La testimonianza di Ofelia: “Mia suocera dice che nostro figlio è suo”

Mi chiamo Ofelia e ho 39 anni.

Ho vissuto sempre da donna libera e indipendente, con un carattere forte, molto empatico, tanti amici. Non ho mai avuto molte storie con uomini, e mi sono sempre sentita indipendente da loro. Ho passato tanti anni da single, viaggiando per il mondo. Ho una famiglia un po’ disgregata (i miei sono divorziati da quando ero piccola, non ho un rapporto semplice con mia sorella), però mi vogliono bene e mi sono sempre stati vicino con affetto e supporto. Lavoro nel sociale da anni, prendendomi cura di chi è meno fortunato: donne, bambini, soggetti disagiati.

Nel 2013 ho incontrato per caso quello che oggi è il mio compagno e il padre di mio figlio.

Era un ragazzo del mio quartiere (dove sono nata), più giovane di me, e non lo avevo mai conosciuto. Non si era mai mosso dal quartiere, mentre io venivo da un lungo periodo di assenza. Avevo convissuto con un ex dall’altra parte della città ed ero tornata nel mio quartiere ad abitare per un po’ di tempo, per stare vicino a mia mamma e mia sorella.

Così ci siamo conosciuti, ed è stato un colpo di fulmine. Non sapevo nulla di lui, ma mi sono innamorata perdutamente. Sembrava la mia anima gemella (anche se è una frase fatta!). Era un ragazzo semplice, ma con una sua profondità, libero e indipendente. Mi sono buttata nella storia con lui, sono andata a vivere con lui dopo qualche mese, e qualche mese ancora dopo, meno di un anno dopo averlo conosciuto, sono rimasta incinta.

Poco prima mi presentò la sua famiglia, ed io la mia: non notai nulla di “strano”. Anzi, a dire la verità, mi sembrava che avesse un rapporto con i suoi genitori e con sua sorella abbastanza simile al mio: di legame, ma NON di dipendenza. Mi raccontava infatti abbastanza spesso dei suoi genitori e dei suoi ricordi di infanzia, però non mi sembrava che avesse, nella quotidianità, una frequentazione assidua della casa dei genitori. Mi sembrava, insomma, un uomo adulto, indipendente.

Quando conobbi sua madre, mi sembrò una bella donna, giovanile (50 anni, con un figlio di 30), e piuttosto cordiale e moderna.

Uscimmo a cena. Lei fu curiosa della mia vita, piuttosto cordiale, sicuramente mi osservò. Non mi trovai male. Non notai alcuna dinamica strana con il figlio.

Col passare del tempo però, e soprattutto, con l’aumento di importanza della nostra storia, iniziai a sentire che c’era qualcosa di strano nel rapporto del mio compagno con la madre. Il mio compagno evitava la madre, continuamente. Rifuggiva agli incontri, alle telefonate. Sentivo che quando c’era la madre presente, o anche solo al telefono, cambiava improvvisamente la sua voce, il suo umore.

Ammetto di aver sottovalutato, e di non essermi allarmata: pensai alla “classica” dinamica dei figli maschi con le mamme, di rifuggire o di sentirsi in imbarazzo per l’affetto dimostrato, forse anche per un po’ di “invadenza” (notai che mia suocera si lamentava spesso platealmente del figlio, soprattutto del fatto che lui non andasse spesso a farle visita). Minimizzai. E lui non mi disse niente.

Quando rimasi incinta, però, iniziai a notare delle dinamiche ancor più strane.

Prima di tutto, mia suocera NON fu felice di sapere della nostra gravidanza. Pianse tutte le sue lacrime, e NON di gioia, e posso dirlo perché ero presente.

Subito dopo, fu presa da una sorta di eccitazione incontrollabile. Fantasticava sempre sul bambino, anche in modo eccessivo. Iniziò ad arredare una cameretta IN CASA SUA. Sembrava fosse incinta lei. Piangeva spesso. Mi telefonava sempre, voleva sempre i dettagli sulla gravidanza, come stessi, come andassero gli esami…

Non pensai ad allontanarla, anche se non sono molto abituata a queste cose: mia mamma infatti, già nonna di due nipoti (figli di mia sorella), non faceva così…però detti la “colpa” di questo “eccessivo entusiasmo” al fatto che il bimbo fosse, per i miei suoceri, il primo nipote.

