La testimonianza di Karina: “Mi diceva: ‘Se hai dei problemi, vai dallo psicologo’…”

Ho regalato 8 anni della mia vita a lui, ai suoi ritorni infiniti e altrettante fughe.

I campanelli d’allarme suonavano ma io, nonostante tutto, ho cercato di prendermi cura di lui.

I giorni felici accanto a lui sono stati pochi: ho perso amicizie, accantonato i miei impegni, i miei sogni…

Quando è andato via senza dirmi nulla ho capito che finalmente aveva trovato una nuova vittima.

Infatti, dopo neanche due settimane della sua uscita dalla mia vita si è fidanzato ufficialmente su Facebook con lei, 26 anni più giovane di lui.

Quello che non era riuscito a fare con me: convincermi a licenziarmi per badare a mia figlia e restare a casa a sua disposizione è riuscito a fare con lei.

Dico solo che si trattava di un carabiniere spietato che aveva le spalle coperte anche per quanto riguarda le vendette di ogni tipo perpetrate nei miei confronti.

Minacciava di rinchiudermi in psichiatria, mi spintonava, mi umiliava, mi offendeva, arrivò a bucare le mie gomme…

Un’estate ha proposto un gita fuori porta con degli amici. Il posto era alquanto insolito per una gita e pure gli amici che mi aveva presentato erano fuori dal comune. Bene, siamo finiti per fare una passeggiata nel centro del Paese dove lavorava la sua nuova donna. Ho scoperto pure che era amica di “amici nostri”, che aveva due figli in età scolastica (8-9 anni), che era straniera come me e che lui aveva promesso di aiutarla a mantenere la famiglia nel suo Paese di origine, giacché la ragazza aveva due figli rimasti con i nonni.

Prima di incontrarlo avevo una vita sociale intensa, fatta di persone vere. Ho un’unica figlia con un ex marito lasciato per lui e grazie alle sue insistenze.

Lui prometteva di darmi un futuro migliore, diceva che non avrei dovuto lavorare in 4 posti contemporaneamente per arrivare a fine mese. Mia figlia che era inizialmente “nostra”, in fase di svalutazione alla fine diventò soltanto mia.

È stata lei la mia fortuna e anche il fatto di avere la mia casa e il mio lavoro, il che mi permetteva una certa indipendenza economica. Sin dall’inizio avevo capito che gli facevo comodo perché stando con me non doveva pagare l’affitto. Dopotutto lo lasciavo gestire i suoi soldi come voleva. Quando non accettavo le sue regole temporeggiava per una settimana, poi prendeva le sue cose e andava via, lasciandoci praticamente a terra con il mutuo da pagare, le bollette ed altro. Dopo circa 3 mesi chiedeva di ritornare e per un breve tempo tutto andava bene. A quel punto ricominciava da capo il suo solito giro di accuse, umiliazioni e offese. I suoi soldi erano unicamente suoi e quindi, quando dovevo chiedergli perché ne avevo bisogno, godeva nel sentirmi pregare. Per mesi ho dovuto tirare avanti con poca roba, perché i soldi dell’assegno di mia figlia venivano usati per la spesa che lui puntualmente si “dimenticava” di fare. Avevo capito comunque che in questa maniera lui non mi dava la possibilità di essere libera di gestire meglio le mie finanze.

Si è separato dalla moglie dopo ben 25 anni di matrimonio (di sicuro l’ex moglie ne ha passate tante pure lei, visto che lui aveva amanti dappertutto, persino la sua cognata). Lei lo cacciò di casa perché stanca di dover sopportare i vari incontri tra lui e la sua migliore amica (nonché amante da ben oltre 20 anni) a casa sua. Si stancò, anche perché lui non si perse d’animo: prese in affitto un appartamento per continuare a vedere l’amante indisturbato (avevano entrambi le chiavi), così come le altre amanti di turno. L’amica che ci ha presentato faceva parte del suo giro, eppure me lo presentò come una brava persona che aveva a cuore i problemi degli altri, di modo che mi sono trovata a dover chiedere consigli proprio a lui. Ecco perché ho gioito per aver “vinto il pacco”, per averlo strappato alla sua amante storica e anche all’amica che ci aveva presentati. Non pensavo di avere a che fare con un orco sotto mentite spoglie e tante volte mi sono domandata se anch’io non fossi una narcisista. Tuttavia, come hai detto pure tu: in ognuno di noi esiste un buon narcisismo che fa parte del nostro modo di essere.

Ecco cosa mi raccontò al momento in cui ho scoperto la verità su tutte queste donne presenti nella sua vita:

  1. che non poteva abbandonare la sua storica amante perché nel passato aveva avuto un crollo psicologico e che lui era stato l’unico ad aiutarla;
  2. che se decideva di troncare l’amicizia con lei “quella è capace di farsi del male sul serio”.
  3. anche l’amica che ci aveva presentato, secondo i suoi racconti, aveva avuto una forte depressione ed era “pericolosa” perché lui si era rifiutato di stare assieme a lei;
  4. l’ex moglie, ecco, anche lei era in cura da uno psicologo.

Morale: era arrivato il suo momento di dire in giro che ero “pazza”.

Mi raccontava – con tanto di particolari – i suoi incontri sessuali, ma dopo rinnegava tutto. Mi accusava di mettergli addosso storie fittizie, quando alla fine era lui che cambiava versione oppure “non si ricordava più niente” di quello che aveva confessato prima. Mi diceva “ti ricordi che siamo stati in quel posto bellissimo” ed io “guarda, che non sei stato lì con me”, e lui “certo che siamo stati, sei tu che non vuoi ricordarti”. E così ogni giorno una sofferenza dietro l’altra.

Avevo intuito perché sceglieva solo donne straniere con dei figli, ma mi rifiutavo di accettare la verità. Secondo me non potevo accettare che esistessero persone così “cattive”.

L’ho conosciuto proprio nel momento in cui il mio matrimonio era agli sgoccioli e lui appariva conteso tra due donne (la storica amante e la sua cognata). Il punto è che mi aveva fatto sentire speciale e unica, visto che tra loro due aveva scelto me.

