Il contrasto all’erosione identitaria post abuso narcisistico: l’esercizio delle domande e delle risposte

Tratto da  “Narcissistic abuse recovery – a self healing emotional guide through the stages of recovery from emotionally abusive relationships with a narcissist for loving yourself again”, p. 89-95.
Autrice: Alison Care
Trad. C. Lemes Dias

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Se avete avuto una relazione con un narcisista, avete perso il senso della vostra identità. I narcisisti non rispettano la vostra, ma cercano di farvi diventare parte della loro identità. Siccome i narcisisti hanno problemi con l’impostazione dei limiti, voi vi siete visti come l’estensione di qualcun altro, il che oggi vi porta a sentirvi diversi di come eravate un tempo, meno voi stessi.

Le attività proposte sono orientate ad aiutarvi in modo produttivo e senza dover fare nulla di troppo estremo. Le componenti principali di queste attività hanno a che fare con porsi domande significative, trovare risposte soddisfacenti ed esplorare le vostre percezioni sensoriali fino a quando non rivitalizzate il vostro senso di sé.

Aggiungo che queste attività potrebbero non essere sufficienti.

Potete ancora aver bisogno della terapia per avere un’idea di chi siete dopo la fine della relazione con un narcisista.

Ciò nonostante queste attività potranno soltanto aiutarvi nel ripristino della vostra identità.

INTERVISTATE VOI STESSI

A volte è difficile porre le domande giuste.

Spesso domande aperte come “Com’è andata la tua giornata?” vengono risposte molto velocemente e con una sola parola: “Bene!”.

L’arte dell’intervista è quella di saper porre un tipo di domanda che richiede una risposta concreta che poi porta a nuove domande.

Intervistate voi stessi: mettetevi a vostro agio chiedendovi cosa pensate sull’argomento in questione. Un’intervista richiede autoriflessione e senso di identità.

Un’attività coinvolta nel processo dell’intervista è il lavoro di dover trovare le giuste domande da porre. Pensate a quali domande vorresti che qualcuno vi facesse. Pensate al tipo di domanda che spontaneamente fate ad altre persone.

Lasciatevi guidare attraverso il processo di formulazione delle domande come chi guida qualcun altro a preparare un’intervista con voi. Cercate di riconoscere la differenza tra domande aperte e domande chiuse. Quindi, fate un elenco di domande aperte alle quali solo voi avete le risposte.

Una seconda attività che segue la precedente è quella di presentare un elenco di domande da porre a qualcun altro. Per rendere questo esercizio un lavoro di squadra, chiedete a una persona dalla quale vi fidate che tipo di domanda desidererebbe fosse fatta da voi. Oppure, chiedete che tipo di domanda vorrebbe che le fosse posta nel caso in cui un giorno qualcuno l’intervistasse.

Riflettete sulle differenze tra i tipi di domande che desidererebbero porvi. Pensate a come queste cose, in apparenza molto semplici, rendono diverse le persone e hanno a che fare con le diverse identità e personalità di ciascuno.

Una terza attività è porre ad altre persone il tipo di domande che vi siete posti. Proprio come nell’ultima attività, potete riconoscere le differenze tra le loro risposte e le vostre risposte.

Per una quarta attività, potete anche spingervi oltre e cercare di indovinare le risposte che vi aspettate di ricevere prima ancora di chiedere. Badate se vi sorprendono. Considerate quanto dei vostri pensieri, desideri e tratti della personalità sono entrati nelle congetture che avete fatto sull’altra persona.

Considerate il quanto potrebbero essere sbagliate le vostre ipotesi quando la persona, in realtà, non dà le risposte che immaginavate. Cercate di individuare le differenze tra le vostre ipotesi e la risposta avuta.

Una quinta attività è quella di discutere effettivamente le vostre congetture con l’altra persona. Discutete se ci sono vantaggi nell’anticipare le risposte e discutete sui possibili effetti negativi dell’anticipazione delle risposte. Riflettete se non è meglio chiedere anche quando si pensa di conoscere la risposta.

Una sesta attività è scrivere o registrare la risposta a una domanda che avete trovato particolarmente interessante. Potrebbe trattarsi della risposta che qualcun altro vi ha dato a una domanda e che per voi era un po’ particolare perché molto diversa dalla vostra. Potrebbe essere una risposta che vi ha sorpreso o colpito in qualche modo. Il punto è sedersi e riflettere un po’ di più sulle vostre scoperte, scrivendole o registrandole.

Una settima attività consiste nella registrazione di un’intervista che fate a voi stessi per poi riascoltarla. Ascoltate come vi esprimete. Verificate se la persona nella registrazione sembra diversa dall’immagine che volete sempre dare. Se pensate che possa essere utile, riflettete sulla visione che il narcisista con cui eravate aveva di voi. Considerate la differenza tra tutte queste diverse nozioni di voi stessi. Infine, pensate alla persona che volete diventare d’ora in poi.

