La testimonianza di Beatrice: “La donna che lui chiamava ‘pazza’ non si è mai arresa nella ricerca della verità”

L’ho conosciuto quando avevo 24 anni. Undici anni fa.

Non fu un vero e proprio colpo di fulmine ma sicuramente mi piaceva. Provò a portarmi a letto la sera stessa e io rifiutai. Rifiutai per un lungo periodo e credo che questa “caccia” lo eccitò parecchio.

Più lo allontanavo e gli facevo capire che volevo stare sola e godermi la vita, più mi pressava.

Annebbiata da tutto questo corteggiamento alla fine cedetti e dopo pochi mesi si trasferì nel mio paese e andammo a vivere insieme.

Aveva avuto un passato difficile, guai con la legge, ma diceva di esserne uscito. Era un ragazzino all’epoca ed ora aveva un grande desiderio di rivalsa. Incontrare una ragazza seria e di buona famiglia come me, era stata la sua rivincita. Diceva che incontrarmi era stato un miracolo. 

Per i primi anni andò tutto bene.  Sul lavoro era responsabile e con grandi sacrifici siamo riusciti a comprarci una bellissima casa.

Dopo cinque anni insieme nasce in me il desiderio di maternità e lui, inizialmente restio, accetta. Prima però vuole sposarmi. Ovviamente subito. Quando lui decideva una cosa, la si faceva immediatamente.

Poi compresi che era stato tutto calcolato per completare l’immagine di uomo serio e responsabile. Ma anche perché la sorella aveva appena avuto un figlio e lui voleva rubarle la scena.

Purtroppo risente molto della nascita di nostra figlia che, soffrendo di coliche, dorme pochissimo fino agli otto mesi. Io allatto e sono fisicamente provata. Ripete a tutti che non farà mai più figli perché è un tormento sentirla sempre piangere e lui non riesce a riposarsi, concentrarsi sullo sport e sul lavoro. Questi suoi commenti mi indispongono e inizio ad allontanarmi da lui, trascurandolo per dare più attenzione a mia figlia.

Passano due anni tutto sommato tranquilli ed oltre al lavoro di giorno aggiunge anche un secondo lavoro alla sera così sta fuori dalle 7.00 della mattina alle 21.30.

In quel luogo lui si sente un imperatore. E’ nel suo ambiente. Ha l’attenzione di tutti. Si sente stimato ed apprezzato e la vita di casa con i suoi dovere e le incombenze inizia a stargli stretta.

Non chiama, non si interessa, delega tutto a me. E’ come un fantasma. Taglia brutalmente i rapporti con la sua famiglia, colleziona multe a non finire e se ne frega delle regole. Litiga con chiunque. Non ha uno straccio di amico. Riceve denunce, querele.

Da un giorno all’altro inizia ad accusarmi di non amarlo abbastanza. Sia io che la bambina prendiamo un virus e facciamo settimane con la febbre a 40. Non gliene importa assolutamente niente ma più mi maltratta, più mi sento soggiogata.

Da allora non ci saranno più manifestazioni amorose, ci sarà solo un mio continuo chiedere attenzioni, baci, abbracci, foto insieme.. la risposta è sempre no o dovevi farlo prima.

Lui non si placa, durante un rapporto sessuale mi dice “è da un po’ che non lo facciamo eppure non ti si è ristretta” … insinua che io possa avere un altro.

Divento maniacale nella cura della casa, nella preparazione del cibo ma lui sbotta accusando di volere una donna, non una serva. Io DEVO dimostrargli che lo amo pazzamente.

Mi sembra di vivere in un incubo. Alterna settimane in cui non mi tocca facendosi desiderare neanche fossi una specie di assatanata, ad altre in cui vuole avere rapporti continui. Queste fasi unite al suo disamore mi rendono insicura e mi accusa di avere problemi sessuali.

A febbraio decidiamo di mettere in vendita la casa.

Si rompe la tapparella della bambina, rimane rotta per mesi, fino a che non vendiamo. Gli ripeto in continuazione che deve aggiustarla, che devo cambiare aria li dentro, ma non c’è verso.

Sempre a febbraio mi entrano i Nas in casa. Dicono che si terrà un processo. Io sto male, penso che dalla paura anche lui capirà e tornerà sulla retta via, invece mi dice che si aspettava sostegno da sua moglie, non accuse, che non pensava l’avrebbero beccato, era in buona fede. Scopro che mette like su facebook a tutto spiano a una sua allieva. Mi dice che non c’è niente di male, che è una brava ragazza con dei valori, mamma, che sono io la pazza. I nostri rapporti sessuali diventano un incubo, richieste sempre più spinte e degradanti. Mi sento un oggetto ma non dico niente, ancora.

Fa un secondo lavoro da ormai un anno e la sua vita è tutta li, di noi se ne frega. Fa solo foto con la bambina, rarissime. Con me non vuole mai e se proprio acconsente fa la faccia di uno che ha appena scoperto di avere un male incurabile! Capisco che NON vuole apparire in foto con me. E se proprio deve farlo, si dimostra scocciato.

A gennaio 2018 le cose precipitano.

Con una cattiveria di cui non lo credevo capace mi chiede la separazione, anzi, cerca di obbligarmi affinché vada io a chiederla. Vedendo che non mi decido cerca di portarmi lui, il giorno del nostro quinto anniversario di matrimonio. Dice che noi non siamo più quelli di cinque anni fa, che il matrimonio non significa più niente. Mi rinfaccia di averlo rovinato, reso infelice, depresso, incapace di allenarsi e mangiare.

Io vedo che dimagrisce, soffre, non dorme ma non mi capacito di poterne essere la causa! Si stacca sempre più da me, arriviamo al punto di non guardarci neanche in faccia. Per lui non sono più niente. E’ come se avesse cancellato dieci anni della nostra vita. Non ha sentimenti. Abbiamo provato ad avere dei chiarimenti ma dopo un paio d’ore torna tutto come prima, cambia idea innumerevoli volte al giorno. In questi due anni ho avuto la netta impressione che si vergognasse di me, a volte che mi odiasse. Sentivo la sua rabbia invadermi!

Se ne va ma dopo un mese torna a casa. Per attuare la frode finale.

