La testimonianza di Lilith: “Cercano il tesoro sotto terra, invece che alzare lo sguardo al cielo”

È difficile stare soli, ma è così che si cresce e si costruiscono indistruttibili fondamenta per far fronte alle difficoltà che la vita ci presenta. Affrontando il dolore, guardandolo in faccia e scavando coraggiosamente sotto le macerie. Ma soprattutto, SE IO DA SOLA CI SO STARE non cadrò tra le braccia del primo Barbablù che mi offre un abbraccio, una mano, un sorriso… e una chiave per la schiavitù. Bisogna non essere AFFAMATI per poter scegliere lucidamente.

La pornografia era il suo tratto prevalente, anche se cercò di nasconderlo, di far sparire i canali sky e l’ipad, causa di prime frequenti discussioni. Credevo fosse l’uomo più passionale che avessi mai incontrato, invece, ora so, il suo era solo erotismo, e la sua fantasiosa intimità, la semplice riproduzione dei flash pornografici di cui era intasata la sua memoria. Anche quando mi diceva “io non sopporterei di vederti con un altro” o cose simili, adesso, sono certa che intendeva l’esatto contrario e che con  quell’affermazione studiava la mia reazione e un mio eventuale grado di trasgressione… Mi è chiaro, ad oggi, che non si sia fatto mancare nulla, in campo di perversione e pornografia. Di quella fantasia, di quel modo di fare sesso, molto giocoso, quasi sempre romantico, ma anche prepotente, o volgare, ne aveva bisogno, perché se i primi mesi gli bastava il mio sguardo innamorato per raggiungere un appagamento, man mano che passava il tempo, aveva bisogno di attingere a fantasie più perverse per poter portare a termine il rapporto. Come immaginare di essere con una prostituta, per esempio. O ricordare i miei trascorsi con altri uomini, mentre ero con lui. Ecco perché, dopo diversi mesi di no contact, ricevetti, da un altro numero di telefono, come augurio di Natale, un video porno. Era stato evidentemente quello, il maggiore nutrimento narcisistico che gli avevo fornito. Divertimento e sesso. Purtroppo ho fatto un errore grave, allora, con questi stupidi telefonini. Ha mie foto, scattate mentre eravamo insieme. E con cui purtroppo continuerà a “divertirsi”. Anche questo ha provocato la mia rabbia. Il fatto di essermi abbandonata fiduciosa, innamorata, credendomi amata e così intimamente complice… e rendermi invece conto di avere dato il mio corpo a un mercenario che l’ha usato come quello di una prostituta. Uno stupro psichicoNei giorni successivi alla scoperta della sua “im-personalità” disturbata mi ritrovai a lavarmi, continuamente, accasciata in doccia, ma l’acqua non portava via il senso di sporco che provavo dentro. Per fortuna, è ora tutto così lontano, e questa dolorosa storia si è rivelata la causa scatenante per dare un colpo di coda e cambiare a 360° la mia vita impantanata ormai da diversi anni in una situazione stagnante senza futuro. 

Ho sicuramente avuto a che fare con un narcisista perverso, molto probabilmente psicopatico, un tipo tirannico e con tratti sadico-paranoici. Gravemente disturbato. Un legno storto. Ma riusciva egregiamente a mascherare, dietro a premure, gesti romantici, presenza, attenzioni e dedizione,  il bolo marcio che gli fermentava dentro. Tuttavia, a volte si rivelava, lasciandomi perplessa a decifrare quelle affermazioni megalomani e diffidenti verso chiunque, invidiose ed astiose, o a interpretare frasi che non avevo mai sentito dire a nessuno, come avessi avuto a che fare con un alieno sulla terra che si sforzava di capire gli umani (li doveva studiare – parole sue – fin da piccolo), o a spiegare concetti a livello etico e morale che non avrei avuto bisogno di chiarire nemmeno a un bambino di 6 anni. Erano questi i segnali che dovevo cogliere. I suggerimenti dell’intuito che venivano però prontamente soffocati sotto quella “calda coperta” creata ad opera d’arte. C’era buio ma caldo, là sotto. E non ero mai sola.

Forse, la cosa che mi ha fatto più male, dopo “l’inizio della fine della storia” (perché il distacco è stato lungo e cadenzato da molti tentativi di chiusura e rispettive ricadute), è stato scoprirmi così incredibilmente fragile. Sono scivolata in una depressione come mai mi era successo prima. Sindrome da post stress. Nonostante lo scontro energico con lui, nonostante non abbia mai abbandonato i miei punti di vista, o ceduto davanti alle sue insalate di parole, e non abbia mai pensato di depositare le armi. Volevo sapere. Volevo capire. Ho usato tutte le mie energie per interpretare, investigare, lottare, urlare e piangere. Mi sono sentita impazzire di fronte alle sue negazioni. Negazioni delle negazioni. Bugie di bugie di bugie. Ho vissuto tutto. Dalla paranoia al delirio, la dipendenza chimica, la sensazione di impazzire, la dissociazione cognitiva, la negligenza della volontà. E dopo la rottura definitiva, il vuoto totale. L’apatia. L’abbandono delle forze necessarie anche solo per alzarmi dal letto. Non riuscivo a riconoscermi. Non sapevo come avrei potuto vivere da quel momento in poi, con quella nuova identità, così fragile! Non mi appartenevo più. Non c’era più la donna che ha sempre  consigliato le amiche grazie a quella forza e solarità, a quell’ottimismo, nonostante la difficile famiglia di origine.

Ho iniziato quella relazione in un modo un po’ prepotente-narcisistico, posso affermarlo, perché a un certo punto, leggendo per “cercare lui” ho riconosciuto alcune parti di me, ma non la perversione, non la menzogna. L’np mi ha sicuramente tirato fuori il peggio e ha amplificato alcuni miei tratti narcisistici. Tra noi è stata da subito una lotta di potere. La mia femminilità-femminismo contro il suo machismo-maschilismo, la mia supponenza-(pseudo)sicurezza contro la sua durezza orgogliosa. Emozioni forti. Montagne russe. Non mi va di “stare sotto” in una relazione con un uomo, di fianco sì, ma sotto no, mi si scatena un’ira furibonda. Per questo sono riuscita a “tenere testa” a questo psicopatico (cioè ad uscirne).  SE HO LA PERCEZIONE CHE MI STAI MENTENDO NON RIUSCIRAI A CONVINCERMI  RACCONTANDOMI IDIOZIE, E TORNERÒ SUL PEZZO, ANCORA E ANCORA, FINO A CHE NON AVRÒ DIMOSTRATO CHE VOLEVI PRENDERMI IN GIRO. Ma smascherare uno psicopatico, è un gioco al massacro. E ne venni via completamente a pezzi e per la prima volta, con la consapevolezza della mia ferita narcisistica, esposta, nuda, sanguinante. Per questo mi sono sentita così fragile.

Quando comincia a manifestarsi lo psicopatico in tutto il suo splendore, dopo l’attenta cura del love bombing, le promesse, e l’idealizzazione di quella storia “d’amore”,  la sorpresa e l’incredulità sono troppo grandi. Tuttavia, non si hanno risposte, non viene data chiarezza, non c’è niente che abbia un senso e sembra di impazzire. E’ a questo punto che si finisce sul web a digitare parole chiave come “bugiardo patologico” o “traditore seriale”… e da lì comincia a farsi strada un’idea, una luce in mezzo a quel limbo buio e folle. Lo studio e i blog come questo sono fondamentali. Per prendere coscienza di ciò che si è vissuto. Chi sono loro, cosa fanno e perché. Con quali dinamiche, quali parole, quali ricatture. Perché ci siamo caduti.

La consapevolezza potrebbe, per assurdo, essere anche la loro ancora di salvezza, ma il problema è che, se il disturbo è grave, non riescono a vedersi per quel che sono. Si guardano allo specchio e si vedono altro. E più fallimenti accumulano più rafforzano la loro maschera difensiva. Ma per noi, la consapevolezza, sarà la luce che ci indicherà la strada.

