La testimonianza di Pina: “Ho realizzato che l’obiettivo non ero io, ma l’invidia nei confronti di mio marito”

Sono Pina, ormai 4 anni fuori dal massacro a cui fui sottoposta. Da due anni sono in no contact e ho ripreso la mia vita alla grande: viaggio, ho due nuovi lavori, vivo per i miei figli, ho ritrovato l’amore per me stessa e la mia casa. Sto ricominciando a vivere. Il dolore, però, ritorna a stringermi il cuore ogni volta che lo vedo (due o tre volte l’anno per caso in strada, non lo saluto neanche). Nel frattempo ho scoperto di aver avuto un infarto miocardico tempo addietro e solo voi potete immaginare in seguito a quali violenze fisiche e psicologiche me lo sono procurato.

L’ultimo messaggio che ho letto prima di bloccarlo su tutto è stato: ”Ho chiamato mia figlia come te: Giordana”.

Sì, con una mail aziendale (perché l’avevo bloccato su tutto, ma lì non potevo) mi ha fatto sapere che gli è nata la figlia e che l’ha chiamata Giordana come il mio cognome. Gli ho intimato di non cercarmi mai, intanto potete capire cos’è successo alla mia mente: completamente destabilizzata. Voleva essere mio amico e io gli ho detto no. Mi sono inventata un compagno con la speranza che non si faccia mai più sentire. Io non penso a lui con amore per carità… ma il male che ha causato a me e alla mia famiglia in modo gratuito è al di fuori della mia capacità intellettiva. Ho realizzato che l’obiettivo non ero io ma mio marito. Lui non poteva sopportare che un uomo avesse soldi, famiglia e una moglie fedele.

Sto cercando di perdonare ma ho sempre il pugno nello stomaco.

So che un mostro del genere non può essere amato e ringrazio il Signore ogni giorno per aver avuto il coraggio di staccarmi da lui. A volte penso che se trovassi una nuova relazione starei meglio, ma non faccio più avvicinare nessuno a me, anche perché sto benissimo da sola, amo la mia vita così e mi prendo tutto ciò che la vita stessa mi offre, nonostante il malessere che provo incontrandolo raramente.

Il contributo che vorrei dare è questo: ci si rialza con molto più amore per se stesse e per gli altri, si incomincia ad amare la vita e i suoi doni, si ringrazia Dio per essere delle sopravvissute, si riesce a non alzare più uno sguardo su questi esseri… ma la ferita resta lì!

Lo schifo più grande è scoprire che chi dormiva con te aspettava che te ne andassi la mattina a lavorare per prenderti le tue cose più preziose… Sono arrivata al punto di incolpare mio figlio, mentre era lui a derubarmi! Non solo viveva in casa mia senza spendere un centesimo, ma si era venduto i gioielli che mio marito mi aveva regalato e un anello che mia madre mi aveva regalato per la laurea… L’unico ricordo che avevo di lei. Che schifo! Ciò nonostante questo mostro esibisce la sua bella facciata e afferma di aver concepito una figlia che ha chiamato Giordana come me (nell’ultima mail, prima che lo bloccassi, anche lì c’era il tono amorevole “amore…l’ho chiamata Giordana…come te”). Ma come si può essere così?

Ho tanto cammino ancora da fare, nel frattempo ho messo su una società e aprirò il mio secondo B&B. Viaggio una volta al mese per l’Europa, faccio sport, rock a palla, concerti rock, impartisco lezioni di cucina, insomma… mi diverto. Spero di trovare una soluzione alla mia sede di lavoro che ormai è l’unico elemento in comune che ho con il mostro. Sto cercando di perdonare lui e me stessa per il male fatto a me, a mio marito e ai miei figli, perché il perdono ci rende liberi!

Spero che queste parole possano servire a qualcuna.

Ero più brava di lui sul lavoro, ma è riuscito a indurmi sensi di colpa verso i miei figli quando mi chiamarono per diventare dirigente. Diceva che mio marito mi stava manipolando e che i miei figli sarebbero andati alla deriva. La posizione evidentemente l’ha presa lui. Mi ha derubato di tutti i gioielli (solo ora, dopo la morte di mia madre ho realizzato), mi controllava i vestiti e ha strappato i più belli che avevo, controllava l’email aziendale da remoto, ecc. Ero io che facevo la spesa, che pagavo le bollette, sky…

Mi sento COLPEVOLE della mia distruzione.

Dopo che ha distrutto tutto mi disse: “Ma non vedi come ti sei ridotta? Dalla barca a fare la poveraccia!”

Bisogna mantenere la memoria, però, se veramente volete guarire. Bisogna assolutamente cambiare in tot la vostra vita e pensare quanto meno possibile al mostro: lo dovete cancellare dai vostri pensieri. Quando vi assalgono i ricordi andate su you tube, ascoltate musica e cantate! Dovete concentrare le vostre attenzioni sui vostri nuovi progetti di vita, sui vostri desideri. Già così sarà difficile e ci vorranno anni. Io ancora oggi se mi capita di vedere una ragazza noto i particolari per capire se a lui potrebbe piacere! Purtroppo sono programmi mentali, sinapsi che si sono installate e solo riprogrammando il cervello potete ritrovare la serenità e ringraziare il Signore per essere riusciti a lasciarli andare. Questa è neuroscienza. Aiutatevi con letture non solo di carattere psicoterapeutico sul narcisismo (comunque è un legame che mantenete con loro!) perché dovete capire come funziona la mente di questi poveracci. Ma dopo averlo fatto focalizzatevi sul vostro cervello e sui vostri desideri per rinascere!

