Come guarire dai sintomi della triangolazione e valorizzare l’insieme di voi stessi

Fonte: https://www.salon.com/2017/12/18/how-to-heal-from-the-toxic-triangulation-of-narcissists_partner/
Autrice: Shahida Arabi, psicologa e psicoterapeuta (Columbia University), specializzata in bullismo e violenza domestica. Opere: The smart girl’s Guide to self-care e Becoming the narcissist’s nightmare: how to devalue and discard the narcissist while supplying yourself
Trad. C. Lemes Dias

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I sopravvissuti a relazioni intime con narcisisti maligni sono spesso messi a dura prova psicologicamente. Ciò non sorprende, poiché sono stati cronicamente maltrattati, umiliati e sminuiti da individui dal carattere disturbato, veri maestri nello sfruttamento interpersonale che mostrano gravi carenze nella loro capacità di empatia.  Il dottor George Simon afferma che i narcisisti grandiosi e maligni si sentono autorizzati ad abusare e a sfruttare gli individui empatici per il proprio tornaconto perché CREDONO VERAMENTE NELL’ILLUSIONE DELLA PROPRIA SUPERIORITÀ.

I narcisisti maltrattanti sono sprezzanti, altezzosi, condiscendenti e crudeli al di là delle parole. Sono anche insaziabili cercatori di attenzione, costantemente alla ricerca di conferme dal mondo esterno per rafforzare il loro ego grandioso.

Conosciamo tutti il detto: “Mai fidarsi in un appuntamento di uno che è scortese con il cameriere” (Never trust the date that is rude to the waiter), ma che dire del partner che flirta troppo con la cameriera ogni volta? I superstiti di relazioni intime con i narcisisti possono testimoniare l’insaziabile ricerca di attenzione che i narcisisti maltrattanti sfoggiano mentre cercano di ottenere il loro nutrimento narcisistico (es. attenzione, lode, ammirazione, sesso, status, ecc.) da CHIUNQUE e OVUNQUE vadano.

TRIANGOLAZIONE TOSSICA – COS’È?

Questo ci porta a parlare di uno dei modi più comuni in cui i narcisisti maligni sminuiscono le loro vittime e mantengono alto il livello del loro nutrimento narcisistico: la triangolazione. La triangolazione nel contesto dell’abuso narcisistico è l’atto di portare un’altra persona o un gruppo di persone nella dinamica di una relazione o interazione per sminuire un partner e farlo “gareggiare” per l’attenzione del narcisista.

Questo metodo è spesso usato per creare triangoli amorosi tra le persone dalle quali un narcisista maltrattante dipende per la sua “dose” quotidiana di attenzione. La triangolazione è uno degli strumenti più insidiosi e strazianti che i narcisisti maligni usano per manipolare i loro ex partner, i loro attuali partner, i membri dell’harem e le loro nuove fonti di nutrimento.

I narcisisti si divertono a usare la triangolazione come un gioco mentale che permette loro di acquisire un senso di potere e di controllo su più persone contemporaneamente.  È questo a confermare il loro senso di grandiosità: dopo tutto, come fanno a non sentirsi superiori se hanno tutte queste persone in competizione per la loro approvazione e convalida? Sicuramente sono fantastici!

I modi in cui i narcisisti triangolano includono non solo flirtare con gli altri di fronte ai loro partner, infedeltà emotiva, fisica e confronto dei loro partner con gli altri come un modo per fabbricare insicurezze, ma possono anche riferire falsità su ciò che una persona dice di un’altra per mettere le vittime l’una contro l’altra in modo che nessuna delle due possa fidarsi una dall’altra per raccontare le slealtà che hanno potuto costatare o che stanno vivendo.

Questa forma di triangolazione permette ai narcisisti non solo di instillare il dubbio nelle persone sulla realtà dell’abuso (es. “Il mio ex non ha mai avuto questo problema con me!”) ma anche a far sentire la vittima indegna e dubbiosa delle esperienze vissute. Come possono testimoniare i sopravvissuti che hanno incontrato gli ex partner dei narcisisti dei quali erano stati maltrattati e hanno avuto conversazioni oneste con loro, i narcisisti maligni esauriscono e prosciugano ogni loro vittima, di modo che TUTTE diventano testimoni delle medesime storie dell’orrore sul com’è relazionarsi con lui (o lei). Pensare che tutto fili liscio per le prossime vittime è molto lontano dalla realtà.

La triangolazione ha anche l’ulteriore “ricompensa” per i narcisisti, quella di permetterli di accedere alle risorse di ogni vittima – che si tratti di ricchezza, di status o semplicemente della deliziosa compassione di un ignaro empatico. La necessità di un nutrimento narcisistico può essere quasi gratificante e sadica contemporaneamente: tanto può essere un modo per punire le vittime per aver cercato di rendersi indipendenti quanto per portarle ad aver bisogno dell’approvazione narcisistica per sentirsi bene con se stesse.

Potete chiedervi: perché qualcuno dovrebbe cadere in questa trappola? Perché la triangolazione può avvenire in modo estremamente subdolo, cosicché le vittime cominciano a interrogarsi sottilmente. La falsa maschera del narcisista aiuta a rafforzare la sua affascinante presenza, che tanto può attirare le potenziali vittime quanto i precedenti partner in un orribile ciclo di abusi pieno di idealizzazione dell’amore, di svalutazione crudele e insensibile, e di una dinamica di premi e punizioni che favorisce la creazione di un legame traumatico tra vittima e predatore.

CIÒ CHE I SOPRAVVISSUTI DEVONO CAPIRE È CHE LA TRIANGOLAZIONE NON È UN’INDICAZIONE DEL VALORE O DELLA DESIDERABILITÀ DI NESSUNO E TANTOMENO LE NUOVE VITTIME DEL NARCISISTA SONO IMMUNI ALL’INCONTRO CON QUESTA TATTICA. Un narcisista non abbandona mai ciò che costituisce un’arma per loro, una leva per svalutare le vittime precedenti agli occhi dei nuovi partner (es. “Il mio ex era un pazzo!”) o per re-idealizzare i vecchi partner svalutandone i nuovi (es. “La mia ultima ragazza/ragazzo adorava le mie battute, perché tu no?). Usano la triangolazione anche per annientare il senso di sé di un ex partner sfoggiando la nuova fonte di nutrimento poco dopo lo scarto. Ecco una cosa che i narcisisti sono inclini a fare PUBBLICAMENTE dopo la rottura, soprattutto se li si scarta prima. Lo fanno per riacquistare il potere sulle vostre emozioni e per farvi rientrare nel ciclo dell’abuso attraverso la rottura del contatto zero.

COME GUARIRE DALLA TRIANGOLAZIONE

Ci sono eccellenti articoli nella comunità dei sopravvissuti su cos’è la triangolazione e sui suoi effetti. Ciò che manca sono consigli su come affrontare al meglio le ferite che possono derivare dalla triangolazione e su come iniziare a guarire da essa. Il rifiuto da solo è già abbastanza doloroso, ma i paragoni manipolativi, deliberatamente dannosi, messi in piedi da un terrorista emotivo sono un’altra cosa.

Può essere un’impresa complessa e scoraggiante, poiché i narcisisti non solo provocano vecchie ferite, ma ne producono di nuove – creando quelle che chiamo “ferite concomitanti”. È importante che nel resistere alla triangolazione, si minimizzi il più possibile il contatto con l’abusante narcisista (anche in una situazione di co-genitorialità dove il contatto minimo è più che appropriato). Ciò comporta il blocco dell’abusante su tutte le piattaforme dei social media, l’interruzione del contatto con i membri dell’harem dell’abusante per garantire la tranquillità, nonché l’adozione di tutte le misure possibili per proteggersi legalmente da potenziali stalking e molestie dopo la rottura.

Guarire dagli effetti della triangolazione tossica non è un compito facile, ma acquisire padronanza di sé, fiducia in se stessi e imparare ad auto-convalidarsi è essenziale per il percorso di recupero.  Oltre a questi metodi, potreste anche aver bisogno di un supporto professionale per affrontare qualsiasi sintomo traumatico, così come altre modalità di guarigione tradizionale o alternativa che vi possano aiutare nel percorso di superamento.

Ecco tre potenti modi in cui i sopravvissuti agli abusi possono cominciare a guarire dall’impatto della triangolazione tossica e aumentare il loro autentico e glorioso sé.

  1. SAPPIATE CHE SIETE INSOSTITUIBILI E IMPARATE ESATTAMENTE IL PERCHÉ

I partner tossici lavorano duramente per instillarci la convinzione che possiamo essere facilmente sostituiti con un’altra fonte di nutrimento. Ecco perché i sopravvissuti agli abusi narcisistici possono essere così devastati dopo essere stati maltrattati, svalutati, scartati e presto apparentemente rimpiazzati da un nuovo brillante bersaglio. Ricordano il modo in cui i loro partner narcisisti li ha trattati nella fase di idealizzazione, chiedendosi se la nuova persona nella vita dell’abusante viene trattata molto meglio.

Sappiamo tutti che, logicamente, i narcisisti sottopongono ogni singolo partner a questo ciclo di abusi, indipendentemente da chi sia quella persona. La relazione “fantastica” che mostrano su Facebook o in spazi pubblici è un’illusione – lo sapete per certo perché hanno fatto la stessa cosa con voi, pubblicando immagini felici sui social media o vantandosi di voi con i loro amici anche quando avevano già iniziato a maltrattarvi a porte chiuse.

La mancanza di empatia e il senso del diritto di chi vi ha maltrattato vengono portati avanti in ogni relazione – sì, anche la persona con cui sembrano che alla fine si siano “sistemati” subisce il medesimo “trattamento” (e diciamo tutti una preghiera collettiva per questa persona!). Eppure, a livello subconscio, possiamo essere ancora afflitti da idee di vittimismo coltivate da biasimo, proiezione e gaslighting che abbiamo sopportato per tutta la relazione.

I maltrattanti, dopo tutto, hanno saputo bene come fare un vero lavaggio del cervello per condizionarci nel tempo a credere che eravamo noi il problema, e questo è un SISTEMA DI CREDENZE RADICATO CHE DEVE ESSERE AFFRONTATO DALL’INTERNO AFFINCHÉ LA GUARIGIONE ABBIA LUOGO. Questa convinzione nasce non solo durante la triangolazione tossica nella relazione, ma anche dopo la sua fine. Non solo i legami traumatici con il narcisista devono essere recisi, ma le nostre distorsioni cognitive devono essere sostituite da credenze più sane e realistiche sulla natura tossica dell’ex-partner narcisista, sulla realtà dell’abuso che abbiamo subito e sull’integrità della nostra identità che l’abusante ha cercato di erodere, cancellare e diminuire.

È qui che entra in gioco IL POTERE DELL’AUTO APPREZZAMENTO E DELL’AUTO VALIDAZIONE. Per combattere la triangolazione bisogna sapere che si è veramente insostituibili e perché. Sono sicura che avete già sentito prima, ma il fatto che il vostro particolare “pacchetto” non può essere replicato è VERO. La COMBINAZIONE DINAMICA della vostra bellezza interiore ed esteriore, del vostro successo, dei vostri talenti, delle vostre capacità, non può mai essere trovata in nessun’altra persona.

Ricordate anche che i narcisisti vedono le loro vittime come oggetti, non come singoli esseri umani, il che rende improbabile che apprezzino la complessità delle varie identità che lavorano duramente per cancellare. Nessuna persona può essere mai “copiata”.

È interessante notare che i narcisisti maltrattanti possono anche triangolare le loro vittime con obiettivi a dir poco “sorprendenti”, persone con le quali le vittime non avrebbero mai pensato che avrebbero nutrito alcun tipo di interesse, a causa delle cosiddette “preferenze” che affermavano di avere.

