La testimonianza di Ale: “Mi diceva ‘o si fa come dico io o niente'”

Conobbi lo psicopatico da giovanissimi, avevamo circa 13 anni.

Nonostante molto giovani, solleva sparare a raffica frasi da trasalire ed accapponare la pelle pure ad un santo:

“Morirai di quante te ne mandano tutte quelle che mi vengono dietro”;
“Ti ho tradito e non me ne frega niente. Lo rifarei adesso! Non so che farmene del tuo perdono”;
“Bada bene a non macchiarmi la maglietta  firmata col tuo sangue, che dopo mi scoccia lavarla e pulirla”;
“Io mi innamoro di continuo, mi sono innamorato tante volte, ogni tanto devo cambiare tipa se no mi annoio”;
“Quella poveretta della mia ex l’hanno trovata in lacrime disperata per noi due, ma ti rendi conto?”;
“Quella poveretta della mia ex mi faceva ancora le poste sotto il portone di casa, ma ti rendi conto? Non si rassegnava!”;
“Se rimani incinta abortisci da sola, io non ti conosco, io mi voglio godere la vita, come ho fatto fare alla mia ex che è andata da sola, che me ne frega?”;
“Io non ho un buon rapporto con i miei, non me ne frega di mia sorella, mi sposo di sicuro prima di mio fratello, io.”;
“Ti sposerai da sola.”;
“La tua migliore amica non la devi ascoltare, non capisce niente. Fai come ti dico.”;
“I tuoi genitori non li devi ascoltare. Ancora hai paura e ti fai comandare dai tuoi? Digli come ti dico io!”;
“Tutti lo fanno, anche se è vietato. Più è vietato, di più lo faccio.”;
“La mia ex mi seguiva, la mia ex me la ritrovavo davanti, la mia ex mi spiava…”;
“Se fossi stata tu a tradirmi invece, io non ti avrei mai perdonata, non ti perdonerei mai!”;
“O si fa come dico io o niente.”

Adesso, a 32 anni so, grazie agli psichiatri, che tutte le triangolazioni, tradimenti, attese, scarti improvvisi, trattamenti del silenzio, erano solo ed esclusivamente frutto dello stesso identico copione attuato nell’infanzia su di me da mia madre e da mio padre. Era identico. Tale e quale. Stesso frasario.

Tutto ciò ha fatto si che io incappassi in lui e mi rendessi dipendente in adolescenza. l

Le stesse angherie a cui mi ha sottoposto mia madre quando avevo circa 9-11 anni le ho subite da lui.

ADESSO HO 30 ANNI E MI RITENGO UNA DONNA CONSAPEVOLE.

UNA DONNA CHE SA COS’È ACCADUTO E PERCHÉ È CADUTA IN QUEL GIOCO MALATO, INVISCHIATA IN SPIRE LETALI PER LA SUA SALUTE.

STO GUARENDO. SENTO DI RINASCERE A VITA NUOVA. RINGRAZIO IL DR MARIETAN ED INAKI PINUEL CON CUI HO AVUTO L’ONORE DI PARLARE E VI AUGURO A TUTTI BUON CAMMINO A PASSI SVELTI E DECISI SENZA VOLTARVI MAI PIÙ INDIETRO. MAI.

SONO IN NO CONTACT DA QUASI 2 ANNI.

Annunci

394 pensieri su “La testimonianza di Ale: “Mi diceva ‘o si fa come dico io o niente'”

  1. Vedo che sono la prima e unica a scrivere qui di 1 maggio. Bene, sono contenta se ho smentito me stessa e tutti voi di 1 maggio state festeggiando da qualche parte, passando il tempo in piacevole e riguardosa compagnia. Tutti voi, tranne me che ho fatto quel po po’ di filippica! Ma sarebbe bellissimo!
    😉
    Ora anche io vado fuori per il 1 maggio 😉
    Baci

    Mi piace

    1. Cara Blume
      Ti ho letta con molto trasporto perché la penso come te in ogni punto e in ogni spunto!! Sono sulla tua linea di pensiero
      Oggi ho lavorato è stato bellissimo fai tu! Una boccata d’aria e stasera ho una festa
      Tutte cose che mi sono costruita a fatica ma di cui vado fiera perché fanno parte del mio percorso di recupero
      Infatti è come dici tu, più ci teniamo impegnati più velocemente troveremo la strada per non dico dimenticare perché è impossibile ma stare meglio
      Un abbraccio buon 1 maggio

      Piace a 1 persona

  2. Cara Blume hai ragione e condivido che non bisogna passare tutto il tempo a parlare/pensare/rimuginare di loro…perché é verissimo che loro la loro vita se la fanno a prescindere, e pur nella falsità intanto si fanno gite, viaggi ecc…ovviamente manco se li godono davvero ma per loro sarà l’occasione di manipolare dicendotelo o mettendo le famose foto sui social dove sanno benissimo che le ex andranno a guardare.
    Ovviamente anche loro vanno a guardare ossessivamente i nostri social (con falsi account laddove ci avessero bloccate) per capire come stiamo e a che punto stiamo. Io posto su Facebook ogni morte di Papa e nulla che riguardi me.
    Hai ragione Blume dovremmo fare altri nei giorni festivi 😉ma non solo….anche gli altri giorni.
    Ho detto a np2 di essere in vacanza senza specificare quando torno…e mi sto davvero godendo queste giornate sapendo che non può chiedermi di vederci da un momento all’altro come é solito fare…visto che sono lontana centinaia di km. Va be, ne vedrà qualche altra…ma almeno sto tranquilla in questi giorni di festa senza i suoi messaggi viscidi.
    Ora pensavo anche ad un finto trasferimento per lavoro o un corso della durata di diversi mesi…vediamo.
    Purtroppo abitiamo vicini e lui essendo in nullafacente ha sempre cercato di insinuarsi nel mio tempo libero. Vorrei non essere più così disponibile.
    Confermo anche che quello che fa male non è lo scarto o il rifiuto ma la ferita a cui è diretto infatti io dico sempre che la prima dipendenza non è verso il narcisista ma verso quella stessa ferita, il nostro Daimon. Ognuno ha il suo. Chi teme l’abbandono, chi il confronto con altre ecc.
    Poi credo anche che bisogna vederli nei loro lati ridicoli. Certo non é una cosa immediata ma veramete lo sono, con tutto il loro gran da fare tra una donna e l’altra….pensa che stress gestire varie donne. Sicuramente avranno un sacco di rotture di balle…non tutte sono come noi che ce ne stiamo per i cazzi nostri, ci sono anche quelle che li tempestano di messaggi e li costringono a contorsionismi allucinanti. Una vita di merda insomma! 😄
    Baci

    Mi piace

  3. Ciao a tutti!
    Eccomi qui di nuovo al blog, ma per raccontarvi qualcosa a sostegno dell’idea, di cui sono arciconvinta, che il problema non sono loro ma la nostra dipendenza affettiva. Qualche mese fa avevo intrecciato una relazione con un altro uomo. Si è rivelato ben presto uno squilibrato anche lui, per fortuna non del tipo np ma molto problematico pure lui (non sto a dire in che senso e in che modo, tanto se ne è andato pure lui, ma sempre del tipo con difficoltà a legarsi). Ebbene, ci ero andata talmente in fissazione da DIMENTICARE LETTERALMENTE NP! Np era davvero scomparso dai miei pensieri, completamente. Svanito! Si può dire ok, , ma ci era entrato un altro squilibrato. Certo, e questo non va per nulla bene, ma in ogni caso il fatto, pur se insano, dimostra chiaramente che questi disturbati, in qualche modo, sono pure per noi intercambiabili…
    Il nodo del problema, quindi, rimane sempre quello di dover lavorare su di noi per fare a meno di questi soggetti. Né loro né altri.
    Un abbraccio.

    Piace a 1 persona

    1. Cara Blume, qui vai a toccare un punto molto dolente per me.
      Come ho già raccontato nei commenti e nella mi testimonianza sono passata da un np all’altro quindi è verissimo che se non si risolvono i nodi alla base si finirà per ripetere lo schema disfunzionale.
      Esattamente un anno fa a Pasqua np1 si è “fidanzato” e nello stesso periodo ho iniziato a relazionarmi con np2. Non sapevo ancora che fosse un narcisista ma l’ho capito subito dopo, alla nostra prima discussione a cui seguí la mia dichiarazione di non voler avere a che fare con lui, seguita dal suo strategico blocco.
      Sono stata cinque mesi in stato catatonico, ma ormai non era più np1 il mio problema….avevo completamente spostato la mia dipendenza su np2.
      Anche io in quel frattemopo ho provato ad uscire con ub altro, ma era un coglione, ho scoperto dopo alcuni mesi che era già impegnato e l’ho fanculato seduta stante.
      A quel punto mi sono ritrovata sola.
      Anziché approfittarne per una seria riflessione ho ben pensato di ricontattare np2 su un canale che non aveva bloccato, e purtroppo lui mi ha risposto subito.
      La sua risposa per me ha avuto l’effetto di una vera e propria dose di droga. Forse in quel momento anche lui era a corto di nutrimenti, fatto sta che abbiamo ripreso.
      Saoevi che era narcisista e tutto quanto ma avevo bisogno di quella droga e lui me l’ha data alla grande.
      Ci siamo drogati a vicenda. Lo sapevo benissimo e ho continuato a farlo, avevo solo bisogno di dimenticare np1e il successivo coglione che mi ha fatto perdere sei mesi.
      Ma é stato di fatto solo un passaggio da una dipendenza all’altra.
      Ora: so di non essere più la stessa persona vittima fragile che ero con np1, ho tenuto testa, ho coinvolto e tenuto sulla corda, ho saputo mettere dei paletti emotivi.
      Ma resta il dato di fatto che ho ripreso a relazionarmi con un narciso. Non importa se stavolta sono più accorta, se riesco a tenermi a distanza di sicurezza….sono ancora nel gioco perverso.
      In questi giorni sono stata meglio perché non l’ho sentito e non intendo contattarlo ma so già che da domani sarà possibile che mi contatti di nuovo lui.
      Cosa farò?
      Vorrei dire che lo ignorerò, ma non credo di farcela ancora. Eppure so già come andrà.
      Come si spezza questo circolo vizioso?
      Sono molto concentrata su questo punto.
      Spero di trovare una soluzione.
      Il blocco non é una soluzione. Devo scardinare qualcosa dentro di me. Non so ancora bene cosa.

      Mi piace

      1. Perdonami Spirito ma il blocco è una soluzione, ma tu vuoi trovarne un’altra che non sarà mai così efficace e drastica.
        La tua è una lotta contro i mulini a vento, o forse non è veramente quello che vuoi.
        Io ho lottato per anni a cercare di poter fare a meno di quella droga ma finché lui aveva l’accesso, finché io non mi sono convinta che non volevo più che lui avesse l’accesso, mi è stato impossibile.
        Nel frattempo mi ha ridotta un colabrodo.
        Io ho dovuto guardarmi veramente dentro e smetterla di raccontarmi delle storie, fino ad 1 anno fa non volevo lasciarlo andare, adesso posso dire che:
        1 maggio 2018 ero con lui, da soli, in casa, in una noia mortale perché LUI aveva deciso che così doveva essere.
        1 maggio 2019, giornata splendida all’aria aperta in ottima compagnia e senza neanche un nano secondo a pensare ad np.
        Sto ritornando a vivere!

        Piace a 1 persona

      2. Alma cara sono felicissima per te😊
        Credo che ognuna di queste storie malate abbia i suoi tempi inevitabili, che sono molto personali.
        Un anno fa eri con lui, oggi sei felice senza di lui. Un anno fa forse non avresti mai creduto di arrivare a tanto ma ci sei riuscita.
        Io ho ci ho messo molto a staccarmi dal primo np ma quando è avvenuto ero sicura di non volerlo più nella mia via. Ero arrivata al punto di non ritorno. Tutti i tentativi precedenti, blocchi compresi, non hanno avuto alcun esito.
        Evidentemente non ho ancora raggiunto quel punto con il secondo np. Ci arriverò, spero non a brandelli ma con lucidità e serenità.
        Un grosso abbraccio e avanti così 🌼

        Piace a 1 persona

      3. 1 Maggio 2018: a casa sola a piangere a cercare di avere delle spiegazioni su Messenger da lui che mi aveva promesso che avremmo trascorso la giornata insieme, magicamente aveva rimosso dalla mente questa promessa insistendo sul fatto che ricordavo male (gaslighting) e io che controbattevo dicendo che invece ricordavo esattamente il luogo dove mi aveva fatto quella promessa.
        Alla fine della discussione sono stata bloccata, per le serie “oltre il danno pure la beffa”.
        1 Maggio 2019: in famiglia e con il cane ho trascorso una bella giornata serena, sempre meglio che lottare con un essere perfido per avere ragione.
        Grazie Alma per la tua testimonianza, sei la prova del fatto che se ne può uscire.

        Piace a 1 persona

      4. Bene Oliver mi fa proprio piacere🙄
        Direi una bella differenza dall’anno scorso…
        Certo che se ne esce, un abbraccio e buona giornata.

        Piace a 1 persona

    1. Ragazze anche io ho fatto questo confronto tra un anno e l’altro.
      Ma il mio paragone purtroppo, non è cosi’ entusiasmante come il vostro.
      Primo Maggio dello scorso anno:sulle montagne russe a livello emotivo,ma piena di energia ed adrenalina.
      Montagne russe, perché mi ero fatta bellissima per lui e sembravamo davvero una coppia felice,in giro per mano.Poi pero’ litigata epocale per un suo atteggiamento inconcepibile nei miei confronti,il suo muro di silenzio e poi la pace facendo l’amore.
      Ma poi, di nuovo l’ansia perché sentivo di non potermi fidare,sentivo che da un momemto all’altro sarebbe arrivata qualcuna di piu’ interessante per lui e lui mi avrebbe tradita e sostituita
      Primo Maggio di quest’anno:passeggiata nella natura con una coppia di amici.
      Tutto molto tranquillo,oserei dire piatto,noioso.
      A tratti ero serena, perché la natura su di me ha un meraviglioso potere calmante,inoltre ero fiera di me per essere uscita di casa senza crogiolarmi apatica nel dolore a casa.
      Dall’altro lato pero’, devo essere sincera,quando la mia mente tornava all’anno prima, mi assaliva la nostalgia e avrei fatto carte false per poter tornare indietro.
      Me ne vergogno ma è cosi’…
      Tutta quella normalita’ di ieri, mi ha fatta sentire sola e anche un po’ frustrata.
      Anche perché come diceva Spirito ,loro rispetto a noi, riescono a spassarsela tranquillamente:viaggi,concerti,amicizie e questo spesso ,quando ci penso,mi fa arrabbiare e mi fa pensare che alla fine quella piu’ banale tra me e lui,sono sicuramente io.
      Spero che queste senzazioni svaniscano presto.
      Vi abbraccio
      Michela

      Mi piace

      1. Cara Michelle, ti mando un grosso abbraccio….fatto anche io il paragone, ma non con il primo maggio dell’anno scorso bensì con quello di quattro anni fa. Ecco…sono passai 4 anni e ancora mi ricordo benissimo quello che è successo. Esattamente come te solo pochi mesi prima camminavano mano nella mano, poi avemmo la nostra prima discussione subito dopo Pasqua perché non mi aveva detto che andava ad una festa con amici. Mi accusò di essere possessiva (mai stata, volevo solo essere informata e non scoprirlo su facebook per caso)….anche lui in quell’occasione mi fece il muro del silenzio e poi facemmo la pace facendo l’amore. Almeno per me era amore, lui di certo no…voleva solo ristabilire il possesso fisico.
        Anche io come te dopo quella volta non sono stata più serena e ho sempre vissuto nell’incubo di essere sostituita, cosa che in effetti ha fatto più volte in tre anni…ma sempre tornando a cercarmi dopo qualche tempo.
        Tornando a quel primo maggio…..ci eravamo visti la sera prima, sapevo che quel giorno aveva una gara sportiva e gli ho mandato un messaggio carino chiamandolo tesoro a cui rispose con una freddezza mortale…
        E si…era già in love bombing con quella successiva…
        È sparito del tutto dopo due settimane e non ho più saputo nulla di lui fino a ottobre…
        Non sto a raccontare tutta la storia ma puoi ben immaginare quello che ho passato.
        Ora….a distanza di quattro anni ho passato un primo maggio con i miei e mio figlio….le persone a me più care….non ho un uomo ma un altro np che ogni tanto fa dei cucù deliranti…tuttavia sono stata serena…dopo tanto tempo non ho sentito dolore al ricordo di quel periodo orrendo.
        Si…eravamo innamorate e piene di adrenalina quando li vedevamo ma anche infelici se ci pensi. Non ci fidavamo, vivevano balla paura di essere lasciate e avevamo ragione.
        Siamo state sostituite senza alcun riguardo, mollate e riprese.
        Lo so che la gita di ieri ti è sembrata noiosissma…ma credimi, piano piano con il passare del tempo la serenità nel non dover più subire certi comportamenti sarà impagabile.
        Un abbraccio sincero

        Piace a 1 persona

  4. Cara Michelle, a mio parere tocchi esattamente uno dei nodi fondamentali della nostra dipendenza affettiva.
    Il punto è che sentiamo il bisogno di quella scarica di adrenalina (determinata dall’esterno) che le cose più normali e le persone meno strane non appaiono fornirci.
    Il punto è che anche noi manchiamo di agency, cioè di quel motore interno di energia vitale che parte appunto da noi stessi come soggetti che si autodeterminano, capaci di avvertire il nostro pieno interiore (e non il vuoto) e di essere in grado di avere il controllo delle nostre azioni e delle nostre scelte (cioè, di trasformare il contesto dentro e intorno a noi), di essere in grado di avvertire il nostro valore interno senza che sia necessario ricavare sempre dall’esterno l’energia vitale.
    In questo senso, abbiamo qualcosa in comune con np e, più in generale, con i vari disturbi di personalità, che appaiono sempre connessi a disturbi dell’agency (in verità mi pare di capire che gli np, vere contraddizioni viventi, sono caratterizzati da una specie di paradosso dell’agency: hanno un disturbo di hyperagency, cioè un eccesso di fiducia nelle proprie capacità di condizionare l’ambiente, quando si tratta del dominio strumentale, cioè quando utilizzano con efficacia gli strumenti per manipolare gli altri ai propri fini, mentre mostrano una carenza di agency nel campo delle relazioni, soprattutto dopo aver ricevuto un rifiuto nel campo sociale o sentimentale, ma comunque questa carenza è insita nel fatto che hanno bisogno di validazione esterna pure loro per essere vivi, cioè non bastano a se stessi).
    MA QUELLO CHE CI DEVE ESSERE CHIARO CHIARO IN TUTTO CIO’ E’ CHE NON ABBIAMO TANTO BISOGNO DI LORO COME PERSONE IN SE’, MA, APPUNTO, DELLA SENSAZIONE DI ENERGIA CHE CI PROCURANO. Perché quelle montagne emotive, anche pagando il prezzo di essere maltrattati, ci danno esattamente la sensazione che ci manca, quella di essere vivi.
    Dobbiamo convincerci (perché è la pura verità) che NON AMIAMO LORO, MA LO STRUMENTO CHE RAPPRESENTANO PER NOI: noi vogliamo quella sensazione di vita ed energia che, mancando di agency, non sappiamo procurarci da soli; non amiamo loro (come si fa ad amare qualcuno che non sappiamo neanche esattamente chi è, perché hanno mille volti, qualcuno che non si fa conoscere e probabilmente non conosce nemmeno se stesso?) ma quello che azionano in noi e che noi da soli non riusciamo ad attivare.
    IN QUESTO SENSO, ANCHE LORO SONO PER NOI INTERCAMBIABILI. Io l’ho sperimentato sulla mia pelle: è bastato che un altro squilibrato (non np, non maligno, ma in ogni caso caratterizzato da scarsa capacità di amare e di affrontare i propri sentimenti, quindi sempre dello stesso genere) si profilasse all’orizzonte e np è letteralmente svanito dal mio cervello (pure se era presente nella stessa sala da ballo!). Dico: totalmente sparito, svanito, puff!, nessun pensiero, nessuna idea, nessun sentimento, nessuna emozione! Il mio cervello e le mie emozioni rivolte solo a quest’altro bel campioncino del genere maschile. Certo, non ho fatto un grande affare considerando il profilo psicologico del nuovo soggetto in questione, e poi non appena se n’è andato sono stata subito più sensibile alla sirena del vecchio np (senza però ri-immettermi nella relazione, almeno questo no!), ma la vicenda mi è servita molto, giacché mi ha mostrato chiaramente che:
    1) np può tranquillamente uscire dal nostro cervello
    2) lo np storicamente incarnato in quello attuale è assolutamente intercambiabile con un altro squilibrato
    3) quello di cui ho bisogno è, evidentemente, di farmi invadere la mente e di avere aspettative (fallaci) verso qualcuno Altro da Me che stimoli fortemente la mia carente agency e mi aiuti a non vedere il mio vuoto interiore.

    Certo, il fatto anche mi preoccupa (passare da uno squilibrato all’altro, insomma…), però mi aiuta a sganciarmi dall’idea (falsa) che questo np sia in sé così importante, così significativo come persona in sé. Mi aiuta concretamente a sentire, a percepire che il mio problema non sono loro ma io stessa. Su questa base è più facile, o meno difficile, lavorare per il mio risanamento.
    Tutto lavora dentro me stessa, loro non sono che leve, potenti ma soltanto leve.
    C’è, al fondo, una discrepanza tra il mio Sé attuale (che, in assenza di rifornimento esterno, è privo di agency) e il mio Sé ideale (di persona capace di amare e di essere amata, di essere capace di grandi emozioni) che crea insoddisfazione, noia, depressione. Le discrepanze, poi, tra il mio Sé attuale (demotivato e depresso) e il Sé ideale dell’Altro (lo squilibrato, che appare il motore della felicità adrenalinica) creano emozioni di vergogna e imbarazzo interiore. Abbiamo alle spalle, tutti, un vissuto negativo, legato a sensi di colpa e a sensazioni di indegnità. Questo nostro Sé del Vissuto va ad essere stimolato (inconsciamente) proprio dagli squilibrati, e qui emergono sensazioni di paura e di essere minacciati. Ed ecco che, in un gioco perverso, cerchiamo di allineare questi nostri Sé (cioè cerchiamo di recuperare autostima) proprio con le fonti sbagliate che, per poco, alimentano il nostro Sé ideale (di essere fantastici e fantasticamente proiettati con loro nel magico mondo delle favole adrenaliniche), per poi far emergere il Vissuto di disamore per noi stessi nei modi che sappiamo (con le tecniche manipolative e di tortura tipiche di questi soggetti np).

    Va dunque ricostruito un Sé più equilibrato: non più passare dalle vette alle grotte, ma accettare le nostre imperfezioni e godere anche delle piccole cose. Più facile a dirsi che a farsi, ma la direzione deve essere questa, non quella della nostalgia di np! Sarebbe il lavoro che dovrebbero fare anche np su se stessi, ma a loro manca la capacità autoriflessiva e non possono. Noi invece sì.

    Un abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Blume come sempre le tue analisi sono impeccabili e ricche di spunti di riflessione nuovi e interessanti.
      Vorrei dirti che sarebbe bello non vederti più qui e saperti felice là fuori senza dover parlare di queste cose e di questi stronzi ma sono egoista e voglio che resti 😄
      Confermo assolutamente che anche io ho trasferito tutto il mio bisogno di adrenalina da np1 a np2…alla fine ormai il primo mi dava un nutrimento di pessima qualità…scarso e troppo diluito nel tempo….avevo bisogno di più e quel “di più” è venuto dalla relazione folle con np2, che di fatto mi ha ridato tutta l’adrenalina e il senso di vita che avevo perso…..sebbene consapevole che si tratta di un’illusione, ma l’ho voluta ad ogni costo.
      Si, abbiamo una carenza di agency individuale…decisamente…non ci basta avere interessi, nemmeno scalare l’Everest potrebbe darci quelle scariche di adrenalina assurde, sebbene basate su manipolazioni, anche reciproche (ebbene si, anche noi in quanto drogate ce ne inventiamo di ogni per avere quelle dosi)…
      Bisogna ripartire da zero e riprogrammarci in toto. Convincersi che quella droga che loro rappresentano è nociva nel lungo periodo e anche prenderne solo un pò ogni tanto fa male, anzi malissimo.
      Oggi come da copione np2 mi ha cercata. Voleva vedermi oggi stesso ma gli ho detto che non posso e spero di riuscire a mantenermi forte. Ma solo vedere il suo nome sul display mi ha dato una scarica elettrica mostruosa, non posso negarlo.
      Baci

      Piace a 1 persona

      1. Cara Spirito libero,ti rispondo solo ora e ti ringrazio per la tua risposta.
        Sapere che oggi sei serena mi da forza per affrontare le mie paure e sono felice per te.
        Quando parli di scarica elettrica so bene a cosa ti riferisci,a me bastava il suono di un messaggio per farmi andare fuori di testa.
        Isolata dal mondo non uscivo mai,perche’ l’apoteosi per me, era stare sul divano aspettando i suoi messaggi,che si interrompevano puntualmente,quando lui poi,annoiato,decideva di interrompere per andare a fare i suoi porci comodi in giro.
        Non sai quanto darei per farti leggere le nostre conversazioni,sono certa che tutto quello che è stato scritto a me è stato mandato anche a te.
        Dovremmo festeggiare per esserci liberate di persone cosi’ inutili,forse li abbiamo incontrati per riuscire ad apprezzare,un giorno,tutto il bello che arrivera’…
        Ti abbraccio.

        Mi piace

      2. Cara Michelle…grazie a te delle tue parole e dell’incoraggiamento….ho mandato prima la mia nuova testimonianza a Claudileia su questa cosa e mi sento fortunatamente molto centrata e consapevole di tutto: la banalità della sua scusa per prendere le distanze (fino a due giorni prima tutto ok anzi sembrava pure più tranquillo del solito), la sviolinata per tenermi comunque agganciata, la sua bella faccia tosta nel dire candidamente che ha bisogno di tempo per “agevolarsi la gestione di persone e situazioni”…che in soldoni significa che oltre alla donna e me ne ha anche altre….poverino quanta fatica!
        Che dire….sono così banali e scontati…..non meritano pena e nemmeno pensieri…..
        Anche io ultimamente mi ero abbastanza isolata e anche se non lo sentivo tutti i giorni mi bastava qualche scambio per accendermi subito…purtroppo la dipendenza mentale crea questo….hai bisogno che loro ti ti vogliano per sentirti desiderabile e se cui non avviene ti senti un cesso..ma é solo il frutto della manipolazione volta a renderti dipendente.
        Hai ragione, noi tutte meritiamo una persona che ci metta al primo posto…queste situazioni non portano da nessuna parte.
        Immagino perfettamente cosa potesse scriverti sui messaggi…io sinceramente mi ero anche stancata delle sue volgarità. Che le scriva a un’altra, che si renda ridicolo altrove….ha anche problemi di natura sessuale, quindi peggio di così…
        Davvero non si perde niente ad averli lontani ma su guadagna in termini di serenità e autostima….
        Tu abbraccio forte🌼

        Mi piace

    2. Carissima Blume ,mi sono fotocopiata la tua risposta per averla sempre a portata di mano.
      Complimenti davvero e grazie di cuore perché le tue analisi sono estremamente precise e soprattutto utilissime.
      Tutto quello che hai scritto lo condivido e lo confermo.
      Mi hai fatto riflettere su un punto cruciale.
      Tutte le mie storie dall’adolescenza ad oggi sono state con soggetti disturbati:psicopatici e narcisisti.
      Il mio aggancio avviene con loro e per anni ne rimango coinvolta,soprattutto quando loro poi ,in un secondo momento della relazione, mi rifiutano.
      Quando conobbi l’ultimo,mi ricordo che stavo ancora malissimo per l’altro,con il quale non stavo piu’ da un anno.
      Mi struggevo di dolore ma basto’ incrociare i suoi occhi per dimenticare completamente tutto quello che era esistito fino a quel momento.
      Ecco quindi,che ti do pienamente ragione sulla tesi dell’intercambialita’.
      Sto cercando di ricostruirmi in modo piu’ equilibrato,non ho nessuno da diverso tempo,perche’ come dicevo, alla noia preferisco il nulla,pero’ spero nel tempo di maturare e di riuscire a provare attrazione anche per le storie normali.
      Ti abbraccio e ti ringrazio davvero tantissimo per la tua risposta.

      Mi piace

      1. Cara Michelle, mi inserisco in quello che hai scritto a Blume per confermarti che anche io ho passato esattamente lo stesso: incontrato il secondo narciso mentre ancora mi leccavo le ferite per il primo. In realtà questo secondo narciso lo conoscevo già da prima che finisse la relazione con il primo np, ma finchè ero presa dall’altro lo tenevo a distanza.
        Dalle dinamiche che sono poi emerse ho capito che il problema era proprio il mio bisogno di sentirmi “vista” e “desiderata”….appena il secondo si è messo in modalità giusta mi ci sono agganciata subito e a quel punto il primo narciso ha fatto la sua uscita di scena dal mio cuore.
        Normalmente non accade cosi. Finita una storia ci si prende del tempo per riflettere su tutto, mentre in questi casi capita spesso di passare da un rapporto dipendente ad un altro anche nel giro di breve.
        Purtroppo sono le ferite interne a creare queste dinamiche e bisogna lavorare molto su quelle, i narcisi sono appunto solo degli specchi in cui riflettiamo i nostri antichi bisogni mai soddifatti..
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

  5. Ciao a tutti…
    Aria complimenti continua così, certo che scriverti AUG. mi hai fatto sorridere, mi è venuto in mente il saluto degli indiani😂… AUG grande capo narcy ti da il benvenuto 😂…
    Poi vorrei spendere due parole su WhatsApp che sicuramente è stato inventato da un narcisista:np della sottoscritta ha non uno ma ben due telefoni.Uno di lavoro,l’altro praticamente è l’estensione del suo braccio (giustamente, altrimenti non sarebbe np). Ricordo che una sera mi disse che doveva scaricare ogni social presente sulla faccia della terra per coprire le corna che i suoi amici, colleghi e Co. mettevano alle loro mogli fidanzate e compagnia bella. Ah.Gli dissi che non capivo il perché ai tempi…
    Disattivato pure io ultimo accesso per la mia pace mentale e le spunte blu ma si sa che basta un click e ahimè… Controllavo al mattino se la sua buonanotte coincideva con l’ultimo suo accesso e questo mi bastava per stare tranquilla, poi attendevo il buongiorno e per me poteva iniziare bene la giornata. Vorrei soffermarmi su questo punto:potendo collegarmi solo in determinate ore, e questo lui lo sapeva, i suoi messaggi tramite WhatsApp arrivavano sempre puntuali in quei determinati momenti dove io potevo rispondere e essere online… Praticamente mi aveva ammaestrata a ricevere la mia dose quotidiana di droga e guai se mi mancava… In fase di svalutazione passavo dal buongiorno direttamente alla buonanotte con scuse annesse”ciao giornata pesante “” ciao oggi riunione tutto il giorno “” ciao sono stanco”oppure saltava il buongiorno e mi ritrovavo a mezzogiorno gli stessi messaggi perennemente uguali, monotoni… O ancora, e questa è la più bella non sentirlo per tutto il giorno e mandarmi la buonanotte. Tre mesi di messaggi uguali, sia negli orari che nei contenuti. Asettici. E ricordo benissimo la sensazione di una drogata che non riceve la sua dose,guardare ogni 5 minuti il telefono in attesa di un suo cenno di vita e pensare”cosa ho fatto? Dove sei?… Sempre quella sensazione di astinenza… E basare l’andamento della giornata e soprattutto del mio umore in base ai suoi messaggi… CHE CRETINA 😠.
    Aggiornamenti:quasi vado a sbattere contro np uscendo da una via e me lo ritrovo sul treno. Cuffie, girata di schiena e non cagato per niente. Ma ritrovarmelo davanti senza preavviso occhi negli occhi mi ha scombussolato non poco. Dopo quasi nove mesi pensavo di essere più “schermata”, comunque le mie energie e i miei pensieri sono rivolti a mio padre che sta combattendo con coraggio… Buona serata a tutti e un abbraccio.

    Mi piace

    1. Cara Lalla mi fai morire dal ridere..AUG grande capo! :))999
      I narcisisiti purtroppo sono degli accidenti che ci sono capitati tra i piedi.
      Purtroppo a volte ce li siamo pure cercati apposta, tanto per non farci mancare nulla.
      Credo sia normale che rivedere np ti abbia scombussolata. Fortunatamente noi non siamo robot come loro. Loro potrebbero veder morire la madre e non alzare un sopracciglio. Che poveracci senza emozioni e senza anima.
      Forza e coraggio per il papà, speriamo migliori sempre di più. La mia mamma quando è entrata in ospedale era paralizzata da un lato e non parlava più…ieri ha fatto la grigliata per tutti. Sono queste le cose che danno gioia profonda e fanno capire cosa conta davvero nella vita e non certo questi stronzi.
      Un abbraccio grande

      Mi piace

      1. Riguardo whatsapp: anche il mio primo np mi aveva abituata al messaggio quotidiano sempre alla stessa ora. Nel suo caso, mi dava il buongiorno sempre alle 12.45, quando andava in pausa pranzo. Io glielo mandavo durante la mattinata e da quel momento aspettavo la sua risposta iniziando a salivare come il cane di Pavlov man mano che l’ora si avvicinava. Mi collegavo ogni dici minuti solo per vedere se la spunta diventava blu e poi aspettavo la risposta come un drogato appostato nel parco.
        E quando arrivava quel buongiorno con le due faccette che mandano il bacio mi sentivo assurdamente contenta, anche se poi vedevo che stava ancora online e non mi cagava di striscio. Probabilmente stava online a parlare con la tipa numero uno, quella a cui a mezzogiorno bisogna raccontare come va la giornata e magari accordarsi per la sera…a me invece poteva bastare il buongiorno con le due faccine.
        Buongiorno che è stato in men che non si dica tolto dopo la nostra prima discussione.
        Questa fase del buongiorno alle 12.45 in punto è durata due mesi e mezzo circa. Non è tantissimo ma aveva creato una fortissima abitudine.
        Non averlo più mi ha distrutta psicologicamente e anche se sono passati quattro anni e un anno e mezzo di no contact, ancora adesso non sopporto che qualcuno mi mandi il buongiorno ad orari fissi o cose simili. Se lo fanno mi stacco subito.
        Purtroppo questi traumi ce li si porta dietro a vita. Io non credo che riuscirò mai più ad accettare che uno mi scriva tutti i giorni alla stessa ora perchè avrei il terrore di rivivere quell’incubo.
        Anche una cosa bella con loro si rovina irrimediabilmente….
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

      2. Cara Spirito Libero, l’intero meccanismo della dipendenza affettiva viene generato dentro di te grazie a questo tipo di comportamento rigido e abilmente calcolato dal manipolatore: sanno come farci attendere qualcosa e sanno anche farsi attendere. Vale arrivare sempre in ritardo (per generare ansia in te e cambiare il tuo livello di energia da entusiasta a irritato: “perché mi fa attendere, cosa sta facendo ora?” ), vale scrivere sempre nello stesso orario (per farti ipotizzare su cosa sia successo quando non lo fa), vale far finta di scordarsi le date che contano per te (per farti elemosinare gli auguri), vale farti fantasticare un viaggio o una cena che mai avverrà, vale dirti che ti presenterà alla mamma, ai figli e agli amici in una determinata occasione che poi, quando si presenta, “si dimentica” di invitarti, vale dire ‘domani vengo’ e non venire, ‘ti chiamo dopo’ e non chiamarti, ‘andiamo da questa parte’ e poi cambiare idea a metà strada, ‘ti dico dopo cosa penso’, ecc., ecc., ecc… È così che rendono ansiose persone che non lo sono affatto. Per questo spesso si crea un legame fondato quasi che esclusivamente sul dispiacere e sul trauma. Sei sottoposta a un regime totalitario e inaffidabile che finisce per drenare le tue energie migliori. Se ci pensi, buona parte del periodo di svalutazione sei rimasta ad attendere qualcosa da lui, bloccata dall’ansia. Il punto è che l’ansia può diventare cronica fino a portarti agli attacchi di panico che in molti casi nascono in concomitanza con la depressione. Tutti questi atteggiamenti apparentemente soltanto cafoni e maleducati, se adottati contemporaneamente da una singola persona nei confronti di un’altra, producono effetti che vanno oltre a ciò che il senso comune può immaginare. Quando persone che cercano di guarire la ferita del disamore sin dall’infanzia vengono affettivamente controllate da soggetti inaffidabili, il cervello cerca disperatamente qualcosa di affidabile per aggrapparsi e sopravvivere: è la nascita dell’ossessione. Vorresti un PUNTO FERMO, SICUREZZA. Allora cominci a RINCORRERE ciò che non si ferma mai, ossia l’individuo inaffidabile, per farlo ragionare secondo i tuoi parametri, nel tentativo vano di renderlo stabile, più conforme ai tuoi bisogni. Inutile dire che si tratta di un dispendio enorme di risorse e di energia vitale e che puoi lasciarci la pelle in questo processo sfiancante. Abbracci a te e buona giornata!

        Piace a 1 persona

      3. Claudileia hai fatto l’elenco esatto, le ho vissute tutte, il mio stato d’ansia era a livelli stratosferici e qualsiasi cosa mi dicesse, ormai, mi provocava attacchi di panico.
        Per questo dico che non tornerei indietro e non potrei avvicendarmi in incontri occasionali e dover tener a bada la sua follia, mi ritroverei in quello stato d’ansia che non voglio più vivere.
        È come stare anni su una barca con il mare in burrasca aspettando un giorno di calma.
        No, non mi interessa più, nemmeno fosse l’unico uomo sulla faccia della terra.