Qualcosa mi stonava in lui, ma ormai ero innamorata persa. Forse pensavo che con lui avrei avuto finalmente il mio riscatto sociale. Avendo fatto facoltà di psicologia e avendo avuto un padre padrone narcisista come lui, dopotutto avevo capito che stavo cercando di curarlo per farlo diventare migliore. Niente di più sbagliato: mi sono ritrovata a dover chiedere scusa per nulla, solo perché lui provava piacere nel sentirmi dire “scusami amore”. Era così che si sentiva il Re indiscusso.

Ho provato a scappare subito, ma lui mi ricattava in tutti i modi. Pensavo che mi amasse e mi illudevo ogni volta. Si vantava con i suoi amici e colleghi di avere tra le mani una donna più giovane e certe volte mi sentivo in imbarazzo davanti a loro quando si vantava delle sue performance sessuali.

Ecco, per quanto riguarda il sesso, quello che all’inizio faceva passare per una tumultuosa passione, col tempo avevo capito che era solo possesso. Dovevo essere disponibile a qualsiasi momento: la mattina alle 5, a prescindere se ero assonnata, durante il giorno, la sera prima di addormentarmi e così via. Ero arrivata a stare lontana da lui e di evitare di toccarlo perché quando gli passavo accanto arrivava subito la richiesta di una “sveltina”. Quando era interessato ad un’altra a letto collaborava poco, o meglio, NIENTE. Se facevo notare la sua mancanza di affettività si arrabbiava. Era diventata una cosa meccanica: mi dai piacere – ti do piacere – fine.

Controllava tutto quello che era mio: cellulare, mail, portafoglio. Stanca e stufa di tutte queste rinunce in tutti questi anni ho deciso di mettermi in contatto tramite la mia pagina Facebook con i miei ex amici e conoscenti: mi ha accusato di avere amanti con cui i quali scambiavo messaggi giorno e notte. Si è fatto fare la traduzione di tutti i miei messaggi, anche quelli con la mia amica di cuore, perché voleva sapere tutto. Mi denigrava ogni volta che se ne andava. I suoi ex colleghi non mi guardavano neanche più in faccia, mentre prima erano sempre a casa mia per un caffè e una fetta di torta. Mi diceva sempre che tutti quanti pensavano male di me, visto che tutte le volte ero io a sbatterlo fuori di casa (ma tutte le volte la decisione di andarsene era sua). Le tre fasi del rapporto con narcisista io le ho sentite e capite ancor prima di fare la mia ricerca su internet, perché mi ero resa conto di aver sviluppato una dipendenza affettiva nei suoi confronti.

8 anni sono tanti… e oggi mia figlia racconta tante cose successe tra lei e lui mentre lavoravo.

Lui cercava di impedire la nostra vicinanza perché era geloso del nostro rapporto madre-figlia. Mi umiliava dicendomi che dovevo permetterle di crescere. A lei, in privato, consigliava di andarsene da casa subito dopo il suo 18esimo compleanno, perché non doveva pretendere di vivere con noi all’infinito. Un alleato di fiducia è sempre stato in tutto questo tempo il mio ex marito, perché ha sempre offerto il suo aiuto nei momenti di difficoltà (lui sperava che tornassimo assieme) ed è sempre rimasto vicino alla figlia. Ovviamente questa vicinanza tra mia figlia e il suo padre biologico non andava bene per lui, che mi accusava di continuare ad aver rapporti con il mio ex marito. Più provavo a farlo ragionare, più diventava cattivo. A lavoro pretendeva di accompagnarmi e di venire a prendermi. Aveva paura che i miei colleghi nutrissero altri pensieri su di me. Si è permesso di telefonare ad un mio collega e di minacciarlo perché, secondo lui, aveva visto un certo “interessamento” per me. Ho rinunciato alle mie amiche, quelle che non si sono fatte fregare dal suo modo di essere e non hanno gradito la sua confidenza. Secondo lui erano tutte puttane. Avevo rinunciato anche alla mie corse giornaliere, perché mi trovava vari impegni da sbrigare (una camicia da stirare, ecc.). Mi accompagnava lui in bicicletta pur di stare con me 24 su 24 ore ed io, essendo diventata una solitaria, non riuscivo più a gradire nemmeno la sua presenza. Da una taglia 44 e km macinati ogni giorno ero arrivata a portare una 54 di taglia e a dormire tutto tempo: era la depressione in atto.

Ci si metteva a dieta assieme e ogni giorno voleva che ci pesassimo assieme: a lui la bilancia segnalava sempre qualche kg in meno, mentre a me neanche un etto, nonostante tutti gli sforzi. A quel punto mi rideva in faccia, mi umiliava con le sue battute sul mio peso. Dopo una serie infinita di umiliazioni buttai giù dal balcone la bilancia e gli vietai di comprare un’altra. Ero una persona calma e ragionevole, ma con lui sono diventata isterica, piena di rabbia e permalosa.

Notavo questi cambiamenti, ma quando gli chiedevo di aiutarmi, perché stavo sprofondando troppo mi rideva in faccia: “Se hai dei problemi vai dallo psicologo”. Mai sentito un semplice “amore, ti sono vicino, non ti preoccupare”, ma una freddezza inaudita. Il mio dolore era solo mio, lui se ne stava calmo e tranquillo. Tantissime volte mi ha fatto capire che se un giorno mi capitasse di stare davvero male, lui non mi starebbe vicino. Bastava, però, che qualcuno avesse bisogno di lui per saltare giù dal letto anche alle 3 di notte per portarlo in ospedale. Tutti pensavano il quanto fosse bravo ad aiutare tutti, senza badare al fatto che aiutava soltanto le mogli dei suoi amici. Per non destare sospetti in ospedale le presentava come “cognata, da parte della mia compagna”, perciò io ho una miriadi di sorelle di diverse nazionalità: serbe, rumene, moldave. Quando ho fatto notare questo fatto lui ha cominciato ad accusarmi di “limitarlo” nella sua libertà e che non riusciva più ad essere “se stesso” con me. Mi disse “Io sono fatto così: prendere o lasciare”.

