Le 5 tappe del recupero del trauma post abuso narcisistico

Fonte: https://kimsaeed.com/2018/08/01/working-the-5-phases-of-trauma-recovery-after-narcissistic-abuse/
Autrice: Kim Saeed, è autrice di diversi libri di auto-aiuto di fama internazionale. È specializzata in recupero e ricostruzione dopo relazioni tossiche. È la fondatrice di Let Me Reach, un sito di trasformazione della vita che insegna alle persone a sopravvivere agli abusi narcisistici. È autrice di bestseller come How to Do No Contact Like a Boss! e 10 Essential Survivor Secrets to Liberate Yourself from Narcissistic Abuse.
Trad. C. Lemes Dias

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Quando si pensa alla parola “trauma”, la tendenza è immaginare eventi isolati come disastri naturali o incidenti automobilistici.

Ma il trauma può assumere molte forme.

L’abuso narcisistico è una forma di trauma che schiaccia l’anima perché si accumula lentamente come una valanga. In molti casi, influisce sulla nostra identità a un livello molto profondo e per diversi anni.

Ecco perché la guarigione dall’abuso narcisistico è un processo continuo, non un evento istantaneo.

La guarigione da traumi complessi e del Disturbo Post-Traumatico da Stress derivato dall’abuso narcisistico richiede un approccio molto diverso rispetto al recupero da eventi traumatici isolati.

Proprio come qualcuno che lotta per riprendersi dalla droga o dall’alcol, è fondamentale lavorare attraverso tappe di recupero del trauma.

Non è veloce o facile, ma riprenderete la vostra dignità, vi scoprirete più forti e più gentili di quanto non eravate mai stati prima che tutto ciò accadesse.

PERCHÉ LA GUARIGIONE DALL’ABUSO NARCISISTICO È DIVERSA?

In realtà, il trauma complesso derivante dall’abuso narcisistico è simile a vivere sotto assedio in un clima di guerra (combattimento e tortura psicologica), bloccati (isolamento emotivo, spirituale e persino fisico) per molti anni.

Ciò non vuol dire che l’abuso narcisistico possa essere paragonato a vivere in una zona di guerra, ma che sono in gioco le stesse implicazioni psicologiche.

Come qualcuno che vive sotto la minaccia della guerra per diversi anni, cominciate a chiedervi perché questo abuso è capitato a voi mentre altri riescono a vivere in pace. Vi sembra di vivere sotto tortura, c’è un blocco che limita il vostro accesso al resto del mondo.

Cominciate a credere che sicuramente deve esserci qualcosa di sbagliato in voi, altrimenti tutto questo orrore non vi sarebbe mai capitato.

Questa prospettiva generalmente non si applica ai casi di traumi derivati da incidenti stradali e altri eventi isolati.

Certo, alcune persone vittime di incidenti stradali potrebbero chiedersi perché Dio ha permesso che una cosa del genere capitasse a loro. Tuttavia generalmente le persone tendono a riconoscere che gli incidenti automobilistici e i disastri naturali sono eventi casuali e che non hanno alcun controllo su tali avvenimenti.

Di solito le persone non incolpano se stesse per incendi e terremoti, eppure si incolpano per i maltrattamenti subiti da individui narcisisti.

La guarigione dall’abuso narcisistico è diversa perché distrugge il vostro stesso senso di sé, la vostra psiche e vi impoverisce spiritualmente.

COME L’ABUSO NARCISISTICO VI COLPISCE A UN LIVELLO PIÙ PROFONDO

All’inizio, potete soffrire per i combattimenti interni che ogni tanto vi assaliranno.

Le acque poi si calmano e riuscite a vedere i fatti come eventi che possono capitare…

Ignorate le bandiere rosse per la convinzione che è normale sentirsi l’anima torturata per amore, giusto?

Ma poi il combattimento interno aumenta il suo ritmo. Cominciate a notare che in ogni discussione avete esclusivamente torto, anche quando avete iniziato la conversazione chiedendo una spiegazione o rispetto di base.

Quante volte avete provato a confrontarvi con un/a narcisista, anche educatamente, su qualcosa che ha fatto e che vi ha ferito solo per ritrovarvi alla fine totalmente dalla parte del torto? Quante volte vi siete visti costretti a scusarvi con un/a narcisista alla fine di queste conversazioni folli?

Considerate che un narcisista deve essere sempre la vittima, anche quando vi tratta in modo orribile.

Se il/la narcisista deve essere sempre la vittima, ciò significa che qualcun altro deve essere sempre il colpevole. Sì, è proprio questo il vostro ruolo nell’ipotetico film che stanno girando nel cervello: la vostra parte sarà sempre quella dei cattivi, mentre loro quella degli eroi protagonisti.

Il problema è che dopo settimane, mesi o anni di questa manipolazione molto sottile, iniziate a crederci veramente a un livello profondo – di solito senza nemmeno rendervene conto.

Si tratta di un gioco crudele che va a intaccare il modo in cui vi vedete e il modo come vedete tutte le persone che vi circondano. Cominciate a credere di non valere nulla, di non poter fare nulla di buono e che nessuno può mai apprezzare la vostra compagnia.

LA GUARIGIONE DEL TRAUMA COMPLESSO E DEL DPTS È UNA MARATONA, NON UNA PASSEGGIATA

Il trauma complesso derivato dall’abuso narcisistico richiede molto tempo per svilupparsi, a volte anni o addirittura decenni. È imprudente, quindi, credere che la guarigione dall’abuso narcisistico possa essere istantanea (e non dovete fidarvi di nessuno che dica il contrario: ci vuole tempo.).

I narcisisti impiegano tempo, a volte anni per scalfire lentamente il senso di sé e l’intimo delle persone. Di conseguenza, la guarigione da traumi complessi e DPTS va considerata un processo continuo.

Per essere onesti, la completa libertà dal passato non è un obiettivo raggiungibile (o addirittura ideale).

Ecco cosa scoprono le persone quando passano attraverso le tappe del recupero del trauma.

L’abuso non deve (e non dovrebbe) rappresentare la vostra intera storia, ma è un capitolo importante nel libro della vostra vita. Non è saggio, e francamente malsano, pensare di poter semplicemente “scartare” tutto ciò che è accaduto mentre si guarisce dall’abuso narcisistico.

La guarigione da traumi complessi e DPTS semplicemente non funziona in questo modo. Se così fosse sarebbe una terribile forma di impedimento alla crescita.

