Una guida sul concetto junghiano dell’Ombra: come  riconoscere e integrare il nostro lato oscuro – Parte 1

Fonte: https://scottjeffrey.com/shadow-work/
Trad. C. Lemes Dias

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Panoramica: Questa guida esplora la natura dell’ombra e fornisce consigli ed esercizi per il lavoro quotidiano su di lei.

Lei è sempre in piedi proprio dietro di noi, appena fuori dalla vista.

Sotto qualsiasi luce che ci viene diretta, proiettiamo un’ombra.

L’ombra è un termine psicologico per tutto ciò che non possiamo vedere in noi stessi.

Ho capito quanto fosse importante conoscere la mia ombra quando ho scritto una biografia sulla vita di un maestro spirituale.

La maggior parte di noi fa l’impossibile per proteggere l’immagine che abbiamo di noi stessi da qualcosa di poco lusinghiero o sconosciuto. E così è più facile osservare l’ombra di un altro prima di riconoscere la nostra.

Vedere l’ombra di questo maestro mi ha aiutato a capire come qualcuno può mostrare delle capacità in un settore della vita, pur rimanendo ignaro del pessimo comportamento che adotta in altri ambiti.

Ogni essere umano ha una sua sensibilità su questo argomento. Trovo che lavorare con la mia ombra sia un processo gratificante, anche se davvero impegnativo.

Esplorare la vostra ombra può portare ad una maggiore autenticità, creatività, energia e risveglio personale. Questo processo introspettivo è essenziale per raggiungere l’età adulta matura (stage più raro di quanto molti pensano).

Vediamo che cos’è l’ombra e come nasce…

IN COSA CONSISTE L’OMBRA?

L’ombra è il “lato oscuro” della nostra personalità perché consiste principalmente in una serie di emozioni e impulsi umani primitivi e negativi come la rabbia, l’invidia, l’avidità, l’egoismo, il desiderio e la lotta per il potere.

Tutto ciò che neghiamo in noi stessi, qualunque cosa percepiamo come inferiore, malvagio o inaccettabile, diventa parte dell’ombra.

Tutto ciò che è incompatibile con il nostro atteggiamento cosciente – quello che scegliamo di essere – è relegato in questo lato oscuro.

L’ombra personale è il Sé rinnegato. Questo Sé “ombra” rappresenta le parti di noi che non pretendiamo più che siano nostre, comprese le qualità positive intrinseche.

Queste parti non esaminate o rinnegate della nostra personalità non vanno da nessuna parte anche quando le neghiamo con veemenza e facciamo di tutto per cacciarle via.

Semplicemente non ci sbarazziamo di loro, ma le reprimiamo.

Continuano tuttavia a fare parte del nostro inconscio.

Pensate all’inconscio come a tutto ciò di cui non siamo coscienti.

Se non riconosciamo e accettiamo la nostra ombra, essa resta con noi come un nostro fratello o sorella oscura.

Il problema sorge quando non riusciamo a vederla… Eppure, potete essere sicuri, è sempre lì, in piedi, proprio dietro a noi.

COME NASCE L’OMBRA

Ogni bambino conosce la gentilezza, l’amore e la generosità, ma esprime anche rabbia, egoismo e avidità.

Queste emozioni fanno parte della nostra umanità condivisa. Ma quando cresciamo, accade qualcosa.

Tratti associati all'”essere buoni” sono accettati, mentre altri associati all'”essere cattivi” sono rifiutati.

Tutti noi abbiamo bisogni umani di base. Questi bisogni includono bisogni fisiologici, bisogni di sicurezza e protezione, e bisogni di appartenenza.

Sono necessità biologiche e istintive.

Da bambini, quando abbiamo espresso alcune parti di noi, abbiamo ricevuto segnali negativi dal nostro ambiente.

Forse ci siamo arrabbiati o abbiamo fatto i capricci. I nostri genitori allora ci hanno rimproverato e ci hanno spedito in camera nostra.

O forse abbiamo agito in modo audace, giocoso, spontaneo o sciocco nella nostra classe di prima elementare. Il nostro insegnante ci ha fatto vergognare per la nostra mancanza di decoro davanti alla classe e ci ha detto di andare a sederci.

Ogni volta che ciò accadeva – e poteva accadere spesso – uno dei nostri bisogni fondamentali poteva sentirsi minacciato.

La disapprovazione dei nostri genitori ha minacciato la nostra sicurezza? La disapprovazione dei nostri insegnanti e compagni di classe hanno compromesso il nostro bisogno di appartenenza?

Fatto sta che abbiamo adattato il nostro comportamento per soddisfare i nostri bisogni e abbiamo imparato ad adattarci al mondo esterno.

Tutte le parti non accettate o scoraggiate di noi nei primi 20 anni della nostra vita sono raggruppate insieme, spazzate via dalla vista (al di fuori della nostra consapevolezza cosciente).

Come dice il poeta Robert Bly nel suo Piccolo libro dell’ombra, il bambino mette tutte queste parti indesiderate in una borsa invisibile e le trascina dietro di sé.

Questa repressione delle parti indesiderate crea quella che lo psicologo Carl Jung ha definito l’ombra personale.

Come scrive Jung in Psicologia e Alchimia: “Non c’è luce senza ombra e non c’è integrità psichica senza imperfezione“.

IGNORARE L’OMBRA A PROPRIO RISCHIO E PERICOLO

Gli antichi greci capirono la necessità di onorare tutte le parti della psiche. Per loro, queste parti erano adorate come dei e dee autonome.

I Greci sapevano che una dea oppure un dio che ignoriamo diventa colei o colui che si rivolta contro di noi e che alla fine ci distrugge.

Ogni parte che rinneghiamo dentro di noi ci si ritorce contro. L’ombra personale rappresenta un insieme di queste parti rinnegate.

Ecco il problema: l’ombra può operare da sola senza la nostra piena consapevolezza. È come se il nostro sé cosciente andasse in automatico mentre l’inconscio assume il controllo.

È proprio qui che facciamo cose che non faremmo volontariamente e poi ci pentiamo (se lo riconosciamo); che diciamo cose che non avremo mai detto e che le nostre reazioni facciali esprimono emozioni che non proviamo consapevolmente.

Rimanere inconsapevoli dell’ombra danneggia i nostri rapporti con i nostri partner, la famiglia e gli amici, e ha un impatto sulle nostre relazioni professionali e le nostre capacità di leadership.

Avete presente Robert Louis Stevenson e il suo Dr. Jekyll e Mr. Hyde?

Dr. Jekyll era un gentiluomo rispettabile (il “buono,” lato cosciente della personalità) che ha preso una pozione per separare i suoi impulsi più oscuri e creare una creatura priva di coscienza di nome Mr. Hyde (la sua ombra personale).