Mentiva spudoratamente: “Io non ho mai avuto altre donne da quando sto con te”, ma le malattie veneree che mi sono venute non me le sono mica prese a lavoro. Anni di cure mi hanno indebolita, ma lui giurava che non era colpa sua. Trovavo bigliettini nelle tasche della divisa e un giorno notai che sul suo cellulare c’erano innumerevoli numeri di telefono di donne, pochi uomini al di fuori dei sui colleghi.

Da una donna forte e in salute sono finita con la schiena bloccata a letto per due settimane mentre lui era in giro per i fatti suoi.

Ho cominciato ad avere fortissimi mal di testa, soprattutto quando sapevo che dovevo stare con lui a casa nel giorno di riposo. Certe volte mi arrivavano appena varcavo la soglia di casa, di ritorno dal lavoro. Il mio malessere generale è durato finché non me ne sono liberata per l’ennesima volta di lui.

I ricatti economici erano all’ordine del giorno. Io, pagando integralmente il mutuo, non avevo la possibilità di acquistare altro. Lui, però, ogni volta che tornava a casa faceva qualche cambiamento: comprava mobili, tende esterne. Doveva far sparire ogni traccia dal mio precedente matrimonio, ma alla resa dei conti mi accusava di aver utilizzato i suoi soldi. Diceva di aver fatto delle “rinunce” per farmi felice e che io lo ripagavo in questo o quel modo. Ha provato in tutti i modi a tenermi legata a lui perfino con la richiesta di avere un figlio. Io, per natura, ho un carattere forte e non mi sono piegata alla sua richiesta.

Per lui ero una sfida, perché voleva vedermi a terra. Ecco perché tornava sempre: non aveva finito la sua opera.

Gli ho dato una mano io per farla finita con il suo gioco. Ricominciai ad andare a correre la mattina alle 6 e a sentirmi al telefono con il mio primo fidanzato dai tempi del liceo. Niente di particolare. Ricordavamo i bei tempi e ci si faceva compagnia per un po’: io correvo e lui finiva il turno notturno. Esasperato, perché non accettavo più la sua compagnia in bicicletta, si mise a spiarmi. Un giorno mi ha atteso sul terrazzo mentre tornavo dalla corsa e ha sentito che parlavo al telefono. Era da un po’ di tempo che monitorata i miei spostamenti, soprattutto dopo, quando andò in pensione. Non avendo altro da fare, mi controllava ancor di più. Ha fatto fare accertamenti non ufficiali sul mio ex fidanzatino e su una mia amica per essere certo che raccontavo la verità, e mentre io ero a letto bloccata con la schiena, mi ha accusata di avere amanti e di aver letto le mie mail. A quel punto ero furibonda e nel tentativo di prendere il computer per inserire le password (non ho mai nascosto nulla da lui, era tutto salvato sul computer!) ho ricevuto una forte spinta e ho reagito alla violenza, urlando.

Ero arrivata al punto di voler morire.

Lui mi invitava a colpirlo per andare a farsi visitare in un ospedale dove c’erano tutti i suoi amici infermieri e medici. Diceva che mi avrebbe denunciato dopo solo 4 mesi del suo ritorno con me.

A quel punto ho preso la decisione di mettere fine a quell’incubo. Era troppo.

È rimasto a casa mia per ben 2 mesi senza spendere un centesimo e si è portato via gli ultimi mobili che aveva comprato lui. L’ennesima umiliazione: lasciarmi un’altra volta, stavolta in una casa completamente vuota.

Secondo lui è uscito “a testa alta”, perché la gente pensa di me solo cose cattive.

Mi ha messo contro l’intero vicinato, meglio dire le vicine single o separate, diventate sue confidenti. Ha raccontato a tutti quanti, amici e conoscenti, di essere stufo degli amanti con i quali mi corrispondevo, che ero una pazza, che aveva dovuto subire la mia violenza fisica e che lui da “bravo uomo” che era, aveva deciso di restare con me perché non voleva abbandonare mia figlia in balia di una mamma pazza.

Bene, lui continua a giocare lo stesso gioco che ormai ripete da anni con tutte le new entry: propone subito casa assieme e convivenza.

Aggiungo che prima del grande passo si è fatto vedere da tutti “distrutto e deluso del mio comportamento”, del mio tradimento… Neanche due settimane dopo, però, si è ripresentato con la ragazza che viveva già da lui, tutto felice della nuova vita che stava conducendo dopo aver trovato “la ragazza giusta”. A me ha regalato lo shock iniziale di trovarmeli in giro “innamorati e felici”.

Lui ha cambiato zona, rinnovato le amicizie: anzi, passò a prediligere la compagnia delle sue nuove amicizie, cioè, solo moldavi. La gente mi fermava per strada per domandarmi cos’era successo a lui, perché non lo riconoscevano più. Di amici italiani ne erano rimasti pochi, forse col tempo la gente si era stancata delle sue manie di grandezza e lo aveva lasciato stare. Oramai non otteneva più lo stesso riscontro con tutti. Era evidente che gli unici che si facevano impressionare da lui era loro, i nuovi amici di turno.

Ho perso 10 kg. Ho ripreso le mie corse. Leggo moltissimo e spero di venirne fuori da questo incubo. Ho cambiato completamente le mie abitudini: vado a fare spesa da un’altra parte, anche perché se prima i direttori dei vari supermercati mi conoscevano come “la compagna del tizio”, ora non mi va di sentirmi dire che sono “l’ex del tizio”.

Pensava di fare terra bruciata attorno a me, invece ho colto la palla al balzo e ho eliminato le persone che non ne valevano la pena.

