Da una donna narcisista in terapia: “Il mio primo impulso resta manipolare. Non c’è cura, solo autocontrollo.”

Trad. dal russo by Nadia Plamadeala
Testo originale https://www.wonderzine.com/wonderzine/life/experience/242907-narcissistic-disorder)

Il disturbo narcisistico di personalità raccontato da una narcisista

“Non sono così pericolosa come sembra”

 I narcisisti ci fanno paura. Sono soggetti di libri e di gruppi online. Sappiamo tutti che sono inclini alla manipolazione e raramente mostrano empatia. Ma pochi sanno cosa pensano di se stessi.

Tania ha trentasette anni. Un anno fa ha scoperto di avere il disturbo narcisistico di personalità e ha deciso di provare a cambiare vita. Scrive dei suoi successi in un canale Telegram in russo chiamato “Narcisismo atipico”. Abbiamo parlato della sua esperienza con la psicoterapia e di cosa significhi per lei vivere con questo disturbo.

“Prima non immaginavo nemmeno di essere una di quelli che vengono chiamati narcisisti. Al contrario, come tutti, ero diffidente nei confronti di queste persone, le biasimavo. Ho cercato di stare lontano da loro. Ricordo quando ho appreso la storia di una mia amica che ha vissuto a lungo con un partner a cui è stato diagnosticato il disturbo narcisistico.

Da fuori sembrava andasse tutto bene nella loro coppia. Ma poi si è scoperto che la maggior parte della relazione era nascosta a tutti. In effetti, il partner cercava sempre di controllarla, limitava la sua comunicazione con altre persone, la faceva vivere secondo le regole determinate da lui. Il loro rapporto è peggiorato quando si sono trasferiti all’estero insieme. Lei era totalmente dipendente da lui – sia finanziariamente che dal punto di vista sociale.

Lui ha iniziato a stabilire divieti, a provocare liti, a ricorrere alla violenza fisica, agli abusi morali – in questa storia il peggio del rapporto tra un uomo e una donna c’era tutto. Quando si sono lasciati ho rassicurato la mia amica. Le ho detto che il suo ex era un animale e ho condannato aspramente il suo comportamento. Ero sicura che ogni narcisista fosse un mostro. E davo per certo che non fossi affatto come l’uomo che tormentava la mia amica.

Circa un anno fa ho scoperto di avere io stessa un disturbo di personalità narcisistico. Me ne ha parlato il mio psicoterapeuta. I narcisisti vanno raramente in terapia. Di norma, riteniamo di essere più ragionevoli degli altri, pensiamo che la nostra opinione sia l’unica corretta. Se c’è qualcuno che ha bisogno di lavorare con uno specialista, di sicuro non siamo noi. Se un narcisista ha un problema o una situazione di conflitto, gli altri sono da biasimare. Avrei potuto continuare con queste convinzioni per tutta la vita e non arrivare mai a capire quanto la mia immagine del mondo fosse distorta. Tutto cambiò quasi per caso.

Per quanto ricordi, tutte le mie relazioni con il sesso opposto erano state piuttosto malsane. Potevano svilupparsi solo in due scenari. Il primo è che trovavo i posti vulnerabili di un uomo, lo colpivo lì, iniziavo a manipolare, poi mi annoiavo e infliggevo un colpo decisivo dove faceva più male. Questa situazione l’ho vissuta tantissime volte. L’uomo diceva: “Non ti darò a nessuno”. Allora cominciavo a tradirlo e poi rigiravo la situazione per fare in modo che il mio partner incolpasse se stesso perché, dopotutto, era lui ad “avermi persa per un altro”.

Ci separavamo in modo che sembrassi vittima in ogni situazione del genere.

Il secondo scenario funziona così: incontro una persona che sappia manipolare meglio di me, in cui c’è ancora meno empatia e che non riesco a schiacciare per quanto ci provi.  Quest’uomo, però, inizia a torturarmi. È così che ho iniziato ad uscire con un sociopatico diagnosticato e la mia vita si è trasformata in un incubo.

“Ho iniziato a ricordare e ad analizzare le mie azioni passate. Alcune mi hanno fatto inorridire”

Non ho mai saputo riconoscere le mie emozioni – non distinguevo la tristezza dall’ansia, il risentimento dalla paura. Fino a venticinque anni non sapevo nemmeno come piangere. Un giorno, un mio caro amico morì investito da un’auto mentre stava venendo a casa mia l’8 marzo. Non ho pianto nemmeno allora. Sembrava che non conoscessi il dolore, o almeno lo sentivo attutito.

Quindi, nella relazione con il sociopatico non mi rendevo conto di quanto quella persona mi facesse male. Ma, anche se non riuscivo a notare le mie emozioni e ad analizzarle lo poteva fare il mio corpo. Mi sono ammalata, ho avuto i sintomi fisiologici degli attacchi di panico. Ho cominciato ad avere dei tic, ho perso l’appetito. Ho girato tutti i dottori e non hanno trovato niente. Mi hanno consigliato di contattare uno psicoterapeuta.

La mia prima terapeuta era una donna che aveva qualche problema con suo marito. Sebbene gli psicoterapeuti di solito non raccontino ai pazienti di se stessi, sono rapidamente riuscita a chiederle tutto ciò che mi interessava e a trovare il suo tallone d’Achille. Temeva che suo marito l’avrebbe lasciata e che sarebbe rimasta sola. Ho iniziato a mettere un po’ di pressione su questo, per portarla all’idea che le sue paure si sarebbero avverate. L’ho fatto per tutta la vita – solo per vedere la reazione dell’altro. Come se conducessi esperimenti sulle persone.

Dopo un paio di mesi mi sono resa conto che non potevo continuare a lavorare con questa dottoressa: come può aiutarmi se la sto manipolando? Sono andata da un nuovo psicoterapeuta e con lui le cose andarono diversamente. Al primo incontro mi ha chiesto: “Indossi gli occhiali in modo da non comunicare con gli altri? Pensi che non siano degni di te?”

Mi affrettai ad obiettare, dicendo che non ero affatto così. In cuor mio però avevo capito: aveva ragione lui.

Ho provato a sondarlo ulteriormente. Ad esempio, cercando di portare la conversazione sui suoi colleghi. Ho capito molto tempo fa che le persone che dubitano della loro professionalità iniziano sempre a criticare i loro colleghi. Ma il mio nuovo psicoterapeuta non ha reagito alla provocazione. Anche quando gli ho detto: “In realtà, penso che tutti gli psicologi siano un po’ stupidi”, è rimasto calmo.

Fin dai primi incontri mi ha guidato attentamente per rendermi consapevole della mia particolarità. Ad esempio, elencandomi i sintomi tipici di un disturbo narcisistico: il senso della propria esclusività, la dipendenza dall’ammirazione degli altri, l’abitudine alla manipolazione. Mi ha chiesto di pensare quali dei miei conoscenti avevano questi tratti caratteristici. Mi proponeva test di personalità, articoli sul tema. Solo allora ho compreso che si trattava VERAMENTE di me. Lui me l’ha confermato.

Certo, all’inizio ho negato tutto. Ho pensato: “Ora è solo una moda sospettare il narcisismo in tutti.” Poi ero arrabbiata con il mondo intorno a me: “Siete voi quelli sbagliati, è per questo che sono diventata così”. Poi caddi nell’apatia. Dopo aver attraversato tutte le fasi dell’accettazione ho iniziato a ricordare e ad analizzare le mie azioni passate. Alcune mi hanno fatto inorridire.

“Ancora non capisco cosa sia l’empatia e non posso sentire il dolore degli altri”

Per esempio mi sono ricordata come da studentessa uscivo con un ragazzo che aveva il padre piuttosto autoritario. È stato molto importante per me far uscire suo padre dalla sua vita, affinché smettesse di averne un ruolo importante. All’inizio, ho insistito sul fatto che dovevamo convivere. Poi feci in modo che lasciasse l’azienda di famiglia. Non è che il papà del mio partner non mi piacesse o ostacolasse la mia vita. Volevo solo controllare completamente quel ragazzo, assicurarmi che non avesse nulla e nessuno tranne me.

Il controllo è generalmente molto importante per le persone come me. Tutto nel mondo deve andare come vogliamo noi. Ciò che non possiamo controllare, ci spaventa – per quanto qualcosa ci possa spaventare. Ad esempio, ho paura di volare – dopotutto, su di un aereo la mia vita non dipende da me e non posso farci niente.

Più andavo in terapia, più capivo il mio passato e le mie relazioni con gli altri. Mi sono resa conto che ho sempre manipolato i miei amici e conoscenti senza neanche pensarci su. Per me era l’unico, il più naturale modo di interazione. Per esempio, all’inizio della relazione con un ragazzo, sparivo intenzionalmente per un po’ da tutti i radar. Se lui mi cercava, voleva scoprire le ragioni, mi chiedeva di tornare, allora lo potevo manipolare, era mio. Questa reazione mi soddisfaceva completamente. Se invece smetteva di cercarmi, capivo: non è così vulnerabile, non ce la farò a tenerlo in pugno.

Anche in amicizia, dovevo essere l’unica e la più importante per quella persona. Ero terribilmente gelosa di ciascuno dei miei amici o delle mie amiche, volevo che questa persona non comunicasse con nessuno tranne me. Se un amico non voleva comportarsi secondo i miei standard, lo punivo con il silenzio: facevo l’offesa e scomparivo. Facevo di tutto affinché quella persona si sentisse in colpa, affinché capisse quanto mi avesse offeso e mi avesse fatto soffrire, per fare in modo che si pentisse, che cominciasse a inseguirmi e a chiedere scusa. Dopo queste punizioni molti iniziavano a comportarsi in modo diverso – come volevo io. Con quelli che non le superavano, l’amicizia non andava avanti.

Non mi è mai stato detto che io manipoli le persone e che io mi comporti in modo disonesto. Nessuno avrebbe potuto farlo, intorno a me c’erano solo persone che mi ammiravano, mi vedevano come un ideale.

Uno dei problemi principali dei narcisisti è che non accettano la loro parte “cattiva”. Possono tradire ma continuare a considerarsi “buoni”. Lo credono sinceramente: non sono loro i bugiardi, non hanno affatto abusato della fiducia di un’altra persona. Sono stati semplicemente spinti dall’altro a farlo. Le cose funzionano così: sono i loro partner ad averli condizionati ad agire in un certo modo. In tutto ciò che accade il mondo intero è colpevole, chiunque, tranne loro. Questo è il motivo per cui la maggior dei narcisisti non va mai mai in terapia e quando ci va non rimane per molto tempo.

Sono stato fortunata: ho avuto la forza e il coraggio di fare introspezione. Mi sono resa conto che il mio comportamento non corrisponde alle mie convinzioni. Manipolare, condizionare le persone non è giusto e mi piacerebbe cambiare. Sfortunatamente, il disturbo narcisistico della personalità non si cura. Quando incontro una persona nuova, il mio primo impulso è ancora di trovare il suo punto dolente. Ancora non capisco cosa sia l’empatia e non posso sentire il dolore degli altri. Ma qualche cambiamento c’è stato.

Noi narcisisti vediamo molto bene i complessi degli altri. Prendiamo l’esempio di una ragazza etichettata come grassa. Lo sentiva sin da piccola dai genitori e dalle persone più vicine. Supponiamo che sia cresciuta e che abbia incontrato me. Comincio a sondarla e a buttare qualche scherzetto sulla sua forma fisica. Se la ragazza si è fatta un’armatura, se ha lavorato su questo problema e ha costruito dei confini interni, molto probabilmente sorriderà e si allontanerà da me. Al contrario, una persona vulnerabile dopo il mio commento offensivo si avvicinerà di più. Vedrà qualcosa di conosciuto e intimo – il coltello nella piaga che ha già sperimentato. Riderà per le mie battute offensive e sceglierà me. Se una persona ha almeno un problema psicologico sul quale non abbia ancora lavorato prima o poi lo troverò. Più una persona ha vulnerabilità del genere, più rischia di diventare una vittima.

Dall’inizio della terapia ho iniziato a prestare più attenzione a come metto alla prova gli altri. Ad esempio, di recente un mio collega ha gettato un pezzo di carta non centrando il cestino e gli ho detto: “Non verresti ammesso in NBA”. Non reagì: sorrise per educazione e si fece i fatti suoi. Dopo aver analizzato il mio comportamento ho ammesso che non si è trattato solo di uno scherzo. Sono andata da lui e gli ho chiesto scusa.

“Le persone che posso controllare non sono interessanti per me. Le persone che possono controllarmi sono pericolose”

Non so come sia nato il mio disturbo narcisistico. Forse è dovuto al fatto che ci trasferivamo spesso quando ero piccola e non riuscivo a farmi degli amici. Forse la mia psiche ha inventato un meccanismo adattativo che mi abbia aiutato a sopravvivere separatamente dagli altri. Ma forse è dovuto a qualcosa che è accaduto prima ancora e che non ricordo. O forse è solo una caratteristica che mi è capitata nella lotteria genetica. Probabilmente non troverò mai la causa. Anche se non sono nemmeno sicura di doverla cercare. L’importante è cercare di comportarmi diversamente.

Quando ho deciso di iniziare a cambiare la mia vita mi è stato molto difficile smettere di manipolare le persone. Semplicemente non sapevo come spiegare all’altra persona ciò di cui avevo bisogno senza manipolarla. Ho avuto attacchi d’ira, mi sono sentita impotente. A volte mi sembrava di diventare troppo morbida, una vera rammollita. Volevo anche abbandonare la terapia. Ma sono rimasta.

So che il desiderio di sondare il terreno è un sintomo, una parte della mia diagnosi. Molto probabilmente, sarà sempre con me. Ma posso imparare a controllare le mie azioni, iniziare a comportarmi in modo più etico. Lo sto già facendo. Anche se non ho imparato l’empatia, ora so come capire se una persona ha bisogno di sostegno, cosa devo chiedere e cosa dire per rendere le cose più facili in quella situazione. Agli altri viene naturale, come qualcosa di ovvio, io devo farlo seguendo uno schema, razionalmente. Tuttavia, vedo che gli altri si sentono più a loro agio con me. Ho anche fatto una scoperta incredibile: prima, le persone non si sedevano accanto a me sui mezzi pubblici, non mi chiedevano indicazioni per strada. Come se l’istinto di autoconservazione allontanasse la gente da me. Forse notavano qualcosa nelle mie espressioni facciali. Nell’ultimo mese invece le persone mi si avvicinano. Di recente, nella folla, una donna ha scelto me per chiedere indicazioni.

Imparo anche a riconoscere le mie emozioni. Ho sempre saputo di avere delle difficoltà in quest’ambito. Ma non me lo spiegavo col narcisismo. Credevo di avere una logica “maschile” e ne ero orgogliosa. La misoginia ha alimentato ancora di più il mio senso di esclusività: “Le altre sono solo donne e io sono una regina”. Inoltre, lavoro nel settore IT (“Business and Technology Consulting”, n.d.T) –  il che è ideale per persone come me. Ti senti superiore, come se capissi più degli altri.

Finora, sono riuscita solo in una cosa: ho imparato a definire l’ansia. Ho un cerchio di cartone con lo spettro delle emozioni – di quelli che si usano per sviluppare l’intelligenza emotiva nei bambini. Ogni volta che mi sembra di provare qualcosa, lo guardo e penso: “Ho una sensazione piacevole o spiacevole? È collegata a un evento del passato o del futuro?” Così, molto lentamente, trovo l’emozione giusta. È un lavoro difficile. Ma ora so: l’ansia è quella strana sensazione che mi viene mentre guido verso il quartiere del mio ex ragazzo.

Poco dopo l’inizio della terapia, ho cominciato anche il mio canale Telegram. All’inizio, l’ho fatto per me stessa, per consolidare il successo e ricordare meglio di cosa abbiamo parlato con il terapeuta. Ma poi ho avuto lettori e feedback. È diventato una sorta di sfogo. Oggi i narcisisti sono degli spauracchi. Tutti sanno che è meglio starne alla larga, che possono rovinare la psiche delle persone che li circondano. Dire ai tuoi amici che sei un narcisista è come fare coming out se hai una famiglia patriarcale conservatrice. Provocherai shock, rifiuto, paura. Mi piace avere un canale di sfogo in cui posso parlare delle mie peculiarità, forse anche trovare altri narcisisti riflessivi che stanno attraversando una cosa del genere.

Le persone tendono spesso a vedere un narcisista in ogni bastardo. Pensano che se un maschio picchia la moglie, ha certamente un disturbo narcisistico. È privo di significato e ingiusto. Una persona potrebbe essere un bastardo ma non un narcisista. E potrebbe essere un narcisista, ma non un bastardo. Anche se ci sono probabilmente poche persone veramente gradevoli tra di noi.

Molti hanno dei tratti narcisistici. C’è chi piace manipolare gli altri, chi cerca l’ammirazione o mente per attirare l’attenzione. Ma né tutte le persone incline al narcisismo sono disturbate. È possibile parlare del disturbo narcisistico di personalità solo se questi tratti prevalgono nella vita, la condizionano e se il comportamento narcisistico è difficile da controllare.

C’è chi mi scrive e mi chiede di determinare se ha un disturbo narcisistico. Ma non posso fare una diagnosi sulla foto – posso consigliare cosa cercare. Per saperlo di certo devi andare in terapia. Inoltre, ho notato che molte persone mi scrivono che sospettano che i loro partner, amici o genitori siano narcisisti. Ma pochi si fanno la domanda: ho questi sintomi? Non manipolo le persone? Mi considero speciale?

Sebbene abbia il canale Telegram, non dico a molti dei miei amici e conoscenti le mie peculiarità. So che mia madre non mi prenderebbe sul serio e direbbe che si tratta di una sorta di “esagerazione” o che lo psicoterapeuta “mi abbia convinto”. Molto probabilmente alcuni dei miei amici si allontanerebbero da me dopo una  confessione del genere. Eppure ci sono alcune persone alle quali mi sono aperta. Ho un’amica che mi sostiene in tutto, mi aiuta a riconoscere le emozioni. Lei mi chiama “il suo piccolo fiore”.