È fondamentale attraversare tutte le tappe del recupero del trauma.

Gli effetti di un trauma complesso derivante dall’abuso narcisistico vi seguiranno ovunque andate: mentre cercate un nuovo lavoro, mentre cercate di farvi nuovi amici, mentre provate a ricostruire le relazioni perdute o tentate di consolidare la vostra nuova identità.

E quale nuova identità? Siamo onesti. Non sarete mai più gli stessi perché sarete più forti, più assertivi e persino più compassionevoli di quanto eravate prima che avvenisse l’abuso narcisistico.

La guarigione dall’abuso narcisistico è un processo difficile e continuo, ma che ci rende migliori.

LE TAPPE DEL RECUPERO DEL TRAUMA

Probabilmente avete già familiarità con le cinque fasi del dolore. Ma cos’è il dolore? È un evento traumatico che vi colpisce a livello spirituale.

Le fasi del recupero del trauma sono molto simili. Che ci crediate o no, i cinque stadi del dolore sono più di un semplice soggetto per film tragicomici. Questo perché si fa avanti e indietro. È molto importante lavorare attraverso ciascuna di queste fasi con un cuore aperto e un sistema di supporto.

Nessuno si aspetta mai che le persone che soffrono di abuso di sostanze si riprendano da un giorno all’altro, giusto? No, lavorano attraverso i 12 passi (o altri programmi che mettono sul tavolo passi concreti di recupero). Chiedete agli esperti di recupero in caso di tossicodipendenza, alcolismo o gioco d’azzardo e vi diranno che è un processo continuo che va seguito ogni giorno, a volte a tempo indeterminato.
Questo può sembrare scoraggiante, ma avete mai incontrato qualcuno con anni di solida sobrietà? Sono resilienti, controllano le loro emozioni e vivono la loro vita nel modo migliore che abbiano mai vissuto.

Si sentono molto migliori di prima.

E le cinque fasi del recupero del trauma possono aiutarvi ad ottenere questo risultato.

  1. Fase della stabilizzazione di emergenza: Finalmente avete stabilito il contatto zero con il/la narcisista… ma non siete sicuri di aver preso la decisione giusta. (Forse addirittura è stata la polizia ad aver preso la decisione per voi.)
    Siete ancora sotto l’influenza dall’abuso narcisistico che potrebbe ancora raggiungervi sotto forma di sms provenienti da numeri sconosciuti o messaggi trasmessi da amici comuni.
    Ciò di cui avete bisogno in questo momento è di sostegno e rassicurazione. Vivere nel trauma era “normale” per voi. Avete vissuto in questa condizione per così tanto tempo che sperimentare sicurezza e tranquillità vi fa sentire un po’ “estrani” e dalla parte del torto. Siete ancora vulnerabili e impauriti da come il/la narcisista risponderà a tutto ciò che pensate o fate.
  2. Fase del balzo verso l’alto: È quando cominciate a rialzare la testa. La vostra energia inizia a tornare dopo che il/la narcisista l’ha prosciugata per tanto tempo. (Riprendersi dagli abusi narcisistici richiede molto tempo e cura di sé.) Potete sperimentare ondate di rabbia verso il narcisista maltrattante e persino verso voi stessi per aver permesso che l’abuso continuasse così a lungo. Senza un adeguato supporto e recupero, si potrebbe tornare alla fase uno. È importante notare che, sebbene i gruppi di supporto sui social media possano essere d’aiuto all’inizio, non sono una fonte esclusiva di adeguato supporto e possono, in definitiva, ritardare il vostro recupero.
  3. Fase in cui tenderete a bussare sulla porta del/la narcisista: Iniziate a ricostruire la vostra identità, ma il vostro passato sembra intralciarvi. Potete iniziare a dare troppo credito al narcisista e alla fine arrivare a pensare che “ci siamo fatti del male a vicenda” o che “pure lui ha subito degli abusi“. Sebbene sia meno comune rispetto alla fase due, è sempre possibile tornare alle fasi precedenti a qualsiasi momento e senza tante cerimonie. Ecco perché il supporto e l’orientamento di professionisti esperti sono così importanti durante l’intero processo. Ora che iniziate a prendere un po’ più di sicurezza in voi stessi e nelle vostre decisioni, potete sentirvi costretti a raggiungere il narcisista forzando incontri casuali. Forse è cambiato? (Niente affatto!). Vi ritroverete alla ricerca di una chiusura o di una spiegazione. Attenzione, però: tendere la mano al/la narcisista vi riporterà indietro nel vostro processo di guarigione, o peggio, vi catapulterà direttamente nel ciclo di abusi ancora una volta.
  1. Fase dell’analisi oggettiva: A questo punto, nella guarigione dall’abuso narcisistico, potete guardare al passato in modo obiettivo senza sentirvi sopraffatti da emozioni come rabbia o troppo dispiacere.
    Avete trascorso molto tempo a guardarvi dentro e identificare gli aspetti emotivi che l’abuso narcisistico ha scombussolato. Ora siete pronti per iniziare ad aiutare gli altri che si trovano nelle prime fasi di recupero. Sebbene vi siete molto dedicati alla ricostruzione della vostra identità, potete ancora ricadere in sentimenti di inutilità o dubitare delle vostre capacità. Potete non rendervene conto, ma si tratta di un rigurgito dell’abuso. È importante saperlo.
  1. Fase dell’accettazione e reintegrazione: Potete vedere le cose chiaramente e esattamente come sono andate. Avete ben presente le vostre capacità e i vostri limiti, non quelli che il/la narcisista ha impiantato nel vostro cervello.
    A questo punto riuscirete a capire come sviluppare relazioni sane e avete il coraggio di agire se qualcuno cerca di trattarvi male.
    Sapete che abbassare troppo la guardia non va bene – perché i narcisisti possono essere trovati un po’ ovunque, ma avete imparato a far fronte alla loro tendenza ad abusare di voi prima che sia troppo tardi.

GUARIGIONE DAL TRAUMA COMPLESSO E DPTS DALL’ABUSO NARCISISTICO

È assolutamente fondamentale passare attraverso le cinque fasi del recupero del trauma per guarire dall’abuso narcisistico. Dovete analizzare come questo trauma si è sviluppato dentro di voi per disinnescare i meccanismi che l’hanno portato a destabilizzarvi.
Tuttavia, con il giusto supporto, potete – e sarete piacevolmente sorpresi – del vostro successo quando vi ritroverete a brillare da tutt’altra parte.

