Le fondamenta biologiche dei legami traumatici: la dipendenza biochimica dal dolore

Autore: Bessel A. van der Kolk, MD* , Direttore del Trauma Center presso il Massachusetts Mental Health Center, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts
Fonte: Psychiatric Clinics of North America, Volume 12, Number 2, Pages 389-411,
June 1989.
Trad. C. Lemes Dias

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LE RISPOSTE ALLA SEPARAZIONE

I primati si sono evoluti in modi estremamente complessi per quanto riguarda il mantenimento dei legami di attaccamento; all’inizio sono intensamente dipendenti dalle loro figure di riferimento primarie. Nei primati inferiori, la dipendenza è principalmente espressa nel contatto fisico, negli esseri umani questa dipendenza si crea soprattutto con la comunicazione verbale. McLean93 suggerisce che il linguaggio è uno sviluppo evolutivo dal grido di separazione dei mammiferi che induce le figure di riferimento a fornire sicurezza, nutrimento e stimoli sociali. I primati reagiscono alla separazione dalle figure di attaccamento come se fossero direttamente minacciati. Quindi, i bambini piccoli, incapaci di anticipare il futuro, sperimentano l’ansia da separazione non appena perdono di vista le loro madri. Bowlby14,15 ha descritto dettagliatamente le fasi di protesta e disperazione di questa risposta primaria. Mentre le persone maturano sviluppano un repertorio sempre più ampio di strategie di adattamento. Gli adulti, tuttavia, restano intensamente dipendenti dal supporto sociale per prevenire e superare i loro traumi, di modo che quando si sentono minacciati possono ancora gridare per le loro madri.57 E così, la perdita improvvisa e incontrollabile dei legami di attaccamento è un elemento essenziale nello sviluppo della sindrome da stress post-traumatico.45,88,92,138 Esposti a terrore estremo, anche gli adulti offrono risposte di protesta e disperazione (rabbia e dolore, chiusura e intorpidimento) che portano loro a ricorrere alla più vicina fonte di conforto disponibile per tornare a uno stato di calma sia psicologica che fisiologica. Pertanto, una grave minaccia esterna può comportare il rinnovo dell’attaccamento e lo sviluppo di neofobia (avversione alle novità, n.d.t) tanto nei bambini quanto negli adulti. 8,41,111 Poiché il sistema di attaccamento è così importante, la mobilizzazione di una rete di supporto sociale è un elemento determinante nel trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPST).

L’INCREMENTO DELL’ATTACCAMENTO DI FRONTE AL PERICOLO

In genere le persone, e i bambini in particolare, cercano un maggiore attaccamento di fronte al pericolo esterno. Il dolore, la paura, la stanchezza e la perdita di persone care e figure di riferimento evocano tutti gli sforzi per attirare maggiore attenzione,111 e molte culture hanno rituali progettati per affrontare questi momenti particolari. Quando perdono l’accesso a fonti ordinarie di conforto, le persone possono rivolgersi ai loro maltrattanti.14,38,80,102 Adulti e bambini possono sviluppare forti legami emotivi con persone che li molestano, li picchiano e li minacciano a intermittenza. Gli ostaggi si attendono di essere salvati dai loro stessi rapitori, e certe volte esprimono il desiderio di sposarli o ammettono di aver avuto rapporti sessuali con loro;31 i bambini maltrattati spesso si aggrappano ai loro genitori e resistono all’ipotesi di essere allontanati da casa;31,80 i detenuti dei campi di prigionia nazisti imitavano i loro aguzzini cucendo insieme vestiti simili agli uniformi degli SS.11 Quando Harlow si mise ad osservare questo meccanismo nei primati non umani, affermò “le conseguenze immediate del rifiuto materno sono l’accentuazione della ricerca della vicinanza da parte del bambino.”114

Walker145, Dutton e Painter31 affermano che il legame tra aguzzino e vittima in matrimoni abusivi si somiglia al legame tra rapitore e ostaggio o leader e seguace della setta. Assistenti sociali, polizia e professionisti in ambito giuridico sono costantemente frustrati dalla forza di questo legame. La brama della donna per l’aggressore presto prevale sui ricordi del terrore, di modo che è lei ad iniziare ad scusarsi per il suo comportamento. Questo schema è così comune che le donne impegnate in questo tipo di relazione arrivano a provare una intensa rabbia per il personale dei servizi sociali. Vengono quindi chiamate masochiste e, come altri termini psichiatrici, anche questo può essere usato in modo peggiorativo perché incapace di trasmettere una comprensione approfondita delle cause soggiacenti e del modo di trattare il problema. Walker145 è stato il primo ad applicare l’etnologia allo studio del legame traumatico in tali coppie. Una componente centrale è la prigionia, la mancanza di permeabilità e l’assenza di supporto o influenza esterna.31,62,119,145 La vittima organizza la sua vita completamente intorno a compiacere il suo rapitore e le sue richieste. Come sottolineano Dutton e Painter, “la sua rassegnazione legittima le sue richieste e predispone una riserva di rabbia repressa e frustrazione da parte sua (che può emergere nel pungolarlo o reagire durante una discussione vera e propria, che porta a un’escalation della violenza), il che sistematicamente sabota le opportunità di costruire una rete di supporto che potrebbe eventualmente aiutarla a lasciare la relazione“.

Walker145 ha chiarito il funzionamento dei paradigmi di rinforzo intermittenti in tali relazioni, applicando il modello animale di schemi di indulgenza alla punizione. In caso di abuso sui minori o di violenza del coniuge, questo meccanismo è accentuato dall’estremo contrasto tra il terrore seguito dalla sottomissione e dalla riconciliazione. Quando tale rinforzo negativo si verifica a intermittenza, la risposta rinforzata consolida l’attaccamento tra vittima e aggressore. Durante l’abuso, le vittime tendono a dissociarsi emotivamente. Provano un senso di incredulità: l’episodio sta davvero accadendo? Di seguito avviene la tipica risposta post-traumatica dell’intorpidimento e della costrizione, con conseguente inattività, depressione, auto-colpa e sentimenti di impotenza.Walker145 descrive il processo come segue: “la tensione comincia gradualmente a montare” (durante la fase uno), “si verifica un incidente esplosivo” (durante la fase due), e una “calma, amorevole tregua nella terza fase.” La violenza consente un intenso coinvolgimento emotivo e scene drammatiche di perdono, riconciliazione e contatto fisico che ripristinano la fantasia della fusione e della simbiosi.87,140 Per Hence, ci sono due potenti fonti di rinforzo, di “pichi dell’eccitazione” (arousal-jag), l’eccitazione prima della violenza e la pace della resa dopo. Entrambe queste risposte, poste ad intervalli appropriati, rafforzano il legame traumatico tra vittima e aggressore.31,145 A vari livelli, la memoria degli episodi di violenza è dipendente dallo stato o dissociata, e quindi ritorna in piena forza durante le nuove situazioni di terrore. Ciò interferisce con il buon giudizio sulla relazione e consente alla nostalgia dell’amore una riconciliazione affinché paure realistiche vengano superate.

LO SVILUPPO DELLA VULNERABILITÀ E IL LEGAME TRAUMATICO

Almeno quattro studi essenziali sulla violenza familiare 40,48,63,132 hanno trovato una relazione diretta tra la gravità dell’abuso fisico infantile e la successiva violenza coniugale. È interessante notare che i primati non umani sottoposti a abuso e privazione precoce hanno anche maggiori probabilità di intrattenere relazioni violente con i loro coetanei da adulti.134 Come negli umani, i maschi tendono ad essere iperaggressivi, e le femmine non riescono a proteggere se stesse e la loro prole dal pericolo. Tantomeno il sesso sviluppa la capacità di sostenere interazioni sociali pacifiche.134

Le persone che vengono presto esposte alla violenza o alla negligenza arrivano ad aspettarsi lo stesso trattamento come uno stile di vita. Vedono l’impotenza cronica delle loro madri e dei loro padri che si alternano a scoppi di affetto e violenza; apprendono che loro stessi non hanno alcun controllo. Da adulti sperano di annullare il passato con l’amore, la competenza e un comportamento esemplare.46,87,145 Quando falliscono, è probabile che traggano un senso da questa situazione incolpando se stessi. Quando hanno poca esperienza con la risoluzione nonviolenta dei conflitti, alternano nelle relazioni l’aspettativa di un comportamento perfetto che porta a una perfetta armonia e uno stato di impotenza, in cui tutta la comunicazione verbale sembra inutile. Si osserva un ritorno a meccanismi precedenti di adattamento, come l’auto-biasimo, l’intorpidimento (mediante ritiro emotivo o droghe o alcol) e la violenza fisica che pone le basi per una ripetizione del trauma infantile e del “ritorno del rimosso”.1,42,46,137

LE RISPOSTE BIOLOGICHE AL TRAUMA

L’ipereccitazione fisiologica cronica agli stimoli che ricordano il trauma è una caratteristica fondamentale della risposta traumatica, ben documentata in una grande varietà di individui traumatizzati, incluse le vittime di abusi infantili, ustioni, stupri, disastri naturali e guerra.2,78,84,107,133,142 A causa della loro ridotta capacità di modulare l’eccitazione fisiologica, che porta a una diminuzione della capacità di utilizzare i simboli e la fantasia per far fronte allo stress, tendono a sperimentare gli stress successivi come stati somatici, piuttosto che eventi specifici che richiedono specifici mezzi per essere affrontati.142 Quindi, le vittime del trauma rispondono agli stimoli contemporanei come se il trauma fosse ritornato, senza la consapevolezza cosciente che le lesioni del passato piuttosto che lo stress attuale sono alla base delle loro risposte fisiologiche di emergenza. L’ipereccitazione interferisce con la loro capacità di effettuare valutazioni calme e razionali e previene la risoluzione e l’integrazione del trauma.142 Rispondono alle minacce poiché le emergenze richiedono un’azione piuttosto che il pensiero.      

L’ipereccitazione cronica in risposta a nuove sfide si riscontra anche negli animali esposti a shock ineludibili.5 In effetti, questo fenomeno ha attirato la nostra attenzione sulla possibilità di utilizzare questo modello animale per lo studio della traumatizzazione umana.142 Gli esseri umani e altri mammiferi sono biologicamente molto simili rispetto a comportamenti relativamente semplici come le risposte di lotta, fuga e congelamento. L’esposizione a eventi avversi inevitabili ha effetti comportamentali e fisiologici diffusi sugli animali, tra cui (1) deficit nell’apprendimento di sfuggire a nuove situazioni avverse, (2) diminuzione della motivazione per l’apprendimento di nuove alternative, (3) disagio soggettivo cronico,94 e (4) aumento della genesi tumorale e immunosoppressione.143  Tutto questo è il risultato non dello shock in sé ma di una sindrome di impotenza che è il risultato della mancanza di controllo che l’animale ha nell’impedire il ricevimento della scarica.

Diversi neurotrasmettitori hanno dimostrato di essere influenzati da esperienze inevitabilmente paurose negli animali; hanno una norepinefrina a basso contenuto di liquido cerebrospinale (CSF), ma sotto stress rispondono con pichi molto più elevati rispetto ad altri animali. Qualcosa ha disturbato la capacità degli organismi di modulare l’entità dell’eccitazione.37,95,115,116,142 La mancanza di regolazione del sistema di serotonina ha un’ implicazione in questo.123,139 Si pensa che la serotonina sia il neurotrasmettitore più coinvolto nella modulazione delle azioni di altri neurotrasmettitori;19 anche perché ha un ruolo nella messa a punto delle reazioni emotive, in particolare l’eccitazione e l’aggressività.18 La traumatizzazione causa anche la disregolazione del sistema oppioide endogeno negli animali e nell’uomo. Discuteremo su questo fenomeno e come potrebbe spiegare il fenomeno clinico della ri-esposizione compulsiva al trauma.