Dr. Jekyll non poteva controllare le azioni della sua metà più oscura, portandolo a commettere atti senza scrupoli, compreso l’omicidio.

Tale è il destino, anche se spesso non così grave, di chi nega la propria ombra.

COSA SUCCEDE QUANDO REPRIMIAMO LA NOSTRA OMBRA

Quindi cosa succede a tutte le parti di noi stessi che spazziamo via dalla vista?

Qualunque qualità neghiamo in noi stessi, passiamo a vederla negli altri.

In psicologia, questo si chiama proiezione. Proiettiamo sugli altri tutto ciò che seppelliamo dentro di noi.

Se, per esempio, ci arrabbiamo quando qualcuno è scortese con noi, è una bella sfida non sentirci sopraffatti dalla nostra stessa maleducazione.

Questo non significa che la persona non sia stata scortese con noi. Tuttavia, se la maleducazione non fosse nella nostra ombra, quella di qualcun altro non ci scombussolerebbe più di tanto.

Questo processo non avviene consapevolmente. Non siamo consapevoli delle nostre proiezioni.

Il nostro Ego usa questo meccanismo per difendersi, per difendere il modo in cui percepisce se stesso. Le nostre false identità, incluso il nostro sentirci sempre “buoni” ci impediscono di connetterci alla nostra ombra.

Queste proiezioni psicologiche distorcono la realtà, creando uno spesso confine tra come ci vediamo e come ci comportiamo nella realtà.

CINQUE VANTAGGI DEL LAVORO OMBRA JUNGHIANA

L’ombra non è un argomento popolare.

A chi piace possedere difetti, debolezze, egoismo, cattiveria, odio e così via?

Concentrarsi sui nostri punti di forza è più piacevole e rassicurante.

Esplorare il nostro lato oscuro, tuttavia, ci offre enormi opportunità di crescita e sviluppo.

Diamo un’occhiata a cinque benefici che derivano dal lavoro ombra junghiano:

1) Relazioni migliorate

Mentre integrate il vostro lato oscuro e fate i conti con la vostra metà, vi vedete più chiaramente. Diventate più completi, umani, interi.

Quando riuscite ad accettare le vostre parti più scure, è più facile accettare l’ombra negli altri.

Di conseguenza, il comportamento di altre persone non vi scombussolerà facilmente. Avrete anche una capacità maggiore di comunicare con gli altri.

Noterete un miglioramento nelle vostre relazioni con i vostri partner, familiari, amici e colleghi di lavoro.

2) Percezione più chiara

Nel vedere gli altri e noi stessi come siamo, sviluppiamo una lente più pulita con la quale guardare il mondo.

Mentre integriamo il nostro Sé ombra, ci avviciniamo al nostro Sé autentico, il che ci dà una valutazione più realistica di chi siamo.

Non ci percepiamo come troppo grandi (gonfiati) o troppo piccoli (sgonfiati).

Quando siamo consapevoli di noi stessi, possiamo valutare il nostro ambiente in modo più accurato.

Impariamo a guardare meglio gli altri e a valutare le situazioni con maggiore chiarezza, compassione e comprensione.

3) Miglioramento dell’energia e della salute fisica

Trascinare dietro un borsone invisibile di cose sempre appresso a noi è sfiancante. È un lavoro estenuante reprimere e schiacciare continuamente tutte le parti di noi stessi che non vogliamo affrontare nella nostra età adulta.

Fatica e letargia possono affliggere la vita non esaminata. La soppressione mentale può anche portare a dolore fisico e malattia.

Il Dr. John Sarno ha guarito migliaia di pazienti che soffrivano di mal di schiena cronico aiutandoli a riconoscere la rabbia repressa nel loro inconscio.

Con il lavoro d’ombra junghiano, liberiamo un enorme serbatoio di energia che inconsciamente stiamo investendo per proteggerci.

È senz’altro un lavoro che può migliorare la nostra salute fisica, mentale ed emotiva.

Lavorare sull’ombra può portarci forza interiore e un maggiore senso di equilibrio, rendendoci meglio attrezzati per affrontare le sfide della vita.

4) Integrazione psicologica e maturità

Finché neghiamo le nostre ombre e reprimiamo alcune parti di noi stessi, il senso di integrità e unità ci sfugge.

Come possiamo sentire un senso di integrità ed equilibrio con una mente divisa?

L’integrazione dell’ombra ci avvicina enormemente dalla realizzazione di un senso di integrità. È un passo fondamentale per raggiungere l’età adulta matura.

5) Maggiore creatività

Uno dei maggiori vantaggi del lavoro d’ombra junghiano è che sblocca il nostro potenziale creativo.

La creatività, come hanno scoperto psicologi come Abraham Maslow e Carl Rogers, è un evento spontaneo in individui mentalmente sani (integrati).

CINQUE CONSIGLI PER QUANDO VI IMPEGNERETE A LAVORARE SULLA VOSTRA OMBRA JUNGHIANA

Ecco cinque cose che renderanno più facile l’avvicinamento alla vostra ombra:

1) Cercate il vostro Centro

Questa è forse la cosa più importante da fare prima di dedicarvi al lavoro sull’ombra. Tuttavia, non è quasi mai menzionato in letteratura.

Quando proviamo a conoscere il nostro “Sé ombra” senza partire dal Centro del nostro Sé, non otteniamo risultati costruttivi.

Ricordatevi che l’ombra rappresenta un gruppo di varie parti nascoste nella psiche di ogni persona. 

Solo osservando con chiarezza ciò che rappresenta il nostro Centro, i nostri desideri più profondi, possiamo illuminare queste parti. Se una di queste parti viene “rinnegata” da voi, il processo di presa di coscienza viene falsato.

Se sarete ipercritici, confusi o giudicanti verso voi stessi, ciò inibirà la vostra capacità di integrare l’ombra.

Prima di iniziare a lavorare sulla vostra ombra, dovete immaginarvi come uno spazio calmo, chiaro, neutrale, che è quello che volete che sia il vostro centro.

2) Coltivate l’autocompassione

Prima di conoscere la vostra ombra, è utile coltivare un senso di amicizia incondizionata con se stessi. Nel buddismo, si chiama maitri.

Senza gentilezza e autocompassione, è difficile guardare il nostro lato più oscuro.

Se siete troppo severi con voi stessi quando commettete degli errori, è difficile affrontare la vostra ombra.

Se siete abituati a provare vergogna o senso di colpa, è necessario trasmutare queste emozioni in gentilezza, accettazione e compassione di sé.

Iniziate accettando la vostra condizione umana. Ricordate che tutti abbiamo un’ombra: tutti siamo nella stessa zuppa, come diceva Jung.