        Piace a 2 people

      4. Infatti, cara Alma. Accettare la loro offerta di ‘amicizia’ implica continuare a subire lo stesso identico trattamento, ma senza sesso. Al sesso subentra qualcosa di ancor più eccitante per loro: saperti lì, sapersi desiderati, sapere di poter raccontare proprio a te ogni sorta di slealtà nei confronti di altre donne perché oramai siete ‘solo amici’ e quindi… se ti arrabbi vuol dire che sei ancora ‘innamorata’. Camuffano questo maltrattamento psicologico (che potrebbe durare anni o decenni) con la scusa dei rapporti civili. Sono balle. Il vero nutrimento quando scartano una donna o vengono scartati sta in questo ‘saperla lì’, nell’immaginarla comunque in competizione con qualcun’altra, nell’osservare attentamente le sue reazioni quando magari rispondono al telefono a qualche altra ‘amica’ e, davanti a lei, si mettono d’accordo per andare al cinema o al teatro. Il tutto mentre si prendono quel famoso caffè che il bello ha rimandato non so quante volte. Ecco cosa li eccita più del sesso: la tua umiliazione, il tuo sgomento, la sensazione che andrai a casa e che ti butterai a letto piangendo disperata perché ‘ci sono altre meglio di te’. Li eccita parlare di sé mentre si sforzano per ascoltarti. C’è una crudeltà immensa nella loro offerta di ‘amicizia’ e che raramente viene colta mentre sei dentro l’ossessione. Solo dopo aver preso la giusta distanza riesci a capire che tutte le donne con le quali mantengono contatto per le più svariate ragioni vengono sottoposte a questa stessa tensione sessuale. Ecco cosa significa reggere ‘un’amicizia’ con loro. Per questo non mi stancherò mai di consigliare il contatto zero, perché fa soffrire di meno considerando l’umiliazione costante alla quale ti sottopongono mantenendo tali ‘rapporti civili’… Perché avvilirsi?

        Piace a 1 persona

      5. È proprio così, io ho vissuto il periodo con lui con una eterna ansia, mi diceva che mi chiamava più di tardi e io aspettavo, aspettavo, vedevo che non chiamava e lo chiamavo io (aspettavo ore prima di farlo) e non mi rispondeva, poi mi richiamava alle undici di sera ed io avevo passato l’intera giornata in preda all’ansia.
        Mi prometteva uscite, weekend che poi puntualmente saltavano e io ed ero in preda all’ansia.
        Ma la cosa paradossale è che lui mi diceva che ero io che andavo “avanti avanti” e che gli mettevo l’ansia, in un meccanismo di classica proiezione.

        Piace a 1 persona

      6. Cara Oliver, ahimè, gettandoti nell’ansia possono tenerti sotto controllo e allo stesso tempo accusarti di essere ‘pazza’ quando ti destabilizzano. Concordo sulla proiezione pura. Abbracci a te!

        Mi piace

      7. Proprio così Claudileila, mi ha definita “pazza” quando gli ho sbattuto in faccia le prove tangibili delle sue bugie.
        Ho sempre reagito alla sua mancanza di rispetto, al suo gaslighting, alla proiezione e alla triangolazione, so che lo nutrivo ma per natura sono fatta così, ribelle.

        Mi piace

      8. Carissima Oliver, razionalmente sappiamo che la parola ‘pazzi’ viene utilizzata da loro per rappresentare l’intera umanità che si rifiuta di adorarli o di subire in silenzio i loro abusi. Quindi direi che ‘pazzo, folle e deviato’ è questo loro ‘ragionamento’. Dopodiché è logico che quando crediamo di essere innamorati di una persona vogliamo essere il massimo in termini di bellezza, intelligenza, disponibilità, ecc. In questo senso dobbiamo guardarci dentro per comprendere il significato che ognuno di noi attribuisce alla parola ‘pazzo’. Io, da piccola, ricordo una cugina di secondo grado affetta da qualche malattia mentale molto grave. Era di una ‘pazzia’ visibile: parlava da sola per strada, a volte andava in giro con i vestiti strappati, ripeteva sempre una frase in continuazione, aveva mania di persecuzione e nessuno riusciva a fermarla perché scappava e andava per le campagne… Finché un giorno l’hanno trovata senza vita. Incinta. Ecco, l’immagine della ‘pazza’ conforme il mio intimo vissuto è sempre stata lei: una donna mentalmente non sana che ha avuto un vissuto e una fine tragica, orribile. Ecco, quando qualcuno di veramente squilibrato ci dà della ‘pazza’, in quasi tutte noi si apre una qualche ferita. Possono insorgere ricordi non belli come i miei oppure farci spalancare gli occhi per difenderci da un’accusa che riteniamo ingiusta e infamante. La realtà oggettiva è sempre una proiezione: loro agiscono di modo insano e ci accusano di insanità. Proiettano su di noi il loro orrore per scaricarsi.

        Mi piace

      9. Cara Claudileia, hai scritto cose molto vere.
        Chi subisce disamore e poi viene manipolato affettivamente riceve un danno enorme alla psiche.
        Io non credevo che quel messggio delle 12.45 fosse manipolazione, eppure ora capisco che anche quel piccolo getto era parte di un disegno volto a creare sudditanza psicologica ed affettiva.
        Ecco perché non riesco ancora oggi a perdonare….tanto più che gli avevo detto dei miei traumi infantili, il collegio e tutto.
        Prima ha creato questa abitudine quotidiana e poi l’ha negata di colpo….
        È una cosa piccola rispetto a certi love bombing che ho letto, dove sono state usate parole come amore, sei la mia vita eccc….ma lo stesso su di me ha avuto un effetto devastante.
        Pensa come stavo messa….ero felice solo per un buongiorno.. Ho avuto veramente pochissimo da questa persona eppure sono stata così coinvolta.
        Ad oggi non voglio più aver bisogno di nessuno, si sta troppo male quando ci si lega emotivamente e non voglio più permettere a nessuno di farmi così male.
        Con il secondo narcisista per fortuna non c’è mai stata quotidianità, questo mi ha aiutata a non coinvolgermi ma di sicuro le dipendenze hanno forme diverse a seconda della situazione in cui si sviluppano. Bisogna aver cura della bambina ferita e proteggerla da tutto questo.
        Un abbraccio grande e buona giornata a te 🌼

        Piace a 1 persona

      10. Cara Spirito Libero, non è cosa poca e te lo spiego perché. Supponiamo che tu abbia raccontato a lui di aver avuto a che fare con persone inaffidabili nella tua vita o di essere stata sottoposta a dei maltrattamenti improvvisi da persone ritenute affidabili per te. Supponiamo che tu abbia esposto a lui, molto chiaramente, una tua ferita del tipo: ‘non ce la faccio a reggere cambiamenti improvvisi, insomma, faccio fatica a fidarmi della gente’. Con questo comportamento apparentemente innocuo lui ti aveva fatto capire di essere presente nella tua vita e che lui sì era una cosa certa. Perché non chiamarti in orari diversi, una volta al giorno? Perché voleva che tu attendessi la sua chiamata. Non voleva che la sua chiamata arrivasse come una sorpresa per te, ma come una certezza. Non serve chissà quale love bombing per imprigionarci la mente quando abbiamo delle ferite direttamente collegate al nostro bisogno di sicurezza. Il bisogno di sicurezza affettiva è umano e normale e lui, accennando al fatto di essere ‘potenzialmente’ affidabile grazie alla sua ‘puntualità’ nei messaggi, ti ha fatto sognare. Sono maestri nei giochi mentali, cara Spirito. Ecco perché mentalmente pericolosi per noi che arriviamo con il cuore aperto. Abbracci e buona giornata anche a te!

        Piace a 1 persona

      11. Proprio così Claudileia, la loro offerta di amicizia quando ormai non c’e’ più relazione vera e propria serve solo a tenerti inchiodata a false speranze che magari un giorno si potrà rivivere la passione, magari più forte di prima ecc.ecc…e così una si mette lì buona buona ad aspettare, persino contenta di tanta “magnanimità” …perchè pure questo vogliono credere, di essere persino “generosi” nel voler mantenere un rapporto, magari dopo che tu li hai mandati a quel paese sfinita dalle continue manipolazioni e triangolazioni.
        Io sono stata tanto ingenua a riprenderlo tante volte ma quantomeno sono contenta di aver rifiutato la sua offerta di “amicizia” dopo che si è fidanzato perchè ho capito subito che per lui era solo un gioco per divertirsi a triangolare con la nuova donna..raccontarmi magari delle loro vacanze ben sapendo che io sognavo di uscire con lui anche solo per una pizza, cosa mai avvenuta in tre anni perchè “non aveva mai tempo”.
        Ecco, l’amicizia tra ex è una cosa estremamente difficile già tra persone normali, perchè implica superare la delusione di un progetto fallito ma in certi casi può diventare possibile se il bene è stato davvero autentico, ma con loro no, anche perchè amicizia implica un rispetto che loro non hanno mai avuto.
        Non si può essere amici di chi ha sempre dimostrato di non tenere a te, o solo quando gli faceva comodo…questo è l’esatto opposto dell’amicizia.
        Spero veramente che nessuna cada in questo tranello perfido anche perchè restando “in amicizia” si resta comunque bloccate, si impedisce a chi magari vorrebbe una vera amicizia o relazione sana di avvicnarsi perchè il narcisista continua a starsene lì bello appollaiato nella nostra mente.
        Intanto lui si fa la sua bella vita…weekend, viaggi, vacanze ampiamente documentati su ogni social di questa terra, non sia mai che ci perdiamo una puntata della meravigliosa avventura che stanno oggi vivendo.. e noi lì a leccarci le ferite, chiuse al mondo che invece ha così tante belle cose da offrire! Ma vaffanculo a loro.
        Baci

        Mi piace

  6. Cara Spirito, mi hai fatto ridere! 🙂
    Speriamo invece che io mi sganci presto (dal blog nel senso di stare a pensare talmente ad altro che mi manchi il tempo di passare di qua…), anche se boh, vediamo.

    Vorrei rendervi partecipi del mio stato emotivo di stasera, anche perché è in parte una vera disanima di un tipico incartamento nostro, che può dunque anche essere utile a tutti oltre che rendere preziosi per me i vostri eventuali commenti.
    Sto per andare a ballare. Vado dove ritengo improbabile incontrare la bella compagnia del momento, spero che non ci siano (np + ex amica la quale attualmente stava/sta vivendo un momento idilliaco con np: per sintetizzare: avendo io interrotto l’amicizia con lei per varie ragioni, anche connesse a np ma non solo, lei ha pensato bene di gettarsi su/farsi fagocitare da np il quale, essendo noi due entrambe sue ex, ha naturalmente approfittato del momento di potenziale mia debolezza, quale la fine di un’amicizia comunque porta, per triangolare subito azzeccandosi a lei per, ovviamente, per svilire me: tra le due insieme, ha sempre colpito me e mai lei, io sono uno dei suoi obiettivi polemici rilevanti: sente per me, se sono presente ovvio – altrimenti si dimentica di me, lo tengo sempre ben presente -, dicevo sente una attrazione forte quando mi incontra – gli piaccio davvero fisicamente, questo lo so, perché ha gusti standardizzati e io li conosco e io faccio parte dello standard, ma è la mia testa a intrigarlo soprattutto -, ma anche sente una repulsione e un desiderio intenso di distruggermi, che con la mia ex amica non ha e non ha mai avuto, pure se “calci” ovviamente gliene ha dati, se no non è lui, ha una reputazione di np da difendere!).
    Obiettivamente spero veramente nel cuore, nella mia pancia, di non incontrarli, e anche di non incontrarlo, nemmeno da solo, però…ci sono dei però, che provo a riassumere (e che riguardano i meccanismi dell’incartamento): sintetizzo i miei stati d’animo:
    1) l’idea di andare e non incontrare nessuno e poter ballare spensieratamente mi attira molto
    2) l’idea di vedere entrambi in sollazzo mi irrita (se io fossi fuori dalle dinamiche, dovrebbe irritarmi di meno, ci sono in mezzo signori!), mi preoccupa
    3) l’idea di incontrare lui da solo la respingo razionalmente (so che è meglio che non sia, meno lo vedo meglio poi sto in termini di tempo dedicato a lui nei pensieri miei)
    4) l’idea di incontrare lui da solo mi dà anche una carica di adrenalina senza irritazione, pur nella consapevolezza che, prevedendo le sue mosse (so prevederle abbastanza bene), comunque cercherà di svalorizzarmi in qualche modo, di raccontarmi dell’amica, di pigiare il dito sulla mia ferita, che lui con le sue antenne avverte chiaramente quale è (la triangolazione con la mia ex amica, in questo momento è il mio punto più vulnerabile), pure se io – lo giuro! – sono stata bravissima (tranne in un primissimo momento, ma ho saputo contenermi anche lì) a non mostrare a lui i miei veri sentimenti, a non svelare i miei punti di debolezza (io sono una brava attrice, ma lui ha le antenne del predatore…)
    5) l’idea di provare il brivido di cui sopra, mi fa allontanare – senza che neanche io ben me ne accorga – dall’idea naturale e positiva di farmi una bella spensierata serata di tango…
    6) … ecco qui che mi sono incartata e mi rendo la serata meno piacevole di quello che potrebbe essere, almeno nelle mie emozioni iniziali, nei miei pensieri
    7) l’incartamento è anche un effetto della necessità, fortemente anzi direi assolutamente pretesa da np, di agire sempre strumentalmente: perciò, strategicamente agisco anche io nei suoi confronti (in risposta alle sue malefatte, ovvio): una delle cose più stressanti, ma anche mentre la vivi più adrenalinica, è, almeno per me, il gusto della sfida con np, una sfida infinita, chi è più bravo a colpire, una sfida che non porta da nessuna parte, neanche lui, in verità, va da nessuna parte così, infatti secondo le mie previsioni a un certo punto sarebbe costretto a evitarmi totalmente, ma qui lui pure ha il mio stesso problema, che spiego nel punto successivo
    8) non ci siamo mai bloccati a vicenda (neanche lui, solo una volta ha fatto finta di aver perso il mio numero, che poi ha magicamente ritrovato) anche se non ci siamo sentiti per mesi e mesi; non possiamo del tutto ignorarci (perché condividiamo le stesse sale da ballo, un luogo pubblico ma non animo per noi, luogo che io frequento da molti molti anni, conosco tutti e sono stimata come tanguera, lui da molto meno di me ma comunque ormai abbastanza da “esser dentro il giro”): né io né lui ci sentiamo di affrontare questo “giro” assumendo fra noi due atteggiamenti di totale chiusura verso l’altro (del tipo: rispondere non voglio ballare a un invito), verrebbe notato, ne sentiremmo imbarazzo rispetto al contesto, prima amoreggianti/amici e poi litigati, roba da adolescenti, all’età che ho non me la sento di mostrarmi così alla sala e alle tante persone che conosco e con cui ballo da tanto, lui invece teme soprattutto per la sua reputazione presso le potenziali prede lì presenti, di tutte le età e le conformazioni culturali, se si mostra un totale ragazzino se ne brucia alcune e lo sa), quindi sia io che lui, ognun per sé ma entrambi siamo in condizioni simili. Possiamo ignorarci abbastanza durante una milonga, ma non è che possiamo non entrare mai in relazione. Fingiamo cortesia, alle brutte, per ignorarci; io non è raro che me ne tenga lontana e lui pure può mettere in scena l’esser sdegnoso, il prezioso. Ma a volte entriamo in relazione nel tango, e vengono dei tanghi molto intimi e appassionati insieme, non finti e caricati alla Rodolfo Valentino e Mata Hari per intenderci (lui fa soprattutto questo, in genere), sessualizzati ma non spinti, erotizzati in maniera molto calda ma mai volgare, tanghi in cui provo estasi e secondo me anche lui, lo vedo soprattutto perché immediatamente dopo, e anche nel mezzo, ha necessità di svilirlo (in vari modi che ora non vi sto a dire, comunque sempre nella modalità passivo-aggressiva, ad es. sciupandoli alla fine mettendosi a parlare e a discutere polemicamente mentre si balla (magari parlando di posizioni filosofiche sulle quali sa benissimo che non siamo d’accordo, perché ne abbiamo parlato a josa), di fatto interrompendoli, oppure dicendo sai non sono molto ispirato a ballare stasera, avrei bisogno dell’amore per ballare bene, cose così, ragazzinate, io in genere rispondo con queste varianti: ma falla finita e balla, non interrompere quello che senti! oppure: quanto talento sprecato…, oppure: vabbè se non ti va di ballare, basta (in genere qui lui continua a voler ballare, tanto per non darmela vinta). Questo entrare ogni tanto (non sempre) in intimità nei tanghi genera un circuito vizioso, sia in me che in lui, per cui si genera una forte tensione ad andare uno verso l’alto, per poi ovviamente creare un cortocircuito per cui dobbiamo – e malamente – respingerci: inizia lui, ma io colpisco a ruota: TUTTO QUESTO MI INCATENA A UNA RIPETITIVITA’ DI SCHEMI DISFUNZIONALI CHE CONOSCO, IN CUI MI MUOVO BENISSIMO, IN CUI STO “TRANQUILLA” E CHE QUINDI FORSE ANCHE PER QUESTO SCELGO, PURE SE SO BENISSIMO CHE GENERANO O GENERERANNO UNA QUALCHE FORMA DI DOLORE, INEVITABILMENTE, PERCHE’ OMAI LO SO RAZIONALMENTE DALL’ESPERIENZA.
    8) Non sto male come prima, ma tutto questo mi riavvita a lui, non come prima ma va in quella direzione (una cosa fondamentale: non abbiamo rapporti sessuali: qui andiamo a specchio, ognuno guarda le mosse dell’altro e non si sbilancia, credo in fondo anche per un timore di un rifiuto, e pure questo vale per entrambi; questo crea però uno stallo pericoloso
    9) detto tutto questo CHI HA LA POSSIBILITA’ DI FARE SERIAMENTE E CONCRETAMENTE IL NO CONTACT TOTALE, IO A QUESTO PUNTO LO CONSIGLIO, perché sperimento sulla mia pelle la “grande curva”, l’perbole che si genera NECESSARIAMENTE con np: si sviluppa tensione, dunque si crea in noi qualche forma di aspettativa inconscia preconscia o talora pure tantino conscia, quindi va a poi a scoppiare la bomba della disillusione con cui ti schiaffeggiano a un certo punto (malignamente: credevi che ti amassi, eh? e invece no!!!), loro rovinano naturalmente tutto con questa smania di dover distruggere l’altro (per questo loro confondere la sofferenza con la prova dell’amore provato, per questo loro sostituire la sofferenza dell’altro alla gioia di stare insieme), alla fin fine forse non provano neanche tutta sta felicità ma tu, tu certo offri, in certa quota, più o meno grande, ma a questo sei destinata/o, perché per qualche motivo tu ti incateni lì a loro col pensiero (mentre loro no: questa è una delle grandi differenze fra noi e loro). Io ora soffro pochissimo, o quasi nulla, più che altro può farmi rosicare, ma certamente col suo contatto, pure nei termini in cui vi ho esposto, aumenta di parecchio la quantità di pensiero mio intorno a lui…

    Un abbraccio, non rileggo neanche, spero non sia confuso il discorso, pero ahora me voy a bailar!
    😉

    Mi piace

    1. Cara Blume, mi hai fatto salire l’ansia.
      Non so come tu faccia, io non potrei assolutamente, penso che pur di uscire da un turbinio del genere sarei capace di rinunciare al ballo o cercherei un altro posto nella certezza di non incontrarlo.
      Io a volte ho un sussulto solo quando, per strada, a volte, mi sembra di vedere la sua auto. Figuriamoci un po’ così. No ragazze io sto bene così, ve lo garantisco, è quasi 1 anno che non lo vedo neanche da lontano per strada e ho una pace interiore che una volta non avrei neppure immaginato.
      Baci

      Piace a 1 persona

      1. Cara Alma, io non posso rinunciare a ballare, è parte della mia vita, morirei senza ballare, non sto scherzando, non è una scusa. Cerco solo di andare in sale dove è meno probabile incontrarlo. Posso fare solo questo.
        Un abbraccio

        Mi piace

      2. Sì, ma io ti credo e ti capisco, anche io ho passioni a cui non potrei rinunciare e per causa sua ancor meno, ma credo mi troverei in difficoltà.
        Un abbraccio

        Mi piace

    2. Cara Blume ho sorriso leggendo i siparietti tra te e np nel tango …lui è davvero ridicolo…ballate benissimo e alla fine deve dire qualche cazzata per rovinare tutto o comunque sminuire l’intimità che si è creata. Seguo da anni il blog di una persona che balla il tango e so quanto siano intensi i vostri “amori di tre minuti”, così come li chiama lui. La tensione sensuale ed emotiva che si crea è enorme, ma chiaramente un np recita anche quella…infatti come tu dici lui balla in modo esagerato, alla “Rodolfo Velentino”, e anche questa immagine di lui che recita nel ballo mi ha fatto sorridere. Mamma che vita di allucinante hanno questi soggetti. Non si godono niente davvero.
      Anche il mio np2 di solito dice delle emerite cazzate dopo che ci vediamo, magari un attimo prima eravamo super passionali e poi dice cose che fanno cadere le braccia.
      Non so perchè lo fanno, hanno questo bug nel sistema per cui se una cosa è bella la devono demolire. Tali e quali ai bambini di un anno e mezzo che distruggono il castello di costruzioni sogghignando e poi piangono perchè il castello non c’è più.
      Tutto questo nonsense ad occhi esterni risulta davvero tragicomico…immagino che tutto quello che ciascuna legge delle altre ci dia questa sensazione.
      Il punto è…se noi riusciamo a vedere molto chiaramente tutto questo nelle storie altrui perchè facciamo così fatica a tirarci fuori da queste situazioni che stanno tra il ridicolo e il grottesco?
      Ci siamo date e ci diamo milioni di spiegazioni scomodando i luminari della psiche, sappiamo tutto delle cause nostre e loro, credo che potremmo anche tenere delle conferenze.
      Eppure come dici tu, ad un certo punto ci incartiamo.
      Oggi pensavo che ci vorrebbero delle comunità per le dipendenti da narcisismo simili a San Patrignano. Non scherzo. Posti in cui è tassativamente vietato avere contatti con l’esterno e quindi con la tentazione tossica rappresentata dall’np, in cui si vive la giornata facendo cose varie, seguendo una riabilitazione vera e propria.
      Non vedo altro sistema per chi come noi non riesce/vuole bloccarli e non sa fare a meno delle montagne russe emotive a cui ci sottopongono e a cui noi, volontariamente, ci sottoponiamo.
      Potrebbe essere un’idea? Creare dei centri seri di riabilitazione da np?
      Un abbraccio

      Piace a 1 persona

  7. 🙂 🙂 🙂
    Sì, potrebbe essere un’idea! Anche se, temo, che passeremmo il tempo a parlare tra noi di questi fantastici personaggi! :-0

    Sì, sono ridicoli, devono distruggere le cose e lo fanno come bambini, a 50 anni! Chissà cosa ci troveremo, in loro… :-0

    Io confesso di provare anche un senso di divertimento compassionevole di fronte a certe sue bambinate. Capisco che può apparire una bestemmia, ma la nostra psiche è complicata e oggi come oggi, soprattutto, rabbia non ne provo più. Se devo provare qualcosa, preferisco che sia un sentimento così piuttosto che rabbia e umiliazione. Quando inizia a comportarsi male, oggi come oggi avverto soprattutto un senso di rottura di palle, un cadere le braccia che è certo insensato da parte mia (che mi aspetto?), ma non è la sofferenza di un tempo. Il fatto è che io non mi sento sconfitta da np (questo è anche pericoloso, nel senso che può attivare una nuova sfida). In una sala da ballo, poi, io sono una regina e lui poco più di un principiante, e questo non è secondario. Rosica pure, per questo. Al momento, la complicazione è data soprattutto dalla presenza della mia ex amica che si getta a pesce su di lui. E’ più lei a colpirmi che non lui. Lui so chi è. Da lei, invece, non mi aspettavo questo atteggiamento (per mia cecità, certo, perché i segnali c’erano anche prima), e non riesco per adesso a perdonarla, né soprattutto riesco a perdonare me di essermi fidata di lei.

    Sembrerà strano, ma io non ho mai provato gelosia in senso stretto per lui. Le donne che va a cercarsi mi sono sempre sembrate più disgraziate che privilegiate. Le triangolazioni, con me, del resto, non hanno mai funzionato bene: o ne percepivo il suo utilizzarle rispetto a me (se percepisco questo, non posso fare a meno di avvertirne il ridicolo) oppure sono contenta che se ne stia lontano. Se il suo connubio con la mia ex amica produce qualche effetto particolare e diverso su di me, è a causa di lei, non di lui, di questo sono certa.

    In ogni caso, è meglio non averci a che fare, questo è chiaro.
    Nel mio caso, c’è l’elemento ostativo del tango. Io non è che possa rinunciare a ballare, quello che posso fare è orientarmi verso sale dove è meno probabile incontrarlo. Il tango per me (come per tutti i tangueri a cui è preso questo virus) è come una sorta di droga: nelle mie carenze varie, costituisce da tempo immemore una delle non molte attività che mi dà pienezza ed energia vitale, e senza controindicazioni! Senza tango, starei male. Certo, questo mi espone al contatto con np, ma non vado a togliere dalla mia vita una tale fonte di benessere, che va molto al di là di np. Anche se la sua presenza in una sala mi condiziona sempre, io non sto sempre allo stesso punto. Mi sono trasformata molto rispetto a lui. Molto mi ha aiutato un suo scomparire per mesi dalle sale, tempo fa (rintanato a fare danni con la sua fidanzata). Che dire, speriamo che, al più presto, si trovi una bella fonte di rifornimento valida (indipendentemente da me) e si tolga dalle balle.

    Comunque poi ieri non c’era nessuno della fantastica cricca e mi sono goduta molto la serata.

    Piace a 1 persona

    1. Certo Blume, sono daccordo che non devi rinunciare alla tua passione per il tango, anche perchè uno dei godimenti più grandi dei narcisisti è proprio quello di isolarti dalle tue passioni…sminuendole o cercando di competere. Vorrei dirti di fregartene anche se vai dove sai che potresti vederlo, ma forse è meglio che tu vada dove puoi stare tranquilla e non rischiare di rovinarti una bella serata a causa della presenza della “coppietta” ridicola.
      Guarda, sono straconvinta che ci sei rimasta male più per lei che per lui, in quanto i narcisi sono penosamente prevedibili nelle loro manipolazioni, mentre da una persona con cui hai condiviso lo stesso tormento e quindi pensi sia in grado di capirti è molto più dura da digerire. Comunque come ti dicevo…guardala con compassione, lei ha fatto di tutto per riavere la sua droga di pessima qualità, a sto punto meglio che se la prenda lei piuttosto che te.
      Sulla gelosia: anche qui noto differenze nelle mie due esperienze. Sono stata estremamente gelosa di np1 perchè sapevo che era single e temevo che trovasse la donna “giusta”, e mi rodevo di non essere tra quelle che lui considerava “papabili”.
      Con np2 non lo sono, o meglio, mi da fastidio se mi accenna alla sua donna ma delle altre eventuali non me ne frega niente.
      Comunque sia, è sempre meglio evitare di entrare in dinamiche triangolari e mostrarsi indifferenti a questi loro tentativi…se vedono che non reagisci alle triangolazioni si smontano, anche se poi magari tenteranno altre manipolazioni, come le attese infinite (per farti capire che non sei una “priorità”) o i silenzi strategici.
      Insomma, il loro arsenale è vastissimo. Non sono relazioni ma vere e proprie guerre psicologiche.
      Parlavi di sfida: si, anche questo è un rischio notevole perchè appunto loro nelle sfide ci sguazzano alla grande in quanto per loro è tutto un gioco e se ci metti del pepe rendendogli pan per focaccia (li batti sempre non sul piano logico, ma su quello analogico, ovvero comportamentale) si esaltano ancora di più.
      La differenza tra noi e loro è che noi le emozioni le abbiamo comunque, per essere veramente ad armi pari dovremmo essere dei robot, completamente anaffettive e senza il minimo scrupolo, ma questo è impossibile. Per questo alla fine loro vincono sempre.
      Paradossalmente, la loro più grande disgrazia, ovvero la mancanza di emozioni, è anche la loro più grande forza.

      Mi piace

      1. Cara Silvia,
        temo che questa sia l’essenza della dipendenza affettiva, di tutte le dipendenze, essere consapevole che quella cosa ti fa male (o ne farà in futuro) e comunque non riuscire a evolvere, a sganciarsi.
        Vale per le sostanze (nocive), le abitudini (cattive) e anche per le persone tossiche.
        Queste sono le fragilità che andrebbero indagate e possibilmente contenute.

        Se una volta capito chi si ha di fronte non si scappa a gambe levate in assenza di vincoli oggettivi e cruciali come figli/risorse economiche, anzi ci si compiace di riuscire a giocare allo stesso gioco, vuol dire che esiste un nucleo di narcisismo perverso analogo al loro con cui fare onestamente i conti.

        Mi piace

      2. Infatti cara Babi ho sempre parlato di complicità in questi casi, non di vittima.
        Fortunatamente ne sono ben consapevole e se sono qui non é per conpiacermi di saper tenere testa ad uno stronzo, cosa per cui non vedo alcun merito o abilità, ma perché vorrei venirne fuori senza ridurmi ad uno straccio. Tutte noi che abbiano avuto o hanno a che fare con narcisi hanno un nucleo narcisistico inversamente polarizzato al loro, e per questo ci si attrae. Analizzo questo e lo condivido per ricevere altri spunti di riflessione.
        Mi fa piacere che tu ne sia del tutto fuori alla grande 👍😊

        Mi piace

      3. La tua ultima frase mi fa davvero piacere. Non so se alla grande perché ho sofferto da morire (letteralmente) ma mi sembra davvero di esserne fuori definitivamente.
        Anche nei confronti di questo blog, che adoro, si è un po’ modificata la relazione, leggo sempre ma le storie mi fanno più compassione che rabbia.
        Nei confronti del narci indifferenza totale, praticamente non esiste più, sto procedendo con la terapia per rafforzarmi al fine di evitare altri accidenti simile e sistemare aspetti che non lo riguardano e, parte più importante, invece ho bellissimi nuovi progetti da portare avanti di cui spero di potervi parlare a breve.
        Uno in particolare, a cui tengo molto e che ho voluto fortemente, è relativo alla mia crescita professionale e anche se mi costa fatica sono certa darà i suoi frutti.
        Se potrà essere di ispirazione per qualcuno, secondo la mia esperienza, il passo di spostare l’attenzione dal narci a se stessi è importante ma è fondamentale che lo spostamento non sia finalizzato a rimirarsi l’ombelico 🙂 ma a crescere. Una volta comprese le dinamiche, il funzionamento dello psicopatico, con la terapia, l’informazione e lo studio, insomma raggiunta la consapevolezza è necessario impegnarsi concretamente per migliorarsi.
        Costa tanta fatica a volte mi sento esausta, finire di lavorare correre a occuparsi di altro non è una passeggiata, ma mille e mille volte meglio questo tipo di impiego del tempo che una singola ora persa appresso a un imbecille.

        Sono consapevole di essere fortunata, di essermi potuta staccare anche a costo di immensa perdita emotiva ed economica ma questo è passato, guardo avanti e spero di poter annoverare questa jattura in una delle tante esperienze che ho vissuto.
        Grazie Spirito, mi auguro che presto valga lo stesso anche per te.

        Mi piace

      4. Io ti ammiro Babi, hai fatto di tutto per staccarti dal narcisista, hai cambiato sede di lavoro e hai letto e studiato tanto.
        E la tua ironia mi ha aiutata a superare i primi momenti che sono stati i più duri.

        Mi piace

  8. Sì, non permetterò che lui mi privi di quella che è una mia grande passione, ben prima della sua venuta. Cerco di dirigermi dove so che non è probabile che la coppietta ridicola, o anche lui solo, possano starci. Ma non è sempre possibile, anche perché le milonghe migliori sono quelle dove vanno anche loro. Faccio un po’ e un po’. Ma, comunque, tempo al tempo, anche su questo lavoro, perché la cosa bella è che ho imparato che io mi trasformo, sempre, lui no, e penso anche lei no (non la voglio psicanalizzare, perché non sono una terapeuta e non ho i titoli per farlo, inoltre mi astengo proprio come metodo: penso a me, ai suoi effetti su di me, questo è l’importante oggi, comunque penso che sia disturbata parecchio, e inconsapevole di sé: tratti narcisistici, forse soprattutto borderline e istrionici, penso questo a occhio e croce, istintivamente).

    Sì, ci sono rimasta male più per lei, lui è com’è, da tempo ho smesso di volerlo cambiare. Il mio approccio con lui, se lo incontro e c’è una qualche relazione e comincia a rompere le balle, è ormai piuttosto il seguente: se non sai vedere la bella persona che sono, se non sai riconoscere la brava tanguera che sono, è un problema più tuo che mio, e devo dire che con lui ci riesco abbastanza bene (anche perché lo prendo parecchio in giro, se capita: e lui ci si diverte pure, salvo poi a montargli un giramento di coglioni che levati!). La variabile indipendente costituita dalla fantastica ex amica rompe invero le balle, lei proprio mi infastidisce parecchio, ostacola un po’ questo processo, mi impressiona e mi fa pure un po’ senso, però passerà anche questo, sono certa.

    Riguardo alle loro dinamiche, me ne tengo ben al di fuori: ho imparato da tempo a staccarmi emotivamente da lui, non a fini strategici come in passato, ma seguendo il bisogno di stare bene, specie in un luogo dove ballo la mia passione. E poi, alla fine, sai cosa accade? Che lui, vedendo che non ha presa su di me, si stacca da lei e o va a da altre o cerca di avere contatti con me. Questo fa, ridicolmente. E lei rimane come una scema. Vabbè, anche questo è un problema suo.

    Riguardo ai silenzi, alle sospensioni, allo sparire per poi fare cucù, devo dire che anche questo non ha mai avuto molta presa su di me. Non sono una che entra facilmente in ansia (cosa che np intende sempre promuovere). Semmai, tendo alla depressione, mi chiudo in un guscio. Questo lo devo a delle forti caratteristiche di tipo narcisistico che possiedo, di tipo difensivo: so come mettere a tacere l’ansia, anche per me il tempo può divenire una bolla; anche se il pensiero di np sta in testa, non ho mai avuto l’ansia di controllare se ha mandato un messaggio, il suo stato, ciò che posta etc., mai fatto, mai avuto l’impulso vero a farlo. Queste difese mi aiutano, sotto questo profilo.
    Ciò che mi ha sempre fatto veramente male, invece, è il suo svilire le cose passate con me. Questo è il tasto dolente per me. Ma anche questo si sta modificando, la sua capacità offensiva si è di molto ridotta anche sotto questo aspetto.

    Che dire, si naviga a vista. Ma io, pur se con tutti gli ostacoli e le trappole, io la vedo ‘sta luce in fondo al tunnel.

    Un abbraccio a tutte/i

    Mi piace

    1. Sono contenta che nonostante tutto vedi anche tu una luce in fondo al tunnel cara Blume.
      In queste storie io ammiro chi come te parla con onestà intellettuale ammettendo la dipendenza, le sconfitte e le delusioni ma sempre con dignità e voglia di capire e mai giidicare.
      Spero non sia passato qui il messaggio che io promuovo le manipolazioni per relazionarsi a sti stronzi o cose simili. Dici solo che con loro funzionano solo i loro stessi comportamenti, ma che noi essendo un dotate di parte emotiva ed emotiva non potremo mai replicare allo stesso modo.
      Mi sono riletta e credo di essere stata molto chiara sui danni che si hanno relazionandosi a loro. Anche solo il fatto di stare ore a scriverne e parlarne anziché magari farsi una passeggiata all’aria aperta o leggersi un buon libro. Cosa che io sto facendo mentre rispondo qui 😊
      Vedrai che passerà il malessere nei confronti della tipa, probabilmente é una borderline, spesso queste due patologie si accoppiano volentieri.
      Alla fine comunque pensa che lei non ha riconquistato nulla perché non aveva nulla. Non si può avere ciò che per sua natura é impossedibile..
      Di fatto non possiamo possedere nemmeno un fazzoletto, figuriamoci un essere umano, tanto più se privo di anima.
      Un abbraccio

      Mi piace

  9. Sì, anche io non voglio dare l’impressione di promuovere le manipolazioni per relazionarsi a np, quando parlo di cosa succede oggi, per carità, ho smesso da tempo di agire strategicamente per colpirlo, sento che non ne vale la pena, che non mi aiuta nel percorso di liberazione che sto facendo. Lo sento proprio, non è che lo decido solo razionalmente. Vi racconto le cose per spiegare chiaro chiaro dove mi trovo, all’interno del mio percorso.
    Ribadisco, anzi, che se non ci fosse il tango di mezzo, avrei senz’altro intrapreso la strada del no contact totale. Però ci sono condizioni e condizioni. Nel mio caso, non sono i figli o gli aspetti economici a determinare l’averci a che fare, è il tango, una passione cioè, a cui però non intendo proprio rinunciare, tantomeno a causa sua. Ci mancherebbe pure che mi impedisse di praticare quella che per me è una passione fortissima ma, anche di più, è uno degli strumenti non inquinati che ho a disposizione per ricaricarmi di energie vitali. Forse solo chi ha questa passione può intendere quello che provo.
    Quando ero in mezzo a quel guado di sofferenza, un anno fa circa, pur di tirarmi fuori avrei anche rinunciato per un po’ al tango, ma per fortuna all’epoca pensò lui a togliersi dalle balle (tutto orientato verso una nuova fidanzata, per la quale si orientava a scartarmi, fidanzata che ha ovviamente ridotto a uno straccio), è riapparso nelle sale questo autunno, dopo mesi e mesi di assenza. Lui è sempre lo stesso stronzo, non ci piove. Ma io però non sono più la stessa di prima. Sono più forte, più consapevole, più distaccata. Non guarita miracolosamente, non fuori pericolo, ma in netta evoluzione sì. So riconoscere meglio i miei fantasmi interiori, comprendo meglio quando ne sono abitata. Mi so perdonare di più; lo vedo soprattutto dal fatto che difficilmente mi monta su la vera collera (tutta la rabbia verso np e i suoi compagni di merende è secondo me in buona misura rabbia verso noi stessi, che ci sentiamo umiliati e non ci sappiamo sottrarre all’umiliazione).
    Certo, incontrarlo è sempre un ostacolo nel percorso, questo è chiaro. Soprattutto se sono in un momento di fragilità (es. la morte di mio padre, la delusione per la fine di un’amicizia), l’incontro ha degli aspetti pericolosi, perché lui ovviamente si orienta ad approfittarne subito. Però non riesce più a farmi sentire come prima.
    Il fatto è che io ormai la vedo questa luce, in fondo al tunnel, e non mi sembra un miraggio. Una luce che lui non potrà mai vedere nella sua intera esistenza.
    Un abbraccio.