Questo può indurre le vittime a chiedersi se ai loro ex narcisisti era veramente piaciuto il loro “tipo”. La verità è che le preferenze di un/a narcisista vengono buttate velocemente nel secchio perché sovrastate dal suo bisogno di nutrimento. È solo un’ulteriore prova del fatto che un/a narcisista non fa discriminazioni quando ha bisogno di fonti di nutrimento, soprattutto dopo la fine di un rapporto significativo… otterrà attenzione, elogi, adulazione e convalida da parte di chiunque possa massaggiare il suo Ego.

Il fatto che il narcisista vi abbia apparentemente “sostituito” significa solo che ha trovato l’ennesimo oggetto per soddisfare le sue esigenze. Non VEDE le sue nuove fonti di nutrimento come esseri umani, né apprezza veramente la complessità di ciò che sono al di là di una rappresentazione superficiale.

I narcisisti sono talmente egocentrici che raramente “conoscono” la vera personalità delle loro vittime, ma solo gli aspetti che possono essere utilizzati per servire loro e la loro immagine. Possono sapere che la loro partner Sally è una musicista di talento e di bell’aspetto, ma non conoscono veramente Sally come persona. Scoprirete che anche dopo una relazione a lungo termine, se chiederete a un narcisista cosa gli piaceva dalla sua ex partner la risposta potrà essere al massimo uno sguardo sconcertato. Anche chiedere a un narcisista cosa gli piace di voi durante la fase di idealizzazione produce lo stesso risultato: solo risposte superficiali! Questo perché durante tutto il ciclo dell’abuso, un narcisista si concentra sui tratti della vittima che possono essere usati per sostenere il suo Ego – non sulle qualità più profonde che definiscono la persona con chi sta. Pertanto, è una perdita di tempo confrontarsi con le vecchie o nuove fonti di nutrimento o con i membri del suo harem.

Questo può essere difficile da accettare quando lui o lei sta facendo di tutto per creare un’immagine pubblica felice della sua nuova o vecchia relazione. Ricordate, però, che APPREZZARE CIÒ CHE VI RENDE CIÒ CHE SIETE PUÒ FUNGERE DA ANTIDOTO AI LORO VELENOSI SFORZI PER SMINUIRVI.

COME SMETTERE DI IDEALIZZARE LA NUOVA FONTE DI NUTRIMENTO

Quando un maltrattante narcisista si sposta su un nuovo bersaglio, i sopravvissuti possono iniziare a ‘idealizzare’ il bersaglio! Possono iniziare a confrontarsi in modo sfavorevole con la nuova fonte di nutrimento, annullando chi sono nel processo. Dimenticano che non potranno mai essere veramente sostituiti con nessuno. Certo, Brad, un narcisista, può uscire con Melissa, la sua nuova preda, che è attraente e sportiva, ma non è come voi. Mettiamo che siete attraenti, anche intellettualmente, che avete una carriera di successo, una passione per il volontariato, un eccentrico senso dell’umorismo e una capacità di fare ottime battute. Potete eccellere sulla pista da ballo, essere finanziariamente stabili, molto profondi spiritualmente e avere uno stile di vita attivo. Quali sono le cose belle e interessanti che state dimenticando di voi stessi? Ci sono così tante cose incredibili di voi, della vostra vita, eppure tendete a dimenticare o a minimizzare perché estremamente impegnati a concentrarvi sulla vita della vittima di turno di un individuo narcisista.

Le sfaccettature affascinanti della vostra identità si incastrano in un modo unico e delizioso che, francamente, nessuno potrebbe rispecchiare, anche provandoci.

Vi faccio un esempio: posso essere attratta da Cory con i suoi addominali scolpiti e la parlantina che spara frasi fatte per rimorchiare, ma alla fine delle mie giornate vorrei accanto uno come Zach con il suo dolce sorriso, che non solo è molto più tranquillo ma anche emotivamente valido, empatico, maturo oltre i suoi anni e ha una voce profonda che probabilmente mi fa sognare di più a lungo termine.

L’attrattiva non è una cosa unidimensionale: è un caleidoscopio di fattori. Non sono solo una o due qualità che vi definiscono e vi rendono desiderabili agli occhi delle persone. È un intero spettro di attributi sfumati e tratti più grandi della vita che vengono stimolati a creare la pozione magica che è la vostra essenza.

Tutto, dalla vostra intelligenza, alle vostre passioni hobby e interessi, fino allo scintillio dei vostri occhi appartengono a quelle qualità e attributi bellissimi che chiunque, non essendo affetto da un disturbo grave come il DNP, è sicuro di riscontrare in voi. Quindi chiedetevi: qual è il potente cocktail di qualità che mi rende una persona assolutamente squisita e insostituibile?

Dico sul serio: c’è qualcosa di speciale e unico nella nostra mente, nel vostro corpo e nel vostro spirito, ossia, nella nostra anima. Ci sono parti di noi, a volte anche quelle che preferiremmo nascondere alla società, che ci rendono unici in un modo inaspettato. Forse il modo in cui ridete è accattivante; ci potrebbe essere qualcosa della vostra energia che è magnetica o della vostra camminata che attira l’attenzione di tutti nella stanza. La gente capta queste cose di voi perché vi vede con occhi onesti. Bene, È TEMPO DI VALORIZZARE L’INSIEME DI VOI STESSI!

Ricordate: questa regola di essere multiforme vale anche per chi vi ha maltrattato, tuttavia i sopravvissuti hanno un netto vantaggio, quello di poter andare oltre. Il narcisista una volta attraente e affascinante diventa piuttosto noioso a lungo termine. Quando si tiene conto degli attributi del suo vero sé, del suo affetto piatto, della sua incapacità di essere felice per gli altri, della sua crudeltà, della sua invidia patologica e della serie di altri tratti spiacevoli, ci rendiamo conto che l’essenza non era vera. CHI SONO LORO PER PARAGONARE O TRIANGOLARE IL VOSTRO SÉ DURAMENTE CON QUALCUNO? Nessuno!

Ecco perché è utile, dopo aver affrontato le ferite lasciate da loro, coltivare e rafforzare i propri punti di forza piuttosto che sottolineare inutilmente le debolezze percepite, i difetti o le mancanze che il maltrattante vi ha spinto a interiorizzare. È uno spreco del vostro sé bello e divino sminuire o annullare le qualità che avete a causa dei giochi meschini e immaturi ideati da un soggetto narcisista. Trovo che quando i sopravvissuti agli abusi narcisistici cominciano a confrontarsi con nuovi o vecchi bersagli non fanno altro che alimentare il desiderio del narcisista, che tanto male ha fatto alla loro di psiche, di vedere un sopravvissuto sabotare se stesso. È un ulteriore abuso emotivo che si auto infliggono, come un crimine che non lascia traccia.

ECCO ALCUNE IDEE SU COME ABBRACCIARE LA NOSTRA INSOSTITUIBILITÀ E CELEBRARE NOI STESSI

1. IDEARE UN’EPICA “LOVE LIST” ALLA QUALE FARE RIFERIMENTO OGNI GIORNO.

Questo vi farà prendere l’abitudine di svegliarvi al mattino con l’atteggiamento di essere grati per tutto ciò che siete e che avete, anziché sentirvi inadeguati su tutti i front.

CHE TIPO DI BELLEZZA NELLA VOSTRA VITA, NELLA VOSTRA PERSONALITÀ E NELLE VOSTRE CAPACITÀ STATE PERDENDO MENTRE SPRECATE IL VOSTRO TEMPO A PARAGONARVI AD UN’ALTRA PERSONA? Si tratta di andare avanti con la determinazione di mettere a fuoco su ciò che fa bene e di celebrare le qualità più attraenti e desiderabili in voi stessi. Ogni giorno, onorate le qualità, i tratti e gli attributi di cui siete orgogliosi: proprio quelli che il narcisista ha provato a distruggere in voi:

  1. Quali successi hanno sminuito? Ricordatevi con amore di loro, sapendo che la ragione per la quale sono stati sminuiti era perché evocavano l’invidia patologica del narcisista.
  2. Quali sono gli attributi intellettuali, spirituali, emotivi e fisici che le persone notano di più e ne sono affascinate in voi? Sappiate che il vostro maltrattante vi ha idealizzato grazie a loro ma poi, in seguito, è passato a svalutare uno ad uno così da minare la vostra sicurezza e la vostra capacità di trovare un partner migliore. Ora tocca a voi vedere di nuovo queste qualità con occhi diversi.
  3. Cosa riscontrate dentro di voi che sapete di rendervi speciali e unici? Fate un’intera lista, se necessario, delle cose che vi piacciono e che amate di voi stessi e della vostra vita. Fate anche un’altra lista per i vostri obiettivi, i vostri sogni e tutto ciò che volete migliorare nella vostra vita e poi fate un brainstorming sui passi da compiere (come il vostro successo finanziario o il miglioramento della vostra salute).

Affrontate le cose di cui avete bisogno per coltivare una maggiore fiducia in voi stessi. Usate qualsiasi caratteristica il narcisista abbia sminuito in voi come motivazione o carburante per festeggiare, migliorare o potenziare l’amore per quella specifica parte di voi stessi.

Se avete delle insicurezze sul vostro aspetto, fate un po’ di lavoro pesante allo specchio ogni mattina e ogni notte prima di andare a dormire. Trovate la gioia nelle varie caratteristiche che vi rendono belli e coltivate l’accettazione per qualsiasi difetto percepito. Quello che per voi sembra un difetto un’altra persona potrebbe vedere come una parte preziosa di voi. Se trovate difficile questo esercizio, cominciate col guardarvi negli occhi allo specchio e dire: “Ti voglio bene, mi preoccupo per te e lotterò per te con tutto il mio cuore”. Tu sei bello/a COSÌ, la tua vita è importante”. Se avete grosse difficoltà perché il vostro corpo è stato vessato, potete scegliere di fare alcuni esercizi di yoga per aumentare l’apprezzamento per ciò che il vostro corpo è capace di fare: non impegnarvi in giudizi su come apparite agli occhi di chiunque sia! Scoprirete che quando vi concentrerete di più sull’apprezzare e onorare il vostro corpo inizierete anche a trattarlo con più attenzione. Man mano che vi apprezzerete di più, la mente vi inseguirà in modo del tutto naturale.

Secondo le ricerche, lo yoga è utile anche per liberare il corpo dai traumi – le buone notizie ci sono sempre! Potete anche voler fare qualche esercizio fisico quotidiano per liberare endorfine e aumentare il senso di gioia e benessere. Raggiungere i vostri obiettivi di fitness sarà solo la ciliegina sulla torta.  Se il maltrattante ha insultato il vostro intuito o la vostra intelligenza, prendete coscienza e partecipate a un workshop di meditazione per riconnettervi alla vostra sacra guida interiore o per perseguire gli obiettivi accademici che avete messo in secondo piano, quelli che vi ricollegano alla vostra saggezza e intelligenza. Queste sono solo alcune idee su come usare i messaggi negativi dei vostri maltrattanti per farvi andare in una direzione positiva.

2. NON TRATTENETEVI DAL FESTEGGIARE VOI STESSI – ANCHE SE LE VOCI DELLA SOCIETÀ, DEL VOSTRO MALTRATTANTE O DEL VOSTRO CRITICO INTERIORE SEMBRANO INTERFERIRE TUTTO IL TEMPO.

Se normalmente evitate di complimentarvi con voi stessi, è il momento di accumulare un po’ di sana autostima e apprezzamento. Se siete persone abituate a sminuire o giudicare severamente tutto ciò che fate o dite, è il momento di fare un passo indietro e di osservare il vostro critico interiore senza scadere nell’autocompiacimento negativo o alimentarlo. Potreste pensare che vi stia chiedendo di diventare un po’ “narcisisti” nel processo di amare voi stessi, ma non preoccupatevi, non si tratta di essere presuntuosi, superficiali o autocompiaciuti come i narcisisti sono inclini ad essere. Si tratta di apprezzare se stessi in modo più completo e di aumentare la sensazione di sentirsi capaci, di avere un potere e di essere autonomi. Si tratta di riconoscere la propria desiderabilità (dentro e fuori) e di rinunciare alle voci oscure di chi è abituato a maltrattare o dei bulli che vi dicono il contrario. Si tratta di comprendere che avete conservato la vostra forza e la vostra capacità di convalidare chi siete veramente, non certamente le persone che i maltrattanti hanno cercato di farvi credere. Sempre che la voce di una persona che vi ha maltrattato si alza e cerca di schiacciare la vostra crescente fiducia, imparate a distinguere quella voce da coloro che vi amano e che si preoccupano veramente per voi. Verificate con voi stessi e dite esplicitamente: “Non è quello che penso e sento veramente. È quello che una persona che mi maltrattava ha cercato di farmi credere su me stesso”.

