Il hoovering fatto da genitori maltrattanti o parenti serpenti: come difendersi?

Fonte: http://luke173ministries.org/templates/System/details.asp?id=39548&PID=629759
Autrice:  Dott.ssa Renee Pittelli, avvocato specializzato nella difesa di bambini, adolescenti e adulti vittime di maltrattamenti familiari. Ha pubblicato diversi libri e fondato a New York l’associazione Luke 17:3 Ministries for Adult Daughters of Abusive, Controlling, or Abandoning Birth-Families. Il suo ultimo saggio s’intitola “The Christian’s Guide to No Contact: How to End Your Relationships With Narcissistic, Psychopathic, and Abusive Family and Friends, and Still be a Good Christian”. 
Trad. C. Lemes Dias

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Sapete già, il hoovering consiste nei vari stratagemmi e scuse fuori luogo utilizzate dai vostri maltrattanti dopo che avete scelto il contatto zero. Serve per cercare di risucchiarvi nella loro rete attraverso una vostra semplice risposta.

Sono manovre che si verificano più frequentemente durante il vostro primo anno di contatto zero. Se continuate ad ignorare le loro mosse, esse diminuiranno oppure subiranno periodiche interruzioni ogniqualvolta avranno vittime con le quali intrattenersi. Tuttavia, aspettatevi un loro contatto periodico nell’arco dei prossimi dieci anni o passa, cosa che fatalmente capiterà quando perderanno la vittima sulla quale hanno investito maggiormente (oppure si annoieranno, n.d.T).

Il hoovering è di solito calcolato per fare appello ai vostri sentimenti e programmato per catturarvi in un momento di debolezza, quei periodi in cui vi sentiti più vulnerabili o nostalgici. Si tratta di una manipolazione destinata a giocare con le vostre emozioni nel tentativo di farvi rispondere.

Il hoovering spesso vi trasmette un senso di urgenza e pressione – dovete assolutamente richiamare il vostro maltrattante prima che abbiate la possibilità di pensare! Se lui o lei lascia un messaggio dicendo che la zia Ida è in ospedale e che è molto importante che ritornate la chiamata, cosicché possa dirvi cosa sta succedendo, NON CI CASCATE. È possibile ottenere le stesse informazioni chiamando l’ospedale o la stessa zia Ida, oppure chiamando direttamente suo marito o i suoi figli.  Fate sapere alla famiglia chiamata in causa che avete sentito le notizie, che state pensando e pregando per loro, e che possono contare su di voi, se c’è qualcosa che potete fare, ecc…. Mostrate a loro il quanto siete gentili e disponibili: al contrario dell’immagine che il vostro maltrattante ha certamente creato durante la sua eterna campagna di fango. Non lasciate che lui o lei pensino di essere la vostra unica fonte di informazioni e la vostra unica connessione con il resto della vostra famiglia. Non c’è alcun bisogno che vi faccia da intermediario. NON rispondete a qualsiasi pressione di urgenza con qualcosa di diverso da un lungo silenzio. NIENTE nella vita del maltrattante – che AVETE MOLTO BEN CONOSCIUTO – richiede la vostra attenzione IMMEDIATA. Prendetevi tempo per pensare e capire cosa sta succedendo veramente e come potete gestire la situazione nel modo migliore PER VOI, il che probabilmente significa NON ESSERE COINVOLTI AFFATTO.

Il hoovering assume molti travestimenti. Ci si può aspettare un contatto nei seguenti momenti:

PRIMA O DURANTE LE VACANZE: aspettatevi chiamate, e-mail, visite a sorpresa, biglietti e regali per voi e per i vostri figli, eventualmente inviati grazie all’intermediazione di altre persone. Soprattutto la vigilia del Ringraziamento, la vigilia di Natale e il giorno di Natale… se davvero volete godervi una bella vacanza tranquilla con i vostri cari, assicuratevi di chiudere la porta, togliere il telefono dal gancio, inserire la recinzione elettrica, tirare su il ponte levatoio e gettare i coccodrilli nel fossato. Fidatevi della parola di una esperta…

GRANDI OCCASIONI: aspettatevi biglietti di compleanno per voi e per i vostri figli, inviti al matrimonio del vostro maltrattante, al suo anniversario di matrimonio, alla cena quando andrà in pensione o alle sue feste di compleanno, oppure chiamate “informandovi” dei matrimoni di altri parenti, nascite di bambini, ecc.

MALATTIE O MORTI: aspettatevi una chiamata o e-mail quando qualcuno si ammala o muore, anche quando si tratta di un cugino molto lontano che non avete visto da quando eravate bambini oppure che non avete alcun ricordo.  Potete anche aspettarvi che i vostri maltrattanti abbiano alcune “emergenze” mediche che, per qualche motivo, richiedono di contattarvi.  Mio suocero, ad esempio, riusciva a interrompere la nostra cena di Natale e turbare mio marito OGNI ANNO andando in ospedale per una indigestione e facendoci chiamare da uno dei suoi amici fino a quando non ho imparato che la mattina di Natale dovevo togliere il telefono dal gancio. Conosco un’altra maltrattante che ha diseredato sua figlia e innalzato un muro di silenzio altissimo tra loro due, rifiutandosi di parlare con lei fino a quando il marito, uno di quei Partner Silenziosi, ha deciso di chiamare la pargola rinnegata quando la madre stava per morire, anziché chiamare il 112.  Un’altra maltrattante si è recata al Pronto Soccorso con mal di testa e ha insistito affinché fosse la figlia rinnegata ad essere chiamata e avvisata… anche se non è stata ricoverata ed è stata rispedita a casa lo stesso pomeriggio con un paio di aspirine. 