Trovo utile connettermi al mio cuore: focalizzate la vostra attenzione sul vostro cuore. Inspirate e riconosciate il vostro cuore. Espirate e dite al vostro cuore: “Grazie.” È una semplice pratica buddista insegnata da Thich Nhat Hanh[1].

3) Coltivate l’autocoscienza

Vedere l’ombra richiede una mentalità auto-riflessiva: la capacità di riflettere e osservare i nostri comportamenti, pensieri e sentimenti.

La mindfulness aiuta a favorire la presa di coscienza non giudicante – la capacità di rimanere consapevoli del momento presente senza coinvolgere il critico interiore o altre strategie di giudizio.

L’auto-consapevolezza e l’autoriflessione sono precursori del lavoro d’ombra perché ci aiutano a osservare e valutare sentimenti e reazioni emotive senza giudizio o critica.

4) Siate coraggiosamente onesti con voi stessi

L’onestà e l’integrità sono prerequisiti per il lavoro d’ombra.

È facile dire ok a queste qualità, ma la vera auto-onestà significa essere disposti a vedere attributi spiacevoli nel nostro comportamento e personalità.

Spesso è scomodo venire a patti con le nostre parti sconosciute, motivo per cui l’Ego investe così tanta energia nel reprimerle.

Vedere e accettare il nostro egoismo insicuro e le parti malvagie tiranniche può essere una sfida.

Per dare uno sguardo onesto ai nostri atteggiamenti, comportamenti, pensieri oscuri ed emozioni ci vuole un gran coraggio.

Le ricompense valgono il disagio, poiché gli onesti confronti con la vostra ombra vi aiuteranno a guarire le spaccature della vostra mente.

Questo atto coraggioso libera molto del vostro potenziale creativo, aprendo un nuovo mondo di possibilità che aiuterà il vostro sviluppo psicologico.

5) Registrate ciò che scoprirete su di voi

Trovo affascinante il modo in cui alcune delle nostre parti sconosciute lottano per rimanere fuori dalla nostra vista.

Simile ai sogni che ricordiamo a malapena momenti dopo il risveglio, le nostre parti sconosciute provano a scappare da noi.

Un diario di scrittura in cui potete registrare le vostre nuove scoperte è un potente toccasana.

Scrivere ciò che pensate e rivedere tutto in un secondo momento aiuta a decodificare le vostre scoperte, rendendovi sempre più consapevoli di voi stessi.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Th%C3%ADch_Nh%E1%BA%A5t_H%E1%BA%A1nh

25 pensieri su “Una guida sul concetto junghiano dell’Ombra: come  riconoscere e integrare il nostro lato oscuro – Parte 1

  1. Per fortuna o sfortuna, alla faccia di chi mi ha sempre definito “ombroso”, io ho mantenuto una certa dimestichezza con la mia ombra. Di rabbia in rabbia, di frustrazione in frustrazione, ci ho comunque fatto amicizia e a quel sacco ho dedicato anche il nome del mio progetto musicale principale. La cosa ha però comportato qualche effetto collaterale, che è quello di cui parlo qui con voi. Il fatto di giustificare alcuni comportamenti, anche quando mi parevano difficilmente accettabili, per il semplice fatto di sapermi a mio volta imperfetto o spigoloso… ecco, questo mi ha portato a giudicare con compassione e tenerezza l’emergere di comportamenti apertamente abusanti. Ognuno ha la propria ombra, già… ma a me basta la mia! Inutile rimarcare come Miss Np aveva una limitatissima disponibilità a parlare di parti del proprio carattere non proprio solari e amichevoli (anzi, si dipingeva come buona, disponibile, caritatevole e persino filantropa, mentre io ovviamente dovevo passare per egoista anche quando mi facevo in quattro per aiutare lei o altri), stigmatizzando con feroce veemenza la parte dubbiosa, insicura o spaventata degli altri (nello specifico, la mia). Era una continua “scuola di vita” con insegnamenti da rotocalco da parrucchiere, banalità quantistiche in quantità, mistificazioni mistiche da new age scaduta, cazzate sapienziali e censura in odor di rimozione, evitamento e nevrosi. Ma tutto questo pare essere l’armamentario tipico dei narcisisti, accidenti a loro.

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    1. Caro S.w.a, la mia impressione è che soggetti narcisisti oppure semplicemente molto superficiali strumentalizzano al massimo la parola “ombra” affermando con assoluta convinzione di avere un “lato dark” solo perché mettono sui social qualche post con figure malinconiche o dalla faccia “diabolica”, ascoltano un certo tipo di musica o si vestono di nero. Una persona intelligente e che davvero ha fatto un lavoro su di sé conosce la sua ombra al punto di accettarla per quel che è, ma pur sempre cercando di fare poco o nessun danno agli altri. Conoscere la propria ombra significa comprendere quali sono gli aspetti da lavorare su di noi per cercare di ridurre il suo impatto nella nostra vita e sulle nostre relazioni. Come una persona narcisista interpreta la faccenda? Funziona più o meno così: 1. possono negare di avere la minima imperfezione o dei sentimenti negativi; 2. possono ammettere di avere dei lati oscuri, ma solo per manipolare qualcuno; 3. possono affermare di conoscere molto bene la loro ombra, ma siccome sono “fatti così” tocca a te prendere o lasciare; 4. possono trovare la loro ombra “il massimo!” e infinitamente maggiore della tua, al punto di sentirsi superiori e onnipotenti (narcisisti perversi/psicopatici). Tutte le persone dotate di una coscienza capiscono che certe auto giustificazioni sono una forzatura e passato un po’ di tempo terminano per ridurre effettivamente l’impatto della loro ombra sugli altri. Non è certamente il caso di chi sta nello spettro più estremo del narcisismo. Abbracci a te!