Un’ottava attività è trovare qualcun altro da intervistare su Snapchat o qualche app di social media che lo consenta. È abbastanza facile inviare a qualcuno un video facendo una domanda a risposta aperta. Giocate con questo e osservate come vi esprimete quando l’intervistate – e avete un po’ di tempo per guardarvi mentre magari vi scambiate domande e risposte. È possibile conoscersi anche attraverso il modo in cui qualcuno che comunica con noi attraverso tali mezzi ci risponde e ci osserva.

Una nona attività consiste nel rivisitare la precedente discussione sull’anticipazione delle risposte. Dopo aver trascorso un po’ di tempo giocando con queste conversazioni in stile intervista, pensate a quanto avete imparato su di voi. A volte ci sono cose su di noi che non avremo mai potuto immaginare. Applicate l’esercizio a voi stessi: avete mai fatto delle ipotesi su voi stessi che si sono rivelate non vere? Vi è mai capitato di pensare che non vi piacerebbe una determinata cosa che poi vi è piaciuta molto di più del previsto?

Una decima attività consiste nel riflettere sulla differenza tra una conversazione informale e un’intervista. Considerate cosa avete imparato sulla vostra identità. Valutate come mantenere questa pratica in un modo che sia salutare e utile per voi. Nulla deve essere formale come le descrizioni sopra, ovviamente.

Il punto è iniziare a porvi delle domande e imparare che ci sono altre ancora più significative che potrebbero esservi utili affinché possiate imparare molto di più su di voi.

Bisogna rimboccarsi le maniche ed essere attivi per iniziare.

Sarà certamente la conversazione casuale l’impostazione predefinita per la maggior parte del tempo.

La sezione successiva è dedicata all’esplorazione delle percezioni sensoriali. Uscirete dalla vostra mente e tornerete nel vostro corpo. Imparerete a connettere il vostro corpo e la vostra mente al vostro senso di identità. Le attività individuate hanno lo scopo di farvi sentirvi più connessi con il mondo attraverso le vostre percezioni sensoriali. Il gioco finale, ovviamente, è quello di acquisire un migliore senso di sé. Una volta acquisito un migliore senso di sé, sarete in grado di rivendicare sempre la vostra vera identità.

 

 

 

24 pensieri su “Il contrasto all’erosione identitaria post abuso narcisistico: l’esercizio delle domande e delle risposte