Preparatevi quindi per qualche dramma, ma siate determinati nel mantenere la vostra posizione.

ATTENDETEVI ANCHE ALCUNI CONTATTI NONSENSE, PER ESEMPIO: HANNO CHIAMATO SOLO PER CHIEDERVI O DIRVI…

Potrebbe essere qualcosa come “Ti ricordi Jill che viveva accanto a noi? Mi sono imbattuto in lei e mi ha chiesto di salutarti, quindi ho chiamato solo per farti sapere questa cosa qua. Ho bisogno di sapere se va bene darle il tuo numero…”.  Potrebbe anche essere “Il mio capo sta comprando una casa e ha bisogno del nome del notaio che hai preso quando hai comprato la tua, quindi fammelo sapere”.  Oppure: “Abbiamo gli Smiths a cena il sabato sera e mi serve la tua ricetta dei broccoli in padella.  So che non vuoi parlarmi, ma ti ci vorrà solo un minuto per richiamarmi”.  Oppure, “Zia Trish viene a trovarmi e voglio mostrarle le foto della tua laurea (o quelle del vostro figlio), quindi puoi mandarmele? Te le riporto appena possibile”.  Un’altra manovra, la mia “preferita”: “Mamma vuole sapere se hai ancora la collana della nonna che ti ha regalato venti anni fa. Se non la usi più, le piacerebbe riapprendersela”.  Se non risponderete, che è assolutamente la mossa più giusta da fare, allora potete aspettarvi molte altre telefonate o e-mail più insignificanti, insistendo sempre più per farsi richiamare da voi oppure ricevere un’e-mail, tanto… che ci vuole?

Ignorate, ignorate, ignorate, ignorate, ignorate, e se si presentano alla vostra porta e vi sentite stalkerizzati, chiamate la polizia.

Intanto cercate di prepararvi per un Attacco a Sorpresa che arriva quando meno ve lo aspettate e attraverso una fonte che meno ve lo aspettate. Alcuni esempi di Attacco a Sorpresa includono:

ASPETTATEVI DI ESSERE CONTATTATI DA TERZI. Il vostro o la vostra maltrattante spesso arruola un amico o un parente per contattarvi al posto suo, per darvi notizie che è molto malato, depresso, vecchio, dispiaciuto per tutto quello che è successo, o qualsiasi altra cosa possa inventarsi per farvi sentire in colpa e cedere.

ASPETTATEVI CHE IL VOSTRO O LA VOSTRA MALTRATTANTE VI ELUDA E VI ACCOLTELLI ALLE SPALLE CONTATTANDO VOSTRO MARITO/MOGLIE, OPPURE I VOSTRI FIGLI, GENITORI O AMICI NEL TENTATIVO DI MANTENERE CON LORO UN RAPPORTO CHE NON INCLUDE VOI. Potrebbero anche provare a contattare i vostri amici e vicini di casa per esprimere la loro “preoccupazione” per voi, lusingare i vostri cari o conoscenti per avere informazioni, oppure cercare di influenzare i vostri amici a prendere le loro parti.

Un’altra delle azioni che preferiscono: ad un certo punto, lungo il vostro percorso, aspettatevi di ricevere un pacchetto di spazzatura vecchia di decenni, come biglietti che avete regalato a vostra madre (perché mai dovrebbe restituirveli?), disegni che avete fatto quando eravate alla scuola elementare, vecchie fotografie, e forse anche uno o due filmati casalinghi…

SI TRATTA DI UN GIOCO MENTALE PER SEMINARE IL CAOS NELLA VOSTRA TESTA.

Potete buttar via tutto senza aprire, tenere pure, apprezzare il gesto, qualsiasi cosa… TUTTO TRANNE RISPONDERE A QUESTO RICATTO EMOTIVO.

 

25 pensieri su “Il hoovering fatto da genitori maltrattanti o parenti serpenti: come difendersi?

  1. TUTTO! Usano di tutto pur di riagganciarvi. Qualsiasi strada è buona. Ci si dimentica troppo spesso di aver a che fare, o avuto a che fare, con esseri che soffrono di un disturbo gravissimo, totalmente incomprensibile per una mente sana. Nel mio caso usava spesso il figlio, un bimbo di 6 anni, che si era tanto affezionato a me. Una delle peggiori vigliaccate che si possano commettere. Manipolare il proprio bambino per tornare ad usarvi. E’ una cattiveria talmente grande che non si può definire. Mi aveva fatto molto soffrire questa situazione perché aveva capito il mio attaccamento al piccolo. Sono queste cose che, pur mantenendo il contatto zero, comunque destabilizzano. Non provano vergogna, non posseggono una dignità, non sono nulla se non degli esseri malvagi che non si fermano davanti a niente.