    Mi piace

    1. Giusto Blume, l’importante è essere in evoluzione indipendentemente da quello che il narcisita fa o non fa.
      Scriverò più estesamente dopo… Baci

      Mi piace

    2. Ciao Blume, ho letto rapidamente ma penso di aver colto il tuo messaggio.
      Ti dico la mia esperienza quanto al “ora so tutto, sono più forte, non mi può più fare male, ergo continuo a starci MA d’ora innanzi faccio anche io il cavolo che mi pare, gli do il trattamento del silenzio etc”.
      So che tu non ci stai più assieme sessualmente, però però… il ballo è una riproduzione dell’eros sotto mentite spoglie. Per me si trattava dell’ultimo tentativo per non affrontare le conseguenze dell’ennesima ripresina, avendo una figlia insieme, e nella mia mente ancora non completamente sveglia pensavo: “meglio che ci sia anche io insieme a lei così tengo a bada le – diciamo edulcorando – idiosincrasie di suo padre”. Ovvero, figlia a parte – che c’entra e non c’entra – ero pronta a farmi più diabolica del diavolo.
      Il risultato, quando comunicai le mie intenzioni alla terapeuta che mi segue, fu che mi spedì dallo psichiatra intuendo un grosso pericolo PER ME in questa cinica strategia.
      Io lo feci lo stesso, durò qualche mese, ma non ressi la situazione. Cioè: è troppo disturbante tentare vie intermedie, figli o non figli, non se ne uscirà mai, si perde tempo vitale prezioso, e il rischio di ricadere nel TUO trappolone mentale è pressoché matematico.
      Ho toccato con mano quanto, pur consapevole di tutto, io non riuscirei mai e poi mai a reggere tale collusione.
      Per non parlare degli effetti sulla figlia, che stava malissimo a ritrovarsi non uno ma entrambi i genitori a vivere nella finzione.
      Poi tu comprensibilmente vuoi provare, tipo esperimento comportamentale, a osservare gli effetti su di te di dinamiche intra-psichiche che sai analizzare ottimamente. Ma io – spero di non offendere in alcun modo – ci vedo ancora un attaccamento da parte tua, o meglio una sorta di sfida del tipo “vediamo se il diavolo fa pure i coperchi, oltre alle pentole in cui sobbolliamo lentamente come la famosa rana”, per cui mi sentirei di dirti: lascia stare, non ne vale la pena, non c’è un premio in ballo per vedere chi salta fuori prima. Il premio lo vinci a non avvicinartici neppure, a quella pentola.
      Perdona se ho frainteso qualcosa, perdona se mi sono permessa.
      E’ solo la mia esperienza, naturalmente; e capisco bene che girino assai le scatole a dover cercare posti nuovi per seguire la tua splendida passione del ballo. Ma non potendo costringere nessuno a parte te stessa a cambiare aria… Se dove risiedi non ci sono alternative per perseguire la tua passione, puoi magari andarci con qualche amicO, ballare solo con altri, ignorando c o m p l e t a m e n t e lui e le sue ancelle di mezzo, in completa indifferenza (come tocca comportarci a noi che abbiamo figli in comune).
      Last but not least: complimenti per il livello di introspezione ed esposizione di cui sei capace. Non è da tutti.
      Hug

      Piace a 1 persona

    3. Eccomi. Ti capisco perfettamente Blume e credo tu stia facendo un lavoro egregio su te stessa nel cercare di comprendere le dinamiche che ti legano a np.
      Sono certa che piano piano troverai tutte le risposte.
      Nel frattempo non limitare te stessa, segui le tue passioni e fidati del tuo intuito.
      Io so bene di essere ancora in gioco con il secondo np e pur avendone visto tutti i limiti c’è qualcosa in lui che ancora mi attrae molto. Come me, é un’anima nera. Ci sono cose comuni che abbiamo vissuto e che qui non me la sento di raccontare che creano un legame molto particolare.
      Non voglio che lui cambi la sua vita per me, lo sa, gliel’ho detto. Gli ho detto che quando vorrà chiudere, non ci saranno problemi e lo stesso vale per me nei suoi riguardi.
      So che non potrà mai cambiare e quindi lo accetto così come è, prendendo quello che mi fa stare bene e rifiutando il resto.
      Se capirò che il gioco non vale più la candela mi tirerò indietro come ho fatto con il primo np. L’ho fatto una volta e non sono morta, lo farò ancora se serve e so che andrò avanti comunque.
      Di certo non voglio più soffrire inutilmente, non lo permetterò né a lui né a nessun altro. Continuerò a studiare ancora su questo tematica perché le cose da sapere sono ancora tante e spero di avere sempre un confronto aperto con tutte noi.
      Un abbraccio

      Mi piace

      1. Ti abbraccio, Spirito, e ti auguro serenità.
        Ti auguro in verità di sganciarti al più presto da np2, che pure se non ti fa soffrire come np1, sempre sottrae tempo ed energie (perché questo succede, con loro) e magari ti distoglie da altre conoscenze, da altre possibilità, non so. Auguro a tutti noi uno sganciamento fisico e soprattutto mentale da questi soggetti.
        Comunque, ognuno ha la sua strada, è vero, e certi passaggi debbono essere profondamente voluti, intimamente ed emotivamente voluti dico, altrimenti rischiano di non realizzarsi neanche con il blocco totale, com’è stato il tuo caso con np1.

        Un abbraccio.

        Piace a 1 persona

      2. Grazie di cuore cara Blume, sono convinta che se continuiamo a lavorare su noi stesse come stiamo facendo ci verrà ad un certo punto naturale prendere la strada della libertà da ogni dipendenza.
        Vorrei che per noi tutte fosse un percorso lineare e pulito, senza intoppi ricadute e passi indietro, ma sappiamo che é molto difficile e non basta solo la buona volontà ma come dici tu ci vuole anche una forte motivazione interiore, altrimenti qualunque cosa si tenti per sganciarsi non avrà esito positivo.
        Osservo i progressi di ognuna e sono felice quando sento che c’è speranza.
        Sinceramente ad oggi non so se voglio un altro uomo nella mia vita, uno normale dico. Ho avuto già storie importanti, lunghe e sofferte. Forse ora cerco solo un pò di pace per me stessa, sento di non avere più uno smodato bisogno di avere qualcuno accanto e questo mi sembra già molto positivo perché le relazioni che nascono da bisogni insoddisfatti sono sempre destinate a finire male, narcisita o no.
        Può anche darsi che io scopra di non essere proprio fatta per una vita di coppia, non é infatti obbligatorio stare qualcuno solo per paura di restate soli….vedo troppe amiche in storie “tanto per” e francamente se io devo stare con uno tanto per preferisco anche di no.
        Voglio comunque mantenermi positiva per questa seconda parte della mia vita. Ne ho già sprecata una buona parte in amori sbagliati, ora mi dedico finalmente all’amore per me stessa….un abbraccio grandissimo e buon fine settimana a tutti noi 🌼

        Mi piace

      3. Cara Spirito, hai scritto cose che condivido appieno.
        Per sganciarsi ci vuole una motivazione interiore altrimenti ogni tentativo è inutile e pure peggio. Quando 1 anno fa l’ho bloccato ero veramente motivata e ormai certa che sarei riuscita mantenerlo, in questo caso consiglio vivamente di farlo altrimenti meglio lasciar perdere.
        In passato avevo già tentato questa strada, pensa che cambiai anche il numero di telefono, ma se non c è convinzione e motivazione, se la dipendenza è ancora a livelli incontrollabili, non serve a nulla, perché il blocco si sblocca e il numero di telefono glielo fai riavere, tutto si può infrangere, io adesso sono nella condizione che so che NON VOGLIO che lui possa contattarmi perché, nonostante i miei progressi, non mi sento sicura che non cederei più, ma da parte mia c è la certezza che non lo cercherò più.
        Anche per me non c è più l’esigenza di avere un uomo accanto, anche io ho sprecato più di metà della mia vita in rapporti che mi hanno delusa e fatto soffrire troppo, spero di trovare un equilibrio e una pace interiore( che un poco ho ritrovato da quando non vedo più np) che mi permetta di stare bene con me stessa senza dover a tutti costi avere qualcuno accanto.
        Lo auguro a tutte/i noi.
        Un grande abbraccio

        Piace a 1 persona

      4. Carissima Alma ti ringrazio di cuore per le tue parole. Ricordo che parlammo di questo mesi fa. Hai ragione, il blocco è efficace solo se davvero non vuoi proprio più saperne altrimenti é un’arma che ti si rivolta contro.
        Il mio progetto a lungo termine che spero di realizzare è proprio cambiare del tutto numero in modo che mai più i narcisisti o altre persone che mi hanno volontariamente danneggiata possano anche solo pensare di fare un cucù del cavolo…
        Come ho già spiegato ho ancora un vincolo contrattuale con Wind che scade l’anno prossimo. Finalmente quando scadrà sarò libera di disattivare il numero. Nel frattempo mi mantengo in no contact con il primo np, mai più cercato da me da gannaio 2018, come ho gia raccontato altre volte lui ha provato a riagganciarmi a settembre ma l’ho lasciato perdere e da allora non mi ha più cercata. Evidentemente ha capito che non c’è più niente da spremere o di che divertirsi. Provo pena per la sua fidanzata attuale che non sa quanto sia finto nel suo porsi come “bravo ragazzo bastonato dalla vita”. Una parte che con me e sicuramente con molte altre gli é riuscita benissimo per divertirsi a scopare in giro.
        Sicuramente sono ancora in parte delusa ed amareggiata ma serena nella certezza assoluta di non volerlo più, anche se é stato il miglior partner sessuale di sempre.
        Per me é stata durissima da superare la dipendenza fisica ma se c’è l’ho fatta io ce la può fare chiunque.
        Forza e coraggio sempre.
        Ti abbraccio di cuore

        Mi piace

  10. Per Babi: rinnovo la mia felicità nel saperti fuori da certe dinamiche e orientata alla tua crescita personale nonché profesionnale. Certo che sei un esempio e spero di leggere presto le novità 😊
    Ciascuno di noi segue un suo percorso per migliorarsi e liberarsi dalla dipendenza, non tutti facciamo lo stesso.
    Chi ci arriva prima e chi dopo magari con degli scivoloni, ma l’importante è rialzarsi!
    Non siamo noi a fare gli errori ma gli errori a fare noi. Quindi ogni volta che sbaglio imparo qualcosa e miglioro o almeno ci provo..e questo è quello che conta.
    Purtroppo dalla mia precedente esperienza il no contact assoluto non ha funzionato. Sono riuscita a chiudere definitivamente arrivandoci con consapevolezza assoluta e senza bloccarlo.
    Ora anche se mi dovesse cercare non me ne importa più nulla e sono felice così.
    Con questo secondo np sono avanti anni luce rispetto alle sofferenze passate, riesco a tenere le distanze senza annullarmi e anche questo mi sembra un bel miglioramento rispetto al passato. Certo l’ideale sarebbe non aver più a che fare con sti soggettoni, ma anche su questo si lavora. Insomma, ritengo di essere attiva e non passiva in questa storia. La strada é ancora lunga e lo so.
    Per altre persone invece il no contact totale funziona benissimo ed é giusto e sacrosanto farlo.
    Qualunque sia il percorso l’importante è venirne fuori più forti e senza rimpianti😊
    Un abbraccio!

    Mi piace

  11. Per Lucia Bennet.
    Innanzitutto grazie per le tue parole di apprezzamento. E ti ringrazio anche per il tuo consiglio, non mi offende affatto.
    So bene, per esperienza, che nelle sfide con questi non se ne ricava nulla se non il proprio personale incartamento. Ma io, campionessa di sfide, in questa sfida non mi ci sento più. Quando sento che vuole provocarmi, lascio proprio stare (lo faccio con la pancia, non con la sola testa, non per rispondere strategicamente). So abbandonarmi nel ballo anche con altri, lo faccio. Mi annoia, anche, avere a che fare con uno che proprio è com’è un np è: perché sono noiosi nella loro ripetitività, nei loro schemi sempre uguali, possiamo anche dire: due palle!
    So però anche bene che il tango è malandrino e che vederlo, in ogni caso, crea un ostacolo al percorso, magari lo allunga. Diciamo che ci mette qualcosa di traverso, anche perché sa approfittare di ogni cosa come un np doc sa fare. Ad esempio, al momento, approfitta del problema relazionale tra me e la mia ex amica (me lo aspettavo, comunque). Quindi, mi tiro del tutto indietro dalle loro dinamiche e mi sottraggo allo spettacolo del loro pseudorapporto idilliaco di ora, perché sono convinta, come ha detto Claudileia, che senza i miei occhi a guardarli sono niente. Anche andando in sale diverse, sto spesso scegliendo di farlo. Ad esempio, stasera, non avvertendo una particolare voglia di ballare, non avendo da uscire per fare altro, me ne rimango a casa, coi miei due gatti, tra un libro e il pc.
    Ma fai bene a dirmi di stare in guardia. Perché, in ogni caso, pur se con mutata disposizione emotiva, i miei pensieri su di lui si sono ravvivati, questo è un fatto. Anche se per dirmi: ma che palle!, sempre è un pensiero su di lui che non vale la pena.
    Però hai ragione: stare in guardia, ignorarlo, avere la massima indifferenza. Posso farlo ancora di più di quanto lo stia facendo ora, sì, senza dubbio.

    Un abbraccio

    Piace a 1 persona

  12. Buondì. Anche io, come Spirito, non ho l’ansia di dover stare per forza con qualcuno, non mi sento incompleta pure da single.
    Ho alle spalle un matrimonio di 13 anni, senza figli, è stato amore da parte di entrambi, ma è finito 6 anni fa, e nella conclusione c’è stata molta sofferenza, soprattutto da parte mia. Non era un np (è una persona di fondo molto buona), però certo anche lui un uomo difficile, con problemi a manifestare le emozioni, molto autocentrato. A un certo punto le nostre strade emotive si sono separate, e quando ci siamo resi conto di esserci allontanati era troppo tardi per recuperare. E’ stato lui a voler chiudere, e io ne ho sofferto molto, per almeno 1 anno. Ma, a posteriori, mi rendo conto che era l’unica cosa da fare. Siamo in seguito riusciti a recuperare un buon rapporto di amicizia. Non è di quelle amicizie che vanno troppo sull’intimità (lui non ne è molto capace), ma è una persona su cui posso contare in caso di bisogno, e lo stesso vale per lui: non è poco. E’ una persona che io apprezzo e stimo, e lo stesso vale per lui.
    Dopo di lui, ho saputo apprezzare la libertà da single. Non credo nemmeno che riuscirei più a dividere lo stesso tetto con un uomo. Mi piace vivere da sola, coi miei gatti (ho avuto anche cani, senza animali non ci so stare, ma i gatti sono la mia passione, con loro si crea un feeling magico), e mi piace di non dovermi occupare materialmente di nessuno tranne me (e i gatti!).
    In questi anni da single, ho ricercato soprattutto la possibilità di condividere momenti di intimità con il genere maschile, senza necessariamente indirizzare il rapporto verso una forma più definita, tradizionale. Sono stata disponibile alle amicizie amorose, diciamo così. Sono stata disponibile a intrecciare rapporti anche con uomini già impegnati, senza volerli disimpegnare, senza pretendere che fossero tutti per me; da un certo punto di vista il fatto che fossero impegnati costituiva per me una tutela (che non volessero costringermi in un rapporto troppo chiuso).
    Da un paio di anni mi sento di nuovo pronta ad amare (prima no). Qui, ahimé, si sono innestati gli squilibrati recenti (compreso np). Quello che oggi mi manca è la condivisione intima di momenti intimi col genere maschile: che ne so, stare a casa per due giorni chiusi a fare l’amore ma non solo, a raccontarci la nostra vita, ridere, scherzare, mangiare, sentire musica, vedersi un film, leggere insieme, parlare di cose serie e leggere. A me piace la testa maschile (quando benfunzionante), mi piace il confronto con loro, mi manca se non ce l’ho. Apprezzo molto le amicizie femminili (senza le quali mi sentirei monca), ma non disdegno affatto anche il rapporto con il maschile, proprio per l’apporto diverso che mi offre: senza voler generalizzare (ci sono casi e casi, ovviamente), penso che le donne siano capaci di grande profondità (e che il rovescio della medaglia sia la contorsione mentale: per inciso, gli np approfittano proprio di questa caratteristica tipicamente femminile), gli uomini conoscono una benedetta leggerezza (e il rovescio della medaglia è la superficialità, ed anche la mancanza di coraggio). L’apporto maschile mi aiuta appunto a recuperare leggerezza, che ci vuole nella vita. Mi sento complicata, ho bisogno anche di stemperarmi. Le donne in genere mi aiutano a tenere la barra dell’analisi, gli uomini a ricordarmi che esiste pure la relativizzazione.Gli uomini che non siano np, ovviamente.
    😉
    Buon sabato a tutte/i.

    Piace a 3 people

    1. Blume, sollevata di non aver urtato qualche nervo scoperto. Molto vera la tua considerazione sulla leggerezza maschile. Poter contare su un amico o compagno (sufficientemente sano) per sdrammatizzare le nostre tendenze femminili al rimugino, è davvero bello.

      Quanto al nostro disco rotto della seria difficoltà che abbiamo a incontrarne di simili/fidarci, post trattamento insanitario perverso, è durissima.
      Svelo qui il mio ultimo “esperimento”, visto che siamo in tema :-).
      Mesi fa avevo accennato qui da qualche parte a un mio tentativo con un uomo il quale mi pareva potesse essere “normie”. Invece una bandierina rossa dopo l’altra, e la mia pancia ha iniziato a dire “scappa”. Che poi non sono mica sicura sia davvero un tipo poco a posto (ma son pronta a scommettere che la mia vibrissa ho ragione), ma io non ignoro più manco un coriandolo rosso quindi gli ho, detto amici come prima.
      Da qualche settimana vedo (era un anno e mezzo che me ne stavo da sola) un altro uomo, questo davvero a postissimo, lo conosco da anni, uomo mite e, sorpresa: pian piano non sento più quella vocina interna che mi dice “due palle” ‘questo qui (sempre riprendendo la nostra discussione sui rapporti iper-sessualizzati che o sono tali o niente, purtroppo per noi). Anzi per la prima volta mi son detta: bene, è un bravo uomo, io ora devo devo devo essere me stessa completamente con lui, non devo fingere niente, non mi devo vergognare di niente, tutto dritto in faccia, anche ridendo ma niente coazione a compiacerlo e solo verità: per me è un atteggiamento nuovo, io che mettevo sempre me stessa dietro a ogni carro o caretto che passi. E devo dire lo sto trovando liberatorio – ovviamente – ma anche divertente (lui mi risponde a tono, ironico ma sempre diretto). Insomma niente infingimenti, niente simulazioni orgasmiche o culinarie o casalinghe (tipo: spontaneità a letto e fuori, se io sono una casinista, una solitaria, una disordinata, una clitoridea, una che si mette ad ascoltare audiolibri o film con le cuffiette anche quando in coppia, be’ quella sono io: prendere o lasciare. Una volta mi premuravo che so, di pulire casa se sapevo di ricevere visita dal compagno; ma io sono una che se ne frega dell’ordine, e, stando nei limiti dell’evitare una visita dei NAS, non muovo un dito perché quel casino sono io e casa mia la pulisco quando fa comodo a me. Ergo, se mi va qualcosa, bene; se no lo dico e amen. Bo’, non so se funzionerà, non so se mi stuferò io (il sesso rimane un aspetto per me sempre meno importante, vorrei vivere nell’ottocento quando il sesso pre-matrimoniale era off-limits, e secondo me ce la si godeva di più dopo, e tanti casini li si evitava, ma questo è un altro argomento), o si stuferà lui (narcisisticamente ma anche oggettivamente: dubito); però è un bell’allenamento, una bella sensazione poter essere la me stessa che non mi hanno mai permesso di diventare.
      Comunque riflettevo che la nostra difficoltà a rifarci una vita con qualcuno non è solo imputabile al trauma (che pure c’è), ma anche al fatto che a una certa età è difficile per tutti “mettere in comune” due vite. Cioè a vent’anni è un conto, si cresce insieme ognuno negoziando con il partner le istanze quotidiane e non. Un altro paio di maniche è trovare compromessi accettabili per entrambi dopo anni e anni di bagaglio e vita solitaria.
      Vi faccio sapere 😉

      Da tanto volevo precisare due cosette tecniche, e sempre mi dimenticavo. Queste:
      – Non metto mai il mi piace ai commenti perché non ho la password per il wordpress (so’ casinista ve l’ho detto)
      – La mia mail farlocca, che uso qui, non mi permette di ricevere gli aggiornamenti sui commenti e quindi capita di perdermi qualche risposta.

      Piace a 1 persona

  13. Sì, anche io non ho la pw per il wordpress, per questo non metto mai il mi piace (lo apprendo ora, neanche capivo bene il perché non riuscissi).

    Confermo che la difficoltà più grande anche per me è non annoiarmi subito con un uomo a posto, mite e bendisposto. Un uomo “normale”, insomma. Come se io non riuscissi ad accendere l’energia sufficiente con uno che non si presenti come eccezionale, nel bene e nel male (vedi “Grande grande grande” di Mina!). E’ sempre un problema di conferme e autovalidazioni affidate all’esterno: anche per noi, si affaccia la necessità di vedere confermato il nostro valore eccezionale solo vedendolo riflesso nell’altro, come in uno specchio. Per percepire questo valore, che evidentemente non riconosciamo come nostro internamente, abbiamo bisogno di un altro che si presenti come fantasticamente straordinario. Ecco che si fa strada la bella compagnia di np e altri squilibrati: chi meglio di loro sa presentarsi all’inizio come uomini eccezionali, tali da farci vedere le stelle? Solo che poi ci sono le stalle, come sappiamo…

    Sono contenta che Lucia stia sperimentando un rapporto differente, senza provare noia. Spero che anche per me possa crearsi questa possibilità. Per il momento, dopo np solo uomini normali che mi hanno annoiato subito oppure altri squilibrati che mi hanno coinvolta. Quando un uomo mi interessa, quando colpisce la mia attenzione, penso subito che sia uno squilibrato, e in effetti mi sembra che sia sempre così. Vabbè, meno male che si può stare anche da sole senza entrare in ansia! Vale oggi più che mai la regola aurea, meglio soli che male accompagnati.

    Un abbraccio e buon we.

    Piace a 2 people

  14. Anche io sono felice per Lucia, é bello quando puoi finalmente rilassarti con una persona, essere te stessa senza il terrore di essere scartata o silenziata per aver detto o fatto una cosa “sbagliata”….grandioso anche poter lasciare la casa “vissuta” senza l’assillo che sia tutto perfetto…approvo appieno!
    Recentemente ho avuto l’occasione di poter iniziare una conoscenza che sulla carta sembrava buona ma ho lasciato perdere perché una volta non so come siamo finiti a parlare del tipo di donna che era il suo ideale e lui mi ha detto che il suo ideale era Kate Middleton. Per carità, niente da dire..bella donna anche se a me non piace moltissimo, la vedo costruita. Quello che mi ha fatto decidere per l’eliminazione del soggetto è stata la sua successiva dischiarazione. Gli ho chiesto cosa ne pensasse di Megn Markle e lui ha detto “volgare ma me farei come amante”.
    Ma vai al diavolo ho pensato, tutti uguali….la donna istituzionalmente corretta come moglie e la esotica come amante…che banalità!
    Io credo che la donna ideale sia quella che vorresti in tutti gli aspetti della tua vita! Moglie, amante complice, amica!
    L’ho quindi informato della mia decisione di non proseguire la conoscenza. Ha protestato un pò ma me ne sono fregata.
    Meglio i gatti…si😄

    Piace a 1 persona

    1. Vi riporto una frase di Nietzsche che trovo molto vera e che rappresenta il mio modo di pensare in questo momento della mia vita: “Non temo la solitudine. La mia solitudine non dipende dalla presenza o dall’assenza di qualcuno, al contrario odio chi cerca di rubare la mia solitudine senza offrirmi una vera compagnia”.
      Buona domenica a tutti 🌸

      Piace a 1 persona

    2. Blume, analisi perfetta:

      “E’ sempre un problema di conferme e autovalidazioni affidate all’esterno: anche per noi, si affaccia la necessità di vedere confermato il nostro valore eccezionale solo vedendolo riflesso nell’altro, come in uno specchio. Per percepire questo valore, che evidentemente non riconosciamo come nostro internamente, abbiamo bisogno di un altro che si presenti come fantasticamente straordinario”.
      In quella subordinata con l'”evidentemente” ci si gioca tutto. Per questo di recente, più che all’ex malefico (cui comunque, una volta in sicurezza mia figlia se Dio vuole, chiederò i danni morali e biologici per entrambe) il mio disgusto va alla coppia di falsi equilibrati che tutto han fatto tranne che darmi la minima possibilità di riconoscere internamente la mia persona, condannando di fatto me e la loro nipote a tutto questo.

      Spirito, grazie del tifo, solo piano a congratularti:
      ché questo è davvero il mio primo esperimento in tal senso, ma qui posso sentirmi libera di dire oggi che ci sto provato e domani che invece nada, o son stronzi o son sola. Nonostante i 47 anni suonati non faccio ancora pensieri inerenti l’invecchiare in solitudine, e nel diurno la cosa non mi pesa affatto. Però una cosa ho notato: il pericolo maggiore lo corro quando sto proprio giù giù di corda, lì il pensiero va al “muoia Sansone e tutti i filistei”, mo’ mi godo un bel rispecchiamento stronzo (senza conseguenze però, quello l’ho imparato) che tra un po’ altro che danza classica, tra un pò sarà tempo di balera e la vita è un puf sgualcito, infine andato. Ma grazie per il tifo! Stay tuned 🙂

      Piace a 1 persona

  15. Ciao a tutte/i.
    Vi racconto quanto segue.

    Ieri sono andata a ballare, e c’erano entrambi (np ed ex amica). Io non lo vedevo da un po’, ho evitato accuratamente le sale dove potessi incontrarlo.
    Cos’è successo, invece, ieri? Quello che prevedevo. Lui ha cercato di raccontarmi le magnifiche prodezze di entrambi (dando l’impressione di raccontare altro, come al solito suo e degli np). Io non gliel’ho consentito. Senza manifestare fastidio, ma non consentendogli l’operazione (so come fare, ho sempre detto che non come stronza ma come stratega sono anche più brava di lui, perché è vero, perché ho lucidità sul fenomeno np mentre lui in buona misura non conosce se stesso e soprattutto si autoinganna in costruzioni coi piedi di sabbia, ho capacità attoriale e dialettica, so come depotenziarlo nelle discussioni, so come far risuonare quel nucleo fragile che ha dentro, quel nucleo profondo di vergogna degli np, so quali tasti toccare). Il risultato: per tutta la sera mi ha letteralmente e scompostamente inseguito, dimenticandosi l’esistenza di lei nella sala. Ha cercato di dare il meglio di se stesso, per dimostrare a se stesso di essere capace ancora di ingannarmi (fantasie di onnipotenza), per dimostrare a me di essere all’altezza (tarlo interno dell’impotenza, necessità della mia validazione). Lui ha arrancato. Lei ha rosicato. Io no, mi sono soprattutto divertita. Ieri è successo questo.

    Ora, posso anche segnare un punto a mio favore. Ma in cosa? In una sfida in cui non ha senso stare, né verso di lui né verso di lei. Perché il risultato di ieri ve l’ho detto (un farmi inseguire, una scarica di adrenalina pura nella noia della mia anima), ma il risultato di oggi? Il risultato di oggi è un inevitabile riacutizzarsi del mio pensiero su di lui, mentre lui, per com’è, per sua natura diciamo, pensa oggi del tutto ad altro. Anche veramente divertendomi, ieri, però già so – per esperienza – l’inevitabile iperbole della vicenda: alla lunga (e pure alla breve!), questo percorso porta a sofferenza e fastidio, e la sofferenza non può essere la sua, per ovvi motivi. Sa riciclarsi, vivere mille personaggi diversi, e soprattutto autoconvincersi, credere alle sue costruzioni fantastiche. Sa dimenticare, sa aprire e chiudere i files della sua mente. Io no, niente di tutto questo.

    Ergo, ha ragione Lucia Bennet, ha ragione Claudileia: devo mantenermi alla larga da entrambi. Non c’è altro modo, altrimenti è un vicolo cieco. Non raccogliere nessuna sfida. Non ballarci. Andare dove non ci sono, dove non c’è. Offrire la brava tanguera che sono a persone più in grado di apprezzarmi, senza malignità, senza invidia, senza conti da pagare in seguito. Rinunciare a questo breve rifornimento di adrenalina da vera drogata, che lascia il tempo che trova, in sé, e finisce per incastrarmi, al pari delle droghe pesanti (che all’inizio sembra che puoi dominarle, poi ti scavano dentro). Lasciarli al loro gioco. Non vederne neanche il ridicolo. Non ne vale la pena. Questo è necessario fare.

    La verità è che, per tutto quello che ieri è successo, sono molto scontenta di me stessa, oggi. Mi rimprovero di aver accettato, a suo tempo, l’amicizia con lei, che in fondo in fondo sapevo che non poteva funzionare (sia per il fatto di essere due ex dello spesso np, sia per com’è lei: una persona vorace, che vuole raggiungere tutto ciò che desidera). Mi rimprovero di essere stata in quel gioco, ieri. Mi rimprovero un sacco di cose.

    Ma domani è un altro giorno, come dicono Ornella Vanoni e Rossella O’Hara!
    E anche so che debbo avere più indulgenza verso me stessa (c’è un giudice severo, dentro di me, che nella psicoterapia cerchiamo di affrontare per ridurne la portata devastante su di me). Non posso essere sempre perfetta (questo è un mio problema psichico: addirittura lo condivido con gli np!). Se ieri ho sbagliato, l’importante è sapere che domani posso senz’altro fare di meglio. Senza ansia di perfezione. All’imperfezione di oggi, potrò aggiungere il perfezionamento di domani. Non voglio essere preoccupata. La luce in fondo al tunnel continuo a vederla, l’importante è non farsi travolgere perdendola completamente di vista. So bene quello che devo fare. E devo farlo.

    Vi voglio bene per tutto, anche per i consigli “scomodi” che date. Non ho paura di guardare dentro le mie voragini. Non c’è l’ansia di risolvere. L’importante è sapere dove sarebbe bene indirizzarsi, e sforzarsi di farlo. Non sono perfetta. Ma l’importante è che questo non costituisca l’alibi per continuare a sbagliare. Non scordarsi mai di essere perfettibile. Andare più lontano, sottrarmi. Come dice quel campioncino di simpatia di H. G. Tudor, se sai, vai.

    Un abbraccio corale.

    Mi piace

    1. Cara Blume, anche io ho visto np2, prima del weekend. Avevo voglia di vederlo fisicamente, soprattutto. Per me è gratificante che un bel tipo come lui, che ha 14 anni meno di me, alto, bel fisico, occhi di ghiaccio, mani favolose abbia voglia di vedermi. So che da parte sua è come nel caso del tuo np soprattutto una ricerca di validazione sulle sue capacità sessuali (di cui non è molto sicuro) e anche per me è una specie di validazione, in quanto, pur nell’illusione che sappiamo, mi sento comunque desiderata e quindi non ancora “da buttare”.
      Finalmente dopo la bellezza di otto mesi abbiamo avuto un rapporto completo. Il rapporto in è stato come supponevo, non un granchè (lui aveva una tremenda ansia da prestazione) ma mi è piaciuto lo stesso perchè eravamo come due adolescenti imbranati, lui ha cercato di fare il dominante ma non gli è venuto bene, poi dopo mi ha detto che siamo pazzi nonchè maniaci sessuali, io invece ero tranquilla. L’ho salutato senza dargli agganci per un prossimo incontro,e lui mi ha mandato vari messaggi, che si fida me, che so che non gli incasinerò la vita, che ha conosciuto troppe persone “cattive e malvagie” ma con me riesce a rilassarsi ecc ecc…insomma, la solita tiritera.
      Insomma, a vederli ben bene fanno pena Blume. Anche il tuo np nel tuo rincorrerti così tristemente pur davanti alla tizia che avrà rosicato nel constatare ancora una volta che lui non sarà mai suo (loro non sono di nessuno, nemmeno di sè stessi in quanto privi di identità)…si, alla fine non meritano tanta pena. Sono esseri difettati, non sanno relazionarsi in nessun modo, con nessuno. Dopo l’inevitabile scarica di adrenalina ti imbatti sempre nel loro vuoto pneumatico emotivo, nella loro disperata ricerca di difendersi da ogni minima emozione che possa destabilizzarli.
      Ho passato un weekend tranquillo, sto comunque bene e non mi sento angosciata come invece accadeva dopo gli incontri con il primo np.
      Non sono così imbattibili come si può ben vedere, anzi, sono fin troppo insicuri, vivono male ogni cosa e in definitiva, non hanno niente di così straordinario tranne appunto quello che vogliono farci credere inizialmente. Ora ho la conferma che lui aveva una paura folle di questi rapporto sessuale perchè sapeva di non essere lo stallone che voleva far credere dai messaggi. Quindi ora so anche che la famosa “trombata” con la sua donna di cui mi aveva parlato è stata ‘na roba da poco. Tanta fuffa insomma…non vale la pena rovinarsi la vita per loro.
      Baci

      Mi piace

    2. Ah la perfezione, quale condanna è il perseguirla, quando non si sa neppure a quale campanello citofonare per scoprire la propria imperfezione.
      #graziemamma

      Ma se sai, vai: giusto. E raccontarci qui è già un bell’andare.
      L’altra sera parlavo al telefono con una responsabile di un centro anti-violenza (uno di quelli fidati: occhio, per chi ha figli, che ci sono infiltrati pasisti/pillonisti anche in alcuni dei suddetti centri): abbiamo iniziato serie e abbiamo chiuso ridendo a crepapelle sul come certi uomini e topi… pardon padri… andrebbero sparati non nei gioielli ma nelle mani, così da potergli comminare la pena dell’eterno desiderio perverso con zero possibilità di soddisfarselo da soli.

      XO

      Piace a 1 persona

      1. Lucia credo al di là di tutto che tu abbia fatti un passo avanti enorme nel provare a rimetterti in gioco….ecco, io mi fermo molto prima con i nuovi, la cosa paradossale è che vedo i minimi difetti mentre tollero di relazionarmi al tipo (o per meglio dire, al topo) di cui sopra che é un difetto umano ambulante….
        Probabilmente io stessa mi sento troppo difettata per permettermi il lusso della normalità, e riesco solo a interfacciarmi con questi casi umani😯.
        Un abbraccio

        Mi piace

  16. Blume il punto a tuo favore potrebbe essere la spinta decisiva a farti cambiare sala da ballo , so che il mio è stato un comportamento scorretto ma vederlo in difficoltà mi ha fatto capire tutta la sua fragilità e un po’ alla volta mi è passata la rabbia

    Mi piace

    1. Fa piacere constatare di non essere l’unica a non poter stellare i commenti 🙂
      Ma devo dire che da quando frequento questo spazio, di pollici versi ne avrei dati di rado (due, se ben ricordo, bazzecole)

      Mi piace

  17. Care, sono ormai quasi 3 settimane che non lo sento dal famoso Aug. Stamattina mi sono fermata a riflettere che sono 3 settimane dall’ultimo maltrattamento. Ecco ora mi piace pensare così: sono 3 settimane che non mi maltratta. Il passare dei giorni ha così un altro sapore. Buonanotte

    Piace a 1 persona

    1. Cara Aria, hai ragione. La distanza aiuta la lucidità e fa vedere le cose per come sono davvero. Spero che le settimane diventino sempre di più al punto di non doverle nemmeno più contare.
      Ieri era il compleanno del mio primo np…ma lo avevo dimenticato, solo oggi mi è tornato in mente. Sono felice anche solo di questa piccola cosa, per quanto sia poco. Ogni piccolo passo avanti mi sembra una gran cosa, spero davvero che arrivi il giorno in cui non ci penserò proprio più.
      Auguro una buonanotte a tutte ringraziandovi per ascoltare i miei sproloqui.
      Abbracci

      Mi piace

  18. Per Melisenda.
    Anche io non ho più, da molto tempo, rabbia per np. Anche io ne vedo la fragilità umana, che contribuisco a tirare fuori attraverso forme di manipolazione che si basano sulla mia conoscenza del fenomeno-np. Ma non dimentico lo stronzo che è. Non sottovaluto la sua capacità offensiva. Basta poco: un mio stato di fragilità maggiore, una mia minore capacità strategica, una disattenzione, una minore tolleranza dell’intenzione malvagia, e tutto può ritorcersi contro di me. L’unica è staccare.