PS: carissima Claudileia. Eccomi qui di nuovo. Il 6 di novembre io e mia figlia abbiamo festeggiato “la liberazione”. È passato un anno da quando abbiamo riconquistato la nostra libertà!!!!!!!
Cosa posso dire ora di nuovo sul narcisista perverso manipolatore e psicopatico che ci ha tenuto segregate nella sua gabbia dorata in apparenza? Io ho scelto il NO CONTACT in tutti i sensi e sto benissimo. Lui continua a seguire il suo solito schema, cioè, inseguimenti. Una volta al mese me lo trovo in giro per le strade. Cerca in tutti i modi lo scontro, mi taglia la strada, rallenta all’improvviso, e mentre lo fa mi guarda! Io, quello sguardo ho imparato a non temerlo più. Mantengo sempre la calma, cerco di non stare al suo gioco. Stavo pensando di filmare pure le sue manovre, ma che senso avrebbe?
Oramai ho scoperto la verità su di lui, sul mio problema.
Mi sono affidata alle cure di un buon psicoterapeuta e ho scelto un mental coach come guida verso la verità.
Non è stato facile, e di certo non è ancora finito tutto.
Lui è tornato a frequentare la mia città con la sua nuova ragazza con la scusa di aver riallacciato i rapporti con degli amici che avevamo in comune!
Cos’ho fatto in cambio?
Senza mezzi termini ho chiuso qualsiasi tipo di rapporto al di fuori di un semplice CIAO a tutti quelli che mantenevano questo legame tra quello che è stato e quello che è: mi sono allontanata da tutti quelli che sono rimasti in contatto con lui e sto BENISSIMO.
Non ho pianto per la loro perdita, tra cui anche la famiglia del mio amato fratello che, nonostante tutto, ha preferito dare della pazza a me e accogliere in casa lui.
Non temo più il giudizio di nessuno. Non m’interessano più i vari discorsi sul mio conto.
La verità la conosciamo mia figlia ed io. Chi ci giudica o ci critica non stiamo neanche a sentire.

Noi continuiamo il nostro percorso.
Mia figlia non ha voluto seguire un percorso con uno specialista, anche se ha avuto l’occasione di passare una settimana assieme a dei mental coach. Siamo riuscite a parlare di tutto quello che è successo a tutte e due in tutti quelli anni. Ho scoperto che mentre ero al lavoro lui si divertiva a picchiare e offendere lei, minacciandola di farci del male nel caso in cui decidesse di raccontarmi tutto quando tornavo dal lavoro.
Mi sono sentita male, anzi, malissimo quando ho appreso tutto questo. Pensavo che avesse risparmiato lei, invece il suo scopo era di distruggere tutte e due.
Ora ci siamo riprese. Mia figlia ha fatto un cambiamento notevole. A scuola ottiene dei voti molto buoni ed è la prima della sua classe; i suoi professori sono entusiasti della sua energia.
Mi sono ricordata in questi giorni che nei miei commenti precedenti mi consigliavi di lasciar perdere il fatto di provare a capire perché il mio narcisista aveva scelto la nuova fidanzata. Mi dicevi che un giorno avrei  ringraziato il cielo, perché questa ragazza era arrivata nella mia vita per salvarmi.
Quel giorno è arrivato, e nelle mie preghiere ringrazio questa povera vittima per il suo arrivo e prego per lei visto che a casa sua, nel suo Paese, la stanno aspettando due bambini che hanno bisogno del suo amore. Ecco, prego perché riesca a salvarsi per loro.
Dal momento in cui ho preso conoscenza di quello che ho vissuto, sono tornata a scrivere. Ho aperto un blog dove metto i miei pensieri http://www.ursula191.wordpress.com.
La mia cura dal passaggio del narcisista prevedeva anche una attenta e dettagliata analisi della mia infanzia.
Sai cos’è stato duro da accettare in fondo? Il fatto che io fin da piccola ero una dipendente affettiva e che il mio padre era uguale a lui: ho vissuto per una vita intera con la stessa tipologia di uomo, e ho scoperchiato il vaso di Pandora.
Il mio ex narcisista era tale e quale mio padre, perfino fisicamente. Sembravano due gocce d’acqua. Pazzesco!
Ho subìto le stesse umiliazioni inflitte alla mia mamma, le stesse accuse, le stesse situazioni. Ho ricreato la mia famiglia di origine con lui.
Non ho mai scelto in vita mia qualcuno di diverso da mio padre: chi era diverso veniva scartato. Perché? Perché cercavo di recuperare il rapporto che non avevo mai avuto con mio padre. Ecco perché ogni narcisista nuovo mi sembrava “quello giusto”.
Ho imparato a volermi bene, ad amarmi per quella che sono, e ho imparato a perdonarmi soprattutto per tutto quello che ho sbagliato fino adesso.
I sensi di colpa non abitano più qui e io ogni sera vado a letto ringraziando per tutte le belle persone che ho accanto, per mia figlia, per l’opportunità di tornare a vivere e respirare l’aria fuori da ogni tipo di prigione.
Infinite grazie anche a te e al tuo blog. Per me è stato il faro che mi ha guidato nella tempesta.

Un abbraccio, dalla nuova ME

38 pensieri su “La testimonianza di Karina: “Mi diceva: ‘Se hai dei problemi, vai dallo psicologo’…”

  1. oddio che testimonianza toccante e meravigliosa. benvenuta fra di noi tesoro, anchio sono nuova del blog e non vedo l ora di leggere il prezioso commento di claudileia. sei una donna coraggio e sei fortunatissima ad avere un angelo come tua figlia che ti guida. tienitela stretta. io con il mio ex np mostro sognavo una famiglia e dei bambini, ad oggi ringrazio cristo ed accendo ceri perchè cio non è avvenuto. non oso pensare a quelle povere croci che avrei messo al mondo. sarei tornata all ovile dai miei a farmeli crescere. anche lui con me non voleva usare precauzioni e era meccanico. benedizioni per noi carissima caudileia che ne siamo uscite, acciaccate ma con il dono piu prezioso in mano che potessimo avere LA NOSTRA VITA