La rabbia arriva dopo, e punta dentro e fuori. E’ il nostro giudice interno che accusa noi (ingenui-stupidi-come abbiamo fatto!) e accusa loro (falsi-ipocriti-traditori). MA SE SIAMO QUI AD INTERROGARCI, RIFLETTERE, CAPIRE, CURARCI, CHIEDERE AIUTO, È PERCHÉ SIAMO VERI E IN QUANTO TALI POSSIAMO USCIRE DA QUESTA TERRIBILE IMPASSE. A un certo punto la rabbia si stempera e non ci si  sente più vittime oltraggiate da quei demoni perversi.

Il non-detto, il silenzio, dopo quel tipo di relazione, crea un legame psichico forte. La mente torna lì e chiede perché… allora può venire la tentazione di contattarlo per avere spiegazioni, o il desiderio di sentirlo per poterlo anche solo insultare, urlargli in faccia quello che abbiamo scoperto, quello che ci ha fatto. Non serve a nulla, neanche prenderlo a schiaffi, graffi, morsi e calci, perché anche così si nutrirebbe, di quella ribellione, di quell’orgoglio, di quella volontà di alzare la testa. Lo sanno cosa hanno fatto. Sanno che hanno mentito, che hanno tradito, che hanno svilito, preso in giro, perché la loro vita e il loro tempo, per loro, vale più del nostro. Due pesi due misure. A noi tolgono ogni cosa (amici, interessi, famiglia) e loro di nascosto continuano a fare tutto. Pensano che la vita sia troppo breve per lasciare indietro qualcosa, quindi, si organizzano, ingannando, mossi dal loro egoismo sconfinato, subdolamente nascosti nel loro rifugio psichico. Per questo sono bugiardi patologici. Per ingurgitare tutto devono per forza essere scaltri, manipolare, ingannare, vivere più vite parallele, interpretare più personaggi, mettere e togliere maschere, dotati di più telefoni e mazzi di chiavi delle varie conquiste. Perché non possono rinunciare alla compagna fedele, moglie e figli magari, a tutte le donne che incontrano, all’adorazione delle amiche, il sesso con chiunque, prostitute e trasgressioni, al divertimento e alla nostra compagnia…

La rabbia, lega. E ogni volta che cedevo alla perversa tentazione di insultarlo, in realtà gli offrivo l’occasione per riagganciarmi. Inoltre, una volta sfogata la rabbia, la tensione accumulata si placa e diventavo più remissiva, di nuovo manipolabile. Ancora per un po’. Fino alla volta successiva. Dobbiamo essere più forti e quella rabbia elaborarla da soli. Deve diventare un sedimento importante, un cemento con cui fortificare i nostri limiti prevaricati e le nostre fragilità. Costruiamoci un bel recinto, con quella rabbia, mettiamoci dentro tutte le persone belle, apriamo i cancelli della nostra intimità solo dopo una attenta valutazione. Non si tratta di diventare duri e rigidi, questi sono loro, ma più saggi.

Utilizziamola per noi questa rabbia. Trasformiamola: impazziranno nella nostra indifferenza. Raccoglieranno le briciole.

Alla fine della nostra vita faremo i conti con quello che siamo stati. Anche loro. Inevitabilmente.

Il pazzo che ho frequentato io, continua, nonostante tutto il tempo trascorso (oltre due anni dalla ricaduta finale, tre dalla prima e uno di no contact con mio rifiuto totale) a cercare di agganciarmi nonostante non sappia nemmeno più dove abito. Va a casa dai miei. E sa dove lavoro. Ha risentito la mia voce strappando il telefono a mia madre. Ultimamente mi sta cercando insistentemente, molto probabilmente è stato mandato a quel paese dall’ultima di turno, o da quella storica, oppure ha un crollo di noia esistenziale.

Come fanno i narcisisti a mantenere la propria immagine di sé gonfiata pur sapendo perfettamente come vengono percepiti dagli altri?

Quello che ho frequentato io lo sapeva di essere strano, freddo, diverso. Gli sarà stato detto durante i mille litigi, sarà stato denunciato (era spesso dall’avvocato), avrà fatto pessime figure a causa della mancanza di valori etici e di una coscienza morale… A volte lo diceva: “io sono pazzo ad alti livelli”… ma l’interpretazione che ne dava era comunque positiva. E scambiava la sua durezza, rigidità, orgoglio esasperato, e tutte le maschere difensive per qualità di FORZA. Gli sentii più volte dire che “le donne vogliono l’uomo forte (lui), ma poi non lo reggono, non ci sanno stare”.

Invano gli spiegavo che la sua tanto osannata libertà era in realtà, capacità di agire libero dai vincoli etico-morali (“faccio quello che mi pare, quello che voglio, sono libero”); che la sua concezione di monade solitaria era la conseguenza di chi ritiene tutti gli altri troppo inferiori a lui (“non bisogna chiedere consigli, gli altri ti fanno sbagliare”); che la sua forza era durezza; la virilità, immatura; orgoglio e vendetta la sua schiavitù… e che le donne non abbandonano gli uomini forti, ma gli stronzi bugiardi smascherati.

Si nutrono di tutto. Il fatto è che questo trae in inganno. A un certo punto della storia, quando ogni parola, situazione, sguardo, ogni cosa che vedevo diventava occasione per l’interrogatorio di rito, quando non passava un’ora che non ci si impantanasse in un litigio cruento, dove poteva accadere di tutto; quando, se non litigavo lo provocavo affinché si tradisse costringendolo a tenersi in equilibrio su un filo di lana, zigzagando fra le sue mille bugie; quando io stessa non mi sopportavo più, ma tutto era generato dal fatto che VOLEVO SAPERE, che LE COSE NON TORNAVANO, che AVEVO SENTITO ARRIVARE UN MESSAGGIO… di fronte alla sua incredibile tolleranza mi dicevo: “per sopportare questa tortura psicologica, vuol dire che a me ci tiene… Altrimenti, uno se ne va”. Invece no! Un narcisista, di tutto questo stress, si nutre! Sbagliando fra l’altro. Credeva che il mio accanimento, gli urli, i litigi, le indagini fossero  la conseguenza di QUANTO IO TENEVO A LUI. Invece volevo solo salvarmi. LIBERARMI. Cercare una trasparenza, una coerenza, una logica in tutto quel marasma. Per lui, invece, era un onore mandare fuori di testa una “guerriera come te”.

Dissento sul fatto che siano MOLTO INTELLIGENTI. No, io non credo. Diciamo che senza l’interferenza delle emozioni, della paura, della vergogna e dei sensi di colpa, il loro, risulta un mezzo più diretto, quasi un laser che arriva diretto all’obiettivo. Una lama affilata. Ma affinché l’intelligenza possa contribuire a mettere cause per una vita appagante, ha bisogno di profondità, di empatia, di sensibilità, di capacità introspettiva. Se si interagisce solo per mezzo di uno “scanner” per interpretare le reazioni o  le intenzioni degli altri, si è solo, scaltri, allenati. Furbi per sopravvivenza. Per nascondere un deficit, una debolezza, una carenza. Una persona intelligente, sicura ed  equilibrata, non si nasconde, non aggredisce, non teme, non si sente perseguitata e non ha paura di confrontarsi apertamente. Si difende con il dialogo e non con la bugia. Credo si sia scambiato in tutti questi anni la loro abilità di capire al volo chi hanno di fronte con una intelligenza quasi mistica o sovrumana. C’è dietro un lungo studio, invece. “Lui” tra l’altro era così “intelligente” che lo diceva che ci aveva studiato parecchio per “fare cadere le donne”, gli errori che non bisogna fare, soprattutto all’inizio perché poi non li recuperi più. Al volo sapeva dire l’età (già, perché sbagliare anche solo di un anno può mettere a rischio di denunce); spesso lo trovavo a seguire programmi idioti, guarda caso sui tradimenti. Studiava il comportamento, diceva, la psicologia delle persone. Tuttavia, a volte, faceva lo stesso errori grossolani. Non capiva quando fermarsi con un atteggiamento, per esempio. Leggeva bene, magari, con il suo scanner privo di empatia, ma traduceva male.