IMPARANDO LA CONDIZIONE DI DIPENDENZA

Both Janet74 e Freud osservarono che le prime tracce di memoria possono essere attivate da eventi successivi che causano il parziale riscontro di traumi precedenti sotto forma di stati affettivi, ansia o rievocazioni. I loro pazienti avevano in genere una scarsa memoria per eventi traumatici dell’infanzia, fino a quando non venivano riportati indietro, per mezzo dell’ipnosi, a uno stato mentale simile a quello in cui si trovavano al momento del trauma. Negli ultimi decenni queste nozioni hanno ottenuto conferme scientifiche con la scoperta dell’apprendimento dipendente dallo stato; per esempio, ciò che viene appreso sotto l’influenza di un particolare farmaco tende a dissociarsi e viene apparentemente perso fino al ritorno allo stato simile a quello in cui la memoria viene immagazzinata. La condizione di dipendenza può essere approssimativamente correlata ai livelli di eccitazione. Ad esempio, la condizione di dipendenza negli esseri umani è prodotta da agenti psicostimolanti e depressivi: alcol, marijuana, barbiturici e anfetamine, nonché altri agenti psicoattivi32. La riattivazione dell’apprendimento passato è relativamente automatica: gli stimoli contestuali evocano direttamente i ricordi senza consapevolezza cosciente della transizione. Più simili sono gli stimoli contestuali a condizioni prevalenti al momento della memorizzazione originale dei ricordi, più c’è probabilità di ripristino. Quindi, entrambi gli stati interni, come gli effetti particolari, o eventi esterni che ricordano un trauma precedente possono innescare un ritorno al sentimento come se le vittime fossero tornate nella loro situazione traumatizzante originale. Quindi, le donne maltrattate che in altri campi si comportano in modo competente possono sperimentare se stesse all’interno della relazione violenta come il bambino terrorizzato che erano in una casa violenta o dove c’era l’alcolismo 119.

Allo stesso modo, i veterani di guerra possono essere asintomatici fino a quando non diventano intimi con un partner e iniziano a rivivere sentimenti di perdita, dolore, vulnerabilità e vendetta legati alla morte di un compagno sul campo di battaglia, ma che sono ora erroneamente attribuiti ad alcuni elementi della relazione attuale. La disinibizione risultante da droghe o alcol facilita fortemente il verificarsi di tali esperienze di rivivere, che poi possono assumere la forma di recitare episodi traumatici violenti o sessuali.107

Durante gli stati di grande eccitazione autonomica, vengono depositate memorie che influenzano potentemente le azioni successive e l’interpretazione degli eventi. L’attivazione a lungo termine dei tratti di memoria è osservata negli animali esposti a uno stimolo altamente stressante 51,81. Questo fenomeno è stato attribuito alla massiccia attività noradrenergica al momento dello stress129. Nelle persone traumatizzate, esperienze visive e di rivitalizzazione motoria, incubi, flashback e rievocazioni sono generalmente precedute da eccitazione fisiologica.30 L’attivazione dei ricordi protratta a lungo termine potrebbe spiegare il motivo per cui lo stress attuale viene vissuto come un ritorno del trauma.

“IL RITORNO DEL REPRESSO” SI VERIFICA IN SITUAZIONI DI MINACCIA

In condizioni normali, la maggior parte delle persone precedentemente traumatizzate può adattarsi psicologicamente e socialmente. Gli studi hanno dimostrato che questo è vero per le vittime di stupro,82 donne maltrattate,63 e adulti vittime di abuso infantile.53 I primati non umani sottoposti a lunghi periodi di isolamento possono in seguito diventare ragionevolmente ben integrati socialmente. Tuttavia, non rispondono allo stress nello stesso modo dei loro coetanei non traumatizzati. Gli studi condotti nel laboratorio dei primati del Wisconsin hanno dimostrato che, anche dopo un iniziale buon aggiustamento sociale, l’eccitazione emotiva o fisica intensificata provoca ritiro sociale o aggressività.86 Persino le scimmie che si riprendono da altri punti di vista tendono a rispondere in modo inappropriato all’eccitazione sessuale e a indizi sociali errati quando minacciate da un animale dominante.4,95,101 Gli animali con una storia di trauma offrono risposte di catecolamina molto più intense allo stress 85 e rispondono anche di modo inadeguato per quanto riguarda i livelli di cortisolo.25

     Lo stress provoca un ritorno a modelli di comportamento precedenti in tutto il regno animale. In esperimenti su topi, Mitchell e colleghi 98,99 hanno riscontrato che lo stato di eccitazione determina come un animale reagirà agli stimoli. In uno stato di bassa eccitazione, gli animali tendono ad essere curiosi e cercano novità. Durante l’eccitazione diventano spaventati, evitano la novità e perseverano nel comportamento familiare indipendentemente dal risultato. In circostanze normali, un animale sceglierà la più piacevole tra due alternative. Quando si sente iperaccettato, tende a cercare il familiare indipendentemente dalle ricompense intrinseche.99 Così gli animali sottoposti a delle scosse elettriche ritornano nella scatola in cui erano stati originariamente sottoposti alle scariche, preferendo ritornare, anziché cercare luoghi meno familiari non associati alla punizione. Gli animali puniti in realtà aumentavano la loro esposizione alle scariche mentre l’esperimento andava avanti.98. Mitchell concluse che questa perseveranza era non-associativa, cioè, se disgiunta dai soliti sistemi di ricompensa: gli animali cercavano livelli ottimali di eccitazione,10,122 e questo mediava schemi di alternanza e perseveranza. È vero che nuovi stimoli causano eccitazione, ma un animale in uno stato di eccitazione elevata eviterà stimoli leggermente nuovi anche quando riducono la sua esposizione al dolore.

I COSTI DEL PIACERE E I BENEFICI DEL DOLORE

Solomon propone una “teoria del processo avversario della motivazione acquisita” per spiegare il comportamento di dipendenza che ha origine in eventi spaventosi o dolorosi. Sottolinea che la frequente esposizione a stimoli, piacevoli o spiacevoli, può portare ad assuefazione; il conseguente ritiro o stato di astinenza può assumere una vita potente e può diventare una fonte efficace di motivazione. Nella tossicodipendenza, ad esempio, la motivazione cambia da diventare alta (piacere) a controllare uno stato di astinenza altamente avverso.

In contrasto con l’assunzione di droghe, che inizialmente è piacevole, molti stimoli inizialmente avversi, come la sauna, la maratona e il paracadutismo, possono anche essere percepiti come altamente gratificanti dalle persone che si sono ripetutamente esposte a queste situazioni spaventose o dolorose. I paracadutisti, i frequentatori delle saune e i maratoneti sentono l’euforia e il senso di benessere delle attività inizialmente avverse. Queste nuove fonti di piacere diventano indipendenti dalla paura che era necessaria per produrle in primo luogo. Salomon è arrivato a conclusione che certi comportamenti possono diventare estremamente piacevoli e che “… se derivano da processi avversi, possono fornire una sorgente relativamente duratura di tono edonico positivo dopo la rimozione del rinforzo avverso, quindi la paura ha le sue conquiste positive“.127

Solomon e colleghi hanno applicato queste osservazioni all’imprinting (apprendimento di base, n.d.T) e all’attaccamento sociale. La loro ricerca ha mostrato che i giovani animali rispondevano con crescente angoscia a ripetute separazioni.66 L’assuefazione non si verificava e l’attaccamento aumentava di fatto, a condizione che l’oggetto dell’imprinting si presentasse ad intervalli abbastanza regolari. Starr130 ha dimostrato che esiste una durata di decadimento critica, il tempo necessario perché la risposta di ritiro allo stimolo originale si esaurisca. Se lo stimolo rinforzante dell’imprinting o dell’attaccamento all’oggetto viene presentato ad intervalli maggiori della durata critica del decadimento, non si verifica un aumento dell’attaccamento. Tuttavia, gli animali esposti in precedenza a separazioni ripetute sono più vulnerabili a un crescente disagio nelle successive separazioni: “le esposizioni ripetute all’oggetto dell’imprinting richiedevano meno tempo e meno esposizioni rispetto alle esposizioni originali”. La forza dell’imprinting alla fine decade dal disuso, ma alcuni residui delle esperienze passate rimangono e facilitano la riattivazione del sistema temporaneamente dormiente. Le ricadute nella nicotina e negli oppiacei avvengono molto più velocemente rispetto alla dipendenza iniziale. Se Starr ha ragione, processi simili spiegano l’attaccamento sociale agli oggetti avversi e quindi “la legge dell’attaccamento sociale può essere identica alla legge della tossicodipendenza”. 130

Solomon e i colleghi hanno stabilito sperimentalmente che animali e persone si abituano allo stimolo originale, sia che si tratti di morfina, paracadutismo o maratona, ma la sindrome di astinenza che segue un gran numero di eventi suscita la sua integrità nel tempo e diventa rincorrente quando gli stimoli originali vengono reintrodotti.127  Pertanto, il rinforzo positivo perde parte del suo potere, ma il rinforzo negativo guadagna potenza e dura più a lungo: i paracadutisti continuano a sentirsi euforici dopo il salto, anche quando si sentono meno euforici dell’anno prima. Solomon ha ipotizzato che le endorfine siano secrete in risposta a determinati stress ambientali e svolgono un ruolo nel processo di combattimento alle avversità. Recentemente abbiamo riscontrato evidenze che supportano questa visione.

LA DIPENDENZA DAL TRAUMA

 Alcune persone traumatizzate si preoccupano prevalentemente del trauma a spese di altre esperienze di vita 137,141 e continuano a ricrearlo in qualche modo per sé o per gli altri. I veterani di guerra possono arruolarsi come mercenari,128 le vittime di incesto sono più vulnerabili alla prostituzione,47,120,125 e le vittime di abusi fisici nell’infanzia sembrano attendersi successivi abusi nelle famiglie affidatarie 53 o tendono a auto-mutilarsi.143a Altri ancora si identificano con l’aggressore e fanno agli altri ciò che è stato fatto a loro.21,39 Clinicamente, si osserva che queste persone hanno un vago senso di apprensione, vuoto, noia e ansia quando non sono coinvolte in attività che ricordano il trauma. Non ci sono prove per supportare l’idea di Freud che la ripetizione alla fine porti alla padronanza e alla risoluzione. In effetti, rivivere il trauma ripetutamente in psicoterapia può servire a rafforzare la preoccupazione e la fissazione.

Molti ricercatori esperti in legami traumatici hanno ipotizzato che le vittime diventino dipendenti dai loro carnefici. Erschak33 chiede perché l’aggressore non si ferma quando la ferita e il dolore sono evidenti e perché la vittima non se ne va? La sua risposta è che “sono dipendenti uno d’altro e dal rapporto abusivo: il sistema, l’interazione, la relazione che si è creata ha preso il controllo su tutto e gli individui che ne fanno parte si sentono impotenti come i drogati”.

