La testimonianza di Ste: “La chiave è lasciare andare, pronti a ricevere il bello che gli altri ci vogliano donare”

Quando ero bambina e mi trovavo a casa da sola con mio padre lui di colpo diventava scuro in viso. Percepivo dargli fastidio e così mi chiudevo in camera mia. Quando mia madre tornava era consuetudine che andasse prima da mio padre per poi venire in camera mia. Appena uscita dalla loro camera veniva da me per dirmi che l’avevo fatto arrabbiare… allora le chiedevo cosa avevo fatto, ma mi rispondeva che dovevo arrivarci da sola. Non ho mai capito perché si arrabbiasse con me, ma mi sentivo enormemente in colpa.

Ho innumerevoli ricordi di trascuratezza nei miei confronti quando ero bambina (per farla breve, mia madre si lamentava che non trovava mai nessuno a cui lasciarmi, per questo poi mi lasciava ad una parente qualsiasi, sempre lamentandosi che spendeva troppi soldi per mantenermi). Tuttavia ricordo anche che mi grattugiava una mela o una banana la Domenica o che qualche volta mi tagliava la bistecca perché troppo dura… Qualche gesto di affetto l’ho avuto, anche se ricordo che non mi grattugiava mai tutta la banana o tutta la mela, oppure non mi tagliava mai tutta la bistecca perché diceva che doveva mangiare anche lei e che era troppo stanca. Mio padre, invece, era più chiaro: rabbioso e basta. Lei, invece, qualche volta affettuosa.

Mia madre ha sempre guardato con disprezzo la vita delle sorelle, donne normalissime.

Ha rifiutato molti uomini a suo dire troppo banali, finendo per sposare mio padre.

Un padre che ha passato e passa la vita a disprezzare chiunque dimostri impegno e volontà nel raggiungere degli obbiettivi, che si vanta ad alta voce se riesce a imbrogliare qualcuno dopo averne ottenuto la fiducia e che passa le giornate buttato in divano a guardare film pornografici.

UNA COPPIA, I MIEI GENITORI, IN APPARENZA VINCENTI, PERFETTI E FORTEMENTE INNAMORATI TANTO CHE SPESSO IO SONO STATA INVIDIATA DI AVERE DEI GENITORI COSÌ.

A mia madre piace tanto che mio padre sia “sopra le righe” e a lui questo non fa che alzare l’Ego.

Io vengo fortemente disprezzata da entrambi perché, a loro dire, sono poco furba (o troppo, se mi fa comodo, ma questo lo decretano a seconda delle situazioni), incapace, secondo mia madre, di tenermi un uomo (sono divorziata), morta di fame (i miei genitori sono benestanti, io no) e insoddisfatta perenne, incapace di stare al mondo.

Potrebbero avere moltissimo ma ritengono di avere “tutto” cioè, l’apparenza, che sono sicuri crea invidia in chi li osserva dal di fuori.

Quando ancora permettevo a mia madre di entrare in casa mia venivo criticata perché non avevo un centrotavola in pizzo con sopra un vassoio di argento e la frutta secca dentro (a casa sua c’è). Pensate che per lei questa era una mancanza gravissima, anche se non batteva ciglio quando mio padre si vantava di andare a prostitute.

Avrebbe potuto lei avere una vita ricca di amore, ma ha scelto e continua a scegliere un uomo abbruttito, volgare e vuoto.

Mi rinfaccia il fatto che se fossi rimasta con mio marito ora farei la bella vita anche, e non solo, dal punto di vista economico: semplicemente non è in grado di vedere la serenità che ho raggiunto vivendo da sola e neppure lo schifo che ha voluto diventasse la sua vita.

