Salvaguardiamo la vita: un viva all’Italia e alle donne più che mai.

Vorrei dire alcune poche parole su questo grandissimo Paese che mi ha accolto a braccia aperte 16 anni fa e che nei momenti di grandi difficoltà sa dimostrare al mondo il suo valore e il suo altruismo.

Sono giorni duri, in cui ci svegliamo con notizie di intere aree isolate, amici rimasti senza lavoro e ora impediti di tornare ai loro paesi di origini, intere famiglie impossibilitate di festeggiare le nascite, sposarsi o vegliare e seppellire i loro cari con quei riti che ci distinguono in quanto esseri umani.

Mi risulta impossibile in questo momento, avendo visto tanta sofferenza in persone a me molto prossime, aggiornare il blog con la frequenza bisettimanale alla quale ero abituata.

Molti di voi che come me hanno dei bambini e anziani a casa e che hanno scelto di cambiare radicalmente il proprio stile di vita per senso di responsabilità sanno il quantitativo di energia che serve per rasserenare gli animi di grandi e piccini, di chi vi sta vicino e dei parenti lontani. Siamo entrati, come Paese, in modalità sopravvivenza. Una modalità che le persone affettivamente traumatizzate conoscono abbastanza bene e che combattono molto spesso da una vita intera.

Non si tratta, però, di una modalità del tipo “si salvi chi può”, ma di un “amiamoci e salviamoci insieme, facciamo ciò che è meglio per noi e per gli altri”.

Vorrei con queste poche parole che le mie emozioni consentono di scrivere in questa mattinata nel contempo assolata e drammatica, manifestare la mia immensa solidarietà a tutte le professioni che non si sono mai fermate o non si possono permettere di fermare. Questo include non solo i medici e professionisti della sanità italiana in prima e seconda linea che, grazie al loro impegno quotidiano, stanno salvando e salveranno ancora migliaia di vite, ma anche ai farmacisti, ai cassieri dei supermercati, agli autisti dei mezzi pubblici, agli insegnanti e bidelli che continuano a recarsi nelle scuole pubbliche di questo Paese, ai poliziotti e pompieri, agli addetti alla pulizia degli edifici, ai collaboratori e collaboratrici domestiche, ai volontari e ai tanti, tantissimi, tra dipendenti pubblici, impiegati e liberi professionisti, uomini e donne, che in questo momento stanno portando sulle loro spalle l’intera Italia.

Quanto vale l’abbraccio delle persone che ci amano e ci vogliono bene per davvero?

A voi che avete stabilito il contatto zero con degli individui incapaci di assecondare la vostra forza, di essere solidali, leali, onesti e che sceglievano di farvi del male per vedere l’effetto che faceva ferirvi, dico solo che è proprio in questi momenti particolari della nostra esistenza che dobbiamo allontanarci ancor di più dal mondo di plastica che ci vendevano come se fosse l’unico che meritavamo.

Scegliamo più che mai di abbracciare l’amor proprio e conseguentemente la solidarietà oltre ogni cosa.

Vivere nelle menzogne e nelle mezze verità non è degno della nostra statura. Non facciamoci togliere l’energia di lottare giorno dopo giorno per respirare un po’ d’aria pura assieme ai nostri cari. Non possiamo permetterci di arrivare sfiniti quando tutto questo passerà. Serviranno le nostre energie migliori per ricostruire molte cose da capo, incluso interi settori dell’economia. Diamoci oggi virtualmente la mano e domani uni agli altri. Abbiamo bisogno di NOI più che mai.

Vivere rincorrendo la verità è un esercizio DANNOSO per il vostro benessere psicofisico e che può soltanto togliervi la vita necessaria per sopperire ai bisogni delle persone che vi amano e che sanno stare accanto a voi dimostrando, come sempre, la loro coerenza caratteriale, quella dei grandi uomini e delle grandi donne che hanno una coscienza e un cuore.

Sto vicina a tutti voi italiani e non italiani che hanno scelto questo Paese per necessità o per amore.

Sono certa che la nostra quotidiana solidarietà e bellezza interiore ripristinerà con consapevolezza e rispetto per il prossimo la bellezza che ci è stata tolta in queste settimane.

Ps: ci vediamo qui quando i miei e i nostri piccini torneranno a scuola. Ora, come molte mamme e papà in questo momento, la mia intera attenzione andrà dedicata a loro, ai loro bisogni e a quelle domande un po’ complicate da rispondere che cerco di chiarire con serietà ma pur sempre mantenendo il sorriso, ciò che rende la loro vita e quella di noi tutti un po’ più serena e degna di essere vissuta.

Vi abbraccio con immenso affetto, Claudiléia.

55 pensieri su “Salvaguardiamo la vita: un viva all’Italia e alle donne più che mai.

