Modi per costruire la resilienza nei figli quando si condivide la genitorialità con un/a ex narcisista

Fonte: https://narcwise.com/2019/06/12/resilience-coparenting-narcissist/
Autrice: Belinda Bryer è psicologa specializzata in violenza domestica e nel sostegno alle famiglie verso la sicurezza e il benessere.
Trad. C. Lemes Dias
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Le tensioni della co-genitorialità con un narcisista

Chiunque abbia avuto una relazione con un narcisista e, attraverso la propria forza e determinazione, abbia deciso di porre fine a tale relazione, prova un profondo senso di sollievo una volta superato il trauma. Allontanarsi dal dolore e dalla negatività che il narcisista porta nel loro mondo implica un cambiamento radicale di vita, segnando per queste persone una nuova realtà, atta a superare i problemi e l’angoscia vissuta.

Vi è, tuttavia, un numero rilevante di persone per le quali questa separazione è incredibilmente difficile, se non impossibile. Questo perché le loro vite si sono intrecciate per sempre con il soggetto maltrattante, costringendoli a doversi confrontare quotidianamente con una dura realtà: il responsabile di tanto dolore e sofferenza nella relazione ha anche contribuito a creare la cosa più importante che abbiano mai avuto, i loro figli.

Se vi riconoscete in questa circostanza, so che vivete in uno stato di tensione tangibile. L’impatto di una simile condizione non può essere minimizzato. La co-genitorialità presenta una serie di sfide per chiunque e l’ulteriore difficoltà di condividere la genitorialità con un narcisista aggrava di molto la delicatezza dei rapporti.

Se la vostra relazione è finita di recente e il vostro partner era un narcisista maltrattante, è naturale voler prendere le distanze il più velocemente possibile. Probabilmente avete sopportato enormi sofferenze per mano sua ed è quasi certo che i comportamenti manipolatori ed egoisti del vostro ex continuino dopo la separazione.

Un genitore ha ragione a voler proteggere i propri figli da questi comportamenti e dal potenziale abuso emotivo che può verificarsi con la frequentazione.

La reazione iniziale potrebbe essere quella di provare a interrompere completamente il contatto tra i vostri figli e l’ex narcisista al fine di proteggere la prole il più possibile… Il punto è che una simile decisione potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.

In primo luogo, i bambini hanno il diritto di conoscere e mantenere rapporti con entrambi i genitori. È importante per la loro identità e il loro senso di sé. Se tutti i contatti dovessero cessare e il vostro partner si rivolgesse a un tribunale, molto probabilmente la magistratura vi costringerebbe a mantenere una qualche forma di contatto per preservare il rapporto del/la narcisista con i figli.

Solo in circostanze assai gravi il contatto è completamente vietato.*

Per rendere ancora più complessa la situazione, quando decidiamo di interrompere tutti i contatti tra il genitore narcisista e i nostri figli, il risultato finale potrebbe essere controproducente: i bambini possono costruire un quadro indebitamente positivo del maltrattante nelle loro fantasie. Il rischio è che finiscano per mettere questo genitore sul piedistallo, giacché non sono a conoscenza o hanno dimenticato gli aspetti negativi del comportamento narcisistico.

I bambini possono trovarsi a pensare che “l’erba è molto più verde” con l’altro genitore, specialmente quando quello con cui risiedono è stato integralmente incaricato di tutte le responsabilità che comportano l’estenuante lavoro di fare il genitore unico 24 ore su 24.

MODI PER COSTRUIRE LA RESILIENZA NEI FIGLI QUANDO SI CONDIVIDE LA GENITORIALITÀ CON UN/A EX NARCISISTA

Il resto dell’articolo ha lo scopo di dare una mano a chi condivide la genitorialità con un narcisista, offrendo strategie di costruzione della resilienza e incoraggiamento nei bambini come un modo per proteggerli dal comportamento potenzialmente dannoso dell’ex.

Ricordatevi: non sarete mai in grado di cambiare il comportamento o la personalità di un narcisista.

La domanda è: allora come si fa a bilanciare la co-genitorialità con una simile persona e allo stesso tempo infondere sicurezza nei figli? Buona parte della risposta sta nel saper costruire la resilienza all’interno dei bambini stessi.

La resilienza riguarda la capacità di riprendersi rapidamente dalle difficoltà e nel sapere affrontare battute d’arresto e blocchi. Nei bambini, la resilienza inizia a svilupparsi fin da piccolissimi. Un genitore sano è perfettamente in grado di aiutare i propri figli a svilupparla in vari modi.

Come?

DIVENTANDO IL LORO PORTO SICURO

In primo luogo, è necessario diventare un “porto sicuro” per i bambini, “un luogo” al quale possono sempre fare ritorno mentre esplorano e conoscono il mondo. Parte dell’essere questa base sicura è consentire ai nostri figli di navigare nel mondo – in questo caso, vedere il genitore narcisista – consapevoli di poter ritornare al punto calmo, sicuro e protetto dal quale sono partiti. Non si tratta di un’impresa facile, perché ci richiede di mettere momentaneamente da parte le nostre emozioni e giudizi mentre ascoltiamo i racconti dei nostri figli su tutto ciò che è successo mentre erano con l’altro genitore.

PROMUOVENDO UN FORTE SENSO DI SÉ ATTRAVERSO:

  1. IL RAFFORZAMENTO DELL’IDENTITÀ

Una parte importante della resilienza è l’autostima, il senso di sé e l’identità del bambino. È fondamentale consentire ai nostri figli di avere un livello di autonomia nella propria vita, offrendo loro l’opportunità di dimostrare la propria responsabilità.

  1. LO SVILUPPO DI UNA BUSSOLA INTERNA

Incoraggiare la padronanza di nuove abilità fa crescere la consapevolezza e la fiducia in loro stessi. Ciò implica lo sviluppo di una bussola di controllo interna alla quale il bambino si affida affinché comprenda di poter influenzare gli eventi esterni al posto di finire travolto da loro – come spesso accade ai figli di genitori narcisisti.

  1. L’INSEGNAMENTO DELLA CAPACITÀ DI DISCERNIMENTO

Lo sviluppo della capacità di discernimento fa respingere i messaggi negativi su se stessi, aumentando la loro capacità di recupero e non solo: fornisce le competenze di base su come gestire la loro relazione con il genitore narcisista.

  1. L’INCENTIVO A COLTIVARE DEI SOGNI

È anche importante che i bambini sviluppino uno scopo nella vita e sperino nel loro futuro. Questo aspetto può essere favorito attraverso la definizione di obiettivi da raggiungere e l’incoraggiamento a sognare, ad avere aspirazioni.

  1. LA COSTRUZIONE DI RELAZIONI SANE

Infine, è fondamentale che i bambini abbiano accesso ad altre relazioni sane al di fuori dei loro genitori. Potrebbe trattarsi di una zia o uno zio, un insegnante a scuola o un consigliere spirituale. Costruire reti sociali forti, di supporto, e coltivare rapporti sani e rispettosi aiutano i bambini a comprendere e stabilire i loro limiti. Dopodiché imparano anche cosa aspettarsi quando cominciano a relazionarsi con gli altri, genitori compresi.

L’IMPORTANZA DELLA RESILIENZA NELLA CO-GENITORIALITÀ CON UN NARCISISTA

Costruire la resilienza nei vostri figli infonde più forza nel rapporto con il genitore narcisista. Una persona resiliente dà valore alla propria autostima e si rende meno vulnerabile alla manipolazione.

Con la crescita, la resilienza li aiuterà a combattere rispettosamente per l’integrità del loro Sé, insegnandoli a proteggersi dall’entrare in relazioni potenzialmente disfunzionali.

Per concludere, si tratta di dare ai nostri figli le capacità di vita di cui avranno bisogno per impostare dei sani limiti con il genitore narcisista fino all’età adulta, quando magari decideranno di avere una famiglia propria.

* Nota: evidentemente ci sono alcune situazioni in cui la sicurezza del bambino è a rischio se lasciato solo con un genitore maltrattante e nelle quali il rischio di abusi gravi è troppo elevato. In queste situazioni, è indispensabile che il genitore sano cerchi il supporto legale e professionale adatto alla protezione del bambino. È possibile ottenere legalmente visite supervisionate, ordini restrittivi o divieti assoluti di frequentazione tra il genitore maltrattante e il figlio.

73 pensieri su “Modi per costruire la resilienza nei figli quando si condivide la genitorialità con un/a ex narcisista

  1. Urca. La np di cui narro io ha praticamente sottratto al padre la bambina: lui si è rifatto una vita e una famiglia e lei insiste nel prendere da sola le decisioni, estromettendolo il più possibile. Salvo poi entrare in competizione (“lui la porta al mare, io la porto al mare più a lungo”). Se ne occupa molto, va detto, fino ad arrivare all’home-schooling. Cosa che isola la bimba dai coetanei e dal confronto, in generale. Le volevo molto bene, ma la do per persa: con l’idolo della mamma che la vizia e insieme se ne serve come scusa per ogni comportamento (“io ho una figlia, quindi…”), subiva anche lei le intemperanze che subivo io, ma io non me ne accorgevo: “sei una palla al piede, chiedi a tua zia e confermerà” (triangolazione da manuale, vero?). Non credo potrà considerare gli uomini che passano nella loro vita più che servi momentanei e inadeguati alla loro maestà e al loro dominio, né potrà affrancarsi dalla morsa materna… e poi temo che anche culturalmente giocare tutto il giorno da sola in camera non possa portare a tanti frutti (nonostante la sua spiccata intelligenza e curiosità e ai suoi indubbi talenti). Mi domando se anche lei diventerà narcisista o qualcosa d’altro…

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    1. Io posso portarti l’esempio di mia sorella (np) e di sua figlia: stessa storia, fintanto che la figlia era piccola: padre (un pezzo di pane d’uomo) praticamente estromesso e allontanato (lei ha preteso e ottenuto l’affido esclusivo), trattato come un minus habens, demonizzato, criticato, vilipeso. Autosufficienza totale (“io la figlia la cresco da sola!”). A lungo anche la figlia ha considerato il padre un deficiente. Anche mia sorella ha impedito alla figlia una crescita normale: non solo il padre estromesso, ma anche isolamento sociale (nessun amichetto/a: solo loro due, sempre). Quando la figlia è cresciuta e ha manifestato tendenze suicide prima e poi ribellione scomposta alla morsa della madre (droghe, arrivavano a picchiarsi), mia sorella ha avuto il coraggio di richiamare il padre “alle sue responsabilità” di assente! E poi di presentarsi lei come vittima della pazzia della figlia (convincendo quasi tutti: i nostri genitori, ad esempio). Con molta difficoltà io e l’altra mia sorella, sue zie,abbiamo cercato di costituire argine a questo disastro e fornito modelli di attaccamento più sani alla ragazza. Ma ogni nostro tentativo era osteggiato dalla madre np, e inoltre aleggiava sempre, su di noi, il ricatto affettivo di rivalersi sulla bambina che ci faceva spesso fare passi indietro. Un castigo di dio, come madre.
      Posso dirti che, da grande, mia nipote non è diventata una narcisista patologica: troppo empatica, troppo sensibile, troppo spontaneamente altruista. E’ diventata una dipendente affettiva con autostima pari a zero, soggetta a crisi depressive, con esiti anoressici pure se non gravi, con tendenza a legarsi sentimentalmente a np e disturbati vari.
      Non ci sono equazioni meccaniche: gli abusi di np sono spesso identici nella sostanza e nei modi, ma l’impatto che hanno sugli altri dipendono molto da come si è fatti di nostro. Speriamo bene per questa bambina.

      Un abbraccio

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      1. Cara Blume, grazie di questa testimonianza, anche se terribile. Spero davvero che la tua nipote se ne accorga dei modelli positivi femminili che fortunatamente ci sono in famiglia. Un abbraccio forte e grazie della presenza. ❤️

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  2. Senza potersi confrontare con nessun’altra persona oltre la madre la vedo dura per la bambina lo sviluppo di una sua personale identità. Isolare un bambino totalmente e distruggere le figure di riferimento sane – addirittura impedendo al piccolo qualsiasi incontro necessario alla sua crescita, umanamente parlando – ha le sue conseguenze. 1. Perché non c’è confronto con nessuno, può crearsi un ritiro mentale nel quale ha sempre ragione; 2. Può tendere all’isolamento quando dovrà interagire con un gruppo; 3. L’identificazione con la figura che l’ha costretto all’isolamento può essere talmente marcata che non riuscendo a forgiare una sua identità dissociata e indipendente potrebbe crederla eterna e divina, quindi irraggiungibile. Tutto ciò può portare a 2 strade, entrambe molto negative: a) il bambino diventa una miniatura del genitore che ha su di lui potere di vita e di morte, cadendo in uno stato depressivo quando verrà puntualmente scacciato dal suo idolo oppure b) il bambino cerca di sfuggire al controllo genitoriale quando arriva nella fase adolescenziale, a maggior ragione se paragonandosi con i coetanei capisce il suo vissuto anomalo rispetto agli altri. A quel punto la narrativa narcisista diventa: “Ho fatto tutto per mia figlia, ma lei è diventata maleducata e ingrata, mi tratta malissimo.” Speriamo che il padre possa fare il lavoro di bilanciamento descritto nell’articolo! 🙄

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    1. Il padre è lontano, alieno, presente solo una volta al mese. Si è trovato di fronte al noto muro di gomma, è stato demonizzato, criticato, allontanato. “Io cresco mia figlia da sola!” (applausi di tutti e compassione per la vittima delle condizioni avverse); “io ho fatto le mie scelte!” (appoggio di tutti, anche sulle scelte sbagliate). All’inizio mi dicevo: accidenti, quanto deve aver sofferto, questa ragazza, e quanto sua figlia! Il fidanzato prima di me se n’era andato nottetempo, per scomparire nel nulla (l’aveva vista giusta, accidenti!), il padre della bambina era così lontano e assente… Ora so, ora capisco il motivo. Non solo loro vivono una “follia a due” che si autoalimeta, ma nessuno è ONTOLOGICAMENTE rilevante… le persone sono strumenti di narrazione, non esseri viventi, men che meno affetti. Quando è morta la nota bisnonna, soggetto di tanti racconti… non sono nemmeno andate al funerale. Non una lacrima. “Noi ce la caviamo”. Eppure la bambina aveva un gran cuore, lo so. E il suo linguaggio inventato a scopo ludico era fatto di parole in codice che significavano, di volta in volta: ci vede, ci ascolta, sta arrivando, scappiamo, è qui. Ed erano riferite alla madre. Io lo prendevo come un gioco innocuo e un tentativo di fare amicizia con me, di creare intimità (l’ho già detto: le volevo tanto bene e ammetto che mi manca, mi manca da morire). Col senno di poi, capisco che erano segno di un disagio. Mi dispiace tanto d’essere stato l’ennesimo fuggiasco. Ma davvero non ho potuto fare altrimenti. E dio solo sa quanto avrei voluto avere una motivazione in più per tornare, e cento in meno per stare alla larga da entrambe.