    Mi piace

    1. Blume ho trovato questo post sul blog che traduce Tudor : https://wp.me/paqgQg-CC
      Ho trovato degli spunti di riflessione, se è vero che ci sono varie tipologie di persone empatiche allora sicuramente sono stata una Co-dipendente con il primo np e un’empatica “supernova” con il secondo, quest’ultimo mi sembra sia lo stesso pattern tra te e np. Dimmi che ne pensi. Baci

      Mi piace

      1. Sì, Spirito, già conoscevo questa traduzione di Tudor.
        E sì, se questa classificazione è realistica (dubito di Tudor, nel senso che è troppo consapevole di sé e dei suoi stati mentali per essere veramente un np, ma il fenomeno lo conosce), io sono stata proprio una super-empatica entrata con np in modalità supernova: ho sempre detto che il contatto con np mi ha evidenziato i tratti narcisistici che possiedo di mio, soprattutto nel senso delle difese e del contrattacco. Ho colpito e ho colpito np ripetutamente, contrattaccando attraverso armi offensive e difensive tipicamente narcisistiche (indifferenza, cinismo, critiche, sarcasmo, rendere pan per focaccia, agire a specchio, dialettica pungente, osservazione razionale del fenomeno e quindi capacità strategica, capacità manipolativa, consapevolezza dei suoi punti deboli e quindi capacità di pigiare sulle sue ferite e di irritarlo fortemente…): ho, cioè, tirato fuori il peggio di me. E ho perso comunque questa guerra, perché i miei tratti narcisistici non arrivano a offuscare la mia natura fortemente empatica (per cui soffro in ogni caso). Ho avuto certo la soddisfazione di rendergli molte situazioni deprimenti e difficili e imbarazzanti, come dice questo simpaticone di H. G. Tudor, ma ho pagato un prezzo altissimo (soprattutto dopo la chiusura della relazione, come dicevo nel post precedente).
        Effettivamente, comunque, è successo a grandi linee il percorso che tratteggia Tudor: np, non accettando questo scambio di ruoli, ha prima cercato di riaffermarsi con modalità passivo-aggressive (sei cattiva! vuoi smetterla di colpirmi? giuro che cercherò di smettere le cose che ti infastidiscono! tu sei mia, vieni qui!, etc.), mentre cercava contemporaneamente fonti di carburante alternative più compiacenti. Avendola trovata, se n’è andato, quindi. Ma non ha lasciato perdere la questione. Io costituisco sempre un oggetto interessante e la sfida non l’ha deposta, rimango uno dei suoi privilegiati oggetti polemici, di attrazione e repulsione.
        Il rischio maggiore, per me, è proprio che mi si riaccenda il sapore della sfida, che i miei tratti narcisistici con lui si riaccendano, portandomi verso il girone infernale che già conosco.
        😦

        Mi piace

      2. Cara Blume anche io sono assai dubbiosa sull’identità di Tudor, ma trovo interessante leggere il punto di vita espresso come se fosse il marcia a parlare. Penso sempre che una delle chiavi di salvezza sia conoscere il fenomeno il più possibile di modo che le loro assurdità non ci piombino addosso ma possano essere neutralizzate e anche del tutto evitate.
        Questo articolo mi ha fatto capire che tra uno e l’altro sono profondamente ambita, passando da una che subisce tutto a una che si é anche permessa il lusso di tenere sulla corda il narciso….ma come dici tu queste sfide sono pericolose ed illusorie, proprio per il discorso dell’empatia che noi abbiamo comunque mentre loro no. Se loro perdono di rimettono in piedi subito, anche perché hanno sempre mille risorse a cui rivolgersi nel caso una si dimostri ribelle e non disposta a farsi manipolare, mentre noi alla fine restiamo sempre con il moccolo in mano…
        Devo però dire che pur nella difficoltà dove a alla consapevolezza di essere ancora in una situazione di dipendenza da un rapporto non sano, mi sento molto più centrata in me stessa e vivo comunque le mie giornate, che lui ci sia o meno.
        Cioè, sono passata dal sentirmi come una cane abbandonato con il primo np ad essere un cane sciolto…cioè, il cane è sempre cane ma non più ala catena.
        Tanta della sofferenza con np1 era proprio dovuta allo sforzo titanico di cercare di capire perché si comportasse così, ora mi capita sempre più spesso di prevedere come e quando np agirà.
        Dobbiamo allora chiederci: perché ci attrae questa sfida pur sapendo che
        1) Non proveranno mai vere emozioni perché il loro nucleo originario é troppo fragile e lo hanno sostituito con il falso io
        2) Anche ammesso che si possa trovare un modo di relazionarsi, saremo sempre in una bella comitiva formata da ex, attuali e new entry visto che loro non riescono a legarsi ad una persona e basta
        3) Alla fine avranno sempre la tendenza a rovinare tutto e quindi qualunque passo avanti sarà vanificato.
        Mi vengono in mente i due alpinisti morti un mese fa sull’Himalaya cercando di sfidare una via impossibile pur sapendo che era altamente probabile lasciarci la pelle….
        Forse é prprio la sfida in sé ad attrarre più che l’oggetto della sfida stessa?

        Mi piace

      3. Cara Spirito, per quanto mi riguarda mi è abbastanza chiaro ormai che la sfida di per sé è una sirena più forte di np stesso. È la tipologia di uomo che mi incastra. Uomo difficile, mi ci butto. L’ho visto bene quando ho conosciuto l’altro recente squilibrato: np era sparito dal mio orizzonte di pensieri! Ora ci torna perché non ho altri squilibrati per le mani, oserei dire. Il mio problema è sempre lo stesso. Certo, questo np ha delle caratteristiche maschili che mi piacciono: è più giovane di me, mi piace fisicamente, è moro, tornito, ha sempre avuto la capacità di farmi ridere (quando in buona). Pure l’altro, in.ogni caso, caratteristiche simili. Però sono convinta che sia la sfida ad attrarmi, e, in essa, il desiderio di dare un finale diverso a una antica, triste storia (familiare): costringere uno stronzo ad amarmi, detto papale papale. Sfida fallimentare perché poi, come dici tu, non cambiano, non amano nessuno, rovinano tutto, intossicano e fanno soffrire. Amen.

        Piace a 1 persona

      4. Analisi ineccepibile Blume. Sembra che ci accomuni questo Daimon: desiderare di essere amate da uno stronzo.
        A volte mi chiedo se sia possibile cambiare una tendenza così fortemente radicata o non ci resti altra alternativa che restare sole o trovare uno stronzo compatibile in mezzo agli stronzi da cui siamo attratte o che attiriamo.

        Piace a 1 persona

      5. Sicuramente l’attrazione fisica gioca anche un suo ruolo in questi rapporti. Da come descrivi np sembra proprio un bel tipo….esteticamente parlando. Anche a me questo ha fregato parecchio.
        Voglio dire…se gli stessi comportamenti fossero arrivati da uno che non ci piaceva li avremmo tollerati così a lungo?
        Probabilmente no.
        Anche se ho letto di casi in cui il “marcio” non era nemmeno sto granché fisicamente eppure in qualche modo è riuscito lo stesso a soggiogare.

        Piace a 1 persona

  19. Hahah il t9 ha colpito ancora …ho scritto “come se fosse il marcia a parlare” 😂…beh, che siano marci non c’è dubbio, essendo morti dentro. Forse é per questo che i loro “fantasmi” sono così difficili da scacciare….

    Mi piace

    1. Cara Spirito,
      hai toccato un altro punto per me cruciale :l’attrazione fisica.
      Ecco, quello che mi ha letteralmente fregato in entrambe le relazioni con np è stata proprio la componente fisica-sessuale
      Vorrei tanto riuscire a disinnescare il meccanismo che si crea in queste situazioni.
      Ho capito che vengo fortemente agganciata da questi personaggi che emanano una forte sensualita’/carnalita’.
      Sono uomini ambiti da tutte,ovviamente molto affascinanti.
      Poi magari come dicevi a letto non sono cosi’ fantastici,anzi,solitamente hanno molti limiti; ma nel mio caso,credo che l’idea di saperli ambiti da tutte,giochi un ruolo molto importante.
      Personaggi che è risaputo,non si legano mai,innescano in me lo stimolo della sfida.
      Ovviamente se gli stessi comportamenti fossero arrivati da uno che non mi attraeva,io non li avrei certo tollerati.
      Vorrei capirne di piu’ su questo mio limite,capire da dove deriva.
      Ti abbraccio

      Mi piace

      1. Cara Michelle, poni un’interessante questione e credo che pian piano con lo studio e la comprensione arriveremo a capire perché siamo state/siamo tanto attratte da certe tipologie di uomo.
        Guarda, anche a me piacciono le persone con un’alta componente di fisicità seppure emotivamente chiusi, azzardo un’ipotesi: forse da piccoline abbiamo auto poche coccole e poco affetto dalle figure primarie?
        Riviviamo con questi soggetti “evitanti” eppure disponibili al sesso quello stesso schema relazionale da noi interiorizzato che ci faceva desiderare contatto e affetto dalle prime figure di attaccamento.
        Si, i narcisisti di solito hanno problemi sessuali, proprio perché vivendo l’atto senza emozioni il loro desiderio fisico deve essere attivato da forti stimoli mentali. Ecco perché ricorrono molto spesso alla pornografia e chiedono scambi di messaggi di un certo genere.
        Il mio primo narcisista a dire il vero a letto andava molto bene, era un patito del fitness, e non aveva problemi particolari ma era del tutto anaffettivo e nell’atto sessuale si preoccupava solo del suo piacere. Io di piacere ne ricavavo comunque perché era particolarmente “dotato”, ma lui di suo non faceva molto e non mi chiedeva mai cosa mi piacesse e cosa no.
        Il secondo invece molto più cerebrale, voleva messaggi spinti, inventava situzioni con un certo tasso di rischio per aumentare l’eccitazione (in macchina, all’aria aperta ecc.)….figurati che pur potendo ventre da me e quindi stare più comodi e tranquilli non lo ha mai fatto. Preferiva situazioni di quell’altro tipo, decise quasi sempre con minimo preavviso. Il che mi ha fatto capire che soffre di un deficit di eccitazione e solo in quel modo riesce. A me ovviamente lui piaceva e per questo mi sono prestata….non lo avrei mai fatto altrimenti.
        Tuttavia, dopo questi momenti molto “adrenalinici” lui entrava generalmente in paranoia, come se giudicasse male se stesso per quello che avevamo fatto. E onestamente era una palla.
        Ora che ho di nuovo preso un pò le distanze mi rendo meglio conto delle sue perversioni e credo sia un bene che ci siamo fermati perché oggettivamente erano situazioni con troppi rischi connessi. Chi ha dipendenza dall’adrenalina vive così la sessualità.
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

      2. Cara Spirito,esattamente come te mi attraggono”emotivamente chiusi”.Sono certa che come dici tu, dipenda dalla mancanza d’affetto provata nell’infanzia nel nucleo famigliare.
        Purtroppo,ho risentito tanto di questa condizione.tutti i componenti della mia famiglia sono anaffettivi,oltre ad essere molto rigidi e severi.
        In piu’ sono sempre stati molto ambigui,dicevano una cosa e ne facevano un’altra.Quindi succede che, se io mi trovo in un rapporto con una persona sfuggente,chiusa,che alterna durezza a pochi attimi di dolcezza,che mi tratta duramente,che mi nega affetto,ascolto e considerazione allora io mi sento “a casa” e li’ voglio rimanere.Se invece, incontro qualcuno che mi fa complimenti,mi riempie di attenzioni,mi è fedele e mi mette su un piedistallo,io mi sento fortemente a disagio e scappo.
        Questo è quello che vivo io da sempre,spero un giorno di poter vivere i miei rapporti in modo completamente diverso.A livello sessuale il mio ex a differenza del tuo,mi agganciava molto quando mi negava il sesso.Era la prima volta che mi capitava e questo mi ha totalmente destabilizzata.Cio’ che li accomuna sempre ,pero’,sono le continue perversioni delle quali hanno bisogno per arrivare all’eccitazione.Che schifo.
        Ti abbraccio

        Mi piace

      3. Cara Michelle, hai descritto molto bene la dinamica di base che lega molte di noi a questi NP.
        Anche io di fronte a persone che nostrano affetto e interesse mi sento a disagio mentre mi sento “a casa” con gli evitanti, anche se so bene che non dovrebbe essere così….
        Anche gli np da me conosciuti hanno talvolta usato il sesso come arma per negarsi..soprattutto il primo aveva capito che ero molto dipendente da quello. Si è divertito ad apparire e sparire a ripetizione e poi a godersi la mia resa ogni volta che tornava. É stato sadico in questo e sinceramente non credo riuscirò mai a perdonarlo per questo gioco che si è divertito a fare per ben tre anni. Soprattutto quando dopo l’ultima volta che siamo stati insieme a casa mia e dopo un paio di giorni si è messo la foto di profilo su WhatsApp insieme ad una sua presunta “amica” di cui mi aveva pure parlato quella sera stessa. È stato umiliante, mi ha fatta sentire come quella che va bene solo per il sesso e con cui fare le cose di nascosto mentre altre meritano di essere mostrate al suo fianco.
        Fortunatamente questa è stata per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso e da allora ho iniziato il mio no contact che va ormai avanti da quasi un anno e mezzo.
        Il secondo narcisista invece è sempre stato più sessualmente dipendente da me, capivo di avere anche io un certo potere su di lui e ci siamo attratti e respinti più volte..il gioco non era solo nelle sue mani.
        Per questo credo alla fine abbia rinunciato….non riusciva ad avere il pieno controllo della situazione e questo per loro è intollerabile, per cui preferiscono mollare la preda e trovarne una più malleabile che li faccia sentire superiori.
        Devo dire che la precedente esperienza e lo studio mi hanno aiutata moltissimo a gestire meglio questo rapporto ma ho capito che con i Narcisisti non vale mai la pena sprecare troppo tempo ed energie..
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

  20. Cara Spirito, non so se potremo mai invertire completamente questa nostra struttura psichica, questa pericolosa attrazione verso gli stronzi. In attesa che questo miracolo avvenga, io al momento pongo questo paletto: il discrimine è la volontà maligna, l’intenzione di ferire. Di questa direzione facilmente mi accorgo, ormai. E sono pronta a girare i tacchi. Non è tanto l’egoismo e l’autocentratura che mi preoccupano (pure se danno un bel da fare pure questi, eh!), ma la militarizzazione delle relazioni, questo concepire i rapporti come terreno di dominio. A questo mi voglio sottrarre, anche sul versante delle amicizie. Primo, perché è un modo che fa schifo e non costruisce nulla. Secondo, perché per me questo terreno rischia di innescare la sfida, che purtroppo raccolgo ma che non porta da nessuna parte se non ad avvitarsi in legami sterili, con un grande spreco di energie inutilmente sottratte ad altro.
    In abbraccio.

    Piace a 1 persona

  21. PER MICHELLE.
    Di nulla, Michelle. Il punto cruciale rimane sempre questo: il lavoro su noi stessi. Altrimenti non ne usciamo, oppure, com’è successo anche a te, com’è successo a me, com’è nell’esperienza di molti di noi, si verifica il passaggio eterno e ciclico da uno squilibrato all’altro.
    Certo, l’aggancio cruciale diviene evidente e doloroso al massimo grado soprattutto dopo lo scarto, sicuramente. E’ proprio lì, infatti, che si annida il nostro vissuto più doloroso: scartandoci, e anche prima svilendoci, ma soprattutto quando ci scartano, accade che vanno a pigiare direttamente e senza passare dal via sulla nostra ferita originaria nuda e cruda quale essa è stata ed è: la nostra sensazione profondissima di essere indegni di amore, di non valere come persone. E stiamo malissimo, ci sentiamo sopraffatti e senza difese: perché diveniamo abitati dal fantasma di quegli antichi bambini rifiutati e terrorizzati e non amati che eravamo. In virtù di questo dolore che si rinnovella pari pari all’origine, abbiamo difficoltà a effettuare il passaggio fondamentale e più sano (dire che fanno schifo loro e non volerli più accanto, sentire esattamente la realtà: che sono loro a non meritare persone sensibili e amabili come noi), ma noi stessi rovesciamo in modo perverso i termini del problema (ci sentiamo noi indegni di amore, cosa che, in termini di vissuto psichico, al di là delle nostre certezze razionali, equivale a percepire che loro sono le fantastiche persone che noi, piccoli piccoli, non riusciamo a meritare!).
    E’ chiaro che gli np, non avendo alcuna capacità introspettiva e non essendo capaci di comprendere gli stati mentali di nessuno (nemmeno i propri), non sanno nulla del perché le cose avvengono in questo modo: ma conoscono gli effetti delle loro azioni malevole su di noi (si interessano solo a questi!), sanno che alimentano il nostro dolore (anche se non sanno né quale né tantomeno perché), sono come animali con le antenne. Senza consapevolezza di nulla (nella loro testa c’è il caos), si orientano istintivamente verso la soddisfazione materiale dei loro bisogni perversi (nutrirsi della sofferenza altrui). Dal punto di vista emotivo e razionale, non hanno alcuna capacità di lettura profonda della realtà. Tutto quello che sanno è che, agendo in un certo modo, ottengono rifornimenti, esattamente come il ragno che, pur essendo incapace di pensiero astratto, sa che costruendo una ragnatela intrappolerà una mosca, perché questo è quello che per esperienza accade. E via a costruire ragnatele su ragnatele, per incastrare prede, senza sapere nulla del nostro vissuto emotivo di prede e nemmeno del loro stesso mondo interiore di ragni.
    Quindi, se, accanto a tanti svantaggi (uno per tutti, e fondamentale: provare i sentimenti!), c’è un vantaggio che abbiamo su di loro, è quello di poter accedere alla nostra verità psichica interiore e di poterla trasformare, anche accettandola, pacificandoci con essa. E’ esattamente quello che dovrebbero fare pure gli np per superare il proprio narcisismo: comprendere che tutte le manie di grandezza, tutte le dinamiche di abuso, sono soltanto un modo per coprire la propria vulnerabilità e la propria inadeguatezza alla vita. Esattamente come noi dipendenti affettivi, anche loro dovrebbero imparare ad accettare, ed amare, e perdonare, quel bambino sofferente che si cela in noi stessi, nelle antiche ferite, senza vergognarcene, ma loro non hanno proprio gli strumenti per farlo. Noi, a dispetto delle apparenze (perché ci sentiamo piccoli piccoli, come invalidi), sì. Non è poco, Michelle. E’ possedere, in nuce, in potenza, la capacità di trasformarci.

    Ti abbraccio, ce la faremo!

    Piace a 1 persona

    1. Carissima Blume,
      grazie ancora per le tue parole,le tue analisi sono sempre perfette al pari di quelle della mia terapista,quindi ti rinnovo i complimenti.
      Leggerti è davvero un piacere e grazie a te aggiungo sempre un pezzettino in piu’ al mio puzzle di consapevolezza.
      Certo che ce la faremo,ne sono certa e supportandoci come gia’ stiamo facendo riusciremo a ricostruirci in tempi brevi.
      Io a differenza tua non ho mai ballato.
      Il mio ex si,e’ argentino e ricordo benissimo il male che mi faceva appositamente, proibendomi di andare nelle sale da ballo che frequentava e negandomi un ballo quando glielo chiedevo.
      Una sera dopo tanto, tempo decisi di affrontare la situazione
      e andai a vedere cosa combinava.
      Sapevo gia’ quello che avrei trovato e non mi sbagliavo.
      Ma non gli diedi soddisfazione,anzi, mi misi a ballare con un bellissimo ragazzo e lui impazzi’ di rabbia nel vedermi cosi’ sicura,nonostante lui fosse accerchiato da mille spasimanti(con due di loro aveva rapporti sessuali)
      La storia fini’ dopo poche settimane,io soffri’ per tantissimi mesi,era il primo narcisista che incontravo nel mio cammino e fu davvero traumatizzante quello che mi fece.
      Ci misi un sacco di tempo a riprendermi e ad oggi ogni tanto lui mi cerca,ma fortunatamente io non provo piu’ nulla per lui,anzi ringrazio Dio per averlo dimenticato.
      Io a differenza sua ,in questi anni ho fatto passi in avanti a livello professionale e anche negli altri ambiti della vita,lui no.
      E’ rimasto il solito parassita,vive di espedienti,non riesce ad impegnarsi in nessuna relazione,non sente nulla è come morto dentro.
      A volte provo pena per lui,perche’ conosco i suoi famigliari e il suo vissuto e immagino che per lui non sia stato semplice.
      Ma questo non giustifica i suoi comportamenti e il male che ha fatto a me e a tante altre persone.
      Ti abbraccio e ti auguro di cuore tutto l’amore che meriti.
      Spero di sentirti presto

      Mi piace

      1. Cara Michelle, ringrazio io te per i complimenti, per una dipendente affettiva come me la validazione esterna è sempre una mano santa! 😉 : ridiamoci un po’ su!
        Quello che so è il risultato di intense letture e studio matto e disperatissimo e forte condivisione su questo blog, con Claudileia, voi tutti, e due cari amici, uno psichiatra e un’altra psicoterapeuta. Però colgo l’occasione per dire che la nostra comune necessità di comprendere il fenomeno-np e il fenomeno-dipendenti affettivi è sì determinato dalla sciagurata condizione in cui ci siamo trovati, ma il cogliere i nodi essenziali è soprattutto dovuto alla nostra capacità di provare curiosità intellettuale e desiderio di conoscenza di quanto ci accade, abbiamo cioè la capacità di riflettere sul senso delle esperienze umane che attraversiamo. Questo, oltre a differenziarci nettamente dall’angusto orizzonte mentale dei disturbati (che vedono solo i loro bisogni immediati e non comprendono la natura di niente) ci dà il chiaro segno che abbiamo tutte le carte in regola per capire noi stessi e affrontare i nostri fantasmi, detronizzare np e superare la tragedia che hanno rappresentato nelle nostre anime.

        Un abbraccio

        Piace a 2 people

  22. Buonasera a tutti, io ho avuto una relazione con una una NP né giovane né bella durante la scorsa estate, per la verità niente più che un flirt dove la fatica è stata maggiore del gusto. Eppure in soli tre mesi è riuscita a spappolarmi il cervello al punto tale che se non avessi troncato di netto sarei dovuto ricorrere ad uno strizzacervelli bravo. Solo dopo la chiusura, navigando qui e la mi sono reso conto, grazie soprattutto al Vs. Blog, che avevo avuto a che fare con una persona disturbata e che inconsapevolmente avevo scelto la strada giusta: quella di sparire. Si, amici miei, qualsiasi altro modo sarebbe stato peggio. Meglio interrompere e leccarsi le ferite che qualsiasi altra cosa. In questi casi vince la battaglia chi non fa nulla ed io ho vinto; perché lei, anche se pigramente, di tanto in tanto ci prova… Via, via, scappate finché siete in grado di farlo e non aspettatevi nulla, perché i NP non possono dare nulla di buono essendo loro ad avere bisogno di noi e non viceversa.

    Mi piace

    1. Ciao Mariolino, con queste persone basta davvero poco per ritrovarsi completamente fuori di testa o molto vicino…a volte bastano solo pochi mesi come anche tu confermi. Purtroppo sono persone pericolose perchè non te ne rendi subito della loro vera natuea e quando iniziano le manipolazioni ormai si è troppo coinvolti per riuscire a prendere subito le distanze.
      Hai fatto bene a sparire: è la cosa migliore in assoluto!
      Credo che in questo gli uomini siano più bravi delle donne, non avete la “vocazione al martirio”, se una tizia vi fa stare male ve ne andate! E così dovremmo imparare a fare anche noi: andarcene, lasciarli nella loro merda esistenziale, non farci intossicare dalle loro paranoie e perversioni varie.
      E invece che facciamo? Ce li teniamo…e pure con grande tenacia! Ci facciamo abusare in mille modi, emotivamente, mentalmente e purtroppo spesso anche sessualmente.
      Tutto questo non va bene e bisogna veramente trovare la forza di andarsene o scappare senza voltarsi indietro quando loro ci lasciano aperta la porta della gabbia.

      Mi piace

      1. Buongiorno Spirito Libero e grazie per il tuo commento, l’ho preso come un complimento con molto piacere. In realtà voi donne siete molto più forti e tenaci di noi, continuate a combattere per una cosa che neanche vi piace più pur di andare fino in fondo: siete speciali, senza la vostra tenacia il mondo sarebbe in bianco e nero. Vi ammiro tutte!
        Ma su una cosa siamo ancora più concordi: Scappare senza voltarsi indietro è l’unica medicina! Un abbraccio.

        Mi piace

    2. Cara Mariolino, ti ringrazio per quello che dici…le donne sono sicuramente forti nel tenere in piedi situazioni altrimenti impossibili, i narcisisti lo sanno molto bene e su questo ci giocano ampiamente, purtroppo. Sanno che le donne, per natura ma anche per educazione, “sopportano”. E questo per loro è il lasciapassare per tentare tutte le manipolazioni più incredibili, alzando sempre più l’asticella per vedere fin dove possono tirare la corda. Un uomo vero non lo farebbe mai, anzi, avrebbe rispetto e delicatezza.
      Ieri hai scritto una cosa che condivido : con loro vince chi non fa nulla, ovvero chi stacca la spina e li lascia perdere. E’ proprio così.
      Queste relazioni infatti vanno avanti perchè le stesse vittime, purtroppo, le alimentano facendo il gioco dei narcisisti.
      Inoltre è vero che i dipendenti sono proprio loro, infatti hanno bisogno di continui “rifornimenti” per far esistere la loro falsa immagine, altrimenti implodono. Ecco perchè hanno sempre bisogno di molte prede che li convalidino.
      Dici che la narc da te conosciuta ogni tanto ci prova. Si, loro non smettono mai di provarci, lo fanno a distanza di settimane, mesi e persino anni…per questo la decisione giusta è quella di andarsene.
      Un abbraccio e “W La Fuga” sempre! : ))

      Piace a 1 persona

  23. Mariolino, piacere di conoscerti! Finalmente ancora un uomo, qui!
    Mi è piaciuto molto il tuo contributo. Ti sei staccato subito quando, istintivamente, hai subodorato il negativo, con un buonsenso e una pragmaticità tipicamente maschili (concretezza e obiettivi realistici, valutazione istintiva di costi-benefici…) che ti hanno salvato dal peggio, ti faccio i miei complimenti.
    Io lo dico sempre che, quando rinasco, voglio essere uomo… 😉

    Un abbraccio

    Piace a 2 people

    1. Buongiorno Blume, il piacere di conoscerti è solo mio, seguo il Blog con attenzione da mesi e faccio i complimenti a tutti voi, siete di grande supporto per tutti noi sopravvissuti, grazie. Riguardo alle mie capacità di pragmatismo, concretezza, realismo e valutazione: temo in una tua decisa sopravalutazione ma mi sono goduto il complimento, grazie. In realtà ero soltanto confuso e questa condizione mi ha portato ad una fuga tanto disperata quanto fortunata. Parafrasando un noto motto maschile “W la fuga :-)”

      Piace a 1 persona

  24. Ma no, Mariolino, nessuna sopravvalutazione da parte mia: il fatto che sei fuggito seguendo solo un istinto di sopravvivenza, senza valutazioni razionali, anzi in piena confusione, dimostra che per istinto (pragmatico, appunto) ti sei indirizzato verso il bene per te. Senza neanche conoscere il fenomeno, hai optato, cioè, per l’unica soluzione sana da prendere, per autodifesa istintiva: allontanarsi rapidamente. E’ quello che tante di noi non hanno saputo fare, rimanendo incastrate per molto più tempo, alcune per anni. I campanelli di allarme, come te, tutti li abbiamo sentiti durante la relazione, ma non abbiamo dato ascolto, abbiamo perseverato in un incastro che ci ha portate a tanta sofferenza ulteriore. Quelle che sono caratteristiche tipicamente femminili, la profondità, la tenacia, lo spirito di sacrificio, nel caso del rapporto con un np si rovesciano nel loro negativo e diventano incartamento psichico, sopportazione degli abusi, abnegazione e tradimento di se stessi. Meglio sarebbe, in certe situazioni, dar ascolto a se stessi, al proprio disagio, allinearsi con la propria pancia e fuggire rapidamente. Quello che hai fatto tu, senza neanche sapere bene in chi ti eri imbattuto, è quello che bisognerebbe fare per amore di se stessi. E invece, quelle che sono caratteristiche femminili positive, nell’incontro con np si tramutano in prigioni e catene (certo, se associate a forme di dipendenza affettiva).
    Ma c’è una cosa che vorrei chiederti: com’è stato il post-np, dal punto di vista emotivo? oggi come oggi, come ti senti? Il fatto che sei approdato a questo blog e che lo segui tutt’ora è stimolato da quali emozioni e sensazioni?

    Piace a 3 people

    1. Anche io voglio fare una domanda a Mariolino…dici che lei ti cerca ancora ogni tanto: sicuramente ora non te ne importa ma potrebbe succedere in futuro che ti trovi in un momento di debolezza e uno di questi “cucú” potrebbe andare a segno….
      Quando ti cerca le rispondi o la ignori?
      Un abbraccio

      Mi piace

      1. Buon pomeriggio Spirito Libero, non credere: lei è molto pigra si muove poco e male: chiama al telefono e poi dice di avere sbagliato numero, mette Like su Facebook e poi ti toglie l’amicizia; in poche parole: lancia l’esca ma aspetta che mi muova io. Aspetterà cent’anni! Per quanto mi riguarda mi auguro di avere in un prossimo futuro + di un momento di debolezza ma non con lei. 🙂
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

    2. Buon pomeriggio Blume e grazie per le tue parole mi sono tanto piaciute, “Come è stato il post-np, dal punto di vista emotivo? oggi come oggi, come ti senti?” Bella domanda! In un primo momento dopo lo sgancio mi sentivo in colpa, perso, ansioso ed avevo grosse difficoltà a sorridere e a prender sonno continuavo a pensare e a ripensare ad ogni singolo momento vissuto insieme … Via via, soprattutto dopo aver compreso il tipo di disturbo del soggetto con cui ho interagito questi sintomi si sono ridotti a poco più di nulla, specie il senso di colpa.
      Non nego che qualche volta la disturbata sieda ancora sul mio cervello ma ormai non fa poco male.
      I suoi tentativi di riaggancio mi ripugnano e li lascio cadere, ma quando non ci sono mi mancano. Insomma: guarito? Direi di no.
      Proprio per questo resto qui su questo blog, mi piace starci. Qui mi sento come un eroico sopravvissuto e decisamente compreso. Non sentirmi solo mi sta aiutando a guarire. Un abbraccio.
      Ma credetemi: Nessuno guarisce se non lo vuole veramente!

      Mi piace

      1. Condivido quello che dici Mariolino. Purtroppo il problema delle relazioni con Narcisisti/e é che continuano a stare nella mente anche dopo che si chiude con loro. Questo è il risultato della dipendenza che si è instaurata o meglio, che loro abilmente hanno instaurato.
        Forse è più difficile il post che il durante. Cioè nel durante si sta comunque male ma ci si aggrappa a quei pochi momenti positivi che loro di tanto in tanto concedono ma dopo resta solo il vuoto della loro assenza insieme alla sensazione di mancanza. In realtà non sono loro a mancare ma le sensazioni che fornivano. Loro a ben guardarli sono persone davvero penose, ma appunto hanno questa abilità di sapersi agganciare alle nostre vulnerabilità. Su quelle bisogna lavorare per impedire che certe situazioni si ripetano.
        Un abbraccio

        Piace a 2 people

  25. Ciao a tutte/i.
    Prendendo spunto dall’intervento di Mariolino, e a supporto del fatto che spesso gli uomini, dotati di pragmatismo e maggiore autocentratura di noi donne, riescono a svincolarsi più rapidamente da situazioni disagevoli, voglio raccontarvi la dinamica del mio rapporto con l’altro squilibrato che ho conosciuto recentemente (e che aveva avuto il potere di distrarmi totalmente da np).
    Non è un np, per nulla, anche se è persona problematica, con difficoltà a sostenere i propri sentimenti. Secondo me, come profilo psicologico si avvicina più a un dipendente affettivo uomo (che, leggendo qua e là, sembra avere caratteristiche anche un po’ diverse rispetto alle dipendenti affettive donne), proveniente da una famiglia complicata e da rapporti familiari difficili. Tanto per farvi capire il tipo: lui ultimo di 4 figli; un padre anaffettivo e distante, traditore seriale, un professionista affermato: nello specifico: uno psichiatra (io dico: se il figlio del ciabattino va sempre con le scarpe rotte…); una madre invasiva, che ha sempre cercato l’alleanza dei figli maschi contro il padre, in particolare del più piccolo (lui).
    Quando lo conosco, lui è fuoriuscito da un’ennesima relazione sentimentale fallimentare, e afferma di non saper stare da solo, di non essere mai stato solo, di aver necessità di imparare a farlo, di non cercare altre fidanzate. A me va anche bene, non sono alla ricerca spasmodica di una relazione ufficiale (non la escludo, se ne vale la pena, ma non me la do come obiettivo necessario). Con queste premesse, abbiamo iniziato una relazione che si è rivelata subito dai toni molto passionali. Complicità, intimità, leggerezza e profondità insieme. Passiamo serate di ballo incantevoli e reiterate notti altrettanto belle, fino alla mattina. Io non lo presso, ma vista la positività, cerco il contatto, mi sembra naturale.
    A un certo punto, comincia a ritirarsi, con scuse. Scatta in me una molla che non mi fa demordere: non lo inseguo in modo pressante, ma cerco di sapere chiaro e tondo cosa gli accade nella testa, perché fa un passo indietro dopo tanta condivisione. Nicchia, non dice la verità, accampa scuse, lo avverto nervoso, preoccupato.
    A un certo punto, accade questo (anche lui balla il tango): un bel giorno, si presenta nella sala da ballo con una donna, che corteggia in modo evidente. Naturalmente, alzo subito le mie tipiche difese narcisistiche: non faccio una piega, lo invito anche a ballare (tanghi molto intensi, peraltro), non lo inseguo, anestetizzo qualsiasi emozione negativa (non provo nessuna gelosia, ad esempio). Mi faccio insomma la mia serata. E non lo cerco nei giorni successivi. Ammetto anche che, in me, si apre una sorta di sfida che mi dà una scarica adrenalinica.
    Qualche giorno dopo, lo incontro di nuovo a ballare: è letteralmente incazzato con me! Siamo all’assurdo: era con un’altra donna ed è riuscito a impazzire di gelosia vedendomi ballare appassionatamente con qualcuno! Gli faccio notare la sua contraddizione ma è fuori di sé, non riesco a ricondurlo a ragione. La fidanzata non c’è. Lui mi fa piazzate scomposte a bordo pista che hanno richiamato l’attenzione degli altri, in modo imbarazzante. Discutiamo animatamente, balliamo, litighiamo e ci baciamo appassionatamente, tutto insieme. Nella sala, tra l’altro, c’è pure np che rosica e cerca di mettersi in mezzo, ma io me ne curo per niente in nessun senso, per me esiste solo l’altro squilibrato (ma questa è un’altra storia).
    Nei giorni seguenti, cerco spiegazioni che lui è assolutamente restio a fornire. Non mi cerca più, si allontana definitivamente. Poiché io cerco di dare un senso alle cose, testardamente, alla fine, riesce a dirmi: i giorni e le notti passate insieme sono state piene di emozioni e sentimenti, mi sei piaciuta molto, non ho simulato nulla ma non sono in grado di sopportare, oggi, sentimenti così forti; non voglio legami coinvolgenti che mi schiaccino, che mi facciano sentire inadeguato; mi è bastato vedere, appunto, la mia reazione al vederti abbracciata ad altri per comprendere che debbo assolutamente allontanarmi, perché rimarrei incastrato; non voglio rischiare di soffrire, so che soffrirei per gelosia, non ce la faccio, non è bene per me. Arrivederci e grazie.
    Quello che voglio dire è che questo uomo, certo problematico e incapace di affrontare i propri sentimenti, ha in qualche modo scelto, pur essendo coinvolto, pragmaticamente, la strada migliore per lui in questo momento. Ha preferito legarsi a una donna-mamma, molto più grande di lui (lui 52 anni, lei 70 anni ben portati sì, ma sempre 70!, almeno mentalmente), con la quale non rischia di soffrire (non è coinvolto, lei ovviamente sì e infatti, dopo i primi momenti di passione, ora sta piuttosto male, questo lo so da persone che la conoscono e comunque nelle sale da ballo è evidente, ma questa è un’altra storia). Tutto questo a riprova del fatto che spesso gli uomini, pur se incasinati, pur se coinvolti, sanno istintivamente orientarsi verso le strade meno dolorose per loro stessi.
    Io penso che, rinunciando a me, ha barattato la passione per la stabilità: ora sta insieme a questa donna, dunque non è vero che ha scelto la libertà assoluta, ma, conoscendo le proprie debolezze e riuscendo a prefigurarsi il suo inferno rimanendo con me, ha avuto la forza istintiva di allontanarsi. Certo io non ne sono uscita bene, mi ha ferito il suo scarto, ma debbo dire che, in qualche modo, apprezzo la sua oculatezza. Quella che a me manca.

    PS. Ci sarebbe pure da dire che certo questo uomo, oltre che squilibrato, non è un campione né di coraggio né di correttezza, perché non si è comportato bene né con me né con la fidanzata, ma pure questo è un altro capitolo…

    Un abbraccio a tutti/e

    Piace a 1 persona

    1. Cara Blume, ti rispondo per confermare quello che dici riguardo a quest relazione e a come gli uomini di solito non siano capaci di tollerare il disagio e pur essendo attratti molto preferiscono la stabilità alle montagne russe della passione, che invece intriga così tanto noi donne: e più incasinata la é la situazione e la persona e più ci buttiamo nella sfida, come vere e proprie kamikaze.
      Allora, quello che ho ricavato dall’ultimo scambio don np2 é e che lui non ce la fa a gestire la tensione enorme dei nostri incontri….lui per vedermi é e persino fuggito da casa, anche solo per poche manciate di minuti insieme. Sicuramente ciò gli dava l’adrenalina che gli serviva, ma poi ha visto che stava perdendo lucidità nella cosa, tantopiu che io non mi dimostravo così presa e dipendente….nella sua mente patologica, ma comunque maschile quindi pragmatica, avrà valutato il fattore “costi-benefici” e pensato “Cazzo questa mi tiene testa, mi seduce sessualmente al punto che devo vederla ad ogni costo. Però di là c’è anche la mia brava e buona convivente che mi tiene stretto…se qualcosa andasse storto e lei mi scoprisse sarei fottuto visto che S. é libera e non vuole strapparmi a lei “. Tanto più che in questi mesi gli ho sempre lasciato il dubbio che vedessi anche altri.
      Ecco…credo che questo lo abbia fatto andare in corto circuito..mi ha detto di sospendere gli incontri ma poi ha anche scritto che sono favolosa, non vuole perdermi ma nemmeno stare così male e ossessionato dalla paura di mettere tutto a repentaglio.
      Ecco, grazie alla testimonianza di Marcolino ho capito il senso di questo distacco, e non lo conssidero uno scarto, come invece credevo inizialmente. Ci siamo comunque salutati esprimendo stima. Il che da un np é tutto dire!
      Ora, io penso che anche nel tuo caso sia successa una cosa simile….il tuo nuovo amante non era np ma una persona dall’affettività problematica, conoscendosi e sapendo di non resistere a eventuale gelosia ossessiva ha preferito restare con chi gli dà sicurezza…ovvero la signora 70nne, che probabilmente é vista a livello inconscio come figura materna rassicurante (la mamma non ti abbandona mai).
      Questo spiega anche il fatto che con queste donne “stabili” la sessualità sia scarsa e tiepida: subentra il fattore inconscio dell’incesto proibito.
      Ecco perché pendolano sempre pericolosamente tra donne che li attirano sessualmente ed emotivamente e quelle che li rassicurano ma per cui provano ben poco trasporto.
      Grazie per questa ulteriore riflessione.
      Un abbraccio

      Piace a 1 persona

  26. PER MICHELLE.
    Cara Michelle, mi sembra che sei a buon punto con le consapevolezze circa le relazioni disfunzionali originarie della tua famiglia (anaffettività, rigidità, severità) e dei tuoi schemi copionali maladattivi (attrazione per uomini indisponibili), è già un bel percorso! Inoltre, mi sembra molto significativo che hai colto un elemento che in genere sfugge: l’ambiguità del comportamento dei genitori, che è un fattore dissonante particolarmente pericoloso per un bambino (nella sfortuna di non avere genitori amorevoli, molto meglio una durezza sempre coerente). Questa ambiguità dei comportamenti, questa oscillazione delle figure primarie di attaccamento, non consente a un bambino, privo com’è di capacità di razionalizzazione adulta, di elaborare un senso di sé stabile, di trovare un centro, un’identità integra, ma lo espone alla necessità continua di cercare un’approvazione andando alla cieca, senza sapere bene cosa si sente dentro. E’ un elemento di destabilizzazione di primaria importanza.
    Mi risulta che spesso anche gli np hanno un vissuto infantile simile. Non particolarmente empatici di natura, lo compensano con l’elaborazione di una idea di Sé (falsa) come non bisognoso di nessuna approvazione, autosufficiente, impermeabile alla sofferenza. Dicono (inconsciamente): basta! nella mia vita non proverò mai più questa sensazione dolorosa! E chiudono il rapporto con se stessi, con le loro emozioni e i loro sentimenti. I dipendenti affettivi, invece, fortemente empatici di natura, continuano a sperimentare sulla loro pelle, come in un vortice senza fine, queste sensazioni, per vederne un finale diverso, o perché si sentono “a casa”, come dici tu.
    Anche np continuano ad essere dipendenti dalla validazione altrui, esattamente come i dipendenti affettivi: senza uno specchio non sono nulla, ma credono di essere autosufficienti (perché hanno elaborato, lavorando di fantasia, una idea di Sé come perfetta) e, avendo rinunciato a soffrire, non avvertono i processi in atto nel loro interno, mentre i dipendenti affettivi avvertono costantemente (soprattutto nelle difficoltà) la propria imperfezione e la propria sofferenza.
    Ma gli np partono da identiche premesse di vulnerabilità: sia quando indossano la maschera della grandiosità (i cosiddetti overt), sia quando si sentono sminuiti (i covert): c’è sempre, dietro, un sentimento di vulnerabilità: nel primo caso, c’è il timore di non essere quei grandi personaggi che fingono di essere (o temono che questo sia svelato agli altri), nel secondo caso sentono di aver diritto a una grandezza che il mondo ingiustamente nega loro. Ma, in entrambi i casi, non sanno nulla di se stessi.
    I dipendenti affettivi, noi, pure stiamo messi male, ma – ripeto – con il vantaggio di avere almeno gli strumenti di consapevolezza di noi stessi, precondizione necessaria a qualsiasi trasformazione in positivo.