  1. Cara Claudileia, il tuo articolo mi ha commossa. Sei una donna stupenda, ed un validissimo appoggio per tutte noi che facciamo parte di questo blog. Se stiamo ” guarendo” è’ solo grazie a te, ai tuoi articoli, alle tue parole di conforto. Ti sento vicina, GRAZIE DI ESSERCI !!!! Un grande abbraccio.

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    1. Carissima Lucia, faccio ciò che posso per continuare ad evolvermi assieme a voi. Collettivamente il lavoro che svolgiamo portando conoscenza e sostegno è diventato fondamentale anche per molti professionisti che ci seguono. Avanti tutta! Un abbraccio enorme a te e buona settimana! ❤️

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  2. Carissime, vivo a Roma in una zona di “movida” e spero che molti capiscano che il sacrificio che la maggior parte delle persone sta facendo è per il bene comune. Tutti noi che abbiamo una persona anziana a casa siamo in pensiero per loro, più che per noi stessi. Io non riesco a pensare ad altro o essere presente qui come vorrei perché serve il mio supporto emotivo e fisico per loro. Ce la faremo insieme, non ci sono dubbi. L’Italia è un Paese che ha sempre saputo dare il meglio. Ci dobbiamo fidare dalle indicazioni degli esperti italiani. Sanno cosa dicono e come arginare questo virus tremendo. Un abbraccio gigante!

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  3. Grazie cara Claudileia sono in una zona rossa, sto cercando di trasmettere serenità ai miei bimbi, in un attimo tutto è cambiato.Ma come dici tu, è ora che dobbiamo dimostrare la nostra resilienza e positività. Oggi ho pure incontrato la np, che ha fatto il suo teatrino…purtroppo lori anche in una fase come questa non riescono a comprendere la realtà.
    Dobbiamo riscoprire i veri valori ed aiutarci.Grazie di tutto 💜

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    1. Concordo in pieno con te, cara Ribelle! I piccoli confinati soffrono tantissimo! Un abbraccio enorme a te e alla tua stupenda famiglia. La narci continuerà a fare la narci soprattutto nei momenti di crisi in cui viene accantonata come argomento principale.

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      1. Ieri mi ha fermata…si è prodigata a cercare un libro per la mamma di una mia amica, mi ha detto…ora che avrò momenti di solitudine ti chiamo (!!!!) Pensa cara Claudileia che mi tocca sentire….
        In questo momento contano gli affetti veri e i rapporti sinceri, un abbraccio grandissimo a tutte e rimaniamo propositive sempre

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  4. Carissime un abbraccio enorme a tutti, anch’io scrivo da una zona rossa facendo i salti mortali tra lavoro, figlio a casa da scuola e genitori anziani e malati da accudire. La situazione non è per niente facile, anche io come tutte cerco di trasmettere serenità al mio bambino,lui per fortuna è contento per la chiusura della scuola. Nell’articolo precedente che parlava di np in tribunale ho visto nomi nuovi, un forte abbraccio anche a loro, vi sono vicina come non mai ragazze… Non mollate per i vostri figli! Soprattutto nei momenti down, e saranno tanti… Venite qui. Leggete, articoli nuovi e vecchi, le testimonianze e se avete voglia scrivete… Io prima di scrivere qualcosa, ho divorato tutti gli articoli, ci passavo ore e non potendo fare terapia tutto ciò era un balsamo sulle mie ferite… Finalmente non ero più sola, qualcuno aveva (e chi ancora lo sta passando) provato le mie stesse sensazioni, smarrimento, paura, incredulità (e molto altro vi assicuro). Vi sono vicina.
    Grazie a Claudelia per questo articolo,se sono ancora qui lo devo a te e al lavoro che continui a fare per noi…parole splendide sempre!
    Abbraccione e una buona domenica! 🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾🌾
    (prendetela come una mimosa, oggi 8 marzo!)

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    1. Carissima Lalla, grazie infinite!!! Ti so vicina con tutta me stessa. Giostrarsi tra genitori anziani, bimbi e lavoro è da eroi e tu lo sei. Bisogna avere i superpoteri e tanta energia per farlo. Ho due amiche a Padova che mi tengono aggiornate sullo stravolgimento totale delle loro vite e sul caos che tutto ciò comporta per quanto riguarda la gestione di ogni singolo aspetto. È una realtà durissima. Abbraccio gigante a te e famiglia.

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  5. Grazie Claudileia per questo articolo. Adesso le nostre energie psico-fisiche devono essere incanalate su altro. Un abbraccio grande a te e a tutte! ❤️

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    1. Carissima Aria, ora tutta la tua/nostra attenzione dovrà andare alla tutela della tua salute, dei tuoi cari e delle persone a te vicine. Lascia stare che il narci sa il fatto suo e continuerà a seminare il solito terrore tra le sue seguaci!!! Tutto questo finirà, vedrai. Teniamoci virtualmente per mano! Un abbraccio grande a te!!!