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IMPLICAZIONI DEL TRATTAMENTO TERAPEUTICO

La ripetizione compulsiva del trauma di solito è un processo inconscio che, sebbene possa fornire un temporaneo senso di padronanza o persino di piacere, alla fine perpetua sentimenti cronici di impotenza e un senso soggettivo di essere cattivo e fuori controllo. Ottenere il controllo sulla propria vita attuale, piuttosto che ripetere traumi in azione, umore o stati somatici, è l’obiettivo del trattamento.

Sebbene la verbalizzazione degli elementi contestuali del trauma sia l’essenza del trattamento dello stress post-traumatico acuto, gli elementi essenziali delle reazioni post-traumatiche croniche vengono generalmente recuperati con difficoltà e spesso non possono essere affrontati finché un ragionevole controllo sul comportamento corrente non può assicurare la sicurezza dei pazienti e delle persone nelle loro immediate vicinanze. L’approccio sbagliato al materiale correlato al trauma porta molto gradualmente all’intensificazione degli effetti e degli stati fisiologici a lui correlati, portando ad un aumento dei fenomeni ripetitivi. È importante tenere a mente che l’unica ragione per restare aggrappati al trauma è ottenere un controllo cosciente sulla re-esperienza o rievocazione non volute. Prima di scoprire le radici traumatiche dell’attuale comportamento, le persone hanno bisogno di ottenere un ragionevole controllo sulle difese secondarie di vecchia data originariamente elaborate per difendersi dall’essere travolte da materiale traumatico come l’abuso di alcool e droghe e la violenza contro se stessi o gli altri. Il trauma può essere risolto solo dopo aver stabilito un legame sicuro con un’altra persona. La presenza di una figura di attaccamento fornisce alle persone la sicurezza necessaria per esplorare le loro esperienze di vita e per interrompere l’isolamento interiore o sociale che le mantiene bloccate in schemi ripetitivi. Sia l’eziologia che la cura del disturbo psicologico correlato al trauma dipendono fondamentalmente dalla sicurezza degli attaccamenti interpersonali. Una volta che le esperienze traumatiche sono state localizzate nel tempo e nel luogo, una persona può iniziare a fare distinzioni tra gli attuali stress della vita e traumi passati e diminuire l’impatto del trauma sull’esperienza presente.137

Organizzazioni di auto-aiuto per persone con dipendenze o con background che includono traumi infantili o dipendenze dei genitori hanno elaborato un modello di trattamento che sembra affrontare molti dei problemi principali rispetto alla traumatizzazione ripetitiva. Questi gruppi forniscono alle persone tanto attaccamenti umani quanto una cornice cognitiva significativa per affrontare il senso di impotenza che è centrale in questi problemi. Si concentrano sullo sviluppo della “serenità”, che può essere intesa come uno stato di stabilità automatica e di essere in pace con l’ambiente circostante. Questi gruppi insegnano che il modo per ottenere questa serenità è imparando a fidarsi, lasciando andare, iniziando nuovi rapporti e sviluppando impegni interpersonali. Forniscono una rete di supporto che tenta di evitare le barriere che le persone creano per sostenere le proprie differenze individuali, e si sforzano così di eludere la vergogna di essere indifesi e vulnerabili che porta al perpetuarsi dell’isolamento sociale. La vergogna e l’isolamento sociale sono pensati per promuovere la regressione ai precedenti stati di attaccamento ansioso e rapporti di dipendenza. Nel nostro campo si dice che: “Nessun dolore è così devastante come il dolore che una persona rifiuta di affrontare e nessuna sofferenza è così duratura come la sofferenza non riconosciuta. 23

C’è enfasi sulla vita nel qui e ora, generalmente con il riconoscimento che, in contrasto con le vittime che erano da bambini, da adulti possono imparare a proteggersi e fare una scelta consapevole di non impegnarsi in relazioni o comportamenti che sono noti per essere dannosi. L’ipotesi sottostante è che le conclusioni tratte dalla prospettiva di un bambino mantengano il loro potere nell’età adulta fino a quando verbalizzate ed esaminate. In un contesto di gruppo, le vittime possono apprendere che da bambini non erano responsabili del caos, della violenza e della disperazione che le circondavano, ma che da adulti ci sono scelte e conseguenze. 23,137

Questi gruppi insegnano anche che per evitare la ripetizione, si deve rinunciare al comportamento, alla droga o alla persona coinvolta nella dipendenza. Riconoscere il rapporto come una dipendenza è raccomandabile per il superamento della negazione. Evitare di riconoscere i sentimenti promuove la ripetizione. Le persone traumatizzate devono capire che riconoscere i sentimenti legati al trauma non riporta indietro il trauma stesso con la sua carica di violenza e impotenza. Deve esserci enfasi sulla ricerca di attività sostitutive ed esperienze che siano più gratificanti, di successo e potenti nell’immediato. Questi possono includere l’aiuto alle vittime di traumi simili a quelli vissuti.

I farmaci psicotropi possono essere di aiuto per ridurre l’ipereccitazione autonomica verso il suo depotenziamento fino all’eliminazione totale. Il litio, i beta-bloccanti e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina come la fluoxetina possono essere particolarmente utili. Diminuendo l’ipereccitazione, si diminuisce la probabilità che lo stress attuale venga vissuto come una ricorrenza del trauma passato. Ciò facilita la ricerca di soluzioni adeguate allo stress attuale anziché al passato139

L’uso di farmaci che agiscono sul sistema oppioide deve essere considerato sperimentale e in questo momento deve essere evitato tranne in casi potenzialmente gravi, in cui la vita del paziente è a rischio.

Nel nostro ultimo studio su pazienti con disturbo di personalità borderline Judith Herman ed il sottoscritto (dati non pubblicati, 1988) abbiamo chiesto ai nostri pazienti auto-mutilanti cosa li aveva aiutato di più nel superare l’impatto dei loro traumi infantili, compresa la tendenza all’automutilazione. Tutti i soggetti attribuivano il loro miglioramento all’aver trovato una relazione terapeutica sicura in cui erano stati in grado di esplorare la realtà delle loro esperienze infantili e le loro reazioni a loro. Tutti i soggetti hanno riferito di essere stati in grado di ridurre marcatamente una serie di comportamenti ripetitivi, tra i quali dei comportamenti autolesionistici, dopo aver stabilito una relazione in cui si sentivano sicuri di riconoscere la realtà del loro passato e della loro vita attuale.

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60 pensieri su “Le fondamenta biologiche dei legami traumatici: la dipendenza biochimica dal dolore

  1. Grazie Claudileia, un articolo molto interessante, ma per me molto doloroso da leggere. Sono stata vittima di violenza domestica, che ha cambiato completamente la mia vera essenza. Purtroppo viviamo ancora sotto lo stesso tetto, ma fortunatamente senza nessuna interazione. Sono certa che in futuro rileggerő più volte l’articolo perché so che troverò delle risposte e soprattutto un aiuto per rielaborare un passato doloroso. Abbracci

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  2. Mi addolora molto sapere che nonostante le violenze sei ancora sotto lo stesso tetto, ma comprendo perfettamente il quanto conta la logistica e gli aspetti psicologici descritti nell’autorevole articolo. I tempi sono sempre dettati dalla consapevolezza della vittima e non vanno imposti. Non demordere e non credere che vivere nell’ansia, nella paura e sotto tensione è normale. Abbracci!

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    1. La convivenza è dettata da fattori economici che al momento mi impediscono di allontanarmi, ma spero che a breve possa risolvere. Sapere di avere questo blog mi aiuta tanto.

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      1. Cara Ange, solidarietà totale; anche io non riesco ad andarmene per motivi economici; per fortuna lavoro spesso via da casa e questo mi da un po’ di respiro e onestamente credo che tenterò di ridurre il più possibile il tempo a casa, al netto degli impegni con i figli e della necessità e voglia di stare con loro.
        Un abbraccio grande!

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  3. Wow che articolone! molto complesso (confesso che alcuni passaggi li ho letti di corsa per una questione di tempo).
    Dà alcuni spunti fondamentali: innanzitutto sottolinea come siano quasi sempre i traumi e le mancanze infantili a renderci particolarmente sensibili in età adulta.
    Poi mi è sembrato fondamentale il passaggio in cui si sottolinea la necessità di ricreare il trauma in età adulta, nonchè la dipendenza che si genera verso di esso, cioè la necessità di vivere in uno stato traumatizzato e di costante allerta.
    E fino a qui le cose si possono applicare sia alle vittime di np che ai np stessi, poichè l’origine del malessere è molto simile.
    Ma poi c’è una netta differenza: per quanto la coazione a ripetere porti la vittima a ricercare una situazione traumatizzante, rimane sottintesa la speranza del cambiamento e della risoluzione del trauma e del dolore che ne deriva; poi è sbagliato il modo, cioè la riproposizione del trauma anzichè il suo superamento, ma la motivazione resta positiva. Per i np invece non c’è la ricerca del superamento del dolore, ma solo la sua riproposizione, per di più a danno di altri.
    E a questo punto le “tecniche” di traumatizzazione sono quelle descritte, in particolare l’intermittenza tra l’abuso e la successiva fase del conforto offerto proprio dall’abusante, che lega indissolubilmente la vittima attraverso la dipendenza e che aumenta la dissonanza cognitiva. Questo è il vero gioco malvagio a cui siamo esposti, e la cosa in assoluto più difficile, almeno lo è stata per me nel mio percorso di terapia, è stata proprio sottrarmi a questo meccanismo perverso di ambivalenza.

    Infine una considerazione; se un bambino è probabilmente “geneticamente” pronto al distacco (sempre che questo avvenga in maniera non traumatica) e il distacco fa parte del suo percorso evolutivo, l’adulto non lo mette in conto nella relazione d’amore; o meglio può metterlo in conto in astratto nel senso che sa che ogni amore può finire, ma nell’innamoramento crede che questo non possa accadere.
    La violenza subita è quindi fortemente accentuata dal fatto che proviene proprio dalla persona dalla quale meno te la aspetti, cioè quella che ti dovrebbe amare per sua scelta; e a questo tipo di distacco, specie se improvviso come spesso accade nei rapporti patologici con np, non si può essere pronti, per cui ne deriva un trauma fortemente amplificato, sia dalla ripetizione di un eventuale trauma infantile, sia dalla crudeltà dello scarto ad opera di un adulto.
    Abbracci a tutti e ancora buon anno!