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    2. Caro S.w.a,

      il mio np era passato dal discutere con me di musica ad usarla contro di me ( da quando mi sono trasferita all’estero e ho cambiato vita mi mancava moltissimo poter parlare di musica con qualcuno ) .
      Nei momenti di pazzia, in macchina spesso tendeva a volermi appiccicare l’etichetta di dark depressa. Per intenderci Jeff Buckley, Janis Joplin, Arctic Monkeys, Audioslave avranno un lato oscuro anche loro ma sono molto lontana dal tipo che ascolta musica con le zeppe borchiate e il crocifisso Nero sul maglione( che per carità ognuno si veste e ascolta la musica che gli pare…sono sempre e comunque per la liberta. Vivi e lascia vivere. Trova la tua dimensione e vivila)
      La prima volta in macchina in cui si è attaccato al discorso gusti musicali lo ricordo come fosse ieri. Il sole in autostrada mi scaldava il viso ( cosa rara qui) e avevamo deciso di visitare una città vicina il fine settimana.
      Lo guardavo con il cuore che mi scoppiava d’amore …ero strafelice. Dall’idillio all’inferno ci ha messo poco, ma quella era una delle prime volte.
      Le tue scelte musicali mostrano proprio il tuo lato oscuro diceva. Jeff Buckley era musica da gay secondo lui ( gli avevo detto che me lo aveva fatto scoprire un caro amico musicista tanto tempo fa) e il resto era da depressi suicidari. Non sapevo cosa dire. Nessuno mi ha mai parlato cosi. Si era mostrato entusisasto dei gusti musicali che avevamo in comune. Gli ho detto che quando ci siamo conosciuti mi aveva espresso il parere esattamente contrario. Li si è scatenato l’inferno. Ha iniziato ad inalberarsi e come un avvocato che deve provare assolutamente la non colpevolezza del suo cliente, in macchina sotto il sole pallido di quella giornata da dimenticare, ha scatenato la sua ira per convincermi a tutti costi che sono depressa, oscura. Che non accetto di avere un lato oscuro marcato. Che voglio sembrare gentile e carina ma che dentro c’è una voragine nera;
      Questo articolo quindi mi ha risvegliato uno di quei ricordi che non avrei mai voluto immagazzinare in memoria. L’ho riletto più volte e mi chiedo come dovrei interpretare questo tipo di situazione.
      Lui faceva spesso riferimento all’Ego e tutta la terminologia Junghiana. Penso legga molto di narcisismo anche lui. Faceva spesso allusioni ma sempre per sputarmi addosso colpe e analisi psicologiche sulla mia persona. L’ultimissima è stata: I miei genitori sono sani e non separati forse per questo tu hai problemi perchè I tuoi si sono separati. Anche in questo caso: che persona direbbe una cosa del genere? Forse all’asilo posso immaginare uno scambio del tipo: I tuoi genitori sono separati e I miei no. E cosi assurdo e ancora più assurdo è che mi ritrovo a non riuscire ad uscire da questo incubo.

      “Inutile rimarcare come Miss Np aveva una limitatissima disponibilità a parlare di parti del proprio carattere non proprio solari e amichevoli”

      Mi riaggancio alla tua frase. Una volta mi ha detto che in questo anno di frequentazione non mi ha visto aiutare nessuno. Io non ho mai pensato a fare il bilancio delle sue buone azioni…non lo faccio per la mia persona farlo per gli altri che senso avrebbe? Le sue buone azioni non le ho viste in realtà… ma si doveva parlare di me costantemente, analizzare la mia persona e definire un profilo problematico legato secondo lui ad una vendetta che io avrei in sospeso contro mio padre.
      Accidenti a loro e accidenti a me

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  2. molto interessante. Per me un esercizio sorprendente consiste nel ripensare a me stessa quando ero piccola, o adolescente, o “più giovane”: quante cose facevo e pensavo, che adesso rinnego totalmente, disprezzo o giudico!!!! Ripenso a me allora e penso che, per arrivare a pensare anche che alcuni comportamenti non siano giusti (oggi), ci sono dovuta passare e ho dovuto compiere determinati atti (nel passato). In questo modo non rinnego tutto come facevo un tempo, cercando di “dimenticare”, ma accetto ciò che è stato e che ha fatto parte, nel bene o nel male, di me, pur nella consapevolezza di “non volere più” comportarmi in un certo modo. Per me è molto importante l’accettazione di ciò che sono stata in passato, per la ME che sono oggi.

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    1. Bravissima, cara Ofelia! Accettarsi senza pretendere di essere perfetti, ma riconoscere le eventuali faglie per riparare gli errori verso gli altri e noi stessi, anche solo mentalmente, laddove non è possibile ripercorrere la strada della riconciliazione totale (come nei confronti del passato) è un’ottima base di partenza verso la serenità. Abbraccio grande a te!

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  3. Buongiorno a tutti… Eccomi. Vi leggo sempre e noto con piacere il ritorno di Swat, Gianni, le sempreverdi Blume, Spirito, e poi Fenice, Saretta… Mi scuso naturalmente con gli altri che non ho menzionato…rinnovo i miei saluti anche a Claudelia e ancora un bentornata.La mia giornata scorre velocissima tra lavoro,famiglia e accudire due genitori anziani dopo l’ictus del papà. Sono in nc ormai da un anno e più, ma leggendo la risposta di Cla a Swat quando scrive “prendere o lasciare io sono fatto così” mi è venuto in mente un episodio.
    Maggio Giugno,mesi in cui ogni corso/palestra /associazione che si rispetti organizza cene per i saluti finali prima della pausa estiva…vuoi che np manchi? Vuoi che non scatti foto? Vuoi che non si faccia riprendere? Vuoi che non sia in compagnia di donne? Ma quando mai… 😂… Foto in cui lui abbraccia donne, le tiene in braccio, le bacia, le coccola… “ma guarda che non è colpa mia mi sono capitate in braccio, le ho cacciato la lingua in bocca ma io non volevo” giusto il tempo di fare la foto(che naturalmente venivano pubblicate sulla pagina pubblica di Fb)… 😂… Sempre a vedere malizia tu… Sei gelosa,sono amiche di corso…
    E perché gli altri uomini non fanno lo stesso, chiedo io?
    Chiunque sano di mente lo sarebbe no?…
    Mettiti nei miei panni, (e qui c’era una parolaccia)…. Incalzo. Nessuna risposta da parte sua e allora io qui urlo”senti io sono fatta così, prendere o lasciare”… Bene, sappiate che dopo una settimana, con una scusa sparì per ricomparire a fine giugno con una mail spam, a luglio una chiamata persa e a settembre un bel messaggio:hoovering in pieno ma ai tempi non lo sapevo, pensavo di mancargli e che mi amasse 😂😂😂😂…. Dire a un np “mettiti nei miei panni”, ecco perché il silenzio tombale e lo sguardo gelido e perso… Scusate la lunghezza del post… Ancora un abbraccio forte a tutti e una buona giornata!