Era abituata a entrare in casa mia senza preavviso nonostante le chiedessi di suonare il campanello. La copia delle chiavi di casa mia gliele avevo date io su suo consiglio: “Se ti chiudi fuori veniamo ad aprirti o io o tuo padre” ma, in realtà, quando mi son chiusa fuori lei era a lavoro e mio padre non sapeva dove fosse la copia delle mie chiavi di casa. A volte arrivava a casa mia di corsa, tutta trafelata, stava 5 minuti come un’ora, nel frattempo riceveva continuamente telefonate di mio padre per sciocchezze varie a cui rispondeva in modo meticoloso. Criticava moltissimo il mio modo di tenere casa, l’arredamento, quel che stavo facendo nel momento in cui entrava (ad es. stare al pc, pulire casa e se fuori c’era il sole venivo rimproverata perché non uscivo). Se entrava mentre ero in doccia se ne andava via scocciata: neanche il tempo di asciugarmi che era già sparita “non hai neanche due minuti per tua madre!”, ma io che ne sapevo che stava per entrare in casa mia? Si lamentava che non mi preoccupavo dei suoi problemi di salute, ma quando le chiedevo come stava mi rispondeva che facevo domande per opportunismo, che non mi interessava nulla del suo stato di salute né di quello di mio padre e che quindi non mi diceva niente. Non mi ha mai creduto invece quando io stavo male. Mi dava della fallita perché guadagno meno di lei e mi diceva che ero invidiosa del suo lavoro. Si lamentava che avrebbe dovuto pagarsi una badante nella vecchiaia perché non volevo prendermi cura di lei, diceva. Sminuiva ogni mio successo “Beh, ovvio che hai preso 9 in Italiano, sei sempre stata brava, perché non avresti dovuto prendere il massimo dei voti?” però se prendevo 7 si lamentava di avere una figlia stupida ed ignorante. Mi accusava di ritenerla stupida, di non considerarla abbastanza per il suo valore e, in linea generale, accusava il mondo di non capire né lei né mio padre. Mi diceva che ero viziata, che non avrebbe dovuto crescermi così bene, che mi aveva permesso troppe cose e ora io davo tutto per scontato. Mi accusava di non amarla abbastanza e di non essere affettuosa verso mio padre, uomo pieno di rabbia ma che, così diceva, non ero in grado di saper prendere, di tranquillizzare.

Ho deciso di cambiare le serrature di casa dopo averle chiesto più volte di restituirmi le chiavi. Quando ha tentato di entrare e non c è riuscita ha detto ai miei vicini che avevo tentato il suicidio per far buttar loro giù la porta.

Ho smesso di cercarla e mi ha offerto soldi. Ho rifiutato e mi ha accusata di schifare i suoi soldi…

Ora mi manda degli sms con su scritto che mi vuole bene, che è preoccupata per me e che mi devo rivolgere ad uno psichiatra e farmi prescrivere degli anti depressivi.

I miei genitori mi intestavano titoli bancari falsificando la mia firma: se andava bene se ne tenevano gli utili, se andava male minacciavano, nel caso io non avessi ripagato la banca, che mai e poi mai avrei più potuto aprire un conto corrente od accedere ad un mutuo. Tra soldi da restituire alle banche e assegno di mantenimento che non arrivava da parte del mio ex marito che diceva preferire spendere i soldi per divertirsi che darli a me (a cui ho poi scoperto mia madre pagava l’avvocato per difendersi dalla causa che in questo senso li avevo fatto, causa che poi ho lasciato cadere perché non potevo più permettermi di pagare l’Avvocato) mi sono ritrovata a vivere per quasi due anni con 350 euro netti a mese, benché il mio stipendio fosse ben superiore. Ricordando quel periodo mi attanaglia un gran senso di solitudine che vivevo in pieno: mia madre mi cercava solo per accusarmi di non farmi mai bastare i soldi.

Ho avuto per molti anni problemi di salute ed economici causati dai miei genitori e che i miei genitori usavano contro di me:

“Tu non stai male, tu ti fai ricoverare in ospedale perché ti fa comodo”

“Non puoi vivere se sei senza soldi, torna a vivere con i tuoi genitori”, detto da mia madre.

Quando ho lasciato andare i miei genitori con loro se ne sono andati tutti i miei problemi di salute!

“Ma tu te ne freghi dei tuoi genitori!”

I tuoi genitori possono morire che a te non te ne importa nulla”, mi aveva sempre accusata mia madre.