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      1. Caro S.w.a, penso che quanto più alta è l’idealizzazione maggiore è la botta della consapevolezza post fuga. Molte volte ci hai scritto che si trattava della donna più bella che tu avessi mai conosciuto, come se tu non la meritassi o non ci credessi alla possibilità di avere accanto a te una bella donna affermata nel suo campo. C’è una frase di Og Mandino molto bella, eccola: “Amerò la luce perché mi mostra la strada, tuttavia sopporterò l’oscurità perché mi mostra le stelle.” E’ una frase che ha due chiavi di letture diverse perché tanto può indicare gratitudine per coloro che illuminano le nostre zone d’ombra, in questo caso ciò che vedo “illuminata” è la tua sensazione di non valere o di non meritare, quanto può dirci che la nostra capacità di sopportazione può portarci anche a vedere le stelle laddove magari non ci sono. La tua ex viveva e tuttora vive una vita suppongo molto luccicante, molto “glamour” come spesso ci hai accennato, potendo permettersi di vivere in campagna con la figlia in totale isolamento quando vuole scappare dal suo mondo rumoroso. Quindi, in teoria fa la vita che molti artisti sognano per sé. Il tuo lato malinconico e ombroso (un lato che abbiamo tutti e che può essere più accentuato conforme il proprio vissuto) si è sposato alla perfezione con lo stile di vita che lei ti vendeva, perché di vendita si trattava. Vendita di “sogni”, di “per sempre”, di “insieme ce la faremo”, di progettualità, ecc. Si è sposato alla perfezione con la vita che lei conduceva anche qualcosa che auspicavi per te stesso e che magari rinnegavi: un bisogno di maggiore riconoscenza? l’attrazione per un mondo che ritenevi fin troppo luccicante e incompatibile con te PRIMA di conoscerla? Dove voglio arrivare con questi interrogativi? Voglio arrivare al nocciolo del tuo dolore: è la mancanza di lei ciò che ti fa soffrire o il crollo del sogno di tutto ciò che avresti potuto diventare SOLTANTO insieme a lei e SOLTANTO nel SUO mondo? I suoi ex si sono preservarti dal trattamento disumano che lei ti ha concesso. Non si sono dati alla fuga ma si sono detti: “CHI SEI TU PER RIDURMI IN QUESTE CONDIZIONI?”. Quel crescere insieme, quel sogno, puoi stare certo che l’avrà venduto anche ai suoi ex con tanto di vista panoramica verso cascate e arcobaleni: per sopportare l’oscurità la visione delle stelle ci vuole, altrimenti chi accetta vivere nel buio pesto senza essere assolutamente cieco? Con un simile carattere lei DEVE correre dietro alla luce delle stelle, anzi lei DEVE abbagliare le stelle e trasformarsi in un riflettore vivente. Te l’ho già scritto, farlo ne va della sua sopravvivenza, per questo sembra tutto così naturale e facile per lei. Mi chiedo a questo punto se questo tipo di rincorsa avrebbe giovato alla tua creatività o l’avrebbe seppellita. Dalla mia esperienza posso dirti con la massima onestà che la creatività e l’ispirazione di un partner è la prima risorsa ad essere uccisa da un/a narcisista e, come ben sai, quando sei un artista questo equivale al rilascio di un certificato di morte cerebrale.

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  3. Ciao Claudelia e tutt@,

    quest’estate non ho mai aperto questa pagina, dovevo staccarmi da tutto in previsione della guerra legale, che poi è finita per culminare oggi. Ma tranquill@, durerà altri sei anni dunque di tempo per sbiliare ce n’è a iosa.

    Tutto bello edificante, per carità, nel pezzo qui sopra, peccato che il genitore sadico perverso e abusante non c’è modo di contenerlo, con la legge 54, pure se condannato in terzo grado. Siamo tante, madri e qualche padre accudente, gabbati da questa legge che manda al macero le nostre vite. Ci stiamo rafforzando e unendo, ma nessuno vuole toccare ‘sta patata bollente, a livello politico e neppure di associazioni o centri anti-violenza (bastardi pure loro). Troppo grano in ballo. Tante manifestazioni per aborto, gpa e diritti gay, ma a noi genitori che cerchiamo di salvare i figli da un aguzzino di sangue, nessuno pensa più da un pezzo, né intende pensarci. Quante commistioni e conflitti di interesse tra CAV e A.S. Un’incompetenza abissale pressoché ubiqua dei Servizi, che fanno danni anche quelle rare volte che non vorrebbero farne.
    Io, per dire, oggi mi trovo costretta a querelare la mia A. S., o sarò ritenuta responsabile della sua scemenza, inficiando così l’intero impianto difensivo tanto calibrato e studiato insieme al mio bravo Avvocato. E via dicendo.

    Dunque bisogna dirlo alle madri e ai padri invischiati in queste situazioni, che denunciare ti si ritorce contro, che le perizie sono un copia-incolla, che le audizioni dei minori vengono edulcorate, che le relazioni false sono la norma (in certi Municipi poi, l’assolutissima norma).

    In pratica ragazz@, se sopravvivete all abuso narcisistico, se trovate la forza di mollare il perverso definitivamente, se provate a tutelare i vostri figli, poi una vita (sociale, lavorativa, economica, sentimentale, etc etc) non ce l’avrete più fino al raggiungimento dei 18 anni dei figli.
    E a quel punto sarete così in bolletta, devastati dal senso di ingiustizia e dalle dinamiche intra-psichiche necessarie a insegnare la resilienza mentre siete sempre sotto scacco, che rimpiangerete di non essere rimaste incollate al vostro carnefice (sempre coccolato da tutti, of course, mica come noi che siamo le fragili anime di sto caxxo).
    Certo la dignità bla bla di non restare con un mostro, ma questa è ugualmente una prigione in tutti i sensi, questa non è vita, per noi e per i minori. Non mi rimane che credere nella giustizia divina, non mi rimane che quella, perché qui in terra di giustizia minorile non ne vediamo ombra. Bisogna aspettare la famosa macina al collo che Cristo appenderà a chi scandalizza i bambini. Mia figlia al posto di iniziare la scuola oggi, a piangere e contorcersi tutta mattina davanti al Tutelate di turno, in attesa del prossimo, e giù di memorie difensive in TO e in TM. Basta, la pianto. Credo il mio messaggio sia arrivato a chi interessa.

    Volevo anche dire a S.W.A. che, leggendo ieri qualche suo commento a un paio di post fa, sono COMPLETAMENTE D’ACCORDO CON TE, con il grande Cohen e con Lacan. Ché questo mondo è davvero per gli spregevoli.
    Molti di noi sono fottuti dalla nascita, e fottuti creperanno.
    Altro che illusioni e ammore.

    Scusate la crudezza, ma illudere chi ancora non sa quale inferno lo aspetta, non mi sembra serio, ma molto molto pericoloso. Io stessa ne nutrivo, e guardate che fine. Alla stregua di titolare “gigante buono” in riferimento a uno psicopatico che ammazza una donna dentro un pollaio perché rifiutato: per me questo si chiama stuprare il linguaggio per attenuare l’indifendibile.
    La realtà purtroppo è altra. Fatevi un giro davanti ai vari TM o ai Palazzi della politica, tipicamente il lunedì mattina; ci troverete lì, con un megafono in mano, quattro galline disperate in qualche città, se non mi credete.
    Ma temo ci vorrà che una di noi si dia fuoco, prima che qualcuno ci ascolti davvero.

    L.B.

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    1. Cara Lucia, il tuo commento è molto duro e descrive una realtà terribile che mi fa sentire ancora una volta ultra fortunata a non aver avuto relazioni così impegnative con gli NP.
      So che a certi livelli viene voglia di dare fuoco a tutto, ma non bisogna uccidere la speranza. Senza speranza di una vita migliore nessuno di noi potrebbe andare avanti e chi siamo noi per sapere cosa sarà…forse hai ragione, ma vorrei sperare che al di fuori di questi inferni ci sia davvero la vita che desideriamo.
      Mi chiedo, e chiedo a tutte/i coloro che hanno avuto figli da NP: ma prima di fare questi figli non vi eravate accorti di nulla? I vostri Np erano buoni e amorevoli?
      Scusate le domande forse ingenue (non c’e’ intento polemico, ma comprensione e voglia sincera di capire), non essendo mai stata in coppia con un Np ma solo come “quella occasionale” non ho la benchè minima idea di come possano arrivare a ingannare così bene il prossimo al punto da crearsi addirittura della famiglie.
      Immagino che fino ad un certo punto tutto andasse più o meno bene…e poi? Come è caduta la maschera?
      Il libro di Claudileia mi ha aperto una finestra importante sulla questione, ma capire anche da chi ci è passato sarebbe utile a tanti che come me hanno guardato le vite di Np da una finestra (penso anche a Speranza che la finestra ce l’ha davvero davanti a quella di Np “felicemente” sposato con prole).
      Un grande abbraccio e scusate ancora se le mie domande possono essere sembrate inopportune.

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      1. Siamo stati fidanzati 5 anni, io e la np. Giovani, ognuno in casa con i propri genitori. Si usciva il sabato sera, si faceva il pranzo della domenica a casa dell’una o dell’altra famiglia. Si faceva qualche giorno di vacanza insieme. No, non si poteva prevedere, non c’era “vita vera” da condividere.
        Poi l’inizio, disastroso, della convivenza – e lì si, campanello d’allarme sottovalutato – l’inaspettata gravidanza dopo pochi mesi (eppure giurava di prendere la pillola) e nel giro di pochi anni di sopportazione: l’ovvia catastrofe. Poi una vita da padre che cerca di non farsi estromettere (e i tribunali non aiutano).

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      2. Per Alex: la tua testimonianza concisa ma molto chiara evidenza che molte relazioni con persone narcisiste possono navigare in “apparenti” buone acque e anche a lungo con un partner ufficiale.
        Assisto da circa di due anni alla nuova relazione del mio primo ex narcisista e vedo questa “calma” apparente.
        A lungo mi sono chiesta se non avessi sbagliato io qualcosa nel nostro rapporto e ora lui sia effettivamente felice ed appagato con la nuova donna, ma tante cose mi fanno pensare che non è così e prima o poi la maschera cadrà anche in questa nuova relazione.
        La maschera in genere cade quando la vittima si rende conto che il rapporto non va da nessuna parte nonostante le promesse iniziali e qualunque tentativo di migliorare le cose fallisce, per non parlare della scoperta di relazioni parallele o frodi economiche che sono sempre molto frequenti in queste storie.
        Un saluto

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    2. Cara Lucia, nessuno mette in dubbio che avere dei figli con un narcisista perverso o psicopatico e condurre una battaglia legale durissima come la tua contro un “uomo di potere” esige forze sovrumane. Siamo in un Paese in cui l’argomento psicopatia è ancora un tabù nei Tribunali, a maggior ragione quando si parla di certificare la condizione totalmente inadeguata di un genitore con forti indizi di essere psicologicamente incestuoso. Prendo il tuo commento come il giusto sfogo di tante donne provate da un sistema profondamente ingiusto e crudele verso le parti più deboli. Non credo esistano soluzioni miracolose per nessuno, per questo trovo l’articolo assolutamente valido: qualcosa di buono ai nostri figli saremo pure in grado di insegnare mentre combattiamo per loro nei tribunali della vita? Quando mai una battaglia giuridica preclude totalmente o in parte l’insegnamento della resilienza a un figlio? Cara Lucia, oramai avevi già annunciato che la nuova direzione che avevo dato al blog (articoli che trattano il tema dell’uscita dal circuito traumatico generato dagli abusi narcisistici) non ti sarebbero stati utili, visto l’assenza di soluzioni definitive per il tuo specifico caso GIURIDICO. Più che offrire il mio blog per qualunque lettera aperta vogliate scrivere singolarmente o come gruppo non posso fare. Un’altro particolare del tuo commento: il linguaggio può essere deturpato in tanti modi a seconda delle intenzioni di chi scrive e non credo proprio che l’articolo abbia avuto la pessima intenzione di assolvere dei mostri come fanno molti giornali in circolazione. Io qui mi sono sempre presentata con il mio nome e cognome assumendomi ogni responsabilità per tutto ciò che pubblico. Mai e poi mai avrei pubblicato qualsiasi cosa “stuprasse il linguaggio” al fine di rendere accettabile ciò che fa soffrire un bambino. Le realtà sono diverse, come ognuno di noi. Tu scrivi qui che l’articolo “illude chi ancora non sa quale inferno lo aspetta” ed io mi chiedo IN CHE MODO e DOVE è scritto una cosa del genere? Una battaglia giudiziaria contro un narcisista è combattere contro il diavolo in persona? Concordo. Il punto è: un figlio che non ha chiesto di nascere ma è stato fortemente voluto da noi merita o non merita la battaglia contro tutto e tutti? Siamo o non siamo donne capaci di desiderare un figlio, farlo con chi ci pare e poi proteggerlo in caso di pericolo? Cara Lucia, anche in Argentina c’erano donne col megafono davanti ai Tribunali. Tu sei una giornalista e quindi lo sai molto meglio di me: lottavano per avere LE OSSA dei loro figli e figlie assassinati nel pieno della loro giovinezza da un INTERO SISTEMA con il beneplacito internazionale. Da dove estraevano la forza per andare lì? Come mai non mollavano nonostante il pericolo di essere ammazzate e l’alta probabilità di non riavere mai più nemmeno le ossa che avevano avvertito crescere e scalciare dentro le loro pance prima ancora che avessero ideali politici e idee chiare? Forse dal fatto di essere semplicemente madri che un tempo avevano allattato, cambiato pannolini, visto cadere dentini, fatto indossare grembiuli ma… anche e soprattutto dal fatto di essersi munite dalla resilienza tipica delle donne ferite nella loro carne e nel loro ventre. Tu non mollerai, Lucia, anche se ce lo scrivi qui piena di rabbia. E non mollerai perché tua figlia è tua figlia e tu sei tu. Abbracci