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  2. volevo inoltre portare alla vostra cortese e garbata attenzione, nonchè di claudileia, che per me è un mito, è fondamentale, alcuni frammenti di conversazioni perpetratemi dal mio ex n.p. patologico perverso maligno e traditore seriale, e un prontuario frasario, dove aborrisco, al solo pensiero di come rietravo, in quelle dinamiche malate agganciata come una piovra:
    ecco alcune frasi dottore che mi ripeteva nelle conversazioni il mio psicopata:
    – morirai di quante te ne mandano tutte quelle che mi vengono dietro vedrai ti pentirai ( 12 anni )
    – ogni tanto devo cambiare donna se no mi annoio ( 20 anni )
    – ti ho tradito e non me ne frega niente lo rifarei adesso ( 16 ANNI)
    – la mia ex era una poveretta che hanno trovato in lacrime che si disperava per noi due quando ha saputo di te ( 12 ANNI)
    – la mia ex mi faceva le poste sotto casa poveretta non si rassegnava ( 12 anni)
    – per me ci possiamo vedere tanto la mia ragazza secondo me fa lo stesso con altri quindi ( 22 anni)
    – tu sei donna, le donne…( 13 ANNI)
    – io ne ho avute tante ( 26 ANNI)
    – io ne ho tante (18 ANNI)
    – ti aumentano la mortalità quelle che mi corrono dietro ( 13 ANNI)
    – io anche se ho 13 anni andavo con una di 18 tempo fa ed era meglio di te ( 13 anni)
    – non ci crede nessuno che hai accettato di stare con uno come me, mi dicono come fai, si chiedono tutti ( 12 ANNI)
    – bada bene io ti ho tradito, ma se ci provi tu non ti perdonerei mai hai capito bene ( 16 anni)
    – io anche se ho 13 anni, al mare andavo con una, dopo 2 ore lo lasciata che non mi fregava piu niente che ti credi ( 13 ANNI)
    – non so come fai a piangere sempre,io non provo niente non ci riesco ( 17 ANNI)
    – io mi annoio, devo sempre trovarmi da fare, non mi fare annoiare bada bene ( 17 ANNI)
    ecco a voi vi lascio commentare giusto per farci 2 risate assieme, vi ho messo l età

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  3. Dopo gli ultimi avvenimenti che avevo raccontato qui su questo blog, qualche giorno fa ero a casa a letto con mal di gola. Avevo preso un giorno di ferie, mi arriva un messaggio alle 9.30 di lui: beh?! Queste ferie fuori stagione?!? (Maledetti punti interrogativi ed esclamativi che usa spesso). Per un attimo sono rimasta senza parole, come aveva fatto a capire che fossi in ferie. Poi facendo controlli a destra e a manca ho capito che dal solo accesso whatsapp era arrivato alla verità cioè io quando vado al lavoro mi collego di mattina presto quel giorno non lo avevo fatto: quindi per lui ero in ferie ed è così è stato. Riordino le idee gli rispondo un po’ fredda quasi infastidita dicendogli che non stavo bene. Mi augura di riprendermi presto. Qualche giorno dopo ricevo una sua telefonata durata 1 minuto di orologio. Mi chiede come sto, io contenta di questo interessamento gli rispondo in maniera carina e gentile. Gli chiedo a mia volta come sta e se fosse al lavoro (l’orario era compatibile ma sentivo rumori di auto
    In sottofondo). Mi risponde di no che è in ferie e sta a M. (Città dove vive e lavora la sua forse attuale fidanzata). Ho chiuso la telefonata ringraziandolo ma ho pensato che l’avermi chiesto come stessi era solo una scusa per farmi sapere che stava da lei. Da me invece qualcuna si ricorderà è venuto poco e niente. 😓
    Leggo la tua testimonianza Karina, così come tutte le altre che si sono succedute in questo blog e mi rendi conto che abbiamo tutte una cosa in comune: l’essere sempre in un certo senso state disarmate (anche se a volte per un breve periodo a volte di più) di fronte a queste piccole (nel mio caso) truffe. Si sono truffe e ti senti come quando stai in metro e ti rubano il portafogli. A volte hai pochi spicciola altre volte grosse banconote ma la truffe subita ti segna. Scusate per l’intrusione. Un abbraccio

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    1. Cara Aria, ricordati che il tipo di legame che creano con le donne è del tipo traumatico. Finché non sceglierai il contatto zero ti sottoporrai ai suoi controlli periodici al solo fine di sentirti ancora una volta ferita. Attenzione perché potrebbe bloccarti per anni e anni in questa modalità di dipendenza virtuale da lui e del dolore che ti reca.

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      1. Non sono mai riuscita a capire come mai siano maniaci del controllo? Ora su di me può attuare solo il controllo via whatsapp ma sembra che di la’ conosca tutta la mia vita

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  4. aggiungo anche un ultima frase giusto per :
    BADA BENE A NON MACCHIARMI LA MAGLIETTA CON IL TUO SANGUE CHE POI MI SCOCCIA DI LAVARLA, HAI CAPITO BENE?
    questa frase fu pronunciata a soli 16 anni

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    1. Cara Ale, hai lavorato in terapia su queste frasi e sull’impatto che hanno avuto su di te? Mi sembri ancora troppo dentro dai commenti che fai, come bloccata in una modalità immediatamente post abbandono narcisistico in cui hai bisogno di tante conferme sul trauma che hai subito. Se sono passati anni di contatto zero assoluto, direi che sarebbe il caso di riflettere su cosa è andato storto nel tuo recupero dagli abusi subiti. Cosa ti ha scritto Marietan riguardo alla gestione della rabbia? E in terapia come andavano le sedute?

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  5. no con il DR Marietan ho solo avuto un intenso scambio di mail con il traduttore di google, ed è stato molto disponibile. io ho 32 anni e sono in NO CONTACT da quando ne avevo 29. non faccio sedute di terapia. non rivoglio l N. P. all interno della mia vita, non avrebbe senso volere un soggetto affetto da una malattia mentale conclamata, e per di piu inguaribile da questo punto di vista. io proseguo con la mia vita alla grande, godendomi tutti i buoni frutti che questa terra ci offre e mi prendo ogni giorno sempre piu cura di me stessa a modo mio è ovvio. cerco di coccolarmi e di viziarmi a piu non posso. non è piu affar mio nè la sua vita nè quella altrui di chi lo circonda, io sono lontana e felice da lui e soprattutto piu sicura di me. sto curando la mia autostima che aveva disintegrato. diciamo che sto rimettendo i pezzi di me stessa insieme. è stato come passare in un tritacarne. ci vorrà tempo ma sono fiduciosa il recupero è lungo, nel frattempo NO CONTACT assoluto, me lo ha raccomandato il Dr Marietan. adesso ho la consapevolezza di cosa mi è accaduto da ragazzina e di come mai ero agganciata a codesto soggetto permettendogli di rendermi complementaria. volevo solo condividere la mia esperienza con tutti voi, tutto qui.