Mi implora di riprenderlo e senza troppa resistenza cedo. Per i primi due mesi le cose vanno apparentemente bene anche se non vuole rimettersi assolutamente la fede. La scusa è che gli si è ingrossato il dito. Poco dopo lascia il lavoro. Da un giorno all’altro non si presenta più e viene licenziato. Scoprirò poi che come motivazione aveva inviato una mail in cui asseriva che la moglie era pazza e lui non poteva più lavorare per stare a casa e prestargli cure. L’intento era prendere la disoccupazione e poi buttarsi in un progetto per cui non ha i soldi. Si indebita e sono costretta a pagare la maggior parte delle spese. Ricominciamo con gli orari assurdi. Non esistono sabati e domeniche, serate insieme, cene fuori, parchi divertimenti.

Non esiste nulla.

Ci sono ancora io che imploro attenzioni, dimostrazioni di amore, un semplice sms!!

Ad Ottobre 2018 ricomincia a negarsi sessualmente. Dice che il mio continuo farlo sentire inadatto l’ha di nuovo fatto deprimere ed è chiuso in se stesso. Bloccato. Non si sente più un uomo. Mi accusa di non apprezzarlo, di non credere in lui, di non stimarlo.

E’ costretto ad andare da una psicologa e me lo rinfaccia in continuazione. Neanche a dirlo è un’altra bugia. Ho contattato personalmente la curante con una scusa, non l’aveva mai visto.

Esiste solo lui. Nostra figlia non lo considera ma anche qui è colpa mia perché lui si sente talmente svilito da me che non riesce ad occuparsi di lei.

Rasento la follia.

Ho attacchi di panico continui. Sono dimagrita tantissimo, non dormo, non penso ad altro che a lui tutto il giorno. Parlo solo di lui e di quello che fa.

Provo a buttarlo fuori casa ma poi lo richiamo in preda alla disperazione come una drogata che cerca la sua dose. Non do retta a nessuno. La mia famiglia, la curante, i commenti su questo blog. Lui è la mia ossessione.

Lui che non mi da altro che dolore. Lui che mi urla in faccia come una bestia. Se potesse sbranarmi lo farebbe all’istante. Ha un odio per me incontenibile.

Una mattina in preda alla follia mi alzo alle cinque e scendo in strada a controllargli l’auto.

Trovo dei giocattoli sessuali.

Il mio mondo va in pezzi. Di tutto lo credevo capace ma non di questo.  L’ho sempre scritto su questo blog “lui non mi tradirebbe MAI”.

Lo affronto e confessa di avere una relazione da tre mesi con la donna di cui sospettavo anni fa. Lei è il mio opposto…

Lo butto fuori casa e va in rovina.

Eppure continua a maltrattarmi. Inveisce, poi si scusa, si pente. Dice che vorrebbe sistemare tutto. Vuole che provi a dimenticare. Io DEVO provare a FARE FINTA DI NIENTE ma lui non cambia assolutamente nulla del suo comportamento.

Addirittura dice che l’amante è una sua amica e tale deve rimanere.

Dopo due mesi in cui non mi passa un euro e pensa solo ai fatti suoi decido di andare a fondo e contatto l’ex marito della sua amante che rimane interdetto. Gli avevano detto che eravamo divorziati da anni e io ero depressa e sotto psicofarmaci.

Scopro che sono ANNI che ha una relazione parallela con quella donna. L’ha anche portata ad abortire un figlio che non sapeva nemmeno se fosse suo, del marito di lei o di un altro ancora.

L’assurdo è che io sapevo di questo episodio perché ai tempi mi aveva detto “sai quella mia allieva? E’ incinta ma non lo tiene perché ha il lavoro precario”.

Ora capisco che dirmelo era parte del divertimento. Era parte del suo gioco perverso.

Ha anche provato a presentarsi sotto casa di lei convincendola a fare la valigia per scappare insieme.  Se lei avesse accettato non sarebbe mai tornato da me.

La sua amante mi ha chiamato ridendo per raccontarmi che lui parlava di me come una malata di mente, in terapia, lesbica, frigida, incapace di eccitarlo, addirittura non riusciva ad avere rapporti se mi guardava in faccia. Secondo questa donna mio marito è ossessionato da lei tanto da arrivare a farle settanta chiamate in un giorno. Quando a me non mandava neanche un semplice messaggio. Lei sapeva tutto della mia vita. Sembrava vivesse li con me. Tutta la conversazione telefonica si svolge con accanto sua figlia di cinque anni.

Ormai l’avevo stancato. Ero roba vista e rivista. Anche se decidevo di mettere qualche completo sexy lui mi guardava come se fossi trasparente.

Mentre scrivo tutto questo so che a chi leggerà verrà da chiedersi : “come hai potuto accettare tutto questo? Ma non vedevi?”.

Si io vedevo. Soffrivo. Mi ammalavo. Scomparivo.

Staccarmi da lui era impossibile per la mia mente. Io dovevo farmi amare ad ogni costo, dimostrando di essere l’unica in grado di aiutarlo, capirlo, supportarlo. Solo io ero la donna adatta a lui.

So che devo ringraziare qualcuno in cielo o semplicemente il mio istinto di sopravvivenza per aver scelto di perquisire la sua auto. Devo dire grazie al mio intuito per aver scelto di contattare l’ex marito di quella donna.

Lui non mi avrebbe mai detto la verità. Quando l’ho scoperta mi ha detto “tu eri l’unica di cui mi fidavo ciecamente. Non avrei mai pensato che proprio tu potessi tradirmi”.

Secondo lui la mia ricerca assennata della verità in quando mio diritto, era un tradimento nei suoi confronti. Ho capito in definitiva che lui preferiva portarmi alla morte anziché far emergere le sue bugie. Piuttosto che ammettere tutto ciò che aveva fatto di mostruoso e rivelare l’abominio che era, mi conduceva alla pazzia! Faceva credere a tutti che io ero disturbata. Ogni mio sms esasperato veniva letto alla pubblica piazza per dar credito a lui che diceva: “vedete … lei è pazza!! E’ ossessiva. Non si rassegna. E’ da lei che devo difendermi. Ho dovuto cercare consolazione tra le braccia di un’altra per la disperazione! Mi mette contro anche mia figlia, mi impedisce di fare il padre”.

