Perché l’abuso narcisistico genera un potente legame traumatico

https://narcwise.com/2018/03/17/trauma-bonding-codependents-narcissists/
Autrice: Maggie McGee è Master in Psicologia e mental coach specializzata nel trattamento delle vittime di abuso narcisistico. È fondatrice della pagina http://www.narcwise.com
Trad. C. Lemes Dias

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Siete codipendenti e state lottando per lasciare una relazione con un/a narcisista maltrattante? Scommetto che siete in un inferno e che tutto vi sembra più grande di voi, di modo che lasciare il/la narcisista vi appare impossibile. Siete consapevoli del perché vi sentite in questo modo? La risposta sta nel potere dei legami traumatici per i codipendenti.

È nostra filosofia che con la conoscenza tradotta in azione, il cambiamento avrà luogo. Per aiutarvi a iniziare a distaccarvi dal/la narcisista maltrattante e alla fine rivendicare la vostra libertà, capire ciò che sta accadendo è imperativo per voi.

La prima cosa da capire è che siete stati sottoposti a un vero lavaggio del cervello attraverso il ciclo dell’abuso narcisistico che ha innescato un legame traumatico. Di conseguenza, potete sentirvi totalmente nelle mani del/la narcisista. Ciò è causato dall’attaccamento emotivo e dalla dipendenza psicologica che si è venuta a creare attraverso il legame traumatico.

Se vi siete scoperti anche codipendenti, avete schemi radicati di pensiero e comportamento che stanno rafforzando ulteriormente questi legami traumatici. Questi modelli, stabiliti da precedenti esperienze di abuso, non vi stanno dando la forza adatta alla liberazione.

Si tratta di una questione molto difficile da affrontare. Ma dobbiamo comunque farla, indipendentemente dalle difficoltà che insorgono.

Il distacco non avverrà rapidamente finché l’elemento codipendenza non verrà affrontato. Inoltre, lavorare su questi modelli è fondamentale per immunizzarvi dai futuri predatori narcisistici.

Quindi, cerchiamo di approfondire la questione. Alcuni degli elementi che vi darò saranno difficili da digerire, ma potete farlo. Dovete farlo. Il vostro meraviglioso sé ha bisogno di questo. Perciò: coraggio! Facciamo il punto.

Sfidare la vostra codipendenza non farà altro che aiutarvi a uscire dalla modalità di sopravvivenza e dalle ripetute relazioni abusive che vi hanno causato così tante ferite.

Otterrete un enorme vantaggio nel reclamare il vostro potere, libertà e gioia.

IL CICLO DI ABUSO NARCISISTICO E LEGAME TRAUMATICO

In Why is it so hard to leave an abusive relationship with a narcissist? gli effetti disabilitanti del ciclo di abuso narcisistico e del legame traumatico sono stati spiegati. Vi consiglio di controllare prima di leggere questo articolo. Comunque, vi faccio un breve riassunto.

Il ciclo dell’abuso narcisistico si riferisce alle tre fasi delle relazioni narcisistiche: idealizzazione, svalutazione e scarto. Di fondamentale importanza per comprendere i motivi per i quali è così difficile identificare le tattiche usate dal/la narcisista durante l’idealizzazione e la svalutazione, utilizzate proprio per tenervi intrappolati nella relazione.

Il love bombing satura la fase di idealizzazione, generando un rapporto di qualità SCONVOLGENTE. Vi affidate al/la narcisista per avere l’adorazione che causa l’euforia che sperimentate.

Passando alla svalutazione, la necessità di dominare e controllare del/la narcisista viene a galla. I narcisisti iniziano l’abuso mettendo in atto strategie progettate per svalutarvi completamente (ad es.: il gaslight, il rifiuto, la triangolazione, le campagne diffamatorie, l’isolamento, ecc.).

Il legame traumatico inizia durante la svalutazione. Mentre vi maltrattano e abusano di voi, i narcisisti sono molto attenti a includere anche occasionali bombardamenti amorosi.

Il rinforzo intermittente vi assicura di continuare a rincorrere gli stati euforici che ora credete di aver bisogno per sopravvivere. Per voi si tratta di rincorre il loro amore e attenzione (anche se versioni false di questi!). Occasionalmente, quando vi danno ciò che volete, questo vi dà speranza. Ecco l’aggancio che vi fa rimanere, credendo che le cose possano tornare al modo in cui erano quando vi siete incontrati per la prima volta.

I legami traumatici sono continuamente rafforzati in questo ciclo di ferite e conforto, fortificando la vostra dipendenza dal narcisista.

COSA SIGNIFICA ESSERE UN CO-DIPENDENTE?

Narcisisti e accoppiamenti con dei codipendenti sono estremamente comuni. Pertanto, è ragionevole pensare a come si sviluppa il legame traumatico per i codipendenti.

La codipendenza è un modello di abilitazione e controllo di tratti e comportamenti altrui. L’autostima del co-dipendente è legata ai comportamenti e ai bisogni degli altri. Viene sviluppata attraverso relazioni significative in cui l’altra parte ha comportamenti compulsivi o di dipendenza, essendo altrimenti malato; oppure viene eretta su disfunzioni e/o abusi nella famiglia di origine.

In quanto codipendenti, vi sentiti in balia degli altri. Percepite che la vostra esperienza di dolore o felicità è interamente guidata da persone significative nella vostra vita. Questo è del tutto comprensibile nel senso che se quella persona, che ritenete significativa, vi maltratta, voi automaticamente soffrite. Quando, invece, sono “modalità love bombing”, siete felici.

Sfortunatamente, questa correlazione s’incancrenisce al punto in cui vi assumete la responsabilità delle azioni e dei comportamenti dell’altro. Ciò porta alla convinzione che ciò che fatte o dite provoca il loro comportamento e le loro azioni. Di conseguenza, i vostri comportamenti di abilitazione e controllo riguardano in realtà il tentativo di trascorrere la vostra esistenza basandosi su queste convinzioni.

Diventare persone compiacenti, incapaci di dire di no, convalidare il comportamento disfunzionale di un altro significativo, sacrificare i vostri bisogni per quelli degli altri ecc., sono tutti segni distintivi della co-dipendenza (per maggiori informazioni sulla co-dipendenza leggete  Conceptualising codependency:  The real meaning & What the hell are boundaries: Overcoming legacy of abuse and narcissism*). E tutte queste cose hanno senso quando capirete che a guidare la macchina è la convinzione che se riuscite a far funzionare tutto bene, loro, gli abusanti, saranno felici, e quindi lo sarete anche voi.

Il problema è che, naturalmente, non siete i responsabili dei comportamenti e delle azioni di chiunque altro oltre a voi stessi. In effetti, non potete controllare nessuno tranne voi stessi. Per i codipendenti che non hanno ancora iniziato il lavoro di recupero, questo discorso può sembrare “senza capo né coda”.

CODIPENDENTI E NARCISISTI

In quanto codipendente e insaziabili donatori, siete i bersagli ideali per dei narcisisti, insaziabili acquirenti. Dall’inizio della relazione, le vostre convinzioni su voi stessi e sul mondo sono già programmate da precedenti esperienze di abuso e legami traumatici.

Normalmente, parte della funzione del legame traumatico per il narcisista è di assicurare il potere e il controllo dell’offerta che brama. Come codipendenti, tuttavia, siete pronti per soddisfare queste esigenze sin dall’inizio.

Perché sono così sicura? Date un’occhiata a queste caratteristiche che derivano dall’abuso narcisistico e dai legami traumatici:

  • la vostra autostima sembra interamente dipendere dal/la narcisista;
  • negate i vostri bisogni e vi concentrate esclusivamente sul farli combaciare con quelli del/la narcisista;
  • i vostri limiti sono inesistenti o molto deboli;
  • comunicare i vostri bisogni è quasi impossibile perché non sapete nemmeno più cosa sono;
  • vi prendete la responsabilità e la colpa delle azioni e dei comportamenti del/la narcisista;
  • la vostra paura dell’abbandono è invalidante;
  • avete un intenso bisogno di approvazione da parte del/la narcisista.

Ecco il punto… sappiate che questi sono tratti che indicano codipendenza.

Quindi, sin dall’inizio, siete perfettamente “progettati” per dei narcisisti. Nutrire i loro bisogni egoici è dato come scontato per voi. Soddisfare i bisogni degli altri era diventato il vostro modo di agire nel mondo, ed è probabile che tutto ciò che conoscete e che riflette la vostra idea di amore abbia a che fare con la co-dipendenza.

EFFETTI DEL LEGAME TRAUMATICO PER I CODIPENDENTI

Quindi, perché il legame traumatico per una persona già codipendente è diverso? Ora vi spiego.

Quando il legame traumatico entra in azione con il/la narcisista, è probabile che lo riconosciate come “l’amore è così, questo è ciò che accade nelle relazioni”. Ciò rende il riconoscimento dell’abuso ancora più difficile per voi di quanto non lo sia per le persone non codipendenti. Non avete avuto nessun modo di comparare cosa significa essere o vivere relazioni significative in modo sano, di modo che per voi certi maltrattamenti sono normali. Ecco perché per voi è molto più complicato lasciare un/a narcisista.

Dopodiché il legame traumatico per i codipendenti rafforza tutto ciò che sanno e hanno conosciuto su loro stessi e sul mondo. Il che, di conseguenza, rafforza i legami con i narcisisti e alimenta indiscutibilmente i sistemi di credenze che si portano appresso da una vita.

Come tutto ciò avviene? Il vostro dialogo interiore vi ha sempre detto che per essere ritenuti “abbastanza bravi” l’approvazione andava cercata esternamente, che doveva provenire dagli altri e che poteva essere raggiunta soltanto attraverso il dare, dare e dare. Ad un certo punto vi siete ritrovate/i con un/a narcisista che verbalizzava tutto questo e chiedeva che i suoi bisogni fossero soddisfatti, il tutto sotto la minaccia di infliggervi dei maltrattamenti. Naturalmente, con i narcisisti, le aspettative di perfezione e lo spostamento dei pali sulla porta significavano una sola cosa: che non potevate MAI realmente soddisfare i bisogni che esprimevamo.

Affermare che il legame traumatico rafforza i sistemi di credenze dei codipendenti è davvero, un po’ riduttivo. Per rendervi meglio l’idea di cosa intendo dire, pensate che il legame traumatico per i codipendenti con dei narcisisti è un po’ come accendere l’interruttore sulla modalità di autodistruzione di una bomba.

L’altra sfida aggiuntiva quando trattiamo i codipendenti è la loro convinzione che il lavoro da fare vada svolto attraverso gli altri. Il loro valore personale sembra legato a questa ottica e guida quasi tutto ciò che fanno. “Riparare persone rotte” è per loro come assicurare nutrimento a dei narcisisti. Devono credere che stanno aiutando e riparando gli altri per sentirsi utili. E quante altre persone difettose in giro ci sono, oltre i narcisisti?

Per questo dico che il modo in cui i legami traumatici con dei narcisisti funzionano per i codipendenti è diverso.

Dovete spezzare la vostra codipendenza dal/la narcisista in modo mirato, così come dovete affrontare la vostra dipendenza nel dare ogni singola parte di voi stessi agli altri per sentirvi degni.

È POSSIBILE LIBERARSI DAI LEGAMI TRAUMATICI?

Assolutamente! Non mentirò, ci vuole un duro lavoro. Ma POTETE FARLO! Migliaia e migliaia di persone nel mondo sono riuscite, perché voi no? Quindi non c’è nessuna ragione per pensare negativamente.

Mentre ho evidenziato come i legami traumatici per i codipendenti differiscono, non credo sia più difficile per voi liberarvi di quanto non lo sia per persone non codipendenti. L’abuso narcisistico e il legame traumatico sono estremamente dannosi da qualsiasi angolazione li guardiamo.

Cosa voglio dire con questo? Che il vostro viaggio di recupero va affrontato tenendo conto dei tratti e dei comportamenti codipendenti. Il recupero includerà pratiche di consapevolezza come:

  • Apprendere e riconoscere in voi stessi i tratti della codipendenza;
  • Chiamare in causa voi stessi mentre state adoperando questi schemi di pensiero e sfidare la loro verità falsata;
  • Connettervi con le vostre emozioni per scoprire la realtà e la vostra autentica verità – che si trova al di là degli schemi di pensiero programmati sin dall’infanzia.

Adottate queste pratiche, e vedrete che la vostra liberazione dai legami traumatici arriverà. Tenete gli occhi ben aperti.

Solo un ultimo appunto per salutarvi: l’anima profonda che scoprirete quando lavorerete, da codipendenti, alla vostra liberazione dal narcisista, sarà a dir poco trasformazionale. Immaginate di vivere una vita in cui il mantra del tipo “dovrai essere abbastanza bravo/a, dovrai rendere felici gli altri” sarà cambiato per “sono molto più che ‘bravo/a’ e posso essere felice per conto mio”!

