L’allumista è colui/colei che vi convince che un porcile è una baita immersa nel verde

Non lasciare che nulla si stabilizzi, abusare dell’ambivalenza, creare un po’ di tensione per far sì che gli altri si preoccupino, seminare dubbi nella mente delle persone affinché si nutrano più di domande che di presenza, giocare con le loro emozioni, con la loro identità sessuale, dare a tutti quel che vogliono con il solo sguardo e poi togliersi di mezzo per farsi inseguire, rendersi “un vero miracolo” nella vita degli altri cospargendoli di promesse e subito dopo “dimenticarli”, rendersi indispensabili per qualcuno vendendo – ogni tanto – una capacità di ascolto fuori dal comune, farsi desiderare insinuando di essere molto desiderati altrove, giocare a gatto e il topo nei momenti del bisogno (ma giurare di essere sempre disponibili quando affrontati!), creare un atmosfera eccitante e piena di possibilità per il gusto di levarsi di mezzo adducendo scuse all’ultimo minuto oppure accusando gli altri di essersi resi “dipendenti” e “ossessionati”… soltanto perché chiedono confusi o desideranti o speranzosi un po’ più di chiarezza.

Gli allumisti amano posare da esseri indecifrabili, misteriosi e pieni di segreti mentre affermano – indossando la loro posa preferita – di essere persone semplici, spontanee e vere, molto spesso travisate dagli altri, che amano attribuirli sentimenti e desideri che non corrispondono alla realtà.

Nella ricerca della comprensione assoluta e della fiducia totale si descrivono come perentoriamente delusi. Lo fanno per sfidarvi a dimostrare il quanto potete essere comprensivi e dediti a un’unica persona: loro!

Ogni allumista, maschio o femmina, dà a intendere alla sua preda che insieme – e solo insieme – potranno conquistare il mondo. A prescindere se si tratta di un rapporto di amore, di amicizia o lavorativo, gli allumisti consapevolmente o inconsapevolmente convincono le loro prede ad ubbidire ai loro ordini portandole ad uno stato mentale molto simile alla trance ipnotica.

Secondo Milton Erickson, il padre dell’ipnoterapia, la trance si verifica quando tre condizioni coesistono:

  1. Il livello di consapevolezza si abbassa;
  2. Ci abbandoniamo ad un’esperienza che non è il risultato di una scelta consapevole, ma dalla mano di una figura autoritaria o di riferimento;
  3. Siamo in presenza di determinati stimoli: una musica, lo scenario adatto, veniamo toccati in un certo modo, veniamo bombardati di complimenti fino a bloccarci, incantati e sbalorditi da noi stessi.

Quando leggiamo un libro che ci piace e ci immergiamo totalmente nella storia, quando facciamo un esercizio fisico concentrandoci sulla parte del corpo che vogliamo lavorare, quando ascoltiamo un po’ di musica e nel contempo osserviamo il mare, la campagna, le montagne o ci concentriamo nel guardare il paesaggio astratto che scorre veloce sul finestrino di un treno, raggiungiamo uno stato simile alla trance ipnotica.

Si tratta di una trance auto indotta, perché frutto della concentrazione che ci rende sordi agli stimoli esterni con la conseguente perdita o attenuazione della coscienza.

Se qualcuno ci urla addosso quando siamo in questo stato, molto probabilmente avremmo un soprassalto e fisseremo la persona con lo sguardo spaventato.

I manipolatori più perversi sembrano essere abbastanza abili nell’ottenere tutto ciò che vogliono dalle loro prede. Come mai? Imparano sin da piccoli studiando il comportamento umano e immagazzinando cosa funziona e cosa no, cosa rende felici o tristi una persona all’interno del loro ambiente.

Grazie alla tecnica dello specchiamento, di quel “anch’io” compulsivo utilizzato per far sì che le persone si sentano comprese e VISTE, un alluminista può indurre qualcuno in una buona trance.

Com’è possibile?

Gli allumisti usano una tecnica molto semplice per mettere in soggezione le loro prede: LE OSSERVANO MOLTO ATTENTAMENTE e le INTERVISTANO. Per la maggior parte delle persone essere intervistate (e non dialogare!) è poco consueto: se da una parte provano una certa inquietudine, possono anche essere molto lusingate.

Gli allumisti non hanno super poteri, ma conoscono molto bene la droga dell’attenzione, di modo che sanno come usarla perfettamente e nei momenti opportuni per strappare da chiunque si faccia “intervistare” tratti di personalità da catalogare.

Se le prede scambiano le interviste che fanno gli allumisti – con l’unico fine di portarle nella direzione più favorevole al soddisfacimento dei loro bisogni – per un reale interesse nella loro persona, informazioni preziose possono finire apparentemente senza un perché nelle mani sbagliate.

Informazioni che verrebbero concesse soltanto a dei bravi terapeuti durante una seduta di ipnosi regressiva.

Le giuste domande poste alle prede possibilmente guardandole negli occhi servono a qualificare le intervistate a diventare una fonte di nutrimento importante oppure no. In caso affermativo, l’allumista valuterà anche il suo potenziale grado di coinvolgimento/investimento nella vita dell’altro. Il grado dipenderà dalla valutazione che farà sulla qualità delle risorse che otterrà investendo il minimo indispensabile, oppure niente.

Agli allumisti bastano i nutrimenti emotivi e chimici che nascono dall’azione di sedurre le persone in modo perverso: si sballano di dopamina semplicemente guardandole “innamorarsi” e amano l’effetto che l’utilizzo della giusta maschera evoca nelle malcapitate. È la maschera giusta a determinare uno stato mentale (e corporeo) euforico nell’altro, cosicché è la seduzione perversa e non l’atto sessuale a dare agli allumisti un’ampia scorta di brividi.

Essendo maniaci del controllo, gli allumisti amano sapere di avere il dominio mentale degli altri. Sapersi pensati per tutta la vita vale più di un paio di atti sessuali che potrebbero anche essere molto deludenti per la preda oppure renderla ossessionata dall’utopia di raddrizzarli. Perché rischiare quando tutto ciò che vogliono è la propria incondizionata adorazione? Se hanno ottenuto questo risultato senza nulla dare in cambio, perché sprecare energie sessuali in vano? Meglio scommettere SEMPRE più in alto verso obiettivi economicamente o eroticamente più interessanti e poco raggiungibili. Se vogliono coltivare il loro allumismo e se ritengono che dia i suoi frutti, dovranno rinunciare a tutti gli “oggetti buoni” che trovano per continuare sul percorso seduttivo perverso che tanto potere reca alla loro squilibrata psiche.

Durante le interviste gli allumisti chiedono alla preda informazioni sulla sua infanzia e sulle esperienze amorose passate ma, soprattutto, fanno uno zoom sulle sue esperienze dolorose e sul suo potenziale economico, richiamando alla mente della persona ogni sorta di ricordo o di progetto di vita futura.

Addentrarsi in un luogo in cui gli ex o gli stessi genitori della preda non sono mai stati prima crea un’esperienza di profondo legame tra l’allumista e la sua preda: la fiducia comincia a formarsi. Se la preda si sente ascoltata e vista come non mai, è certo che prima o poi offrirà qualcosa in cambio. Gli incontri diventano inebrianti e gli adii sempre più faticosi. Con un’esposizione iniziale sufficiente, la preda inizierà presto a struggersi per l’allumista, augurandosi una chiarezza che mai arriverà.

Attingo alle parole di Jean-Charles Bouchoux come esempio del tipo di caos che l’allumista genera nelle sue prede:

Il perverso, con i suoi atti, genera una confusione tale nella sua vittima che, il più delle volte, la impedisce di agire di forma intelligente. Gli ordini paradossali, le aggressioni violente e la svalutazione seguita dalla seduzione non permettono alla vittima di reagire in modo sano. Il paradosso è tale che la vittima non sa se deve credere a cosa dicono i suoi sensi, in ciò che vede o ascolta, perché la logica viene abolita. Conseguentemente, la vittima si trova in uno stato di allerta costante, diventa sospettosa e passa a provare una sensazione di pericolo in agguato sul suo cammino che non riesce a individuare da dove provenga. Potrebbe sviluppare, a sua volta, tratti paranoidi. 

Immaginiamo di essere alla guida mentre discutiamo un argomento interessante e di modo intelligente con il nostro accompagnante. Improvvisamente una macchina ci raggiunge a tutta velocità dalla destra; immediatamente disattiviamo la nostra intelligenza e passiamo ad agire esclusivamente sulla base dei nostri riflessi: diventiamo incapaci di continuare la chiacchierata. In caso di emergenza il nostro cervello disattiva la parte intellettiva per cedere lo spazio alla corteccia cerebrale, che gestisce i riflessi. Non esiste più Es, Io, o super Io, soltanto un allerta, un attenzione amplificata e un’incapacità di pensare. Il perverso finisce per portare la sua vittima a questo stato delle cose[1].

All’inizio tutto sembra molto tenero. La preda si sente fantastica per tutta l’attenzione che riceve dall’allumista, che si diverte osservando come i suoi trucchi funzionano bene. Si tratta di un’amicizia sessualizzata dal desiderio dell’altro o dalla sua voglia di attenzione. Quando l’allumista capisce di dover “dare” qualcosa o quantomeno di dover spiegare molti dei suoi comportamenti, la maschera cade. Già. Se si somiglia così tanto alla sua preda è naturale che debba rispecchiare anche il suo desiderio sessuale oppure semplicemente il suo desiderio di capire le sue reali intenzioni. A quel punto l’allumista inizia l’opera di svalutazione che può durare per lunghissimi anni oppure sparisce.

LE CARATTERISTICHE DEGLI ALLUMISTI

  1. Avvertono il bisogno insaziabile di essere intellettualmente superiori;
  2. Illudono le loro prede di incarnare costrutti filosofici, stili di vita stravaganti, particolarità e gusti unici per porsi al di sopra di tutti gli altri, soprattutto delle persone che affermano di sentirsi particolarmente vicini – e cercano di imporre queste ideologie, gusti o stile di vita alle prede, vendendo l’idea di voler sentirsi meno soli perché accompagnati da uno simile;
  3. Comportamento deplorevole verso il successo degli altri, in particolare della preda. Banalizzano le sue vittorie con fare tiepido o indifferente;
  4. Arroganza;
  5. Spesso condividono la loro vita e i loro successi con tutti (letteralmente), anche con gli estranei;
  6. Nonostante agiscano come esseri superiori, pur di agganciare una preda potranno dichiarare di aver trovato in lei un eguale intellettuale;
  7. Raccontano tutto sui/sulle loro ex sottolineando che erano persone intellettualmente inferiori a loro e a chiunque altra persona, oppure triangolano: sembrano idolatrare qualche ex affinché la preda si sforzi per rendersi una compagnia sempre più compiacente e piacevole;
  8. Favoriranno la competizione per far sentire la preda onorata di essere stata scelta come compagnia saltuaria. Quando sceglieranno di farsi accompagnare o programmeranno qualcosa con altre persone la preda proverà invidia o gelosia. Nella fase di svalutazione daranno SEMPRE priorità alle altre persone rispetto a lei e quando saranno con lei affermeranno di aver dovuto rinunciare a un bel po’ di cose per prendere un misero caffè oppure che hanno fretta perché hanno tanto da fare…
  9. All’inizio sono affettuosi e generosi: vi abbracciano, vi toccano, vi baciano sulle guance e vi guardano con intensità. Quando sarete agganciati non sopporteranno più le manifestazioni pubbliche di affetto e vi accuseranno di essere ninfomani, ossessivi, maniaci sessuali, lesbiche o gay per aver accennato un abbraccio o un casto bacio sulle guance;
  10. Non sentiranno la vostra mancanza se sanno che voi avvertite la loro. Gli mancherete (si fa per dire!) soltanto quando sentiranno di non avere il controllo su di voi come fonte di nutrimento… a quel punto si comporteranno come se avvertissero una voglia struggente di vedervi per “riconquistarvi” e ricominciare da capo il gioco di svalutazione;
  11. Amano prendersi tutto il merito quando lavorano in gruppo;
  12. Completa mancanza di empatia. Possono guardarvi piangere per una tragedia e poi: a) scappare via subito; b) cambiare argomento; c) dire che state esagerando, che ogni problema ha una soluzione e che il vostro comportamento li fa sentire a disagio; d) osservarvi con malcelata noia o impazienza; e) raccontarvi una tragedia peggiore;
  13. Competitivi (devono essere sempre alla luce del sole);
  14. Hanno un senso distorto del sesso, agiscono come se fossero dei monaci oppure evirati con voi. Il paradosso è che più fanno i monaci, più investono nel fare seducente. Per giocare con la vostra mente affermano di essere semplicemente affettuosi e mai seducenti (la seduzione sarà sempre nella vostra testa!). Dopodiché diranno che agiscono in modo identico CON TUTTI, uomini e donne;
  15. Di solito hanno una storia di dipendenza dal porno e preferiscono restare a casa in balia delle loro fantasie che uscire con voi;
  16. Odiano il conflitto;
  17. Classificano i loro “amici” in gruppi in base a quanto hanno in tasca e a come possono migliorare la loro vita;
  18. Ogni minima ferita al loro Ego è una disgrazia;
  19. Non riescono a gestire le critiche costruttive;
  20. Debbono avere il controllo delle vostre emozioni, sentimenti e pensieri;
  21. Spesso sono finanziariamente abusivi e opportunisti: tengono sotto controllo quanto spendete per loro e quanto spendono per voi, rinfacciandolo alla prima occasione con malcelato astio, sarcasmo o ironia velenosa;
  22. Fanno finta di non ricordarsi o non festeggiano mai i giorni speciali: non vi fanno mai un regalo significativo, ma si aspettano da voi grandi regali oppure qualche gesto che li faccia sentirsi speciali e unici;
  23. Hanno una giustificazione per ogni cattivo comportamento che mostrano, e spesso sarete voi il problema;
  24. Vi faranno sentire appiccicosi e bisognosi di attenzioni nella fase dello scarto: basta una semplice telefonata per essere etichettati come ossessivi;
  25. Vi ignorano e vi trascurano, ma si arrabbiano quando affrontate l’argomento: dicono che stavano lì lì per chiamarvi, per andare a trovarvi, per scrivervi o per proporvi qualcosa – che ovviamente mai accadrà;
  26. Se fate qualcosa che non gli piace in pubblico vi faranno sapere il quanto siete stati imbarazzanti e vi diranno che tutti hanno capito la vostra inadeguatezza o goffaggine;
  27. Non vi coprono MAI le spalle e non vi sostengono;
  28. Non saranno MAI entusiasti o felici per voi;
  29. Fanno finta di non ricordarsi dettagli per voi importanti, episodi accaduti tra voi;
  30. Sarete considerati pazzi per aver provato dei sentimenti;
  31. Sentirete il bisogno di essere sempre perfetti, di essere intellettualmente all’altezza e, così facendo, vi sentirete persi. Diventerete il fantasma della persona che eravate una volta.

Un/a allumista può portarvi a sviluppare problemi di salute mentale, comunemente un’ansia inspiegabile. Si può anche diventare depressi, sviluppare problemi alimentari, sentirsi come se si vivesse costantemente al di fuori del proprio corpo e incapaci di avere connessioni genuine con gli altri (anche con la famiglia).

Molte prede possono cadere in balia dell’autolesionismo senza sapere il perché o possono avere per la prima volta nella vita attacchi di panico. In più vivranno nella paranoia e con l’impressione (giusta!) che l’allumista abbia raccontato a tutti i loro segreti.

Mettendo in evidenza il fatto che sono umilmente altruisti, che hanno gli stessi valori delle loro prede e allo stesso tempo vantandosi di tutte le cose meravigliose che fanno lontani da lei, la preda sentirà che il mondo ama l’allumista, che la sua vita sia affascinante, luccicante e piena di possibilità… mentre lei non arriverà mai ai suoi piedi.

Ciò che non sa la preda è che spesso gli allumisti si annoiano delle persone con le quali trascorrono troppo tempo. Perché questo accade? Perché dopo aver sottratto le caratteristiche migliori degli altri e averli gettato nella confusione, gli allumisti avvertono il bisogno di nuovi pascoli psichici: lui o lei debbono cambiare costantemente personalità per rigenerarsi, adattarsi ai nuovi ambienti che immaginano di meritare, continuare ad ottenere dei vantaggi sempre maggiori da qualcuno in vista, ecc.… di modo che finiscono per annoiarsi della preda agganciata e compiacente che diventa, nei fatti, troppo alla mano.

La vostra agitazione emotiva e la vostra sofferenza silenziosa sono la benzina degli allumisti. Sapervi portatori e portatrici di cicatrici mentali per tutta la vita basta e avanza per farli stare bene con se stessi.

COME UN/A ALLUMISTA OTTIENE IL CONTROLLO DELLA MENTE DELLA PREDA?

Funziona così:

  1. La porta a uno STATO REGRESSIVO con un atteggiamento materno, paterno o autoritario: la preda avverte il bisogno di scusarsi per qualcosa oppure di ricambiare un racconto fatto dall’allumista sulla sua infanzia dolorosa o eventi più recenti, molto tragici. L’allumista ascolta gli indizi e gli spunti per capire le vulnerabilità fondamentali della preda;
  2. La PREMIA. Fa in modo che la preda si senta ascoltata e vista in un modo che soddisfi il desiderio più profondo della sua anima. L’allumista offre alla preda riconoscimento, cura e attenzione IMMEDIATA e senza costi aggiuntivi. La preda, lusingata dall’attenzione proveniente da qualcuno di ‘speciale’ abbassa tutte le sue difese;
  3. GENERA CONFUSIONE subito dopo i premi. Ritira gradualmente o bruscamente tutto ciò che ha offerto. L’allumista può farlo consciamente, inconsciamente o usare una miscela di entrambi. Quando l’allumista è troppo impegnando nel cercare una scorta di riserva la sua attenzione vacillerà inevitabilmente e la preda se ne accorgerà. Questo la porterà in uno stato confusionale che può trascinarla verso l’ossessione;
  4. FUTURO FAKE. Vende le promesse di poter restituire i bei momenti a qualunque momento, tempo permettendo! La preda, a quel punto, comincia a fare il lavoro sfiancante di sostenere l’illusione di una relazione nata relativamente decente – ma che è esistita soltanto nella sua testa! – che tanto può essere di amore o di amicizia. Quando fantastica questo futuro ad occhi aperti la preda è come in trance, quindi sempre più vulnerabile. Più fantastica ciò che mai accadrà, più si indebolisce. Più lotta per mandare avanti l’illusione, più blocca la propria vita;
  5. RINFORZO INTERMITTENTE. Alternano piccole dosi di affetto e di veleno, estraendo nel frattempo risorse dalla preda. Incapace di sostenere l’angoscia e la vergogna la preda manterrà il collegamento fisico o mentale con l’allumista finché non capirà la malvagità dell’operazione che è stata compiuta nel suo cervello.

Gli allumisti trasferiscono alle loro prede il loro stato permanente: la dissonanza cognitiva.

Una persona confusa ha la mente cosciente occupata, ed è molto incline ad attingere ad insegnamenti inconsci per dare un senso alle cose. Se gli allumisti si aggrappano al pensiero magico, la preda può entrare prontamente in trance senza opporre resistenza perché vuole più sicurezza e una mano che la guidi nella risoluzione del suo conflitto interiore. I terapeuti che lavorano con l’ipnosi lo sanno bene.

Esempio: se un allumista vi osserva a disagio in un nuovo ambiente si precipiterà ad offrire il suo conforto e la sua presenza. Se parlando con voi osserva un po’ di malinconia nei vostri occhi, eccolo lì per dirvi che il loro colore è meraviglioso.

Gli allumisti sanno che gonfiare l’Io di una persona rende simpatici. Sanno anche di fare qualcosa di poco corretto falsando la percezione dell’interlocutore per accrescere unicamente gli aspetti positivi… E sanno che creando una certa intensità nello sguardo sovraccaricano la preda di emozioni e sensazioni che la faranno quasi certamente mantenere l’attenzione focalizzata esclusivamente su di loro: lei quasi mai devierà lo sguardo e quando lo farà si sentirà imbarazzata o a disagio.

Gli allumisti sono naturalmente bravi nell’osservazione delle reazioni delle prede. Lo sguardo attento e penetrante serve per affinare ciò che non ha funzionato in determinate occasioni: poiché mancano di coscienza e non provano emozioni, come colpa o rimorso, contrariamente alle prede, è facile per loro rimanere in uno stato di osservazione distaccata.

Fatto per un periodo di tempo prolungato, molte vittime segnalano un senso di “sbiadimento”. Le cose che prima erano importanti per loro iniziano a scomparire al punto in cui solo ciò che fa, dice o s’inventa l’allumista conta per entrambi.

Ossessionate dal fare le cose per bene per continuare ad avere un concetto elevato dal punto di vista dell’allumista e per riportare il “rapporto” a un livello minimo di normalità (quando si tratta di amicizia) o alla conclusione sessuale (quando si tratta di illusione amorosa), le prede fanno tutto ciò che è in loro potere per catalizzare l’attenzione del predatore attivando i vecchi meccanismi usati nella loro infanzia per ottenere l’approvazione di un genitore, soprattutto il desiderio di compiacere. È così che entra in uno stato frenetico e sbilanciato dal quale l’allumista trae il massimo vantaggio.

La preda non può intuire che la mancanza dolorosa che avverte quando l’allumista semplicemente sparisce riguarda le sue figure di origine e la prima infanzia. Poiché tali eventi sono così lontani e di difficile accesso con la memoria cosciente – ma possono facilmente riemergere nelle giuste condizioni di trance – la preda si abbandona al vuoto e alla disperazione: vuole l’amore o l’attenzione dell’altro senza sapere nemmeno se di “amore” si tratta. In ogni caso sarebbe un “amore” condizionato che si basa su un programma che prevede controllarla anziché nutrirla.

L’ALLUMISTA È UN/A NARCISISTA PERVERSO/A?

La risposta è sì.

Torniamo allo scritto di Jean-Charles Bouchoux:

(…) i personaggi Don Giovanni e Casanova sono paradigmatici della difficoltà che risulta descrivere un personalità con precisione: Don Giovanni seduce le donne e propone appuntamenti ai quali non si presenta, ma spedisce il suo servo Sganardelle per verificare che siano andate. Quando è così, si sente soddisfatto. Casanova, contrariamente, seduce le donne, si presenta agli appuntamenti, consuma il rapporto e poi sparisce. Tanto uno quanto l’altro si difendono dall’angoscia associata all’idea che hanno del loro potere.

Don Giovanni costata il potere della sua immagine; Casanova si assicura di non essere castrato. Possiamo dire che Casanova è un perverso sessuale e Don Giovanni un narcisista perverso. Tuttavia, i due fuggono – dopo aver sedotto – perché in un rapporto amoroso si sentirebbero troppo esposti al pericolo.

Il narcisista perverso, come studieremo, seduce la sua preda come Don Giovanni, ma poi si trattiene e cerca di distruggere la sua immagine. Si nutre di lei e proietta su di lei la sua propria pazzia. Sottomette la sua vittima e la trascina verso la depressione, la follia, la malattia e, nei casi più estremi, alla morte per suicidio o incidente[2].

Hugo Marietán usa il termine seductor empedernido (inveterato seduttore) per descrivere l’allumista e il suo alto livello di narcisismo:

L’inveterato seduttore si caratterizza per il piacere dei passaggi che antecedono il rapporto sessuale. È un esperto di corteggiamento. Ha acquisito la tecnica dell’avvicinamento alla donna e il necessario rito di passaggio per entrare dolcemente nel suo interno. La donna si rende conto di essere in presenza di uno di loro a causa delle galanterie e della mancanza di fretta nel raggiungere l’obiettivo principale. Sono molto attenti alla loro presenza, ai dettagli del loro abbigliamento e alla moderazione dei loro gesti. Sono delicati, sottili, ma non lasciano spazio a dubbi sulle loro intenzioni; la tecnica è quella di avvicinarsi senza spaventare la donna. In realtà, il seduttore ha bisogno di tempo per sapere che tipo di donna è con lui al fine di trovare i punti vulnerabili e le chiavi che gli permettono di possederla “artisticamente”. Un altro fattore da considerare è la straordinaria capacità che hanno di comunicare verbalmente e di incantare con le parole. Sanno chi, come, quando, dove e di cosa parlare. Ho conosciuto uomini così abili con le loro parole da essere capaci di conquistare, o almeno di iniziare i passi precedenti di una conquista solo parlando con le donne mentre camminavano per strada fingendo apparente indifferenza; e alcune donne mi hanno confessato che non possono resistere a un uomo che fa complimenti a loro e sa come lusingarle con le parole.

C’è una varietà all’interno di questi seduttori che si innamorano più della loro tecnica che della donna, e quando ottengono “il sì delle ragazze” hanno sempre una scusa per non fare sesso. Questo tratto è legato all’isteria, dove l’apparenza genera situazioni erotiche che non si realizzano mai.

Nel suo libro, Women Who Love Psychopaths, Sandra L. Brown delinea il profilo della preda ideale dell’allumista: altamente empatica, in grado di resistere al dolore e alla confusione che sicuramente prenderà il posto nella dinamica della relazione tossica; è estroversa e cerca l’eccitazione; il suo carisma è allettante; cerca l’attaccamento, rispetta i propri sentimenti, ha un basso livello di evitamento dei danni e si preoccupa di come gli altri la considerano.

In altre parole, ha bisogno di essere abbastanza aperta e resiliente per sopportare l’odio e i misfatti di un/a allumista e per resistere a lungo cercando di comprenderlo/a, anziché comprendersi.

Questo accade perché erodendo gradualmente il senso di sé della preda, facendo avanti e indietro tra l’idolatria assoluta e la critica più distruttiva (che può essere interpretata anche in forma di costanti sparizioni o indifferenza ai suoi meriti), gli allumisti diventano gli unici garanti della psiche del bersaglio.

Se la preda è più dispiaciuta per l’incapacità di dare dell’allumista che per se stessa intrappolata, svalutata, derisa e manipolata in ogni forma, può rendersi anche lei dipendente dal pensiero magico per anni preziosi della sua vita arrivando a scegliere – perché fortemente condizionata – di vivere nella fantasia di ciò che avrebbe potuto accadere solo se…

Una volta che la preda si allontana dall’allumista i ricordi del passato (dai suoi intensi sguardi!) e la visione del futuro appena accennato insieme saranno resi ancora peggio dalla tossicità lasciata nel suo corpo e nella sua mente.

La trance è efficace nelle relazioni psicopatiche e in quelle allumistiche perché aiuta a lenire il dolore e ad occultare ciò che i manipolatori non vi vogliono fare scoprire: la loro pulsione di morte è superiore alla pulsione vita. Coltivare relazioni con loro di ogni genere e grado è un passaporto certo verso l’abisso.