Quando il bambino nacque, lì sì, improvvisamente e senza più alcun dubbio, mi resi conto che “qualcosa non andava” in mia suocera. Iniziò ad avere degli atteggiamenti insopportabili. Tutto il miele (eccessivo) dimostrato verso di me in precedenza, sparì, per lasciare il posto ad uno sgradevolissimo atteggiamento di possesso nei confronti del bambino. Voleva vederlo ogni giorno, passare i pomeriggi con lui, cambiarlo, nutrirlo e farlo dormire. Me lo strappava continuamente dalle braccia, e rivendicava il fatto che il bambino dovesse dormire “nella sua stanza” a casa dei nonni. Gli faceva continui regali (non sempre graditi) e si offendeva a morte se i suoi doni non venivano indossati e utilizzati continuamente (ad esempio, i vestitini). Continuava a dirmi che ero vecchia (“i figli si fanno a vent’anni come ho fatto io”), che il bimbo dovesse essere lasciato ai nonni, che io ero troppo ansiosa e attaccata a lui (era neonato). Cercava di convincermi che la cosa migliore fosse levarmi di torno e lasciarle ogni giorno il bambino, che lei sapeva come crescerlo.

Essendo in maternità, e rivendicando lei, con continue telefonate alla sottoscritta, di vedere il nipote, mi trovai presto sola con lei (e il bambino). E lì mi resi conto della follia del suo rapporto con il figlio. Iniziò a parlare male del figlio davanti a me. Ricordo una delle prime volte che andai da lei, mi disse che il figlio aveva chiamato nostro figlio “figlio di una mignotta” (cosa che sono CERTA non sia mai successo), e lei me lo disse ridendo. Ebbi i brividi…come era possibile? Sapevo per certo che il mio compagno non avrebbe MAI usato quelle parole.

E così via. Arrivò a dirmi che il figlio era un puttaniere (testuali parole) e di stare molto attenta, perché mi avrebbe tradita.

Iniziai a cercare di diradare le visite da mia suocera, perché mi distruggevano psicologicamente.

Mi trattava male, spesso mi diceva anche “non mi importa di te, voglio solo il bambino” “è mio” “è mio nipote”… e così via. Ero tra l’imbarazzato e il ferito, ed ero anche nel post parto, piena di insicurezze, stanchezza, non dormivo. Con il mio compagno era iniziato un periodo difficilissimo di tensioni e difficoltà. Non osavo dirgli nulla. Lui evitava la madre, ma non faceva nulla perché io non fossi intrappolata in quella trappola mortale.

Iniziai a spingere perché fosse lui stesso a frequentare i suoi, non necessariamente con me. In fondo erano i suoi genitori. Volevo liberarmi di quel fardello e soprattutto sottrarmi a quelle torture, che non avevano nessun senso per me.

Mia suocera nel frattempo passava spesso i pomeriggi con me a piangere, raccontandomi che il figlio non le voleva bene e di che razza di mostro insensibile e cattivo fosse, che il sogno della sua vita era fare la nonna e che mio figlio fosse la sua unica speranza di vita. Mi sentivo in colpa, enormemente responsabilizzata e molto in ansia per quella creatura sulla quale era riposta tutta la vita di quella donna. Non mi sembrava giusto, ma mi faceva pena, e non riuscivo a sottrarmi.

In altri momenti però, cambiava completamente maschera, e sghignazzando mi raccontava spavalda del rapporto di dipendenza affettiva che suo marito avesse con lei (“senza di me lui si ammazza” mi disse ridendo una volta “lui è morto senza di me”), delle cattiverie inflitte alla figlia (la sua preferita, totalmente succube da sempre) e ai suoceri (a cui impediva da anni di vedere loro figlio, suo marito, e i nipoti, i sui figli). Era un mostro che cambiava faccia, e solo davanti a me, quando eravamo da sole io e lei (e il mio bambino).

Il mio compagno, legatissimo ai nonni, decide nel frattempo di recuperare il rapporto con loro: andiamo dunque a trovarlo dopo tantissimi anni di non frequentazione di casa loro (a causa di mia suocera). Mia suocera lo viene a sapere e inizia un pesantissimo pressing psicologico su di me per convincermi di quanto questi bisnonni fossero crudeli, ignoranti e cattivi, e del male che avrebbero fatto a me e al mio bambino.

Stremata e molto provata, inizio a tentare di ritrarmi da questa trappola mortale.

Iniziano le minacce, dapprima velate, poi sempre più esplicite. Minacce che avevano come oggetto mio figlio. Non riesco a ricordarle, ma in sostanza il messaggio era “se non fai quello che dico io, ti metterò il bambino contro”. Mia suocera rivendicava il fatto che “il bambino la adorasse” e che “il bambino non potesse vivere senza di lei”: tutto ciò era FALSO perché, per fortuna, io non ho mai mollato la presa, e il mio bambino me lo sono gestita io, anche rinunciando a tornare full time al lavoro. Sentivo che darle il potere di “aiutarmi” sarebbe equivalso a firmare la mia condanna a morte (anche per mio figlio), oltre al fatto che non mi fidavo assolutamente a lasciarle il bambino.