130 pensieri su “Perché l’abuso narcisistico genera un potente legame traumatico

  1. Quello che descrive l’articolo sono io!
    Tutto il percorso, dal love bombing alla svalutazione allo scarto e probabilmente alla ripresa di un nuovo e anche se moderato love-bombing.
    E poi tutta la fase di dipendenza con la necessità di soddisfare l’altro per essere (apparentemente) felice io stesso.
    E poi la sofferenza atroce nella fase di svalutazione e scarto.
    E poi, finalmente, la fase di consapevolezza, durissima, lunga, probabilmente per me non ancora del tutto completata (ci sono ancora dei momenti in cui devo sforzarmi di vedere le cose per quello che sono).
    E’ un percorso difficile ma si può fare, si deve fare!
    “dovrai essere abbastanza bravo/a, dovrai rendere felici gli altri” sarà cambiato per “sono molto più che ‘bravo/a’ e posso essere felice per conto mio”! Questo è l’obiettivo, spero di poter dire che ci sono almeno vicino.
    Un abbraccio a tutti e un invito a fare esattamente il percorso descritto.

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    1. Ce la farai, carissimo Gianni. Immagino che il lavoro che hai fatto con il tuo terapeuta ti abbia portato a comprendere questo meccanismo. A volte bisogna mettere il dito nella piega per disinfettare affinché il nostro circolo vizioso venga disinnescato. Credo fermamente che siamo stati programmati per cercare di rendere felici gli altri e abbiamo finito per metterci in disparte totalmente. Abbraccio grande a te e grazie di esserci!

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      1. E’ vero Claudileia, a volte più che mettere il dito bisogna affondarlo nella piaga per poterla disinfettare veramente…e fa un male cane. Siamo stati programmati per cercare di rendere felici gli altri dimenticandoci completamente di noi, di ciò che ci fa stare bene e dei nostri bisogni. Come dice Gianni ci siamo impegnati fino allo stremo delle forze per soddisfare ogni più piccolo desiderio, per assecondare anche le pretese più assurde, per essere finalmente i compagni “degni” per poi trovarci sempre con un pugno di mosche, sperimentare ogni giorno il fallimento di ogni tentativo, la frustrazione dell’immobilismo, il dolore atroce della costante svalutazione.
        Sono cresciuta pensando che l’amore bisogna meritarlo e occorre fare molti sacrifici ma soprattutto non si può sbagliare. Ho sempre pensato che bisogna fare 1000 per avere 100. E se faccio 999 sono in difetto di 1. Rispetto ai suoi sguardi di disprezzo e le sue urla mi sentivo profondamente sbagliata e mi sforzavo di correggere il modo di essere, di dire, di fare per essere migliore ai suoi occhi e quindi sentirmi meritevole di affetto. Più facevo e più venivo corretta, il mio modo di fare era per lui intollerabile, negli ultimi mesi me lo ripeteva sempre. Apparirò ridicola e stupida ma giuro che nel tentativo di raccogliere un disperato cenno di affetto o sensibilità dei miei confronti e dopo aver provato di TUTTO per sedare la sua furia e il disprezzo nei miei confronti sono perfino arrivata a cucinare ogni settimana un dolce diverso che gli potesse far piacere, ho acquistato tutti gli strumenti adatti, ci ho messo entusiasmo e impegno. Il mio cervello ormai non funzionava più. Mi rendo conto fino a che livello di umiliazione questi individui ti spingono e oggi provo profonda tenerezza per quella donna che ero in quei mesi tanto che a volte mi abbraccio da sola per sentire meno freddo dentro. Hai ragione Gianni, la sofferenza è atroce a seguito della svalutazione e, nel mio caso, dello scarto brutale.
        C’è ancora della strada da fare e articoli come questo sono importanti per ricordarmi chi non voglio più essere. Gianni questo articolo parta di te, di me, di noi. E chissà che un giorno a quell’obiettivo ci arriveremo davvero
        Un abbraccio grande

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      2. Cara Mirò, come ti capisco. Sai quante cenette ho preparato, quante bottiglie di vino ho comperato, quello buono perché siamo buongustai. Come quella volte al suo compleanno: regalo, cena a sorpresa fuori dopo due settimane di ricerca del ristorantino giusto per non tornare in quello dell’anno prima. Lei col telefonino a guardare i messaggi di auguri e alla fine, allontanandomi finché la abbraccio “grazie, vedo che sei ancora innamorato ma per me anche se mi porti fuori a cena non cambia niente”. Il tutto davanti ai ragazzi.
        Per non parlare di altre umiliazioni in ambiti molto più intimi. Disposti a tutto per dimostrare di amarli. Che tristezza.
        E adesso dovrei passarci sopra e capire che era solo un suo momento difficile? Io quando ho momenti difficili, anche se posso essere arrabbiato, a torto o a ragione, non sento la necessità di umiliare e distruggere nessuno. Loro sì, per loro è la giusta punizione perché non siamo stati all’altezza di tutte, ma proprio tutte, le loro più assurde aspettative.
        Adesso basta! Il fondo è stato toccato, adesso si risale ed è durissima, e ancora ogni tanto si cade. Ma non ci sono alternative.
        L’assurdo in questo momento è che siccome mi sono allontanato io finalmente, è lei che tenta di organizzare le cenette e se rifiuto mi sottolinea quanto sta male perché sono così lontano…. Va be’ non c’è limite all’incoerenza.
        Un abbraccio e buon fine settimana.

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      3. Momento difficile…sai quante volte mi sono sentita dire che le urla, gli insulti, il disprezzo, l’indifferenza o la fredda distanza erano per via di un momento difficile. Oppure ero io che gli tiravo fuori il peggio. È l’ennesima forma di abuso nei nostri confronti. Ma d’altronde li abbiamo, sicuramente io l’ho fatto, abituati bene: quando le cose vanno bene è merito loro, quando vanno male è colpa nostra! E noi eravamo lì a crederci e a rimboccarci le maniche per risolvere la situazione accusando ogni colpo, anche il più basso, per a sopportazione siamo i primi in classifica.
        Tu ora assisti a un dietrofront perché ti stai allontanando e lei lo ha capito benissimo, nel mio caso un giorno è arrivato il brutale scarto per continuare con un’altra persona con la quale si stava organizzando da mesi ovviamente a mia insaputa. Il tutto mentre io mi spaccavo il cervello per diventare la persona degna di rimanere al suo fianco.
        Guarda non so cosa è peggio, so che si prova una profonda tristezza e un senso di pena per sé stessi e, nel mio caso,una tremenda rabbia.
        No, accettare tutto questo è una violazione della propria identità, non esistono momenti così difficili da giustificare l’abuso su qualcun’altro. Non c’è un motivo abbastanza valido per maltrattare un essere umano. Non ci consideravano abbastanza? Benissimo, bastava allontanarsi! Bastava dirlo, magari dirlo male, urlando anche ma 1 volta!!! Andare avanti a torturare anche chi ti ha fatto un torto è sadismo. E trovare soddisfazione dal farlo. È piena coscienza e consapevolezza.
        E se mai fosse vero che i momenti difficili giustificano un tale comportamento allora dovremmo farlo anche noi! Dovresti farlo anche tu con lei! E invece no, non lo abbiamo fatto e non lo fai. Chiediamo aiuto nella terapia, ci confrontiamo qui sul gruppo, ci interroghiamo sul nostro comportamento con più onestà intellettuale possibile ma non ci appaga l’umiliazione dell’altro. Anche se l’altro finge. Non ci gratifica la vendetta. Non ci impegniamo in una guerra al massacro. Se combattiamo è per costruire e non per distruggere.
        E poi ci si stanca anche di non sentirsi abbastanza. Viene un giorno in cui ci si stanca anche di rimanerci male. E si prova a recuperare,come dice Claudileia, quella parte migliore di noi sepolta sotto una coltre di amarezza.
        Un abbraccio e buon fine settimana anche a te

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      4. “I momenti difficili”
        Con questa scusa ci ha costruito tutto il suo abuso per tutti gli anni che è durato il rapporto, fino all’ultimo ha tentato di tenermi agganciata con questo motivo.
        È vero Mirò, poi ci si stanca di rimanerci male, ci si stanca di camminare controvento, ci si stanca perché poi finalmente capisci che stai lottando per qualcosa che non esiste, se pur doloroso si smette di negare la realtà.

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      5. Cara Mirò solo una cosa. Io ad un certo punto ho usato le sue armi, anche se onestamente non credo di essere arrivato ai suoi limiti. Ma è stato per sopravvivenza. Ero arrivato a provare a togliermi la vita e mi sono detto che no, nemmeno per lei si poteva arrivare a tanto. E ho restituito colpo su colpo per un bel po’, tanto che lei adesso sostiene che siamo alla pari. Poi ci siamo stufati, almeno io, ed è stato il momento in cui ho cominciato il vero distacco. Non rimpiango quei comportamenti e anzi mi fanno quasi ribrezzo, ma so che non esiterei ad essere ancora molto duro con lei se subissi qualche nuovo attacco o tentativo di abuso o manipolazione palese. Così è stato per esempio quando ho capito che l’apertura alla terapia di coppia era una presa in giro che serviva a prendere tempo e a togliermi la possibilità di avere una via di fuga materialmente sostenibile. In quel caso le ho sfogato addosso tutta la mia rabbia.
        Come si dice dalle mie parti (sdrammatizzando un po’): boni sì, ma no cojoni…. Scusa il francesismo!
        Un abbraccio grande.

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      6. Io invece rimpiango di non aver avuto quello scatto di orgoglio necessario per difendere la mia dignità. L’esito sarebbe stato comunque lo stesso probabilmente ma io avrei difeso me stessa. Al tempo non sapevo nulla di narcisismo, non facevo la terapia e non conoscevo questo blog. Ero assolutamente convinta di essere la sola e unica responsabile di ciò che stava accadendo, che avevo fatto qualcosa per cui meritavo quel trattamento e la mia testa era completamente impegnata a trovare un modo per essere migliore e salvare quella relazione che mi appariva come la grande occasione che stavo distruggendo…
        Se la difesa è un diritto oggi so che anche l’attacco lo è se serve per difendere i nostri sani confini da chi ci manca di rispetto, calpesta la nostra dignità o gioca coi nostri sentimenti.
        Un abbraccio

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      7. Cara Mirò, io da questo punto di vista devo ringraziare il mio terapeuta. Lui non usa termini che si usano qui (no contact per esempio) ne parla apertamente di narcisismo patologico (di personalità disturbata riferendosi a mia moglie sì, esplicitamente). Ma mi ha sempre invitato a difendermi dagli attacchi, che ha più volte definito sadici, di mia moglie. Mi ha sempre detto che è un mio diritto farlo, ed è anche un dovere verso me stesso. E se qualche volta si passa qualche limite (mai quello della violenza fisica) non mi devo sentire in colpa. Lei ha fatto ben di peggio.
        Credo che quando c’è in gioco la nostra integrità, fisica e morale, qualsiasi mezzo di difesa sia lecito, anche qualche contrattacco preventivo.
        Un abbraccio!