Ho ancora difficoltà a trovare un partner. Le persone che posso controllare non sono interessanti per me. Le persone che possono controllarmi sono pericolose. Decidemmo con il terapeuta che per qualche tempo sarei rimasta single. Ma in futuro spero di scoprire cosa si prova ad essere uguale al tuo partner, non cercare di cambiarsi a vicenda e accettarsi come si è.

Inoltre non capisco molto bene cosa sia l’amore. Sì, ho sentimenti positivi nei confronti degli altri. Ma sono più simili alle emozioni di un bambino che ha ricevuto un nuovo giocattolo. Gli piace, è felice che l’oggetto gli appartenga e sarebbe molto nervoso se qualcuno cercasse di portarglielo via. Ma non avrebbe rifiutato un altro giocattolo, uno migliore e più nuovo, soprattutto perché si potrebbe stancare di quello che già ha. Tuttavia, ci sono persone nella mia vita che mi sono care e che vorrei mantenere. Trovo difficile descrivere le mie emozioni nei loro confronti. Sarebbe più preciso dire che con loro la mia vita è decisamente migliore che senza di loro.

Un post del canale Telegram di Tanya:

Il numero totale di persone con disturbo narcisistico di personalità sul pianeta è di circa l’1%. Significa poco più di 70 milioni di persone sulla Terra.

Da dove veniamo?

Non si sa per certo perché una persona sviluppi un disturbo narcisistico di personalità. I pochi risultati ottenuti con la risonanza magnetica mostrano piccole differenze neurologiche in persone come noi.

Di tutti i narcisisti che conosco, ai genitori (entrambi o uno solo) è stata diagnosticata la psicopatia. Ciò significa che durante l’infanzia non abbiamo mai avuto abbastanza di ciò di cui un bambino aveva bisogno. Non abbiamo ricevuto amore, non abbiamo ricevuto cure. I nostri sentimenti ed emozioni non interessavano a nessuno e alla fine furono soppressi come superflui. Tutto ciò che avevamo era un letto per dormire e cibo per mangiare. Siamo cresciuti e abbiamo imparato a vedere il mondo come dei vestiti che possono essere indossati. Come oggetti che possono essere usati. Siamo cresciuti e non sappiamo più vivere diversamente. Ma per tutta la nostra vita cerchiamo inconsciamente ciò che non abbiamo ottenuto: l’amore materno incondizionato. Accettazione e approvazione. Indipendentemente da ciò che facciamo diciamo sempre “Mamma, ho bisogno di te! Guardami e accettami come sono! Per favore!”

Rileggete il paragrafo sopra una volta ancora e pensate a ciò che sentite.

Che emozioni vi dà?

Provate pietà? Avete voglia di abbracciare questo bambino e rassicurarlo dicendo che adesso andrà tutto bene? Avete voglia di mostrargli che il vero amore esiste? Volete dimostrare di essere migliori di tutto ciò che ha avuto prima di voi? Pensate di poterlo guarire con il vostro amore?

Piacere! Sei tu la mia prossima vittima.

Oppure avvertite una certa paura da qualche parte nel profondo? Rifiuto? Forse anche disgusto? Avete voglia di aiutare questa persona ma allo stesso tempo qualcosa dentro di voi vi dice “non farlo”?

Complimenti! Siete immuni. Forse perché vi siete già imbattuti in uno noi. Forse siete uno di noi (sì, riconosciamo i nostri simili e raramente ci uniamo a quelli come noi). In ogni caso ricordatevi di questa reazione. Seguitela: non vi tradirà mai.

Tenete bene a mente: al momento non si conosce alcun trattamento del disturbo narcisistico di personalità.

Sì, c’è la terapia. Ma i narcisisti ci vanno molto raramente. Questo perché non vediamo problemi in noi stessi. Incolpiamo sempre gli altri per tutti i nostri problemi. I genitori sono la causa del fatto che siamo cresciuti così e la società è colpevole se incontro sempre vittime e persone dipendenti. Se io sono apposto così, cosa esattamente dovrei trattare? Non ho problemi.

Ma anche quei narcisisti che per miracolo arrivano in terapia raramente vi rimangono. E fanno anche meno progressi.

Semplicemente ci rifiutiamo di cambiare noi stessi. Dopotutto, il problema non è in noi. Sono le persone intorno che non ci capiscono!

E nessun “amore incondizionato” ci aiuterà se non abbiamo nessuna voglia di aiutare noi stessi.

Quindi lasciateci perdere!

E abbiate cura di voi.

 

99 pensieri su “Da una donna narcisista in terapia: “Il mio primo impulso resta manipolare. Non c’è cura, solo autocontrollo.”

  1. “Incolpiamo sempre gli altri per tutti i nostri problemi”

    In questa frase è riassunto tutto il mio dolore e il mio calvario. La colpa che loro ti riversano addosso può essere fatale. Può davvero portare chi li ama alla disperazione più totale.
    Tutto questo è inaccettabile. Dovrebbero fermarsi. Non si può torturare qualcuno per anni solo per lavare la loro coscienza marcia.

    Grazie infinite per questo articolo. Davvero. Per me è raccapricciante sentire certe cose.
    Praticamente per lui dopo l’idillio iniziare ero il cestino dei rifiuti. Solo che il cestino non soffre. Io ci ho quasi perso la vita.

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    1. Leggo una grande mancanza di consapevolezza di sé nella frase con la quale la donna esordisce: “Non sono così pericolosa come sembra”. Man mano che leggiamo questo articolo tradotto dal russo dalla nostra Nadia Plamadeala ci accorgiamo che si tratta di una vera processione di morti e feriti che si susseguono, ma siccome lei ammette di non provare emozioni o sentimenti (nemmeno quando muore un amico che veniva a trovarla!) è evidente che per lei la questione va vista come una sua ‘particolarità’. Lei non soffre, ma è nella fase in cui vuole capirsi meglio. Lo psicologo che lei non è riuscita a manipolare la consiglia di restare single per un po’ (un bravo professionista sa che si tratta di un consiglio inutile, ma prende tempo nella speranza che ‘qualcosa si smuova’ nell’intimo estremamente danneggiato di una persona affetta da DNP a questi livelli). Non c’è niente da fare, cara Bea: ogni interazione con gli altri nasconde il subdolo tentativo di manipolarli, esattamente come viene descritto. Gli schemi sono noti, ma difficilmente troviamo il/la narcisista che racconta come funziona la terapia per loro e quali sono i metodi utilizzati dai professionisti per cercare di sviluppare un Sé adatto “alla convivenza umana”, diciamo. Un abbraccio a te, carissima. Come ben specificato, possiamo solo metterci al riparo il quanto prima e restare alla larga FOREVER.

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      1. Carissima come ben sai il mio diceva di andarci in terapia, e usava anche questa scusa per attaccarmi brutalmente.
        Buonismo.
        Pochi giorni dopo aver scoperto chi era veramente, lui pubblica sui social il risultato di un test della personalità da 2 soldi.
        Il test lo definita buono, generoso ed altruista!!!
        Io ero a pezzi, lui si definiva come un missionario ancora un po’.
        Lutti.
        Proprio in questi giorni la sua famiglia ha subito l’ennesimo lutto. E’ il quarto in un anno.
        Io ho pianto. Lui neanche dico cosa ha detto perchè mi vergogno.
        Eppure la donna dell’articolo dice che tiene a delle persone nella sua vita. Mi domando chi possano essere visto che si stufano di tutti e non provano sentimenti.

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      2. Già. Infatti l’unica cosa che riesce a identificare dopo tutto ciò che ha scoperto di se stessa è l’ansia. La prova perché si è imbattuta in un sociopatico. Per le persone che le stanno vicine cosa prova? Nulla. Dice solo che la sua vita funziona meglio con loro ma non si sbilancia su particolari sentimenti positivi… Perché non prova alcunché per coloro che vogliono il suo bene. La capacità di sentire non può essere impiantata con la terapia e questo deve essere chiaro a tutti noi che ci siamo imbattuti in personaggi del genere, ma soprattutto alle ex prede che credono che tali soggetti possano cambiare per mano di una nuova donna. Non esiste.

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      3. ….”Non sono così pericolosa come sembro”… non so se essere più inorridita o arrabbiata di fronte a un’ affermazione del genere, poi… respiro realizzando che anche queste mie emozioni non servono se non a mantenere alta l’asticella del mio istinto. L’unica cosa che mi sento di dire è che indipendentemente dalle difficoltà o dai traumi che la vita ci ha “inflitto” abbiamo sempre, almeno due possibili strade da percorrere: la scelta che compiamo determinerà profondamente la nostra vita, le relazioni, gli affetti. ESSERE con tutta la bellezza, la dignità e la responsabilità che ciò comporta è una SCELTA estremamente CORAGGIOSA. ESSERE NELL’ AUTENTICITA’ attraverso una crescita che ogni giorno ci chiede di conoscerci, riconoscerci e metterci in discussione, proprio in una logica migliorativa ed evolutiva richiede una forza eroica. Il NP tutto questo non ce l’ha, semplicemente perché ha fatto scelte diverse. Il coraggio, di essere felice, di rischiare per essere ogni giorno una persona vera, autentica, migliore non ce l’ha, perché ha scelto di fare come fanno i “parassiti” quando si attaccano alla pelle degli animalini. E’ più facile, meno faticoso, meno rischioso, e alla fine il più delle volte riesce anche a salvarsi la faccia. …. Forse lo pensa, forse lo crede pure, ma è sempre difficile guardarsi allo specchio, ci vuole sempre un minimo di CONSISTENZA per riflettersi e quando questa non c’è (poiché quella che c’è è valore che appartiene a qualche sua vittima)… il confronto col vuoto è davvero difficile da sopportare. Bisognerebbe avere FEGATO anche in quel caso, ma si sa… come il NP non ha peli sulla lingua, così non ha fegato per guardarsi realmente e … chissà perché…
        Ora la domanda sorge spontanea: ” Eh ma, sì.. ma solitamente si è molto piccoli quando si è dentro certe dinamiche distorte e perverse, come si fa? Come si fa a scegliere con consapevolezza chi saremo o chi non vorremmo essere? Quanto incide la famiglia, quanto la sorte o la fortuna? Non lo so, non so rispondere a questa domanda, sono felice di aver fatto una scelta diversa da quella del NP. Ritengo fermamente che finché siamo su questa terra ognuno ha nelle proprie mani di adulto la RESPONSABILITA’ di ciò che fa e di ciò che E’. E’ sempre una questione di VOLONTA’, nel bene e nel male. Cosa provo quindi quando leggo la frase….”Non sono così pericolosa come sembro”… nulla, non provo nulla. Semplicemente stona con le mie scelte di vita e con il mio modo di essere.

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      4. Cara Sara, benvenuta e grazie per questo tuo commento. Tempo fa ho pubblicato una serie di articoli qui sulle dinamiche della famiglia narcisista e quanto incida nella formazione degli individui. Faccio una chiara premessa: i casi che vengono raccontati nei commenti sono molto spesso vicino al livello più alto di narcisismo, quello perverso/maligno oppure psicopatia. Nel caso della psicopatia l’ambiente NON INCIDE granché perché lo psicopatico, conforme dimostra la neuropsichiatria e la biologia, è sprovvisto TOTALMENTE di coscienza. Anche il narcisista perverso in apparenza è sprovvisto di coscienza. Perché soltanto in apparenza? Perché è arrivato al livello maligno/perverso attraverso un processo che l’ha reso così. Questo processo POTREBBE essere legato al suo rapporto con i caregiver primari, ma non è detto. Questo perché le persone affette da DNP costruiscono una realtà tutta loro, una rilettura della vita in cui si auto assolvono SEMPRE. Faccio un esempio concreto: “A” è figlia unica… ad un certo punto la mamma rimane incinta e partorisce un’altra bimba. Se la mamma di “A” è narcisista comincerà magari a svalutare “A”, a ignorarla e a dare la colpa a lei di tutti i capricci della sorellina, anche picchiandola, tra altri meccanismi utilizzati dalle mamme narcise per schiacciare i loro figli. A quel punto “A” POTREBBE sviluppare un DNP, riproducendo il comportamento materno in ogni ambito della sua vita; tuttavia, secondo alcuni ricercatori come Sam Vaknin, alcuni bambini sarebbero propensi alla creazione di una narrativa fantasiosa per sfuggire alla realtà a livelli patologici, il che favorirebbe lo sviluppo del DNP, che se non preso in tempo potrebbe aggravarsi fino ad arrivare a livelli perversi/maligni, rendendo le persone affette simili agli psicopatici. Come vedi, la questione è davvero complessa e tutto ciò che possiamo fare è riprodurre cosa dicono i migliori esperti in materia. Concordo con te che si tratta più che altro di una questione di volontà. Alexander Lowen è chiaro sulla scelta consapevole dei narcisisti di inseguire la via sbagliata, perché meno faticosa. Nei suoi splendidi scritti, Lowen arriva ad affermare che il narcisista fa un patto col Diavolo in cui il suo piacere, la sua gratificazione e il soddisfacimento dei suoi bisogni sono le uniche cose che contano veramente in questo mondo. Abbracci a te!

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  2. Stupendo scritto (se si può usare questa parola per questo orrore), te lo rubo e lo ricondivido anche nel mio blog perchè, anche se prendo sempre con le molle le “testimonianze” dei NP in terapia, ci sono moltissimi punti su cui riflettere. Grazie Cla!

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  3. L’ha ribloggato su l'indorata pillolae ha commentato:
    Quando i narcisisti patologici riflettono e posano lo sguardo su di sè, sono momenti rari, anche se poco duraturi, e offrono un punto di vista esclusivo di cui fare sempre tesoro. Condivido questo scritto dal blog “Arte di salvarsi”, il top assoluto in materia. Buona lettura e buona riflessione! Mel

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    1. Grazie mille, bella mia!!! Concordo con te, nel suo orrore capiamo che se tutto dipende dello sviluppo di sentimenti (e da dove dovrebbero estrarre codesta materia fine un terapeuta che si prende la briga di trattare un paziente affetto da questo disturbo???), identificazione delle emozioni e AUTOCONTROLLO, è evidente che il lavoro da fare è talmente duro che è preferibile (per loro, i narcisisti patologici!) continuare con i soliti schemi manipolatori mettendo nel sacco pure il terapeuta.

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      1. Ahahah, diciamo che ogni terapeuta/terapia ha successo fintanto che il paziente continua ad andarci, ma la vedo dura sviluppare dei sentimenti dove manca proprio l’organo, al massimo puoi dirgli “Ecco, quella si chiama tristezza, devi agire così e cosà” oppure “Quello invece è dolore, devi dire questo e quello” ma quanto dura un NP che si espone (e si lascia esporre) ai suoi demoni? La stessa NP della traduzione lo dice: “agisco per schemi appresi, non perchè riconosco le emozioni”. Per la mia esperienza TUTTI ma proprio tutti i NP che conosco, si sono seduti in terapia per momentanea depressione acuta o gravi crisi esistenziali, decisi ad affinare le loro tecniche per non soffrire e se ne sono andati non appena trovata la falla dell’umano terapeuta, mentre restano anche anni se lo stesso terapeuta si invischia con loro in una sorta di “Dai, aiutami a manipolare”.

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      2. Cara Claudileia, purtroppo molti professionisti i sanno bene che il narciso non si cura ma il business è business purtroppo…ho visto online un sito di una dottoressa (non faccio il nome, ma le iniziali sono AZ…a buon intenditor!) che “accoglie” con grande benevolenza le testimonianze dei narcisi…secondo me lo fa per ingraziarsi nuovi clienti e garantirsi entrate a vita in quanto sa benissimo che queste “terapie” non finiscono mai.
        Allo stesso tempo, questa dottoressa che “incoraggia” i narcisisti verso la terapia, dice che purtroppo per le vittime è quasi impossibile uscire dalla loro condizione di codipendenti se non con un lunghisismo percorso terapeutico, specie se hanno superato la quarantina. Della serie “se hai più di quarant’anni purtroppo sei un caso disperato…ma io ti aiuterò!”.
        In questo modo spinge anche queste ad “affidarsi” a lei per un “iter” di riabilitazione.
        Ecco, io credo che chi agisce così sia in competa e totale malafede …incoraggiare gli uni e “scoraggiare” gli altri per ottenere lo stesso scopo è direi, una cosa altamente poco professionale, per non dire altro.
        Un abbraccio

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      3. Cara Spirito Libero, ho presente di chi si tratta e in tutta onestà concordo che è un business molto proficuo ma decisamente poco etico: farsi manipolare per soldi dai narcisistici. Sanno perfettamente che è così che funziona e non credono minimamente di poter fare alcunché per questi soggetti. Certo che i narcisi amano “sentirsi capiti” e non hanno alcuna intenzione di andare da chi dica apertamente: “Non c’è una cura per il tuo disturbo, dipenderà della tua capacità di controllarti. Vogliamo lavorare ESCLUSIVAMENTE su questo?”. Dopodiché c’è un altro particolare: per cominciare a comportarsi bene, di modo a non ferire gli altri, dovranno imparare a identificare e anche simulare all’occorrenza tutte quelle emozioni e sentimenti che non hanno. Ovvero… quand’è che il teatro finisce? La risposta è MAI. Possono simulare di provare gioia per il tuo compleanno, perché in terapia hanno imparato che possono ferirti se fanno finta di niente, ma il nucleo freddo e asentimentale resta intatto.