All’inizio non avevo le forze di girare le spalle definitivamente a una persona con cui ho vissuto, almeno io, tutta quella intimità. Non è nelle mie corde. Era come cancellare un pezzo di me. Andare avanti lasciando indietro il cuore, continuando a respirare con la sola meccanica dei polmoni. Ma il no contact fasullo (lo sentivo telefonicamente) mi faceva sentire bene solo appena lo attuavo (e ad essere onesta era anche il mio, gioco di potere), poi dopo un po’ tornavo in attesa di qualcosa, di un suo modo di raggiungermi. E così non si guarisce. Ci ho messo parecchio tempo (faccio fatica a quantificare, due-tre anni comunque) con tutte le ricadute che ci sono state. Avevo bisogno di tempo, per capire, per studiare, fare autoanalisi e verificare i suoi comportamenti da un punto di vista diverso, da ex, e infine, per dargli ancora delle opportunità. Cercavo un segno di umanità, con quelle chance, credendo alle sue strambe apparizioni. Ma lui, anche da ex era lo stesso: stessi meccanismi, stesse bugie, stesso rapporto losco con il/i telefono/i… Il fatto è che con quei messaggi idioti che non dicono nulla, con il mazzo di fiori o la promessa di un giro in moto come ai “bei” tempi, con la sua presenza sotto casa facendo però finta di nulla, noi crediamo ancora che almeno qualcosa hanno provato. È lì l’illusione. HANNO GIOCATO! HANNO FATTO SESSO! HANNO RIEMPITO IL LORO TEMPO! Una, per loro, vale l’altra, magari con una ci fanno meglio il sesso, con l’altra si divertono di più, o con te si sentono più amati… Bambini annoiati che non sanno più cosa inventarsi. Ma quelle ricatture non sono normali! Una persona sana ti telefona, ti chiede di parlare esplicitamente, cerca di chiarire e si mette in discussione, ammette le sue colpe, ma non dicendo – hai ragione ho fatto tanti errori- senza però saperti dire quali! Alla fine, dopo tanti tentativi sono riuscita a bloccare tutto. Ci sono arrivata a piccoli passi. Con le ginocchia scorticate per tutte le ricadute. Il no contact non deve essere un gioco di potere (anche se un po’ lo è) ma una tutela nostra. Una pulizia. Io non ne potevo più di continuare a sentire tutte quelle bugie. Le menzogne mi mandano su tutte le furie e la rabbia che scatenano continuava a legarmi a lui. La rabbia provocata cerca una risposta, un senso, una logica. Lui non te la dà e lì ti aggancia! Abbiamo bisogno di disintossicarci. Io ci penso ancora, ma è come se la sensazione e il ricordo dello “sballo” sia un po’ attutito dal tempo. Abbiamo fatto un giro col “diavolo”, abbiamo intrecciato le nostre ombre con lui. Assecondato la parte più sporca e perversa dell’essere umano, la mancanza di valori, l’indifferenza verso la sofferenza altrui, l’egoismo contro la dignità delle persone. È per questo che ne usciremo rafforzate, integre. In ogni mito, l’eroe diventa tale dopo una cruenta lotta contro il “drago”. È lo stesso drago che ti mostra i tuoi punti deboli. Quelli che da quel momento in poi dovrai rafforzare o per i quali ti dovrai tutelare. 

E’ un grande sollievo non avere più a che fare con innumerevoli bugie. E’ quello, che fa sentire pazze (anche quello!). Non viene mai data una spiegazione. Sorvolano, quando va bene, altrimenti negano, o inventano a ruota libera spudoratamente. E se contesti incredula, indignata addirittura per l’insulto alla tua intelligenza, modificano al volo la menzogna; se protesti ancora, rincarano la dose, e cambiano nuovamente versione. Quando poi fai notare che è ovvio che hanno mentito, 1. perché quello che dicono non ha senso; 2. perché la risposta è stata adattata di volta in volta alle nostre obiezioni, non fanno una piega. Tempo sprecato (il nostro), ed energie. Praticamente il loro gioco è quello logorante di arrivare alla risposta “giusta” quella che alla fine “sembra placarci” (in realtà la questione termina per esaurimento di energie – le nostre). A volte, in maniera sfottente mi chiedeva: “Cosa vuoi che ti risponda? No, dillo tu, dal momento che se ti dico come stanno le cose, non ti va bene! Psicologa… detective… dillo tu che sei così intelligente, che sai sempre tutto”. Alla fine ti fanno passare per imbecille, prepotente e pazza! Ti negano il diritto di scegliere modificando la realtà continuamente, a loro piacimento. Sono capaci di farti parlare per ore di un argomento, dove tu ci metti il tuo tempo, la tua intelligenza, la tua intuizione, il buon senso, i tuoi consigli… per poi scoprire, anche a distanza di tempo,  che hai parlato del nulla! Perché l’argomento era inventato o relativo a una realtà parziale o sfalsata. La menzogna è veramente una cosa terribile. Un sollievo non avere più a che fare con questa roba. Io mi trasformavo. Un mostro.  Lui un giorno mi disse: “Quella volta, sembravi proprio indiavolata! Mi ha spaventato come puoi diventare”. Ma io, anche quella volta avevo ragione. Un giorno gli dissi, in lacrime, tremante, sull’orlo della follia e della crisi isterica, con in mano le prove per cui da oltre due anni litigavamo: “Ma come facevi a continuare a negare quando vedevi quanto soffrivo, quanto piangevo, quanto stavo impazzendo…”. Nessuna risposta se non una espressione da demente. Anzi, mi trovava così bella quando ero così priva di forze per continuare a discutere! 

Quando cominciai a capire che mi mentiva, così facilmente, stentavo a crederci.  Non ne capivo il motivo. E come da copione, alcune delle prime frasi  che mi disse furono: “io non so mentire”; “io sono sempre stato fedele”. Ricordo un episodio, verso la fine, che mi sconcertò ulteriormente. Avevo ormai “tutte” le prove in mano, consapevole di non voler/poter più restare, ma incapace ancora di allontanarmi definitivamente. Un giorno, mi comprò un libro di favole, per coccolarmi e consolarmi dal momento che, disse “ero così ferita”. Allora mi abbandonavo sul letto, priva di forze, ormai esausta, avvilita, afflitta. Lui sedeva accanto a me, paziente, si metteva gli occhiali, e cominciava a leggere. Mi sembrava tuttavia così tenero… io la sua “bambina”. Eppure, sadico, la favola che preferiva era PINOCCHIO.

Io non mollo. Ho ricostruito me stessa. Rimesso insieme i cocci. Sono più forte. Cioè, ora sono forte sul serio, e, diciamo, emotivamente più matura. Sto costruendo la mia vita, e affrontando cose che non avrei mai creduto di averne la capacità, per poter essere finalmente autonoma, solida, e quindi meno facilmente manipolabile. Ho ritrovato la fiducia negli uomini, ho perfino un compagno da molti mesi. All’inizio mi sembrava fossero tutti maiali, o narcisisti, in realtà proiettavo. E tutto mi annoiava, giù dalla prospettiva vertiginosa delle montagne russe da cui ero scesa. Ora mi sto godendo questa storia di normalità, di affetto pacato ma sincero, di premura vera, in questa relazione che va avanti lenta, senza fretta, ma senza sotterfugi. Mi sto godendo il senso di pace che genera dalla trasparenza, dalla mancanza di gelosia. Non devo più pensare “cosa voleva dire, perché ha detto, perché ha fatto, cosa starà facendo, è online, è attivo su fb, con chi è, ha un altro tel., ne ha due, tre-quattro, un’altra scheda, a chi telefonavi?, dove eri? E perché ci hai messo così tanto allora? Ma dormi da lei?” Nooooooo. Vi pregoooo. Pace. Pace. Pace.

Il mio orgoglio si placa quando la mente in un lampo di luce vede il povero diavolo che è, sempre in fuga da se stesso, che cerca l’amore dove non c’è, dando quello che non ha. Schiavo e ignorante, di sé e della vita. Che fin da piccino non ci ha capito nulla e ha imboccato una strada senza uscita. E ogni passo che ha fatto su quella strada lo ha portato sempre più lontano da se stesso e dal vivere in armonia con gli altri. Non è così difficile assaporare la serenità delle piccole cose che la vita offre. Basta seguirne il ritmo. Aprire, dare, condividere. Loro che fanno? Chiudono. Prendono. Pretendono. Nascondono. Controllano. Trattengono. Non c’è amore con questi presupposti. Non c’è amicizia. Non c’è appagamento sessuale. Stringono i pugni invece di offrire le mani. Chiudono le braccia al petto invece di allargarle. CERCANO IL TESORO SOTTO TERRA, FRA I VERMI, I DETRITI, LE MARCESCENZE INVECE DI ALZARE LO SGUARDO AL CIELO.