36 pensieri su “Le 5 tappe del recupero del trauma post abuso narcisistico

  1. Ciao a tutte/i.
    Come molti sanno, ho subito un abuso narcisistico dal quale ormai da tempo sono uscito. La domanda ricorrente è quella che mi ponevo continuamente ogni giorno per diversi mesi: “Ma quando ne uscirò?”. La risposta era sempre la stessa, MAI! Si sta talmente male che non si prova più gioia per nulla, nemmeno per le cose che prima ci davano enorme piacere. Ci si sente morti dentro. E allora? Come ne sono uscito? Prima di tutto applicando un contatto zero ferreo. Questo è il momento più difficile. Porsi come dovere quello di non sentire, guardare, cercare la narcisista. Niente Facebook, niente Istagram, niente di niente. Ogni piccolo cedimento (“Fammi dare una sbirciatina, solo per oggi”) non fa altro che riportarci al punto di partenza. Lasciate perdere orgoglio, rabbia, sete di vendetta, non servono a nulla. Pensate solo alla vostra DIGNITA’, al rispetto per voi stessi. Avete avuto a che fare con una persona malvagia. E allora basta! Via da noi. Non c’entrano nulla con la nostra esistenza. Concentratevi su questo. DIGNITA’. Siete stati bellamente sfruttati, umiliati, presi per i fondelli? Avete l’impressione che la narcisista abbia vinto su ogni fronte? E’ vero. Ma chi se ne frega. La vostra risposta a tutto ciò deve essere il silenzio.

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      1. Che abbiano vinto su ogni fronte é solo una nostra impressione….sono tutte recite, teatrini ecc…anche io ho smesso di guardare da un pò profili ecc…bisogna sempre ricordare che loro postano foto messaggi ecc solo per manipolare a distanza. Ignorarli é la cosa migliore in assoluto.

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    1. È esattamente la domanda che mi pongo da tanto (troppo) tempo e la paura è proprio di non riuscire a essere abbastanza forte, di non riuscire a vincere la battaglia contro me stessa e quindi che questo non finirà mai. Leggere di tanta tenacia e fermezza mi dice che si può fare e mi da coraggio. Non l’orgoglio, non la sete di vendetta ma sicuramente la rabbia e la frustrazione mi fanno da freno.
      Capisco che devo tenere duro e, se possibile, impegnarmi di più con me stessa. E che l’unica risposta può essere solo il silenzio.

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  2. buon anno Claudy,
    ti ricordi? sono pina,ormai 4 anni fuori dal massacro a cui fui sottoposta, due anni di no contact, ho ripreso la mia vita alla grande:viaggio,ho due nuovi lavori, vivo per i miei figli, ho ritrovato l’amore per me stessa e la mia casa,sto ricominciando a vivere e questo articolo oggi non capita a caso. Ho riaperto il mio profilo dopo tanto tempo che non Ti leggo perchè so che sto sulla giusta via grazie a Tuoi consigli amorevoli e a tanto studio su testi specifici.Ma non va così bene…non se ne uscirà mai! il dolore ritorna a stringermi il cuore ogni volta che lo vedo (due o tre volte l’anno per caso in strada, non lo saluto neanche). Nel frattempo ho scoperto di aver avuto un infarto miocardico tempo addietro e solo Tu puoi immaginare in seguito a quali violenze fisiche e psicologiche me lo sono procurato. Eppure quando lo vedo ho sempre un tonfo al cuore…come stamani; so di amare ancora quell’immagine e quella maschera con cui mi ha attratto per i suoi bisogni di un momento che è durato 9 anni. l’ultimo messaggio che ho letto prima di bloccarlo su tutto:” ho chiamato mia figlia come te:Giordana”.So che un mostro del genere non può essere amato e ringrazio il Signore ogni giorno per aver avuto il coraggio di staccarmi da lui. ma quando lo vedo sto male. dimmi Claudy: perchè? veramente non finirà mai? a volte penso che se trovassi una nuova relazione starei meglio, ma non faccio più avvicinare nessuno a me. sto benissimo da sola, amo la mia vita così e mi prendo tutto ciò che la vita stessa mi offre ma la verità è che quando lo incontro per caso sto male.
    il contributo che vorrei dare è questo:ci si rialza con molto più amore per se stesse e per gli altri, si incomincia ad amare la vita e i suoi doni, si ringrazia dio per essere delle sopravvissute,si riesce a non alzare più uno sguardo su questi esseri ma la ferita resta li!
    un abbraccio di amore e luce a te Claudy e a tutti coloro i quali stanno combattendo per salvarsi.

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  3. buon anno Claudy,
    ti ricordi? sono pina,ormai 4 anni fuori dal massacro a cui fui sottoposta, due anni di no contact, ho ripreso la mia vita alla grande:viaggio,ho due nuovi lavori, vivo per i miei figli, ho ritrovato l’amore per me stessa e la mia casa,sto ricominciando a vivere e questo articolo oggi non capita a caso. Ho riaperto il mio profilo dopo tanto tempo che non Ti leggo perchè so che sto sulla giusta via grazie a Tuoi consigli amorevoli e a tanto studio su testi specifici.Ma non va così bene…non se ne uscirà mai! il dolore ritorna a stringermi il cuore ogni volta che lo vedo (due o tre volte l’anno per caso in strada, non lo saluto neanche). Nel frattempo ho scoperto di aver avuto un infarto miocardico tempo addietro e solo Tu puoi immaginare in seguito a quali violenze fisiche e psicologiche me lo sono procurato. Eppure quando lo vedo ho sempre un tonfo al cuore…come stamani; so di amare ancora quell’immagine e quella maschera con cui mi ha attratto per i suoi bisogni di un momento che è durato 9 anni. l’ultimo messaggio che ho letto prima di bloccarlo su tutto:” ho chiamato mia figlia come te:Giordana”.So che un mostro del genere non può essere amato e ringrazio il Signore ogni giorno per aver avuto il coraggio di staccarmi da lui. ma quando lo vedo sto male. dimmi Claudy: perchè? veramente non finirà mai? a volte penso che se trovassi una nuova relazione starei meglio, ma non faccio più avvicinare nessuno a me. sto benissimo da sola, amo la mia vita così e mi prendo tutto ciò che la vita stessa mi offre ma la verità è che quando lo incontro per caso sto male.
    il contributo che vorrei dare è questo:ci si rialza con molto più amore per se stesse e per gli altri, si incomincia ad amare la vita e i suoi doni, si ringrazia dio per essere delle sopravvissute,si riesce a non alzare più uno sguardo su questi esseri ma la ferita resta li!
    un abbraccio di amore e luce a te Claudy e a tutti coloro i quali stanno combattendo per salvarsi.