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    3. Cara Lucia,
      Se da una parte cerco di allontanare le tue parole per non uccidere quel poco di speranza che mi rimane, dall altre disgraziatamente comincio anche io a credere che la verità è la giustizia siano miracoli che come tali avvengono di rado su questa terra. Sono tre anni che mi trovo in questa situazione di genitore separato, e che subisco aggressione, calunnie, accuse, insulti, manipolazione dei fatti. I legali aiutano ma fino ad un certo punto, visto che il n.p.mente senza pudore ed è difficile dimostrare il concatenarsi degli eventi, che si svolgono magari in modo subdolo e criptico. Brucia, fa male. Fa paura pensare che per altri 10 anni rimarrò vulnerabile e succube dei suoi abusi impuniti. Sono da due anni e mezzo fidanzata con un compagno meraviglioso e aspettiamo un bambino. Da quando l ha saputo, ha riesumato il suo odio e disprezzo più profondo. Faccio incubi, mi manca il respiro a volte da quanto arrivo all esasperazione. Mi minaccia di togliermi la bambina, lui che non ci sta mai, di usare la sua professione per farmi la guerra e rovinarmi. Mi insulta con crudeltà. Chi mi sta vicino mi dice di non cadere nelle provacazioni, perciò io mi limito a rispondere civilmente per difendermi dalle gravi accuse che mi muove. Ma come si fa a non provare ansia, paura, a non sentirsi depressi perché repressi continuamente nelle proprie reazioni? È un incubo

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    4. Cara Lucia,
      aspettavo tue notizie da un po’… speravo migliori. Mi dispiace, mi dispiace tanto, al punto che non te lo so dire.
      Ti capisco, ti sono vicina e ti abbraccio fortissimo, in questi casi ogni parola può essere una parola di troppo.

      Con affetto, Babi.

      ps riguardo il titolo “Il gigante buono e quell’amore non corrisposto” sull’assassinio della povera Elisa lo scorso 25 agosto… certi giornalisti e certi direttori di giornali sono indegni del titolo di esseri umani.

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  4. Urca, come ha detto S.w.a..
    Intanto un abbraccio sia a lui che a Lucia, di cui posso solo immaginare le sofferenze. Vi sono vicino.
    Onestamente non so da dove cominciare il mio intervento. Provo dalla fine.
    I miei figli sono ormai grandi, una ha 19 anni e lunedì inizia l’università fuori sede; l’altro ne farà 18 a novembre, e ha già anticipato che (al netto di uscire dal Liceo regolarmente) anche lui farà l’università fuori sede. Quindi in questo momento, in prospettiva di una separazione definitiva e legale, il problema si pone in maniera attenuata. Lo scenario più probabile sarà quello dei miei figli maggiorenni fuori casa, tra l’altro in una città (anche il “piccolo” se tutto andrà bene) a metà strada tra dove abitiamo e il mio lavoro.
    Torno però con la mente a 4/5 anni fa, quando è esploso il caos e la rabbia narcisistica di mia moglie. Allora i ragazzi erano adolescenti, e purtroppo per almeno 3/4 anni ne hanno viste e sentite di tutti i colori, tra l’altro con il sottoscritto spesso assente per lavoro, quindi direttamente “esposti” alle versioni di NP senza che io potessi più di tanto contrastarle. Sinceramente non ho mai avuto l’impressione che mia moglie abbia direttamente manipolato i miei figli o me li abbia messi contro, ma sicuramente li ha condizionati.
    In questo momento sono però sereno, perchè, anche se mi è costato tantissima fatica e un lavoro immane su me stesso, so che alla fine sono riuscito a tenere duro e a dimostrare ai miei figli come stanno le cose, pur senza aver mai affrontato direttamente la questione a parole. Ma credo di aver dato loro un esempio di resilienza, di coerenza e di dignità.
    Ora mia moglie sta tentando di instaurare un nuovo equilibrio “familiare”, cioè ognuno si fa la propria vita (ieri sera è rientrata quasi alle due di notte, non ho idea di dove fosse e con chi e onestamente a me non interessa), ma continuiamo a convivere serenamente, direi da amici (nella sua testa). E’ evidente che questa è solo una posizione di comodo, tanto, più o meno, pago io. Separarsi e prendersi le proprie responsabilità, e soprattutto darsi da fare per rendersi autonomi è evidentemente troppo difficile; devo ricordare che lei lavora ancora a part-time anche se potrebbe farlo a tempo pieno, e ormai i figli non hanno più bisogno di lei a casa; io faccio due lavori di cui uno mi impegna un fine settimana su quattro e l’altro lo faccio alla sera; quest’ultimo lo mollerò presto perchè sono stanco e sono stufo di fare lo sportello bancomat di mia moglie. Quello che mancherà lo dovrà portare a casa lei.
    Sono certo che quando, molto presto, la metterò nelle condizioni di doversi rendere autonoma, sarò accusato di essere un bastardo, che lei si è sacrificata per la famiglia e che adesso meritava il giusto riposo e il giusto benessere (che io le devo, nella sua testa, in ogni caso garantire). Ultimo esempio: questa estate abbiamo avuto spese impreviste importanti; quando ho detto che avremmo dovuto fare un po’ di attenzione ai conti, la risposta che ho ottenuto è la comunicazione che lei avrebbe fatto una settimana di ferie con le amiche a settembre; in sostanza soldi sul conto finiti, ma lei nemmeno una piega, e scopro che ha nei mesi scorsi un po’ alla volta prelevato i contanti necessari a pagarsi la vacanza (almeno così credo). Io non faccio ferie da due anni e non le avevo previste in ottica delle spese future soprattutto per i figli. Lei neanche una piega; la settimana prossima partirà; magari qualcun’altro pagherà quello che manca….. (sarà veramente via con le amiche?)
    Ma al di là dell’aspetto economico, quello che non voglio assolutamente è dare ai miei figli questo esempio. Ho il vomito ogni volta che torno a casa e penso di dover condividere spazi e tempo con mia moglie. E non voglio che questa diventi la soluzione e soprattutto non voglio che i miei figli credano che per me tutto questo sia accettabile. Un minimo di dignità impone di separarsi e di farsi un po’ di “culo” in più per garantirla questa dignità. Ma evidentemente questa è una parola sconosciuta a lei….
    Ma credo che i figli prima o poi se ne accorgeranno.
    Come ho già scritto sto aspettando novità lavorative che mi permetterebbero di avviare velocemente una separazione materiale e poi in prospettiva veloce anche legale. Spero arrivino; in ogni caso, se non fosse, incasserò anche questa e penserò ad altre vie per togliermi da questa assurdità.
    Per rispondere a Silvia (ciao cara): perchè uno decide di fare due figli con un NP? Perchè quando li fa non sa di avere a fianco un NP, ma crede di avere a fianco un angelo che gli darà il dono più bello, i figli.
    Per fortuna il dono rimane, il resto diventa un inferno, ma questo lo sappiamo bene tutti qui.
    Un abbraccio gigante a Claudileia e a tutti.

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    1. Carissimo Gianni, intanto congratulazioni vivissime per i figli e i loro studi.
      Mio figlio ha compiuto 18 anni il 29 giugno e quest’anno farà la maturità….anche lui pensa di continuare ma non ha ancora deciso cosa e dove…speriamo che siano studi che li aiutino in questo mondo così pieno di sfide e incerezze.
      So che hai molto amato tua moglie, che e hai fatto tanto per lei, al punto di mettere quasi da parte Gianni….
      Oggi Gianni è un uomo nuovo, ferito ma non abbattuto.
      Hai ragione….alla fine quel che conta sono loro, i nostri figli.
      Grazie a loro la nostra vita, i nostri sacrifici e dispiaceri hanno un senso.
      Non commento tua moglie…si commenta ampiamente da sola…
      Non sei tenuto a lavorare il doppio per i suoi sfizi..che se li paghi o se li faccia pagare dal nuovo “oggetto” del suo interesse malato.
      Ti abbraccio forte

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  5. Caro Gianni, sappiamo che la decisione di avere dei figli quando ben ponderata richiede non solo la progettualità fredda messa a tavolino, ma anche l’amore verso l’altro e la consapevolezza dei suoi pregi e difetti. Come hai ben sottolineato, la nostra consapevolezza dei pregi e difetti non solo dell’altro ma anche nostri viene FALSATA dalla propaganda narcisistica e dall’idealizzazione che ci impongono con la lusinga. Possiamo pure essere un po’ sconcertati all’inizio, ma poi ci accorgiamo che stiamo pensando “Siamo la coppia più bella del mondo e i nostri figli avranno il meglio di noi. Avranno il suo sorriso, i miei occhi, i suoi piedi, le mie mani, la sua dolcezza, la mia mitezza, ecc…Vabbè, ogni tanto lei (o lui) ha delle stranezze ma chi non ne ha? Mica siamo tutti normali al 100%, giusto?”. E’ chiaro che il desiderio di una persona sana è sempre quello di tramandare qualcosa di buono e di bello che vede in se stessa e nel partner e non soltanto un paio di occhi profondi o gambe stratosferiche. Ci sono persone che usano la maternità o paternità per “calmare le acque” nelle loro unioni disfunzionali, donne fisicamente maltrattate possono arrivare a prendere questo tipo di decisione assolutamente senza senso e folle per proteggersi dalla violenza o per vincere l’isolamento, ci sono persone che mettono al mondo un bambino per ottenere vantaggi economici, lavorativi, far bella figura, avere un bastone della vecchiaia, incastrare un partner fuggiasco e donnaiolo, rendere “pesante” una donna per meglio tradirla (i narcisisti perversi amano fare figli con donne diverse per inchiodarle a vita, ad es.), ma la stragrande maggioranza di noi lo fa per un motivo preciso che è allo stesso tempo banale e meraviglioso, come tutto ciò che è normale e autentico: amo quella persona e voglio un figlio da lei. Da lei e da nessun’altra al mondo. Abbraccio gigante anche a te e buon w.e!!!! Ps: per quanto riguarda la gestione dei soldi oramai sai com’è… i capricci della mamma narcisa sono veri bisogni al quale l’intera famiglia deve sottostare perché lei e soltanto lei merita ogni relax e libertà dallo stress, mentre ai bisogni dei figli e al loro futuro provvede interamente il papà “amministratore”. Caro Gianni, spero davvero che tutto si sblocchi alla grande per te. Conosco il meccanismo. Non è vita.

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    1. Carissima Claudileia, come sempre hai centrato perfettamente il succo, sia per quanto riguarda la volontà di fare un figlio con un NP, sia per la questione economica.
      E hai ragione anche sulla conclusione. Non è vita.
      Ma andiamo avanti. Il peggio è passato, almeno questo….
      Un grande abbraccio!!

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  6. Carissima Silvia, anche a te i complimenti per tuo figlio. Le prove che lo aspettano sono tappe importanti. Poter contare su un mamma come te lo aiuterà tanto.
    Grazie infinite della comprensione, la sento assolutamente totale e profonda.
    E grazie dell’abbraccio, stasera ne avevo bisogno ed è arrivato forte veramente.
    Un abbraccio grande a te!

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    1. Grazie a te Gianni… sappiamo quanto sia fondamentale in queste situazioni sentirsi capiti e sostenuti…siamo qui per aiutarci in questo cammino di liberazione da rapporti tossici e abusivi…questo gruppo che si è formato è bellissimo e pieno di persone veramente speciali, a presto carissimo!

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  7. Claudileia, rispondo qui in coda perché sotto il tuo post non trovo l’opzione. Ci ho ragionato tanto, per lungo tempo, e posso dire che primariamente la mia era una gioia ingenua di poter condividere una passione e un mestiere. Quando ho lavorato con lei, ho avuto soddisfazioni economiche e mi sono anche messo alla prova, però ho sempre saputo che si trattava di due mondi separati, anche difficili da mettere a confronto, così come è arduo ora gestire questa sorta di rivalità che devo ammettere occhieggia ogni tanto: lei è un volto televisivo senza nome, io una voce radiofonica con un nome; lei è preparata e versatile, io sono estroso e riconoscibile: entrambi abbiamo la nostra soddisfazione, sebbene la mia – nella musica di ricerca – non possa essere pagata quanto la sua e la sua, in fondo, sia un po’ soffocata da standard preesistenti e minacciata dall’intercambiabilità degli artisti. Mi pareva che insieme potessimo farcela e ovviamente mi sbagliavo. Sbagliavo soprattutto a pensare INSIEME. Ma così esuliamo dall’argomento di partenza. La bambina, purtroppo, a volte mi pareva uno strumento della madre (quando ci allacciava mano nella mano, come se fosse stata istruita per l’occasione), a volte una sua estensione, altre ancora una vittima (anzi, la vittima definitiva). So che aveva cuore e un’intelligenza spiccata, ma so anche che isolamento, premi inaspettati e sfuriate immeritate possono fare danni molto gravi, specie in quell’età. Nel rapporto è sempre stata ANCHE un ostacolo, perché a me sarebbe piaciuto, ogni tanto, stare da solo con la mia compagna, anche soltanto per qualche ora. Però ho sempre amato anche quell’idea (fallace) di famiglia e benché mi sia stato ovviamente rinfacciato l’opposto, credo di essere stato a mio modo un adulto di riferimento affidabile e quasi un papà. Quanto alla creatività… be’, ne ho passate abbastanza da aver materiale creativo per almeno due vite. Non è mai venuta meno, nemmeno nella depressione. E benché isolato, perché è quello che mi stava succedendo, ho comunque realizzato un disco solista e non ho mai smesso di appassionarmi e mettermi alla prova. Ovviamente, ora sono più produttivo, ma proprio per questioni di tempo (a volte mi era difficile avere del tempo per me, come si sa, con il np occorre servire, annullarsi, cucinare e lavare i piatti, senza lavoro, senza hobby, senza amici, senza connessioni esterne, senza pace e senza speranza).

