Cosa fare quando il tuo cuore vuole qualcuno che la tua mente sa che ti fa male?

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/understanding-narcissism/201807/how-do-i-heal-narcissistic-abuse
Autrice: Dott.ssa Elinor Greenberg, Vice-Presidente del New York Institute for Gestalt Therapy. Tra le sue pubblicazioni potete trovare il libroBorderline, Narcissistic, and Schizoid Adaptations: The Pursuit of Love, Admiration, and Safety, Ed. Greenbrook Press, 2016, New York                    
Trad. C. Lemes Dias
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Come guarire dagli abusi narcisistici?

Cosa fare quando il tuo cuore vuole qualcuno che la tua mente sa che ti fa male?

Mi vengono spesso poste versioni di queste domande da parte di persone che sono appena uscite da una relazione con un narcisista maltrattante. Dicono:

Il mio ex mi ha trattato miseramente. Quando mi ha buttato a calci sul marciapiede, ero un disastro totale. Avevo perso la mia autostima e la maggior parte della fiducia in me stessa. Ho impiegato settimane per smettere di piangere. Sono in terapia e finalmente riesco ad alzarmi in piedi. È evidente che sto meglio senza questa relazione, ma continuo a fantasticare sul mio ex ogni giorno e vorrei che potessimo stare bene insieme. Perché non riesco semplicemente dimenticare questa persona e andare avanti?

Uno dei modi per capire cosa sta succedendo è renderci conto che certe volte la mente e il cuore possono viaggiare su binari separati. La chiave della guarigione sta nel livello di comunicazione tra loro.

Il cuore può dire: “Amo questa persona.”

La mente, invece, può affermare: “Oramai è finita. Sei stato(a) maltrattato(a). Devi allontanarti e non tornare mai da questa persona.”

Un tale dialogo che ci fa fare avanti e indietro può durare a lungo senza essere risolto: sono due visioni completamente diverse della stessa situazione. Una visione è focalizzata su quanto era bello quando le cose stavano andando bene e l’altra è focalizzata sulla realtà di come tutto è effettivamente andato. Non è necessario attendere passivamente fino a quando “qualcosa” accadrà per interrompere questa situazione di stallo. Ci sono azioni concrete che potete fare per accelerare la vostra guarigione e porre fine a questa spinta/trazione emotivamente distruttiva.

Nota: sto usando i termini “narcisista” e “narcisismo” in questo articolo come scorciatoia per una realtà molto più complessa: un narcisista è una persona che ha fatto un adattamento narcisistico a una situazione infantile e che ora manifesta un modello di risposte denominato Disturbo Narcisistico della Personalità.

  • ESERCIZIO: SFIDATE LE VOSTRE FALSE CREDENZE

Ecco un esercizio diviso in 4 parti che può accelerare il processo di guarigione:

PARTE 1: Scrivete tutte le convinzioni che avete sul rapporto con il vostro o la vostra ex narcisista che tuttora vi destabilizzano mentre cercate di andare avanti oppure iniziare una nuova relazione.

Ecco la lista della mia paziente Laura:

  1. È stata colpa mia se si è comportato così male con me.
  2. Avrei dovuto dare di più per far funzionare il rapporto.
  3. Sta trattando la sua nuova fiamma molto meglio di me, perché lei è migliore di me.
  4. Mai più troverò qualcuno capace di farmi stare bene e sentirmi speciale come lui.

L’elenco sopra è “basato sul cuore”. Il lato emotivo di Laura desiderava ardentemente le sensazioni che una volta aveva con l’ex quando tutto apparentemente andava a gonfie vele. Il suo lato emotivo non voleva affrontare il dolore di riconoscere la realtà: non avrebbe mai avuto un amore eterno e un futuro perfetto con quell’uomo. L’idea che assolutamente nulla poteva essere salvato da quella relazione, tranne la saggezza, era troppo dolorosa da affrontare. Laura lottava per convincere il suo Io più logico sull’esistenza di una soluzione magica in grado di far funzionare il rapporto nel caso in cui l’ex nuovamente si ripresentasse.