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  6. Ho letto Ale ,ho letto dai tuoi commenti,io e qualche settimana che non scrivo ma vi leggo, ormai da quasi un anno su questo bellissimo blog. Quello che ha scritto Claudeleia l ho trovato giusto ,adesso leggo la tua risposta eh sì. Capisco che vuoi nel racconto rendere vivo ciò di terribile che hai vissuto come tutti noi…sono contenta invece che non sei così coinvolta come sembrava dalle emozioni che emergevano dai tuoi post. Bene ..così. un abbraccio

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  7. Karina tutto il racconto che ho letto trova moltissime analogie con n.p.di mia conoscenza. Terribile ..ma è così, molte storie ormai sono identiche nelle dinamiche. A breve racconterò..anche le mie 2 un abbraccio

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  8. grazie Mirna volevo appunto rendervi partecipe della mia testimonianza, io sono giovanissima qui. per farvi capire che la psicopatia non ha età, visto che il mio NP pronunciava queste frasi a circa 13 e 16 anni. cmq, detto questo, fatti coraggio cara e riportaci presto le tue 2 testimonianze, non mancheremo di commentare, abbraccioni a te e a claudileia che non vedo l ora che si pronunci di nuovo, abbracci forti cara

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  9. Confermerò la tua triste banale ma vera enormità ovvero che sì, chi non ha figli dal perverso e pervertito e pervertente, ce la può fare.
    Io oggi ho dato il ben servito a mia figlia.
    Claudelia non ne posso più: non riesco a scindere tra lei con il suo narcisismo pre-adolescenziale (o già patologico?) e quello psicopatico del padre. Ce l’ho messa tutta per salvarla, ma mi sembra di avere sempre a che fare con lui tramite lei. Come un cavallo di troia mandato da lui, lei mi fa star male quanto lui.
    La mia domanda è: per quanto tempo ancora devo avere a che fare con tutto questo mettendo da parte me? E’ mia figlia, ma oggi per la prima volta sento che non posso continuare così.
    E così finisce che ha vinto lui, che riesce nel suo intento distruttivo della mia persona, di sua figlia e del nostro rapporto.
    Mai avrei pensato di arrivare a tanto. Mia figlia. Mi sento come Sibilla Aleramo e tutte quelle madri che dovettero abbandonare il figlio per salvare se stesse, che per me equivale a farla finita.
    O ripartire?
    Con questo immorale fardello abbandonico messo sulle sue spalle. Niente, per qualcuno non si salva nessuno. Va così. Mi arrendo.

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    1. Cara Lucia, non so esattamente cos’è successo. Ce la fai a scrivermi per e-mail? Posso leggerti domani in mattinata. Mi dispiace davvero tanto. Purtroppo quando gli adolescenti capiscono che stiamo paragonando loro al peggio del peggio, tendono a dare ciò che ci aspettiamo da loro. Scrivimi, cara. Ci sono. Abbracci!

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    2. Cara Lucia,
      è una vera sofferenza leggere le tue parole, vorrei saperti aiutare o almeno consolare.
      E’ un dilemma gigantesco, la Mater sempre pronta ad immolarsi per i figli è una tematica tanto cara alla nostra cultura e fammi dire anche indotta intenzionalmente.
      Le madri vere, che lottano ogni singolo giorno, invece possono avere legittimi momenti di sconforto e anche provare sentimenti non proprio edificanti nei confronti dei figli. Nel tuo particolare caso con l’aggravante di ‘leggere’ modalità di relazione tristemente note.
      Non so cosa dire, può essere un momento, cerca di non arrenderti, cerca di mettere un po’ di distanza tra voi evitando strappi definitivi. Concediti un po’ di respiro.
      Per l’età che ha la tua bambina è probabile si tratti di narcisismo preadolescenziale, in fondo per il 50% porta il tuo corredo genetico, possibile che conti zero?
      Non deve essere per forza una condanna a vita, lei ce la può fare a evolvere mitigando certi tratti e anche tu con lei.
      Ti abbraccio forte e scusami se sono stata inopportuna.

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    3. Lucia mia figlia nella fase preadolescenziale era intrattabile. È il momento che ricordo come peggiore in assoluto nel nostro rapporto. Una volta sono anche scoppiata a piangere quand’era in prima o seconda media perché ero esasperata. Avevo timore di vederla tornare a casa.
      Ora ha 18 anni ed è una ragazza attenta, responsabile, che si preoccupa per gli altri e amorevole. Certo, i suoi difetti li ha e un po’ “viziatella” lo è stata, ma di certo non è una narcisista.
      Dai tempo a tua figlia, vedrai che cambierà, sono gli anni peggiori. Stringi i denti.
      Sono sicura che non è una narcisista, il tuo esempio e il tuo modello non sono acqua fresca.

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  10. Cara Lucia, mi dispiace profondamente sentirti così.
    Non so onestamente cosa dire o cosa consigliarti.
    La pazienza e la tolleranza sono grandi doti, ma non possono essere infinite, nemmeno coi figli.
    Farla finita non pensarlo nemmeno, neanche in senso figurato. Ripartire sì, anche se è dura doverlo fare per l’ennesima volta.
    Ma non arrenderti. Indirizza tutte le forze che hai verso te stessa; vedrai che prima o poi anche tua figlia qualcosa capirà.
    Scusa se sembro banale, ma veramente non so cosa dire, se non che sono veramente toccato da questo tuo post e vorrei aiutarti in qualche modo.
    Un abbraccio grande!