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      4. Proprio cosi Claudileia: i narcisisti sanno perfettamente come fare per ottenere ciò che vogliono, anche sembrare “umani”, “comprensivi”, e persino “altruisti”…(il che da loro è la una completa contraddizione in termini), ti dico solo che il tipo nel prendere le distanze “momentaneamente” ha detto: “Sappi comunque che ci sono per te se dovessi avere bisogno”. Come no, certamente.
        Ovviamente un narcisista non ci sarà MAI per te in caso di bisogno, ma ci sarà solo in caso di “suo bisogno”….tuttavia hanno capito, tramite i vari esperimenti che fanno nel corso della vita (imparano dagli errori solo se ne hanno un tornaconto) che se dicono certe “frasi ad effetto” ottengono di farti restare agganciata mentre loro si fanno i beneamati altrove.
        Abbracci

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      5. Esatto. Loro ‘ci sono e ci saranno sempre’, ma basta una chiamata tua per comprendere che la loro disponibilità è pari allo zero, che hanno sempre qualcos’altro da fare e che ti stanno facendo un favore immenso per il solo fatto di rispondere al telefono. Per questo andare in terapia per loro implica l’aumento esponenziale delle loro abilità manipolatorie. Se c’è qualcuno che ti insegna che per ‘far contenta la gente’ e alla fine non perdere le persone che contano per te (spesso quelle che economicamente o in termini di immagine ti sei abituato a sfruttare meglio,) basta imparare a recitare determinate emozioni in forma di comportamenti appresi e meccanici, è ovvio che ti recherai da loro e userai la tua terapia per dire al mondo: “Vedete come sono capace di mettermi in gioco?”.

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  4. Ciao a tutti…ho letto con interesse questa testimonianza perchè ho sempre avuto molta curiosità su cosa pensino davvero i narcisisti di sè stessi.
    Premesso che le diagnosi competono solo agli specialisti, non saprei dire se chi scrive sia realmente una narcisista o solo una persona con problemi di affettività bloccata, i narcisisti raramente hanno una tale capacità di indagarsi a fondo e volersi migliorare…però dice delle cose che si avvicinano molto al loro modo di essere.
    Solitamente i narcisisti non vanno in terapia perchè capiscono di fare del male agli altri gli altri e vogliono imparare a non farlo (a loro di come si sentono gli altri non importa nulla, se non in relazione a loro stessi), ma perchè sentono angosciosamente il vuoto della sua anima che lo porta ad inanellare continui fallimenti relazionali e sociali.
    La frase chiave è: “Le persone che posso controllare non sono interessanti per me. Le persone che possono controllarmi sono pericolose”.
    Ecco, sto riflettendo molto ultimamente su questa cosa.
    Come sapete ho avuto di recente un confronto con np2 e mi ha detto di sentire che le cose “sfuggono al suo controllo” e che deve prendere le distanze.
    Credo che per loro l’incapacità di manipolare completamente qualcuno e vedere che questo qualcuno che pur non essendo narcisista è a sua volte capace di neutralizzare i loro comportamenti e riuscire anche a fare lo stesso con loro li destabilizza enormemente.
    Ho capito che avere a che fare con un narcisista senza farsi distruggere implica necessariamente essere capaci di comportarsi come loro perchè loro capiscono solo il linguaggio manipolatorio, essendo incapaci di interagire sulla base di emozioni ed empatia.
    Per cui negli 8 mesi della nostra relazione io ho volutamente agito in modo narcisistico rispecchiando i suoi comportamenti e proteggendo la mia parte emotiva…i suoi tentativi di manipolare non hanno hanno avuto molto successo. Ha provato a sparire, a triangolare, a somministrare il trattamento “hot and cold” ma non è mai riuscito ad ottenere da me una risposta emotivamente significativa che potesse nutrirlo e dargli certezze.
    Per loro manipolare è tutto, se non riescono a farlo iniziano a dubitare di loro stessi e delle loro capacità di controllare le persone. In sostanza, li disattivi.
    Certo nell’interagire si rischia comunque, non si è mai immuni dalle loro abilità di mostrarsi diversi per indurti ad abbassare le difese, per questo bisogna mantenersi sempre lucidi e consapevoli che avere a che fare con loro è avere a che fare con un soggetto completamente anempatico (la loro “empatia” è solo di tipo cognitivo e usata in modo strumentale) che cercherà sempre di avere sempre il controllo su di te e sulla relazione, per cui se le cose non vanno secondo i loro piani, sono sempre loro a decidere di andarsene, devono comunque dimostrare a sè stessi che sono loro ad avere il controllo, anche quando falliscono.
    Un abbraccio e buon inizio settimana a tutti *

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  5. Il np una volta mi disse, se mi chiami devo risponderti subito, metti che sei in pericolo? Devo poter correre subito ad aiutarti. Qualche settimana prima, non rispose alle mie chiamate, bloccandomi. Altra frase “Io non ho bisogno di nessuno, perchè ho te, che sei tutto il mio mondo, non sarò mai solo con te” qualche settimana dopo “ti lascio perchè mi sento solo accanto a te” Poi ho scoperto che questa frase “mi sento solo accanto a te” era la motivazione per cui un suo amico stretto in quel periodo lascio’ la sua ex. Cosa capisci da questo? Che le loro sono tutte frasi di repertorio, dette senza provare i sentimenti che dovrebbero accompagnare dichiarazioni del genere. Anni fa’ quando non conoscevo questo disturbo, mi arrovellavo a cercare di capire la motivazione razionale, dicevo “una motivazione ci deve essere” adesso sò che il loro è un copia incolla di frasi sentite, nulla di ciò che buttano fuori, appartiene a loro. Anche questa testimonianza, potrebbe essere un copia e incolla di libri che ha letto di frasi di psicologi… non puoi mai sapere se sono sinceri o no, perchè non lo sanno neanche loro.

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  6. Grazie Claudileia articolo davvero utile e sottoscrive ogni singola frase che mi ha detto il mio ex np quando è crollata la maschera. Coincide ogni parola o pensiero.
    Concordo con quanto ha scritto Spirito libero ci sono troppe persone inesperte che addirittura parlano di quanto poverini pure loro soffrono! Queste persone fanno più danni dei narcisisti perché fanno traballare i No Contact e vanno ad intaccare la nostra struttura già abbondantemente colpita da inutili sensi di colpa indotti e non…non è così anzi se e quando soffrono è solo per il loro crollo esattamente come descritto benissimo in un articolo di questo blog. Per mia esperienza il crollo del np è una cosa durissima da vedere: iniziano a chiudersi sempre di più in una rabbia spaventosa. Diventano delle iene e maltrattano tutti ma…non potendo nemmeno sopportare di provare dolore o il crollo si spostano su altro buttando nel cesso tutti quelli che gli stanno accanto. Questo finché non gli passa perché onestamente poi tornano esattamente come prima appena trovano il modo di andare oltre questi sentimenti. E nel frattempo lavorano solo per eliminare da loro stessi queste fastidiose sensazioni che ovviamente gli sono state procurate dal mondo esterno perché non sono mai colpevoli.
    I testimoni oculari, se non colpevoli ma vicini a loro vengono distrutti in quanto non servono. Forse gli rimandano la sua immagine questo non posso capirlo essendo sana di mente.
    Un abbraccio

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    1. Giustissia osservazione Eris, loro non sopportano nemmeno in minima parte che gli si rimandi un’immagine negativa, piuttosto che mettersi in discussione gettano tutto nel cesso come dici tu..anche per cose minime, salvo poi magari fare clamorose marce indietro perchè si rendono conto che senza un minimo di strategia esistenziale restano soli o rischiano la cosa che più temono in assoluto: essere abbandonati da tutti, ma proprio tutti, e che nessuno si importi di quello che fanno e viva benissimo la sua vita lontana da loro.
      Ecco perchè finiscono anche loro dagli psicologi, come è stato ben detto nei commenti sopra lo fanno solo per riuscire ad “adeguarsi” meglio alle persone e avere una vita più o meno accettabile e senza troppi spargimenti di sangue.
      Una delle cose che mi ha detto np nell’ultimo dialogo in cui si è mostrato “vittima” è stato: “Mi sento tirato da tutti per il bavero…come è difficile avere a che fare con le persone!”.
      E si…che gran fatica vivere quando passi la gran parte delle giornate cercando di usare e manipolare gli altri…a volte ti va bene ma a volte anche no, a volte trovi anche chi ti rimette con i piedi a terra e ti fa capire che sei una nullità. Spesso si smascherano malamente sul lavoro perchè chi non è sensibile alle loro manipolazioni capisce ben presto che dietro la facciata c’è il nulla. Purtroppo nelle relazioni umane le cose gli vanno meglio (si fa per dire) perchè lì si scelgono con grande accuratezza le persone che sanno di poter riuscire in qualche modo a manipolare e che non li metteranno mai in discussione….la loro “corte dei miracoli”….gli amici Charlie Brown, le “amiche ” sempre pronte a correre in loro soccorso, i colleghi che alleandosi a loro sperano di vivere della loro luce riflessa.
      Un abbraccio

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  7. Sono sopravvissuta ad una madre narcisista, una sorella narcisista (entrambe di una cattiveria incredibile), un ex marito narcisista…..sono passati molti anni, ma mi sto rialzando.
    Ciao a tutte!
    Paola

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  8. Ciao a tutte/i.
    Ho letto questo intervento con attenzione.
    L’unica affermazione sulla quale sono d’accordo è scritta alla fine: “Lasciateci perdere”.
    Non credo assolutamente al fatto che una narcisista possa essere anche minimamente consapevole del suo disturbo. Perché? Semplicemente perché è la sua natura e non ci si può far nulla. Chi è ancora sotto l’influsso malefico di questi esseri leggendo l’articolo può riporre qualche speranza in un cambiamento che però non avverrà mai.
    Quel rabbrividente Triangolo Nero composto da narcisismo, disturbo borderline e machiavellismo è un Sole nero o buco nero che tutto attrae e distrugge.
    Lontani!

    Ciao

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    1. Caro Kolish, ho pubblicato tempo fa qui sul blog la traduzione di due articoli che ho fatto, tratti dal The Journal of American Psychoanalytic Association. Sono molto tecnici e forse per questo sono passati quasi inosservati. Il tema è la totale incapacità di cambiamento dei narcisisti patologici perversi o psicopatici quando la posta in gioco è il miglioramento della loro persona. Sarebbero disposti a cambiare soltanto se c’è un vantaggio economico, una diminuzione della pena nel caso dei carcerati, una manipolazione del partner che vuole abbandonarli, ecc. Non possiamo negare, però, che che ci sono livelli di narcisismo, altrimenti qui facciamo disinformazione e non possiamo nemmeno confondere narcisismo con psicopatia. Per la psicopatia e il narcisismo perverso concordo pienamente con te: non c’è niente da fare. Un bravo terapeuta manco ci prova. Ci sono casi, però, che un terapeuta ‘ci prova’ convinto di poter fare qualcosa, prendendola come una sfida professionale oppure interpretando erroneamente il livello di narcisismo del paziente come ‘non così grave’. I migliori ammettono che i risultati sono molto scarsi e che non possono durare granché. Metto i link degli articoli già pubblicati, https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/02/22/nemmeno-i-migliori-terapeuti-riescono-a-capirmi-larroganza-narcisistica-in-sede-terapeutica-e-lidealizzazione-svalutazione-del-curante e https://artedisalvarsi.wordpress.com/2018/02/27/nemmeno-i-migliori-terapeuti-riescono-a-capirmi-parte-ii/ Abbracci a te, caro!

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      1. Ciao Claudileia!
        “Considerando che studiamo le psicopatie, lo psicopatico è una persona che … beh è troppo definirlo persona … però è un ESSERE dalle caratteristiche molto particolari …” Tratto da una intervista a Hugo Marietan facile da trovare nel web con sottotitoli in italiano.
        Secondo me la differenza tra psicopatia, narcisismo perverso, narcisismo, è che spesso i disturbi che li contraddistingiono sono molto simili e le differenze talmente lievi da non riuscire a capire a quale categoria appartengono. E’ questo il reale pericolo. Quindi meglio scappare senza chiedersi tanti perché.

        Un abbraccio anche a te!

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  9. Ciao a tutte/i.
    Sinceramente, non so se credere alla veridicità di questa testimonianza. Tendo ad essere d’accordo con Kolisch, mi appare poco probabile che un np (come si qualificherebbe essere questa donna, perché ha manipolato e distrutto persone) diventi consapevole di sé. Che vada in terapia perché comprende che sta male a causa di qualcosa che non va di se stesso. Quando ci vanno, se ci vanno, è sempre per malesseri che riguardano se stessi, sì, ma che non sanno spiegarsi, o perché qualcun altro li spinge loro malgrado. Magari, soprattutto invecchiando, provano un senso di vuoto, di ansia, un senso di fallimento generale che però sempre proiettano all’esterno, spiegano con cause esterne. Può darsi pure che, se la terapia va avanti, se np sta in un punto vicino al baratro (magari perché non ha più il successo di un tempo…), se lo psicoterapeuta è bravo, se è esperto di disturbi della personalità, se è capace di spuntare le armi manipolatorie di np, , può pure essere che possa condurre np a riflettere in qualche misura su se stesso, ma la letteratura scientifica non parla di percentuali alte, anzi tutt’altro. Più spesso vanno via, si sottraggono: il processo di una autoriflessione è talmente doloroso (noi lo sappiamo bene!) da non essere sopportabile per un np, anche perché np si autoprotegge dalla sofferenza attraverso la riconferma inconscia della propria patologia, distorcendo cioè la realtà e proiettando all’esterno la propria malattia, sa fare solo questo: non solo non sa avere cognizione dei suoi stati mentali, ma non sa nemmeno mantenere per un momento una sospensione del giudizio, né sugli altri né su se stesso: ha un immediato bisogno di far tornare i conti e ristabilire la propria autostima nei modi che conosciamo. Figuriamoci poi se incappa in uno psicoterapeuta inefficace e manipolabile, come è accaduto a questa donna: non credo che penserebbe “non mi è utile, si lascia manipolare, ho bisogno invece di qualcuno capace di smontarmi!”, ma immediatamente ne concluderebbe, generalizzando, che tutta la categoria degli psicologi è demente e che lui è superiore pure a tutti loro.
    Ma, soprattutto, mi appare del tutto improbabile che un np si vada a legare a un altro manipolatore perverso e che da lui si faccia distruggere a tal punto da dover ricorrere a una psicoterapia, anzi che questa sia la situazione che proprio lo spinge in terapia. E’ soprattutto questo che non mi convince. Può anche essere, anzi spesso accade, che un np si senta attratto da una persona con tratti narcisistici, con cui può ingaggiare una sfida infernale (vediamo chi vince!), ma per sua propria natura non arriva mai a legarsi veramente e a subire gli abusi, non può proprio sopportare qualcuno che gli restituisca un’immagine non dico penosa ma anche solo sminuita di se stesso, si offende e si arrabbia per pochissimo, figuriamoci poi abboccare al laccio di uno psicopatico! Non mi sembra proprio credibile questa dinamica sentimentale.
    Perché se è vero che “le persone che posso controllare non sono interessanti per me”, il fatto che “le persone che possono controllarmi sono pericolose”, in sé vero, esclude a priori la possibilità per un np di potercisi affidare. Le fuggono, anzi direi che non ci accostano proprio, e se per sbaglio le approcciano scappano a gambe levate. I tratti narcisistici possono interessare un np, perché nelle sfide si buttano trionfalmente, ma non a costo di perdere, non a costo di soffrire. Non conoscono la sofferenza perché non sono disponibili a viverla, tantomeno se determinata da un Altro da Sé, è proprio la patologia che non lo consente. Hanno tanti e tali difese interiori che non si pongono mai, in partenza, in questa condizione. Eliminerebbero immediatamente dal proprio orizzonte di interesse un soggetto con caratteristiche psicopatiche superiori alle proprie.
    Il resto, può anche apparire credibile: che non può comunque provare sentimenti, che non sa dare ad esse un nome, che non diventa empatico e può solo aspirare a un maggiore autocontrollo delle proprie pulsioni e comportamenti.
    Leggendo alcune testimonianze dello psicoterapeuta G. Di Maggio, alcuni casi da lui trattati con un certo successo (ma non sono molti, lo dice chiaro e tondo) implicano solo questo, una qualche dose di autocontrollo, uno spazio alla volontà razionale di rinunciare alla manipolazione perversa, una qualche capacità acquisita di godere anche di piaceri semplici e di sopportare qualche frustrazione, ma non la trasformazione in una personalità differente. Difficilmente potranno fermarsi in una relazione stabile con soddisfazione. Potranno acquisire una qualche sfumatura di tolleranza per l’Altro, ma non accederanno mai all’empatia. Questo è credibile.

    Concordo, in ultimo, con quanto dice Kolisch: questa testimonianza contiene un pericolo per il riverbero che può avere su di noi: non deve farci illudere che possono cambiare gli np con cui abbiamo o abbiamo avuto a che fare. Poniamo pure che ci sia, nel mondo, qualche np che si accosta a una psicoterapia efficace, per qualche ragione, e qualche piccola modificazione dentro di lui avviene. Non illudiamoci però che sarà il nostro. Il nostro, consideriamolo irrecuperabile. E, quindi, per quanto ci riguarda, concordo assolutamente: LONTANI!

    Un abbraccio

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    1. Sono belli i diversi punti di vista danno molti spunti. In effetti la vostra interpretazione era da portare in evidenza perché nel mio caso, leggendola, tutto mi è venuto da pensare tranne che potesse trarre in inganno. Questo è sicuramente dovuto al fatto che ora ho la lucidità di leggere quello che scrive questa np su se stessa riportandola nella mia realtà in cui ho potuto sentire con le mie orecchie tale testimonianza. A me già solo il fatto di sentirmi dire mi dispiace ma io non soffro e non soffrirò mai se perdo una donna perché non sento la sofferenza, mi ha aiutata a capire di più ciò che non potevo/volevo/riuscivo a vedere.
      La stessa np dichiara che pur usando le tavole dei sentimenti li identifica ma non li avverte. Sapere che non soffrono come noi da un certo punto di vista è un aiuto perché aiuta noi a capire che tutta sta sofferenza va smantellata alla svelta perché si soffre dietro al vuoto e al nulla di valori e sentimenti. Si capisce il ruolo che si aveva e si elabora con la coscienza di chi ha capito che non c’è più niente da fare e che l’illusione si può e si deve ora distruggere.
      Un abbraccio

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  10. Ho letto con molta circospezione e molto sospetto.
    Se questa persona ha fatto veramente il percorso che dice probabilmente non è un NP; sarebbe una contraddizione in termini: un NP non può riconoscere il suo disturbo, quindi chi lo riconosce non può essere un NP. Oppure è un NP che dissimula di aver capito di esserlo, in questo modo manipolando chiunque legga? Non so ma poco importa.
    Però lo scritto descrive molte dinamiche che purtroppo conosco bene, molte “tecniche” di controllo dell’altro e anche le paure che probabilmente assillano un NP e che spesso lo spingono ai suoi comportamenti.
    Un giorno il mio terapeuta, quando ancora io mi affannavo a trovare una soluzione e cercavo le cause del comportamento di mia moglie nel tentativo di salvare lei, il mio matrimonio e me stesso, mi ha detto: “chissà che all’improvviso sua moglie non faccio il suo insight, ovvero la sua introspezione e presa di coscienza”: era forse per darmi una speranza o più probabilmente non ero pronto a sentirmi dire cose diverse.
    L’insight non c’è mai stato, e mai potrà esserci, perchè lei è un NP o qualsiasi cosa ci assomigli, anche se riesce a dissimularlo e spesso la cosa rimane latente.
    Ho letto volentieri perchè, veritiero o meno, è la descrizione di una NP femmina, ed è molto rassomigliante, un vero orrore!
    Un abbraccio a tutti!

