La testimonianza di Ambra: “Spero di essere l’anello della catena che spezza una maledizione verso la vita”

Due sorelle, mia madre e mia zia entrambe malate di questo terribile e subdolo disturbo.

Mia madre ha sempre messo se stessa, i suoi bisogni e i suoi infiniti capricci davanti a tutti.

È rimasta incinta di me per sbaglio, non ha fatto altro che ripetermi che mio padre e mia nonna paterna non mi volevano, che lei era giovane e il suo sogno era viaggiare con uno zaino in spalla per il mondo.

Mi diceva queste cose col messaggio che la vittima era lei e soltanto lei, che meritava tutta la mia comprensione sempre. 

Crescendo i miei genitori si sono ovviamente lasciati e lei ha trovato compagni uno peggio dell’altro, lavori precari, crisi di ansia… A quel punto ho iniziato a lottare per diventare indipendente economicamente, ma quando questo è avvenuto ha iniziato una guerra subdola contro di me, la peggiore.

Per un lungo periodo la sostenevo economicamente ed emotivamente ma voleva sempre di più. Era insoddisfatta, invidiosa, ma sapeva che io volevo il suo affetto più di ogni altra cosa.

Quando me ne sono andata di casa ha usato il silenzio, ignorandomi. 

Poi ha imparato a fingere, fingere di volermi bene per raggiungere i suoi scopi, e poi una volta raggiunti ributtarmi via.

Ho sofferto tanto, tantissimo, ma sono diventata sempre più forte e indipendente.

Ho avuto due bambini splendidi, tanta solitudine, tante critiche da parte sua e di mia zia, tanta invidia.

Mi arrivavano le briciole per tenermi buona.

Mi sono sempre sentita sbagliata e dopo la seconda gravidanza ho faticato a superare un momento di grande solitudine e tristezza. 

Arriviamo a mia zia, la sorella di mia madre. Una narcisista della peggior specie, del tipo “prima donna”, talmente manipolatrice che ha distrutto psicologicamente sua figlia, mia cugina, che era una sorella per me. La ragazza più sensibile, delicata, onesta ed empatica che avessi mai conosciuto.

Come ha fatto ad arrivare a tanto, mia zia? Faceva sentire la figlia sempre e solo sbagliata, mai all’altezza. Ha sempre fatto paragoni con il fratello, golden boy, ha giocato di sotterfugi e bugie e non le ha mai permesso di essere indipendente economicamente con la scusa che i soldi c’erano e che lei doveva solo studiare. 

Mia cugina finì per confondere i suoi ricordi e la percezione della realtà. Non riconosceva più il bene dal male perché non c’era chiarezza in nulla. Aveva bisogno di aiuto, ma chi in quel momento avrebbe dovuto intervenire e aiutarla a guarire era proprio la sua carnefice, perché si inseriva nel suo poco spazio vitale, inseguendola ovunque andasse.

Se c’era una cosa che mia cugina detestava e la innervosiva in sua madre era il suo modo di fare ossequioso, elegante, falso, educato, da duchessa con il quale ingannava tutti.

Mia zia ha creato una rete nella quale tutti noi eravamo imbrigliati e mi ha pure usata per cercare di manovrarla.

Mi rammarico, perché nonostante io le fossi così vicina non avevo capito tutto il profondo disagio e depressione provocati da sua madre. Mia zia ci ha usate facendoci soffrire e portandoci sull’orlo della follia.

Io mi sono salvata perché mi sono staccata presto, solo per questo. E perché mia madre non ha lo stesso livello di follia della sorella.

Mia cugina, invece, non ce l’ha fatta. All’età di 28 anni cercando di scappare da loro e da se stessa si è tolta la vita… nell’ultimo disperato tentativo.

Dopo questo avvenimento ho finalmente capito cosa ci è accaduto.

Non contenta, mia zia ha iniziato a dimostrare attenzione morbosa nei confronti di mia figlia.

A quel punto ho detto basta e ho chiuso ogni rapporto.

Ora ho capito che mia madre è della stessa specie.

Mi aveva promesso un anno fa che sarebbe cambiata in nome di mia cugina, ma tutto continua come al solito e io non accetto più di vivere nelle sue montagne russe. Ho superato il limite di tolleranza e ora lotto contro la paura di allontanarla in via definitiva.

Mi preparo alla sua onda d’urto di cattiveria o forse, più probabilmente, sparirà nel nulla come mi auguro.