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    1. Il punto è che i poveri bambini assistono a una sfilata di ipotetici papà che sembra non finire più, caro Kolish. I danni sono enormi per la loro psiche. Alla fine perdono la fiducia nelle donne e nel contempo provano a difendere la propria mamma dei guai che combinano in giro. Sentiranno di doverla proteggere dagli uomini e da se stessa, perché per loro sarà sempre una vittima. Non è facile per un maschietto, a maggior ragione se suo padre è stato tagliato fuori senza indugio… Con le figlie femmine prima le perverse cercano la complicità totale, il controllo l’estremo, in più subentra la rivalità e l’invidia narcisistica quando diventano adolescenti. Meno male che ha cambiato casa, davvero. Sarebbe stata dura per chiunque stabilire il contatto zero con un bimbo per colpa di una madre squilibrata. Ci sentiamo malvagi e disumani, oltre che impotenti, giacché giuridicamente non abbiamo mezzi per tutelare creature che subiscono gli attacchi psicologici materni o paterni. Abbracci a te.

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      1. Cara Cla,
        in effetti mi sono sentito una vera merda fingendo di non essere a casa mentre il piccolo suonava e bussava alla mia porta per poter giocare ai videogiochi. Penso sia umano provare rabbia e un profondo disprezzo per una persona che usa la propria prole per riagganciarti. Per fortuna lo psichiatra mi aveva detto che a quell’età, trasferendosi in altro luogo, basta poco tempo perché si dimentichino di te. Però resta il fatto, che ancora adesso se ci penso, mi va il sangue alla testa, che avevo scoperto che lei si era fatta mettere incinta da uno che era già sposato e con due figli. Ora, è questo il comportamento di un uomo? Procreare qua e là e poi fregarsene? Ok, lei è psicopatica ma anche lui non è da meno. Mi fanno ribrezzo. I principi etici e morali di un genitore tornano comodo solo per mostrare alla comunità la famigliola felice? Certo, la vita non è facile, ma va affrontata prendendosi le proprie responsabilità, e non usare gli innocenti come alibi. Ogni tanto mi vien da pensare al futuro di questo bimbo. E rabbrividisco. Adesso ha 8 anni ma fino a due anni fa andava regolarmente da una psicologa per bambini. A sei anni porca miseria! Ogni tanto, durante il periodo estivo soprattutto, lo scaricava al padre magari per una decina di giorni. Quando tornava dava i pugni alla madre e non voleva mangiare. Poi dopo qualche giorno si calmava e trattava male il padre. Sbattuto a destra e sinistra come una pallina da tennis. E come dici tu non si hanno i mezzi per controbattere. Come dimostrare di essere a conoscenza di fatti che non puoi basare su prove concrete? E poi io chi ero? Solo un vicino di casa. Sono tanti i fatti ai quali ho assistito. Te ne racconto uno solo. Un giorno vedo il piccolo molto a terra. Gli tocco la fronte e scottava. Dico alla psicopatica: “Guarda che tuo figlio deve aver la febbre”. Lei: “Ah si già, finisco la telefonata e poi gliela misuro”. E’ detto tutto.

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      2. Caro Kolisch, essendo il papà del suo bimbo uno squattrinato, al contrario delle sue altre vittime, penso che in lei è subentrata la competizione con la moglie. Come ben sai, le persone diagnosticate psicopatiche non vivono senza provare ad affondare qualcun’altro. Probabilmente l’intenzione era quella di sabotare un matrimonio in crisi, ma che comunque non le dava alcun spiraglio per insinuarsi più di tanto. Fare un figlio per regalargli unicamente noncuranza non ha senso solo PER LE MENTI NORMALI, ma per una psicopatica che pretende di raggiungere uno scopo ha senso eccome! Quindi, una volta messo al mondo il bimbo senza che il suo scopo sia stata raggiunto la povera creatura è diventata inservibile, un peso… ci vede una psicopatica che si prende cura del suo bimbo in modo sano? Sbolognarsi di lui scaricandolo a un vicino di casa rientra in questa ottica malata. E’ vero che i bimbi piccoli rimpiazzano gli affetti con maggior facilità… ma solo in parte. Quando crescerà penserà: “ma porca miseria, la mia mamma mi lasciava a dei vicini che manco conosceva tanto bene e mica con la scusa che c’erano degli amichetti con i quali potevo giocare!”. Ora forse comincia già a rendersi conto della noncuranza materna… Comunque sia, sono donne che lasciano una scia di morti e feriti, incluso e soprattutto i propri figli. Abbracci a te!

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  2. Nel mio caso da quando ho interrotto di colpo le comunicazioni in questi mesi ha cercato: una prima volta di farmi avere un messaggio da un conoscente comune ed io ho proseguito nel no contact e poi la seconda volta a distanza di 4 mesi dal primo contatto mi ha raggiunto con un numero a me sconosciuto (ho la matematica certezza che sia lui) e mi ha stalkerato per qualche giorno su Telegram. Poi ha sempre solo provato a manipolarmi con foto profilo whatsapp (il numero non l’ho cancellato). Benché qualche volta mi sia passato per la mente di riprovare a contattarlo, devo dire che il passare del tempo mi rende le cose più chiare e quindi lo vedo per quello che è: una persona senza alcuna qualità!