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    1. Caro Gianni, intanto bentrovato e spero che tutto proceda al meglio…
      Dici benissimo : in tanti di noi hanno avuto il dubbio che la persona non fosse narcisista ma come dici tu invece questa é la loro enorme abilità di fingere anche quando sembrano “riflettere” profondamente su loro stessi. Non é così, ma fregano lo stesso gli altri e mi sa che anche questa qui c’è riuscita bene.
      Il mio secondo np é maestro in questo: con me in più di una occasione ha dichiarato di sentirsi “pazzo”, “malato”, con un problema da risolvere. Sembra davvero essere consapevole, non dico del Narcisismo, ma di non fuzonare bene.
      Ho sperato fosse uno spiraglio per poter iniziare un dialogo, ma non ha mai voluto spendere più di un minuto ad approfondire la questione.
      Loro “intuiscono” che qualcosa non va ma non vogliono guardare nel pozzo nero. Troppo angosciante, troppo faticoso ammettere la voragine che hanno dentro di sé.
      Meglio indossare una maschera e andare avanti alla bell’e meglio.
      Curiosamete, è un appassionato di speleologia. Chi lo sa, forse ha spostato la sua curiosità per gli anfratti bui della terra per evitare di sondare i propri!
      Un abbraccio

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      1. Ciao Cara Silvia, tutto bene anche se è un periodo molto incasinato sotto tanti punti di vista; scrivo poco e segue per quello che riesco.
        Questo articolo mi ha incuriosito ma come ho scritto mi ha anche lasciato dubbioso.
        Loro sono incapaci di vera consapevolezza e se anche ne acquisiscono un po’ la usano in maniera strumentale.
        Sondare i loro stessi abissi li terrorizza e quindi si guardano bene dal farlo e preferiscono concentrarsi sulle buche degli altri.
        A questo proposito mi viene in mente che lei è riuscita a vendersi alla sua terapeuta come persona molto profonda, anche se il senso che ne dava lei era sicuramente auto-celebrativo; ricordo che, nell’accusarmi velatamente di non essere io sufficientemente profondo rispetto a lei, si era paragonata (o erano parole della sua “terapeuta”, non ricordo) a un pozzo di petrolio in rapporto ad una pozzanghera. Adesso lo vedo come un paragone calzante: parliamo sempre di profondità ricolme di materie non proprio pulite…..
        Un grande abbraccio!

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      2. In effetti caro Gianni il paragone mi sembra proprio azzeccatissimo 😄👍
        La loro “profondità” presunta é solo un’ulteriore facciata per adescare meglio le prede.
        Ho già raccontato in altre occasioni che il secondo np ha un profilo facebook in cui, oltre ai mille titoli che dice di avere, si definisce anche “filosofo”. Pubblica storielle zen (evidentemente scopiazzate altrove) che firma a suo nome.
        In una alla fine ha anche scritto “solo due cose sono infnite: l’universo e l’amore”. Cioè…..renditi conto che senso può avere una tale frase per un narcisita che non sa nemmeno lontanamente cosa sia l’amore…ma loro fingerebbero qualunque cosa pur di attirare prede nella ragnatela….
        Se le fan del “filosofo sapessero in che modo mi ha parlato delle sue ex e leggessero i suoi “elegantissimi” messaggi probabilmente scapperebbero a gambe levate! 😄
        Forza e coraggio caro Gianni, almeno noi sappiamo chi sono e con noi quella maschera non può più funzionare.
        Ti abbraccio

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    2. Caro Gianni, ciò che mi interessava davvero in questo articolo era il percorso terapeutico descritto dalla narcisista in questione. Fino adesso non c’erano articoli così chiari sul tipo di lavoro che viene fatto dai professionisti quando s’imbattono in un paziente altamente manipolatore e con tutte le carte in regola per essere definito “narcisista patologico”. Al contrario di ciò che possa sembrare ci sono narcisisti che si recano da un terapeuta quando manifestano sintomi che possono bloccare il loro “operato”, come l’ansia, la depressione o l’impotenza negli uomini. Tanto l’ansia quanto la depressione possono colpire questi personaggi inventati quando subentra l’elemento “crisi”, spesso collegato alla perdita della loro “gallina dalle uova d’oro” o del vigore fisico. Secondo Sam Vakin, i narcisisti possono inventarsi delle crisi di sana pianta e conforme il livello di noia. Afferma che sono persone talmente instabili che vivono in uno stato di dissonanza cognitiva perenne rispetto a tutto ciò che vogliono: oggi sono e vogliono una cosa, domani sono e vogliono un’altra e così fino alla tomba. E’ qui che conviene sottolineare la differenza tra narcisisti patologici e psicopatici. Lo psicopatico è colui che mai e poi mai arriverà in terapia, così come il narcisista nella modalità PERVERSA. Entrambi lo farebbero solo in galera, se questo costituisse una diminuzione della loro pena. Concordo con te che l’insight non può arrivare in un quadro così compromesso. L’unica cosa che la narratrice ammette di identificare è l’ANSIA. Perché l’ansia? Perché l’ansia danneggia lei stessa, impedendola di funzionare nel modo che ha sempre fatto. Abbracci a te.

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      1. Cara Claudileia, sai che del percorso “terapeutico” di mia moglie ho già parlato, esprimendo tutte le mie perplessità e tutta la poca stima che ho nella sua terapeuta.
        Quello che emerge da questo articolo, vero o falso che sia, è, come dici tu, che loro eventualmente vanno in terapia per affrontare un momento di crisi loro, non certo per mettersi in discussione. Così è stato anche per mia moglie: io ho mancato in parte ai miei doveri di sostegno e rifornimento (almeno secondo lei), per cui è entrata in crisi.
        Ma per quanto ne so io, ogni volta la sua psicologa si sia anche minimamente avvicinata all’affrontare la sua vera natura e problematicità, la terapia si è interrotta o l’attenzione è stata spostata su qualcos’altro. A quel punto secondo me la terapeuta è stata completamente sviata o del tutto manipolata, o forse ha semplicemente capito che non c’era possibilità di andare da nessuna parte, o forse è una di quelle che ritiene che il NP non esista e che ognuno è semplicemente fatto a modo suo; fatto sta che non ha fatto altro che solidarizzare con mia moglie non mettendola mai veramente di fronte ai suoi limiti.
        Ansia? Sì, ne ho vista tanta da parte sua, sempre verso sè stessa, mai in rapporto alla nostra relazione.
        Un grande abbraccio!

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  11. Quando l’np è uscito allo scoperto e non aveva più bisogno di mentire, il vuoto orribile che ho visto nei suoi occhi mi ha fatto rabbrividire… non riuscivo a decodificarlo, mi sembrava un automa, uno zombie.
    Sono macchine senz’anima e questa testimonianza ne è una prova.
    Non vivono senza manipolare: è questa la certezza che ci deve far correre lontano, costruire muri di protezione dalla loro cattiveria e tagliare ogni ponte per non essere più catturati da loro. Come non si può aver pena per noi stessi e comprensione per le nuove vittime?
    Gli NP avvicinano solo quando ci sono delle ferite, le percepiscono come gli squali percepiscono il sangue. Triste essere stati loro prede, ma orgogliosi di aver compreso ed esserne sopravvissuti.

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  12. Buongiorno a tutti. Dopo i famosi ‘aug’ pasquali a cui non ho risposto, è passato un mese e stavo bene. Fino a ieri. Ricevo un messaggio da una persona che ci conosce entrambi (conosce più lui perché sono amici) e che non sentivo da più di un anno. Dopo i soliti convenevoli (come stai? Sto bene. E tu?) mi dice quando vieni da queste parti così andiamo a salutare Mister X (cioè il narc)?.
    Sono rimasta senza parole, non me lo aspettavo. L’ho liquidato in fretta con un ‘a presto’, ma sta cosa mi ha destabilizzata. Possibile mi chiedo che basti così poco per vacillare? O forse sono io che sono così poco stabile? Uff

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    1. Cara Aria, le scimmie volanti lavorano sodo per il narcisista/psicopatico. Azzardo dire che Mister X era proprio accanto al suo “amico” per sentire la tua risposta. Perché l’ha fatto? Un n.p. doc non può accettare che una preda scappi, che sia lei a decidere di abbandonare la nave e scomparire. Avrà detto alla sua scimmia: “Questa qua è innamorata di me. Sono in pena per lei perché non si fa più sentire. Potresti chiamarla solo per sapere come sta?”. Cerca di capire la grande fregatura che c’è dietro questa pseudo preoccupazione nei tuoi confronti: UNICAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE CURIOSITA’ di sapere se stai sopravvivendo lontana dalle sue catene. Una volta confermato che stai benone lui tornerà alla sua solita vita con l’orgoglio leggermente ferito (sensazione transitoria perché presto avrebbe altro a cui pensare). Se, invece, tu fossi caduta nella trappola di parlare male di lui o piangere disperata perché hai deciso di non farti più viva, sappi che avresti soltanto RINVIGORITO Mr. X con il tuo dolore. L’avresti nutrito alla grande. Il suo amico inconsapevolmente ha fatto il lavoro sporco per lui e probabilmente ha pensato: “Oh, quanto è bravo, si preoccupa per questa povera ragazza innamorata!”. Ecco perché consiglio il cambio di numero. E’ l’unico modo di evitare qualsiasi tipo di chiamata manipolatoria, tanto da questi soggetti quanto dai loro “inviati speciali”. Tu stessa affermi in questo commento: IO STAVO BENE! Questa è l’unica cosa che conta. Cambia prospettiva: tu non sei ‘destabilizzata’ ma hai avuto indirettamente un contatto con una persona altamente tossica, di modo che ora accusi i sintomi del veleno che ti hanno spruzzata. Abbraccio grande a te e buona giornata!!

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    2. Cara Aria intanto complimenti ancora per aver ignorato a pasqua quel ridicolo messaggio, il prodotto penoso della mente stitica di np scritto solo per presenziare nei tuoi pensieri in quei giorni di festa.
      Confermo che si sta bene quando si trova la forza di non subire gli abusi ma allo stesso tempo basta una frase, una persona, o anche solo una canzone sento a alla radio per caso che ci ricorda quel periodo a destabilizzarci.
      È normale, per fortuna non siamo robot come loro. Superiamo il distacco ma la ferita resta. Resterà sempre ed é un bene che sia così : é il monito a non ricadereci più.
      A me è successo dopo ben 8 mesi di non contact l’anno scorso quando il primo narcisista ha fatto un cucù all’improvviso una sera chiedendomi come stavo. Io ero sdraia sul divano a guardare la TV, sono stata colta di sorpresa (per loro il fattore sorpresa é essenziale quando tentano il ripescaggio) …la mia reazione immediata é stata di sconcerto, ho provato incredulità e rabbia insieme per la sua faccia tosta…le volte precedenti ero felice quando si faceva vivo dopo le sparizioni, ma stavolta avevo il cuore a mille e la pressione alle stelle, ho dovuto lasciare un messaggio vocale ad una mia amica per sfogarmi, urlando letteralmente al telefono. La mia povera amica avrà pensato che fossi pazza da legare 😄
      Gli risposi senza far traspare quell’ammasso indistinto di emozioni e fui molti neutra nella mia risposta.
      Lui provò a scrivere qualcosa per agganciarmi ma grazie al cielo trovai la forza di non rispondere più. Da allora é sparito e per fortuna non l’ho sentito più.
      Quellq volta mi sono sentita destabilizzata per un giorno solo fortunatamente. Quel cucù non ha intaccato la mia volontà di proseguire il no contact ma ho compreso quanto possono continure ad essere dannosi anche dopo molto tempo.
      Ti abbraccio

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  13. manipolazione sempre e comunque. Se non riesco in questo modo, se rischio di perdere il controllo, lo farò nell’altro, quello della simulata umiltà. “la gente si rivolge a me, ho vinto la loro diffidenza” L’apoteosi, il 110 e lode in narcisismo.

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  14. PER ARIA
    La penso come Claudileia. Che l’amico comune sia stato spinto da Mister X- (ad Aug non hai risposto!) a contattarti, attraverso qualche frottola raccontata per mostrarsi altruista, in realtà solo per controllarti e, se possibile, farti ancora del male. Fa parte della strategia manipolatoria. Il piacere è anche, per lui, fantasticare sull’idea che tu possa star di nuovo a macerarti sul suo ricordo mentre lui certamente se la spassa altrove, puoi star sicura. Anche solo il pensiero che può essere così lo alimenta.
    E’ del tutto normale che tu ti senta un po’ vacillante, ma ha ragione Claudileia: hai ricevuto un piccolo morso dallo scorpione, ma solo piccolo e indiretto, quindi ora c’è un po’ di gonfiore ma passerà, senz’altro. Non colpevolizzarti per il fatto che ancora non sei superiore a queste meschinità. Ci vuole il tempo, ci vuole il percorso: siamo umani, non possiamo staccare il cervello come spegnere il pc, a differenza di loro. Anche io ti dico: ricordati che stavi bene e bene potrai tornare a stare.

    Un abbraccio

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  15. Ho molto apprezzato questo articolo, ma ho dovuto leggerlo almeno due volte. A una prima lettura, mi è parso che non fosse scritto da una vera narcisista, perché mi pareva singolare che una persona affetta da tale disturbo usasse certi termini che per lei dovrebbero essere l’equivalente di concetti astratti lontani dall’esperienza personale (un po’ come un non vedente che parli dei colori). Poi ho apprezzato la lucidità e sorriso amaramente nella parte del trabocchetto, che ancora funziona, su di me: sono sempre una vittima potenziale, stringerei e rassicurerei la bambina poco amata dalla madre. Infine, mi sono reso conto che l’intero articolo è… manipolatorio! Ci mette nella condizione di provare empatia per il narcisista, in un certo senso. E anche con la parziale ammissione di responsabilità, lo schema è quello di indurre la nostra empatia a fare la propria parte. Purtroppo è una guerra in cui non possiamo permetterci di aver pietà, dico bene?

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    1. Caro S.w.a., anche io leggendolo ho avuto l’idea di una manipolazione.
      Cioè: io sono narcisista, so di esserlo, me l’ha detto anche lo psicologo, ma continuo imperterrita a mettere in atto le mie tattiche, di cui adesso sono consapevole; eventuali rimorsi di coscienza si fermano al dirsi che si sa come si è fatti; anzi questa ammissione suona come un’auto assoluzione, ma non salva un’eventuale nuova vittima che è, come dici tu, indotta all’empatia verso la poverina sofferente.
      Mia moglie stessa, che non arriverà mai a dirsi che è una narcisista o che ha qualche problema di quel tipo, ha secondo me utilizzato a suo favore la comprensione di qualche meccanismo che alla fine tutto sommato la sua psicologa le avrà anche spiegato; peccato la terapeuta abbia alla fine solidarizzato con lei invece di segarle le gambine, come invece sembrerebbe essere riuscito almeno in parte a fare il terapeuta della narcisista “consapevole” dell’articolo (ma sarà poi vero?).
      Abbraccio.

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    2. Sono bravissimi a vendere le loro storie di “sofferenza”, il mio secondo np giustificava le sue “stranezze” con un suo imprecisato “malessere” interiore..a volte sembrava anche prendere del tutto le distanze da quel che faceva, sicché mi veniva da pensare che il suo vero sé era quello cosciente dei danni, invece quella era solo la maschera. Bisogna stare molto attenti a non confondere la maschera con la loro vera natura….questo purtroppo è un inganno potente in cui tutti purtroppo, almeno all’inizio (quando non sapevamo chi sono) siamo caduti.
      Penso anche io a volte a quel bambino che si è trovato a dover costruire una corazza per proteggersi, é triste e doloroso anche solo pensare che un bambino si ritrovi, più o meno consciamente, a fermare del tutto lo sviluppo affettivo….e qui entra in gioco l’empatica che è in me. Il primo np con la storia tristissima che da piccolo a scuola lo deridevano per la sua difficoltà a leggere mi straziava il cuore, lo vedevo proprio umiliato e solo nel suo banco e avrei voluto essere lì vicino a lui e dirgli che non doveva sentirsi solo, che qualcuno era accanto a lui.
      La verità purtroppo è che loro esagerano volutamente le loro “ferite” o i loro “malesseri interiori” proprio per andare a stimolare la nostra empatia. Pensiamo di aver trovato qualcuno da comprendere e che ci possa comprendere a su volta (altra grossa illusione).
      Se noi infatti andiamo a parlare delle nostre ferite ti accorgi che 1) Non gliene importa nulla 2) Se fingono di importarsene é solo per poterti far abbassare le difese e attaccarti in un secondo momento.
      Quindi concordo assolutamente con SWA: mai fidarsi e alla larga.
      Abbracci a tutti

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  16. Caro S.w.a.: dici benissimo nella conclusione del tuo intervento!
    Purtroppo, come te, anche io sono sempre a rischio di cadere nel medesimo trabocchetto: tendo a voler rassicurare il bambino fragile e non amato, anche se in verità, pur essendoci effettivamente stato nella notte dei tempi ‘sto pargolo ferito, ora riposa in un sonno incantato nel profondo più buio della coscienza, sotto il peso di una creatura molto differente… Ma a me si rappresenta, mentalmente, questo benedetto bambino, non riesco a prescinderne nel mio vissuto, tendo a immaginarmi come il dottor Frankenstein nei confronti della Creatura (in “Frankenstein junior”) o San Francesco nei confronti del lupo (!: che presunzione però, se ci pensiamo bene…).