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  6. Anche io scrivo da una zona rossa. E il mio pensiero positivo ogni giorno è che se tutto ciò fosse successo un anno fa, quando il np era ancora a casa, sarebbe stato un vero incubo. Così tutto sommato posso godermi i bambini e la pace…. almemo quando sono con me!

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  7. Succede che le tragedie cominciano a toccarci e per tantissimi la vita diventa profondamente ingiusta-un mio caro amico con il papà ricoverato che non può andare a visitare-ieri sera al telefono non sapevo come aiutarlo ad arginare l’angoscia di saperlo da solo e di temere di non poterlo più salutare–un abbraccio a tutte le persone che affrontano prove molto dolorose!

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    1. Carissima Melisenda, come lo capisco!!! Se l’angoscia è grande per noi che abbiamo un anziano a casa in balia di problemi respiratori di suo, figuriamoci per chi ha il papà in ospedale e non riesce nemmeno a vederlo. Più che offrire il nostro ascolto e la nostra comprensione ogni parola sembra quasi superflua. Questa situazione terribile sta portando a una miriadi di episodi davvero unici e paradossali. Esempio di casa mia: abbiamo contattato uno pneumologo per visitare a casa mio suocero. Ieri ci ha chiamato l’ospedale per informarci che la dottoressa non poteva venire perché in isolamento. Vi abbraccio enormemente e vi sto vicina con tutto il mio cuore. Qui per ora i bimbi reggono…

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  8. Cara Claudileia, grazie di questo articolo, dimostra una volta di più la tua enorme sensibilità e il tuo calore umano.
    Sono a casa da ormai 8 giorni, con la febbre e obbligato dal telelavoro. Per fortuna niente di grave e preoccupante, ma non mi posso muovere, sono chiuso in stanza cercando di avere meno contatti possibili con i figli. Non so perchè e non mi interessa, ma devo dire che la mia np è serena e mi tratta bene, con la giusta, per fortuna, indifferenza, ma senza farmi mancare nulla.
    E questo mentre il mio cuore è da tutt’altra parte.
    E’ una situazione paradossale che non avrei mai pensato di vivere.
    Però mi sto dicendo che evidentemente è l’ultima prova.
    Solo che questa volta non è una prova che si supera da soli e per sè stessi, ma è una prova che dobbiamo superare insieme, e dalla quale, chi avrà la fortuna di uscirne, uscirà diverso.
    Siamo un Paese strano, pieno di contraddizioni, ma in questi momenti è capace di slanci e di sacrifici. Le immagini della gente che canta alle finestre mi commuove, e mi fa pensare che alla fine “tutto andrà bene”, anche se solo quanto successo fino ad adesso sarebbe già troppo.
    Un abbraccio gigante e un in bocca al lupo a chi, oltre alle proprie vicissitudini e sofferenze personali, sta in questo momento vivendo in prima persona il dramma di questa situazione. Forza, che ce la facciamo!!!!

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      1. Cara Claudileia, mio figlio sta bene e si sta adeguando alle nuove lezioni a distanza…sono tempi strani ma cerchiamo di viverli al meglio, considerando che finora siamo stati molto fortunati perchè viviamo a pochi Km dalla prima zona rossa del veneto e lui ha addirittura preso il bus scolastico che passava da Vò fino a pochi giorni prima della chiusura delle scuole…
        Capisco le preoccupazioni del suocero…digli di non angosciarsi e di seguire ciò che viene detto in Tv…e speriamo bene per tutti!
        Un abbraccio…

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      2. Grazie, cara Spirito Libero!!! A 95 anni è nella fase della vita in cui fa tutto di testa sua :). Come si dice qui a Roma a’ voja ad ascoltare consigli! Comunque, incrociamo le dita perché tutto passi il più velocemente di quanto ne pensiamo. Resilienza SEMPRE! Abbraccio grosso!!!

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      3. Mi è capitato diverse volte in questo periodo in cui tutti cercano di usare più precauzioni possibili di vedere in giro anziani che non si proteggono come dovrebbero, come se si considerassero “immuni” o avessero un certo fatalismo che li porta a non curarsi dei rischi più tanto…
        Sicuramente a 95 anni come il tuo simpatico suocero è difficile convincerli di qualcosa se non vogliono farlo 🙂

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      4. Ciao cara Silvia, grazie, va già un po’ meglio.
        Ti ho pensata sapendo dove vivi e sono contento che tu stia bene.
        Un abbraccio!!!