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    1. Cara Lalla, sono contenta di risentirti e spero che le cose per il papá vadano meglio 💗
      Sono contenta che parli anche di Np cogliendo il lato ironico di tutte le loro ridicole macchinazioni per farti arrivare il messaggio che senza te vivono alla grande….mi hai fatta sorridere con le descrizioni… ma si, lasciamoglielo pure fare 😅
      L’importante è che tu stia meglio e che il no contact prosegua, loro un tentativo di riaggsacciarti, se possono, lo faranno sempre, o anche solo cercare di romperti le scatole appunto con questi post ridicoli circondati da donne….se posso darti un consiglio, non guardare più il suo profilo. Anche solo guardare cosa fanno per capire a che punto sono ci fa comunque mantenere un legame mentale che ci toglie energie preziose.
      Ti abbraccio

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      1. Spirito cara tu ci sei sempre… Il mio nc continua e nessun tipo di riaggancio è avvenuto, il suo è il mio compleanno sono passati indenni,stiamo a vedere il Natale. Il suo profilo fb da un po di mesi è un mostro con lo sfondo di fiamme e la scritta “benvenuti all’inferno” e questo già la dice lunga. Immagino quello che sta passando la nuova vittima. Non so più niente di lui, non so cosa stia facendo ora. Solo che questa cosa di non riaggancio mi sta facendo cadere nel tranello “però, sta proprio bene con lei… Finalmente è felice…”… Un pò, lo ammetto mi ha fatto girare le balle ma ormai la storia la so, non sono più la stessa persona di prima che probabilmente pur di risentirlo gli avrebbe fatto gli auguri… Loro non saranno mai felici. Cerchiamo di esserlo noi. Buona ricerca della felicità a tutti!

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      2. Cara Lalla,
        cerco di esserci sempre perché io qui ho avuto tanto aiuto e così mi piace ricambiare…ma spero prima o poi, piano piano, di poter venire ogni tanto a salutarvi con belle notizie per la mia vita…
        Guarda, hai toccato un tasto per me ancora “dolente” nel senso che anche io sono nella tu stessa situazione: da quando np1 si è fidanzato, a parte un suo tentativo fallito di riprendere i contatti come me l’anno scorso, non ho più saputo nulla. Sinceramente mi aspettavo che la nuova storia durasse poco e invece é continuta (almeno così sembra) ….ora non so come gli va, ma fino a pochi mesi fa stavano ancora insieme (ho chiesto a Blume di andare a curiosare il profilo e lei mi ha detto che c’era ancora la loro foto).
        È lì chiaramente mi è partita la pippa mentale che non é un narcisista, che con lei sta bene e invece ero io quella sbagliata ecc ecc.
        Ora, anche ammettendo che non fosse narcisista (cosa che invece è per i tanti indizi lasciati nel corso della relazione)….ma che mi importa?
        Il mondo è pieno di persone…se con uno le cose non vanno, per qualunque motivo, starci male ad oltranza non ha senso, o meglio, ci sta durante l’elaborazione del distacco ma poi bisogna andare avanti, chiudere quel capitolo possibilmente senza rancore, trarne le lezioni.
        A me gli np sono serviti eccome, “grazie” a loro ho imparato a stimarmi di più, a non permettere più che gli altri approfittino di mie fragilità e a dare interesse ed attenzioni solo a chi me ne da altrettante.
        Sara più felice con l’altra?
        Penso di no, per come sono fatti loro non riescono ad apprezzare niente veramente, ma anche se lo fosse, nel senso che ha trovato la sua perfetta complementare, buon per lui…e soprattutto buon per me ☺
        Un abbraccio

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    2. Cara Lalla,

      “Sempre a vedere malizia noi ” certo come no. E quante volte mi sono rimessa in discussione pensando veramente di esagerare io. Di essere troppo gelosa. Mi chiedevo se quello che avevo visto fosse vero o lo avessi immaginato…

      Questo fine settimana dei miei carissimi amici sono venuti a trovarmi e siamo andati insieme ad Amsterdam. In treno per raggiungerli leggevo tutti I vostri commenti…e riflettevo. Mi sono detta che avrei combattuto con I pensieri intrusivi e mi sarei goduta la bella compagnia. Il mio psicologo consigliava l’esercizio di mettere da parte qualsiasi pensiero legato a questa storia , mi sarei dovuta dire che lo avrei ripreso successivamente. Accantonarlo per un po. Non sono riuscita a farlo. Avevo iniziato il no contact settimana scorsa ( ero riuscita a bloccare il numero) e l’ho risbloccato con il cuore a mille nell’attesa di ricevere un suo messaggio che è arrivato puntuale . Dice di aspettarmi ancora che gli manco. ( la tua frase ha centrato in pieno il mio stato d’animo:”pensavo di mancargli e che mi amasse 😂😂😂😂”-so che non gli manco ma gli manca solo nutrirsi delle mie reazioni alle sue follie. La mia parte ancora innamorata sto facendo fatica a sopprimerla. Quanto amore sprecato.) Mi dice apertamente via messaggio: io ho un problema tu ne hai un altro ma senza azione non si smuove nulla.
      Chiaramente la mia risposta é sempre: no non vengo da te. Sono sempre venuta da te, non corro dietro a nessuno. Ti ho aspettato adesso il tempo è scaduto. ( in realtà ho evitato di vederlo e gli ho fatto credere che l’aspettavo perchè sapevo non sarebbe mai venuto e che avrebbe approfittato del mio non andare da lui per vedere le altre. Quando ho provato a troncare netto aveva avuto reazioni verbali molto violente). A fine giornata mi ha scritto che mi aveva aspettata tutto il giorno.
      Lui dice che devo essere meno dura con me stessa (?)
      La cosa peggiore è che in realtà sto ancora li a sperare di essermi sbagliata. Penso sia ancora la dissonanza. Oppure è solo disperazione.
      Ad Amsterdam I miei amici che mi conoscono mi hanno detto di non avermi mai vista cosi. Perfino un tizio per strada mi ha guardata e mi ha detto che avevo lo sguardo triste. Uno sconosciuto per strada!!!

      Mi sono vista da fuori per un momento…come quando guardo la gente in treno e provo a immaginare le storie di questi sconosciuti che si incrociano in metro, negli aeroporti….una ragazza seduta da sola su un treno che cerca di scappare da una prigione mentale che si è costruita da sola. Che non riesce più a sorridere, che non riesce a nascondere la tritezza che vela lo sguardo. Una ragazza che amava la vita, che amava la fotografia e che è tornata da un viaggio senza aver scattato una sola foto.

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      1. Carissima Fenice, cominciamo per smettere di parlare al passato quando si tratta di ricordare chi sei. Tu non sei morta dentro – come vorrebbe lui – per dire a te stessa che “amavi la vita” e “amavi la fotografia”. Penso che il dolore che si prova è enorme. Ai tempi miei facevo delle docce che non finivano più per via delle crisi di pianto che avevo e lo sfinimento mentale che i pensieri intrusivi mi “regalavano”. Finché che non ho capito che ciò che mi offriva erano 10% felicità (mia) e 90% angoscia, corna, umiliazione e dolore, non ho mollato l’osso. In effetti, non sei ancora in grado di post porre i pensieri perché nel pieno di una vera crisi di astinenza. Quando siamo così nemmeno il posto più bello al mondo ci consola. Sentiamo che stiamo per esplodere ed è proprio così. A mio modesto parere sopprimere le nostre emozioni ci fa stare ancor peggio, è una forzatura. Se non ti va di uscire e vuoi restare a casa a piangere è giusto che il tuo corpo e la tua mente vengano rispettati perché è tutto troppo recente per te. Sei ancora nel momento “blocco-sblocco”. Ad un certo punto tu stessa ti stancherai di vederti giù e allora la guerriera che è in te ti dirà BASTA! Capiterà, ma non aver fretta. Un abbraccio grande!