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  8. questo articolo mi ricorda un po’ la mia storia. ormai credo di poter dire con certezza di aver avuto una madre narcisista e mi sono riconosciuto molto nella descrizione dei figli di genitori narcisisti. però durante l’adolescenza trovai la forza di liberarmi e ho iniziato a precorrere le tappe elencate in questo articolo: sviluppare un’identità mia diversa da quella che diceva lei, iniziare a decidere con la mia testa e le mie impressioni, iniziare a coltivare sogni che non avevano niente a che fare col suo ideale di figlio “giusto” e di vita “giusta”, è andato tutto bene fino al punto 5. quella tappa l’ho fallita e il mio sogno di emancipazione si è sgretolato, io sono crollato e la mia vita è diventata peggiore di quella che mi ero lasciato alle spalle.
    “costruire relazioni sane”, in parte stavo riuscendo, stavo iniziando, peccato che son entrate nella mia vita due persone che di sano non avevano nulla…sembravano tipo “il gatto e la volpe” e io pinocchio…e così addio sogni di gloria e di emancipazione. io sono a dir poco crollato…e adesso dopo più di 10 anni quei due son felici, con una giovinezza vissuta alle spalle mentre io sto ancora cercando di leccarmi le ferite e ho solo sofferenza da raccontare. e sono irriconoscibile rispetto al ragazzo che ero… bah a volte mi chiedo a che serve vivere una vita, totalmente sprecata. e in fondo ce l’avevo l’iniziativa e anche passione finchè son stato bene, ma non è bastato evidentemente

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  9. Ciao Beautifuloser,

    mi fa piacere ritrovarti, dopo le nostre conversazioni private.

    Guarda, io posso solo augurarti che il tuo, di psicopatico nazional-popolare, non arrivi fino a dove arriva il mio, di psicopatico nazional-popolare.

    Se inizia andarci giù pesante, addio vita come la conosci.
    Nel caso, riscrivimi: stiamo cercando di mobilitarci (un gruppo di madri da tutta Italia nella nostra situazione, ovvero di rivittimizzazione istituzionale in cui ci fanno le spese donne e bambini) fondando prima un Comitato (stiamo approntando lo Statuto), per poi costituirci Associazione gemellandoci con analoghe di altri paesi, per provare a fare lobby, come quello dei padri separati, che sono 4 gatti violenti o pedofili, per lo più, ma sono stati in grado di farsi sentire in questi anni dalle istituzioni, mentre noi donne no: noi abbiamo le Kapò in gonnella, le infiltrate, le femministe di sto caxxo che si battono solo per battaglie strumentalizzabili politicamente: le madri e i bambini sono l’ultimo baluardo da abbattere per scindere la donna dal materno, quindi che je frega a loro – dopo decenni a inseguire l’uguaglianza di ‘sto altro caxxo con gli uomini – di noi madri? La donna madre è una nemica, per le femministe, sia ben chiaro. Se sanno o non sanno che così agendo proseguono per i soliti maschioni del potere la mattanza pluri-centenaria di donne e minori, esattamente come in epoca greco-romana, ma con mezzi più “igienici”, dipende. Ma il risultato non cambia. Quindi attenta a chi ti affidi e di chi ti fidi. Lo dico per esperienza, non solo mia).

    Mi sembra di aver scorto un commento di Spiritolibero (beata lei, io sono Spiritoincroce) in cui (in sintesi) si chiede come cavolo si faccia a fare un figlio con uno psicopatico: spero di essermi sbagliata a recepirne il senso, ma se è quello che credo, anche se avesse l’intento di capire meglio, davvero mi sa che non abbiamo speranza. Dopo tutto ciò che leggiamo qui sopra e altrove, una domanda simile?!
    Lontana dal stupirmene, ti invio un grazioso vaffa.
    Ché, come ti sentiresti se ti chiedessi: ma come cavolo si fa a farsi fregare da ben due amanti narci? Come cavolo si fa a star male per anni per due amanti narci, quando da salvare hai solo te stessa mentre io e altre donne (Beautifuloser qui sopra, per esempio) non possiamo ricorrere a nessun no contact perché al contact ti ci obbliga un Giudice per 18 anni? Complimenti proprio.

    L.B.

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    1. Ciao Lucia, mi spiace per come hai preso il commento, il vaffa non lo ricambio perchè non ritengo di dover ricambiare (normalmente lo farei), mi sembra di essere stata corretta nell’esprimermi, la mia era una domanda e non un giudizio, ma evidentemente ti è arrivato altro. E’ successo anche a me di interpretare male alcuni commenti e prenderli sul personale. Ci sta.
      Si, mi chiedo come loro possano nascondersi così bene, sposarsi e fare figli e poi diventare dei mostri senza preavvisi…..alla fine siamo qui per confrontarci, bastava dire la tua come ha fatto Gianni o anche Claudileia che hanno invece capito benissimo il senso della mia domanda senza offendersi.
      Comunque, auguri per la tua battaglia e se mi permetti, un cordiale (questo si) vaffanculo al tuo ex Narcisista.
      Saluti

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      1. Rispondo alla tua domanda (come ho potuto avere ben due amanti Np) anche se mi pare evidente che in tutti questi mesi non sembri aver capito molto delle mie storie….non posso darti torto, ci ho messo molto pure io a capire cosa mi fosse successo. D’altra parte siamo o non siamo nel girone infernale narcy?
        Tu ci avrai messo i tuoi anni a capire con chi avevi a che fare (pur avendocelo sotto gli occhi tutto il giorno) io i miei…alla fine con sti qui diventiamo tutte ben poco lucide, no? Ma veniamo alla questione.
        Il primo Np NON era un amante, eravamo entrambi single quando ci siamo conosciuti e l’ho sempre frequentato da single nei periodi in cui lui era single (quando aveva altre non lo vedevo nè lo sentivo).
        Del secondo ho capito che conviveva solo dopo parecchi mesi che lo vedevo (come mai non te ne sei accorta? Chiederai…in effetti lo sentivo e lo vedevo molto poco)…inoltre non era mai stato chiaro con me sulla sua situazione personale, parlava di una “frequentazione” con altra donna, peraltro non seria (a suo dire).
        Probabilmente è così che i mariti/compagni descrivono le loro situazioni al di fuori…cose “non importanti”, “rapporti soffocanti” ecc.
        Come ho potuto soffrire per due stronzi del genere…guarda, io in sincerità per il secondo non ho sofferto, per il primo si perchè me ne ero innamorata, purtroppo.
        Ciao

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    2. Per Spirito e per Lucia Bennet_riporto anche qui una risposta che ho postato in altra sezione.

      Ho riletto il post di Spirito. Senza girarci troppo attorno, credo sia stato mal interpretato e che non possiamo mandarci affanculo fra noi.

      La domanda di Spirito l’ho fatta milioni di volte anch’io, magari in forma diversa, ovvero: “Com’è un np quando decide di avere un figlio insieme a te?”, nel senso: “ma allora np ha dei momenti di dolcezza oppure manipola anche mentre decide/pianifica/sogna/ di fare una famiglia?”. Sono domande che ti poni, quando vieni eletta a puttana da tenere ai margini, mentre la famiglia ufficiale resta “al centro” di np.

      Abbraccio a entrambe

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      1. Cara Speranza, che dire, io posso capire benissimo che la ex moglie di un narcisista possa desiderare follemente di mandare al diavolo l’amante di un narcisista…cioè…una volta che capisci che hai passato parte della tua vita a prendere corna mentre credevi di avere una famiglia e un marito fedele un pò di rabbia ti viene…in fondo fanculare l’altra è come fanculare sè stesse…visto che si tratta di perdite di tempo sia da una parte che dall’altra…per dei tizi poi che presi a sè valgono veramente molto poco.
        Quindi subentra anche la rabbia per aver scelto come uomo della propria vita e padre dei propri figli uno sfigato senza dignità e senza speranza.
        Come dici tu, mandarci al quel paese non dovrebbe essere la regola qui visto che alla fine siamo solo due facce della stessa medaglia.
        Personalmente non ho mai sentito l’esigenza di fanculare la moglie o compagna di un narcisista perchè penso che già il fatto di stare con loro sia una gran disgrazia…se avessi davanti la compagna di Np2, per dire, le farei una carezza e le direi quanta compassione ho per lei sapendo che sta insieme ad un coglione del genere.
        Strano però, io ho sempre apprezzato molto la misura e l’ironia, nonchè l’intelligenza, di Lucia B. nei suoi passati commenti….si vede che lo stress per questa terribile battaglia legale ha lasciato il segno.
        Mi dispiace ma appunto…fanculiamo chi lo merita davvero.

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    3. Grazie Lucia, informazioni che terrò presente l iniziativa è molto interessante. Per ora mia figlia è ancora abbastanza piccola da non poter comprendere chi sia il padre, ma andrà incontro a grosse delusioni ahimè… Come minimo
      Senza voler fare polemica, anche a me la domanda di spirito libero sapeva un po’ di giudizio. Sicuramente non voleva esserlo, ma quando si ha a che fare con persone così tanto ferite, anche tre parole sbagliate possono diventare sale che brucia, ci vuole grande empatia e tatto io credo nella vita in generale, ancor di più con chi ha subito abusi

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      1. Cara Beautiful, ti faccio i miei più sinceri auguri per questa nuova vita in arrivo. Hai tutto il diritto del mondo di difenderti e di vivere in serenità con la tua nuova famiglia questo bellissimo momento. In tutta onestà, se sei minacciata da una persona violenta e cocainomane che ama far bella figura in TV con i suoi reportage ‘sociali’ mi chiedo come mai i tuoi legali non ti hanno orientato a registrare tutto per avviare una bella denuncia penale? Con questi signori bisogna “trattare” sulla loro immagine. Ho questo e quello contro di te: quindi t’ho denunciato. Il tuo compagno sa che mentre aspetti un figlio suo sei minacciata dal tuo ex? Anche lui sta subendo delle minacce? Ci sono tante cose da valutare in questi casi: le minacce sono velate o chiare come il sole? Per favore, non vivere nel silenzio tutto ciò. Proteggerti è un tuo diritto e un dovere verso la piccola anima che hai nel ventre. Un abbraccio forte a te e ancora una volta: AUGURI.

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    4. Cara Lucia, mi preme ricordare di aver avuto una madre narcisista perversa che ci ha impedito di vivere un rapporto normale, da padre-figlia, con mio papà, deceduto a marzo di quest’anno. Guardare la TV con mio padre, una cosa normale, semplice e divertente in una famiglia comune, era ritenuto da mia madre ‘roba pericolosa’ perché c’era il ‘rischio’ che ci guardasse le gambe. Le sue insinuazioni erano pesantissime e ci hanno fortemente condizionate. Eppure, cara Lucia, mi vengono le lacrime agli occhi quando ti dico che fino all’ultimo respiro mio papà si è rifiutato di aver avuto i suoi pannoloni cambiati da noi figlie. Era la persona più pudica che ho mai conosciuto. Ho un enorme rispetto per la tua battaglia. Come ti ho scritto anche privatamente so cosa significa combattere per una figlia. Il punto è che non si vince una battaglia così dura calpestando la sensibilità di chi cerca di tenderti la mano. NON CONCORDO quando scrivi che le associazioni di genitori maschi separati sono fatte da uomini pedofili, violenti o drogati. Fare di tutta l’erba un fascio è deleterio per tutti ma sopratutto è intellettualmente inaccettabile. Sulla base del mio personale vissuto mi dissocio di quanto hai scritto. Mi aspettavo un tuo commento entrando magari nel merito dell’attacco che hai fatto all’articolo e anche proponendomi qualcosa di utile e di migliore da pubblicare, magari una lettera aperta scritta dalle donne che combattono la tua stessa battaglia. Sarebbe molto più utile e produttivo utilizzare così questo spazio, ma forse la mia proposta non è stata nemmeno considerata. Ne prendo atto. Se un giorno vorrai dare peso alla proposta che ti ho fatto, quella di pubblicare qui una lettera aperta denunciando le follie giudiziarie sui vostri casi, aggiungo che la mia e-mail ce l’hai. Del resto sai come la penso. In bocca al lupo per la vostra associazione.

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  10. Carissimi tutti, vorrei lasciarvi un pezzo molto bello di Leo Buscaglia come invito ad avere compassione e amore per noi stessi (e tra noi stessi) e chi soffre per ferite dell’anima, specie in questi rapporti così tremendi che ci mettono a dura prova:

    “Tu non hai altro che te stesso. Perciò devi diventare la persona più bella, tenera, meravigliosa, fantastica del mondo”.
    Ricordate la Medea della tragedia greca?
    Ricordate la battuta di quella splendida tragedia, quando tutto è perduto e l’oracolo le chiede: “Medea, che resta? Tutto è distrutto, tutto è finito?”.
    E Medea risponde: “Che resta? Resta tutto. Resto io!”.
    Che donna! “Resta tutto. Resto io!”.
    Quando riconoscerete l’importanza del rispetto per voi stessi, quando comprenderete che tutte le cose provengono da voi, allora potrete dare agli altri.
    Ciascuno di voi potrà creare un nuovo se stesso.
    Se non vi piace l’ambiente nel quale vivete, fatevene uno nuovo.
    Se non vi piacciono i personaggi con i quali avete a che fare, ricominciate con altri.
    Ma dovete farlo voi. Ed è tutto vostro.
    Benissimo, questa è la cosa numero uno.
    E se non avessimo detto altro che questo, sarei egualmente convinto con tutto il mio cuore di avervi dato qualcosa: un ritorno a voi stessi.
    Saint-Exupéry, il filosofo francese, in uno dei suoi libri dice: “Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso”.
    Io non ho una definizione precisa dell’amore, ma questa è la più salutare che abbia mai sentito.