Tempo fa l’incontrai su sua richiesta. Raccontò i soliti problemi da sempre, che poi non son neppure problemi, è la vita, e se si vuole la si cambia oppure la si tiene così com’è. Dopo un’ora in cui mi parlava dei suoi “problemi” si è ricordata di chiedermi: “E tu come stai?” “Bene” ho risposto. Lei “non mi racconti nulla?” “Non ho nulla da raccontare”. Davvero non avevo nulla da dirle. Capisco che a lei non interessa sapere di me e che va lasciata nel suo continuo lamento di quanto è dura la vita per lei.

Quando ero in terapia parlavo solo ed esclusivamente della mia famiglia narcisista. Il mio terapeuta aveva ipotizzato trattarsi di narcisisti, ma mi diceva che non poteva fare una diagnosi loro attraverso i miei racconti. Aveva piuttosto consigliato ai miei di affidarsi ad una terapeuta, cosa che non hanno fatto.

ALLA FINE POCO IMPORTA LA LORO DIAGNOSI, IMPORTA L’AIUTO CHE DIAMO A NOI STESSI PER RIAPPROPRIARCI DI NOI.

Quando lavoravo di notte e al mattino volevo dormire mia madre esclamava: “Il mattino l’oro in bocca”, “Chi dorme non piglia pesci”. Se ribadivo di essere stanca: “Riposerai quando andrai in pensione”. Poi: “Io e tuo padre siamo disperati per te, dicci cosa dobbiamo fare per aiutarti”. Se rispondevo che stavo bene lei: “Non è vero che stai bene, la tua mamma ti conosce meglio di come tu ti conosci”. Se percepivo mio padre rabbioso nei miei confronti: “È perché ti ama, se non ti amasse ti tratterebbe bene”. Poi cambiava discorso continuamente, senza modificare il tono della voce. Ogni argomento sembrava quello importante e io facevo fatica a seguirla quando mi diceva: “Cerca di capire tua madre”. Una gran fatica, confusione. Ero sempre sulla difensiva con lei e mi sembra – da che son nata in poi – di non essere mai riuscita a parlare concretamente di qualcosa con lei.

Mia madre si lamenta di non essersi realizzata per colpa mia:  se non fosse stato per me avrebbe fatto grandi cose.

Dice anche però che si è realizzata nonostante me, GRAZIE A MIO PADRE.

Una volta le ho risposto che quello che ha realizzato lo deve a se stessa, al che mi ha riposto con una smorfia di seccatura: “Certo”.

Non ho capito né cosa avrebbe fatto senza di me né cosa ha fatto grazie a mio padre.

Quel che è certo è che lei si vanta che l’Azienda in cui è dipendente andrebbe in fallimento senza di lei (motivo per cui non se la sente di andare in pensione anche se è stanca di lavorare).

AVERE UN EX MARITO NARCISISTA

Quando il mio ex marito ha perso la madre il giorno del funerale eravamo tutti visibilmente sconvolti, addolorati. Lui no. Ha assistito alla messa imperturbabile, rievocando la madre soltanto anni dopo. Me ne parlava e si sforzava di piangere: “Non avevo mai pianto prima per mia madre, lo sto facendo ora con te” diceva, ma non piangeva. Non uscivano lacrime, non pareva addolorato, ma sembrava quasi sforzarsi di apparire sofferente. Io gli tenevo la mano, lo accarezzavo, finché ha detto: “Sono contento di essere riuscito a piangere, cosa c’è da mangiare?” (era ora di cena).

Ho sempre avuto l’impressione che usasse la morte della madre per farsi consolare dalle varie donne a cui raccontava di essere orfano (ricordo che lo diceva così, come nulla fosse), ma che lui non ne abbia mai sofferto veramente.

Mi fa ancora paura pensare che davvero potesse essere così.

Quando ancora convivevamo avevo deciso di riprendere gli studi serali. Lui mi rimproverava di lasciarlo solo a cena e di non badare adeguatamente alla casa. Aveva inoltre deciso di riprendere a studiare un anno dopo di me, iniziando a frequentare “così per gioco”, senza dirmi nulla, per poi lamentarsi di quanto non l’aiutassi a portare a termine i suoi studi. Ho lasciato i miei, di studi, anche perché non riuscivo a lavorare, badare alla casa, studiare le mie cose e le sue.