Fate qualcosa per ‘interrompere’ lo schema dell’auto conversazione negativa e riprendere l’abitudine di nutrirvi di affermazioni di potere.

Pensate al feedback ipercritico del narcisista come a una critica mossa da un bambino arrabbiato e invidioso – NON VALE NULLA CIÒ CHE DICE NÉ VI VIENE INDIRIZZATA CON LE MIGLIORI INTENZIONI. È UN MECCANISMO DI DIFESA PATOLOGICO E CHE NON HA MOLTO POCO A CHE FARE CON IL VOSTRO VALORE O CON CHI SIETE. RENDETEVI CONTO CHE IL FEEDBACK DI PERSONE CON UNA CERTA STABILITÀ EMOTIVA, DISTURBATE, NON HANNO ALCUN PESO SE PARAGONATE ALLA VOSTRA VOCE INTERIORE, CHE È LA VERA ANCORA E LA VERA TESTIMONIANZA DEL VOSTRO CARATTERE E DEL VOSTRO POTENZIALE. PENSARE A QUESTO VI FA DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAL NARCISISTA PER DEDICARVI ALLA MAGIA CHE È IN VOI.

Tirate dentro un po’ di sano feedback esterno quando ne avete bisogno e distinguetelo dalle parole dure di chi vi ha maltrattato.

Questi esercizi sono focalizzati su ciò che vi piace in voi stessi, ma non abbiate paura di cacciare fuori anche i feedback positivi da parte di nuovi partner, amici, familiari, colleghi e conoscenti sani che vi parlano con sincerità e affetto e che sanno riconoscere il vostro valore aggiunto. Stringete la lista di tutti gli apprezzamenti che avete ricevuto nella vostra vita a cui potete fare riferimento ogni volta che vi sentite particolarmente giù o vi incontrate in un periodo di dubbi e incertezze su chi siete.

3. SRADICATE LE FERITE DEL SUBCONSCIO CHE DICONO CHE NON SIETE SUFFICIENTI E COLTIVATE NUOVI SEMI DI AUTOSTIMA.

Molti (ma non tutti) i sopravvissuti che sono stati in relazioni malsane e abusive in età adulta provengono anche da dinamiche familiari malsane. L’infanzia è il luogo in cui molti sopravvissuti imparano per la prima volta ad oscurare la propria luce.

I sopravvissuti ai maltrattamenti infantili commessi da genitori narcisisti possono essere stati contrapposti a un fratello o a un gruppo di fratelli. I genitori narcisisti cercano di “seppellire” i doni dei figli, perché da maltrattanti doc amano il fallimento del prossimo. Se si tratta del vostro caso, il vostro genitore narcisista conosceva il vostro potenziale e ha lavorato sodo per soffocarlo per soddisfare i suoi programmi egoistici.

Detto questo, ci sono una varietà di circostanze che possono portare un bambino a crescere credendo di non essere destinato a brillare. Forse si è sempre avuto un fratello più atletico o una sorella “più carina” (almeno dal punto di vista della società); forse avevate un migliore amico che tendeva a superarvi negli ambienti sociali; è possibile che siete stati vittime di bullismo o che certi insegnanti tossici vi relegavano all’invisibilità prediligendo dare maggiore attenzione ai loro studenti preferiti. È possibile che abbiate anche subito un trauma complesso, che siete stati vittime di tutti questi scenari e altro ancora.

Qualunque sia stata la vostra situazione durante la crescita, anche se è stata un’infanzia sana e felice in cui siete stati nutriti e sostenuti, ci possono essere ancora delle credenze che inchiodano la vostra mente accusandovi di non essere abbastanza bravi – che sia per l’influenza della società, della cultura o della programmazione infantile. L’identificazione di queste esperienze e delle credenze associate che ne sono derivate può aiutare ad affrontare qualsiasi ferita che viene rafforzata quando la triangolazione è usata come metodo privilegiato per provocarvi o per sminuirvi ulteriormente.

Dopo aver identificato i modi in cui siete stati feriti in passato, ponetevi le seguenti domande:

3.1. In quali modi posso abbracciare la mia visibilità? Per esempio, c’è un sogno che avete smesso di perseguire a causa dei dubbi sulle vostre capacità o a causa del sabotaggio da parte del vostro partner maltrattante? Ora è il momento di iniziare a lavorare o a ricostruire quel sogno per farlo diventare realtà, più grande e più luminoso che mai – rappresenta un desiderio autentico che si vuole realizzare;

3.2. Quali parti di me stesso e quali doni ho resistito a mostrare per nascondermi come mi è stato insegnato a fare? Ci è stato insegnato a ridurre al minimo i nostri talenti e i tratti desiderabili a causa dell’invidia patologica dei narcisisti e della loro prepotenza, così come di qualsiasi programmazione infantile. Forse avete l’anima dell’artista e il vostro maltrattante vi ha detto cose negative sul potenziale di realizzazione dei vostri sogni perché avrebbero distolto i riflettori da loro. Ora è il momento di abbracciarli di nuovo e ricordare i doni che vi hanno reso ciò che eravate prima del rapporto abusivo.

3.3. Quali sono i modi in cui l’essere invisibile mi ha protetto da ciò che mi è stato insegnato a temere (come le critiche) e come posso coltivare il tipo di fiducia che mi permette di superare queste paure? I bambini sopravvissuti ai maltrattamenti possono imparare a temere il successo, coltivando la paura per il fatto di essere stati puniti quando hanno osato vincere ed emanciparsi dai loro genitori maltrattanti. Allo stesso modo, ai sopravvissuti agli abusi narcisistici in età adulta, un partner narcisista può sempre “insegnare” che con il successo arriva la punizione. Come? Attraverso l’insensibilità dimostrata ogni volta che il partner sano ha il coraggio di realizzare qualcosa che gli permette di diventare indipendente dai suoi giudizi. Potete aver sviluppato una paura estrema di “mostrare” chi siete come persona e le cose che vi rendono veramente speciale. Sotto questa paura c’è un bisogno di fondo di proteggervi.

Forse il vostro sé, da quando avevate cinque anni, teme ancora di essere notato dagli altri perché vostra madre maltrattante vi ha insegnato che non siete degni di essere riconosciuti o ha instillato in voi una profonda paura sui pericoli di essere troppo carine o intelligenti. O forse il vostro Io, da quando avevate 23 anni, è ancora turbato da quell’ex maltrattante che vi ha detto che eravate troppo “pazze o piene di difetti” per trovare qualcuno migliore – questa è una paura comune di cui questi tipi tossici cercano di convincere i loro partner per evitare che sognino e perseguano relazioni più sane.

Sopprimere o agire in base a queste paure ha potuto essere per voi un meccanismo per affrontare la situazione, ma ora è il momento di abbandonare queste paure, stuzzicare la curiosità su ciò da cui vi state proteggendo e su ciò che vi impedisce di ottenerlo. Queste paure persistenti possono avere intenzioni protettive, ma alla fine vi trattengono da ciò che è destinato a fiorire dentro di voi.

Come posso elevarmi al di sopra delle persone che hanno cercato di tenermi dietro il sipario quando anch’io meritavo la mia occasione sotto i riflettori? Se vi ritrovate a temere le critiche o l’invidia degli altri, che si sentono eclissati dalla vostra luce, ricordatevi che tutti meritano un riconoscimento e che ce n’è in abbondanza per tutti. A differenza dei narcisisti predatori, i sopravvissuti ai maltrattamenti sanno nel profondo che non devono mai rubare la luce a qualcun altro per essere visti.

Noi possiamo celebrare le conquiste degli altri esattamente come le nostre – in effetti, ne traiamo una gioia speciale quando una persona che vogliamo bene è soddisfatta. Allora perché non estendere a noi stessi la stessa cortesia di essere felici per gli altri? Non dobbiamo vergognarci o sentirci in colpa per essere orgogliosi di ciò che siamo. Quali sono altri modi che ci permettono di brillare e di divertirci veramente? Per esempio, il vostro maltrattante può avervi spinto a stare in silenzio nei gruppi sociali ogni volta che eravate con loro per non attirare l’attenzione degli altri. Ecco, questo è il momento perfetto per ripristinare la propria voce e mostrare la vostra personalità.

Ecco un’amara verità per i maltrattanti: vi è permesso di occupare lo spazio e possedere quello spazio senza scusarvi. Vi è permesso di parlare con la vostra voce. Vi è permesso di essere belle (o belli) dentro e fuori, brillanti, degni, preziosi, VISTI e SENTITI. Vi è permesso di avere successo e di essere orgogliosi di voi stessi in modo sano. Vi è permesso di accettare i complimenti. Vi è permesso di complimentarvi con voi stessi. Vi è permesso di porre dei limiti e dire di “no” quando intendete “NO” e dire di “sì” alle cose a cui il vostro cuore e la vostra anima dicono “Certamente!”. Vi è permesso di capire che il narcisista che vi ha messo in questa situazione è solo un altro essere umano incredibilmente imperfetto (e disfunzionale) che non ha voce in capitolo sul vostro valore o sulle vostre capacità. VI È PERMESSO DI VEDERE LA NUOVA FONTE DI NUTRIMENTO NARCISISTICO DEL VOSTRO EX COME UN ALTRO ESSERE UMANO IMPERFETTO CHE NON VALE IL VOSTRO TEMPO, LA VOSTRA ENERGIA O LA VOSTRA COMPETIZIONE.

Sì, mi avete capito. Non dovete mai competere con nessuno! Un partner sano non vorrebbe mai che qualcuno che ama veramente e a cui è profondamente legato si mettesse in competizione con qualsiasi altra persona per lui. I narcisisti ci istigano a gareggiare per il loro amore e la loro attenzione, ma ciò per cui siamo spinti a lottare non ha senso, perché non hanno nemmeno la capacità di amare qualcuno in modo sano.

Lasciamo che sia la nuova fonte di nutrimento a ricevere il premio consolatorio: un narcisista che la farà competere con mezzo mondo mentre voi passate a cose più grandi e migliori. Il vostro premio più grande è la vostra nuova vita di libertà e un percorso di ritorno al vostro vero e autentico sé e, se lo cercate, uno spazio aperto per l’amore vero, autentico, che entrerà nella vostra vita, una persona che vi tratterà con empatia, compassione e rispetto. Il genere di persona che saprà apprezzare tutto ciò che vi rende così belli e degni.

4. RIDURRE AL MINIMO I CONFRONTI NON NECESSARI E RIPROGRAMMARE LE AUTO AFFERMAZIONI NEGATIVE

Una delle menzogne più dannose che possiamo imparare da genitori o partner narcisisti è che dobbiamo competere con gli altri per dimostrare il nostro valore. Che si tratti del nostro fratello o sorella (golden boy) o della nuova fonte di nutrimento dei nostri ex narcisisti, le vittime di abusi narcisistici sono state indottrinate a sentirsi carenti e prive di valore da un condizionamento tossico e distruttivo. Cominciano a confrontarsi con gli altri come una forma di auto-sabotaggio, continuando l’abuso anche dopo la fine della relazione.

Se passassimo la nostra vita a confrontarci con ogni persona che incontriamo diventeremmo certamente pazzi! Allo stesso modo, l’ultima cosa che vogliamo fare nel nostro viaggio verso la guarigione è fare paragoni inutili con qualcuno con cui una persona tossica ci ha triangolato.