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      8. Ciao Gianni, anch’io ho ricevuto questo consiglio dalla mia terapeuta dalla quale però ho iniziato ad andare praticamente sul finire della relazione, un mese prima dello scarto definitivo. Qualche mese più tardi, avendo scoperto molte bugie e avendo messo insieme qualche pezzo di questo complicato puzzle, ho provato, sebbene tardivamente, a cercare di difendere la mia persona chiedendo una spiegazione (nemmeno delle scuse) ma ho incontrato altrettanta rabbia e aggressività, altre accuse, insulti e di nuovo minacce.
        Non ho difeso adeguatamente me stessa prima, non ho potuto farlo dopo. Posso imparare a farlo adesso…
        So che oggi sono diventata intollerante verso la più piccola forma di maleducazione e di mancanza di rispetto verso di me e reagisco probabilmente in modo eccessivo, devo trovare la giusta misura ma non posso più permettere che qualcuno abusi ancora della mia persona.
        Buona domenica a te e a tutti

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      9. Cara Miro hai centrato il problema su una cosa che mi sta a cuore questo periodo. Sto rivalutando molti rapporti di amicizia . Questo blog mi ha aiutato anche in questo percorso . Come bene hai detto tu non tollero più gli abusi anche se sottili di una amica che fa il bello è il cattivo tempo a seconda del suo umore. Ormai tollero davvero poco . Chi ti vuole bene ti rispetta e non ti butta m…addosso ne ti aggredisce . Piuttosto da sola senza nemmeno amiche se non sono quelle giuste . La gentilezza e il rispetto la trasmetto a tutti e da ora in poi la pretendo. Un abbraccio gruppo ..s tutti

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      10. La schiettezza cara Alma ha sempre dato un certo fastidio perché sa di verità e la verità non è per tutti. Però una delle cose che questa terribile esperienza mi ha insegnato è scegliere: cosa mi va, cosa mi piace, cosa mi fa stare bene e cosa no e di conseguenza anche le persone. Non significa diventare egocentrica o peggio egoista ma sapere che esisto anche io e non mi devo scusare per questo. Io valgo né più né meno degli altri.
        Come dici tu Mirna non tollero più molto ma soprattutto non tollero più quella forma anche sottile di abuso che percepisco dalle persone. Sì tratta di trovare un sano equilibrio indubbiamente, una giusta misura per rapportarsi agli altri senza scadere nell’aggressività. Dopo tanta cattiveria e violenza sento di aver bisogno di gentilezza e della bellezza di un piccolo gesto che nutre cuore e anima. Non posso e non voglio perdere le mie parti migliori che sono state a lungo abusate ma che hanno un valore, lo hanno per me e che, se le coltivo e le conservo, le potrò donare a chi avrà voglia di condividerle con me e che saprà riconoscere come preziose.
        Buona giornata a tutti

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  2. Molti di questi punti valgono anche con chi ci convive in famiglia, i meccanismi sono gli stessi –
    Ho capito che non bisogna mostrare paura altrimenti è la fine.
    Bisogna denunciare, contattare avvocati, raccontare tutto in giro, trovare testimoni.
    Non bisogna dargli tregua

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  3. Tutto assolutamente sacrosanto. Mi piace anche la grinta e l’ottimismo dell’autrice. Sono sicura che ne usciremo e che potremo essere di aiuto e conforto anche agli altri. Grazie di cuore Claudileia

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  4. Beh…anche io mi ritrovo nell’articolo ma direi che sono dinamiche che accomunano un po’ tutti coloro che hanno subito tali abusi, quindi siamo tutti codipendenti?
    In quest’ultimo più deciso distacco, anche se 5 mesi sulla carta appaiono pochi, sento una trasformazione che le altre volte non avevo mai provato, la consapevolezza e la convinzione di tagliare ogni legame con questa persona è tangibile.
    Quello che rimane è la sensazione che mi abbia rubato qualcosa, che si sia portato via qualcosa di me che non avrò mai più.
    Spero di farcela e che questa trasformazione non sia solo una sensazione.

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    1. Cara Alma, il termine dipende della linea seguita dal terapeuta.Credo però che dopo la vera trasformazione personale nessun altro termine identificativo che ci getti nel passato serva più. Quindi, ai fini della comprensione dei meccanismi che ci hanno portato a queste relazioni una denominazione chiara è utile. Penso che nulla ci sia stato sottratto di modo irrimediabile. Semmai hanno seppellito la nostra leggerezza sotto una coltre di amarezza. Divelta la nebbia c’è il potenziamento di ciò che eravamo. Basta esserne convinte e lavorarci su. Abbracci.

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    2. Ciao Alma,
      È vero quello che dici, anche dopo avere imparato a riconoscere gli schemi e a non cadere più nelle sue trappole, ancora oggi ogni sua manifestazione di presenza (purtroppo anche stamattina) mi fa rimanere male e sentire indifesa per qualche ora. Per fortuna abbiamo acquisito una conoscenza che prima neanche lontanamente immaginavamo. Questo mi fa superare meglio la prostrazione.
      Un abbraccio

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      1. Eh già Speranza, sicuramente la consapevolezza che abbiamo ora ci aiuta ma io  questa volta mi sono imposta una regola imprescindibile: proteggermi più a lungo mi sarà possibile da sue eventuali riapparizioni.
        Mi infastidisce solo il pensiero di vederlo o sentirlo, conosco molto bene il suo approcciarsi che, visto ora dall’esterno,
        è  estremamente viscido e patetico.
        Bloccarlo per me è stato poter decidere io, per la prima volta, cosa volevo per me stessa.
        Un abbraccio a te.

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      2. Diciamo vedere la loro miseria – ora che ci stiamo risvegliando dallo stordimento che ci hanno procurato – è desolante. Sono penosi e non si ha proprio voglia di saperne di loro. Curioso, mentre lo scrivo mi rendo conto che solo qualche settimana fa non sarebbe stato possibile. Speriamo di continuare così!
        Buona serata

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      3. Cara Speranza più il tempo passa lontani da loro é si ha sempre meno voglia di riaverli attorno e anche nei pensieri….é una bella sensazione…ed é un segno che la dipendenza ormai sta venendo meno.
        Io purtroppo ho sognato l’ex np stanotte…spero che prima o poi smetta di ripresentarsi anche nei sogni, visto che nella realtà non gli è riuscito di riagganciarmi😄
        Un abbraccio

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    3. É vero Alma, quando finalmente si riesce a stare del tempo senza contatti (5 mesi non sono affatto pochi, anzi) si inizia a vedere molto più chiaro, per me è stato un graduale svelarsi si consapevolezze di tasselli che piano piano hanno formato il quadro. Quelli che é emerso mi ha fatto anche molto male, ma ha rinforzato in me il desiderio di proseguire nel non voler più contattare l”ex np. A gennaio sarà un anno e spero di festeggiare il traguardo con tutti voi.
      Restano strascichi,sicuramente. Dici che é come se ti avesse tolto qualcosa….é vero. A me ha tolto la fiducia nel prossimo visti che nelle nuove conoscenze lascio perdere al minimo cenno di qualsivoglia problema…
      La cosa più brutta, che spero di superare, é quella di avermi fatto credere, con tutti i suoi comportamenti dei tre anni di relazione che io non merito un compagno vero e presente ma vadk bene solo per qualche sporadico divertimento. Tolgono sempre qualcosa di fondamentale. Ma per fortuna sono cose che possiamo ritrovare continuando il nostro percorso lontani da loro e dalle loro false vìte.

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      1. Cara Spirito Libero e Cara Alma,
        Mi intrufolo nel dialogo per confermare che 5 mesi non sono affatto pochi e infatti gli effetti positivi della disintossicazione sono evidenti.

        Mi addolora leggere Spirito Libero e la sua storia di persona trattata come indegna di una relazione completa e rispettosa. Mi addolora perché è anche la mia storia.
        Però questo articolo è molto utile per quelli come noi che si butterebbero nel
        fuoco per strappare un gesto d’affetto.
        Da qualche mese, dopo molto subbuglio emotivo e paura di quello che andavo vedendo, mi tolgo ogni giorno uno strato di co-dipendenza verso np e non solo. Lo stato di totale soggezione al quale mi ha condotto una madre anaffettiva, capace di ricatti, silenzi e colpevolizzazioni terribili su di me e su mio fratello, sta sgretolandosi. E cadendo, esso trascina giù dal piedistallo tutti quelli che in questi lunghi anni sono venuti da me aspettandosi sempre e solo dei “sì”.
        Anche la persona che mi ha così tanto umiliata e di cui racconto molto qui, ebbene anche questa persona adesso non ha più lo stesso potere su di me. Io ho ancora paura di incontrarla e quindi sto protetta al massimo, ma sento nascere una consapevolezza nuova in me, cioè che qualcosa di buono lo so fare anch’io, diamine! A partire dal dire sì o no secondo i miei desideri e non quelli degli altri.
        Nel frattempo, np “sente” che gli sto sfuggendo e intensifica i suoi tentativi di riaggancio. L’altra sera messaggio che comunicava che lui era all’estero (cioè, voleva dirmi: non sei solo tu quella che viaggia, lo faccio anch’io, sono un uomo tosto io, quelle come te che vivono sole e indipendenti le annullo come e quando voglio).
        Non gli ho risposto evidentemente, ma soprattutto non ci ho pensato se non per ripassare lo schema col quale agiscono.
        Insomma, forse comincio a stare meglio, se è accaduto a me è possibile per ognuno di noi. Vi penso spesso tutti, a voi e Claudileia in primis la mia gratitudine. Sempre.

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      2. 5 mesi per me sono un primo traguardo, tutti gli altri tentativi di no contatto sono stati interrotti prima, perché non lo avevo mai bloccato, poi non lo so, forse questa volta non mi avrebbe cercata comunque.
        Io non temo di incontrarlo perché penso riesca di nuovo a riprendermi, temo di incontrarlo perché so che mi provocherebbe, probabilmente gli vomitarei addosso quel rimasuglio di rabbia che ho ancora, é gia accaduto le altre volte e questo rifornimento non glielo voglio dare.
        Abbraccio a tutti

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      3. Purtroppo sappiamo che loro si nutrono anche delle nostre scenate e dei nostri insulti. Proteggiamoci e stiamo alla larga per non dare loro più niente di noi. Neanche briciole.

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      4. Cara Speranza, grazie delle tue parole…sento molta comprensione e questi, credimi, é un grande conforto per chi, come me, e come tutti noi, si é sentita trattare meno di zero da chi aveva valore per noi. Sono contentissima che la tua disintossicazione proceda….ogni giorno si aggiunge un mattoncino alla costruzione del nostro nuovo sè. Imparare a mettere noi al primo posto, non accontentarci di chi offre solo briciole e imparare a relazionarci con chi merita e ricambia appieno le nostre attenzioni. Come diceva Nietzsche “Dobbiamo liberarci dell’idea che dobbiamo andare d’accordo con tutti: le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili, le rarità ai rari”.
        Un grosso abbraccio 🌸

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      5. Ti comprendo eccome Spirito Libero, come se tu fossi qui davanti a me.
        I mattoncini sono importanti, a volte molto pesanti, come quelli di questo periodo. Mio malgrado, ho ammesso per la prima volta che la morte di mia madre è stata la mia salvezza. Mi sento un mostro a dirlo, ma è la verità. Lei è stata il mio primo carnefice – spero inconsapevole, non ho la forza nè l’interesse di indagare – e mi ha “consegnata” a tanti altri sfruttatori. Fino all’ultimo che sai. Mi sembra di dover dissotterrare una catena pesantissima, ogni anello una storia di umiliazione che si poteva evitare avendo avuto gli strumenti.
        Mi salva ciò che la terapeuta definisce “un incredibile attaccamento alla vita” ed è il tratto principale del mio carattere.
        Prendiamo questo grande aspetto positivo che ci accomuna – lo sento – e scardiniamo ogni catena pesante o leggera che sia.
        Abbraccio forte a te

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    4. Alma più o meno il tempo e lo stesso 3 mesi e mezzo ma comincio a pensare davvero che anche se hanno rubato qualcosa a noi anche noi abbiamo imparato e se pur finto abbiamo avuto un pezzo di uno specchio dove volevamo rifletterci e dal quale volevamo dipendere : l amore. E loro so sono materializzato in quello che volevamo credere

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  5. Mirò, non sentirti ridicola e stupida, non lo sei.
    Anche io gli cucinavo di tutto ma a lui non interessava (però stramangiava), voleva una ragazza che lo soffocasse di meno (a detta sua).
    Noi abbiamo dato noi stesse per avere ZERO, anzi meno di zero.

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  6. Io vivevo per un suo sorriso.
    Pensavo “se ogni tanto mi sorride c’e’ speranza”.
    Inutile dire che ne elargiva pochissimi.

    Più tardi nella relazione pensavo: come può un uomo tanto sensibile all’arte, cinema, musica, teatro, letteratura, essere davvero senza speranza?
    Inutile dire che questo pensiero alimentava la speranza.

    E così via.
    Tutte utili maschere, ora lo so. All’epoca lo ritenevo impossibile.

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    1. Cara Lucia, le loro maschere sono proprio quello che ci rende quasi impossibile accettare la realtà e che ci hanno tenuti attaccati alle briciole che ci riservavano; un sorriso qua, una cenetta là, un abbraccio su e un po’ di sesso giù. E noi lì a pendere dalle loro labbra. Per fortuna se stiamo scrivendo qui non è più così.
      Ti rispondo anche in merito ai figli.
      Io su questo argomento sono molto prudente e cerco di essere obiettivo. Ho già avuto modo di dire che non ho grandi lamentele. Lei, per quanto lo possa fare magari per garantirsi il futuro approvigionamento, non saprei, è sempre stata una mamma presente, accudente e ha un bel rapporto coi ragazzi. Solo durante il suo periodo più cattivo le ho contestato qualche mancanza puntuale. Io cerco comunque di monitorare il suo rapporto coi ragazzi per cercare di capire se tenti di infuenzarli. Poi io manco spesso da casa per lavoro e quindi è difficile.
      Vedo qualche aspetto caratteriale dei ragazzi che un po’ mi preoccupa perché comunque certi tratti li hanno presi, anche se fino ad adesso non mi sembra siano cose eclatanti. Ci sto attento.
      Un abbraccio e buon fine settimana.