Ho passato momenti di paura. Paura perché la rabbia mi portava ad invidiare tutte le ragazze intorno a me che avevano una mamma affettuosa e presente. Detestavo i miei suoceri perché per il figlio e i nipoti si butterebbero nel fuoco.

Tristezza, abbandono, tormento, insoddisfazione nonostante la benedizione di avere due bimbi sani e belli e un uomo gentile e che amo al mio fianco.

Ora va meglio, sento un distacco emotivo da mia mamma che non ho mai provato prima. Spero sia l’inizio della pace finalmente trovata.

Io mi ritengo fortunata perché ho una grande forza d’animo. Ho fatto e continuo a fare un grande percorso su me stessa.

Sono pronta questa volta a rivolgermi ad una psicologa se mi accorgo che non riuscirò a farcela da sola.

Il tuo blog è un ancora di salvezza, la risposta a tanti dubbi, la luce che dissolve la nebbia.

Purtroppo il mio racconto è forse un po’ superficiale, mancano tanti dettagli e avvenimenti dolorosi, ma spero di esserti utile per aiutare altri e magari trovare anche io un sostegno.

In cuor mio spero di essere l’anello della catena che spezza questa maledizione verso la vita.

 

 

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14 pensieri su “La testimonianza di Ambra: “Spero di essere l’anello della catena che spezza una maledizione verso la vita”

  1. ti abbraccio e sento la mia storia la tua e la tua storia la mia…sono tutte cosi simili…ci lega il profondo senso di solitudine..e quella sensazione che siamo sempre in pericolo..ci manca la fiducia nella persona che più dovrebbe amarci e proteggerci…e che spesso ci ha solo usato per i suoi scopi. non so se hai letto la mia testimonianza.anche io aono stata usata come cestino emotivo e come bancomat. mi dispiace tanto per tua cugina anoma fragile..spesse volte anche io ho pensato che sarebbe stato meglio e liberatorio sparire..ma mai lascerei sola la mia bambina..ma capisco..ti abbraccio e sono convinta che ce la farai..ce la faremo..e spezzeremo questo inferno.

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  2. Cara Ambra, il tuo racconto mi ha fatto piangere. Non solo riesci molto bene a descrivere le violenze che hai subito, ma si vede chiaramente la forza che abbiamo, la coscienza sempre sveglia e sensibile di cui siamo dotate, noi che abbiamo detto ” no, spezzero’ questa catena”.
    L’ np in cui mi sono imbattuta era il partner, con i genitori e i parenti, il coraggio e il dolore sono decisamente centuplicati. Sei una gran donna i tuoi figli hanno esattamente ciò che tu hai sempre sognato: una madre che si batterà nel fuoco per loro. Le mie Congratulazioni. Un bacio

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  3. vai avanti così, stai lontano, contatto zero…..purtroppo capita spesso che vari fratelli abbiano lo stesso disturbo in quanto lo hanno subito in famiglia….fatti aiutare da un bravo psicologo/a comportamentale per limitare l’invidia perchè altrimenti ti farebbe diventare come tua madre…l’ invidia è contagiosa…..la strada è lunga ma ce la devi fare per i tuoi figli…..ciao e in bocca al lupo

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      1. Ci mancherebbe….anch’io leggendo il sito mi ha permesso di prendere coscienza di questi comportamenti e che io stesso in parte replicavo e che sto cercando di modificare …. purtroppo mi sono accorto di essere attorniato ( sia da parenti che sul posto di lavoro) da una marea di persone così…. ovviamente non tutte in maniera grave……fatti sentire e facci sapere i progressi…. è importante sapere di non essere soli…..un salutone ….Ernes

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  4. Quanto dolore si legge nel tuo scritto. Allontanati più che puoi e preserva i tuoi figli, affinchè non siano contagiati dall’aria malsana di famiglia. MI dispiace molto per il tuo dolore ma hai ancora la possibilità di fare molto per te e per i tuoi cari. Non darti colpe che non hai e lasciati alle spalle la paura che ti perseguita. Sai essere forte. Un abbraccio.

