Ignorare le tue emozioni fa male alla salute. Ecco cosa fare a riguardo

Fonte: http://time.com/5163576/ignoring-your-emotions-bad-for-your-health/

Autrice: Hilary Jacobs Hendel, psicoterapeuta, autrice delle opere It’s Not Always Depression,  A New Theory of Listening to Your Body, Discovering Core Emotions and Reconnecting with Your Authentic Self

Trad. C. Lemes Dias

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La vita moderna è piena di sfide emotive. La pressione per “essere qualcuno”, il bisogno di “stare al passo”, la paura della perdita, il desiderio di buone relazioni e di successo sul lavoro possono evocare combinazioni volatili di emozioni.

Tuttavia, ciò che impariamo nella nostra società non è come lavorare con le nostre emozioni, ma come bloccarle ed evitarle. E sappiamo farlo abbastanza bene: tra l’uso di alcol, di farmaci con obbligo di prescrizione medica e il tempo trascorso davanti a uno schermo, ci sono una moltitudine di modi per evitare di affrontare i nostri sentimenti. Quando li riconosciamo, li spazziamo via con i mantra appresi fin dall’infanzia. (“la mente comanda il corpo”, “datti una calmata” e “tenere duro” sono espressioni familiari). Evitare le emozioni non fa bene alla salute mentale o fisica. È come premere sull’acceleratore e sui freni della macchina contemporaneamente creando una pentola a pressione interna.

Le emozioni hanno un’energia che si presta all’espressione e, per comprimerle, le nostre menti e i nostri corpi usano tattiche creative, compreso l’irrigidimento muscolare e il trattenimento del respiro. Sintomi come l’ansia e la depressione, che sono in aumento negli Stati Uniti, possono derivare dal modo in cui gestiamo queste emozioni di sopravvivenza sottostanti, automatiche e cablate, vere forze biologiche che non dovrebbero essere ignorate. Quando la mente ostacola il flusso delle emozioni, perché troppo opprimenti o conflittuali, causa uno stress che interferisce con le funzioni cerebrali e conseguentemente nel corpo, creando disagio e sintomi psicologici. Lo stress emotivo, come quello delle emozioni bloccate, non è solo collegato a malattie mentali, ma anche a problemi fisici come malattie cardiache, problemi intestinali, mal di testa, insonnia e malattie autoimmuni.

La maggior parte delle persone è governata dalle proprie emozioni senza alcuna consapevolezza di ciò che sta accadendo. Una volta che si rendono conto del potere delle emozioni, riconoscerle può essere di grande aiuto.

Prendo come esempio Frank, un mio paziente che si lamentava continuamente di non potersi permettere il tipo di auto che tanto desiderava. Il desiderio frustrato di Frank, banale per molti di noi, bastava e avanzava per far scattare in lui una miscela di tristezza, rabbia, umiliazione e ansia. Frank manifestava anche sintomi fisici, e sebbene avesse qualche idea sull’origine dei suoi problemi allo stomaco, riuscendo a collegarla allo stress, non era consapevole che erano le sue emozioni a causare gli intensi dolori allo stomaco che avvertiva. Poiché non aveva prestato attenzione alle sue emozioni, non aveva gli strumenti per sapere cosa era necessario fare per sentirsi meglio.

Le attuali neuroscienze suggeriscono che più emozioni conflittuali una persona prova, più l’ansia ne deriva. Ciò è dovuto, in parte, al nervo vago[1], uno dei principali centri emotivi del corpo, che risponde alle emozioni innescate nel cervello medio inviando segnali al cuore, ai polmoni e all’intestino. Questi segnali preparano il corpo a intraprendere azioni appropriate e immediate al servizio della sopravvivenza. Il corpo è pronto a reagire al pericolo percepito prima che la persona sia consapevole che un’emozione è stata attivata. È la ragione per cui le emozioni non sono sotto il nostro controllo cosciente. Con Frank, ad esempio, i suoi occhi videro l’auto e all’improvviso provò tristezza, umiliazione e rabbia. Il suo stomaco andò in uno stato istantaneo di turbamento.

Lo stomaco di Frank ha continuato a farlo stare male fino a quando, attraverso la terapia, il paziente ha imparato a sintonizzarsi sul suo corpo per riconoscere e separare ogni emozione, nominarle e prendersene cura.