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    1. Brava, cara Aria! Quando il detox sarà totale ti verrà spontaneo cambiare numero, se potrai farlo. Un bel giorno comprenderai che un soggetto come lui non merita di avere i tuoi recapiti. Perché? Per esordire con numeri sconosciuti quando gli pare e piace? Avendo già il suo harem ben predisposto a riverirlo meglio preservarsi da qualunque collegamento con una simile miseria… Abbraccio grande a te e buona giornata!

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  3. Trovero il coraggio di raccontare la mia storia…fa ancora troppo male rivivere quei momenti riscrivendli…da mesi ormai vi leggo ed è l’unico spazio che mi permette di rimanere ancorata alla realtà e provare a mantenere un no contact definitivo….che ancora definitivo non è mio malgrado.

    Il vampiro che mi ha ridotta a ombra di me stessa abita ad 1 ora di strada da casa mia. Quella distanza che pensavo mi separasse dal vivere finalmente uan fase felice della mia vita si è trasformata in una distanza che mi sta letteralmente salvando da me stessa. Da me stessa lo ripeto perché adesso vivo nella paura di cedere. Perchè la mattina mi guardo allo specchio e lo sguardo è spento….e non mi riconosco. Convivo con due voci dentro di me che lottano allo sfinimento: ” mi manca cosi tanto” vs “ma sei scema come potrebbe mancarti un essere del genere???Ma cosa ti è successo??” Crisi di pianto dal nulla…nei momento piu improbabili mi svuotano. Ancora una volta mi fanno riflettere sul come sono ancora fragile e in pericolo. Di pericolo si tratta…mettere la propria vita nelle mani di personaggi di questo calibro equivale a decidere liberamente di nuotare in una vasca piena di squali affamati. Bella l’adrenalina come no…

    HOOVERING….E pensare che il rumore dell’aspirapolvere mi rilassava.
    Se non avessi scoperto questo blog sarei ricaduta molte piu volte ne sono certa. Da manuale lui. Anche con l hoovering-sms settimana scorsa: “puoi chiamarmi? per favore”. Dice di essersi rotto il piede e aveva bisogno di aiuto….pensava che sarei corsa da lui nella sua città, a casa sua per aiutarlo. Ho chiuso gli occhi e mordendomi la lingua, massacrandomi le mani ho risposto in modo freddo che poteva chiamare sua mamma. ( vive da solo ha 37 anni) Al massimo se proprio era solo (cosa di cui dubito chiaramente…triangolazioni e ex tutto da manuale in ogni fase) gli avrei fatto consegnare del cibo con Deliveroo. Mi sono pentita di avergli proposto la consegna cena a domicilio.

    So di essere ancore debole e ho paura …veramente tanta. Paura più di me che di lui in questa fase.

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    1. Cara Fenice, intanto benvenuta! Non credere alla scusa del piede rotto, per favore. Immagino che stai soffrendo perché ci hai creduto. Può pure aver avuto una torsione o qualcosa del genere, o semplicemente essersi rotto un’unghia… l’obiettivo era farsi raggiungere da te senza spendere una lira. La priorità ora sei tu e la tua libertà psichica dai suoi ricatti emotivi, per questo non riesci a intravedere la luce nei tuoi occhi. Hai fatto benissimo a dare la risposta che hai dato, anche perché TU NON SEI LA SUA MAMMA per accorrere quando vuole dopo che ti ha umiliata, maltrattata e triangolata al punto di renderti una persona irriconoscibile. Insomma, altroché un piede rotto! ROTTA E’ LA TUA ANIMA che va amorevolmente curata con tutte le energie che hai. Semmai comprati una bella crema massaggiante per i TUOI piedi e un paio di scarpe da corsa MERAVIGLIOSO per andare sempre più lontana dall’orrore che ti ha “regalato”. Non aver paura di te, ma solo compassione e affetto. Concediti tutto ciò che lui non ti ha mai dato e vedrai che piano piano la distanza che ti divide da lui sarà sempre più elevata. Questo tipo di atteggiamento mi fa talmente arrabbiare che spero nel profondo che si rompa davvero il suo piedino e preferibilmente si bruci anche la lingua. Insomma, meglio se resta immobile e senza parlare nella sua casetta nel bosco, così fa meno danni agli altri. Un abbraccio a te!

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      1. Grazie Claudileia, avere la sensazione di essere capita veramente quando si racconta questo tipo di esperienza non è una cosa scontata.

        Non ho creduto alla scusa del piede rotto e mi sono sentita in colpa per essermi obbligata a non credergli. Mi sono sentita in colpa!!!!….diciamo che ha vinto lui in un certo senso. Ma ho resistito.
        Effettivamente l’obiettivo era farsi raggiungere da me….senza spendere una lira hai centrato in pieno (perchè le volte che doveva venire lui de me doveva prendere un hotel in quanto vivo con mia mamma da 1 anno).