  1. Cara Claudileia,
    tu mi hai insegnato questo concetto ,rispondendo ad un mio post.
    Non avevo mai pensato a questo, come a tante altre manipolazioni.
    Ma nel mio caso ,questa manipolazione è stata la più perversa.
    Dopo averla conosciuta, la tranquilla madre di famiglia che ero…si era trasformata in una edonista scatenata.
    La sua immagine .All improvviso , divento super sportiva, dimagrisco, compro abiti nuovi..e mi ritrovo a cercare solo lei.
    Lei che non mangia, che fa una vita al limite delle possibilità umane ( praticamente non dorme mai a casa sua ,sempre in giro) che quando sta con me è super brillante.Divento la sua copia, più giovane.
    Parlo solo di lei e dello sci.Perdo interesse per i figli, marito..e mi immagino a fare la sua vita.Considerate che la mia vita non è banale, lavoro…ho amici, interessi culturali .Lei non mi chiede mai niente.Esistono le sue gare, i suoi pochi amici,e i suoi racconti sul sesso che cerca e non trova, i suoi comportamenti non consoni alla vita di una 62 enne.Io sono ” quella che è fortunata perché può trombare sempre” battuta ricorrente.
    Ma io ne sono affascinata , proietto tutte le mie capacità su di lei.
    Incomincio a non capire più niente di me.
    Chi sono? Dove sono?
    Lei fa l ambigua, mi fa tanti complimenti, controlla che sono in forma, mi adula e mi porta in giro come un trofeo…perché non dimostro l età che ho, i figli che ho..
    ” guardate…ha 3 figli questa ragazza…”dice incredula a tutti..se qualche uomo mi fa un complimento lei ‘ nessuno si può avvicinare, è sposata ”
    Passano i mesi e quando non la vedo ,sto male.Ma sono vigile ed autocritica, mi rendo conto che c è un qualcosa di malsano in questa mancanza.
    Credo di essermene infatuata.Ma mi chiedo…se fossi infatuata,perché non mi immagino con lei? Perche non guardo le sue fotografie? Perche non la desidero? Che razza di infatuazione è??
    Intanto lei incomincia a mostrare il vero volto…svaluta.Ma io non so che quelle sono svalutazioni.Il mio cervello le categorizza in” atteggiamenti aridi e bizzarri”.
    Ogni volta che si allontana ,col silenzio, con le visualizzazioni e le non risposte,con le triangolazioni con l amica sorella, vado in astinenza .Non è amore ,è trauma.
    Io mi sento in sua balia.Mi allontano da mio marito, dalla famiglia, sono cupa…mentre la mia vita va a rotoli.
    Riesco a canalizzare le mie energie im un master per studiare mentre lei mi tiene alla catena.
    Io sono quella che a 22 anni ha lasciato il suo grande primo amore perché si drogava.
    Che l ha lasciato, amandolo.Perché ho sempre temuto le dipendenze.
    Invece eccomi qui schiava di un personaggio triste da 4 soldi.
    Dopo la famosa vacanza, 6 giorni sempre in macchina a cercare spiagge,a sentire i suoi monologhi, a sentire lei che senza freni inibitori mi racconta ormai le sue nefandezze ( abilità di entrare nelle famiglie e scardinarle, aggancio di mamme sulle piste per avere favori e privilegi )Io sono l’ombra di me stessa .
    I miei amici pensano che sia depressa.
    Mio marito pensa che io abbia un altro in testa.
    Il 24 agosto, compleanno di mio figlio, ri cevo dopo un mese un messaggio sgarbato, e scopro che frequenta un uomo sposato( scopro tante bugie in realtà)
    Dico basta.Incomincio il no contact con tanto dolore. Non so più chi sono, senza di lei.Ma mi ripeto…io per lei sono il nulla.
    Quindi incominciando a capire che lei mi vuole male e non bene, che mi vuole distruggere, che sono solo una fonte di reddito, incomincio a disintossicarmi .
    Poi il resto …è in questo blog…
    Si mi ha erosa.Non era niente…era il vuoto che mi consumava. Non ero bisessuale , anche se lei ha proiettato questo su di me spesso.Era una psicopatica .
    Ora dopo 7 mesi, sono nuovamente me stessa.Felice come quando l ho incontrata il 12 febbraio 2018…tornavo da un weekend a Londra con mio marito…dopo anni …ero raggiante ..
    Ecco…la beffa.
    Morale: l erosione l ho combattuta , facendomi tante domande, facendole alle mie amiche, ricordandomi chi ero, cosa volevo .Ora tutto mi sembra un brutto film, ma può capitare a tutti..anche a chi come me aveva una bella vita ricca di affetto ed amore.Perche’? Non credo di essere una dipendente affettiva, penso che abbia intercettato la crisi dei 45 anni…e così abbia toccato qualche tasto giusto,unitamente al fatto del suo status di maestra di una mia nuova passione.
    Scusate lo sproloquio🤗

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    1. Carissima Ribelle, grazie per questo dettagliato commento sul tema dell’erosione identitaria, perché accade esattamente così. Le persone narcisiste patologiche ci trasportano nel loro mondo e ci impiantano i loro non-valori. Tu esisti soltanto come una loro estensione, o ancora peggio, come una brutta copia di un individuo perfetto. Mi sembra palese l’invidia patologica che provava nei tuoi confronti, ma che ha rovesciato alla grande in questo gioco malvagio di proiezioni: alla fine eri tu che invidiavi la sua vita, quasi mandando a monte la tua famiglia e guadagnandoti la sfiducia di tuo marito… per cosa? Per abbracciare il regno del nulla. Il punto è che nella sua testa tu eri una donna schiava delle convenzioni sociali, mentre lei era ‘libera e disinibita’ e quindi ti doveva traghettare verso un mondo di libertà (fasulla) nel quale il massimo divertimento consisteva nel rovinare il maggior numero di coppie possibile, sfasciarle e poi abbandonare la barca. Non eri tu la sua nemica, ma la COPPIA che tu rappresentavi, la coppia che lei non era riuscita a formare con nessuno e che ora, oltre i 60 anni, cominciava ad allontanarsi sempre di più dalla sua portata perché incapace di gestire un rapporto sano. La solitudine può essere una cosa meravigliosa per chi ha una sua interiorità, per chi la capacità di riconoscere che la fantasia e le belle persone che incontriamo nella vita possono perfettamente completarci alla pari o ancora meglio dell’essere in coppia. Per i narcisisti, tuttavia, assolutamente vuoti e superficiali, ritrovarsi da soli a 62 anni è una tragedia greca senza precedenti. Perciò gli investimenti per accalappiare schiavi aumentano a dismisura, come aumenta il potenziale distruttivo e la svalutazione conseguente per chiunque si affacci sulla loro vita in questa specifica fase. Ciò che lei ha compiuto su di te è stato un lavoro certosino per trasportarti nella sua tragedia greca. Ammettiamo, per un nano secondo, che tu veramente ti credessi innamorata di lei… A quel punto, per come sei fatta, sarebbe un pensiero insopportabile che ti porterebbe a pensare di aver sbagliato tutto in 45 anni di vita, giusto? E a quel punto, essendo una persona coerente e onesta, magari avresti aperto il gioco con il tuo marito, oramai sfiduciato nei tuoi confronti. Non ho dubbi che dopo aver scombussolato completamente il tuo sistema di credenze arrivando ad intaccare persino la tua identità sessuale, lei sarebbe semplicemente SCOMPARSA senza lasciare tracce, come avrà fatto con molte altre coppie. Possono immaginare quanto rifornimento narcisistico ha ottenuto da te vedendoti diventare una sua sosia! Grazie alla tua forza sei salva, cara! Un abbraccio grande!