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      2. Cara Claudileia,

        vorrei ringraziarti veramente per il lavoro che fai con questo spazio efficiente, questo piccolo grande spazio dove ci si sente al sicuro. Senza questo supporto non mi sarei mai sentita cosi capita e sostenuta in questo percorso di uscita dal tunnel. Qualcuno scriveva nel blog che le amiche si possono impegnare per cercare di capire. Quelle “vere” le riconosci subito da come non ti giudicano e da come riconoscono il tuo malessere senza pero capirlo. Alcune mie amiche si sono anche lette degli articoli sull’argomento per cercare di capire di cosa stessi parlando . Ma mi metto nei loro panni e capisco che l’unica persona che mi puo tirare fuori da queste sabbie mobili sono io stessa.
        Mi prendero il tempo che serve per attraversare questo dolore ha sicuramente ragione…anche se questo per il momento vuol dire vedere il mondo in bianco e Nero, piatto e asfissiante. Non è che abbia molte alternative in realtà. Sono sfinita è esattamente cosi e lotto ancora con la voglia di vederlo ancora una volta- Senz’altro il pensiero intrusivo più insensato se dovessi fare una classifica di queste immagini, flashback, nostalgie inutili e pulsioni che mi invadono la mente.
        In uno dei suoi messaggi (ricevuti mentre ero ad Amsterdam) replicavo ad una sua supplica di vedermi ancora dicendogli che l’idea di dover vivere CONDIVIDENDOLO con altre a mia insaputa non mi dava più nessuna voglia nemmeno di sentirlo al telefono figuriamoci di rivederlo. Che lo lasciavo libero di rinnovare il suo harem con carne fresca. E la sua risposta è cosi rappresentativa del suo disturbo che non lascia spazio a nessuna interpretazione:
        Condividere? Ma mi prendi per un oggetto?
        Nulla mi consola hai ragione…sono solo piccoli momenti di sollievo quando mi sento capita, come se si legittimasse il mio dolore ma poi rimane la cenere
        Un caro saluto e grazie

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  4. Cara Fenice,
    intanto brava che sei andata ad Amsterdam nonostante tutto e anche per la tua sincerità nel parlare di questa situazione che ti vede ancora coinvolta con Np.
    Io sul blocco ho sempre avuto dubbi che su di me potesse non funzionare, nel senso che come te bloccare mi provocava dubbi e rimpianti.
    In realtà il blocco é un passo importante ma va fatto quando i tempi sono giusti altrimenti é controproducente.
    Io ho bloccato Np2 a settembre e da allora non l’ho mai più sbloccato e non sento alcun desiderio di farlo. Mi sento forte in questa decisione, ma in passato non è stato così.
    Ricordo un blocco al primo np che durò 4 mesi durante i quali continuavo a pensare a lui e a chiedermi se gli mancavo come lui mancava a me. Sbloccato mi contattò quasi subito e ricomincio la solita solfa di incontri e sparizioni.
    Lui ti ha detto una frase che è veramente una firma da narcisista doc, ti dice apertamente: “io ho un problema tu ne hai un altro ma senza azione non si smuove nulla.”
    Cosa significa?
    Che i narcisisti sono molto più dipendenti da noi di quanto noi pensiamo, sono co-dipendenti a tutti gli effetti e la relazione può esistere solo se l’altra parte “agisce”, anche semplicemente permettendo un contatto.
    Noi sappiamo che ogni interazione, anche minima, continua ad alimentare il legame tossico.
    Quindi cara Fenice sta a te decidere….se vuoi continuare questa cosa oppure no.
    Io sono certa che in cuor tuo sai che non vuoi ma qualcosa ancora ti trattiene.
    Ti capisco benissimo perché anche a me è successo lo stesso. Non é mai facile e tanto meno immediato.
    Ma pensa a quella ragazza che è partita per un viaggio con la mente e il cuore imprigionati, che è stata fermata da uno sconosciuto e non ha nemmeno scattato una foto…..prendila per mano, aiutala a sorridere di nuovo.
    Guarda….sono passati circa tre mesi da quando ho chiuso con Np2 e pensavo “cazzo e finita, non ho più niente, non avrò più niente”.
    Invece chiudere quella porta mi ha cambiato veramente la vita.
    Oggi ho ripreso a sognare, a immaginare la mia vita di nuovo con qualcuno accanto.
    È possibile Fenice.
    Credici e accadrà.
    Ti abbraccio

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    1. Ciao Spirito Libero,

      penso che questo sia l’unico spazio dove poter svelare le mie debolezze, le mie ricadute e I miei ripetuti tenativi di uscirne senza sentirmi una stupida e senza dover mentire per non vedere quello sguardo di totale disapprovazione.
      Ammettere a me stessa di essermi sbagliata, di aver abboccato con il sorriso da ebete innamorata stampato in faccia è una delle cose più difficili. Scriverne mi aiuta ad ammetterlo a me stessa e a perdonarmi forse. Lo piscologo insiste sul doversi perdonare sto cercando ancora di capire concretamente come si fa. Ogni tanto guardo quella foto che mi aveva scattato lui dopo un mese di relazione , seduta ad un bar con gli occhi sorridenti…. vorrei entrare nella foto per prendermi per mano e scappare. Per farti capire dovrei farti vedere sarebbe più chiaro.

      Come dici tu giustamente bloccare e sbloccare mostra come in realtà il blocco vero, quello che parte dalla testa e dal cuore non sono ancora riuscita ad attivarlo. Ma credevo di si, pensavo che fosse scattato qualcosa.