Il mio ex marito agganciava online le nuove prede parlando di una moglie psicopatica, una strega che lui non poteva lasciare altrimenti lei (ovvero, io) si sarebbe suicidata. A me invece diceva che non aveva idea di come i suoi dati e le sue foto potessero finire nei siti di incontri: ipotizzava un virus nel PC. A quella che era invece la sua amante fissa diceva di essere separato in casa. Di tutto questo, quando l’ho lasciato mi ha spiegato che mi aveva sposata perché svolgo un lavoro considerato positivamente dalle persone e perché sono esteticamente carina: insomma, davo di lui una bella immagine. Mi rendo conto che se non l’avessi lasciato avremmo potuto rimanere sposati a vita, che lui comunque aveva avuto fin da subito da me quello che gli interessava, cioè il consenso sociale. Ancora faccio fatica a comprendere la freddezza con cui quest’uomo ha tenuto in scacco me e le altre.

Spesso, quando mia madre entra in crisi con mio padre, si getta sui miei presunti problemi caratteriali e di depressione di cui parla insieme al mio ex marito. CIOÈ: NON VIVO PIÙ CON I MIEI GENITORI O CON IL MIO EX MARITO, MI FACCIO LA MIA VITA ALTROVE, MA MIA MADRE CHIAMA AL RAPPORTO IL MIO EX PER PARLARE DI ME E DECIDERE CHE HO BISOGNO DI UNO PSICHIATRA. Lei ed il mio ex marito si sono molto trovati nel corso degli anni a parlare di come gestire i miei problemi che, rassicuro mia madre, NON NE HO. Lei, però, afferma che fino a che non mi faccio vedere da uno psichiatra non posso sapere se sono depressa e che quindi la mia depressione la devono affrontare lei e mio ex marito. Ex marito, il mio, che non ha perso l’occasione di farsi bello agli occhi suoi, che lo definisce “il figlio che non ho mai avuto”. Trovo impressionante che mia madre continui a frequentare il mio ex marito nonostante le abbia chiesto di non farlo, di prendere una posizione a mio favore. Non c’è verso: “Il tuo marito è perfetto, sei tuo che non lo capisci”. Provo un certo disgusto nel sapere che il mio ex marito frequenta mia madre perché lei gli regala soldi “Tuo marito ha diritto a rifarsi una vita dopo che l’hai lasciato, lo sto solo aiutando”. È impressionante come i miei presunti “problemi caratteriali“, il mio “carattere difficile”, come non si stanca di dire mia madre, facciano da collante tra i due.

Quando ero sposata avrei voluto abbellire casa: nuovi quadri alle pareti, color marmorino ai muri, nuovi tappeti. Il mio ex marito non voleva farlo: diceva che la casa andava bene così. L’ho lasciato e al posto mio in casa sua è subentrata quella che era la sua amante storica. Lei, a spese sue, gli ha comprato quadri e tappeti e ridipinto i muri. Il mio ex ha avuto la sfacciataggine di lamentarsi con lei circa la sua ex moglie (che ero io!!!) perché, a detta sua, gli vietava di appendere nuovi quadri e di comprare tappeti, di far le pareti color marmorino. Ora pure la compagna l’ha lasciato, ma secondo lui perché “Pretendeva di dedicare più tempo a suo figlio che a me, ma il figlio ha già 14 anni, possibile che la madre debba ancora stargli dietro?”, mi ha detto. Una sua collega di lavoro tempo dopo mi ha ripresa “Hai abbandonato tuo marito, ci è voluta un’altra donna che si prendesse cura di lui, ma non lo vedi poverino che ha bisogno di tutto?”. Ancora gira la voce di questa ex moglie egoista e disturbata mentalmente che, dopo avergli impedito di realizzarsi, l’ha anche lasciato.