        Oggi ero contenta/delusa di festeggiare 24 ore intere senza un suo messaggio.
        Contenta/delusa: in pratica mi sento quasi come se la psicopatica nella storia fossi io e non lui. Da un lato sollevata dall’altro profondamente scossa dal pensarlo con un’altra.

        Le mie scarpe da corsa sono abbandonate in un angolo da mesi. Non ho la forza per correre….sono nella fase in cui l’unico sollievo possibile lo traggo dal dormire…io che facevo mille cose.

        Mi sono iscritta a Yoga….me l’hanno consigliato in tanti. Le provero’ tutte credo. Il fine settimana è il momento più difficile.

        Coraggio a tutti voi e Grazie

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      2. Cara Fenice, ti anticipo un po’ cosa proverai quando non sarai più contattata da lui: angoscia (e ora che faccio della mia vita?), gelosia (avrà veramente un’altra!), voglia di rincorrerlo (se ha mentito che aveva il piede rotto, allora è perché voleva riavermi…) compassione (starà soffrendo?), curiosità (cosa starà combinando?), DESIDERIO. Sì, DESIDERIO. Lo so, è qualcosa che ora potrai dire: NO, CLAUDILEIA, LUI MI FA SCHIFO, SONO SCAPPATA IO E BLABLABLA. Invece non è così che funziona. Perché questo desiderio improvviso? Perché la mente condizionata pur di non soffrire rincorre le cose belle. E’ la temibile dissonanza cognitiva. Quindi, per salvaguardarti dall’angoscia tu rincorrerai i momenti belli con disperazione cercando di trasformare in verità assoluta l’intero love bombing che hai subito, se c’è stato, oppure “i segnali” che lui ti inviava quando il suo umore era ottimo. Dai retta a noi che ci siamo passati: QUESTA E’ LA PARTE VERAMENTE DURA ed è proprio per questo che molte persone maltrattate, abusate, triangolate e addirittura picchiate tornano sui loro passi. Il tentativo di bypassare l’angoscia attraverso lo sfogo del desiderio è la norma, per questo ci sono tanti tira e molla nei rapporti con i narcisisti e psicopatici vari. Siamo BEN CONSAPEVOLI che durerà un soffio ma ad un certo punto, pur di superare il dolore, ci diciamo: “Una volta sola che male c’è? Sono adulta, sono forte, perché non dargli la possibilità di dirmi cosa vorrebbe dire?”. Ecco un pensiero che può fregarti alla grande, quindi GUARDIA ALZATA e massimo MOVIMENTO. Non dare spazio al vuoto in questo momento. Il fine settimana? Cibi sani, passeggiate in un bel parco, un buona crema per il corpo (controlla bene gli ingredienti sull’etichetta) e tante coccole su ogni centimetro del tuo corpo! I tuoi capelli? Meritano lo stesso trattamento della tua pelle. Dovrai imparare ad amarti da sola. Non servono centri estetici e trattamento costosi, ora hai bisogno di un ritorno alla semplicità e alle cose vere, naturali. Ripeto: cerca di riempire le ore vuote con tanto amore per te stessa, vale anche un giro per le librerie, una nuova pianta, cambiare la tua stanza, ecc., ecc. Non stai fuggendo del tuo dolore, ma combattendo l’angoscia. E’ questo che serve in un primo momento! L’Yoga è perfetto, sono certa che ti troverai bene. Non solo ti farà stare meglio ma andrai ad affacciarti anche a una nuova filosofia di vita, il che è molto importante. Un abbraccio grande a te e W la TUA VITA!

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      3. Carissima Fenice,
        tutto quello che stai passando lo capisco nel profondo perché ci sono cascato anch’io. Come capisco che l’unico sollievo lo trovi solo nel dormire. Ho trascorso mesi spalmato sul divano come un tonno spiaggiato a intossicarmi di fumo e a mangiare pochissimo. Non parliamo poi degli abiti da James Bond che ho indossato. Sempre a indagare, osservare, spiare. E aspettare un suo messaggio come un assetato nel deserto che cerca un’oasi dove potersi dissetare. Oh si, capisco benissimo. Io che andavo a passeggiare ogni giorno facendo dai 7 ai 10 km tanto da dover sostituire le scarpe da running ogni 3 mesi. Poi, dentro di me, anche con l’aiuto di questo Blog è scattata la molla che si chiama DIGNITA’. Dovevo rovinarmi la vita per una donna malata mentale? NO! E allora ho tolto la polvere dalle scarpe e ho cominciato a correre di nuovo, senza fretta. Le prime settimane sono terribili. Mi sembrava di avere un macigno sulla schiena. Una fatica indicibile. Solo chi ci è passato può capire. Ma passo dopo passo, un centinaio di metri in più ogni giorno, poi altri cento e pian piano, in mezzo alla natura, ho ritrovato me stesso. I consigli che mi permetto di darti, basati sulla mia esperienza, sono solo due. Gli psicopatici MENTONO SEMPRE e quando, fatto raro, dicono il vero, è solo per ottenere un vantaggio. Il secondo è: tu sei una persona di cuore, almeno stando a quanto scrivi; tieniti stretta questa bellissima qualità. Dai su, prenditi cura di te stessa. E’ uno sforzo sovrumano, ma bisogna farlo questo passo. E’ essenziale. Anche con un piede rotto 🙂