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  7. Grazie Gianni per avere risposto alla mia domanda sui figli in comune con.

    A volte mi chiedo se io non sia TROPPO preoccupata per le conseguenze su mia figlia e da un lato mi rispondo che forse sì e faccio male, proiettando a volte su di lei tratti del padre che forse le appartengono un po’ ma che non sono lei nella sua interezza. Fortunatamente nel passato anno e mezzo in cui in tutti i modi sto cercando di recuperare il nostro rapporto (fino ai dieci anni lei era totalmente succube del fascino e della vita luccicante paterna, e con me ha sempre avuto un atteggiamento molto oppositivo e poco affettuoso, ma solo l’anno scorso ho scoperto il perche’: lui me l’ha sempre messa contro, fin da piccolissima sminuendomi in ogni modo possibile si suoi occhi). Ora sto scoprendo lati positivi di lei che mai nei miei più vividi sogni avrei immaginato, e sto lavorando principalmente su due aspetti: il senso di responsabilità e l’autonomia. Gli aspetti su cui suo padre credo abbia fatto più danni. Non è molto affettuosa, fatica a dare baci e abbracci (a differenza degli altri miei due figli grandi, figli di altro uomo ovvero il mio ex marito, che invece sono molto affettuosi e un abbraccio per gli altri l’hanno sempre). E questa sua “freddezza” ahime’ mi ricorda il padre. Ma inizio a ritenere che forse i suoi tratti più “duri” e meno empatici possano costituire anche la sua salvezza, con un padre così. Voglio dire che io con il mio carattere “debole” non ho saputo riconoscere e fronteggiare il perverso per molto più tempo di lei. Quindi mi dico: forse tutto il male (da trasmissione genetica oltre che ambientale dei tratti paterni) non viene per nuocere.
    Inoltre a volte mi sorprende per come intuisce certe cose molto meglio di sua madre. E molto meglio di me è in grado di mettere paletti e spargere vaffa@ definitivi quando necessari. E allora se riusciremo a evitare gli estremi del narcisismo e dell’empatia (entrambi nocivi secondo me, se appunto estremizzati), potremo avere un futuro di non coazione al compiacimento altrui ne’ di sopraffazione altrui. I due poli tra cui stare in posizione centrale, per me di immenso valore.
    Sarà lunga e dura, ma i passi giusti forse li abbiamo intrapresi.
    Grazie e buon weekend anche a te.

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    1. Cara Lucia io credo che le influenze caratteriali e forse anche genetiche, siano inevitabili. Quello che possiamo dare noi è l’esempio.
      Esempi di empatia e comprensione, ma anche di fermezza e rispetto per sé stessi. In questo senso forse anche i nostri np paradossalmente possono essere di aiuto. Loro sono maestri nel perseguire i loro fini. Riuscire a trasformare il loro eccesso, ovvero la capacità di curare i propri interessi, integrandola con la giusta dose di empatia (che viene evidentemente da noi), può sicuramente aiutare a formare un adulto che sappia coniugare la ricerca della propria felicità con il rispetto dell’altro.
      È chiaro che è un lavoro che si deve fare da soli. Ma credo tu ce la possa fare. E resto convinto (vale anche per me) che i figli capiscano, vedano, sentano, per cui alla fine almeno in parte il lavoro non andrà perso.
      Abbraccio!

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  8. Anche io con il mio carattere debole mi sono fatta sopraffare da un verme. Sono gg che non vi leggevo x problemi in famiglia non ho avuto tempo. Facevo anche da crocerossina ad uno che di empatia ne aveva zero. Mi ILLUDEVO in un cambiamento….speravo….ma lui era così un succhiasangue. Dopo non gli servivo più. Le ho provate tutto x farlo uscire dalla mia vita …ho toccato il fondo elemosinando una chiamata da un uomo….io che affianco ho un uomo meraviglioso. Vi comprendo tutte. Sono fotocopie quasi simili le ns vite. Non mi manca,mi fa rabbia. Forse era una competizione e non volevo essere messa da parte. Forse era il sentirsi scartata come uno straccio. Mi ha usata x i suoi sporchi comodi ed io x due briciole gliel ho permesso. Non sto’ bene ancora. Ma so’ cosa non voglio. Amare è tutt ALTRO. Lui non sa AMARE.

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    1. Ciao Ilaria, ben ritrovata!
      Mi spiace dei problemii, ti faccio i miei auguri per questo.
      Sento che sei ferma e decisa e sono proprio contento.
      Un abbraccio!

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      1. Gianni. Ci provo io. Ma è dura è come se fossi sempre in battaglia…..ma poi x COSA. Non riesco a togliere dalla testa il marciume che era lui. Una competizione alla fine era diventata. Perc lui non sceglieva me.

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      2. Cara Ilaria, ti capisco e capisco quello che senti riguardo al fatto di non essere stata quella “scelta”. Mi sembra di capire che hai già una persona accanto…quindi suppongo si trattasse di non sentirti al primo posto nella mente del narciso (non dico cuore, perchè il cuore non ce l’hanno). Si…è una brutta sensazione, sentirsi quelle della volta ogni tanto quando gira a loro…che la loro vita ce l’hanno e non pensano proprio di cambiarla visto che hanno il doppio comodo della donna fissa e dell’amante (o “amiche” occasionali) per divertirsi.
        Che dire…secondo me non vale proprio la pena avvelenarsi il sangue per delle persone cosi…e purtroppo la verità dura da digerire è che glielo abbiamo permesso e abbiamo permesso loro di trascinarci al loro loro basso livello.
        Alla fine, capisci di essere solo un giocattolo.
        A me per fortuna la sbornia sessuale è passata abbastanza presto, finita la fase “passionale” fatta di incontri clandestini ho proprio compreso che squallore di persona fosse…lo schifo di di vederlo scappare via dopo un incontro come se lo avesse morso la tarantola…ma va a quel paese, ecco. Tieniti la tua corte di donnette che ti credono un grande intellettuale, filosofo ecc…la maschera perfetta di un perfetto nulla.
        Un abbraccio

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      3. Accidenti Spirito Libero,
        Quando scrivi cogli sempre nel segno. Il mio, perlomeno. Che sofferenza essere tenute ai margini da chi ha già la donna della sua vita che lo aspetta, sempre sorridente, che gli cammina un passo dietro ed è bellissima e giovane.
        Che strazio è stato vederli insieme, scoprire la menzogna, sentirsi un’idiota e un autentico rottame di fronte alla loro luccicante bellezza. Perché sono una coppia bellissima per davvero.
        Io non sono brutta, ma sicuramente l’essere scartata come una ciabatta non mi ha fatto sentire bella, mentre essere usata solo per il sesso virtuale e reale mi ha fatto sentire peggio che una prostituta.
        Lui – il chirurgo dei miei stivali (rispetto la professione, ma che ora ogni chirurgo sia un dio… anche no) – circondato dalle “sue infermiere” (così le chiama lui), lui che torna a casa e sembra arrivi il padre eterno, che si concede solo quando si annoia e soprattutto dopo che ha fatto tutto, ma proprio tutto, quello che doveva fare (mentre tu annulli cene con amici, palestra, lavoro, andare dal parrucchiere… lui chiama e tu ci sei. Punto).
        Lui che determina qual è il tuo posto, i tuoi limiti. E tu che li accetti e mandi giù umiliazioni su umiliazioni. Tra l’altro non puoi neanche recriminare nulla perché, se avvolgi il nastro, lui non si è mai sbilanciato a dirti niente di che, ti accorgi che ti ha manipolata alla perfezione, tra il dire e non dire, mostrarsi e nascondersi, così da poter sempre affermare che sei tu quella che ha problemi, che lui non ha mai fatto nè detto alcunché.
        Ma che andassero a quel paese, ridicoli pagliacci, incapaci di offrire nemmeno un’unghia al prossimo.

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      4. Cara Speranza, mi spiace che tu abbia vissuto queste cose …
        Mi sembra di capire che tu abbia scoperto solo in seguito che non era libero?
        Io purtroppo ho l’aggravante che lo sapevo quando ho iniziato la mia relazione con np2.
        O meglio, all’inizio della conoscenza era stato assai vago sulla sua situazione personale…poi si è capito che aveva la donna.
        Io ne ero molto attratta e siccome ero sola in quel momento e lui offriva quello,la cosa è andata bene ad entrambi almeno nelle fasi iniziali, dopo però ho iniziato sentire proprio il suo vuoto umano…il suo essere presente solo per eccitarsi all’idea di trasgredire…non ero io ad accenderlo ma la situazione proibita…fossi stata un’altra sarebbe stato lo stesso, e da lì ho iniziato a provare un certo (e provvidenziale) disgusto.
        Le sue fantasie erano banali e scontate, ma soprattutto non era nemmeno in grado di ritagliarsi il tempo necessario per poterle realizzare…era soprattutto una cosa mentale e mi usava solo per alleviare la sua cronica noia mortale, per ravvivare le giornate della sua scadente vita professionale (nonostante lauree e master) e sicuramente poco passionale vita di coppia.
        Tu dici che la sua lei era bella e giovane e apparivano felici…tutto teatrino cara Speranza. Il teatrino della loro vite ufficiali che agli occhi del mondo devono apparire perfette ed immacolate…ma che non lo sono affatto perchè se lo fossero non avrebbero alcun bisogno di concedersi queste trasgressioni, se lo fanno è perchè sono cronicamente annoiati e affamati di sensazioni ed emozioni che ricavano da noi….
        Anche io mi rendevo sempre disponibile qualora lui volesse vedermi…avevo addirituura modificato i miei giri e i miei orari per essere libera e nelle vicinanze “nel caso”…
        Ora ci chiediamo perchè lo abbiamo fatto ma non importa…è andata e per fortuna abbiamo capito che sono perosne squallide e vuote.
        Lasciamoli pure alle loro vite false, ai loro armeggiamenti penosi, alle loro tristi masturbazioni mentali.
        Un abbraccio

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      5. Non lo sapevo, potevo indagare, ma mi sono fidata di lui. E non mi pento. Staró sicuramente più attenta in futuro ma non mi trasformerò mai in un investigatore.
        Detto questo, scrivi bene su cliché triti e ritriti, le solite fantasie che accomunano tanta parte degli uomini, ma devo dire neanche la capacità di portarle a termine, tanto che io tutto questo sesso fantastico proprio non lo ricordo. Il mio corpo era già molto in allerta e faceva – per fortuna – i miracoli per svegliarmi.
        Oggi posso dire con certezza che lui è stato molto abile ed è un np da manuale (lo dice la psicoterapeuta, non io). Io ho visto in lui da subito qualcosa di molto familiare, il bisogno di quell’unione e di quella famiglia che ho sognato a lungo e alla quale ho dovuto rinunciare (di qui il mio sguardo triste – ma sempre meno per fortuna -quando vedo le luci nelle case degli altri e immagino che siano tutti felici).
        Lui lo ha capito bene e ha preso tutto quello che c’era da prendere della mia umanità e non solo. Io ho lasciato fare fino a che non ne ho potuto più. Ero il suo rifornimento personale: sesso, specchio in cui rimirarsi, complimenti, costanti conferme. Tutto virtuale e poi – quando poteva – incontri a casa sua.
        Lui non mi ha nemmeno mai chiesto che lavoro faccio… figurarsi quanto gli importava di me. Non faceva nemmeno la fatica di pronunciare il mio nome, mentre ne usava di altri … e non certo molto carino. Anche quello, da manuale.
        Baci

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    2. Speranza cara le cose che scrivi assomigliano veramente tanto alla mia esperienza con np2 …anche lui non mi chiedeva niente della mia vita, di mio figlio, del mio passato…loro prendono solo delle “informazioni” all’inizio ma non certo per interesse e desiderio di conoscere ma solo per poter poi agire nel modo più efficace per poterti coinvolgere…
      Anche a me riservava nomi poco “edificanti” in quei momenti lì…poi magari nel salutarci mi diceva “cara” e questi ovviamente creava confusione…tuttavia, sentivo un forte disagio, e questo era sicuramente il mio inconscio che mi segnalava la contraddizione…non puoi essere “cara” per uno che ti considera solo come un oggetto sessuale, che sparisce per settimane e poi magari si fa risentire quando gli torna voglia di eccitarsi un pò…io avevo anche provato a mandargli dei brani di libri che leggevo, per avere anche uno scambio di tipo intellettuale visto…macchè…una volta solo mi ha chiesto che libro fosse ed e’ morta lì.
      Fortunatamente ero già vaccinata dalla precedente storia con il primo narcisista quindi mi sono resa conto subito della situazione questa è stata la mia salvezza. Ho soffocato ogni tentazione di coinvolgermi, mi sono fatta passare la sbornia erotica, ho “visto” il suo vero io in brevi momenti in cui la maschera cedeva e mi è bastato….
      Purtroppo quando invece scatta il sentimento le cose diventano molto più difficili e dolorose…soprattutto quando vi è l’inganno iniziale, come nel tuo caso.
      Un abbraccio