Annunci

32 pensieri su “La testimonianza di Lilith: “Cercano il tesoro sotto terra, invece che alzare lo sguardo al cielo”

  1. Carissima Lilith, ricordo alcuni tuoi commenti di alcuni mesi fa…sono contenta di sapere che ora la tua vita è su un binario sano, che hai ripreso a vivere a fidarti.
    E’ la cosa più difficile dopo certi rapporti così malati, ma vedere che può essere così infonde speranza.
    Sono tanti i pezzi della tua testimonianza che riconosco, soprattutto quando dici che sei contenta di non dover più subire le menzogne e l’ansia di non potersi fidare, la consapevolezza che il narcisista inganna ma non riuscire a farne a meno e soffrire e condannarsi a vivere nella paura di essere lasciata da un giorno all’altro.
    Ecco, io ad un certo punto, con il primo narcisista ho capito che non ce la facevo più a vivere in qual modo. Questa consapevolezza, mi ha salvata e mi ha impedito di proseguire nel gioco al massacro. Perchè è questo che poi diventano questi rapporti: giochi al massacro. Lo stesso no contact come dici tu diventa a volte una forma di manipolazione più o meno consapevole della vittima …non il modo di tutelare sè stesse dagli attacchi di np, come dovrebbe essere, ma una “punizione” al narcisista. Indubbiamente una porta chiusa li mette all’angolo, almeno per un pò, ma purtroppo se non è accompagnata dalla più che ferrea volontà di chiudere del tutto, andrà solo ad alimentare il loro desiderio di “fartela pagare” al prossimo ripescaggio.
    Purtroppo sono dinamiche difficilissime da superare mentre si è in gioco con loro. Quindi bravissima per aver saputo dire “basta”, anche se costo di grande dolore.
    Voglio darvi un aggiornamento.
    Dopo il nostro ultimo incontro ho avuto oggi uno scambio con il secondo narcisista… mi ha confessato di essere in difficoltà nel gestire le cose e io gli ho detto che in effetti non ha senso vedersi senza un minimo di tranquillità e sempre a rischio di grossi casini per lui… che tra i due quello che rischia di più è sicuramente lui, e l’ho invitato a riflettere sul fatto che questa cosa tra noi và troppo al di là del nostro controllo e rischia di ferire a morte chi non lo merita (mi riferisco alla sua convivente).
    Ecco, mi rendo conto che nella vita si può anche avere un’attrazione fortissima e insensata verso qualcuno che non è libero e per di più narcisista fino al midollo, siamo umani, ma se per qualche attimo di adrenalina ne va di mezzo la serenità anche mentale, io mi tiro indietro.
    Non voglio passare per la buona samaritana di turno, sia chiaro, a me della donna importa relativamente, piuttosto mi importa come mi sento io e in una situazione così non mi sento bene.
    Si, ci saranno pure le povere stronze che si illudono di prenderseli. Ma appunto, si tratta di pie illusioni. Anche se accedesse che lasciano l’altra per te, vuol solo dire che la prossima ad avere le corna sarai tu.
    Non so se questa sua confessione sia uno “scarto” mascherato da suoi problemi, probabilmente lo è ma va bene così. Gli ho detto onestamente ciò che penso. Per me non è un dramma se le cose si chiudono qui, volevo solo arrivarci senza disfarmi e umiliarmi..credo (spero) di esserci riuscita. Non mi importa se e come si rifarà vivo. Molto probabilmente si rifarà vivo più avanti, anche solo per uno di quei cucù che ti fanno per sapere se li pensi ancora. Ma spero per allora di aver fatto molta altra strada, di modo che quel cucù non avrà un gran peso.
    Purtroppo non sempre è possibile chiudere in modo dignitoso. Quando l’investimento è grande si fa una fatica bestiale ad accettare di aver avuto a che fare con una persona che ha sempre mentito, che non è mai stata fedele e che ha prosciugato i tuoi sogni e le tue migliori energie, (per non parlare di conti correnti, come già è stato raccontato)…
    Ma al di là di tutto, l’importante trovare la forza di tirarsi fuori dalle manipolazioni, staccare la “pompa della benzina”, non stare più nel gioco.
    Loro giocheranno altrove, sicuramente, ma almeno non più nella nostra vita.
    Abbracci a tutti

    Mi piace

    1. Grazie Mira…l’applauso lo giro a chi mi ha sempre dato la forza di non arrendermi e a perseguire sempre la verità la coerenza con sè stessi e la libertà…un abbraccio ***

      Piace a 1 persona

    2. “Puoi dire quello che vuoi, non sarò perfetto ma almeno IO non ti ho mai tradito”.
      Mi aggrappavo a quello, pensate a come si è messi nella fase “belle addormentate”.

      Complimenti Lilith per le minuziose descrizioni di stati d’animo che ci accomunano tutti, qui. Io di sicuro mi ci ritrovo in toto. Grazie.

      Mi piace

  2. Cara Lilith,
    complimenti per il tuo percorso di consapevolezza.
    Mi ha toccato molto un punto, anche se aimè mi ritrovo in tutto, ed è
    quando dici che godono nel vedere come i loro maltrattamenti consumano il nostro corpo.
    Non ci avevo mai pensato ma ora,grazie alla tua testimonianza, ho potuto aggiungere l’ennesimo tassello.
    Avevo perso molto peso, ed ero già esile di mio. Non ero un bel vedere ma lui diceva: “stai meglio così bella magrina, prima avevi dei kg in eccesso!”
    Quanta cattiveria.
    Un abbraccio

    Mi piace

  3. Ho bisogno del vostro aiuto.
    ho letto la testimonianza di Lilith, come ho già scritto in qualche post precedente in ogni testimonianza rileggo un pezzo della mia vita, ora sono arrivata al dunque, visto che viviamo insieme da 10 anni, forse sono riuscita, subendo tante parole brutte, tante minacce e tanti ricatti psicologici a fare in modo che cominci a prepararsi le sue cose per decollare verso una nuova “povera vittima” che dovrà sorbirsi tutto quanto ex novo, però non so perchè, oggi specialmente, sapendo che domani va via (ha comprato un biglietto di sola andata) mi sento tanto strana, sembra che la mia mente mi dica che sono io la cattiva e che stò facendo andar via un uomo che ha bisogno di aiuto, io ho cercato questo momento con tutte le mie forze, perchè il mio cervello mi stà mandando questi messaggi? E’ normale? Possibile che la tossicità di questa relazione mi abbia divorato anche la parte buona di me che mi era sembrato mi fosse rimasta?
    Ho trovato il coraggio di togliere la visualizzazione degli accessi su what’app (non ridete, a me sembra di aver fatto una cosa impensabile) e ogni tanto mi viene ancora da andare a guardare se lui ha avuto qualche accesso sul telefono. Lo so che non devo farlo ma forse ci vuole un po’ di tempo….
    Se potete ditemi qualcosa perchè mi sento veramente uno straccio….
    Grazie mille.