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  11. Buongiorno a tutti.
    Scusate se esco un po’ fuori argomento, ma volevo sapere se qualcuno di voi ha letto il libro Questo amore fa male, di Jackson Mackenzie.
    Io lo sto leggendo ora e se non l’avete fatto, vi consiglio vivamente di leggerlo.
    È illuminante.
    Vengono descritte in maniera piuttosto semplice, ma incredibilmente approfondite, le dinamiche di una relazione tossica, in particolare con un soggetto psicopatico.
    È incredibile ritrovarsi così nelle parole di un altro.
    Ancora, il mio cervello fatica a credere che sia possibile, a tratti, che esistano soggetti del genere e soprattutto di averci “interagito” per anni; ma anche questo fa parte del processo.
    Citando: la dissonanza cognitiva ti riduce a brandelli.
    Infatti, proprio così.
    Comunque ve lo consiglio, a me fa davvero bene.
    Buona giornata a tutti!

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  12. Lucia ho avuto lo stesso problema con mio figlio,è stato faticosissimo anche se mia figlia non mi ha mai abbandonata in questa fatica e non mi ha permesso di perdere le speranze ,il terrore che assomigliasse a suo padre mi disperava ,lei diceva fossero imitazioni ,che suo fratello a parte le reazioni rabbiose aveva sentimenti – di me lui non aveva nessun rispetto come non ne aveva suo padre ,arrivava agli insulti ,al ricatto al non volersi chiarire – lo abbiamo costretto a farlo (l’ho rincorso per le scale chiedendo disperatamente il motivo di certi comportamenti -suo padre osservava la scena con un’espressione soddisfatta da gatto mammone) adesso va meglio -non vede più suo padre non si fida più – Abbiamo vinto e tanto merito alla mia speciale figlia che non ha mollato io non ho fatto gran chiacchiere con lui (cominciamo adesso ma a sentir parlare di suo padre diventa nervoso,cambia colore! ) mi sono limitata ad essere accogliente ,a non parlare male di suo padre a offrirgli comprensione ma anche ponendo dei limiti che non ho permesso che oltrepassasse-non è stato facile ma si deve riuscire a farsi rispettare – pretendi rispetto offri amore-ho fatto così

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  13. Lucia Non è stato tutto così lineare come lo racconto,ad un certo punto se n’è andato di casa accusandomi come se fossi suo padre-era troppo grossa ho taciuto ho capito che le mie parole in quel momento per lui erano solo rumori – ho lasciato che sbattesse il naso ,adesso mi sembra più lucido e consapevole di me ,qualche volta mi dispiace (spesso)sono consapevolezze dolorose che non avrei mai voluto per loro.

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    1. Vi ringrazio tutti per le parole di incoraggiamento, per le vostre testimonianze con i figli, per il lumicino di speranza.
      Quanto capisco chi scrive che a volte ha provato paura o sconforto al ritorno a casa di un figlio! Quanto capisco i vostri vissuti che qui mi raccontate. Non so, forse io sono troppo andata per avere ancora un influsso positivo… Le ho urlato che siamo senza speranza, lei e pure io. Non ce la faccio proprio a non sovrapporla al padre, non riesco a non tirarlo in ballo. Sarà che è la terza figlia e per l’adolescenza ci sono già passata due volte ma i momenti davvero critici non sono mai stati così, e così precoci. Ma loro hanno un padre normale. La terza no. E io vado verso i 50 anni, ho più consapevolezza ma anche più disillusioni, cinismo. E sono in cura on & off da quando avevo 16 anni. Ne ho fatta di strada, è vero, ma a cosa serve se sono qui oggi a pensare di abbandonare mia figlia? Una vita al macero.

      Claudelia ti ho scritto.

      Grazie di cuore. Siete gli unici cui possa interloquire. Non ho più la mia amica, morta 4 anni fa oggi. Non ho vita privata, uomini tutti ugualmente mezzi rotti a questa età, o sono io che attraggo sempre o narcisisti o vittime di narcisisti. In mezzo per me non c’è nulla, solo i due estremi.

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      1. Non è vero che non c’è niente.
        Non credere a tutto quello che pensi.
        Me lo ripeto spesso, prova anche tu.
        Non è La Verità un pensiero,ma solo Una Verità e bisogna darle il peso relativo che ha.
        Poi oggi per te dev’essere un giorno particolare, se la tua amica è morta proprio 4 anni fa oggi.
        Devi essere indulgente con te stessa e darti spazio, anche al dolore.
        Secondo me, la primavera tra poco sboccerà anche per te.

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  14. grazie claudileia per tutto il lavoro che quotidianamente svolgi sei molto preziosa cara, un abbraccio forte e ricorda che vi leggo sempre da un anno non mi perdo mai nulla di questo meraviglioso blog di cui devi esserne solo fiera, purtroppo siamo tanti, uomini e donne accomunati tutti da un unico denominatore, il soggetto n. p. patologico perverso. purtroppoquando si è in certe dinamiche è difficile uscirne e chi ci è passato lo sa, spero che anche tu claudileia e tutti mi leggerete e mi risponderete sempre, questo è un rifugio per l anima abbracci circolari e baci bella mia anche per i tuoi splendidi bambini

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  15. Questo narcy è davvero così scopertamente perverso e pervertito che pare difficile credere che esista davvero. Ed è questo che in parte frega noi vittime: non ci capacitiamo realmente, fino a un certo punto. E chi non è vittima, ancora meno: è difficile immaginare esseri simili, è difficile credere ai racconti di chi ci è passato. La ragione non comprende facilmente l’irragionevolezza. Però, quanta bellezza nel post scriptum, quanta speranza!

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  16. Karina,
    credo di aver letto qualcosa della tua storia tra i commenti o sono così simili che sembrano la stessa.
    L’aspetto agghiacciante, particolarmente agghiacciante è che, in questo caso, l’np appartiene alle forze dell’ordine.
    E’ grottesco, davvero, pensare questa gente dovrebbe proteggerci. So bene che tali tipologie di disturbati si mimetizzano facilmente in grandi organizzazioni ma chi è autorizzato a detenere legalmente un’arma non viene (dovrebbe essere) sottoposto a uno screening psicologico serio? La cosa mi pare particolarmente grave.
    Non riesco neppure a immaginare in che stato di schiavitù si possa ridurre una donna straniera, sola, magari con figli e che abbia contro un militare…. e chi mai ti potrebbe aiutare? Ancora una volta si conferma la loro predilezione per le persone deboli, in situazioni delicate e già molto duramente segnate.
    Che mm*rde semmai ci fosse bisogno di un commento.