Il bimbo aveva circa un anno.

Mia suocera cercò di mettermi anche contro i miei genitori, ovviamente senza successo.

Fa scenate isteriche e piange, urla istericamente, ogni volta che viene a conoscenza che io e il mio bimbo abbiamo visto mia madre. Dice che non è giusto perché mia madre è “la nonna preferita” mentre lei è ingiustamente esclusa e messa da parte.

Quando scoprì che sono tornata al lavoro part time e che il bambino non sarebbe rimasto da lei tutte le mattine e tutti i pomeriggi, fece l’ennesima scenata. Impazzì anche quando venne a sapere che l’avevamo iscritto al nido e che dunque non sarebbe stato affidato a lei. Scene, pianti, sensi di colpa.

Quando il nostro bimbo ha compiuto un anno e mezzo circa, il mio compagno iniziò ad essere convocato a casa dei genitori senza di me, dove la madre tentò di convincerlo a lasciarmi. Dicendo varie cose: che sono una poco di buono, una donna facile che si è fatta mettere incinta fuori dal matrimonio, una senza famiglia (perché ho i genitori divorziati), una serpe, falsa, che ho fatto del male alla sorella del mio compagno (alla quale sono sempre stata vicina, ignara del fatto che fosse manipolata dalla madre).

Il mio compagno capì tutto, io gli raccontai i trascorsi e lui decise di rompere i rapporti con la famiglia.

Iniziarono così le incursioni davanti a scuola, i messaggi minatori, le lettere anonime, e, infine, la minaccia di appellarsi ad un avvocato per prendersi il bambino.

Io sono completamente sconvolta e fuori di me. Vivo nel terrore delle telefonate, delle lettere e delle improvvisate di mia suocera. Soprattutto ho paura per il bambino che, per fortuna, crescendo non ha più ricordi dei nonni e di quei terribili quasi due anni trascorsi (anche) in loro presenza.

La cosa terribile è che nessuno mi ha mai capita, a parte il mio compagno: tutti pensano che quella donna sia una “normale” suocera che si lamenta del non vedere spesso il figlio e il nipote, non che sia una pazza che vuole impossessarsi della vita altrui (distruggendola).

In corrispondenza con la rottura con noi, la suocera ha riallacciato (con menzogne e falsità) i rapporti con i bisnonni, sapendo che noi li frequentiamo, per poterci controllare tramite loro. Io infatti ho deciso di non entrare troppo nel rapporto con loro.

Sono molto stanca perché, in tutto questo, il rapporto col mio compagno ha subito un durissimo colpo a causa del trauma di questa esperienza, e soprattutto non riesco a perdonargli di non averci mai protette da questo schifo. L’ho portato in psicoterapia e da un mediatore ma purtroppo non ha molto funzionato. Lui è abituato alla famiglia disfunzionale nel quale è cresciuto ed è ad oggi “contento” di essere riuscito a liberarsene.

I miei suoceri e sua sorella abitano purtroppo nel nostro quartiere ed è possibile che io li incontri quando sono col bimbo. Mia suocera con la scusa di fare una passeggiata circola spesso sotto casa nostra e ad oggi lascia ancora delle lettere anonime nella casella, parla con tutto il quartiere di quanto io sia un mostro e del fatto che non le facciamo vedere il nipote. E’ andata anche a parlare con la nostra pediatra e con le maestre del nido.

Ora sono due anni che non li vediamo. Stiamo meglio, ma io continuo a temere per eventuali colpi di scena, colpi di testa che quella donna (avvallata da marito e figlia, che non ci rivolgono più la parola), potrebbe fare.

Resto però convinta che sia per noi (io e il mio compagno) che per il nostro bambino, la vita sia decisamente migliorata senza la presenza di queste persone tossiche. Soprattutto per il bambino credo sia una scelta giustissima e, ancor più giusto è stato farla presto, di modo che il bimbo non abbia ricordo di queste persone, di cui non ci ha nemmeno mai chiesto notizie. Certo, resta aperta la questione di quando sarà grande, e magari verrà contattato dalla nonna, cosa gli diremo. Ma credo che lo affronteremo quando sarà il momento.

Devo dire che il presente è migliorato senza queste persone, senza mia suocera (e il suocero e la figlia, dietro).

Resta aperta la questione del recupero del rapporto con il mio compagno, la fiducia che ho perso in lui.

Grazie per avermi ascoltata.