Il ruolo che le emozioni svolgono nel creare sia la sofferenza fisica che la guarigione sta diventando uno degli obiettivi più popolari nella psicoterapia. Eppure il campo in crescita non fa ancora parte degli standard di cura tradizionali. Un’educazione alle emozioni non è ancora obbligatoria nei programmi di lavoro sociale, nei programmi di dottorato in psicologia e nelle scuole di medicina.

Tuttavia, insegnare semplicemente alle persone che le emozioni non sono sotto controllo cosciente le aiuterebbe enormemente. La biologia e l’anatomia di base spiegano che non possiamo impedire che le nostre emozioni vengano innescate, poiché provengono dalla parte centrale del nostro cervello che non è sotto il controllo cosciente.

Fatto sta che quando le persone vengono istruite sulle emozioni e l’abilità di accoglierle e lavorare su di loro, possono iniziare a sentirsi meglio. Frank guarì lo stomaco e abbandonò la tristezza. Ha elaborato il fatto di non potersi permettere la sua macchina di lusso. Convalidò i suoi sentimenti di rabbia dopo aver appreso che erano naturali e ha imparato abilità specifiche per liberare la sua rabbia in modi più sani e non distruttivi per se stesso o per gli altri. Praticò l’auto-compassione in risposta alla sua umiliazione, uno strumento che lo aiutò immensamente. Dopo aver provato tutti i sentimenti connessi alle sue emozioni, essi sono passati, così come le emozioni principali che influivano negativamente sul suo corpo. Lavorando con le sue emozioni, ha cambiato il modo di focalizzare del suo nervo vago e ha guarito il suo dolore allo stomaco.

I miei clienti tendono a evitare emozioni dolorose o conflittuali nelle loro vite – proprio come la maggior parte di noi, perché è quello che ci è stato insegnato. Ma per guarire la mente, abbiamo bisogno di sperimentare le emozioni che accompagnano le nostre storie e quelle che si ripercuotono nel corpo. Quando ci viene insegnato sulla natura automatica delle emozioni e impariamo a identificare e lavorare con le emozioni principali al di sotto della nostra ansia, passiamo a sentire più intensamente, ma senza farsi sopraffare.

[1] http://www.jpsychopathol.it/wp-content/uploads/2015/08/Maina1.pdf

16 pensieri su “Ignorare le tue emozioni fa male alla salute. Ecco cosa fare a riguardo

  1. Sì sempre più la società che viviamo ti porta a tener dentro le emozioni, ed è vero… a volte si ricorre anche ai farmaci… per “spegnersi”, per non soffrire…
    Altrettanto vero è che il corpo però non può non accusare questa repressione… e succede aldilà delle malattia anche solo svegliarsi la notte con la tachicardia a palla… il corpo ci parla e probabilmente ci insegna che se siamo persone emotive non possiamo ribellarci a questo. rinnegare la propria natura. Che sia scomodo … in un mondo come questo, lo è forse ancor di più per noi tenercelo dentro.

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  2. Ho cominciato a svenire che avevo tre anni, elettrocenfalogramma indagini varie ma tutto negativo poi una spiegazione dopo tante inutili (sei cresciuta troppo in fretta ti sei sviluppata tardi …….sei in premenopausa sei in menopausa )e che solo adesso capisco, un medico mi disse che forse il mio sistema vagale non era equilibrato -il mio primo svenimento lo ricordo come adesso causa un gioco troppo violento con mio padre che richiedeva uno sforzo impossibile per me a quell’età e non volevo deluderlo -la seconda volta avevo forse un anno di più e mia nonna e mia mamma litigavano sull’opportunità di darmi del cioccolato, negli ultimi anni con il pazzo svenivo spessissimo,mi sbeffeggiava:sviene lei sviene!adesso non mi succede più, da anni ,almeno cinque.

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    1. Cara Melisenda, lo svenimento è un modo del corpo per difendersi dal troppo dolore. Accade fisicamente quando si è sottoposti a botte o torture.
      Nel tuo caso un forte dolore psichico all’idea di deludere il papà o vedendo litigare mamma e nonna…e poi figuriamoci con il narciso: il dolore della mente non è da meno di quello del corpo. Per fortuna non hai più questi sintomi ora. Un abbraccio

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  3. Durante il periodo narcy il mio corpo somatizzava le emozioni negative che provavo ma che non volevo assolutamente ascoltare… Problemi ormonali, perdite tra un ciclo e l’altro, dermatite (già di mio ereditata) a livelli massimi per la quale ho dovuto ricorrere a cortisone e unghie che si spezzavano alla base… Sparito lui guarita totalmente. Ora mi rimane l’ansia notturna difficile da gestire, tachicardia a mille e ripresa del sonno difficile…