Ci vogliono anni, ma posso dire che sto vedendo la fine del tunnel.

Purtroppo quello che abbiamo visto è la realtà ed è quella l’unica realtà che conoscono: essere docili per colpirti meglio alla schiena. Dirti che sei il loro amore e concepire il giorno dopo il prossimo figlio con un’altra. Guarire da questa ferita? Non lo so se sarà mai possibile.

Il nostro non poter credere a tutta questa malvagità deriva dal fatto che il loro mondo è diverso dal nostro e sono due universi paralleli che non si intersecheranno mai perché noi siamo fatti in un modo e loro in un altro.

So che questo disgusto che provo ora per lui dopo 4 anni da che me ne sono andata è segno che sto guarendo, che mi alzerò e che il successo lo guadagnerò da qualche altra parte! Magari con un libro che possa servire a far capire che si può uscire dal tunnel e capire che la vita è bella anche da soli, forse più di prima.

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16 pensieri su “La testimonianza di Pina: “Ho realizzato che l’obiettivo non ero io, ma l’invidia nei confronti di mio marito”

  1. Grazie della tua testimonianza..
    Questa cosa del tempo che scorre e della ferita che rimane lì è forse quello che mi spaventa di più.
    Quando mi sembra di esserne uscita, di aver finalmente ritrovato, dopo anni di relazione, la gioia di vivere e anche, forse, di amare…ripiombo in uno dei miei stati depressivi, angoscianti e disperati.
    Basta niente. Qualcuno che me lo nomina. Un suo messaggio per il bambino. Un ricordo più vivo degli altri.
    Una foto sui social che mi appare per caso con la nuova fiamma.
    È come ricadere all’indietro dopo aver percorso una salita faticosissima.
    Io non voglio che lui abbia questo potere su di me, non lo voglio!
    Voglio poterlo sentir nominare, intravederlo, scambiarci un messaggio ( obbligatorio, nel mio caso, per via dei figli..) senza che questo mi scateni l’inferno dentro.
    Ho letto tantissimo in questi mesi e credo veramente che il mio ex fosse uno psicopatico.
    Quanto riescono a violentarti l’anima, come ho letto su uno di questi libri, è indicibile. È una violenza sottile, profondissima e disumana.
    Ma, e questa è una delle cose che più mi fa star male, le persone attorno non lo vedono … Non vedono il mostro dietro la maschera, si fanno abbindolare dalla capacità enorme che hanno di essere amabili e piacevoli/ povere vittime.
    E più tu cerchi di spiegare loro con chi hanno a che fare, più ti guardano storto come se fossi tu la matta …
    È come avere davanti una iena feroce che però vedi solo tu, gli altri vedono un gattino e lo accarezzano…
    Spero di avere la tua forza, lentamente…
    A volte mi sembra di avere tutta quella del mondo, a volte nemmeno un briciolo..

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  2. Cara Pina, ricordo bene la tua storia e sono davvero felice che tu ne sia uscita. Il tuo contributo mi da tanta speranza!
    Ciò che quell’uomo ha fatto è impressionante. La nascita di un figlio è un momento unico per una coppia. Così privato e totalizzante.
    E lui ha scelto di chiamare la figlia come una ex, incurante dell’affronto che fa alla figlia stessa ed alla sua mamma.
    Ha poi provato a riagganciare te usando una creatura innocente.
    Non hanno rispetto per niente e nessuno, è talmente squallido che la mia mente non può concretizzarlo. Eppure è la realtà. L’ho vissuta per anni sulla mia pelle.
    Sapere che tu ne sei fuori e ti godi la vita è meraviglioso! Essere riuscita a ricostruirti dopo quella devastazione è segno che sei una grande Donna, e alla fine hai vinto tu!
    Un abbraccio

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  3. Cara nat sto cercando di uscire dallo stesso malessere che è veramente mal-essere, trovare questo blog è stata la mia salvezza quando credevo di impazzire, capire chi sono gli psicopatici è difficile e poi rimane la consapevolezza che la persona che amavamo così tanto non esisteva ma la sensazione è che sia morta,terribile. Consiglio i video su YouTube di mauro scardovelli ,spiega tante cose,anche come arrivare alla compassione per queste persone alle quali manca la vita,ma la tristezza non me la può togliere nessuno

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    1. Si Melisenda..conosco Scardovelli.
      Lui sul narcisismo fa un discorso un po’ più generico, parla di quello “normale” che si trova in ognuno e che, però, negli ultimi anni sembra aver trovato terreno fertile nella nostra società.
      Ho visto una quantità di video inenarrabile 😁
      Ho fatto veramente di tutto per togliermi dalle sabbie mobili, e in parte ci sono anche riuscita, ma il trauma è sempre lì.
      Dicono che la tecnica dell’EMDR sia molto efficace in questi casi..a sto punto proverò anche quella.
      Grazie per il consiglio e forza, anche a te!