I narcisisti maltrattanti sono maestri nel triangolarci con persone che possono essere molto diverse da noi – questo viene fatto intenzionalmente per provocare un senso di disagio e per portarci a interrogarci sulle qualità che ci possono “mancare”. Ma quello che dovete ricordare è che in futuro, il vostro ex partner narcisista inizierà a confrontare la loro nuova vittima con voi dicendo sciocchezze su come le loro ex (cioè, voi) avevate fatto questo o quello e rimettendovi improvvisamente sul piedistallo.

Non discriminano su chi criticano e per cosa, ma cercano di nutrirsi delle reazioni emotive che ottengono da tutte le loro fonti di nutrimento e continueranno lo stesso ciclo di triangolazione anche con i loro nuovi partner.

La verità è che non ci manca nulla, in nessuna forma e in nessun modo. Siamo “pieni” delle stesse cose di cui abbiamo bisogno. Siamo assolutamente sufficienti con ciò che abbiamo ora perché detentori e detentrici di quel marchio unico di stranezze, difetti, punti di forza, ossia, siamo esattamente chi siamo e dobbiamo essere. Siamo già integri e dobbiamo lavorare sull’autocontrollo negativo e sulla critica interiore che può saltare fuori per sminuire la nostra stessa integrità.

CI SONO MOLTI MODI PER RIPROGRAMMARE QUESTA VOCE NEGATIVA NELLA VOSTRA TESTA. ALCUNE IDEE POTREBBERO ESSERE

Impegnarsi in un’abitudine quotidiana di affermazioni positive personalizzate in base alle proprie esigenze e ai propri stimoli. Questo è particolarmente utile quando la voce del maltrattante viene fuori. Potreste voler registrare queste affermazioni nella vostra voce e riprodurle (o farle fare a un amico fidato e affettuoso). Se avete una forte ansia per le affermazioni lusinghiere, iniziate a piccole passi. Potete non cominciare con “Sono bella”, ma con “Tutti hanno la bellezza dentro di sé e anch’io ho la bellezza in me”. Fate tutto il necessario per rendere credibile l’affermazione prima di passare a conferme maggiori e migliori del vostro valore.

– Una pratica di meditazione settimanale (meglio farlo in un giorno in cui vi sentiti più vulnerabili alla voglia di rompere il contatto zero) può aiutarvi ad ascoltare e avvertire il galoppare dei vostri pensieri senza diventare per forza reattivi ad essi. Esaminare con attenzione questi impeti o ruminazioni può aiutarvi ad alleviare la “dipendenza” che spesso si sviluppa per tenere d’occhio le azioni di un ex maltrattante. Questa dipendenza è formata dal legame traumatico e ha bisogno di tempo, spazio, sforzo e pratica per guarire.

– Le Tecniche l’EMDR e/o l’ipnoterapia possono aiutarvi ad eliminare i modelli di pensiero negativo e indirizzare le convinzioni del subconscio dal trauma – di cui potete anche non essere consapevoli di aver sviluppato.

ROMPERE IL TRIANGOLO E INTEGRARE L’INTEREZZA

Potreste capire che questa parte del viaggio non riguarda il triangolo amoroso in sé, ma ciò che il triangolo rappresenta, le ferite del nucleo che rivela e imparare a percorrere la strada verso un amore più profondo e ricco di sé. Non fraintendetemi – la triangolazione fa male a prescindere dal tipo di ferita che si può avere, perché non importa quali insicurezze si hanno, LA TRIANGOLAZIONE È COMUNQUE UN ABUSO. È una forma di svalutazione da parte di un partner tossico che nessuno dovrebbe mai subire. L’abuso narcisistico erode la nostra identità, la nostra autostima e minaccia di distruggere i sogni che siamo destinati a realizzare. Mentre i sopravvissuti guariscono, la triangolazione viene fuori come la forma più comune usata per disumanizzarli e traumatizzarli.

Tuttavia, quando si inizia a lavorare sulle ferite del cuore, sulle convinzioni autolesionistiche e su qualsiasi problema di fiducia in se stessi in combinazione con il contatto zero, si scopre che la risonanza emotiva generata dagli stratagemmi usati dal narcisista non sono più intensi come prima. Siete in grado di andare avanti un po’ più velocemente piuttosto che legarvi a dei paragoni o crearne di nuovi nella vostra mente. A un certo livello, anche inconsciamente, ci sentiamo intrappolati a rimanere all’interno del triangolo tossico perché abbiamo dimenticato di onorare la nostra integrità e siamo ancora attaccati al maltrattante attraverso un legame traumatico.

Indipendentemente dal contesto in cui ci si trova ad affrontare la triangolazione, è importante ricordare e onorare l’integrità. Paragonare noi stessi è un disonore per le cose che ci rendono ciò che siamo. Se avete la necessità di confrontarvi costantemente con le persone contro cui il vostro maltrattante vi ha messo contro, perché non vi confrontate con chi eravate prima del rapporto abusivo o con un modello di comportamento sano che aspirate?

Ora che avete spianato la strada verso la libertà, probabilmente siete più forti, più resistenti e più determinate ad avere successo. Siete cresciuti molto dopo tutto ciò che avete sofferto. Siete sopravvissuti ai momenti peggiori della vostra vita e ora siete sulla via della rinascita. Non permettete che i tentativi del narcisista di farvi sentire meno di quanto valete vi tolga l’indipendenza per la quale avete lavorato tanto duramente. La triangolazione post-rottura è deliberatamente messa in scena per farvi uscire dal vostro viaggio verso la libertà e tornare subito nella trappola del narcisista. Invece, “triangolate al contrario” il narcisista con una nuova rete di supporto, una nuova vita fiorente e un nuovo senso di fiducia verso la vostra personale rivoluzione e rinascita post abuso.

 

65 pensieri su “Come guarire dai sintomi della triangolazione e valorizzare l’insieme di voi stessi

  1. Carissima Claudileia, grazie sempre per questi articoli illumnanti. Mi sono rivista in pieno nella descrizione di una bambina che ha sempre sentito addosso una forte vergogna. Un profondo senso di inadeguatezza anche laddove avessi fatto qualcosa di buono. Devo ammettere che ancora oggi, all’etá di 40 anni, mi costa ricevere compliementi e avere un dialogo interiore sano con me stessa. A tratti mi vedo come una donna di valore, coraggiosa e con un gran cuore. Una donna che é stata capace di lasciare il nido malefico e rimettersi in gioco in un’altro paese. A tratti mi sento un fallita esattamente come loro, i miei familiari, hanno voluto farmi credere. Questo conflitto interiore mi genere ancora molto malessere probabilmente dovuto alla mia instabilitá lavorativa. Leggendo l’articolo mi sono poi chiesta se il perdono possa fare parte della guarigione. Io non ci riesco e probabilmente questo rancore mi tiene legata, seppur a distanza, alle triangolazioni di mio padre. Dall’esterno vedo tutto e non mi importa che elogi mia sorella perché so che é una cancrena come lui ma poi mi chiedo: “como un puó un padre, in piena pandemia, chiamare la figlia per ripeterle sempre lo stesso ritornello?” Lo so, le spiegazioni vanno cercate dentro la loro patologia ma la rabbia mi acceca. Un caro abbraccio.

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    1. Carissima Valeria, tu SEI questa donna di valore, coraggiosa e capace di lasciare un nido che non era nido per volare via lontano e lottare per i tuoi obiettivi. Hai rotto il cordone ombelicale e questo è intollerabile per un padre narcisista. Dopo Pasqua voglio caricare un articolo di Ross Rosenberg, un terapeuta americano bravissimo, nel quale racconta com’è stata la convivenza con suo padre narcisista: per un periodo era lui il golden boy, poi diventò suo fratello. Credo che l’articolo potrebbe esserti davvero utile, così come a tutti i figli considerati “capri espiatori” solo perché si sono ribellati ai soprusi di un genitore abusivo. Un abbraccio forte, cara. Buona Pasqua a te, per quanto sia possibile in questo momento così complicato e duro. Il solo fatto di non essere costretta a trascorrere la Pasqua nell’assoluta ipocrisia è la vera benedizione che tocca a molti di noi, me inclusa. ABBRACCIO GRANDISSIMO!

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      1. Volevo puntualizzare che nonostante io avessi scoperto tutto sono rimasto per un po’ nella relazione, forse per orgoglio o forse perché ero totalmente paralizzato e incapace di reagire…bloccato tra le due ‘lei’ che avevo di fronte: una sembrava dolce e amorevole, l’altra un mostro.
        Avevo sempre la sensazione che mi stessi sbagliando, che non fosse possibile tutto ciò perché prendevo semplicemente in considerazione l’ipotesi di avere di fronte una persona normale.
        Non sapevo nulla del disturbo narcisistico (avendolo scoperto da poco solo grazie ad un’amica e a questo blog) e questo ha giocato a mio svantaggio.
        L’unica cosa da fare con queste persone è scappare, non ci può essere dialogo, non c’è pentimento ne voglia di aggiustare le cose, c’è solo un muro di gomma con la quale non ci si può relazionare…io ci ho provato con tutte le forze (essendo ignorante in materia) ma senza risultato alcuno se non il peggioramento della situazione.
        Ho omesso altri particolari agghiaccianti perché avrei dovuto scrivere troppo, ma credetemi che sono tanti e che ci si potrebbe scrivere un romanzo horror.

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      2. Grazie cara Claudileia, ho letto tutto l’articolo e certamente ho notato delle similitudini con la mia storia.
        Quando lei mi ha proposto questa pseudo ‘amicizia’ ci sono ovviamente state delle incongruenze tra le parole e i fatti, voleva in sostanza continuare a prendersi la parte migliore di me senza nessun obbligo da parte sua e naturalmente la conseguenza è stata che io mi sarei dovuto accontentare delle briciole, una cosa che non farei mai con nessuno ne in amore ne in amicizia, un insulto alla mia intelligenza e un ferimento continuo dei miei sentimenti.
        Io sarei dovuto rimanere il suo ‘confidente’, quello con cui si poteva sfogare quando fosse annoiata, quello che doveva continuare a farla sentire bene concedendogli la sua arte (con frasi ad effetto tipo: mi manca sentirti suonare), come fossi il suo menestrello personale…tutto questo mentre quell’altro uomo di merda era sempre a casa sua.
        Siamo stati a letto due volte dopo lo scarto mentre la terza volta (l’ultima) che sono stato da lei mi ha fatto trovare in casa un mazzo di fiori con tanto di cuore regalato sempre dallo stesso (che definire uomo sarebbe un insulto al genere maschile) e quando le ho chiesto di chi fosse mi ha risposto con un sorriso perfido e compiaciuto, non sono nemmeno riuscito ad andarmene talmente stessi male e ho dormito lì dalla mia parte del letto…uno dei giorni più brutti della mia vita.
        Li ho deciso di porre fine a tutto e non l’ho più rivista, mi sembrava assurdo dopo un mese dalla separazione invitare il tuo ex e fargli trovare tracce di un altro, nessuno sano di mente lo farebbe ed era palesemente fatto apposta per farmi stare male.
        Le ho dato diverse possibilità ma era sempre di fretta e io non capivo come potesse scrivermi tutti i giorni anche cose abbastanza profonde ma avere poca voglia di vedermi e quasi scappare alla mia presenza…ma, ripeto, ero
        totalmente ignaro dell’esistenza di questi soggetti qui, ignorante in materia.
        Un abbraccio