IO DOVEVO ESSERE ANNIENTATA PER PERMETTERGLI DI FARLA FRANCA. DOVEVA NEUTRALIZZARMI, CON OGNI MEZZO POSSIBILE, PUR CHE IO NON RIVELASSI CHI ERA.

E’ riuscito a fare tutto ciò che ha fatto perché conosceva il mio profondo e maniacale desiderio di avere una famiglia. Sono cresciuta senza mai ricevere una carezza o un complimento. Sul lavoro subito vessazioni da parte della mia responsabile, anch’essa narcisa. La mia intera giornata era incentrata sulla svalutazione. Più sgomitavo per essere considerata come persona di valore, più venivo vessata.

L’unico raggio di sole: mia figlia. Così pura, piena di vita, amorevole, vera.

Avrei voluto scrivere il mio racconto più avanti e terminarlo con un bel lieto fine. Ma credo che già questo sia un lieto fine.

Non so in quanto tempo riacquisterò pieno possesso di me ma so che nonostante tutto sono riuscita a salvarmi.

Quando mi disperavo e lo guardavo negli occhi vedevo il NULLA. Lui non provava NIENTE. Non si è mai commosso. Ora è affranto per se stesso, per le scomodità che gli ho creato buttandolo fuori di casa. Di come sto io, neanche a dirlo, non gliene può fregare di meno.

Queste persone sono feroci. Loro non hanno coscienza di ciò che fanno. Eppure, la donna che lui spacciava per pazza, che piangeva ogni momento, sociofobica, divorata dall’ansia, incapace di concentrarsi sul lavoro,  quella a cui hanno portato via la ragione, non si è mai arresa nella ricerca della verità.

Dentro di me sapevo di aver visto in lui qualcosa di oscuro. Sapevo che parlava male di me a chiunque. Sapevo di non essere pazza e il giorno in cui ho scelto di indagare sfidando tutti quelli che mi dicevano di “stare buona per non creare casini”, quel giorno IO MI SONO SALVATA LA VITA.

Questo è il mio lieto fine.

Trad. Serra do Luar (Leila Pinheiro)

Amore/ Sono venuto a prenderti/ In pensiero/ Sono arrivato ora col vento/ L’amore non piange di sofferenza/ Eccomi qui nel vento/ L’amore non piange di sofferenza/ Sono arrivato ora col vento/ Vengo soltanto/ Per raccontarti/ Ho viaggiato/ Sono andato sui monti della luna/ Mi sono immerso/ Ah, ho voluto volare/ Ora arrivo/ Scendo a terra per riposarmi/ Vivere è accordare/ L’istrumento/ Dall’interno verso l’esterno, dall’esterno verso l’interno/ Ad ogni ora, ogni momento/ Dall’interno verso l’esterno, dall’esterno verso l’interno/ Ad ogni ora, ogni momento/ Dall’interno verso l’esterno, dall’esterno verso l’interno/ Tutto consiste in mantenere/ La mente serena/ La schiena dritta/ E il cuore tranquillo/ Tutto consiste in mantenere/ La mente serena/ La schiena dritta/ E il cuore tranquillo/ Ad ogni ora, ogni momento/ Dall’interno verso l’esterno, dall’esterno verso l’interno/ Ad ogni ora, ogni momento/ Dall’interno verso l’esterno, dall’esterno verso l’interno/ dall’esterno verso interno

 

43 pensieri su “La testimonianza di Beatrice: “La donna che lui chiamava ‘pazza’ non si è mai arresa nella ricerca della verità”

  1. Carissima Beatrice… ti ringrazio per questo racconto preciso sull’assoluta mancanza di intimità che caratterizza i ‘matrimoni’ con soggetti psicopatici/narcisisti perversi. E’ davvero difficile per una persona che non ci è passata comprendere il livello di degradazione, di disamore e di costante umiliazione che simili disturbati impongono ai loro partner. Oggi, giorno di Pasquetta, ti ringrazio di tutto il cuore per aver riportato molti di questi partner con i piedi per terra. Tante volte, nei giorni di festa, i signori n.p. indossano le loro maschere migliori per apparire ‘perfetti’ alle famiglie di origini, così da confondere le acque. Nessuna “bolla narcisistica”, tuttavia, vale la dignità di una persona che viene sottoposta alle identiche umiliazioni che hai subito tu. Cara Beatrice, ricordati di ciò che ci diciamo sempre qui: NON SEI SOLA E NON SEI L’UNICA. Tutta la campagna di fango che hai subito è stata abilmente orchestrata da una personalità estremamente seduttiva e manipolatrice: non importa se i tuoi sms disperati sono stati esibiti in diretta TV… TU SAI DELLA TUA VERITA’ e lo sanno I MIGLIORI PSICOTERAPEUTI DI QUESTO PIANETA che è proprio così che funziona quando la tua autostima è stata fatta a pezzi quotidianamente a colpi di silenzi, di sparizioni, di triangolazione, di derisione, di sarcasmo, di rifiuti sessuali, di menzogne piccole e grandi… Nella terribile ‘arte’ di umiliare una persona e di renderla il 0,1% di ciò che era un tempo, tali soggetti disturbati sono i migliori. Ci sono quelli che SCELGONO di dare la vita e di perpetrarla in parole e azioni e i signori della morte, coloro che si rinvigoriscono calpestando i fiori più belli dell’immensa prateria della vita. L’ignoranza è la fossa dei mediocri e noi, che studiamo questo triste disturbo in modo approfondito, sappiamo che non ci è permesso tentennare o mettere in dubbio racconti così lucidi e chiari come il tuo, come i vostri. Ecco perché attraverso questo tuo racconto, ringrazio immensamente tutte le persone che finora hanno scritto e che ci scriveranno in futuro. Le vostre testimonianze arrivano laddove molte professionisti non sono ancora arrivati, perché spiegano ai laici come funziona davvero una situazione di MORTE PSICHICA. Fatte un bene enorme agli altri e alla comunità terapeutica perché ci insegnate (ed io non smetto mai di imparare dagli altri) COME RINASCERE DALLE CENERI. Le fenici siamo noi, siete voi. GRAZIE INFINITE.