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  4. Buongiorno a tutti,
    oggi ho fatto una cosa che mai avrei pensato di fare nella mia vita. Mi sono tolta la fede nuziale. Una fede che non rappresenta più niente per quel disgraziato che mi ha chiesto la separazione ma mi vive ancora in casa come un parassita.
    Io da brava imbecille, ho continuato ad indossarla giorno dopo giorno perché non volevo arrendermi all’idea che una tale disgrazia potesse essere capitata a me.
    Ho buttato undici anni della mia vita in una relazione che mi ha tolto tutto. La dignità, l’autostima, i soldi, la casa… tutto. E ora mi sta togliendo anche il senno.
    Sto precipitando in un abisso e lui mi spinge sempre più giù e non si fermerà mai. A volte penso che se anche dovessi morire lui direbbe “se l’è cercata, era una rompicog^^^ni”
    Eppure oggi, dopo le vacanze natalizie aberranti che ho passato, mi sono detta che la recita è finita e se non inizio a fare qualcosa, per me si metterà molto male.
    Se non accetto la situazione così com’è e non la smetto di pensare che magari un giorno potrebbe tornare tutto come prima, io metterò seriamente in pericolo la mia vita. Se perdo la ragione è finita . Ormai dopo poco, non ho concentrazione, memoria, mi è calata anche la vista. Fatico a mangiare e devo farlo piano altrimenti mi sento soffocare. Tutto questo perché spero di tornare con un uomo che ha trasformato gli ultimi tre anni della vita mia e di nostra figlia in un calvario?
    Ecco, decisamente no.
    E vi dico, ciò che mi spaventa, che mi dilania.. è proprio l’idea che arrivi la famosa donna perfetta per lui. Quella che io non sono stata.
    E poi penso ad una mia cara amica, che sta con un nasciso, ne è consapevole e lo accetta come scelta di vita.
    Lui ha già due matrimoni alle spalle, figli di cui non si cura, un lavoro che gli occupa tutto il tempo ma tiene lei come un soprammobile. Non può uscire, avere amiche, vestirsi in modo provocante, nemmeno ordinare una pizza a suo gusto. Altrimenti diventa violento.
    Eppure le scrive messaggi d’amore ogni ora, e vuole un figlio da lei e stanno facendo di tutto per averlo anche se sfiorano la menopausa entrambi.
    Mi chiedevo.. quindi lui ha trovato finalmente l’amore?!
    Oppure la risposta è che al terzo tentativo ha capito, o meglio, ha trovato la succube perfetta?
    Ma perché vuole un figlio allora se sa che poi non sarà più lui il centro dell’attenzione?
    La trama si ripeterà. E come può lei accettare di vivere un falso idillio solo per non ritrovarsi da sola? Per non dire che anche questa relazione è fallita?
    La mente umana è molto complessa, e non smetterò mai di ringraziare questo blog per l’aiuto che mi da. Anche se non ne sono ancora uscita, almeno ora so contro cosa combatto. Prima pensavo che avesse ragione lui, che fossi pazza e visionaria.

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    1. Cara Bea, coraggio, anche per me togliermi la fede nuziale è stato un passaggio dolorosissimo; lei ci ha messo un paio di mesi dallo scoppio della nostra crisi (dopo 15 anni di matrimonio apparentemente felice) e lo ha fatto platealmente di fronte a me dicendomi “non mi riconosco nel nostro matrimonio”, per ferirmi nella maniera più profonda possibile.
      Io ci ho messo altri due anni prima di farlo, e le facevo notare che io la tenevo, che per me tutto era ancora recuperabile.
      Poi alla fine ci si arrende, o meglio si comincia a vincere quando si capisce con chi si ha a che fare e che non ci sono possibilità. E quando si capisce che a non riconoscersi nel proprio matrimonio non sono loro ma siamo noi, che siamo vissuti nell’illusione di una realtà che non esiste.
      Ho passato anche la fase della paura che lei trovasse un’altro, ma fa parte del percorso. Adesso spero quasi che succeda, almeno si risolverebbe il problema economico, lei dividerebbe le sue spese con un altro.
      Capisco anche il tuo malessere, la difficoltà a fare qualsiasi cosa, la testa occupata solo dal suo pensiero e la necessità di recuperare un rapporto che è evidentemente irrecuperabile, ma che ci si ostina a voler tenere in vita. Il perchè si faccia l’hai trovato scritto in questo articolo.
      Lascia stare la tua amica, se lei è contenta così, affari suoi; in questo momento probabilmente non è per te la compagnia giusta (scusa la franchezza). Circondati di persone positive e che ti possano capire e, se già non lo fai, cerca un aiuto terapeutico al più presto possibile.
      E scrivi qui; c’è tanta gente che ci è già passata, io per esempio esattamente come te. Coraggio, anche se ti sembra tremendo, hai fatto un passo importante di consapevolezza, doloroso, ma fondamentale.
      Anche io ci sto ancora sotto lo stesso tetto; anche io sto facendo cose che non avrei mai fatto; mi sto concedendo libertà, per adesso mentali, e sto accettando opportunità che fino a pochi mesi fa mi avrebbero ingenerato lancinanti sensi di colpa. Ma non possiamo morire per loro.
      Abbiamo diritto alla nostra vita e alla nostra felicità.
      Coraggio, il tuo “decisamente no” è il regalo più bello che puoi fare a te stessa; adesso non fermarti, inizia a correre.
      Un abbraccio!

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    2. Cara Bea, io invece anziché chiedermi se il narcisista della tua amica ha finalmente trovato l’amore della sua vita mi chiederei che razza di amore è non permettere alla propria fidanzata di uscire, di avere amiche e di decidere il gusto di una pizza.
      Quanto alla tua storia non sentirti in colpa, non sei una rompiscatole proprio così come io non sono soffocante (il mio np mi definiva tale), sono loro che non ci trattano con rispetto e noi reagendo giustamente al loro pessimo comportamento veniamo definite tali.
      Non permettergli di farti perdere la ragione, fallo per tua figlia perché lei ha bisogno di te. Sii forte.

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      1. Concordo al 100% con tutto quello che ha scritto Oliver. Non bisogna cadere nel tranello mentale che le donne “scelte” successivamente da questi casi umani siano quelle giuste o migliori di noi o che altro. Io credo che siano solo quelle che al momento soddisfano meglio determinate esigenze del vampiro e andranno molto bene finché daranno ciò che lui vuole. Ma come ben sappiamo, anche le compagne migliori sono sempre e comunque tradite, più o meno a loro insaputa. Secondo me alcune lo sano pure ma solo così abbindolate che se la mandano giù pur di non perderli.
        Io sono la prova vivente che il mio secondo narcisista si comporta in questo modo…ha la donna ufficiale stabile con cui fa romantiche vacanze e poi non appena subentra un filo di noia corre subito a cercare la sottoscritta o altre. Io mi chiedo come sia umanamente possbile tradire con tanto entusiasmo una campagna e poi fare con lei le vacanze di Natale in un viaggetto romantico…
        Ma loro non sono umani.

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  5. Hai detto bene spirito libero non essendo umani ogni discorso perde di valore ,ogni supposizione non trova risposte . Resta da concentrarsi molto su noi stesse invece che su loro perché poco ce da capire su certi eventi. Un abbraccio a tutti..

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    1. É vero cara Mirna, anche io dico sempre che con queste persone non si può applicare la logica che si applica alle persone normali e non vale la pena cercare spiegazioni. Per quello che ne si può anche darsi che non abbia fatto alcun viaggio è mi abbia detto quella cosa solo per provocarmi e vedere la mia reazione. Sono capaci anche di questo.
      Ovvio la cosa non mi ha lasciata affatto indifferente perché anche se la situazione è sempre stata chiara, certe cose ti fanno venire in mente il solito pensiero che tu sei quella che va bene per andare a letto mentre le altre meritano di più.
      Ieri leggevo una testimonianza di una compagna di un narcisista che diceva che ad un certo punto della storia lui le ha detto che non provava sentimenti per nessuno ma aveva bisogno di qualcuno accanto.
      Credo proprio che per loro sia cosi, devono avere un dispositivo fisso per la sicurezza e la facciata sociale, e poi altri da usare occasionalmente quando fa comodo.
      La mia unica arma è non cercarlo per non dargli nutrimento, farmi la mia vita e proseguire con le nuove conoscenze..cosa che sto facendo.
      Spero di superare presto anche questa.
      Un abbraccio

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  6. Cara Spirito Libero hai proprio ragione loro non amano nessuno, io sono stata la compagna ufficiale, il “dispositivo fisso” come lo hai ben definito, dopo che finalmente ho aperto gli occhi anche se purtroppo ci ho messo davvero tanto ho subito un trauma che ancora non sono riuscita a superare perchè non mi capacito di come abbia fatto a resistere tutti questi anni cercando sempre di trovare il buono in lui e credendo che mi amasse come io amavo lui . Tutto finto, adesso so che non c’è stato mai amore da parte sua ma solo gli faceva comodo avere una moglie per avere la facciata di uomo per bene e poi fare tutto quello che più gli piaceva , Adesso è libero di farlo ma gli manca la stampella e infatti ha cercato in tutti i modi di convincermi a tornare e ha fatto la vittima con tutti i parenti e conoscenti facendo passare me per quella sbagliata , io però mai e poi mai dopo tutto lo schifo che ho passato tornerei ma dato che abbiamo due figlie in comune e ancora non siamo separati legalmente sono costretta ancora ad averci a che fare e vi assicuro che è una cosa terribile che mi crea molto disagio mentre lui va avanti a testa alta e nessuno si permette di dirgli nulla….

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    1. Cara Anna, mi dispiace e confermo tutto quello che dici anche sa dalla parte di chi è stata l'”altra”.
      Quando ho iniziato la relazione lui ha voluto da me precise rassicurazioni che non avrei mai interferito nella sua vita, che ognuno doveva avere la sua, mi ha chiesto di cancellare sempre chat e foto che mi mandava, era terrorizzato all’idea di potersi rovinare la reputazione.
      Mi aveva detto di aver avuto una relazione con una che poi lo aveva stalkizzato….evidentemente la sua donna ufficiale aveva scoperto la cosa e quindi con me ha voluto premunirsi in ogni modo…
      Quando ci vedevamo saliva sempre sulla mia macchina perché non reastasse alcuna traccia sulla sua…un profumo, un capello, un’impronta..e già questo mi faceva schifo ma purtroppo mi piaceva e ho accettato le sue condizioni. Ho sbagliato, ma per fortuna mi sto riprendendo da questo schifo, non so come altro definirlo.
      Sono esseri meschini, uomini senza dignità, senza morale.
      Non vale la pena soffrire per loro…
      Ti abbraccio

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  7. Spirito Libero io te lo confermo in pieno.
    Il mio np mi ha detto la stessa cosa. Non sono più il suo amore dato che penso solo a fare la mamma e non la moglie (forse voleva dire la serva) .. però .. dopo tutti questi anni non riesce a stare senza di me. Ha provato ad andare via ed è tornato perché senza di me non sa stare.
    Una volta avrei interpretato questa squallida confessione come un segno, una speranza per un possibile riavvicinamento.
    Ora, e credetemi soffro da morire, mi rendo purtroppo conto che io sono la sua facciata, il suo porto sicuro.
    A differenza degli altri np qui descritti come amabili e grandi conquistatori il mio è davvero insopportabile tantè che non ha un amico o una persona cara.
    Probabilmente per certi soggetti è davvero troppo complicato andare a procacciarsi una preda, abbindolarla e tenersela. Poiché sanno di avere uno stile di vita inconciliabile con chiunque e che nessuno se li terrebbe in pianta stabile.