Ofelia

PS: In corrispondenza della rottura ho attuato il contatto zero nei confronti non solo della NP ma anche dalle persone a lei alleate (marito e figlia), perché lei usava i loro account mail, o loro personalmente per mandare messaggi… il contatto zero è stato peggiorativo per la sua ira (anche se non sono sicura lo abbia realizzato) PERÒ MOLTO SANO PER ME. Non leggere più i suoi messaggi e mail è stato davvero un toccasana – anche perché lei periodicamente prova a contattarci con le lacrime e senso di colpa. 
Ancora questo blocco persiste e mi fa sentire un pochino più al sicuro. 

30 pensieri su “La testimonianza di Ofelia: “Mia suocera dice che nostro figlio è suo”

  1. Accidenti, sembra la trama di un b-movie televisivo americano. Di quelli dove la follia è rappresentata per stereotipi. Ma una cosa che ho imparato sulla mia pelle, e leggendo queste testimonianze, è che tante finezze interpretative e tanta accuratezza dell’indagine psicologica spesso sono orpelli della nostra ragione: la realtà è cruda e banale. Questa persona è semplicemente un mostro, la sua indole predatoria una minaccia neanche troppo occulta, le sue manifestazioni psicotiche roba da manuale. Soprattutto mi divertono amaramente le minacce e le rivendicazioni: se è vero che è suo nipote, prima ancora si tratta di TUO figlio. Il senso di proprietà, di possesso, di sconfinamento egoistico e funzionale vanno oltre al machiavellico sistema di comunicazione che possiamo definire perverso senza paura di esagerare. Però è certo che il no contact, in questo caso, è reso più complicato dalla rete relazionale composta da un’intera famiglia. Ma oltre al bene tuo e del tuo rapporto con il tuo compagno (per il quale non sarà una situazione facile), tu sei responsabile di tuo figlio. Quindi hai tutto il diritto di porre limiti saldi e di rivendicare la tua libertà da dinamiche tanto sfacciatamente malate e infettive. Deve essere una cosa terribile. Lo immagino. Ecco che cosa riescono a fare questi mostri, anche quando invecchiano. Spero c he il tuo compagno trovi la forza di fare un percorso difficilissimo e salvaguardare la sua vera famiglia, cioè quella che ha scelto e non quella che gli è sfortunatamente toccata in sorte.

    "Mi piace"

    1. Analisi ineccepibile caro S.w.a.
      Mi permetto solo un appunto: quei mostri quando invecchiano peggiorano.
      Ofelia, hai mai pensato di trasferirti in un altro quartiere?
      Così eviteresti lettere anonime di tua suocera e commenti poco piacevoli degli abitanti del quartiere.

      Piace a 1 persona

      1. Oliver: si ci ho pensato. Ma per vari motivi, resteremo qua, dove abbiamo tanti affetti. Fanculo i suoceri e le loro maldicenze. Le persone “sane” ci conoscono e hanno una loro opinione.

        Piace a 3 people

    2. Ciao Swa, e grazie per avermi letto. Concordo: un grande ruolo in questo disastro è fatto dalla profondissima ignoranza (culturale ma soprattutto sociale ed emotiva ) dei miei suoceri. Persone prive di amicizie, conoscenze e di qualsiasi spinta verso il mondo e verso la conoscenza di se stessi. Mia suocera è ossessionata solo dalla forma, e purtroppo, questo grande vuoto ha dato come risultato un’esistenza priva di senso e ricca di frustrazione e invidia.

      "Mi piace"

  2. Cara Ofelia,
    conoscevo alcuni aspetti della tua storia che avevi raccontato durante nei mesi passati, ma leggerla per intero è da brividi….
    Non posso aggiungere niente , invece voglio sottolineare che nonostante la tua famiglia “disgregata”, genitori divorziati quando eri molto piccola, del rapporto non idilliaco con tua sorella, si capisce che siete persone per bene che pure tra le difficoltà riescono a conservare umanità e rispetto reciproco.
    Ovviamente tutt’altro discorso per quella str*nza fotonica di tua suocera che continua a seminare distruzione, non soddisfatta del male già ampiamente distribuito.
    Sei tostissima e nonostante qualche, normale, momento di scoramento hai ampiamente dimostrato che sai difendere sia tuo figlio che il tuo compagno, nei limiti in cui lui voglia farsi aiutare.
    Un fortissimo abbraccio e grazie per aver condiviso.

    "Mi piace"

    1. Grazie Babi! È vero. Se c’e del buono in questa storia è stato lo scoprirmi forte per mio figlio (e per me), e anche il capire e l’apprezzare la mia famiglia di origine che, nonostante un passato e un presente complesso, non hai mai perso l’autenticità dell’amore, al contrario della famiglia del mio compagno.