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      1. Cara Claudileia , lei diceva ” vedete come ho trasformato questa ragazza..” o impiantata su un muro pendente piena di paura ” tanto io ti posso chiedere tutto e tu lo fai”
        Ora mi rendo conto di quanto godesse ad esercitare il suo potere. Una volta mente era al pc , trova sue 2 foto..e mi dice..ecco ora le te mando…
        Tutto questo mentre lo scrivo mi fa soffrire da matti.Come sono stata stupida!
        Però hai ragione, se avessi dubitato della mia identità sessuale avrei travolto il mio mondo…per il nulla.
        Mi avrebbe derisa con la sua amica, mi avrebbe diffamata…pensa che tragedia!! Ed io alla fine avrei pure scoperto che non era vero niente.
        Questa paura si è palesata, quando ho sentito che comunque mi stava allontanando da mio marito.
        Ho richiamato tutte le mie facoltà mentali…ho pregato..ho pianto perché mi sentivo male senza un perché, ma ho creduto in me stessa.
        Poi non finirò mai di ringraziarti, perché ho trovato te e tutte le anime empatiche belle.
        Un caro abbraccio

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      2. Cara Ribelle, pensa che c’è una ragazza che seguo e che non scrive qui nella tua stessa identica situazione, con la differenza che lei non era sposata e vive con la mamma molto malata. Dopo aver seminato tanti dubbi sulla sua identità sessuale l’ex amica narcisa ha cominciato a deriderla con delle parole durissime minando totalmente la sua autostima e poi… puff! Scomparsa quando questa ragazza finalmente ha tirato fuori la forza per ribellarsi ai suoi maltrattamenti. Il danno però era fatto, perché la sua identità è stata totalmente distrutta. Se prima non si sentiva sola, ora avverte il peso della solitudine; se prima era ben risolta con la sua identità sessuale, ora non è poi tanto sicura; se prima vivere con la mamma non le pesava più di tanto, dopo aver sposato le tesi della narcisa sulla sua vita, ora si sente bloccata, ingabbiata… Nel caso di questa ragazza, oggi lei ha paura persino di andare al supermercato e incontrare l’ex amica narcisa che l’ha accusata di essere ossessiva nei suoi confronti e tantissime cose orribili che la fanno chiudersi sempre di più in se stessa. Vogliono rompere il tuo equilibrio e finché non lo fanno non si accontentano!

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  2. Cara Claudileia,
    immagino l inferno che sta vivendo questa povera ragazza, un po’ lo comprendo bene perché anche io ho vissuto giovane con un papà malato.Nel mio caso è stato fondamentale il mio no categorico derivato dal sapere cosa sono gli affetti sani, l amore di un uomo ( non ho avuto tante esperienze, ma ho avuto la fortuna di aver incontrato 2 grandi amori) e il sacrificio di costruire una famiglia .
    Ora…tutto questo però mi ha fatto comunque cadere nella trappola e non mi ha difesa dal lato seduttivo della narcisa.
    Per quanto fossi aperta mentalmente, scevra da pregiudizi e pacifica con il mondo intero ..lei mi ha messo il tarlo.
    Purtroppo ci sono un paio di passaggi che non riesco a condividere,forse potrei scriverli a te ,Claudileia, in privato.Non so se sia una prassi possibile.Il punto è che queste persone ti portano a fare e pensare cose, che non ti appartengono.
    Io ho provato tanta vergogna, solo per aver pensato di aver contribuito a creare un legame ambiguo.Da li , ho avuto un momento di confusione.Mi vedevo tutti i film a tema, leggevo autori bisessuali, ma….C era un ma.
    Quando ero con lei non avevo emozioni .Ero piatta, anche annoiata.
    Quando non la vedevo…provavo l astinenza.Questo fenomeno non mi ricordava nessun mio innamoramento.
    L intuizione l ho avuta quando ho letto della dipendenza biochimica.
    Ero come una tossica. Il mio cervello richiedeva una dose di maltrattamento che confondeva con il benessere.
    Questo momento è stata una rivelazione .
    Mi son detta, se è dipendenza, dopo 2 mesi di no contact dovrai stare un pochino meglio.Cosi è stato.
    Ma ad agosto….ad agosto piangevo di dolore, mi sentivo vuota , anche gelosa ,mi tormentavo perché fosse sparita o peggio perché frequentasse quell uomo sposato.Ma non era innamoramento, era mancanza di dose.
    E poi ho incominciato a ribaltare il mio punto di osservazione.Ma lei ci tiene a me? Cosa fa per me? Cosa ha fatto per me.
    In quel momento…ho avuto un senso di nausea totale. Io non ero che un nulla per lei.Intanto a novembre si è palesata per assicurarsi di avere me…la sua cliente a disposizione per la stagione.Il mio senso di nausea ha avuto un nome: sfruttamento, interesse, opportunismo.
    Questa ragazza starà meglio quando sposterà il suo focus su di lei, su qualcosa che renda bella la sua vita, su una passione sana.Curare un genitore malato purtroppo è già una privazione di energie, dovrebbe illuminare ogni suo giorno con qualcosa che sia solo suo e che le dia benessere.
    Solo ora mi rendo conto della devastazione che portano le personalità disturbate nella vita delle persone sane.
    L unica via è riinnamorarsi di noi stessi.