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    1. Cara Giordana, la tua testimonianza mi ha colpita e ti sono vicina. Forse due anni per chi ha amato 9 anni come te sono pochi…ognuno di noi ha i suoi tempi….amiamoci e diamoci tempo. Ha chiamato sua figlia come te? Bene, così ricorderà per sempre chi ha perso. Da tutto questo presumo lui fosse già impegnato e tu sei stata a lungo la donna in ombra …o forse sbaglio. Non so se chiedo troppo ma vorrei sapere qualcosa di più della tua storia e come sei riuscita a decidere di chiudere definitivamente. Un abbraccio

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    2. Carissima Pina, considera che un maestro della manipolazione non esce mai da una battaglia a mani vuote. Il suo trofeo? Il tuo cervello. I danni prodotti da questo soggetto nella tua vita me lo ricordo bene e ribadisco cosa ti avevo detto allora: invidiava profondamente tuo marito e la famiglia che avevate formato. Se andrai a vedere dove è andato a colpire giù pesante ti accorgerai che ha provato in tutti i modi a mandare a monte la tua vita familiare e dopo che è riuscito a compiere la sua opera la sua malvagità è stata indirizzata esclusivamente alla tua persona. Quindi, sono stati ben 9 anni di monumentale distruzione della tua autostima al fine di renderti succube delle sensazioni che lui (e solo lui) ti provocava, come per esempio ciò che provi ora. Le reminiscenze del trauma non vanno via facilmente perché ogni volta che lo vedrai ti ricorderai della donna che eri e che non vuoi più tornare ad essere in nessun modo. E ti ricorderai anche del prezzo che le persone accanto a te hanno pagato al suo tempo, quando vedevi in lui il tuo faro, la tua luce, il tuo ‘grande amore’. Penso che il passo da compiere (e lo stai già facendo) è fare pace anche con la donna che eri perché la tendenza di tutti e di tutte è rinnegare totalmente chi siamo stati noi. Già il fatto che stai benissimo da sola è una cosa strepitosa che dimostra il quanto il tuo valore era, è e sarà sempre INESTIMABILE. Nonostante l’uragano che è passato per la tua vita non sei alla disperata ricerca di compagnia per compensare tutte le frustrazioni vissute (come fanno loro), non avverti il bisogno di manipolare per ottenere le cose (idem) ma, soprattutto, tu sai esattamente ciò che vuoi e ciò che non voi per te. Quando finirà, tu mi chiedi? Quando capirai che quella frase: “Ho chiamato mia figlia Giordana come te” non è l’omaggio di un uomo innamorato, ma la sintesi della grande menzogna che ti ha tenuto all’oscuro della vita vera. Ammesso che la bambina si chiami effettivamente come te, quel che resta è la sostituibilità delle persone nella mente malata di un narcisista. Lui aveva bisogno di una nuova “giordana” nella sua vita, non avendo più te da prendere a calci. E aveva bisogno di tradire la madre della piccola colpendola nel modo più basso in assoluto: costringendola inconsapevolmente a riconoscere all’anagrafe la sua bambina con il nome dell’ex del marito/compagno che probabilmente ha più sofferto per lui. La crudeltà di queste persone non ha confini. Si cibano effettivamente dell’innocenza altrui. Perché ha fatto questo? Dico sempre (e non ironizzo affatto) che senza imbrogliare nessuno un narcisista comincia ad avere dei pensieri suicidi. Se non tradisce, mente, inganna, imbroglia e distrugge la vita degli altri, la vita per un narcisista NON HA SENSO. Quindi, rendere la sua piccola creatura inconsapevole un monumento al suo tradimento più grande rende euforica la sua mente disturbata. Saperti turbata da questo fatto aggiunge ancora più pepe a questa sua sensazione. Nella sua testa tu sei ancora nel girone semplicemente perché messa al corrente del nome che ha dato alla bimba, ossia, potrebbe ricontattarti anche fra 10 anni dicendo che addirittura cammina come te. Mi dirai che è una follia, ma questa è la loro mente: FOLLE. Ti senti male quando lo vedi perché è la visione di un folle. A nessuno piace vedere le immagini storiche dei manicomi perché ci ricordano il quanto il cervello è materia fine. Tratta bene il tuo, cara Pina. Continua a cospargerti di bellezza, di cultura, di gente bella e gentile, di sana introspezione, di profumi nuovi e incensi rilassanti per ricacciare nel loro buco le anime dannate che ogni tanto faranno la loro apparizione nella tua vita. Ti abbraccio fortissimo e sappi che sono davvero fiera del tuo percorso!

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      1. Grazie Claudileia per le parole di apprezzamento, la mia salvezza la devo tanto anche a Te che mi sei stata al mio fianco. Ho tanto cammino ancora da fare, nel frattempo ho messo su una società e aprirò il mio secondo B&B, viaggio una volta al mese per l’Europa, faccio sport, rock a palla, concerti rock, impartisco lezioni di cucina insomma… mi diverto. Spero di trovare una soluzione alla mia sede di lavoro che ormai è l’unico elemento in comune che ho con il mostro. sto cercando di perdonare lui e me stessa per il male fatto a me e a mio marito e ai miei figli. Il perdono ci rende liberi!
        sei sempre nel mio cuore..
        ciao Claudy!

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      2. Cara Claudileia, a me quello che spaventa di queste persone è che sono veramente malate e folli (il tuo sunto della storia di Giordana è raccapricciante nei suoi risvolti psicologici), ma ciononostante circolano liberamente, appaiono in tutto e per tutto normalissimi e irreprensibile agli occhi dei più quindi quasi impossibili da incastrare anche per una ipotetica giustizia umana…credo che ciò che può fare letteralmente impazzire molte vittime é che dimostrare i danni psicologici che loro provocano é quasi impossibile, loro operano sempre in modo “pulito”, riescono a cancellare le persone dalla loro vita in modo che la loro risulti sempre immacolata e senza vergogna. Anche io penso che si nutrano del ricordo che lasciano nelle vittime, in realtà loro non chiudono mai del tutto ma lasciano sempre qualcosa in sospeso che ti porti dietro per anni, se non per la vita. In questo caso il nome della figlia rappresenta nella mente perversa l’orrendo gancio potenziale per ripresentarsi impunemente come dici tu anche tra dieci o vent’anni.
        Non ci sono parole per descrivere l’abisso infernale di queste menti.