“Aspetta”, le diceva il cuore, “Potresti essere ancora capace di riavere il tuo ex! Vedrai che sarà la volta buona!”. Sfortunatamente il cuore di Laura era anche il cuore di una persona abituata ad assumersi molto di più della sua parte di responsabilità per il fallimento di una relazione.

PARTE 2: C’è qualcuno nella vostra infanzia che vi ha incoraggiato ad assumere tutta la colpa?

La maggior parte dei pazienti che tende ad assumere più della propria parte di responsabilità per la fine di un rapporto ha avuto un genitore che gettava su di loro ogni colpa. Può aiutare a rendersi conto della realtà la scoperta che parte di ciò che ci impedisce di vedere realisticamente una relazione si basa sulla ripetizione di episodi infantili ricorrenti.

Ponetevi questa domanda: chi nella mia infanzia mi ha sempre incolpato quando qualcosa andava storto?

Esempio: la mia paziente Laura è stata cresciuta da una madre narcisista che l’ha continuamente incolpata su tutto. Se il latte nel frigorifero s’inacidiva, la colpa era sua: “Tu devi averlo lasciato fuori!”. Quando sua madre si arrabbiava, Laura veniva pubblicamente rimproverata in mezzo alla strada: “È colpa tua se ho perso la calma! Se non fossi stata così maleducata, non avrei dovuto rimproverarti in mezzo alla gente!”.

PARTE 3: Cosa si può guadagnare proteggendo un ex maltrattante e incolpando se stessi?

Non solo riversiamo la colpa su noi stessi per abitudine o sulla base della nostra storia di vita ma… questo tipo di assunzione si responsabilità serve a scopi psicologici sedimentati nell’inconscio, rimasti occulti. Al fine di sopravvivere il meccanismo psicologico innescato ci impedisce di riconoscere ciò di cui stiamo fuggendo. Riversando su noi stessi l’intera responsabilità per salvaguardare un’ex maltrattante rimaniamo ancorati nella negazione di una realtà destabilizzante.

È stato molto difficile per Laura rispondere a questa domanda. Alla fine ha confessato:

Se riconosco che è stata mia la colpa, allora vuol dire che posso migliorare. Amavo come lui mi faceva sentire all’inizio. Diceva continuamente il quanto io fossi speciale e bella! È difficile dimenticare ciò che provavo quando me lo diceva. Nessun altro uomo mi aveva fatto provare questo tipo di sicurezza in me stessa. Se accetto che è un narcisista e che non posso fare niente per risolvere i suoi problemi, allora devo rinunciare a riavere tutto ciò che avevo prima. Mi rendo conto che ogni volta che penso a lui immagino sempre e solo com’era all’inizio, mai quando mi maltrattava.

PARTE 4 — Scrivete un’affermazione vera accanto a ogni credenza che avete disposto nella parte 1. Assicuratevi che sia vero ciò che la vostra mente vi dice (anche se il vostro cuore lo rinnega!).

Ecco il nuovo elenco di Laura:

  1. Non è colpa mia se mi ha maltrattato. Ha uno storico di maltrattamenti nei confronti delle donne.
  2. Come facevo sbagliavo: nulla avrebbe cambiato il risultato.
  3. Lui tratta bene le donne solo all’inizio della relazione. Appena le aggancia i maltrattamenti cominciano.
  4. Alla fine maltratterà anche la nuova donna.
  5. Molti uomini mi trovano attraente e speciale in un modo normale e non cambiano il loro modo di pensarmi/vedermi nel giro di poco e verso l’esatto contrario.

Ogni volta che incolperete voi stessi per la fine del rapporto con i vostri ex, rileggete nuovamente la Parte 4.

Considerazione finale: può essere molto difficile guarire dagli abusi narcisistici perché tendiamo a concentrarci solo sulle parti buone. Ci diciamo che avremmo potuto fare qualcosa di diverso e immaginiamo che il nostro ex o la nostra ex darà tutto ciò che bramiamo al suo nuovo amore, perfetto ed eterno.