Il vostro corpo sa che siete in presenza di un predatore. I vostri radar sono sempre attivi e sanno analizzare un ambiente alla ricerca di potenziali pericoli.

Un allumista è abile nel coinvolgervi con il suo fascino e la sua parlantina affinché ignoriate i segnali del vostro corpo.

Di solito è nelle fasi successive, quando uscite dalla trance che notate che il vostro corpo vi parla: potrebbe essere un mal di schiena, dolori al collo, mal di testa, ansia, malinconia senza motivo, ecc. Tutti questi sono segnali di un abuso che molto probabilmente ha raggiunto un livello molto avanzato.

Il progetto degli allumisti è sempre quello di scomporvi e di ricostruirvi nel ruolo che hanno ideato per voi, generalmente come i loro servi a vita.

C. Lemes Dias

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[1] BOUCHOUX, Jean-Charles. Los perversos narcisistas. Madrid: Arpa, 2016, p. 122.

[2] Op. cit., p. 17.

152 pensieri su “L’allumista è colui/colei che vi convince che un porcile è una baita immersa nel verde

  1. Cara Claudileia,
    grazie per questo prezioso articolo che arriva proprio nel momento in cui avevo bisogno di approfondire questa tematica.
    Come sai ho chiuso da poco la relazione a distanza iniziata a novembre, e tutto segue alla perfezione il copione qui descritto, per cui credo proprio di aver avuto a che fare con un allumista doc.
    La persona si è mostrata inizialmente molto interessata, mi ha fatto tante domande sulla mia vita (anche sul lavoro) e soprattutto ha da subito spostato la conosocenza sul cotè sentimentale, solo basandosi su un paio di foto (le sue peraltro erano di anni prima) e ho dovuto insistere non poco per avere almeno una videochiamata. Tutto però sembrava procedere bene: promesse di vedersi al più presto (poi non ne ha più parlato) di fare un sacco bellissime insieme e immaginare un “futuro”.
    Per un pò tutto ha funzionato: presenza, costanza e appuntamenti via skype rispettati sempre. Poi è partito per un fine settimana che mi diceva di aver “programmato” da tempo, e lì è sparito di botto senza farsi vivo. Sono rimasta scioccata, non capivo con chi fosse andato (era stato vago su questo, diceva che era con madre e sorella…ma non riuscivo a crederci) e poi dal rientro ha iniziato ad essere altalenante, inventando via via scuse per sentirsi meno, ma mantenendo sempre con me un tono amorevole e tenero. Ero caduta in piena dissonanza ma ormai il legame si era creato.
    Io però devo dire che grazie alle esperienze terribili con i narcisi (non tutti gli allumisti sono narcisi, ma tutti i narcisi sono sicuramente degli allumisti) avevo attivato tutti i miei campanelli di allarme…però ho voluto proseguire ancora per un pò perchè non volevo avere il dubbio che si trattasse di mie paure dovute alle esperienza passate.
    Tuttavia, andando avanti ho notato che lui agiva sempre di più con la tecnica purtroppo già nota del rinforzo intermittente…a momenti sembrava tenero e in altri quasi indifferente alle mie manifestazioni di affetto e desiderio pur facendo di tutto per apparire attraente ai miei occhi. Era una continua frustrazione, un suo avvicinarsi e poi negarsi, e di vedersi nemmeno una parola. Così una decina di giorni fa l’ho messo con le spalle al muro chiedendogli una data certa per vederci, lui ha cambiato subito tono di voce mostrandosi a disagio e dopo quella telefonata ha iniziato a tirare fuori altre scuse per sentirsi meno (ma sempre mantenendo toni carini e dolci con me per tenermi agganciata alle false speranze). A quel punto non ho avuto più dubbi sull’evidente allumismo e ho chiuso senza ripensamenti. Per fortuna è durata solo tre mesi ma se non avessi avuto un barlume di conoscenza, probabilmente sarebbe andata avanti non so per quanto…sono bravissimi a creare un clima magico e poi a tenerti in sospeso per un tempo indefinito.
    Volevo anche aggiornarti/vi sul weekend passato…il ragazzo di cui vi parlavo e che conoscevo già da tempo è poi venuto a trovarmi e siamo stati molto bene insieme. Sono contenta di aver finalmente interrotto un periodo di solitudine che perdurava da mesi.
    Ora c’è l’idea di rivedersi appena possibile (lui sta in Abruzzo, non vicinissimo, ma fattibile organizzandosi un pò) quindi vediamo come andrà…speriamo bene!
    Un abbraccio

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    1. Carissima Spirito Libero, quando dopo tre mesi di conversazioni in cui vengono dette cose importanti e si attingono ai sentimenti di una persona con tante promesse, i costanti rifiuti di vedersi nonostante l’intesa virtualmente creata tradiscono le vere intenzioni di una persona: quella di tenerci in sospeso come compagnia virtuale. Siamo fatti di carne ed ossa ed è giusto che questo tipo di comunicazione non combaci con la natura delle persone fortemente empatiche che siamo: finché parliamo di amicizia e di farsi compagnia senza nessuna pretesa può pure andar bene, ma quando nasce un sentimento amoroso o un’attrazione forte ci vuole la presenza fisica dell’altro per trovare la sua ragione di essere altrimenti può essere molto frustrante e angosciante sentirsi rimandati all’infinito. La mia perplessità sulle differenze culturali te l’avevo esternata: come facevamo a sapere se in agguato non c’era qualche promessa sposa scelta da mamma e papà? E’ capitato a una mia conoscente tenuta in sospeso per 2 anni in Italia e poi improvvisamente scaricata dal ‘bello’ perché doveva sposare una donna del suo Paese. Sono molto felice per il tuo appuntamento andato a gonfie vele. L’Abruzzo è una bella regione nella quale passo un mesetto (giugno o luglio) con i miei bimbi. La famiglia di mio marito è per metà abruzzese. Trovo il paesaggio marsicano fenomenale durante la primavera. Spero che lui ti porti a fare lunghe passeggiate su alcuni di quei meravigliosi sentieri tra i campi di papaveri della zona. Un abbraccio enorme a te e avanti tutta!!!

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      1. Si Claudileia…sicuramente anche le differenze culturali hanno avuto un peso oltre all’allumismo. Se cresci in una cultura in cui la donna è considerata una specie di proprità, per quanto tu dichiari di essere “moderno” e contrario subirai sempre quella specie di condizionamento indotto. Figuriamoci se io accetto una cosa simile…per me la parità nella coppia (nel rispetto delle differenze) è imprescindibile.
        Aveva un harem familiare di donne da “assistere” in quanto il padre era venuto a mancare, e con questo aveva sempre scuse per “sparire” dai radar qualche sera (la sorella che stava male, la madre da portare a cena)…io sinceramente non ci ho mai creduto, sarò anche buona e brava ma non sono scema…quelle erano sicuramente scuse per nascondere altro genere di uscite. Anche un modo di fare un pò controllante nelle telefonate in cui voleva sapere cosa avessi fatto durante la giornata e cosa avrei fatto il giorno dopo…a me non sembrava interesse genuino per la mia vita ma proprio una forma di controllo. Ovviamente chiamava sempre lui all’ora che voleva lui…se io provavo a chiamare non rispondeva o lo faceva con un fastidio malcelato.
        Sono d’accordo che quando si parla di cose che vanno oltre una normale amicizia non si può rimandare all’infinito, è normale che un uomo a cui piace una donna voglia vederla appena può, specie se lei è disponibile a un incontro. Se ciò non accade in tempi ragionevoli c’è sicuramente qualcosa di poco chiaro sotto.
        Spero anche io di conoscere meglio l’Abruzzo, è una regione che mi manca e ora ho sicuramente un motivo in più per visitarla ^^
        Un abbraccio

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      2. Mai ho letto un articolo riguardo la tema scritto cosi bene,cosi bene dal punto di vista quanto sai riconoscere in dettagli questo meccanismo,loro intenzioni…e poi spiegare e scrivere in maniera fantastica. Io ho passato e ho visto questo che tu hai scritto, tutto e in dettagli preciso. Hai un grande talento.

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    2. Cara Spirito Libero, mi fa molto piacere che il tuo incontro con quel ragazzo sia andato bene e spero che ce ne saranno tanti altri sempre più belli. Io in questi giorni ho iniziato a stare un pochino “meglio”. Uso le virgolette perché intendo dire che per la prima volta sto cominciando a provare disgusto verso Np. Per me è una cosa nuova, credo sia un segnale positivo che indica un certo distacco mentale da lui e che forse sto riuscendo finalmente a vedere le cose per come sono andate realmente. I ricordi belli dei momenti che ho passato con lui (probabilmente belli solo nella mia fantasia) si stanno affievolendo piano piano e lasciano spazio ad un’immagine più nitida di Np: quella di un bugiardo manipolatore e seriale, privo di scrupoli e di qualsiasi buon sentimento verso chiunque. Tutte cose che sapevo già, ma che non riuscivo a vedere in lui. Spero di riuscire a fare sempre più chiarezza in tutto quello che mi è successo, la paura di fare passi indietro (come mi è già capitato di fare) e di ripiombare nello sconforto è tanta, ma inizio a vedere la luce e questo mi rende ottimista.

      Claudileia, non mi stancherò mai di ringraziarti perché se sto raggiungendo questa consapevolezza è soprattutto grazie a ciò che scrivi. Articoli come questo mi aiutano sempre di più a fare chiarezza e a non guardarmi indietro, perché mi fanno capire che non ho perso niente.
      Ed è davvero bello e terapeutico potersi confrontare e confidare con ognuna di voi.
      Un abbraccio e una buonanotte a tutte

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      1. Cara Charlotte…ti ringrazio delle tue parole, per me è stata durissima voltare pagina dopo i narcisisti perchè dovevo combattere il senso di indegnità e inadeguatezza che mi avevano inculcato.
        Per fortuna ho maturato un forte senso di rispetto per me stessa (che prima non avevo) e ora non accetto più nulla che non sia più che rispondente ai miei desideri…voglio essere rispettata, amata e tenuta in considerazione…non mi accontento di una virgola di meno perchè lo merito, lo meritiamo noi tutti.
        Hai fatto un passo importantissimo: sentire disgusto e prendere le distanze emotivamente e mentalmente dall’esperienza con Np…non è una cosa immediata perchè spesso la dissonanza agisce molto a lungo, anche dopo la chiusura da noi stessi voluta. Per me è talvolta ancora presente nel ricordo del primo Np, ma poi mi tornano in mente tutte le bruttissime sensazioni provate a causa del suo farmi sentire una persona che contava molto poco.
        Sono ferite che sanguinano a lungo…ma piano piano si rimarginano.
        L’affetto delle persone che ci sono vicine in questo percorso, l’amicizia sincera e l’amore ci danno quella forza e quel coraggio per tirarci su e riprenderci la vita nelle nostre mani.
        Il ragazzo che è venuto a trovarmi è stata una di queste persone che nel tempo ha saputo starmi in modo molto discreto ma costante, sempre con positività e rispetto della mia persona…eppure a lungo ho dubitato anche di lui, non mi fidavo più nemmeno della mia ombra ma lui con pazienza e costanza è riuscito a entrarmi nel cuore. Ho avuto tante delusioni in questi anni, spero di poter iniziare una nuova fase della mia vita che sia finalmente serena e positiva….ed è lo stesso augurio che faccio a ciascuno di noi.
        Ti abbraccio

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      2. Cara Charlotte, non ho dubbi che la bellezza è nella testa della persona affettivamente coinvolta perché dall’altra parte c’è solo il calcolo spietato del nutrimento narcisistico che può essere ricavato di quei momenti. Ogni persona che ha vissuto un rapporto di tipo affettivo con un narcisista patologico capisce di aver di fronte una personalità avida per ottenere tutto ciò che non ha e perciò cronicamente insoddisfatta di lei. I sentimenti vengono brutalmente bastonati in questo tipo di interazione. Se parliamo poi di allumismo il gioco mentale è ugualmente crudele e non va mai sottovalutato perché l’allumista si auto convince di essere innocuo proprio perché “non ha niente” con la preda e quindi non sta facendo niente di male.

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  2. Mi piace molto. È un articolo completo, dettagliato, chiaro. Lotto un poco con il bias del cherry picking, ovviamente, e ravviso anche differenze (così come comportamenti che mi appartengono, in qualche occasione), ma il punto non è questo: il ritratto del narci di cui parliamo tutti ha tratti che cambiano, ma una fisionomia sempre simile, se non identica!

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    1. Più che altro sono i danni nella mente delle persone che gettano nella confusione a essere identici. Se andiamo a vedere il livello di ansia, la dissonanza e il vuoto che gli allumisti provocano nelle persone che seducono di modo deliberato e poi scartano ci accorgiamo che sono gli stessi di una persona scartata dopo un abuso narcisistico protratto a lungo. Il punto è che l’interazione con gli allumisti può avvenire anche in un ambiente di lavoro nel quale si genera un clima seduttivo e teso, un harem in cui le persone attratte dall’allumista per motivi apparentemente inspiegabili lottano per catturare la sua attenzione. Sono persone ben consapevoli che “lui o lei è simpatico/a con tutti” e che non ha senso la loro lotta per catturare l’attenzione di “chi è di tutti e quindi di nessuno”. Se non sanno niente sulla seduzione perversa e sull’allumismo di un capo o collega possono rendere l’ambiente lavorativo un inferno di rivalità e guerre intestine grazie agli atteggiamenti di un unica persona.

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  3. Cara Claudileia è proprio lui! Mi ricordo nell’ultima telefonata quando mi disse: ‘non voglio Scaricare tutta la mia energia negativa su di te’.
    Non lo sento da un mese.
    Grazie di cuore, grazie davvero!

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    1. Cara Aria, ragioniamo sulla sottigliezza malevola di questa telefonata. Per un allumista dire ‘non voglio scaricare tutta la mia energia negativa su di te’, significa portare la sua preda a pensare: STA MOLTO MALE MA È TALMENTE ALTRUISTA DA LASCIARMI FUORI DAI SUOI CASINI. Quindi, l’empatia della preda la porterà a chiamare l’allumista ancora e ancora per sapere se finalmente sta bene. Lui a quel punto ha acquisito il diritto di non rispondere perché ‘poverino’ sta male oppure di rispondere scocciato perché la preda sta invadendo i suoi spazi. Se la preda non chiama si sentirà in colpa, cattiva e menefreghista perché… come fa a non preoccuparsi per una persona che vuole tanto bene! Non aspettarti che lui ti dica: “Senti, ragazza, sono felice con questa qua. Non rompermi!” perché non accadrà. Lui vuole saperti in sospeso, in attesa di una sua briciola, altrimenti non sarebbe un allumista. Se lo blocchi e sparisci spedirà il suo amico per capire se è finalmente morto dentro di te. Sapersi morti e sepolti nella mente delle loro prede può portare a una parvenza di crisi, ma finché sanno di esistere come una fantasia pressante e ossessiva per molte l’energia per fare danni la ricaveranno sempre. Solo tu puoi uscire dai suoi circuiti. A lui non conviene “perderti” come a nessuno che si presti a massaggiare il suo Ego a gratis. Ti abbraccio forte e spero di tutto il cuore che tu presto riesca a tagliare per davvero ogni contatto con questo essere mega tossico!

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      1. Grazie Claudileia per le tue parole. Io mi sento in colpa effettivamente quando non lo sento perché temo che gli possa essere successo qualcosa. Tante volte gli dicevo se sparisci da whatsapp io mi preoccupo. Quanto sono stata stupida! Ma mi sento in colpa terribilmente in colpa perché mi sembra di trascurarlo.

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  4. Claudileia questo articolo è davvero un capolavoro da incorniciare. metto un segnalibro, è stato un articolo meraviglioso. lungo ma incisivo. complimenti. credo che esprime tutto. Marietan è unico, adoro i paragoni Casanova e Don Giovanni. mi ritrovo pienamente e mi rispecchio nella descrizione della preda perfetta. vale leggerlo tutto fino alla fine. buona serata carissime, un abbraccio Claudileia. ancora vivissimi complimenti per il blog e per questo profondo articolone da sottolineare.

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    1. Sto passando un momento difficilissimo ma non riesco a chiudere. La violenza psicologica è terribile…so di sbagliare a farmi trattare così ma per troppa empatia o per paura di perderlo (e di nn potermi meritare di meglio?), sono ancora li a fargli da infermiera, da moglie, da presenza costante per i suoi figli..ma io so cosa voglio. Voglio che mi sia quantomeno riconosciuto il mio valore…anche se so che dovrei riconoscerlo io a prescindere e basta. Vorrei tanto liberarmi di tutto…ma nn riesco

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      1. Cara Guerriera,
        benvenuta nel blog…
        Il nome che scegliamo dice molto di noi…e tu sicuramente hai dentro di te uno spirito combattivo che aspetta solo di venire fuori.
        Coltivalo più che puoi, pensa per prima cosa al tuo benessere e a quello dei tuoi figli.
        La violenza non è mai accettabile, chiedi aiuto, informati sui tuoi diritti.
        Qui sul blog troverai tante persone come te che stanno lottando o hanno lottato per liberarsi da rapporti abusivi e che quindi ti possono capirti e sostenerti. Se vuoi raccontaci la tua storia.
        Forza e coraggio.
        Un abbraccio

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      2. Carissima Guerriera, non dobbiamo mai attenderci che il nostro valore venga riconosciuto da persone narcisiste patologiche o quantomeno molto manipolatrici. Affidare il nostro benessere e il giudizio sui nostri meriti alla loro personale valutazione (che è sempre al ribasso!) può solo distruggerci psicologicamente. Tu sei stata scelta per la tua capacità di donarsi agli altri come una fonte inesauribile di energia. Il punto è che non siamo rifornitori energetici a prescindere e abbiamo bisogno anche noi di un po’ di benzina per funzionare: apprezzamento, riconoscimento, cura, amore, rispetto, affetto, tenerezza, bellezza, ecc. Se nulla di questo ci viene dato, bisogna indagare un po’ più a fondo su quali sono i bisogni che ci spingono a provare e riprovare ancora con individui del tutto incapaci di amare: vogliamo ‘vincere’ anche noi? Vogliamo un premio per la nostra costanza? Vogliamo essere amate PROPRIO DA LORO? Vogliamo insistere laddove altre hanno lasciato perdere per dimostrare che siamo migliori di loro? Se provi più angoscia e tristezza accanto a questa persona che gioia, piacere e leggerezza e anche così non riesci a lasciarla andare, forse è perché c’è qualcosa di troppo familiare in lei che ti spinge a dare e dare ancora, ad accudirla e a voler impiantare in lei i tuoi valori e principi. Molto spesso vogliamo ‘convertire’ una persona che reputiamo incapace di amare alla nostra filosofia di vita, che è quella dell’amore incondizionato. Non può funzionare. Te la senti di confrontarti su questo qui con noi?

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      3. Ciao cara Guerriera, anche io ti do il benvenuto, qui sei a casa e puoi esprimerti liberamente.
        So bene cosa vuoi dire, capisco perfettamente la tua sofferenza. Anche per me il dolore più forte, e l’incartamento maggiore con np, a lungo, è stato quello di non essere riconosciuta per il mio valore e la svalutazione totale della nostra relazione (anche negli aspetti diciamo migliori: ad esempio, la dimensione sessuale, che è sempre andata bene: sotto questo profilo io non ho avuto esperienze degradanti con np). Più delle triangolazioni e delle mille stronzate di np, questo è stato il tasto più doloroso. Ma, come già ti ha detto Claudileia, aspettarsi un riconoscimento di valore da np è una contraddizione in termini: lavorano a distruggere la tua autostima, fanno questo, e dunque non ha senso alcuno aspettarsi un riconoscimento da loro.
        Se sei arrivata fin qui, avrai certo letto sul disturbo, quindi sai di cosa stiamo parlando. Senz’altro sai che hanno bisogno di svalutare l’altro per tenere alta la loro (precaria) autostima. Sai che hanno una tale difficoltà a percepire in modo coerente i loro stati psichici interni da proiettare all’esterno tutte le parti indesiderabili di se stessi, rigettando sull’altro ogni elemento negativo, per espellerlo da loro stessi, poiché non lo sanno integrare in una personalità adulta e organica. Sai che hanno schemi maladattivi nella relazione con l’altro: non si fidano di nessuno e mazzolano. Non so se hai bisogno di documentarti ancora sul disturbo: qui sul blog hai la possibilità di trovare tanti articoli che spiegano bene di cosa si tratta e anche noi siamo qui a supporto degli altri, con la nostra esperienza.
        Ma, al di là delle aspettative irragionevoli su np, la domanda da porre è a se stessi: il problema è la nostra necessità di validazione esterna, il non saper riconoscere da soli il nostro valore, come hai già detto anche tu. I problemi di np sono i loro: lasciamoglieli. Se lui non riesce a riconoscere il tuo giusto e meritevole valore, se corre dietro a una vita senza senso facendo macerie su macerie, è un SUO problema. Il TUO, invece, è completamente distinto dal suo, anche se può non sembrare perché ATTRAVERSO DI LUI si acutizza ed emerge. Leggo che ci sono anche dei figli di mezzo, hai anche una responsabilità in più. Se non puoi mandare a quel paese np in questo momento, perché non ce la fai, ok, ma almeno COMINCIA A PRENDERTI CURA DI TE STESSA: un punto cruciale è cambiare la visuale, da loro a noi, guardare dentro di noi e non più verso di loro (che tanto non cambiano). Io ti consiglio una psicoterapia, se puoi permettertela, anche con uno sforzo se necessario (se avessimo una malattia organica non trattabile se non da un privato, non ci faremmo curare?). Senza la psicoterapia, io penso che personalmente non avrei avuto gli stessi strumenti che oggi sento di avere. Bisogna cambiare la prospettiva: invece di stare a guardare verso di loro nella speranza che cambino, che è esattamente come np vorrebbero farci stare eternamente, cominciamo a guardare al nostro interno e lasciamoli al loro destino che alla fin fine è davvero miserabile (non costruire mai nulla di buono e durevole).
        Ti abbraccio e, se hai voglia, anche io ti invito a raccontare qui qualcosa di più di questa tua relazione con np. Dal confronto con l’esperienza altrui si possono ricavare input positivi.

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      4. Io ho impiegato due anni per rendermi conto che lui non era la mia famiglia…
        Me lo ha dovuto ripetere lo psicoterapeuta più volte “la sua famiglia è composta da lei e dai suoi figli” perché mi sentissi “autorizzata” a lasciarlo andare al suo destino e riprendermi la mia vita.
        Il mio problema è un forte senso di responsabilità familiare. Come potevo io togliere la convivenza con il padre ai miei figli solo perché il loro padre non aveva rispetto di me?
        Ora penso “solo”?!?
        A parte che “IO ESISTO” (e te lo devi ripetere anche tu tutte le volte che puoi).
        La famiglia è un insieme di membri che si rispettano e si sostengono reciprocamente… non puoi trattare la donna che è in casa con te come una schiava e credere che non stai maltrattando la famiglia!

        Vedo ancora troppa gente separare il ruolo di “padre” da quello di “compagno”.
        Come se un uomo che tradisce, umilia, svilisce, offende, mente, sparisce, non risponde mai alle richieste di aiuto, aggredisce, è assente, distante, infantile, egoista, inaffidabile… lo sia nei confronti di quella donna, quasi per colpa di quella donna, come se quella donna specifica non fosse meritevole di amore e in grado di far amare a quell’uomo la sua famiglia ed i suoi figli…

        No, quell’uomo non ama la sua famiglia e non riconosce alcun valore alla sua donna perché non le può riconosce alcun ruolo… non c’è alcun senso di famiglia in lui…

        Quale riconoscimento potrà mai avere del tuo valore se lui non attribuisce alcun valore alla sua famiglia… esiste solo lui contro tutti… se non ti occupassi tu di lui e dei suoi figli, ci sarebbe un’altra cretina a farlo al posto tuo…

        …infatti leggendo qui nel blog capirai che le amanti e/o le successive compagne subiscono lo stesso identico trattamento…

        Inizia a riprenderti i tuoi spazi e leggi tutti gli articoli di questo blog… e se puoi chiedi aiuto…

        Un abbraccio!

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  5. Cara Claudileia , questo articolo è il riassunto della np.Grazie di cuore, è impressionante per me , leggere e vederla.
    Ormai ho acquisito distanza emotiva, ma sono sempre sotto scacco, soprattutto in questi giorni.
    Leggerò l articolo ogni mattina come monito.
    Buona giornata a tutti🤗

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  6. La preda non può intuire che la mancanza dolorosa che avverte quando l’allumista semplicemente sparisce riguarda le sue figure di origine e la prima infanzia…
    Ora mi spiego…quel dolore che non centrava niente con i sentimenti…
    Claudileia, sto leggendo e rileggendo, questo è ciò che ho vissuto…terribile.
    Secondo te, se domani mi vedrà andare via col nuovo maestro, come reagirà? Io mi sto determinando a farlo apposta..
    Forse è l unica carta che ho perché sparisca per sempre.
    🤔

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    1. Cara Ribelle, secondo me, se posso permettermi un parere da amica , tu agisci ancora pensando a come reagirà lei e fai le cose in funzione delle sue eventuali reazioni…questo non va bene…è il segno che questo rapporto ti condiziona ancora troppo.
      Tu non devi andare con il nuovo maestro per ferire lei, ma per te stessa.
      Puoi star certa che lei prenderà la cosa non come uno scacco ma come una nuova sfida…lì per lì magari sarà infastidita ma stai certa che questo scatenerà in seguito la sua rabbia e la voglia di vendicarsi in qualche modo, e questa guerra tra voi non avrai mai fine.
      Questa cosa di fare le cose cercando di ottenere reazioni da Np è pericolosa perchè ti fa stare dentro il vortice del rapporto tossico.
      Alla fine…cosa importa se lei avrà o meno una reazione al tuo cambiare maestro?
      A te deve importare solo di te stessa, di stare bene e di fare il più possibile delle cose lontana da lei…
      Scusa se mi sono permessa cara.
      Un abbraccio

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      1. Cara Spirito ,credimi lo sto facendo per me ,ma ho paura della sua reazione,non tanto di colpirla ma ho ancora il dispiacere di ferirla.Tutto il contrario…
        Poi però penso che lei non mi ha mai invitata per un caffe ‘ ed ha fatto tutto quello che sai…quindi…forza Ribelle!!
        Grazie della tua vicinanza, oggi che ho letto e riletto questo articolo ho avuto proprio un tracollo.Ho rivisto tutto.
        Però sono contenta di me, sento che ne sto venendo fuori più positiva e serena.
        Ti auguro che questo ragazzo abruzzese ( regione bellissima ed attigua alla mia amata Puglia) sia una persona speciale e amabile 💜
        Meritiamo di incontrare finalmente delle belle persone!!
        Un abbraccio fortissimo

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  7. PS il mio problema con lei…è che avendomi insegnato la mia passione…comunque sarà sempre nel mio cuore.Purtroppo è disturbata ..e quindi non posso più pensare a lei come una persona sana e limpida, ma io sono rimasta col mio volere bene a qualcuno che qualcosa di buono ha fatto…
    Poi non avrei dovuto approfondire…ma questa è un’ altra storia

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    1. Un’ ultima considerazione…sul piano dello sci purtroppo l immagine anche falsa dominerà sempre il mio vissuto, perché il suo allumismo ha risparmiato l unica cosa concreta e bella che ci ha unite.
      Ed io lo so che per lei sono stata una bella soddisfazione come allieva.
      Solo che questa parte è stata offuscata dalla sua personalità che ha voluto dominarmi ed è finita malissimo.
      Quindi cambiare maestro ,per me è realmente abbandonarla ..ed abbandonare l unica parte buona di questa storia malata.