      Come dici benissimo, inoltre, in cuor mio so che devo chiudere e girare pagina …
      Non smettero di provare a riprendermi per mano. Prima o poi dovrà funzionare

      Grazie Spirito

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      1. Cara Fenice,
        ti capisco benissimo.
        Anche io quando guardo le mie foto del periodo d’oro mi vedo bellissima…..sono le uniche foto che mi sembra mi rappresentino davvero mentre capisco che sono solo il risultato di una efficace manipolazione…
        Pure io ti assicuro che ogni volta che Np1 tornava a farsi sentire magari dopo settimane o anche mesi di sparizioni ero stupidamente felice, era come se il mio cervello cancellasse in automatico tutto il dispiacere che avevo provato per quei suoi allontanamenti, che erano sempre motivati da sue “nuove fiamme”.
        Volevo averlo intorno comunque, volevo vederlo e stare con lui…il resto non mi importava..nemmeno la mia dignità.
        Purtroppo si arriva a toccare questi livelli e causa della dipendenza biochimica, è un problema difficile da far capire…normalmente le persone ti direbbero “ma lascia perdere!” e tu sai che hanno ragione ma non ce la fai.
        Lo so molto bene cara..
        Per ben due volte ci sono cascata in questa dipendenza.
        Come dicevo oggi anche a Ribelle, bisogna lavorare ogni giorno, con costanza, anche quando non vedi nessun risultato, alla volontà di volertibl proteggere dalla tossicità di questi soggetti.
        Non condannarti né condannarti se dovessi avere una ricaduta…..ti servirà a capire meglio.
        Io di ricadute ne ho avute tante e le ho attraversate tutte acquisendo ogni volta maggior consapevolezza del disturbo irrecuperabile di queste persone. ..ho preferito così piuttosto che chiudere con dei dubbi.
        Quando ho proprio capito che il loro scopo è solo manipolare e distruggere la tua autostima, ho voltato pagina con decisione e senza rimpianti.
        Quindi non avere paura di essere anche fragile, nel caso. E poi ricorda sempre che qui avrai sostegno, sempre.
        Ti abbraccio

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      2. Ciao Spirito Libero,

        ci lavoro ogni giorno con costanza,e come dici appunto non vedo gran risultati nel senso che ci sto malissimo. Non appena la mia amica che è venuta a trovarmi partirà tra qualche giorno so già che mi chiudero in camera. Non ho voglia di sentire e vedere nessuno.
        La ricaduta non me la posso permettere perchè ho già capito la sua logica poco umana.
        “Purtroppo si arriva a toccare questi livelli a causa della dipendenza biochimica, è un problema difficile da far capire”
        E’ impossibile da far capire e da accettare.

        Grazie Spirito

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      3. “Ogni tanto guardo quella foto che mi aveva scattato lui dopo un mese di relazione , seduta ad un bar con gli occhi sorridenti…. ”

        Cara Fenice, quanti/e ne ho ancora nel PC, nel cellulare, nella mente di quei sorrisi ebeti, di quelle espressioni beate!
        (Anche io al no cont. auto imposto non ho mai retto. Forse proprio perché non avevo fiducia nel fatto che le cose si sarebbero sistemate in quel modo per me.)

        Però …. un attimo dopo …. c’è una seconda foto, insieme a me o solo del NP, che precede o segue di pochissimo la mia; il suo viso non esprime quello che a suo tempo diceva a parole, il suo sguardo negli anni è fisso, identico, sempre immutabile. Sorride , sì, ma mai con la luce dentro come invece accadeva a noi quando non avevamo ancora compreso.
        Spesso, ora che lo conosco, lo rivedo leggendovi una palese finzione o (quando non è in posa) la faccia di chi un po’ sorpreso non sa esattamente cosa si stia celebrando e quindi se la cava con un espressione tirata fuori dal cappello a seconda della circostanza e non sempre pertinente! 🙂

        Ora, sono alla mia seconda grande svolta (“prima o poi dovrà funzionare” 😉 ) da circa un anno e, malgrado la perfetta convinzione di non voler più avere a che fare con lui, un cruccio inerente alle foto mi rimane comunque nella mente.
        Io non amo le foto “posate”. Ho sempre cercato di ritrarre i miei cari in atteggiamenti ed espressioni spontanei, sia pur poco artistici in senso accademico.
        Con NP ho un paio di istanti (al massimo saranno 4/5 foto ) in cui l’emozione ritratta è assolutamente “genuina” in bene o in male.
        Finalmente le stelline negli occhi o la traccia di un accenno di commozione e addirittura un perfetto sguardo di rabbiosa intimidazione !!!
        Ecco la dissonanza, l’incredulità da sciogliere nella nostra mente: come fanno a provare cose che hanno per noi un loro nome preciso ed il conseguente significato emotivo ma in un modo completamente diverso da come vengono percepite dai comuni mortali?
        La tenerezza che vedo nei suoi occhi è dovuta ad un suo pensiero del tutto avulso dal contesto.
        Il fatto che mi stia guardando non ne è la causa.
        Il benessere che prova lo porta, nella frazione di secondo successiva a reprimere e negare lo stesso benessere.

        Non so se riesco a spiegarmi. Ma questa è una delle cose che sono state per me più difficili da digerire da sempre.

        Buona serata.

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      4. Dance,

        grazie ti sei spiegata benissimo. Faccio fatica ad accettare che lui non sia “normale”. Mi fai tornare in mente una foto di lui appunto quando dici delle foto di te e lui insieme e delle sue espressioni poco autentiche o comunque disconnesse.

        Eravamo in giro per la città e ci siamo fermati ad osservare una scultura di arte contemporanea. Era una costruzione fatta di pezzi di specchi e marmo ( il caso ha voluto che fossero specchi). Lui ha insistito per farci una foto insieme con lui davanti riflesso allo specchio e io dietro di lui in secondo piano. Questa foto è agghiacciante oggi per me. Il suo sguardo è terrificante con il senno di poi. E’ l’unica foto che ha pubblicato di noi sul suo profilo facebook. All’epoca mi aveva detto che le sue “amiche” ( penso parlasse delle sue ex o delle donnine satelliti )avevano commentato chiedendogli come mai avesse scelto proprio quella foto di noi da pubblicare. Al solito non capivo perchè mi avesse detto questa cosa.
        Mi viene in mente la copertina del libro della Dott.ssa Mammoliti ( Intervista ad un narcisisa perverso) e mi autoconvinco che non c’era nulla di romantico…stava giocando con la sua marionetta che ero io in quel momento.

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  5. Ciao Fenice ,non so se può esserti d aiuto ma qualcosa è cambiata in me quando ogni volta che mi convincevo che fossi in contatto con lei ,mi ripetevo : a lei di me non importa niente.
    Lei non mi stima,io non rappresento niente per lei.
    Questa ,che è la verità, all inizio mi incupiva parecchio.Poi mi ha liberata dalle mie false convinzioni…( addirittura pensavo che il nostro fosse stato un incontro karmico 🤣🤣🤣..vedevo coincidenze ovunque.)
    Ora quando ho qualche cedimento…la visualizzo che si comporta nel modo reale..cioè indifferente a me e alla mia vita.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Ribelle,

      anch’io avevo cercato una frase da ripetermi nei momenti di crisi e di disperazione. ” é solo un piccolissimo capitolo della mia vita; anche questo brutto momento passerà”.