      "Mi piace"

  3. Buonasera a tutti,ho letto tutto d’un fiato la tua storia, non sono qui da molto e non conosco la tua situazione ma pensavo fosse la traduzione di una lettera di qualcuno lontano da noi come nei vari articoli di questo blog… E invece sei qui,sei vera e presente e invidio la tua forza, la tua determinazione di andare avanti per la tua strada e difendere la tua famiglia soprattutto tuo figlio. Sono inorridita, e pensare che questa donna è stata madre per ben due volte… Ma vabbè, sappiamo ormai le dinamiche che tutti qui conosciamo, non ho parole veramente… La maschera della nonna perfetta e mancata davanti e Crudelia de Mon dietro. Ti sono vicina. Tu e Gianni siete fonte di forza. Un abbraccio al bimbo.

    "Mi piace"

    1. Carissima Lalla, quella donna è stata non solo madre di due ma anche nonna di tre bambini, di cui due (povere creature), le sono affidati a tempo pieno, perché loro madre (la figlia di mia suocera, sorella del mio compagno) è totalmente succube della madre. Due bambini innocenti che cresceranno in quella famiglia disfunzionale e malata. Che pena per loro!

      "Mi piace"

  4. CLAUDELEIA e tutte quante. Non ridete 😂ma nonostante lavoro con i sistemi informatici io non ho capito come scrivere a Claudeleia per raccontare la storia e le varie esperienze. Aiutatemi. ! Che poi tutto di un fiato spero pure di farcela. Vi abbraccio caro gruppo 🤗

    "Mi piace"

  5. Ciao Ofelia, io ho avuto una suocera narcisista e ti capisco. Nel mio caso il termine suocera è improprio visto che con quell’ex non eravamo sposati ma abbiamo comunque avuto una storia di otto anni e mezzo, terminata per la mia resa di fronte alle macchinazioni di questa donna che voleva ad ogni costo tenere legato a sè il figlio.
    La signora utilizzava tutti i tipi di ricatti possibili ed immaginabili, soprattutto quello della salute…siccome anche il marito non stava molto bene il figlio doveva necessariamente vivere con loro per aiutarli nelle necessità. In realtà lei stava benissimo, fingeva solo di stare male. Quando era nella casa di montagna andava su e giù per il paese senza problemi…tranne una volta che è scivolata sulla neve, e non si è rotta un bel niente (peccato) anche se sembrava che dovesse morire da un moneto all’altro 🙂
    Sono persone assai deleterie e immagino sia difficile tenere le distanze… mi sfugge però il motivo per cui tu e la cognata dovete per forza lasciare i bimbi a lei…lavorate entrambe? Non potete farli stare in asilo nido e limitare i contatti con lei a poche occasioni, magari alla presenza vostra e dei mariti? Un abbraccio

    "Mi piace"

    1. Io si, posso farlo ed è quello che ho fatto, ma ovviamente la suocera non è stata daccordo e proprio per questo ha scatenato l’inferno.
      La cognata è totalmente succube della madre ed è come lei: per questo le affida i due figli a tempo pieno.
      Ah…nemmeno io sono sposata 😉

      Piace a 1 persona

      1. Spero tanto che si risolva…certo ste madri ossessive sono senza limiti…immagino se ti sposi che tragedie potrebbe fare giusto per rovinarti il giorno più bello 😄

        "Mi piace"