        Ciao

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      4. Sottoscrivo tutto Kolish. Ti riducono a una larva, un’ anima in pena che vaga angosciata trascinandosi nel suo dolore. Tirano fuori solo il peggio di te, riescono a trasformarti in una persona ossessionata dalle loro mosse, in una spia, in un povero derelitto o derelitta in preda ai loro desideri e umori del momento. Oppure in un figlio che si sente costantemente in colpa e inadeguato perchè non riesce in nessun modo a soddisfare le pretese di grandiosità e di perfezione dei suoi genitori ( anch’ io ad appena sette anni ero stata avviata ad uno psicologo infantile perchè le mie maestre compresero che qualcosa non andava ).

        Hai ragione tu: solo chi ci è passato può VERAMENTE capire..

        Poi quando prendi coscienza e TI RISVEGLI, cominci a riappropriarti di te stesso, ti rialzi da quel letto o da quel divano, apri di nuovo le finestre per far entrare aria e luce, butti via le bottiglie di vodka e ripulisci il posacenere, ricominci a uscire, a incontrare le persone, a camminare a piccoli tratti, un passettino alla volta. Finchè quei passi non diventano corse e salti, e in seguito dei “voli”. Finchè quei tratti non diventano metri, e poi chilometri. Quando finalmente ricominci a sudare e il viso riacquista colore, ti senti di nuovo vivo. E’ una bellissima sensazione.

        Finchè un giorno alzandoti la mattina capisci che il narcisista non esiste più nella tua mente. E con esso non esiste più tutto il suo inferno che aveva riversato nella tua vita, che invece è fatta di cose belle pulite e vere. E questo il narcisista proprio non lo sopporta perchè gli rimanda tutto ciò che lui invece non è e non sarà mai.

        Noi che scriviamo qui abbiamo avuto il dono IMMENSO di prendere coscienza di questo disturbo e di cosa comporta. Ma penso anche a tutti quelli che sono ancora invischiati nella rete anche per una mancanza di conoscenza, e che forse non ne usciranno mai perchè non sono destinati a SAPERE.

        Un abbraccio.

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      5. Ciao Grazia.
        Sai la cosa più meravigliosa che può accadere a chi incontra una psicopatica? Il fatto che dentro di noi avviene un cambiamento. Prima una forte sofferenza, poi quando ne sei fuori, l’esperienza ci ha cambiato, ma in MEGLIO! Personalmente mi sento più ricco dentro, apprezzo cose che prima mi passavano inosservate. E si riconoscono i veri amici, le persone che ti vogliono davvero bene. E’ fantastico. Dalle macerie lasciate dalla psicopatica nascono ora fiori bellissimi.

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      6. E’ stato esattamente così anche per me Kolish. Dopo tutta questa vicenda mi sento una persona diversa. Non “migliore” o “peggiore”. Semplicemente DIVERSA. Più impermeabile alla malignità altrui ( che è sempre in agguato, anche sotto “mentite vesti” ) e in grado di apprezzare cose semplici, cose che prima mi passavano del tutto inosservate. Credo faccia parte del processo di ripristino del nostro essere quando si comincia a uscire dalla sofferenza, il che ti porta a scoprire o ri-scoprire la VITA.

        Il narcisista e lo psicopatico saranno sempre degli eterni infelici proprio perchè invece nulla può placare davvero la loro fame di emozioni e di benessere. Nulla può renderli “contenti”. Nemmeno l’ avere al proprio fianco una persona meravigliosa che li ama con tutta se stessa oppure avere una bella famiglia, dei figli stupendi e una vita tranquilla. Tutto per costoro è privo di valore, altrimenti non vorrebbero continuamente distruggere ciò che toccano.

        L’ eredità più importante che ho appreso dalla mia esperienza è che non possiamo delegare a nessun altro oltre a noi stessi il compito di rendere la nostra permanenza su questo mondo qualcosa di interessante. E che dobbiamo accettare il fatto che non da tutti verremo “capiti”. E va bene così!

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  4. ciao a tutti e tutte. Mia suocera con me non ha più speranze di contatto visto che ho bloccato e cancellato ogni numero e possibilità di chiamata o messaggil,ma purtroppo con il figlio, vero obiettivo di tutte le sue manipolazioni, sta mettendo in atto da circa 3 anni tutto quanto hai scritto cara claudileia. Lui per ora resiste ma a volte la tentazione di cedere si presenta. staremo a vedere! comunque la pazza non si arrende e credo che mai lo farà.