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    1. Cara Bea, ti faccio i miei complimenti per la tua grande dignità e per come affronti il dolore di vere accanto una persona che sta con te perché sa di avere il porto sicuro che gli permette di mantenere il suo personaggio costruito….
      Posso garantirti che quando loro “conquistano” un’altra donna si rivelano ben presto degli uomini di basso livello, funzionano al massimo per quel paio d’ore che concedono poi diventano freddi, insensibili e distanti anni luce fino a quando non gli “servi” di nuovo per sfogare i loro bassi istinti.
      Qualunque tipo di relazione hai con loro, fidanzata moglie, amante ecc. non è bella e nemmeno felice come confermano tante testimonianze qui.
      Io sto cercando di liberarmi dalla dipendenza mentale per questo narcisista che purtroppo mi é capitato dopo un’altra lunga relazione narcisistica perché mi rendo conto di quanto riescano ad essere doppi e falsi con le loro facciate “pulite” e poi perché onestamente non mi va più di essere quella che gli risolve i problemi sessuali e gli permette così di continuare una relazione dove evidentemente il lato fisico è scarso e insoddisfacente. Per loro é facile usare le persone a seconda del vantaggio che ne possono trarre…la moglie/compagna per le cure e l’altra (o meglio, le altre…ne hanno tante!) per divertirsi a costo zero.
      Io vorrei dirgli che visto che ha i soldi per farsi i viaggetti a natale con la fidanzata (mentre con me si è sempre lamentato di difficoltà economiche e lavorative) che li usi per pagarsi una prostitita quando gli viene voglia di trasgredire e non cerchi me.
      Ma non lo faccio perché so che questo gli darebbe un mega nutrimento narcisistico.
      Meglio il silenzio e la distanza.
      Ti abbraccio forte

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      1. Cara Spirito Libero, ma lo sai che stamattina ho fatto lo stesso tuo pensiero?
        Incredibile ☺
        Ho pensato: “ma cosa mi cerca a fare?
        Se ha bisogno di sfogarsi sessualmente che vada a pagare una prostituta!”.
        Io non sono un oggetto, nè tantomeno il suo passatempo, non voglio più sottostare a tutto questo.
        Quando mi cercava era tutto gentile e carino, poi dopo subentrava la distanza e la freddezza.

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      2. Proprio così Oliver….quello che offende molto è che prima di vederti sembrano carini gentili ecc…è solo il modo di riagganciare perché sanno che funziona, ma una volta ottenuto ciò che si prefiggevano ti mettono prontamente da parte fino alla volta dopo. Tu resti li a chiederti se hai per caso sbagliato a dire o fare qualcosa ed entri nel loop che loro vogliono: farti sentire insicura e piena di dubbi. Io con questo secondo narcisista sapevo già tutte queste cose quindi sono riuscita in qualche modo a pararmi emotivamente ma resta sempre il fatto che questi loro comportamenti ti fanno comunque male a un livello più profondo e non voglio più permetterlo perché i danni a lungo termine più sono lunghissimi da superare, come già sappiamo. Lasciarli non è nemmeno così facile perché come dice bene l’articolo il legame traumatico ha radici saldissime inoltre quando capiscono di perderti ritornano con la loro falsa facciata gentile.
        Sto pensando a come fare per sganciarmi del tutto, so già purtroppo che il blocco numero non serve perché mi può ricontattare in altro modo tramite social o numeri nuovi…penso di dirgli che ho problemi di salute e non posso più vederlo infatti se stai male loro spariscono. Oppure gli dirò che ho trovato un nuovo compagno molto geloso così gli dò pure la ferita narcisistica di avere preferito un altro a lui e per loro vedere una preda che se ne va prima del loro scarto é un fallimento mostruoso, almeno un pò di rabbia gliela vorrei dare visto quanto è stato stronzo con me.
        Baci

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      3. Non solo resti lì a chiederti cosa hai fatto di sbagliato ma a volte poco prima di salutarti ti fanno sentire in colpa per sciocchezze.
        Per esempio una sera lui mi stava raccontando che aveva dormito il pomeriggio nonostante fosse in ferie (essendo turnista e lavorando anche di notte dorme spesso il pomeriggio) e io gli dissi solo:”ah hai dormito?”. Ma più che una domanda la mia voleva essere un prendere atto della cosa un po’ con meraviglia visto che non aveva lavorato di notte.
        Sai cosa mi disse? “Tu fai troppe domande”.
        Mi bloccò su WhatsApp e credimi avevamo trascorso una bellissima serata, per me fu uno shock svegliarmi al mattino e ritrovarmi bloccata.
        Tu dici che dirgli che hai un altro lo farà desistere dal contattarti?

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      4. Si Oliver sono assurdi..dici una cosa che a te sembra normale e innocente e loro la prendono come insulto o come scusa per punirti.
        Io penso che mi ha detto sta cosa del viaggio di Natale con la donna (anzi, sarebbe meglio dire con la povera cornuta) ufficiale perché l’ultima volta parlando di varie cose mi aveva detto di essere stato in Corsica e gli ho detto che ero andata con il mio ex marito e avevo fatto una bella vacanza…e sono divorziata ormai da quasi 10 anni! Ma se tu dici che hai fatto qualcosa di bello con un altro gli scatta la gelosia ridicola e devono vendicarsi.
        Guarda…la tua domanda è giusta, in effetti non è un che se gli dici che hai trovato un altro loro desistano…magari spariscono per un pò per punirti poi tornano così per romperti le balle provandoci ancora, perché il loro gusto massimo é riprendersi una preda che li ha mollati per poi mollarla a loro volta.
        Quindi no, probabilmente l’opzione fidanzato non sarebbe sufficiente, ma solo nell’immediato per toglierli per un pò di torno e comunque dargli una stoccata piuttosto dura all’ego di finti superuomini che si ritrovano.

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      5. Io ho un cane, un bel Golden retriever.
        L’ultima volta che ho visto il np mi ha detto:”ma lo sai che mi sta piacendo il Golden retriever? Ma non è perché ce l’hai tu, è che mi piace proprio!”.
        Ti invidiano, vogliono quello che hai tu.
        Hai trascorso le vacanze in Corsica? Devono farlo pure loro!
        Loro sono degli insicuri ma accusano tutti quelli che li circondano di essere insicuri.
        Quando ci sono uscita la prima volta mi colpì il fatto che descriveva i suoi “amici” come tutti insicuri, io non gradì molto le critiche che rivolse loro (all’epoca non conoscevo i suoi amici), non mi sembra una cosa bella parlare male dei tuoi amici a me che non conosci ancora.
        È stato un campanello d’allarme che però ho sottovalutato.

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      6. Non so tu Oliver ma io quando leggo queste cose che dicono o fanno li trovo di un ridicolo unico😄 Il mio primo np era patologicamente geloso e invidioso del fratello maggiore….il fratello aveva la moto e lui se l’è presa più grande e bella, il fratello si allenava in palestra e lui è diventato un fanatico del fitness per essere più muscoloso, secondo me era anche segretamente innamorato della moglie del fratello infatti guarda caso la nuova donna è fisicamente simile a lei e viene pure dallo stesso paese😄va bè…non c’è tanto da dire, sono proprio dei casi senza speranza.

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  8. Buongiorno Dr.ssa e buon2019 a tutti/e
    Alcuni predatori ( sadici, narcisisti e psicopatici) conoscono bene la nostra mente e la nostra psiche, la domanda e come mai? Perché durante la fase dell’idealizzazione e Love boombing, si sono infiltrati ed insinuati nelle nostre ferite, inoltre attraverso il rapporto dolore e sollievo , fanno instaurare questo rapporto mal sano in noi.
    Ma alcuni di noi, che cercano di superare il passato sofferto, e rifiutano il rapporto asimmetrico, carente di rispetto e amore autentico,, si scontra con il desiderio di controllo, dominio e guerre ad oltranza pur di sottomettere l’altro ai suoi piacere e regole. Si crea cosi un circolo vizioso e malato come se dice (il tira e molla) . Tutti noi dopo cicli di questa natura, diventiamo dipendenti di questo trattamento. Mi sono rivolto a specialisti, cercando aiuto, ho incontrato professionisti validi, che mi hanno fatto uscire dalla nebbia perenne. Grazie al loro, sono cresciuto, e mi sono liberato dalla mia aguzzina .

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  9. Care ragazze, vi state più o meno facendo la stessa domanda: perché continua a cercarmi o vuole ancora stare con me? È quello che mi chiedo anche io. Perché stare con uno/una che non ti vuole, che ha scoperto chi sei, che ti respinge?
    Al di là che anche loro hanno la loro bella dose di dipendenza da noi che si guardano bene dal risolvere, la risposta forse me l’ha data un amico comune che l’ha ben inquadrata.
    Questo amico ha notato un mio cambiamento positivo dovuto al mio percorso personale per cui, facendomi un bel complimento, mi ha detto di capire il mio desiderio di avere una persona diversa accanto e mi ha detto che secondo lui sono una persona ancora interessante (non per lui, non fraintendiamo….).
    Lei ha invece avuto un periodo un paio di anni fa in cui sembrava dovesse spaccare il mondo e manifestava il desiderio di andarsene; in quel periodo si vestiva sempre in maniera provocante, si truccava tutti i giorni, faceva la brillante, e non posso escludere che abbia anche avuto qualcun altro. Poi è tornata all’ovile e adesso vuole restarci con me. Il nostro amico ha detto testuali parole: non basta tirarsi un po’ e fare quelli fighi; evidentemente se ne è accorta anche lei e ha capito che meglio di quello che ha a casa non può trovare, nemmeno vestendosi da gnocca (scusate il francesismo).
    In conclusione: e se semplicemente non volessero lasciarci andare per questo? Sono certi di trovare di meglio? Direi che tutti quello che scrivono qui hanno dimostrato di essere persone di valore, lo dico anche con un po’ di presunzione e vale sicuramente per tutte voi. Perché mai perderci?
    Un abbraccio!

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    1. Ma infatti Gianni io credo che loro ci abbiano scelto per le nostre qualità, per i nostri punti di forza più che per le nostre debolezze ma loro ti fanno credere che sei debole così ti manipolano meglio.

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    2. Caro Gianni intanto bentrovato e buon anno, si spera positivo e con tante belle cose.
      Il tuo amico ha fatto una giusta analisi.
      Certo che loro sanno bene chi siamo, il nostro valore altrimenti sarebbero spariti da un pezzo mentre ancora ce li ritroviamo intorno nonostante tutte le mazzate che hanno dato. Una volta ho letto che spesso soffrono di incredibili sensi di inferiorità, il mio primo ex np me lo diceva pure che si sentiva un ignorante per non avere fatto gli studi che avevo fatto io….e giuro che mai gli avevo fatto pesare la cosa…ma è bastato questo a scatenarsi lui il desiderio di mettermi in ginocchio perché per loro sottomettere una donna culturalmente superiore o con qualità che loro non possiedono è un mega risultato per gonfiare il misero ego tenuto su con le pezze che si ritrovano.
      Tua moglie caro Gianni vive questa stessa profonda insicurezza esistenziale, come dici tu ha anche provato a mettersi in tiro…forse non tanto per un amante ma solo per ingelosirti perche magari in quel periodo non la “nutrivi” abbastanza…fanno sempre così quando non stai sempre ai loro piedi…sono come bambini che rivogliono il giocattolo recalcitrante.
      Io credo che con questi nostri con fronti stiamo sempre più mettendo alla luce le loro vere personalità e comprendiamo quanto siano malati i loro comportamenti e che noi il problema…
      Il nostro unico errore, se così di può dire, è aver dato amore e fiducia a persone così disturbate, ma non potevamo saperlo prima e purtroppo la nostra ferita infantile ci ha legati a loro.
      Un abbraccio

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    3. Ciao Gianni, anche il mio sta facendo così. Non fa che dirmi quanto sia meravigliosa, che una come me non la troverà più, che ora sì che se rende conto e non vuole perdermi. Ma va? Dopo gli ultimi anni che non si accorgeva neppure se ero ancora viva o morta, e mi criticava per ogni minima cretrinata, ora sono una donna stupenda, che non ha pari. E ogni volta elenca cose che ho fatto per lui, fino a ieri mai notate, dal momento che tutto gli era dovuto.Stranamente proprio ora che me ne sono andata. Ma guarda…

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      1. Ciao Aomame, ben ritrovata!
        Pensa che invece in questo momento mia moglie pensa di trattenermi con frasi del tipo “provo ancora un sentimento di fondo per te”… e sta semplicemente tentando di ricostruire quella dinamica che aveva apparentemente funzionato prima; cene di famiglia, il mio piatto preferito, perfino un riavvicinamento improvviso con i suoi genitori e con mia madre, entrambi causa di enormi tensioni anche tra di noi, come se fossero stati loro il nostro vero problema.
        Della serie un genio, sta ottenendo se possibile un distacco ancora maggiore.
        Io sono cambiato e voglio cose diverse, non certo ripristinare le vecchie e solo apparentemente sane abitudini e l’unica cosa che mi interessa è il valore delle persone.
        E su questo, anche se mi costa tantissimo dirlo, la partita con lei è chiusa.
        Un abbraccio!