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      1. Sono assolutamente simillime.
        Ti ho sempre percepita con le idee molto chiare a riguardo e ho letto e riletto alcuni tuoi interventi che mi hanno molto aiutata 😘

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      2. Sono contenta che quanto ho scritto sia stato d”aiuto e lo stesso vale per me… sapere di non essere state le sole a vivere certe cose ti fa sentire meno il peso di certe situazioni 😘

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  9. Non sono 5 mesi, ma appena 5 ore che ho preso la decisione, dopo due anni esatti di “trattamento”, subito grazie a quei legami che si instaurano in queste relazioni.
    Tanti tentativi, sempre rinunciati a seguito dei suoi recuperi.
    Ma stavolta lo schifo è stato tanto che, alle due di notte, sono uscito dal suo letto e sono tornato a casa mia, a piedi, visto che lei sta in collina e che a quell’ora i mezzi non ci sono. Una banale sua ammissione e un messaggio ricevuto in precedenza mi ha fatto capire un’altra “fuga”. Ora basta, mi sono detto, e i miei piedi hanno cominciato a camminare, portandosi dietro il mio freddo orrore. A un tratto, mentre realizzavo che il primo treno sarebbe stato alle 6, mi si è parata davanti una car-sharing e ci sono salito. Lei è partita e sono tornato a casa, risparmiandomi gli altri 15 km che mancavano, ma che avrei senz’altro fatto, in attesa dell’alba.
    Ora sono qui, di fronte ad un ineluttabile disastro, che si era annunciato fin dall’inizio del rapporto, ma che il legame traumatico mi aveva impedito di accettare. Ora ho capito che è così e che non cambierà. A niente serviranno le mie attenzioni e il mio amore.
    Si è vero: sensazione di rapina, di afasia, di sgomento…..e ora come farò…….

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    1. Caro dodo se sei arrivato a questo significa che la tua non tolleranza a subire oltre è prevalsa alla negazione della realtà.
      Non ti scoraggiare, qui sappiamo bene ciò che si prova, chiunque sia questa donna è evidente che ti fa soffrire e non ti rispetta.
      Ciò che ci rubano è il rispetto e l’amore per noi stessi e questo non si può accettare per nessun motivo al mondo.
      Qui, se vorrai, potrai trovare tutta la nostra comprensione.
      Un abbraccio

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    2. Ciao Dodo,
      ti chiedi come farai?
      Hai già fatto un passo enorme a portarti a casa tua nel cuore della notte. Non è un fatto banale, ma qualcosa di fondamentale importanza che sta accadendo dentro di te. Sta a te valorizzarlo come l’inizio della tua liberazione e la conquista per la tua persona del rispetto che si merita.
      Penso che ognuno abbia i propri tempi, per cui – come tante persone qui ti hanno già detto – sappi che qui trovi esperienze, comprensione e informazioni molto valide per intraprendere e raggiungere la tua salvezza.
      Sii consapevole di avere fatto già un passo importante, se puoi valorizzalo al massimo delle tue possibilità, cercando di comprendere gli schemi che stanno alla base di certi comportamenti che hai subito e hai permesso tu stesso.
      In questo sito trovi tantissimo materiale da consultare. E trovi persone perbene.
      Ti abbraccio

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      1. Cara Speranza (nessun nome mi piacerebbe di più)
        Ti ringrazio per le tue parole di vicinanza, come tutti gli amici che mi hanno testimoniato il loro sostegno.
        In effetti il decidere di uscire dal suo letto, in piena notte, e di farmi 4 chilometri a piedi tra le colline, senza sapere come tornare a casa, non è stato così difficile. Una grande mano mi ha sollevato di peso e mi ha messo in strada, senza neppure farmi sentire il freddo trapassante della notte. Andavo come un automa.
        Ma il giorno dopo, tutto ti ricade pesantemente addosso e il peso di questi due anni di rapporto malato sembra schiacciarti.
        Mi rimane solo di concentrarmi sul cammino che devo ancora fare come se fossi uno dei fanti della ritirata del Don. Un passo avanti all’altro, via andare, senza pensare a quanto è lontana Casa.
        Conta solo il pensiero di salvarsi, a questo punto, perché tanto la mia guerra l’ho già persa. Non la vedrò più, non potrò più passare le serate (quelle che mi concedeva) nei discorsi che ti facevano volare alto sul filo dei ragionamenti.
        Quel simulacro (perché non era lei per davvero), che mi avvinceva e affinava tutte le percezioni, è svanito e ora non so più cosa fare.
        Il meccanismo l’ho capito,almeno credo. Sono figlio di genitori, dove il padre era fortemente svalutante: quando iniziai a fare l’imprenditore all’età di 20 anni, mi disse: “durerai tre cagate” (scusate il francesismo, ma devo farvi capire) mentre poi dopo vent’anni diventai uno dei primi 500 imprenditori italiani. E lui mi disse: “si, FORSE hai fatto bene a fare di testa tua…..” Capite? Disse: FORSE……
        E la madre faceva quello che poteva, schiacciata da lui ma anche inadeguata nel proteggermi da quelle violenze.
        È andata così……e io probabilmente rivedevo in np le figure,assommate, di mio padre e di mia madre, alla quale lei tanto assomigliava quando faceva penzolare la sigaretta dalle labbra.
        Questo è stato il meccanismo che mi ha portato a cercare questa violenza, già subita, e a fare tutto quello che potevo, per farmi amare. Proprio come facevo con mia madre. E il meccanismo perverso mi porta a perdere la mia autostima. Proprio io, imprenditore di mille battaglie, che ho sfidato – vincendo e perdendo – tutto e tutti. È incredibile tagliere l’autostima a uno come me, che ha sempre vissuto di adrenalina e di sfide impossibili.
        Ma ora è così, ragazzi, ora sono ripiegato in posizione fetale e non so che fare

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      2. Dodo,
        tutto cade addosso e il fragore è inevitabile, anche il dolore lo è. Ma tu, proprio tu, che sei andato avanti anche senza l’appoggio dei tuoi genitori (anch’io sono imprenditrice, ma mio padre mi ha sempre detto “sei una fallita, un’universitaria del ca**o, sei solo una bla, bla, bla. Oggi, di fronte ai miei traguardi, mi dice “tu sei stata solo fortunata, ti è andato tutto per il verso giusto”), che per diventare quello che spieghi qui hai evidenti qualità eccezionali (consentimi di dire che fare impresa con successo in Italia è davvero molto difficile), tu che fai un’analisi così lucida di tutto quanto ti è accaduto, tu che hai scritto qui con rispetto per quanto fossi disperato… ecco, proprio tu hai già cominciato a salvarti. E pazienza se c’è ancora salita, e maledizione quanto fa male sapere che non li si rivedrà più e loro sorrideranno e vivranno benissimo anche senza di noi.
        Il fatto è che per loro non siamo mai esistiti, è orribile dirselo, ma è così.
        E OGNI interpretazione diversa da questa è un varco per loro, per consentire un nuovo affondo nella ferita già sanguinolenta.
        Ti “rassicuro” e ti dico che io sono finita dallo psichiatra dritta dritta – ma anche molto convinta di voler guarire – perché letteralmente impazzivo per il dolore e il non capire più niente. Poi psicoterapia per capire quello che hai scritto tu qua: se ti allenano sin da piccolo a elemosinare amore è difficile rimanere equilibrati. Mio padre te l’ho già detto com’era, mia madre ha passato l’esistenza a dirmi che se non stavo con lei l’avrebbe fatta finita (salvo poi, quando litigava con mio padre, dirmi che ero la causa di tutti i suoi mali)…
        Siamo stati abusati, ma niente ci impedisce di salvarci. Usando la stessa determinazione che abbiamo usato per uscire di casa e fare un’azienda ed essere brave persone. Abbiamo il diritto anche noi di essere felici, anche tu. Leggiti questo blog, resta informato, resta in equilibrio. Proteggiti. La salvezza è alla portata di tutti secondo me.

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      3. Dimenticavo: la miglior vittoria per noi è lasciarli vincere.
        C’e Un articolo qui nel blog che ne parla. Non ci credevo e non capivo, ora mi sono ricreduta.

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      4. Caro Dodo
        la strada su cui ti sei messo ieri notte non attraversava solo la collina ma attraverserà la tua vita per riportarti finalmente a casa. Idealmente ma anche concretamente su quella strada ci siamo anche noi, ci sono io. Alcuni sono in cammino da più tempo altri da meno ma tutti sulla strada verso casa.
        Non hai perso la guerra hai perso una battaglia. Importante certamente perché ci hai messo il meglio di te ma la vera guerra che combattiamo è quella per la nostra vita, per difenderla così come gli antichi guerrieri difendevano le loro terre dagli invasori.
        Sai già molte cose di te, da dove proviene la tua più grande fragilità, le tue antiche ferite da curare. Sai, sono le stesse di molti qui, sono anche le mie. Ci facciamo in mille per avere in cambio un po’ d’amore e finiamo per chiederlo a chi lo pretende da noi.
        Ti ritrovi in posizione fetale e non sai cosa fare…fai quello fanno che i bambini piccoli ossia concentrati solo su di te, su ciò che ti serve, ciò che vuoi, che ti fa stare bene, piangi se ti serve, dormi se puoi, leggi molto su questo argomento appena hai un momento libero, ascolta musica se ti piace, guarda un film, fai una passeggiata, cucinati il tuo piatto preferito, apri una bottiglia di vino e abbracciati. Sei la persona più importante della tua vita e mentre cammini su questa strada ti renderai conto di quanto forse tu non l’abbia mai realizzato.
        Nel mio cammino verso Casa io inciampo spesso ma qui trovo chi si ferma un attimo e mi da una mano a rimettermi in piedi. La terapia individuale e il mio lavoro quotidiano su me stessa fanno il resto.
        Ora fa male, il dolore è atroce ma sei sulla strada giusta.
        Buon cammino Dodo

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    3. Ciao Dodo, ti auguro che le cinque ore diventino cinque giorni, poi cinque settimane e poi cinque mesi…e per sempre. Purtroppo sappiamo che non è facile staccarsi, spesso si hanno ripensamenti, dubbi e talvolta persino nostalgia. Ma quando ripensi a come ti hanno trattato, prendendoti e lascoandoti a loro piacere, facendo leva sui lati deboli, prendendosi gioco delle tue emozioni…beh…ogni dubbio passa. Ti faccio tantissimi auguri

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  10. Caro dodo vorrei trovare le parole adatte per toglierti un po’ di dolore ma la verità è che qualsiasi cosa tu avessi fatto per lei avresti comunque sbagliato- adesso il momento è terribile – chiedi aiuto oltre che a noi anche a uno psichiatra -se non puoi permettertelo nelle città dovrebbero esserci associazioni adatte – ti abbraccio

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  11. Non ho mai pensato che fosse molto “sano” sentirsi bravi e validi al di fuori di rapporti e convalide esterne, lo ammetto. Ancora adesso, ho delle resistenza: chiunque può dirsi completo e immaginarsi perfetto; chiunque può credere che la propria canzone sia un capolavoro, ma è il confronto col pubblico a stabilire il valore del proprio lavoro, per parlare di un campo che conosco e in cui mi riconosco. Da cretino romantico, poi, ho sempre sentito il bisogno di almeno una persona speciale per la quale essere speciale a mia volta. Non so se sia questo a fare di me un codipendente, né se lo sono sempre stato. Ricordo altri rapporti in cui i miei confini e la mia libertà non erano tanto insidiati e ricordo un tempo in cui sapevo lottare, patteggiare, contrattare e anche andarmene, quando era il caso. Ovvio, ho avuto altre pene per amore, abbandoni, tradimenti. Ma quest’ultimo rapporto ha portato a galla un me stesso malato e adatto ad essere vittima. Ancora adesso, dopo mesi di no contact, dentro di me continuo a non capacitarmi e lottare con nostalgia da un lato e rabbia dall’altro. A volte va meglio, altre volte peggio. A volte mi pare persino troppo comodo usare la carta del: “la mia ex è narcisista”, come se fosse una deresponsabilizzazione. Ho imparato negli anni a farmi carico delle mie mancanze ed ecco che di colpo scopro di aver abusato della mia stessa umiltà e pazienza. Sono confuso. Eppure, a momenti è tutto chiaro. Il love bombing è stato letale. La svalutazione è stata spietata. Gli scarti sono stati sistematici, gli episodi di hoovering anche. Al momento, il no contactr è insieme naturale e doloroso. L’assuefazione si sente ancora. A volte è onnipervasiva. A volte, invece, vedo tutto da lontano e mi domando come sia stato possibile. E mi chiedo: ho amato davvero, o amare una chimera è una patologia? Era davvero consapevole di ciò che faceva? Era un istinto predatorio o una pratica consapevole? Se ne renderà mai conto? Mi avrà… dimenticato? Perché mi pongo ancora quest’ultima domanda? Nessuno vuole scomparire dal cuore e dalla memoria di chi ha amato, anche quando si sa che l’amore non è mai esistito… Mio dio.