      Mi ha aiutata un “pochino” ripetermelo. Mi sono fatta una lista delle oscenità che mi ha detto nei suoi momenti di ira narcisistica e dei commenti bizzari che mi faceva….nei momenti di nostalgia li rileggo e mi dico: questo dovrebbe essere il futuro padre dei tuoi figli?

      Anche il nostro incontro è segnato da strane coincidenze che mi avevano fatto pensare ad un incontro molto particolare. Con il senno di poi, particolare è il minimo che si possa dire:)

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  6. Cara Fenice,
    Non so se possa aiutarti, ma questo sentimento struggente che senti per lui sarà molto chiaro dopo 2 mesi di contatto zero. Praticamente incominci a distaccarti da queste sensazioni che non sono sentimenti .Sono legami chimici che ci hanno ingannate ed anestetizzate.
    Comprendo che nel mio caso ,non avendo avuto una relazione amorosa, tutto sembra più facile.In realtà l abuso è identico ,le dinamiche anche…con i loro maltrattamenti intermittenti e la loro maschera ci incatenano.
    I primi giorni di no contact, ero ossessionata ,cupa,una voce mi.mostrava che stavo esagerando…che lei era buona ,brava,non voleva dire quello…non voleva fare quello.Una lotta disumana.
    La mia cara amica d infanzia mi lasciava parlare..ed io parlando vedevo tutte le contraddizioni logiche, i paradossi, la maschera che cadeva.
    Oggi sono 4 mesi e mezzo quasi che non la vedo fisicamente e 3 mesi e mezzo che non sento la sua voce.Mi ha cercata, con poco sforzo ovvio ,ha cercato di vedermi dandomi una briciola del suo tempo,ma niente.Sono stata un muro.
    Lo sai perché?perche la nebbia si sta dissolvendo…e non è facile neanche questo momento.
    Perche ‘ proverai rabbia nei confronti di te stessa ,e ti chiederai che cos’era tutto quell amore o stima o amicizia!
    Trauma…era un trauma…dovevi sopravvivere a tanta violenza.
    Ce la farai…perché noi tutte siamo forti e capaci…e siamo state scelte per questo.
    Altro che incontro karmico…
    Un caro abbraccio

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Ribelle,

      in effetti è un vero e proprio trauma. A livelli differenti per ognuno di noi ma di quello si tratta.
      Amore sprecato…tantissimo amore sprecato per nulla.

      Ricambio l’abbraccio

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  7. Buonasera a tutti….
    Fenice cara, mi fai ricordare il brutto periodo subito dopo lo scarto. Dopo le sue due settimane di silenzio perché lo avevo fatto incazzare e io che lo chiamo per sapere il perché.. E che da lì a due giorni sarebbe finito tutto. Camminavo con lo sguardo triste, perso, occhi perennemente lucidi dal pianto e sguardo basso per non incontrare quello degli altri. Avevo vergogna e paura allo stesso tempo… Nessuna gioia, apatica totalmente da trascurare perfino la mia famiglia, mio figlio. È a loro che devo chiedere perdono per il tempo perso stando dietro a lui…
    Lui che ti dice di aspettare, che gli manchi… Ma aspettare cosa?!? Il nulla! Io se una persona ho voglia di vederla e mi manca da morire corro… Intanto hai fatto bene ad andare ad Amsterdam, ogni cosa che ci piace e ci fa star bene è accetta pur di non pensare… I pensieri intrusivi sono una brutta bestia, arrivano nei momenti in cui meno te lo aspetti… Bastano una frase, un profumo, una canzone.. Io ho buttato via tutto :regalandomi un dvd(ricordo la spilorceria dei suddetti, ed essendo pure un film vecchio sicuramente non l’avrà pagato tanto 😂)… Beh, mi disse :così non ti scorderai più di me…eh,con rabbia ho spaccato letteralmente tutto quello che mi aveva regalato… Per quanto riguarda il bloccare il suo numero io non l’ho fatto :ci siamo cancellati entrambi nello stesso momento, gli ho detto addio e ho cancellato tutto. Che se non avessi cancellato nulla avrei avuto i mezzi per difendermi dalla sua diffamazione successiva, ma alla fine meglio così. Non ne vale la pena, perdere tempo e denaro soprattutto energia.
    Credimi,avevo paura che mi rovinasse la vita, il lavoro, la famiglia, che andasse in giro a raccontare chissà cosa è chissà a chi, soprattutto diffondendo certe foto osé,chi lo sa che fine hanno fatto…
    Si, ricordo bene quel periodo… Passerà, te lo prometto. Dai tempo al tempo, coccolati, abbracciati,scrivi qui… Lo so come ci si sente, a metà. Si perde l’innocenza quando si scopre l’esistenza del narcisismo, davvero esistono? – ci si chiede… Scusate la lunghezza ma mi sono accorta che scrivevo anche per me… Un abbraccio forte a tutti!!!!

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  8. Buonasera a tutti, io di foto sue nella mia galleria ne avevo un sacco… Qualsiasi cosa facesse era un selfie… In palestra, al lavoro, sul treno o sul bus e guai a non commentare… Tutte uguali le sue, prendimi in questa posa, prendimi in quest’altra, ma scusa sei con me e ti fai fare foto? E io chi sono, la tua fotografa ufficiale? Vedi che non capisci niente?-mi sentivo rispondere. “È per ricordarmi di questo momento e poi le pubblico” Beh, io il momento preferisco viverlo che fotografarlo… Ora so che molto probabilmente servivano a far ingelosire qualcuna.Lui me ne scattò un paio e si, colpa della dipendenza pure io mi ci vedevo bella, io che odio scattarmele. In una poi i suoi capelli formavano due specie di corna, quanto lo presi in giro dicendoglielo… Sembri un diavolo in incognito… Per non parlare delle canzoni che mi mandava, le avevo raccolte in una compilation a suo nome e quelle straniere le traducevo pure, pensa… Tutte diverse, sia come genere che come stile, anche qui penso che gli venivano mandate e lui le faceva sue. Ritorno sulle foto:una volta non commentai un suo selfie, ebbi come risultato una sfilza di insulti. Ah. Lui voleva sempre sentirsi dire che era bello, fantastico, il migliore… E guai a non farlo. Ho cancellato tutto… Mi ci è venuto un po per ritornare ad ascoltare musica, l’ho odiata. Ho odiato qualsiasi cosa mi ricordasse lui. Ho odiato qualsiasi cosa piacesse a lui.
    Ma poi, pian piano si ritorna a vivere… Piano piano… Un abbraccio forte a tutti.
    LALLA

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