  6. Cara Ofelia, mi pare evidente che purtroppo hai a che fare con una persona psicopatica, o forse anche più di una. La necessità di controllo e potere che questa donna dimostra di voler esercitare sulla vita degli altri mi sembra assolutamente patologica e dannosissima per chi la subisce. Al di là delle sue molteplici e folli maschere.
    Io ho avuto esperienze familiari, sia direttamente che per quanto riguarda la famiglia di mia moglie, che in parte assomigliano alla tua; ma la tua è di un ordine di grandezza 1:1000. Quello che ho passato io è acqua fresca rispetto alla tua terribile esperienza. Parlo di una mia sorta di dipendenza da mia madre, intesa però solo come una difficoltà a staccarmi e a fare rispettare il mio parere; ma era più una questione mentale ed emotiva, mentre da un punto di vista materiale io ho sempre fatto le mie scelte senza interferenze particolari; ciò nonostante la cosa ha creato un sacco di problemi al mio matrimonio (molto anche per colpa di mia moglie che da buona np ha sempre visto qualsiasi piccola o grande osservazione di mia madre, sensata o meno, come una enorme ferita); e io come hai fatto tu con il tuo compagno, sono stato “accusato” di non fare abbastanza per difenderla.
    Allo stesso tempo ho scoperto che mia suocera ha una certa propensione al controllo, che ha provato anche ad esercitare su di me quando lei è entrata in contrasto con la figlia.
    Ma in entrambi i casi niente che possa minimamente assomigliare a quello che hai vissuto tu.
    Partendo però dalle mie esperienze mi sento di invitarti ad essere indulgente verso il tuo compagno; al di là dei legami di sangue che esistono e dei quali non ci possiamo disfare, prova a considerare che lui, come tutte le vittime di np o psicopatici, vive le sue dissonanze, vive con estrema sofferenza il rapporto malato con la madre; capisco, anche se so che non è la cosa migliore, il suo atteggiamento di sottrarsi al rapporto con la madre, anche quando tu invece la frequentavi; capisco allo stesso modo la tua richiesta di protezione, e capisco la difficoltà del tuo compagno a dartela.
    Il fatto che lui alla fine abbia voluto staccarsi in maniera drastica è sicuramente positivo e dimostra che ha spina dorsale, cervello e amore verso la sua “vera” famiglia, ovvero verso la sua compagna e suo figlio. Sarebbe auspicabile che lui però andasse a fondo della cosa, per sè stesso e per il rapporto con te e con vostro figlio, non tanto per recuperare un rapporto con la madre, che a questo punto sarebbe solo deleterio. Per me un lungo passaggio in terapia di chiarimento delle dinamiche con mia madre è stato fondamentale.
    E valuta anche che magari tu stessa potresti trarre un po’ di giovamento da un periodo di sostegno professionale.
    Io se potessi mi allontanerei anche fisicamente, ma in questo caso è una scelta vostra, consapevoli, immagino, che la vicinanza non aiuta.
    Ti faccio i miei complimenti per la forza e la lucidità con cui affronti questa situazione difficilissima e ti auguro veramente di trovare al più presto serenità per te stessa e nel rapporto con il tuo compagno.
    Ti faccio anche i miei complimenti per la capacità narrativa; se io penso di mettere per iscritto la mia storia, ho in questo momento in mente un guazzabuglio di cose alle quali stento a dare un ordine.
    Un abbraccio!

    Piace a 3 people

  7. Ofelia cara, sono rimasta basita davanti a comportamenti e pretese di questo genere. Stranamente, da quando sono caduta negli artigli di un np ed ho conosciuto questo orrore, non avevo mai pensato a questa figura malvagia sotto forma di suocera. Situazione pesante da gestire. Ma sei forte, brava.
    Non ti avevo letto in precedenza ma ti faccio i miei complimenti adesso per come stai affrontando la situazione. Vedendoti così ferma e decisa schiumerà di rabbia la “signora”. Grazie per aver condiviso la tua storia con noi.
    Ogni vostro scritto su questo blog mi è di grande aiuto per capire e fare chiarezza in questa testa tanto ingarbugliata e mi fa prendere coraggio.
    Dal primo momento che sono entrata a far parte di questo gruppo mi sono sentita meno sola. Come ho detto a Claudiléia non finirò mai di ringraziare la mia psicoterapeuta che mi ha consigliato questo blog proprio per avere un confronto diretto con persone che mi avrebbero capita senza troppi giri di parole e spiegazioni. E da cui avrei, senza dubbio, tratto aiuto incondizionato.
    Le sue sedute sono salvifiche sì, ma senza di voi, non sarebbe la stessa cosa. Anche io scriverò la mia storia ma mi ci vorrà tempo per mettere insieme i pezzi del puzzle.
    Un abbraccio infinito a te guerriera e un bacio grande al tuo piccolo.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Lolly! Un verità so che la mia storia è un po’ “anomala”, perché spesso parliamo di narcisismo in caso di rapporti di coppia. Tuttavia ho trovato moltissimi aspetti di mia suocera: la manipolazione, l’adulazione prima per poi scatenare la cattiveria, l’ossessivo ricorso alla menzogna e il possesso….magalomania e volontà di condizionare gli altri a proprio piacimento. Ho letto molto in questo blog degli effetti devastanti dei genitori narcisisti o simili e devo dire che l’esperienza del mio compagno si inquadra perfettamente. Hp voluto però condividere per una precisa finalità : condividere con tutti voi la grande FATICA ma anche la grande positività del sottrarsi a delle dinamiche malate. Per me è stato cruciale il “ruolo” di mio figlio, perché la responsabilita’ di un’altra persona, una creatura innnocente, mi ha aiutato molto a fare chiarezza nel volersi sottrarre. L’ho fatto per me si, ma tanto anche per lui. E sono certa di una cosa: liberarsi dalle persone nocive è sempre un bene. Anche se sono parenti. E nonostante i sensi di colpa e il dolore che ne consegue. La libertà e la fiducia in sé stessi non ha prezzo.