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      1. Ribelle, tu scrivi: “il mio problema con lei…è che avendomi insegnato la mia passione…comunque sarà sempre nel mio cuore.”
        No No No No

        Io condivido con lo psicopatico i miei figli, che sono così, con quegli occhi, quel sorriso, quei capelli, gambe…, proprio perché condividono con lui il 50% dei geni…
        Questo però non vuol dire che Lui avrà sempre un posto nel mio cuore, ma solo che Amerò sempre quell’Immagine di lui che ha reso possibile la loro esistenza…

        “Ed io lo so che per lei sono stata una bella soddisfazione come allieva.”
        No No No No
        Nella sua testa tu o un’altra sareste arrivate comunque ad alti livelli… perché è lei che sa fare i miracoli ed è di se stessa che è si è sentita soddisfatta…

        Brutto saperlo, ma aiuta, aiuta un mondo a liberarsi dalla loro presenza e a vederli per quello che sono: gusci vuoti senza sentimenti o pensieri reali…

        Scusami la brutalità…
        Ti abbraccio :*

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      2. Ho scritto che “Amerò sempre quell’Immagine di lui che ha reso possibile la loro esistenza…” denunciando che ancora non ho realmente “superato”… avrei dovuto scrivere amerò sempre quella parte di Me ingenua ed ottimista, sognatrice e sprovveduta, che ha reso possibile l’esistenza dei miei meravigliosi bambini…

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      3. Sei una persona empatica cara Ribelle…come tutti noi che abbiamo avuto a che fare con gli Np, ma quando capisci che ti fanno del male questa paura di ferirli o dispiacerli va fatta sparire.
        Lei si è mai preccupata di feriti? No.
        Non importa se ti ha insegnato a sciare bene… è il suo lavoro.
        Lei ti ha usata come trofeo per avere vantaggi per attrarre nuove clienti/vittime… e in più ha approfittato bassamente della tua generosa ospitalità ….
        Direi che sei più che libera di far quel che vuoi senza il minimo senso di colpa.
        Un abbraccio

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      4. Concordo, Spirito Libero, e aggiungerei che sei libera di far quel che vuoi senza ripensamenti o dubbi… senza interessarti minimamente di tutto quello che la riguarda.

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      5. Cara Ribelle, io penso che sicuramente sei stata una bella soddisfazione per la tua Np insegnante…ma non nel modo in cui lo intendiamo noi. Mi spiego meglio: lei crede semplicemente che tu ora sia in grado di sciare solamente grazie a lei, grazie ai suoi insegnamenti e alla sua bravura. Niente di più sbagliato, ovviamente tu avresti imparato a sciare anche con un altro maestro. Ma nella sua mente i tuoi successi sono i suoi successi. Lei non è fiera di te per quello che hai imparato, lei è fiera di se stessa per quello che è riuscita ad insegnarti. Vede nella tua bravura la sua bravura…in poche parole è soddisfatta di se stessa per il lavoro che è riuscita a fare con te.
        Anche il mio Np è un insegnante (ma non di sci) e proprio in questi ultimi giorni ho potuto osservare attraverso i social come stia pompando l’ego della sua nuova ragazza. Questo è quello che lo fa stare bene, suscitare nelle persone un senso di gratitudine e riconoscenza nei suoi confronti, riuscire a far sentire le persone speciali. Nella sua testa sono sicura che penserà “È così grazie a me, è arrivata fin qui grazie a me.”
        Da parte mia posso dire che il fatto di non essere riuscita ad attuare un no contact totale ha avuto un lato positivo, perché proprio grazie a quello che ho visto sui social ora sto riuscendo finalmente a capire chiaramente chi è lui ed il suo modo infido e subdolo di agire. Tutto quello che fa è programmato, non lascia nulla al caso e ovviamente è finalizzato al suo benessere personale. Lui usa le persone solo per raggiungere i suoi scopi, qualunque essi siano.
        Ti abbraccio forte

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  8. Grazie Francesca e Spirito,grazie di cuore…sono i miei tranelli sabotanti…avete ragione su tutto.
    Cuore duro…e si va avanti, non ha senso rimanere legati al nulla.
    Siete fantastiche!

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  9. Cara Francesca sicuramente sei una Supermamma , i tuoi bimbi sono fortunati😊Il solo fatto che hai avuto la forza di trasferirti lontano con loro, rende l.idea della tua tenacia! Ti auguro di conquistare la serenità che meritateed un futuro senza nuvole.Un caro abbraccio.

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    1. Per ora abbiamo un presente senza psicopatico in casa… 😂😂
      È un bel traguardo!
      Pensa che danni potrebbe fare ogni giorno in famiglia la tua sciatrice?!🤯 …noi eravamo messi così!

      Non è da tutti ammettere le emozioni che certe persone sanno provocare dentro di noi… molti fingono per anni di non importarsene nulla e trascinano tutta la famiglia in situazioni al limite del paradossale… secondo me anche tu sei una una super mamma super tenace 😘
      Ti abbraccio!

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      1. Cara Francesca,
        infatti la np è sola come un cane..all inizio non me lo spiegavo..ora è lampante, è impossibile una relazione sana con lei.
        Brava Francesca, togliersi dalla vischiosita ‘ di queste relazioni è il passo più duro,visto i condizionamenti a cui sottopongono.Tu doppiamente brava, come tutte le donne che hanno dovuto portare in salvo anche i bimbi ,facendosi carico anche del loro dolore.
        Infatti mi sento un po’ stupida perché sembra che il mio mondo si sia fermato su una cosa futile che gira intorno ad una pazza.La mia storia però dimostra nella sua sottile ambiguità, che questi personaggi sono senza scrupoli ,e non esitano a colpire amici, clienti, nuclei familiari tranquilli.
        L abilità di creare il caos e lasciare macerie.
        Con tanta stima💜

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      2. Per Charlotte: anche io ho trovato utile seguire l’evoluzione (o meglio, l’involuzione) via social della nuova storia del primo Np, anche se sono molto consapevole che sia un’interruzione del no contact e quindi un permanere della situazione tossica nella nostra mente…
        Tuttavia, notare che lui ha prima sbandierato la cosa ai quattro venti e poi non ha più mostrato nulla di loro due insieme e per di più continua a dichiararsi single, mentre lei si é legata sempre di più manifestando sempre più attaccamento o angoscia nei loro momenti di crisi (durante i quali lui non ha mostrato alcuna reazione evidente) mi ha dato la prova del completo sbilanciamento del loro legame, che lui comunque mantiene perché lei è la vittima perfetta….quella che accetta qualunque cosa per paura di perderlo e continua a rifornirlo di costanti energie.
        È bastato un mazzo di fiori da pakistano a San Valentino per ricucire la crisi di gennaio…è crudele come loro, con pochissimo, riescano a mantenere in piedi rapporti utilitatistici provocando false speranze e illusioni…allumistiche, appunto.
        Io spero che arrivi presto il momento in cui non sentiremo più il bisogno di guardare i loro profili per avere conferme di quello che sono e arriveremo al punto che qualunque cosa accada nelle loro vite non ci toccherà più.
        Un abbraccio

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      3. Cara Spirito Libero, sono convinta che piano piano, senza che nemmeno ce ne accorgeremo, sentiremo sempre meno il bisogno di guardare cosa fanno, fino a smettere. E se capiterà di farlo ancora, sarà sicuramente solo per curiosità, ma non più per il bisogno di avere delle risposte o delle conferme di ciò che già sappiamo.
        Io mi sentivo frustata per non essere riuscita ad attuare un No contact totale, in colpa verso me stessa per non essere capace di chiudere in modo netto un legame senza senso. Poi confrontandomi su questo blog, una di voi (forse proprio tu) mi ha suggerito di non forzare il no contact, di darmi del tempo ed è stato un consiglio prezioso. Fino ad ora ho guardato i social con lo scopo di avere ulteriori conferme sul suo narcisismo patologico, ovviamente se non fossi stata a conoscenza degli schemi comportamentali di un Np, quindi del perché dei suoi atteggiamenti, non sarei riuscita ad interpretare correttamente quello che vedevo perché di fatto lui sta con un’altra e apparentemente tutto sembra andare bene…ma ci sono tanti segnali che ora io riesco a vedere chiaramente, che mi indicano che invece non è così.
        Lui continua a guardare silenziosamente i miei social e capisco anche che vuole che io lo sappia, ma ora mi sento abbastanza forte per dire a me stessa che non mi interessa se mi guarda oppure no perché sono consapevole che non lo fa per reale interesse nei miei confronti ma solo per cercare di mantenere la sua presenza costante nella mia testa. Io invece sto riuscendo a scacciare il suo pensiero, anzi a pensarlo in maniera diversa, a pensare che sia solo una persona vuota a cui nella vita non resta nient’altro che tentare di tenere agganciate le persone in questo modo subdolo e infantile. Insomma lui si accontenta di poco, io no.
        Vorrei precisare che sono assolutamente convinta che il no contact sia l’unica soluzione per chiudere, nel modo più veloce possibile, una relazione con queste persone. Ma nel mio caso posso dire che mi faceva stare peggio il fatto di non sapere più nulla di lui, piuttosto che vedere quello che faceva con quella nuova ed ora mi sento pronta e ancora più soddisfatta di me stessa per essere riuscita finalmente ad incamminarmi sul percorso della disintossicazione da questa persona. Guardo il suo nome senza che mi batta più il cuore per l’emozione, anzi provo pena. Come ho già detto in altri commenti, la paura di ripiombare da un momento all’altro nello sconforto è sempre tanta, ma un po’ alla volta sento di riuscire a stare meglio. Ed è quello che auguro di cuore ad ognuna di noi. Non dobbiamo mai vergognarci per quello che è stato, per ciò che abbiamo provato e che spesso proviamo ancora. Quello che è successo mi ha insegnato tante cose, cose che nemmeno sapevo su me stessa e sicuramente mi servirà per il futuro.
        Un abbraccio grande e buona giornata a tutte!

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      4. Si Charlotte, mi sento di dire che anche per me il no contact duro e puro è stato molto difficile da seguire, guardare i social è servito a non restare con dubbi propio come te…anche io non provo più emozioni e non sento il desiderio di guardare continuamente…sono stata anche mesi senza farlo e spero piano piano che anche quel residuo di curiosità se ne vada…
        Sono contenta che il mio consiglio ti sia stato utile 🙂
        Un abbraccio

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  10. Grazie Charlotte,
    anche io ho avuto benefici dall osservazione della sua attività social,ovviamente quando mi è ritornato il senso critico!
    Ho visto la sua insistenza nell esporsi con una persona che palesemente la ignorava ( ma per lei rappresenta va uno status da conquistare) li ‘ ho visto la sua mancanza di empatia e dignità. E poi ho visto l ostentazione del suo vittimismo per accalappiare i like.Per non parlare dei suoi mi piace messi a caso, o solo per fare cucu’.
    Quindi cara Charlotte, continua a seguirlo se questo ti fa aprire gli occhi!
    Avete ragione tu ,Spirito e Francesca su tutto.Credo che questa cosa del cambiare maestro sia proprio l ultima grande cosa che mi darà la libertà Forse il campo dove si manifesta di più la dissonanza.
    Tra due ore ho la mia lezione, ma la cosa positiva è che sono emozionata e trepidante..ormai ho ripreso anche la voglia di rimettermi in gioco.
    Come te, Chatlotte ,ho incontrato un’ allumista ed ora mi rendo conto di quanta tossicità e manipolazione sia stata capace.
    Ma sono fortunata ,perché questo gruppo con il fondamentale supporto di Claudileia e la sua opera divulgativa , mi hanno liberata.
    Quindi facciamoci forza ragazze, che ne usciremo tutte più forti e solari.
    Un abbraccio grandissimo 💜

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  11. Durante i primi anni di liceo mi succedeva di avere un bisogno che non ero mai riuscita a capire : cercavo un posto isolato dove non ci fosse pericolo di essere vista e guardando un punto lontano che andava oltre spegnevo completamente il cervello! Andavo spesso in biblioteca dove c’era silenzio – pensavo che fosse la prova della mia demenza del mio avere il cervello insufficiente e inadatto – spesso svenivo in corriera tornado da scuola – corriera mezza vuota perché tornavo la sera – nessuno se ne accorgeva e miracolosamente mi sono sempre ripresa in tempo per scendere alla mia fermata😁. Naturalmente mi succedeva di star male in casa ma peggio del peggio perché mio padre mi faceva risvegliare a schiaffoni così potenti! sentivo le sue mani che aveva fortissime battere il mio viso fin sulle ossa-nemmeno in quel caso ho ragionato che se potevo riprendermi in corriera da sola forse le mazzate che mi dava non erano indispensabili– veramente quella bambina comincia a farmi pena. Grazie cara e bella Claudileia

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    1. Carissima Melisenda, più che pena COMPASSIONE. Provare compassione e tenerezza per noi è il primo passo verso l’amore incondizionato. Un bravo psicoterapeuta lavora su questo anche con l’utilizzo delle nostre foto della prima infanzia. E’ un passo molto importante quello che stai dando e sono certa che arriverai all’amore incondizionato dando il giusto peso a questa tua capacità molto rara di introspezione che non va mai confusa con l’alienazione dal mondo esterno. Sono in questi momenti che i migliori insight creativi nascono. Probabilmente non ‘svenivi’ in corriera ma eri un uno stato semi coscienza, collegato comunque al mondo esterno. Ti abbraccio fortissimo.

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  12. Per Spirito e Charlotte: social
    Care, ieri ho sciato col maestro, lui mi ha mostrato l agenda collettiva, quindi il mio nome senza cognome accanto alla sua lezione…l avrà saputo?
    Fatto sta, che ieri pubblico una foto mia con mio marito nella tormenta, e lei commenta: già…non ti ho vista oggi…
    È qui da martedì…come al solito evitamento reciproco..ma il segnale di presenza disturbante sul social doveva farlo!
    Quindi, forse ha ragione Spirito..alla lunga dovremmo estrometterli dalla vita virtuale,perché comunque manifestano presenza alpinistica.
    Baci

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    1. Cara Ribelle credo che se tu sia capace di continuare a vederla per quella che è e a mantenere le distanze, nonostante i suoi tentavi di intromettersi nella tua vita attraverso i commenti sotto alle tue foto, hai raggiunto un gran bel traguardo. Ho imparato in questo blog a cercare di concentrarmi su me stessa per poter vedere i piccoli progressi che ogni giorno faccio e che mi stanno portando fuori da questo incubo.
      Lasciamo che gli Np si accontentino e si illudano di poter vivere attraverso le vite degli altri.
      Ti abbraccio!

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      1. Cara Charlotte penso di essermene liberata emotivamente e soprattutto mentalmente.Da cosa me ne rendo conto? Dall assenza di condizionamenti nello stare qui ,dietro casa sua , frequentando i suoi luoghi.
        Ormai ,applicando le dovute cautele per evitare l’incontro, mi sembra di non averla mai conosciuta.
        Purtroppo se ci penso, o penso a me come ero arrivata a pormi nei suoi confronti, provo vergogna e tristezza.
        Ero soggiogata dal vuoto pneumatico, non mi riconoscevo più. Manipolata ed intossicata.Oggi sono serena, ho voluto con tutta me stessa uscire da quell’inferno nascosto.
        Non mi importa più, però sono in guardia ,sempre…perché purtroppo sono buona ed empatica.
        Quindi cara Charlotte continua a fare il tuo allontanamento, senza essere troppo rigida.Vedrai che la nebbia si diradera ‘ sempre di più.
        Un caro abbraccio

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  13. Grazie per questo articolo bellissimo che sento veramente cucito addosso alla mia vicenda. L’ho letto e riletto…grazie per queste preziose informazioni per chi si ritrova in un baratro a seguito di “lutti” così tremendi.
    Non riesco però a cogliere la differenza sostanziale tra narcisismo e allumismo. In che cosa differiscono?
    Inoltre posso chiedere perchè si trovano così poche informazioni riguardo l’allumismo?
    Un abbraccio.

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    1. Anche iomi sono interrogata sulla differenza. Si sarebbe orientati a ritenere che allumista e np coincidano. Tutto ciò che nell’articolo è detto per l’allumeur si potrebbe dire di np.
      Io credo che però la differenza stia in questo: mentre il narcisismo patologico è uno specifico disturbo di personalità (con certe cause e certe dinamiche psichiche), l’allumismo è una pratica (insana): uno strumento comunicativo per creare confusione e dipendenza e non fare i conti con i propri sentimenti, utilizzato non solo da np ma anche da altri disturbati e pure da latin lover da strapazzo e da mentitori seriali.
      In sostanza: secondo me tutti gli np sono allumisti, ma non tutti gli allumisti sono np. La comunicazione allumistica ha luogo quando qualcuno vuole avere il controllo della situazione, inducendo stati d’animo ansiosi e dissonanti nell’altro. Quando qualcuno vuole legare qualcun altro e non è disposto a rischiare di legarsi lui: è la condizione tipica di np, certo, ma anche di altri disturbati (i borderline, ad esempio, e anche gli istrionici) e più in generale di soggetti poco equilibrati che non ce la fanno a mettersi in gioco per davvero o sognano di essere ‘sti grandi seduttori che non sono. Si tratta sempre di soggetti squilibrati e contorti, quindi poco raccomandabili, ma non necessariamente affetti proprio dal dnp.

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      1. Grazie Blume per la tua ottima osservazione. In effetti il mio psicoterapeuta ha definito l’uomo di cui mi sono innamorata e dal quale non riesco mentalmente a distaccarmi un “persecutore con tratti sadici”.

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    2. L’allumismo è una tecnica manipolatoria molto perversa che tanto può essere usata da narcisisti patologici quanto da altri individui che rientrano nel Cluster B del DSM, come gli istrionici e i borderline. Quindi, l’allumista può essere un narcisista patologico oppure no.

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      1. Grazie Claudileia, come infatti ho scritto sopra a Blume, il mio psicoterapeuta, dopo un anno di miei racconti e di terapia, ha definito l’uomo di cui mi sono innamorata e dal quale non riesco mentalmente a distaccarmi un “persecutore con tratti sadici”, quindi forse non propriamente un NP, ma ad ogni modo così tossico per me da provocarmi per mesi e mesi tutti i sintomi del Trauma da abuso narcisistico.
        Grazie di nuovo per tutto.

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      2. Ciao Laura, in effetti un “persecutore con tratti sadici” è definibile anche un np, anche molti di quelli incontrati da molte di noi voglio dire. Il punto è che nella letteratura scientifica per i disturbi è definita una tipologia, dei tratti tipologici, non una persona con tutte le sue sfumature… Leggendo e mirando ciò che si dice sui disturbi di personalità del cluster B (narcisisti, borderline, istrionici, sociopatici e psicopatici), mi appare che ciò che viene definito come np è il nucleo disturbato che riassume un po’ gli altri: vogliamo dire che i np non siano necessitanti della seduzione erotica (come gli istrionici)? che non abbiano andamenti a pendolo fra euforia e distacco (come i borderline), che spesso non abbiano una condotta rischiosa anche a livello sociale (nella guida, nell’uso di sostanze, nel sentirsi superiori pure alla legge)? che non ci siano tratti di psicopatia nella persecuzione dell’altro senza rimorso, nel suo annullamento (come per gli psicopatici)? E vorrei aggiungere che sono propri del np anche atteggiamenti paranoici (agire sempre in autodifesa di sé a tutti i costi, sospettare dell’altro), o schizoidi (forme di delirio, vivere in un mondo a parte popolato di proprie fantasie), con condotte bizzarre, cioè di nuclei malati che vengono classificati nel cluster A del manuale diagnostico. Anche tratti del cluster C esistono in np: possiamo dire che np non abbia, al fondo, una personalità inibita o ansiosa? se inibisce il proprio Vero Sé sotto al Falso Sé Grandioso, se è sempre in ansia da competizione, possiamo dire che np non abbia anche tratti di una personalità evitante o ossessivo compulsiva (fa sempre le stesse cose…) che sono appunto classificate nel cluster C?
        Secondo me, nel manuale diagnostico, sotto la categoria “Narcisisti” vi è in realtà la descrizione del nucleo fondamentale di TUTTI i disturbi di personalità: la necessità primaria ed esclusiva, di sostenere la propria (precaria) autostima (ognuno a seconda delle proprie carenze) e di far pagare interamente agli altri il prezzo di tenere alta questa autostima. Ognuno lo fa a suo modo, a seconda del proprio “talento”, inclinazioni, volontà, mancanze… ognuno col suo “stile”, voglio dire, con tratti disturbati variamente combinati, ma sempre con questo schema: non mi fido di nessuno, non mi fido neanche di me stesso, quindi ti seduco (in tutti i modi possibili, compreso allumismo) per non essere sedotto, o ti svaluto per non guardare i miei difetti, o ti distruggo per non rischiare di essere distrutto io, sempre proietto su di te per non vedere su di me, il tutto al servizio di un’autostima talmente sottoterra da necessitare di un Gonfiato Falso Sé.
        Il “mio” np non lo identificherei con un persecutore dai tratti sadici, ho visto di lui più la rabbia narcisistica che il sadismo psicopatico, ho poi visto tratti di delirio di onnipotenza (modalità schizoide), ma sono altresì certa che, camaleonticamente, con altre donne avrà mostrato altre facce (almeno una si è ritrovata sull’orlo del suicidio) e che, stando ai racconti qui sul blog, molto spesso np sono effettivamente persecutori sadici.

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      3. Aggiungo a quanto detto da Blume che sicuramente nel narcisismo patologico sono riassunte tutte le deviazioni del cluster B, ma, se vogliamo usare un termine ora molto di moda, proprio come il Corona Virus il narcisista si adatta alla preda mostrando di caso in caso una o più deviazioni e sapendo mutare quando le condizioni cambiano o sono sfavorevoli, ecco perch è spesso cosi’ difficile da riconoscere…non sono esattamente uguali con chiunque e spesso ciò ingenera confusione nelle vittime (e anche negli esperti) che arrivano a dubitare che il narcisista sia effettivamente tale.
        Con una persona possono essere violenti, con una gentili, con un’altra sottomessi e via discorrendo…
        Sicuramente l’allumismo è una caratterista ben presente negli Np soprattutto in fase di love bombing o ripescaggio, nel primo caso per assicurarsi che la preda si leghi e nel secondo per riattivare le speranze della vittima.
        Un abbraccio a buona settimana a tutti :*

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  14. Ripenso agli ultimi giorni di Mister X e le osservazioni social che mi danno spunto per riflettere. Un mese gli avevo scritto una mail per sapere come stesse e lui poi mi aveva mandato l’amico che mi invitava a raggiungerli nel loro paese. Da allora non ci sono stati contatti, lui usa sempre meno WhatsApp manca anche parecchi giorni (nonostante io gli avessi detto come una stupida che quando non lo vedevo online mi preoccupavo per lui, ma vabbè). La cosa strana è che il giorno 14 febbraio – San Valentino lui era sempre online, ogni ora era collegato. Stavo male, pensavo avrà trovato una donna con la quale essere felice.
    Dal giorno dopo di nuovo assenza su WhatsApp. Allora ho pensato che erano e sono solo manfrine.

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    1. Cara Aria, so che ne abbiamo già parlato ma…hai valutato l’ipotesi di togliere il suo contatto dal tuo telefono? Non so quanto bene ti faccia osservare le sue connessioni e i suoi stati su whatsapp…questo alimenta il legame tossico nella mente perchè ci spinge a rimuginare su quello che fanno o non fanno, mettendolo in relazione a ciò che facciamo o non facciamo noi. Tra l’altro spesso questa connessione non esiste nemmeno ma è solo nella nostra mente, in quanto come ben sappiamo il narcisista quando mette da parte una vittima se ne disinteressa (almeno fino a quando non sente la necessità di un nuovo rifornimento) quindi restare collegati anche solo tenendo il numero e guardando cosa fanno su whatsapp ci toglie tante energie preziose che potremmo dedicare al nostro recupero…te lo dico perchè io stessa ci ho messo un bel pò prima di eliminare dal cel i contatti di entrambi i narcisisti, ma da quando l’ho fatto mi sento molto più tranquilla perchè non vedo più foto e stati.
      Un grosso abbraccio

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      1. Mi permetto di aggiungere che, per quanto sia incredibile per noi comuni mortali, loro non generano nessun tipo di attaccamento reale.
        Io che sono stata con lui 15 anni e sono la madre dei suoi figli sono identica a qualunque donna abbia fatto o spera farà parte della sua vita, esattamente come i suoi figli (fatta eccezione per la pretesa di possesso) sono identici a qualunque bambino…

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      2. Si, perché non sedimentano le emozioni in sentimenti, per i motivi che sappiamo. Sono a caccia sempre di nuove emozioni perché esse, in loro, non si trasformeranno mai in sentimenti stabili. Differente dal sentimento è il senso del possesso, come dici, che vogliono esercitare sempre, a prescindere dalla realtà delle cose (ad es. che se ne sono andati da mesi o anni). Si “legano” a qualcuno solo in modalità contingente, cioè se l’altro funziona come pompa di rifornimento energetico, alle loro condizioni asimmetriche. Non possono amare veramente nessuno, neanche i figli, di un amore disinteressato che voglia il bene dell’altro. L’affondamento dell’altro è il solo modo che conoscono per alimentare il proprio Falso Sé.