    Mi piace

    1. Cara Adriana, oltre la dissonanza cognitiva, 10 anni sono 10 anni. Lui ha bisogno del tuo aiuto proprio ora? Ne sei sicura? Cosa hai fatto tu in questi 10 anni OLTRE AD AIUTARLO ad essere più responsabile, più affettuoso, più gentile, più sincero, più onesto, più leale, più… UOMO? Non credi di aver aiutato abbastanza una persona che ha dimostrato di non aver bisogno del tuo aiuto, ma di ‘altri aiuti’ per tirarsi su, come per esempio maltrattarti psicologicamente per sentirsi bene con se stessa? Ciò che ci fa stare male nel momento dell’addio definitivo è la percezione del tempo che abbiamo sprecato cercando di salvare un progetto fallito. E’ il fallimento di quel progetto la ragione della nostra sofferenza, non il fatto che la persona (che ben conosciamo nella sua cattiveria) sta andando a parassitare un’altra. Sappi che è normalissimo. La tua parte buona è sempre lì ed è quella che ti conduce fin qui, per porgerti domande ESSENZIALI per la tua liberazione. Per favore, non fargli vedere il quanto sei affranta della sua partenza perché lui potrebbe interpretare le tue emozioni come: “Lei si è pentita, ora vedrà come la farò soffrire ancor di più anche a distanza!”. Dopo che se ne sarà andato puoi piangere tutte le tue lacrime, ma mai e poi mai davanti a un narcisista abituato a nutrirsi del tuo dolore. E non pensare che lui smetterà di tormentarti ora con il silenzio ora con le apparizioni improvvise, i cambiamenti di stato e foto su what’sApp e chi più ne ha più ne metta. Proteggiti al massimo perché la fase è molto delicata. Abbraccio grande!

      Mi piace

    2. Cara Adriana, mi piacerebbe essere in grado di scriverti le parole magiche che riescano a farti stare meglio immediatamente.
      Invece posso solo dirti che quello che provi è normale, un perverso ma normalissimo meccanismo di dipendenza che si è instaurato e che non ti consente di vedere chiaramente.
      Stai facendo la cosa giusta, stanne certa, l’istinto non mente, tieni sempre presente i momenti brutti e pensa che, se glielo consenti, ritorneranno aggravati.
      Se posso darti un consiglio, se non l’hai già fatto, leggi gli articoli di questo blog relativi a dissonanza cognitiva e dipendenza affettiva che questi mostri sono in grado di instaurare.
      Cerca di essere forte, passerà anche se sarà dura, sappi che solo per essere stata scelta hai risorse non comuni.
      Un abbraccio fortissimo.
      B.

      Mi piace

    3. Cara Adriana, le persone empatiche SOFFRONO sempre moltissimo per un addio, anche se razionalmente si comprende che è l’unica cosa possibile per non soccombere, quindi non sentirti sbagliata nè tantomeno in colpa.
      Lo sbagliato qui è lui che non ha saputo comprendere chi aveva accanto…sono convinta che hai fatto del tuo meglio per il vostro rapporto e non devi pensare nemmeno per un secondo che sei tu la “cattiva” della situazione. Fai la cosa giusta a lasciarlo andare, come dicevo oggi, chi pensa di “strappare” il narcisista ad un’altra donna sbaglia…e si ritroverà a leccarsi le ferite prima o dopo.
      Ora è arrivato il momento di pensare a Te, al tuo benessere, a cosa vuoi per te stessa della vita. So che quello che sto per dire ti sembrerà privo di senso ma il momento in cui lui varcherà la soglia di casa sarà la tua più grande fortuna.
      Ora vedi solo cocci e macerie, ma da queste macerie nascerà una Adriana ancora più forte e più vera.
      Vorrei dirti che lui cambierà ma non lo farà, di sicuro preparati al fatto che possa tornare a controllare come vanno le cose nella tua vita dopo un pò che non vi sentite.
      Ora c’e’ quella nuova ma anche quella nuova prima o poi, come chiunque, lo deluderà perchè a loro nulla mai basta.
      Qui nessuno ti darà della stupida, della debole o che altro e potrai sempre avere un sostegno.
      Un abbraccio

      Mi piace

  4. Grazie Lilith per aver condiviso con noi la tua storia e sono felice per la tua nuova vita. Ricordo di una volta mentre seduti davanti a un caffè mi chiese :ma perché certe donne fanno certe cose con certi uomini?… Io risposi:perché quelle stesse donne che tu giudichi poco di buono definendole “certe”, vanno a letto con quei certi uomini che tu definisci “fighi” molto probabilmente sono innamorate, cercano di farli innamorare di loro e di salvarli… Inconsapevolmente o no questo non lo so… Li mi bloccai sinceramente e pensai”ma perché un uomo maturo di mezza età mi fa una domanda del genere? Ma che sei scemo?… Ecco, stava studiando… Doveva sapere probabilmente e comportarsi (non oso pensare)…. chissà come e con chissà chi.
    Adriana è normale ora che tu ti senta così, dissonanza cognitiva e proiezione, mi raccomando difesa alta perché ho il dubbio che aumenterà i livelli questo. Non essere sola, questo è importante. Auguri per la tua nuova vita e ricorda che non sei tu quella cattiva, è lui che vuole fartelo credere.
    Un abbraccio a tutti.

    Piace a 1 persona

  5. Cara Lilith bellissima testimonianza molto approfondita e condivisa su tanti aspetti tranne la parte sessuale perché a me lo faceva sudare…come si sul dire…
    Io venivo manipolata anche su quello ma fa niente perché quella è stata in assoluto la cosa che col No Contact è passata!!
    In assoluto nella mia fase di recupero ora la parte dell’illusione è la più difficile da affrontare ma piano piano ci si arriva perché è la cosa più difficile da accettare per me avendo vissuto anni e anni in qsto stato di falsità. Cara Adriana se va via inizia a festeggiare perché il periodo del distacco è durissimo è dolorosissimo. I tuoi pensieri sono normalissimi piano piano il cervello li smonta uno per uno perché appena andrà via rivivrai l’abuso con la buona notizia che ti renderai conto che l’ultimo giorno sarà relativo alla sua partenza e poi lentamente analizzerai il passato con lucidità e la giusta ansia che ti aiuteranno a capire che hai fatto bene!!!
    Si resta un bel po’ svuotati perché il cervello funziona molto male. Si è abituato alla bruttezza alla tristezza alla disperazione e senza quegli input ci si sente persi inizialmente ma poi si capisce che non si può vivere in ql modo disgustoso e ci si attiva per cambiare.
    È un lavoraccio io sono all’inizio ma l’unica cosa che posso dirti è di riempire la tua giornata e circondarti di persone vere e di affetto, anche quando non ne hai voglia. E soprattutto metti qualcosa di tuo e totalmente nuovo nella tua vita.
    Almeno da ossigenare un po’ il cervello ogni volta che puoi. Un abbraccio siamo qui tutti insieme per andare avanti.

    Piace a 1 persona

  6. Cara Lilith, vero che le nostre testimonianze si somigliano ma nella tua mi ci sono riconosciuta particolarmente.
    Condivido che il no contact non dev’essere  un gioco di potere ma una nostra tutela, non si può più sopportare tutta quella falsità, le menzogne. Come ho già detto, la tolleranza si esaurisce ed anche io mi dico che ci ho messo troppo tempo, troppi ritorni,  già…vuoi riguardarlo negli occhi nella speranza di vedere un po’ di umanità ma non accadrà mai, non si avranno mai risposte, mai chiarezza, ti ritrovi sempre nello stesso fango.
    Non credo che non voler stare sotto in una relazione, ma di fianco sia narcisismo, ma piuttosto  ricerca di equilibrio, rispetto, riescono davvero a tirar fuori il peggio di noi,  penso che chi non si ribella a questa condizione siano coloro che poi rimangono impantanati per sempre.
    Ed è vero che la solitudine, saper stare soli, attraversare questo stato, viverlo, serve per ricostruirsi. Dalle proprie macerie puoi ritrovare te stessa come non ti sei mai vista prima, è quello che sto facendo.
    No, non  mi arrendo, anche quando mi sono sentita veramente persa, in realtà, non ho mai mollato,  ed ora rivelo, con molta cautela, che, come te,  ho una nuova frequentazione da un paio di mesi.
    E anche la mia storia è nata lentamente, e  procede lentamente, pacata, una situazione che fatico in po’  a gestire in quanto “troppo normale”, una situazione a cui non ero più abituata, e, come dici tu, mi appariva noiosa, ma sto imparando a godermi  le sue attenzioni senza eccessi, senza effetti speciali, senza salti nel vuoto e le vertiginose risalite, mi godo la pace che mi trasmette quando stiamo assieme, la tranquillità, senza ansie, la sua premura nel rassicurarmi, la certezza che è lì per me e non solo per se stesso.
    Non so se si concretizzerà in una relazione più strutturata,  ma riscoprire, attraverso lui,  la fiducia  nell’essere umano, è come rivedere la luce dopo anni di cecità.
    Lilith, riuscire a girare le spalle a simili esperienze è la prova della nostra immensa forza e amore per noi stesse di cui abbiamo dubitato di possedere.