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    1. Carissimo Gianni, che bello avere notizie tue!!! Mi accodo a Spirito Libero e ti auguro una pronta guarigione! Ahimè non è difficile comprendere come mai la narcisa è diventata improvvisamente un angioletto: c’è qualcosa di più grande di lei in giro contro la quale non può competere in termini di protagonismo. Dopodiché vederti febbricitante e rigorosamente a casa ha calmato momentaneamente le sue mosse provocatorie… Ragioniamo insieme: se ti sei giustamente auto isolato dal resto della famiglia le sue mosse per isolarti ulteriormente che senso avrebbero? Del resto, penso che la cosa più dura per te ora sia la lontananza forzata dal tuo “cuore”. Fatevi forza a vicenda che tutto andrà per il verso giusto! Un grandissimo abbraccio a te, ai tuoi cuccioli e alla persona che ti vuole tanto bene!

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      1. Carissima Claudileia, grazie della tua risposta. Oggi va già un po’ meglio….
        Non mi sto veramente più ponendo domande in merito alla mia np, non mi interessano nemmeno più le risposte.
        Mi interessa la salute dei miei figli (per fortuna stanno bene), e non ho motivo di augurare il male ad altri e quindi sono contento che stia bene anche lei.
        Sono dispiaciuto di dover stare lontano dalla bellissima persona che ho conosciuto, con la quale però ci sosteniamo a vicenda in questo momento folle e drammatico. Facciamolo passare uscendone indenni, poi vedremo…..
        Un grande abbraccio a te e alle persone che ti sono care, vedrai che tutto andrà bene!!!

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    1. Ciao Ribelle, io e le mie figlie stiamo bene, prego e spero che questo periodo terribile passi presto, e, soprattutto che il contagio si fermi, grazie alla responsabilità ed al buon senso di tutti. Vi abbraccio forte😘

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      1. Carissima Lucia, infatti CHE IL CONTAGIO SI FERMI è diventato il pensiero fisso della nostra stupenda Italia. I “numeri” continuano ad essere estremamente dolorosi per fin troppe famiglie impossibilitate di muoversi per salutare i loro cari. Capisco i flash mob degli artisti e persone comuni ogni pomeriggio alle 18.00 per provare a contrastare tutto questo dolore. Ascoltare ogni pomeriggio che ci sono circa 3000 contagiati e oltre 100 morti è sempre più dura per tutti. Purtroppo finché i numeri saranno questi dobbiamo ricavare dentro di noi risorse sovrumane per essere presenti in tutti i sensi non solo per coloro che ci amano, ci vogliono bene e ci sostengono ma, sopratutto, per quelli che oggi sono molto più fragili di noi non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Un abbraccio gigante a te e alle tue figliole!!!

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    2. Ciao Ribelle,
      io bene grazie…tu come stai?
      Spero bene sia per te che per i tuoi cari e che la Np non si sia fatta viva (di norma in casi come questi in cui ci sono di mezzo rischi per la salute spariscono).
      Non ho visto i miei per una settimana per via delle restrizioni, li ho rivisti ieri e per fortuna stanno bene…
      Un abbraccio

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      1. Ciao cara Spirito noi siamo rimasti in montagna anch’essa zona rossa.La np è rimasta in città, e mi ha mandato melensi messaggi di preoccupazione. Ma ormai…è acqua passata…questa tragedia ci porta a rivalutare persone e luoghi.
        Purtroppo tutte le nostre vite sono cambiate, ora dobbiamo essere il più possibile vigili e speranzosi.
        Un grande abbraccio…❤

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    3. Carissima Ribelle, noi qui reggiamo bene. La preoccupazione va sempre a mio suocero che è molto apprensivo e oggi ha ricevuto la pessima notizia che i suoi due fratelli (87 e 92 anni) sono a rischio a Longobardi (nel Vibonese). Il paese intero è in quarantena dopo un funerale nel quale hanno partecipato due persone contagiate dal coronavirus che ora rischiano persino il carcere perché andate via da una zona rossa. Queste sono notizie molto dure per un anziano. I miei figli, suoi nipoti, sono la sua gioia e quindi cerchiamo di alleggerire un po’ tutto questo orrore, ma confesso che è complicato perché lui è lucidissimo e le notizie le segui dalla radiolina che si porta sempre appresso per casa. Abbraccio te, tuo marito e i tuoi meravigliosi bimbi!!! Facciamoci forza e proteggiamoci a vicenda!!!