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      3. Cara Spirito Libero, lo so che farei meglio a cancellare il suo numero, ma allo stato attuale non ce la faccio. Però vorrei dirti che se anche un’amica o un amico non si connettessero da giorni creerebbero in me sentimento di preoccupazione. Ma a quel punto scriverei in libertà se è tutto ok! Qui l’aggravante è che vorrei chiedergli se sta bene, se gli è accaduto qualcosa ma per lui sarebbe un: ‘ ecco ho fatto centro (magari quel centro non sono manco io come giustamente dici tu).’ Questo provoca il mio struggimento: L’empatia che ci sarebbe in qualunque rapporto qui è un boomerang! Grazie!

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      4. Figurati Aria…spero solo che queste brutte sensazioni (che conosco molto bene, credimi) passino presto. A me quello che ad un certo punto ha fatto decidere di lasciar perdere tutto è stato proprio quello che ti dici…non poter essere empatica pena essere svalutata o sminuita, non sapere mai cosa dire o cosa scrivere per avere un riscontro…capire che si facevano la loro vita fregandosene di me mentre a me importava della loro…ecco…sono cose che alla fine mi hanno proprio stufata, perchè non c’è reciprocità. Tu ti preoccupi per loro e loro che fanno? Se ne fregano…o se capiscono che tieni ti considerano una sfigata da mazzare. Cioè…non ti viene voglia ad un certo punto di dire “mi sono rotta “? Quante umiliazioni dobbiamo sopportare prima di dire “sai che c’è, ora basta”…?
        Per quello ti incoraggio ad andare oltre, cara. Scusa se sono pedante….ma davvero tutte le nostre storie mi stanno così a cuore…
        Un abbraccio

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  15. Ciao carissime,
    Ieri sono stata un’ora con la np..mio malgrado.Che dirvi..totale mia indifferenza, totale sua falsa amicizia come se nulla fosse.Mi raccontava dei suoi problemi, di quello che fara’..senza chiedere nulla di me.Addirittura mi ha detto ” ah ci dobbiamo fare il nostro aperitivo ..ma sono stata tanto impegnata”
    Comunque ero emotivamente neutra, pure scocciata.
    Oggi mi dico brava…senza no contact anche se parziale sarei stata totalmente asservita .
    Ora la osservo come un caso umano, cerco di vedere il suo disturbo ,le manipolazioni.
    L’importante è che mi sia sganciata dal lato affettivo.Avete ragione ,per loro non esistiamo.Siamo oggetti,cose che servono per un momento e poi buttano.
    Sono felice del mio lavoro introspettivo , non mollo la guardia perché purtroppo lei ha un’ età ed una esperienza da non sottovalutare.
    Però ieri io ero serena, e non mi ha fatto pena.
    Mi faccio più pena io…che ho dovuto sobbarcarmi tutto questo lavoro, e dolore.
    Un abbraccio a tutte

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    1. Cara Ribelle,
      bene così direi finchè non ti provoca troppi turbamenti…anche se io spero che tu possa davvero evitare anche questi mini incnotri che di certo bene non fanno. So che non è facile perchè siete vicine e frequentate gli stessi posti ma io al tuo posto non le darei spazio per chiacchierate…quando la vedrei non sarei maleducata da ignorarla del tutto (come comunque lei meriterebbe) ma taglierei corto….tipo “scusa ma ho un pò da fare devo andare”…cose così.
      Un abbraccio

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  16. Buon pomeriggio ragazze, ho bisogno del vostro aiuto. Mi sento uno schifo. Ho saputo che il mio ex np ha trascorso una giornata fuori porta con la sua nuova fiamma. Il racconto fatto da una mia amica, che non sapeva niente di noi, mi ha colpita come una pugnalata. Sono stata malissimo. Eppure sapevo e so che lui agisce così. La mia domanda è, ma è possibile vivere la propria vita in questo modo? Innamorato sempre di una diversa? Da quando mi ha mollata ne ha cambiate almeno tre. Ha sessanta anni mica venti, si può essere così instabili? Io mi sono sentita, dopo che lui mi ha lasciata, (otto anni di relazione) uno schifo, credevo di morire. Dopo l’amore giurato e gridato al cosmo. Ci ero cascata. Come è possibile che ogni volta che salta fuori qualcosa che lo riguarda io debba stare cosi? E’ possibile che i miei sentimenti siano così resistenti?
    Il male che mi ha fatto è stato atroce, eppure mi sento ancora, dopo quattro anni, vulnerabile come fosse ieri. Vorrei che sparisse e invece, lui continua a scorazzare indisturbato … si puo????? Che giustizia è? Ma sta gente non paga mai?
    Aiutatemi!

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    1. Ciao Saretta purtroppo come mi hanno insegnato qui, l ‘ np sul viale del tramonto è il peggio che si possa incontrare.Anche la mia np ha 62 anni,ma di testa sembra ne abbia 15.Si mette in competizione con le trentenni, si crede bellissima,irresistibile.
      Mi rendo conto che amarli è devastante, ma qui tra noi non ti sentirai sola.4 anni sono tanti, immagino che sofferenza , ma prova a pensare che lui non investe nulla nell amore e nel rispetto.Purtroppo per loro non siamo né amanti ,né amici.Siamo oggetti che usano a piacimento.
      Pensa che a novembre provavo gelosia per quella che sarebbe diventata la sua nuova allieva, poi ho provato protezione.Non volevo che lei fosse usata…
      Prova a pensare che queste donne soffriranno le pene dell inferno, e tu invece sei lontana e salva…seppur sola nel tuo dolore.

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      1. Grazie Ribelle per le tue parole, è vero sono lontana da lui, ma dal dolore che lui mi ha causata ancora non del tutto, nonostante i quattro anni trascorsi.
        Sapere delle sue nuove avventure mi scava nella ferita.
        Non so se davvero abbia una vita orrenda, certo cambiare sempre donna non è un sintomo di felicità duratura, forse vive solo vivendo le vite altrui …
        Il sessantenne è il peggiore, forse è vero, visto che si accinge al declino fisico.
        Vorrei non avergli dato l’opportunità di farmi del male. Grrr che rabbia!
        Come mi piacerebbe vederlo al tappeto!!!!!!!!!!!!!!!!

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    2. Cara Saretta, alla domanda che poni su np (è possibile che vivano sempre così?) la risposta è sì, vivono esattamente così, proprio in quanto np: se fossero capaci di restare fermi in un luogo del sentimento non sarebbero np o sarebbero miracolosamente guariti, cosa che non avviene.
      Alla domanda seguente (ma ‘sta gente non paga mai?) la risposta è sì e no, sì nel senso che il non poter costruire nulla di duraturo è già una condizione di minorità per come la vedo io, no nel senso che np si sentono molto bene a rifornirsi continuamente di nuova energia (il dnp è egosintonico: non pensano di stare male) e dunque finché va nel verso giusto per loro staranno benissimo (poi, con l’avanzare ulteriore dell’età, magari pagheranno con il fatto che non saranno più così attraenti, ma anche questo potrebbe non accadere mai, potrebbero sempre trovare qualcuno che ci casca, con loro).
      Alla domanda su di te (è possibile che i miei sentimenti siano così resistenti?) la risposta è che, se ti accade, evidentemente può essere: ma è esattamente da qui che devi ripartire. Come mai dopo 4 anni (non so se di no contact totale o no) ti senti male a sapere che sta con un’altra, al sapere di quello che fa, questo è qualcosa che non riguarda più np ma solo te stessa. Ma la vera domanda da porsi secondo me è: cosa fa risuonare np in me, ancora dopo 4 anni? La vergogna di esserci caduta? La nostalgia di lui? Il fatto di non essere preferita ad altre? Il fatto di essere stata abbandonata,oppure la svalutazione a cui sei stata soggetta, il non essere stata vista e riconosciuta, oppure cosa? Np tocca tasti profondi di noi stessi. Bisogna vedere quali sono questi tasti… per ognuna di noi sono tasti differenti.
      A me, ad esempio, la triangolazione o il saperlo con altre non ha mai procurato grandi dolori (mi sono sempre sembrate cazzate e teatro), mentre il disconoscimento del valore della storia insieme (ridotta a “cosuccia”) ha avuto il potere di farmi veramente male… Questo è connesso con la mia struttura psichica profonda: non essere vista e riconosciuta è la mia fragilità più grande, per ragioni antiche,che affondano nella mia storia familiare, una famiglia disfunzionale dalla quale sono fuggita ma i cui nodi emotivi irrisolti ritornano nelle relazioni con gli altri, e con np si riaffacciano molto dolorosamente perché vengono a pigiare su delle ferite forse chiuse razionalmente ma evidentemente non rimarginate veramente…

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    3. Ciao Saretta, anche per me fu un colpo tremendo quando vidi le foto del primo Np felice e contento con la nuova donna in sella alla moto mentre andavano al mare…e pensa che io quella moto non l’ho nemmeno mai vista in tre anni, figuriamoci farci un giro…
      Si, fa malissimo vedere che con altre fanno cose che con noi non hanno mai fatto (non so se il tuo ex np ti portasse in gita o altro, il mio MAI), ma anche questo deve darci la misura di quanto siano facili a sostituire una persona con un’altra e quanto possano essere effimeri i loro entusiasmi…
      Io oggi so che la sua nuova donna non è cosi’ felice (hanno avuto una brutta crisi a inizio gennaio) ma è talmente innamorata che si accontenta di briciole e pur che lui la consideri è disposta ad aceattare di tutto, anche il fatto che lui dopo due anni di relazione continui a dichiararsi single…
      Quindi non disperarti…le nuove prima o poi fanno la stessa fine delle altre…se non peggio…

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  17. E poi Spirito ripenso all’ultimo contatto che c’è stato. Io gli ho scritto una mail (un po’ sbrigativa) per sapere come stesse, lui nella stessa giornata mi fa cercare dall’amico (che nella telefonata di quindici giorni prima aveva giurato di non avermi mai inviato mesi addietro) che mi invita a raggiungerlo. Io taglio corto con un si ok passerò presto. A differenza di altre volte non ho cercato un contatto per chiedergli se ci fosse nuovamente lui dietro, ho evitato. Mi sembrava veramente puerile! Ho lasciato cadere la provocazione! Anche per stanchezza 😓, non avevo voglia di rimettermi le scarpe da ginnastica per inseguirlo. Ora mi trovo di fronte alla scomparsa di lui e mi disorienta. Scusami sono solo pensieri ad alta voce!

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    1. Carissima Aria, dopo aver rotto con Np (la mia storia con lui è durata 9 mesi) ho passato ben 8 mesi intere giornate a guardare la sua attività su whatsapp. Non riuscivo a fare nient’altro, non riuscivo a concentrarmi, a lavorare, a chiacchierare con un’amica, a guardare un film, nè leggere un libro. Vedere la scritta “online” sotto al suo nome mi dava la sensazione di sapere cosa stesse facendo in quel momento, per me era come essere connessa a lui in qualche modo…anche se poi era online con altre e non con me! Era una vera e propria ossessione, lo sognavo di notte, mi svegliavo e guardavo il telefono. Il tempo passava senza che nemmeno me ne rendessi conto ed io non riuscivo a concludere niente. Solo da una settimana posso dire di essere riuscita a smettere quasi del tutto a guardarlo, non so dire esattamente cosa sia scattato in me improvvisamente, ma è come se mi fossi svegliata da un incantesimo. Probabilmente quello che ho visto sui social, attraverso i post che pubblica la sua nuova ragazza (perché lui non pubblica mai niente, ci tiene a mantenere il suo status di single) mi ha portata a rendermi conto di chi fosse per davvero e di quanto sia ridicolo. Non che non lo sapessi, ma forse non riuscivo a crederci del tutto, cercavo continue conferme, su conferme. Ed ora riesco a vedere la realtà per quella che è, per quella che è stata. Per la mia esperienza posso dirti che anche il mio Np spariva da whatsapp per weekend interi (sia quando ci frequentavamo che dopo) e mi diceva che era stato poco bene e aveva passato il weekend a letto imbottendosi di medicine. Invece era perché stava con l’altra, ed anche ora sparisce quando sta con quella nuova. Dopo il suo “ritorno” è capitato che gli scrivessi dei messaggi e che non mi rispondesse fino al giorno dopo o anche di più, ma lo vedevo rimanere online anche per un’ora e poi mi diceva che si era addormentato. Ovviamente non gli credevo, pensavo che stesse chattando con un’altra ma ora penso che addirittura lo facesse apposta a farsi vedere online e a non rispondermi, per provocare in me rabbia. Lo so che non riesci a smettere, non ci riuscivo nemmeno io, per quanto mi rendessi conto di quanto fosse stupido e inutile e di quanto tempo prezioso stessi sprecando. Naturalmente il no contact è la via più breve ma anche la più dolorosa per togliersi dalla mente Np il più in fretta possibile. L’unico consiglio che posso darti è di cercare di pensare che queste persone in un modo o nell’altro se la cavano sempre. Se sparisce da whatsapp per giorni non è perché sta male ma semplicemente è occupato a fare altro, probabilmente con un’altra donna. Quando chattava con me io mi accorgevo che nello stesso momento scriveva anche ad altre persone. C’è e ce ne sarà sempre più di una. Ho provato invidia per la persona con cui stava (a mia insaputa) quando frequentava anche me e poi per quella nuova. Mi dicevo che in qualche modo loro erano riuscite a tenerselo per loro…ma credimi è solo un’illusione. Ha illuso me, ha illuso l’altra ed ora lo sta facendo con quella nuova. Cerca di pensare a tutto quello che di infido fa e ha fatto il tuo Np e spero che questo ti aiuterà a vederlo per come è realmente perché quella persona che hai conosciuto non esiste.
      Ti abbraccio

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      1. Il mio folle innesco mentale con np, durato in maniera fitta anche il mio quanto il tuo in termini di tempi, si è invece nutrito di altro. Voglio sottolineare che anche qui, pure nell’innesco, ognuno di noi ha le sue vie soggettive all’infatuazione per np, anche se molti effetti sono comuni ma perché indotti dalle pratiche manipolatorie di np e quindi li abbiamo provati tutti, ma quelli sono soprattutto i tilt biochimici del cervello che gioca il suo ruolo come in ogni dipendenza (es. la dissonanza cognitiva, il panico, il senso di svuotamento di energia e l’apatia…). Cioè, ognuno di noi ha vissuto, per quanto lo riguarda, una sua storia sentimentale particolare con il proprio np, non tutti i rapporti sono stati uguali e nemmeno tutti i tipi di relazione (per Ribelle,ad es. si tratta di un’amica). Io, per quanto mi riguarda, non ho mai avuto l’impulso ossessivo di controllarlo sui social (peraltro, mai diventata sua amica su fb), né durante la relazione (anche la mia durata quanto la tua) né nei mesi successivi all’interno della mia disperazione. Anche per questo, non l’ho mai bloccato su wa. Potendolo poi concretamente incontrare (sale da ballo, che entrambi frequentiamo; per me il ballo è una passione da tanto tempo, un mio terreno di benessere, ben prima di conoscerlo, non ho mai pensato di poterci rinunciare solo perché l’ho incontrato lì, anche se, certo, la sua presenza mi ha sempre in qualche modo condizionato), il no contact totale non ho mai potuto veramente praticarlo, quindi mi sono dovuta attrezzare diversamente per staccarmi da lui. Come anche capita a te, anche lui si tiene oggi come oggi a debita distanza da me, perché – io dico per mia fortuna – deve sempre stare in relazioni d’amore e quindi c’ha da fare. Potendolo concretamente incontrare e sapendo che non è bene per me, addirittura io spero che np abbia in corso una qualche relazione, sì da tenersi impegnato altrove ed evitare così un suo eventuale ripiegare su di me.
        Comunque, dicevo prima che dopo la chiusura della relazione con np, il mio pensiero ossessivo su di lui, l’averlo sempre in mente dalla mattina al risveglio alla sera al dormire, si alimentava soprattutto di ricordi (miei) e di suggestioni sonore, molta musica ballata insieme… Quello che mi faceva soffrire era soprattutto l’idea di una possibilità sprecata da entrambi (pure da lui), come se ce ne fosse mai stata una da parte sua, mi trovavo nella condizione di vedere ilporcile in cui si era immersi ma di intravedere dietro anche la baita, insomma: l’aspettativa, l’illusione, di poterlo cambiare. Io ho dovuto combattere con questa bestia interiore mia, più che con la rabbia o la gelosia per le altre.
        Poiché non è bloccato, pur non andando quasi mai io a controllarlo (durante la relazione e nei mesi di disperazione non l’ho quasi mai fatto, mi è capitato successivamente, più con un senso di curiosità che altro), mi è comunque capitato di vedere sue “esibizioni” su wa (immagini del profilo) e, conoscendone bene il disturbo, ne ho immaginato il percorso manipolatorio, attraverso l’immagine messa o tolta o cambiata sapere quale tipo di cattiveria stava sperimentando altrove, quale immagine di sé stava mostrando… anche a me, forse, ma sicuramente in generale, a più referenti, a molteplici prede…Questo, come è capitato a te e a Spirito, mi ha aiutata a vederne il lato esibizionistico e ridicolo. La situazione di oggi è che lui si tiene molto lontano da me, ma ogni tanto fa cucù, spesso nella forma di visualizzare una qualche mia immagine di stato wa (non la foto del profilo, intendo, che io a differenza di lui lascio a lungo), o addirittura un commento allo stato… Io, visualizzando che mi ha visualizzato, noto pure il suo cambio di immagine wa (che strumento infernale… terreno fertile per disturbati… un continuo rimando di specchi…è un incantesimo da spezzare se si è ancora in fase acuta di dipendenza da controllo sui social di quello che fa np). Questo può scatenare, in lui, una comunicazione con me super-indiretta (sa che io vedo che lui mi ha visualizzata), fatta a colpi di immagini (dall’esibizione della cattiveria a quella della bontà, o viceversa), in modo vario, a seconda del momento e di quel che rappresento per lui nell’attimo esatto in cui il suo pensiero è caduto su di me, o per blandirmi o per contraddirmi (io gli ho subito comunicato che sapevo che è un narcisista patologico, durante la stessa relazione e già poco dopo l’inizio: quindi lui passa eternamente in questo pendolo malato: dal dirmi “sì, è vero, ci hai preso, sono cattivissimo” al “no, non ci hai preso, io sono buonissimo e semmai sei cattiva tu!”: questo significano le immagini demoniache e le immagini zen). In tutto queste immagini del disturbo che inquina alla radice le relazioni, io ormai tendo a guardare come un’entomologa: osservo la dinamica, e mi è immediatamente lampante la sottesa logica disturbata. In una ripetizione senza fine, destinata a ripetersi eternamente. Lo sfiorarmi di np produce sempre una sorta di vertigine energetica, non lo nego certo, ma ormai so per certo che è un’energia che non mi porta da nessuna parte se non a bruciarmi e a lasciarmi a terra, è un’energia di cui conosco fin troppo bene l’andamento ad onda (viene, travolge e poi si ritira lasciandoti al freddo)… vedere attraverso questi giochini di wa sempre le eterne dinamiche non mi coinvolge più, al contrario ha immesso gradualmente, in me, un senso di estraneità a questo vissuto. L’immagine del personaggio che si riaffaccia splendido, lo spacciatore di porcili per baite intendo, può pure farmi accelerare un po’ il battito cardiaco (per biochimica), ma il portato di fango dietro il verde lo conosco già, e so che inevitabilmente lo porterà con sé. Questo è il pensiero che ho introiettato e penso che sia la chiave del disincanto che ci sembra improvviso (la sensazione come di risvegliarsi da un incantesimo di cui parli). Anche io ho avuto in effetti a un certo punto una sensazione del genere, anche se parlerei per me più di una fase molto concentrata che di un preciso momento. A lungo, prima, di np ho ricordato solo o prevalentemente i lati seducenti, poi si sono abbinati il ricordo dei lati distruttivi (che può servire per staccarsi: ricordare che ci ha fatto soffrire) ma soprattutto, per quanto mi riguarda, hanno cominciato a definirsi bene i lati proprio noiosi. Il senso del ridicolo a volte straborda: c’è una mancanza di stile, un’esagerazione meschina, un essere laidi: questa immagine intacca la figura seducente di np, almeno per me è stato così., e la depotenzia di potenziale distruttivo. Si tratta, in sostanza, di aver introiettato l’idea che sono malati irrecuperabili. Per me, il clic è questo. La fine di ogni stupore su di loro. La fine di ogni aspettativa su di loro. Anche di quella di vederli soffrire.

        Il problema, per me, oggi, è un altro. Fuori dalla fase di astinenza da np (non mi sento più una drogata che ha bisogno di una dose di adrenalina: io assimilo molto a questa condizione, su di me, l’effetto di np), il pensiero fisso di np non c’è proprio più (posso passare giorni a non pensarlo pure se ha fatto cucù), non mi aspetto nulla da lui e in lui e per lui e con lui. Ho imparato a riassaporare il benessere naturale che viene da stimoli anche piccoli, ma autentici (senza l’adrenalina drogata di np). Ho riacquistato forza. Vedo però che gli uomini che incontro non mi entusiasmano mai molto (pur essendo interessata a nuove conoscenze), pure se sono persone meritevoli. Il mio dubbio e il mio cruccio è che, pure se sganciata mentalmente da np, io non riesca comunque a tornare a sensibilmente vivere, non so se mi sto spiegando bene…

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      2. Cara Blume, mi ritrovo notevolmente in molti aspetti del tuo racconto. Anche il mio Np fa ogni tanto “cucù” visualizzando i miei stati su whatsapp. Dopo la nostra rottura (perché lo avevo colto in flagrante con l’altra) mi ha tenuta per tre mesi bloccata su whatsapp. Mi ha sbloccata dopo che ci siamo incontrati casualmente ad una festa e da lì ha ricominciato una specie di love bombing visualizzando i miei stati quasi in tempo reale. Così per un mese, poi ha ricominciato a scrivermi e dopo due mesi di messaggi e una telefonata di due ore in cui mi diceva di essere dispiaciuto per come fossero andate le cose tra noi, è sparito nuovamente. Inutile dire quanto mi avesse mandata in confusione…oggi ho ben chiaro il fatto che il suo è stato semplicemente un ripetersi del solito schema. In pratica quell’andamento ad onda di cui parli tu che “viene, travolge e poi si ritira lasciandoti al freddo”. Ecco, mi sono sentita esattamente così ma mentre lo faceva non me ne rendevo bene conto però lo sospettavo. Ne ho avuto la conferma proprio in questi giorni che ha ricominciato il love bombing, di nuovo attraverso le visualizzazioni in tempo reale dei miei stati. È stato forse questo palese, ridicolo tentativo di riaggancio, unito ai post pubblicati sui social dalla sua nuova ragazza (in cui è chiaro il fatto che la stia usando per accrescere la sua posizione lavorativa, ma lei non può capirlo) che mi ha fatta risvegliare di colpo per vederlo in tutta la sua pochezza. Io non sono mai riuscita a provare rabbia nei suoi confronti, probabilmente perché con me lui ha sempre usato modi gentili e “rispettosi” ma ora mi rendo conto che la sua gentilezza non era nient’altro che la sua maschera. In realtà ha riversato su di me tutta la sua rabbia attraverso i silenzi e le sparizioni. Non ho mai sentito nemmeno il bisogno di vederlo soffrire, di rivendicare giustizia, perché penso che abbia realmente un’esistenza priva di qualsiasi soddisfazione…dal momento che passa la maggior parte del suo tempo ad escogitare giochetti per far soffrire le persone, non può di certo godersi le cose belle della vita, non riesce nemmeno a vedere quali siano. Hai detto benissimo: hanno cominciato a definirsi bene i lati noiosi, la mancanza di stile e questo intacca l’aspetto seducente di Np e lo depotenzia.
        Credo di aver capito quello che intendi dire quando affermi di non riuscire ad entusiasmarti nonostante tu abbia incontrato degli uomini interessanti. Come per tutto il resto, penso che piano piano ritroverai il tuo entusiasmo o forse semplicemente non hai ancora incontrato quella persona che ti convince totalmente, per cui pensi valga la pena lasciarsi andare nuovamente. Non c’è niente di sbagliato in questo, non bisogna sforzarsi di provare piacere per qualcuno, non bisogna accontentarsi. Sicuramente l’aver conosciuto un Np ci ha insegnato che dobbiamo fidarci del nostro istinto e che, se abbiamo la sensazione che c’è qualcosa di strano, probabilmente è così.
        Un abbraccio

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      3. “Il mio dubbio e il mio cruccio è che, pure se sganciata mentalmente da np, io non riesca comunque a tornare a sensibilmente vivere, non so se mi sto spiegando bene…”
        Questo “tornare a sensibilmente vivere” io me lo ritrovo con i miei figli… Non ho nessuna intenzione di incontrare uomini, almeno non per ora, ma quella sensazione di blocco (?) me la ritrovo nello slancio affettivo con i bambini… è come se mi fossi costruita una corazza… come se avessi intorno a me uno spesso strato desensibilizzante…
        Anch’io “non mi aspetto nulla da lui e in lui e per lui e con lui”, non voglio neppure sapere cosa fa e con chi, non mi interessa… il problema non è tornare a sintonizzarmi su me stessa, questo l’ho fatto, almeno credo, ma qualcosa è andato storto perché ancora non mi sento vivere..

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      4. Si, anche io mi trovo in uno stato di desensibilizzazione, pur avendo ricentrato me stessa, pur se uscita da tempo dalla dissonanza… Che dire, speriamo che si presentino occasioni di riattivazione, di nuovo slancio sensibile. Abbiamo profuso talmente tante energie con np che sembra davvero non ce ne siano più per nessuno, né per noi né gli altri meritevoli di attenzione intorno a noi (nel tuo caso i figli, nel mio nuove conoscenze maschili). È un pensiero che mi preoccupa, ma voglio pensare che è una fase…perché dovremmo essere morte dentro? Perché un un essere privo di personalità definita (che non sia il disturbo caratterizzante) ha incrociato la nostra vita? No. Non si può permettere questo, sarebbe la nostra sconfitta. Bisogna allora che il tempo ancora passi e sperare anche nella buonasorte…

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  18. Grazie Charlotte per le tue parole! E meno male che gli avevo detto e non una volta sola che il fatto che sparisse mi generava ansia perché mi preoccupavo per lui. Come parlare al vento.
    Sicuramente in tutta onestà ti dico che preferirei che stesse con un ‘altra, che quindi avesse una vita sociale anziché sparire solo per la voglia di farsi cercare e manfrine simili. Da venerdì ad oggi sono tanti giorni ma del resto notizie da amici comuni di una sua prematura dipartita no me ne sono arrivate quindi deduco che sia vivo 😄! Poi penso che mai lascerebbero un numero di cellulare se sanno che su quello possono essere contattato. Un abbraccio

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    1. Ed è proprio perché gli hai detto che se lui sparisce ti provoca ansia, che lo fa. Loro agiscono appositamente per provocare dolore. Si sentono bene quando qualcuno sta male per causa loro, la loro esistenza si riduce a questo!
      Buona serata 😊

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    2. Aria,
      è proprio come dice Charlotte.
      Gli hai servito le informazioni su come ferirti, anche senza bisogno dell'”intervista”; e pensi che non le avrebbe usate, alla prima occasione ?
      Sicuramente, tu l’avrai fatto per cercare di spiegargli meglio come sei, nella speranza che questo uomo così maldestro con la gestione dei sentimenti altrui potesse imparare a destreggiarcisi meglio.
      Invece non era maldestro, era proprio completamente anestetizzato ai sentimenti !
      E, alla prima difficoltà/disagio che gli si presenta, ecco che ti ferisce usando proprio la vulnerabilità che tu stessa gli avevi confidato.
      Forse questo è un loro modo di sfogare la rabbia che provano nei confronti di chi invece con i sentimenti sa averci a che fare e non ne ha paura.
      Perchè tu hai fatto una cosa che lui non riuscirà mai a fare: confessare a un altro le proprie debolezze.
      Ecco perchè ora ti colpisce proprio lì.
      Così facendo, ti dimostra anche cosa succede agli ingenui come te (è questo che pensa di come va il mondo).
      Ed è per questo che lui invece non farà mai “questo errore”: perchè è convinto che, se si aprisse agli altri, farebbe la fine che lui ha fatto fare a te.