Ci vogliono ripetute docce fredde, un vero bagno di realtà, per contrastare la fantasia che abbiamo perso qualcosa di fantastico e di insostituibile.

Margem (Margini) – Adriana Calcanhotto

Ai margini/ Sognai il viaggio/ Io, senza il mio nome/ Senza il mio regno/ Senza il mio senso/ Senza il mio Ego/ Senza le mie credenze/ Senza la mia quiete/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/ Ai margini/ Girovagai nel viaggio/ Io, senza il mio nome/ Senza il mio regno/ Senza il mio senso/ Senza il mio Ego/ Senza le mie credenze/ Senza la mia quiete/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/ Volendo il tuo bacio/Ai margini/ Ne è valsa la pena/ Bel viaggio/ Ai margini/ Ne è valsa la pena/ Il viaggio è finito.

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5 pensieri su “Cosa fare quando il tuo cuore vuole qualcuno che la tua mente sa che ti fa male?

  1. articolo molto bello ed esaustivo come sempre molto chiaro. inoltre ritengo di un ottimo professionista del settore. grazie claudileia vi auguro una dolce erata e buonanotte a tutti voi da parte mia dal piu profondo del mio cuore. grazie mille ancora

    Piace a 1 persona

    1. Grazie, cara Ale! Buona serata a te. Ps: mi piace molto la Greenberg perché nonostante sia un tecnico, lei scrive raramente qualche termine legato al linguaggio professionale. Questo permette a chi si affaccia per la prima volta al tema di riconoscersi e sentirsi capito.

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  2. Un articolo perfetto che spiega benissimo un fenomeno purtroppo noto a tutti/e coloro che si ritrovano nel girone infernale della dissonanza cognitiva, una delle conseguenze più terribili e difficili da superare in queste relazioni tossiche.
    Nella mia esperienza con i due narcisisti l’ho provata in entrambi i casi, anche se nel primo caso non sapevo nulla di narcisismo e nel secondo si.
    Sapere che hai a che fare con un narcisista non ti protegge da questo, forse ti aiuta a individuare e fronteggiare meglio le manipolazioni, ma è certo che quando ti distacchi, ci vuole comunque tempo prima che lato razionale e lato emotivo combacino.
    Forse quello che in ultima analisi ho capito da queste esperienze, oltre al fatto che siamo di fronte a soggetti altamente disturbati ed irrecuperabili, è che il tempo fa il suo lavoro…tutto passa alla fine, passano le cose belle, purtroppo, ma passano anche quelle brutte.
    Tempo al tempo, passo dopo passo, avere pazienza con sè stessi e non torturarsi se le cose vanno per le lunghe…quelli che abbiamo subito sono abusi e non barzellette, anche se a volte noi ci ridiamo su (per sdrammatizzare e sostenerci a vicenda, non certo per sminuire la portata e la gravità di quanto accaduto)…
    Nelle sindromi post traumatiche da eventi di guerra è stato provato che chi ha subito un trauma tanto violento può avere incubi a distanza di decenni, per cui non mettiamoci fretta e non sentiamoci frustarti se dopo un anno ci sentiamo ancora scombussolati e fragili…noi siamo stati IN UNA GUERRA psicologica violentissima e senza esclusione di colpi.
    Quello che mi conforta è che i risultati del lavoro che facciamo su noi stessi alla lunga ripagano, ti danno forza e coraggio di fare cose che prima consideravi impossibili…quindi mi sento di incoraggiare ancora tutti una volta a non arrendersi e a non preoccuparsi per i momenti no, le giornate in cui tutto sembra riportarci alla mente il narcisista e l’idea che mai riusciremo a rifarci una vita serena… tempo e pazienza, arriveremo alla nostra meta.

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  3. stupende parole ai scritto in conclusione mia cara Spirito Libero, ti abbraccio forte con tanta compassione e stima e spero che il mio sereno pomeriggio giunga fino a te, grazie come sempre Claudileia per avermi risposto un grosso abbraccio cara

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