    (Leo Buscaglia)

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  11. Ciao Claudeila, grazie per gli auguri!
    Purtroppo non è facile avere giustizia, ho cambiato due avvocati, e stampato mail con messaggi allegati da tre anni. Ma visto che i suoi comportamenti sono subdolamente contorti, è difficile dimostrare tutto quello che vorrei, e forse non è considerato così tanto grave da chi non ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze della perversione mentale.
    Tipico esempio :deve darmi un piano estivo per la gestione della bambina, entro tempi stabiliti da un giudice, i tempi non sono mai rispettati, magari all ultimo momento pretende che io mandi all aria qualsiasi mio piano e scatti a portargli la bambina. Spesso per quieto vivere, per paura di cominciare la guerra, lo faccio, se capita di non riuscirci, impazzisce. L ultimo messaggio è una minaccia a portarmi via la bambina usando ogni mezzo, compresa la sua professione (pure stupido)… Per farci cosa con la bambina che non ci sta mai, boh. Sono in contatto con la redazione e con l autrice della trasmissione ‘amore criminale’, sono disponibili e mi hanno anche invitata a parlare con loro, intanto gli ho fatto capire di chi si tratta. la verità è che ho paura di intraprendere un percorso del genere, della sua spietatezza. Vorrei solo vivere un po’ in pace. Il mio compagno quando l ha affrontato, con diplomazia perché è un signore e non si abbassa al suo livello, ha trovato ovviamente un laido che quasi cercava la sua complicità, che cercava di farmi passare da pazza. Ovviamente lui sa come stanno le cose. Questo per dire che davanti a lui e agli altri questi vigliacchi si comportano come agnellini

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    1. Cara Beautiful, la trasmissione è ottima e mi fa davvero piacere che si siano interessati al tuo caso. Penso che possano approfondire perfettamente il tema della violenza psicologica mantenendo il tuo e il suo anonimato, giacché non ci sono sentenze di condanna. In ogni caso sarebbe un messaggio importante che arriverebbe dal suo mondo televisivo e che dimostrerebbe che non sei sola: hai chi crede in te, ti sostiene e ti ama. Abbraccio grande a te e famiglia!

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  12. Grazie ,sempre!
    Questa volta speravo di non dovermi intossicare con questa robaccia,mentre aspettavo mio figlio…ma gli errori a volte si pagano caro
    Cerchero’ di essere coraggiosa,ma al contempo anche di proteggere me e la mia famiglia.Tutti poi,mi incitano a lasciar perdere,a non peggiorare le cose,ad andare avanti cercando di farmi scivolare addosso le cose…fosse facile

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    1. Cara Beautiful, sarà il tuo bimbo a darti la forza per affrontare a testa alta tutto ciò. Non hai nulla da rimproverarti, carissima. Sei andata avanti nel miglior modo possibile ma questo, per un narciso, costituisce una ferita nell’Ego madornale. Loro pretendono di renderti sterile alla vita e quando non ci riescono diventano ancora più feroci. Per questo è importante trovare aiuto, sostegno, convalida dovunque. Suppongo che lui cercherà in tutti i modi di plagiare la vostra bimba rendendo l’idea che oramai lei è di serie B: PER QUESTO VAI AVANTI CON TUTTE LE ARMI e RISORSE che hai. Stai proteggendo la tua famiglia e in questi casi il silenzio e la pacatezza non vengono compresi dall’aggressore. Lui ha provato a manipolare il tuo compagno perché è profondamente disturbato e crede di essere invincibile come ogni cocainomane. Ribadisco che se lui si vede nella condizione di passare da eroe a bandito si fermerà, perciò avanti tutta con i tuoi legali. Niente sconti. Non essere il suo diversivo anti noia. È lui ad aver bisogno di vivere in trincea, non voi. Abbraccio grosso

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  13. Claudeila mi confermi quanto mi ha detto oggi il mio psicoterapeuta, forse la persona più saggia che conosco, e che mi conosce ormai da 20 anni.. Praticamente un padre. Al contrario di tutti quelli che ho intorno, a partire da mia madre che mi fa terrorismo psicologico, dicendomi che rischio di farmi portare la bambina (!!!), e che mi ripetono di lasciar perdere, Antonio mi ha spiegato che questi psicopatici non la smettono di bullizzare se non vengono “bastonati”. Giustamente mi dice che sopportare quei comportamenti non è accettabile, e che anche se a periodi sembra tranquillo, non lo è, trattasi di una mera illusione destinata a sparire. Io ovviamente temo le conseguenze, le reazioni, e temo che sia difficile dimostrare la violenza psicologica e la manipolazione. Mi ha dato il numero di un’associazione che si occupa di violenza sulle donne, composta da psicologi, avvocati e assistenti. Li contatterò domani stesso perché un grande bisogno di parlare con chi può capire veramente, ed oltre a voi del blog, non ho nessuno. Tu mi dai ulteriori informazioni interessanti, il fatto che non rendere sterile la mia vita lo mandi ai pazzi, che abbia bisogno di vivere in trincea e che io sia il suo luna park /pungiball.. Tutto quadra alla perfezione

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    1. Cara Beautifoloser, mi permetto di intervenire per supportare quello che ti ha detto il tuo terapeuta: se li “bastoni” smettono di maltrattarti, o perlomeno cercano altri modi, meno diretti.
      A me è successo così: a causa di una “normale” crisi di coppia, per motivi a mio parere (e anche secondo 2 o 3 psicologi) risolvibili con il dialogo, mia moglie ha cominciato a massacrarmi, di punto in bianco dopo 15 anni di matrimonio apparentemente perfetto, e lo ha fatto per 2/3 anni; lo ha fatto fino a che io, dopo aver implorato perdono per qualsiasi cosa, reale o immaginaria, dopo aver incassato di tutto e dopo essere arrivato sull’orlo del suicidio, con enorme fatica e grazie al mio terapeuta, ho reagito cominciando a menare a destra e a manca (in senso figurato si intende, non fisicamente); in questo ero spronato dallo psicologo, che mai ha minimizzato la necessità di esplodere la mia rabbia, anzi mi incitava a dirigerla verso la causa del mio male e non verso me stesso. Alla fine ne restituivo due ogni una che ne ricevevo; si è stufata prima lei…..
      Per fortuna qualche terapeuta è in grado di capire come stanno veramente le cose e di fornire un aiuto concreto.
      Un abbraccio!

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      1. Concordo assolutamente. Più li “bastoni” e più allentano il maltrattamento diretto (rimane sempre l’indiretto,ovviamente). Anche se pure la nostra rabbia li nutre, quando capiscono che non sei disposto a farti passare sempre sopra da un carrarmato o che gli abusi non producono soltanto l’autocolpevolizzazione ma, in certa misura, determinano una risposta offensiva, in qualcosa desistono: non per rispetto, ovviamente, ma per strategia manipolativa (tentano altre strade). La riprova è che lo stesso np può comportarsi assai diversamente con persone diverse e che il sadismo più efferato e la crudeltà diretta sono riservati più ad alcune persone che ad altre (è il caso del mio np, ad esempio: non è lo stesso con tutte). Gli np navigano anche a vista, e sono vigliacchi: quando vedono la vulnerabilità affondano, se intercettano la resistenza si modulano di conseguenza. Per cui, Beautifuloser, non credo utili in questo caso i consigli di chi ti dice di lasciar perdere: hai una figlia da difendere con le unghie e con i denti da tirar fuori come artigli e zanne, e “lasciar perdere” non spinge np a lasciar perdere a sua volta, perché vuole la tua distruzione (tanto più che ti stai rifacendo una vita lontano da lui, mi pare) e se c’è un figlio da usare come strumento stai certa che non desisterà. Cosa diversa è, ovviamente, non cadere nelle provocazioni di np adottando uno stile fermo e assertivo né troppo rabbioso né troppo accondiscendente.

        Un abbraccio

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  14. Beautifuloser, il nostro sistema giuridico purtroppo è arretrato su queste materie e ancora non riconosce efficacemente la violenza psicologica. procurati tutte le prove che puoi procurarti ( registrazioni audio, videoregistrazioni, riprese da lontano di comportamenti molesti, accertamenti di terzi che comprovino la pericolosità della persona, ecc… ), chiedi aiuto e fatti consigliare dalle associazioni sul da farsi, interpella l’ intervento di psicologi seri e preparati che si intendono di narcisismo patologico, e se hai la possibilità di distaccarti anche fisicamente da questa persona, da quel momento in poi comunicaci solo per iscritto e possibilmente solo tramite terzi, in modo che tutto sia tracciato così che l’ altro non possa rigirare la frittata come loro sono abituati a fare. verba volant scripta manent. insomma, devi abituarti a vivere “con una videocamera in mano” e sopratutto non devi mai dare modo che una tua reazione ti faccia andare dalla parte del torto. i manipolatori sono abilissimi in questo, cioè nel farti passare per quella sbagliata o quello sbagliato.

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  15. Non so come ringraziarvi per la partecipazione, mi date la forza ed il sostegno morale, oltre alle utili informazioni, per combattere questa guerra. Intanto ho stampato parecchie mail e messaggi densi di insulti e minacce e le ho consegnate all avvocato. Quando ha letto a cambiato faccia, mi ha detto che non credeva fosse così fuori di testa. Poi ho app con un centro antiviolenza il 1 ottobre.. Con lui non parlo più, tutto solo scritto. Vi lascio immaginare quanto abbia rosicato e accusato me di aver interrotto le comunicazioni. La cosa faticosa è ricostruire volta per volta le dinamiche, perché il furbetto incrocia mail è messaggi, depistando in ogni modo, cambiando i fatti e dilungandosi in modo da rendere complicatissimo leggere la realtà delle cose. Sono sfiancanti

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    1. Carissima Beautifuloser, te la senti di raccontarci che approccio ti hanno consigliato al centro antiviolenza? Potrebbe essere utile a molte donne che stanno vivendo la tua situazione e pensano di recarsi per un colloquio. Un abbraccio e aggiornaci appena puoi, ok?

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  16. Beautifuloser esatto, è proprio così. Sono sfiancanti. Ma conservando scrupolosamente ogni prova dei suoi messaggi questo tizio non potrà più di tanto mettere a segno le sue malefatte. Anche se tenta di cambiare versione e di negare anche l’ evidenza ( gli np lo fanno in continuazione ) ciò che rimane tracciato è inequivocabile per le parti terze addette a consultare quei contenuti. Il fatto stesso che cerca di confondere le acque è una prova della sua malafede. Hai fatto la cosa migliore a interrompere qualsiasi comunicazione verbale e a rivolgerti all’ avvocato. Adesso devi solo mantenere un robusto non contatto, tenerti a debita distanza da lui e concentrarti sulla tua vita. Consideralo solo come una zanzara fastidiosa di cui ogni tanto forse sarai di nuovo costretta a udire l’ eco da lontano.
    Il non contatto e il blocco delle comunicazioni dirette servono a noi, a ricostruire la nostra serenità e la nostra esistenza lontano dalla negatività di questi soggetti, e non a sviare dal problema come invece alcuni pensano.
    Un caro saluto.

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  17. Aiutatemi, sono separata con due figli da un np, leggo da anni questo blog e mi è di enorme sollievo farlo. Oggi scrivo perché mi sento disperata e senza forze dopo cinque anni di fatiche inimmaginabili per allontanarmi dal mio ex marito, crescere i miei figli nel modo più sano possibile, lavorare e tentare di fare una vita sociale normale minimizzando i danni ricevuti, tutto questo completamente da sola (ps ho una madre np che si è alleata col mio ex marito per tentare di togliermi i figli, senza successo però). Le forze fisiche e mentali mi stanno abbandonando e sento che non ce la farò ad affrontare la prima udienza di divorzio giudiziale prima di Natale. Certo non mi aiuta frequentare un np perverso della peggior specie conosciuto sul un sito di incontri, è un loop dal quale non riesco ad uscire. Mi vergogno tantissimo di questa mia frequentazione e non riesco a parlarne con nessuno, lui mi ricorda moltissimo mio padre ed è la mia maledizione. Mio padre è morto senza neanche salutarmi, non lo vedevo da 17 anni. Solo i miei figli riescono a distogliermi da questa voglia insana di buttarmi in questo buco nero senza senso. Provo a fare no contact ma ricasco sempre e sono più debole di prima. Gli articoli di questo blog sono il faro che illumina i miei momenti di buio. Grazie di esserci

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    1. Cara Foxy, la tua situazione è certo molto difficile, considerando i figli e la separazione, l’enorme macigno costituito da un np ex marito e, soprattutto, padre dei tuoi figli. Ma su questo, in sé, ci puoi fare poco: ci sono le udienze, la battaglia legale, è evidente che non puoi fare a meno di affrontarlo in questa sede. Ma un altro np in aggiunta in questo contesto, oh no! Questo ti complica assai le cose e sicuramente questa frequentazione ti toglie tempo e concentrazione ed energie per affrontare l’altra questione. Non è solo che non ti aiuta, ti danneggia proprio. Proprio non ce la fai a chiudere? Ma che cos’è che ti spinge a vederlo, a frequentarlo? Dici che è perverso della peggior specie, qual è il meccanismo che a lui ti lega?