      Senza rendersi conto che siamo noi a rendere il mondo ciò che è.

      Se lui lo vede nero, è perchè non sa vedere che il nero. E allora tutto intorno a lui sarà davvero nero.
      Sa che tu riesci invece a vederlo a colori, ma o pensa che ti sbagli di grosso (quando è in buona, e quindi ti lascia fare), oppure (quando invece gli gira male) ti vuole costringere a negare a te stessa i colori che vedi.
      Perchè, se esistessero davvero i colori, dovrebbe ammettere di aver basato la propria esistenza su dei paradigmi completamente sbagliati.
      Dovrebbe ammettere di aver buttato la propria esistenza.
      E’ per questo che ci combattono così strenuamente.

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  19. Blume sei stata chiara e ti ringrazio per il tuo
    preziosissimo commento. Mi chiedevo se fosse normale provare un senso di ansia e di disperazione quasi panico nel non vederlo collegato per giorni. Ho la sensazione che mi manchi l’aria. Sono normali queste sensazioni? Addirittura provare paura che lui sia definitivamente andato via? Sono forse esagerata?

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    1. Non so, Aria. Forse si, forse bisogna provare pure questo, fare i conti anche con questa sensazione, come di una iniezione di realismo. Scusa, ma non mi ricordo la tempistica della tua storia, da quanto tempo si è conclusa, la normalità delle nostre emozioni si misura anche sulla loro durata… Direi che se hai superato l’anno-l’anno e mezzo dal distacco forse no, non è normale. Se vedi che nel tempo le tue emozioni stagnano e non si trasformano in qualche modo, forse hai a che fare con un tuo tratto ossessivo, ma non so…

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  20. Per Charlotte.
    Si, anche con me np ha sempre fatto cosi, sparisce e poi (quando è scoppiata la relazione con la fidanzata di turno) si ripresenta a me in varie forme, anche tipo la tua che gli dispiace di qualcosa, o in fare amichevole, o altro, per poi risparire di colpo (quando si concretizza una nuova fidanzata), sebbene si ho l’onore di rappresentare il primo fra i suoi scarti (!)… senza propormi più direttamente sesso (anche per sospetto o timore di un mio rifiuto, a mio parere, altrimenti tenterebbe anche questa via) ma ovvio sempre tentando di tenere in qualche modo erotizzata la relazione (tutte le sue relazioni hanno questo carattere, comunque con me può contare anche sul fatto che c’è stato un gran buon sesso insieme, c’è sempre stato feeling su questo terreno,’questi tasti ci sono davvero). Quindi. tutto sempre uguale. Poi lui a un certo punto scompare, se fa comodo e ha l’occasione, appena prima prova pure a svalutarti. Un ciclo infinito. Ma anche che palle, no? Una volta mi disse che lui ha bisogno di un corteggio di donne intorno che abbiano tensione erotica con lui pur senza andare a letto con lui, una sorta di harem sessuale virtuale. Penso fosse qui sincero, che mi parlasse di una fantasia possibile in un np, anzi direi tipica di un np. Mi chiese: tu non vuoi farne parte? , come costituisse per me un onore. Gli risposi che preferisco essere unica, pure se non eterna. Che non so stare nell’harem.

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  21. Ieri mentre mi allenavo in palestra, sentivo una stanchezza non fisica. Non riuscivo a concentrarmi: la mia era una stanchezza mentale.
    Mi sveglio già stanca: tutto questo rimuginare mette a dura prova il mio cervello.
    Ho un bisogno disperato di leggerezza.
    Grazie a tutte!

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    1. Aria, ritroverai la tua leggerezza. È normale sentire la stanchezza mentale. Sono pensieri ossessivi che rubano tanta energia e ci impediscono di concentrarci su tutto il resto. Io per mesi, ogni giorno non vedevo l’ora di andare a dormire solo nella speranza di riuscire a non pensarlo perché da sveglia non facevo altro. Questo blog mi ha aiutata tantissimo, è davvero importante capire che noi non possiamo fare niente per far funzionare una relazione con un Np. È importante capire che in realtà quella relazione che pensavamo di avere con lui non esisteva, esisteva nella nostra mente, nei nostri desideri perché lui ci ha illuse di provare quello che provavamo noi. Ma tu ti comporteresti così come fa lui nei confronti di una persona a cui vuoi bene? Che non deve essere necessariamente un partner ma anche solo un’amica, un collega di lavoro…penso proprio di no. Non lo faresti nemmeno con un estraneo. Ti consiglio di leggere ogni giorno più informazioni possibili sugli Np e scoprirai che l’atteggiamento del tuo Np è ed è stato uguale o molto simile a quello dei nostri Np. Ti riconoscerai nei racconti delle altre e riuscirai a capire che i suoi comportamenti sono solo uno schema che si ripeterà all’infinito e non c’è niente che puoi fare per rompere questi suoi schemi.
      Ti abbraccio

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  22. Blume, anche il mio Np nei suoi messaggi ha sempre fatto allusioni e riferimenti sessuali in maniera non esplicita. Penso che anche nel mio caso (durante il suo riaggancio) non abbia provato a propormi di più per paura di un mio rifiuto, ma ha provato a buttare l’amo a cui (ovviamente) non ho abboccato. Anzi, nella famosa lunga telefonata gli avevo detto apertamente che non potevo essere quella degli incontri occasionali ma nemmeno quella fissa disposta ad accettare i suoi continui tradimenti. E nemmeno un nome da far scorrere nella sua rubrica di contatti e a cui scrivere nei momenti di noia. Gli ho proposto un’amicizia ma naturalmente a lui non interesso come amica. Credo che l’insieme delle cose che gli ho detto durante quella telefonata abbia contribuito alla sua sparizione (che ci sarebbe stata comunque, non è che mi pento di quello che gli ho detto, anzi). Voleva capire fino a che punto sarei stata disponibile nei suoi confronti e sono stata molto chiara. Adesso riesco a parlarne lucidamente e serenamente ma è stata veramente dura, dopo quella telefonata ho passato giorni ad arrovellarmi il cervello ripensando ad ogni singola parola del nostro “discorso” senza senso (sì, perché i discorsi che facciamo con loro alla fine non hanno mai un senso). Adesso sono consapevole di non essermi persa niente, perché NIENTE è quello che possono darci gli Np.
    Un abbraccio e buona giornata a tutte! 😘

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    1. Si, infatti tutti i discorsi, benché lunghi e articolati, in realtà non hanno alcun senso, soprattutto perché in realtà stavamo parlando di cose diverse: a noi interessano i contenuti, a np le dinamiche relazionali (essere loro in posizione up e tu down: per np è sempre una questione di rapporti di forza, una logica di tipo militare). E quindi, in primo luogo, dobbiamo assolutamente abbandonare l’idea che se avessimo detto o fatto cose diverse loro si sarebbero comportati diversamente. Non è così, perché hanno proprio scopi diversi da noi: non sono mai collaborativi ma sempre competitivi. Con le nostre azioni e reazioni possiamo certo spingerli in un verso o in un altro (io, ad es., sono sempre stata consapevole che il mio parlargli apertamente del suo disturbo e più in generale il mio modo di pormi lo allontanasse da me), ma sempre nell’ambito del loro copione, che prevede il permanere laddove ci sono rifornimenti malati e l’andarsene se il rifornimento scarseggia o se magari le cose stanno andando troppo bene. Quello che vogliono a qualsiasi costo evitare è il loro coinvolgimento di fronte a una individualità che mantiene se stessa, è il percepire se stessi in stato di bisogno (anche essere amati e amare è di fatto un bisogno dell’altro: per questo non sono in grado di amare). Se non possono piegarti, fuggono (pure se rimani per loro un sfida non conclusa: questo spiega il fatto che il”mio” np ogni tanto a me si rivolga ancora).
      Quindi, si, concordo, non ci siamo perse niente, o meglio ci siamo perse un rapporto incartato su se stesso, privo di ogni possibilità di evoluzione (= la negazione della vita: la tensione di np è verso la morte, e anche la propria oltre quella altrui).

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  23. Buon pomeriggio ragazze, torno a scrivere e vi ringrazio per le risposte.
    Sapere che il mio ex stia con altre donne non mi stupisce, quella attuale dovrebbe essere la terza dopo di me, quindi nulla di nuovo sotto il sole. Pare che la penultima vittima abbia telefonato alla moglie, probabilmente esasperata dalla sua ossessività e dal suo controllo, per informarla delle innumerevoli scappatelle del “carissimo” marito.
    Io so di esserne fuori, quattro anni di no contact in cui ho arginato la mia dipendenza, la mia astinenza nei suoi confronti.
    Certo che mi sono fatta tante domande, ma non a tutte sono riuscita a rispondere, sapete quanto me come sia difficile combattere se stessi e la propria essenza.
    Credo che le mie ferite narcisistiche abbiano radici molto lontane, ad un lutto importante non elaborato e la conseguente sostituzione con il mio np.
    Era lui, dopo la separazione con il mio genitore prematuramente scomparso, a farmi da stampella, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni. Così mi sono isolata e tutto quello che ne consegue.
    Al momento dello scarto, fatto in malo modo e penso pure per ferirmi a morte, ho perso la voglia di vivere, i colori, i sapori e niente è stato più come prima. A poco a poco mi sono ricostruita senza di lui, ma sono lontana dall’essere completamente libera dal suo pensiero, soprattutto quando mi giungono sue notizie, dal momento che non lo vedo più neanche per sbaglio.
    Ecco, questo stare male al solo racconto di un suo passaggio mi lascia basita. Mi chiedo il perché, come bene mi suggerisce Blume, forse va a toccare le corde di una antica ferita? Mi umilia il fatto di essermi fatta ferire o mi ha colpito al nocciolo del mio problema, di svalutazione, di abbandono?
    Rifletto e credo sia un misto di tutto ciò e non lo dico sbrigativamente, sono giorni che ci rimugino per capirmi, per riuscire a guarire una volta e per tutte questa ferita che pare sia rimarginata e invece stenta ancora a guarire completamente.
    Certo è che mi ero totalmente aperta, fidata e affidata all’np, certo è che lui fosse disturbato e mi controllava, pedinava e ossessionava e poi mi ha lasciata per un’altra. Della serie il bue dice cornuto all’asino … lasciatemi passare la volgarità, vero è che lasciandomi in tronco, estranei improvvisamente mi ha tagliato le gambe. Ma se anche riuscissi a trovare la mia antica ferita, cambierebbe tutto quanto? Ovvero smetterei di rimanerci male nel momento in cui mi arrivano le notizie circa la sua intensa e inutile vita amorosa? Oppure basterebbe razionalmente sapere da dove originano i miei problemi per risolvere il dissidio interiore che mi rapisce venendo a conoscenza dei fattacci della sua misera esistenza? Andando a ritroso non riesco a trovare niente di particolarmente mancante nella mia vita, una famiglia normale, madre presentissima e padre affettuoso spesso fuori per lavoro. Nessun abbandono se non quello definitivo di mia madre e forse è proprio lì la sorgente dei miei problemi successivi. Chissà forse mi sono rispecchiata in lui credendolo, erroneamente, degno di fiducia come solo poteva esserlo mia madre? Ammetto che lui mi ha lasciata mi sono sentita in preda alla paura. E ora come faccio da sola pensavo? Ma è anche vero che successivamente ho fatto un sacco di cose, raggiungendo anche degli obiettivi non semplici che mi ha ridato fiducia in me stessa! E sono anche certa di essere fisicamente gradevole. Quindi non dovrebbe trattarsi di scarsa autostima.
    Quanto alla nostalgia, non mi manca assolutamente la versione peggiore di lui dell’ultimo periodo, ghosting, evitamento, razionamento delle telefonate, (gli ho perfino restituito la scheda telefonica) dei messaggi, svalutazione e tutta la dolorosa trafila prima dello scarto finale. Non mi manca lui dei momenti belli in quanto li ho catalogati come falsi, parola per parola. Mi manco io. Come mi ha fatta sentire e come so che fino ad oggi non sono più stata. Non ho più trovato un uomo abbastanza interessante da … ho preferito leccarmi le ferite e non cercare la sostituzione a tutti i costi. Non ho applicato la regola chiodo schiaccia chiodo, sebbene non abbia mai smesso di frequentare un altro uomo. Insomma tutto è cristallizzato, non soffro come all’inizio, ma mi duole se arrivano sue notizie. Vorrei sentirmi ancora adrenalinica, ma non c’è l’uomo che la provochi. Vorrei cancellare tutto, ma non ci riesco.
    Mi incavolo come una belva al solo pensiero che gli abbia dato la possibilità di avermi delusa, di avermi fatto male … ma non posso cambiare i fatti. Mi pento amaramente di essere stata ingenua!
    Scusate se mi sono dilungata generalmente sono molto sintetica.
    Aiutooooo

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    1. Carissima Saretta, io non credo che se tu riuscissi a capire quale sia stata la tua antica ferita cambierebbe tutto…alcuni dicono che forse sarebbe anche meglio non scavare a fondo nelle nostre antiche ferite. Penso però che se tu riuscissi a capire cosa ora (da adulta) ti porta a essere dipendente dall’attenzione di Np, ti aiuterebbe. Almeno per me è stato così, quindi ti parlo esclusivamente sulla base della mia esperienza personale. Tu hai scritto “Mi manco io. Come mi ha fatta sentire e come so che fino ad oggi non sono più stata.” Il punto è questo: lui ti ha fatta sentire unica e speciale. E tu lo sei sicuramente. Ma tutto quello che lui ha detto o fatto è stato esclusivamente per attirare la tua attenzione, per attirarti nella sua ragnatela. È l’adrenalina che ti provocava che ti manca, non lui, perché lui in realtà è propio quella versione peggiore che non ti manca affatto. Anch’io mi ero aperta da subito totalmente con il mio Np (ed io sono una persona molto discreta, a cui non piace raccontare di sé) perché mi dava l’impressione di essere una persona comprensiva e affidabile. Ho provato vere e proprie crisi di astinenza dopo aver chiuso la relazione con lui (nel peggiore dei modi ovviamente) e il fatto di saperlo con altre donne era per me una tortura. Mi chiedevo continuamente perché con le altre sì e con me no? E piano piano sono riuscita a darmi delle risposte, vedendo come è passato tranquillamente da una storia all’altra e leggendo i messaggi che mi scriveva nonostante frequentasse un’altra persona. E mi sono chiesta: ma tu vorresti veramente essere al suo posto (di lei)? Saresti felice sapendo che non potrai mai fidarti totalmente di lui? Sapendo che ci sarà sempre un’altra, che non sarai mai abbastanza per lui e non sarai mai davvero unica e speciale, come vorrebbe farti credere? Mi sono risposta di no.
      Non so se ti sono stata in qualche modo di aiuto, ma credo che la chiave di tutto sia cominciare ad essere consapevole che non hai bisogno che sia lui, nè nessun altro a dirti quanto tu sia unica e speciale.
      Un abbraccio

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      1. Sì, confermo, anche io ho provato vere e proprie crisi di astinenza dopo aver chiuso la relazione con lui (tipo droga) e la tortura era per me il fallimento delle mie aspettative e il pensiero fisso dello spreco dell’occasione per entrambi. Mi pareva di aver perso chissà che, come anche a te (gelosia per le altre indica lo stesso pensiero su np). Ma anche io ho cominciato a un certo punto a pormi le stesse tue domande: vorrei accanto a me uno che è così liquido che non si ferma mai, che dovrà avere sempre un’altra donna, che mai sarò unica e speciale davvero perché il suo obiettivo è distruggermi ?… e mi sono risposta anche io di no, assolutamente no, perché IO VOGLIO essere unica e speciale per qualcuno e NON VOGLIO essere maltrattata. Questo è il passo del ritorno alla nostra sanità mentale e del riconoscimento della loro follia irrecuperabile, perché si deve accettare che np è così né diverso può essere da così. Questo passaggio aiuta molto.

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      2. Concordo con te, cara Blume. La fatica di stare appresso a queste persone ruba anni preziosi della nostra vita. Nessun essere umano sano di mente, quando bombardato da continue svalutazioni, riesce a mantenere la concentrazione sul suo proprio benessere quando viene accusato di essere egocentrico per il semplice fatto di volersi bene e mantenere intatta la propria integrità. A parte i continui giochi psicologici al quale sottopongono le loro pseudo compagne/fidanzate/moglie, credo che dentro ogni persona sana ci sia da qualche parte la capacità di adeguarsi e godere ancor di più di situazioni e relazioni altrettanto sane e anche molto passionali. Un abbraccio fortissimo!

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    2. Coraggio Saretta, come vedi non sei sola.
      Capire quale è stata la nostra ferita originaria che può renderci vulnerabili ad un aggancio da Np è importante, anche se alla fine non risolve magicamente il dolore e la sofferenza di un abbandono, con tutto quello che comporta…senso di indegnità, non sentirsi “abbastanza meritevoli”, temere di credere di nuovo ai sentimenti per paura di essere ferite ecc…
      Ecco, io penso che sentirsi come “cristallizzate” nella fase del dolore post traumatico sia normale e bisogna darsi tempo per elaborare tutto, ma c’è anche da dire che quando questa fase dura troppo a lungo è un grosso regalo che facciamo agli Np, i quali vogliono proprio saperci così…immobili e sofferenti a pensare a loro. Non vogliamo mica dargli questa soddisfazione, vero? 😉
      E’ importante vincere la paura di rimettersi in gioco…non significa buttarsi tra le braccia del primo che capita ma regalarsi l’opportunità di fare nuove conoscenze…non solo sentimentali, ma anche amichevoli, aprirsi a nuovi interessi, iscriversi a un corso, fare qualcosa che avremmo sempre voluto fare ma che abbiamo sempre rimandato…
      Magari all’inizio si fa fatica ma piano piano, riprendendo in mano la nostra vita e il nostro tempo scopriremo quante belle cose ci sono intorno a noi che il rapporto con Np ci aveva fatto ignorare perchè troppo impegnate a mantenere in piedi il legame tossico.
      Un abbraccio grande

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    3. Cara Saretta, evita il rimuginio, la ruminazione: i pensieri ossessivi e ripetitivi su quello che di pessimo è stato con np, la rabbia di avergli dato il potere di deluderti e di farti soffrire… Lascialo andare. Lascialo andare veramente, del tutto. Se hai un potere, è solo quello di lasciarlo andare. Lui vorrebbe rimanere nella tua mente ma tu puoi lasciarlo andare.
      Per quanto riguarda individuare esattamente le nostre ferite originarie, si tratta di percorsi lunghi, a volte molto complessi, non tanto il frutto di pensieri razionali e ragionamenti. Quello che io volevo dire è di indirizzare le nostre energie verso noi stesse più che verso l’interpretazione o la rabbia verso np, comprendere che spesso non sono loro in sé a ferirci ma l’effetto che hanno su di noi per come stiamo in quel momento: che spesso, attraverso di loro, le nostre mancanze parlano a noi stessi e ci possono indicare punti dove non ci siamo abbastanza valutate, dove ci siamo affidate troppo a un altro da noi, dove abbiamo riposto la nostra felicità troppo nelle mani di qualcun altro… Molte di noi hanno avuto famiglie disfunzionali, chiaramente disfunzionali, per esempio quelle con membri della famiglia o genitori np, lì il problema è evidente, lì si sa certo da dove partire. Ma se tu non hai avuto una famiglia disfunzionale in questo senso, se sei stata amata, se prima di conoscere questo np non ne hai avuti altri, può anche essere che sia stato per te un incontro sfortunato e basta.
      Pensare a np può accadere, anche dopo anni (del resto, non a caso si consiglia il no contact a vita, certe persone cambiano casa per evitare di essere raggiunte…). Lo si legge nella letteratura scientifica, nelle testimonianze sui blog, qui fra di noi, anche il fatto di continuare a seguire il blog è un elemento di collegamento che rimane anche se si è fuori dalla dissonanza, dalla fase di rabbia, dalla sofferenza. Se tu ci pensi ancora dopo 4 anni di no contact totale, ma soprattutto se il pensiero su di lui in te non si modifica, qui c’è sicuramente qualcosa che non sta funzionando nel percorso di liberazione da np, è evidente. Ma non spaventarti. Ecco, non spaventarti. Se succede, evidentemente può accadere. Le ragioni per cui accade o le prendi come qualcosa che viene e poi passa, tipo influenza, oppure ti consiglio di andarle ad indagare con uno psicoterapeuta. Non so se sei in condizioni di farlo, ma facci un pensiero: a me la psicoterapia economicamente pesa, ma mi ha aiutato molto a modificare il mio pensiero su np, il mio modo di pensarlo intendo. Perché un conto è se np viene in mente come un malato irrecuperabile verso cui avere una modalità emotiva a bassa intensità, un altro se lo si pensa o come a una stella che splende radiosa e che in fondo vorremmo ancora nostra (questo succede comprensibilmente soprattutto nelle prime fasi del distacco, ed è una nostra modalità emotiva ad alta intensità) oppure pensarlo come a un mostro (quale anche è) che dovrebbe essere catapultato nel profondo dell’inferno mortacci sua (che pure, se vogliamo, gli starebbe bene): questa della rabbia è una fase che sopraggiunge in noi in un secondo momento: ma è sempre una nostra modalità emotiva ad alta intensità reattiva). Secondo me, non bisogna lavorare per abbassare i pensieri che vengono su np o respingerli (agognando magari il miracolo di non pensarlo più, perché più ci sforziamo con la mente e più il pensiero ci disconferma, andando testardamente a battere lì: avete mai provato questo loop disperante? io credo di sì…), quanto piuttosto lavorare per abbassare la nostra reattività emotiva al pensiero di np. Su questo, forse, è possibile un po’ lavorare.
      Voglio dire: se np viene in mente, che venga (se non riusciamo a sottrarci dal pensiero…), ma che almeno non smuova una forte intensità di emozioni su di noi: questo sarebbe l’obiettivo: abbassare la nostra emozionabilità al contatto con np.
      Nella mia esperienza, un passo importante per orientarmi verso questo obiettivo, è stato abbassare il mio feroce giudice interiore che non mi perdona di essermi lasciata fregare da np. Io vedo questo stesso feroce giudice interiore in ognuna di noi quando ci incavoliamo di aver dato a np la possibilità di ferirci (come dici tu stessa, ma spesso lo diciamo, è una emozione ricorrente): a me succedeva di non perdonarmi di essermi illusa in un suo possibile cambiamento (al quale mi sono applicata con tutte le mie energie, nell’ottica di salvarlo da se stesso e di salvare insieme me stessa, cioè la nostra meravigliosa storia d’amore che tale sarebbe stata se non ci fossero state le sue paure: io ho vissuto la relazione sostanzialmente così): mi sono anche sentita un’imbecille ad essermi illusa, e non permetto a nessuno di farmi sentire tale, perché sono generalmente molto orgogliosa e combattiva, e so mascherare le mie fragilità, che non amo che sino viste all’esterno.
      Il perdonarmi di essere stata quella che sono effettivamente stata con np mi ha consentito di abbassare molto il livello di reattività emotiva ai cucù di np: sono stata una che, pur nella consapevolezza precisa della natura del disturbo di chi avevo di fronte, si è fatta incastrare in un gioco di potere folle che ha nutrito np e svuotato me, lasciandomi priva di forze e tutta da ricostruire pezzetto a pezzetto, completamente incastrata nel pensiero di np mentre lui se n’era andato a pascolare altrove… un forte senso di umiliazione, in me, non tanto per l’essere andato con o da un’altra donna ma per l’avermi scartata, non avermi riconosciuta, avermi svilita… Sì, sono stata questo: e allora? Mi sono illusa, e dunque? Sono comunque stata umanamente bella, perché non ho mai agito in egoismo nécon la volontà di far male, come invece np. Dal punto di vista etico, è evidente che brillo io, non lui. Sono colpevole di aver dato chances laddove non avrei dovuto, ma la colpa è stata un dare, non un levare. Io questa grandezza umana me la rivendico. Il fatto di non avere empatia né compassione dell’altro non lo considero una qualità: va bene come sono fatta o, non come è fatto np….
      All’accorgermi che meno ero incazzata con me stessa meno fortemente le mie emozioni si innescavano in relazione a np, ho potuto capire che la capacità distruttiva di np,la sua intensità voglio dire, è molto legata all’autoaccettazione di noi stessi e delle nostre fragilità. Quello che voglio dire è che le emozioni che ci genera np sono sempre di inadeguatezza: np mira SEMPRE a fare questo (a esaltarti per poi farti cadere giù, facendo a pezzi la tua autostima): se noi continuiamo a percepire come vergognose (cioè, cose di cui vergognarsi) le nostre reazioni alle manipolazioni di np, siamo in un vicolo cieco: sono loro che dovrebbero vergognarsi, non noi, mentre paradossalmente siamo noi – su loro spinta manipolativa – a convertire questo sentimento (che sarebbe il loro) su noi stesse, e proviamo vergogna al loro posto: non ha importanza che proviamo vergogna per altre cose rispetto a quelle di cui si dovrebbero vergognare loro (cioè di star agendo malignamente per il male di qualcun altro), loro ci spingono a convertirle su di noi (facendoci sentire inadeguati) e finisce che non ci perdoniamo di non aver fatto questo ma quest’altro, di aver capito questo e non quest’altro, di aver permesso questo e poi quest’altro… : ci delegano a provare queste emozioni indesiderabili al loro posto,così se ne liberano: il loro giochino è questo. Sono manipolatori, è normale che ci abbiano disorientato, noi abbiamo reagito come abbiamo reagito, altrimenti come avremmo dovuto? considerando poi che con np quello che fai fai, dà mazzate e fa sentire tutti nei postumi con gli stessi sintomi… cioè, nessuno la vince con np, che sa sempre girare i tacchi e andarsene senza rimpianti né rimorsi (di lui si ricorderà molto, visivamente, le spalle…). In primo luogo, dobbiamo spezzare questo diabolico corto circuito: noi siamo state al meglio possibile, umanamente, perché PERSINO con loro abbiamo mostrato accoglienza e disponibilità ad amare, a perdonare, a dare…doti umane cioè, QUALITA’ umane (che loro non hanno), malriposte (perché verso di loro) ma sempre qualità. Se abbiamo dato perle ai porci, sì, è uno spreco, ma resta che le perle erano nostre e i porci erano loro. Cambiare la visuale di noi stessi e vedere quindi loro in modo diverso. A me, questo percorso è servito a depotenziare la mia reattività emotiva. Np non mi può più adescare, anche se la sua visione (perché non posso evitarlo del tutto) certo sempre ha degli effetti disturbanti (sarebbe più utile non vederlo più, è chiaro).