    Anche quando, di fronte ai suoi abusi e alle sue pretese, ho colpito duramente il mio fantastico np, contrattaccando (la soddisfazione di vederlo destrutturato, annaspando, ma solo per un momento, nulla più: rapidamente sanno riprendere la loro forma patologica… ), in me c’è sempre stata la disponibilità ad accogliere il bambino sfortunato, a cercare di far vibrare quei nuclei profondi dell’anima che io ho sempre pensato debbano appartenere per forza a tutti gli esseri umani. Questo mi ha sempre fregato.

    Potenziali vittime, noi, sì, sempre. Per empatia. Per filantropia. Per humanitas. Per ingenuità. Credendo di aiutare noi stessi a guarire.

    Abbracci.

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  17. Anch’io l’ho colpito-tempo fa-avevo la fissazione di dovergli far pagare le ingiustizie e a detta sua ero riuscita a fargli venire l’ansia! veramente ci ho creduto pochissimo -subito. Claudileia avevi ragione tu,aveva finto un tumore al rene del quale mi avevi detto di dubitare,sta benissimo. Non hanno veramente nulla dentro ,della sua malattia e morte vicina lo aveva raccontato anche ad un mio amico che sta male veramente e che veramente ha poco da vivere ed è veramente una situazione straziante! A parlare di psicopatici si parla di niente o al massimo di gas puzzolente

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  18. Secondo me siamo di fronte ad una narcisista esibizionista, immagino che le due “qualità” possano convivere. Questa testimonianza puo’ essere vera ma è dettata dalla vanità, non dal desiderio di aiutare. Vanità di far parte dell’1%, di avere potere, di “lasciare il segno”, di essere incurabile. Ricordo una mia compagna di università che dopo la diagnosi di PN di una terapeuta da cui era finita causa somatizzazioni da ansia mi diceva con fierezza “capisci, sono un genio del male, un genio, e nemmeno il più bravo specialista potrà aiutami. La mia psi comunque mi capisce e mi ammira, mi ha detto che con una terapia d’urto di tre ore a settimana nel giro di qualche mese imparerò’ a gestire l’ansia e tornerò più potente di prima”. Insomma, una complice ben ricompensata.

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  19. Buonasera, cercando in rete sono risalito a questo blog….
    Vorrei raccontarvi la mia storia, perché credo possiate capire e forse consigliarmi.
    Anni or sono ho avuto una storia con una donna sposata per 3 lunghi anni. All’apparenza tutto normale, ma alla fine sono emersi degli scheletri nell’armadio davvero impressionanti: un aborto frutto della sua fantasia, diversi amanti con cui si prodigava senza prendere precauzioni ed ovviamente all’insaputa del marito.
    Dopo questa esperienza ho imparato a cogliere alcuni segnali dagli svitati a cominciare dalla difficoltà nel dormire la notte.
    Venendo ad oggi, ho conosciuto la ex di un amico qualche mese fa. Loro si erano lasciati da circa 1 anno e mezzo e lei da subito ha dimostrato interesse palese nei miei confronti nonostante la presenza di lui. Ho sempre fatto finta di nulla, per rispetto nei confronti di lui e perché lei non era esattamente il mio ideale di donna. Mi sono però accorto che parlando con lei c’era una certa affinità mentale…tanto che mi è venuta voglia di baciarla mentre le parlavo.
    Per diversi mesi, preso anche dai miei impegni professionali asfissianti, sono rimasto immobile, ma questa estate, dopo l’ennesimo litigio tra lei ed il mio amico, ho deciso di farmi avanti, nonostante sapessi che lei stava seguendo un percorso psicoterapeutico. Da come si raccontava pensavo si trattasse di un problema di anaffettività o alessitimia, ma con nel giro di un mese e mezzo penso di aver maturato l’idea che sia una narcisista. Mi è ancora impossibile capire come il mio amico e le amiche che la frequentano non abbiano capito che c’è qualcosa che non va in lei.
    Durante il mese e mezzo in cui ci siamo sentiti al telefono regolamente e ci siamo visti solo in presenza di terzi per sua volontà, siamo passati dal :
    -lascio tutti i miei trombamici quando decido di stare con una persona
    -facciamo tutti e due un passo indietro perché ho capito che il mio ex mi vuole ancora bene
    -ho commesso un errore portandoti a casa mia perché tu potresti essere uno stalker e venire a suonarmi il campanello di casa intromettendoti nella mia vita
    -se vuoi puoi andare anche con le altre
    -dobbiamo assolutamente vederci a 4 occhi per capire se possiamo stare bene assieme
    -va bene qualunque ristorante basta vederci
    – a me non va bene tutto ma non ti dirò quali sono i posti che mi piacciono quindi scegli tu

    Dopo una seduta dalla terapeuta a cui ha chiesto consiglio, se ne esce con :
    -non me la sento, ma è colpa tua perché non hai saputo curarmi adeguatamente e, a fine telefonata, si lascia scappare un “chissà se riuscirò a guarire dal mio problema”

    Resto un po’ imbambolato, ma già all’inizio c’erano delle cose che non quadravano quindi, vedendo che il mio amico ci stava ancora male, decido di raccontargli tutto per filo e per segno.
    Lui, stupidamente, le racconta ogni cosa, facendo riferimento anche ai messaggi scambiati con lei che gli avevo fatto leggere per dimostrargli che non stavo raccontando favole.
    Lei esplode nella sua rabbia e gli dice che sia io che lui siamo uomini senza palle quindi non adatti ad una come lei e che, per ciò che le ho fatto, non vuole più vedermi.
    Dispiaciuto da questa situazione, mi sono giocato anche le amiche di lei con cui avevo un discreto rapporto, perché sarei stato indelicato vuotando il sacco con il mio amico.

    Ecco, ora sono nel dubbio e non so se scusarmi con lei mandandole un messaggio o dei fiori oppure no. Giusto per ricostruire il gruppo di amici con cui mi divertivo qualche sera a cena…..non per andare oltre siccome lo ritengo impossibile allo stato attuale delle cose e forse non lo sarà mai.

    Lei stessa si definisce egoista, egocentrica, aggressiva, troppo concentrata su se stessa, abituata all’idea di poter fare tutto da sola…..arrivando a definirsi invulnerabile come Wolverine……

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    1. Ciao foto.
      Essendo uscito più o meno acciaccato dal rapporto con una psicopatica ti posso dire solo questo:
      1 – Sono BUGIARDE. Non bisogna credere a nulla di quello che dicono.
      2 – Sono curabili, nel senso che si possono ottenere dei miglioramenti ma in un arco di tempo che va dai 5 ai 10 anni (non lo dico io ma specialisti in materia).
      3 – Anche se si trova una cura per alleviare la loro cattiveria, sono INGUARIBILI!
      4 – Questo a causa di un cattivo funzionamento dell’amigdala, la parte del cervello che serve a controllare le emozioni. Se è difettosa o danneggiata non c’è nulla da fare. Punto!

      Ciao

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    2. Ciao Foto, non saprei dire se ti sei imbattuto in una donna np. Non ho molta esperienza di donne np all’interno della relazione di tipo sentimentale (mia sorella, secondo me np, classicamente non fa vedere all’esterno ciò che succede all’interno della sua coppia, come ogni buon np), credo che esistano anche differenze tra np uomo ed np donna nella predilezione di certe dinamiche piuttosto che altre, sempre certo per realizzare l’obiettivo comune a tutti gli np maschi o femmine che siano,cioè mandarti in tilt e in confusione per nascondere se stessi il più profondamente possibile (proiettare sull’altro la propria insicurezza: far sentire l’altro insicuro: in questo modo si spiega l’altalena dei sentimenti mostrati,oscillando fra il mi piaci e il posso fare assolutamente a meno di te). Certo, alcuni elementi di np vi sono. Però, non so, il fatto che abbia chiuso in maniera così stentorea…la vicenda in tutto in quanto tempo si è svolta? Sicuramente,comunque,una persona instabile emotivamente: significativo il suo andare dall’attestazione di interesse alla negazione di importanza, come si evince da ciò che hai riportato. Io quel che so delle donne np nelle relazioni sentimentali, è – accanto all’incantare con la propria ambivalenza, cosa questa che è comune anche agli np uomini pure loro sempre ambivalenti- il far sentire inadeguati i partner, castrare, soprattutto cercando di stimolare sensi di colpa nell’altro, anche di propri problemi e insufficienze sessuali: farli sentire animali assetati di sesso, volgari, stupratori… Mi pare di capire che la dinamica del dnp al femminile sia piuttosto questa: tutta basata sul rifiuto per far sentire l’uomo inadeguato (sono misandre quanto gli uomini np sono misogini). Non so se c’è stato qualche elemento di questo tipo nella tua esperienza di lei.

      Riguardo al farti perdere i contatti che avevi, in questo np ci provano sempre. Ma qui diciamo ci ha messo di suo pure il tuo amico, ingenuotto direi (ma almeno quanto te incauto). Ci sta pure, da parte della donna in questione, l’offendersi per questo parlare alle sue spalle e poi addirittura tornarle direttamente all’orecchio…certo, se è una vera np dovrebbe esserne in realtà contenta (per un np è sempre bene che gli altri si agitino a causa sua)…mai avuta questa impressione, vedendola?

      Riguardo al se chiederle scusa,non saprei proprio…il mazzo di fiori non so…dopo averne parlato male…a me non farebbe piacere riceverli…Forse meglio favorire un’occasione di presenza di entrambi (con altri pure) e parlarle a 4 occhi, dirle direttamente ciò che pensi: eri confuso, perché lei alimentava questa confusione, e hai avuto necessità di documentarti e confrontarti con l’amico, e semmai è lui che non avrebbe dovuto ripetere la confidenza. Ti dico questo perché penso che la cosa più utile, nelle relazioni con gli altri, sia dire il più possibile la verità, andare allo svelamento della dinamica, smettere di ricevere e dare informazioni slittate e fuorvianti e ambigui, intrise di doppi e tripli sensi. Tra l’altro, in questo gli np ci navigano bene. Dire la verità per rispetto umano, se lei non è np; dire la verità per smascherare e fronteggiare, se è una np.

      Un abbraccio

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  20. Grazie per le risposte.
    Ci sono altri elementi che mi fanno pensare si tratti di una NP.
    Durante le mie conversazioni telefoniche con lei ha sminuito il mio amico sotto il profilo sessuale citando le tempistiche dei suoi rapporti come si trattasse di una prestazione…..cercando di sapere da me quali fossero le mie performarces.
    Ovviamente io ho detto che non sapevo come le cose avrebbero potuto andare, perché non è mia abitudine usare cronometri o fare una scaletta.
    Sempre durante le conversazioni in gruppo si è permessa di sminuire il suo ultimo fidanzato, risalente a Gennaio e Febbraio, che oltre ad essere minidotato sarebbe anche eiaculatore precoce. Altre volte invece lo difendeva per le sue prestazioni da triatleta.

    Sempre durante una telefonata con me cercava di lusingarmi sotto il profilo sessuale millantando di essere una donna che sa come soddisfare gli uomini a letto e che era sempre stata lei a lasciare e non viceversa.

    E’ maniaca del controllo e della pulizia. Quando mi ha invitato a casa sua, tolsi le scarpe e camminai scalzo per evitare di rovinarle il parquet, sapendo della sua fissazione al riguardo. Le dissi di non avere dei bei piedi e mentre eravamo seduti al tavolo, in maniera arrogante, mi disse: “ho capito che hai dei brutti piedi, ma se continui a farmeli vedere”

    Si annoia facilmente e vale fare solo quello che interessa a lei.

    Sembra che la sua vita dipenda interamente dai complimenti che riceve e dal desiderio che gli uomini manifestano verso di lei.

    Durante le loro liti ho sentito molta rabbia in lei, ma nessuna cattiveria. Mi sembrava strano che restasse impassibile qualunque cosa lui facesse o dicesse. Sembrava che godesse delle sue reazioni emotive.

    Parla spesso di amici uomini che la chiamano e la cercano o con cui va a pranzo nella pausa del lavoro. Uno di questi è un fedifrago che lei idolatra, aggiungendo che se una donna accetta di stare con un uomo così, significa che le sta bene soffrire e merita questa sofferenza. Ho cercato di farle capire che è difficile accorgersi di certe dinamiche quando si è dentro una coppia e che nessuno merita di soffrire, ma lei non intende.

    Una delle prime sere in cui ci ho parlato, mi accusò di indossare una maschera e di non vivere la mia vita, semplicemente perché nel locale in cui eravamo non ero interessato alle ragazze presenti e forse a lei in particolare, ma cercavo una storia seria e non le classiche “trombate” per citare un termine che usa spesso lei. Parliamo di una donna, in realtà, perché a 47 anni una dovrebbe essere una donna.

    Vive nel terrore di restare sola e soffre di ansia. Dorme 5 ore a notte da diversi mesi e gli ansiolitici come lo Xanax non le fanno nulla.

    Capitava che si raccontasse e che enfatizzasse il suo ruolo lavorativo dicendo che era l’unica cosa in cui si era prodigata e che nei 12 anni con il mio amico, praticamente, si era seduta prendendosi un uomo che non le avrebbe creato alcun problema modellandolo come l’avrebbe desiderato.

    Si, il mio amico è stato stupido. Sentendolo pomparsi quando lei gli diceva che era stato l’uomo più dotato tra quelli con cui era stata….mi veniva da ridere. Adesso frequenta una nuova ragazza e mi racconta le sue performances per filo e per segno…..come se in un rapporto tra un uomo di 50 anni ed una donna, l’unica cosa che conta è la prestazione a letto. Con il senno di poi credo abbia problemi anche lui.

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    1. Caro Foto… ma in che gruppo sei capitato? Confesso che se tu non avessi detto l’età dei personaggi avrei pensato che parliamo di 20enni! Dal tuo racconto mi sembra che questa donna abbia un unica missione nella vita: castrare gli uomini, LETTERALMENTE. Il motivo per il quale prova idolatria verso il traditore seriale è perché si tratta del suo alter ego. Lui fa esattamente ciò che farebbe lei nel caso in cui si fosse sposata. Il suo sogno è trovare un uomo come il tuo amico, che la veneri al punto di annullarsi completamente. Non è possibile comprendere se il tuo amico oramai si comporta così a 50 anni (raccontando per filo e per segno le sue performances con la nuova ragazza agli amici!) perché è stato talmente annullato da lei che ora vuole dimostrare al mondo il quanto è potente, oppure se è stato sempre un perfetto idiota ma tu, da amico, non t’accorgevi della sua idiozia. Lo sai che qui non spariamo diagnosi ma ci sono tutti gli elementi per stare alla larga da questa donna: è sprovvista di empatia, bugiarda, castrante, millantatrice, ossessiva, maniaca del controllo, arrogante, sprezzante, superficiale, fredda, ama triangolare per sentirsi viva e desiderata, mette in competizione gli uomini, rovina le amicizie tra loro, provoca scompiglio nel gruppo, ecc., ecc., ecc. E fa tutto questo a 47 anni, età in cui un minimo di profondità è quanto meno auspicabile tanto nelle donne quanto negli uomini. Ora veniamo a te: le persone che pensano esclusivamente al loro piacere possono essere estremamente attraenti per chi ama le sfide. Non entrare in questo meccanismo perché lascerai la tua pelle, come tutti qui. Come ha già scritto Kolisch NULLA DI CIO’ CHE DICONO CORRISPONDE ALLA VERITA’. Persone che hanno il modus operandi come il suo, così collaudato, GODONO del caos e dell’inseguimento che provocano. Non farti fregare dai piccoli sprazzi di fragilità che potresti intravedere in questa persona perché nemmeno il miglior psichiatra al mondo potrebbe trasformare questi sprazzi in qualcosa di più profondo. Lei ha dimostrato di non avere sentimenti per nessuno, sopratutto nei confronti della persona con la quale ha convissuto per 12 anni. Il cervello di una persona che prova piacere manipolando, castrando e triangolando resta quel che è. Abdicare di questo tipo di piacere è come morire per loro, perciò… stai certo che le sue azioni diventeranno sempre più malvagie. Lei sta arrivando ai 50 e per una donna come lei (così come per gli uomini che si comportano in modo identico!) arrivare al mezzo secolo si traduce in una botta tremenda. Quindi, ne seguiranno misure di contrasto palesemente scapestrate volte a provocare ancor di più gli uomini del gruppo e al di fuori del gruppo. Non so che rapporto ha lei con le altre donne, ma suppongo siano pessimi o inesistenti. Abbracci a te!

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    2. Ciao foto.
      Scrivi: “Gli ansiolitici come lo Xanax non le fanno nulla”.
      Punto uno: Ma sei sicuro che li prende?
      Punto due: Gli ansiolitici non hanno effetto alcuno perché vanno a sollecitare parti che non esistono! E’ come essere immuni dal raffreddore. Prenderesti l’aspirina?

      Ciao

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  21. Aggiungo solo una cosa riguardo alle scuse:
    lei non vuole più vedermi.
    Io no ho parlato male di lei, ma ho raccontato la verità. Quello che c’è stato tra di noi alla fine non è nulla di cui avrebbe dovuto vergognarsi perché lei è single ed io altrettanto e non ho firmato contratti con il mio amico….
    L’unica scorrettezza che ha commesso è stata nei confronti del mio amico che cominciava a sospettare l’interesse da parte di lei nei miei confronti e le ha chiesto più volte di confermare o meno e lei ha sempre smentito….anche il giorno prima che io racontassi tutto a lui, pur sapendo che l’indomani avrei parlato con lui proprio della questione.

    Lui è sempre stato manipolato e sfruttato a mio modo di vedere.