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  4. Anch’io sono arrivata ad avere gli stessi effetti. Ora è rimasta l’ansia, la difficoltà a dormire, la stanchezza…. è proprio è stato come il passaggio di un uragano: ha lasciato distruzione fisica e psicologica

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  5. Piccola parentesi… Oggi vado a ritirare il libro di Cinzia Mammoliti “intervista a un narcisista perverso”… Lettura leggera, beh la commessa nel darmelo mi dice… Solo la copertina mi ha messo a disagio, non riuscivo a guardare… Ho pensato “ti auguro di non incontrarne mai uno dal vivo…

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  6. Bravissima cinzia mammoliti!anche “il mondo deve sapere”che ho letto parecchi anni anni fa e che descrive una società malata di psicopatia è interessante – leggerò anche l’intervista al narcisista-non so più se ho raccontato che mia figlia uno dei primi esami che fece fu criminologia – mi telefonò incredula che descrivessero suo padre in modo così preciso!

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  7. Scusatemi ma mi sveglio prestissimo e leggo quello che scrivete-mi faccio un sacco di domande e non capisco cosa ho nella testa – non è facile -il fatto è che è l’unico uomo con il quale ho potuto fare all’amore, prima pensavo di essere frigida – dopo di lui in cinque anni ho avuto rapporti solo con un uomo così buono che quando gli ho spiegato che in me c’è tanto che non funziona ha avuto un rispetto che mi ha lasciata quasi basita (gianni gente di montagna) siamo amici ,gli voglio molto bene – ma veramente chiedo a claudileia cosa ho nella testa?

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    1. Carissima Melisenda, cosa hai nella testa? Azzardo dire che hai avuto un rapporto altalenante con una persona tossica che ha scombussolato la tua affettività, di modo che avendo in mano l’oro fai fatica a identificarlo per quel che è. Nella mia visione, tu ora stai facendo all’amore, non prima. Prima c’era un desiderio sessuale falsato, perché dettato da un’immagine che il soggetto tossico aveva abilmente impiantato nel tuo cervello. Lui ti ha fatto credere che soltanto lui ci sapeva fare, che il tuo corpo era roba sua, che tu senza di lui saresti stata incapace di farti desiderare da un’altro uomo facendo leva, forse, sulle difficoltà che avevi tu prima. L’uomo che hai ora, questa brava persona che ti sta vicino e che ti capisce nutre per te un sentimento forte e vero. In più vivete in un luogo che favorisce enormemente la non dispersione di ciò che è puro, come questo sentimento tra voi. A volte tendiamo a levare dalle persone buone la loro sessualità, rendendole poco desiderabili. Si tratta di un vero peccato. Penso che il tuo desiderio per lui può crescere quando la tua visione su di lui cambierà: da amico buono a uomo capace di proporzionarti tantissimo piacere nel tuo luogo magico. Direi che si tratta di un privilegio! Solo dopo averlo visto come uomo da desiderare potrai considerarlo un grande amante, perché a quel punto ti verrà spontaneo rispondere a questo forte sentimento anche con il desiderio. Abbraccio a te!!

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  8. Ciao a tutte,
    e’incredibile davvero come il corpo ci parli.
    Io da quando entrai in contatto con lui smisi completamente di dormire.
    Non riuscivo letteralmente a chiudere occhio,sempre agitata,sempre in ansia e quando glielo raccontavo,lui si arrabbiava,come se fosse una storia gia’ sentita.Oltre all’insonnia,il dolore allo stomaco,che ogni giorno aumentava.Lo stesso dolore che aveva anche lui,ma il suo molto probabilmente, derivava dai fiumi di alcool che ingeriva(anche se a sentire lui beveva pochissimo!!!!) Da quando è finita ho ripreso a dormire e anche il fastidio allo stomaco si sta attenuando sempre di piu’.

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  9. Grazie claudileia -questa mattina è passato a trovarmi ,viene a vedere se ho bisogno di qualcosa ,mi porta la legna in cucina ,so di essere fortunata ad averlo anche se è lui che dice spesso di essere fortunato a conoscere me – con lui sono tranquilla non ho paura a dire quello che penso so che dovrebbe essere così e che mi vuole bene e quello che dici è vero e lui ha così tanta pazienza che attraverso la tenerezza forse!

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