    Un abbraccio

    Mi piace

  27. Per Mariolino.
    Insomma leggo che anche tu hai sentito su di te tutti gli effetti tipici della dipendenza: sentirsi come persi, ansiosi, vuoti, il cervello che martella sempre sugli stessi pensieri (il vissuto con loro)… Ho passato mesi e mesi in questo stato, anche io reduce da una relazione che in fondo è durata poco, solo 6 o 7 mesi, ma almeno altrettanti per uscire da uno strato di prostrazione e intontimento. Considera poi che io avevo pure capito subito con chi avevo a che fare, fin dall’inizio della relazione: e mi ci sono buttata dentro lo stesso come in una folle sfida (altro che pragmatismo!).
    La consapevolezza di chi sono loro, certo aiuta a elaborare il lutto di averli persi. Ma non basta. Ogni tanto si riaffacciano alla mente, purtroppo. A me accade quando non ho altra materia sentimentale a cui applicarmi, ad esempio. Questo ormai l’ho compreso bene. Ma questo np non è più in grado di ferirmi allo stesso modo, qualunque cosa faccia. In questi giorni, ad esempio, sono a casa per un incidente di ballo che mi ha traumatizzato un piede (una bella taccata dritta per dritta, con tutto il dolce peso della tanguera: io dico: nel tango i piedi si muovono scivolando sul pavimento, non camminando né tantomeno saltando!:-( ) . Nel frattempo, lui sta trescando con una mia ex amica, ma non vedendomi nelle sale da ballo consuete, si sta preoccupando! Come mai Blume non si fa vedere? Come mai Blume si sottrae al magnifico spettacolo che offro con l’ex amica? Così non si fa, eh! E giù messaggi su messaggi come non si vedeva dai tempi del love bombing… Io per lo più lascio stare, a volte rispondo sempre prendendolo in giro (ma qui devo stare attenta: fa finta di stare allo scherzo, in realtà si incollerisce, posso percepire la sua rabbia spuntare da ogni singola parola pur se travestita da altro, questo rischia di innescare una sfida pericolosa, soprattutto per me, forse anche per lui ma, come dire, di lui sti c…i!).
    Anche io non sono guarita: la sua stessa collera per il mio “malfunzionamento” mi gratifica sempre, perché, conoscendo il fantastico mondo di np, so bene che la collera, come il disprezzo (che è una forma di rabbia a basso costo energetico), corrisponde al suo incartamento personale con me (anche se è una rabbia irriflessa, priva di consapevolezza). Non abbocco al suo tentativo di adescamento (perché di questo si tratta, in finale), non entro di slancio nella sfida, ma il meccanismo attiva pur sempre pensieri su di lui, cosa che non va nella direzione di distacco interiore che ho intrapreso. Lo tengo a bada, l’animaletto, ma ovviamente lui lavora contro, dopotutto è il suo mestiere!
    E poi, sì, è vero quello che dici: nessuno guarisce se non lo vuole veramente. Io voglio guarire: ho intrapreso una psicoterapia (che mi costa non poco sul bilancio economico), mi sottraggo alle dinamiche bieche e feroci, il pensiero è spostato, non sento viva sofferenza, ma sento parimenti che non sono fuori: il mio problema più grande è che tendo ad annoiarmi senza relazioni umane, non riesco ad attivare autonomamente le mie energie interne, le spendo solo al di fuori di me…
    La mia psicoterapeuta mi dice questo: possibile, signora, che solo lei non vede la sua magnifica energia vitale? Possibile che la vedano solo gli altri, tutti questi vampiri energetici di cui si è da sempre circondata proprio in virtù della sua forza vitale? Possibile che arrivo a vederla pure io, che non le sono amica, che non sono interessata a succhiarle energie, che quando entra qui dentro lo studio, sempre più spesso, ora che sta meglio, nell’incedere, nello sguardo, mi sembra circondata da un alone di luce?
    Non so se questo alone lo veda solo la terapeuta, che ha una simpatia umana per me, ho pure il sospetto che lo dica solo per incoraggiarmi, ma quel che è certo è che io vedo molto poco di me stessa, questo è il mio principale problema su cui lavorare…

    Un abbraccio

    Piace a 2 people

    1. Carissima Blume buona domenica, credimi: l’alone di luce che emani lo vediamo tutti noi trasparire dai tuoi scritti; stai per uscirne: ne sono sicuro! Verrà un giorno, a me è successo: in cu ti sentirai una stupida per tutto il tempo che hai voluto dedicare ad un uomo che ti considera solo un giocattolo di sua proprietà. Non illudiamoci: entrambi non riusciremo a dimenticare mai completamente chi ci ha portato sulle montagne russe, ma ciò che resta è solo l’esperienza del sopravvissuto che credimi: a più bene che male. L’importante è resistere, trasformare la nostra attesa passiva in un nostro rifiuto attivo di ricaderci; allora il gioco sarà fatto e non è niente male. Ti abbraccio.

      Piace a 2 people

      1. Grazie Mariolino, spero tanto che sia così. Certe volte, credimi, ho sconforto. Mi sento come in una rete che io stessa costruisco… Ma, forse, è bene che io la veda, questa rete, almeno ho l’immagine del fuori, sebbene attraverso le maglie. Peggio sarebbe essere nel sacco e ritenere di essere libera, come ho pensato per tanto tempo…

        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

  28. Buona settimana carissima Blume: ci sono tre passi fondamentali che dobbiamo compiere: il primo è quello di convincersi che il NP è invulnerabile e che non ci farà sempre male, il secondo è comprendere che è lui ad avere bisogno di noi e non viceversa e per ultimo ma non per importanza è che non dobbiamo avere con loro nessuna interazione. Tu questi step li stai superando, ma devi aspettare che il tempo faccia la sua parte; se tu lo vorrai il suo trascorrere lavorerà magnificamente e dopo ti troverai più bella, più giovane e più forte di prima. Ne sono sicuro!
    Io: subito dopo lo scarto ho tratto molto giovamento con questo metodo: su un quaderno annotavo la data, l’ora e la durata dello spasmo che mio malgrado mi affliggeva, puntualmente, ora dopo ora, giorno dopo giorno, ho annotato tutti i sintomi vissuti specificandone anche la durata.
    Ho proseguito l’opera per tanto tempo, e mentre scrivevo mi rendevo conto che gli attacchi duravano sempre meno e anche la loro frequenza diradava.
    L’ultima nota fu scritta il 14/02 quando ricevetti da lei un sms che diceva “San Valentino, beato chi ti sta vicino :-)” Questo aveva portato le mie palpitazioni a mille, aspettai tre giorni e poi risposi: “San Valentano, beato chi ti sta lontano!”
    Ricordati che chi ti scrive è stato male, tanto male, malissimo, per lei ho lasciato una compagna molto più giovane e molto più bella della mia NP, per cui non mi do pace ancora adesso. C’è stato un periodo in cui fumavo 2 pacchetti di Marlboro al giorno e a volte dovevo bere prima di coricarmi perché altrimenti non sarei riuscito a dormire.
    Ciò nonostante sono sempre riuscito a starle lontano e a non contattarla mai, neanche per gli auguri di Natale, compleanno ecc..
    Ho sempre voluto perderla e ora, finalmente, ci sto riuscendo.
    Ma ricordati che devi volerlo.!
    Non nego che la tentazione di rivederla c’è ancora; ma ricordandomi come stavo male quando la relazione era in essere non fatico a lasciar andare. Siamo stati entrambi manipolati e sono qui a scriverti è perché non sono ancora guarito e probabilmente non guarirò mai, ma sono sopravvissuto e sopravvivrò sempre, contaci! Un abbraccio.

    Piace a 2 people

  29. Caro Mariolino, ti ringrazio per i tuoi consigli e le tue parole.
    Anche io mi trovo più o meno nelle tue stesse condizioni. Gli spasmi sono finiti da un pezzo. So ormai che np non può farmi più male come un tempo. So che sono loro ad aver bisogno di noi e non viceversa. Oltre a np, mi sono liberata pure di alcune amicizie negative, che non mi aiutavano a liberarmi da lui, anzi mi ostacolavano, me lo facevano rimbombare dentro. Anche io non nego di avere, ogni tanto, la tentazione di rivederlo ma il ricordo della tragedia che è stata, del mio acuto malessere, della stanchezza e dell’estenuazione psicofisica che provavo mi ha spinto allora e mi spinge ancora a lasciar andare.

    La mia preoccupazione, oggi, non è più rivolta a lui, né è più all’ordine del giorno come difendermi da lui, in sé. Io tendo ad essere preoccupata per me stessa. Vorrei accedere a uno stato di tranquillità interiore valido solo perché promana da me, per null’altro. Invece vedo (o temo) che i miei pensieri fluttuano a seconda dello specchio che riesco ad avere nel mondo, dell’immagine che di me si riflette…
    Ok, bisogna avere pazienza, il tempo fa e farà il suo corso, la volontà è la prima cosa. Ma che fatica…
    Ci sono giorni e giorni, questo è vero, e questi qui non sono dei migliori. Forse è solamente tutto qui.

    Un abbraccio di cuore

    Piace a 1 persona

    1. Carissima Blume grazie per avermi risposto, che dire: sei più avanti di me, ti vedo anche molto determinata e pronta a rifiutarti in caso di un suo pesante ritorno: Non concordo però sulle tue preoccupazioni, dovresti essere orgogliosa; sei intelligente, modesta e scrivi bene, sei un po’ ermetica ma rileggendoti si capisce molto bene il tuo stato d’animo e mi sono reso conto che non posso proprio insegnarti nulla.
      A proposito: Concordi sul fatto che i NP non hanno praticamente odore nemmeno nelle loro parti intime e che portano una sfortuna pazzesca?
      Buona serata

      Mi piace

      1. Ciao Mariolino, quest’ultima cosa che hai detto la confermo. Loro non hanno un odore della pelle…l’ho proprio notato! Si dice che le emozioni influiscano anche nelle nostra biochimica…ebbene, loro le emozioni non le provano quindi il loro corpo non trasmette nulla.
        Non so se sia un caso, ma vidto che l’hai notato anche tu può essere una cosa che li accomuna, a meno di non avere a che fare con np che proprio non si lavano del tutto! : )
        che dire…sono alieni anche in questo. Una specie proprio a parte. Non umana, se non solo nelle sembianze.

        Piace a 1 persona

  30. Anche io confermo, Mariolino e Spirito! Non hanno alcun odore, nemmeno nelle parti intime, e sì, portano pure sfortuna! Ho esperienza di entrambe le cose. La prima è spiegabile, come spiega appunto Spirito. Sulla seconda, però, non si può parlare di prove certe. Io, poi, tendo a non credere a questo genere di cose. Quindi, ho cercato di darmene una spiegazione “razionale” (diciamo): essendo tutti proiettati su se stessi e condannati a non esternare mai nulla delle proprie vere emozioni, sviluppano un’energia psichica tutta arrotolata all’interno che a un certo punto, come in una pentola a pressione, fuoriesce e colpisce. In senso maligno, ovviamente! Ci sono persone che hanno la meravigliosa qualità di espandere benessere intorno a loro. Loro, ovviamente, fedeli alla loro natura, combinano disastri sempre!
    😉

    Piace a 2 people

    1. E’ vero Blume , ho notato questa loro compressione energetica enorme che poi esplode in danno agli altri.
      Il primo np sfogava molto con lo sport, tanto pure da diventare campione di braccio di ferro…e infatti i loro sono veri e propri bracci di ferro con chiunque: con la vita, con la gente, con sè stessi. La sua volontà di primeggiare compensava il suo profondissimo senso di inadeguatezza (bambino con problemi a scuola causa dislessia, soffriva pure di diabete giovanile e questo lo faceva sentire difettato, ecc.).
      Quando lo annusavo percepivo al massimo un leggerissimo odore di erba e menta, probabilmente frutto del suo dopobarba. E si che di lavoro faceva il meccanico, quindi di certo non pulito.
      Gli odori in natura servono anche a “scegliere” il partner con cui creare un legame (mi piace il tuo odore ergo vai bene per me)…loro non vogliono scegliere nessuno quindi il loro corpo (insieme a tutto il resto) non partecipa.
      Il secondo invece ha tutta l’energia compressa in modo spaventoso e non la sfoga in nessun modo. Quando abbiamo avuto il nostro unico rapporto sessuale completo l’ho visto del tutto incapace di esprimere energia vitale, si muoveva come se avesse paura…e ti assicuro che non è affatto un novellino. Io gli dicevo “scatenati”! E lui a quel punto ha finito il tutto penosamente. Non credo fosse solo per la situazione particolare o una normale ansia da prestazione, non era certo al prima volta che ci vedevamo e facevamo sesso.
      Ho proprio capito che loro sono aridi anche nel darsi fisicamente, non hanno un eros libero e gioioso ma oscuro e perverso, che si alimenta prevalentemente di fantasie proibite, di percezione sopravvalutata delle loro doti amatorie (amano sentirsi dire che sono i migliori ecc.), di voglia di dominare ma allo stesso tempo con un senso di colpa dovuto al loro cattivo “genitore interno” giudicante che continua a dire che non sono capaci ecc. ecc.
      Ecco perchè ad un certo punto devono mollare la preda e trovarne un’altra con cui ripetere il copione. Non possono recitare a vita ciò che non sono.
      Insomma, tirate le somme: anaffettivi, manipolatori, incapaci di vivere una sessualità davvero appagante per sè stessi e di conseguenza anche per il partner. Abili solo in una “fascinazione” iniziale che per un pò distoglie dal loro vero essere.
      Direi che se ne può proprio fare a meno…
      Un abbraccio

      Mi piace

      1. Ciao Spirito Libero, Beh, che dire: penso che entrambi preferiamo lavarci un po’ ma emozionarci molto…. Comunque ti confermo che la mia NP era un autentico feticcio di disgrazie per usare un eufemismo. Durante il periodo in cui ci siamo frequentati tutto ciò che poteva andare male andava peggio. Quest’aura negativa è andata poi progressivamente diradandosi dopo l’abbandono. Il mio rammarico più grande è comprendere quanto io sia stato ingenuo, cornificato e abusato in ogni dove prima di capire che l’unica cosa positiva fosse quella di lasciarla andare. Ora che sono fuori dalla cerchia delle sue vittime composte da sfigati riciclati e non le cose vanno decisamente meglio! Ma che fatica! buona giornata.

        Mi piace

      2. Che dire Mariolino..è sempre brutto capire che la persona con cui hai avuto a che fare ti considera poco più di un giocattolo con cui divertirsi e fare “esperimenti”, ma per fortuna che lo abbiamo capito e tutto sommato non é durata così tanto …a volte non lo si capisce per anni e anni, come in tanti hanno purtroppo confermato qui.
        Anche pochi mesi però, se intensamente vissuti, possono bastare a distruggerti o quantomeno destabilizzarti..dipende quanto si é messo in gioco di sé stessi. A me per fortuna nel secondo caso é andata relativamente bene perché avendo capito chi era quasi da subito sapevo più o meno che non dovevo aspettarmi nulla, vivere solo il momento, e sapere che prima o poi sarebbe finita…..siccome il tipo mi piaceva quindi ho deciso di correre il rischio. Ora posso oggettivamente dire che non ne valeva la pena ma pazienza…meglio averli fuori dalle scatole in ogni caso. Ora mi sento più lucida e tranquilla, dormo meglio e non sento mancanza o altro. Mentre sei in relazione con loro invece la capacità razionale viene decisamente meno.
        Devo dire ad onor del vero che queste due esperienze a me sono servite a capire che non voglio più dipendere da nessuno, e questo credo sia già un buon traguardo…certo sarebbe stato meglio non incontrarli mai ma si vede che certi incontri nella vita servono proprio a insegnare delle cose.
        Un abbraccio

        Piace a 1 persona

    2. Buon pomeriggio Blume, Blume come fiore? Beh, parafrasando direi “Tutt’altro profumo :-)”. Concordo con la tua versioni, mi ripeto: “Sei proprio brava a spiegarti!” Un’altra considerazione, ho più volte letto che queste persone ripugnanti causano nelle vittime una reazione simile ad una sindrome di stress post traumatico, per me si. Sto facendo ancora adesso fatica ad adattarmi ad una realtà priva dell’adrenalina che c’era quando lei mi faceva soffrire come un cane…
      Di quando cercavo come un piccolo detective cercavo di scoprire con quante persone uscisse contemporaneamente a me. Ne ho contati 5. Una Narcisista pentapolare…. Vallo a capire il cervello…
      Un abbraccio

      Mi piace

  31. A me, invece, le cose è capitato che andavano male dopo la fine della relazione (durante la quale, semmai, c’era uno sfinimento psicofisico che certo non aiutava la positività nella vita), ad esempio quando si è ripresentato dopo mesi e mesi in cui grazie a dio era sparito, stavo molto meglio, i tentativi di riagganciarmi non andavano a buon fine, io ero presa da altra relazione, potevo avvertire la sua collera montare. Una volta, c’è stata l’apoteosi: una mattina mi sveglio: non funzionano i fuochi nemmeno per farmi un caffè, vado a prendere la macchina e una ruota è a terra, il meccanico è chiuso di lunedì, mi rendo conto di aver perso un pacco di compiti e un libro per me importante, salta un ponte di un dente, sbaglio mentalmente a ricordare l’orario di lavoro e arrivo con 2 ore di ritardo, i miei due gatti (piccolini, li avevo presi da pochissimo) sono agitati che più agitati non si può, mi soffiano e scappano (il più piccolino, da che era fiducioso e solare, diventa forastico, e non si è mai ripreso del tutto: è rimasto spaventato!), il cellulare smette di funzionare e non c’è verso di riattivarlo, poi forse anche qualcos’altro che ora non ricordo. Tutto nella stessa mattina!
    Naturalmente, saranno state coincidenze, ma sentivo proprio un’energia nera sulla mia testa, che magari mi ero autocreata, però mi sembrava veramente che la sua collera mi stesse portando jella! 🙂
    Scherzi a parte, anche perché non sono incline a credere a queste cose, hanno veramente un’energia nera capace di far andare per storto tutto!

    Un abbraccio, ridiamoci su!

    PS: se vi va, andatevi a vedere su youtube un pezzo della recente serie Sherlock (che a me è piaciuta moltissimo): “L’amore è uno svantaggio pericoloso Sherlock Holmes/Irene Adler 2×01 bbc”: Scherlock è un moderno psicopatico, in questo pezzo c’è una chiara idea di come un disturbato intenda l’amore e i sentimenti. :-0

    Piace a 1 persona

    1. Ecco perché ci chiamano sopravvissuti 🙂 🙂 Siamo scampati nonostante alla loro negatività …. “L’amore è uno svantaggio pericoloso Sherlock Holmes/Irene Adler 2×01 bbc” me lo vedrò senz’altro, poi ti dico. Buona serata.

      Mi piace

    2. Blume quello che ti è successo non è cosa da poco.
      Credo che molti di loro studino tecniche per dirigere le energie del pensiero.
      Una volta mi sono imbattuta in sito che spiegava queste cose. In grossa sintesi diceva che se tu ti concentri ogni giorno per un certo lasso di tempo con il pensiero su una persona puoi ottenere che succedano delle cose.
      Ora, io non so se tutto ciò sia realmente possibile o solo cavolate (propendo maggiormente per la seconda), ma visto che in effetti noi siamo energia niente di strano che questi qui riescano a farlo. Ovvero a lanciare energie negative.
      Nel subbio, direi che è meglio stare lontani e darsi una bella grattatina in caso di bisogno : )
      Un abbraccio

      Mi piace

  32. Sì, Mariolino, Blume come fiore, in tedesco. Ho scelto questo nickname di istinto, senza pensarci su. Chissà, forse ho voluto, inconsciamente, associare l’immagine della delicatezza con il suono non proprio dolce di questa lingua (che comunque io amo). Perché in realtà mi sento proprio così: un nucleo di fragilità estrema dentro una scorza di forza e di autosufficienza apparente… Boh. L’analisi junghiana che sto facendo mi insegna a ritenere che, nelle nostre scelte, anche in quelle che sembrano più casuali, il caso non c’è…

    Una sindrome da stress post traumatico? C’è c’è, eccome se c’è, pari pari! Anche io ho sperimentato, e ancora sperimento purtroppo, il vuoto di una realtà priva di adrenalina, quell’adrenalina che c’è sempre stata ogni qual volta uno squilibrato del genere np and similar ha attreversato il mio cammino, una sensazione di esser viva che altrove non riesco a trovare. Ma, rendersi conto di questo, per quanto problematico o deprimente possa essere, in realtà è un punto di forza per staccarsi da np e per ritrovare se stessi: quello che ci manca non sono infatti loro, ma l’adrenalina che riuscivano a tirarci fuori e che da soli non sappiamo con ogni evidenza produrre. Io trovo questo aspetto, tipico dei dipendenti affettivi, molto importante. Perché, in qualche modo, dimostra che in realtà anche loro sono per noi strumenti (come noi per loro): mezzi per sentirci vivi, avendo un deficit di motore interno di energie (cosa che condividiamo pure con np, solo che loro compensano questa realtà interiore con l’abuso). Ergo, non sono significativi come persone, in sé. Sono pure intercambiabili, diciamolo: per quanto mi riguarda, basta che arriva un nuovo squilibrato che la mia mente si sposta subito da questa altra parte e il precedente squilibrato può pure svanire (mi è successo proprio con questo np). Questo è certo un problema, su cui bisogna lavorare (il rischio drammatico è di passare da uno squilibrato all’altro): ma, almeno, aiuta a ridimensionare la valenza dello psicopatico del momento…

    Un abbraccio di cuore, buon pomeriggio

    Mi piace

    1. Blume, “L’amore è uno svantaggio pericoloso Sherlock Holmes, visto”) direi: “”Elementary, my dear Watson.” . Comunque hai fatto male a mandargli il link!
      Recentemente ho visto su Netfix un film argentino (titolato: Abzurdah) che è tratto da una storia vera, crudo come il freddo ma con spunti molto interessanti per noi. Visto che sei bloccata in casa, se non lo conosci, potresti guardarlo. (https://www.cda.pl/video/182003098) Ma temo che ai gatti non piacerà.
      Buona serata

      Mi piace

  33. In questi giorni, amici miei, io sto proprio sperimentando il vuoto interiore. Bloccata a casa per un incidente di ballo, le ore sono trascorse con particolare noia e ovattamento. Mi sono passati a trovare amici, avevo cose da fare, finalmente ho dormito a sufficienza e ho coccolato i miei gatti per ore. Ma senza lavoro, senza ballo, senza motori esterni di energia cioè, mi sono sentita fondamentalmente come un guscio vuoto.
    Qui per me scatta la trappola più insidiosa. Nel frattempo, np mi manda messaggi su messaggi, perché non mi vede in giro nelle sale da ballo, perché percepisce una mia distanza, tenta il ripescaggio ma contemporaneamente attacca (nei tipici modi passivo-aggressivi, non direttamente), tutto insieme. Mi annoiavo, e alla fine non ho resistito: dopo aver ignorato tutti i messaggi e i loro contenuti, alla fine gli ho mandato quel pezzetto di Sherlock Holmes che vi ho segnalato! Immediatamente mi sono divertita (anche perché lui è rimasto spiazzato, sul momento), ma quel che è certo è che io ho attivato pensieri su di lui, mentre lui dopo questa mia fantastica abilità di sorprenderlo, starà subito applicandosi ad altro dimenticandosi, è garantito!

    Piace a 1 persona

    1. Dolcissimo Spirito Libero buona serata, concordo: una relazione con una persona disturbata porta sempre più fatica che gusto, solo una persona forte come te poteva iniziare una storia con un NP pur avendolo riconosciuto e ancor più determinazione hai dimostrato riuscendo ad uscire “viva” anche la seconda volta. Da parte mia non inizierò mai niente con una se solo sospettassi che … Nemmeno fosse Miss Italia. Concordo, la nostra indipendenza vale molto più di qualsiasi cosa. Un grande abbraccio

      Mi piace

      1. Grazie Mariolino, la tua stima è una cosa che apprezzo enormemente e anche io trovo che tu abbia coraggio ad esporre qui la tua esperienza. Sono pochi gli uomini che lo fanno…per un uomo, credo, sia ancora più difficile gestire una sconfitta relazionale, ma io non parlerei di sconfitte o fallimenti: sono esperienze negative che comunque devono servirci a migliorare. Loro non miglioreranno mai, questo è poco ma sicuro, anzi, invecchiando peggioreranno sempre di più, come anche gli studi dimostrano.
        Noi abbiamo comunque una chance…
        Sai…non credo di essere stata coraggiosa bensì stupida a volere la relazione con il secondo narcisista anche dopo aver capito chi era…forse mi sono illusa di poter gestire meglio le cose avendo già avuto la precedente esperienza e studiato molto la materia. In effetti devo dire che un pò meglio è andata stavolta nel senso che non mi sono fatta torturare come con il primo, ma resta il fatto che ho vissuto una relazione squilibrata con tempi e modi dettati essenzialmente dal narcisista.
        Io ho solo attuato qualche strategia per tenermi alla giusta distanza senza dargli nessuna certezza su un mio eventuale coinvolgimento. Questo lo ha spinto a cercarmi e a non scartarmi subito. Loro infatti ti scartano quanto ti vedono coinvolto e ti percepiscono come “scontato”.
        Per sopravvivere alla manipolazioni mi sono comportata un vero “specchio”: se lui triangolava parlandomi della sua donna o altre ex io facevo lo stesso parlando dei miei ex o eventuali corteggiatori, se lui era freddo lo lasciavo perdere e non lo rincorrevo obbligandolo a essere gentile per poter di nuovo parlare con me, se spariva non lo rincorrevo e sparivo pure io. Con loro funzionano solo questi comportamenti.
        Ma alla fine diventa stancante relazionarsi così, non puoi essere te stessa/o fino in fondo, devi sempre cercare di prevedere e anticipare le mosse, come in una partita a scacchi. Siccome loro non sanno perdere, se vedono che la partita diventa difficile o non li diverte più buttano all’aria la scacchiera e se ne vanno a giocare altrove.
        La tua ex np giocava su più tavoli…posso chiederti come l’hai scoperta?
        Si certo, loro giocano SEMPRE su più tavoli, non possono farne a meno e anche questa è una cosa che li accomuna tutti, indistintamente.
        Che dire carissimo, fai (facciamo tutti) più che bene a non volere più persone del genere nella nostra vita.
        Un abbraccio

        Mi piace

      2. Buongiorno Spirito Libero e grazie per la tua risposta,
        Riprovarci con un secondo narcisista non è stato coraggioso come ho detto io ma nemmeno stupido come hai scritto tu.
        Autolesionismo è l’aggettivo che al momento ritengo più appropriato.
        Per la fatica che hai fatto, per il tempo che hai perso e per le scariche di adrenalina inutili che il tuo cervello ha dovuto nuovamente subire.
        Hai alzato l’asticella, così che poi tutto il mondo al di fuori del Luna Park ti sembra più noioso, allungando l’intervallo per recupere.
        Ora impiegherai più tempo per tornare ad apprezzare ciò che per noi è più importante: la nostra vita deve essere nostra!
        Come l’ho capito? Facile! Avevo sospetti fondati e allora mentre lei dormiva ho sbirciato sul suo smartphone , PW banale e ovvia: la sua data di nascita.
        Guardandole WUp mi è bastato un minuto per capire quanto fosse zoccola, poi tra le sue note trovai che già si preparava per scartarmi scrivendo in anticipo le frasi che avrebbe usato per procurarmi più dolore possibile. Ma io l’ho anticipata: dopo aver riposto il suo IPhone nella vasca del suo pesce rosso me ne sono andato, è stata l’ultima volta che mi ha visto!

        Mi piace

      3. Caro Mariolino che dire…quella di mettere il furbofono nella vasca del pesce rosso é da standing ovation! 😄
        Ma guarda, forse ti sembrerà strano ma io ad oggi mi sento serena dopo che le cose con np2 si sono fermate…non sento la sua mancanza e nemmeno di quei momenti….
        Come ti dicevo la situazione ormai era tale per cui il gioco non valeva la candela…troppo poco tempo, lui ansioso e paranoico dopo per tutte le sue seghe mentali….insomma, era giusto darsi lo stop.
        Ad oggi sono sicura che anche se tornasse a farsi vivo (io non credo ma con i narcisi bisogna aspettarsi che lo facciano anche dopo anni e perfino decenni) non vorrei mai riprendere a quelle condizioni.
        Tra l’altro da alcuni mesi sto seguendo un mio percorso di equilibrio interiore e serenità, trascorro bene il mio tempo con me stessa e soprattutto non ho nessuna ansia j necessità di gettarmi in una nuova relazione 😊
        Spero di cuore che anche tu possa superare la fase post traumatica…ci vuole il suo tempo ma poi si sta meglio in tutto. Io ci ho messo un anno abbondante a scrollarmi di dosso il ricordo doloroso del primo np, mentre stavolta per fortuna non sento particolari traumi se non appunto la sensazione di aver vissuto per alcuni mesi un pò fuori dal mondo. Ora ci sono tornata, e con i piedi bene a terra.
        Un abbraccio

        Mi piace

      4. Buon pomeriggio Spirito Libero, bella la definizione di furbofono 😄!

        Credimi: con loro il gioco non vale mai la candela, o meglio, come diciamo noi milanesi: è maggiore la fatica del gusto.
        Io invece quei momenti …. me li ricordo ogni giorno, recitava come Giuda ma era brava, bravissima! Ma ricordo anche meglio che sto ancora raccogliendo i cocci dei danni che la disturbata ha fatto al mio cervello …e allora nessuna nostalgia a costo di diventare un onanista a vita.
        Superare la fase Post traumatica, beh, quando non mi vedrai più sul blog vorrà dire che e sarò guarito, per adesso, anche se non fa più male, lei sta ancora seduta sul mio cervello ed anche un po’ più in basso.
        Purtroppo non essendomi mai affidato ad uno specialista mio percorso di riequilibrio interiore sarà un po’ più lungo del tuo.
        Concordo che desiderare una nuova relazione sia sbagliatissimo, questa ora ci sembrerebbe noiosissima e correremmo il rischio di ritornare al Luna Park.
        Bisogna solo aspettare, aspettare per guarire e soprattutto non agire. Questo percorso è difficilissimo ed così che alcuni sopravvissuti preferiscono tornare dallo psicopatico è molto più facile drogarsi che disintossicarsi. Ma io che te sono sicuro che abbiamo fatto cose ben più difficili: ce la faremo!

        Un abbraccio

        Mi piace

      5. Ne sono convinta, Marcolino, vedo che hai una buona capacità introspettiva oltre a una buona dose di autoironia e questo è fondamentale per il recupero, negare le cose o che addirittura la persona non fosse narcisista, come spesso accade, non serve e anzi rimanda ancora di più la guarigione.
        A me scrivere qui ha aiutato molto, leggere le esperienze di noi tutti, cogliere le tante similitudini che accomunano questi esseri disturbati.
        Purtroppo ti capisco quando parli di effetti che ancora hai laggiù 😄..per me la dipendenza fisica con il primo np è stata durissima da superare perché ho scoperto con lui delle “gioie” (chiamiamole così) che a oltre 40 anni suonati non avevo mai provato con altri partner. Considera che prima di lui ho avuta una relazione di otto anni e mezzo con un tipo che non era molto passionale. Quindi per me è stato pazzesco sentirmi desiderata così tanto. Purtroppo il mio errore, quello che ora non farò più, é stato quello di coinvolgermi troppo in fretta. Avevo voglia di riscattare i tanti anni di poco amore e passione che avevo alle spalle..ma sono purtroppo incappata nel soggetto sbagliato!
        Pazienza, é stata una grossa delusione, sopratutto dopo averlo visto “fidanzarsi” con una donna che a detta di chiunque non ha proprio nulla più di me, ma poi penso anche che c’è di peggio nella vita…..insomma, di Narcisismo non si muore.
        Poi dopo aver letto le tante testimonianze di chi ha addirittura vissuto e sposato questi esseri ringrazio ogni giorno chi sta lassù di non essere mi stata “scelta” come partner ufficiale. Corna assicurate, conti svuotati, e chi più ne ha più ne metta.
        Mi spiace che tu abbia chiuso una relazione per la narcistronza. Immagino quanto sia stato difficile poi convivere pure con i sensi di colpa..giusto?
        Sono convinta anche io che ce la faremo. Se siamo sopravvissuti a loro possiamo affrontare tutto.
        Un abbraccio

        Mi piace

      6. Beh, che dire: innanzitutto chi ti sta scrivendo non è che sia stato molto furbo: il conto in banca non me l’ha svuotato ma a mie spese ho noleggiato una vela e l’ho portata in vacanza 2 settimane alle Eolie, le ho pagato il dentista e una “remise en forme” da quasi un millino e regali a nastro.

        C’è chi sta paggio, d’accordo ma potevo essere un po’ più furbo (pdf potenza della f…. non quello di Adobe).
        E poi sull’interruzione della mia relazione sana sappi che non te l’ho raccontata tutta : ad esempio il suo nome faceva parte el “pentapartito” L’ho visto con i miei occhi sul suo WUp. Usciva con me e chattava con lei (quantomeno), ti rendi conto o devo continuare?

        Ma evo dirti purtroppo che nei tuoi bellissimi post si nota un po’ di nostalgia quando parli di lui, siccome penso che lui tornerà e che stia aspettando soltanto il momento giusto e poi ci prova: fai un no-contact blindatissimo e assoluto, quello che vuole in questo momento è che tu ti senta abbastanza forte per sfidarlo di nuovo, non sarebbe un NP se non fosse così.

        Buona serata

        Mi piace

      7. Caro Mariolino (scusa ma ogni tanto il t9 ti trasforma in Marcolino😄)..quello che hai detto rende il tutto ancora più allucinante…mentre lei ti sfruttava spassandosela con altri aveva anche il tempo per divertirsi a torturare la tua povera ex triangolando pure con lei…
        Deve averti davvero preso tanto da spingerti a lasciare una storia sana e prendersi il meglio che hai potuto o darle…loro sono così bravi a distruggere e arraffare tutto quello che possono, ma quando si tratta di dare…..poco e niente. Suppongo che quello che le ti “dava” a te piacesse veramente tanto…con il sesso purtroppo molti di loro fregano alla grande il prossimo.
        Tranquillo….non ho alcuna nostalgia del primo np, certo non posso dimenticare quella passione, ma é stato talmente meschino con in suoi va e vieni in tra anni che con me ha chiuso del tutto, specie da quando si é fidanzato.
        É passato più di un anno da allora e non l’ho mai più cercato. Ci ha provato lui dopo otto mesi e non ho dato seguito. Con questo np mi sento a posto e direi immune da ricadute.
        Il secondo é ancora “fresco” di chiusura quindi di certo non mi è ancora del tutto indifferente ma intanto ho già visto che sto bene senza sentirlo e questo per me è già un grosso segno che la dipendenza non era poi così marcata come credevo.
        Sono passati dieci giorni da che non lo sento e solo per i primi due o tre diciamo la mia mente cercava un modo per non sganciarsi del tutto. Poi invece con il passare dei giorni questi pensieri sono venuti meno e oggi sono persino contenta perché so che potrò passare un’estate senza averlo intorno e senza rotture di balle…e speriamo non solo l’estate ma anche il resto della vita!
        Come ho scritto nella mia testimonianza di mesi fa, aver studiato tanto ed essermi confrontata chiedendo a chi ne sapeva più di me mi ha veramente aiutata a superare la rottura con il primo np e anche a gestire meglio la seconda (e si spera ultima) esperienza.
        Quindi forza e coraggio! Scrivi pure come e quando vuoi, chiedi a Claudileia se hai domande, sviscera tutto fino in fondo. Forse starai ancora male per un pò ripercorrendo tutto alla luce delle nuove conoscenze ma alla fine te ne libererai e come dico sempre spero potremo un giorno vederci tutti intorno a un tavolo a festeggiare le nostre nuove vite senza più parlare di questi esseri 😊

        Mi piace

      8. Ciao Spirito Libero, tranquilla siamo tutti vittima del T9, ma veniamo alle vere disgrazie: in verità non so e non voglio sapere di più sul tipo di relazione intercorsa tra la mia ex ed il mio vampiro.
        In quel momento nel mio cervello la voglia di fuggire ha prevalso sulla curiosità, e sono sicuro che sia stato meglio così.
        Si, devo dire che nella sua malvagità è stata molto brava; in poco più di tre mesi è riuscita a trasformare la mia bellissima vita in un autentico inferno da cui io non sono stato capace di fare altro che scappare.
        Ma veniamo a te: sono tranquillissimo riguardo alla nostalgia che non provi verso il tuo primo NP, quello che continua a preoccuparmi è il secondo: sai benissimo quanto possano durare i fidanzamenti dei disturbati e ancora meglio conosci la loro capacità, necessità e voglia di gestire più relazioni contemporaneamente…Spero tanto che tu non debba mai sentirti tanto forte da illuderti di potere gestire un suo sicuro ritorno.
        Siccome dieci giorni sono pochi per sentirsi fuori quando si è stati manipolati e allora la domanda sorge spontanea:
        O tu sei ormai vaccinata contro i vampiri o lui è un dilettante oppure ho ragione io e tu stai rischiando.
        Scriverò ancora,senz’altro e spesso anche se non sono bravo come te perché sento che mi fa bene.
        Tutti attorno ad un tavolo? Magari … Offro io.
        Buon weekend ed un abbraccio.

