una negativa nel pensare “ce la farò anch’io? succederà anche a me? avrò abbastanza forza e coraggio?”.
      Leggendo l’articolo mi rendo conto di quanto lavoro abbia fatto per riuscire a trasformare un rapporto di “fiamme gemelle” in un rapporto di “anime gemelle”. Probabilmente è stata ostinazione la mia, un desiderio solo mio nel quale però io ci credevo veramente. Ho forse peccato di superbia pensando di fare la differenza, di riuscire in qualche modo a salvare questa persona persino da se stesso finendo poi per trovarmi completamente triturata in un meccanismo troppo forte per essere interrotto.
      Anche la mia terapeuta è convinta che occorre guarire le proprie ferite profonde e antiche per tornare a nuova vita ed è su questo che sto lavorando ma è dura, troppi alti e bassi, ricadute che tuttavia vivo in totale e assoluta distanza da questo individuo. Oggi è con me stessa che combatto la battaglia più difficile e ancora una volta il confronto e il sostegno che trovo qui e in tutti voi ha un valore impagabile.
      Buona giornata a tutti

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  11. Io non riesco a vedere solo negatività nella persona che ho amato. Io credo proprio che lui non sapesse amare e non è colpa sua se io ho cercato in tutti i modi di farmi amare.
    Lui sapeva farmi sentire la sua prescelta, la sua lanterna nel buio, la sua dea…ho faticato per raggiungere questo “traguardo” ed era comunque un traguardo estremamente labile e traballante. Sono stati due anni e mezzo di duro lavoro che mi ha trasformato in una persona completamente diversa. Quello che provo è forte nostalgia per quello che ero. Io credo che i pregiudizi e le convinzioni che mi ha inculcato faticheranno ad andare via. Ogni volta che faccio una cosa, mandare un messaggio di lavoro, salutare un uomo per strada, ricevere una telefonata o semplicemente scambiare uno sguardo con qualcuno o farmi bella per piacere personale mi portano a pensare che sono una donna facile, che così non si fa.
    La mia psicologa mi disse una delle ultime volte che dovevo sentirmi libera di flirtare se lo desideravo, di sentirmi desiderabile e che in tutto questo non c’era nulla di male. Perché il narcisista mi ha lasciato invece questo terrore? Io ero una donna libera. Dove sta la crescita?

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    1. Cara Olga secondo me la crescita è proprio questa cioè avere il dubbio…questo contrasto che vivi dentro è la chiave della crescita di un conflitto auto indotto stando con questo tipo di persone. Essere sempre insicuri è il gioco che inoculano per destabilizzare e dura anche dopo.
      La verità sta nel mezzo e magari stare più sul chi va là dei nostri comportamenti ora ci aiuterà ad evitare certe scottature perché ora ci poniamo il problema di come comportarci e di chi abbiamo realmente davanti. Io credo che davanti alla tua chiusura/paura di lasciarti andare avverrà una selezione naturale di cosa scapperà e di chi resterà. È giusto analizzarsi per tutelarsi e non cadere in facili e futili rapporti ma non sentirti mai sbagliata perché a quello ci ha già pensato lui per tutto il tempo che è rimasto

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    2. Cara Olga…purtroppo con loro non ci sono “traguardi” ma solo la loro strategia per legarti e poi umiliarti…prima ti ha fatta sentire unica bellissima e desiderabile e poi ti ha trattata da donna “facile”…cisa che tu non sei assolutamente ma è riuscito nell’intento di farti avere questo terribile dubbio. Lor snaturano la nostra personalità e creano apposta questi dubbi.
      Anche a me sono stati instillati dubbi simili con parole dette in certi momenti e comportamenti degni di un cliente di una prostituta…però non dobbiamo farci condizionare, perché il male stava dentro di loro e lo hanno solo proiettato su di noi.
      Un abbraccio

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  12. Io l unica cosa che non ho capito di me ancora oggi è che non ho mai sentito dentro di essere sbagliata,e nemmeno il senso di colpa se non per la mia magari stupidità nel non saper valutare. Questo mi preoccupa un Po….

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    1. Mirna é una buonissima cosa questa, significa che la tua autostima nin é non stata così pesantemente intaccata al punto di farti sentire sbagliata…purtroppo resta comunque la sensazione di perdita di tempo e di energie…quello capita anche a me di provarlo…un abbraccio

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      1. Nel senso che anche non ho saputo valutare subito che il primo narcisista fosse effettivamente tale, giustificavo i suoi comportamenti (sparizioni ecc) con la sua paura di legarsi causa ex asfissianti…io ho davvero cercato in ogni modo di fargli capire che di me poteva fidarsi, che non doveva far scontare a me i suoi rapporti passati andati male…solo molto dopo ho capito che il parlare male delle ex è solo un escamotage molto efficace per spingerti a fare quello che vogliono…se ti dicono che la ex era poco affettuosa tu farai di tutto per esserlo se ti dicono che era gelosa tu farai quella comprensiva che non si incazza se flirtano o messaggiano con altre davanti a te (cosa che lui faceva regolarmente)…se ti dicono che era poco passionale tu farai di tutto per mostrarti tale….(salvo poi sentirti dare della zoccola a letto) ….
        Avessi capito subito mi sarei risparmiata tante di quelle umiliazioni…ma è una cosa andata così…amen…l’importante è averlo capito e non voler più tutta questa immondizia nella nostra vita…baci