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      3. Buongiorno, mi permetto di scrivere sperando in un vostro supporto perché sono da poco uscita da una relazione durata 20 mesi dove sono stata manipolata e ricattata emotivamente.
        Non so se il soggetto abusante fosse narcisista ma mi aveva detto (non so se sia vero, dato che tutte le altre cose che mi aveva fatto credere erano frutto di immaginazione e macchinazione) di essere bipolare. Solo nella fase finale però, per giustificare la sua doppia vita.
        Siamo colleghi e ci siamo o, meglio, mi sono – se è vero che loro non ne sono in grado- innamorata grazie a quello che ho scoperto essere il love-bombing, dove io gli avevo ingenuamente rivelato le caratteristiche del mio uomo ideale (che lui ha dopo impersonificato) e ciò che non andava nel mio matrimonio.
        Per tutta la durata lui si è sempre sentito in competizione con mio marito, un grande uomo che ringrazio per avermi salvata da quel gioco perverso, e non ha fatto altro che spingermi a lasciarlo. Anche lui era sposato e oggi si sta separando.
        Io, sin dall’inizio, avevo mille dubbi e paure, non volevo lasciare mio marito e provavo ad interrompere con lui, sia perché mi sentivo in colpa per mio marito, sia perché sapevo che non potendo dargli di più era giusto lasciarlo andare affinché trovasse una ragazza libera che lo amasse e vivesse con lui alla luce del sole.
        Credevo così di fare il suo bene e il bene di mio marito e dei miei figli, pronta a sacrificare me stessa ed i miei sentimenti.
        Il problema è nato perché, anziché accettare la mia decisione, (ripetuta nel tempo, non sono stata forte né determinata ma per il motivo che segue) lui mi chiamava in lacrime dicendo di aver tentato il suicidio perché non immaginava una vita senza me.
        Prendevano allora piede in me il senso di colpa per aver messo a rischio la vita di un essere umano, uomo e padre, e il senso del dovere nel sentirmi obbligata a restare per aiutarlo.
        Questi tentativi di suicidio si sarebbero ripetuti 4 volte, ognuno con dettagli diversi, e in ognuna delle volte la motivazione era il mio voler riprendere in mano la mia vita forte del fatto che lui, nel frattempo una ragazza libera l’aveva davvero trovata e mi aveva fatto accettare la sua presenza dicendo appunto di essere bipolare in preda ad attacchi di panico e crisi psicogene e che fosse andato a vivere con lei per un aiuto dato che non poteva restare solo.
        Lui stava conducendo la sua nuova vita na impediva contemporaneamente a me di ritornare “mentalmente ” a casa perché c’era sempre pronto lo spettro del suicidio se io lo avessi lasciato.
        In tutta la confusione e la dissonanza che mi ha creato, in preda all’indecisione, alla paura che si facesse del male, al suo malessere (attacchi e depressione) che mi sentivo in dovere di aiutare a curare, imbottita di tranquillanti che lui stesso mi aveva dato, io ho parlato con mio marito perché è ciò che mi aveva sempre chiesto di fare ed è ciò che si aspettava da me.
        Per tre volte ho detto a mio marito di amare un altro e di sentire il bisogno di aiutarlo dato che lui stava male per me e per ben tre volte lui ha trovato scuse per non accogliermi (le prime due volte per il fatto che a casa sua c’era un amico che lo aiutava a causa delle crisi- scoprirò solo il mese dopo che lui era una lei, la sua attuale convivente, con cui mi aveva sostituita, e l’ultima volta adducendo le motivazioni che io gli avevo dato per mesi: la paura di destabilizzare i miei figli).
        Per mia fortuna a giugno ho avuto modo di parlare con la nuova ragazza la quale mi ha detto che in quei mesi (durante il lockdown dove non potevo vederlo quindi avere conferme) lui non era mai stato male, nessuna depressione, nessun attacco di panico, nessuna crisi psicogena, nessuna seduta psichiatrica, nessun tentato suicidio. Niente di niente, solo crudele immaginazione e sadismo nel vedermi stare male per lui, nel vedermi tribolare nei sensi di colpa e nel senso di impotenza. Scoprire tutto questo è stato uno shock, è stato difficile accettare di aver creduto con tanta facilità a ciò che mi diceva, io di lui mi fidavo ciecamente ed è stato un bene che mi abbia parlato la sua ragazza perché io non avrei creduto a nessun altro l’avesse accusato. Per me era impensabile che un un uomo così buono e fragile fosse capace di arrivare a tanto. Ovviamente di menzogne, raggiri e manipolazioni ce ne sono tante, una più grave dell’altra, in un crescendo vero e proprio come in un film horror
        Mi sono chiesta migliaia di volte il perché. Perché non accettare la mia decisione di lasciarci dato che io stessa gli avevo detto di trovare qualcuno senza i miei vincoli di moglie e madre?
        Perché sfruttare la mia sensibilità e la mia tendenza da “produttrice sana di sensi di colpa” come lui stesso scherzava ad inizio relazione?
        Perché approfittare della mia empatia e perché costringermi all’umiliazione fino a farmi perdere la mia dignità?
        Oggi mi chiedo se lui non si sia accanito su di me per attaccare in realtà mio marito.
        È come se a lui interessasse solo farglielo sapere: di essere staro tradito, di non avere una moglie fedele, né un matrimonio perfetto o una famiglia perfetta.
        Nel momento in cui io ho lasciato mio marito lui non era più disponibile, o meglio non ad avere una relazione alla luce del sole con me perché c’era già l’altra.
        Il trauma che non riesco a superare non è il fatto che stia con un’altra donna ma è l’avere scoperto che per mesi interi ha finto di avere grossi problemi di cui mi addossava la colpa e la grande responsabilità nel caso un cui uno di quei tentativi di suicidi fosse andato a buon fine.
        Oggi non riesco a fare no contact assoluto perché lavorariamo nella stessa azienda.
        Ho provato ad ignorarlo, a parlare solo di lavoro, ad apparire sorridente e serena, a volte indifferente.
        La verità è che non vorrei essere costretta a rivederlo o sentirlo tutti i giorni perché oggi io, come sua moglie nei messaggi che mi faceva leggere quando io ero la scimmia volante che doveva appoggiarlo e consolarlo da una moglie “cattiva” , non sopporto neanche la sua voce.
        Solo oggi capisco il senso del messaggio di sua moglie in cui lo accusava di averle rovinato la vita e sempre oggi sono contenta di non avere figli con lui per non doverci avere a che fare per tutta la vita
        Ma come posso fare al lavoro? Io percepisco che sta cercando di manipolarmi e mi irrigidisco: vuoi con il tono di voce, vuoi con il suo vittimizzarsi, oppure quando mi usa come sfogo facendo ostruzionismo in alcuni miei progetti o urlando al telefono per provocarmi.
        Purtroppo a volte ci casco e lui sa interpretare anche il mio silenzio o il mio respiro.
        Come posso togliergli questo potere? Come faccio a proteggermi essendo costretta a lavorare con lui?
        Sto cercando di uscirne da sola perché le terapie costano tanto e in questo momento non posso permettermele.
        Vi ringrazio per i consigli che vorrete darmi