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      1. Grazie 💜ps volevo aggiungere che nessuno mi toglie il dubbio che queste narcise abbiamo problemi irrisolti di identità sessuale. Quindi con il solito gioco di proiezioni , mandino gli altri alla neuro!

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    1. Comunque ci tengo a dire che quando un tarlo del genere viene seminato è ovvio che cerchi di fare chiarezza sulla tua vera identità. Accade a tutte le persone che non amano vivere nella menzogna e nel dubbio. È assolutamente normale. Il punto è che la tua identità era stata precedentemente erosa, quindi il caos mentale era assicurato. Finché non trovi un confronto esterno – per paura o vergogna – con le persone che ti conoscono da una vita o esperti in abusi narcisistici rischi di adottare una serie di comportamenti o scelte controproducenti per te che non hanno nulla a che fare con il tuo vero Io.

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  3. Giustissimo, potrebbe anche accadere di innamorarsi di una persona del proprio sesso, penso al post di Lucia Bennet.
    Penso che l amore onesto e sano sia una benedizione sempre! Ma qui siamo nel caos e nella cattiveria, ove tutti i concetti normali sono manipolati ad uso e consumo del narciso

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  4. Cara Claudileia, mi ritrovo completamente nelle dinamiche di erosione identitaria che hai descritto molto bene nel tuo articolo e mi riconosco nel rileggere la situazione in cui si è ritrovata Ribelle. Mi piacerebbe tantissimo poter dire anch’io di essere ritornata quella persona serena e spensierata che ero prima di conoscere Np…ma mi vedo ancora ben lontana dall’esserlo. Ogni mattina quando mi sveglio chiedo a me stessa chi sono e che cosa voglio? Sono sempre stata fortemente convinta che si può amare una persona per tutta la vita ed essergli fedele…da un po’ di tempo ormai non credo più a nulla, non credo nell’onestà delle persone e metto in dubbio persino la mia! Ho conosciuto casualmente un ragazzo pochi giorni fa, un bel ragazzo, simpatico e abbiamo delle affinità. Si è dimostrato interessato a me, ma ho paura di tutto…non voglio andare oltre la semplice conoscenza. Ho ancora Np che abita in maniera ossessiva nella mia testa e il solo sapere che ci sia qualcuno interessato a me, che non sia lui, mi fa stare male.

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    1. Cara Charlotte,
      credo che purtroppo dopo un’esperienza come quella con Np tornare come prima sia molto difficile, ma possiamo cambiare in meglio senza dimenticare chi siamo…
      Gli Np hanno cercato in ogni modo di farci sentire sbagliate e inadeguate e così si può arrivare a pensare che siamo davvero come loro ci hanno dipinte e che non meritiamo di essere felici. In realtà loro hanno solo proiettato il loro stesso senso di inadeguatezza, non siamo noi le persone sbagliate, ma solo il riflesso di quello che si sentono loro.
      Bisogna assolutamente uscire da questo inganno mentale abilmente orchestrato e riprendere in mano la nostra vita, senza farci condizionare dal passato.
      Conoscere nuove persone è già un primo importantissimo passo.
      Io come te ho fatto fatica dopo gli Np ad accettare l’interesse di altre persone ma piano piano sto abbandonando le paure e mi concedo di provare ad emozionarmi perchè se c’è una cosa che non voglio è dargliela vinta su questo punto. Loro vogliono farti credere che non hai saputo meritarli, in realtà sono loro che non hanno saputo meritare noi, troppo in alto per la palude in cui sguazzano e in cui hanno provato a trascinarci.
      Non rinunciare a conoscere per paura… se anche ti capitasse un altro squilibrato (a me è successo) la buona notizia è che non ci metterai molto a capirlo.
      Siamo state duramente vaccinate da queste esperienze e ora sappiamo individuare le persone tossiche e a tenerle alla larga dalla nostra vita.
      Un abbraccio