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    1. Grazie Costanza, è quello che sono decisa a fare! E più mi distacco da loro più emerge la loro vera natura…
      Grazie per il tuo messaggio di forza!
      Un abbraccio

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  5. Cari tutti,
    si quanto dolore nei vostri scritti!
    Io 50 anni di matrimonio con un perfetto narcisista.
    Anche per me e per i miei figli tante giornate di infelicita’. Ho impiegato 30 anni prima di capire che mio marito era affetto da questa patologia.
    L ‘ aver capito che non era colpa mia mi ha fatto stare molto molto meglio.
    Non vi elenco le innumerevoli situazioni che ho affrontato e ancora affronto. Ma ora mi metto a ridere e non dò spazio alle sue ossesioni.
    Ho fatto sempre la scelta di non andarmene per tante ragioni, figli,solitudine, paura, pochi soldi, ma soprattutto resilienza.
    Non sò se la mia vita e quella dei miei figli sarebbe stata più serena. Sono convinta che lui sarebbe rouscito a distruggerci in ogni caso. Ora a 70 anni penso di aver fatto la scelta giusta.
    Ma che fatica per riemergere e sentirmi ancora me stessa. Aiuto da parenti e amici assolutamente nullo. Psicologi altrettanto.
    Cerco sempre di vedere ciò che di positivo c’è in lui e pensare che lui nemmeno si accorge del male che fa.
    Anche lui è legato a me nelle sue nevrosi.
    Ma è stato un buon padre e lo è ancora .
    Carissime e carissimi vi sono vicino e ammiro molto il vostro coraggio, grazie per poter condividere. un abbraccio.

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  6. Valerie mi viene da dire che uno psicopatico non può essere buon padre-è la mia esperienza e non ho ancora smesso di proteggere i miei figli dalle subdole violenze psicologiche del disturbante , la resilienza è l’ultima spiaggia, forse a te è andata bene così e sono veramente contenta per te perché riuscire a trovare una specie di serenità con questa gente per me è impossibile

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    1. Sottoscrivo quanto hai scritto, cara Melisenda: difficilmente un marito gravemente disturbato può essere un padre eccezionale. Come fa ad esserlo, se scombussola psichicamente la sua compagna di vita spesso davanti ai figli? Come fa a non offrire ai propri figli uno spettacolo quotidiano di mancanza di rispetto alla loro madre, di assenza fisica e mentale, di sotterfugi vari per le “fughe d’amore” con l’amante, di sperpero patrimoniale? I figli intuiscono di avere quantomeno un padre bugiardo patologico che viene tollerato dalla propria madre e come ben sappiamo non è affatto un bel vedere. Abbracci a te, cara!

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  7. Scusami Valerie se dissento, ma la resilienza in questi casi consiste proprio nell’ andarsene, nel raccogliere le proprie cose senza voltarsi indietro e nel lasciare l’ individuo patologico al suo destino. Un padre narcisista NON POTRA’ MAI ESSERE UN BUON PADRE, e lo dico da figlia di genitori narcisisti. Anzi magari i miei si fossero separati! Avrei sicuramente sofferto molto meno.

    Sia chiaro che non ti sto giudicando per la tua scelta. Una donna sposata e con figli fa le sue valutazioni prima di andare incontro a un destino incerto, specie dal punto di vista economico. Ma il “salvarsi” non consiste in questo, non consiste nell’ adattarsi a una situazione. Quella è solo mera sopravvivenza, una specie di Sindrome di Stoccolma. Scusa la mia cruda schiettezza ma bisogna dire le cose come stanno.

    Per quanto riguarda Ambra ha tutta la mia comprensione e solidarietà. io ho un vissuto familiare molto simile al suo e ho provato le sue stesse identiche sensazioni quando ho deciso di prendere le distanze da mia madre. Ciò che sentivo non era dispiacere dovuto alla lontananza o nostalgia, ma solo il timore delle conseguenze delle sue eventuali reazioni e questo la dice lunga sulla natura di queste persone. Chi è da sempre abituato ad abusarti non rinuncia a te facilmente. Ma questo non ci deve indurre a desistere dalla nostra decisione perchè altrimenti sappiamo già quali poi sarebbero gli esiti.

    Mio fratello è stato il golden child, ma nonostante i miei sembrava facessero di tutto per metterci l’ uno contro l’ altro, e nonostante io e mio fratello siamo molto diversi per temperamento e personalità ( lui quello quieto e obbediente e io la ribelle della famiglia ) il nostro è un bel rapporto, dialoghiamo e ci capiamo, anche se mio fratello non approva sempre le mie scelte e sicuramente ci rimarrà male per la mia decisione drastica nei confronti di nostra madre. Ma essendo lui – per fortuna – una persona empatica e di coscienza, si rende perfettamente conto delle stranezze di mia madre. Anche se mi dispiace per lui perchè dovrà assistere all’ ennesimo dissidio familiare non posso farci nulla, devo pensare prima di tutto a salvarmi.

    Un abbraccio a tutte voi.

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