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  2. cara Bea, bellissima donna e dolcissima mamma, voglio rispondere al tuo interrogativo… Come hai potuto accettare tutto questo? Ma non vedevi?

    È la stessa domanda che mi sono posta molte volte anche io su di me perché io vedevo e sentivo ma non riuscivo a reagire.
    Non me ne facevo una ragione di come potesse esistere gente incapace di amore a questi livelli elevati.
    Io ho sempre misurato il disamore sulla violenza fisica. Questo è il metro con cui sono cresciuta io. Sempre botte e svalutazioni verbali molto palesi.
    La violenza psicologica è subdola perché risulta invisibile e ci risucchia in un vortice di sensi di colpa e autocritica micidiali.

    È difficile vedere e comprendere ciò che non conosciamo perché si aprono mille interrogativi dentro di noi che ci portano a sentirci profondamente sbagliati.
    È difficilissimo reagire perché ogni reazione porta dalla parte opposta di questi soggetti e negli anni ci siamo talmente abituate alla più profonda svalutazione e annullamento che risulta impossibile farne a meno.
    Noi sviluppiamo una totale dipendenza da persone che ci tengono legate a loro ma non ci vogliono!!!
    È questa poi l’assurdita’ più grande se ci pensiamo…loro vogliono fare a meno di noi ma non riescono mentre noi non vogliamo fare a meno di loro ma alla fine siamo noi che con mille battaglie interiori ed enormi sofferenze ci riusciamo!
    Vedere quel vuoto assoluto è triste, vedere gusci vuoti che si riempiono di ciò che li circonda ha un lato spaventoso. Capire di essere innamorati del nostro riflesso è anche ridicolo in se’ per se’ ma è così…
    Debellare dei sentimenti così autetntici è una forzatura è una cattiveria autentica che ci resta poi da fare. Noi che siamo nati per amare dobbiamo negare i nostri sentimenti per poter tornare a vivere.
    Attraversa il fuoco che ti aspetta tesoro
    Ci vuole tanto tempo ma l’importante è ogni giorno spostare sempre di più l’attenzione su di noi, le persone diventate invisibili ai nostri stessi occhi. C’è un pensiero che mi da forza su questo…se davvero fossi stata così invisibile io non avrei visto niente e sarei andata avanti ad annullarmi per lui.
    Io sono una di quelle che è morta completamente dentro ed è rimasta la a farmi vivere per anni…io non volevo nemmeno più vivere ma è scattato qualcosa dentro ad un certo punto che mi ha costretta ad allontanarmi e ho cavalcato questa onda…la mia
    Mesi di immobilismo totale finché non mi sono alzata da ql letto e ho iniziato a fare entrare qlle persone che col loro esistere piano piano contagiano anche me. Dopo anni rido dopo anni dipingo per me dopo anni faccio le cose per me. Non riesco ancora ad amarmi ma ci sto provando. Ancora sento il buio dentro, il dispiacere è un po’ di vuoto. Mi sento come se mi stessi risvegliando da un’ibernazione. Non so nemmeno più io chi sono ora. Mi guardo indietro e non capisco ne’ me prima ne’ me ora. So che è presto ma so che ora ho capito chi è lui. Però non ti nego che senza quella cattiveria si sta meglio si cammina e si riesce pure a respirare. È un percorso ci siamo ammalate dentro ma si guarisce anche da questo.
    Un abbraccio forte

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    1. Cara Eris, hai scritto una cosa giustissima ovvero che loro non ci vogliono ma non sanno fare a meno di noi mentre noi che li abbiamo voluti così tanto, a discapito di abusi, umiliazioni e mancanze di rispetto alla fine, pur soffrendo, sappiamo prenderne le distanze. Spesso ci sia arriva dopo aver toccato il fondo. Raramente se ne ha la forza prima perché prima spendiamo tutte le nostre energie a tenere in piedi il rapporto. Ma sappiamo che da quel fondo si può sempre risalire, mentre loro nel fondo esistenziale ci vivono e ci prosperano….e da lì non emergeranno mai.
      Forse siamo entrambi parti disfuzionali di un unico disegno ma come ha ben descritto Bea noi alla fine ne emergiamo, e ci salviamo: questa è la nostra forza, mentre il loro destino é quello di restare condannati a rivivere all’infinito il loro eterno copione.
      Un abbraccio

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  3. Cara Beatrice, ho letto la tua storia con un profondo senso di pena.
    Ho avuto una storia lunga circa 10 mesi con un NP. Mi parlava sempre malissimo della ex moglie, secondo lui pazza, borderline e chi piu´ ne ha piu´ ne metta. Sentivo che mentiva e difatti la verita´ e´ poi venuta a galla tramite persone che lo conoscevano: la ex moglie era una donna normalissima a cui lui ne aveva combinate di tutti colori, al punto che, dopo la fuga con l´amante piu´ giovane, si era trasferito in un´altra regione in Italia nel timore di dover subire un confronto diretto con i parenti della ex, furibondi per l´accaduto.
    Deboli, codardi, inetti. Questo sono i narcisisti. Delle nullita´.
    Ero in no contact da sei mesi, bloccato su tutti i canali. Ma mi pareva troppo assurdo che la nostra relazione fosse terminata senza un motivo al mondo, senza una spiegazione. Lo sblocco su whatsapp e chiedo un confronto tramite videochiamata.
    Balle su balle, dileggio, simulazioni di malori. Giuro, manfrina completa.
    Ed era pure infastidito perche´ mi vedeva bella e civettuola, truccata e ben vestita, quando avrebbe preferito che io fossi distrutta dal dolore. Che fesso.
    L´ho mandato al diavolo e ribloccato, comprese chiamate ed sms tradizionali.
    Non si fara´ vivo, non lo fa mai. Sono le ex a contattarlo, sempre. Dio solo sa perche´, visto che non e´ bello, non ha senso dell´umorismo e nella vita non ha combinato nulla.
    Gliel´ho pure detto sul muso: sei un fallito di proporzioni epiche.
    Il guizzo della mandibola che ha avuto mi ha fatto capire che ho colpito ed affondato, ben gli sta.
    Adesso ammetto di non capire quelli che dicono “eh ma il no contact non serve, basta ignorare!”.
    Col cavolo.
    Non voglio prendere neppure in considerazione la possibilita´ di lasciare un canale aperto con chi non stimo/rispetto.
    E mi pare strano che le altre ex non lo comprendono. Evidentemente non hanno abbastanza senso critico. In effetti, a ben pensarci, tutte le sue ex hanno qualcosa di triste: chi non ha un lavoro, chi ha una vita familiare d´inferno, chi soffre di attacchi di panico, menopausa precoce (a 35 anni!), sindromi strane. Nessuna e´ realizzata, felice o almeno serena.
    Io, che vivo all´estero, ho un buon lavoro e mi sono pure comprata casa devo avergli suscitato un´invidia feroce. Adesso mi spiego i tentativi di svalutazione, prontamente rispediti al mittente.
    Mi scuso per questo lungo commento, avevo necessita´ di mettere nero su bianco le mie impressioni.
    Beatrice, un abbraccio fortissimo!