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    1. Esatto, cara Ofelia: le mamme narcise non si arrendono MAI! Qui bisogna vedere il livello di sofferenza di tuo marito quando lei fa la regina del dramma nelle occasioni più dure come Natale, Pasqua, il giorno della Mamma, ad esempio. Ci credo che lui sia tentato a cedere perché di solito il meccanismo è molto arcaico, qualcosa tipo “mio figlio è un santo, mia nuora è il demonio, povera nipotina ma quanto soffrirà!”. Insomma, a nessun figlio piace essere preso per lo scemo che ha scelto male la moglie, un individuo debole e manipolabile. Quindi, lui vorrebbe difendersi e nel contempo cercare di salvare il salvabile… Ecco, con questo tipo di madre è IMPOSSIBILE: hanno sempre ragione loro e i dialoghi diventano monologhi in cui gettano sui figli adulti la colpa anche per i chili mai persi cinquant’anni prima! Al momento sto leggendo il terribile libro di Isabelle Caro, la modella deceduta a causa dell’anoressia, fotografata da Toscani anni fa per un marchio di vestiti. E’ un libro che consiglierei a tutte le vittime di queste madri, a prescindere dal sesso. Com’è andata a finire la storia la conosciamo tutti, basta una ricerca su internet per capire il destino di madre e figlia. Il progetto materno perverso è quello di rendere un figlio eternamente bambino, per questo parlo di questo libro. Quando perdono il controllo su di lui o lei tutti i nostri sensi vanno attivati perché rasentano alla follia. Alcune madri, pur di non perdere il controllo sui figli arrivano a gesti estremi, come nel caso della madre di Isabelle Caro, altre si “limitano” a considerare un figlio adulto assolutamente incapace di prendere decisioni da solo. Purtroppo il libro della Caro è quasi introvabile in italiano. Lo consiglio assolutamente perché la dinamica è sempre la stessa. Abbracci a te.

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  5. Ciao a tutti. Un altro articolo estremamente illuminante. Da figlia di genitori narcisisti e con una madre altamente invadente e manipolativa, confermo tutto quanto illustrato nel post. Il suo ultimo tentativo di riaggancio risale allo scorso settembre, dopo che questa estate ho deciso di tagliare definitivamente i ponti con lei a seguito dell’ ennesima manifestazione dei suoi comportamenti deliranti ( aveva cercato ancora una volta di sabotare una mia impresa, che tra l’ altro sarebbe andata anche a suo vantaggio, e aveva finto un malore che richiedeva soccorso urgente ). Durante questo ultimo hoovering aveva coinvolto mio fratello, a cui ovviamente era stato raccontato che sono un insensibile a comportarmi così e che sto esagerando. Ho chiarito le mie ragioni con mio fratello dicendogli la mia versione – fortunatamente lui stesso riconosce certi comportamenti che negli anni hanno avuto i nostri genitori – e dopodichè ho inviato una lettera a mia madre tramite raccomandata, dove con tono asettico e distaccato ma fermo e deciso, le spiegavo perchè non è più possibile per me avere a che fare direttamente con lei ( in sostanza, le ho scritto che è nell’ interesse di tutte e due mantenere una debita distanza visto che proprio non si riesce ad andare d’ accordo e visto che io non riesco in nessun modo a soddisfare le sue aspettative.. ) e che eventuali malattie o infortuni sarebbero dovuti essere documentati tramite certificato medico da inviarmi per mano diretta dei suoi curanti. Nella lettera le dicevo anche che sto conducendo una vita piuttosto noiosa e fatta solo di doveri – cosa non vera – e la invitavo a cercare la compagnia di gente più emozionante. Allegavo anche una serie di contatti a cui può fare riferimento in caso di bisogno ( autisti, comunità per anziani, numeri di soccorso, ecc.. ). Da quella volta non si è più fatta viva. Non so se abbia davvero capito l’ antifona o piuttosto stia studiando la prossima mossa da fare, avendo forse lei capito che non sono più influenzabile come prima e che quindi le vecchie tattiche non funzionano più. Propenderei più per la seconda ipotesi, ma posso dire che in questa situazione quello che mi sta salvando è il trarre informazioni utili e preziose su come regolarmi a livello anche pratico-legale ( oltre che emotivo ) nel dover gestire il tutto. Male che vada, se dovessi trovarmela di fronte di qui a breve, le parlerò della raccolta differenziata o della possibilità per lei di partecipare al volontariato ( le fa schifo come la peste ) in risposta alle sue consuete domande sui miei progetti e sulla mia vita.

    L’ importante appunto è far capire agli altri che da parte nostra c’è disponibilità in caso di reali emergenze, evitare di dipingere l’ altro come un mostro che ci ha abusato ( chi non ci è passato non capirebbe ) ma al tempo stesso difenderci da qualunque invasione inappropriata nella nostra esistenza. O questo almeno è ciò che ho concluso in base alla mia esperienza.