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      1. Mi dispiace tanto Claudileia,in questo momento è complicato dare serenità ai bimbi e ai no nni, perché noi per primi siamo disorientati.
        Dobbiamo rimanere lucidi e avere tanta speranza.Io cerco di vivere ogni giorno godendo i momenti con la mia famiglia .Ho mia madre in città sola, e questo mi mette ansia.
        Un grande abbraccio, rimaniamo tutti in contatto❤

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  9. Ciao a tutt@, io non sono in zona rossa ma anche qui le misure sono drastiche… Non lavoro perché le scuole sono chiuse, ma facciamo come possiamo una didattica a distanza per non lasciare soli i ragazzi e dare un senso di continuità e di vita. E mi devo anche muovere di casa: ho una mamma anziana che sta da sola e una nipote piccoletta che non può stare tutto il giorno da sola (i genitori lavorano)… Speriamo bene… Ce la faremo!
    Vediamo poi un unico lato positivo (per chi non li ha in casa, ovviamente): i vari np almeno se ne staranno lontani per un bel po’… 😉 Approfittiamo per fortificarci.

    Un abbraccio di cuore.

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  10. Ciao a tutti/e,
    anche io voglio mandare a Claudileia e a tutti i frequentatori del blog (ho visto molti nomi nuovi di recente, ne sono felice !) un grande abbraccio virtuale.
    Che sia di sostegno, che sia di conforto, che sia di buon auspicio.
    Personalmente, in questi giorni mi son trovata scaraventata lontano dalla presenza di NP e sto cercando di giovarmene e di respirare in libertà.
    Ecco… anche se rinchiusa in casa, indaffarata, incasinata, alle prese con mille problemi nuovi, mi sento però più libera che mai.
    Della libertà non sappiamo che farcene, quando siamo sotto l’influenza di NP.
    Perchè siamo drogati di dipendenza, e viviamo nell’attesa di un loro cenno.
    Cosa è la libertà ? Non lo sappiamo più. Non ricordiamo più nemmeno a cosa serve.
    Invece in questi giorni me ne sto riappropriando.
    Grazie a questo nuovo stato d’animo sto affrontando questo periodo difficile con la forza e l’energia mentale necessarie.
    Spero tanto che anche per voi sia lo stesso, è ciò che vi auguro con tutto il cuore.
    Un abbraccio grande ! ❤

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    1. Buon giorno, carissima Passiflora!!! Mi fa molto piacere sapere che stai affrontando questo periodo con l’anima molto più leggera di prima. Sì, per molti di noi è tempo di dedicarsi a quella vita interiore che era in attesa di essere arricchita dalle giuste connessioni che ci permettono di liberarci dai soggetti tossici definitivamente. Quando passiamo a privilegiare la vita e la sopravvivenza capiamo che non c’è posto per chi ci distoglie l’attenzione da ciò che conta. Ti abbraccio forte! Buona giornata!!!

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      1. E’ proprio così: in questo isolamento mi sto riconnettendo con me stessa e la persona che sono veramente.
        Trovo il coraggio di non sentirmi sbagliata o inadeguata.
        Ora non c’è proprio posto per chi non ha voluto contare davvero.
        Tutto questo però non è scontato: in altri tempi avrei potuto struggermi ancora di più perchè non potevo più sapere nulla di lui o essergli vicina.
        Tra l’altro…chissà come si annoierà invece lui, in questi giorni !!!
        Gli mancherà il pubblico !

        Un’ultima osservazione: nell’articolo scrivi “Siamo entrati, come Paese, in modalità sopravvivenza. Una modalità che le persone affettivamente traumatizzate conoscono abbastanza bene e che combattono molto spesso da una vita intera.”
        E’ proprio così.
        Anche per questo ora mi ritrovo ad essere più forte e lucida di molti miei cari e persone con cui sono restata in contatto.
        Perchè le situazioni di paura a frequentare certi luoghi/persone, l’impossibilità a fare determinate cose, la conosco benissimo, e sono già abituata a trovare valide alternative in un attimo.
        Da un certo punto di vista, mi sconvolge vedere fino a che livello di “sopravvivenza” ero arrivata !

        PS: in bocca al lupo a Gianni per la sua guarigione !!!

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      2. E’ proprio quello che intendevo dire quando invitavo a vedere il lato positivo di questa situazione che stiamo vivendo (se non si è malauguratamente costretti a vivere con np): approfittare dell’isolamento per ritrovare quelle energie che, nella condizione di sempre, scivolano sempre tutte verso np in una schiavitù vera e propria! Coraggio, può essere un’occasione per implementare il distacco o iniziarlo ex novo!
        Invece np in questa circstanza si annoiano, sì, dici bene Passiflora, e anche molto, e quindi non è strano rivederli apparire improvvisamente in chat proprio di questi tempi, magari dopo mesi che erano scomparsi.
        Il “mio”, ad esempio, mi manda a dire che in questo frangente, qualsiasi cosa mi serva, posso senz’altro contare su di lui! Io, scusate, non posso proprio fare a meno di trovarlo anche comico…