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    1. Cara Jambya, anch’io purtroppo come te ho avuto un momento di debolezza ma adesso più che mai sono convinta che il no contact sia fondamentale per eliminare definitivamente questi esseri dalle nostre vite.
      Dici bene che non bisogna lasciare alcun canale di comunicazione aperto con chi non stimi/rispetti.
      Anche io ho avuto paura di entrare in menopausa precoce esattamente un anno fa, ad Aprile, ho avuto il ciclo ogni 10 giorni per tre volte consecutive, quell’essere mi stava danneggiando la salute. Ho 38 anni.
      Poveraccia la tipa che sta frequentando adesso, probabilmente ignara del suo ennesimo viaggio in Thailandia per turismo sessuale.

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      1. Carissima Oliver, piu´ che un momento di debolezza e´ stata un´esigenza di chiarezza. Ritengo che ai codardi vada puntata la luce in faccia e li si faccia vedere per quel che sono. Poi, poco male: sono sparita dal suo raggio di azione e francamente non ne sento la mancanza. Ho sempre avuto rapporti sani fino a lui e mi chiedo ancora, sbigottita, come ho fatto a cascarci. Noto pero´ che possedere un pessimo carattere mi ha aiutata nel mandarlo solennemente al diavolo e me ne congratulo con me stessa.

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      2. Cara Jambya, è proprio così, volevo fare chiarezza ma è stato del tutto inutile.
        Anche io ho un pessimo carattere, ho sempre reagito alle sue schifezze ed è stato proprio grazie al mio pessimo carattere se sono scappata.

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  4. grazie a te claudileia infinitamente per l immenso lavoro che state facendo portando a galla queste meravigliose testimonianze tutte identiche. aspetto con ansia come mi hai detto di vedere presto la mia, attendo conpremura cara, ti abbraccio forte mamma modello piena di vita e di forza un caro e forte saluto dolce guerriera

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  5. Non hanno vergogna di nulla.
    Nulla.
    Il rispetto per una persona con cui hanno condiviso la vita e che ha dato loro dei figli, non li sfiora neanche.
    Sei solo un fastidio, a un certo punto.
    L’ho già detto, ti uccidono e poi ti sputano addosso.
    Poi nel loro copione c’è sempre la depressione. Per colpa TUA diventano depressi e privi di energia, non riescono a fare sesso perché stanno tanto male, poverini.
    Peccato che altrove ne facciano eccome.
    So cosa vuol dire passare anni con qualcuno, condividere una famiglia, donargli il proprio tempo, le proprie cure e il proprio amore e poi accorgersi che lo si è dato ad un robot. So in quale inferno ti fa piombare. Nessuno lo può capire, nessuno tranne chi come noi ci è passato.
    Ti sono vicina e mi piacerebbe lasciarti una frase, che ho trovato mesi fa: pensavano di avermi sotterrato, ma non sapevano che ero un seme.
    Siamo semi e non ci hanno sotterrato, ci hanno solo piantato. E stiamo crescendo.

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  6. Intorno all’invidia ruota la dinamica narcisistica.
    Prima si rispecchiano nella compagna (o il compagno), che viene osannata nella sua grandezza e bellezza: il narcisista dice: che bella donna che è, come siamo belli insieme, anche io sono bellissimo! Poi a un certo punto gli scatta nella testa un qualcosa per cui comincia a temere che l’Altro sia di più di lui, comincia a entrare in contatto con la propria inadeguatezza, soprattutto se il rapporto dura, quindi emerge il tarlo dell’invidia e deve distruggere. Perché l’invidia è un sentimento completamente distruttivo: non è la gelosia (si vorrebbe per sé qualcosa che non si ha), ma il desiderio che quello che non si ha venga distrutto (se io non lo posso avere, che venga abbattuto).
    Purtroppo l’invidia caratterizza profondamente il disturbo. Poi, legata a questa, c’è la proiezione: si incazzano che non riescono ad amare, che non riescono a permanere a lungo nella condizione di scintillìo dell’infatuazione, e danno la colpa all’Altro di ciò. Non potendo attribuire a se stessi la causa del fallimento delle proprie relazioni, esternalizzano il problema: la responsabilità è altrui, e loro sono rabbiosi per questo! La logica è sempre militare e punitiva: l’unica che conoscono: nel caos della loro testa rutilante di mille pensieri a cui non sanno dare forma, perché mancano di metacognizione: non solo non sanno immedesimarsi nelle emozioni altrui, ma non capiscono bene neanche i loro stessi stati mentali. In loro, la confusione regna sovrana. Sono certo capaci di strategia distruttiva (ma anche scelgono le vie più facili, che bravura è parlare male, screditare, mentire…), ma quando devono gestire situazioni problematiche e direttamente conflittuali diventano scomposti, si destabilizzano, oscillano fra estremi, se non ci fosse il nostro portato di sofferenza ne avvertiremmo chiaramente anche il ridicolo).

    Beatrice si chiede: come ho potuto accettare tutto questo? E’ la giusta domanda da porsi. Loro, sono come sono, amen. Dobbiamo ringraziare il cielo quando il problema non è più nostro.