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    1. Bene… alla fine tu hai raccontato la verità al tuo amico. Tra l’amicizia e il flirt con una donna che si comporta nel modo come hai descritto, cioè, una donna che attribuisce valore a un uomo conforme le sue perfomances sessuali e ai centimetri che ha tra le gambe, cosa conta di più per te? L’amicizia con uno o un’avventura con una donna dai giudizi fuorvianti sul mondo? Nella tua scala di valori, cosa viene prima? In questi casi bisogna avere una gerarchia che ci porta a prendere le giuste decisioni. Lei non vuole più vederti perché hai dimostrato di avere più riguardo nei confronti del tuo amico di lei, che con lui ci ha convissuto per 12 anni. Perché dovresti scusarti con lei per aver detto la sacrosanta verità a una persona che ti è amica e che veniva raggirata senza una causa APPARENTE? La mia opinione è questa: lei faceva il doppio gioco perché ci teneva a avervi nel suo grande sacco di adoratori. Sapeva perfettamente che avrebbe potuto perdere l’adorazione del suo ex nel caso in cui venisse a conoscenza del vostro flirt. A lei non importa un bel niente di ferire le persone, vuole solo garantirsi tutti gli sguardi del mondo, incluso il tuo. Una persona normale cosa avrebbe fatto? Se tu fossi lei cosa avresti fatto? Se la tua risposta è: avrei fatto qualcosa di completamente diverso e con meno sofferenza, perché non mi piace il doppio gioco, allora vuol dire che hai dei principi opposti ai suoi e che ti sei rispettato. Dunque, perché dovresti scusarti? Facendolo le darai un potere inimmaginabile e passerai (visto che lei ADORA parlare male dei maschi che si porta al letto!) per l’ennesimo “tonto” che cade nella sua rete. Hai fatto la cosa giusta. E’ lei che dovrebbe abbassare la cresta… ma non lo farà MAI. Abbracci a te.

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    2. foto è normale che lei abbia smentito ( mentito? ) fino all’ ultimo. un np fa di tutto per uscirne sempre pulito. se avesse accettato di ammettere la verità si sarebbe sentita sconfitta, oltraggiata! cioè nella sua testa si sarebbe sentita come una costretta a vuotare il sacco perchè messa alle strette e non c’è cosa più insopportabile per un narcisista che vedere le pedine della sua scacchiera saltare per aria.

      Come dice Kolish è refrattaria a qualunque senso di colpa e di ansia e quindi è impermeabile ai principi etici. Forse non è nemmeno cattiveria nel senso che noi conosciamo, è che proprio NON CI ARRIVA. cioè, certe cose per gli np sono semplicemente roba da tonti e da ritardati. Essere del tutto trasparenti con gli altri e ammettere la pura e semplice verità? Ma scherziamo!

      Accendi un cero che ti sei salvato, infischiatene che non voglia più vederti ( forse perchè l’ hai smascherata ) e lascia perdere le scuse. E’ lei che deve scuse a tutti quelli che infanga e ridicolizza abitualmente. Ma come dice Claudileia non lo farà MAI.

      Buona serata.

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  22. Mamma mia foto! Non chiederti nemmeno più se è una psicopatica! Scappa a gambe levatissime! Cerca di cancellare e se puoi cambia amici anche se potresti recuperare quelli di cui ti fidi ma per esperienza quelli in comune con lei saranno pochi pochissimi – solo chi è a conoscenza della patologia o chi la conosce da tanti anni – a me è successo così e solo con due degli amici in comune continuo ad avere rapporti e sono naturalmente i due che mi sono stati più vicini quando stavo male da morire-sfilati subito ma stai attento perché potrebbe ripartire all’attacco!

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  23. Caro Foto, anche io non so se sia una NP o meno. Certo che hai messo in fila una serie di considerazioni e di fatti che dovrebbero da soli, come ha detto Melisenda, farti scappare a gambe levate.
    Il fatto che tu non lo faccia potrebbe dipendere proprio dalle capacità manipolatorie di lei, che spesso, e ne so qualcosa, sono capaci di attrarre uomini al di là di ogni ragionevole motivazione.
    Proprio questo mi chiederei: ma sono veramente interessato ad avere un rapporto, anche solo di amicizia, con una persona del genere?
    Capisco che le sue capacità seduttorie possano ancora lavorare per bene, ma se non sei ancora molto coinvolto e hai la forza di farlo subito e nettamente, taglia tutti ponti. Questo è il mio consiglio partendo da quello che hai scritto.
    ciao

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  24. Vedo che vi state avvicinando alla visione che ho io della situazione:
    -il mio amico, conosciuto da un anno, è rincoglionito oltre che piuttosto egoista
    Durante le confidenze che mi ha fatto diceva che lei a letto è fredda e distaccata, bacia poco e si concentra sul suo piacere e stop. A parte agli inizi della loro relazione, che non è mai stata una convivenza, lei soffriva di secchezza vaginale e lui non si è mai posto qualche dubbio che qualcosa non andasse. Negli ultimi 3 anni di storia assieme, lei ha comprato casa da sola e lui non si è fatto alcuna domanda. Durante l’ultimo anno non hanno avuto rapporti e anche qui lui non si è posto domande di alcun genere. L’ha sempre ritenuta una brava ragazza molto concentrata sul suo lavoro, ma io ho il sospetto che fosse solo una maschera….molto ben costruita.
    -lei ha dei problemi seri ed in certi momenti con me mi è sembrata consapevole….non escludo che durante la psicoterapia la terapeuta gli abbia detto di lasciarmi perdere perché lei non è assolutamente in grado di affrontare una relazione seria ed impegnativa, anche se poi ha fatto cadere tutte le colpe su di me e sulla mia presunta inadeguatezza
    Ho il sospetto che nel mese e mezzo in cui ci siamo sentiti al telefono, lei abbia avuto rapporti con altri trombamici. (era ben disposta a farmi entrare nel suo harem ma non se la sentiva di avere una storia con me)
    A sentire il suo ex, per sua stessa confessione, ne dovrebbe avere 3 ma sembra alla ricerca continua di uomini che la possano venerare..non basteranno mai.
    Ricordo che una sera, citando il suo amico fedifrago seriale, si fece il paragone tra uomo e donna di questo tipo e lei sembrava risenta del fatto che l’uomo venisse valutato positivamente mentre la donna svilita nel caso in cui avesse questo atteggiamento.
    Cercai di farle capire che, pur non approvando né l’uno né l’altro comportamento, l’uomo che circuiva molte donne doveva comunque avere qualche dote in più di una donna…a cui sostanzialmente basta concedersi per avere numerosi riscontri…..
    Non sembrò comprendere. Diceva che questo suo amico le consigliava di trovarsi un bravo ragazzo e poi di divertirsi con gli altri….un po’ come faceva lui mettendo al primo posto se stesso.

    E’ affascinata dagli uomini ricchi, con bella macchina, imprenditori di successo……quelli che nella vita hanno combinato qualcosa, per citare le sue parole.

    L’unica amica che ha da 15 anni è reduce da una separazione dopo matrimonio durato 25 anni. Da 4 anni non ha rapporti, con nessun uomo. Mi sembra un po’ depressa.
    Poi ha 2 amiche, saltuarie, una delle quali sta uscendo da un trauma dovuto al suicidio del fidanzato, l’altra sono 10 anni che gira tra un uomo e l’altro.
    Ricordo perfettamente che quando mi è capitato di far riferimento a una di queste 3, magari con qualche complimento, mi è sembrato che fosse risentita e cercasse di svalutare la “concorrenza”.

    Purtroppo quando gli anni salgono, diventa sempre più complicato trovare persone sane con cui instaurare una relazione basata sulla sincerità e sull’onestà. Non so quanti anni avete voi, ma vi esorto a costruire qualcosa per tempo, perché poi, diventa molto complicato. Tutti o quasi pensano solo ed esclusivamente al sesso e non c’è più alcun desiderio di condividere…anche se potrebbe sembrare assurdo.

    Tornando alla mia domanda sulle scuse…
    Non sarebbe un modo per riallacciare con lei o per riprovarci, ma solo una maniera per scusarmi per aver fatto vedere dei messaggi tra di noi al suo ex….insomma per aver condiviso con lui alcune conversazioni “intime” che avrebbero dovuto restare tali.
    Ecco da cosa scaturisce il mio dubbio.

    Sin dall’inizio di questa pseudo relazione avevo grossi dubbi, ma ora da questo punto di vista li ho sciolti….non la vedo come un soggetto all’altezza.

    P.S. Da notare che con il mio amico ha svilito anche l’unico bacio che ci siamo dati in auto io e lei. Esclamò “che bacio!” e si slacciò la cintura di sicurezza dell’auto per agevolarmi. A lui ha detto esattamente il contrario e cioè che persino quel bacio non l’aveva convinta assolutamente…..Falsa! Falsissima!

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    1. Caro Foto, mi sembra che stai in un gruppo che dà zero valore all’intimità. Voglio dire… questa condivisione collettiva di dettagli intimi non ti sembra un “pochettino” eccessiva dalla parte del gruppo? Cioè, ammesso che lei soffrisse di qualche problema intimo, ti sembra normale che il suo compagno, anche se tuo amico, t’abbia detto con la massima nonchalance? E che lei vada in giro dicendo che lui non la soddisfaceva e blablabla? Ora, non mi sono mai bevuta il discorso pseudo femminista secondo il quale una donna dovrebbe copiare i vizi prevalentemente maschili (per impostazione sociale secolare, concedetemi!) per un fatto di parità di genere. I pessimi comportamenti sono pessimi comportamenti, quindi perché dovrebbero essere copiati o addirittura idolatrati? Tu scrivi che lei è “affascinata dagli uomini ricchi, con bella macchina, imprenditori di successo……quelli che nella vita hanno combinato qualcosa, per citare le sue parole”. Che dirti? Si tratta di un tipo di donna che NON BADA AI MEZZI CHE CERTI UOMINI HANNO UTILIZZATO PER COSTRUIRE LA LORO RICCHEZZA, ossia, VA BENE TUTTO PURCHE’ SODDISFI I MIEI BISOGNI. Ecco perché quando il “bello” viene beccato dal fisco o fallisce c’è sempre “l’adios muchacho e avanti un’altro”. Perdonami, ma siccome tu stai descrivendo una narcisa da DSM, ci tengo a precisare che le narcise e i narcisi non conoscono il significato della parola “discrezione”. Non hanno alcun senso della misura, quindi per questo raccontano TUTTO sulla loro vita in giro. I loro “amici” sanno TUTTI i particolari di ciò che fanno nel privato, con chi vanno a letto, quando e cosa fanno e, sommato alle cose che s’inventano, diventa molto difficile ad un certo punto capire dov’è la verità (quando esiste!). Quando abbiamo a che fare con dei narcisisti perversi c’è sempre una vita parallela e oscura, qualcosa che fanno lontano dagli occhi del gruppo per avere la botta di adrenalina che manca nella loro vita. Concordo con chi afferma di aver individuato l’elemento “insonnia” presente in molti narcisisti patologici. Il loro cervello è sempre in movimento, sempre alla ricerca di “qualcosa” da fare o “qualcuno” da depredare. Non dico di tagliare la testa a tutti coloro che appartengono al gruppo come un Highlander qualunque e correre verso la Scozia, ma di fare attenzione a non perdersi nelle dinamiche poco sane in cui ti sei invischiato perché lei continuerà a giocare e a convincere mezzo mondo di aver ragione.

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  25. Ciao foto e ciao a tutti. io comprendo bene il senso del tuo discorso sul fatto che un uomo per conquistare debba spesso sforzarsi di sfoderare qualche qualità e “arma” in più rispetto alla donna che seduce. Non pensare però che per noi donne – se puntiamo a uomini interessanti – sia così semplice come si pensi. Se non siamo tipe da accontentarci di chiunque e miriamo a un uomo di un certo tipo, dovremo anche noi tirare fuori qualche nostro asso nella manica, dovendoci confrontare con una numerosissima concorrenza. Non basta semplicemente mostrarsi carine e disponibili. Questo te lo dico anche per esperienza personale.
    E comunque ritengo anch’ io che non sia giusto discriminare la donna con molte esperienze rispetto all’ uomo suo pari. Sono entrambi sullo stesso piano. E’ semplicemente un modo di vivere per cui si può optare per varie ragioni, a volte anche in seguito a grandi sofferenze e delusioni amorose che non si è riusciti a rielaborare.

    Il fatto che lei si sia presa una casa per conto suo potrebbe voler dire che è una persona dall’ indole indipendente che preferisce non coinvolgere le questione pratiche nelle vicende di coppia. Magari anche per via dell’ andazzo generale di quest’ epoca -nella quale si è sempre più viziati e individualisti e meno disposti a fare sacrifici per salvare un rapporto – forse preferisce non scommettere tutto in una storia e ritiene di doversi preservare una “via di fuga”, una “rete di salvataggio” nel qual caso le cose in amore non andassero bene.

    Poi scusami ma non è mica detto che tutti noi dobbiamo per forza trovarci qualcuno che stia al nostro fianco. Tra noi c’è anche chi non è destinato ad un rapporto di coppia stabile, per varie ragioni. E se capiamo che è così, questo va semplicemente accettato. La vita può comunque riservare cose belle anche a chi non sta dentro una relazione ufficiale e continuativa. basta saperla VEDERE dalla giusta prospettiva.

    Premesso tutto ciò, per capire se questa donna è una narcisista o semplicemente una persona non portata ai rapporti stabili ( non è detto che le due cose coincidano ) devi osservare il suo comportamento per quanto riguarda l’ interporsi verso i sentimenti e la visione degli altri. Se lei è onesta e trasparente nelle sue dichiarazioni e nei suoi intenti ( per quanto possano non coincidere con i tuoi ) non la si può accusare di nulla di particolare. E’ solo una persona che fa le sue scelte, discutibili che siano. Se invece sembra compiacersi del fatto che ti fa credere una cosa ma poi la realtà è diversa, tende sempre a svilire l’ altro anche senza motivo e cambia improvvisamente registro quando la frequentazione sembra avviata al pieno collaudo, diventando fredda e giudicante, allora quasi sicuramente è affetta da questo disturbo di personalità.

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    1. Mi sembra sia stata per 12 anni con il suo amico, il che vuol dire che vuole un rapporto stabile (avere lo schiavo emotivo) ma nel contempo la corte di ‘trombamici” come ha detto con le sue parole e sotto consiglio dell’amico sposato fedifrago. Una persona non tagliata per stare in coppia semplicemente non la fa ed è onesta abbastanza da mettere in chiaro le sue condizioni: voglio essere libera in tutti i sensi. Ora, ciò che leggo da Foto è che lei vuole uno ricco e potente in tutti i sensi, altrimenti non va bene. Un uomo normale, non rico e che non si comporti come un Rocco Siffredi a letto, verrà assolutamente fatto a pezzi. Anzi, i normali servono unicamente per gonfiare il suo ego o per essere denigrati pubblicamente o alle spalle come eiaculatori precoci, impotenti, noiosi, dai piedi brutti, poco dotati, ecc. Francamente non mi sembra il comportamento di una donna indipendente, a prescindere se ha comprato casa da sola, ma totalmente schiava dell’attenzione altrui.

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  26. Concordo pienamente con la tua analisi Claudileia. Una persona non narcisista infatti, quand anche disgiunta da schemi sociali classici, non cerca a tutti i costi il rapporto ufficiale di facciata per poi farsi in parallelo i cavoli propri, magari vantandosene pure con gli amichetti del circuito. Questo modus è tipico dei narcisisti, che da un lato vogliono garantirsi una certa immagine e dall’ altro mantengono permanentemente una corte di adoratori, servetti e ammiratori insieme alla possibilità di perpetrare inganni ai danni del partner così da attingere adrenalina quando ne avvertono il bisogno. Ricordiamoci che il maggior godimento loro lo traggono non tanto dal sesso in se, ma nell’ ingannare e nel mentire. Potremmo definire i narcisisti come dei “feticisti della menzogna e del raggiro” ( almeno per come io li ho conosciuti ).

    Il fatto di provare ammirazione per soggetti ricchi e di successo a prescindere dai modi su come abbiano raggiunto questi risultati – denigrando quelli semplici e onesti dagli alti ideali – è tipico delle donne narcisiste e psicopatiche. Anche se comunque può riguardare anche donne che sono semplicemente opportuniste senza avere questo disturbo. Non tutte le donne opportuniste sono narcisiste. Ma TUTTE le donne narcisiste sono opportuniste.

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    1. Dalla descrizione di Foto lei attende “l’uomo perfetto” che avrebbe uno standard talmente elevato (secondo i suoi parametri!) da portarla ad accanirsi contro chiunque stia fuori dai suoi standard. C’è da dire che chiunque si attenda la perfezione di un’altro è destinato alla delusione perenne e quindi a una spirale di amarezza senza fine. Tutte le narcise si aspettano uno che rispecchi il loro livello, ovvero, UNO PERFETTO. Quando il livello di narcisismo è così alto come quello descritto da Foto, puoi avere tutte le umane qualità dell’universo, ma se “hai i piedi brutti” o se in primavera starnutisci perché sei allergico al polline, allora ti faccio fuori… a meno che non hai un sacco di quattrini per COMPENSARE i tuoi terribili difetti. L’insoddisfazione cronica, la noia pervadente e il fantasticare costantemente ideali di perfezione irraggiungibili per un uomo comune generano una figura femminile castrante e decisamente opportunista.

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      1. Si Claudileia, i narcisisti non saranno mai veramente soddisfatti di nessuno. Che si tratti dei loro partner, dei loro amici e parenti, dei loro figli, ecc.. dovranno sempre e comunque trovare la magagna da qualche parte. Non se ne esce, è una battaglia persa in partenza. Se ad esempio sei una persona economicamente realizzata, insinueranno che “chissà cosa hai fatto per avere quei soldi”, oppure “è stata solo fortuna. senza di me non ce l’ avresti fatta”. e via di questo passo. Se al contrario sei una persona in ristrettezze che riesce a campare anche con poco e non è interessata alle cose materiali, ovviamente sei un povero fallito o una povera fallita che non ha combinato nulla di buono perchè non ne ha le doti. L’ aspetto fisico poi non ne parliamo. Qualunque sia l’ estetica di chi gli sta vicino, per loro non sarai mai abbastanza bello/a, ci sarà sempre qualcosa da criticare, e se proprio non c’è nelle tue peculiarità fisiche ( difficile comunque che non ti trovino dei difetti ) faranno osservazioni sprezzanti sul tuo modo di vestire. Porto ancora una volta l’ esempio di mia madre. Nei giorni in cui ero struccata e in tuta mi accusava di trasandatezza. Ma se indossavo abitini femminili , tacchi, mi truccavo e mi facevo la messa in piega o d’ estate mettevo il bikini , cominciava a dire che se mi mostravo in quel modo avrei attirato le chiacchere di paese. Idem il mio ex.