      Un abbraccio

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      1. Sono d’accordo con quanto dice Blume…l’obbiettivo non deve essere la rimozione totale del ricordo ma lavorare sule nostre reazioni alla sofferenza che Np ha portato nella nostra vita evidenziando i nostri lati più fragili.
        Ecco, in questo senso l’incontro (sfortunato) con Np può comunque rivelarsi incredibilmente utile per prendere in mano quella parte della nostra vita e rinforzarci per non permettere più a lui/lei o personaggi simili di fare danni…se riusciamo a lavorare su questo allora tutta la vicenda avrà avuto un’utilità, nel senso di farci evolvere altrimenti possiamo passare tutta la vita a maledire Np e a chiuderci a riccio…non avremo otttenuto nulla e l’avremo data vinta a loro, che appunto VOGLIONO saperci proprio così: umiliate, sconfitte, e sempre attaccate con il pensiero a loro.
        Scusate se mi ripeto a costo di sembrare pedante…ma il punto è proprio questo a mio parere e fa la differenza tra un recupero post traumatico vincente e la paralisi statica a cui troppe di noi si condannano ingiustamente per anni e anni.
        Un abbraccio a tutte

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    4. Carissima Saretta, ciò che stava accadendo a te nel momento dell’arrivo del narcisista nella tua vita spiega il senso di vuoto che oggi provi e la richiesta di un po’ di “adrenalina”. Il modo come i narcisisti abbandonano ha tutta l’intenzionalità di inferirci un nuovo lutto. Anzi, l’intenzionalità di sostituirsi al lutto che abbiamo vissuto o che stiamo vivendo. Ti manca la donna che eri quando stavi con lui… ma ti chiedo se la donna che eri stava davvero benone con se stessa. Se andiamo a ritroso nel tempo ci rendiamo conto di aver vissuto la maggior parte del tempo in attesa o dentro una bolla tossica di compiacimento, di rinunce, di gelosia e senso di inadeguatezza. Il tuo ex narcisista, quando ha capito che il suo giocattolo stava scappando è diventato uno stalker… Purtroppo questo tipo di inseguimento viene percepito come una lusinga quando la nostra mente è stata lavorata dal gaslighting relazionale. Quindi, penso che ti manchi l’euforia di sentirsi “amata in modo malato” e subito dopo scartata nei modi peggiori in una sequenza che potrebbe diventare infinita di tira e molla. In gergo tecnico tutto ciò si traduce in rinforzo intermittente e coazione a ripetere. So che è complicato liberarsi dalle catene di adrenalina che apparentemente si sono incastrate nel nostro DNA, ma ho la convinzione che la distanza, il tempo, la consapevolezza di sé, il rinforzo dell’autostima e la bellezza delle persone gentili che incontriamo abbiano il loro peso nella nostra scelta di dare addio definitivamente alla situazioni e persone tossiche. Un abbraccio grande, cara!

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  24. Ieri sera ho scritto a Lucia che siamo state derubate dell’innocenza…
    Quando scrivi “mi manco io” sintetizzi le sensazioni che proviamo quasi tutte… Blume lo ha definito “tornare a sensibilmente vivere”, io ho scritto “non mi sento vivere”…
    Qualche giorno fa Claudileia mi ha scritto “Piano piano comprenderei con le tue letture – e spero che qui troverai tanti spunti! – che stai manifestando gli stessi sintomi di un reduce di guerra o di una persona sopravvissuta a una catastrofe naturale.”
    La ferita originaria l’abbiamo affrontata, forse l’abbiamo anche capita (anch’io ho perso prematuramente mio padre a cui ero molto legata…), ma ora dobbiamo superare la guerra/catastrofe naturale che ci ha travolte…
    Non credo ci mancheremo per sempre, ma quella “ragazzina” ingenua e vitale capace di vedere un uomo in un mostro forse sì… ma non credo sia un male, anzi, credo che quando il percorso sarà finalmente concluso torneremo a fidarci di noi stesse e torneremo a “sentirci”…
    Ti abbraccio!

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  25. Cara Saretta, e Francesca e Charlotte, mi capita ormai di rado di scrivere sul blog, ma non manco mai di leggere i nuovi articoli e quando posso i commenti.
    Innanzi tutto mi dispiace che tante splendide persone di tempo in tempo abbiamo motivo di affacciarsi a questi contenuti, apprezzo enormemente il lavoro svolto dalla splendida padrona di casa e dei contributi donati da tutt*.
    Per una manciate di settimane di pseudo relazione virtuale con un allumista np covert da manuale ho combattuto per moltissimi mesi contro tutti i sintomi del disturbo post traumatico da stress. Come scrive giustamente Claudileia state lottando contro il vostro stesso corpo che reagisce alla carenza di neurotrasmettitori attivati dal vostro pusher di fiducia (si fa per dire).
    Ricordatevi che tutti gli np che avete avuto la sventura di incrociare a qualsiasi titolo (amicizia, lavoro, amore) hanno lavorato assiduamente per indurre la dipendenza, che hanno scientemente e attivamente brigato con love bombing tailor made per portarvi il più in alto e lontano possibile da voi stesse e successivamente farvi precipitare nel modo peggiore in un abisso di sofferenza.
    Il cervello umano, quando subisce un trattamento così malignamente orchestrato riporta una vera e propria ferita, “muoiono” interi settori di cellule e guarire richiede tempo. La mia “relazione” è stata solo virtuale e durata poche settimane…. figuriamoci cosa succede dopo tanti anni di convivenza.
    Ognuno ha una ferita di attaccamento più o meno importante e ancora non ho incontrato una persona perfettamente centrata e in equilibrio, che possa rintuzzare un love bombing di mesi e mesi.
    La conoscenza per me è stata fondamentale, mi ha aiutata a razionalizzare e risalire piano piano piano la china.
    Ricordate sempre che c’è una volontà malevola e la menzogna dietro ogni gesto e ogni singola parola e cercate di perdonarvi, per me è stato il passaggio più ostico, perdonatevi, coccolatevi e concedetevi tempo e attenzioni. Se potete un passaggio con psicoterapeuta esperta in NP e psicopatici aiuta a velocizzare la ripresa. Se non potete state su questo blog, ci sono sempre spunti preziosi e potersi aprire con persone che comprendono esattamente la questione è fondamentale.
    Il passaggio fondamentale è allontanarsi dalla fonte tossica, se possibile fisicamente altrimenti il distacco mentale richiede più sforzi (energia) più tempo e fatica… ci sono casi in cui non è proprio possibile non averci niente a che fare.
    Vi abbraccio tutt*
    Babi

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    1. Cara Babi, piacere di leggerti per la prima volta in questo blog. È proprio come dici tu, qui ho trovato tante belle persone con cui confrontarmi e che realmente mi stanno aiutando ad uscire piano piano da questo incubo. La strada è ancora lunga e faticosa, ma se ora intravedo uno spiraglio di luce è senza dubbio grazie a Claudileia e ad ognuna di voi.
      E adesso quando leggo riesco anche “sorridere” davanti a espressioni come “Love bombing tailor Made” 😂😂 è tutto tristemente vero, ma almeno mi hai strappato un sorriso e per questo ti ringrazio.
      Un abbraccio

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      1. Cara Charlotte,
        felice di averti fatta sorridere.
        Un passetto alla volta rispolveriamo tutte le qualità che abbiamo sempre avuto, umorismo incluso.
        B.

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  26. Grazie ragazze, poter condividere con voi i miei pensieri e trovare in voi persone comprensive è davvero confortante. Si mi sento una reduce di guerra anche se oggi ho accettato e integrato la sua assenza. Quando mi viene quella leggera malinconia penso che non potrei più tornare indietro a vivere da reclusa per un np paranoico. “Non ho bisogno di lui per sentirmi speciale”, questo oramai è un fatto conclamato, ma mi piacerebbe tornare a sentire quella sensazione ovviamente non con lui. La sua immagine oramai è nel mio ricordo corrotta dal male che mi ha procurato e sento forte la rabbia nei suoi confronti per l’inganno e nei miei per l’ingenuità. Per stasera mi taccio.

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  27. Cara claudileia solo questa mattina ho avuto il coraggio di andare a rileggere il mio commento ma piano piano risalendo dall’ultimo,come se invece che raccontare quelle cose solo a voi l’avessi gridato a tutto il mondo! Sto veramente facendo i conti con me stessa e comincio a capire tante cose, ultimamente riesco a vedere le ferite di mia sorella più giovane le ferite della più grande erano più visibili ma non ne ha voluto sapere di farsi aiutare, non riuscivo a raggiungerla, se cercavo di parlarle anche cercando di usare un tono leggero mi guardava con l’aria furba di quella che sapeva ma che non aveva nessuna intenzione di affrontare, marito non so se disturbato ma sicuramente di una cattiveria simile a quella del mio! Grazie ancora a tutte e tutti perché la mia consapevolezza che spero sia tale la devo a voi

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    1. Carissima Melisenda, i rapporti tra fratelli e sorelle sono molto complessi perché nonostante i genitori siano gli stessi (la maggior parte delle volte) ognuno ha il suo carattere e di conseguenza meccanismi di difesa diversi. Quando vogliamo bene a un fratello o una sorella e lo/la vediamo in difficoltà è naturale e automatico cercare di consigliarlo/la nel miglior modo possibile. Il punto è che l’esistenza di un legame di sangue può rendere le cose assai più difficili: i nostri fratelli si vergognano o non vogliono sembrare ‘falliti’ ai nostri occhi. Se sono più piccoli ci avvertono come i sostituti dei genitori e possono interpretare le nostre parole come un tentativo di prendere il comando delle loro vite; se sono più grandi possono ricordarci che sono loro, gerarchicamente, a dover darci dei consigli. Cara Melisenda, con i fratelli bisogna seguire sempre l’istinto e fare il possibile per aiutarli laddove non ci siano sintomi di tossicità o competizione spietata, perché anche questo può capitare. Tu volevi molto bene a tua sorella e provavi una forte ammirazione per lei e sono certa che tutto ciò veniva avvertito e apprezzato. Ti abbraccio fortissimo, a maggior ragione in questi tempi così duri in cui la ‘distanza di sicurezza’ è diventata legge.

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  28. Dopo avervi letto ho avuto bisogno di tempo per riuscire a mettere insieme le preziose cose che mi dite e quello che provo, che sento e che penso.
    Insomma unisco i puntini e … metto tutto nero su bianco.
    Il mio ex np mi ha lasciata in tronco e questo colpo l’ho vissuto come un trauma. L’orgoglio mi ha impedito di cercarlo ulteriormente per chiedere spiegazioni e quindi ho dovuto faticare il doppio per trovarne di plausibili. Ho trovato spiegazioni per lui e per me stessa, per non essere stata in grado di capire il suo disturbo. Razionalmente ho metabolizzato che lui sia gravemente malato così emotivamente anche il suo pensiero ossessivo si allontanava. Andiamo alle mie reazioni, le ho fortemente controllate e mi risultava anche facile dal momento che viviamo in luoghi diversi. Ma quando arrivavano sue notizie la mia reazione era ed è sempre di grande scombussolamento almeno per tre o quattro giorni e poi integro i nuovi dati. Sempre in negativo. Figuriamoci se da lui possano arrivare cose positive.
    Per quanto riguarda il pensiero che rivolgo alla “fulgida stella”, non penso mai che lo rivorrei indietro perché so che non mi fiderei più, non mi piacerebbe rifare lo stesso percorso di isolamento e manipolazione, di dipendenza … Ecco, mi manca il rapporto adrenalinico non quel rapporto in particolare. Come bene dice Claudileia io non stavo bene, ovviamente, nella gabbia dorata in cui mi aveva segregata. Mi stava stretta, ma pensavo, ingenuamente, che fosse solo un tipo particolarmente geloso, innamorato … che mai avrebbe potuto guardare altre donne. Me lo confermava. E invece, mi sbagliavo. Ero proprio in una bolla tossica, fatta di rinunce su rinunce. Non andavo più neanche dal parrucchiere per non perdere tempo e stare con lui.
    Priva di uscire, perché scattava la richiesta di vederci e io non volevo farmi chiacchierare dietro. Ho rifornito un pazzo e lui mi ha lasciata priva di energie. Mi sono ricostruita, ho imparato ad avere pazienza con me stessa e ad accettare questo lunghissimo ed interminabile periodo di tristezza.
    Ha ragione Spirito libero quando dice che bisogna lavorare sulle nostre reazione e non fare ulteriori regali all’np rimanendo legate al ricordo. Io ci lavoro, ti assicuro, e se potessi controllarle le eliminerei, ma è rabbia e non so come fare! Accidenti a lui!
    Sono stata “umanamente bella” per dirla alla Blume, eticamente brillo io perché ho dato, non tolto, ho cercato di capire perfino laddove era chiaro. Dietro il suo “non lo so” si nascondeva il nome della nuova vittima, scappata da lui a gambe levate … abbiamo dato perle ai porci e resta il fatto che noi siamo perle e lui resta quello che è, che tutti sapevano, tranne me. Addormentata nel bosco.
    Queste sì che sono davvero prospettive che mi entusiasmano.
    Prossimamente sarò obbligata ad incontrarlo per via di una riunione di lavoro.
    Si accettano consigli per affrontare e gestire l’evento …
    Nel frattempo continuerò a stare qui con voi e a far sedimentare, badate bene NON RIMUGINARE, quanto fino ad oggi discusso ….
    Vi ringrazio e vi abbraccio tutte una per una … Saretta.

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    1. Cara Saretta,
      il percorso di recupero post NP è una sorta di decorso (come disse una volta una mia cara compagna di sventure) è l’elaborazione di un lutto in cui si percorrono varie fasi tutte dolorose che portano all’accettazione consapevole.
      Un lutto senza salma, anzi in questi casi la salma invece di rimane immobile nel suo dignitoso (finalmente) feretro scorrazza in giro e continua a fare danni, sia a noi che ad altre povere vittime reali e potenziali.
      Hai ragione quando dici è un misto di sentimenti, bisogna fare i conti con l’assenza (che non è mancanza del tizio in questione) ma di come ti sentivi, con la consapevolezza del raggiro, con rabbia conseguente, sia contro NP che contro se stesse per non essere state capaci di difendersi.
      Su questo ultimo passaggio ho dovuto lavorare parecchio, ho dovuto ammettere a me stessa che ho una bella quota di ingenuità (stupidità se si preferisce) pure io e devo stare attenta perché non sono invulnerabile.
      Però, però è anche vero che confrontarsi con uno psicopatico senza avere competenze specifiche è una lotta impari e il risultato è purtroppo quello che abbiamo vissuto.
      Ancora sulla rabbia, è vero che fa male ed è figlia, tra l’altro, della profonda ingiustizia subita e del sentirsi impotente ma può essere utile per uscire da una situazione inaccettabile, per spingersi fuori dalla dinamica malata, per riappropriarsi del proprio tempo e della propria vita. Un passo alla volta poi, quando non servirà più anche la rabbia andrà via da sola. Per me è stato così.
      Sull’indagare le proprie ferite originarie può essere molto utile, soprattutto per velocizzare tutto il percorso/decorso, ma anche questo ha un costo (non solo economico).
      Nel mio caso sono arrivata al supporto terapeutico che ero già uscita dalla “relazione” attuato no contact totale d’ istinto e cambiato posto di lavoro.
      Ma nonostante tutto non ero ancora in equilibrio, divorata dalla rabbia, impaurita per un possibile ritorno a cui (forse) non avrei saputo fare fronte e dal retro pensiero che solo i deboli si fanno aiutare e che potevo e dovevo farcela da sola.
      Però, però era ancora il mio SuperIo a parlare, così non gli ho dato retta e ho fissato un colloquio con una counselor, uno solo, telefonico. Abbiamo fatto una chiacchierata iniziale, poi ho fissato un altro colloquio, uno alla volta senza un piano prestabilito. Mi è servito parlare di quello che era successo con una professionista, della rabbia che mi faceva soffrire ancora, del senso di ingiustizia, della rivalsa che avrei avuto se un fulmine l’avesse arrostito all’istante… ma soprattutto del senso di perdita senza sentire la sua mancanza. Avevo assimilato il vile e triste pagliaccio che era (e che rimane) ma avrei voluto che questa consapevolezza, come una bacchetta magica sistemasse tutto. Invece ci sono voluti dei mesi ancora.
      Riguardo l’incontro non ho grandi suggerimenti, io sono scappata a gambe levate, e l’ho evitato come la peste. Però dicono che l’indifferenza, se ci riesci, è il massimo scorno per loro che vivono attraverso gli occhi degli altri.
      Rileggi l’articolo sui narci in tribunale, siediti lontana, non incrociare il suo sguardo, ripassa un mantra mentale per distrarti (fai a meno di chi può fare a meno di te) e ignoralo.
      In bocca al lupo, secondo me sei più avanti di quello che senti, tieni duro e vogliti più bene che puoi, il resto, un po’ alla volta, verrà da se.
      Ti abbraccio e, se vuoi, raccontaci come è andata.
      B.

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  29. Bellissimo articolo, uno dei più belli letti su questa tematica..in ogni parola che leggevo rivedevo tutto quello che mi era capitato in quei mesi, assurdo
    Volevo raccontare la mia storia anche per avere qualche consiglio esterno..tutto quello che ho passato risale alla scorsa estate, la cosa è durata solo 3 mesi, ormai sono passati 6 mesi dall ultima volta che l ho visto, mi sono trasferita nel periodo estivo per qualche mese all’estero in america era uno scambio lavorativo solo una cosa temporanea per i mesi estivi, l’inizio di un’esperienza per me è sempre un po difficile  ho sempre paura di non integrarmi questa paura mi nasce principalmente perche ho avuto un problema di bullismo quando ero alle superiori, nessuno dei miei compagni mi ha mai fatto sentire integrata e anzi mi prendevano pure in giro quindi di solito all inizio di un’esperienza ho sempre paura  di non fare amicizia, di non essere all’altezza della situazione ecc.. così con tutte le mie paure la prima persona che conosco è  lui il mio coinquilino, una persona così affascinante molto più grande di me che fin da subito instaura un’amicizia con me, mi fa conoscere tutti gli altri membri della casa,  mi invita a uscire con loro, infatti poi i suoi amici diventano pure i miei di amici ed è questo il problema poi successivamente..mi inizia a far sentire accettata fin da subito, quando mi vede in disparte cerca sempre di farmi sentire parte integrante, mi aiuta molto all’inizio quando sono in difficoltà, lo vedo un po come il mio “angelo custode” fatto sta che diventiamo molto amici all inizio, ridiamo, scherziamo molto, mi prende in giro in maniera buffa davanti a tutti, sto davvero bene e mi sento integrata.. lui però è  sempre stata una persona molto misteriosa che non ha mai voluto scoprirsi, non mi voleva dire cose di se, addirittura non voleva dirmi la sua età, era una persona che voleva scoprire lati degli altri, ma che non amava scoprire i suoi e questa cosa all inizio mi affascinava, questo suo alone di mistero che aveva..
    dopo 10 giorni si dichiara a me ma in maniera molto tranquilla niente love bombing o robe varie, dicendomi che gli piaccio molto, mi seduce con il suo sguardo(ha uno sguardo assurdo come ipnotico a volte mi metteva troppo in soggezione il suo sguardo era come se invadesse la mia privacy come se mi mangiasse il suo sguardo) mi guarda come nessuno mi aveva guardato mai, ci baciamo, stiamo le ore a parlare i primi tempi, ha una grande capacità di ascolto, io parlo le ore con lui e sto bene mi sento completamente me stessa  e dopo qualche giorno capisco di essermi infatuata di lui,era la prima volta che mi succedeva in vita mia di prendermi in quel modo, capisco di tenerci particolarmente a lui, lui lo capisce ovviamente e dopo qualche giorno  inizia a cercare di infastidirmi, un giorno mi calcola, un altro giorno no, invitando a casa molte volte 4 delle sue amiche che io non sopportavo perché quando c erano loro lui non mi filava di striscio era come se non esistessi, stava con loro per giornate intere per poi riconsiderarmi quando voleva lui però ho lasciato correre perche pensavo non siamo nemmeno fidanzati è normale che voglia passare del tempo con le sue amiche..in tutto ciò ho iniziato a capire che c era qualcosa di perverso in lui, che stava giocando, il mio sesto sesto mi diceva di stare attenta..un paio di volte la sera capitava che mi seduceva per poi sparire per mezz’ora o un’ora e chiedermi ma dov’è  finito? aspettarlo e poi ritornava di nuovo da me perche sapeva che io ero stata li ad aspettarlo, i momenti belli che passavamo insjeme purtroppo con il passare dei giorni erano sempre meno, li decideva lui quando darmeli, me li dava con il contagocce solo quando voleva lui..
    tra l’altro anche un altra cosa che mi lasciava perplessa è che 2 delle sue ex vittime  sono tornate per lui in america(lui era americano)ma lui le ha ignorate e le trattava semplicemente come delle amiche come se non ci fosse stato niente tra loro perche la sua vittima del momento ero io, con una delle sue prede io ci ho pure instaurato un’amicizia e vedevo che lei stava molto male del fatto che lui la considerasse semplicemente come un’amica che voleva ritornarsene in Europa, a me dispiaceva di ciò da una parte ma in quel momento mi sentivo lusingata perché le attenzioni le dava a me, perché lui ci provava con me e non più con lei..Poi con il passare del tempo si è pure creata una sorta di competizione tra me e lei per lui, comunque io mi sentivo innamorata di lui ma la mia razionalità  capiva comunque che c’era qualcosa che non andava, inizio ad avere segnali di allarme, inizio ad essere diffidente, lui lo capisce e glielo dico che non riesco a capire a che gioco sta giocando, lui all inizio incredulo cerca di farmi cambiare idea in tutti i modi mi dice che io sono troppo diffidente che io lo tengo a distanza inizia a fare la vittima, poi pero si stufa di tutte le mie paranoie, sono troppo paranoica, dice che non vuole nessun tipo di melodramma che forse è meglio che la chiudiamo qui che sono troppo complicata per lui e che non ci proverà piu con me da quel momento anche perche lo avevo rifiutato sessualmente perche in quel momento non mi sentivo pronta, mi fa capire senza dirmelo direttamente che lui è una persona molto richiesta che dopo di me potrebbe avere chissa quante ragazze e purtroppo era vera come cosa date le sue 2 vittime tornate x lui, che poi alla fine con queste ragazze non ci faceva nulla perché erano sue ex prede e non gliene sbatteva assolutamente di loro però mi instillava 20mila dubbi e domande e nel mio cervello pensavo: ma se ci fosse qualcosa ancora tra di loro?, talmente tante erano le domande che ero come ossessionata, la notte non riuscivo a dormire perché avevo paura che lui si portasse una ragazza nell’appartamento e controllavo quando rientrava che non avesse portato nessuno, essendo coinquilini io e lui non mi aiutava molto la cosa perche erano tante le volte che ero stufa di ciò e volevo solo evitarlo anche quando volevo evitarlo lo vedevo sempre, lo sentivo sempre, uscivamo insieme anche con i suoi amici mi era impossibile evitarlo.
    Pensavo dentro di me, ma se fossi io quella sbagliata? mi sono messa  nei suoi panni e pensavo alla fine ci conosciamo da solo un mese/un mese mezzo è normale che voglia i suoi spazi, che lo infastidiscano tutte ste paranoie essendo che non è il mio ragazzo.
    A volte succedeva che mi svalutava davanti a tutti facendo commenti ironici non carini dicendo che io ero una persona negativa che avevo tratti psicopatici(lo diceva scherzando quindi non capivo se dovevo prendermela oppure no alle sue battute), pero in tutto cio continuava a sedurmi, altre volte mi ignorava e mi silenziava per giorni per punirmi, altre mi cercava e riprendeva a parlarmi come se niente fosse, i  momenti che passiamo insieme sono magici e penso ma è possibile che questi momenti non significhino niente per lui? Fatto sta che era troppa la mia diffidenza, vado in completa paranoia o dissonanza cognitiva, la mia ragione dice di lasciare perdere e andarmene ma il mio inconscio mi dice di vivermi questa “storia” senza tutte queste paturnie che male che vada almeno mi sono buttata e non ho il rimpianto di non averci provato, decido di abbassare tutte le difese decido di non dare retta alla mia razionalità che mi stava solo procurando problemi e ansie, di lasciare perdere i campanelli d’allarme, di essere meno paranoica, decido di raccontargli uno dei miei più grandi segreti che per me era la mia prima volta che non avevo mai avuto un rapporto e giustamente avevo una paura enorme di una delusione, che non volevo rifiutarlo sessualmente ma che dentro di me avevo solo paura che lui volesse solo del sesso da me e che poi mi scaricasse, lui capisce il motivo per cui lo tenevo a distanza ed è comprensivo c’è stato un momento di tenerezza tra di noi, sono stata bene come non lo sono stata mai e cosi decido di concedermi a lui ecc.. anche se non mi sentivo pronta l’ho fatto per paura di perderlo, all inizio sembrava meraviglioso  i primi giorni, io dentro la mia testa mi faccio 1000 film mentali ma tutto nella mia testa penso chissa magari avremo una relazione insieme..poi purtroppo dopo giorni ritorna l’incubo di sempre, mi triangola di nuovo con la sua ex preda, senza farci  nulla, solo parlare e tutto questo davanti a me ed è quello il problema perche se ci avesse fatto qualcosa di concreto almeno ci avrei messo una croce sopra e lo avrei lasciato perdere e invece no il problema è quello, mi sono sentita in un limbo e la mia ossessione verso di lui raggiunge il culmine in quei giorni, addirittura sento di essere io la pazza
    Fatto sta che esasperata da tutto mi si illumina un minimo di razionalità rimasta e inizio a pensare di non essere più io il problema, faccio ricerche su ricerche su internet e capisco di essermi imbattuta in un narcisista che amava fare giochi perversi e che ogni 3 mesi amava cambiare preda e aimé ste prede tornavano per lui in america..leggendo gli articoli avevo sempre le risposte alle mie domande
    All’inizio ho avuto come una sensazione di sollievo dopo averlo scoperto perche ho capito di non essere io la pazza ma il pazzo era lui,anche se la mia voglia di vendetta era assurda perche non sopporto che una persona giochi in quel modo con sentimenti e le  debolezze delle persone, in breve inizia un gioco al massacro, io che voglio giocare al suo gioco perverso avendo scoperto il gioco utilizzando le stesse tecniche di manipolazione usate da lui ma alla fine dopo un altro mese stremata da tutti sti giochi perversi decido di lasciare perdere e ignorarlo  anche se mi è stato piu che difficile essendo che io e lui vivevamo nella stessa casa ed essendo che ero dipendente da lui, ma non dipendenza affettiva ma dipendente da tutti quegli effetti biochimici che sentivo dentro di me quando stavo con lui…Comunque a settembre si era concluso il periodo e torno in Italia dopo 3 mesi e i primi giorni quando sono tornata sono stati traumatici, ho avuto crisi di pianto assurde, depressione, piangevo anche 7 o 8 volte al giorno(io sono una persona che se piange 4 volte l anno è già tanto) anche se non so se per astinenza o perche mi sono illusa su un qualcosa che non è mai esistito tra noi o perche speravo nel lieto fine tra me e lui e si è conclusa nel peggiore dei modi..Quindi la mia domanda è, è normale solo dopo 3 mesi con una persona che non era nemmeno il mio ragazzo stare così male? Ora posso dire dopo 6 mesi che sto molto meglio ma ancora non mi è passata, a volte mi capitano quei momenti di astinenza dove quei momenti “magici” mi mancano e dove mi viene solo da piangere oppure ci sono giorni che ripenso a tutti quei giochi perversi che mi faceva e sono ancora incredula di tutto quello che ho passato in soli 3 mesi, sento dentro di me che è come se avessi vissuto un trauma..Quanto ci vuole per dimenticare tutta questa storia e stare finalmente bene? Premetto che prima di conoscerlo ero una persona positivissima, sempre allegra, non mi sarei fatta mettere i piedi in testa da un uomo mai e poi mai, ho sempre messo la dignità e il mio rispetto di donna al primo posto…E dentro di me sono ancora incredula e arrabbiata per avermi fatto giostrare la mia mente in questo modo