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      2. Ciao Aomame, io per fortuna sto spesso fuori per lavoro e quando posso anche oltre il normale turno; oggi pomeriggio per esempio, con l’occasione di dover recuperare mia figlia a tarda ora sulla via del rientro, vado a divertirmi nella valle di fianco, più viva di quella in cui lavoro; un aperitivo all’apres ski e nulla più, ma intanto mi svago. La persona con cui mi trovo ha detto che pensa lui a procurare la giusta compagnia (che ho già conosciuto, bella compagnia!); che debba preoccuparmi o che sia meglio che mi diverta e basta? Come vedi tento di tenere duro e pensare un po’ a me stesso.
        Evviva le belle persone, l’allegria e abbasso le sterili abitudini, il clima cupo e le inutili manipolazioni.
        Un abbraccio!

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    4. Buongiorno a tutti del gruppo e di nuovo buon anno!
      Articolo molto complesso ma come sempre molto utile per capirci qualcosa in più e capirci noi. Sottoscrivo gran parte delle cose che sono state dette circa i traumi che ci hanno “accompagnato” nella nostra vita e che dobbiamo necessariamente risolvere e guarire se vogliamo evitare di ritrovarci in relazioni malsane o altamente tossiche. Confermo il gravissimo danno psicologico e poi fisico che fa il cosiddetto “rinforzo intermittente”: credo che sia tra le armi psicologiche peggiori che si possono usare contro una persona. Con me è stato usato fino alla nausea con evidenti gravi conseguenze sulla mia mente e sulla mia persona: poteva insultarmi gravemente la mattina e la sera dirmi che sentiva il mio odore dovunque si trovasse. Poteva essere gentile e carino per “usarmi” e il giorno dopo non degnarmi nemmeno di una telefonata e se osavo farlo notare e criticarlo per questo diventavo pedante, pesante, veramente una donna insopportabile. Ovviamente tutto a caso: non c’era un’evidente e valida ragione per la quale fosse maltrattante o gentile: il grande successo di questa orribile tecnica di manipolazione è proprio che NON SAI PERCHE’ SUCCEDE, NON SAI COSA HAI FATTO MA SUCCEDE!
      I nostri traumi e una gestione malata e malsana del rapporto mi tenevano incollata perché, come detto nell’articolo, paradossalmente la vittima si aggancia ancora di più all’abusante. Anzi si affanna per cercare di essere migliore…
      Mi pare ovvio che ci sia qualcosa anche in noi da sistemare (sistemare è un eufemismo) ma è indubbio che la cattiveria e la crudeltà di questi individui non hanno limiti.
      E con questo mi aggancio al post di Gianni in risposta al motivo per cui questi soggetti ci cercano pur odiandoci. Non ho la risposta giusta ma per quella che è la mia esperienza questi individui NON CI STANNO CERCANDO. Scrivono, parlano, telefonano, a parole esprimono un’intenzione ma non lo pensano realmente. Loro vogliono quello che in quel momento non hanno. Se stiamo andando avanti con la nostra vita loro ce lo impediscono o ci mettono i bastoni tra le ruote. A loro interessa solo (quando gli interessa) fare capolino ogni tanto, rimettere il dito nella piaga, farci sentire che ci sono. NON CI VOGLIONO VERAMENTE MA NON VOGLIONO CHE ANDIAMO AVANTI. E infatti ce l’hanno fatta finora! Perché per i motivi descritti bene nell’articolo noi empatici che abbiamo amato veramente facciamo fatica a staccarci da loro, da l sogno, dall’illusione etc etc. Se bastasse usare la logica ne saremmo già fuori tutti visto quello che abbiamo vissuto. Ma certi meccanismi nostri profondi sono duri a morire e loro su quello hanno puntato.
      Non è certo il caso di provare ma se qualcuno di noi si mostrasse disponibile a quei messaggi e accogliesse la loro “generosa” offerta di riconciliazione scoprirebbe che si tratta di un bluff! Esattamente come un giocatore di poker che punta tutto senza avere in mano niente ma convince talmente bene i giocatori che si ritirano dalla partita senza andare a vedere le sue carte.
      Sono capricciosi, vogliono ciò che non hanno, se ce l’hanno lo maltrattano e ci accusano di essere i colpevoli, ci buttano briciole di veleno nella speranza sadica che le raccogliamo. Ma non hanno fatto nessuna introspezione, nessun esame di coscienza che abbia portato a una diversa consapevolezza. E più probabilmente non hanno un’alternativa migliore in questo momento perché quando l’avevano o erano presi da altro noi potevamo morire che non se ne sarebbero nemmeno accorti. Per carità tutti possiamo sbagliare e renderci conto poi dell’errore e provare a recuperare il rapporto ma se sentiamo profondamente da aver fatto del male a qualcuno come minimo siamo umili, proviamo compassione e mostriamo rispetto. Da quando un banale sms lo è? Perché non c’è un incontro vero nel quale si espongano in modo vero, autentico prendendosi una volta nella vita la loro responsabilità? Perché non ci sono delle scuse sentite o almeno un comportamento che ci si avvicini ma i soliti meccanismi di lusinga che d’altronde hanno usato fino a ieri e che li hanno visti vincenti finché però non ci hanno scartato (io sono una di quelle) come un rottame?
      So di essere stata molto dura e franca ma è quello che penso perché è quello che è stato fatto con me, l’ho vissuto in diretta e senza esclusione di colpi. E fa un male cane. E’ un dolore lancinante. Spero con tutto il cuore di non aver offeso nessuno. Il mio intento non è certo sminuire le vostre qualità anzi semmai elevarle a qualcosa di vero, non di costruito ad arte sul momento. Delle nostre qualità non gli è mai importato, le hanno viste per comodità ma non ne sono mai andati fieri, non le hanno sapute riconoscere e custodire. E non l’abbiamo fatto nemmeno noi a dire il vero ed è questo che oggi forse ci deve impegnare seriamente. Non saprei nemmeno dire cosa li spinge a cercare qualcuno che non vogliono perché è una contraddizione in termini anche solo la frase stessa. Dietro c’è il loro costante delirio di onnipotenza e la certezza che noi ci saremo sempre anche se loro se ne sono andati.
      Mi scuso se ho urtato la sensibilità di qualcuno che sperava di contare agli occhi di questi individui, che sperava di essere considerato da loro una bella persona…loro considerano solo se stessi, noi siamo solo appendici della loro esistenza.
      Il nostro valore è molto di più di quello che loro riescono a comprendere e anche quando ci elevano ci mettono sempre un gradino sotto di loro.
      Non esiste rispetto, reciprocità, stima ma solo comodità.
      Siete migliori, siamo migliori.
      Un abbraccio forte a tutti

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      1. Cara Mirò, buon anno anche a te.
        Il rinforzo intermittente è davvero deleterio, anche con me un giorno era gentile perché gli servivo e il giorno successivo non esistevo, niente telefonate, niente SMS e se osavo farglielo notare mi diceva che ero soffocante.
        Hai ragione quando dici che non sai perché succede, non sai di preciso cosa hai fatto ma succede.
        Ed io che mi affannavo affinchè smettesse di farmi sentire invisibile, io in fondo volevo ESISTERE.
        Loro ci cercano ma non ci vogliono, quando ci abbandonano per settimane o per mesi vanno tranquillamente avanti con la loro vita mentre noi dobbiamo restare ferme ed immobili ad aspettarli, anche se non ci vogliono.
        Fanno finta di chiederci scusa con un SMS che se poi lo analizzi attentamente non ci sta dicendo niente.
        Loro invidiano le nostre qualità perché sanno che non potranno mai essere come noi e ci odiano per questo.

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      2. Cara Mirò intanto buon anno!
        Perché avresti dovuto offendere qualcuno?
        L’aspettativa di essere riconosciuti dal nostro np è una cosa che abbiamo passato tutti, quindi nessuno si offende se tu hai, per fortuna, già superato la cosa.
        Tutte le tue osservazioni mi trovano completamente d’accordo, cime sempre.
        Continuo però a percepire nei tuoi commenti un fondo di grande tristezza, rabbia e frustrazione e mi dispiace enormemente.
        Io sto piano piano ricominciando a vivere anche se siamo ancora sotto lo stesso tetto e cerco di stare fuori il più possibile. Ti prego, fallo anche tu!
        Spero io di non urtare la tua sensibilità ma tu hai sempre dimostrato capacità di capirmi per cui cerco di fare lo stesso nei tuoi confronti e mi permetto di esortarti.
        Un abbraccio!

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      3. Caro Gianni, intanto grazie per la solidarietà e anche per l’esortazione.
        Ciò che percepisci è corretto, nonostante il mio lavoro di terapia e qui sul blog sento ancora tanta tristezza, rabbia e frustrazione. Sai già che nella mia storia l’unica cosa che è mancata è la violenza fisica e essermi trovata completamente a terra davanti a uno che immediatamente proseguiva e prosegue con la sua vita splendente come se non fosse successo niente mi procurano tristezza (per me), rabbia verso di lui e frustrazione perché lo trovo profondamente ingiusto. Sai anche che mi porta a molti interrogativi sul mio valore, su quanto sia amabile io come persona e ai miei trascorsi da riparare. Come te ho temuto per la mia stessa vita. Un incubo mentre lui è felicemente accompagnato e io arranco per rimettere insieme i pezzi.
        Non ho superato l’illusione di essere vista da lui ma cerco di convincermi che non mi ha mai realmente visto, che non gli è mai importato granché perché purtroppo è la verità ed è questo che cercavo di dire nel mio post. E poiché dirlo non è facile da digerire mi preoccupavo di non infierire troppo su di voi, destinatari del messaggio. Non ho ancora accettato tutto né tantomeno lasciato andare ed è per questo che è dura ma me lo ripeto come un mantra nella speranza che mi si imprima nel cervello. Mi fa male la sua totale indifferenza ma devo convincermi che un amore profondo non c’è mai stato perché se così fosse non avrebbe mai fatto quello che ha fatto/detto.
        L’incontro che hai avuto di recente credo ti abbia dato molta energia e fiducia ma io, come molti qui, non ho avuto la stessa opportunità. Temo anche il far dipendere molto il mio star bene dagli altri perché di conseguenze ne ho già pagate tante.
        Il mio scrupolo nel non offendere o urtare nessuno deriva dal timore di esprimermi male e procurare un dolore a chi ne ha già molto. Tutto qui.
        Ti auguro che questa conoscenza ti dia tutta la forza che ti serve per fare anche l’ultimo passo e staccarti definitivamente.
        Grazie del confronto, un abbraccio