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      1. Spirito Libero, è sempre un piacere leggere le tue considerazioni. É vero…sarà difficile ritornare ad essere la persona di prima. Ci sono giorni in cui vedo quasi la luce in fondo al tunnel, in cui mi sembra di poter riuscire ad uscire da questo incubo, ed altri in cui mi sento di nuovo al punto di partenza. Sono una persona a cui piace stare da sola (ho poche amicizie, selezionate) e ho sempre pensato “meglio sola che male accompagnata”. Ora come ora non ho nessuna voglia né intenzione di conoscere altri uomini, anche se qualcuno dice che “chiodo scaccia chiodo”…ma io credo sia solo un palliativo. Confido nel tempo che passa, per ritrovare un po’ di fiducia nel prossimo e soprattutto la mia identità.
        Un abbraccio

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      2. Charlotte, ti capisco molto bene.
        Guarda, ti dico che io ho appena chiuso con la mia conoscenza a distanza iniziata tre mesi fa perchè ho capito che sono ancora fragile e ho bisogno di qualcuno che abbia le spalle quadratissime per sostenermi in questa fase di passaggio. Non posso accettare una persona che non sia più che convinta di volermi, di voler costruire qualcosa di speciale e bello insieme a me e di essere trasparente in tutto…non voglio più accontentarmi di promesse o briciole, e forse sono diventata molto esigente ma se ho anche il minimo sentore che dall’altra parte non ci sia pieno coinvolgimento io lascio stare…non voglio più soffrire. Voglio essere felice.
        Tuttavia per me è stato importantissimo aver superato le mie paure iniziali e aver permesso a questa persona di avvicinarsi a me. E’ stato bello ed emozionante all’inizio e fino ad un certo punto, poi però la distanza, le differenze culturali e altre cose hanno portato a uno stop, ma non sono per niente pentita di averci provato.
        Per fortuna non era l’unica persona con cui ero in contatto (ho imparato grazie agli Np a non dare più l’esclusiva a nessuno se non sono più che certa della sua volontà di impegnarsi) e così ho evitato di soffrire più del dovuto….certo non è stato facile dire addio a un bel sogno che sembrava iniziato sotto le migliori prospettive, ma mi dico sempre che sono sopravvissuta a due Np posso farcela con chiunque.
        Sabato incontrerò un altro ragazzo che conosco da un pò di tempo, in realtà dovevamo incontrarci già dalla scorsa estate ma ero ancora nella relazione con Np2 e non me la sono sentita…lui è stato molto paziente e mi ha aspettata, e finalmente dopo una lunga attesa è arrivato il momento di metterci alla prova e anche per questo ho ritenuto di non proseguire con l’altra conoscenza, perchè ho proprio sentito che lì le cose non stavano evolvendo come avrebbero dovuto, mentre io voglio accanto qualcuno che sia disposto a mettersi alla prova nel reale.
        Non so come potranno andare le cose sabato con questo ragazzo ma sento che finalmente sto facendo le cose per come sento sia giusto per me, mentre quando ero in relazione agli Np ero incatenata alla dipendenza fisica o mentale e non avevo alcun potere decisionale se non subire le loro condizioni umilianti.
        E’ un percorso duro quella della liberazione da certe catene mentali, alla fine non è nemmeno più il narcisista il problema ma sono le nostre stesse paure e insicurezze (che purtroppo gli Np hanno intercettato e provocato) che dobbiamo superare…
        Però è anche vero che bisogna rispettare i proprio tempi…quindi datti il tempo che ti serve, cura te stessa, cerca di volerti bene più che puoi e vedrai che piano piano tutto prenderà la giusta direzione….
        Forza e coraggio….
        Ti abbraccio

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      3. Cara Spirito Libero, spero tanto che il tuo incontro di sabato andrà come tu desideri. Penso che già il fatto che ti abbia aspettata con pazienza per tutti questi mesi sia un buonissimo inizio di qualcosa di bello.
        Se ti va tienimi aggiornata.
        Ti abbraccio

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      4. Grazie Charlotte..spero vada bene nel senso che sia un incontro bello e con vere emozioni…ti terrò aggiornata. Incrocia le dita per me…
        Un abbraccio

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      5. Carissima Spirito… mi aggiungo agli auguri fin qui fatti e sono un po’ sollevata per te: le differenze culturali troppo estreme contano eccome! A distanza poi diventa un rischio molto grande. Meglio conoscersi per davvero, parlare davanti a un buon caffè e “annusarsi” più volte prima di fare passi più importanti, come consegnare il nostro cuore. Ti abbraccio forte forte e incrocio le dita anch’io!!!