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    1. Penso sia assolutamente normale desiderare di sentirsi speciali per qualcuno, è la necessità di sentirsi amati ed amare che fa parte di ognuno di noi.  Io anche ho avuto altre pene d’amore, è sicuramente in me c’era già una fragilità rispetto ai rapporti sentimentali, ma mai nessuno ha usato queste mie debolezze per abusare di me, queste persone riescono a far venire allo scoperto le nostre ferite più profonde e ad abusarne nel modo più infame che esista. Essere consapevoli di esserci rapportati con un narcisista patologico non vuol dire deresposabilizzarci, ma prendere coscienza di quello che siamo e siamo sempre stati.
      Ti chiedi se era consapevole di ciò che faceva?
      Beh io dico proprio di sì, pianificano a tavolino ogni azione abusante con il preciso intento di ferirti, lo so che per noi è incomprensibile, ma è ciò di cui vivono queste persone, avranno sempre la vita costellata di fallimenti che loro stessi avranno programmato fin dall’inizio.
      Caro S.w.a. come ben dici, l’amore non è mai esistito e l’accettazione di questa realtà è  molto dura da superare.

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    2. Caro SWA…le domande che ti sei fatto ce le siamo fatte tutti alla fine di una relazione narcisistica. Vogliamo sapere se sapevano di farci del male o se sono solo dei poveri malati che agiscono come sono abituati a fare senza rendersene conto…purtroppo la risposta è che queste persone sanno come fare innamorare ma non riescono ad amare, e questa è la loro condanna. Come altre volte è stato detto qui, per loro non c’e’ scampo al ripetere sempre e con chiunque il loro eterno copione, mentre a noi è data la possibilità di uscire dal girone infernale e salvarci. Si, fa male e tanto rendersi conto di aver amato non una persona reale ma la maschera costruita per farci cadere nella loro rete…sono dei drogati di attenzioni e nutrimento narcisistico, per averlo potrebbero fingere di essere Dio ma sono solo dei gusci vuoti. Alla fine ho compreso che non vale la pena soffrire per qualcuno che non esiste…a me l’unica cosa che dispiace davvero è il tempo perso. Quello purtroppo nessuno può ridarcelo ma possiamo farne tesoro e riprenderci la nostra vita nelle nostre mani.

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    3. Caro swa, ti leggo ora, dopo quasi due anni dal tuo commento. In quel periodo, mentre ti stavi facendo quelle domande, sperando di non scomparire dal cuore e dalla memoria di chi hai amato, io ero nella fase espansiva della nostra relazione? Love bombing? Può essere: un anno di passione, sentimento, litigate furiose e conseugenti riappacificazioni. Sono passati due anni, e ora a farmi le tue domande ci sono io. Nel novembre del 2019 è iniziato l’inferno, con una progressiva involuzione del rapporto, atteggiamenti sprezzanti seguiti da riavvicinamenti, triangolazioni, fughe e ritorni, fino ad oggi, quando la storia è ufficialmente finita, ma ogni tanto arriva un messaggio perché “abbiamo comunque un legame speciale”.
      Un anno di terapia mi sta aiutando ad aprire il vaso di Pandora e a mettere ordine, ma tutto il contesto generale, a cominciare dai lockdown e gli isolamenti vari, rende tutto più complicato.
      E le domande, quelle domande, continuano a farsi strada nei momenti di silenzio

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  12. Caro S.w.a, intanto bello leggerti.
    Mi ritrovo molto in quello che dici a proposito della convalida che non richiede confronto, la ritengo addirittura una caratteristica da np, se riferita a quanto realizziamo.
    Divergo assai quando si riferisce all’essere umani, per questo non serve confronto non deve servire riconoscimento. Dobbiamo convincerci che per la semplice ragione di essere al mondo siamo meritevoli di poter dare e ricevere affetto, rispetto, amore, cura.
    Siamo, credo, figli di un’etica del risultato, ma non dobbiamo applicarlo alla sfera affettiva. Avvertire il bisogno di una “persona speciale per la quale essere speciale a mia volta” è solo umano, qualcosa che ci distingue da animali e automi ed np 🙂 .
    La complessità consiste nel distinguere i tratti sani (amor proprio, sicurezza in se stessi, fascino etc) da quelli patologici, e riconoscere il peso del contesto, delle condizioni che hanno favorito se non determinato l’abuso, per quanto mi riguarda sono ormai certa che in un contesto diverso non avrebbe avuto una singola chance.
    L’impatto con queste personalità disturbate porta a galla senza dubbio delle fragilità (vorrei vedere chi ne è del tutto immune) ma si manifesta in un momento particolare dell’esistenza, in cui vuoi per cause di età anagrafica, vuoi per condizioni a contorno di svariata natura si determinano le condizioni di una tempesta perfetta.
    E mi ricordo il film, la Tempesta Perfetta, non un capolavoro ma si comprende chiaramente che ci sono stati dei fattori eccezionali: l’incontro di due celle temporalesche violente, il fatto che fossero fuori dalla rotta ordinaria, troppo lontani e troppo carichi per rientrare in un porto sicuro e costretti a tentare di attraversare i marosi, il ritardo dei soccorsi… la nave senza dubbio aveva bisogno di manutenzione, ma è stata la somma dei fattori che ha portato al disastro.
    La nostra “nave” aveva bisogno di manutenzione, è vero ma sono stati molti gli aspetti che ci hanno resi temporaneamente vulnerabili, ciechi e sordi. Non è uno scarico di responsabilità ma piuttosto prendere atto di una situazione estremamente complessa e avere chiari i margini di intervento, senza dubbio imperativo rafforzarsi ma non solo.
    Provo a dirti le risposte che mi sono data alle tue domande, sorprendentemente simili alle mie.
    S.w.a. : ho amato davvero, o amare una chimera è una patologia?
    Babi: ho amato davvero, per una volta me stessa attraverso lui.
    S.w.a. : Era davvero consapevole di ciò che faceva?
    Babi: Sapeva, sapeva di agire male e non aveva nessuna intenzione di smettere.
    S.w.a. : Era un istinto predatorio o una pratica consapevole?
    Babi: Istinto alla base sostenuto da pratica costante. L’ossessione che porta alla perfezione, maligna.
    S.w.a. : Se ne renderà mai conto?
    Babi: Lo sa benissimo, forse è più forte di lui/lei, ma non è una giustificazione.
    S.w.a. : Mi avrà… dimenticato?
    Babi: Purtroppo non lo farà mai, sarai per sempre sua/o nel senso più deleterio del termine.
    S.w.a. : Perché mi pongo ancora quest’ultima domanda?
    Babi: Perché sei un essere umano, perché credi di avere avuto a che fare con un altro essere umano.
    S.w.a. : Nessuno vuole scomparire dal cuore e dalla memoria di chi ha amato, anche quando si sa che l’amore non è mai esistito…
    Babi: l’amore è esistito, il tuo, reale e potente; è tua la capacità di emozione e sentimento. Un tratto che ti arricchisce e nessuno potrà toglierti. Impara a gestirlo, se e a chi concederlo. Magari ora mi sento sotto anestesia ma prima (speriamo) o poi tornerà prepotente a fiorire.
    Oddio un altro papiro….
    A me rimane solo più la rabbia contro cui combattere, un sentimento di rivalsa a tratti furente, non avverto nostalgia per lui, perché so che non esiste, ma per come mi sono sentita finalmente, per un istante, completa.

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    1. Babi riesci a fare un’analisi perfetta, piacerebbe anche a me essere in questo costante.
      Sulle fragilità concentrerei il problema… il fatto è che sembrano gli unici ad averle perfettamente comprese, ed è lì che inizi a sentirlo parte di te, perchè è l’unico che ci è “perfettamente” entrato. Poi però è come se le usasse per farti male. Questo “sbigottimento” ecco… questo non ho idea di quanto possa durare, perchè è questo che rimbecillisce. Pensi sia l’unico a cui poter affidare le tue debolezze e poi basita vedi che le usa e te ne rendi conto a pezzi…
      Diventi un puzzle vivente…
      Io ora sono sbigottita ma cerco di essere cauta, anche se mi ha sbloccato sul cellulare e si rivolge con toni gentili; ma nonostante questo non ci si vede fuori dal lavoro e non so se c’entri il fatto che lo spostamento mio al momento sia saltato.

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      1. Anche io mi complimento con Babi, mentre Morgana riguardo alle fragilità sta proprio lì la differenza, gli np non sono gli unici a percepire le nostre debolezze ma sono loro che se ne servono per abusare di noi.
        Una persona sana, un amico o un partner, a cui confidi le tue debolezze non ne farà mai un uso perverso per farti del male.
        Per questo sembrano le anime gemelle.
        Morgana stai sempre in campana perché questi soggetti non fanno mai niente per caso, le gentilezze dopo il periodo di indifferenza che ti ha inflitto sono campanelli d’allarme.

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      2. Sì Alma ma almeno secondo la mia esperienza, nessuno come lui è riuscito a capirmi così tanto, è come se avessero una spiccata “sensibilità” che però da un momento all’altro diventa l’opposto.
        Sto in campana, anzi per dirla tutta mi sento in una cristalleria, perchè non voglio sbagliare ma anche per il “non ” equilibrio che sento dentro me in questa sua gentilezza.

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      3. Morgana il mio ex sembrava mi leggesse il pensiero pensa quanto mi sembrava sensibile e perfetto. Sono sciacalli.
        Baci

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      4. Morgana, tesoro, ti ringrazio, riuscire a fare un’analisi lucida (purtroppo) non è avere una soluzione o soffrire di meno. Mi è utile per convincermi a stare lontana, qualsiasi cosa lui faccia. Spero sia un altro passo verso l’uscita, ma lo dirà il tempo.
        Il problema non sono solo le fragilità (che ripeto tutti hanno in varia forma, natura e misura) e che vanno assolutamente sanate,ma bisogna essere consapevoli che gli np le usano senza scrupoli per manovrarti, manipolarti, in un gioco al massacro.
        Non è “come se le usasse per farti del male” le usa proprio scientemente per farti del male se vuole e tenerti legata se serve.
        Ti prego non sentirti sbagliata se pensi di lui il peggio possibile, sarai sempre sorpresa di quanto ancora più basso potrà arrivare se gliene darai l’opportunità.
        Per dire ho saputo da poco mio malgrado (nel senso che non avevo chiesto notizie) che il mio np è in ‘trattative’ con un’altra collega … probabilmente è pronto a un altro giro di giostra. Un abbraccio.

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      5. Condivido Babi alcune cose ce le si ripete anche per convincersi e dare forza agli intenti. io Ancora mi domando, perchè sbloccarmi dopo tanto tempo, perchè parlarmi se poi di fatto non cerca di vedersi. Ancora.. purtroppo tante domande me le faccio e forse se la situazione fosse sanata dentro me, non dovrei più farmele.

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      6. Esatto. Devo farmi forza costantemente per non fare, per evitare di cedere alla vendetta.
        Mi dispiace dover fare l’avvocato del diavolo, ma temo che il ti trattarti con gentilezza sbloccarti siano sono manovre per darti corda nella speranza che ti ci impicchi da sola.
        Se ti azzardi a contattarlo ti userà senza scrupoli e poi te la farà pagare, perché in maniera poco trasparente ti sta dando l’illusione di apertura nei tuoi confronti senza esporsi. Senza chiarire o esplicitare nulla. Tutto finalizzato ad averti a disposizione per i suoi comodi e quando avrà altri interessi potrà sempre dire che non ti ha mai chiesto niente (il che è desolatamente vero). Il percorso verso la guarigione è lungo e costellato di difficoltà e ripensamenti, la dissonanza cognitiva è forte e lui sa alimentarla ad arte, con minimo sforzo (sbloccarti) ti lancia nella totale confusione.
        So per esperienza diretta che qualsiasi richiamo al buon senso serve a poco, se riesci però non dargliela vinta. Ricorda sempre quanto crudele sa essere e credimi, e credi alle altre che ci sono passate, le volte successive è anche peggio.
        Sei nella condizione di metterti in salvo, preserva te stessa e il tuo amore per chi li merita.
        Oggi mi vengono in mente solo vecchi film 🙂 “500 giorni insieme”, il finale. Quando lui si sgancia dall’ossessione di lei (Summer) incontra per caso una ragazza (Moon) che ha sempre frequentato il suo stesso giro e che lui non aveva mai notato.
        La felicità può essere dietro un angolo a volte dobbiamo solo andare a prenderla e soprattutto volerla vedere.