      Piace a 2 people

      1. Grazie Ofelia per il tuo raccontarti.

        E concordo in pieno: liberarsi delle persone nocive è sempre sempre sempre un bene. Anche (a maggior ragione?) se parenti.

        "Mi piace"

  8. Cara Ofelia ti capisco,nemmeno mia suocera era proprio a posto!inutile raccontare episodi , la mia era principalmente maligna ma dedita alla beneficenza – Non ho avuto modo di difendermi come avrei dovuto perché mi sentivo in obbligo di non dover essere motivo di litigio tra madre e figlio ,ho comunque lottato e qualcosa ho ottenuto anche se per il maschio è stata dura e ancora lo è ma qualcosa di me c’è anche in lui (mia sorella dice 50 per 100 minimo!) Il mio PDM ( questo modo di nominarli è perfetto ) all’inizio mi aveva descritto l’atmosfera di casa sua come essere sotto ad una cappa di piombo-parole sue- e naturalmente ho pensato di doverlo proteggere in tutti i modi,anche mia suocera mi parlava male del figlio ma mai chiaramente :tu sapessi cosa ha fatto! tu sapessi cosa mi ha scritto (che nonostante lavorassero nello stesso stabile si scrivevano !!!!! a me sembrava bizzarro ma confronto ad altre cose nulla di grave) Quando abbiamo deciso di vivere assieme siamo andati in un paese a metà strada tra il mio e il suo posto di lavoro ,dopo qualche mese (ero incinta)mi sono piombate in casa suocera e la di lei sorella dicendo che PDM non era abituato a vivere in quel modo, in un modesto appartamento LUI abituato alla servitù! Hanno fatto trasloco mentre io ero ricoverata per partorire anche se a parole avremmo dovuto andare a vivere in mezzo al bosco mi sono ritrovata a vivere in una casa incredibilmente bella con mura medioevali e un fascino che subisco ancora e senza minimamente ragionare ho accettato di avere mia suocera sopra alla testa . Ho capito troppo tardi che il mio PDM mi aveva trascinata nell’appartamento sotto a sua madre per neutralizzarmi (un controllo in più, quando uscivo con i bambini al mio ritorno era là alla finestra che mi guardava dall’alto con una espressione che mi faceva sentire colpevole,a disagio) e comunque dimostrava astio verso sua madre ,veniva a lamentarsi con me della poca considerazione che lei dimostrava nei suoi confronti e giuro che sono andata a parlare con lei cercando di mettere pace tra di loro. PDM in tutto questo usava me e i miei figli per aggredirla fingendo di proteggerci ma stranamente per motivi banali che mi facevano solo alzare le spalle! Ofelia ti sei messa con lui dopo poco averlo conosciuto,non ti ha protetto da una madre dal carattere diffffffficile TI PREGO FAI MOLTA ATTENZIONE

    "Mi piace"

  9. Altra cosa della quale ho dovuto rendermi conto è che nella mente del mio PDM dovevo funzionare come una mina pronta ad ad esplodere contro sua madre e mai più avrebbe immaginato che ,essendo sua madre ,comunque le avrei portato rispetto !

    "Mi piace"

  10. Ofelia sottoscrivo in toto i consigli di Gianni esortandoti alla comprensione verso il tuo compagno, che ha bisogno della tua fermezza per restare lontano dalla tossicità della sua famiglia. Il matrimonio è anche questo: aiutarsi a dare sempre il meglio di se stessi e a stare lontano dal male. Non sottovalutare l’importanza di un’allontanamento anche geografico, sempre che sia possibile, non tanto per te ma per lui. La cosa più positiva è che mi sembra che il tuo compagno non abbia atteggiamenti da pn nei tuoi confronti malgrado l’atmosfera di manipolazione permanente vissuta in casa. L’importante è che lui sia lucido e solidale, cosi che quando il bimbo sarà in età da far domande possiate serenamente spiegargli le vostre posizioni. Un abbraccio.

    "Mi piace"

    1. ciao Linda. sì. Concordo con tutto. Le difficoltà del mio compagno sono molteplici nella relazione, perchè è profondamente segnato dall’abuso narcisitico pepetrato dalla madre (e dagli altri famigliari) negli anni, tuttavia lui NON ha assunto la perversione narcisitica tramite emulazione, cosa che invece ha fatto la sorella. Ti confesso che la relazione col mio compagno, dopo quanto successo (ma anche a priori) non è cosa facile, ma per ora la motivazione e anche l’amore che proviamo reciprocamente, ci ha spinti a tenere duro. Io sono sicura che lui possa davvero “salvarsi” dal destino che, invece, purtroppo, toccherà a sua sorella e al padre: quello di venir distrutti dalla madre.