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    2. Ciao Foxy,
      Ho letto i tuoi interventi e voglio risponderti entro brevissimo, ora non riesco a farlo in maniera appropriata. Come avrai capito qui puoi parlare e avere la certezza di essere capita, di ricevere aiuto concreto. Del resto mi sembri già molto lucida di tuo e questo è un dato molto positivo. Ho vissuto un’esperienza molto simile alla tua e il concetto di casa del np ce l’ho ben presente… oltre che il resto.
      A super presto

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  18. Cara Blume, il meccanismo che mi ha avvicinato a lui è il classico meccanismo dei np: uomo estremamente affascinante, intelligente, casa spettacolare ordinatissima ed elegante, mai visto un ordine ed una pulizia così maniacale in un uomo. Mai visto un uomo così. Diverso dagli altri. Tanto perfetto in apparenza da sembrare un alieno. La casa dei narcisisti, l’ho capito dopo. Tutto quell’ordine per nascondere un disordine morale senza fondo di cui ora dopo quattro anni inizio a vedere le gigantesche crepe. Cosa mi ha attirato in lui? Il bisogno di essere vista. Se un uomo così fantastico mi vuole vuol dire che valgo, no? E poi il sesso naturalmente. Una simbiosi in apparenza perfetta. Situazioni create ad arte e sempre nuove, luci candele musica cene aperitivi sapientemente preparati da lui, tutto questo per stordirmi ed indurmi ad accettare richieste sessuali molto degradanti a cui, grazie al cielo, non ho mai accondisceso. Un po’ come Pinocchio nel Paese dei Balocchi. Questa domanda me la faccio tutti i giorni: come è stato possibile che una donna come me, dedita al lavoro alla famiglia e alle cose concrete, sia stata tanto attratta da un uomo fatuo e superficiale di questa specie? Quale aspetto di me ho trascurato in tutta la mia vita, che poi ha finito per trascinarmi in questa relazione infernale? È su questo che voglio lavorare, la battaglia è contro noi stessi, i np sono lo specchio dei nostri demoni interiori e dei desideri non detti, sono bravissimi a tirarteli fuori

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    1. Ti capisco, sì queste sono le lucciole di np. Ci si può rimanere irretiti per parecchio tempo, e uscirne poi impiegandocene sempre troppo. L’ho visto su me stessa: 2 anni per maturare un distacco significativo (in stato di no contact parziale, lo incrocio per forza di cose) a fronte di soli 7/8 mesi di relazione…
      Capisco anche il meccanismo di attiraggio: il bisogno di essere vista, il sesso speciale. E anche io, su me stessa, le stesse domande: come posso essere stata tanto attratta “da un uomo fatuo e superficiale di questa specie? Quale aspetto di me ho trascurato in tutta la mia vita, che poi ha finito per trascinarmi in questa relazione infernale?”.
      Ma vediamo i lati positivi della situazione. In primo luogo, cominci a vedere le crepe. Dopo qualche anno, sì, ma l’importante è che le stai vedendo, invece di riportare il senso di inadeguatezza su te stessa. Sembra poco ma è tantissimo. Da qui si parte. C’è sempre da combattere contro la dissonanza cognitiva, ma da qui si parte in ogni caso. Meglio tardi che mai.
      Inoltre, ti stai ponendo le giuste domande, rivolte a te stessa e non lui: lui è com’è, con quella casa da manuale sul dnp, con i suoi tradimenti che ora cominciano a svelarsi (non so se le tracce lui le abbia davvero dimenticate o se non piuttosto abbia fatto apposta per il piacere di torturarti, di iniziare una nuova tortura). Lui sta dove deve stare: dove sta un np, con la sua preda intrappolata. Ma tu, perché stai lì? Capire questo è un passaggio nodale. Perché è molto vero quel che dici: “la battaglia è contro noi stessi, i np sono lo specchio dei nostri demoni interiori e dei desideri non detti, sono bravissimi a tirarteli fuori”: questo è un elemento importantissimo da comprendere.
      Dirti di chiudere e basta, oggi come oggi, benché il consiglio più saggio, mi sembra di percepire che non basterebbe ad aiutarti a trovare questa forza. Per via delle parole che usi per te stessa: “Provo a fare no contact ma ricasco sempre e sono più debole di prima”. Una psicoterapia potresti permettertela?

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      1. Cara Blume, il sospetto che lui abbia lasciato appositamente tracce del passaggio di altre donne ha sfiorato anche me, ho la quasi certezza che lo abbia fatto apposta per torturarmi. Lo avrà fatto decine e decine di volte molto probabilmente, ma in quelle occasioni io non ho visto e se ho visto non ho parlato, e se ho parlato poi ho creduto al gaslighting, o almeno ci ho provato, per non perdere la mia droga. Stavolta no. Gli ho mollato un ceffone, sulla sua bella faccia da damerino impomatato. Infischiandomene di tutte le possibili conseguenze. Certo il gesto non è bellissimo, ma è stato molto liberatorio, mi ha come risvegliato dalla mia condizione di vittima cieca e muta. Ho dimostrato a me stessa che non sono la persona dipendente e con l’autostima sotto le scarpe che lui vuole farmi credere che io sia. Posso farcela. Ora viene il bello però. Conservare questa energia nel tempo senza dimenticare le offese, le umiliazioni, senza ricordare i “bei tempi”. Non farsi prendere dalla voglia di qualcosa di travolgente quando la routine della mia vita casa lavoro figli doveri (comprese le beghe giudiziarie con il mio ex marito np) azzererà lo spazio che vorrei dedicare a me stessa. Dici una cosa sacrosanta: consigliarmi di smettere e basta non serve, per la semplice ragione che una parte di me NON vuole lasciare perdere. È come se fosse una zona di comfort di abusi e svalutazioni sottili e non, apprese fin dall’infanzia, e perpetrata anche nelle relazioni intime in età adulta. Ma è pur sempre una forma di “amore”. Hai ragione a sostenere che per scardinare certi meccanismi ci vuole la psicoterapia. Se salvarsi è un’arte, è anche vero che da soli non ci si salva. L’ho già provato sulla mia pelle, se non fosse stato per il mio fantastico psicoterapeuta che mi ha seguito per tre anni (ho fatto terapia individuale e di gruppo, che consiglio) e mi ha spinto passo passo ad andare via di casa, a quest’ora sarei una delle tante vittime di femminicidio e i miei figli orfani. Pensavo di essere ormai fuori pericolo, ma credo che dovrei ritornarci, se voglio uscirne anche stavolta. Un abbraccio!

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  19. Ciao Foxy, storie come la tua sono la prova che si può davvero essere così sfortunate da ritrovarseli sia in famiglia che nella propria vita sentimentale e personale. A volte purtroppo la gente stenta e credere che questi soggetti possano essere onnipresenti in tutti gli ambiti della tua vita e quando gli racconti la tua esperienza la prima reazione di solito è la perplessità o l’ incredulità, e questo ovviamente fa ancora più male perchè ti senti ancora più sola. E’ particolarmente importante in questi casi trovare qualcuno che ha un vissuto simile al nostro e quindi come tale può davvero capirci e sostenerci moralmente a tutto tondo.
    Detto ciò, il processo di distacco dal narcisista patologico non può essere ne facile e ne rapido, per il semplice motivo che loro inducono in noi uno stato di dipendenza biochimica da ossitocina e serotonina, e ciò è dovuto proprio alle manipolazioni e all’ altalena folle di emozioni ( sia positive che negative ) a cui quotidianamente ci sottopongono.
    Quando si è davvero “pronte” per il distacco definitivo? Difficile dare una regola precisa che valga per TUTTE le persone che subiscono, perchè ogni storia è diversa dall’ altra, e ognuno di noi è fatto a suo modo.
    Generalmente però la presa di distanza netta avviene “in automatico” quando siamo talmente disgustate, scioccate e atterrite per qualcosa che l’ np ci ha fatto ( di solito uno scarto attuato nel modo più crudele ), che a quel punto allontanarsi definitivamente diventa solo un’ inevitabile conseguenza.
    Oppure – se siamo favorite dalla sorte – può succedere che veniamo a conoscenza di questo disturbo, ci informiamo e ci documentiamo al riguardo, e cominciamo – magari anche un pò sforzandoci – ad intraprendere quei passi necessari per riacquistare la nostra identità e serenità mentale e a distaccarci dal soggetto patologico.

    Ora, tu secondo me hai un GRANDE VANTAGGIO rispetto a molti altri nella tua situazione: SAI. E il sapere è POTERE. Tu hai la possibilità di SCELTA, a differenza di chi invece è intrappolato in certi schemi mentali e non conosce il narcisismo, sei CONSAPEVOLE di quello che succede e quindi puoi vedere le cose da una certa prospettiva. Cioè, a differenza di altre vittime sai che IL PROBLEMA NON SEI TU MA CHI TI ABUSA, e questo rende tutto chiaro e nitido nel percorso di liberazione che sicuramente hai già intrapreso.
    Non ti aspettare e non pretendere risultati “miracolosi” nell’ immediato, perchè questo non è possibile. Ma aiutandoti con le metologie più appropriate e trovando dei “paraurti” al tuo dolore ( ad esempio confrontandoti con persone che ti sono d’ aiuto ) potresti farcela prima di quanto credi.

    Un abbraccio

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  20. Amiche (è così che vi considero, vi seguo da molto, silenziosamente), le vostre risposte mi commuovono e sono il carburante di cui necessitavo per percorrere l’ultimo tratto di strada che mi separa dal traguardo. È così, Grazia, anche io ho la sensazione che non mi manchi molto per liberarmi dall’incantesimo di quest’uomo malefico. Sai quale è stata la molla che mi ha fatto capire che qualcosa è cambiato? Non la conoscenza (è molto tempo che sono consapevole del disturbo, due anni sicuramente), ma la conoscenza – grazie agli articoli del blog ed alle vostre esperienze- unita all’osservazione “sul campo” dei suoi comportamenti. Ho avuto bisogno di tempo, non ci volevo credere che il mio uomo ideale era un fake. Non ero pronta a sopportare anche questo dolore, insieme a tutto il resto. Ho cercato in tutti i modi possibili di trovare un modo sostenibile di rapportarmi a lui, nell’erronea convinzione che in tutti gli esseri umani c’ è qualcosa di buono. Il no contact mi ha aiutata fino ad un certo punto, mi è servito solo a riprendermi un po’ per poi ricevere altre “mazzate” quando poi è ritornato. Ho capito che fuggire a me non sarebbe servito. Ho deciso di continuare a frequentarlo, molto più saltuariamente rispetto al passato, e di tenere gli occhi aperti, vigile e consapevole nell’osservare. È successo. Una voragine, altro che crepa. Lui così preciso e maniacale nel tenere la casa, noto segni nel bagno del passaggio di un’altra donna prima di me che evidentemente non aveva fatto in tempo a ripulire. Disgusto insopportabile. Lascio sedimentare questa sensazione dentro di me, decido stavolta di accettare il dolore. Due settimane dopo (qualche giorno fa), altra crepa fino a quel momento mai vista: noto che ha un forte odore di alcol, ero appositamente andata da lui senza specificare l’orario. Dov’era finito l’uomo perfetto? Mi ricordo di quanto accaduto due settimane prima, l’episodio del bagno, non cedo al gaslighting e a quel punto gli mollo un ceffone guardandolo dritto negli occhi. Non so cosa mi accadrà da domani, intanto oggi io sono qui, certa che il vostro aiuto sarà prezioso e utile a proteggermi dalle insidie del love bombing che certamente riceverò, presto o tardi. Un abbraccio!

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    1. Si Foxy stanne certa! Lui farà di tutto per mantenere fino all’ ultimo la sua maschera di finta perfezione. Che significa “fino all’ ultimo”? Significa, nella sua testa, fino a che non deciderà che deve scartarti. Ma deve decidere LUI ovviamente quando sarà il momento di chiudere ( momentaneamente ) il rapporto. Che non sia mai che invece tu ti possa “ribellare” e mandarlo a stendere anticipandolo sul tempo. In questo caso potresti vedere scene pietose e teatrini drammatici abilmente congeniati per trattenerti ( a molte di noi è successo così ).
      Se invece riuscirà ad attuare quello che con ogni probabilità è il suo piano ( cioè poterti abbandonare secondo i suoi modi e i suoi tempi ) tu quasi sicuramente vedrai un lato di lui che ti farà orrore, e che mai avresti immaginato potesse esistere. Per farti un esempio.. un np può far credere per tanto tempo alla sua donna di essere a prova di fedeltà e di alti valori morali, e poi al momento dello scarto rivelarsi spudoratamente come un donnaiolo e fedifrago incallito che ha fatto quello che ha fatto sopratutto perchè lei non era “abbastanza” ( abbastanza attraente, abbastanza passionale, abbastanza brava a letto, abbastanza presente, e chi più ne ha più ne metta ). Possono inventarsi le cose più assurde per motivare i loro comportamenti più aberranti.

      I segnali inquietanti che tu hai intravisto rispecchiano senza dubbio il suo Vero Se, quello che cerca di tenere ben nascosto quando all’inizio deve incantare le sue prede. Una persona ben lontana dall’ essere l’ individuo perfetto e preciso che vuole apparire.
      Pensa che l’ ultimo np con cui ho avuto a che fare ( per fortuna solo virtualmente ) me l’ ha menata per mesi e mesi con la storia che lui era uno estremamente ordinato e preciso ( anche nel tenere la casa ), che era astemio e un convinto salutista che praticava sport. Poi, al momento di incontrarci, disse che non poteva raggiungermi nella mia zona ( il viaggio gli costava “troppo”: una quarantina di euro di treno in tutto ) ma che non poteva nemmeno farmi entrare in casa sua ( fino a quel momento da lui descritta come un’ imponente residenza con 14 stanze ) perchè era tutta sporca e sottosopra e.. mancava spazio sufficiente per starci comodi!.. cioè… con 14 stanze!
      Un’ altra cosa che mi mise in allarme furono certi suoi discorsi sul tradimento di coppia ( dopo che si era sempre proclamato come un tipo integerrimo ). Adesso invece affermava che certe donne che tradiscono e non vengono scoperte sono furbe e intelligenti e che sono fessi e idioti i loro uomini se non si accorgono di niente e se pretendono di tenerle in gabbia.. beh certo! perchè un rapporto affettivo esclusivo per questi qui è solo una prigione.
      Capii allora che c’era qualcosa di pericolosamente oscuro in tutta questa faccenda e dietro alle sue insistenze di vederci dalle sue parti, ma non a casa sua, chiusi tutti i contatti.
      Cominciavo seriamente a dubitare dell’ equilibrio psichico di questa persona. Insomma… uno che scrive 30 messaggi al giorno in un forum per dire a tutti che lui è questo e che lui ha quell’ altro e poi dopo mesi che rimanda la conoscenza dal vivo se ne esce con una motivazione simile, quanto meno ha qualche serio problema!