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    2. Scelgo questo articolo per scrivere parte della mia storia perché purtroppo è un argomento che mi ha riguardato da vicino.
      Ho conosciuto questa ragazza qualche tempo fa e da subito abbiamo iniziato a frequentarci causa molti interessi in comune e stesso modo di pensare (all’apparenza), le cose sono corse veloci e da una specie di amicizia è diventato subito altro.
      Mi ha inserito nel suo mondo presentandomi a tutti i suoi amici/e e alla sua famiglia come una specie di trofeo dove io incarnavo ‘l’uomo che non aveva mai avuto’ perché gli altri la avevano (a suo dire) trattata male e non le avevano dato tutte le attenzioni che meritava.
      Riguardo a questo posso dire che io sono solo un uomo normale che ovviamente ricopre la sua ragazza delle giuste attenzioni e le da la giusta considerazione e tutto il tempo necessario, nulla di diverso insomma da come mi ero sempre comportato, ma per lei tutto ciò era ‘strano’.
      I primi tre mesi le cose volano via lisce tra viaggi, uscite e serate in casa sua da dove a volte non uscivamo proprio…tutto liscio tranne due cose; in primo luogo la mia sensazione che ci fosse qualcosa di strano (anche se non capivo bene cosa) e che non fossi totalmente tranquillo e rilassato nonostante le apparenze, in secondo luogo un giorno, mentre facevamo colazione in un bar, passa questo suo ‘amico’ (me lo ha detto lei) ma non si avvicina a salutare, cosa stranissima per me perché un amico si comporta in maniera totalmente differente e cioè avvicinandosi e salutando la persona conoscente.
      Passano i mesi e ad un certo punto lei inizia a cambiare chiedendo più ‘libertà’, cosa per me assurda in quanto la aveva tutta e nessuno aveva fatto mai problemi a riguardo, non sono mai stato geloso e nelle mie precedenti relazioni ognuno ha sempre avuto giustamente i suoi spazi, le sue amicizie e le sue passioni da coltivare anche senza la presenza dell’altro…
      Comunque io non faccio chiaramente obiezioni e inizia a comparire questa persona che all’inizio chiamava in modi differenti e mai con il suo nome (ma ci ho messo veramente poco a capire che si trattasse sempre dello stesso), iniziano da qui una serie di cose: ritardi, giorni in cui proprio non mi voleva vedere mentre precedentemente mi voleva sempre, atteggiamenti di fastidio nei miei confronti e tanta altra merda.
      Inizia a dirmi di sentirsi ‘controllata’ da me, io inizio a non capirci nulla perché mai ero stato così (e infatti non controllavo proprio un bel niente) e a questo punto inizio ad insospettirmi seriamente.
      Passo i seguenti tre mesi in depressione totale, perdo 15 chili e lei anziché starmi vicina si allontanava sempre più dicendo di non potersi permettere di aiutarmi perché ne aveva già passate troppe, badate bene che questo aiuto non è stato da me richiesto in quanto mi sarebbe bastata semplicemente la sua vicinanza…ancora non capivo che la causa fosse lei.
      Bene, mentre io ero ridotto così la presenza di questa persona si fa sempre più ingombrante, arriva a presentarmelo e portarlo in giro con noi alimentando il mio nervosismo: cene insieme, uscite insieme…proprio un bel quadretto dove lui si atteggia pure da amicone nei miei confronti.
      Ad un certo punto inizio a stare meglio e ovviamente inizio ad accertarmi dei miei sospetti scoprendo tutto lo schifo che c’era dietro, sono sicuro che questa persona ci fosse da prima di me e chissà chi altri ancora, lui c’era sempre, ovunque, ha iniziato a coinvolgerlo nelle cose che facevamo noi e capitava sempre più raramente che stessimo soli…per me è stato uno strazio considerando anche le mie condizioni non ottimali, qualche volta mi sono incazzato (scusate le parole forti ma rendono meglio l’idea) ma lei faceva finta di nulla, lo escludeva per un po’ e poi tornava sempre torturandomi sempre di più fino all’episodio finale dove da un giorno all’altro sono stato totalmente abbandonato, senza preavviso.
      In tutto questo io ero ormai una presenza fissa nella sua vita, conoscevo i suoi figli accompagnandoli finanche a scuola, avevo le chiavi di casa sua…insomma ero parte del suo mondo e ditemi voi quale essere umano merita un trattamento simile…violenza psicologica allo stato puro.
      Ci sto mettendo mesi per riprendermi, quasi mi ero dimenticato come si vivesse una storia normale e che in una storia normale appunto non c’è mai gente in mezzo ai c******i, ma la si vive sereni e in pace.
      Mi sono dimenticato chi sono e per molto tempo ho faticato per riuscire a fare ogni cosa, anche la più semplice.
      Mi sto riprendendo solo ora e a giorni nutro ancora tanta rabbia, perché poi la tristezza e la depressione si sono trasformate in quello.
      Spero che la mia testimonianza possa essere utile a qualcuno e l’unico consiglio che mi sento di darvi e di fidarvi sempre, sempre, del vostro istinto…a me avrebbe salvato ma purtroppo non ho dato ascolto alle sensazioni.

      Un abbraccio a tutti

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      1. Caro Liam, non essere troppo severo con te stesso. Solo attraverso l’esperienza diretta ed il dolore si raggiunge la consapevolezza. Non infliggerti colpe per non aver capito prima. Pensa che adesso, ahinoi, ti si é aperto il magico mondo degli zombie ambulanti e sono certa che da adesso in poi, li sapraii riconoscere a km di distanza. Io ho alle spalle un vasto numero di storie con Np finché non ho aperto gli occhi. Oggi non li degno di attenzione e non hanno nessun ascendente su di me. A mio avviso, il peggio del peggio é quando li hai dentro casa ma spero non sia il tuo caso. Chiudi ogni contattatto con la tua ex e non voltarti indietro. Occhio al cantico delle sirene….questa gente cerca sempre di tenersi le porte aperte…Un abbraccio.

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      2. Cara Valeria, grazie per il conforto 🙂 ti spiego:
        Io venivo da una relazione sana durata 15 anni e finita solo due anni fa, sicuramente tutto ciò mi ha reso debole ed esposto a questi soggetti qui che prontamente e per due volte in due anni mi si sono attaccate dietro.
        La prima soffriva di un disturbo borderline e sono riuscito a scappare per tempo senza soffrire più di tanto e applicando un no contact totale….ma quest’ultima mi ha proprio imbrigliato nella tela presentandosi come un angelo e ricalcando alla perfezione ciò a cui io aspiravo e (in parte) ciò che avevo già vissuto nella relazione sana che ho avuto…non so come abbia fatto in così poco tempo ma all’inizio ha azzeccato proprio tutto.
        Mi ha fregato così.
        Per fortuna non la ho in casa e so benissimo che tornerà sempre perché (altra cosa per me nuova) voleva rimanere in contatto come ‘amici’ anzi più correttamente ‘t****amici’ non so se mi spiego…mi sono chiesto quale ex sana di mente possa farti una proposta del genere, ero allibito e disgustato.
        Mi ha scritto per mesi facendo finta che non fosse successo nulla, come fossimo ancora assieme.
        L’unica colpa (che in realtà non è una colpa) che mi do, è che appunto non conoscevo questa malattia e sono rimasto per mesi in balia degli eventi senza attuare il no contact, credevo di avere a che fare con una persona normale perché ero totalmente frastornato e ‘deprogrammato’.
        Nessuna traccia di quello che ero, dei miei valori e della mia autostima…con tutto che ne avevo tanta.
        Un abbraccio a te

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      3. Cara Claudileia ho letto l’articolo e ho notato delle similitudini con la mia storia.
        Quando lei mi ha proposto questa pseudo ‘amicizia’ ci sono ovviamente state delle incongruenze tra le parole e i fatti, voleva in sostanza continuare a prendersi la parte migliore di me senza nessun obbligo da parte sua e naturalmente la conseguenza è stata che io mi sarei dovuto accontentare delle briciole, una cosa che non farei mai con nessuno ne in amore ne in amicizia, un insulto alla mia intelligenza e un ferimento continuo dei miei sentimenti.
        Io sarei dovuto rimanere il suo ‘confidente’, quello con cui si poteva sfogare quando fosse annoiata, quello che doveva continuare a farla sentire bene concedendogli la sua arte (con frasi ad effetto tipo: mi manca sentirti suonare), come fossi il suo menestrello personale…tutto questo mentre quell’altro uomo di merda era sempre a casa sua.
        Siamo stati a letto due volte dopo lo scarto mentre la terza volta (l’ultima) che sono stato da lei mi ha fatto trovare in casa un mazzo di fiori con tanto di cuore regalato sempre dallo stesso (che definire uomo sarebbe un insulto al genere maschile) e quando le ho chiesto di chi fosse mi ha risposto con un sorriso perfido e compiaciuto, non sono nemmeno riuscito ad andarmene talmente stessi male e ho dormito lì dalla mia parte del letto…uno dei giorni più brutti della mia vita.
        Li ho deciso di porre fine a tutto e non l’ho più rivista, mi sembrava assurdo dopo un mese dalla separazione invitare il tuo ex e fargli trovare tracce di un altro, nessuno sano di mente lo farebbe ed era palesemente fatto apposta per farmi stare male.
        Le ho dato diverse possibilità ma era sempre di fretta e io non capivo come potesse scrivermi tutti i giorni anche cose abbastanza profonde ma avere poca voglia di vedermi e quasi scappare alla mia presenza…ma, ripeto, ero
        totalmente ignaro dell’esistenza di questi soggetti qui, ignorante in materia.
        Un abbraccio

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    1. Quanta verità e quanto dolore.
      Identità, autostima, senso di realtà, moralità, tutto immolato sull’altare di una falsa divinità che non è mai esistita se non nelle proprie idealizzazioni.
      Immane sacrificio il cui senso, al momento, rimane per me ancora oscuro e avvolto nella fitta nebbia dell’incredulità e del dubbio.
      Il dolore è l’unica amarissima eredità che sento come chiara e reale.
      Leggere questi articoli mi da ciò di cui ho bisogno per vivere…al pari dell’aria.
      Un grazie sentito ed umanissimo a voi.

      Mario

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      1. Grazie mille Claudileia.
        La mia storia è simile a quelle lette troppe volte su questo meraviglioso blog .
        Sono Mario, 39 anni, e mi ritrovo ad essere l’ombra dell’uomo forte, risoluto e sicuro di sé che ero.
        Da qualche giorno sono sceso dalla giostra infernale di una relazione distruttiva con una donna che credevo mi amasse e che sicuramente ho amato come nessuna altra in vita mia.
        Un anno dove sono stato oggetto di qualsiasi tipologia di manipolazione:
        Silence treatment
        Ghosting
        Trattamento caldo/ freddo
        Rinforzo intermittente
        Abbandoni strategici
        Triangolazione
        Gaslighting
        Future faking
        Crazy making
        Ribaltamenti della realtà.
        Un anno di abbandoni feroci, scarti tragici, svalutazioni indicibili alternati sapientemente con ritorni salvifici in nome di un “amore Hollywoodiano” che tutto cura e sistema.
        Copione trito e ritrito di cui sono stato colpevole coautore.
        Ho deciso di calare il sipario dopo l’ultimo abbandono…
        L’ho rifiutata durante il tiepido love bombing seguito al suo ultimo allontanamento.
        È stata un’ operazione meramente logico/razionale; la mia testa ha detto basta ma il mio cuore è devastato e continua a sentirsi in colpa e credere che abbia buttato al vento il mio unico grande immenso Amore della mia vita.
        Sono in preda alla forza devastante della dissonanza cognitiva.
        Non provo rabbia.
        Non provo disgusto.
        Non provo un briciolo di male o risentimento nei confronti di una persona che consapevolmente sapeva di farmi male e l’ha fatto più volte senza preoccuparsi delle conseguenze.
        Provo solo dolore, colpa ( ho avuto sempre delle colpe da scontare e ho fatto mio questo suo mantra) e tanto amore.
        Giustifico lei ed i suoi orrori in nome di una idealizzazione che non supera la prova dell’esame di realtà; in nome di un ideale d’amore puro e fulgido che credevo possibile ed attuabile con i “se avessi fatto diversamente”.
        Sono in no contact da qualche settimana.
        Resisto e combatto come mai in vita mia….e sono uno a cui la vita non ha certo risparmiato colpi bassi e letali….
        Ho iniziato un percorso di psicoterapia …
        Il Mario di un tempo ..quello forte e sicuro, quello buono e intelligente, quello che aveva una parola d’aiuto per tutti si è disintegrato ed il grande paradosso è che l’unica possibile cura che vedo al momento è il Male stesso.
        Vi abbraccio

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      2. Più tempo dedicherai alla lettura degli articoli e del blog più il dubbio andrà via…quella sensazione di “se solo avessi…” ovviamente non si sa cosa visto che dall’altra parte non c’è mai stata autenticità… la sofferenza non scomparirà, ma l’affronterai con una consapevolezza nuova… arriverai addirittura a ironizzarci su… ironizzare su quel Male che ora sembra l’unica cura…
        Buon percorso!