      Piace a 1 persona

  11. Ciao Ofelia quando ho letto la tua storia ho ritrovato dinamiche malate a me molto famigliari. Io ho avuto una relazione di 4 anni con una persona altamente disturbata di cui normalmente parlo nei miei interventi qui sul blog. Questo uomo ha una madre che è la fotocopia di tua suocera. Una donna malvagia, manipolatrice, controllante e invadente, per me insopportabile. Ora dirò una cosa forte ma che purtroppo penso realmente: queste sono donne che non avrebbero mai dovuto mettere al mondo dei figli perché sono una rovina. Ti faccio solo alcuni esempi nei quali potrai riconoscere i comportamenti malati.
    La persona che ho frequentato fin da piccolo è stato “obbligato” ad assecondare i suoi desideri e a realizzare le sue aspettative. Voleva suonare la batteria ma lei ha deciso pianoforte e lui ha fatto 9 anni di conservatorio. Lui voleva giocare a calcio ma lei riteneva che fosse più adatto il fratello e così non ha giocato a calcio. Lei aveva grandi aspettative scolastiche così ha fatto il liceo classico benché a lui non importasse granché. Lei vive in Calabria e lui a Milano ma lei gestiva (alla soglia dei 40 anni) la salute del figlio del quale doveva sapere tutto. Se lui faceva un esame dovev inviarle l’esito scansionato affinché lei lo vedesse enlo facesse vedere ai medici di sua fiducia. Ti confesso che ho cercato di interrompere questa pessima (a mio modo di vedere) abitudine e quando ha avuto un problema a un testicolo l’ho convinto a farsi seguire da un medico qui. Ne abbiamo cercato uno con cui si trovava bene, ha fatto una serie di esami anche poco simpatici ti dirò e alla fine ha comunicato per sommi capi alla madre il tutto. Lei cosa ha fatto? Due mesi dopo quando per Pasqua lui è sceso in Calabria lei ha riprenotato TUTTI gli esami affinché lì rifacesse dove voleva lei! E lui li fece.
    Noi non vivevamo insieme, lui ha ristrutturato casa e lei ha deciso che pavimenti mettere. Perfino le plafoniere. Insieme avevamo scelto una camera ma lei ne ha preferito un’altra. Potrei continuare all’infinito. Però Ofelia come vedi queste due donne terribili hanno molto in comune ma tu, a differenza mia, hai accanto una persona che riconosce e accetta che questi comportamenti siano abusanti e controllanti e ne prende le distanze. Ofelia non è cosa da poco. Io ti capisco e hai ragione quando senti che la tua fiducia in lui è stata minata e che ti aspettavi un atteggiamento diverso ma non sottovalutare la presa di posizione netta che il tuo compagno ha fatto. Il mio ex nonostante vedesse ha sempre solo assecondato e guai a criticare la madre! Potendo le avrebbe fatto un monumento! Non è per tutti ammettere che la propria madre è tra le cause dei propri malesseri più profondi. Ammettere che è una donna deleteria e tossica. Ci vuole un coraggio e una consapevolezza che non tutti hanno. Anche perché, nel mio caso, lei è molto subdola quindi capisci la manipolazione molto dopo quando ha già fatto enormi danni e comunque è sempre mascherata da perbenismo.
    Hai tutte le ragioni del mondo ma sei fortunata Ofelia perché avresti potuto avere accanto la versione maschile di quella donna come è successo a me e ti saresti trovata a gestire un figlio con un padre e una nonna da cui scappare e tu saresti finita al manicomio.
    Mi sono permessa di dirti queste cose perché sento che sei una donna lucida e consapevole, non farti caricare troppo dalla rabbia che questa donna ti crea perché rischi di andare fuori strada e perdere cose importanti.
    Limita il più possibile i contatti e non curarti di quella corte di gente che hanno intorno e che loro vogliono come umili servitori. Non c’è altro motivo.
    Vai avanti a testa alta e tieni la tua linea, questa è gente che dovrebbe vivere lontano dalla civiltà perché non conoscono le regole del comune senso civico e non hanno idea dei danni che procurano.
    Non troverai mai comprensione da parte loro o della loro schiera di adepti ma tu sei quella giusta e questa è l’unica cosa che conta.
    Un abbraccio, buonanotte

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...