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      6. In bocca al lupo per sabato cara Spirito, ti auguro con tutto il cuore di ricominciare a credere nei veri sentimenti e di trovare un uomo che ti rispetti e ti apprezzi , dandoti le attenzioni e l amore che meriti.
        Io ho già allontanato un’ altra pseudo amica ( un’ altra Immolata al principio dello scroccare e di non reciprocità)
        Non so perché io attiri questi individui.
        Fatto sta, che ora li riconosco.
        Un abbraccio grande

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      7. Grazie Claudileia…sicuramente le differenze culturali possono avere un loro peso (anche se nei modi di fare e parlare sembrava un tipo quasi europeo) ma la cosa che mi ha fatta desistere era capire che non c’era da parte sua una volontà forte di conoscermi meglio anche dal vivo…e come dici tu, prima di fare qualunque passo importante serve la volontà di mettersi in gioco nel reale…
        Riflettevo sul fatto che potrebbe essere stato un allumista. Infatti dopo le promesse iniziali di incontrarci e tanti altri bei discorsi per legarmi a sè non ha dato seguito e anzi ultimamente sembrava persino a disagio quando gli chiedevo quando ci saremmo visti. Tuttavia continuava a mandare messaggi dolci e carini tutti i giorni. Era una cosa strana, sentivo dissonanza e ho preferito fermare la conoscenza. Lui, dal canto suo, vedendo che non stavo più al gioco, non ha fatto nessuno sforzo per trattenermi. Si…probabilmente era proprio un allumista. Che dire..non mi faccio mancare proprio nulla in quanto a squilibrati hahaha.
        Diciamo che la cosa positiva, come dicevo anche a Charlotte, è che le dure esperienze con i narcisisti ci insegnano a renderci conto quando una situazione è potenzialmente tossica e a prenderne per tempo le distanze. Almeno questo è un punto positivo…dopo tanto lavoro su me stessa ho imparato a non stare più dentro situaizioni che non mi convincono appieno.
        Speriamo davvero che sabato io possa incontrare una persona quantomeno normale….
        Un abbraccio

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  5. Cara Charlotte, il processo di ricostruzione è lungo, ma abbi fiducia nel no contact.
    Non sforzarti a frequentare qualcuno o a lasciarti andare, prenditi i tuoi tempi!
    Se questo ragazzo fosse interessato a te, saprà aspettare.
    Il senso di ossessione che abita la tua testa è frutto di tutti quegli ormoni che non sono sollecitati , affronta la questione freddamente se puoi .Io mi consideravo malata, e quindi ho combattuto una malattia con tutta la mia volontà e credendo in me , in quella che sono .realmente .
    Anche io sono diventata diffidente, ma forse è un bene.Come diceva mio padre…prima di conoscere qualcuno devi mangiare tanto pane con lui….😊😊😊

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    1. Cara Ribelle, grazie per i tuoi consigli. Il no contact sto riuscendo a mantenerlo, nel senso che non gli ho più scritto proprio perché credo di non avere più niente da dirgli. Però non riesco ancora a fare a meno di guardare sui social come procede la sua storia con quella nuova…anche se so che è tutta una finzione, non posso dire che non mi faccia male e nonostante questo, non riesco a non guardare. Ma per certi versi, quello che a volte vedo mi dà la conferma di ciò che lui è.
      Un abbraccio

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      1. Cara Charlotte,
        Ho sempre creduto che il vero no contact debba essere totale.
        Nel mio caso è stato parziale ,perché come te ho monitorato i social e l ho incontrata.
        Per me monitorare i social è stato solo avere conferme e quindi determinarmi nella decisione di allontanarmi.
        Ho scoperto le sue maschere social…..ho scoperto anche il suo modo manipolatorio di porsi.
        Gli incontri ,dovuti dalla mia situazione ambientale ,sono stati rivelatori anch’essi dei suoi comportamenti anomali.
        All inizio il mio controllo dei social era ossessivo, oggi dopo 7 mesi..non so più cosa scrive, non metto i mi piace ,non mi importa più.
        La mia testa si è liberata dei condizionamenti.
        Posso assicurarti che è una persona tossica in modo pesante, al di là della relazione che ha stretto con me.
        Abbi fiducia nel no contact, non ti sentire di fallire se sbirci, o monitori.
        Continua sempre e costantemente il tuo allontanamento. Vedrai che ogni cosa sarà più chiara ,sempre di più.
        Un abbraccio!