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  30. Cara Saretta ,pur avendo avuto a che fare con una np per amicizia ( unilaterale e tossica )ho toccato tutte le fasi del delirio narcisistico, dopo 8 mesi di no contact parziale e molto determinato, mi sento fuori dalla dinamica .
    Ormai è come un sogno lontano, mi stupisco di aver provato dei sentimenti, soprattutto il dolore.
    Quando l ho dovuta incontrare in questi mesi ,perché non potevo evitarla, sono sempre stata ‘ atarassica’ distante, gelida nell animo…e mi ripetevo ‘ lei è falsa’
    Pian pianino non l ho più temuta ( a novembre ero terrorizzata dal suo vero volto, dalla maschera sgretolata)
    Oggi la incontro e non provo nulla.
    L aver preso un maestro nuovo mi ha dato tanta autostima.Ho capito che l avevo idealizzata ,addirittura mi aveva inculcato un movimento che non mi avrebbe mai fatto progredire.
    Oggi mi stupisco di non ricordare ciò che ho vissuto con lei, ripeto…mi sembra di essermi svegliata da un incubo.
    Ma mi ricordo quanto sono stata male, a causa del legame biochimico e del rinforzo intermittente.
    Mi avete aiutata tanto, vi sarò sempre grata.
    Quindi Saretta, abbi fiducia in te stessa sempre e desidera fortemente di buttarlo fuori dalla tua testa.
    Se lo incontrerai,guardalo con occhio critico ed ironico.
    Io la mia la immaginavo come Crudelia demon …
    Un abbraccio

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    1. L’ultima volta che l’ho incontrato, l’ho ignorato, lui era beatamente immerso nella sua nuova conquista. Non mi ha scalfita, stava recitando la stessa parte che aveva fatto con me uguale, identica.
      Voglio provare ad immaginarlo come il Diavolo … chissà … Grazie a Blume, Spirito Libero, Ribelle, Babi e Claudileia … per l’affetto e le parole che sempre mi riservate, preziose …

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      1. Ciao Saretta,
        immaginalo come preferisci, va bene qualunque idea ti faccia stare meglio, che funzioni. Ma forse il Diavolo è troppa grazia.
        Un povero diavolo ecco cosa è, un pagliaccio ridicolo che non vuole saperne di uscire di scena, un tragico Dorian Gray che invecchia inesorabilmente mentre la visione che ha di se stesso (il suo ritratto mentale, per rimanere in metafora) rimane sempre giovane, che non riesce ad accettarsi ad evolvere e conduce la sua esistenza contorcendosi pur di non ammettere una semplice verità: che siamo di passaggio sempre , tutti e comunque.
        Che 1000 partner o una sola non cambia di una virgola questo dato di fatto, che il valore di una persona è dato da quello che è e che fa e non quanto(e) ha.
        Ma questo già lo sai.
        B.

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  31. Ciao Alessandra ,sei traumatizzata.
    Cerca di rivedere i 3 mesi come un film al contrario, guarda le manipolazioni, convinciti che non c erano sentimenti ,che è stato il ciclo narcisistico in cui sei caduta.Io ne sono uscita pensando che ho vissuto un incubo, che ho dato senza avere nulla, che ho purtroppo incontrato una psicopatica.
    Non sarà facile,ma ne uscirai più forte.
    Leggi tanto e confrontati qui nel gruppo.
    Un abbraccio

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  32. Questo articolo descrive esattamente la persona con cui ho avuto una “relazione”(lo scrivo tra virgolette perché questo “film” l’ho visto solo io e perché parlare di relazione fa venire certe pustole bubboniche a qualcuno….non sia mai!!) per 4 anni. Potrei sintetizzarlo con un nome. Non lo farò ovviamente. Questo articolo dice quello che io non riesco a dire col cuore, con la testa e la logica ci riesco benissimo,ma col cuore c’è ancora della strada da fare. Nutre grandiosamente il mio bisogno di vedere nero su bianco la miseria di certe persone,ma…..racconta anche della mia in un certo senso. C’è un motivo x cui questa persona mi ha agganciata,c’è un motivo per cui son andata via e poi tornata e andata via. Ancora. Di nuovo. Questo articolo ha stuzzicato pensieri,curiosità,riflessioni e in questo momento particolare,ove molte attività si sono fermate e la nostra vita ne è in buona parte condizionata, parte del mio tempo è per me, anche grazie alle citazioni di questo articolo,sto leggendo pile di libri. Vorrei arrivare a concentrarmi sempre di più su questo, significare il tempo per me e le persone che amo e che mi amano veramente e puntare sempre meno il dito su chi è semplicemente molto sveglio e capace a capire dove può fare centro con il minimo sforzo. Ringrazio di cuore per le parole e gli stimoli dati, ne condivido uno: è un film del 2005, si intitola ” Mysterious skin” di Gregg Araki. Racconta in modo duro e scioccante l’alienazione che si vive e si prova quando si è vittime di manipolazione. Indipendentemente dalle storie individuali e in particolare dalle storie narrate nel film. I contenuti sono forti. Forte è il potere di qualsiasi manipolazione. Ma forti sono anche tutte quelle persone che pur avendone fatto esperienza,ogni giorno scelgono di vivere nella verità,nella chiarezza e nell’amore.

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    1. Ciao Sara, ho capito di essere stata vittima di manipolazione allo scarto ed è stato tremendo. Razionalmente capivo quello che leggevo, ma emotivamente no. Ancora oggi a volte cado in errore. Poi mi rendo conto di fare ragionamenti logici su persone malate, illogiche e quindi rinsavisco. Butto via tutto.
      Il mio ex l’ho inquadrato nella patologia e non posso pensarlo “normale” perché di normale ha soltanto la sua modalità disfunzionale.
      Ricerca vittima-love bombing-prosciugare energie- ricerca nuovo rifornimento- scarto … e così all’infinito. Il mio ha 60 anni e continua a fare il giovanotto.
      Lascio andare a metà … e comunque aspetto sulla riva del fiume, non si sa mai …

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    2. Carissima Sara questo articolo, come tanti altri che ho letto su questo blog, credo che racconti la storia della maggior parte di noi, che abbiamo avuto una “relazione” con un Np. Ed è proprio il fatto di essermi riconosciuta in questi racconti che mi ha aiutata tantissimo a prendere coscienza di ciò che è stata in realtà la mia storia con Np. Anch’io come te sapevo razionalmente che non c’era nulla di vero in quello che avevo vissuto, che ero stata manipolata e ingannata. Ma con il cuore e soprattutto con la mente non riuscivo a distaccarmi da lui, a non pensarlo. Ma continuando a leggere, cercando informazioni e soprattutto confrontandomi con le altre su questo blog, sono riuscita a svegliarmi da questo incantesimo (è stata proprio questa la sensazione che ho provato quando ho iniziato a vedere le cose con chiarezza e distacco emotivo). Ci sono stati momenti in cui ho pensato che non sarei mai uscita da questo incubo, in cui credevo che non sarei mai riuscita a togliermelo dalla mente e che non sarei più tornata ad essere quella di prima. Non avevo più obiettivi nella mia vita, non credevo più a nulla, non avevo voglia di fare niente. Poi un passo alla volta, senza che nemmeno me ne accorgessi ho rincominciato a fare programmi, a guardare un film intero senza pensare più a lui, a parlare con le persone senza provare noia e adesso addirittura se c’è qualcosa (una canzone, un luogo) che me lo fa tornare in mente, non provo più nostalgia. Ma solo tanta compassione per quella parte di me che ha creduto in lui, che ha creduto che quello potesse essere amore. Continua a leggere, a documentarti, a riconoscerti nei racconti di tutte noi su questo blog e vedrai che piano piano sarai tu a riuscire a raccontare a te stessa quello che ti è accaduto.
      Stasera io invece voglio condividere con voi questo passaggio tratto da un romanzo di Dostoevskij che a me piace tantissimo e che mi da tanta speranza e fiducia nel futuro. E credo che in questo periodo ne abbiamo davvero tanto bisogno.
      «Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani.»
      Buona serata e un abbraccio

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      1. Carissima Charlotte, grazie per aver condiviso le tue parole e quelle del divino Dostoevskij qui con noi!! Tutti abbiamo bisogno di leggere questi capolavori per sentirci cullati dalle giuste parole in questi momenti così duri. Un abbraccio caloroso a te!!!

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  33. Buonasera, a fronte di tutto ciò che ho letto e riflettendo sulla mia storia, mi chiedo: in che modo terminano questo tipo di relazioni allumistiche? Con la sparizione dell’allumeur o quando la vittima decide di chiudere? C’è mai chiusura?
    Io sono stata ricontattata a dicembre scorso dopo 6 mesi di nessun contatto (e ormai mi ero anche rassegnata con molto dolore e molta fatica all’idea di non vederlo più). Ci siamo visti pochi giorni dopo e solo quella volta da dicembre ad oggi; i contatti via chat sono continuati, ci sono state proposte di incontrarsi, a cui lui non ha mai dato seguito rimanendo vago, annullando, dileguandosi, ecc, fino a che è di nuovo sparito un mese fa. L’ho ricontattato io l’altro ieri in preda all’ansia e alla preoccupazione di come stesse, vista la situazione che stiamo vivendo.
    Insomma, non riesco a sganciarmi dopo 2 anni e mezzo di questi tira e molla. Mi addormento e mi risveglio in preda all’ansia, pensando a quando e se ci risentiremo, con l’angoscia di essere definitivamente abbandonata.

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    1. Ciao Laura, io direi che se aspetti che sia np a chiudere definitivamente puoi aspettare anche tutta la vita… perché di norma tornano e tornano e ritornano, ogni tanto, quando hanno voglia di passare, o perché sono a corto di rifornimenti, o non hanno niente da fare, o per qualche motivo occasionale sei tornata in mente, cose così… Nulla a che vedere con un attaccamento reale nei tuoi confronti, dunque. Magari decidessero di abbandonare definitivamente e per sempre, con chiarezza: sarebbero persone normali. Invece vogliono coltivare una relazione esattamente del tipo in cui tu ti trovi ora: lui a sfarfalleggiare in giro e tu in ansia e in preda al pensiero angoscioso di quando tornerà… Magari anche altre donne sono contemporaneamente per lui nella medesima condizione. E lui a distribuire briciole qua e là… Ha un senso, per te? Sono queste le briciole di cui puoi davvero sfamarti?
      La relazione allumistica può perciò finire solo se tu decidi di porvi fine. Innanzitutto, non ricontattandolo assolutamente più, per porre fine a questo stillicidio che ti sta ammazzando e che mai si modificherà. 2 anni e mezzo di tira e molla non sono abbastanza per smettere di sperare che torni in via definitiva o mantenga le sue promesse? E poi, in cosa sperare, che continui a farsi vivo ogni 6 mesi con promesse vaghe e deludenti? Perché non cambierà mai, sarà sempre così.
      Il lavoro da fare è quindi su te stessa, senza aspettarti nulla da lui (che sarà sempre uguale a se stesso): cominciando ad esempio dall’angoscia di essere abbandonata, per prima cosa: questa è una fragilità che riguarda te, e lui è solo lo strumento attraverso cui essa si fa strada in te. Valuta la possibilità di intraprendere una psicoterapia che ti aiuti a riprendere in mano la tua autostima, le tue ragioni di esistenza, che oggi come oggi sono riposte nelle mani di np e dipendenti dai suoi capricci. C’è qualche voragine, in te, che np ha solo aperto pigiandoci sopra: è a quella che devi guardare, non facendoti distrarre da np e dai suoi giochi illusionistici.
      La situazione di stress da trauma dovuto al contatto con questo genere di soggetti è una condizione molto dolorosa, può essere lunga, sembra di stare in un tunnel da cui non si vede uscita. Tutte e tutti ci siamo passati. Ma uscire si può. Facendo le giuste mosse, quelle utili per noi. Chiudendo innanzitutto la comunicazione materiale con np, con un atto di volontà e determinazione. Ti sembrerà di non riuscire a farlo, di non avere volontà o di morire nel farlo, ma si può riuscire e non si muore. Ti ci vuole innanzitutto DISINTOSSICAZIONE da queste dinamiche malate: non pensare per il momento a quando potrai stare di nuovo veramente bene ma per il momento solo a PRENDERE LE DISTANZE fisiche e comunicative da lui. E’ il primo passo: sottrarsi alle dinamiche malate, sottrarsi ai suoi input. Perché solo così si può riacquistare forza. Perché la forza ritorna, stando a distanza. Non è che non sentirli risolva magicamente le cose: c’è tutto un portato di dipendenza mentale che poi va affrontato. Ma, come primo atto, mettersi davanti a uno specchio e dirsi con molta sincerità: è questo trattamento che voglio per me? è questo che mi merito? è questo che voglio da un uomo? La risposta lucida e razionale non può essere che un sonoro NO. Da questa volontà pronunciata cominciare il processo di distacco, prima fisico, poi anche psico-mentale.
      La via di uscita esiste, ma bisogna lavorarci su, perché non sarà np a dare la libertà di sottrarsi a questa schiavitù, anzi è esattamente quello che np vuole dagli altri: vuole avere degli schiavi che stiano lì ad aspettare i suoi capricci. Np reificano le persone, le cosificano, le riducono a oggetti. Non si può consentire. Con atti di dignità, volontà e forza, che sembrano al momento mancarci, ma che non abbiamo perso e che possiamo sicuramente ritrovare. Coraggio!

      Ti abbraccio.

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      1. Grazie Blume, le tue parole e le parole di tutte voi sono preziose per razionalizzare la situazione ed uscire dalla dissonanza. Sono anche in terapia da oltre un anno, ma le informazioni che traggo dalla mia ricerca personale (blog, youtube, libri, gruppi) sono state forse anche più utili per elaborare il tutto.
        Grazie di nuovo per avermi spiegato così bene.

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  34. Buonasera, a fronte di tutto ciò che ho letto e riflettendo sulla mia storia, mi chiedo: in che modo terminano questo tipo di relazioni allumistiche? Con la sparizione dell’allumeur o quando la vittima decide di chiudere? C’è mai chiusura?
    Io sono stata ricontattata a dicembre scorso dopo 6 mesi di nessun contatto (e ormai mi ero anche rassegnata con molto dolore e molta fatica all’idea di non vederlo più). Ci siamo visti pochi giorni dopo e solo quella volta da dicembre ad oggi; i contatti via chat sono continuati, ci sono state proposte di incontrarsi, a cui lui non ha mai dato seguito rimanendo vago, annullando, dileguandosi, ecc, fino a che è di nuovo sparito un mese fa. L’ho ricontattato io l’altro ieri in preda all’ansia e alla preoccupazione di come stesse, vista la situazione che stiamo vivendo.
    Insomma, non riesco a sganciarmi. Mi addormento e mi risveglio pensando a quando ci risentiremo, con l’angoscia di essere definitivamente abbandonata.

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    1. Cara Lauretta, per la mia esperienza credo che una relazione con un Np finisca veramente solo quando la “vittima” decide di chiudere. Il loro potere più grande è proprio quello di tenerti agganciata lasciandoti in sospeso, sparendo all’improvviso senza un motivo e negandosi quando li cerchi per poi tornare, ma solamente per farti rivivere l’abbandono. È un copione che si ripeterà all’infinito, sempre allo stesso modo e non c’è niente che tu possa fare per evitare che accada…se non chiudere. Il racconto della tua storia con Np è per molti aspetti simile alla mia, è simile a quella di tutte noi su questo blog. E forse sapere che non sei la sola, e che qui non sei da sola, ti potrà aiutare ad uscire da questo girone dell’inferno. Ma come ha detto giustamente Blume, la tua paura di essere abbandonata non dipende da Np. Lui è stato semplicemente molto bravo a trovare una tua vecchia ferita, a riaprirla e ad affondare il coltello. Loro sono tutti bravi a fare questo. Ma lui non è la cura per quella ferita, anzi…
      Chiudere con un Np non è facile, e fino a qualche settimana fa io stessa credevo fosse impossibile, ma invece si può. Prova a cominciare a pensare che lui non ti può abbandonare, perché in realtà non si è mai preso cura di te. Sei tu che devi abbandonare il pensiero che tu possa avere da lui l’affetto e l’amore che meriti. Lui non può darlo a te nè a nessun’altra. Continuerà con questo tira e molla all’infinito perché è tutto quello che riesce a fare nella sua vita, è il suo modo di tenersi occupato per non fare i conti con il suo vuoto esistenziale. Ce la farai, ma devi darti del tempo, avere pazienza e fiducia in te stessa.
      Un abbraccio

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  35. Che bel post, Claudileia. Grazie mille per questo blog e per tutto il lavoro che contiene! Questo contributo riassume perfettamente quello che successe a me parecchi anni fa. Le conseguenze sulla mia psiche sono state molto profonde.

    Leggo tantissimi commenti di persone colpite da questa forma di abuso psicologico. Mi fanno male, perché so cosa significano. Leggo anche di molti pensieri ossessivi. Credo che spesso non si faccia abbastanza chiarezza e si minimizzi o si fraintenda il significato di questi pensieri ossessivi. Io sono sempre stata neurotica e inizialmente questi pensieri li ho attribuiti al mio neuroticismo, alla mia sensibilità e alla fine della mia “relazione” asintotica con questo tipo di persona. Ho pensato per mesi che fossero un segno che lo amavo ancora, che lo pensavo ancora perché avevo bisogno di lui. Ho provato a sopprimerli col lavoro. Per un pochino ha funzionato, poi, di colpo, sono tornati in una fase di crisi lavorativa e personale. Più forte di prima, peggio di prima. Credevo di avere sviluppato un disturbo ossessivo compulsivo. Poi ho iniziato da per me a rianalizzare la relazione e ho capito che cosa era successo. Anche quando ho realizzato che la colpa non era mia, i pensieri ossessivi non sono diminuiti.. L´unica cosa che mi ha davvero aiutata é stata una terapia per risolvere il trauma. I pensieri ossessivi non sono altro che un trauma irrisolto che si agita dentro di noi e chiede di essere ascoltato e risolto. Non bisogna né prenderli troppo sul serio credendo siano una patologia a sé stante, né sottovalutarli. Se si soffre molto tempo dopo la fine della relazione di questi problemi, l´ unica cosa da fare é affidarsi ad un terapeuta che capisca che cosa é un trauma e che sappia come curarlo. Importante é anche continuare il lavoro meditando, in modo da tenere sotto controllo questi pensieri.

    Qua leggo anche di persone che ancora controllano la vita dell´ ex e delle sue nuove fiamme/mogli/donne e ho visto che certi commentatori controllano spesso. Forse ognuno é fatto in modo diverso. Questa fase la ho passata anche io, ma devo dire che per me continuare a guardare foto delle sue ex sarebbe come una forma di retraumatizzazione e lo sconsiglio vivamente. Soprattutto perché si rimane nel passato o nel presente di una persona che dovrebbe appartenere al passato.

    Un abbraccio a tutti quelli che hanno scritto e un grande grazie a Claudileia.

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    1. Concordo che il controllo sui profili social delle altre prede non facilita per niente il ricupero dell’abuso che ci è stato inflitto, anche perché alimenta l’ossessione e il senso di inadeguatezza, il che genera molto spesso una serie di complessi in persone fin lì sane e dotate di un livello di autostima ottimale. Tutte le persone emotivamente manipolate si sentono inferiori alle altre e cercano una via d’uscita controllando i social delle nuove prede per certificarsi che valgono meno di loro. Il punto è che quasi sempre l’effetto ottenuto è il contrario, giacché la loro percezione di sé è stata falsata sin dall’inizio dal soggetto narcisista patologico.

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  36. Anche io leggo silenziosamente questo blog e volevo ringraziare Claudileia per tutto il lavoro che investe nelle sue ricerche e in questi articoli così ben scritti, pensati e studiati.

    Il desiderio di controllare completamente gli altri é quello che traspare in tutte le esperienze che si hanno con queste persone. Per loro le storie non finiscono mai. Soprattutto quelle incompiute sono destinate a non finire mai. Loro gettano l´ amo in continuazione. Ogni parola, ogni sguardo..Non credo lo facciano neanche a posta, sono semplicemente cosí : amano guardarti con gli occhi pieni di lacrime da lontano o mandarti dei messaggi a triplo senso e poi quando ti avvicini ti ignorano. Quello che li anima é il desiderio di vedere che abbocchi. Potere tornare e poi sparire. Poterti controllare. O le tronchi tu queste situazioni o continuano all´ infinito. Loro vivono della tensione erotica che creano (e poi si rifiutano di vivere completamente). Credo che siano le storie più eccitanti per loro – e anche all´ inizio per chi ne é vittima – proprio perché rappresentano amori impossibili, incompiuti. É una giostra : da “sono innamorato”, a ” se facciamo l´amore mi innamoro” a “non possiamo… se solo ci fossimo incontrati altrove, in un altro momento” per finire con “sarebbe meglio se ti divertissi con altri uomini, cosí saresti più allegra”. Poi si scende e lui inizia da capo. Paradossalmente, nonostante creino loro situazioni nelle quali spingono via una persona e la forzano a tagliare tutti i ponti, non accettano che questo accada veramente. O meglio, dato che vivono creando continua ansia e aspettative che poi deludono e poi riaccendono di nuovo, per loro il gioco non finisce mai. Se hanno una nuova ragazza, o la tengono nascosta e la chiamano “un ´ amica”, o te la sventolano in faccia, ma arrivano a negare la realtá a tal punto che fanno finta che non sia cambiato nulla. L´ unica cosa da fare é andarsene. Chiudere i ponti. Anche la speranza di avere una spiegazione, una scusa viene usata per ritornare in contatto, negli stessi giochi, nella stessa spirale. Rimanere in contatto su facebook o su whatsapp é un errore. Spiare la nuova amica é solo una ferita gratuita. Bisogna chiudere tutto, ogni forma di contatto va proibita a sé stessi oltre che a loro. Se possibile, andarsene fisicamente via per guarire.

    Ho letto molte persone che parlano di “pensieri ossessivi” qui. I pensieri ossessivi sono il segno di un trauma profondo che vuole essere guarito. É come se il corpo portasse l´ attenzione a qualcosa che fa male, nel disperato tentativo di essere guarito. Non bisogna ignorarli. Credo sia molto importante quando continuano a persistere, affidarsi ad un bravo terapeuta che sappia cosa é un trauma psicologico e sia in grado di curarlo. Meditare e imparare a pulire i pensieri diventa importantissimo per stabilizzarsi e non ricadere nella ferita.

    Un abbraccio a tutte/i!

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    1. Sì, concordo, sono esattamente così come li descrivi, PiccolaStella. Il controllo è la prima necessità che hanno, prima ancora della necessità di essere ammirati. Sapere che l’altro abbocca ai loro ami, come fosse una grande impresa eroica. E’ l’unico modo per continuare a credere di essere onnipotenti. Altrimenti dovrebbero fare i conti con la realtà. E c’è il rischio, per loro stessi, di iniziare a dubitare di essere i grandi uomini che fingono di essere.