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      4. Cara Mirò credo che il problema sia proprio il non riuscire ancora ad accettare la violenza subita, cambia poco se è mancata quella fisica, per fortuna almeno quello.
        Anche io per lungo tempo mi sono illuso che fosse stato solo un momento no, ma la sua incapacità anche solo di riconoscere quella violenza, non dico di scusarsene sinceramente, mi ha alla lunga fatto capire il tipo di persona con cui ho a che fare. Dirselo, e allo stesso tempi riuscire a rinunciare a lei, è stato il passo più difficile.
        Incontri come quello che ho casualmente fatto io (secondo round ieri sera) di per se nella vita di una persona non sarebbero così eclatanti (anche ieri non è successo niente di che e forse non succederà nemmeno la prossima volta), hanno però molteplici effetti positivi.
        Mi ha fatto capire che sono ancora una persona desiderabile, e dopo quanto passato non è poco. Mi ha fatto capire che ci sono in giro belle persone con le quali non è strettamente necessario avere relazioni profonde per poter stare sereni. Mi ha fatto capire soprattutto che se arrivo a permettermi certe situazioni”pericolose” per adesso anche solo in maniera virtuale, allora vuol dire che il filo malsano che mi ha legato alla persona sbagliata per tanto tempo si sta finalmente rompendo del tutto.
        Coraggio cara Mirò, la vita ha ancora tanto da darti e tu hai ancora tanto da dare alla vita. Lascia andare la rabbia e pensa a te.
        Chiudo con la cosa piu esilarante successa ieri, che ha ulteriormente contribuito ad aumentare la mia ancora fragile autostima: mi hanno detto che al massimo mi davano 38 anni. Io a febbraio faccio 50. Mi sono fatto una bella risata e mi sono un po’ gonfiato il petto. Ogni tanto ci vuole e scusate se ultimamente posso sembrare un po’ sbruffone, ma queste cose fanno bene al cuore. Se poi non succede niente va bene lo stesso. L’obiettivo non è una in piu da aggiungere alla (corta) lista delle conquiste. L’obiettiva e’ sentirsi vivi. A me basterebbe già così.
        E tu sfogati qui senza ritegno. Siamo tutti qui apposta per sostenerci.
        Un abbraccio.

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      5. Caro Gianni, sai anche io sono di febbraio… acquario🙂
        Sì faccio fatica a lasciare andare e questo mi complica le cose, però non solo la violenza subita ma anche il sogno, l’illusione e le aspettative che avevo risposto in questo rapporto. Ce l’ho messa tutta per salvarlo e conservarlo ma non c’è stato verso perché combattevo una guerra persa in partenza e per di più contro di me che sono stata accusata delle peggiori cose e alla fine scartata. Anche nel mio caso non ci sono mai state scuse sincere e sentite, ciò che mi è stato detto è che lui è stato dominato e manovrato da una rabbia incontrollabile che io stessa gli tiravo fuori e che lui non riusciva a gestire e soccombeva come se non provenisse da lui ma fosse un’entità superiore che muoveva i fili della sua esistenza… peccato che allo stesso tempo gli consentisse di organizzarsi con un’altra nei confronti della quale immagino fosse tutt’altro che furiosa! Questo è il suo grado di consapevolezza di 15 mesi di quotidiana tortura che mi hanno portato a un passo dal ricovero. Per lui tutta acqua fresca, è partito in quarta con la nuova e va benissimo così. Altro enorme motivo di rabbia per me.
        Ma hai ragione tu quando dici che devo andare avanti a vivere, lo devo a me stessa. È che sono stanca. Ho veramente creduto, dopo tante difficoltà e solitudine, di poter trovare un po’ di stabilità.
        Grazie per il sostegno e la comprensione, un abbraccio

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      6. Cara Mirò tra poco allora ci faremo gli auguri reciprocamente.
        Capisco che il fatto del tradimento e di come lui stia apparentemente bene adesso renda piu difficile lasciare andare la rabbia.
        Se guardi il bicchiere mezzo pieno tu, per esempio rispetto a me, sei già distante fisicamente. Superata, come sono certo sia già per te, la fase dell’acquisizione delle consapevolezze, la non presenza dovrebbe, deve, diventare una spinta a lasciare andare. E questo può avvenire solo ricominciando a vivere per sé stessi. Forza, ancora uno sforzo e un po’ di ottimismo anche quando tutto sembra ancora buio.
        Un abbraccio!

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      7. Caro Gianni, purtroppo queste sono situazioni nelle quali occorre vedere i lati positivi anche in mezzo al nulla… è una coperta sempre corta come sai ma questo è quanto e come dici tu bisogna andare avanti. Grazie per il sostegno e l’incoraggiamento che un po’ “egoisticamente” prendo senza riuscire, almeno per ora, a ricambiare come vorrei e come meriterebbe.
        Un abbraccio, buonanotte

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      8. Cara Mirò, qui si da e si riceve, conforto, comprensione, vicinanza.
        Io nei primi mesi di frequentazione del blog ho perlopiù ricevuto, da tanti e da te spesso in maniera molto sentita.
        Quindi nessun egoismo, anzi imparare a dar retta ai propri bisogni è un passo fondamentale e, a patto che questo non ferisca nessuno, è un tuo sacrosanto diritto ed anche un dovere verso te stessa.
        Quindi a buon rendere!
        Un abbraccio!

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  10. Spirito Libero ti ringrazio tantissimo per le tue parole gentili, mi hanno fatto davvero tanto piacere.
    Gianni mi ritrovo molto in ciò che dici. Il mio np lo scorso anno mi ha chiesto la separazione, dall’oggi al domani è sparito trasferendosi in un paese vicino.
    Grazie a questo Blog io stavo ritrovando la vera me, all’inizio ho rischiato davvero molto, ma piano piano stavo rinascendo.
    E così lui si è ripresentato dicendomi proprio che meglio di me non poteva trovare.
    Lo stesso uomo che pochi mesi prima mi aveva scartato come immondizia.
    La colpa è stata mia, per avergli creduto. Probabilmente non avevo ancora capito con chi avevo a che fare. Doveva succedere per farmi rendere conto di cosa è lui, cosa sono loro.
    Non può essere un caso che tutti noi parliamo di loro come degli adoni, o dee greche. Ma sono davvero così affascinanti, irresistibili, attraenti come li descriviamo?
    Pensando alla mia storia, devo ammettere che mai nessuno mi ha detto “come sei fortunata, hai accanto un uomo meraviglioso” . Anzi, l’opposto.
    Spesso e volentieri ho visto sguardi di compatimento verso di me, incredulità e amarezza. Come poteva una brava donna come me sopportare un uomo del genere?
    Ed è qui il punto.
    Mi salta sempre alla mente questa frase:
    “Puoi essere bella quanto vuoi, però dimmi, se il mondo fosse cieco, quanta gente riusciresti ad impressionare?”
    Credo che la risposta ai nostri quesiti sia qui. Loro non impressionerebbero nessuno.
    Noi certamente si.
    Siamo stati usati, maltrattati, abusati.. eppure siamo qui a darci sostegno e parliamo con grande umanità.
    La fuori c’è una moltitudine di persone che vive di apparenza. Che ostenta una ricchezza che non possiede, una bellezza che esiste solo sui social network.. gente che pubblica foto oscene per ricevere commenti libidinosi.
    Non voglio peccare di arroganza ma credo che in noi ci sia davvero qualcosa di unico e incredibile, ed è per questo che non vogliono perderci. Solo per questo.

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    1. Cara Bea…favolosa la citazione e assolutamente azzeccata….
      Persone come noi sono rare da trovare e di sicuro ai predatori esperti queste qualità non passano inosservate. Così come purtroppo il nostro unico vero punto debole, ovvero il bisogno di affetto e amore che ci é mancato in fase evolutiva.
      Loro capiscono che é su quello che devono giocare….perché giustamente se non vedessimo la bellezza finta che mostrano ma fossimo ciechi loro non avrebbero alcun appeal su di noi. Sicuramente l’attrazione fisica gioca anche un suo ruolo importante. Entrambi i miei ex narcisisti erano uomini, almeno per i miei gusti, fisicamente molto attraenti. Se fossero stati come Fantozzi per dire probabilmente non me li sarei filati di striscio….
      Un abbraccio

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      1. Assolutamente si, il mio immenso bisogno di amore e approvazione mi ha condotto da lui. L’amore che non ho ricevuto da mia madre, la stessa che ora mi dice “figurati se proprio tu non dovevi finire in questo casino. Sicuramente i segnali già c’erano, sei tu che non te ne sei mai accorta.
        E tante grazie.
        Anche per me lui è fisicamente attraente, come lo erano tutti gli altri ebeti che ho avuto in adolescenza. Belli e insensibili. Chissà, forse era proprio quello il mio traguardo. Far innamorare perdutamente un uomo bello e dannato.
        Povera me. Se non mi fossi fermata all’apparenza ma avessi guardato la sostanza, avrei cercato un compagno di vita meno avvenente, ma presente. E invece eccomi qui..
        Un abbraccio a tutti Voi

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  11. Carissime, non posso che concordare su tutta la linea con le vostre analisi.
    Dietro il loro aspetto spesso grandioso celano un’insicurezza spaventosa.
    La loro apparenza li salva in un primo momento, magari li sostiene per anni, ma quando sono messi a nudo, in senso metaforico intendo, provano vergogna e senso di inferiorità. Ma a quel punto non sono in grado di mettersi in discussione e il massimo che riescono a fare è indossare una maschera diversa credendo di poterci fregare all’infinito.
    Per fortuna noi cambiamo, spero tutti in meglio, e ci accorgiamo che meritiamo di più.
    Abbraccio!

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  12. Il livello di seduzione, capacità di fascinazione e affabulazione nel caso del mio ex sono elevatissimi. Al punto che dopo tutto quello che è successo in 13 anni e che ancora potrebbe succedere per nostra figlia, quando lui si presenta da agnello, bello e sorridente come un bronzo di Riace, io vi assicuro che – non sapessi tutto di lui – ancora ci ricascherei. E’ come se emanasse un’invincibile forza di attrazione e magnetismo su di me e, suppongo, ogni persona che ha davanti. E’ come se io mi trasformassi in una dama senza testa e volontà, quando lui mi è vicino. Poi è chiaro che una volta passato il contatto, mi risveglio da quella sensazione. Come una principessa che si addormenta e si risveglia.
    Questo per dire quanto è velenoso e pericoloso tutto ciò che è ben descritto nell’articolo, che rileggerò in quanto davvero denso.

    Volevo dire una cosa leggendo di amanti e relazioni clandestine, e vi prego di non considerarla una provocazione giudicante ma una riflessione: anche io ho vissuto quell’esperienza, una volta sola per fortuna, per un anno e mezzo. E’ chiaro che era un bell’uomo sposato assai narcisistone, ma non maligno o pericoloso: si faceva il suo giochetto da fedifrago come normale in questi casi, voglio dire che è naturale si soffra per avere le briciole di un uomo invece che una relazione alla luce del sole. Ho sofferto molto anche io quando, arrivata la scadenza che gli diedi (9 mesi, o scegli tra me e tua moglie oppure ciao), lui tutto ha fatto tranne che fare una scelta ma continuando con il giochetto sensuale. Però ecco, a me sembra che la sofferenza all’interno di relazioni clandestine vada messa in conto, fa parte del giochetto al massacro, lo si sa da subito ma non scomoderei patologie di personalità gravi in quel caso. Se non altro perché si sa di mettersi in una situazione complessa. Altra cosa invece è non avere idea della truffa emotiva e dell’abuso e della manipolazione che il tuo uomo sta architettando alle tue spalle. Perché altrimenti ogni relazione sofferta rischia di venire etichettata come maligna e patologica. Cosa che non aiuta la causa di nessuno, credo. E’ un po’ la differenza che passa tra la tortura esplicita (quando il torturato sa di stare essendo torturato con vari metodi: waterboarding, acqua e sale, deprivazione del sonno, manipolazione psico-fisica) e la tortura nascosta: con la manipolazione narcisistica infatti il torturato non ha idea di venir torturato e quindi, oltre al danno imminente, c’è un danno invisibile al torturato stesso, la dissonanza cognitiva. Poi certo, un amante può certamente essere pure il più incallito degli psicopatici (come infatti spesso si dà il caso) e allora lì la sofferenza è al cubo.