      Pure io in questo caso avevo preso pienamente coscienza di tutte le dinamiche del disturbo narcisistico semplicemente confrontando i suoi comportamenti e atteggiamenti ( palesati nelle chat che ci scambiavamo ) con tutte le informazioni che man mano raccoglievo nei vari spazi e blog su cui mi documentavo ( compreso questo ). Ho scoperto dell’ esistenza del narcisismo patologico proprio imbattendomi in questa persona e cliccando poi nei motori di ricerca le frasi: “silenzio improvviso e inspiegabile di un uomo” e “perchè un uomo ti sminuisce”. Fino a un momento prima non ne sapevo assolutamente niente, sebbene avessi già vissuto in passato relazioni tossiche, una delle quali ( la più lunga ) molto traumatizzante.
      Anch’ io, man mano mi informavo sul DNP, lì per lì non mi capacitavo che potessero davvero esistere persone così e che l’ uomo a cui mi stavo interessando fosse qualcuno di costoro.

      Grazie sei davvero carina. Sono davvero contenta se ti siamo di aiuto.
      Se il tuo nick rispecchia la tua indole sono certa che ne uscirai alla grande! Coraggio.

      Rinnovo l’ abbraccio

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      1. Certo, Grazia, ho avuto già modo di verificare ciò che il narciso fa per risucchiarti dentro la relazione quando le cose si mettono veramente male: cene costose nei migliori ristoranti (lui così avaro per gli altri e generoso con se stesso) fiori (non mandati a casa, ma da ritirare presso il suo domicilio, non sia mai faccia della strada a vuoto o paghi il servizio consegne) e poco altro, tutti sforzi molto limitati ma da lui venduti come le sette fatiche di Ercole. Un merito (involontario) devo però riconoscerglielo: prima di trovare sul mio cammino questo esemplare da manuale di narcisista perverso, venendo a contatto con un dolore così intenso che mai credo di aver provato fino a quel momento, ero convinta che tutte le disgrazie che mi sono capitate nella mia vita personale fossero il frutto del mio pessimo carattere. Per caso (esattamente come te, facendo delle ricerche sul narcisismo sul web) ho ricostruito il filo rosso che da due genitori narcisi (figlia non voluta che li ha obbligati ad un matrimonio riparatore ed una separazione quasi immediata e burrascosa), cresciuta dai nonni per fortuna amorevoli, mi ha portato a scegliere due narcisi “quotidiani” come partner (il mio primo fidanzato, lasciato per fanatismo religioso e successivamente diventato cocainomane, e l’ultimo il mio ex marito, il ragazzo della porta accanto per tutti un despota violento e manipolatore in famiglia) ed infine (per non farmi mancare nulla) il narcisista perverso doc, il clone perfetto di quel padre affascinante e donnaiolo che mi ha rifiutato sia da vivo che da morto, e che ora continua a perseguitarmi sotto mentite spoglie. La cosa che mi fa sorridere (l’ironia non mi abbandona neanche nei momenti peggiori ed è la mia forza) è che sono tutti incredibilmente uguali questi narcisi: quando capisci come funziona il giocattolo, diventano estremamente prevedibili ed anche un filino noiosi e ripetitivi, ed è qui che il loro proverbiale fascino si scioglie come un ghiacciolo nel caldo torrido di agosto. E comprendi che, nonostante i loro sforzi machiavellici, non ce l’hanno fatta a spegnerti il sorriso. 🙂

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  21. Ciao Foxy. Tu dici che la vita dietro ai tuoi figli e al tuo lavoro è una noiosa routine.. ecco, forse sta lì il punto nodale. Forse dovresti proprio ritrovare la gioia del vivere il tuo quotidiano, magari anche solo cambiando modalità e schemi, così da essere d’ ora in avanti maggiormente impermeabile a certi rapporti e situazioni. Gli np arrivano sempre dove c’è una “falla”, che può essere anche semplicemente un qualcosa che manca di “pratico” nella nostra vita ( una passione, un interesse, nuove scoperte ). Certo, è vero che ogni donna – nessuna esclusa – ha bisogno anche di certe emozioni, di essere desiderata e considerata da un uomo interessante. Ma è anche vero che se già di nostro abbiamo una vita piena ( piena a livello di appagamento emozionale, e non solo a livello di impegni e cose da fare ) siamo poi portate a selezionare maggiormente le nostre compagnie maschili, scartando subito a priori chi non ci convince pienamente. Anch’ io ritengo probabile che le tracce di un altro incontro che tu hai trovato nel suo bagno lui possa averle lasciate apposta proprio per seminare in te il tarlo del dubbio ( è uno dei loro giochetti preferiti ). Ed è altrettanto assodato che uscire COMPLETAMENTE DA SOLE da certi meccanismi può essere molto arduo se non c’è una qualche figura benevola e competente che ci affianca in questo cammino. io non potevo permettermi una psicoterapia, e sinceramente nemmeno ci ho mai creduto più di tanto. Forse perchè alcuni incontri che ho fatto in passato con psicologi per via dei problemi che avevo in famiglia con i miei genitori narcisisti, mi avevano alquanto delusa. Nell’ uscire dalle dinamiche relazionali tossiche che vivevo da sempre, a me mi ha aiutato molto ( oltre che il coltivare nuovi interessi e intraprendere nuovi studi ) l’ interscambio con un caro amico platonico, sposato e più grande di me, che aveva superato la sua crisi matrimoniale cambiando il suo punto di vista sul concetto di amore vero. Oltre, naturalmente, il documentarmi sull’ argomento trattato in questo e altri blog.

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  22. Foxy sei fortissima! 🙂 No! Non ce l’ hanno fatta a toglierci il sorriso. E mai ce la faranno perchè le nostre risorse rispetto alle loro sono innumerevoli e sopratutto sono AUTOALIMENTATE. Noi non siamo come questi vampiri. La forza la possiamo anche trovare in noi stesse, non dobbiamo necessariamente succhiarla dagli altri.
    Anche me ha aiutato tantissimo l’ ironia a superare le prove più toste, forse è l’ unica cosa che mi ha davvero favorito. Chi ne è del tutto sprovvisto e prende tutto eccessivamente sul serio vedo che se la passa veramente male.

    Hai pienamente ragione anche sul fatto che se vai a vedere bene gli np sono tutti dannatamente prevedibili, e quindi alla lunga veramente noiosi.

    Le cene costose e i regalini erano un classico anche del mio ex storico, narcisista perverso psicopatico anche lui cocainomane. Naturalmente una volta finita la relazione ( che era durata in tutto più di cinque anni ) mi ha rinfacciato tutto, diceva che lo avevo sfruttato e che ero una di quelle a caccia del tizio con i soldi. Si.. peccato invece che nel mentre stavo con lui avevo ricevuto proposte da ogni direzione da parte di uomini molto benestanti di tutte le età, e che avevo gentilmente declinato essendo io innamorata di lui in quel periodo. E poco importava se l’ avevo salvato sia dalla galera ( dopo che una volta ebbe un grave incidente per guida in stato di ebbrezza ) sia dal vagabondaggio ( lo ospitai da me in un momento di sua grande difficoltà pratica ).

    Pure a me tutti avevano sempre detto che ho un brutto carattere. E per certi versi in effetti ce l’ ho. Ma non era certo quello il motivo per cui avevo attirato certe persone e certe situazioni. io continuavo a ripetere sempre la stessa dinamica malata nei rapporti ( tendere verso uomini abusivi e anaffettivi e sentirmi istintivamente in difetto nei loro confronti ) perchè non avevo risolto i miei traumi infantili e i miei conflitti interiori.

    E poi diciamocelo.. un uomo che ti ama davvero non è certo spaventato da un bel caratterino e da un certo temperamento. Anzi!

    Credo che anche nel mio caso la figura paterna ( mio padre era un narcisista somatico overt che faceva estremamente fatica a manifestare le proprie emozioni e il suo lato “fragile” ) avesse influito non poco sulla scelta dei mie partner nella mia vita di donna adulta.

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  23. Per Foxy.

    Il senso dell’umorismo è un grande alleato, senza dubbio. Rivolto a np, senz’altro, per comprenderne i lati ridicoli e relativizzarne l’importanza, ma anche verso noi stessi, per non prenderci sempre troppo sul serio e relativizzare anche la nostra stessa sofferenza. L’ironia e l’autoironia ci aiutano a stemperare la rabbia, la delusione, la nostalgia, il pathos che questi individui, privi di empatia, riescono a suscitare in noi che invece ne siamo pieni. Perché il processo di distacco non può essere soltanto razionale. Aver compreso tutto del dnp, tappa pure necessaria, non comporta automaticamente una liberazione dalle nostre compulsioni, dipendenze e copioni. Magari fosse così. Ci si libererebbe rapidamente da np e dai loro illusionismi. Invece, c’è in noi una parte insana che proprio non vuole staccarsi da np, come dici tu. Vanno bene, allora, tutte le operazioni e le azioni che vanno in senso contrario all’allacciamento emotivo: l’ironia è fra queste, perché spinge a guardare l’oggetto dall’esterno, creando un margine di distacco, una forma di separazione tra noi e il fenomeno-np.
    Considerando che al momento non sei in grado di respingere np, io ti consiglio vivamente di riprendere anche la psicoterapia, tanto più che la hai già sperimentata su di te come una salvezza nella situazione del distacco da tuo marito. Non tutti gli psicoterapeuti si rivelano adeguati alle nostre esigenze, non con tutti riusciamo a stabilire quel rapporto di serena fiducia che è indispensabile al successo della terapia. A volte occorre cambiarne più di uno. Ma quando ingrana, ingrana. Le competenze di un professionista preparato hanno un valore prezioso. Se il problema è ben inquadrato, riescono a indagare proprio il nodo centrale: i nostri demoni interiori, non quelli di np.

    Ti abbraccio

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  24. infatti mettere a confronto il materiale di ricerca sul DNP con situazioni vere e reali che ci riguardano personalmente, che abbiamo vissuto o che stiamo ancora vivendo, come abbiamo fatto io e Foxy, non significa semplicemente una comprensione asettica, razionale e impersonale del fenomeno. Vuol dire MOLTO DI PIU’. Vuol dire addentrarsi nel vivo di quei meccanismi che ci permettono di comprendere a fondo non solo la personalità e le motivazioni del narcisista, ma anche i nostri stessi punti deboli che hanno fatto sì che ci agganciassimo a questo tipo di soggetto, in modo così da lavorarci sopra.

    Poi, quanto il sostegno psicologico possa essere utile in questo passaggio, tutto dipende dal grado di competenza del terapeuta in cui ci imbattiamo e del livello di sintonia che riusciamo ad avere con il professionista. E per sintonia non intendo il fatto che debba darci risposte consolatorie o assecondare la nostra “zona di confort”. Trovare uno psicologo esperto di disturbo narcisistico e di psicopatia, e che non sia lui stesso un np ( può capitare anche questo ) sono ovviamente aspetti a cui bisogna prestare molta attenzione.

    Scusate se mi sono “intromessa indebitamente” ma era solo per chiarire dei punti che mi sembravano importanti. Non me ne voglia qualcuno.

    Buona serata.

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  25. Ancora per Foxy.
    Mi permetto darti dei consigli perché hai richiesto esplicitamente aiuto.
    A mia esperienza, il lavoro su se stessi in primo luogo da fare è quello sul senso di inadeguatezza nostro. Np lavorano alacremente e ininterrottamente su questa erosione dell’autostima altrui. Dalla carenza della nostra autostima dipende la regolazione della loro autostima, ci usano in pratica come un termostato: solo che è regolato molto basso, questo termostato, noi dobbiamo sentirci molto poco di valore affinché loro se ne sentano pieni. Funzionano così, di base (poi questa loro volontà perversa di tenere l’altro in uno stato di minorità si esplica in tanti modi più o meno coloriti,a seconda del loro carattere-umore-situazione occasionale: dal rozzo che ti porta in mezzo alle prostitute al falso principe che si fa scoprire il rossetto di un’altra in bagno…).
    Ma cosa comporta, in noi, l’essere sempre ricacciati da np in questo stato di inferiorità? Crea legame con np, certamente (è un dato oggettivo: fatichiamo a sganciarci…). Ma, attraverso quali meccanismi? Secondo me sostanzialmente due:
    1) Facendoci sentire realmente di valere poco (nell’esperienza continua con np siamo trattati come se non ne avessimo), anche se razionalmente non abbiamo una cattiva opinione di noi stessi, ci orientiamo emotivamente a considerare che non meritiamo tanto di meglio di np che ci maltratta: non è che lo pensiamo, ma ci comportiamo come fosse così (ad es., rinunciando ad altre occasioni conviviali senza np, lasciandoci fagocitare tutto il nostro tempo e le nostre energie solo a loro, dimenticandoci del resto, non curando noi stesse e il nostro aspetto, andando in depressione, etc.)
    2) Facendoci sentire realmente di valere poco (nell’esperienza continua con np), proprio perché sentiamo di avere il nostro valore, si innesca la necessità nostra, furibonda, di di mostrare allo stronzo che valiamo: ci scippa la nostra identità e noi vogliamo a tutti i costi che la riconosca proprio lui (cosa che non farà mai), che cioè un uomo crudele ci riconosca (hai avuto due genitori narcisisti, un padre con cui non hai più parlato…non può non ricordare qualcosa, questo), perché senza la sua approvazione siamo condannati al limbo, all’inadeguatezza per l’appunto.
    In questo sta un aggancio molto tossico tra dipendente affettivo e np. Si innesca come una sfida: np alza il tiro della provocazione e svalutazione (in mille modi, più o meno diretti o sottili), e noi lottiamo per essere riconosciuti e per trasformare np in qualcuno che sia disponibile a riconoscerci: in questo sta l’impasse principale, che entrambi non vogliamo accettare i nostri limiti e lasciare l’altro per quello che è: np vuole trasformarci in zerbini senza considerare la nostra volontà di non esserlo, noi vogliamo guarire np da se stesso senza considerare la sua ferma volontà di essere np. Bisognerebbe lasciar andare np per quello che è: non si può pretendere da lui che sia quello che NON può essere (cioè, una persona capace di riconoscere gli altri).
    Viene da pensare, qui, che vorremmo fantasticamente sanare la ferita originaria (genitori distanti, anaffettivi…), ma è una Grande Illusione, che ci condanna invece, al contrario, ad essere riconfermati nella nostra pochezza.
    C’èchidice che, in questo meccanismo che scatta, ci sia la riproposizione della “confort zone”: qualcosa che suona noto, che ci attrae con la forza dell’archetipo. Non lo so. Forse anche, sì. Una fascinazione misteriosa che proviene dalle profondità, può essere.