        Mi piace

      9. Caro Mariolino, allora bisogna proprio organizzarsi per questa cena tra sopravvissuti 😄👍
        Sai, hai ragione quando dici che é passato ancora troppo poco tempo dal distacco con il secondo np per cantare vittoria, dieci giorni non sono nulla…per loro anche mesi o anni non sono nulla.
        Diciamo che stavolta mi sento più positiva perché se faccio il confronto con la precedente esperienza non mi sento né angosciata e nemmeno arrabbiata….anzi, ti confesso che quasi quasi sono contenta perché iniziavo a sentire il suo disagio e la sua incapacità di gestire le cose ….era veramente sconfortante vedere la sua faccia “dopo”, sembrava che avesse fatto la cosa più disdicevole del mondo, mentre magari fino a pochi minuti prima era tutto preso e contento di essere con me. Cioè, prima mi forzi a rischiare con incontri improvvisati e poi dici che però che corriamo troppi rischi e non va bene! Insomma, facesse un pò pace con la sua testa e non mi rompa più😄
        Io glielo avevo detto di vederci quando fosse stato più tranquillo ma non ha mai voluto saperne e francamente mi sono stancata di questa situazione, alla nistra età è ridicolo imboscarsi come adolescenti, e stare dietro alle paranoie di uno che tra l’altro se la vive pure male. Ma anche no 😄
        Insomma, cerchiamo di essere forti e ricordarci tutte le brutture a cui ci siamo sottoposti con queste entità disturbate. Non meritano davvero tanta pena
        Un abbraccio e sereno weekend anche a te 😊

        Mi piace

      10. Buonasera Spirito Libero, più vi leggo e più mi rendo conto di come te, Claudileia e Blume siate molto ma molto più avanti di me.
        L’angoscia nuovamente risorge: ma se persone come voi, con la vostra conoscenza e la vostra esperienza hanno ancora bisogno di condividere le loro esperienze con noi pivelli o siete tutte mosse da un grande spirito francescano oppure poveri noi sbarbatelli: quanto dobbiamo pedalare ancora ! E io che pensavo di sapere tutto sulle pazze.
        Beh, non avendo scelta vado e pedalo e soprattutto, finché nessuno mi banna rimango a leggervi nel Blog, e io che pensavo di sapere tutto sulle disturbate…..
        Grazie di esistere.

        Mi piace

      11. Caro Mariolino..funziona cosí con l’auto aiuto: in passato stavo male per quello che mi era successo e persone più avanti di me mi hanno aiutata a superare quella fase, ora va meglio (non sono ancora del tutto guarita ma sento di aver fatto notevoli passi avanti nella consapevolezza) e così mi fa piacere ricambiare quello che altri hanno fatto per me.
        Tuttavia, ci sono anche persone che preferiscono andare via dal blog quando stanno meglio e anche questa é una scelta giusta, perché prima o poi la vita deve proseguire senza parlare ogni giorno o quasi di questi qui….io lo faccio non perché ne sia ancora ossessionata ma perché spero che il mio esempio aiuti altri, che altri si possano riconoscere e magari evitare i miei stessi errori…anche se sappiamo molto bene che questi percorsi non sono esenti da ricadute, a volte anche molto rovinose!
        Eppure io dico sempre che anche le eventuali ricadute, come accettare di riprendere i contatti quando np ci cerca, o peggio, andare noi stessi a ficcarci di proposito tra le fauci della belva, o ancora andare a sbirciare ossessivamente ma anche solo di tanto in tanto sui loro social…chi di noi non l’ha fatto alzi la mano…ebbene, anche queste ricadute talvolta sono necessarie proprio per farci capire ancora di più quanto sia inutile e dannoso permettere a queste persone di continuare ad influenzare le nostre vite. Perché lo fanno e lo faranno sempre, anche solo con un cucù all’anno a Natale, o pubblicando una foto su Facebook ben sapendo che una ex vittima li vedrà e soffrirà nel crederli felici.
        Quindi si, non posso dirti che sarà facile Mariolino ma insieme a tutti il percorso é meno faticoso…immaginiamoci come una cordata di alpinisti che deve scalare una vetta difficilissima. Da soli é quasi impossibile farcela, mentre avendo lo stesso obbiettivo insieme (liberarci dalla dipendenza) tutto è possibile!
        Un abbraccio

        Mi piace

    2. Carissima Blume, l’angoscia cresce spontanea: ma quanto coraggio avete voi donne? Vi fate male, soffrite e ricominciate un’altra storia daccapo pur sapendo che saranno più dolori che altro. Non va bene!
      La sindrome da stress post traumatico è una vera malattia mentale da cui bisogna guarire. Non cacciare altre situazioni adrenaliniche per dimenticare le precedenti; siamo come i tossici: non dobbiamo cambiare spacciatore, dobbiamo smettere di farci e basta. So che è difficile, lo sto sperimentando su me stesso, ma se ci vogliamo veramente bene non abbiamo scelta: giù dalla giostra e fuori dal luna park.
      TVB

      Piace a 1 persona

    3. Blume intanto augurissimi per una pronta ripresa. Non potersi muovere, lavorare ecc è una grandissima palla per chi come noi ha il cervello iperattivo. Almeno se siamo occupati a fare qualcosa o andiamo in giro elucubriamo meno : )
      Concordo: l’adrenalina ci frega di brutto con questi soggetti.
      Anche io mi sentivo viva prima di ogni incontro con np1 o np2…in particolare con np1 quando sapevo che l’avrei visto di sera facevo mille cose durante la giornata, energia pazzesca, ero esaltata come una cocainomane dopo due strisce di quella buona. Agli appuntamenti ci andavo con gli AC/DC a palla per gasarmi ancora di più.
      Con np2 gli appuntamenti non erano appuntamenti concordati ma sue “apparizioni” (quasi sempre pomeridiane) in cui mi chiedeva se ci potevamo vedere. Siccome tutti e due abitiamo vicini e abbiamo lavori abbastanza precari e, ahimè, una certa dose di tempo libero, capitava spesso che ci trovassimo anche nel giro di 30 minuti. Ovviamente le scariche di adrenalina erano pazzesche. Ma, devo dirlo, ultimamente l’ansia era superiore al piacere. I tempi erano talmente così stretti per lui (rischiava grosso sempre, secondo me apposta per eccitarsi ancora di più nel rischio) che io entravo nel loop di non farcela ad arrivare ed infatti sbagliavo strada quasi ogni volta costringendolo a raggiungermi. Non era più così esaltante come agli inizi. Mi sentivo braccata dal suo desiderio senza controllo, e non sapevo mai quando si sarebbe fatto vivo. Quindi meno male che ha deciso di darsi/ci una frenata!
      Fortunatamente…non mi manca nemmeno. Che sia finalmente sulla buona strada per liberarmi? Speriamo.
      Chissà, forse ora ne ha trovata una ancora più vicina e disponibile ma considerando la sua “scarsezza” dal quel punto di vista meglio che si sfoghi con lei o chi per lei piuttosto che con me….
      Che dire…adrenalina si, ma non a qualunque costo…
      Il tuo Np ti cerca ancora perchè ha capito che tu hai bisogno di sentirti viva, e sicuramente anche lui non trova un nutrimento che sia alla tua altezza.
      Si è co-dipendenti in questi rapporti….loro non certo meno di noi, anzi, probabilmente i veri dipendenti sono proprio loro perchè noi siamo anche capaci di non cercarli ma loro ogni tanto devono sempre e comunque farsi vivi.
      So che non è facile il tutto e fai bene a scirvere qui. Ti aiuta a mantenere la rotta. Anche a me è servito tanto continuare a scrivere qui mentre ancora vedevo np2.
      Mi ha aiutato a non stare troppo agganciata a lui e al suo pensiero.
      Un abbraccio

      Mi piace

      1. Cara Spirito, comprendo perfettamente la condizione adrenalinica che descrivi, è proprio così.
        Comunque anche a me, oggi come oggi, e da un pezzetto, np non mi manca. E’ un buon segnale, ovviamente: un passo avanti nel percorso.
        Ma non abbassiamo la guardia, e lo dico a me stessa per prima: basta un momento di noia un po’ più forte di altri, basta un vuoto che risuona più forte, ed ecco che si ripresenta il rischio di incartarsi di nuovo, in qualche misura, anche se abbiamo fatto 10 passi avanti e solo 3 indietro (e non come prima, che eravamo a numeri invertiti), non va bene proprio, è come riprovare a dare un tiro a una sigaretta dopo che abbiamo smesso, poi diventa un pacchetto. Perché il meccanismo infernale delle dipendenze è uguale per qualsiasi sostanza, materiale o psichica che sia.

        Un abbraccio a tutti e buona serata

        Mi piace

  34. PER MARIOLINO
    Oddio, se nel film ci sono animali a cui si fa male, temo di non poterlo vedere, mi fa troppa impressione, le immagini mi entrano nella testa e poi mi affiorano involontariamente di continuo, non ce la faccio… E’ così?
    L’altro giorno stavo vedendo Report e c’era quell’indagine sui maiali trattati malissimo in un allevamento intensivo, in particolare quel maialino che lanciano su un rullo scorrevole e si fa male, non riesce più ad alzarsi, è stato tremendo, ho dovuto cambiare canale. Queste erano immagini vere, d’accordo, ma io temo sempre che nei film gli animali vengano trattati male davvero, tanto non hanno voce per lamentarsi né avvocati per reagire, e poi comunque le immagini mi restano dentro.
    E poi, sì, ho fatto malissimo a mandargli il link, concordo: una stronzata bella e buona, da parte mia. Gli ho praticamente detto di nuovo che è uno psicopatico, ma questo danneggia solo me, a lui tanto che gli frega, il fastidio gli dura solo un attimo, l’importante è che abbocchiamo all’amo. Giù dalla giostra e fuori dal luna park: concordo! 😉

    Piace a 1 persona

    1. Buongiorno Blume, nono nel film non ci sono animali a cui si fa male la mia era solo una battuta.
      Per l’invio di quel link o qualsiasi altra cosa facciamo verso uno psicopatico andiamo ad alimentare la loro autostima facendogli credere che gli apparteniamo anche se li insultiamo. Dobbiamo ignorarli ,come ha scritto Tudor, questa è l’unica arma a nostra disposizione, è il paletto di legno conficcato nel cuore del narciso, non dobbiamo fare altro. Comunque quando gli fai capire che sono stati scoperti s’incazzano eccome e per loro la rabbia è un sentimento nobile che alimenta la loro autostima, noi siamo gli inadeguati. Un abbraccio.

      Piace a 1 persona

      1. Ciao Mariolino, si, sono completamente d’accordo che solo l’indifferenza può ammazzarli. Non c’è altro mezzo. E’ il loro tallone d’Achille. Senza presa non sono nessuno. Senza specchio, non esistono. Sono dipendenti da noi anche più di quanto noi lo siamo da loro.
        Per quanto riguarda la loro rabbia, però, non sono d’accordo che alimenta la loro autostima direttamente, senza passare dal via. Perché questo avvenga, hanno la necessità di trasformarla in disprezzo, che è una forma di rabbia a basso costo energetico, contiene la frustrazione. La rabbia che li costringe ad abbandonare il consueto aplomb è una invece debolezza, e si mescola in loro al senso di vergogna (per se stessi, naturalmente, giammai per quello che stanno combinando agli altri, non sia mai!). Pagano un prezzo, quando si arrabbiano, è la risposta difensiva ad una ferita all’autostima. Si trovano improvvisamente in una condizione di fragilità, mostrano di essere vulnerabili, e questo è intollerabile. La superbia ha il suo prezzo. Le destabilizzazioni maggiori del mio caro np si manifestavano sempre in presenza della collera.
        Di contro, è vero che sanno riprendersi molto ma molto rapidamente: la loro identità superficiale, diciamo liquida (nel senso di camaleontica), sa ritrovare rapidamente la “corretta” forma patologica per rientrare nei binari consueti e ristabilire la loro autostima, facendola pagare agli altri. Attraverso il disprezzo, trasformano la realtà, ed ecco che diventiamo noi dementi, inadeguati, stronzi, incazzosi (proiezioni). Ma sotto l’effetto della rabbia, non si trovano mai a loro agio, questo no. Però sono sottigliezze, alla fine è uguale.

        Un abbraccio, TVB anche io!
        😉

        Piace a 1 persona

      2. Ciao Blume, che dire: sono rimasto ammirato dalla tua analisi!
        Non fa una piega, le tue osservazioni circa il loro modo di “arrabbiarsi” sono talmente logiche, chiare e profonde che mi è sembrato di rivedere lei quando friggeva perché le cose non andavano secondo il suo previsto e avendo lei la “pelle molto sottile” questo succedeva spesso.
        Devo convenire: sembrava fragile, vergognosa e soprattutto montava subito in collera per poi uscire da questo stato in tempi rapidissimi. Poi con abilissime insalate di parole nebbiose riusciva a farmi sentire in colpa perché causa dell’accaduto. Mi faceva pensare in un modo ed agire in un altro come vittima di una specie di dissonanza cognitiva, ed io abboccavo sempre.
        Potresti scrivere un libro in materia: perché oltre a competenza e capacità di sintesi le tue parole sono talmente messe bene che diventa bellissimo leggerle.
        Cambiando discorso: come va con i tuoi acciacchi “fisici”?
        Un bacione, un abbraccione e un buon Weekend

        Mi piace

  35. PER SPIRITO
    Anche io tendo a pensare che queste cose siano cavolate, però anche io penso che l’energia psichica esista e si manifesti in qualche forma.
    Ad esempio, sempre a proposito di questo np la cui conoscenza mi ha spinto nella sofferenza acuta e in questo blog, mi ricordo una volta, in una sala da ballo, dove il soggetto ricomparve improvvisamente senza preavviso e dopo mesi e mesi di assenza: 10 minuti prima che entrasse, sento un’agitazione scomposta impossessarsi di me, e realizzo in un istante che proviene da lui, lo sento proprio. Dopo poco entra nella sala! Erano mesi che non si faceva vedere e mai mi era capitata una cosa del genere, quindi non ho potuto risolverla tanto facilmente come la proiezione di un mio desiderio inconscio di vederlo…
    Anche con mio padre successe una cosa analoga, tanti anni fa: mi trovavo fuori città, improvvisamente sento una sensazione strana, di dolore, una mia agitazione improvvisa, penso istintivamente a mio padre, penso che sono suggestioni, ma alla fine chiamo a casa (c’erano solo i gettoni, all’epoca…): aveva avuto un infarto!
    Tenendo presente che io, culturalmente, non sono affatto incline a sguazzare in queste cose, che non ritengo mai il soprannaturale una dimensione possibile, non posso fare altro che o considerarle mere coincidenze (però impressionanti!), oppure debbo rassegnarmi al fatto che esistono energie psichiche che si muovono e canali di connessione attivi fra le persone…
    Nel dubbio, sì, meglio stare lontani dalle persone negative e alla bisogna… grattarsi! 😉

    Mi piace

    1. Tutto questo credo sia ottimamente spiegato dalla famosa “Equazione di Dirac” : Se due sistemi interagiscono tra loro non possono più dirsi distinti e qualunque cosa accadrà ad uno continuerà ad influenzare l’altro anche a distanza di milioni di anni luce “.
      Questo non accade con chiunque ma con pochissime persone che in qualche modo sono o diventano, nel bene o nel male, per noi molto significative.

      Mi piace

    2. Credo che questo particolare fenomeno che ci collega “energeticamente” ad alcune persone sia ben spiegato dalla famosa “Equazione di Dirac”, secondo cui se due sistemi interagiscono tra loro per un dato periodo di tempo e poi si separano non potranno più considerarsi come distinti, e quello che accadrà ad uno influenzerà anche l’altro anche quando si troveranno a distanza di milioni di anni luce.
      Credo che sia proprio così. Un abbraccio

      Mi piace

      1. Oddio, che spavento!, essere collegata in sistema con np in virtù di un’equazione cosmica, e pure ad anni luce di distanza! Ridiamoci su, va…
        Ti abbraccio, grazie

        Piace a 1 persona

      2. In effetti è sconfortante pensare che nemmeno gli spazi siderali possano proteggerci da sti buchi neri….si si meglio riderci su và😄

        Mi piace

  36. PER TUTTI.
    Ho trovato istruttiva questa lettura: “Il manipolatore narcisista. Guida pratica per uscire dalla dipendenza affettiva” di Geneviève Schmit, non so cosa ne pensa Claudileia.
    Particolarmente interessante, per me, considerando i miei meccanismi psicologici, oltre alla parte sulle domande che il dipendente affettivo deve porsi per iniziare un efficace percorso di liberazione e sulla questione del superamento della condizione di vittima (e delle sue “trappole”), dicevo interessante per me soprattutto la parte relativa al sistema di azione/reazione in cui dipendente affettivo e np si trovano parimenti.
    Pochi elementi sulla descrizione del DNP, e volutamente: la concentrazione è tutta sulla dimensione della dipendenza affettiva, al punto anche da affermare che è poco importante se ci troviamo o no di fronte a un vero np diagnosticabile come tale: ciò che importa è la tossicità di una relazione e ciò che si riverbera su di noi: lo apprezzo molto.
    Molta parte è dedicata pure alla condizione di coppia ufficiale, anche in presenza di figli: è una parte che a me interessa meno, perché fortunatamente non mi trovo in questa condizione, ma molti di noi qui sono coinvolti in questo senso.

    Alcune pagine del libro sono consultabili online, vi do il link:
    https://books.google.it/books?id=S3SMDwAAQBAJ&pg=PT66&lpg=PT66&dq=gli+avvertimenti+del+manipolatore&source=bl&ots=Is6m3Hy1PT&sig=ACfU3U3j2WLIgqcDI79KcHXdmC_iCAV09Q&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjhouO-na3iAhVRY1AKHZedAm4Q6AEwB3oECAkQAQ#v=onepage&q=gli%20avvertimenti%20del%20manipolatore&f=false

    Un abbraccio, buona serata

    Piace a 2 people

  37. Verissima la frase che dice che il più grande paradosso é che in questi rapporti la vittima fa di tutto per tenersi il suo aguzzino…
    La cosa sconcertante, almeno per me, è che ho davvero studiato a fondo il modo di poter tornare in relazione con np2 mesi fa dopo il nostro primo distacco, ben sapendo che fosse un narcisista, e pure di quelli subdoli (quelli definiti “dalla pelle morbida”). Più autolesionista di così…
    Eppure….anche per me come nel tuo caso, a spingermi é stata la sfida di riuscire a coinvolgerlo, se non emotivamente (sapevo che da quel lato non c’erano possibilità proprio per come sono strutturati loro) almeno mentalmente.
    E devo dire che per un pò ho anche avuto la netta sensazione che fosse così. Sentivo che non aveva il potere di piegarmi e lo spingevo con le mie assenze a cercarmi..
    Ma loro amano le sfide solo finché si divertono a vedere fin dove ti spingi….per poi darti la mazzata quando meno te l’aspetti.
    La penultima volta che l'”ho visto ho raggiunto il massimo dicendogli che niente era obbligato tra noi e avremmo potuto fermarci in qualunque momento. Lui poi mi ha scritto che voleva continuare ma evidentemente il pensiero di essere fregato sul tempo dello scarto, lo ha portato ad accelerare i tempi e così siamo arrivati a dieci giorni fa e al suo “fermiamoci qui”.
    Con loro le sfide non possono mai essere vinte..viene sempre il momento in cui devono riprendere in mano la situazione e metterti all’angolo.
    Che dire…in questo caso forse mi sono solo anticipata l’inevitabile di qualche mese…alla fine meglio così!
    Passerò l’estate in relax senza angosciarmi di cosa farà e in quale località esotica porterà la sua donna😄
    Abbracci

    Piace a 1 persona

  38. Ah, non me ne parlare, Spirito, io pure mi sono gettata nella relazione con np sapendo perfettamente chi era. In seguito, ahimé, mi sono dovuta fare una cultura molto più vasta, per necessità, ma ho accettato di entrare nella relazione (dopo un mesetto di dubbio) sapendo che si trattava di DNP e quello che, a grandi linee, questo comportava. La sfida è stata esattamente la tua: di coinvolgerlo mentalmente. E anche io ho pensato di esserci riuscita. Voglio anche dire che ci sono pure in qualche modo riuscita, per non rispondere esattamente ai nutrimenti richiesti, pure lui non aveva il potere di piegarmi e mi sono fatta inseguire, e che l’incastro scatti pure per lui lo ha sempre dimostrato il fatto che sono sempre riuscita a farlo incollerire, e questa collera emerge ancora oggi (gli np detestano perdere il controllo). Ma quello che veramente sottovalutavo era la capacità di np di dissociarsi non solo emotivamente ma pure mentalmente da se stesso, dai suoi ricordi, dalle sue emozioni, dalla sua sofferenza. Operazioni per noi inimmaginabili, che fai fatica a pensarle vere pure quando accadono. Se il livello di ansia raggiunge un certo livello di guardia, la sfida la abbandonano proprio, e non come persone che rinunciano con le ferite aperte (come noi), ma come chi è capace di non avvertire più nulla, cancellare letteralmente l’altra persona, dimenticarsene in un battito di ciglia (meno poeticamente: in un battito di click sul cellulare). Questo mi ha fregata, non ero preparata psicologicamente (a lungo la domanda più dolorosa è stata: ma come fa a stare senza di me?). Ma è stato anche un bene: l’interruzione del canale emotivo mi ha proiettata in un’altra dimensione, per forza di cose, e ho saputo approfittarne.
    Un’altra cosa che mi ha fregato, come per molti di noi, è stato il sesso. Molto buono, sempre, purtroppo. Io qui non ho sperimentato un aggravarsi dell’artificio, una progressione svilente, la standardizzazione della teatralità. Questo mi ha legata molto a lui, anche perché, forse perché sono donna, forse perché sono complicata, non so, per me la dimensione appagante del sesso non è mai legata all’occasione da cogliere, alla sola disponibilità dell’altro, ci deve essere altro per lasciarmi andare. Ma quando mi lascio andare, è come il paradiso fra le mani. E’ qui che np ti fregano, purtroppo, come sappiamo. Questa dimensione, in sé, mi manca. Con l’altro squilibrato che avevo recentemente conosciuto (non np, però bello strano pure lui), pure questo aspetto andava a gonfie vele. Ma forse, anche qui, in qualche forma, si annida una delle trappole dei dipendenti affettivi… Perché, al di là di tutto, non è possibile che sia un caso che questo aspetto va sempre benissimo proprio con i disturbati mentali (penso anche al mio passato remoto). Forse anche qui c’è la nostra ipersensibilità, a specchio, verso il desiderio mostrato dall’altro in maniera fortissima, e l’aspettativa di affascinare sotto questo aspetto le persone difficili. La solita trappola, insomma…

    Un abbraccio

    Piace a 1 persona

  39. Dici bene Blume : la sifida di conquistare una persona difficile , problematica…pensare che “forse” sarai quella che lo convince non dico ad amare ma quantomeno ad abbassare le difese, a fidarsi.
    Np2 la settimana prima del distacco mi ha detto “Io mi fido di te Silvia”. Per me è stato più di un ti amo (che comunque è sempre falso) o qualunque altra dichiarazione delle loro, che sono sempre castronerie.
    Eppure, alla fine ha deciso che era meglio fermare le cose, che non aveva più il controllo e tutto stava diventando troppo rischioso. Come dici tu, con un click prendono le distanze da ciò che li destabilizza e li fa sentire a rischio. Due giorni prima mi mandava baci e ho voglia di te, due giorni dopo “ti auguro il meglio dalla vita”.
    Loro rischiano di andare letteralmente in frantumi se abbassano le difese , se si “affidano” appunto. Non possono proprio permetterselo per una questione di pura sopravvivenza della loro fragile impalcatura psicologica.
    Hanno bisogno di avere accanto persone “docili”, da poter controllare e manipolare, che non li mettono in discussione e che permettono loro di recitare il loro teatrino.
    Noi, per come siamo fatte, per le nostre stesse creanze che loro non potranno mai colmare, non potremo mai rappresentare questa sicurezza di facciata. Noi siamo la sfida, il proibito, la donna desiderata e mentalmente inarrivabile da cercare di domare ad ogni costo. Ma quando due personalità del genere si incontrano, ahimè,non c’è soluzione. Come dicevano gli antichi “Nec tecum nec sine te”. Nè con te nè senza di te.
    Solo noi possiamo lavorare per spezzare questo cerchio, loro non lo faranno mai veramente. Con i loro cucù periodici vorranno sempre essere certi di essere nei nostri pensieri e avere le nostre attenzioni, anche solo a livello subliminale. Per questo non mi fa strano che possano anche studiare ste famigerate tecniche sul pensiero.
    Il sesso è un’ulteriore complicazione nel processo di distacco, specie se va/andava bene. Io sono quasi impazzita per la mancanza fisica di np1, eravamo assolutamente compatibili chimicamente, ci incastravano in un modo unico. Non avevamo nulla in comune se non quello. Eppure è stato tanto difficile a lasciarlo andare. Il mio corpo per primo non voleva.
    Per fortuna che con l’altro tutto ciò non ha mai raggiunto quei livelli…mi sento fortunata di essermi risparmiata una nuova tortura di quel tipo e sono quasi contenta che alla fine il tanto agognato rapporto sessuale sia stato così deludente.
    Certo arrivarci dopo 8 mesi è stata lunga, ma meglio tardi che mai!
    Un abbraccio

    Mi piace

  40. Buongiorno, Spirito.
    “Mi fido di te…”: a parte il fatto che uno dei loro problemi principali è che non si fidano proprio di nessuno (schema disfunzionale inconscio: fanno del male anche per prevenire, inconsciamente, il male che si aspettano di ricevere dall’altro, sempre inconsciamente), ma io penso che di persone come me e te, per il tipo di relazione che abbiamo avuto con loro intendo, si fidino ancor meno. Ovviamente, dal punto di vista della patologia: il non dare i nutrimenti narcisistici richiesti e attesi e pretesi, il nostro “malfunzionamento” in questo senso e purtuttavia il nostro esserci, alimentano non una introspezione, non il senso di colpa per gli atti commessi (impossibile da avvertire, se non riconosci il valore dell’Altro), ma solo il senso di vergogna interna (uno dei pochi sentimenti che conoscono) per essere inadeguati al di fuori degli schemi consueti, una vergogna che debbono in ogni modo al più presto respingere perché lede l’autostima e intacca quell’essere grandioso che fantasticano di essere (Falso Sé), dunque siamo ciò che di più inaffidabile possa esserci. Il concetto di fiducia, nell’ottica patologica, è completamente ribaltato: è una questione relativa alla disponibilità dell’Altro a farsi vampirizzare, si “affidano” con piacere soltanto, e a lungo, a chi “funziona” bene e si adatterà ai loro abusi, annullandosi, mentre il sospetto riguarderà chi, almeno nei comportamenti reattivi, resiste. Smettono anche di desiderare fisicamente le persone che appaiono troppo resistenti, ti puniscono pure così.
    Quello che dicono, poi, non ha alcuna significanza letterale ma solo indiretta: dicono qualsiasi cosa, come sappiamo, che sia funzionale ai loro obiettivi patologici (fare del male per sentirsi stimabili ai propri occhi). Per cui, “mi fido di te” detto da np2 non ha alcun senso, o almeno non un senso che rimandi veramente al concetto espresso: proprio perché non si fida manco pe’ gnente, te lo dice perché sa che per una come te vale più di un “ti amo” che suonerebbe immediatamente falso, e per poi, due giorni dopo, tentare di colpirti meglio sottraendosi.
    Non sono permeabili a nessuna forma di “convincimento”: non c’è ragionamento argomentativo, nessuna espressione di sentimento, nessuna tattica analogicamente emotiva che possa servire a farli non dico rinsavire, ma nemmeno a recedere di un pezzetto dall’organizzazione patologica della loro intera personalità.
    Io le ho provate tutte. Tutto inutile. I ragionamenti razionali: nulla di fatto, la reazione: subito direttamente rabbia. Le suggestioni emotive ed analogiche (ad es., mandandogli pezzi musicali allusivi al suo modo di essere: che so, Don Giovanni di Battisti, L’amore trasparente e Baci e saluti di Fossati): nulla di fatto, prima inquietudine, poi sempre la collera. Anche l’ironia: pure qui, nulla di fatto: prima divertimento umoristico, poi ancora la collera. Perciò…

    Un abbraccio e buona giornata

    Piace a 1 persona

    1. Buon giorno cara Blume.
      Analisi ineccepibile del concetto “fiducia”, per loro la fiducia piena in un altro essere umano non può esistere (la fiducia è alla base dell’amore, che loro non possono provare) proprio perchè a livello originario la loro prima figura di attaccamento si è rivelata insufficiente o disfunzionale.
      Penso che “mi fido di te” fosse più riferito al fatto che io non farei mai cose tipo andare a bussare dove abita e svelare tutto alla sua donna, o fargli piazzate sul lavoro et similia…cose che a lui probabilmente sono già capitate in passato per le cazzate che avrà combinato in giro. In questi mesi lui ha sempre ribadito questa cosa, il fatto che temesse che tutto venisse fuori o che qualcosa potesse andare storto…era sempre molto ansioso, nonostante lo rassicurassi che non gli avrei mai fatto nulla del genere. L’unico modo per fargli un pò abbassare le difese è stato raccontargli un mio “segreto”, una cosa della mia vita che nessuno sa. Gli ho detto “Ecco. ora anche tu se vuoi hai in mano qualcosa con cui ricattarmi, se volessi, ma so che non lo farai”.
      So bene che non bisogna mai e poi mai svelare cose personali a un narcisista ma è stato l’unico modo per riuscire a mettermi sul suo stesso piano.
      Lui, devo dire, non mi ha mai giudicata, anzi, sembrava persino che sapere un lato oscuro della mia vita lo esaltasse ancora di più. Ma appunto…donna dal passato ambiguo uguale donna pericolosa. Eccitazione e paura. Rischio, adrenalina. Tutti gli ingredienti che loro bramano per sopravvivere alla noia esistenziale che li pervade.
      Tu forse sei andata ancora oltre…hai stimolato la rabbia di np facendogli capire che la sua natura ti era chiara..loro odiano più di ogni cosa sentirsi smascherati e “nudi”…devono avere intorno persone che li guardino come un cagnolino fedele, che anche se gli dai un calcio poi torna sempre a scodinzolare.
      Non a caso in più di un’occasione lui ha definito la sua donna “la femmina”…cosa che si dice degli animali e non delle persone. A loro servono “femmine” servizievoli” e “brave” , che li annoiano da morire ma li fanno stare sicuri.
      Poi si, il sesso come ricatto. Si negano sessualmente per punizione, per aver osato sfidarli rifiutando le manipolazioni.
      Insomma, con loro non funziona mai. Sia che ti li assecondi, sia che li sfidi. Se li assecondi diventi noiosa, se li sfidi diventi troppo pericolosa.
      Eppure come ti dicevo ieri, loro non accettano comunque di perdere una risorsa e per questo anche se ti tengono a distanza ogni tanto vorranno sempre provare a vedere se ci sei, se sei diventata più malleabile, se sei ancora disposta a quella sfida.
      Bisogna cercare di disinnescare in noi stesse proprio questa tendenza alla sfida, perchè, appunto, sono sfide che non portano da nessuna parte…un’infinita partita a scacchi che loro, in qualunque momento, possono decidere di interrompere da un momento all’altro proprio perchè non vogliono mai perdere.
      Un abbraccio

      Piace a 2 people

  41. Ciao a tutti.
    Spero sia il posto giusto per scrivere, ho conosciuto da poco il blog.
    Volevo poter condividere con qualcuno la mia esperienza….forse un po’ atipica per il blog.
    Nel senso che ho avuto una “storia” con un dipendente/codipendente da una “ex fidanzata” narcisista (8 anni di relazione tossica).
    Un anno e 8 mesi è durata la nostra storia. Dove il rapporto non era solo nostro, perchè c’era sempre lei di mezzo, in maniera più o meno subdola e più o meno invadente. Mi sono detta…beh prima o poi la finirà. No…per tutto il tempo lei lo contattava con le scuse più improbabili, per lo più favori, o per sapere come stava.
    Io non conoscevo tutte le dinamiche tra narcisista e preda, credevo di essere io quella ossessionata dalla ex e non volevo fare la parte della fidanzata (se così potevo definirmi) gelosa e rompi scatole…per cui, ahimè, le ho sempre permesso di intromettersi. Cercando di far ragionare lui…ma invano. Col passare del tempo mi rendevo sempre più conto di queste strane e assurde dinamiche ma, sempre per non pensare di me stessa che stessi esagerando con tutti questi “film mentali”, ho forse sottovalutato tutta la situazione. Anche perchè tra me e lui andava bene (diciamo così). Capivo che c’era una dipendenza…ma credevo fosse lei ad averla…in realtà il problema di codipendenza ce l’aveva lui…ma lo capisco ora che è troppo tardi.
    Ho messo insieme un trilione di cose che lui mi ha detto…
    “mi sento come sotto un incantesimo, non riesco a farne a meno, è più forte di me, che sia una malattia?”, le umiliazioni pubbliche e private che subiva (io mi limitavo a pensare dentro di me: questa è pazza), le denigrazioni, gli insulti, le scenate plateali, il fatto che lui avesse perso i contatti con i suoi amici storici (li aveva ripresi con me), il fatto che lui non potesse seguire i suoi hobby (cosa che faceva con me) perchè doveva sempre fare qualcosa con lei, perché lei l’aveva deciso, lui che doveva sempre ubbidire ai suoi ordini (dopo 10 ore di lavoro e un lungo viaggio di ritorno lui non era padrone di stare a casa a riposare, doveva uscire con lei per forza), non poteva decidere i film da guardare al cinema. Ogni tanto mi veniva fuori con qualcosa del tipo “ma non ti vergogni di montare sulla mia macchina?” io lo guardavo allibito, poi mi diceva che era lei che gli diceva così. Oppure “pensi che io sia bipolare?” Erano tutte cose che gli diceva lei. Quando eravamo sul divano a guardare la tv mi diceva “che bello, riesco a guardare la tv rilassato, con te non mi sento in tensione come con quella là” E io mi chiedevo “tensione? ma cosa vuol dire tensione in un momento di relax con la persona a cui vuoi bene? ma che rapporto avevate?”
    Ha annientato completamente la sua autostima, il suo essere, e lui è CONVINTO di essere così…a nulla è valso dirgli che non è vero. Lui voleva capire perchè io pensavo così bene di lui, voleva motivi concreti. Ma come faccio a spiegare che era LUI, il suo vero sè che vedevo e amavo (amo)?
    Lui ci ha provato a staccarsi, la bloccava, ma lei magicamente ricompariva sempre. Finchè a dicembre con le lacrime agli occhi mi dice “devo tornare con lei per poter risolvere” “tornarci insieme per cancellarla e sentirmi libero” Ho provato io a spiegare l’assurdità della cosa, ma non è servito a nulla. Lui diceva di voler tornare con lei per fare finalmente in modo di essere trattato come merita e non come un giocattolo”. Che tanto lei non si sarebbe mai comportata bene e sarebbe tornato con me. Che non voleva perdermi. Si mettono insieme (lei diceva sempre “ma non vedi che siamo fatti l’uno per l’altra?”) ma durano una settimana e riprendiamo a frequentarci. Da quel momento lei inizia con l’allontanarsi, gli diceva “non sei gradito”, “sto bene così”, “ci devi essere, ma non ci devi essere”, non gli rispondeva o gli rispondeva quando voleva “scusa sono stata impegnata” “scusa non avevo tempo”. Penso che lì là frittata era fatta…..verso fine marzo lui non ce l’ha più fatta e ha attuato l’inattuabile pur di tornare con lei, penso mettendo da parte anche l’ultima briciola di dignità che potesse essergli rimasta. Mi ha bloccato e sbloccato ovunque per un paio di volte (secondo me perchè non interferissi col suo tentativo, assai facile secondo me, di riconquista). Poi l’ultima volta mi sblocca verso fine aprile, ci sentiamo e mi diceva “continuo a volerti bene”. Io ho perso la pazienza perchè mi sentivo presa in giro all’ennesima potenza e l’ho investito di parole forti, insulti e chi più ne ha più ne metta. Ho avuto la brillante idea di scrivere pure a lei dove l’ho messa al corrente di cose che una persona normale l’avrebbe buttato fuori di casa all’istante…non ha MAI risposto e rispondeva lui al posto suo, col suo cellulare (di lui intendo). Le ho scritto qualcosa del tipo “finitela, o dentro o fuori, e se vi rimettete insieme fate i seri altrimenti lascialo andare, che non ci sei solo tu al mondo”. Penso che non potevo fare di meglio per darle il potere che forse vedeva minato da me. E lui allora mi informa che si sono rimessi “ufficialmente” insieme. Tanto che lei da che so è andata a vivere da lui (n.b. avevano provato a convivere all’inizio, ma poi lui l’ha buttata fuori…questo per due/tre volte). Io durante la nostra “storia” ho provato a fare in modo che capisse che il loro rapporto era malsano, ma non è servito a nulla. Poi sono sbottata perché mi sono sentita presa in giro. lui se l’è presa tantissimo perché ho messo in dubbio i suoi sentimenti per me. Lui in un momento di rabbia perché non lo lasciavo spiegare mi dice “ma credi che io non volessi stare con te? Chiudere con il passato e scrivere un nuovo libro?” Ma dice anche “non riesco a chiudere con lei, non ne sono in grado”.
    Ora capisco, forse, cosa voleva dire. E credo che mettere in dubbio i suoi sentimenti per me, l’abbia effettivamente ferito. Gli stavo addosso perché volevo capisse la stupidaggine che stava facendo…anche se non voleva stare più con me, mi stava bene, ma volevo capisse l’enorme sbaglio che stava facendo….e durante una discussione gli ho chiaramente detto tu hai un serio problema di dipendenza, ma non vuoi ammetterlo. Risposta “lasciami in pace”. Ora…sono passate 3 settimane…..mi chiedo se lei magari è effettivamente cambiata, o se è in pieno love bombing o se ha già iniziato a comportarsi come al solito e se sí…mi chiedo se lui avrà mai la forza di staccarsi. Deve forse ancora toccare il fondo? Non si merita di essere trattato come lo tratta lei, è una bellissima persona…ma non è servito a nulla né dirglielo, nè dimostrarglielo. Sapere poi che lei si approfitta delle sue debolezze (ha avuto un’infanzia difficile e ancora porta i segni dentro di lui) mi manda in bestia. Le ingiustizie come queste proprio non le tollero.
    Io sono per l’appunto 3 settimane che non lo sento per niente. Ho provato a scusarmi per aver palesemente esagerato, ma non accetta le mie scuse assolutamente. E lui è una persona alquanto rancorosa. Me la sono cercata per carità, ho sbagliato a seguire l’embolo che mi è partito…. e me ne pento.
    Mi pento anche perchè credo di aver tradito la sua fiducia. Perchè lui forse, sebbene la sua debolezza e l’ossessione per lei, si è fidato del bene che gli volevo…e con il mio comportamento ho fatto crollare tutto.
    Però adesso stavo anche pensando che sono stata pure io, inconsapevolmente, un burattino nelle mani di lei. Ho fatto il suo gioco. Lei ha portato me e lui a fare il suo gioco. Una stratega indiscussa dotata di inesauribile pazienza.
    Tanto più se penso che lei non ha mai voluto affrontarmi, sapendo da persone che la conoscono, che era la sua prerogativa fare in modo che tutti sapessero della sua esistenza per reclamare la proprietà di lui…pure in malo modo perché è vendicativa e fa sempre scenate plateali per marcare il territorio (Come ha fatto con la ex moglie di lui, a cui ha scritto in malo modo per avere la certezza che fosse uscita dalla sua vita e dopo 3 giorni si è piantata a casa di lui facendo piazza pulita di tutto quello che riguardava la moglie).
    Ora credo che il suo non affrontarmi fosse una strategia. Anzi, forse volta forse ha provato subdolamente a provocarmi… lei era passata da lui con la scusa di aver dimenticato non so che….in realtà era passata per lasciare senza che lui se ne accorgesse una sottoveste e un preservativo dentro al cassetto del “mio” comodino. Forse sperava di farci litigare o che mi palesassi con lei in qualche maniera…ma non l’ho mai fatto. Forse sbagliando. Perché le avrò dato l’idea di una tontolona e che poteva quindi continuare a fare come se non ci fossi. Pur sapendo benissimo della mia presenza.
    Mi chiedo solo se lui si renderà mai conto di quello che sta vivendo. Mi basterebbe quello. Che si rendesse conto. O se si rende conto che trovi la forza di uscirne. Non so se ricontattarlo e in che modo, mi verrebbe da mandargli tutti i link agli articoli del blog…
    Ho fatto il sunto del sunto….mi farebbe davvero piacere ricevere un riscontro, un’opinione…qualcosa che mi aiuti a capire….