        Il loro metro di paragone estetico sono principalmente persone famose, attori e attrici, modelle e modelli, gente attraente della tv, fanatici del fitness, e via dicendo.

        Hanno una concezione molto qualunquista di cosa sia il successo. Per loro equivale al raggiungimento di cose come la carriera, il denaro e la posizione sociale. Mentre come ben sappiamo il VERO successo è la pace dell’ anima, la libertà mentale da ogni forma di condizionamento indotto, il poter fare quello che ci piace e ci rispecchia veramente, il poter esprimere noi stessi. Certo i soldi fanno comodo non lo nego, ma se non abbiano un’ identità e dei valori saldi servono a poco.

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  27. Esatto!
    Il mio discorso nei confronti del fedifrago quindi anche della donna che si comporta in eguale maniera, è sempre stato questo: non riesci a stare in coppia?!?! Bene! Stattene per i cavoli tuoi a vita e non cornificare nessuno.

    Invece lei mi ha sempre risposto che se una donna sta con un uomo così, lo stesso dicasi per un uomo che sta con una donna del genere, significa che gli sta bene e che gli piace soffrire.

    E’ qui l’inghippo. Io non trarrei alcun piacere dal far soffrire qualcuno ma evidentemente lei ed il suo amico godono di ciò.

    Se poi fossi un uomo da coppia aperta potrei cercarmi una donna come me e invece no! Vogliono un uomo o una donna che è solo loro …da usare per quel che ho capito io.

    Lei ha detto di essere andata dalla terapeuta per risolvere il suo problema con gli uomini….nel senso che a cont fatti le sue relazioni finiscono dopo 3 mesi…..anche se una arrivata tra dentro e fuori a 12 anni.
    Io credo sia anche anaffettiva. Sostiene di non riuscire a manifestare la sua parte dolce e che quando capita, generalmente le crea sofferenza. Inoltre ha la fobia del contatto fisico con gli altri. Sembra insensibile quando litiga con il suo ex e lo insulta pesantemente facendolo sentire un verme. Dice di essere troppo concentrata su se stessa per capirlo.

    Anche io sentendo certi particolari relativi alla sfera sessuale sono rimasto perplesso, ma all’inizio pensavo fossero dettati solo dalla situazione creatasi, con lui che la rincorreva insistentemente. Poi ho notato che lo stesso atteggiamento lo ha manifestato nei confronti di un altro, l’eiaculatore precoce, così glielo ho fatto notare e lei mi ha detto che in realtà era stato il mio amico, con cui si era confidata al riguardo, a ricamarci sopra…..cosa assolutamente non vera.
    Pensate che è stata qualche gg al mare con il mio amico ed avevano stanze separate. Lei diceva a me che lo accompagnava per non lasciarlo solo mentre a lui diceva che ci andava perché ad entrambi piaceva fare le stese cose.

    Insomma una situazione davvero strana. Il loro rapporto di dipendenza reciproca è malato a mio avviso….solo che dei due almeno lei è in psicoterapia…lui no.

    Durante l’ultima discussione con il mio amico, dopo che io ho vuotato il sacco, gli ha detto che mi aveva allontanato perché stava commettendo lo stesso errore che aveva già fatto con lui, prendendosi un uomo che non era conforme ai suoi desideri per plasmarlo come avrebbe voluto.

    Anche solo questo discorso fa capire che qualcosa che non va c’è…..ed è bello grosso.

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    1. Aiuto… Bada che anche i narcisisti patologici possono andare in terapia per capire come meglio manipolare l’ambiente o prendere in giro un/a compagno/a di vita. Evidentemente SE arrivano ad andarci IL MONDO DEVE SAPERE che ci vanno. E perché il mondo deve sapere? Perché così IL MONDO pensa “Oh, la povera stella sta cercando di capirsi… è ammirevole, non pensate?”. E’ solo un trucco. Tirati fuori finché sei in tempo.

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    2. foto, sono i tipici discorsi dei narcisisti patologici. ti ha tradito? sei scemo/a tu che ti sei fatto/a ingannare, probabilmente te lo meritavi. cioè, se uno si fida e viene ingannato e la colpa è sua.. capite il loro livello di malessere?

      Quel suo amico fedifrago mi sembra chiaro che in realtà è il suo amante fisso e il suo complice di malefatte e che si frequentano perchè si trovano in completa sintonia. tutto il resto ( psicoterapie, presunte storie serie, vita sociale fatta di convenienze e confidenze inopportune, ecc… ) sono evidentemente tentativi che mette maldestramente in atto per salvare una facciata e assicurarsi una rete di appoggio.

      Anche il mio consiglio è di lasciar perdere.

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  28. Tranquille che non sono interessato a inseguirla. Il mio unico dubbio era quello relativo al farle le mie scuse o meno.

    Ricordo di aver scoperto che mentre tampinava me via Telegram, dicendo di volere che la invitassi ad uscire….una mattina le mandai il buongiorno e la sera mi rispose alle 23.30 dicendo che era stata una giornata impegnativa lavorativafnte parlando. In seguito scoprii che era andata a pranzo con l’eiaculatore precoce, rampollo di famiglia, e che si erano soffermati in motel per tutto il pomeriggio sera. ( a distanza di alcuni mesi dalla loro storia)

    Spesso menzionava il personal trainer che ogni tanto la segue in palestra e una delle ultime volte parlò di un nuovo personal giovanissimo che l’aveva sostituito e che a detta sua non avrebbe dovuto preoccuparmi in quanto giovanissimo. ahahah
    Poi c’era in maestro di golf con cui ogni tanto andava a pranzo…anche lui con una compagna ed una figlia….

    Insomma, con il senno di poi, un bel gruppetto…..a cui avrei dovuto aggiungermi anche io per il puro divertimento sessuale, solo che ho declinato.

    In pratica è una copia della mia ex che ogni volta che menzionava un amico significava che se l’era portato a letto.

    Un dettaglio che mi sovviene relativo al suo comportamento, è l’atteggiamento strano che aveva in un locale alla moda della città, pieno di belle ragazze, giovani e sicuramente più avvenenti di lei, dove sembrava fuori posto….non so se si sentisse inferiore alle altre oppure se temesse di incontrare qualcuno che conosceva…..

    Ultimo particolare amava chiamarmi EI essere inferiore mentre lei si definiva ES essere superiore…..
    Non le ho mai dato peso, francamente ma tutto concorre a costruire un profilo da persona disturbata.

    tristezza……col senno di poi credo che si sia nutria del mio interesse e di quello del mio amico, per il mese di Agosto, sapendo che i suoi spasimanti erano tutti impegnati al mare e nessuno le poteva stare dietro.

    Vediamo se partorisco e decido di scusarmi o meno. Per il resto…alla larga

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  29. Triangolazione a go go con una moltitudine di persone. Altro tratto tipico. l’ ultimo np con cui ho avuto a che fare ( per fortuna solo virtualmente ) menzionava di continuo figure femminili di tutte le tipologie e di tutte le età che sbucavano da ogni dove e che a suo dire lo ammiravano spasmodicamente. Dava a intendere che con qualcuna di loro aveva degli intrallazzi in ballo per poi negare tutto quando gli dicevo che non mi interessava frequentare qualcuno che aveva così tante altre situazioni in parallelo.

    Posto che queste tizie esistessero davvero, se avessi accettato di incontrarlo, conoscerlo e frequentarlo ( cosa che poi non ho fatto ) sarei rientrata anch’ io in un nutrito harem, costituito perloppiù da amichette sprovvedute, ragazze sbandate e donne impegnate e annoiate in aria di tradire il loro partner.

    Garantito che quando parlano di amici o amiche sottintendono sempre un interesse passionale. La vera amicizia pura e disinteressata tra persone di sesso diverso non la concepiscono. Tendono a cercarsi svariati alleati sopratutto tra il sesso opposto e tendono a considerare le persone del loro stesso genere più che altro come rivali da abbattere.

    Anche noi che gli dimostriamo interesse comunque siamo considerati delle minacce da tenere costantemente sotto controllo ( e da distruggere quando sarà il momento ). Ecco perchè ci svalutano e ci criticano continuamente senza una valida ragione, di solito anzi lo fanno sopratutto quando vedono in noi molte qualità positive. Questo tizio per dirti mi faceva osservazioni di continuo su tutto: il mio aspetto – gli avevo mandato delle foto e secondo lui dovevo dimagrire. poi le stesse foto le hanno viste altre persone e le hanno completamente apprezzate. Oppure la mia presunta mancanza di certe competenze – altra cosa non vera perchè nell’ informatica per es. avevo dimostrato di superarlo anche se lui si descriveva come inarrivabile in quel campo. E via dicendo.
    Ovviamente, se io gli muovevo il più piccolo e banale commento su qualcosa erano tuoni e fulmini!

    La scena che descrivi sul locale da lei frequentato mi ha fatto tornare in mente che anche sto tipo di cui parlo diceva di frequentare quel genere di posti, presenziati cioè da gente giovanissima e dove a suo dire lui sarebbe una specie di figura guida, di icona veterana leggendaria ( quando invece la realtà è quasi sicuramente ben diversa perchè a meno che non si sia delle star famose che fanno serate o delle figure note e affermate, un 40enne o una 40enne che frequentano posti per 20enni in genere sono visti come ridicoli ).

    io comunque fossi in te lascerei perdere anche il discorso di doverle fare le scuse. A che pro? se trova compiacimento nel giocare con le persone e si nutre delle attenzioni altrui per gonfiare il proprio ego non capirà il senso del tuo gesto e non gli darà il dovuto rispetto.

    L’ unica in questi casi è tagliare in modo netto tutti i ponti, mettersi in salvo e allontanarsi senza dare tante spiegazioni.

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  30. Tengo a precisare che anche io ho menzionato diverse figure femminili, perché da quando mi sono lasciato con la mia ex, non ho più avuto relazioni, ma ho pensato solo a divertirmi…..diciamo così.
    Di fatto però le donne con cui sono stato mi lasciavano sempre l’amaro in bocca: vuoi perché la maggioranza erano legate sentimentalmente ma tradivano il partner, vuoi perché alla fine avevano ben poco da spartire con me per diversi motivi.
    Nonostante questa insoddisfazione ho continuato per diverso tempo in questa direzione, fino a circa un anno fa, quando le cose sono cambiate. Ho realizzato che il mio desiderio era una relazione e che per averla, è necessario qualcosa di più di un buon feeling a letto ed è per questo che, con la ragazza di cui vi ho parlato qui, non ho pensato a concretizzare tra le lenzuola in tempo zero.

    Tra le mie conoscenze, con cui mantengo dei contatti c’è anche una psichiatra con cui ho un rapporto di amicizia. Non siamo mai stati a letto assieme. Lei non è il mio tipo ed io non sono il suo, credo.
    Nonostante questo, ricordo che, quando ne parlai, venne fuori subito il dubbio che io me la portassi a letto solo perché ne parlavo ogni tanto.
    Spesso, facendo riferimento alle mie conoscenze femminili precedenti, le battutine si recavano quasi a farmi sembrare un maniaco sessuale.
    Ovviamente il tutto con l’intento di sminuirmi….anche se la cosa a me non dava alcun fastidio.

    Per quanto riguarda i locali, mi rendo conto che a 40 anni non sia il massimo ritrovarsi in certi posti, ma non vedo grandi alternative…..ritenendo le conoscenze su internet poco proficue.

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    1. Mah foto non so. Capisco il tuo discorso ma io a 44 anni mi sentirei a disagio a frequentare discoteche per ragazzini. Ci sono tante altre alternative, basta cercarle. Internet lo lascerei perdere, secondo me è presenziato perloppiù da persone problematiche. io certo ho anche la fortuna di avere una passione prolifica che ti porta a conoscere molta gente anche della tua età ( la musica rock ) quindi forse è anche per questo che le discoteche o i locali per under 30 non mi mancano più di tanto, non saprei. Comunque se uno di 40 e passa anni e con un aspetto e una situazione del tutto ordinari ti dice che ci sono orde di ragazzine che si strapperebbero i capelli per lui, quasi sicuramente è un cazzaro ( scusate il francesismo ).

      Per quanto riguarda lo stabilire una relazione, dal mio punto di vista non devono mancare ne l’ attrazione sessuale ne l’ intesa caratteriale e mentale e la comunanza di idee. Altrimenti secondo me è meglio lasciar perdere. E in ogni caso una persona che ti denigra gratuitamente ( come queste donne di cui parli ) non va proprio presa seriamente in considerazione. Si tratta di gente nel migliore dei casi molto ottusa e immatura, quindi ad alzare i tacchi e andartene non perdi assolutamente nulla.

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  31. Che storie! Se c’è una cosa che mi fa letteralmente saltare i nervi sono le allusioni sessuali – questa è l’unica cosa che mi è stata risparmiata dal mio….. non so più come chiamarlo…… Che forse aveva capito che veramente non avrei sopportato – così come aveva capito che era altrettanto pericoloso parlarmi male delle mie sorelle per il resto la volgarità di certi comportamenti la vedevo tutta ma perdonavo di volta in volta pensando fosse colpa dei troppi anni in collegio-forse mi è capitato uno psicopatico particolarmente grezzo anche se di una educazione formale perfetta ma il tratto della volgarità lo associo a disturbi della personalità

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    1. Ti capisco. Anch’ io proprio non sopporto la volgarità e la grezzaggine e ho notato che ormai la cafoneria anche nel modo di approcciarsi è cosa frequente. Sarò all’ antica io ma se uno non ha stile con me non ha speranze. Poi certo gli psicopatici si nascondono spesso anche tra le persone eleganti ma questo è un altro discorso.

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    2. Si Melisenda, la volgarità gratuita negli Np è un chiaro segno di patologia e non di “grezzitudine” comune…è una vera e propria forma di abuso, una volta che sei tirata dentro il loro “gioco” spesso lo fanno apposta per vedere quanto sei capace di sopportare. Per me è stato un vero e proprio campo di battaglia con il secondo Np…con cui c’era pure uno scambio di fantasie, ma mente io mi mantenevo su un registro “soft” e mai volgare, lui cercava sempre di far scadere il tono della conversazione portando il tutto a livelli pornografici.
      Anche questo, insieme a tutto il resto, è stato uno dei motivi che mi ha spinta a chiudere…quel genere di linguaggio oltre ad essere offensivo e per niente eccitante (come invece riteneva lui) mi aveva proprio stufata.

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    1. Cara Melisenda, purtroppo molte persone confondono la volgarità spietata che potrebbero avere i narcisisti patologici con semplice “cafoneria”, “mancanza di tatto” e tutta una serie di varianti che sminuiscono la forte aggressività intrisa in ciò che raccontano sempre in tono confidenziale, ma a mezzo mondo. Deridere i compagni e le compagne di letto alle spalle è una vera specialità per i narcisisti overt, ad esempio. Costui possono anche, con fare sprezzante, dire cose come “non mi ricordo nemmeno com’era fatta quella là”, frasi raccapriccianti che servono per segnalare l’inutilità dei corpi altrui e la loro facile reperibilità. La derisione avviene o pubblicamente, come Foto ce lo racconta molto bene, oppure al/la prossimo/a della lista. Sono soggetti cavernicoli, decisamente infelici, che hanno come sogno primordiale segregare una donna o un uomo (possibilmente di spessore) da qualche parte, per abusare dei loro corpi e della loro psiche in continuazione, quando e come vogliono. Un abbraccio forte a te e buona giornata!

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      1. Cara Cla,
        “Soggetti cavernicoli” mi ha fatto piangere dal ridere. Già me li vedo! Clava in mano, ricoperti di pelli d’orso, calzari in daino, che dicono: “Tu donna io uomo. Tu fare tutto quello che io dire!”.

        Oltre a questo ho letto che c’è qualcuno che ancora ama la musica rock (non ricordo chi lo ha postato). Evviva lui/lei.

        Tornando ai nostri amici psycho, bisogna ammettere (è necessario esserne consapevoli per guarire più velocemente) che sono dotati di un particolare fascino, sanno imitare alla perfezione i sentimenti, piangere quando gli torna comodo, ridere per lo stesso motivo. Attori perfetti. Siamo stati fregati? SI! Ma da esseri che hanno barato. Come Ben Johnson a Seul che per battere Lewis si iniettava nientemeno che degli ormoni di cavallo! Poi, e qui sta il bello della faccenda, vengono smascherati e tutto per loro crolla. E allora vedi il vero volto, l’odio verso di te. Della persona dolce, amorevole e quasi innocente che conoscevi, non esiste più nulla. Puff, svanita come un soffio di vento. La guarigione dall’abuso narcisistico è un processo lungo per tutti.

        Ciao

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      2. Già, caro Kolisch, proprio perché si tratta di un processo lungo bisogna fare attenzione ai tranelli della solitudine o della troppa fretta di “guarire” rimpiazzando un pazzo per un altro. L’obiettivo primordiale di questo blog è evitare che questo accada. Abbracci a te e buona serata!