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    1. Cara Blume, sono molto d´accordo con la prima parte del tuo discorso. All´inizio idealizzazione, poi invidia e scarto. Verissimo.
      Pero´, da quel che ho potuto notare, se e´ vero che passano alla svalutazione, e´ anche vero che sono consapevoli del fatto di non essere uguali agli altri. Al mio glielo dissi pure: piantala di fare il figo, che´ si vede lontano un miglio che hai qualcosa che non va. Basta dare un´occhiata alla tua bacheca fb, a cosa scrivi, ai tuoi amici. Com´e´ che chi ti conosce bene, dopo un po´, evapora? La tua ex moglie, tuo figlio, tua nuora, i tuoi nipoti, alcune ex particolarmente sveglie? Sono loro? O sei tu? Sei tu.
      Neanche a dirlo, si offese. E capirai…
      Lo sanno, di non essere “normali”. Magari tentano di rimuoverlo, ma non ci riescono.
      Un´altra cosa che ho notato e´ che, almeno i narcisisti uomini, non hanno amici maschi. Compagni di bisboccia magari si´, ma amici di lunga data zero. E non ammettono che un altro uomo sia superiore a loro in qualcosa. Ricordo che si seccava moltissimo nel vedermi interloquire su fb con uomini di carisma, preparati ed esperti nel loro settore, lui che era incolto (nonostante tutte le sue arie). Rosicava, eccome se rosicava.
      E non capisco le ex che, a distanza di anni, gli diano corda. Una corte dei miracoli di sfigati senza speranza.
      C´e´ di meglio, oserei dire.

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      1. Confermo che hanno la sensazione di non essere a posto, il mio primo np soffriva di senso di inferiorità e il secondo ammetteva di essere un depravato.
        Tuttavia non fanno nulla per cercare soluzioni, costringono chi li frequenta ad accettarli “pacchetto completo”, se la cosa non ti sta bene non é un loro problema. Con loro é come sbattere su un muro di gomma.
        I loro rarissimi momenti di lucidità sono troppo brevi per una seria introspezione anche perché se la facessero dovrebbero ammettere di essere delle costruzioni farlocche e questo li metterebbe in completa crisi esistenziale. Ecco perché sono così intolleranti verso qualunque critica anche fatta per il loro bene, figuriamoci smascherarli.

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      2. Sì, sanno di non essere come gli altri, ma anche qui oscillano tra un ritenersi speciali e superiori e un percepirsi nulli. Basculano continuamente fra questi due estremi. Quando sentono di essere nulla, si ritirano in un bozzolo ovattato, lontani da tutti, soprattutto lontani dal mondo brutto e cattivo che non li capisce. E’ una faccia che non mostrano, ma esiste. Siamo abituati a vederli e, quindi, a pensarli come sempre vincenti. Non è così. C’è tutto quello che non vediamo, che non ci fanno vedere perché non vogliono/possono rivelare completamente se stessi agli altri. Per cui, promuovono sempre un’immagine sicura e felice di sé, l’importante è apparire saldi e non mostrare debolezze (lo schema inconscio che li guida è che, se lo faranno, gli altri se ne approfitteranno). Mi ricordo di aver letto la testimonianza di uno psicoterapeuta specializzato in disturbi della personalità, in cui mi colpiva il fatto che riferiva che non è raro che questi soggetti si presentino al pubblico sorridenti e sereni magari proprio appena dopo aver avuto un attacco di panico nel bagno. Tutto dipende dallo specchio che hanno davanti, da quanto l’altra persona li asseconda e da quanto si oppone (anche soltanto non accettando le dinamiche più malate, anche solo difendendosi). Ma, inevitabilmente, prima o poi passano dal primo all’altro stadio, perché al rischio di sentirsi nulli reagiscono sempre distruggendo l’Altro.
        E poi, sì, si nascondono nei ginecei, in mezzo a una pletora di amiche, mai amici maschi, soprattutto se gagliardi e di carattere o anche solo belli. I pochissimi “amici” del mio np erano bassi e complessati, e lui poteva risplendere sopra di loro, a loro spese.
        Spesso, per np, si parla di madri fagocitanti e disfunzionali, ma spesso accanto c’è un uomo/marito/padre del tutto assente, che non ha costituito modello identitario. Cioè, a dispetto delle apparenze, degli atteggiamenti da latin lover, di quest’aria da tombeur de femmes, si nasconde una mascolinità deficitaria, e per questo un’incapacità di relazionarsi correttamente alla donna, in fondo anche la misoginia che li caratterizza è un sintomo, in loro, di questa debolezza del maschile.

        Sono così, non ce la fanno a relazionarsi ad armi pari, vogliono vincere sempre facile…

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    2. L’invidia é sicuramente una delle poche “emozioni” che guida l’agire dei narcisisti. Come dici giustamente orna loro cercano una persona che abbia delle qualità in cui potersi rispecchiare e poi subentra appunto il senso di inadeguatezza profondo che covano dall’infanzia e che li spinge a denigrare e distruggere tutto.
      Il mio primo np è stato ancora nella fase in cui si sente figo e bello in coppia…da un pó non guardo il suo profilo fb ma mi è stato detto che è stato detto che è così.
      Come donna fissa loro solitamente cercano persone che si legano a loro in modo indissolubile, persone che fanno loro una sicurezza granitica e non li mettono in discussione. Solo così i loro rapporti “ufficiali” vanno avanti anni e anni nella recita che purtropoo, come ben emerge da testimonianze di chi li ha avuti accanto a lungo, prima o poi viene meno.
      Non so che razza di rapporto abbia il mio secndi np con la sua donna, ma so molto bene come la tradisce e so quanto per lui si importante mantenere la facciata…gli serve per sentirsi “a posto”.
      Vivono male perché vivono nella contraddizione più assoluta.
      Le altre donne, noi…siamo solo pedine nella loro scacchiera….ciascuna con un ruolo per il Re. Il re di un regno invisibile che gli ruota attorno e gli permette di esistere. Senza le sue pedine il re sarebbe nudo.
      Infatti la più grande paura dei narcisisti é e essere abbandonato da tutti, o meglio, che tutti lo ignorino di brutto e abbiano una vita felice e si dimentichino completamente di lui.