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      1. Cara Naty..sono curiosa: in cosa consiste la tecnica di cui parli?
        Tecniche a parte..sicuramente anche in queste cose il tempo è sempre signore.
        In questi giorni ripensando al primo np sto decisamente meglio.
        Più passai il tempo senza sentirlo più il quadro si fa chiaro. Ogni tanto qualche consapevolezza amara fa ancora capolino, come quella di non essere mai stata considerata come una con cui avere una storia seria, nemmeno all’inizio, quando pensavo che ci stessimo conoscendo per approfondire il rapporto e farlo crescere nel tempo…macché…fin dal primo istante mi ha considerata quella della botta e via in mancanza di meglio.
        Ora a leggere come trattano le compagne penso mi sia andata anche molto bene e non ho alcuna invidia per chi gli sta a fianco oggi.
        Noto che questi Narcisisti hanno la preoccupante mania di chiamare le figlie femmine con i nomi di una ex😁!
        Se nel nome di ognuno c’è un destino non posso far altro che pensare “povere bambine”! Che padre di merda avranno……..
        Un abbraccio a tutti

        Piace a 1 persona

      2. È una tecnica di stimolazione degli emisferi cerebrali, tramite movimenti oculari e altre cose..la deve fare un terapeuta specializzato..
        Pare che aiuti molto ad elaborare dei traumi che vanno così in profondità che difficilmente si riesce a superarli solo parlandone..
        Se metti la sigla su un motore di ricerca ti esce di tutto comunque..magari le spiegazioni sono un po’ più chiare delle mie..😁

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    2. Ciao,
      Anche io seguo Scardovelli !
      Lui è stato una delle prime guide che ho trovato per orientarmi e ritrovare la mia bussola interna…
      Io penso che il punto di vista che offre sia davvero perfetto, consiglio a chi non lo conosce di ascoltare i suoi video, anche quelli brevi, non c’è bisogno di ascoltare intere conferenze per poter ricevere un pò di aiuto.
      È grazie a lui se ho compreso nel profondo che una persona tossica, per quanto tu possa volerle bene, va allontanata.
      Grazie a lui ho compreso anche che cosa sia davvero il perdono.
      È innanzitutto pace per la vittima, non è assoluzione gratuita del carnefice.
      Anche perchè è la vita ad assolvere o condannare davvero, non noi.

      Piace a 2 people

  4. Ciao Pina, ti ringrazio per aver condiviso dettagli così dolorosi della tua storia.
    Mi ha colpita molto il passaggio in cui racconti che è stato capace di dirti che eri il suo amore e di concepire il giorno dopo il prossimo figlio con un’altra.
    È proprio ciò che è successo anche a me, quindi ti capisco benissimo.
    Nel mio caso, venivo a sapere da una “scimmia volante” che si stava domandando se amava ancora sua moglie.
    E poco dopo, la gravidanza !
    La cosa brutta è che davanti a queste chiarissime dimostrazioni di insanità mentale, ero comunque pronta a scovare un modo per giustificarlo !!!
    Perchè è troppo doloroso guardare in faccia la realtà.
    Mi ci son voluti anni.

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  5. Ciao a tutte! Vorrei scrivere la mia testimonianza ma non riesco a capire come fare. Ho provato anche su fb ma appare il mio nome. Come posso fare per pubblicarla qui? Grazie..

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  6. Cara Pina, mi dispiace immensamente per quello che ti ha fatto. È l’ennesima dimostrazione che il loro passaggio è sempre una fonte di dolore e distruzione.
    È bello sapere che si può rinascere dopo batoste del genere. Anche a me ha creato molta ansia la parte in cui scrivi come ti senti quando pensi a quanto successo.
    Vorrei tanto stare meglio ma che fatica!!!!
    Un abbraccio

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    1. Ciao Pina.
      Terribile, pensare di non essere nemmeno tu l’obbiettivo principale dell’invidia e della vendetta!
      Onestissima nell’ammettere che tutto è passato, ma la ferita resta. La quale ferita avrà anche lati positivi dal punto di vista della tua crescita personale, ma è giusto dirti ancora ferita, se tale ti senti.

      Io non ho alcuna vergogna a dirmi ancora ferita da mia madre, figurati, alla mia età. E anche da mio padre: il perfetto connubio tra narci e coadiuvante della narci. Ho voluto credere fino a pochissimo tempo fa che almeno mio padre non è marcio, ma ha lasciato fare per cui di recente gli ho detto: hai scelto tua moglie sopra tua figlia. Punto. Quando io non crescevo manco fisicamente, tipo bambini istituzionalizzati in orfanotrofio, quando esprimevo il disagio in mille sintomatologie, tu dove caxxo eri?

      Non farti mai mancare il disgusto: è la miglior prova di esserne fuori intimamente.
      Abbraccio forte.

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