Lasciati da parte i narcisisti ho davvero incontrato persone molto belle che mi hanno e mi stanno aiutando moltissimo, che riescono ogni giorno a riempire la mia vita con la loro presenza. Credo sia tutto qui: lasciare andare, pronti a ricevere quanto di bello ci vogliano donare altre persone che si sono affacciate alla nostra vita. Lasciar andare ciò che ci teneva ancorati in situazioni pesanti, claustrofobiche, e andare oltre, dove davvero possiamo trovare persone che ci vogliono bene per ciò che siamo e che ci riempiono con la loro presenza.

QUANDO SONO TRA LE MIE COSE, LA MIA CASA E MIEI AMICI STO VERAMENTE BENE PERCHÉ TUTTO È LIMPIDO E TRASPARENTE. TUTTO HA UN SENSO.

Grazie, perché mi permetti di riflettere su me stessa, su ciò che mi fa bene o mi fa male.

Un abbraccio.

Trad. Lilas (Lilla), by Djavan

Domani, altro giorno/ Sorge la luna/ Il vento abbraccia una nuvola che pende nell’aria/ La bacia, ci gioca e la lascia passare/ E nell’aria dell’altro giorno/ il mio sguardo/ nascerà dalle punte delle stelle/ disperse nel mare/ per far piovere emozione, tuonare/ Un lampo si è liberato/ per schiarire molto di più/ Si è meravigliato con il colore lilla/ argentato sotto la luce amorevole del cielo blu/ Voglio vedere il tramonto/ bello come soltanto lui sa essere/E la gente che resta a guardare/ e viaggiare/ nel suo mare/ di lampi.  

 

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6 pensieri su “La testimonianza di Ste: “La chiave è lasciare andare, pronti a ricevere il bello che gli altri ci vogliano donare”

  1. Complimenti Ste.
    Penso che chi ha vissuto certe pene ed è sopravvissuto mantenendo il cuore puro e l’animo nobile, abbia vinto.
    Pensavano di averci portato via tutto, ma si sbagliavano.
    Grazie per la tua testimonianza. Un abbraccio

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  2. Ciao a tutti /e, non scrivo molto perché ho da due mesi il papà in ospedale e siamo in fase di riabilitazione ora… Vi leggo sempre e comunque, benvenuti a tutte le meraviglie nuove persone che scrivono qui e condividono la loro esperienza.E` difficile spiegare a chi non ci è passato e lo ha vissuto cosa vuol dire avere una famiglia disfunzionale con un genitore o due narcisista… Inutile, onora il padre e la madre dicono, sono sempre i tuoi genitori mi sento rispondere, la famiglia è sacra… Come puoi abbandonare i tuoi? Siamo un paese cattolico, c’è ancora molta strada da fare e l’informazione tra gli addetti ai lavori e ancora poca. Peggio ancora poi quando tua madre fa comunella con il tuo ex marito narcy, dove entrambi lavorano per dichiarare che sei pazza e hai bisogno di aiuto… Io sono di corsa,avrei molte cose da dire e appena tutto si sistemerà tornerò. Vi leggo sempre. Un abbraccio forte a tutti. LALLA

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  3. Cara Ste che caos di gente disturbata povera chissà che inferno avrai avuto dentro. Hai avuto la forza di lasciare andare situazioni difficilissime da abbandonare e qui noi tutti sappiamo bene cosa vuole dire staccarsi dai np. Nel tuo caso famiglia e marito. Tutte figure di primaria importanza.
    Devi essere orgogliosa di te stessa per il carattere che hai e il coraggio immenso di aver chiuso situazioni davvero pesanti.
    La parte finale della tua storia è ciò che sta accadendo a me. Una ripresa fatta di persone meravigliose che sento che mi vogliono bene e che non mi lasciano sola anche quando non sono mentalmente presente.
    È così come lo descrivi tu. Poi ci si allontana e si lascia andare ciò che ci impediva di stare bene.
    Ho letto un commento molto reale ma non scontato in un post…Invece di tenere il lutto per le persone che non ci sono più nella tua vita, celebra quelle che ti stanno vicino….
    Che sia di grande stimolo per tutti noi
    Ti abbraccio

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