    Riguardo allo schiaffone in pieno viso che gli hai dato, non so cosa pensare. Naturalmente, hai fatto pure bene (e sempre troppo pochi! ;-), liberatorio senz’altro, ma se è stata la prima volta e lui non se lo aspettava, sarebbe grazioso sapere anche come l’ha presa lui. Per un np può essere il fascino di una sfida ulteriore, tipo: alzi la cresta? ti piego io… e np si diverte al pensiero.
    Ma è anche un campanello di allarme. La vittima mostra segni di ribellione… e scatta in np l’ansia dello scacco. Potresti anche assistere a una non gradevole escalation di dimostrazione di forza (in tutti i sensi). Non so che tipo è, sotto il profilo dell’autocontrollo, questo “tuo” np. Ma se percepisce il rischio di un tuo allontanamento, cercherà sicuramente di fermarti, a suo modo. Mica li butta a mare in un momento 4 anni di capacità di sopportazione di una donna a fianco a lui…

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  26. Punto 2. Ovvio. Nella maggior parte dei casi di queste storie, sono I NOSTRI STESSI TRATTI NARCISISTICI che intervengono a far sì che continuiamo a perseverare nel rapporto disfunzionale con la viva quanto vana speranza che l’ np ci convalidi e riconosca il nostro valore ( o quello che noi pensiamo sia il nostro valore ). Una cosa che naturalmente non succederà mai con un narcisista patologico.

    Pensare di sanare le nostre ferite infantili attraverso il riconoscimento del nostro partner narcisista è chiaramente un’ illusione, e penso che questo scopo non sia nemmeno molto chiaro alle prede, che lo vivono anzi a livello subcosciente.

    Nel percorso di guarigione da relazioni tossiche quasi sempre però tutto parte necessariamente da lì, laddove non ci sia anche da parte nostra un narcisismo a livelli quasi patologici che ci porta a voler a tutti i costi sfidare persone “affettivamente disabili”. Non parlerei di “pochezza”, ne di “confort zone”. Ma solo della consapevolezza che abbiamo ( o non abbiamo ) di dover risolvere un problema prima di tutto con noi stessi.

    Più è alta la nostra presunzione di essere nel giusto e di sapere già tutto, minore sarà questa consapevolezza. E quindi maggiore la nostra esposizione a eventuali ulteriori np.

    Foxy, io di schiaffoni al mio gliene ho dati tanti, e una volta gli ho pure rovesciato addosso la lettiera del mio gatto ( sporca ). Ma ripensando alle sue reazioni quasi divertite ho idea che queste cose per loro non siano altro che ulteriore “nutrimento”, anche se mi rendo conto che sono reazioni del tutto spontanee e liberatorie per una persona non np che si trova in certe situazioni.

    Interessante comunque rispondere a qualcuno che sta palesemente parlando di te pur dichiarando di rivolgersi a qualcun altro.

    Ri-buona serata.

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  27. Blume, Grazia, mi avete dato spunti di riflessione talmente profondi e pertinenti che sento il bisogno di prendere il mio tempo per ritornarci su ancora e ancora. Sicuramente la bolla emozionale in cui ero avvolta fino a ieri dopo l’ultimo tragicomico incontro con np doc si è dissolta, e di questo devo ringraziarvi. Mi sento pronta ad affrontare con spirito diverso questa “battaglia”, consapevole della circostanza che sicuramente non ho fatto bene a mollargli uno schiaffo (meritatissimo) perché ho soltanto nutrito il suo ego. Mi prendo la mia responsabilità. Va compatito non schiaffeggiato. Un uomo di 52 anni che si bea nel mettere in piedi questi giochetti come un ragazzino è un poveraccio. Non c’è nulla di affascinante in questo. Non voglio rischiare che questo evento diventi una sfida per lui, potrebbe essere ancora più pericoloso per me, è arrivato il momento di allontanarlo definitivamente senza se e senza ma, so cosa vuol dire affrontare l’ira narcisistica, ho l’esperienza del mio ex marito, ma np è molto molto più perverso di lui. Vi abbraccio, a presto

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  28. Esatto Foxy. Un uomo di quella età che si bea di questi atteggiamenti deve suscitare compatimento in noi, non attrazione o ammirazione. Non perchè a 50 anni si sia vecchi, ma perchè si dovrebbe essere MATURI e quindi non inclini a fare questi giochetti stupidi.

    Sicuramente la cosa migliore da fare sarebbe scappare via subito, prima cioè che le tue “ribellioni” possano scatenare in lui la furia narcisistica ( cioè la tendenza compulsiva a innescare crudeltà via via più crescenti nei tuoi confronti allo scopo di “rimetterti al tuo posto” ). Ma solo tu ovviamente puoi sapere se, e in che misura, ti senti pronta per la fuga definitiva.

    In ogni caso come ben sai quando hai bisogno noi siamo qui e se davvero riusciamo a darti spunti interessanti non posso che esserne felice.

    Un abbraccio grande e grazie del confronto!

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  29. Amiche, eccomi. Ci tenevo a condividere con voi questo video interessante “Usa il narcisista per i tuoi scopi”. Descrive in modo poetico ed acuto la condizione di “coodipendente” ed offre interessanti spunti su come “uccidere” il narcisista ( in senso metaforico ;-)) …ed anche la nostra parte “insana”.. baci

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  30. Grazie Claudileia per i tuoi articoli, mi sono imbattuta per caso in questo sito e finalmente ho capito di cosa soffre il mio ex compagno con il quale ho avuto una bambina che ora ha 15 mesi.
    Ho ritrovato tutti i comportamenti malsani, disturbati e violenti che ho subito -solo ora me ne rendo conto – prima come sua dipendente (purtroppo lavoro ancora per lui ma il mio obiettivo è trovare un altro posto di lavoro stabile e spezzare questa schiavitu’) e poi nel corso della nostra relazione. Ho deciso di interrompere la relazione quando mia figlia aveva appena 4 mesi…perché ho avuto la lucida intuizione che è malato e che avrebbe trascinato nel baratro anche lei.. Ho tenuto duro per un anno intero da separati in casa, perché mi ha tenuta imprigionata (a causa della mia dipendenza economica da lui) fino a poche settimane fa..quando dopo l’ennesima aggressione fatta di insulti e minacce sono andata via con la bambina.
    Adesso mi trovo a fronteggiare il primo comportamento abusante nei confronti della bimba: cambia continuamente gli orari di visita, e chiede di tenerla più notti alla settimana con se.. Cerca così di colmare la sua solitudine? Di parassitare la vitalità della bimba (che appare stressata e nervosa quando la riporta)? Di colpire me? Di precostituire delle abitudini da far approvare dal giudice in tribunale? Probabilmente tutte queste cose…
    Questo articolo mi da il coraggio per difendere la mia meravigliosa bimba, affiancarla e supportarla fino a che la sua capacità di resilienza le permetterà di distinguere l’amore sano e incondizionata dall’interesse parassitario.
    Grazie!

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    1. Cara Zhoeh, penso che cerchi di tenerti su di giri e in pensiero usando la bimba per colpirti. È una fase molto delicata perché senza un accordo legalmente riconosciuto lui sente di poter fare tutto ciò che gli è consentito. Poi, ovviamente, tenendosi la bimba più tempo vuole creare una guerra psicologica affinché tu vada a prenderla e così litighiate. La bimba sente la tua mancanza quando va da lui. È piccolissima e quindi le visite andrebbero regolamentate anche tenendo conto della sua età. La tua famiglia di origine ti sta aiutando?

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      1. La mia famiglia è molto unita, mamma, sorella, fratelli e cognate, sono tutti in continuo contatto con me..Mia madre verrà a abitare con me per alcune settimane. Mi ha privato anche oggi dell’unica pratica assegnatami e sicuramente entro fine giugno mi costringerà a lasciare il lavoro..non mostro mai alcuna emozione (positiva o negativa) quando c’è lui, e oggi si vedeva palesemente la sua rabbia e frustrazione ormai incontenibile. È da 1 anno che cerca di riprendere il controllo su di me inutilmente e adesso è davvero pronto a esplodere. In questi giorni regoleremo gli accordi economici e farò mettere per iscritto anche accordi relativi al benessere psico-fisico della bambina.

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      2. Cara Zhoeh, è davvero importante che la tua famiglia ti sostenga senza tentennamenti in questo momento cruciale della tua vita. Lui ti vuole costringere ad andare via, è chiaro. Prima, però, vuole umiliarti per dimostrare chi comanda. Fai molta attenzione perché ogni narciso quando capisce che sta perdendo il suo potere su di te cerca di infliggerti qualche trauma in più. Fai bene a non cedere alcun tipo di energia. So che alla lunga tutto ciò è logorante, ma non avevi scelta oltre a difenderti con le armi che avevi, anche con il congelamento di ogni mossa. Mi fa piacere che venga tua madre, saprà consigliarti e aiutarti con la bimba mentre potrai prendere una pausa per te stessa. Non è da poco. E’ importante lasciarti alle spalle l’ambiente che frequentate, a questo punto diventato tossico come lui. Il supporto della famiglia conta tantissimo per ricominciare da capo. Un abbraccio grande a te!

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  31. Al momento è proprio questa la mia più grande preoccupazione: far sì che i danni inferti al figlio dall’essere nato e cresciuto in una famiglia squilibrata come la nostra. E se stigmatizzo i danni perpetrati per anni e anni dal padre, che probabilmente è narcisista (non so fare diagnosi definitive) ma certamente è instabile emotivamente, immaturo e a tratti violento nelle sue espressioni verbali e modi sgarbati e abusanti, non escludo neppure me, che so essere peggiorata negli anni, fino ad avere anche io spesso comportamenti poco equilibrati.
    Proprio ora che inizia l’adolescenza mi sto separando, proprio ora in questo marasma in cui fatico a riconoscere mio figlio che cambia ogni giorno sotto i miei occhi. Mi assale la paura di avere fatto danni, di aver fatto sì che non sia cresciuto come avrebbe potuto se solo la nostra famiglia non fosse stata così malata.
    L’altro ieri ho avuto una bruttissima giornata. Mia sorella è in vacanza nel paese dove vivo con i miei nipoti, e mio figlio trascorre le giornate con loro (io lavoro). La sera sono andata a riprenderlo e gli ho chiesto di fare qualcosa. Tono gentile. Come sempre ha risposto sì lo faccio dopo, quindi ho dovuto insistere un’altra volta. Mi ha risposto malissimo, con toni molto sgarbati, zittendomi e poi chiedendo la porta in faccia. Ci sono rimasta malissimo, negli ultimi tempi non è la prima volta che mi tratta a pesci in faccia e si atteggia con me in modo irrispettoso. io cerco di avere pazienza e generalmente ho toni gentili con lui. La scorsa settimana, per un episodio simile o forse peggiore, gli ho imposto di stare a casa senza andare al mare. Non tollero i modi sgarbati, non tollero che incominci ad utilizzare troppe parolacce.
    Ma soprattutto ciò che mi preoccupa è che possa avere assorbito i modi di fare del padre. L’altro ieri forse ho sbagliato, perchè ero così demoralizzata e delusa (la scena è avvenuta davanti a mia sorella, anche lei scocciata dal comportamento verso di me) che ho commentato ad alta voce con mia sorella che questo è il risultato di avere avuto un padre che mi ha trattato malissimo, un padre che ha trasmesso a lui un modo orrendo di atteggiarsi verso la sua donna, che si è permesso di insultarmi a suo piacimento e anche con parole molto pesanti per anni, salvo poi magari chieder scusa quando esagerava, ma che non ha mai perso occasione di giustificarsi contro il mio giusto risentimento dicendo anche davanti al figlio che io sono la “solita borghesuccia” che si indigna per una parolaccia e non guarda alle cose veramente importanti.
    Vedere l’embrione di certi comportamenti in mio figlio (oddio magari mi sto sbagliando, lo spero), mi fa salire il sangue alla testa e anche le lacrime, ho passato una notte insonne tra lacrime e rabbia.
    Non so proprio come farò a gestire un adolescente che ha sempre avuto un caratterino ben spiccato fin da piccolissimo, da sola a settembre quando il padre uscirà finalmente da casa.
    Da un lato mi dico che sarà più semplice senza lui tra i piedi, dall’altro temo il gioco che si creerà… con mio figlio che magari correrà dalpadre quando lo rimprovererò o darò delle punizioni, e il padre che potrebbe approfittarsene (ovviamente, visto che ce l’ha a morte con me perchè lo ho lasciato).

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