    Scusatemi ancora se ho urtato qualche sensibilità, sofferenza è sofferenza, non c’è classifica o gara, solo per confrontarci su tutto ciò che non posso fare altrove sulla scorta degli spunti di Claudelia e dei nostri commenti.

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    1. Cara Lucia hai detto una cosa vera e che onestamente rileggendomi penso pure io. Un conto é essere abbindolate con false promesse da un amante sposato che ti dice di avere problemi o di essere sull’orlo della separazione ecc ecc (le solite scuse a cui però una donna innamorata crede in buona fede) e un conto é decidere di relazionarsi con uno non libero che te lo dice chiaro e tondo come è stato detto successo a me. In realtà per essere proprio precisa lui all’inizio é stato vago dicendomi che vedeva una ma senza che fossero fidanzati ufficialmente….ricordo che in quel caso mi arrabbia e pretesi chiarezza perché non sopporto le prese per i fondelli..o stai con una persona o non ci sta, inutile che mi racconti la storiella che esci con una ma non sei impegnato….è la classica scus di comodo. Allora mi disse che ero “pesante” ecc. ecc. e si fece da parte per un pò. Poi tornò a cercarmi e purtroppo ero on un momento di debolezza emotiva e ho accettato di vederlo pur sapendo di questa fantomatica “donna” che non si sa bene cosa sia….
      Ovviamente é la sua compagna, é chiaro e io non sono da meno di lui nell’aver accettato e a mia volta voluto la relazione.
      Quello che personalmente mi ha ferita non é il tanto il fatto che abbia un altra donna ma che il suo non sia un rapporto in crisi come di solito accade quando si cerca in amante….io pensavo che avessero problemi vari, invece capisco che non é così….se avessero problemi di certo non avrebbero fatto il viaggetto romantico a Natale…e per questo mi sento in po’ idiota ad averlo assecondato. Ovviamente quando inizi una relazione con un uomo non libero devi mettere in conto queste cose.
      Un abbraccio

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      1. Sono felice di non aver scritto qualcosa di spiacevole Spirito L..
        Credo sia importante cercare di discernere tra le mille possibili fonti di sofferenza: io in quei 18 mesi di relazione clandestina ho forse sofferto autenticamente più che nel caso del vero psicopatico che è invece il padre di mia figlia: con lui ero talmente fuori di me (letteralmente) che non credo nemmeno di essere stata mai lucida al punto da poter provare una sofferenza amorosa in senso stretto; era solo disastro e macerie e caos.
        Mentre con l’amante era tutto un sotterfugio, e sicuramente un ritorno narcisistico per entrambi, ma quel sotterfugio era vero e bello nonostante sapessi fosse una bolla impossibile da sostenere alla lunga e ingiusta verso me stessa, il mio corpo usato eccetera; MA non perché l’amante era un mostro vampirizzante, semplicemente per la situazione sul piano di realtà. Ti dirò di più: l’amante è stato l’ultimo uomo di cui mi sia innamorata dopo la relazione abusante.
        Quindi ti capisco in pieno, le lacrime che ho versato per l’amante sono state più copiose di quelle per l’altro, il vero np con i contro-fiocchi. Con l’np è più questione di sopravvivenza e salvezza per me e mia figlia. Non altro. Non più, per fortuna.
        Grazie per lo scambio.

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      2. Grazie a te Lucia. Sono sempre molto combattuta tra la valutazione razionale delle cose e le mie personali ferite emotive. Io non posso dire che l’amante narciso mi abbia abbindolata fingendosi innamorato…..ero molto consapevole di iniziare qualcosa con una persona complicata e indisponibile emotivamente. Eppure avevamo raggiunto un grado di coinvolgimento mentale reciproco veramente fortissimo, dicevamo entrambi che dovevamo frenarci dal cercarci troppo se no saremmo impazziti, con lui ho provato sensazioni veramente forti. É un uomo intelligente ma che usa male la sua intelligenza e ha una sofferenza di fondo che ho compreso. Credevo che essendo entrambi persone colte avremmo potuto capirci al di là delle problematiche individuali. Tuttavia mi sono sentita svalutata da lui….nel modo in cui ha voluto mantenere il rapporto vedendoci sempre e solo in macchina in modo saltuario e senza molto preavviso, a volte incontri decisi all’ultimo…proprio come avrebbe fatto con una prostituta raccattata per strada. Ho provato a proporre altro, ma non ha mai voluto spendersi un pò di più.
        Nessuno mi ha obbligata certo….lo so….potevo fermarmi dopo il primo incontro ma come dici tu, anche io ho subito un forte magnetismo dovuto alla particolare individualità. Razionalmente dicevo di non volere una cosa simile ma bastava un suo messaggio per perdere ogni razionalità.
        É vero, spesso si soffre di più per persone che magari sono durate meno di altre nella nostra vita ma hanno saputo toccare dei lati vulnerabili di noi…nel tuo caso come con l’amante subentrato al narciso. Un abbraccio

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      3. Volevo precisare che sono sicura al 100% che lui sia narcisista, non lo etichetto come tale solo per la situazione del rapporto clandestino sofferente….ho avuto altri rapporti sofferti nella mia vita e non necessariamente con narcisisti.
        É vero che non bisogna appiccicare diagnosi a chiunque non ci dà quello che vorremmo…ma analizzando bene tutti i comportamenti, verificando le altre storie lette qui e altrove sono giunta alla conclusione che è un narcisista al 100%.
        Come ben sappiamo ci sono modi di fare tipici loro che sono molto caratteristici, nel mio caso lui usava molto i silenzi punitivi o strategici in modo del tutto indipendente da come andavano le cose, alternava fasi hot and cold in modo da creare dipendenza, usava il rinforzo intermittente e altre strategie tipiche di queste personalità.
        Poi chiaramente si sa che i rapporti clandestini in sé sono sempre rischiosi e bisogna metterlo in conto se si decide di iniziare…
        Io devo dire che non ho mai voluto che lui scegliesse tra me e la sua donna proprio perché sapevo bene chi fosse e un compagno narciso non ce lo voglio nella mia vita…mi piaceva e mi attraeva molto…quello si e per questo ho voluto comunque rischiare di frequentarlo.
        Un abbraccio

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    2. Stessa cosa il mio. Un vero affabulatore che affascina soprattutto le donne . Infatti amici maschi, di quelli veri con cui uscire e fare due chiacchiere, non ne ha. Se deve prendere un caffè lo fa sempre con donne. Che riesce a convincere senza il minimo sforzo di che uomo meraviglioso sia. Anche in questo periodo, da che l’ho mollato, mi dice che ha visto Tizia, ha parlato con Caia. Mi inoltra le mail dove conversa con loro, tacendo ovviamente il punto fondamentale, che me ne sono andata.
      Abitiamo in una città di provincia, nessuno più ci ha visto insieme, e lui va raccontando che io sto accudendo mia madre gravemente malata e lui, poverino, sopporta questa brutta situazione. E’ vero che mia madre è malata, ma sta facendomi anche passare per una povera depressa che lo trascura. Di conseguenza, a Tizia e Caia viene naturale aver compassione di lui, povero essere ignorato. E lì altro bel carburante per lui… che schifo.

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    3. Il mio np non aveva una compagna ufficiale, mi diceva che non voleva legarsi a nessuna.
      Frequentava me ma io sono certa che vedesse altre a mia insaputa.
      Quando gli ho sbattuto in faccia le prove mi ha dato della pazza. Gaslighting ovviamente. Mi ha massacrata.

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      1. E normale Oliver gli hai fatto cadere la maschera. Finché reggono la recita va tutto relativamente bene perché possono recitare facendosi i loro affari senza mai far trasparire nulla. Purtroppo certe farse durano anni

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  13. Incredibile, siamo tutte pazze. Loro ci sopportano o si sono allontanati da noi in quanto psicopatiche che minavano la loro salute mentale.
    Sono fragili e bisognosi di aiuto.
    Poverini.
    Sicuramente c’è chi abbocca e dice “vieni qui che ti consolo io” .. per poi accorgersi che il mostro è colui che hanno davanti.
    Il mio racconta la manfrina della moglie oppressiva e malata di mente a chiunque, uomini e donne.
    Chissà perché però, è sempre solo come un cane. Forse non recita tanto bene…

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    1. Beh in effetti anche il mio np viene mandato a quel paese dalle tipe che frequenta, forse subito capiscono che c’è qualcosa che non va in lui e lo allontanano.
      Questa è una mia ipotesi ma penso sia ben fondata ed è anche il motivo per cui ogni tanto fa cucù a me.

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      1. Oliver anche il mio primo np è stato spesso mollato dalle sue fiamme per cui tornava sempre a bussare da me (mentre nel frattempo si cercava quella nuova) … alcune donne fortunatamente non hanno problemi di dipendenza o sono semplicemente più accorte e si rendono presto conto che hanno qualcosa che non va e saggiamente ne prendono le distanze per tempo…tanto di cappello a loro.

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  14. Si spirito libero ma non si tratta di essere più furbe credimi ,si tratta di quello che più o meno è l argomento di questo articolo. Essere empatici ti espone a grandi rischi,noi lo siamo sicuramente. Avere una ferita narcisistica e un altra delle ragioni,credere nell amore un altra ancora. Sono tanti gli elementi che creano la condizione ma credimi non è una questione di intelligenza. Molte persone non si conoscono nemmeno, sono dipendenti senza conoscerne le ragioni. Loro ci vanno a nozze e quel poco di forza che si può avere cercano di annientarla.e molto molto complesso. Per molte donne non è così perché non tutte sono capaci di provare forti sentimenti e credimi con loro durano ancora meno. Non ce mordente. Purtroppo siamo fatte così per questo credo più a rischio ,magari mi sbaglio ma almeno nel mio caso credo di essere una persona gioiosa e positiva nonostante le terribili cose che ho vissuto nella vita . Ecco questo per loro è un rifornimento dei migliori,sanno bene da buoni vampiri dove andare a parare.

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    1. Concordo con te Mirna, anche io ho passato cose terribili in vita mia, una lunga malattia di mia madre durata 12 anni.
      Siamo persone forti sennò loro non ci avrebbero scelto.

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    2. Cara Mirna..non dico che le donne che hanno mollato presto i narcisi diversamente da noi siano più intelligenti…sono solo star più accorte ai segnali che spesso loro seminano ma che non empatici tendiamo a sottovalutare…perché noi vediamo negli altri sempre prima i lati buoni di quelli cattivi. Credo sia anche l’educazione ricevuta….
      Certe persone sono cresciute a rendersi disponibili con il prossimo altre ad essere guardinghe..ecco, io avrei preferito forse essere educata a non fidarmi troppi presto degli altri.
      Ora però sono più che adulta e non posso sempre delegare la responsabilità di tutto alla mia infanzia….ora so che devo e posso discernere e saper scegliere a chi dare la mia fiducia e a chi no. Un abbraccio

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