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  7. Cara Claudileia,
    è te che devo ringraziare. Se non fossi capitata qui non so che fine avrei potuto fare.
    A volte ci penso e mi vedo in qualche letto d’ospedale. Mi tremano le gambe.
    Sono felice di esserne fuori.
    Felice di non dover più vivere per accontentare un uomo incontentabile. Una bestia feroce che ha devastato la mia esistenza.
    Se il suo intento era annientarmi ha sbagliato su tutti i fronti.
    Mi ha portato via tutto. Ho una desolazione intorno… I miei genitori sono estremamente provati e delusi, mia figlia lo cerca e si aspetta di vederlo rientrare dalla porta. Gli amici non vogliono guai.
    Lui vive alla giornata, coltiva i suoi progetti, non provvede economicamente e non aiuta in nessuno modo con la gestione della bambina.
    Però poi quando deve occupare due ore ecco che arriva il papà generoso, che la porta a mangiare un panino, al parco e le compra i regalini. E allora papà diventa tanto bravo.
    Questo è solo l’inizio della battaglia ma dopo quello che ho superato, non ho paura di affrontarla.
    Grazie a tutte le persone che portano le loro testimonianze e incoraggiano gli altri. Questo altruismo mi riempie di speranza. Le persone a cui hanno tolto tutto sanno ancora donare agli altri.
    Grazie Spirito Libero, Jambya, Ale, Nat, Blume …
    Grazie Eris per esserci sempre stata, quando tutti mi giudicavano una causa persa. Non mi hai mai lasciata sola, nonostante le difficoltà della tua vita. Sei una persona meravigliosa e sono fortunata ad averti con me.
    Ho trovato anche io una frase che mi risuona sempre nella mente ed è questa: I survived because the fire inside me burned brighter than the fire around me.
    Un abbraccio enorme a tutti

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  8. Bea cara,
    ti sono vicinissima perché alla fine tutto quello che leggo qui, nelle vostre storie, è quello che è capitato a me.
    Sembra di rivedere la mia storia semplicemente scritta da qualcun altro.
    Noi che abbiamo cosi’ voglia di amare e di costruire,finiamo con mostri abili solo nella distruzione.
    Noi che vorremmo essere finalmente viste,desiderate, finiamo con personaggi che ci rifiutano e che ci tradiscono.
    Anche io mi sento una “ricercatrice di verità”: perché quando tutti intorno mi dicevano quanto lui fosse dolce,bravo,premuroso e timido ,io sapevo con certezza che avevano semplicemente assistito alla sua recita.
    Non avevano visto quello che avevo visto io quando la maschera cadeva:il suo sorriso sprezzante,le sue umiliazioni,le sue richieste depravate,i suoi rifiuti,i suoi capricci,la sua perenne insoddisfazione.
    Quando inizio’ a parlarmi di questa amica,avevo ben chiaro che non potesse essere solo amica,ma poi mi colpevolizzavo perché non credevo a quello che mi diceva.
    Fino al giorno in cui guardandomi,mi disse che lei valeva sicuramente piu’ di me e che non avrebbe mai rinunciato al loro rapporto.
    Ricordo tutto il dolore atroce,le lacrime di consapevolezza che per settimane scesero incontrollabili.
    Ancora oggi il dolore è fortissimo,a volte mi domando se davvero se ne esce.
    Pero’ sono consapevole, dopo tutto lo schifo passato,di essere qui viva, con la possibilita’ di fare mille cose e soprattutto di amare ancora.
    Lui invece no.
    Non potra’ mai trovare pace e per lui,ora, provo davvero solo tanta pena.
    Un abbraccio a tutti voi.

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  9. Cara Bea, ti capisco molto bene e molto bene conosco l’inferno che hai attraversato. Intere parti del tuo racconto sembrano la descrizione del mio matrimonio con quel disgraziato del padre dei miei figli. Io qui non ne ho mai parlato, perché mi sono concentrata sulle origini del male che mi ha portato a farmi carne da macello in ogni relazione: la mia famiglia. Purtroppo è vero che le colpe dei padri ricadono sui figli, in termini di condizionamenti, coazione a ripetere, espiazioni… quando non si proviene da un ambiente sano non si è capaci di proteggersi. A noi tocca spezzare per sempre questa catena! Ti sono vicina

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  10. Cara Bea e care tutte, in questi giorni non ho scritto ma ho letto tutto.
    Vi sono vicino e vi comprendo, dall’altra parte della staccionata, quella maschile, ma avendo vissuto molte delle stesse umiliazioni.
    Un abbraccio!

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  11. Ciao a tutti, sono giorni frenetici divisi tra lavoro famiglia e ospedale…leggo tutto quello che scrivete, le testimonianze, le vostre parole mi confortano. Purtroppo mio padre è stato colpito de ictus tre settimane fa, la strada è tutta in salita, ho mille pensieri in testa…la mia famiglia sarà disfunzionale oppure no? Nel frattempo la vita scorre, vi seguo ma non riesco a essere presente come prima… Avrei molte cose da dire ma il poco tempo che rimane della giornata è dedicato a mio figlio e fortunatamente il narcy è l’ultimo dei miei pensieri ora (tanto sarebbe già sparito da solo in questo contesto)… Un abbraccio forte a tutti…

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    1. Cara Lalla mi spiace apprendere quest anotizia…ti sono vicina. Due anni fa anche mia mamma subì un ictus, la strada per il recupero è lunga ma spero di cuore che il tuo papà non abbia avuto danni troppo grossi e riesca a recuperare il più possibile.
      Proprio in questi momenti così difficili ci si rende conto purtroppo dell’arditià emotiva dei narcisisti….allora sentivo ancora il mio primo np, quando lo avvisai del ricovero mi scrisse un messaggio di circostanza, cercai di tenerlo aggiornato ma lui sparí nel nulla per poi apparire come niente fosse dopo due mesi. Non mi chiese come stava mia madre….voleva solo in incontro dei soliti che io stupidamente gli concessi. In quell’incontro cercai di dirgli la mie emozioni di quel periodo così difficile e lui mi ascoltò di senza dire nulla. Ovviamente dopo quell’incontro sparí di nuovo come al suo solito…
      Fortunatamente l’episodio mi fece riflettere, da lì credo parti la mia voglia di mettere fine a tutto maturata poco tempo dopo.
      Un abbraccio di cuore e auguri sinceri il papà 🌸