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  4. Cara Claudileia, un altro ottimo articolo che mi trova, spero di poterlo dire, ad un buon tratto della strada descritta, anche se mi manca ancora il passo finale; tra l’altro avendo i miei splendidi ragazzi, il totale no-contact probabilmente non lo potrò mai fare.
    Una cosa è certa: il percorso di recupero dall’abuso ti cambia, sono certo di poter dire in meglio. Oltre a darti la capacità di cogliere segnali che prima non eri in grado di vedere, come è stato per ognuno di noi, il cambiamento è qualcosa di molto profondo; finalmente si riesce ad essere sè stessi, senza condizionamenti, senza paure, senza nessuno che voglia continuamente qualcosa di diverso da te, senza sensi di colpa verso tutto e tutti; finalmente si vedono le persone per quello che sono (magari qualcuno riuscirà all’inizio ancora a fregarci, ma solo all’inizio), finalmente si riesce a dare importanza alle cose che contano veramente per noi. Io per esempio, anche se la cosa mi porrà un serio problema di gestione dei miei rapporti con i ragazzi, sto sempre più valutando l’idea di trovare, appena possibile, una sistemazione vicina al mio posto di lavoro, in montagna; quella è la mia passione, lì mi sento me stesso, lì mi sembra a volte che la gente sia più chiusa ma magari spesso più vera. Non a caso 15 anni fa avevo fatto quella scelta.
    Adesso si ricomincia piano piano a vivere, adesso, con molta prudenza e un po’ di paura, si ricostruiscono vecchi rapporti e se ne creano di nuovi; ma sempre con l’obiettivo del proprio benessere interiore, senza il quale non siamo nemmeno in grado di aiutare gli altri o di condividere la nostra felicità con qualcun altro.
    E’ vero anche che gli strascichi non passeranno mai del tutto; ancora adesso se faccio qualcosa a sua insaputa e qualcosa che so la potrebbe urtare, il primo impulso è quello della colpa, il primo pensiero è di andare a scusarmi per qualcosa. Per fortuna il lavoro fatto mi consente di fermarmi, razionalizzare la cosa e tirare dritto per la mia strada; ma è un condizionamento difficile da vincere.
    E poi c’è il fatto che chi come me è stato esposto per lungo tempo, prima in maniera soft, poi anche in maniera veramente direttamente traumatica, si è assuefatto talmente tanto al mondo dell’assurdo propinatoci da np da trovarsi spiazzato e impreparato a nuove esperienze; è come se si dovesse imparare nuovamente da zero l’abc della vita, o perlomeno quello dei rapporti umani. Di questo dobbiamo “ringraziare” purtroppo np, che tramite l’isolamento e la distorsione della realtà, ci ha tenuti prigionieri in una gabbia, che all’inizio ci sembrava dorata, poi è diventata pian piano una prigione crudele e cupa. Ma almeno possiamo finalmente realizzare il nostro proprio io. E questa forse è una cosa non concessa a tutti; anche chi non è vittima di np spesso non riesce in questo, semplicemente perchè non ha avuto l’occasione di mettersi veramente in discussione, magari condizionato da un sacco di agenti esterni, familiari, culturali, religiosi ecc.
    Quindi alla fine almeno qualcosa di positivo c’è. Quello che abbiamo affrontato ci ha “costretti” alla ricerca di noi stessi, e ci consentirà, spero tutti in un futuro molto prossimo, il raggiungimento della nostra serenità e realizzazione interiore.
    Ancora grazie e un abbraccio grande!

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    1. Caro Gianni, dici molto bene, una delle cose assolutamente positive del percorso di rinascita (perché é proprio di questo che si tratta, di una vera rinascita!) é quella di trovare i veri noi stessi…le nascite sono sempre dolorose ma la cosa meravigliosa è che donano una nuova vita.
      É vero che ora siamo cambiati e non permettiamo più a nessuno di usarci e mancarci di rispetto….é una grandissima conquista per chi come noi ha permesso di tutto e di più pur di non perdere quello che pensavamo fosse un amore. Io in queste feste mi sono concessa due uscite, entrambe le persone volevano continuare ma qualcosa non mi convinceva e quindi ho chiuso subito e ora sto bene. In passato avrei dato una chance anche se non ero convinta perché mi dicevo che magari era solo una sensazione e dovevo guardare oltre. Invece il nostro istinto ci vede lungo e molto bene….anche con i narcisi le prime sensazioni erano state negative ma non le ho ascoltate. Ora si, mi ascolto e osservo, le belle parole non bastano più ad incantarmi e tantomeno le storielle pietose.
      Un abbraccio