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      3. Francesca, grazie mille.
        Ogni lettura su questo preziosissimo blog mi inchioda alla realtà strappandomi dalle nebbie mentali che fomentano dubbi e sensi di colpa.
        La realtà delle letture mi connettono alla realtà dei fatti.
        I fatti son diametralmente opposti alle amorevoli parole vuote e prive di significato che tante volte ho sentito.
        I fatti sono gli abbandoni.
        I fatti sono i silenzi.
        I fatti sono le triangolazioni.
        I fatti sono le promesse non mantenute.
        I fatti sono i litigi temporizzati.
        I fatti sono le oscene svalutazioni.
        I fatti sono le prove sempre più ardue e difficili da superare alle quali mi sottoponeva con regolarità disarmante per esser sicura che l’amassi.
        Quando ero io a chiedere qualcosa, seppur minima, di “dimostrativo”, venivo tacciato di follia , di infantilismo, di patologica insicurezza.
        La realtà dei fatti è l’unico contraltare al quale mi aggrappo per non cedere al suo certosino lavoro di distruzione.
        Chiedete ad un manipolatore, narcisista, borderline, psicopatico, di FARE qualcosa per voi e si paleseranno per ciò che sono.
        Ho letto questa frase…non ricordo dove ma sento che è inconfutabilmente REALE.
        Grazie ancora.
        Mario

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      4. Grazie a te!
        Per una questione culturale, credo, voi uomini siete in pochi a parlare… ma in realtà le donne psicopatiche sono tante altrimenti non si spiegherebbe la gran quantità di figli che hanno subito maltrattamenti e si portano dentro il dolore fino alla vecchiaia… che voi siate qui aiuta a ridimensionare anche quell’idea del tutto fantastica della donna madre per natura e naturalmente propensa all’amore…
        Esattamente come l’amore hollywoodiano, la donna-angelo è un fake della nostra cultura…

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      5. Tutto ciò che è riferito a questi vampiri sembra essere fake.
        Dall’inizio alla fine.
        Anche la chiusura della storia ha del paradossale.
        Sono l’unico e solo grande colpevole della fine…
        Un ultimo colpo da maestra dove mi ha accusato di averla rifiutata..proprio lei che si era abbassata a ricercarmi e dirmi che mi amava.
        “Non mi hai dato fiducia.
        Hai ritrattato tutto il tuo amore.
        Ho pianto tanto e mi sono ripromessa di non farlo più.
        Sei bipolare.
        Io volevo ricominciare.
        Sarei cambiata.
        Sei cattivo.
        Ti punisco…ti blocco. Sono troppo per te.”

        Cose postive:
        Ho rotto uno schema.
        Ho levato il guinzaglio.
        Le ho detto NO per la prima volta.

        Cose negative:
        Senso di colpa atroce.
        Dolore immenso.
        Indecisione sull’aver fatto la giusta cosa.

        È tutto molto, troppo difficile.

        Resisto ma son devastato.

        Grazie

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      6. “A volte dare una seconda possibilità a qualcuno è come dargli un secondo proiettile, dopo che il primo non ti ha ucciso.”

        Io l’ho data la seconda possibilità… mi è servita solo a comprendere che avevo fatto una serie infinita di “atti di fede” durante tutto il nostro rapporto… ad uscirne distrutta e con una vita da ricostruire.

        Non è servito a capire che avevo fatto la scelta giusta, perché un confronto reale con lui non c’è mai stato… perché lui non esiste: i vampiri sono morti, la loro vita siamo noi.

        La consapevolezza che cerchi è arrivata solo con la distanza, con il silenzio, grazie a Claudileia e a questo blog…

        La seconda possibilità è stata solo una grandissima fonte di umiliazione per avergli dato l’ennesima opportunità di ferirmi… c’è anche un articolo su questo blog che ne parla, peccato che non me ne ricordi il titolo, perché l’escalation della perversione è descritta esattamente come accade…

        Sii tenace, leggi più che puoi e dedicati ad uno sport…

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      7. Francesca,
        Leggere le tue parole mi ha attivato sentimenti apparentemente dicotomici: speranza e dolore.
        La speranza di non essere solo.
        Il dolore della totale sovrapposizione delle due storie.
        Nell’ultimo incontro ” de visu” , quello in cui mi sono congedato ho usato proprio queste tue parole :”atto di fede”
        “Mi chiedi un ennesimo atto di fede…mi hai detto queste parole piangenti decine di volte ed hai sempre fatto il contrario …non posso crederti.”
        Dopo qualche ora da questo mio rifiuto mi scatenava contro tutta la sua rabbia ed il suo livore bloccandomi e tacciandomi di cattiveria indicibile.
        Spero di trovare quel post al quale fai riferimento…sarebbe illuminante come tutti quelli che ho letto.
        Per il momento mi tengo impegnato in letture di vario genere e con lo sport che,fortunatamente, è stato sempre una mia passione.
        Mi danna che qualsiasi attività io faccia ho ruminazioni e pensieri ossessivi costanti.
        Spero cessino presto.
        Mi manco!

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      8. Io mi manco tuttora dopo quasi un anno… mi manca la mia positiva reazione alle difficoltà della vita… mi sento costantemente stanca come se ancora troppe delle mie energie fossero investite per non essere trascinata della follia di NP…

        Sai qual’è l’unico sport in cui non puoi avere ruminazioni: lo stacco… se i pensieri arrivano ti blocchi e allora, respiri, ti concentri sulla posizione e tiri su…

        E comunque la cosa più triste di tutte è che sono tutti uguali… chiedono “atti di fede”, promettono… poi restano uguali a se stessi… cambiamo solo noi…

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      9. Quanto son cambiato!
        Da qualche giorno riesco a scorgere quanto io sia sceso a compromessi con le mie credenze, il mio modo di pensare, i miei valori, il mio passato…
        Ho fatto cose di cui mi vergogno e che mai avrei potuto immaginare possibili pur di “dimostrare” il mio” amore”.
        Non era abbastanza….ero sempre colpevole di qualcosa di atavico; una sorta di peccato originale che spingeva me a dare e fare sempre di più e lei a giustificare le sue nefandezze.
        Qualsiasi prova portassi per corroborare la mia buona fede, il mio amore, la sua unicità venivo infangato, sminuito.
        Arrivava a sostenere che quelle prove offerte come pegno d’amore e che mi erano costate tanto in termini di “compromessi con me stesso”erano false o arrivavano in ritardo.
        Lei non parlava.
        Dovevo capire io e io non capivo mai perché non l’amavo veramente.
        I suoi silenzi, i suoi abbandoni, avevano sempre la stessa motivazione: una reazione alle mie colpe!
        Ero sbagliato.

        Adoro gli stacchi…stacco forte da sempre.
        Ritengo sia una grande metafora della vita….
        Grazie

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      10. Io correvo… ho scoperto lo stacco grazie a mia sorella… anche lei “stacca forte” da anni…
        Hai ragione, è una meraviglia metafora della vita…
        Grazie a te!

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      11. E dimenticavo… loro non parlano mai… offendono, criticano, commentano, promettono, ma non parlano MAI: non rispondono, non spiegano, non si confrontano, non dicono MAI la verità…

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      12. Pura verità.
        Loro non parlano mai del loro mondo interiore.
        Gli argomenti di discussione sono standardizzati, vacui, futili, leggeri, per sentito dire.
        Quante volte ho cercato di interpretare quei silenzi atroci o i cambi d’umore immaginandovi dietro chissà quale profondo dolore o sofferenza.
        Da empatico cercavo di farla aprire per condividerne il peso, per lenire, per supportare.
        Le raccontavo il mio per spronarla a sentirsi al sicuro.
        Cambiava repentinamente argomento parlando del vino da scegliere la serata successiva o il locale alla moda da frequentare…
        “Sono fatta così…ho difficoltà ad esprimere le mie emozioni”

        Dallo stacco forte al distacco forte! Questa la strada.
        Grazie

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      13. ‘Ho un buco nero dentro, non saprei cosa dirti perché mi viene difficile parlarne’ (…nel frattempo tradimenti e triangolazioni infinite)
        queste le parole che ho sentito io caro Mario, capisco bene di cosa parli.

        Ps. sono contento di vedere un’altro ‘maschietto’ qui dentro, per giunta mio coetaneo 😉

        Un abbraccio

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      14. Caro Liam,
        ho avuto modo di leggere diverse testimonianze maschili su questo fondamentale strumento di conoscenza che è il blog e molte dinamiche delle nostre “storie” sono assolutamente sovrapponibili.
        Noi uomini, in questa immane lotta alla disperazione, abbiamo un fardello in più con cui confrontarci: lo stigma culturale.
        Un uomo degno di tale nome non soffre così tanto per una s****za…al massimo esce e si affida alla vecchia tattica del chiodo scaccia chiodo.
        Magari fosse così facile!
        Gli amici sembrano non capire e ti senti ancora più solo e “sbagliato”.
        Agli occhi degli “uomini” sei solo debole ed incapace di reagire e questo meccanismo lacera ancor di più il misero brandello di autostima già sbranato dal manipolatore.
        Solo chi ha subito queste torture riesce a comprenderne la portata di dolore e devastazione che generano.
        La triangolazione è subdola ed infame.
        Si insinua sotto pelle come un veleno erodendo anche la più forte delle personalità e minando il nucleo della tua identità.
        Non ero mai stato geloso. Mai.
        Mi son ritrovato ad essere un investigatore privato ossessionato dal pensiero di eventuali tradimenti.
        Guardavo e guardo ancora gli altri uomini chiedendomi inconsciamente se possano essere appetibili per LEI.
        Questa sapiente e volontaria riprogrammazione viene poi usata dal manipolatore come strumento per corroborare le sue accuse:
        Sei geloso.
        Mi soffochi.
        Ho bisogno della mia libertà.
        Sei pesante.
        Ho il tuo fiato sul collo.
        È colpa tua.
        Nelle tue parole trovo me stesso ed il mio dolore misto ad incredulità.
        Invidio bonariamente la tua rabbia.
        Mi servirebbe provarne un grammo per allentare la morsa soffocante delle giustificazioni che ancora le concedo.
        Oggi non è una buona giornata.
        Ieri ho interrotto il no contact e mi son fatto nuovamente molto male.
        Passerà.
        Per qualsiasi cosa sono qui.
        Ti abbraccio
        M.