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      7. Hai ragione, la cosa assurda è che probabilmente lui pensa di avere ragione a non dovermi alcuna spiegazione, perchè probabilmente la giustificazione/spiegazione è che io sia ossessiva, impazzita all’improvviso… per cui per lui temo che già quello chiudesse e spiegasse il perchè se ne sia andato.
        Solo che una persona normale (penso) se ti sblocca, o ti riparla, lo fa per riavvicinarsi. Invece lui è più di un mese che butta lì una battura od un saluto ed ora lo sblocco, ma senza in realtà tentare un vero dialogo o la richiesta di rivederci. Che da un lato forse è meglio perchè non devo ricascarci, ma questo modo di fare a me non sembra normale, sbaglio?

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      8. Sottoscrivo, vissuto sulla mia pelle, i ritorni sono una escalation di cattiveria, sempre più crudeli loro, più sofferenza nostra.

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      9. Ma certo Morgana, lui non deve dare spiegazioni a nessuno è il dio assoluto della sua personale religione, vive in un universo individualissimo e distorto in cui ogni cosa/persona è funzionale ai suoi bisogni.
        Ti stai relazionando con un elemento fermo emotivamente ai 2/3 anni di età.
        Sai perché i bambini hanno paura del buio? Perché quando loro non vedono gli oggetti/la stanza/la mamma questi sono “spariti”, il bimbo pensa che se non c’è lui a convalidarlo l’universo non esiste più.
        In questo rapporto c’è un solo adulto, sei tu, tu che devi comprendere, tu che devi dare all’infinito, costantemente, senza diritti o esigenze. Un surrogato di cura materna che forse non hanno avuto o che forse hanno sfinito, resistendo strenuamente a qualsiasi tipo di evoluzione.
        Ma ricorda che agiscono principalmente per fini utilitaristici anche di basso profilo(scacciare la noia, trasgredire, avere informazioni sull’ambiente di lavoro) e per quello non si curano di uccidere letteralmente (emotivamente) chi trovano sul loro cammino.

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    2. Grazie per le tue parole Babi, e grazie a claudileia per l’articolo. Ogni volta che rileggo gli articoli o i vostri commenti mi ritrovo a piangere, si può essere più idiota di cosi? Come le prime volte che mi affacciavo su questo blog e riconoscevo un suo comportamento.Non ha più modo di contattarmi ma i miei giorni bui sono tornati…a volte penso di non avere scampo da questo tormento che puntualmente mi autoinfliggo.

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  13. Io riesco ad analizzare da lontano, a capire, a descrivere. Non sono neanche all’oscuro dei termini e un tempo avevo anche qualche nozione di psicologia (a tal riguardo, mi chiedo se non siano fermi alla posizione schizo-paranoide descritta dalla Klein, ovviamente lontani dalla fase depressiva che li spaventa e li porterebbe forse alla ricomposizione). Ma dentro di me c’è qualcosa che non basta nominare, per esorcizzare.

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      1. Grazie S.w.a. 😀 mi hai fatto sorridere.
        Hai ragione la realtà non è un film ma a volte è vero che mettere una monetina davanti all’occhio, alla giusta distanza, può arrivare a oscurare il sole.

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      1. Quella dipendenza, quel bisogno, quel panico della perdita, quella nostalgia. So dare loro il nome di sindrome da abuso, ma questo non le rende meno pungenti.

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      2. Uhm, giusto, temo sia vero per tutti quelli che, a un certo punto, passano di qua….
        Qualcosa hai intuito, altro ti viene chiarito da articoli e commenti, ma dare un nome al tuo male non lo fa automaticamente guarire.
        Adesso (forse) possiamo studiare una terapia mirata che con il tempo giusto e necessario, ognuno il suo, ci faccia stare meglio.

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  14. Morgana leggendo il tuo post mi sembri ancora davvero tanto centrata su di lui e si cosa pensa ,cosa fa,cosa farà, cosa penserà. Non tornare indietro secondo me è fondamentale . Ora più che mai. Se ti avesse amato o solo voluto anche bene non saresti qui e non ti cho3deresti lontanamente tutto ciò. Riparti da te Morgana …senza voltarti e ringrazia ancora il cielo che non ritorna in modo da love bombing …perché ho paura che se lo facesse tu saresti pronta ad ascoltare . Tieni duro soprattutto ora ..

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    1. Ora sono molto confusa, e l’unica cosa che mi viene da fare e … nulla, ferma, riesco solo a stare ferma.
      Mi ha scritto (so per certo che ha capito l’avessi bloccato, le spunte sono inequivocabili) e poi mi ha scritto scusandosi per i messaggi fuori luogo di venerdì … (se li avevo ricevuti…) dicendo che ero molto bella.
      Lo ammetto questa cosa mi mette molta confusione, ma altrettanto mi conferma le domande ed i dubbi… se sono così bella perchè mi ha cestinato?… ora so solo stare ferma e zitta…

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      1. Morgana, ti prego. Si tratta di un vero ripescaggio degno dei peggiori narcisisti. Non cadere nella sua trappola, sii convinta della tua verità o ti userà e ti scarterà nuovamente in un modo ancora più umiliante. “Sei molto bella” è un complimento stupido che rivolgono a chiunque. Tu, però, non sei una qualunque, quindi non fare nessuna mossa che sei sotto attacco. Lui vuole la tua ossessione per sentirsi vivo.

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      2. ci credete che dopo diverso tempo… (dai sensi di colpa della fine) non mi sentivo così in colpa? dicendomi “se li hai ricevuti….” e “strano….che non li hai ricevuti” mi son sentita in colpa di averlo bloccato. Assurdo ma è così. Comunque risulterò una stupida perchè ho risposto telegrafica ringraziando, da degna scema. Ma giuro mi sentivo in colpa di averlo bloccato e che l’avesse scoperto così. (l’avevo bloccato dopo che lui l’aveva fatto con me, per evitare di indurmi a scrivergli se mai lui mi avesse sbloccato)

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      3. E’ vero, ma lui direbbe che l’ha fatto perché (come ha detto) ce l’ho portato io, se non fosse per me staremmo ancora insieme. Ma sono impazzita all’improvviso e diventata ossessiva… non reggerei stavolta , questa è forse, nel male patito l’unica cosa sana che mi ha lasciato… mi fa da freno, ho troppa paura di ritrovarmi in quella confusione e sensi di colpa così “pieni” da riempire ogni minimo spazio di me. Questo ero, i sensi di colpa e la tristezza erano la mia totalità

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      4. Ma anche a me ha detto che io sono soffocante, che è colpa mia se le cose sono andate male.
        Ribadisco quanto detto da Claudileila, niente sensi di colpa.

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      5. Cara Morgana, se non fosse la tecnologia il discorso del blocco e dello sblocco non esisterebbe. Cerca di distinguere il dato reale: lui ti scartato umiliandoti, dandoti della ragazzina ossessionata, scomparendo e riportandoti roba sporca da lavare. Ora che ha visto che non sei “pazza” vuole dimostrare a se stesso di non essersi sbagliato nei giudizi. Niente sensi di colpa.

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      6. “alla prova” nel senso che vuole “provare” che io sbrocco (impazzisco… a suo modo di vedere le cose) di nuovo?

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      7. Cara, carissima Morgana, ho seguito le bellissime e giustissime cose che ti hanno detto le nostre amiche, che -è inutile dirlo – hanno ragione e ti consigliano per il meglio.
        Io voglio però dirti un’altra cosa.
        Che comprendo perfettamente quello che hai nella pancia, e che il tuo intimo viene dilaniato continuamente da pensieri ricorrenti, che ti levano il fiato.
        Si bisogna riconoscerlo. Ti levano il fiato e non ti fanno respirare, tanto i ricordi dei rari ed intensi momenti sono vividi e reali.
        Noi rischiamo di essere come i fumatori incalliti che, mentre si accendono la sigaretta, leggono: “il fumo uccide”….e tirano una intensa boccata di fumo come fosse ossigeno, indispensabile alla vita.
        Te lo dico perché è quello che provo io in questo momento.
        Ma ti dico anche quello che, in questi giorni è il mio mantra.
        Penso che io sono un fante italiano che ritorna a Casa dalla steppa russa e mette un passo avanti all’altro, senza pensare a quanto freddo sta facendo, a quanto dolore gli danno i suoi piedi semi-congelati, a quanta fame ha.
        Semplicemente penso a mettere un piede avanti all’altro, con la consapevolezza che ogni passo compiuto mi porta più vicino alla salvezza.
        Mi accontento di un passo, sperando di avere la forza di fare il prossimo.
        Non pensare quindi a “resistere” ma semplicemente a guadagnare un passo, un’ora, un giorno per avvicinarti al momento in cui il tuo cuore sentirà meno freddo.
        E se nel frattempo vuoi piangere, fallo pure, ma continua coraggiosamente il cammino, senza pensare quanto è lontana la tua Casa.
        Piangendo assieme a te, faccio anche io un altro passo.
        Ti abbraccio forte forte

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      8. E’ tutto molto vero… ho già pianto tanto, tanto ma tanto e mi sono lasciata andare come non mai, ho recuperato.. e per fortuna ho passato anche la fase della rabbia dove avrei voluto spaccargli la scrivania ed andare a riprendermi tutte le mie cose a casa! non posso buttare tutta questa fatica e la determinazione che ci ho messo e giuro che mai mi era capitato di scoprire ne avessi così tanta. Mi fermenta dentro ma non voglio ritrovarmi a com’ero… non so come, ma non voglio tornarci.

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      9. Eh sì Morgana sottoscrivo, ti prego non cadere in questa facilissima e banalissima trappola di ripescaggio se non vuoi riviverti la sofferenza vissuta al cubo

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      10. Cara Morgana, il tuo np sembra il mio.
        Ti aveva bloccata e ora magicamente ti ha sbloccata.
        Ora ti dice che sei bella (ma poi domani puoi diventare brutta).
        I dubbi che hai tu li ho avuti anche io: prima mi dice che non gli piaccio, poi che non sono brutta. Intanto con me non vuole costruire nulla di serio e per me questo conta.
        Ti consiglio di bloccarlo, è l’unico modo con cui puoi tutelarti se non riesci a farti scivolare addosso ciò che scrive.

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      11. MORGANA ti potrei raccontare cose dette degne di uno dei più bei film d amore,ora mi dico che sono stata brava,ora mi dico che è soprattutto grazie a me stessa alla mia forza e al gruppo che mi ha chiarito molte cose tecniche che mi mancavano. Tu le sai e le conosci ,all epoca molte di noi ne sapevano molto meno ,almeno io . Però purtroppo non possiamo evitare le eventuali cadute di nessuno e me ne rendo conto. Ti auguro solo di fare un buon percorso . Un abbraccio

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      12. Morgana, brava, rimani ferma e zitta.
        E granitica nel tuo proposito di esigere rispetto.
        Ricorda come ti sentivi quando lui si intratteneva apertamente con la stagista e ricorda bene come ti ha trattata quando hai osato chiedere spiegazioni. Ricorda tutto, non solo la parte positiva che è una recita.
        La comprensione delle tue fragilità è stata strumentale, non dargli modo di ferirti ancora e più a fondo.
        Avete una distanza emotiva rilevante, sei certa del tipo di rapporto che può darti e di quello che vuoi? Sei certa che lui non usi la sua giovane età come alibi, per tenerti a bada?
        Morgana, hai scelto il nome di una fata. Odio dirlo ma Fata Morgana è anche il nome di un miraggio, cerca di non ingannare te stessa.
        Ti abbraccio.

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      13. … inganno me stessa ogni volta che credo che le persone cambino, o peggio quando penso di poterle cambiare io. Hai ragione .. inganno me stessa anche nelle sensazioni che sinceramente provo miste a confusione e per assurdo piacere anche se è un piacere che mette ansia, preoccupa. Ma ripeto davvero non sto dicendo che voglio ricaderci

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      14. Ciao Morgana,
        se io fossi ora nella tua stessa situazione, che cosa mi consiglieresti?
        Sono sicura che le ragioni chiare e nette le avresti per me. E mi esprimeresti tutto il tuo affetto e rispetto.
        Riesci a fare lo stesso co te? Non pensi di meritartelo?
        Ti abbraccio forte

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      15. Buongiorno Speranza, sì… ieri sera ho cercato di analizzare la cosa, mi sono domandata… scusarsi per un messaggio che mi ha mandato venerdì, ma non scusarsi di come mi ha scaricata..
        Definire il messaggio di venerdì in cui mi diceva che ero bella “fuori luogo”… ma non capire quanto fosse fuoriluogo lasciarmi senza un confronto solo perchè “non ne aveva voglia..” sì sono amaramente perplessa di come davvero io non pensavo potesse accadere ed invece come leggevo qui è tornato a farsi sentire e lo ha fatto come non fosse successo nulla.
        Ma ammetto che la senti una tristezza profonda dentro te quando lui ti guarda come non faceva da mesi, perchè il suo sguardo era diventato come quello di un estraneo, impossibile mi capaciti di questo.
        Sono solo basita…

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      16. Buongiorno Morgana,
        Lo so come ti senti, lo sappiamo tutti qui.
        Non abbatterti, sei molto brava a fare tutto ciò che fai con la lucidità e al tempo stesso il dolore della disillusione.
        È un poveraccio. Tu invece no. Non dimenticartelo nemmeno per un attimo.