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      2. Cara Charlotte, una delle caratteristiche dei legami traumatici è quella di non riuscire a controllare l’impulso di rivedere mille volte lo stesso film dell’orrore. Lui con l’altra è in pieno love bombing e vedere questo per te non è molto diverso da rivedere lo stesso film dell’orrore che ti fa raddrizzare i capelli. Come ho scritto a Ribelle poco prima, si diventa dipendenti non dalla persona, ma da questo tipo di sensazione. Quando eri con lui eri in balia da emozioni che andavano da un’estremo all’altro e questo ti ha scombussolato la mente e il corpo. Ora associ le emozioni meno intense che la vita ti offre quotidianamente a qualcosa di infinitamente meno valide di quelle provate con lui. Prova a importi dei limiti di ore prima di andare a controllare nuovamente… che poi diventeranno un giorno intero… Se l’angoscia che provi non andando a controllare il suo profilo è molto alta e proprio non riesci ad evitare l’ossessione di vedere cosa sta facendo con l’altra, ti consiglio di almeno provare questo escamotage prima del taglio definitivo.
        Abbraccio grande a te e buona giornata!

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      3. Cara Claudileia, grazie per i preziosi consigli. Ogni volta che ti leggo imparo sempre (e con tanto stupore) qualcosa di nuovo. È vero, ogni volta è come riguardare lo stesso film dell’orrore, ma non ero mai risuscita a capirlo e a vedere la cosa in questo modo. Quando ho chiuso con Np, dopo aver scoperto che lui aveva un’altra, ho continuato a guardare cosa facesse con lei per avere la conferma che lui fosse un narcisista. E dopo che ho visto come ha chiuso rapidamente la storia con l’altra (e nel frattempo aveva già iniziato la storia con quella nuova) ne ho avuto la conferma. Poi lui si è rifatto vivo e nonostante sapessi che lui è un Np, ho pensato che forse saremmo potuti essere amici. E invece (ovviamente) mi sbagliavo. E questo lo vivo come un secondo fallimento e anche se so benissimo che non è così, come diceva Spirito Libero, la sensazione che provo è quella di non meritarmi nemmeno la sua amicizia. Ripeto, so bene che non è così, anzi è lui a non meritare il mio tempo e i miei pensieri. E so bene che alla fine la storia si ripeterà allo stesso modo anche con quella nuova. Guardare e aspettare che accada, per avere una nuova conferma, mi da l’illusione di poter stare meglio e invece è l’esatto contrario. Cercherò di mettere in atto i tuoi suggerimenti. Mi è stato molto d’aiuto anche quello che ho letto nel tuo articolo di oggi.
        Grazie davvero. Ti auguro una buona giornata

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      4. Cara Charlotte, considera anche il fatto che i narcisisti trasferiscono il loro vuoto a te, mentre vanno avanti ingozzandosi di ‘roba’, cioè, di rapporti e drammi vari per continuare a sentirsi vivi. Siccome il vuoto non è una roba tua, ma SUA, ti sei ritrovata senza gli strumenti per colmarlo. Se ci pensi, la maggior parte delle volte non eri felice accanto al narcisista, non eri soddisfatta e non ti sentivi bene con te stessa, giusto? Intuivi che restare accanto a questa persona feriva la tua dignità. L’articolo afferma proprio questo: quando la storia finisce, il nostro cervello e il nostro corpo si è abituato al tipo di sensazione che provavamo accanto al narcisista e sono proprio queste sensazioni che andiamo a cercare per nutrirci biochimicamente. Cosa provi quando vedi come si comporta lui? Rabbia, tristezza, dolore, voglia di vendetta, senso di impotenza e di ingiustizia? Bene, ma non era esattamente questo che provavi mentre eri con lui? Io ho sempre difeso il blocco totale proprio per queste ragioni: non possiamo ingozzarci di roba vecchia, ma nutrire il nostro cervello di cose buone. All’inizio è doloroso, perché è come mettersi a dieta privandoci di tutto ciò che in teoria ci piace, ma che ci fa malissimo. Se mangi troppo zucchero, troppi carboidrati, troppo sale, troppe cose grasse e poi passi da un giorno all’altro a una dieta crudista vegana, la probabilità che tu finisca in ospedale è quasi certa. Non sto dicendo che tutto ciò che ci piace è cattivo e vada eliminato e che il crudismo vegano sia il massimo, ma che per passare da un’estremo all’altro dobbiamo essere preparate per affrontare le DIVERSE crisi di astinenza che la nostra nuova vita e le nostre nuove scelte richiedono. Possiamo trovare un equilibrio unicamente eliminando ciò che ci danneggia la mente e il corpo, non ci sono alternative miracolose. Fatto sta che quando smettiamo di dedicare il nostro tempo alla vita del narcisista, piano piano, buono buono, rivolgiamo lo sguardo a noi stessi. Ognuno ha il suo tempo, non metterti fretta, tuttavia è auspicabile iniziare a mettere dei limiti alla tua “curiosità tossica” che, a proposito, finisce per nutrire ancor di più il suo narcisismo. Lui sa che tu lo guardi anche magari con un profilo falso! Se nessuna ex guarda il tuo teatro, che gusto c’è per lui? Semplicemente se ne va l’energia della recita! Un abbraccio gigante anche a te!

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