    Vorrei solo aggiungere una riflessione, è vero che quando arriva la nuova preda è la liberazione ma che pena, che non si possa fare nulla nella fase di love bombing si è capito, ma che si debba rallegrarsi in un certo senso della rovina di un’altra poveraccia non mi piace neppure un po’.

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  17. purtroppo babi gli n.p. si ripetono ciclicamente, quindi prima o poi la nuova vittima farà la stessa identica fine delle precedenti, aggiungo se non peggio. a me personalmente mi ha salvato la vita il fattore età anagrafica, poichè se avete letto la mia testimonianza, avevo solo 13 anni, se no nel periodo del love bombing, mi avrebbe sposata in chiesa dopo un mese. difatti mi fece la proposta di matrimonio dopo circa 4 giorni o 7 non mi ricordo. per mia fortuna avevamo solo 13 anni, in estate ne compivo 14, e quindi non si commise il fatto. ma comunque durante il love bombing che fu un assedio, non un corteggiamento, mi propose scappatelle, e quantaltro. incontri clandestini ecc…diffidate dai falsi d autore e preferite l originale, sono esseri vuoti e fuori da ogni logica. quelle dopo di me non potè sposarsele sempre per età 17, 20,22,ecc.. ma loro avevano sempre meno di 18. la moglie attuale di 18 anni invece, e lui 30, firmò chiesa e civile dopo un mesetto. fai tu

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    1. Ale questo love bombing attuato in questo modo e stato identico al mio. Avrebbe dovuto già mettermi in allarme…tutta questa fretta ,come uno tsunami ,voleva un figlio ,matrimonio ecc ecc nel giro di un mese se non meno….e un grande allarme..si

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      1. Cara Ale e cara Mirna, con me il love bombing è riuscito alla grande. Dopo 3/4 mesi ero a vivere a casa sua programmando il matrimonio che è arrivato dopo pochi mesi. E sì che di segnali ne avevo, primo fra tutti degli attacchi di panico feroci.
        Oggi me la darei a gambe levate; allora ci sono cascato, pensando di aver trovato la felicità (sigh!!!); poi 15 anni di illusione e alla fine il botto!
        E l’assurdo è che adesso, dopo altri 5 anni, lei non vuole mollare e io non riesco materialmente ad andarmene.
        Per cui il consiglio a tutti è che se qualcosa non vi convince nel dubbio scappate, o perlomeno fermatevi e prendetevi il tempo che serve per vedere chi avete di fronte.
        Un abbraccio!

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  18. Claudileia e questo Blog mi hanno aiutata tantissimo con i miei genitori ( entrambi narcisisti ) . Leggendo la testimonianza pensavo al mio ex marito (Il matrimonio con cui sto cercando di elaborare) che non perdeva l’occasione di umiliarmi paragonandomi alle attrici porno molto ma molto più brave di me a letto . Quando ho scoperto che mi tradiva con delle prostitute mi ha risposto che anche io se volevo potevo tradire lui, quindi non capiva dov’era il problema ; l’importante era che non lo sapessero i vicini di casa, ci teneva alla sua immagine di uomo virile . Se mi arrabbiavo e ostinavo a non fare cadere il discorso tradimento mi dava delle piccole sberle sulla bocca : ” Ti prendo a schiaffi ” diceva mentre lo faceva , e rideva . L’umiliazione era enorme . Per i vicini di casa lui era solo un santo che stava amorevolmente accanto alla moglie depressa .

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    1. È così, cara Aroundest. Il sorriso di soddisfazione quando ti vedono a terra dovrebbe essere brevettato da loro. La triangolazione anche con soggetti che appartengono al loro immaginario sessuale prova ferite indicibili nelle persone che la subiscono, eppure sembra il loro gioco preferito. È come se dicessero alla vittima: “Sto con te perché non ho di meglio, altrimenti… Quelle sì che ci sanno fare, tu invece…”. La vittima passa per stupida, gelosa, possessiva, ecc. Ti abbraccio forte, cara. Grazie dell’affetto.

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      1. Proprio così Claudileia. Dal basso della mia autostima mi ritenevo fortunata per il fatto che tra tante avesse scelto me , tanto da perdonargli i tradimenti e le umiliazioni ( che credevo di meritare ) . Un abbraccio a te , e grazie .

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      2. Cara Aroundste, mi rendo conto che si tratta di una ferita molto comune della quale troppe di noi hanno patito: credersi l’eletta. Un po’ come aver messo sotto tappeto la concorrenza. È proprio qui che fanno leva. Una buona autostima non ha bisogno di questo tipo di nutrimento malsano. È questo che impariamo vivendo un rapporto normale e sano. Ti abbraccio forte.

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    2. Cara aroundste, capisco benissimo l’umiliazione che hai subìto, anche io sono stata paragonata alla escort, lui diceva:”vuoi mettere le escort? quelle sono più belle di te!”.
      A differenza tua il mio np si definiva single quindi secondo lui era libero di divertirsi come voleva, invece secondo me o single o fidanzato o sposato fa schifo uguale, non fa nessuna differenza.

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      1. Oliver , a me diceva che le sue colleghe di lavoro erano tutte più belle più fini , più eleganti e più femminili di me . A sentire loro c è sempre di molto meglio rispetto a noi , nel tuo caso le escort , nel mio caso le colleghe . Il modo di umiliarci lo trovano sempre . Certo che a definirsi single il tuo np ne aveva di coraggio … che tristezza.

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      2. Cara aroundste, anche a me diceva che le altre erano più belle di me e che io non avevo femminilità nei modi solo perché ho osato ribellarmi alla sua mancanza di rispetto.
        Il mio np è solo un poveraccio che non sa cosa significhi l’affetto, lui odia essere amato, disprezza chi gli vuole bene.

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