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  12. Sapere che altre donne hanno vissuto il mio stesso calvario mi addolora moltissimo.
    Oliver ricordo bene la tua orrenda storia e sono felice che tu ti senta meglio.
    Manco a dirlo anche io ho sofferto di gravi problemi ormonali, con ciclo completamente sballato e considerevole perdita di capelli. Ora soffro di acne e non l’ho mai avuta nemmeno da ragazzina.
    Grazie Mina e Michelle, vi sono vicina anche io. Grazie Gianni spero che tu ne esca presto!
    Lalla ti abbraccio, sii forte in questo momento così duro. Non pensare a lui, come dici si sarebbe defilato lasciandoti ulteriore amarezza. Provato anche questo più e più volte.
    Appena ci sono malattie e problematiche legate alla salute (non loro) spariscono dalla circolazione.

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    1. Carissima Bea, ho appena letto la tua e-mail con delle foto meravigliose! Ho provato a risponderti ma sono a New Delhi e pare che c’è un divieto su Libero: posso ricevere le e-mail, ma non posso risponderle. Onestamente non capisco, ma mi appare un messaggio molto chiaro sul tipo di errore… Dunque, ti invio le mie considerazioni sull’argomento che hai affrontato appena rientro, fra 1 settimana. Faccio però una premessa: continuo a pensare la medesima cosa, anzi… ancora più convinta! VI ABBRACCIO: SIETE STUPENDE!!! Anche se sto qui realizzando un mio antico sogno, questo blog è casa mia e cerco comunque di leggervi, stanchezza turistica permettendo… ❤️

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  13. Mi e´ piaciuta moltissimo la tua disamina, Blume cara! Profondamente vera.
    Ho notato anch´io quei momenti di depressione di cui parli, in cui voleva starsene rintanato in casa a non fare nulla, sguardo perso nel vuoto, ma lo attribuivo al timore di uscire e prenderle da qualche fidanzato/marito (cosa peraltro piu´ volte avvenuta).
    Per non parlare della fissa per la chirurgia estetica, la palestra, la manicure e altre assurdita´.
    Oggi e´ 25 aprile, giorno della liberazione e, perche´ no, pure della mia/nostra ritrovata liberta´.
    Buon 25 aprile a tutti!

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    1. Un buon 25 Aprile anche da parte mia. Anche se non scrivo vi leggo sempre. E un periodo non bellissimo per la salute però ne verrò fuori sicuramente come detto in un post precedente ,credo che molti postumi siano dovuti anche alla storia ,anche se ormai ad agosto fa un anno. Se e fibromamialgia come un medico sostiene beh. Non mi stupisce …ti chiedono sempre ha subito un forte stress??? Mah anche se sono stata bene nei mesi successivi. forse qualcosa di vero può esserci. Cara Beatrice sentendo la tua storia a volte mi sembra superfluo raccontare la mia tanto può essere simile. Anche se con tempi diversi. Un abbraccio a te e complimenti per la tua forza. Vorrei ancora aggiungere che uscirne fuori può essere dura ma lavorando su se stessi ce la su fa. L unica cosa queste storie portano strascichi fisici anche quando pensiamo che siamo magari guarite ,questo per dire quanta vita possono togliere questi piccoli esseri robotici.Eris un abbraccio anche a te. P.s. non ho più letto Morgana. ! Spero stia bene. Un saluto a tutte

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      1. Ciao cara Mirna, mi spiace leggere che non stai bene. In bocca al lupo.
        Certo che queste cosa possono lasciare strascichi anche dal punto di vista fisico.
        Se c’è una cosa che mi ha spinto in avanti nel momento peggiore è stato, con un residuo di amor proprio, dirmi che non ci si può ammalare, o peggio, per colpa di qualcun altro.
        Un abbraccio!

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      2. Cara Mirna mi fa piacere sentirti molto meno sapere che non stai bene. Sii forte e stai su, hai passato l’inferno non mollare.
        Spero tu sia fuori da tutto e che quell’idiota sia molto l’onta da te. Se non ricordo male se n’era andato dall’azienda…spero sia fuori definitivamente!!!!
        Lalla mi dispiace tanto. Anche a te posso dire di tenere duro in sto brutto periodo.
        Abbiamo avuto tanta forza per affrontare dei dolori mentali fortissimi dobbiamo tirare avanti sempre con la stessa forza.
        Un abbraccio a tutti

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      3. Cara Mirna, lo stress post traumatico può manifestarsi anche con sintomi fisici e anche a distanza di mesi…
        La nostra mente e il nostro corpo hanno una forte resilienza ma lo stress prima o poi deve uscire da qualche parte.
        Fibromialgia…dolori muscolari diffusi…come dopo aver preso un bel po’ di botte…ed infatti….
        Gli venisse un colpo a sti narcisisti guarda. Loro stanno sempre bene e e ci credo….succhiano le migliori energie altrui. Quando dicono di stare male é nove volte su dieci solo una balla per attirare attenzioni.
        Un grosso abbraccio

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      4. Ciao Mirna cara, mi spiace per la tua salute…..non demordere, arriverà la pace anche per noi, è già quasi 1 anno…per me lo sarà a giugno…e più tempo passa lontano da loro più ci si rafforza.
        Un grande abbraccio

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  14. Ciao a tutti e Buon 25 Aprile, in ospedale perché la situazione è più grave di quello che si pensava… Come si dice “a forza di farcela ce la faremo”… Un abbraccio forte a tutti e vi ringrazio per le vostre parole di conforto…!!!

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  15. buon 25 aprile a tutti: mirna, gianni, bea, lalla e tutti quelli che leggono. claudileia ti adoro non vedo l ora di poter leggere i vostri commenti alla mia testimonianza molto presto non appena la pubblicherete un forte abbraccio per tutti voi carissimi

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