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    2. Caro Gianni, credo che la prima cosa ad essere distrutta dagli n.p. è la nostra naturalezza e la nostra spontaneità. Dopo tanti anni vivendo sotto la loro ombra e cercando di far fronte a tutte le loro esigenze, ciò che avevamo di più prezioso viene sepolto sotto una coltre di compiacenza e sensi di colpa. Penso che il lavoro terapeutico fatto bene ci porta a risvegliare il nostro lato più primitivo, quello che alla sua volta porta al ripristino della nostra intuizione. Concordo con chi dice che è come rinascere, ma stavolta con un bagaglio acquisito non indifferente. Il tuo desiderio di tornare alle montagne è la manifestazione non solo di una passione, ma va inserito anche in un contesto in cui cerchi di RESPIRARE ARIA PULITA. Si tratta di un bisogno riscontrabile in tutte le persone che hanno traversato o stanno superando un trauma: c’è voglia di vita vera, di contatti meno superficiali, di giornate di silenzio in cui si sente non le urla o l’insoddisfazione di qualcuno, ma i rumori del mondo, magari di un ruscello o degli alberi, del vento… Anche il cibo rientra in questo discorso. Per carità, niente di radicale, ma una sana curiosità verso tutto ciò che fa bene e un disinteresse verso cose ‘pesanti’ che possono far male. E’ bello scoprirsi così perché è in questo intermezzo che ci accorgiamo di poter trasformare i nostri progetti di crescita interiore in realtà e che una vita semplice, tutto sommato, potrebbe essere molto più attraente del luccichio delle apparenze che tanto danno ci hanno causato. Un abbraccio grande a te, caro!

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      1. Rispondo sia a Claudileia che a Spirito Libero.
        Avete entrambe ragione da vendere: è una vera rinascita, è un ricominciare a vivere e a cercare nuovamente le nostre radici, le nostre passioni, il nostro vero essere. E’ doloroso e non facile e come tutte le cose belle di solito bisogna conquistarsele, ma alla fine la soddisfazione è doppia.
        Per quanto riguarda la montagna, per me è più di una passione, è una filosofia di vita, difficile da capire a volte; non a caso sono riuscito, e ne sono fiero, a farla diventare anche il mio lavoro.
        Un abbraccio!

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      2. Proprio vero, Claudileia. Negli ultimi tempi che stavo con lui mi sentivo letteralmente soffocare. Ora abito nella casa che mi hanno lasciato i miei genitori, prossima alla campagna. Mi faccio lunghe passeggiate in solitaria, soffermandomi a sentire i rumori della natura. Ho proprio necessità di tranquillità, dopo anni di vita in cui non potevo permettermi un’ora di beato ozio. Con lui si doveva stare sempre fuori casa, possibilmente in posti affollati. Quanti giri nei centri commerciali solo per far passare il tempo… Solo negli ultimi tempi si era adeguato a qualche passeggiata fuori dalla “pazza folla”, ma sempre come mi stesse concedendo chissà che cosa.
        Appunto, niente di radicale perché mai andrei ad abitare in una baita isolata.
        E sto anche cercando di conoscere gente nuova, magari con la macchina scassata e sporca di fango, meno perfettina e vestita fighetta. Ma forse più vera.

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  5. Buongiorno Dr.ssa e un saluto caloroso a tutte/i
    L’ho detto in precedenza, gentile Dr.ssa, che ho letto tutti gli articoli pubblicati in questo Blog ! Sono stati per me una guida, una luce, e una medicina. perché il pericolo, il veleno e la morte spirituale l’ho conosciuto attraverso quello che scrive e pubblica( 3 anni fa).
    Non è impossibile , ma è difficile uscire dalla ragnatela, dal tunnel scavato con maestria apposta per noi. Noi dobbiamo contare, nella maggior parte su le nostre force, capacità ,volontà e intelligenza. Oltre all’aiuto sostegno degli specialisti, amici.
    Questi/e persone vogliono la nostra dipendenza dal loro, subire le loro sfuriate e accettare le loro leggi e regole. Noi dobbiamo dire NO ! dobbiamo liberarci dai tentacoli, dai fili invisibili e dal cordone che ci lega a loro.
    Buona giornata e buon cammino a tutti/e
    Milziade

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    1. Carissimo Milziade, intanto non chiamarmi Dott.ssa, ti prego! Traduco, scrivo e commento qui con voi, tutto qui. Hai inquadrato esattamente il problema centrale: vogliono e provocano la nostra dipendenza con una serie di mosse che si conficcano nel nostro cervello perché giocano sulle nostre ferite ancestrali. Appena hanno immagazzinato abbastanza materiale sulle nostre vulnerabilità, partono subito all’attacco. Lo fanno per sentirsi vivi, per provare l’ebbrezza del potere e del dominio della mente di un altro essere umano. Conveniamo: questo li rende assolutamente miserabili dal punto di vista umano. Abbracci a te e tanta forza!!

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      1. ciao Claudileia e grazie di cuore, perché fare il traduttore non è facile, aiutare gli altri oggi giorno è raro e condividere con gli altri l’esperienza è impagabile.
        Faccio i migliori auguri, a tutti/e di buona guarigione.
        Grazie
        Milziade

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  6. Che belisimo articolo! sono scozese e mia mamma è come descrive tutto il blog (scusa per gli erori). lei vive in inghilterra, lontano e la vedo pochisimo, vado da lei 2 volte l’anno. pero sempre mi chiedo se non dovrei tagliare del tutto, perchè è cativisima con me sempre, proprio come dici tu. però se penso di tagliare del tuto mi fa male. mio marito dice che o trovato “il miglior equilibrio posibile con lei”. pero io non so. Grazie, complimenti!

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  7. E’ vero che basta niente e si vacilla, ed è vero che quando pensi di esserne fuori non è così….
    Ma credo che pur procedendo come su di un filo tipo equilibrista, con un passo davanti all’altro lentamente… ci sia sempre il timore di cadere ma la strada avanti si è fatta comunque, almeno io credo che dentro me certi pensieri anche solo nel “valorizzare” ciò che sono, non li ho mai fatti prima… Nel male questo è un passo che non voglio perdere.
    Sulle considerazioni precedenti mi domando, se davvero hanno vinto.. perchè tornano a cercarci? seppur per un gioco sadico, non ci vedo nessuna vittoria in questo

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    1. Buonasera Morgana, questi/e persone tornano per 2 scopi: il primo è vedere il nostro status quo, cioè : se stiamo male, se siamo soli e tresti e ci teniamo al loro , se pensiamo ancora a loro e stiamo aspettando il loro ritorno. In questi casi si sentono forti e invincibili. In caso contrario, se siamo sereni , Indipendenti e forti , allora vogliono distruggerci. Quindi la nostra guarigione e la nostra felicità e la loro disgrazia e rovina. Un saluto caloroso Morgana., a presto. Milziade

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  8. Farsi domande su cosa spinge uno psicopatico a comportarsi nei modi che conosciamo è inutile – scoprire per merito di claudileia e di tutti voi che sono veramente tutti uguali è stato illuminante-mi sembrano criceti che girano dentro alla ruota! Gianni vivo in montagna il mio più grande amico è un ex rocciatore di poche pochissime parole!