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      15. Caro Mario, grazie per questo tuo commento perché dimostra per l’ennesima volta che non c’è alcuna differenza tra il modo di comportarsi dei soggetti narcisisticamente disturbati a prescindere del genere. I paragoni costanti al quale ci sottopongono provocano ferite inconsce che richiedono la massima cura della nostra salute psichica. Finché ci sentiamo a pezzi per la triangolazione le ricadute sono all’ordine del giorno: alla fine vogliamo dimostrare che siamo molto migliori “degli altri”, ma non perché siamo diventati superbi. Il punto è che era questa la regola all’interno dello pseudo rapporto che abbiamo vissuto. “Gli altri” era mitizzati. Ci apparivano più degni, più belli, più potenti, più facoltosi, più talentuosi, più eccitanti, più solari… Direi che per ripartire da TE la prima cosa che dovrai affrontare sono gli effetti nefasti della triangolazione spietata che hai subito. Ho scritto e tradotto diversi articoli su questo qui sul blog e come affrontarlo al meglio. Spero che possano esserti utili! Per praticità allego tre dei link più dettagliati 1. https://artedisalvarsi.wordpress.com/2017/06/05/la-triangolazione-narcisistica-come-metodo-di-tortura-psicologica/ 2. https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/10/16/le-perplessita-di-renato-zero-sui-triangoli-la-triangolazione-narcisista-cause-ed-effetti/ e 3. https://artedisalvarsi.wordpress.com/2020/04/10/come-guarire-dai-sintomi-della-triangolazione-e-valorizzare-linsieme-di-voi-stessi/
        Abbraccio grande a te e buona giornata!

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      16. Claudileia grazie.
        Ho letto i contributi suggeriti e mi sono totalmente sentito compreso nelle dinamiche e nei nefasti effetti.
        Mi sento strappato dal mio Io più vero e reale.
        Sperimento angoscia e distruzione.
        Non c’è genere che tenga. Non c’è orientamento sessuale, uomo o donna che debba sperimentare tale atrocità.
        Mi sento solo un essere umano depredato della propria umanità.
        Il paradosso più doloroso e assurdo?
        Essere accusato di essere io il carnefice.
        Il cattivo.
        Il bugiardo.
        L’insensibile.
        L’indegno.
        Quello incapace di amare.
        L’unico ad avere la responsabilità di quanto accaduto.
        IL NARCISISTA.
        SI.
        Mi ha accusato di essere un narcisista perverso.
        Avevo resistito al tiepido ennesimo love bombing dopo un feroce abbandono.
        Avevo resistito ai tentativi di hoovering.
        Non si è arresa.
        Ha trovato il modo.
        La provocazione.
        Mi ha offeso e umiliato inviandomi una foto poco benevola.
        Ho reagito con calma e lei ha rincarato la dose cominciando la svalutazione.
        Ho reagito per dolore e senso di ingiustizia scusandomi immediatamente dopo ma la breccia era aperta.
        Come uno squalo alla vista del sangue si è avventata sul mio errore ed ha ribaltato la situazione affermando che ora è lei che non vuole più avere anche fare con un essere insulso come me, che devo uscire dalla sua vita e non chiamarla mai più perché sono indegno per una persona buona e comprensiva come lei.
        Lei si è informata ed io sono il narcisista che l’ha ammazzata ed abusata.
        Che tutte le donne nella sua situazione avrebbero reagito così.
        Che tutti i suoi COMPORTAMENTI INDEGNI SONO NATURALE REAZIONE AD ESSERE IL MALE ASSOLUTO.
        Lei non ha colpe.
        Lei è a posto con la sua coscienza.
        Lei ora che non ha dubbi potrà andare avanti serena.
        Il colpo da maestra le è riuscito: non poteva accettare di essere scartata. Doveva essere lei a compiere lo scarto definitivo e passare per la persona pulita ed amorevole che tutti conoscono.

        La sua malefica opera di ribaltamento è finalmente compiuta.
        Non solo è riuscita a recuperare lo smacco del rifiuto che le ho somministrato ma addirittura è riuscita a rendere reale ciò di cui mi ha accusato.
        Mi sento indegno.
        Mi sento fortemente colpevole.
        Mi sento un abusante.
        Mi sento un narcisista.
        Giustifico tutte le sue violenze come reazioni al mio essere abietto.

        Io volevo solo amare ed essere amato…

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      17. Caro Mario, questo rovesciamento dei poli è molto tipico. Per loro è un fatto di sopravvivenza. Si tratta di un meccanismo di difesa ferreo che permette a queste persone apparentemente di “cadere in piede”. Il classico “avanti il prossimo” esiste perché nessun sentimento viene sentito nel profondo, sono solo sensazioni molto flebili che però vengono recitate alla grande. Nessuno recita così bene quanto un soggetto narcisista. Ce la fai a capire che stanno recitando soltanto dopo una convivenza e anche così rischi di essere fregato. Penso che la chiave di svolta per non sentirti così male è guardare al tuo passato e comprendere che una sola persona non ha il potere di definire la tua personalità. Quante persone sono passate per la tua vita e che non ti hanno trattato così? Dopodiché siamo noi che ci definiamo, perché siamo noi i padroni del nostro cervello. Non avevi nessun obbligo di portarla ai locali alla moda ogni volta che voleva, anche perché ai locali alla moda più che divertirsi si va molto spesso per essere visti più che per la qualità dei servizi. Ci sono tanti particolari che ho letto nella tua storia che mi sono suonati come pretese assurde per metterti in una condizione di inferiorità per forza. Non lasciare che si ripulisca su di te. Alza la testa e lasciala a navigare nel suo fango. Un abbraccio grande.

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      18. Claudileia, grazie di vero cuore.
        Le tue parole infondono serenità e speranza.
        È vero, non è una sola persona che ti definisce come essere umano ma è atroce il rovesciamento di senso che attuano al solo fine di cadere “in piedi” per sentirsi a posto con la loro pseudocoscienza.
        È disumano.
        Ho fatto un excursus delle mie storie precedenti; ho chiamato alcune donne che mi hanno accompagnato nel corso della vita chiedendo un feedback ed il loro responso è stato unanime: rispettoso, attento, premuroso, accogliente, comprensivo, duro quando serviva ma sempre pronto all’aiuto incondizionato.
        Hai ragione quando affermi che traspare il fatto che sia stato sottoposto a prove continue.
        Ogni giorno era una prova d’amore che dovevo superare.
        Le prove erano sempre più ardue , difficili, dispendiose energeticamente ed emotivamente.
        Non era mai contenta…ero sempre indegno del suo amore.
        Devo tornare ad essere degno dell’Uomo che sono.
        Grazie a te, a voi e a questo bellissimo strumento di conoscenza che è il forum posso mettere una prima pietra per la ricostruzione.
        Grazie ancora

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      19. Caro Mario, hai ragione…..ogni giorno era una prova d’amore che dovevo superare….assurdo ed estenuante. Ogni giorno mi chiedo come ho fatto a sopravvivere a tutto questo. Sono viva e sei vivo anche tu. Adesso ci dobbiamo ” riprogrammare”, dobbiamo rinascere….senza di loro, senza i nostri aguzzini. Io, a volte, faccio finta che non sia mai esistito, che sia stato solo un brutto sogno… Ce la farai, ce la faremo tutti. Un abbraccio

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      20. Lucia,
        si, siamo vivi ed abbiamo la consapevolezza amara ma rasserenante di coloro i quali hanno davvero dato e fatto tutto il possibile ed oltre.
        Al di là delle loro colpevolizzazioni ciò che nessuno potrà mai sottrarti è il tuo aver amato con una modalità pura e nobile.
        Ci è stata negata e sottratta in maniera subdola una delle cose più importanti: la reciprocità.
        Tutto era dovuto.
        Tutto dato per scontato.
        Tutto a senso unico.
        Tutto sempre poco o sbagliato.
        Quel poco che veniva concesso, quelle briciole “da letto” , erano presentate ed imbellettate come se fossero pepite d’oro.
        D’oro non c’era nulla…al pari delle loro parole.
        Quando, poi ,eri tu a chiedere una misera manifestazione di affetto, di attenzione, venivi tacciato di soffocamento, di infantilismo, di insicurezza, di pesantezza.
        A nulla erano valse le montagne che avevi spostato qualche ora prima in nome di quell’amore disperato che tanto curavi e preservavi.
        L’amore è un do ut des naturale.
        L’amore è restituzione.
        L’amore è complementare.
        L’amore è bidirezionalità.

        Ti abbraccio.
        M.

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      21. Grazie per le tue parole Mario…riesci a descrivere in modo perfetto questa situazione così surreale. Sono stata io a porre fine alla relazione con il mio np, l’ ho fatto con vari messaggi su whatssap, non avrei mai avuto il coraggio di farlo personalmente, avevo paura di lui. La sua reazione e’ stata pessima, si e’ scatenato l’inferno con insulti, minacce, stalking e via dicendo. Claudileia, con i suoi articoli che leggo sempre, mi sta aiutando a guarire. Da un anno ho applicato il no contact ed ho cancellato il suo numero. E’ l’unica possibilità che abbiamo per guarire, per andare avanti, per provare entusiasmo, nuove emozioni, gioia di vivere e per circondarci di persone ” sane”, positive che ci vogliono bene veramente. Far parte di questo blog mi fa sentire meno sola. Un abbraccio

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      22. Caro Mario, essendoci passato io ti capisco benissimo invece.
        Gli amici di solito prendono la cosa come se tu avessi avuto a che fare con una normale stronza e quindi non capiscono quello che hai dovuto subire, nè tantomeno capiscono la tua ‘non reazione’…è capitato pure a me e per questo motivo ad un certo punto ho deciso di affrontare tutto da solo sino a quando una mia cara amica (che ha vissuto più o meno una storia simile alla mia) è riuscita a capirmi sul serio e mi sono potuto confidare.
        Come te non sono mai stato geloso con nessuna, ma la confusione del momento era tale che ad un certo punto ho dovuto chiedere conferma alla mia ex storica.
        Le ho proprio chiesto se nel corso della nostra lunga relazione avessi mai dato segni di gelosia e di non fiducia nei suoi confronti e mi ha risposto che mai era successo, ho avuto bisogno di questo per ricordarmi com’ero…pensa a che punto ero arrivato, incredibile.
        Il discorso della rabbia invece è successivo all’aver capito come sono andate le cose, probabilmente ti arrabbierai anche tu quando passerai alla fase successiva…nel mio caso è dovuta principalmente al fatto che questo stronzo me lo ha portato in giro con noi, me lo ha presentato e ha fatto l’amicone con me confidando pure cose sue sul suo passato di merda (sarà np pure lui mi sono chiesto 🤔), lo ha coinvolto nelle cose che facevamo noi e ad un certo punto c’era sempre e non se ne andava mai (mi sono spesso chiesto se fossi io il fidanzato o no e anche qui sono rimasto tremendamente confuso sino a quando non ho iniziato a ragionare sulla cosa con distacco)…ancora oggi non so come ho fatto a trattenermi perché a volte l’istinto di fare un casino c’era eccome, ma mi sono sempre dato una calmata e col senno di poi penso di aver fatto bene, credo di essermi comportato da signore e ad oggi nessuno potrebbe obiettare sulla mia reazione.
        Altra cosa che mi fa tremendamente rabbia è che spesso capitava che io fossi coi suoi bambini (cucinavo per loro, li accompagnavo a scuola ecc. nelle mie ore libere da lavoro) mentre lei se la spassava con questo qui.
        Ecco, questa è l’origine della mia rabbia.
        Come giustamente scrivi tu la triangolazione è infame e lascia segni indelebili, dopo molti mesi io ancora non ho voglia di vedere nessuna e sembra che le donne non mi piacciano più (tale è il danno psicologico che mi ha lasciato) ma comunque ora sto riuscendo a dedicarmi a me stesso, leggo un casino su questa roba qui, studio e mi informo e vedo che sto meglio, a tratti, ma sto meglio.
        Mi ha rovinato il provare tenerezza per lei (ma era solo per la sua maschera non per quello che era realmente) e sicuramente pure tu ora ti trovi in questa situazione e ti capisco bene…quando la tua mente capirà chi avevi di fronte, smetterai di giustificarla, proverai rabbia sino a quando non sopraggiungerà l’indifferenza che pure io sto aspettando con ansia.

        Ti abbraccio tanto e per qualsiasi cosa sono qui 😉

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      23. Ps. Ricordati sempre che mentre tu stai di merda, sei depresso ecc. lei si sta allegramente divertendo alle tue spalle con qualcun altro (perché è sicuro sia così) e magari questo pensiero può aiutarti.