    Mi piace

  7. Una lucidità encomiabile e una capacità di narrare i fatti nella loro brutalità che fa quasi male. Purtroppo credo che non cerchino alcun tesoro. Sono più ladri di caramelle.

    Piace a 1 persona

  8. Vi ringrazio con tanto cuore, leggo e rileggo con avidità tutto quello che mi avete scritto, stò aggiungendo tanti tasselli a tutto quello che mi è successo. Andrò anche a leggere il blog sulla dissonanza cognitiva, sono coscente che devo essere molto preparata sull’argomento e devo essere anche molto forte per non farmi riagganciare.
    Spero di riuscire, anzi invece di dire spero, dico che ce la farò!!!
    Grazie a tutte.

    Piace a 1 persona

  9. Lilith cara,
    le tue parole sono le mie.
    Da quello che è successo a come ti sentivi e ti senti, dal no contact fasullo a quello vero, liberatorio e salvifico.
    Sono tornata alla vita, migliore e piena di positività, persone care e prospettive.
    Abbraccio te e tutti, rinnovando ancora il messaggio che per quanto può sembrarci inverosimile o illusorio, uscirne si può.

    Piace a 1 persona

    1. Device 😍😍😍
      Quanto tempo!! Bello sentirti così
      Vedo che stai sempre bene sono contenta davvero
      Un abbraccio grande

      Cara Adriana purtroppo è così ti lasciano per terra e ti passano sopra senza nemmeno voltarsi, poi fanno passare il giusto tempo della loro clessidra temporale e appena la follia gli dice che ti sei un po’ ripresa tornano ….come se nulla fosse successo!
      Ecco la malattia mentale anche perché nel frattempo tutto tace lato loro…ovviamente
      Questo è, questi sono loro
      Noi siamo qui chi imprigionato chi a metà strada e chi fuori per fortuna perché è grazie a chi ne è uscito che troviamo la consapevolezza che se ne esce
      Le fasi sono praticamente identiche per tutti da quanto ho potuto constatare io in sti anni di lotta mentale solo per arrivare a un No Contact! Bisogna spurgare tutto quel male e quel dolore prima di avere un po’ di lucidità
      Sei tra noi siamo sulla stessa arca! 😊
      Un abbraccio

      Piace a 1 persona

  10. Quello che più mi fa star male e che non riesco proprio a spiegarmi è il non potergli dire come lui mi ha ridotta, non capisco perchè e come faccia ad essere così vuoto, così privo di ogni sentimento, non capisco come di possa “svuotare” una persona e uscirne fiero. A volte me lo trovo seduto a capo tavola con lo sguardo di un vincitore che stà aspettando di vedere cadere il suo rivale.
    Non posso dirgli come mi sento perchè lui immediatamente lo ribalta sulla sua persona, e mi spiazza.
    Ma queste persone sono peggio di un criminale che usa un arma fisica per finire il proprio avversario. E questo fatto di dover subire e nel frattempo essere vigili e attenti per rispondere alla mossa successiva, ti fa più male che ricevere un pugno in faccia.
    Ti lasciano a bordo campo esanime e hanno il coraggio di dirti che sei tu la persona malvagia che stai tramando contro di loro.
    E’ pazzesco.

    Mi piace

  11. Adriana purtroppo ti capisco alla perfezione.
    Non solo ti massacrano, poi stanno pure li a guardare.
    Ti posso dire che quando mi disperavo e toccavo dei livelli di autentica
    follia, lui mi guardava come si guarda un verme che striscia sul pavimento.
    Sono certa che nella sua testa pensasse “guarda che donna patetica, si è ridotta così per me, non ha un minimo di decenza”
    Una volta in bagno ebbi un capogiro fortissimo e mi accasciai sul pavimento. Ricordo che lui era nella stanza a fianco, sdraiato sul letto con il telefono in mano e alla mia richiesta di aiuto rispose: “stai facendo le tue solite scenate patetiche. E’ iniziato il Bea-show”
    Non so come si possa raggiungere livelli simili di cattiveria.
    Non lo so e l’unica spiegazione che riesco a darmi è che non sia normale. Non è umano uno che ti guarda mentre hai un malore e ti insulta pure.
    So che vorresti dirgli come ti senti Adriana. Vorresti che fosse tutto un brutto incubo e lui potesse sanare il dolore. Ma non è così e prima lo capirai prima potrai iniziare a lasciare andare e a guarire.
    Non c’è giustificazione per il male che ti ha fatto, ne nulla che possa dire adesso per farsi perdonare.
    Di fatto lui è vivo e vegeto, tranquillo e in salute. Tu sei qui disperata insieme a noi che abbiamo vissuto lo stesso calvario.
    Se hai qualcosa che vorresti dire dillo a noi, non a lui. Trattieniti perchè ti faresti solo umiliare di più. Gli ho mandato mille messaggi in questi anni e altrettante volte abbiamo parlato. Non è servito a niente. Aumentava solo il suo potere su di me perchè capiva di avere il mio cervello nella morsa della sua mano.
    Un abbraccio grande

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Bea per la tua risposta e grazie a tutte per l’appoggio.
      Effettivamente mi ricordo che una volta mentre facevo il bano, sono scivolata nella vasca e mi sono fatta male ad una costola, quando gliel’ho detto, mi ha guardata e mi ha risposto che probabilmente mi ero fatta male in qualche altra vasca da bagno, perchè altrimenti lo avrei chiamato per farmi soccorrere……
      Io in quel periodo non avevo ancora conoscenza del problema e sono rimasta allibita per la risposta ricevuta, non potevo pensare che una persona di fronte al male della persona amata potesse solo immaginare una cosa simile.
      Devo assolutamente cancellare tutti questi brutti ricordi, chissà quanto tempo ci vorrà… spero di farcela.
      Grazie.

      Mi piace

      1. Cara Adriana ci vuole tempo per superare certi traumi…ma piano piano si riesce.
        Se non hai la possibilità di farti seguire da uno psicologo qui di sicuro trovi chi ti sostiene …nessuno può capire meglio queste cose di chi come noi ci è passato.
        Loro non hanno riguardo per i problemi di salute altrui, fingono di interessarsi come stai solo se hanno un tornaconto. Non hanno rispetto nemmeno dei lutti gravi, penso che non siano toccati in modo significativo nemmeno da quelli personali.
        Sono persone con le emozioni congelate, vivono così perchè è il loro unico modo di interfacciarsi al mondo. Tanti articoli qui spiegano bene i motivi di questo “congelamento”. Ovviamente il fatto che siano malati (perchè il narcisismo E’ una malattia complessa, non un tratto qualunque della personalità) non giustifica le cattiverie nè tantomeno ci obbliga a restare con loro per “aiutarli”, per quanto sia un desiderio sentito da chiunque li abbia amati…purtroppo con loro l’amore , la pazienza, la dedizione e l’impegno non sono sufficienti a farli desistere dalle loro dinamiche.
        Per questo è importante staccarsi da loro, per quanto sia molto difficile e doloroso.
        Aggiungo anche che nessuna persona al mondo può colmare ogni nostro bisogno, nemmeno una persona “normale” può farlo, a maggior ragione un narcisista psicopatico. Dobbiamo essere noi le prime fonti di amore e rispetto per noi stesse, e questo ci obbliga a preservarci da certe situazioni così svalutanti. Nessun amore, per quanto grande, merita tali trattamenti.
        Un grosso abbraccio