        Un abbraccio

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      3. Mamma mia, cara Blume… certo che apparire e rendersi disponibile proprio ora non ci voleva! Comunque sia, come hai ben sottolineato è il momento della noia e quindi il telefonino diventa l’arma perfetta per sconfiggerla ancor più di prima. Contattare e ricontattare l’harem con la scusa della finta preoccupazione è un ottimo espediente per rifornirsi energeticamente senza dover uscire di casa o spendere una lira per un caffè! Un abbraccio grande e ti sto vicina, così come mi sento vicina particolarmente al mondo della scuola. Vediamo come va, perché per molti ragazzi e bambini la scuola è l’unico punto di riferimento…

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      4. Sì, ma io mi aspettavo che np lo facesse… se hai presente il disturbo, le loro mosse sono quelle. Di buono c’è che non mi smuove di una virgola, emotivamente, questo suo riapparire chiaramente decifrabile all’interno dell’inazione forzata e della mancanza di rifornimenti.

        E’ vero, per alcuni ragazzi la scuola è l’unico punto di riferimento alternativo alla famiglia, specie in una scuola di periferia quale quella in cui io insegno. Procediamo alla didattica virtuale, ma alcuni nostri alunni non hanno neanche il pc, a casa, o una connessione precaria, o un solo pc per tanti fratelli… Io cerco di stare in contatto con loro il più possibile, soprattutto tramite wa, che ognuno di loro certamente ha. Mi stanno particolarmente a cuore un paio di ragazze che stanno attraversando una forte crisi e che avevamo indirizzato presso strutture di supporto psicologico per adolescenti, ma le terapie sono al momento interrotte e rimandate… Si dice in giro che gli insegnanti stanno “beatamente” a casa, io di fatto sto lavorando il doppio, sia per comunicare con gli studenti sia con le famiglie sia con gli altri docenti, e come me tanti altri docenti: obiettivamente, quelli che fanno poco sono la minoranza… Come se non bastasse, il Ministero e i dirigenti scolastici ci chiedono continuamente nuovi obblighi burocratici, ad es. la circolare 388 del Ministero che vorrebbe che riformuliamo ADESSO la programmazione… che bisogno c’è? alla fine dell’anno faremo la consueta relazione sui programmi svolti e potremo dire e certificare cosa abbiamo fatto e come, quali contenuti e con quali obiettivi… a me sembra che si esageri… pur producendo questa nuova programmazione, quelli che non lavorano continueranno a non lavorare e quelli che già lavorano avranno da fare cose in più… non ha senso: a scuola è chiaro che non torneremo per questo anno scolastico, pure se si dice che a maggio le scuole riapriranno, ed è evidente che tutti saranno comprensibilmente promossi, il problema sarà semmai il prossimo anno, con i recuperi che dovremo fare. Caricarci in questo momento di ulteriori obblighi burocratici è un appesantimento e basta… Scusate lo sfogo.

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      5. Buongiorno a tutti e un abbraccio fortissimo. Blume ti capisco pienamente, siamo una famiglia che non ha PC e ho sempre pensato che un cellulare a 11 anni fosse presto – nella sua classe ormai quasi tutti lo hanno…ebbene, in fretta e furia, poco prima che i centri commerciali e le altre attività chiudessero per ordine gli ho comprato il cellulare per seguire online la scuola. Io sto dall’altra parte della barricata, tra registro elettronico, gruppo mamme, applicazioni è un doppio lavoro sia per noi che per voi. E sul lungo termine arrivano i primi malumori :chi ha più figli e un solo PC, a chi non ha internet, non ha tablet né telefono – non tutti hanno i soldi per comprarli. Se poi aggiungiamo il professore che usa un tipo di comunicazione, quello che ha un PC scarcassato, quello che ha pochi giga… Il genitore che s’incazza se all’ultimo la lezione salta perché è rotto il PC, quello che manda (si esiste pure quello – video messaggi “io non faccio fare nulla a mio figlio” o “riaprite le scuole”)… Siamo tutti sulla stessa barca, perché come dici tu il lavoro è raddoppiato sia per voi (ci sono prof che erano totalmente incapaci di fare lezione online) che per noi. La mia risposta? Preferireste sbattervi per la scuola, tranquillamente a casa con i propri cari o stare in ospedale? Come medico o malato? Ok, inizia l’ora di lezione, un abbraccio forte a tutti!