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  6. È vero cara Claudileia. Io in quei due anni infernali in cui ho frequentato mia suocera sono arrivata a percepire che lei preferirebbe di gran lunga vedere il figlio distrutto (o distruggerlo a sua volta) piuttosto che perderne il controllo. Ha tentato di sabotare tutto di lui: la nostra storia, il rapporto con nostra figlia, che sono tra le cose più importanti che ha. Infine lo ha isolato dall’intera famiglia. Dopo infiniti messaggi minatori, lettere, foto e disegni da piccoli, addirittura pubblicità lasciate nella nostra casella in cui vi era l’indirizzo dei suoceri (come avvertimento che lei era passata da casa nostra), qualche mese fa i messaggi chelei era stata operata e ora sta tornando fingendosi un agnellino indifeso. Stiamo a vedere…

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  7. Sono quasi 7 mesi di no contact. Mi meraviglio come ho reagito di fronte secondo me all’ennesima provocazione. Il giorno 20 allo scadere esatto dei 6 mesi toglie dal suo profilo whatsapp la foto del gatto (che è usata in codice per irretirmi) e mette su una foto asettica.
    Io l’ho interpretata così: ormai mi hai perso, sei cancellata.
    Alle 7 della mattina del 6 mese di totale silenzio!!!
    Mi veniva da rispondere con un’altra foto sul mio profilo con la scritta: sti ca…. non ce lo aggiungi??
    Un tempo mi sarei disperata ora questi teatrini mi fanno solo ridere!

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  8. Ciao Aria. Ricordiamoci sempre che le loro provocazioni possono essere anche velate e sottili ( anzi la maggior parte di esse sono così ). Un esempio tipico è una persona con cui fino all’ altro ieri c’era un rapporto di dialogo aperto, pacifico e prolifico, e che all’ improvviso per qualche inspiegabile motivo ti ignora del tutto, non visualizza i tuoi messaggi oppure li visualizza ma non risponde, o si intrattiene con altri ma non con te. Sono tutte mosse svalutative ben congeniate. L’ importante è saperlo e non caderci, far finta di nulla evitando di dar loro attenzione e di domandargli se c’è qualcosa che non va ( è quello che vogliono indurti a fare ).

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  9. Grazie cara. Il passare del tempo me lo ha decodificato. In un altro momento come ho già detto lo avrei contattato, adesso invece ne ho solo il disgusto. Certo non riesco a fare il passaggio successivo la cancellazione totale del numero e il blocco di ogni accesso alla mia vita. Ma per esempio su fb ho ristretto privacy così anche su WhatsApp. Non gli deve arrivare nulla della mia vita privata. Dopo l’ultimo tentativo di hoovering che ha fatto (quello di contattarmi con un numero sconosciuto su telegram ed avermi stalkerato qualche giorno) e per il quale a dir la verità mi sono anche molto spaventata. Forse non era sua intenzione ma uno sconosciuto che ti contatta (a cui io non ho risposto non pensando da subito che potesse essere lui), che si iscrive al tuo stesso gruppo telegram (di questo ancora mi stupisco come abbia fatto), che non contento inserisce una foto profilo di un uomo al buio di spalle con piscina illuminata a giorno. Ne ho avuto paura da subito! Poi guardando la foto di spalle mi è parso lui…a quel punto non puoi che pensare: “poveretto”!

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  10. Aria non preoccuparti, tanto il blocco totale serve più che altro per noi stessi, per stare meglio, per non essere condizionati dalla loro influenza. Ma se questo risultato ( cioè la presa di distanza mentale ) lo realizziamo anche senza bloccarli va bene lo stesso. Personalmente con familiari ed ex partner np preferisco adoperare il blocco totale perchè mi sento troppo vulnerabile ai loro condizionamenti energetici nel caso mi venissero di nuovo a cercare ( dichiaratamente o anche velatamente, come ha fatto il tuo ). Da questo punto di vista purtroppo sono una spugna e devo tutelarmi in ogni modo dalla negatività. Con le altre persone narcisiste del mio raggio ( siano essi conoscenti della vita reale o utenti sui social e similari ) francamente più di tanto la cosa non mi tange. Più che altro mi viene da sorridere e provare una certa compassione, visto che oltretutto stiamo parlando di gente che può avere anche 60 e passa anni e si mette a fare certi giochetti. Del resto si sa che l’ np peggiora con il trascorrere degli anni.

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  11. PECCATO CHE A NESSUNO VENGA IN MENTE UNA COSA: quando il genitore o fratello cosiddetto maltrattante (da cui vogliamo stare lontani e con cui non vogliamo più avere alcun rapporto per motivi che solo noi sappiamo) finisce in ospedale o muore cosa dobbiamo fare?! I parenti più stretti (ossia noi) devono correre a casa… la gente si aspetta che NOI ci diamo da fare… intanto piovono accuse come pietre: leggete qua e là gli articoli di cronaca e relativi commenti di qualche anziano trovato morto in solitudine: “Dov’erano i figli?! Dov’erano i nipoti?! Povero vecchio, che mostri quei parenti… l’hanno abbandonato e ora di sicuro correranno per l’eredità… che brutto mondo… ecc”. La gente accusa sempre i familiari, e in mancanza di familiari accusa i vicini o gli assistenti sociali. La gente ha da ridire anche se un anziano viene messo in una casa di riposo (come se uno dovesse tenersi a casa l’anziano per tutta la vita, e dando per scontato che l’anziano sia la persona più buona del mondo, e dando per scontato che il nostro coniuge/compagno sia felice di averlo tra i piedi)… figuriamoci se viene abbandonato a se stesso. La legge prevede che ogni persona possa vivere la sua vita lontano dai suoi genitori, che al massimo se ne prenda cura nell’emergenza e stando a distanza… ma la pratica dimostra quanto sia difficile, a volte impossibile, tagliare i ponti definitivamente.

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