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      3. Proprio così Claudileia, come ho scritto sopa a Melisenda questa forma di abuso è molto pesante da subire e spesso non è nemmeno considerato tale ma appunto solo un modo di esprimersi “grezzo”. No, è proprio il modo (uno dei tanti) che hanno di svalutare ulteriormente una donna, con la scusa di coinvolgerla in fantasie “eccitanti” che poi si rivelano delle rappresentazioni immaginate di abusi fisici e altre perversioni.
        Poi ci sono anche le persone a cui piace sentirsi dire certe cose, e se quello sta bene nulla vieta che se le facciano dire e le dicano a loro volta (de gustibus non disputandum est), ma ci sono dei limiti, io credo, che se oltrepassati offendono pesantemente anche una persona molto “libera” sessualmente. Il sesso deve sempre essere un terreno in cui vige il massimo rispetto reciproco, altrimenti diventa violenza e abuso.
        Ora che ho dato uno stop a tutto questo mi sento meglio, ma per alcune settimane guardandomi allo specchio mi sentivo veramente sporca, ed ho capito che era il riflesso di tutte l’immondizia mentale che il tizio delirante mi ha riversato addosso poco prima che lo bloccassi.

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  32. Si Kolish. Noi rockettari non ci estingueremo mai, siamo eterni come l’ aria 🙂 Il mondo è meglio che si rassegni! 😉

    Sta cosa degli ormoni di cavallo è pazzesca e non l’ avevo mai sentita prima. Comunque per la maggior parte dei narci-psyco non sarebbe difficile passare per vincitori anche senza ricorrere a certi espedienti. Provocando loro deliberatamente la sofferenza delle altre persone le rendono più deboli e vulnerabili e quindi meno preparate a concorrere con loro o comunque ad essere efficienti e operose.

    Quando li si riesce a smascherare si trasformano in vere e proprie bestie feroci, ho visto le facce di alcuni di loro distorcersi in vere e proprie smorfie demoniache mentre emettevano versi gutturali di rabbia furente. Oppure ho visto narcisisti nel mondo virtuale – li puoi individuare facilmente e di norma sono i covert – sperticarsi in commenti isterici privi di qualunque lucidità nel momento in cui smontavi completamente le loro affermazioni con la semplice analisi logica.

    Non a caso HG Tudor nel suo blog parla sempre di una “bestia”, di una “creatura” che ha costantemente bisogno di essere nutrita, che rimane nascosta dentro di loro la maggior parte del tempo e che si risveglia diventando spaventevole e aggressiva nel momento in cui il narcisista si sente toccato o non raggiunge i propri scopi.

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    1. Ah ecco eri tu!
      Siamo indistruttibili. Ho finito di imparare, alla tastiera, “Soldier of Fortune” dei Deep Purple e l’ho anche suonata in pubblico (lasciamo perdere le pozze d’acqua attorno a me ma sono molto timido). Per quanto riguarda HG Tudor, racconta un avvenimento raccapricciante. Aveva sotto esame uno psicopatico di quelli davvero duri da capire. Lo affidò ad una sua collaboratrice, anch’essa psicanalista, per farle fare esperienza. Ebbene, lo psycho era riuscito a farla innamorare di lui per poi rivelarsi per quello che era. La collaboratrice si era poi suicidata. Storia vera! Sono esseri pericolosissimi.

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  33. Kolish davvero?? io adoro i Deep Purple. Grande! Ma stai in un gruppo? io invece canto e vorrei imparare a suonare la chitarra elettrica. Quel suono particolare e graffiante mi provoca sensazioni simili a un orgasmo. Sono diventata una grande appassionata di questa musica da quando a 11 anni ascoltai per la prima volta Thunderstruck degli ACDC, poi a sedici anni mi ero innamorata perdutamente di una ragazzo fanatico degli Iron Maiden e dei Guns n’ Roses e allora la mia fede rock si è ulteriormente rafforzata e non l’ ho più abbandonata 🙂 E’ la costante della mia vita, insieme ai film di Dario Argento che sono per me un vero e proprio balsamo lenitivo dalle brutture dell’ esistenza 🙂

    Gli psicopatici sono esseri letali. Anche quando non ti uccidono fisicamente ( la maggior parte delle volte ) se ci rimani a stretto contatto e te ne lasci influenzare ti conducono o verso il suicidio o verso la follia. E non c’è speranza di cambiamento per queste creature dannate. In nessun caso.

    Lo psicopatico non sempre veste i panni di un soggetto seduttivo misterioso e affascinante. Spesso si tratta di un tuo collega, di un conoscente apparentemente innocuo, può essere anche l’ amministratore di condominio o un tuo vicino di casa, un parente, un familiare, un membro della congrega religiosa ( se ne frequenti una ) ecc..

    Nell’ immaginario collettivo il soggetto psicopatico è solo il serial killer socialmente pericoloso che vediamo nei film e che fa a pezzi le persone. Ma nella realtà questa figura è di norma perfettamente integrata nel tessuto della collettività. Spesso ricopre anche ruoli di prestigio.

    Non hanno sentimenti autentici per nessuno. Possono cercare una persona da far innamorare per due ragioni: la sfida di sedurre per testare le proprie abilità e il proprio grado di fascino, oppure la ricerca di un partner ufficiale per il mantenimento di una facciata di normalità. Oltre naturalmente che per garantirsi una fonte di approvvigionamento energetico e un oggetto di piacere. Il quale quando non servirà più verrà scartato e sputato via senza alcun riguardo, spesso anche con umiliazioni pubbliche.

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    1. Prima le cose belle (prima il piacere e poi il dovere!)
      Yeah Grazia.
      Non sto in un gruppo ma saltuariamente il cantante che è il mio miglior amico insiste per farmi eseguire almeno un pezzo. Sono molto timido e riservato (e non me ne vergogno) e suonare davanti anche a solo 200-300 persone mi mette a disagio. I Deep Purple non li ho mai visti live (sob). Tu parli di chitarra elettrica. E’ vero. Amo quel tipo di suono. Ma ancora di più quello dell’Hammond C3 di Jon Lord, che aveva avuto l’idea geniale di collegare lo strumento ad un amplificatore Marshall che è solo per chitarra elettrica. Per questo ha quel suono particolare. Live ho visto “solo” i Queen (Londra 1986), gli Status Quo e i Pink Floyd. Gli ACDC li adoro. Peccato sia mancato Malcolm Young e Brian Johnson ha un tumore alle corde vocali. Ma ogni tanto mi godo il concerto live al River Plate. La canzone che preferisco è Back in Black.

      Per quanto riguarda gli psicopatici ormai li sento come un cane da tartufo. E’ stata dura uscirne già con una sola. Adesso ne sto bene alla larga. Sono esseri malefici, cattivi dentro, e a dire il vero non me ne frega nulla se decidono di andare in terapia, se riconoscono il loro disturbo. Ho subito così tanto male che solo chi ci è passato può capire. La cosa strana è che quando riesci a riprendere il controllo della tua vita e li vedi per quello che sono, ovvero degli esseri senza anima. Sono loro gli oggetti non noi. Cose inanimate che si arrampicano tutto il tempo sugli specchi pur di difendere la loro immacolata immagine.

      Ciao Grazia.
      “Keep on moving” (Jon Lord)

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  34. io invece sono piuttosto sfacciatella e anche un pò provocatrice quindi come “animale da palco” tutto sommato vado bene dai 🙂 però ho cominciato tardino a cimentarmi e ormai è sicuramente passato il periodo per i “sogni di gloria”. Ma mi va benissimo anche solo fare la tardona d’ assalto 🙂 del resto io voglio cantare e suonare perchè è nelle mie viscere e non perchè voglia per forza raggiungere chissà che.

    Quindi se ho ben capito il magico sound elettrico lo dobbiamo a Jon Lord.

    in Live ho visto i Guns n’Roses a Modena, e poi gli Aerosmith, i Nirvana, David Bowie e Vasco a Milano.

    La psicopatia in realtà non è nemmeno una malattia, ma proprio un modo di essere. Ecco perchè non è curabile ed ecco perchè chi ne è caratterizzato non potrà mai cambiare. Secondo alcuni studi sarebbe dovuta a vere e proprie cause organiche, a una particolare conformazione cerebrale per cui certe aree del cervello sarebbero completamente non sviluppate nei soggetti psicopatici. Sono in pratica delle creature di un’ altra specie anche se nostri simili. Li definirei “diversamente umani”. Anche se forse come termine è improprio perchè di umano hanno ben poco.

    Let’s go! ( Ramones )

    A presto!

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    1. Cara Grazia,
      non è che Jon Lord abbia inventato il sound elettronico dato che le prime chiatarre elettriche risalgono a molto tempo prima. Lui semplicemente ha inventato un suono particolare che era solo il suo. Non per nulla è considerato il più grande tastierista di sempre. Ha questo aveva aggiunto i Leslie, dei piccoli ventilatori interni che permettavano quel suono quasi tremulo. Insomma un genio.

      Come ho già scritto gli psicopatici hanno seri problemi all’amigdala. Non si può fare nulla. Sono nati così! Per questo è da evitare di fare la crocerossina o di dare tanto amore. Non sono in grado di percepirlo!

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  35. Volevo aggiungere ancora qualcosa alla mia storia….sperando possa servire a definire meglio il quadro della situazione.
    A causa dei problemi mentali della mia ex, nonostante siano passati 10 anni, mi trascino ancora degli strascichi perché negli ultimi anni sarebbe stata bersaglio di stalking da parte di qualche pervertito ed ovviamente, sapendo che io sono l’unico che la conosce veramente, ha pensato di torturare me anche se sono estraneo alla faccenda.
    Sono seguite minacce, mi ha fatto contattare da una psichiatra, che poi è diventata una amica, per investigare e capire se io fossi coinvolto o meno nella questione.
    E’ emerso che la psichiatra, si è resa disponibile a questo “giochetto” perché è stata l’amante del fidanzato della mia ex……
    Attendo con ansia i carabinieri per consegnare il mio telefono e il mio computer così da poter controdenunciare la mia ex per diffamazione e calunnia, oltre che molestie, e chiudere definitivamente la faccenda.

    Di questa faccenda ho parlato con il gruppo di amici di cui vi parlavo sopra. Era presente anche la ragazza del mio amico che, nelle nostre conversazioni telefoniche mi ha fatto più volte ripetere le stesse cose per verificare che si trattasse della verità. Ovviamente io non ho avuto alcun problema siccome non è nella mia natura raccontare frottole e tra i tanti difetti che posso avere, non c’è l’essere un pervertito.

    Sempre in una delle conversazioni telefoniche con lei mi disse che era stato un errore portarmi a casa sua perché avrei potuto tornarci e qualora, passando di lì, le avessi suonato il campanello per salutarla, lei lo avrebbe considerato come una intrusione nella sua vita.

    Diciamo che dopo questa sua esternazione sono rimasto ancora più perplesso…..perchè siamo al limite della paranoia.

    In ultimo segnalo un particolare che secondo me accumuna molti di questi disturbati/disturbate e cioè l’abitudine a non usare precauzioni duranti i rapporti sessuali sin dalla prima volta. Ci sono caduto con la mia ex, ingenuamente, pensando che fosse un caso ma ho appreso che pr lei era abitudine.

    Alla stessa maniera, la ragazza di cui vi ho parlato e con cui ho avuto questa pseudorelazione, pare che durante le confidenze con l’ex, abbia ammesso che andava a letto con l’eiaculatore precoce senza adottare precauzioni di alcun genere per la sua e quella di lui, salute.

    Occhio alla penna!!

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    1. Caro foto,
      stai sbagliando tutto e tirando la faccenda troppo per le lunghe. Quando la psichiatra ti ha contattato o qualsiasi altra persona ti contatta al riguardo la tua risposta DEVE sempre essere: “NON HO NIENTE DA DIRE” fregandotene delle minacce. E poi vedi i danni che fanno. Dieci anni! Accidenti.

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    2. foto, quello che riporti rispecchia il copione abituale delle relazioni con questi soggetti disturbati. cercare di far passare la vittima per un persona squilibrata per loro è la norma, dubito quindi che la versione della tua ex su questo suo presunto persecutore corrisponda a verità. il mio ex storico ( narcisista perverso ) quando si scontrava con me perchè mi ribellavo ai suoi assurdi diktat, andava in giro dicendo che ero una pazza persecutrice che lo molestava, solo perchè magari gli avevo scritto un unico sms di accuse provocato dal suo comportamento o solo perchè gli chiedevo dei chiarimenti.

      è anche la norma per loro mettere in scena assurdi teatrini con cui dilettarsi per combattere la noia e il senso di vuoto incolmabile che li caratterizza. La mossa di farti contattare da una psichiatra è ricollegabile certamente a questa dinamica e anch’ io in questi casi suggerisco di rispondere in modo del tutto asettico tagliando corto e tirandosi subito fuori dal gioco.

      Confermo anche il fatto che per questi disturbati avere rapporti sessuali promiscui e non protetti è un’ abitudine. sono quindi persone molto pericolose anche dal punto di vista della salute. Questo aspetto, unito al fatto che in molti casi finiscono per diventare anche aggressivi e fisicamente violenti, denota chiaramente la loro totale mancanza di considerazione e di rispetto per l’ integrità altrui. Noi per loro non esistiamo in quanto esseri umani.

      E ribadisco ancora una volta che cadere preda delle loro manipolazioni non significa affatto essere stupidi e sprovveduti, o essere troppo deboli e conniventi.

      A questo proposito riporto qui il link a un video ( seguito da due trattini che dovrete togliere se vorrete aprirlo nel browser ) che trovo davvero interessante e che descrive sinteticamente ma perfettamente i meccanismi in cui restano invischiati coloro che subiscono le trame oscure di questi personaggi macchiavellici: LINK:__www.youtube.com/watch?v=tI9vSo3CxN4______

      Invito a guardare anche gli altri video di questo canale, che sono illuminanti sul tema e pongono dei punti chiari per quanto riguarda il modo di affrontare queste situazioni.

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  36. Ecco, le cose non sono andate esattamente così. La psichiatra ha finto di aver sbagliato numero scrivendomi su whatsapp. Era il primo di Natale con mia madre finita in ospedale con una probabile mielodisplasia.
    Abbiamo iniziato a scriverci fino. quando ho mangiato la foglia perché questa psichiatra conosceva il fidanzato della mia ex….casualmente.
    Non ho avuto problemi a raccontarle la verità riguardo alla mia relazione facendo menzione alla faccenda stalking a cui ero e sono estraneo.

    Insomma, riguardo a questa storia potrei scriver un libro…..e ciò che mi dispiace di più è che mi tormenti ancora dopo 10 anni.

    Fate attenzione. Io ho capito che non potevo fidarmi nemmeno quando mi diceva che andava a fare la spesa…..

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  37. Ciao a tutti! Si Kolisch avevo capito che non è stato Jon Lord a inventare la chitarra, ma il modo di riprodurre quel tipico suono elettrico del rock e del metal. Geniale senza dubbio! Probabilmente dobbiamo a lui la nascita di questi due generi musicali come oggi li conosciamo. E che a mio modestissimo parere sono indispensabili. Poi ovvio, de gustibus..

    chiatarre.. potresti involontariamente aver coniato un nuovo termine nel mondo del canto per definire i vocali eseguiti da raffreddati 🙂 Battutaccia, lo so… perdonami.

    L’ amigdala, esatto. A chi ha l’ indole del salvatore o della crocerossina, davanti a un soggetto psicopatico non resta che mettersi l’ animo in pace.

    Anche perchè ai narcisisti e agli psicopatici PIACE vivere come vivono. Se mostrano disagio e sofferenza è solo una finzione vittimistica per confondere la preda. Loro NON VOGLIONO essere salvati, nel torbido e nel caos ci sguazzano come bimbi nella schiuma del bagnetto. La visione e il modo di vivere delle persone normali, improntati sull’ etica e la condivisione di valori e sentimenti, i narci-psyco non li comprendono, non li accettano. Sarebbe come pretendere che una tigre diventasse vegana.

    State alla larga, non siate le “bistecche” degli psyco.

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    1. Chiara non siamo in chiaro (…ehm).
      Jon Lord non ha dato inizio a nessun genere musicale. Semplicemente l’organo Hammond C3 come lo suonava lui è inimitabile. Don Airey, che ne prese poi il posto nei Deep Purple, è dotato di grande tecnica ma poca anima. Un esempio è l’intro del concerto a Melbourne. Prima suona Airey, passando da un brano classico a uno rock e addirittura riproduce la musica di Guerre Stellari. Ma non mi emoziona. Poi si spengono per un attimo le luci e arriva Jon Lord. BRIVIDI! Link—https://www.youtube.com/watch?v=aK3HzL4aCpo—
      Togli i tre trattini inizio e fine (ho dovuto far così altrimenti lo riproduce nel blog).

      E’ vero quello che scrivi sugli psycho, soprattutto il fatto che non accettano i principi etici e morali perché sono roba da persone deboli. Loro si sentono profondamente superiori. Per questo quando smascheri le loro fandonie e falsità, cominciano a rompere i gioielli di famiglia. E’ incomprensibile per questi esseri rendersi conto di essere il nulla!

      Ciao Grazia.

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      1. Ciao Kolish. Sinceramente non so chi abbia ufficialmente dato il via alla nascita del rock. ma certamente senza quella importantissima scoperta tecnica cui hai accennato, molti pezzi anche epici della storia musicale degli ultimi 40 anni non avrebbero mai visto la luce.

        Eh si.. gli psyco si credono i più in gamba e i più dritti di tutti. Molti di loro pensano pure di essere moralmente superiori agli altri. La verità invece è che rappresentano il nulla cosmico.

        Un saluto.

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  38. Rispondo a Kolisch per quanto riguarda lo Xanax
    Pare glielo abbia prescritto il medico questa estate durante un periodo un po’ complicato in cui il fratello, che ha un disturbo bipolare, voleva suicidarsi a causa della fine della sua relazione con la sua ex fidanzata.

    In pratica da questa famiglia, con madre estremamente autoritaria, anaffettiva, ed un padre schiacciato dalla moglie, sono cresciuti due figli:
    -uno dipendente
    -l’altra con un DNP

    Per la serie, come rovinare la vita a due bambini.

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  39. Un breve aggiornamento….
    Ho mandato un bouquet di fiori per scusarmi
    Il messaggio del biglietto: “Sorry….per essere stato indelicato. Non me ne sono reso conto.
    m3”

    Nessun contatto ad oggi.
    Di buono c’è che io ho fatto quel che mi sentivo di fare. Per il resto…che si fotta!!

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