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      6. Lalla, io non intendo essere in competizione con nessuna categoria di lavoratori e soprattutto ho il massimo rispetto per il personale ospedaliero (tra l’altro, presente anche nella mia famiglia). Cosa vuoi che ti risponda, che preferirei essere ammalata? Vuoi che ti dica che in questo momento è più importante un medico di un professore? Posso affermarlo con certezza assoluta: per la salute pubblica un medico o un infermiere è più importante e senz’altro più a rischio di me che, come dici tu, sto tranquillamente a casa. Ma non è questo il piano del ragionamento, credo. Io penso che ognuno abbia il suo compito, piccolo o grande che sia, in questo momento molto difficile, e che essere messi in condizione di lavorare al meglio sia utile per tutti. Cerco di fare la mia piccola parte, come docente: far sentire i ragazzi ancora parte di una comunità, dare il senso del collettivo, alimentare il loro senso civico, aiutarli a esprimere ed elaborare le loro emozioni, affrontare insieme le paure, questo è il mio compito oggi, considerando anche che alcuni ragazzi non hanno punti di riferimento stabili e solidi neanche all’interno della stessa famiglia. In questo senso, in questa piccola e parziale prospettiva, non mi lamento certo delle difficoltà tecnologiche e della nostra generale impreparazione ad affrontare la didattica a distanza (di insegnanti, studenti e genitori) né del lavoro comprensibilmente raddoppiato, ma penso sia legittimo pretendere dal mio Ministero di riferimento, quello dell’Istruzione, almeno di aiutarci nel nostro lavoro e non ostacolarci con pretese burocratiche senza senso che non aiutano nessuno. E’ la mia esperienza, riporto questa e non posso fare altro: se fossi un medico in prima linea o un piccolo commerciante che deve chiudere la sua attività rimanendo senza reddito, ne porterei un’altra. Perché la gestione dell’emergenza riguarda ogni settore della società che deve essere supportato dalla nostra classe dirigente con assoluto buonsenso e realismo, al di là di ogni “classifica” di importanza. Ad ognuno il suo compito. Tutto qui.

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      7. Blume, lungi da me nel fare differenza tra quale lavoro sia più importante o meno… Direi che siamo tutti collegati indirettamente o direttamente in qualche modo…..pure il mio era uno sfogo personale su quelle persone che si lamentano di tutto, non fanno niente per cambiare e nonostante tutto continuano a lamentarsi.E un momento difficile e invece di venirci incontro alcuni peggiorano alzando i toni polemici… Aspetta… Momento… Narcisisti annoiati che si sfogano in qualche modo per avere attenzioni?!?! Può essere… A quest’ora c’è il cazzeggio telefonico pre pennichella… Buona giornata a tutti.

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      8. Infatti non credo esistano gerarchie perché non esiste in questo momento un unica professione o categoria totalmente a riparo dell’orrore che stiamo vivendo. Tutto ciò che sono lo debbo al mondo della scuola e a quello accademico, per questo mi metto nei panni di un qualunque bambino proveniente da una famiglia disfunzionale, ora rinchiuso a casa in balia di genitori disfunzionali e senza il salvataggio della scuola. Penso che oltre alla grande tragedia collettiva, alle migliaia di lutti che stiamo quotidianamente assistendo ci sono nelle case tante vittime silenziose e che rischiano la depressione nera perché non vedono la luce in fondo al tunnel: molti figli stanno perdendo insieme entrambi i genitori senza poterli manco salutare, cioè, a prescindere della loro professione questo fatto avrà una conseguenza notevole nella gestione del dopo. Non sapere come tutto andrà a finire è micidiale per un bambino tanto quanto per un povero vecchio che teme di morire intubato e lontano dai suoi affetti, perciò penso che alcune risposte in più le meritiamo tutti, anche perché il futuro è incerto per milioni di noi. Un abbraccio grande a te!

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  11. Certo che sia annoiano. Io vado anche oltre e penso che il mio ex stia tentando di tutto per impressionare la nuova malcapitata. Magari infrangendo la legge … tipico suo.
    Andrà a trovarla e lei abboccherà come una scema al “grande amore” inesistente.
    Anche a me viene da ridere anche se penso alla nuova poveretta e alla moglie che non sa verso quali lidi il marito stia andando.
    In tutto questo io sono fuori e sono anche contenta.
    No contact a vita davvero.

    Cara Blume, dalle mia parti si dice “neanche se fosse pane, preferirei morir di fame”.
    Cosa hanno in testa? Nessun neurone? Contiamo su di loro, così come quando ci hanno scartate in malo modo. Scusate, ma come si fa a dimenticare una “tragedia”, forse pensano che anche gli altri, come loro, non abbiano sentimenti, dignità …
    quindi si permettono il lusso di fare questo andirivieni!
    Il mio ex per fortuna, dopo avermi scaricato addosso tutta la rabbia … non si è fatto più sentire. Nessun cucù. Ottimo. Buona serata.

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    1. Bingo, cara Saretta! Questo tragico momento viene assolutamente strumentalizzato dai soggetti narcisisti patologici per violare la legge (ottenendo la dose quotidiana di adrenalina di cui hanno bisogno) o impressionare qualcuno che tanto può essere un amante, fidanzata o capo… Abbracci a te!