    Piace a 1 persona

    1. Carissima, ti do la mia risposta da codipendente ex vittima in No Contact alla ricerca della libertà!
      Lascia perdere tutti e due e scappaaaaa
      Lui ora è malato e può solo usarti per cercare di scappare da un lavaggio del cervello che finché non chiuderà concretamente e non elaborerà NON GUARIRÀ. Quello che può solo accadere a te e che sarai UTILIZZATA per la sua guarigione se mai la lascerà e io qsto ruolo non lo accetterei mai fossi in te perché questo assolutamente NON è amore è e diventerebbero solo una tortura.
      Quanto a te mi viene da dirti ben venuta nella magica orribilante crudele realtà dei codipendenti!!!
      Tutti noi o qsi siamo o siamo stati intrappolati per mesi anni in qlle tristissime e dolorosissime dipendenze da sensi di colpa orribilmente indotti da questo gioco perverso e massacrante.
      Non hai nessunissima colpa
      La gelosia è indotta quindi una manipolazione
      Insensi di colpa sono indotti quindi manipolazioni
      I maltrattamenti che lui ti ha riservato sono indotti indiretttamente dalle manipolazioni che lei induce a lui che a sua volta fa pagare a te…in pratica sei lo scaricabarile di questo gioco perverso e lui torna da te quando quella lo porta al punto massimo di frustrazione e umiliazione
      Questo è quello che ho visto io
      Chiudi per la tua sopravvivenza lasciali entrambi a questo schifoso destino
      Salva te stessa lui non vuole essere salvato credimi
      Te lo diremo tutti qui perché quello è un meccanismo mentale che può solo scattare in lui con fermezza assoluta dopo aver fatto lo stesso percorso di consapevolezza che hai iniziato a fare tu che stai già soffrendo nel nostro girone di dolore anche se direttamente fuori dalle dinamiche di questa pazza
      Approfitta e scappa
      Fai tu il No Contact e girati dalla parte opposta
      Tu non devi salvare nessuno e se decidi di farlo te ne pentirai amaramente perché sarà troppo tardi pure per te
      Tutte le umiliazioni che hai descritto ti DISTRUGGONO LA VITA
      fidati ti prego scappa
      Quasi 6 anni così ho fatto ne sono uscita a pezzi da raccogliere col cucchiaino!!!
      Un abbraccio

      Piace a 1 persona

    2. Cara Emasil, posso solo dirti che vedere le cose da parte di chi è stato con un co-dipendente è interessantissimo. Si capisce quanti danni possono fare queste relazioni anche ad altri che non c’entravano nulla con il rapporto precedente.
      Lui di certo oltre a co-dipendente è stato, se posso permettermi, anche un coglione. per come non ha saputo apprezzare l’enorme fortuna che ha avuto nel conoscerti e poter riprendere una vita di coppia sana e normale. Purtroppo il problema dei do-dipendenti è che dopo una storia con narcisisti tutto sembra piatto. Ci si abitua alle montagne russe emotive, ai drammi continui…li si scambia erroneamente per passione, amore. Ma l’amore è ben altra cosa: stima, rispetto e volere il bene dell’altro.
      Lei vi ha usati entrambi per divertirsi. Lui era sua preda, e anche s enon lo voleva non doveva stare con nessun’altra. Tu non potevi sapere quanto possano essere perverse queste dinamiche e ci sei cascata dentro fino al collo…purtroppo.
      Ecco, la mia paura più grande oggi non è quella di trovare un altro narcisista nel mio cammino (due dire, bastano e avanzano anche per le prossime vite!) ma un co-dipendente ancora coinvolto dall’ex narcisista!
      Perchè è vero…i narcisisti sono come droghe. Mentre hai a che fare con loro non capisci più nulla.
      Mi dispiace che tu abbia dovuto subire questa “accoppiata” così tremenda, spero che tu li mandi definitivamente a cagare entrambi e se lui ti cerca digli che stia pure con lei, che meriti di meglio.
      Un abbraccio

      Mi piace

      1. Spirito libero mi hai fatto sorridere 😀
        Lo dice pure lui di essere stato ed essere un coglione. Riconosce che con me stava bene, che lo facevo stare bene, aveva riscoperto la genuinità di un rapporto, pure emozioni e sentimenti. Ma non è appunto stato in grado di apprezzarli, di farli vincere. E riconosce pure questo. Purtroppo. Ma sa anche che qualcosa tra noi c’è stato. Che forse non sa nemmeno più dare un nome a queste emozioni che ha provato con me. E questa cosa delle montagne russe emotive….lei l’ha scatenata in lui, con una lucidità a dir poco perversa. Ho trovato un giorno una lettera che lei aveva scritto a lui come auguri di buon compleanno….al di là della teatralità perché potrebbero darle il nobel per la letteratura….gli aveva scritto proprio questo! Una roba del tipo “questa vita che va vissuta a mille all’ora per poi ripiombare giù” …dentro di me veramente mi dicevo, ma questa è fuori di testa? Non sono una bacchettona intendiamoci, anche a me piacciono le emozioni, ma quello che traspariva da quel biglietto era falsità, teatralità inutile, dominio. Non era sincero, genuino…cioè se a me arriva un biglietto del genere ma sai dove te lo ficco?
        Grazie 🙂

        Mi piace

      2. Cara Emasil sono felice d averti strappato un sorriso 😊in queste storie così difficili a volte un pò di ironia aiuta…..
        Che dire del biglietto di compleanno della tipa…sicuramente il frutto di abili scopiazzate!
        Anche il mio secondo np scrive cose “ad effetto”… in questo sono bravissimi. Quando voleva intortarmi un pò mi diceva “sei una donna dall’intelligenza sopraffina” e altre cavolate…poi quando finalmente otteneva la mia attenzione mi mandava messaggi che penso nemmeno un camionista ubriaco 😁
        Si sono falsissimi e patetici nei ripescaggi…
        Un abbraccio

        Mi piace

    3. Cara, hai scritto che lui “non si merita di essere trattato come lo tratta lei, è una bellissima persona…ma non è servito a nulla né dirglielo, né dimostrarglielo. Sapere poi che lei si approfitta delle sue debolezze (ha avuto un’infanzia difficile e ancora porta i segni dentro di lui) mi manda in bestia. Le ingiustizie come queste proprio non le tollero.” Anch’io non tollero che un uomo si prenda gioco di una bella persona come te, che stai qui cercando di giustificarlo in ogni modo e di capire in che razza di dinamica ti sei messa. Non so com’è stata la tua infanzia e cosa ti faccia pensare che sia stata migliore della sua. Avere avuto un’infanzia difficile non ci dà il diritto di godere di “benefici” o privilegi che includono: a) provare a salvarsi di un rapporto affettivo tossico introducendo una persona inconsapevole nella nostra relazione malata; b) scaricare e riprendere gli altri conforme gli umori di una terza persona; c) non difendere con le unghie e con i denti la persona che ci sta vicino (agghiacciante l’episodio del preservativo e della sottoveste nel tuo comodino, motivo che bastava e avanzava per chiudere definitivamente qualsiasi tipo di contatto con la donna in questione.). Lui ha goduto ampiamente sul fatto di sentirsi conteso tra voi due. L’inseguimento di questa donna lo fa sentirsi grande come non mai. Perché ha permesso che lei facesse fuori pure la moglie? Perché ci sta benone dentro questo caos “affettivo”. Quest’uomo non è un giocattolo, una pallina da ping pong. Decide lui dove andare, come e quando chiudere. Lui non è stato “ripreso” da lei, ma ha fatto una scelta: stare con chi meglio rispecchia il suo personalissimo bisogno di dramma. Non potrà mai e poi mai, con questo tipo di personalità, stare con una persona che lo rende sereno come te. Avrà sempre la necessità di mettere in competizione due donne per sentirsi vivo. Prima erano lei e la sua ex moglie, dopo sei subentrata te al posto dell’ex moglie e così andranno avanti all’infinito giurandosi amore eterno mentre fanno soffrire chiunque cerchi di distruggere il loro “legame”. Per dirla alla francese, lei è la sua hors concours, cioè, quella che ci sarà sempre, a prescindere di chi entrerà nella sua vita, quella imparagonabile. Per carità, carissima… esci da questo dramma perché la sceneggiatura è davvero pessima.

      Piace a 1 persona

      1. Claudileia, ti ringrazio di questa visione della cosa. Che era la mia iniziale. Infatti io mi sono arrabbiata con lui dicendogli anche tutte queste cose. Messe giù un po’ più pesantemente 😬. Ma leggendo la settimana scorsa i vari articoli del blog, ho maturato l’idea, secondo me (ripeto sicuramente ne sapete più voi di me), che tutte queste cose sono la finale e “logica” conseguenza dell’impatto con np…della serie ormai la frittata è fatta, ed è quindi molto probabile che lui non ne esca più, talmente ha radicato in lui il rapporto con lei. Faccio una precisazione…il fatto della sottoveste a lui l’ho sempre taciuto. Perché lei l’ha messa chiaramente per provocarmi, e io altrettanto intenzionalmente non ho voluto reagire nè mettere al corrente lui. All’epoca ho pensato, correttamente o meno, “no tesoro non ti dó nessuna soddisfazione” se lo dicevo a lui avrei scatenato il putiferio che lei magari cercava. Gliel’ho detto solo a dicembre e ci è rimasto letteralmente di m… ma dicembre era troppo tardi ormai.

        Mi piace

      2. Hai dovuto soffocare i tuoi sentimenti e la tua dignità pur di non ‘dare soddisfazione’ all’altra. E lui… be’, lui “poverino” non sapeva niente della sottoveste e del profilattico dentro un comodino della sua stessa casa perché lei è stata talmente orribile da nasconderlo in un comodino usato solo da te. Quindi, lui non c’era quando lei è andata a infilarlo in questo benedetto comodino… Hai capito come tutto, quando sei invischiata in questi pseudo rapporti, riguarda una lotta fino all’ultimo sangue per il potere, un’incredibile soffocamento della propria dignità… In cambio di cosa, poi? Oh, sì, salvare qualcuno da se stesso, qualcuno che non ci rispetta nemmeno quando parliamo al telefono con lui e si fa dettare le risposte da un’altra donna. Nessuna di noi è uscita dalla nebbia senza un bagno di realtà. Hai soffocato la tua primordiale intuizione e ora è arrivato il momento di ripristinarla. Se farai un bel lavoro su te stessa, rispettando quella vocina interiore che ti dice: “Ehi, bella ragazza, questo tipo qua ha un serio problema con se stesso, non dovrebbe nemmeno introdurti nella sua vita prima di risolverlo, vattene via di corsa e salva te stessa” comprenderai al volo quando una determinata situazione è deleteria per il tuo benessere psicofisico. Bisogna sempre partire da un presupposto elementare: HO MAI FATTO QUESTO CHE LUI STA FACENDO CON ME CON QUALCUN’ALTRO? Se la risposta è no, allora niente giustifica il modo come lui ti ha trattata. Sii radicale nella tutela di te stessa. SEMPRE.

        Mi piace

      3. E sì è vero che sembra lo stia giustificando e che sto dando la colpa solo a np…ma non è così. Certo che ha pure lui le sue colpe, assolutamente, ma se è talmente infognato nel problema…come fa a riconoscerlo completamente? Non so se mi spiego. Ho visto cose negli ultimi giorni che ci vedevamo…. che non erano fatte con il preciso scopo di far del male. Era un disperato che pareva aver perso il lume della ragione. O un tossicodipendente. Cosa si può pensare di un tossicodipendente che si droga? Gli puoi fare una colpa per aver iniziato a drogarsi, ma quando ci è dentro fino al collo non credo possa essere colpevolizzato perché non riconosce il problema o fa fatica ad uscirne. Perché prima deve scattare qualcosa nella sua testa. E poi deve avere una forza di volontà sovrumana. Se ci ricade dopo un percorso allora, al limite, si.

        Mi piace

  42. Ciao Emasil, che dirti? Sei incappata in un brutto triangolo. Quello che racconti è una versione nuova di dinamiche che conosciamo tutti bene, qui.
    Sei incappata in un dipendente affettivo molto fragile (e tutti noi lo siamo, ognuno a suo modo), con un’autostima sotto le scarpe, senza difese, e in una narcisista molto agguerrita, con una sovrastima di sé alle stelle. Del resto, dopo 8 anni…
    Cos’è che vorresti capire? I meccanismi che legano un dipendente affettivo al narcisista patologico sono quelli che sono, agiscono come le droghe pesanti, veramente sembra di non riuscire a farne a meno… Ognuno ha il suo vissuto, ma le dinamiche sono sempre le stesse: in estrema sintesi, generalizzando: i dipendenti affettivi sentono nel profondo di non essere amabili e, per ferite antichissime, infantili, non hanno la percezione del proprio valore ma cercano nello specchio altrui la propria validazione, solo che non si orientano verso persone normali, pronte ad amarli per quello che sono, ma inconsciamente hanno la coazione a ripetere gli stessi antichi copioni (la relazione con persone indisponibili all’amore), per vari motivi: per dare un finale diverso all’antico copione, per salvare l’altro significativo (che si identifica con il genitore anaffettivo) e salvare anche se stessi in un folle tentativo di risarcire l’antica ferita (determinando in realtà la propria rovina), per muoversi in un contesto che suona familiare (il rapporto asimmetrico) e non affrontare l’ignoto (il rapporto con un pari) che li costringerebbe a misurarsi con il loro vuoto. E’ come se percepissero la propria eccezionalità e unicità di persone solo in rapporto a figure percepite come altrettanto eccezionali (nel bene e nel male, a seconda della direzione della montagna russa), anche a costo di essere abusati: in alternativa, non sentono di valere. E’ paradossale, certo, che si cerchi la validazione proprio in chi ti vuole distruggere, ed effettivamente ti distrugge, ma le carenze dei dipendenti affettivi seguono vie contorte, al pari di quelle degli np, la psiche umana non è lineare, soprattutto nella sofferenza. E per tutto questo i dipendenti non sanno apprezzare le cose più normali e benefiche.
    Riguardo alla tua domanda, se hai fatto bene o male a dirgli chiaro e tondo che è un dipendente e che dovrebbe trovare il coraggio di affrontare questa dipendenza, io credo che hai fatto bene, se te la sei sentita così: per quanto mi riguarda, penso che sia preferibile andare dritto per dritto al metalivello, cioè svelare l’arcano e i suoi meccanismi, piuttosto che abbozzare, e per questo personalmente ho scelto di rivelare direttamente pure al narcisista che è tale.
    Ma tanto, io penso, l’esito della tua relazione con il soggetto in questione non sarebbe stato troppo diverso, pure se tu non avessi avuto quello sbotto: non pensare che sia stato questo ad aver determinato la vostra rottura e la ricattura della np, era nell’aria, da lei sarebbe stato risucchiato comunque (perché lui non ha fatto nessun percorso di distacco da lei, perché in 1 anno e 8 mesi non ha maturato consapevolezze di sé, perché lei, sapendo che stava con un’altra, voleva riprenderselo per capriccio e sa bene su quali tasti pigiare). Ora, sotto la sua influenza, orientato e manipolato da lei, lui interpreta la parte dell’offeso e ricaccia su di te la responsabilità della perdita, convito che sei una brutta persona e che np è meglio: non è così, Emasil, il tutto sta purtroppo in un copione già scritto, fatto di azioni e reazioni infernali tra dipendente ed np che creano legami malatissimi sui quali se vuoi c’è tutta una letteratura da leggere, e tu ci potevi fare molto poco. Il dipendente non si è mai sganciato davvero e lei si cimenta in un gioco che conosce benissimo (anche perché, da np, non fa altro nella vita che questo).
    Non passerà molto tempo e un’altra burrasca si scatenerà tra i due, vedrai: perché l’obiettivo degli np è creare sempre disastri sentimentali, com’è sempre successo immagino nel loro rapporto. Godrà nell’abbandonarlo dopo avergli fatto abbandonare te. In questo frangente, lui, affranto e distrutto, potrebbe avere l’idea di tornare da te per tentare di raccogliere i propri cocci. Starà a te se accoglierlo o no, però ben sapendo chi è lui e che è soggetto al ciclo continuo degli abusi, sta in un circolo vizioso, e potrebbe tranquillamente essere di nuovo da lei risucchiato (anzi, credo sia una certezza: una persona così resistente agli abusi, 8 anni!, è una vera manna dal cielo per un np!). Perciò, se proprio non potrai fare a meno di accoglierlo, hai almeno un paletto da porre,che hai già bell’e predisposto: o ti prendi cura di te stesso, e affronti il problema della tua dipendenza, oppure da me non tornare. Non è detto che funzioni, ma un po’ di rigore ci vuole. Pure con i dipendenti affettivi.
    Spero di esserti stata utile.
    Ti abbraccio

    Piace a 2 people

    1. Blume, grazie infinite…non sono pazza allora….quello che tu hai scritto è praticamente quello che il mio istinto mi diceva, ma non conoscevo a fondo il problema per focalizzare con precisione i miei pensieri e utilizzare le parole giuste con lui.
      Pensieri, forse un po’ sconfusionati, che ho comunque tentato di trasmettere a lui. Ma non è servito.
      Non so se tornerà perchè essendo molto rancoroso…boh. Nel caso, sono stata molto chiara quando lui mi diceva che sarebbe tornato, e lo sa molto bene. Gli ho chiaramente detto che io ci sono solo se lui intende intraprendere un percorso che lo porti verso la guarigione, perchè io non sono in grado di aiutarlo e non è mio compito, e lui ce la può fare solo se ne ha veramente la ferma l’intenzione e una grande forza di volontà. Più volte gli dicevo “mi sembra di aver a che fare con un tossicodipendente” mi sentivo che era così, aveva gli stessi atteggiamenti di un dipendente da cocaina (ho avuto a che fare con persone che ne facevano smodato uso, quindi sapevo di cosa stavo parlando).
      Percui…per il bene che gli voglio….sono sincera, adesso come adesso (magari col tempo mi passerà, adesso è troppo fresca) credo che gli darò un’ultima possibilità se torna. Ma lo sa che torna alle mie condizioni. La scelta è sua, perchè io non ci sto assolutamente alle sue di condizioni. Poi mi chiedo anche se ne varrebbe la pena riprovarci….perchè sarebbe un rapporto difficile e doloroso penso per tutti e due. Se guardo a quello che lui è come persona “non malata” e guardo a com’era con me…dico anche che ne varrebbe la pena. Bisogna vedere lui. E penso anche che se intraprende un percorso o lo fa da solo, può anche essere che io comunque dopo un po’ non ci sia più, perchè come ha detto Eris, che ringrazio pure tanto, secondo me è probabile che mi utilizzerebbe per la sua guarigione. Sarei il mezzo, ma non il fine consapevole. Questo l’ho detto pure a lui.
      Che tu abbia detto “Ora, sotto la sua influenza, orientato e manipolato da lei, lui interpreta la parte dell’offeso e ricaccia su di te la responsabilità della perdita, convito che sei una brutta persona e che np è meglio”….quando ho provato a scrivergli per scusarmi sai cosa mi ha risposto? “Posso capire che ce l’hai con me, ma con lei…l’hai offesa che manco la conosci” …perchè le avevo dato quale epiteto poco carino 😉 Risposta mia? “Non era la prima volta che parlavo male di lei e non ti sei mai scomposto, stavolta chissà perchè te la sei presa… si vede che le hai fatto leggere” ….è l’unica spiegazione per la cosa che ha detto…conoscendolo, era come se non fosse farina del suo sacco, non so se mi spiego.
      Sono comunque dinamiche assurde…e so che lui sta male così. Tanto male. Spero si renderà conto e deciderà un giorno di uscirne.

      Grazie Blume e grazie Eris

      Piace a 1 persona

  43. Caro Mariolino, ti ringrazio per i complimenti. Le mie analisi sono frutto di un tempo infinito (ma ora per fortuna finito) di “studio matto e disperatissimo”, ho letto e studiato di tutto e di più, dalla mera stronzata (“Come riconquistare np in 10 mosse!” in Donna Moderna a interventi specialistici dal linguaggio difficile da intendere in molti passaggi), se ci penso mi tornano alla mente giornate in una specie di ovatta e in un tempo tanto dilatato da non poterlo ricordare con esattezza, ricordo solo testi e testi e testi e ragionamenti ininterrotti nella mia testa, durante notti che si confondevano col giorno e viceversa, come in una specie di allucinazione continua, in uno stato di trans. Mi fa piacere, ora, di poter essere di aiuto con queste consapevolezze, ma in realtà, per quanto mi riguarda, penso che siano state frutto di quella che è una mia caratteristica ossessiva personale: la razionalità eccessiva, ad ogni costo, senza risparmiare energia e fino allo sfinimento, il dover spiegare tutto attraverso di essa, senza la vera capacità che farebbe la forza: quella di lasciar andare gli stronzi e vaffanculo! (scusa i francesismi, ma quando ce vo’ ce vo’).

    Un abbraccio

    PS: piede rimesso a posto, tango ripreso meglio che pria! 😉

    Piace a 2 people

    1. Ciao Blume, Non so se ti fa bene scrivere ma sicuramente a me ed a molti altri come me fa molto bene leggerti.
      Grazie di esistere e allora e vai col TANGO!!

      Un abbbraccio

      Caro Mariolino, ti ringrazio per i complimenti. Le mie analisi sono frutto di un tempo infinito (ma ora per fortuna finito) di “studio matto e disperatissimo”, ho letto e studiato di tutto e di più, dalla mera stronzata (“Come riconquistare np in 10 mosse!” in Donna Moderna a interventi specialistici dal linguaggio difficile da intendere in molti passaggi), se ci penso mi tornano alla mente giornate in una specie di ovatta e in un tempo tanto dilatato da non poterlo ricordare con esattezza, ricordo solo testi e testi e testi e ragionamenti ininterrotti nella mia testa, durante notti che si confondevano col giorno e viceversa, come in una specie di allucinazione continua, in uno stato di trans. Mi fa piacere, ora, di poter essere di aiuto con queste consapevolezze, ma in realtà, per quanto mi riguarda, penso che siano state frutto di quella che è una mia caratteristica ossessiva personale: la razionalità eccessiva, ad ogni costo, senza risparmiare energia e fino allo sfinimento, il dover spiegare tutto attraverso di essa, senza la vera capacità che farebbe la forza: quella di lasciar andare gli stronzi e vaffanculo! (scusa i francesismi, ma quando ce vo’ ce vo’).

      Piace a 2 people

  44. Cara Emasil, avevo percepito dal tuo intervento che saresti disponibile ad accoglierlo ancora, dandogli un’altra possibilità. L’ho capito dai dubbi che ti poni (ho sbagliato a dire questo? forse sono stata eccessiva…). Cercando di immedesimarmi nella condizione emotiva e sentimentale delle persone che raccontano la loro storia, non escludo la possibilità che si ricada negli stessi meccanismi, al di là della razionalità e del buonsenso (l’ho sperimentato sulla mia pelle): a volte è vano dare i consigli giusti. Però questo non significa che Eris non abbia pienamente ragione: quello che dovresti fare, per evitare di essere un cestino dei rifiuti di entrambi, anche di quelli di lei passando attraverso di lui, quello che dovresti fare effettivamente è chiudere definitivamente con lui (e, di conseguenza, con lei). Perché lui, sebbene brava persona, non è ora in condizioni di vivere serenamente la storia con te, probabilmente non sa apprezzarla veramente per i motivi che abbiamo detto, non è sentimentalmente libero diciamo.
    Aggiungiamo pure che, conoscendo come funzionano gli np, lei non se ne starà mai buona buona né si metterà da parte: la preda quasi decennale è sua, non gli consentirà di sfuggire, tantomeno se ha in qualche modo al laccio pure te: godimento narcisistico raddoppiato, perché sa che tu stai pensando a lui, quindi si trova nella condizione di determinare il destino di due persone in un colpo solo! Una condizione prossima all’onnipotenza divina, nell’ottica patologica. In questo momento, tutto quello che eventualmente dici a lui, sappi che lo saprà immediatamente anche lei: perché lui, nella rete, la compiacerà in ogni modo, vendendo pure te sull’altare del suo narcisismo (lo si vede da come ti parla di lei adesso). Perciò, ora non gli dire più nulla, secondo a me, rischi pure che lei stessa lo spinga a contattarti per il piacere perverso di alimentarsi pure delle tue preoccupazioni. Gli np sono anche prevedibili, se ne conosci i meccanismi. Per ora, cerca di distrarti. Se lui tornerà, poi, vedrai che fare, non è importante decidere subito, tranquillizzati, non ipotizzare scenari, è l’unico modo per decidere poi senza ansia.

    Però, nel frattempo, al tuo posto io mi porrei due domande pure su me stessa, anche più importanti di capire quello che fanno loro. Perché lo rivorresti indietro, pur sapendo che sta inguaiato come sta? Pur sapendo che, dietro di lui, c’è e ci sarà l’ombra di np (perché non scomparirà magicamente)? Pur avendo avuto esperienza di un uomo così manipolabile e debole da non poterti offrire nessuna certezza affidabile? Pur sapendo che, con ogni probabilità, ritornerebbe da te solo perché scartato da np o, nella migliore delle ipotesi, con il desiderio di svicolarsi da np ma in piena crisi di astinenza? Perché? Per salvarlo da np, da se stesso, dal mondo? Perché pensi che con i ragionamenti, o con il tuo amore, potrai cambiarlo? I dipendenti affettivi sono creature sofferenti, con vissuti psichici complicati, hanno la pulsione a replicare gli schemi. A differenza di np, possono sì intraprendere con successo un percorso di trasformazione, ma debbono volerlo fortemente (e comunque non è un percorso breve, e, oltre ad averne due palle piene così di star male, bisogna anche aver maturato una serie di consapevolezze su se stessi e la propria condizione), non mi sembra il caso di quest’uomo, almeno non al momento. Quindi, approcciarti di nuovo a lui molto probabilmente comporterà per te sofferenza, ancora umiliazione e frustrazione tutte le volte che percepirai che np sta in un posto da regina nella sua mente, sarete ancora in tre… Sei disposta ad affrontare questa pena? Perché se lui non si meriterebbe di essere trattato a pesci in faccia da np, soprattutto tu ti meriti davvero qualcuno che sappia apprezzare la tua disponibilità e l’equilibrio che sai offrire ad un uomo, e questa dovrebbe essere la tua preoccupazione più importante…

    Un abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Cara Emasil ti rispondo dalla risposta di Blume perché c’è un dettaglio che mi è scattato vista la mia esperienza col np.
      In questo momento il tuo ex, con te di mezzo, per la pazza è ancora più ‘interessante’ perché loro impazziscono per il controllo e soprattutto per il dominio. La tua presenza per lei è uno stimolo divertentissimo.
      Se sparisci totalmente dai radar il suo giocattolo diventerà noiosissimo in breve tempo.
      Ecco perché te ne devi andare perché sarà un tira e molla infinito lui sarà svalutato e scartato. Tornerà da te in lacrime e quella ricomincerà il gioco. Loro non si impegnano mai se non a parole quindi andando via le fai anche un gran dispetto perché sta godendo come una squilibrata di questa situazione.
      Ora però guarda la situazione in modo obiettivo: questo non è amore l’amore vero è davvero tutt’altro meglio soli che in una sofferenza senza fine.
      Salvati

      Piace a 1 persona

      1. Ciao Eris, non so se c’è un modo per rispondere a tutti in simultanea perchè ognuno di voi mi sta dando un grande aiuto, grazie alla vostra consapevolezza. Che mettete a disposizione di persone che non Conoscete, e questo vi fa tanto onore come dicevo a Blume. I termini che usi rendono bene l’idea. Ma mi fanno anche venire voglia di andarmela a prendere e tirarle un calcio in c…! Pensavo pure io queste cose, nel senso che “godesse come una squilibrata” facendo certe cose, ma pensavo di esagerare, invece mi state solo confermando la realtà. Ma il fatto che lui è consapevole di essere il suo giocattolo, è consapevole di quanto sta male quando lei svaluta e scarta… perché non è sufficiente per lui per dire basta? Cos’altro deve subire per capire? …o forse è una partita persa e rimarrà sempre così? …chi lo sa…..

        Mi piace

      2. Cara Emasil per quella che è la mia personale esperienza bisogna toccare il fondo per iniziare a reagire. Il cervello è annebbiato e manipolato talmente tanto che non si capisce davvero niente, lotta contro una partita persa in partenza solo che per capirlo a me ci è voluto tantissimo davvero troppo da quando ho iniziato a leggere…
        Due anni e mezzo per riuscire a dire basta dentro di me
        Ognuno ha i suoi tempi ma la vita scorre ecco perché non vale la pena aspettare chi non c’è perché poi ti guardi indietro e piangi e se puoi evitarti sta sofferenza è meglio

        Ti abbraccio

        Piace a 1 persona

      3. Si, hai ragione. E il tempo che scorre e la mia serenità futura sono motivi che mi fanno dire…ma chi me lo fa fare???
        Ah santo cielo…in che situazione ero stata risucchiata

        Mi piace

    2. Ciao Blume, domande su me stessa me ne faccio in continuazione. E penso di essere giunta alla conclusione di avere il difetto di vedere il buono che c’è nelle persone. Potrai dirmi che è un pregio, ma in certi casi no. E un altro mio difetto è che sono un po’ troppo pragmatica…c’è un problema? Bene i problemi si risolvono. Queste due cose mi portano a dire che se torna, un tentativo lo farei. In primis perché gli voglio un bene dell’anima, secondo mi attacco a quello che di bello e, anche se limitato nel tempo, di “sano” c’è stato tra di noi. Mi attacco a quello che lui ha saputo comunque darmi di buono. Aveva una sorta di “dualità”…quando era con me, era con me. E lasciava fuori lei. Questo fino a dicembre, poi io non so che razza di lavoro ha fatto lei per portarlo a fare quello che ha fatto. Io da dicembre ho vissuto le pene dell’inferno. Se mi baso su questo…non ci tornerei mai insieme. Forse mi attacco a tutte le cose che mi ha detto, e che ho visto, o che ha provato per lo meno a fare…ovvero che ha tentato di chiudere, ha espresso il suo malessere profondo in questa situazione…ma se lui non è mai stato consapevole del fatto che era lei che lo manipolava fino ad avergli fatto credere che è lui la nullità, che non vale niente, che è lui che non va bene….mi chiedo anche se lui avrá mai la forza di uscirne. Perché purtroppo è stra convinto di essere lui il problema. Quindi…boh…non lo so. Dovesse succedere ci penserò al momento. Non voglio fare la crocerossina, è che appunto come dicevo sopra, io credo che i problemi possono essere risolti. Volendo. E qui sta a lui, non di sicuro a me.
      Credo anch’io sarebbe una “croce” non da poco da portare per me. Ma secondo me, magari sbaglio, tutto sta se lui decide di affrontare il problema e decide di uscirne. E se riesce ad accettare e vivere i sentimenti che prova nei miei confronti, riuscendo a mettere da parte lei. Se seguo il mio istinto, se mi baso sul nostro poco vissuto….non credo di sbagliarmi nel dire che lui mi vuole bene sinceramente. Ma credo anche che tutto questo che sto dicendo sia la coda del discorso….nel senso, inutile che io parli di un potenziale ritorno con lui….se prima appunto non si mette seriamente al lavoro con se stesso.
      Ci sono dei momenti in cui penso lui sia “spacciato”…8 anni così…come fa a deprogrammarsi e riscoprire se stesso, ricostruire se stesso? Il lavaggio del cervello che gli ha fatto è impressionante che mi domando se i piccoli sprazzi di lucidità che lui ha possano essere sufficienti a portarlo a decidere di voler risolvere. Indipendentemente da me, ovviamente.

      Parlo da innamorata, lo so. Ma non so che farci, al momento. Passerà il tempo anche per me, e grazie anche al vostro aiuto, arriverò anch’io alla consapevolezza che la cosa opportuna da fare è lasciar perdere tutto.
      Tanto penso di averne a bizzeffe di tempo perché non credo proprio che lui si farà sentire a breve….lei sarà in love bombing estremo adesso. Che anche lui sarà strabiliato di aver passato con lei ben 3 settimane senza alcun problema. E grazie che tutte mi dite di non scrivergli spiegandomi il perché non devo farmi sentire. Anche se mi viene la pelle d’oca a sentire la consapevolezza che avete maturato nel capire e riconoscere questi meccanismi….tutte avete avuto e avete una forza incredibile, e questo vi fa onore. Tanto onore.

      Mi piace

    3. Concordo pienamente con Blume….sfidare un narcisista su un campo così delicato come quello di contendere a lui o lei una preda é per loro l’apoteosi di ogni possibile godimento sadico presente e futuro. So che a te non importa di lei ma solo di lui, che di lei e dei suoi squallidi giochini per tenerselo non te ne frega niente ma vorresti solo riavere l’uomo con cui condividevi una bella relazione…ma il problema è che lui non é pronto a chiudere definitivamente con lei e stai pur certa che lei non lo farà mai scappare via nemmeno se tornasse da te, fosse solo per il gusto di manipolare la vita di due persone al prezzo di una…un vero colpo di fortuna per un narcisista perché gli darebbe un nutrimento di grande qualità.
      Anche ammesso che lei lo lasci di nuovo, cosa certa, ne vorrà comunque essere sempre l’amante segreta e anche se lei trovasse un altro, lui la penserebbe ancora e vorrebbe fare altrettanto, in un gioco senza fine in cui ne fanno poi le spese persone che non c’entrano nulla.
      Ti dico solo che io in un momento di follia pura ho detto al mio secondo np, che ha una relazione, (mentre io sono single) , che lo avrei visto anche se avessi trovato una persona fissa! Pensa te a che livelli si può arrivare con loro pur di averli intorno.
      Quindi anche io ti consiglio davvero di lasciar stare tutto…non alimentare questo legame in cui a goderne é solo lei. Lui purtroppo é stato troppo a lungo con lei per riuscire a liberarsene del tutto, otto anni sono tantissimi e purtroppo ci si abitua pure agli abusi. Probabilmente sono una di quelle “coppie infernali” che a volte appaiono pure sulle cronache. Io avrei anche un pó paura francamente. Tipo che lei lo spinga a farti del male fisicamente e non solo lentamente ed emotivamente come già accade ora.
      Aria aria….
      Un grosso abbraccio

      Mi piace

      1. Spirito Libero, io so solo che terrò bene a mente tutto quello che mi state dicendo e al momento opportuno (se ci sarà) vedrò che fare.
        Come dicevo a Blume, se mai dovesse tornare, non lo farebbe col cuore leggero perché sa benissimo le mie condizioni, a cui non transigo ed è bastata una volta sola a lui per capirlo. Non ci penso nemmeno di striscio di rivivere gli ultimi mesi del nostro rapporto. Di questo sono certa. E più il tempo passa più mi convinco che lui abbia deciso di stare nella fossa. E continuare per l’appunto la modalità coppia infernale.
        Però stavo ragionando su una cosa che mi dite….manipolare due persone al prezzo di una….ma veramente arrivano a tanto? Veramente provano soddisfazione anche nel manipolare indirettamente? …manco mi conosce, però effettivamente l’ha fatto….