        Mi piace

  12. Grazie a tutti voi. E grazie a claudileia per avere legato le mie testimonianze sul blog in questa unica esperienza. Ho scritto così tanto in questi due anni, mi sono sviscerata così in profondità che non trovavo la forza di ricominciare daccapo, anche se me ne dispiacevo, per questo ultimo sforzo condiviso. Ho solo una “brutta” notizia. Il compagno sincero educato pacato gentile premuroso disponibile attento …. trasparente…. controllato…. Un po’ trooooppo rigido in effetti… e troppo razionale …e ipocondriaco… è sparito d’un botto, come si fosse fulminato improvvisamente… mah… ormai non lo vedo/sento più da tre mesi. D’un colpo in crisi nel momento della mia più grande realizzazione, quasi a volermi rovinare la festa. Nessuna spiegazione sensata. Anzi, nessuna spiegazione. Incapace di plasmarsi, di miscelarsi, di reggere la benché minima tensione. L’amore o è perfetto (idealizzato) o non è (probabilmente). Nessun segnale prima della crisi durata un attimo. Punto fine. Sto male. Non provo nulla. Ci ho provato. (Provato per un anno?). Ha detto. Poi è scomparso nel suo buco nero inghiottito insieme a tutti gli interrogativi in sospeso lasciatimi in dono. Nessuna coerenza tra fatti gesti dedizioni ed epilogo. L’ho riconosciuto nel carattere descritto da enrico maria secci in “amori supernova” dopo una lunga e sofferta elaborazione. Devo essere sincera, qualcosa di anomalo avevo intuito, ma avevo bisogno, dopo quella scossa a 220 volt dell’np che mi aveva carbonizzata, di quel senso di pace, di quell’accoglienza nel suo gruppo di amici e coppie, di quel sentirmi normale in una storia normale. ll supernova è un depresso latente, ha una affettività inibita, e spesso può avere tratti covert. Bene ragazze, questo mi ha fregato per bene perché avendo vissuto tutto quello che avete letto qua sopra, lui risultava essere esattamente il contrario. Quindi pensavo… se np era tale, lui è giusto. Mi dà pace. Sto tranquilla. Tuttavia noioso, ipocondriaco, frenato, sessualmente poco attivo, con un bisogno esagerato di essere ammirato da tutti, un serafico che tradiva un rancore e una insoddisfazione che non erano coerenti con l’immagine che voleva dare di sé. Sempre stanco, e con un sacco di somatizzazioni tutte quelle possibili immaginabili, che tradivano quel suo formale apparente equilibrio. Sicuramente una gran fatica tenere sotto controllo quella sua maschera da bravo educato gentile attento comprensivo premuroso mai incazzoso…. a sera ci arrivava stanco morto. Ok. Ho fatto un altro passo avanti verso una maggiore consapevolezza. Ho un altro pezzo di umanità da aggiungere alla lista nera, altri segnali a cui fare attenzione. Ohi, piano piano ce la faremo. Io partivo da una base molto ingenua, molto fiduciosa, questi ultimi anni mi hanno segnato brutalmente, … aprire gli occhi è doloroso. Ma necessario. Sto bene comunque. Dopo un’altra dose di pianti ho rafforzato ancora di più la mia capacità di stare sulle mie gambe, e di stare da sola. Ho allacciato nuove amicizie e lasciato indietro una da cui ero stata anche in quel caso manipolata. Ragazzi che fatica…Un abbraccio. E avanti. Sempre.

    Piace a 1 persona

    1. Carissima Lilith, mi dispiace per l’epilogo inaspettato della tua nuova storia. Le persone con le caratteristiche che hai menzionato molto spesso non reggono l’energia di un partner che ama la vita e terminano per scappare a causa della paura di dover abbandonare i loro vecchi schemi. I tuoi commenti sul blog sono stati veramente un raggio di sole per molti di noi, perciò l’idea che mi sono fatta rileggendolo e ora al corrente di questo epilogo è che nonostante la sofferenza che quest’ultimo ti ha inflitta, tu non hai avuto la tentazione di tornare sui tuoi passi. Come ben sappiamo certi calci nel sedere ci costringono ad andare avanti per forza. Sì, c’è da fare tesoro di questa nuova esperienza per mai e poi mai voltarti indietro. Ti abbraccio fortemente. Buona notte, cara!

      Mi piace

    2. Cara Lilith, mi unisco all’abbraccio di Claudileia. Pensa che proprio l’altra sera mi sono imbattuta sulla recensione di questo libro del prof. Secci e mi sono detta “caspita, lo devo prendere”.
      Ecco, anche io sono abbastanza terrorizzata ad oggi all’idea di incontrare qualcuno come la persona che desrivi perché dopo tanta fatica per liberarsi dalle spire di un narcisista, non dico che si debba per forza trovare l’amore della vita e tutti felici e contenti ma quantomeno una persona normale con cui avere un rapporto normale. Rapporto che può anche finire, sia ben inteso, ma non in questo modo, ovvero con la sparizione repentina senza motivazioni plausibili.
      Due persone civili si danno delle spiegazioni sul non riuscire a proseguire. Ci stanno male, ma si danno anche il tempo di elaborare la chiusura. Hanno delicatezza e rispetto reciproco.
      Da come lo descrivi purtroppo sembra che tu abbia avuto a che fare proprio con il classico narcisista covert. I covert sono i più pericolosi di tutti proprio perché non mostrano da subito i tratti evidenti tratti della patoloogia e spesso riescono a farti abbassare le difese con abilità andando proprio a darti ciò di cui hai bisogno in quel momento. E di cosa ha bisogno una persona dopo una relazione tossica? Proprio di quello che hai detto tu….normalità, uscite con amici, quotidianità.
      Per cui ti dici: se si comporta così diversamente da quello di prima non può essere anche lui uno della specie.
      Purtroppo la cattiva notizia è che questi soggetti non sono distinguibili subito.
      Avevi dei segnali ambigui, ma potevano essere scambiati tranquillamente per tratti di personalità non certo patologica.
      Che rabbia guarda. Tanto lavoro di scavo in sé stessi per capire e poi te ne ritrovi un altro che ti frega di brutto.
      Cosa dire Lilith, siamo e restiamo comunque delle combattenti nella vita. Ci è dato questo fardello forse perché possiamo aiutare gli altri.
      Quando guardo coppie in apparenza felici mi chiedo perché ci sono donne che pur non facendo nulla di eccezionale hanno accanto compagni, mentre gente come noi, con tante qualità positive, con voglia di migliorarsi e vivere rapporti finalmente sani, si ritrova ad avere a che fare con tizi del genere..
      Comunque, di un tipo che si mostra rigido, malaticcio e pure poco passionale si può anche farne a meno quindi meglio che se ne sia andato a parassitare altrove. Davvero.
      Hai fatto comunuqe bene a darti una chance cara Lilith.
      Io ad oggi quella chance non oso nemmeno pensare che possa esistere.. ormai la fiducia in chiunque è andata a farsi benedire del tutto, e temo per sempre.
      Ti abbraccio forte