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    2. Ciao Piccola Stella, piacere di leggerti per la prima volta. Concordo con la tua lucida analisi dei comportamenti degli Np, hanno la necessità di controllare, o meglio, si illudono di poterlo fare mettendo in atto un tira e molla infinito. Anch’io ho avuto per mesi pensieri ossessivi e grazie a questo blog sono riuscita a comprendere che era il frutto del trauma che avevo subito, che quello che mi stava accadendo era una reazione “normale” a ciò che avevo subito. Prenderne coscienza mi è stato e mi è tutt’ora di grande aiuto nel mio processo di auto guarigione. Credo che l’elaborazione del trauma sia soggettivo da parte di chi l’ha subito, molto dipende dal carattere, la personalità, l’età, le esperienze, insomma molti fattori. Ma ogni consiglio che ho trovato su questo blog è stato prezioso per me. Io personalmente ho avuto bisogno di “spiare” la sua nuova amica sui social per capire veramente che lui è davvero un Np e il suo modus operandi è sempre lo stesso. Sì, mi sono fatta molto male vedendo certe cose, ma probabilmente se non le avessi viste starei ancora qui a farmi mille domande. Certamente le informazioni che ho appreso in questi mesi su questa patologia mi hanno permesso di “tradurre” i comportamenti perversi di Np e di trovare la strada verso l’uscita da questo tunnel mentale.
      Un abbraccio

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      1. Grazie Charlotte e Blume.
        Credo che il controllo manipolatorio sia davvero l´ elemento che distingue il classico mascalzone dal narciso. Il mascalzone ti molla e se ne frega. Il narciso non ti molla e anche se ti molla, pretende che tu rimanga sola e che voi rimaniate amici a tempo indeterminato. Il legame continua, solo come pare a lui. Il controllo é tutto.
        Si, ognuno ha le sue strategie e le sue ferite. Ed é giusto così. Dopo tutto anche le reazioni a questo tipo di sopruso psicologico sono completamente diverse. Anche perché i comportamenti di un narciso, non sono mai identici nei confronti di tutte le persone con cui ha una relazione. Quindi ognuno deve trovare il suo percorso. Le persone che capiscono con chi hanno avuto a che fare sono generalmente intelligenti emotivamente e soprattutto sincere con sé stesse. A volte si ha semplicemente fortuna a usare la parola giusta per descrivere qualcuno e … ti si apre un mondo. C´ é chi purtroppo non riesce a districarsi e a dare un nome a quello che é successo e rimane invischiato per anni ed anni. Noi abbiamo avuto una grande fortuna.

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  37. Cara Claudileia, non ti ringrazierò mai abbastanza per l’aiuto che mi stai dando in un momento così buio della mia vita. Vivo da sola, sono in quarantena, come tutti, per il Coronavirus, e da cinque giorni ho iniziato il No contact con un uomo che mi ha fatto perdere la testa con un love bombing serratissimo e dopo solo un mese, e subito dopo il primo rapporto fisico, mi ha scartata. Tutto ciò che scrivi nei tuoi articoli è di un’accuratezza impressionante e ritrovo tanti di quei dettagli, che mi stanno aiutando a gettare una luce chiarificatrice sul “percorso a ritroso” che sto affrontando, per capire come ho fatto a farmi ingannare così spudoratamente, pur avendo cinquantaquattro anni io, cinquantanove lui, ed avendo una discreta esperienza sentimentale alle spalle. E dire che gli avevo anche detto di essere vedova, e nemmeno da tanto. Non si è fermato nemmeno davanti all’idea di distruggere una donna in lutto. E pensare che di lavoro fa il medico ospedaliero, e sono sicura che in corsia è un angelo (soprattutto adesso con l’emergenza virus), ma quando esce da lì si toglie la maschera e il suo unico obiettivo diventa distruggere le donne. Dunque i NP sono tutti misogini, ovviamente? E pensare che il fatto che abbia aspettato tanto, prima di consumare l’amplesso con me, mi sembrava una forma di galanteria, e invece adesso mi rendo conto che era il suo sadismo che si stava già manifestando, perché sembrava che la mia eccitazione non appagata lo divertisse. E’possibile che i NP abbiamo perversioni sessuali, tipo sadismo? Il nostro approccio fisico, in effetti, non fu esattamente convenzionale. Me lo sto chiedendo perché la mia paura, adesso, è di imbattermi nuovamente in un tipo simile, perché mi rispecchio molto nella descrizione della preda tipo (sono molto empatica e romantica), e allora sto cercando di accumulare più elementi possibili per riconoscerli, qualora dovessero ripresentarsi nuovi NP nella mia vita. Ti ringrazio di cuore per tutto. Mi stai aiutando a superare questo periodo così difficile di No contact.

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    1. Carissima Silvia, la tua interpretazione è assolutamente corretta. L’eccitazione della donna e il suo desiderio frustrato fa sentire potente un narcisista doc. Il fatto che l’incontro sessuale sia accaduto e che il tipo di rapporto abbia rispecchiato le SUE fantasie, ovvero, che abbia piegato la tua indole alla sua, ha dato una carica incredibile di energia a questo soggetto. Non tormentarti sul quesito età perché sono persone talmente scaltre da falsare la percezione della realtà di una persona sana e corretta. Tu poi stavi vivendo un lutto e tipicamente i narcisisti che si avvicinano alle vedove o ai vedovi vogliono sostituirsi ai loro cari partiti. Praticamente si sentono grandi infondendoti un dolore alla pari del lutto (è questa la loro fantasia!). Non vogliono che tu pianga un tuo caro, ma che tu pianga per loro DI DISPIACERE, TRISTEZZA E DISGUSTO PER TE STESSA. Ebbene, si tratta di un trucco molto machiavellico per confondere le acque: senza infonderti una dose extra di dolore o puntare sul sesso (strambo, robotico, fintamente passionale oppure del tutto assente!) non sono niente di niente. Ci credo che lui oggi si senta un eroi, ma qui sappiamo bene e abbiamo ampiamente discusso sul livello di narcisismo nel mondo della sanità. Ci sono medici fantastici che amano la loro professione, ma ci sono anche quelli che la scelgono per avere potere di vita e di morte sugli altri, che reputano inferiori a loro. Non tutti i narcisisti patologici sono perversi sessuali o sadici. Più che altro c’è perversione relazionale, ovvero l’uso spietato della violenza psicologica per distruggere la psiche del partner, amante, conoscente infatuato, figli, dipendenti, ecc. Un forte abbraccio a te e grazie infinite dell’affetto.

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  38. Buongiorno a tutti! Ieri dopo due mesi l’ho ricontattato via mail. Non mi ha risposto subito anzi non mi ha risposto affatto. Poi nel primo pomeriggio gli ho mandato un messaggio chiedendogli come stesse visto i tempi. Mi ha sorpreso: mi ha chiamato all’istante. Due ore di telefonata. Abbiamo parlato molto. Mi sembrava un’altra persona: come se avesse bisogno di parlare con qualcuno. Era in ferie da giorni. E curava il suo giardino. Abbiamo ricordato di qualche episodio di quando ero stata da lui agli esordi della conoscenza. Ho provato tenerezza per quell’uomo: era tornato quello di 4 anni fa! Quando ho messo giù ho pensato a quale fosse il vero lui. Se l’individuo tossico o quell’uomo fragile che mi era parso all’inizio che si barcamena tra i suoi genitori anziani malati e suo fratello con il Parkinson. Sono confusa!

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    1. E’ sempre il tossico che è, in assenza di rifornimenti! Non farti fregare. Anche il “mio” torna a farsi vivo con tenerezza e premura, solo perché non può scorrazzare qua e là. NON CAMBIANO, neanche in pandemia!

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    2. Cara Aria, per come la vedo io lui ti ha concesso 2 ore di conversazione perché non aveva nient’altro da fare e perché i tempi sono quel che sono: non potendo raggiungere o essere raggiunto da chissà chi vale tutto per sconfiggere la noia. Fa sempre piacere per un narcisista essere cercato da una preda, perciò non farti illusioni: è veramente lui che si barcamena tra le persone fragili della sua famiglia o c’è chi per lui? Dopodiché anche se fosse lui a prodigarsi per gli altri, vale il modo come ti ha trattata. I narcisisti patologici possono sposare la personalità che meglio conviene ai loro propositi. Se il proposito che ha lui è quello di tenerti a disposizione senza nulla darti, allora farà leva sui valori che ami e ammiri, come la bontà e l’altruismo, pur di continuare a regnare sovrano nel tuo cervello. Un abbraccio grande e proteggiti in tutti i sensi.

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    3. Chi come me ha avuto una lunga relazione con un NP quel lato fragile ed infantile, goffo e impacciato, lo ha visto tutto e amato… Credo che quel lato esista, ma non nel modo in cui esiste in una persona fragile e gentile, delicata e attenta, ma come una modalità di interazione possibile con persone che come noi apprezzano quelle caratteristiche… una specie di personaggio interpretato ad hoc quando vogliono ottenere qualcosa da persone come noi…

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    4. Cara Aria, non lasciarti confondere le idee! Lui è sempre il personaggio tossico che non cambierà mai. Sottoscrivo le parole di Claudileia, Francesca e Blume. Ricordati di ciò che ti ha fatto.
      Un abbraccio

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      1. Noi “donne ufficiali”, “famiglia ufficiale”, abbiamo creduto davvero in quella fragilità… abbiamo fatto dei figli e ce ne siamo accollate tutte le responsabilità credendo che quella fragilità fosse reale e racchiudesse una profondità di emozioni e sentimenti che purtroppo non erano capaci di gestire…
        Ci siamo dette “Tutti commettiamo errori, chi sono io per non concedergli il beneficio del dubbio?!”…
        Niente di più sbagliato…
        Alza la guardia, Aria, apri bene gli occhi e scrivi una lettera a te stessa su tutto il dolore che lui ti ha fatto provare, la solitudine, il senso di vuoto, la rabbia… mettila sul comodino e leggila ogni volta che ti assale il dubbio che quello che hai pensato di lui non fosse reale.

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  39. Cara Claudileia e care tutte, ma perche io sono così idiota da aver pensato per un attimo che la catastrofe che stiamo tutti vivendo in questo periodo avesse potuto incidere su di lui? Perché non riesco proprio ad evitare di traslare i miei sentimenti su di lui? Lui ieri parlava parlava di tante cose, mi raccontava di suo fratello che ha da quasi 15 gg la febbre io ho cominciato a fargli domande preoccupata lui ne parlava in maniera distaccata (ora mi chiedo sarà stato vero?). Oppure di come sta seguendo perfettamente le indicazioni e quindi è rintanato a casa. E poi mi ha raccontato del suo attuale capo (che io conosco marginalmente) con il quale prima erano grandi amici almeno io sapevo così. Adesso lui ha rotto tutti i rapporti perché secondo Mister x questo è sempre preso al cellulare con sua moglie e un’altra donna con la quale si vede di nascosto e poi ne ha un’altra che lo corteggia. Mister x stanco di lavorare solo gliene avrebbe cantate quattro così diceva. E gli ha pure detto di non pensare che dietro queste sue affermazioni si nasconda della gelosia perché lo vede barcamenarsi tra ste donne perché queste donne sono fuori target per lui (hanno 30 anni e lui ne ha 50) e poi saranno pure belle ma sono stupide. Ecco sti discorsi a me sono sembrati strani: lui che dice che le 30.nni sono fuori target e che sono si belle ma stupide. Mah! Discorsi che prima non avrebbe mai fatto! Poi certo ogni tanto appariva quel cinismo che lo ha sempre contraddistinto tipo: il virus è una selezione naturale, che su questo pianeta siamo troppi che se muoiono tutti (vedi la sua famiglia) lui diventa l’unico erede. Che dei suoi fratelli lui è quello che ha dato maggior soddisfazione a suo padre (sempre avuto un rapporto conflittuale con il padre ma di questo penso che ne abbia veramente sofferto perché è sempre stato alla ricerca di approvazione disperata da parte sua). Scusate non volevo annoiarvi.

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    1. Cara Aria, permettermi di confermarti che la sua PSICOPATIA in questo discorso ha raggiunto il livello massimo: solo uno psicopatico può pensare all’eredità in questo momento. Tutto il bla bla bla sulle trentenni che sono fuori target è un modo per farti sentire inadeguata e quindi ti chiedo: dove hai visto la fragilità, la vulnerabilità, la mitezza, ecc.? Cosa ti ha attratta in un individuo così spietato? Il suo discorso è da raddrizzare i capelli: quindi, siccome lui ha dato più soddisfazione a suo padre vuol dire che MERITA una cospicua eredità. Insomma, crepassero pure tutti che l’importante è la sua salvezza, baby! La fantasia di godersi i suoi bei soldoni lo fa parlare con distacco del fratello ipoteticamente malato. Tanto, avrebbe l’Alzheimer, mentre lui è sano e in forze per godersi la vita. Posso dirti un’altra cosa? I comportamenti del capo sono invidiati da lui (eccome!), altrimenti non t’avrebbe mica riportato tutta questa spazzatura tossica!

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    2. Per Aria:
      Qualsiasi confronto su questo blog è utilissimo, quindi non temere di annoiare 😊
      Il tenore del discorso che hai descritto è molto simile a quelli che intrattenevo con il mio Np, anch’io lo trovavo “tenero” e provavo compassione per lui quando mi parlava dei suoi problemi familiari e di lavoro. Ora se ci ripenso lo trovo soltanto patetico e riesco a leggere tra le righe la sua psicopatia. Riguardo ai riferimenti alle trentenni, posso dirti che il mio Np mi aveva raccontato di aver avuto, giunto all’età di 40 anni, una relazione con una ragazza di vent’anni più giovane di lui e di essersi reso conto che si trattava di una “crisi di mezza età”…poi ho scoperto che la ragazza con cui aveva una relazione parallela alla mia era anch’essa più giovane di lui di oltre vent’anni (e non era la stessa di cui mi aveva parlato).
      Non c’è un minimo di coerenza tra quello che dicono e quello che fanno e probabilmente nemmeno in quello che pensano. Nessuna logica che si possa comprendere. Un momento dicono una cosa e l’attimo dopo l’esatto contrario, per questo ti confondono e disorientano…e tu (come qualsiasi altra persona normale) passi ore, giorni a cercare di comprendere, tradurre e dare un senso a ciò che hanno detto. Ma quello che ho imparato è che davvero non ha nessun senso.
      Ti abbraccio

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  40. Care tutte…è tornata pure da me.
    Voi sapete quanto l ho tenuta distante! Non le ho dato un euro…non è mai venuta a casa mia, mi ero liberata.
    Ora…lei prima mi ha mandato sua sorella ( rimasta qui in montagna) sorella che non mi salutava mai! E poi è tornata lei…con telefonate, messaggi logorroici, video.
    Anche io mi ero intenerita.E ‘ sola chiusa in casa , non era mai abituata a stare a casa.Poi si è sfogata, perché la sua amica del cuore si è chiusa nel suo egoismo( fa ridere solo questo)ed ora mi da consigli su come sciare nel futuro prossimo.
    Non ci casco. Mi dispiace solo per noi…persone normali ,chiuse in casa con i figli o da sole con i propri fantasmi.
    Mi dispiace di non vedere mia madre, o di temere per tutti, addirittura per l umanita ‘.
    PS ora mi ha tenuta al cell un’ ora…mai accaduto…per dire
    Ma non ci caschiamo.

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  41. Sono una stupida! Le briciole che mi dà quell’uomo mi fanno perdere di vista com’è fatto sul serio. Quando mi contatta perdo ogni barlume di lucidità…e non era mai successo prima con nessun’altro. Scusami ancora Claudileia.

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    1. …e visto che “repetita iuvant”: non sei una stupida, lui è uno psicopatico!

      Hai presente le Sirene di Ulisse?! Non c’è qualcosa che tu possa fare se non tapparti le orecchie o farti legare all’albero maestro della nave… noi siamo Perimede ed Euriloco… lui canta, tu vorresti liberarti e credere alle sue parole, ma noi te lo impediamo… almeno con me funziona così… se non avessi letto e poi scritto qui e poi riletto e riletto ancora, avrei ascoltato “il canto ammaliatore” e sarei cascata nei vari tranelli… compreso quello del sentirmi inadeguata come madre e donna…

      Quindi, come dice Charlotte, non temere di annoiare nessuno… se siamo qui è perché tutte abbiamo bisogno di non sentirci le sole e sole…

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    2. Non sei una stupida ma non perdere lucidità, soprattutto dopo averlo sentito non dubitare che lui sia quello che sai bene che è, per averlo sperimentato. Le loro sono solo parole parole parole, come quelle di Mina e Alberto Lupo, hai presente… Il bisogno di essere nel centro dell’attenzione dell’interlocutore è tale che assumerebbero QUALSIASI identità, se sei tenera diventeranno col cuore d’oro ad assistere bambini orfani o anziani infermi, se sei ironica ti faranno battute su battute, se sei religiosa diventeranno padre pio, se ti piace il thriller si trasformeranno in dario argento e cosi via… Magari ci credono pure loro mentre interpretano la parte, sono camaleonti, ma il fatto è che nessuna di queste identità è solida, perché una identità vera e propria non ce l’hanno. Ora, come vedi, tornano da ogni parte da noi, perché non.hanno un keiser da fare e senza relazioni non.possono stare… Ma non c’è nulla di stabile in quello che appare….

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  42. L’aggravante sta nel fatto che sono pure io a cercarlo. Erano passati due mesi in cui io non facevo altro che pensare a lui, volevo assolutamente sue notizie però il periodo intenso di lavoro mi faceva andare avanti. In questi giorni duri saperlo solo in quella casa (bellissima ma fredda) isolata circondata da muri altissimi ed un cancello modalità bunker. Con un giardino enorme che però nessuno vede perché dall’esterno nulla trapela e che cura in maniera maniacale. Mi ricordo la prima volta che misi piede lì pensai tra me e me se mi ammazza nessuno verrà mai a cercarmi qui.
    Blume mi hai ricordato una volta una sua espressione alla mia domanda: dimmi subito cosa non so di te.
    Lui mi rispose: sono un camaleonte un caleidoscopio umano.
    Nonostante tutto questo e nonostante i diversi episodi ‘sgradevoli’ in parte raccontati qui mi sento come dice Francesca come un marinaio sulla nave che non resiste alla sirene ma che non vuole tapparsi le orecchie perché crede ciecamente a quel canto ingannatore.
    Ci deve essere qualche problema anche in me…
    Scusatemi se scrivo in maniera slegata…

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  43. “sono un camaleonte un caleidoscopio umano”: ecco, ti disse allora un tratto di verità. Sono camaleontici, assumono identità diverse: non perché vogliano mostrare lati variegati o contraddittori che però gli appartengono stabilmente, ma perché non ne hanno una propria, di identità: puoi amare un uomo tanto fluido da non esistere? che è un’immagine riflessa (di quello che ti piace o di quello che non ti piace,a seconda se vogliono “amare” o svalutare)?
    Una volta np, in uno dei suoi tentativi manipolatori, mi disse: Tu ti sei innamorata di me! Mi venne spontaneo di rispondere: Come faccio ad innamorarmi di una persona che non si vuole far conoscere e probabilmente non si conosce neanche lui stesso?
    Non so da dove mi venne questa riflessione, perché ero nel mezzo della dissonanza (pur essendo consapevole del suo disturbo), forse l’avevo letta da qualche parte, non so, ma venne su chiara chiara, come un lampo, da un angolo remoto del cervello.
    Lui ribatté: Ma tu lo sai che io sono il veleno e tu sei ormai intossicata, questo lo sai? Questo fu come uno schiaffo: qui diceva proprio il vero: lui è tossico e io ero come drogata. Anche questa fu una scintilla di consapevolezza che ebbe lo straordinario potere di consentirmi di guardare me stessa dall’esterno, come in un film: ebbi paura, ma io penso che fu un episodio importante nella scala dei gradini della consapevolezza emotiva.
    Esiste una consapevolezza razionale (sapere in cosa consiste il disturbo): è indubbiamente necessaria, ma non sufficiente a interrompere la dipendenza. Serve poi anche una consapevolezza emotiva, un sapere del cuore, e non solo del cervello, che sono disturbati irrecuperabili: è qui che comincia a dissolversi l’illusione che cambino, che possano migliorare, che noi possiamo avere il potere di guarire quel nucleo di fragilità che avvertiamo in loro (e che pure anche esiste: ma è un nocciolo malato, che ha prodotto le modalità disturbate che sono diventate struttura ed essenza, che è difeso in armi dalla loro struttura patologica impossibile da scalfire perché loro stessi per primi non vogliono…per guarire, o meglio per iniziare a curarsi, ci vorrebbe consapevolezza di stare male e volontà di affrontare il duro percorso: np non sono attrezzati per farlo, non hanno strumenti neanche per capire i loro stati mentali confusi, ad es. che le loro smanie sono autoprodotte e non causate dall’esterno… e noi non possiamo darglieli, questi strumenti, per osmosi o per magia: questa è la consapevolezza emotiva da raggiungere).
    Gli episodi che ho raccontato mi sono serviti a far scattare quella consapevolezza emotiva. Ognuno ha le sue vie e non tutte le esperienze sono identiche, io riporto la mia, soggettiva, soprattutto per descrivere la forma che ha preso per me questo passaggio importante: non solo il “sapere” ma anche il “sentire” il suo disturbo: cioè, percepire il suo limite, la sua inconsistenza, la sua distanza, la sua irrecuperabilità… A me questo è servito: vedere me stessa come attrice di un film proiettato dalla sua mente, è stato l’inizio del percorso di liberazione dall’intersezione mentale con np, dallo struggimento di perderlo, dall’illusione di averlo. Poi, il percorso è stato lungo, ma posso dire oggi che è iniziato da lì. Ma esattamente da lì è iniziata anche la mia capacità di coglierne i lati ridicoli, che aiuta a orientare verso la distanza mentale.

    Ti abbraccio

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    1. Lo stesso è successo a me, Blume, all’improvviso ho “sentito” il suo disturbo… e non è stato più possibile tornare indietro… anche se il mio percorso personale di recupero è solo all’inizio.

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      1. Sì, è così, una volta che “senti” il loro disturbo, varchi una soglia da cui non è possibile più tornare indietro, qualunque cosa accada. Dopo questo passaggio, niente è come prima: possiamo essere stanche, esauste, provate, possiamo anche avere la sensazione di essere distrutte e con la paura di non uscire più dal tunnel, ma la verità è che esattamente da lì abbiamo iniziato un percorso di sganciamento, qualcosa di nuovo che appartiene a noi e non è indotto dalla volontà manipolatoria di np (anzi, va esattamente in direzione contraria ad essa), e quindi per loro non sarà più possibile resuscitare in noi le stesse emozioni di prima. Ci saranno ancor sofferenze, agganci mentali, in un processo per niente lineare, ma secondo me questo è il primo “click” necessario ad ossigenarci e dare una svolta, un nuovo inizio.
        Questo passaggio, personalmente, mi ha inoltre consentito di non provare rabbia profonda per np, intendo quella rabbia che cova ribollendo dentro molto a lungo ed indica ancora legame traumatico… Ho cominciato a vederlo esattamente per quello che è: una creatura malsana del mondo, un’anima nera che non trova pace, un pover’uomo che ha bisogno della distruzione altrui per illudersi di essere vivo e potente… Contemporaneamente, questo passaggio mi ha anche aiutata a perdonarmi di aver creduto troppo a lungo di poterlo redimere dal suo disturbo (9 mesi di relazione e almeno altrettanti per iniziarne a uscirne).

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      2. I miei anni di relazione sono stati 15… troppe scelte sbagliate e troppi treni persi… due figli che soffrono la sua assenza esattamente quanto la sua presenza… l’impossibilità materiale di non vederlo né sentirlo… la rabbia è ancora lì, quasi tutta, a volte ribolle ferocemente, troppo spesso finisce su me stessa e troppo spesso rimugino sul come ho fatto per troppo tempo a non capire e non vedere…

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  44. Allumista: interessante definizione che non avevo mai sentito.
    Credo proprio che il mio quasi ex sia un allumista!
    I suoi interminabili monologhi sulla metafisica e i massimi sistemi…anni fa ero affascinata dalla sua parlantina e quasi intimorita, credevo di non arrivare a capire la complessità dei suoi argomenti. Col tempo ho compreso che mi annoiavo profondamente, mi veniva proprio sonno!
    La realtà dietro questi discorsi inconcludenti sulle sfere celesti, è che io ho studiato con dedizione e costanza laureandosi e specializzandomi, mentre lui ha abbandonato le scuole superiori: troppo superiore per piegarsi al sistema, troppo speciale per conformarsi…
    Il suo stile di vita al di là degli schemi, tutti gli altri dei poveri burattini inconsapevoli.
    Mi sono lasciata incantare: io e solo io ero diversa, ero come lui. Poi col tempo, con gli anni, ho capito che questo suo mondo speciale era fatto di niente. Di nessuna responsabilità. Nessuna progettazione. Solo una terrificante instabilità e inconcludenza.
    Il parassitismo finanziario per ovviare allea sua incapacità di concludere qualcosa nella vita.
    E nonostante tutto questo la cattiveria di cercare di far sentire me in difetto, in colpa,inadeguata.

    “Le cose che prima erano importanti per loro iniziano a scomparire al punto in cui solo ciò che fa, dice o s’inventa l’allumista conta per entrambi”: esatto, proprio ciò che per anni e successo a me.
    Ma è vero anche, come leggo nell’articolo, che il nostro corpo parla per noi, anche se la nostra mente sembra non reagire.
    Molto prima di questa decisione presa pochi mesi fa, non avevo più desiderio nei suoi confronti. Davo colpa agli ormoni, la menopausa che si avvicinava, mi auto colpevolizzavo persino…invece era il mio interiore che si era risvegliato e che disperatamente mandava segnali attraverso il mio corpo, ma la mente era ancora troppo indietro, troppo invischiata nei meccanismi malati…

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  45. Leggendo questo articolo, ho capito di avere a che fare con una allumista. Il suo continuo flirticchiare con me in modo ambiguo, solo per poi negare l’evidenza…e le modalità di affrontare le discussioni e i litigi sono quelli. Quando infatti le rinfacciavo di cose che non mi stavano bene, dava sempre 4 risposte standard in croce, sembrava quasi una sorta di juke box che ha solo 4 canzoni disponibili. Le risposte erano del tipo “sei pesante, fai le solite scenate” “ma ancora con questa storia” “adesso basta, sono stanca, devo andare” “ma che cosa ho fatto mai?”. Non importava se le rinfacciassi che aveva detto cose di una certa importanza (una futura convivenza, legami indissolubili, etc) o semplicemente che mi desse buca agli appuntamenti, faceva di tutta l’erba un fascio, ogni volta che aprivo bocca per lamentarmi non rispondeva mai nel merito di ciò di cui la accusavo, mi sentivo rifilare solo quelle 4 frasi. Roba da spaccarsi la testa. Solo una cosa non mi è chiara: nell’articolo c’è scritto che odiano i conflitti e in parte mi ci ritrovo perché lei odiava che io innescassi dei confronti (non ha mai iniziato lei un litigio). Però come è possibile che odino i conflitti ma al contempo traggano piacere dal nostro stare male? Nel senso, negando un confronto o una interazion, la vittima non ha modo di esprimere i propri sentimenti di rabbia frustrazione o dolore, quindi l’allumista come fa ad attingere a queste risorse senza passare tramite il conflitto?

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