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    1. Cara Melisenda per me l’amore per la natura e in particolare il rispetto per la montagna, che per me è una grande metafora della vita, sono valori importanti. Quindi hai la mia stima a priori!!!
      Un abbraccio!

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  9. “e sarete piacevolmente sorpresi – del vostro successo quando vi ritroverete a brillare da tutt’altra parte”
    Mi è successo giusto ieri.
    Ho organizzato un evento per l’epifania, mia abitudine da anni ma che avevo mollato dopo l’incontro con np. Mi sono fatta coraggio e ho deciso.
    Un successo… di persone, affetti e complimenti alla mia persona, alle mie capacità organizzative e di accoglienza.
    Il mio cuore non è mai stato così pieno.
    Una volta a letto ho contato gli anni che “mi ha portato via”, troppi… e mi sono addormentata con l’intenzione di riprendermeli tutti con gli interessi, vivendo come non ho mai vissuto, resuscitando dalla fossa nella quale mi aveva seppellito.
    5 – fatto!

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    1. Brava Device!
      E’ ora di riprendersi la voglia di vivere che ci hanno sottratto con il loro istinto di morte; anche io in questi ultimi giorni sento una specie di orgoglio per quello che riesco a fare, in ogni campo; credo che senza sembrare supponenti, almeno qui su questo blog, abbiamo il diritto di comunicarlo.
      Un abbraccio!

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      1. Ciao Gianni,
        È sempre un piacere ritrovarti.
        Sì, senza sembrare supponenti almeno qui. Noi tutti sappiamo quanto si soffre, quanto ci si umilia e ci si abbatte di fronte a quello che abbiamo passato o che stiamo passando.
        E ogni tanto, quando mi succede qualcosa di positivo, mi piace tornare qui e testimoniarlo, a favore di tutti coloro che – come me non troppo tempo fa – sono nell’abisso e vedono ina rinascita troppo lontana o non verosimile.
        Si può, amici, si può.
        Bisogna lottare, crederci e aggrapparsi alle persone vere che ci circondano… andare avanti e fare di ogni più piccolo passo una vittoria, prima di quella finale che arriverà.
        Anche giorni fa mi sono arrivate notizie di quello che sta combinando, una nullità che cerca di ricalcare la vita degli altri perché non ha una propria identità, un essere penoso che brucia ciò che tocca. Questo è… e ora riesco finalmente a vederlo.
        E vedo anche me… piena di affetti e soprattutto di fiducia in me stessa e in quello che sono diventata.
        … un cammino faticoso questo che descrive la nostra Clà, ricco di ricadute e di crisi, ma possibile.
        Credeteci, e un passo è già compiuto.
        Vi abbraccio tutti di cuore.

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      2. Carissima Device, leggo delle tue conquiste e mi dico: certo che questi soggetti ci bloccano veramente la vita minando tutto ciò che di bello c’è. Appena scompaiono e riprendiamo l’energia che aveva subito un appiattimento dentro di noi, ecco il ritorno prepotente della vita! W te! Mi fa davvero molto piacere leggerti piena di gioia e tante soddisfazioni! Abbraccio gigante!

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  10. Buonasera a tutti/e
    Uscire da una relazione disfunzionale, non é impossibile, ma é difficile. Bisogna credere nel cambiamento. Credere nella liberazione da un/a narcisista, vuol dire credere in se stessi, nella nostra dignità che non va mai sminuita, svalutata e calpestata a piacer . Noi crediamo nell’amore puro, autentico e basato sul rispetto reciproco. Soffrire non é giusto per nessuno!
    Buonotte a tutti/e
    Milziade

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  11. Buongiorno a tutte/i,
    voglio condividere con voi un pensiero.
    In questi giorni stanno capitando vari lutti intorno a me. Persone anziane, ma anche due che non avevano raggiunto la sessantina.
    Una aveva appena perso il marito, e lascia il figlio completamente solo, dato che non ha famiglia. L’altra lotta contro la morte ma i medici dicono che anche se si dovesse risvegliare, resterebbe invalida al 100%
    In questo momento penso che la mia vita è il bene più prezioso che ho e non voglio più rischiare la salute per colpa di qualcun altro.
    Non voglio dire che le nostre sofferenze sono nulla a confronto, perché siamo stati gravemente abusati, ma siamo vivi. Possiamo ancora scegliere! Finchè siamo vivi, possiamo fare tesoro di tutto.
    E poi penso anche un’altra cosa. Se dovesse capitarmi qualcosa.. chi si prenderebbe cura di me? Non certo il mio np. Anzi, come ha già dimostrato, scapperebbe a gambe levate.
    Claudileia ricordo sempre una frase che mi hai detto, e cioè che l’amore è CURA!

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    1. Cara Bea sono d’accordo con te, credo che noi tutti qui siamo persone ferite ma allo stesso tempo forti…nella vita ci sono cose gravi da affrontare, lutti, malattie, perdite di lavoro ecc…sicuramente aver avuto in narcisista non ci è stato di aiuto anzi, per molti di noi ha rappresentato (non per me visto che non mi sono mai sposata né ho convissuto con quelli da me conosciuti, per fortuna) il fallimento di un intero progetto di vita….e questo non è cosa poco. Però ecco, sicuramente possiamo ripartire facendo leva sulle nostre forze. Un abbraccio

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  12. Ciao,
    Come consigli di comportarsi quando c’è un figlio?
    la mia storia è molto lunga e prenderei troppo spazio per scriverlo sul blog. Mi piacerebbe potertela raccontare hai una mail?

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  13. Penso che potendo tornare indietro………quello che mi pesa è non essermene andata con i miei figli-non ho avuto abbastanza coraggio e me ne pento-Me ne fossi andata i miei figli sarebbero stati al riparo anche dovendolo vedere,sempre meglio che viverci-Noi donne a parte problemi pratici possiamo tenerli e difenderli – per un uomo che ha figli con una psicopatica il problema è amplificato a mille! Ne conosco uno giuro che per lui è terribile

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