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  13. Nemmeno io mi sento sbagliata, ma non riesco più a recuperare quello che mi è stato rubato. Ecco, il punto credo sia proprio questo. Mi ha depauperata come un barbaro. Ha preso tutto quello che c’era da prendere, pudore, vergogna, audacia, coraggio, complicità, sesso e amore. A me che sia un narcisista, un manipolatore, un semplice stronzo mi frega poco ormai… sono io che ho permesso tutto questo. Sono certa che ci sono in giro donne forti che riconoscono subito questi uomini senza fare tutte le ricerche che ho fatto io e senza dargli il tempo di razziare nella loro vita e riservano per loro sonori calci in culo oppure sanno bene come rispondere…sanno litigarci. Io non sapevo farlo. Io mi sentivo annientata dalle sue parole di rimprovero, dalle sue insinuazioni che mi facevano sentire una poco di buono. Il problema, diceva lui, è il tuo che devi fare i conti con i tuoi sensi di colpa.
    Avrei potuto cogliere in questo conflitto delle intuizioni empatiche e risolvere, insieme a lui magari, delle ferite mai guarite, ma invece mi disprezzava per questo e mi accusava di essere immatura. Un sacco di stronzate che tuttora mi nauseano a pensarle. Sarò pure superficiale, ma l’amore che passa attraverso questa merda mi fa schifo.

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    1. Olga tutti ci sentiamo ridotti ad una montagna di concime per fiori, ma cosa vogliamo fare? Vogliamo rimanere incollati a questo è fustigarci per il resto dell’esistenza? Ok là fuori ci sono donne che uno così lo sotterrano al primo starnuto e allora? Devo anche sentirmi in colpa per questo? Anche per me l’ostacolo grande è perdonarmi, anche a me ha fatto sentire così, ma non ho intenzione di sedimentare nel suo letame, quello vissuto non è mai stato amore, l’amore non passa attraverso tutto questo, lui non è e non sarà mai in grado di vivere l’amore, non avrà mai nessuna empatia nei confronti di nessuno, Punto.
      Bisogna andare a capo Olga, cerca di abbassare il tuo livello di rabbia, forza cara è dura ma se ne deve uscire da questo tormento.
      Abbraccio

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    2. Ciao Olga, condivido la sensazione di impoverimento, il sentirsi rapinata della parte migliore di se e in un certo senso di avere definitivamente perso l’innocenza nei rapporti umani.
      Sono meno d’accordo sulla colpevolizzazione, sei forse un po’ troppo dura con te stessa. Ci saranno pure donne capaci di tenerli a bada, e sono sicura di essere stata una di quelle in tante occasioni, di avere subdorato la trappola tante volte ed essere riuscita a schivarla più o meno consapevolmente, ma senza tanti problemi. E forse in altri contesti lo sei stata anche tu.
      Ci sono però momenti diversi, situazioni diverse, almeno per me è stato così. Non permettere ai sensi di colpa di invadere tutto il territorio. Ci sono cose che non sempre possiamo governare, sto cercando di fare pace con i miei limiti, non sentirmi onnipotente e di conseguenza responsabile del male del mondo.
      Perché questi sono il male del mondo e quando ti capita puoi solo soccombere o reagire. Ho scritto più volte che nonostante tutta la sofferenza, mi devo pure considerare fortunata 😐 non ce l’ho in casa, non ci ho costruito una famiglia, non ci ho avuto dei figli.
      Ho pagato un prezzo assurdo e spero, non ne sono ancora convinta, che abbia un senso. Spero con tutte le mie forze che sia vera la frase: il maestro arriva quando l’allievo è pronto. Ecco io non mi sento pronta e non avrei mai voluto vivere questa ‘evoluzione’ quantica. Ma tant’è. Ho detto basta a rimurginare e flagellarmi è solo altro tempo che regalo allo stronzo.

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  14. Stessa cosa per me, la sua ex era fredda mentre io ero affettuosa ma da essere tenera di cuore sono diventata soffocante.
    La sua ex era fredda da quel punto di vista mentre io ero passionale, poi mi ha giudicata come una poco seria.
    Mi ha lasciato addosso la paura di conoscere qualcun’altro, mi ha fatta sentire una facile, mi rimbomba la sua frase in testa:”io non sono come te, io non faccio ca*** schiaccia ca**”.

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  15. Articolo molto bello, però fatemelo dire: la questione “quantistica” è proprio fantasiosa. In fisica non c’è nulla di simile, è tutto molto meno “corrispondente” e molto meno “mistico”. Il resto è esatto. L’idea del compagno di cella è… brrrr! Eppure, come ci si casca!

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    1. Concordo! Tuttavia ogni sopravvissuto trova una chiave di lettura per guarire dell’abuso e le parole di Melanie Tonia Evans hanno aiutato molte persone. Posso non concordare anche con la funzione che lei attribuisce a queste persone nella nostra vita, perché secondo la mia visione sono arrivati per bloccarci e non per illuminare le nostre zone d’ombra. Ciò non toglie che ‘articolo offre diversi spunti di riflessioni molto interessanti. Abbracci a te!

      Piace a 1 persona

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