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  15. Morgana, per la miseria, sei tutti noi: questa volta non sei impreparata, sai tutto, hai capito tutto e sei in uno di quei momenti in cui va fatta una sola cosa: non fare nulla. Sappiamo tutto dell’hoovering, no? Sappiamo quanto siano machiavellici e sfrontati nel tornare a tormentare la loro preda, no? I complimenti sono falsi, sempre. Non meritano attenzione. Coraggio.

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    1. Vero, ho letto diverse cose sui ritorni.. ma in cuor mio ho sempre avuto in minimo dubbio lui non ci rientrasse. Ho passato mesi ad analizzare ogni cosa successa per capire se ci rientrasse o meno; fino a convincermi e trovare una determinazione che forse non avevo mai avuto. Per questo ora, sentirmi dentro riaffiorare tutti quei pensieri e le sensazioni che mi hanno davvero lacerato mi fa male.

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      1. Ti capisco perfettamente. Siamo così: temiamo l’abbandono e non ammettiamo che tutto il nostro amore sia stato invano. Quando alla fine lo sappiamo con certezza, è un lutto tremendo.

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      2. Ciao S.w.a. Sì e l’abbandono brucia come non avevo mai provato quando viene attuato da un giorno all’altro, da chi sembrava così affine a te ed in un modo così inspiegabile da sembrare il passaggio dal bianco al nero. Su di lui posso poco…. E ciò nonostante riaffiorano spesso i dubbi possa non rientrarci, ma l unica certezza è il lavoro che posso su di me. Sto cercando di non sbroccare quando mi “tratta male” anche solo con messaggi, ne sto distante e cerco di non dargli motivo o meglio… Di provare a me stessa che io non sono… Ciò che lui mi ha etichettato. Questa è la prova che devo a me stessa ora.
        Comunque penso e ripenso… Ma credo che se non siamo nate per essere “cattive ” é difficile esserlo… O se non cattive essere fredde… Anche se solo per difesa. Io non voglio snaturarmi per lui od altri.

        Un abbraccio stretto e speriamo tanta fortuna di poter voltare pagina serenamente, senza “perderci”

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  16. non c’è un modo per uscirne a strappo netto. un modo per rimuovere il dolore che torna sempre, giorno e notte? Io sono stravolta e non ne posso più. nonostante sappia tutto, non riesco a credere di aver toccato il fondo e oltre.

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    1. Cara, carissima Gio, non c’è un modo rapido per uscirne, purtroppo è intaccata la chimica del cervello (!!) e ci vuole tempo per ‘disintossicarti’.
      Senza pretesa ti scrivo quello che ho più o meno fatto io, dopo essermi adeguatamente informata e capito il fenomeno, tieni presente che ho potuto farlo non abbiamo in comune né casa né figli (grazie a Dio) né altro:
      1. instaurare il no contact totale tombale esteso anche ad ‘amicizie’ comuni,
      2. allontanarsi il più possibile fisicamente (ho cambiato lavoro)
      3. eseguire un’operazione minuziosa di ‘pulizia’ del tuo ambiente via tutti i cimeli, regali, foto, messaggi, canzoni, numeri di telefono, account wapp, biglietti del treno, imbiancare casa se serve, io ho regalato alcuni miei abiti perché piacevano al verme….
      4. se puoi fatti aiutare da uno psicologo esperto in disturbo post traumatico da stress, alcuni operano al telefono con costi accessibili
      5. cerca di instaurare abitudini sane che prendano, un po’ alla volta, il posto di quelle tossiche ad esempio
      5b. pratica regolarmente un’attività fisica. Aiuta in molti sensi, se abbastanza impegnativa ti obbliga almeno per un poco a concentrarti su altro, scarichi energie e ti aiuta a dormire un po’ meglio (meno peggio?). Krav maga fa miracoli 🙂
      5c. impegnati in attività creative che gratificano, possibilmente riferite a quello che facevamo prima del mostro e che a causa sua abbiamo accantonato o proprio abbandonato. Leggere? scrivere? fotografare? cucinare? andare a passeggio? studiare? uscire con le amiche, guardare film scemi (NON ROMANTICI), mostre, concerti… elenco interminabile, scegli tu.
      5d. prenditi cura di te stessa, dieta equilibrata, tisane, massaggi, creme corpo profumate (per mesi ho spalmato crema sera e mattina 🙂 🙂 🙂 ) ero unta come un capretto al forno , fiori di bach, candele profumate
      5e. valorizza i tuoi talenti (ho terminato un corso che volevo fare da tempo)

      Dipende un po’ da come siamo fatti, non tutto funziona per tutti, bisogna cercare con un po’ di pazienza di sintonizzarci sulla parte di noi più autentica che abbiamo trascurato e fare leva su quella.
      Evitando come la peste tutto ciò che abbia a che fare con l’np.

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      1. grazie, io ci provo e mi muovo, ma il dolore non si allevia, questo mi spiazza. ho molti amici e cose da fare… ma quel peso sul cuore non si sposta cavoli

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    1. Grazie Mirna cara ❤ ❤ ❤
      cerco di essere costante anche se il divano e il pinzone per i capelli hanno un richiamo forte 🙂 è una lotta quotidiana, ma c'è di buono che il più delle volte vinco io.
      Voglio applicare, per una volta, a me stessa la dedizione e l'attenzione che in genere dedico agli altri. Adesso sento di averne bisogno poi si vedrà.

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      1. Babi fai bene. Lo dico anche a me stessa. Anche perchè è vero che come ti poni, come ti prendi cura di te, è esattamente ciò che arriva agli altri. E prenderci cura di noi ci da sicurezza a suo modo. Divano e mollettone chiamano spesso…. ma ti dirò a me non spiace adesso assecondare anche loro… perchè ho comunque (salvo momenti di svalvolamento) più pace in testa rispetto a qualche mese fa, dove fermarsi significava arrendersi ai pensieri…

        Un bacio

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      2. Cara Morgana un bacione a te. ❤

        Va bene tutto, assecondarsi in ogni esigenza, seguo i miei tempi, gusti e inclinazioni, penso a me.
        Forse come mai prima d'ora, ero costantemente assillata da obiettivi e risultati in ogni aspetto della mia esistenza, spostare in alto l'assicella, mai perdere tempo, mai rilassarsi troppo, sempre sul pezzo.
        Spuntare una lista infinita di brava, bravissima, eccellente : casa, lavoro, rapporti umani, relazioni, solidità economica….
        Non paga, non ha pagato. Tutto questo 'push' alla fine mi si è ritorto contro, mi sono scoperta vulnerabile nel nucleo essenziale.
        Per la prima volta mi sto interrogando, senza ansia, su quello che davvero voglio dalla mia vita, e ci arriverò con tutto il tempo che mi serve.
        La necessità di vendetta è quasi scomparsa, alla fine guardato dalla giusta distanza è un poveraccio e tale rimarrà.
        Per me ormai non c'è né nostalgia, né mancanza , solo ancora un residuo di rabbia, e macerie da sgomberare per poi provare a ricostruire.
        So di averne le capacità al momento manca un po' la forza, il compito è difficile e l'età non aiuta. Mi sto concedendo tempo e delicatezza. Poi si vedrà.

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      3. Ognuno ha il vestito… e le misure da prendere. Senza fretta, nel marasma come detto io mi stringo forte alla consapevolezza e quando c’è… alla determinazione (basta un giorno che non lo vedo e recupero energia), il resto si cerca di scansarlo o spazzarlo via.
        Le macerie possono aspettare ma non farti opacizzare dalla loro polvere.
        Bacio grande

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      4. Mi trovo sulla stessa tua linea ….il tempo e il nostro lavoro daranno i risultati cara Babi.poi in futuro avremo una marcia in più…E dobbiamo farne tesoro. Un abbraccio

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      5. il push di cui parli lo conosco bene. poi si sgretola tutto quello su cui più hai messo impegno e cosa resta? e non si tratta tanto di rimettere insieme i pezzi, ma cosa vale la pena e cosa no.

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      6. Cara Gio,
        non conosco i dettagli della tua storia, se li hai già scritti in passato perdonami ma mi deve essere sfuggito il tuo commento, oppure non hai voglia di condividerli. Non sei obbligata.
        Sapere da quanto tempo è ‘finita’, quanto è durata, e a che punto siete giunti, per dire fidanzati? sposati? con figli? determina in maniera drammatica l’entità del danno e conseguenti tempi di ripresa.
        Ci sono teorie secondo le quali servono almeno 18 mesi dal no contact, in altri casi soprattutto, se si riesce a farsi aiutare, anche meno. Per dirti la mia esperienza: la relazione è durata una manciata di settimane (non arriviamo a tre mesi), e mi ha devastata. Ne sto ancora uscendo e siamo a un anno e mezzo dall’inizio della storia di cui ultimi 7 mesi di no contact.
        Ho attraversato le fasi di un autentico lutto, incredulità, rabbia, etc e non sono ancora all’accettazione totale.
        Ma voglio che questa schifosa esperienza non sia del tutto inutile, ho letto e leggo tantissimo sull’argomento, anche qui sul blog ma non solo. Ho avviato un percorso di sostegno psicologico blando e poi quello che sai già….
        L’obiettivo è in un certo senso ricostruirmi senza snaturami, desidero che sia un percorso di crescita, che tutto il dolore assurdo patito abbia un senso e che non sia solo tempo perso.
        Ti assicuro che ho attraversato quello che stai passando tu, e non mi sento ancora in salvo.
        Ma ho potuto attuare il no contact, ci ho rimesso soldi con il cambio di lavoro, ho pianto tutte le mie lacrime, ho maledetto il cielo e la terra, la m*rdaccia e me stessa, ho pensato di non farcela…. ma sono andata avanti; anche grazie a questo meraviglioso blog a chi lo gestisce, che non finirò mai di ringraziare, e alle belle persone che ho trovato.
        Se la situazione è diversa occorre più tempo e più lavoro, più sostegno. Non dubitare delle tue competenze, ce la puoi fare, se sei stata scelta da un np è perché hai qualità non comuni, usale per te stessa, prima per rimetterti in piedi poi per decidere cosa vale la pena e cosa no.
        Un abbraccio forte forte.

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      7. Ciao, 4 anni. Convivenza interrotta bruscamente. Una gravidanza che non è andata a buon fine in maniera naturale, ma l’unica della mia vita che mi ha fatto un po’ sognare. Lui un borderline con i tratti da narcisista abbinati. Io … oggi io non so chi sono, e so bene che è normale. Il tempo è qualcosa che mi spaventa, ne ho già investito troppo. Sevirebbe un bell’elettroschock per resettare tutto in fretta. (è una battuta)…

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      8. Cara, non so dirti quanto mi dispiace.
        In quattro righe c’è abbastanza dolore per distruggere un’intera esistenza.
        Ci credo, ci credo davvero che tu non sappia più chi sei, e mi pare il minimo, se puoi fatti aiutare da uno specialista, e fidati se ne esce, lo hanno fatto in tanti.
        Donne meravigliose che hanno superato np, gravi malattie, rovesci economici, psicologi asini, disabilità, tribunali, matrimoni pluri decennali, figli.
        La vita prevale, se non l’hai già fatto leggi gli articoli del blog alcuni sono stati vitali per me. Capire è il primo passo poi ne seguiranno altri, ci vuole del tempo che però questa volta è investimento e porterà i suoi frutti. Sospendi per un po’ l’assillo di traguardi da raggiungere e l’assedio del tempo che scorre crudele, te lo meriti, posponi non rinunciare e cerca di accettare quello che verrà.
        Un passo alla volta e ricorda che, per quanto vale, qui per te ci siamo sempre.
        Un bacio.

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      9. Cosa non riesco ad accettare…. Che si parla di patologico anche per il mio ruolo. Io credo di aver messo cuore. Sono sbigottita dal trauma che pare mi abbia travolto. Credevo di essere forte. Hai presente nella storia infinita quando l’uomo pietra piange per non aver saputo trattenere i suoi amici al passaggio del nulla…. Ecco. Così mi sento. Se questo io mio è patologico. Come mi difendo?

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