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  12. Ciao ragazze oggi la np mi ha telefonata per un’ ora….anch’io rido…
    Vi rendete conto? Sono dei poveretti…
    E parlava contro la sua amica del cuore che nel momento del bisogno ..l ha mollata..”.quella egoista”? Ah ah ah un’ ora di scemate…questo per dirvi che persone tristi e sole che sono!
    Forza care…in questo momento lontane fisicamente da loro ..concentriamoci sulle persone veramente importanti!!

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  13. Per Lalla
    Questa gente che dici esiste, ma non sono io e non credo di essermi lamentata a keiser qui sul blog, quindi non porre a me la domanda se preferirei essere ammalata o medico in corsia, altrimenti la prendo (comprensibilmente) come un riferimento a me diretto. Io pongo queste riflessioni sulle richieste del Miur non per alzare il tono polemico ma proprio per venire incontro alle esigenze dei ragazzi e non alle scartoffie burocratiche ministeriali che finiscono insensatamente per pesare su un lavoro già complesso così com’è. Le critiche costruttive servono eccome, anche e soprattutto in questo periodo in cui stiamo sperimentando pratiche insolite e, se non si ascoltano i soggetti coinvolti e si continuano a mandare dall’alto direttive irrispettose del lavoro e dell’opinione dei lavoratori, non si va da nessuna parte.

    Per Claudileia
    Sì, il mio pensiero va soprattutto a quei ragazzi sfortunati che hanno famiglie assai disfunzionali (i soggetti genitoriali li conosco) alle spalle che non li sorreggono per nulla in questo momento e, anzi, rischiano di farli sbandare sempre più con questa costrizione di vicinanza forzata. Non ne ho pochi casi. Alcuni, come dicevo, eravamo riusciti a spingerli in psicoterapie di sostegno, che ora sono sospese. Con questi ragazzi sono in contatto ulteriore e continuo, al di là delle lezioni che pure devo preparare e fare e al di là degli scritti dei ragazzi che devo correggere, e anche loro hanno bisogno di conferme e sostegno, mi contattano molto spesso per un sostegno umano (e non per i compiti). Non ho orari, durante la settimana: è tutto un lavorare. Ho cominciato a prendermi del tempo di riposo durante il fine settimana, ne sento il bisogno, ma con qualche incombenza che si affaccia sempre. E’ molto dura, ma ce la faremo tutti.

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    1. Ho un paio di amiche insegnanti, cara Blume. Il senso di impotenza per questi ragazzi è enorme. Da remoto è molto più complicato aiutarli, perché sotto la stretta sorveglianza di genitori svalutanti e decisamente incapaci di dare il minimo sostegno emotivo che litigano tutto il tempo davanti a loro. Solidarietà!!! Il vostro ruolo ora è anche di sostegno psicologico e quindi delicatissimo.

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  14. Blume, forse ho dimenticato di aggiungere che quelli che si lamentano sono i genitori e che piuttosto spesso ho dovuto scrivere in chat di stare calmi, che è un periodo difficili per tutti, di venirci incontro e di aiutarci a vicenda. Io parlo dalla parte dei genitori Di chi si lamenta sempre e per ogni cosa, ma dalla parte dei genitori. E qui allora che scatta la domanda :meglio sbattersi per la scuola per tuo figlio o essere fuori a combattere contro un nemico comune e invisibile? E comunque ho scritto subito che ero d’accordo con te.
    LALLA
    P:S. Se ti ho offesa chiedo scusa

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    1. Carissima Lalla, comprendo il tuo punto di vista. Anche tu sei una combattente in prima linea – hai due genitori anziani che cerchi di tutelare con tutta te stessa adottando l’isolamento non solo perché imposto, ma anche come scelta consapevole. Insomma, io vivo nel terrore di andare al supermercato, contrarre il virus e poi trasmetterlo a mio suocero. Non immagino me o mio marito finiti sotto i tubi mentre i nostri figli stanno a casa da soli e disperati. Siamo tutti in prima linea. Certo, i medici molto di più, ma non ci scordiamo dei sacrifici piccoli e grandi quotidiani che stiamo facendo un po’ tutti. Oggi su RAI news ho visto l’intervista di una ragazza studente di medicina che ha soccorso lo zio affetto da Coronavirus (lei non lo sapeva, lo zio era agonizzante per terra) e ora è in isolamento in una stanza di 6 metri quadri. Bene, la ragazza ha detto una cosa che mi ha commosso: possiamo tutti essere eroi anche semplicemente restando in pigiama e senza uscire da casa. Ecco, tutti oggi cerchiamo di salvare qualche vita o quantomeno di preservare la nostra affinché altri non soffrano. Un abbraccio grande a te e ai tuoi cuccioli. Restiamo uniti che avremo bisogno di NOI.

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