      Mi piace

  13. Ciao Lilith, la tua storia mi colpisce molto, mi ha sempre colpita, perché l’ho sempre sentita tanto simile alla mia, ti ho avvertito subito come sorella.
    Anche io, come te, mi sono buttata in una sfida avendo larga consapevolezza di chi avevo di fronte. Anche io non sto zitta se vuoi prendermi in giro, se menti, se vuoi solo colpirmi. Anche a me lui ha tirato fuori tutti i tratti narcisistici, il peggio del peggio, in virtù dei quali sono riuscita spesso a rendere pan per focaccia (sul momento), in una sfida che però ha esaurito solo me. Anche io ero percepita da np come una “guerriera” che contrattacca e, proprio per questo, il suo interesse si acutizzava, il suo gusto di annullarmi era anche maggiore. Anche io gli ho sbattuto in faccia chiaro chiaro il suo narcisismo, puntigliosamente, botta su botta, fatto su fatto, volta su volta, senza mai perdere la barra nelle discussioni (anche perché è un aspetto della mia professione), senza lasciarmi confondere dalla sua logica dialettica malata, ritornando sempre sul punto in questione, contestando le sue generalizzazioni e i suoi spostamenti di significato, contrastando le sue tecniche manipolative, costringendolo a difendersi, ad arretrare, a contrattaccare, a terminare le discussioni per esaurimento (con enorme energia profusa da parte mia, e ovviamente senza risolvere nulla): anche io mi sono sentita dire “eh, allora dillo tu che sei tanto intelligente!”, “visto che sei una scienziata, datti le risposte da sola!”, “sei presuntuosa, pensi di essere sempre superiore a tutti!”. Anche per me, sempre grandi picchi in su in materia di sesso (purtroppo lo ricordo come uno dei miei migliori amanti, nonostante avesse pure qualche problemino diciamo tecnico, che però riuscivamo a far rientrare nel gioco, e anzi tendeva a risolversi…). Quello che mi sono risparmiata, rispetto a te, è stato il trasformarmi in un detective, non l’ho mai controllato, non gli ho mai dato la soddisfazione di vedermi gelosa (su questo l’ho addirittura anche preso in giro, ho scelto di fare questo perché mi sbatteva in faccia le cose, non potevo far finta di nulla, almeno non sempre!) né di vedermi distrutta: ma questo probabilmente deriva dal fatto che, fortunatamente, la mia storia con lui è durata molto meno della tua (6-7 mesi a fronte dei tuoi 1-2 anni), e non ha mai assunto la forma di una relazione “stabile”.
    Anzi, ti dirò che alcuni scambi con te, nel passato, mi hanno aiutata a cambiare direzione. In particolare, ricordo che a un certo punto mi dicesti (mentre io ero nel bel mezzo della folle sfida, anche fiera di non inseguirlo e di farmi semmai inseguire) di stare attenta: mi avvertisti che, a un certo punto, quando poi la fuga di np sarebbe stata chiara e prolungata, dopo lo scarto “definitivo” insomma, una vocina mi avrebbe detto, dilaniandomi: “ma come fa a stare senza di me?”, producendo in me un aggancio mortale. E, infatti, è stato proprio questo che mi ha distrutta, nel post scarto. Ma tu mi hai aiutata, nel senso che, riconoscendo questa domandina letale quanto una sirena, ricordando le tue parole e la tua esperienza (mi ero salvata quel tuo post), era come se fossi in qualche modo preparata, e ho avuto subito la chiara percezione che a questo pensiero martellante, malato, dovevo assolutamente reagire: grazie a te, ho abbreviato credo i miei tempi, ho convertito più rapidamente (o meno lentamente) la domanda in: “ma come faccio io ad avere bisogno di lui?”, che è stato un passaggio fondamentale nella direzione di spostare l’attenzione da lui a me, è stata la chiave di volta. Dopodiché, ho iniziato subito una psicoterapia, partendo da qui, dicendo chiaro e tondo alla terapeuta che avevo bisogno di comprendere le mie crepe, non più le sue, ed era già stare un pezzetto avanti. Quindi, ti ringrazio, colgo l’occasione ora perché allora non mi capitò di farlo.
    Riguardo al resto, la tua storia sentimentale successiva, purtroppo anche io ho avuto un epilogo analogo al tuo: credevo di aver trovato un uomo diverso, non np, con cui stabilire un contatto diciamo “normale”. Invece, a dispetto delle parole, a dispetto di un rapporto che si configurava nel mio caso per nulla noioso, anche lui è sparito, si è sottratto: un uomo in realtà debole debole, incapace di affrontare i suoi stessi sentimenti, uno di quegli uomini che, come dice Claudileia, “non reggono l’energia di un partner che ama la vita e terminano per scappare a causa della paura di dover abbandonare i loro vecchi schemi”. Pazienza. Ci sono rimasta male, ma, come dire, con np ho vissuto di peggio, sono temprata! E anche io ho fatto piazza pulita anche di un’amicizia (femminile, in questo caso) che non era vera amicizia. Continuiamo a camminare. Magari nel tunnel, ma verso una qualche luce vera.

    Ti abbraccio, Lilith.

    Mi piace

  14. PER ADRIANA
    Cara Adriana, ti chiedi come fanno ad essere così vuoti e così tanto malvagi da essere fieri della distruzione altrui? SONO MALATI. SONO DEVIATI. SONO IRRECUPERABILI. Vivono diversamente da noi. Pensano diversamente da noi. Hanno obiettivi diversi dai nostri. Sono unicamente concentrati su loro stessi: la loro unica ed esclusiva preoccupazione è come mantenere alta la loro autostima che in verità, nel profondo, fa acqua da tutte le parti. La loro unica preoccupazione nella vita è che l’immagine ideale di Sé (grandiosa, autoprodotta, in alcun modo reale) non si scolli mai dall’immagine reale di Sé (penosa, questa sì vera) che deve rimanere sempre nascosta (in gran parte anche a loro stessi): l’unica preoccupazione è, in ultima analisi, di mantenere in vita la loro stessa patologia, che prevede l’abuso dell’Altro come unica possibilità di conferma del proprio valore (inesistente) e della propria grandezza (fantasiosa). Quando la loro autostima viene minacciata da qualche disconferma esterna, vera o presunta che sia (ad esempio: pari pari nello stesso modo sia quando con volontà pacificatoria e col cuore in mano chiediamo loro le ragioni di certi comportamenti che ci fanno soffrire e sia quando invece contrattacchiamo per ferirli davvero perché siamo stanchi delle loro prepotenze), vanno in collera o ti attribuiscono malvagità (proiettando su di te la loro stessa cattiveria, per liberarsene) o cominciano ad assumere atteggiamenti di attacco passivo-aggressivi (ti ostacolano, si lamentano, promettono cose che non manterranno, cambiano discorso…). Qualsiasi mezzo è lecito per perseguire l’unico obiettivo di avere sempre un’immagine vincente, sia all’esterno che al loro interno. Tutto questo avviene in un loro caos interiore inimmaginabile per noi, in una testa rutilante di mille pensieri sovrapposti e ingarbugliati, in larga misura in forme del tutto istintive e preconsce (reattività più che riflessività).
    Per dedicarsi solo a questo obiettivo delirante e completamente autoreferenziale (che esclude cioè ogni pensiero sugli altri), necessitano di:
    1) militarizzare tutti i rapporti, concepiti come terreno di dominio (o domino o sono dominato), di qui la sofferenza procurata agli altri
    2) non riconoscere il valore delle altre persone con cui vengono a contatto (che li costringerebbe a mettere in gioco se stessi veramente), quindi annullarne l’identità costringendole a misurarsi solo con le loro follie abusanti e inducendo soltanto loro i sentimenti da provare (sempre di sofferenza, che li rassicura sul loro potere)
    3) non entrare in contatto con nessun sentimento, né proprio né altrui
    4) mentire a tutti e in primo luogo a se stessi, autoconvincendosi ed autoingannandosi costantemente che la realtà è quella che fantasticano essere
    COSI’ FUNZIONANO IN OGNI SITUAZIONE, NON C’E’ NIENTE DA FARE.

    Perciò, Adriana, quello che io ti consiglio è di smettere di dilaniarti ponendoti domande su di lui, perché fa così perché fa cosà, come può un essere umano fare questo o quello, ma non sente pietà, non ha compassione, forse ha bisogno di aiuto, and similar: SI COMPORTA COSI’ E BASTA PERCHE’ NON SA FARE ALTRO E NOI NON POSSIAMO FARE NULLA PER LORO, di entrambe le cose bisogna farsene una ragione.
    Quello che puoi fare, secondo me, quello che anzi dovresti proprio fare, invece, è indirizzare le tue energie mentali su te stessa. Le domande da porsi diventano dunque:
    1) mi sta bene questa militarizzazione dei rapporti? mi sta bene che non si riconosca il mio valore? mi piace che i miei sentimenti siano calpestati?
    SICCOME LA RISPOSTA E’, EVIDENTEMENTE, UN NO (perché altrimenti non soffriresti), le domande successive sono: HO BISOGNO DI TUTTO QUESTO? E COME MAI LO PERMETTO? COME MAI SUBISCO? COME MAI HO CONSENTITO L’ABUSO PER COSI’ TANTO TEMPO? COME MAI MI SONO INCASTRATA CON UN ESSERE TANTO ORRENDO?
    Se non rivolgiamo le domande cruciali non più verso di loro, ma verso di noi, non ne usciamo, Adriana.
    Loro non cambiano (e in ogni caso non certo attraverso di noi), noi invece possiamo avere questo potere su noi stessi.

    Un abbraccio di cuore

    Piace a 1 persona

  15. Grazie Blume, ora mi stampo questa risposta e me l’appiccico sullo specchio in bagno.
    Diventerà il mio mantra.
    Grazie, un abbraccio fortissimo 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...