        Mi piace

      2. Si cara Emasil…lo fanno eccome, purtroppo per loro questa è una modalità connaturata, devono manipolare qualunque persona (partner, amici, colleghi) perché solo così si sentono forti. Le motivazioni psicologiche sono complesse ma qui tanti articoli lo spiegano bene….poi ci sono sempre Claudileia o Blume che sanno spiegare a fondo queste cose per cui non temere di fare qualunque domanda, anche per cose che ti sembrano assurde e incomprensibili. La mente di questi soggetti è pazzesca e noi tutti qui abbiamo passato mesi infernali a cercare di capire come funzionano.
        Per loro le persone sono solo oggetti. Aprono e chiudono relazioni a loro piacimento, sanno di poter fare affidamento su chi è un dipendente affettivo.
        Ora, io sono certa che lui fosse sereno con te, ma temo anche che per lui tu sia stata una boccata di ossigeno per curare il suo abbandono dalla narcisista. Forse ha persino sperato che lei, sapendolo impegnato, lo volesse di nuovo. Per questo dico che finché c’è questo rapporto tra loro nemmeno il più grande amore può farcela. Hai fatto bene a porre delle condizioni ma sappi che per liberarsi davvero da un rapporto narcisistico di così lunga durata ci vogliono anni e una volontà più che ferrea e non sempre ci si riesce. Chiedi se saresti disposta a rischiare di buttare via anni preziosi per una sfida così grande e pericolosa.
        Sicuramente se non fai nulla lei prima o poi si stancherà perché il gioco ora è ferire te attraverso lui. Non permetterlo. Sappi che l’indifferenza é la cosa che li ferisce di più.
        Un abbraccio

        Mi piace

      3. Sai cosa Spirito Libero? Ed estendo a tutte/tutti la riflessione…Che infatti è questo che un po’ mi fa sperare che lui possa farcela ad uscirne. Ma indipendentemente da me. Sono stata sì una boccata di ossigeno, neanche dall’abbandono del np perché è stato lui a “chiudere” con lei per stare con me, ma una boccata d’ossigeno in generale. Sempre secondo me. Voi sapete sicuramente meglio di me. È che lui, consapevole che per lui non sarebbe stato comunque facile non pensare a lei, confidava nel fatto che LEI si facesse da parte. E lo lasciasse affrontare in pace questa cosa. E quei brevi periodi che lei lo lasciava stare (parliamo di al massimo un mese o due di tregua consecutiva) lui era sereno (almeno in apparenza, magari dentro di lui soffriva, però forse aveva una motivazione per affrontare questa sofferenza…non lo so). Non la cercava, viveva tranquillo le sue cose, le sue amicizie…la sua vita. Questa estate è stato il periodo più bello in assoluto (detto in primis da lui). Dove aveva addirittura abbozzato l’idea di qualche progetto con me. Io vivevo praticamente lì da questa estate. Lei mai fatta sentire, poi un giorno gli scrive che sa di me e che ha voluto portare rispetto (per fortuna che era rispetto il suo!). Lui in quel momento aveva pensato di essersela finalmente tolta dalle scatole E mi chiede se avevo piacere se mi dava le chiavi di casa, se non lo vedevo troppo impegnativo. Dentro di me ho detto “io lo vedo impegnativo?? Forse dovresti rivolgere a te stesso la domanda” vabbè…resta il fatto che poi non ho più visto le chiavi, e io non le ho chieste. Mi sembra che questo sia successo verso novembre. E da lì non so cosa sia successo, ma presumo che lei abbia attuato qualche tattica maligna per portarlo allo stremo. Letteralmente allo stremo. Perché lui stava male. Malissimo. Se riguardo le foto di quei periodi, da dicembre a marzo…si vede che era spento…annullato. Non era lui.
        Se solo riuscisse a raccogliere le forze, porca miseria…almeno fare un tentativo serio di uscirne.
        Porta pazienza…mi infervoro quando parlo di sta cosa e ne parlerei sempre…perché mi fa ribollire il sangue guarda.
        Chiedo un’altra cosa a tutte voi…. non ho la certezza matematica, diciamo che ce l’ho al 90%…ma mi sa che lei è passata sotto il mio ufficio un giorno e mi è passata davanti in macchina. Io all’inizio pensavo (e ancora ho qualche dubbio) che fosse la mia immaginazione…però la macchina era quella, la persona dentro pareva proprio lei, ero con un collega che mi dice “ma la conoscevi quella? Ha rallentato quando ci ha visto” …io sinceramente non avevo badato più di tanto perché mi stavo facendo i cavoli miei, ma quei due secondi che ho guardato dentro la macchina e mi sono detta è lei, e il mio collega mi dice che aveva rallentato….mah. Ma se era lei cosa pensava di fare? Ha provato a vedere se poi mi facevo sentire con lei o con lui? Voleva accertarsi che appunto non reagissi in nessuna maniera per avere la certezza di rimanere la regina indiscussa? Poteva fermarsi che la buttavo in fosso almeno… Ripeto, non ho la certezza matematica, ma se è così mi chiedo veramente se queste persone non abbiano altro da fare nella vita. Lei che si vanta di avere un milione di amici, tutte amicizie profonde, tutti che la adorano, lei che è indispensabile per tutti…sta con loro e non rompere, usa loro. Però una sua amica “per la pelle “ ha avuto il coraggio di mandarla al caldo… ma credo che np le stia dando filo da torcere comunque. Perché la pazza ha approfittato di una situazione delicata tra questa sua “ex amica” e l’ ex compagno di questa, con cui hanno un bambino, e tra i quali i rapporti non sono facili: si sente con l’ex di questa sua amica (e mi dico sei suonata fino al midollo) e quando np ha saputo che lui aveva il bambino a casa, è andata a trovarlo. La sua amica si è incavolata (con tutte le ragioni del mondo secondo me) e le ha detto “che pochezza…ricordati che è mio figlio e stanne fuori”…praticamente la pazza è andata avanti GIORNI a dire ma come si permette questa di dirmi che pochezza a me, e a cercare supporto in giro perché tutti dessero ragione a lei e non alla sua amica, che ha fatto invece passare come una pazza esagerata, che lei si è solo limitata ad andare a trovare un amico. Eh cara mia brucia allora quando ti mettono davanti allo specchio! Ma se le butto addosso un secchio di acqua santa evapora pure?

        Mi piace

      4. Sono qui a chiedermi se questo soggetto è dotato della capacità di intendere e di volere… Più ti leggo e più mi rendo conto dell’opera faraonica di manipolazione che hanno compiuto su di te. “Ti do le mie chiavi, ma poi faccio finta di niente… Campo benissimo senza di lei ma poi, quando lei minaccia di andarsene definitivamente della mia vita mi sento morire dentro, perché lei mi nutre alla grande con le sue follie d’amore.” Carissima, da questi tuoi messaggi evinco che si tratta di un soggetto altamente pericoloso per la tua psiche. E’ un individuo che ama aizzare una donna contro l’altra, tutto qui. Il contatto zero con il loro mondo può solo salvarti la vita. Non importa cosa ha fatto o non ha fatto lei alla sua amica, perché tutto ciò che lui ha raccontato su di lei o ciò che hai saputo indossando le vesti dell’investigatrice privata è pura immondizia tossica che mai e poi mai ti porterà da nessuna parte. Più avverti il bisogno di approfondire il loro rapporto tossico più ti addentrerai in un mondo oscuro, perché sprovvisto di sentimenti. Tra loro due non c’è vero sentimento perché si tratta di una guerra di potere in cui di volta in volta il controllo passa ad uno di loro dopo una dura battaglia in cui sono gli altri a pagarne il prezzo per averli amati. Ne ho visti di casi simili: si rispecchiano talmente bene da risultare patetici e mediocri nelle azioni distruttive… che pure si convincono di essere niente di meno che il frutto di un ‘amore unico, immenso’. Che tristezza!

        Mi piace

  45. PER MARIOLINO
    Claudileia sicuramente sta un pezzo avanti, per quanto riguarda me – e penso di poter parlare pure per Spirito, che ormai da tempo conosco qui sul blog – stare avanti sono parole grosse! Sicuramente ci siamo documentate di più sul DNP, ma io, credimi, darei volentieri una parte della mia “scienza” in cambio di un po’ di quel buonsenso maschile che ti sta preservando bene da quelle ricadute in cui invece noi siamo cascate più volte.
    Perché condividiamo le nostre esperienze qui? Le risposte che ti dai forse hanno tutte una parte di verità. Se non fossimo animate da uno spirito da crocerossine (o da san Francesco), non avremmo avuto le pretese che abbiamo avuto circa np (coinvolgerli mentalmente!) e non avremmo perseverato nell’opera “altruistica” (masochistica e presuntuosa insieme, oserei dire); se c’è questa pulsione, meglio dunque orientarla verso persone meritevoli come voi piuttosto che verso quegli ingrati di np. Che voi “sbarbatelli” dobbiate pedalare ancora, forse pure questo è vero: ma in buona compagnia, compresa la nostra! 🙂
    In ultimo, è vero quello che dice Spirito: i gruppi di auto-aiuto funzionano così.
    E ancora ancora… stare qui a parlarne quotidianamente, mostra in qualche modo ancora un legame con l’esperienza che, evidentemente, dobbiamo ancora superare.
    Però io qui sopra mi sento utile, non mi sento sola e capita che mi diverto anche!

    Grazie di esistere a tutti noi!

    Un abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Idem cara Blume e Mariolino, trovo anche io utile e talvolta anche divertente (nonostante si parli pure di sofferenze e disagi non da poco) parlare qui e confrontarsi. Questo in fondo dà anche un senso a tutta l’esperienza, che altrimenti sarebbe un peso enorme da gestire in solitaria…ripensare alla perdita di tempo che questi rapporti causano non solo nel durante ma soprattutto nel dopo per riprendersi, ai dispiaceri, alle speranze deluse e a tutto il corollario che questi “egregi” NP ci hanno propinato.
      Va da sè che la guarigione è un processo lungo che va a tappe perchè non riguarda solo il nostro rapporto con gli NP ma soprattutto il rapporto con le nostre ferite da risolvere, e non si può immaginare di farlo in pochi mesi…chi ci metterà di più chi di meno, chi con salda fede nel no contact e chi con ricadute, ma l’importante è volere essere liberi dai condizionamenti, essere liberi di dire no grazie anche se la tentazione di farsi una “sigaretta NP” dopo tanto è sempre dietro l’angolo…tanto che male può fare?
      E invece ne fa…ne fa eccome.
      Ecco perchè è importante, finchè non si è più che certi di non volere proprio più quella persona nella nostra vita perchè riconosciuta come tossica e dannosa oltre ogni ragionevole dubbio, mantenersi collegati e aiutarsi a riflettere laddove dovessimo intravedere un momento di debolezza in uno dei nostri/e compagni di viaggio…nessuno deve restare indietro! Chi davvero vuole liberarsi merita tutto il sostegno, la comprensione e l’appoggio di questo mondo. Perchè è un lavoraccio, è sconfortante a volte, perchè pensi che non ce la farai mai e che il tuo destino è segnato. Non è vero!
      Non so dove ho letto che un co-dipendente lo sarà a vita, beh… io non ci credo!
      I narcisisti, purtroppo per loro, lo saranno per sempre, non rinunceranno mai alla loro corazza nemmeno se fossero alla canna del gas, e se anche giurassero di volerlo fare stiamo pur certi che ci stanno prendendo per i fondelli. Loro non cambieranno mai e noi non siamo tenuti a sprecare un grammo di preziose energie per una causa così disperata (e stiamo pur certi che dei nostri sforzi per capirli e aiutarli a loro NON FREGA NIENTE), perchè ne va di mezzo la nostra stessa salute ed integrità mentale nonchè fisica. Vi siete accorti di quanti acciacchi si hanno mentre si è in relazione a np? Io pochi giorni prima del distacco del secondo np avevo un dolore lancinante la fianco…il mio fisico prevedeva già la coltellata.
      In questi giorni sto davvero meglio, dormo, respiro a fondo e non provo più quella sensazione di ansia continua…questo mi segnala che VA BENE STARE LONTANI DA LORO. Il nostro fisico ci parla. Ascoltiamolo.
      E se mai dovessimo avere una improvvisa crisi di astinenza, ricordiamoci sempre non dei momenti “wow” ma di come ci hanno trattato dopo, delle parole che hanno detto, dei gesti che hanno fatto per farci sentire persone di poco valore. E scriviamo qui piuttosto che mandare un messaggio a loro.
      La vita è una sola, e nemmeno così lunga…viviamola in pienezza senza condannarci a questi rapporti malati e senza soluzione!
      Un abbraccio enorme a tutti voi compagni di cordata!

      Mi piace

  46. PER EMASIL
    Tu chiedi: “manipolare due persone al prezzo di una….ma veramente arrivano a tanto? Veramente provano soddisfazione anche nel manipolare indirettamente? …manco mi conosce, però effettivamente l’ha fatto….”. La risposta è: sì.
    Tieni a mente: POSSONO ARRIVARE A FARE QUALSIASI COSA pur di “vincere” (che per loro significa ristabilire i rapporti di forza nel seguente modo: io up e tu down (chiunque sia questo “tu”, vale principalmente per lui, ma pure per te e per chiunque altro incroci la loro via “osando” contrastarli. I più psicopatici, arrivano all’omicidio (spesso, nei tanti casi di femminicidio, se vi capita di seguire mai che so, “Amore criminale”, c’è nell’assassino un np, non lo chiamano così ma dai comportamenti è chiarissimo, almeno a noi che ne abbiamo esperienza dico). La maggior parte (credo o spero), ma tanto per darti l’idea che, in genere, per loro non vi è alcuna idea di vincolo alla coerenza e all’etica, l’etica non ce l’hanno proprio come categoria, sanno che esiste e pure sono capaci di sproloquiare sul loro grandissimo codice etico, ma pure se sanno cos’è, essa non è mai determinante per la scelta di fare le azioni che fanno. Non tutti uccidono, è chiaro, ma tutti, ugualmente, possono arrivare a livelli veramente bassi, come colpi, in barba a qualsiasi coerenza e all’etica, e capisci bene che se il livello di rischio si alza… :lui deve essere ricondotto all’ovile immediatamente prima di ora, tu che glielo hai portato via per 1 anno e 8 mesi e osi ancora contrastarla dialogando con lui sei una minaccia fortissima per la sua autostima (e se lui ti stesse a sentire? se tu fossi, dopo 8 anni di abusi, la chiave di volta del suo schiavo per ribellarsi? sarebbe una ferita enorme, impossibile da sopportare, per la sua autostima): siccome VIVONO SOLO PER TENERE ALTA LA LORO AUTOSTIMA, se stanno perdendo il controllo vanno su tutte le furie…. chiaro il concetto? dove può arrivare questa np con cui hai a che fare tu, francamente non so, non posso sapere perché non l’ho mai vista, però dalla rapidità fulminea con cui si muove, mi pare che mi hai detto addirittura che è arrivata in casa tua a metterti cose nei cassetti per farvi litigare (a proposito: ma come ha fatto a introdursi? me lo sono chiesto), mi ricordo bene? insomma mi pare bella determinata e agguerrita, il tipo da combattimento insomma.

    Ora debbo lasciare, ma vorrei tornare sul ragionamento con te, vedendo poi la cosa dal punto di vista del dipendente affettivo.

    Mi piace

    1. Blume, no non in casa mia ma in casa di lui. Quando ha messo la sottoveste, io già dormivo da lui spesso. E molto probabilmente lei lo sapeva o lo immaginava. Mi inquieta quello che hai scritto 🤔😳

      Mi piace

    2. Beh ma scusa… non è che la np, vedendosi così “minacciata” magari ha un moto di redenzione e dice aspetta va là che la finisco di comportarmi male che magari lo perdo sul serio e io alla fine un po’ di bene a lui gli voglio? Dici proprio che è impossibile? Io per il bene di lui me lo augurerei. Altrimenti secondo me stavolta lo riduce a brandelli…nel senso che se in lui era rimasto o si era acceso un barlume di qualcosa questa volta gli fa passare ogni velleità di reagire. Non so se hai letto che ho scritto che sono quasi sicura che lei sia passata sotto al mio ufficio…mi dà da pensare allora sta cosa….

      Mi piace

      1. Cara Emasil78, ho letto con molta attenzione la tua storia e ho l’impressione che questo tuo ex sia molto meno dipendente affettivo di quanto tu possa pensare. Credo che ti sei imbattuta nella classica coppia di narcisisti in cui “vince” il più perverso dei due. Un vero dipendente affettivo, quando incontra una persona che lo “distrae” dalla relazione tossica, non si azzarda a metterla nella condizione in cui lui ti ha messa, ma cerca di preservarla dall’orrore che ha vissuto, tacendolo pur di non ferire l’altro. Può soffrire infinitamente, provare rabbia, ecc., ma non rivela più di tanto della relazione tossica che ha vissuto perché ci tiene al benessere psicofisico della persona che ha accanto. Leggendoti vedo che tu attribuisce all’altra il 99% della cattiveria, assolvendolo come un poverino che meriterebbe di essere felice lontano dalle grinfie di questa terribile donna narcisista… Mi chiedo: guarda dove sei ora. Qui tra noi. E lui? Be’, lui ha provato a salvarsi letteralmente usandoti. La dipendente affettiva sei tu. Lui, invece, può essere qualunque cosa, tranne che un vero dipendente affettivo. Ora loro sono insieme e come già affermato da Blume e Spirito Libero, eri tu l’elemento che metteva un bel po’ di pepe nello pseudo rapporto che hanno messo in piede. La sofferenza che tu hai visto in lui e che interpreti come dipendenza è in realtà desiderio di piegare una donna che lo sfida. Mi ricollego a tutto ciò che ti hanno già scritto, sottoponendoti alle seguenti domande: tu, nei rapporti precedenti, una volta chiusi, come ti sei comportata? Hai mai sottoposto un uomo a questo tipo di triangolazione (perché è questo il termine adatto al tuo caso: sei stata letteralmente triangolata tutto il tempo con questa donna!)? Hai mai detto a un uomo che dorme accanto a te mentre piangevi disperata: “Non riesco a dimenticare quell’altro?”. Credo proprio di no! Queste cose noi non le facciamo perché ci teniamo alle persone che condividono un letto con noi, ecco il punto. Non le vediamo come “tappabuchi” o gente “di passaggio”. Ti prego: cambia un po’ la tua prospettiva sui danni che questa persona ha inflitto SU DI TE perché sei tu la persona in balia della nebbia, non lui. Ti abbraccio fortemente. Benvenuta!

        Piace a 1 persona

      2. Claudileia…mi sono posta pure io il problema di essere io la dipendente. Ma boh…potrebbe anche essere. Non ho espresso tutti i dettagli del rapporto tra di noi. Non è per difenderlo, e sto cercando di essere il più obiettiva possibile basandomi sul comportamento che lui ha avuto con me, su quello che ho visto di lei, su quello che mi è stato detto dalle persone che conoscono sia lei, sia lui…la sua ex moglie compresa. Lui ha sempre taciuto questa cosa con me e ha sempre cercato di preservarmi. Credimi quando dico questo. Sono stata io a tirare fuori tutto (e non me ne faccio una colpa) perché purtroppo ho questa cosa che voglio andare a fondo delle cose. Mentre qualcun altro non avrebbe badato ad alcune cose, io le ho colte e ho voluto parlarne. E gli ho tirato fuori letteralmente con le pinze alcune cose. Ultimamente l’avevo fatto parlare anche approfonditamente, forse un po’ troppo (si lo so sono una rompiscatole) Ma lui ha sempre cercato di preservarmi. Che poi stiano a loro agio tra di loro perché è una lotta a chi piega per primo quell’altro…sì, può essere che sia la loro dimensione. Ed è anche questo che cercavo di capire. E li lascio dove sono. Che sia un’ipotesi, piuttosto che un’altra, o un’altra ancora…io ora sono “fuori dal giro” o “fuori dai giochi”. Sono due giorni che leggo e rileggo quello che mi state scrivendo, e sto riflettendo molto…sto cercando di metabolizzare un po’ tutto e ricomporre i pezzi del puzzle…di ciò che è successo e di ciò che mi ha lasciato. E ricomporre me stessa. Io sono la donna dei perché, che vuole capire. Anche più del dovuto. E questo è alle volte è un problema.
        Mi ha usata? Ormai è andata così. Mi vorrà usare ancora? Non glielo permetterò, di questo puoi starne certa. Mi sono bastati i 3 mesi che ho passato per dire no grazie basta. Gli voglio un mondo di bene, ma voglio bene anche a me stessa. È stato un duro colpo…incasso e porto a casa. E vado avanti.
        Mi ricontatta perché quell’altra lo riduce a brandelli? Eeeeh boh, vedremo il da farsi. Dico così perché per me adesso è ancora troppo fresca, ma voglio vedere se capita tra un mese. Già dopo un giorno che sono qui sul forum mi sento già meglio 😊

        Mi piace

      3. Leggendo un po’ i tuoi commenti non mi sembrava che avevi dovuto strappare con le pinze le informazioni su di lei, anche perché, anche nei momenti di serenità in cui stavate benone, tirava fuori un “oh, io con lei stavo malissimo, però con te…”. Parto della convinzione che un uomo che davvero vuole preservare la persona che ha accanto non la sottopone ad alcun tipo di triangolazione e ha la decenza e il buon senso di evitare che la sua donna vada in giro alla ricerca del suo curriculum vitae affettivo perché lo vede soffrire per un’altra. Ora che sei uscita dal loro radar vediamo se riescono a sopravvivere senza di te. In tutta onestà io non ci resterei a guardare, ma mi metterei il più lontano possibile.

        Piace a 1 persona

      4. Claudileia, Intendevo strappare con le pinze questioni più profonde…nel senso che ho provato a parlare di come stava LUI in tutto questo, che spiegazioni si dava, come vedeva lui la cosa.
        Può essere che hai ragione su tutto quello che dici. Può essere che mi abbia manipolato dall’inizio alla fine con una crudeltà estrema. Non lo so. Qui sul blog volevo capire proprio tutte queste cose.

        Mi piace

      5. Noi che siamo all’esterno non siamo i padroni della verità, tuttavia ci sono delle anomalie nel comportamento del tuo ex che ti hanno portata fin qui, tra persone che si sono imbattute in rapporti con persone altamente tossiche. Rispondiamo sulla base di ciò che ci stai raccontando: un dipendente affettivo non arriva a fare quel che lui ti ha fatto, portandoti a lottare per lui fino al punto di scrivere all’altra, ecc. Se la sua dipendenza era così grande, allora come faceva a passare uno o due mesi benissimo con te come se lei non esistesse, offrirti pure le chiavi di casa, ecc., senza mai aver pensato di tagliare totalmente i legami con la sua ex, lasciandolo sempre ‘nell’aria’? Conveniamo che è stato poco rispettoso nei tuoi confronti… Il modo come tu ti senti ora è sintomatico dei rapporti conclusi con individui altamente tossici. Se hai un senso di mancata chiusura, come se lui potesse tornare a qualsiasi momento quando le cose andranno male da un’altra parte; se senti di aver dovuto fare questo e quello per tenerlo con te (quando in realtà hai dato tutto!) e che lei è la vincitrice assoluta di un “ragazzo d’oro” che tanto “ragazzo” non è, visto che ha già un matrimonio alle spalle, direi che bisognerebbe fidarti della tua prima impressione.

        Mi piace

      6. Claudileia, ripeto, può essere che sia così come dici, ti ringrazio perché cerchi di aprirmi gli occhi….ma boh….forse è perché è vero che sono io la dipendente e fatico a rendermene conto…perdona la testardaggine, ma non sono totalmente convinta che lui sia un carnefice consapevole. Di rimando sì sicuramente, ma non nelle sue intenzioni primarie.
        Dovesse essere come dici tu, posso stare allora serena che lui non tenterà mai più un nuovo approccio con me e posso ritenermi salva in automatico…perché non risulto abbastanza interessante per soddisfare il suo ego…perché sa benissimo che non torno con lui per stare alle sue condizioni.
        Certo che sono consapevole che lui ha qualche problema relazionale a prescindere da np. Non nego le sue mancanze nei miei confronti. Ma come faccio a spiegarvi più di un anno di relazione nei dettagli? Quando le ultime volte che abbiamo parlato vedevi la sofferenza che la potevi toccare con mano? Che le nostre “chiacchierate” lo lasciavano stordito anche il giorno dopo? Era una recita? Erano recite gli attacchi di panico che aveva quando è entrato in crisi patocca? Quando doveva decidere se continuare con gli stessi schemi che conosceva, o se fare un salto nell’ignoto, come ha detto inizialmente blume? E sono le stesse identiche cose che mi diceva lui. Precise sputate. E che non voleva rendermi partecipe di questi attacchi di panico che stava male e non me lo voleva dire? Stava male! Scusate, ma ho passato pure io le mie nella mia vita e alcune cose le conosco. Certo, lui la sua scelta alla fine l’ha fatta. E ha deciso che era più semplice drogarsi piuttosto che uscirne. Questo è. Secondo me.

        Mi piace

      7. Durante questi attacchi di panico lui cosa faceva? Eri presente oppure lui ti diceva qualcosa come…”sto malissimo, meglio se non ci vediamo per un po’… sono al buio, solo soletto qui a casa… non voglio che tu soffra per me, sono in condizioni pietose, non voglio farmi vedere da te. Domani, vedrai, mi sentirò meglio, ma oggi no…”. Voglio dire: gli attacchi di panico provocano tachicardia, la sensazione che stai letteralmente per morire, insomma, provocano una serie di sintomi FISICI che non possono essere riassunti in qualche lacrimuccia… Voglio capire cosa hai letteralmente visto con i tuoi occhi e cosa ti ha riportato lui, ecco.

        Mi piace

      8. Non ero presente al primo, che è stato il più forte. Lui anche se ha la febbre va a lavorare lo stesso, se si taglia un dito si attacca lo scotch…quella volta mi ha chiamato e mi dice che era stato male e si era spaventato, pressione al petto, senso di soffocamento, tachicardia. E non l’ha mai usata come scusa per non vedermi o altri meccanismi macchiavellici. Le altre volte ci eravamo già lasciati o comunque lo vedevo meno, ed era più una forte ansia. E una volta che c’ero ha gli girava la testa tipo vertigini forti e lo stesso tachicardia e pressione al petto e sudava. Ma lui ha minimizzato, non l’ha usata sta cosa a suo uso e consumo. Però tutto nel periodo che sapeva doveva scegliere…o dentro o fuori.

        Mi piace

      9. Che ti devo dire, cara? Alla luce di tutto ciò che hai scritto questi “attacchi di panico” li vedo molto strumentali. Doveva scegliere… e quindi “soffriva”. Tu affermi che lui non l’ha usata questa cosa a suo uso e consumo ma io, come tutte coloro che ci sono passati, sappiamo perfettamente che quando vogliono mollare una donna ma mantenerla nel giro devono posare da vittima sofferente PER FORZA. Sanno che se vengono visti come vittime avranno sempre le porte aperte nel cuore dell’empatico di turno. Sei una persona empatica, per questo non riesci a capacitarti che abbia recitato un bel po’ e che le sue crisi riguardano il mancato controllo di una ‘soggetta’ affetta dal suo stesso male, forse. Capisco il combattimento nella tua testa. L’abbiamo vissuto tutte. Non so se hai tenuto un diario sugli episodi che ti hanno più colpita, in cui ti sei sentita fortemente sminuita. Lui questo l’ha fatto anche con grande violenza: piantarti per andare a rispondere come un “disperato” alla chiamata di un’altra è un gesto fortemente umiliante per te, ma se tu lo interpreti conforme la LUCE che lui HA VOLUTO che tu interpretassi, cioè, quella del dipendente affettivo in sindrome di astinenza dalla donna che lo schiavizzava, anche le peggiori umiliazioni che hai subito potranno essere sempre giustificate. Direi che come primo esercizio potresti fare un elenco di tutti gli episodi simili e rifletterci su per comprendere cosa hai provato, stavolta senza metterti nei suoi panni, ma solo nei tuoi.

        Mi piace

      10. Boh sinceramente adesso non ci capisco più nulla.
        Ripeto, non conoscete tutti i dettagli, altrimenti dovrei scrivere un anno intero.
        Posso essere io la dipendente e devo farmi un esame di coscienza.
        Ma la “versione” iniziale di blume è quella che condivido maggiormente. Per quanto posso dire di “conoscere” lui.
        “Sei incappata in un dipendente affettivo molto fragile, con un’autostima sotto le scarpe, senza difese, e in una narcisista molto agguerrita, con una sovrastima alle stelle”
        “I meccanismi che legano un dipendente affettivo a np agiscono come droghe pesanti, veramente sembra di non riuscire a farne a meno”
        “i dipendenti affettivi sentono nel profondo di non essere amabili e, per ferite antichissime, infantili, non hanno la percezione del proprio valore ma cercano nello specchio altrui la propria validazione, solo che non si orientano verso persone normali, pronte ad amarli per quello che sono, ma inconsciamente hanno la coazione a ripetere gli stessi antichi copioni (la relazione con persone indisponibili all’amore), per vari motivi: per dare un finale diverso all’antico copione, per salvare l’altro significativo (che si identifica con il genitore anaffettivo) e salvare anche se stessi in un folle tentativo di risarcire l’antica ferita (determinando in realtà la propria rovina), per muoversi in un contesto che suona familiare (il rapporto asimmetrico) e non affrontare l’ignoto (il rapporto con un pari) che li costringerebbe a misurarsi con il loro vuoto. E’ come se percepissero la propria eccezionalità e unicità di persone solo in rapporto a figure percepite come altrettanto eccezionali (nel bene e nel male, a seconda della direzione della montagna russa), anche a costo di essere abusati: in alternativa, non sentono di valere. E’ paradossale, certo, che si cerchi la validazione proprio in chi ti vuole distruggere, ed effettivamente ti distrugge, ma le carenze dei dipendenti affettivi seguono vie contorte, al pari di quelle degli np, la psiche umana non è lineare, soprattutto nella sofferenza. E per tutto questo i dipendenti non sanno apprezzare le cose più normali e benefiche.”

        Questo è quello che ho visto io. Paro paro.

        Tengo a precisare una cosa. Io non mi sono mai atteggiata in modo da doverlo compiacere, o dover dimostrare qualcosa a me stessa o a lui. O non doverlo ferire. Io sono così come sono prendere o lasciare. Con pregi e difetti. Non ho mai cambiato il mio essere pur di tenerlo a me. Lui quando era con me era con me. Fino a dicembre. Non ho soffocato me stessa perché non ce la faccio. Vogliamo ridurre tutto al lasso di tempo che va da dicembre a febbraio? Già marzo non lo considero. Dicembre mi sono sentita morire perché di punto in bianco mi dice che deve tornare con lei per risolvere. Cosa dovevo fare? Lì ho sbagliato perché non mi sentivo “pronta” a lasciarlo andare. Qua scusate ma datemene atto. Potevo mettermi da parte per bene da subito e non l’ho fatto. Vogliamo dire che mi ha umiliato quella volta che è andato fuori a telefonare? Bene questi episodi dove mi sono sentita sminuita ed eravamo ancora “assieme” (dopo che a dicembre ti molla pensi di essere ancora assieme?…ci abbiamo riprovato, ma dire che il rapporto era tranquillo no) si riducono a questo. E quando è uscito fuori a telefonare ho detto anche no grazie, basta così. E me ne sono andata poco dopo. Io scrivo molto e tengo un diario e mi sono letta tutto quello che avevo scritto. Apposta per andare alla ricerca di indizi, o dove potevo aver sbagliato. O se lui mi aveva trattato in qualche modo umiliante. No. Che fossi infastidita dal gufeggiare di lei si. Ma non mi preoccupavo più di tanto perché lui non le dava retta, se non quando lei esagerava: mio fratello ha questo problema aiutami a risolverlo per favore. Corri perché lui di indole non è uno che lascia nella merda la gente (come detto prima si è sempre fatto in 4, specialmente per i casi umani). N’altra volta corri perché il papà di lei la stava rincorrendo per dargliele. N’altra perché c’erano i carabinieri a casa sua perché il fratello aveva combinato non so che casino. E n’altra perché volevano dargliele al fratello di lei. Ah, e n’altra perché 1 termosifone era rotto e non si può lasciare il nonno al freddo. Questo in un anno e 8 mesi. Lei sa i tasti da pigiare come ha detto qualcuno. Io mi sforzo anche di vedere lui come np….ma ritengo che quello che ha inizialmente descritto blume sia proprio lui.

        Mi piace

      11. Cara Emasil, se ti sei riconosciuta paro paro nella versione che ti eri già fatta di lui direi che forse è quella che ti farà soffrire di meno, forse. Ti assicuro che sposare quella che mi sono fatta io oppure Eris non è per niente bella. Se sei convinta che lui è un dipendente affettivo, anziché un narcisista patologico della peggiore specie ti consiglio di non andare avanti con la lettura degli articoli del blog perché riguardano tutt’altra tipologia di persona. Potresti andare unicamente in confusione. Buon percorso di liberazione a te! Un abbraccio grande!

        Mi piace

      12. Emasil loro non amano nessuno e nemmeno vogliono bene…considerano le persone solo come proprietà o oggetti con cui divertirsi per un pò. Se ti “comporti bene” al massimo ti tollerano permettendoti di orbitare intorno a loro …e sempre considerando l’altro come inferiore. Questo sono i narcisisti….
        Quindi no…nessuna redenzione…

        Mi piace

      13. Mi piacerebbe capire se quest’uomo, così “dipendente e sofferente” abbia mai pensato di recarsi da un professionista per cercare di affrontare la sua presunta dipendenza, perché se ha pensato di affrontarla unicamente con il metodo di mettere altre donne nella sua vita per contenderselo in una guerra senza fine, allora siamo di fronte a tutt’altra situazione. Emasil ha i dubbi tipici dei legami traumatici. I suoi commenti parlano chiaro.

        Mi piace

  47. Per Emasil: riguardo quello che hai chiesto sopra, ovvero se sia possibile che la tizia si sia appostata sotto il tuo lavoro per controllarti…si, è possibilissimo, anzi direi che è certo l’abbia fatto.
    Di tempo da perdere ne hanno sempre…purtroppo.
    Si annoiano nella loro vita e devono un pò farsi i cazzi altrui e possibilmente andare a rompere le scatole a gente impegnata solo per il gusto di mettere in crisi una coppia…
    Lui anche non è esente da colpe. Come dice Claudiliea un dipendente affettivo non farebbe mai niente che possa far soffrire un partner, anzi, piuttosto preferisce soffrire lui che dare un dispiacere al partner. Purtroppo lui non ha saputo gestire il ritorno della narcisista, è probabile che non abbia mai smesso di sentirla se non per brevi periodi…come dici tu, uno due mesi e poi o lei o lui si sono cercati. Questo è il circolo vizioso di questi rapporti di co-dipendenza…quello che solo le vittime possono rompere, perchè loro, i narcisiti, non romperanno mai del tutto. Non so se il tuo ex ragazzo sia a sua volta un narcisista…di certo ha permesso la triangolazione e già solo questo è il segno che qualcosa di grosso non va nel suo modo di relazionarsi.
    Un abbraccio

    Mi piace

  48. Oddio, Claudileia, tu dici addirittura che Emasil sia incappata in un oscuro gioco a 3 guidato da due np… Non solo la sfiga di incontrane uno alla volta… :-0
    In effetti, degli elementi ci sono. Strano il comportamento di lui: il fatto delle chiavi, il fatto delle cose nel comodino (Emasil dormivi, e lui che faceva?), il permettere la triangolazione, il fatto di stare bene tranquillo mentre non la sentiva (un dipendente affettivo, e tale, cioè abusato da 8 anni, starebbe come un’ameba in crisi di astinenza), i sensi di colpa in Emasil provocati… Ho letto di molti casi in cui 2 narcisisti si incastrano, ma pure se sono maligni entrambi? Ho sempre pensato che gli np cercassero persone con tratti narcisistici, cioè ne potessero rimanere interessati, ma che difficilmente si indirizzano verso un altro maligno. Faccio il mio caso: anche io ho marcati tratti narcisistici (nelle difese, nelle modalità di agire a specchio, una certa capacità manipolativa che ho sempre avuto), ma sono empatica, non sono affatto perversa nelle relazioni: ho sempre pensato che solo per questo np potesse relazionarsi con me. Mi sfuggiva che vi fossero anche unioni di np con np: una lotta all’ultimo sangue, malignità su malignità uno nei confronti dell’altro, a vedere di volta in volta chi la spunta? Mio dio…In questo caso, la realtà supera la mia stessa fantasia…
    Ma gli indizi di tossicità ci sono tutti e il consiglio diviene decisamente uno, mi unisco decisamente anche io: Emasil, al di là di tutto, scappa immediatamente da questi due tossici che producono in te materiale tossico!

    Piace a 1 persona

    1. Cara Blume buona domenica a te e a tutti. Da quello che ho ricavato leggendo i legami tra narcisisiti sono impossibili proprio perché i poli uguali si respingono….non c’è divertimento per loro e sarebbe come giocare con sé stessi, inoltre a loro piace vincere facile.
      Tuttavia importanti relazioni possono esserci tra narcisisiti e borderline, anzi, é proprio questa “l’accoppiata mortale” ed é l’unico caso in cui il partner borderline può arrivare a piegare il narciso. Perché il borderline prima lo esalta al massimo e poi lo scarta se non si sente al centro dell’attenzione , cosa che un dipendente affettivo non farebbe mai.
      La ex potrebbe essere una borderline.
      Tutte ipotesi ovviamente….comunque sia, anche io penso che Emasil fa bene a stare lontana da questi due, in ogni caso non ne viene fuori nulla di buono per lei..
      Abbracci

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...