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      24. Grazie Liam.
        non oso immaginare quanto dolore ti abbia arrecato avere un antagonista mascherato da amico ogni sacrosanto giorno della relazione.
        Ti faccio un applauso.
        Batto forte le mani alla tua forza interiore.
        Quella forza e quella signorilità che hai conservato non cedendo alla sacrosanta rabbia che sarebbe stata ,comunque, comprensibile.
        Questa forza son sicuro ti caratterizzi come Uomo ed è da questa stessa che dovresti partire per capire il tuo immenso valore.
        M.

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      25. Carissimo Mario, io ti ringrazio per gli applausi virtuali 🙂 ancora oggi non so come ho fatto a trattenermi visto che ad un certo punto ero ormai a conoscenza di tutto.
        La cosa che mi fa rabbrividire è che mi ha fatto fare cose per me impensabili: controllavo tutto e trovavo puntualmente diverse tracce, l’ho pedinata (e così ho scoperto gli altarini e avuto la conferma finale, volevo essere sicuro) e di tutto ciò mi vergogno profondamente e credimi che mai lo avrei potuto fare (anche la precedente era un po’ ‘matta’ ma mai mi sono spinto tanto oltre).
        L’unica spiegazione che do alla mia ‘non reazione’ è che fossi in piena dissonanza cognitiva e non ci capivo nulla, ho avuto un sacco di autocontrollo è vero, ma fosse successo in un momento diverso dove fossi stato pienamente in me gliene avrei detto quattro (se non peggio) perché è stata una cosa atroce e di una cattiveria gratuita.

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  2. Ciao ragazze aiutatemi sono in confusione, sembrava che tutto andasse bene e invece no. Ho conosciuto dopo essere stata scartata, sapete bene dopo otto anni, un ragazzo che non vive nella mia stessa regione. Finalmente ho ritrovato quella me stessa che mancava. Lui sembra innamorato, molto possessivo. Qualche litigio ma niente di particolarmente feroce. Purtroppo ho fatto un giro su fb e mi accorgo che il mio ex è ancora con la sua fiamma per la quale mi ha mollata. Niente, ripiombo nell’angoscia.
    E’ mai possibile che incontro un uomo fantastico e deve essere un amore impossibile per via della distanza? E’ mai possibile che io debba essere sempre confinata nel dolore? Perché non devo essere felice mai? Scusate io non ci capisco più niente. Dopo di lui tutto mi fa più male. Dopo di lui sono diventata ipersensibile?
    Come si fa a vivere così? Ho perfino paura che questo ragazzo possa farmi male … ragazze che delirio! Mollo tutto!

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    1. Carissima Saretta, c’è da indagare la ragione esatta della tua angoscia: sei rimasta male perché lui ANCORA sta con l’altra? Peggio per lei! Significa che è esposta più del dovuto alla tossicità dello stesso individuo che ti ha causato un danno enorme. Non significa che è migliore di te e più capace di “tenersi un uomo”, ma solo che è meno forte e meno in grado di lottare per la sua dignità di donna. Il tempo che i narcisi trascorrono con una persona non vuol dire niente e non è affatto sinonimo di lealtà e onestà nei confronti di un partner. Fisicamente possono stare con una persona anche per 30 anni, ma questo significa solo che il lavaggio nel cervello che hanno compiuto sull’altro ha funzionato alla grande, fino a renderla mentalmente schiava. Credo che stai vivendo un momento di crisi perché IN QUESTO MOMENTO sei impossibilitata di raggiungere finalmente e fisicamente la persona che ti fa stare bene e vice versa, mentre credi che il tuo ex stia tuttora vivendo il suo “grande amore”. Suppongo che se tu non avessi fatto questo “giro su facebook” la tua percezione sarebbe stata diversa, più propensa a focalizzarti su questo nuovo ragazzo che anche a distanza ti fa sognare, nonostante le normali discussioni tra due persone che ancora non si conoscono e che vivono PER ORA un rapporto virtuale. Per favore, non tornare sui tuoi passi per nulla al mondo. Cerca di tenere a mente come ti trattava il tuo ex, perché è l’unica verità alla quale puoi aggrapparti con certezza. Considera anche il momento particolare che sta vivendo mezzo mondo: abbiamo tutti bisogno di amore, di affetto, di comprensione, di attenzione, di tenerezza, di dolcezza, di rispetto, di riconoscenza… Insomma, pensi davvero che al suo tempo il tuo ex partner narcisista era in grado di darti tutto ciò? Non credo che lui fosse mai stato (oltre alla famigerata fase del love bombing) un vero compagno in grado di farti sentire al sicuro e amata. Tu l’hai conosciuto bene. Credi nel più profondo del tuo cuore che questa persona sia capace di essere leale a qualcuno? Ecco, penso che la tua crisi derivi dalla falsa credenza che lui si sia rigenerato, il che equivale a dire che è praticamente diventato un’altra persona. Se non è fattibile per noi – persone empatiche – cambiare totalmente tratti caratteriali e meccanismi di difesa da un giorno all’altro e dall’acqua al vino, figuriamoci per un narciso con dei RADICATI meccanismi di difesa basati sul potere e sul controllo! Cerca di mantenere la serenità acquisita negli anni, cara. La serenità è uno di quei valori per il quale vale la pena lottare con le unghie e con i denti. Un abbraccio grande e BUONA PASQUA a te! So che ce la farai a superare questo momento. Avere dei cedimenti è normale e umano.

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      1. Ciao Claudileia leggo e rileggo i tuoi articoli avrei dovuto leggerli tanto tempo fa non mi sarei ridotta cosi .
        Nonostante tutto mi sento forte anche se non sempre .Questo articolo è proprio il mio guardarmi allo specchio rivedo risento discorsi anche di quando ero piccola che comunque hanno lasciato il segno poi da giovane e via via tutta la mia vita ;non sarei mai stata in grado di descrivere con così tanta chiarezza quello che ho vissuto e provato. Davvero l’ho riletto non lo so quante volte …e non lo sai quanto piacere..mi ha fatto leggere e sapere che qualcuno più acuto ed in gamba mi ha fatto capire il tutto ..lì dentro in tutte quelle descrizioni ci sono io .ma l’aiuto più grande sono i consigli i miei pregi e le mie qualità non fanno più parte di me e invece rileggendo mi ha dato una grande speranza e un pizzico di serenità da qualche parte li trovero .Grazie ! Un abbraccio anche a tutti voi

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      2. Cara Terry, sono certa che troverai la serenità che ti manca restando perseverante nella cura della tua autostima e del tuo benessere psicofisico. Lo so che certe volte sembra una strada in salita, ma come ogni strada in salita se ci fermiamo e torniamo indietro non riusciremo mai a capire cosa esattamente ci aspettava. Ho ribadito più volte la mia stima per questa autrice di origini indiane radicata negli USA. Trovo che abbia un talento speciale per riuscire a dire ciò che molti di noi faticano persino a pensare perché troppo doloroso! Mi fa molto piacere che tu abbia trovato nelle sue parole quel conforto e comprensione che ti mancava! Un abbraccio grande a te e benvenuta!

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    2. Saretta,

      Bloccalo su facebook e non farti del male così. Non senti un senso di angoscia in pancia quando vedi foto sue? Non ti tremano le mani quando digiti il suo nome sulla tastiera? Facebook te lo rende presente, quando PER FORTUNA! è nel tuo passato. Evita di andare a vedere cosa facciano assieme e di spiare per quanto e come stiano assieme. Per fortuna lui é nel passato. Evita di confrontarti con lei, non ha senso. Non ha senso (mai) compararsi ad altre persone. Non sei un oggetto che deve essere comparato ad altri oggetti, in modo che sia possibile stabilirne il valore. I consigli dell´ articolo sono veramente utili. Usali, invece di bloccarti da sola nel passato. É più facile a dirsi che a farsi, ma da qualche parte bisogna iniziare!

      Per quel che riguarda l´ “amore impossibile”, non capisco la tua angoscia. Non c´ é niente di “impossibile” in relazioni a distanza. Ci vuole (forse) più indipendenza e più forza di carattere per sostenere una relazione del genere a lungo, ma il sentimento non é diverso da quello che provi vivendo nella stessa città. Ci sono persone che hanno relazioni a distanza tra paesi diversi per settimane, mesi, anni. A me la distanza non sembra cosa particolarmente tragica, purché si riesca ad un certo punto a vivere assieme.

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    3. Ciao Saretta, vorrei scrivere una quantità di cose e il rischio è sempre quello di dire parole già dette..credo che quando si ha a che fare con NP NULLA sia lasciato al caso e nulla accade x caso. Scusami se i toni possono sembrare duri, ma non si può vedere chiaro oltre una coltre di nebbia spessa metri utilizzando una candela. Bisogna romperla quella nebbia con forza e molta molta disciplina e.. un Amore grande per sé. Non è per caso che su fb incappi nel tuo NP e non è un caso che lui posti foto e stati con la sua attuale compagna: sa esattamente che così arriverà a te, a quelle prima di te e potenzialmente a tutte quelle che ancora non conosce e che son lì, x…caso. Quando sono andata su fb l’ultima volta ho solo avuto la conferma di ciò che sapevo perché LO SCHEMA non cambia,così la ragazza del momento si chiama come me, NP le scrive e comunica in un modo che era mio, c’è un libro attraverso cui parlano che prima era il nostro, persino il profumo che usa è il mio…con lei fa tuuutte quelle cose che -strano- non poteva (NON VOLEVA) fare con me….. Saretta NON è un caso. E se anche fosse, non v’è nulla di personale, intimo, creativo in un rapporto così. È un semplice COPIA & INCOLLA di cose che raccatta qua e là. Una volta che ho visto qs sua storia ho scosso la testa Saretta, sorridendo un po’..Certo, è un sorriso un po’ amaro,ma.. anche noi tendiamo a riproporre lo stesso schema e questo è un po’ più scomodo da dire e da sentire. NP utilizzerà sempre con tutti/e il suo, e farà perfettamente presa su di noi fino a che noi non ci penseremo meritevoli di uno schema diverso. Non siamo in balia di nessuno Saretta. I NP non cambieranno mai e questo lo trovo un limite molto triste, che non è il nostro, allora la domanda è: io per me che schema voglio? La felicità sta qui. È un lavoro “di fino”,meravigliosamente estenuante, che apre il cuore. Buon we

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  3. Saretta, in primis ti consiglio di iniziare un lavoro di presa di coscienza riguardo il fatto che la ragazza del tuo ex é solo un’altra vittima. Probabilmente stai vivendo una sorta di crisi di astinenza che, per fattori chimico-biologici, complicano il distaccarsi da queste persone. Ti consiglio di leggere sul tema e di tenerti occupata anche se, capisco che, il momento attuale non é dei migliori. Quanto alla tua nuova fiamma, forse non sei ancora pronta a ricevere una persona che non abbia tratti squilibrati. Succede!!! credo sia inevitabile sopratutto se abbiamo avuto un genitore o entrambi, NP. Non demordere. Non essere troppo severa con te stessa. Un abbraccio.

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  4. Ragazze vi ringrazio, domani vi scrivo in maniera più completa sto male male, non so se più per l’ex, per il nuovo che esce da una storia brutta o per me che non so farmi valere e sogno ad occhi aperti. Che strazio!

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  5. Carissima Claudileia e carissime tutte, innanzitutto vorrei farvi i miei più sentiti Auguri. In questi giorni di festa, con questa Pasqua e Pasquetta un po’ surreali, abbiamo tanto tempo per riflettere, per pensare a tutto quello che ci è accaduto e alla nostra vittoria e liberazione dagli np. Quando leggo i tuoi interessantissimi articoli Claudileia, mi rivedo in tutto e rabbrividisco al solo pensiero di aver vissuto tutto questo orrore. Oggi mi sento serena, rilassata, è’ una sensazione bellissima, come quando si guarisce da una malattia, perché di malattia si trattava.Tra tutti gli altri orrori, ho vissuto anche la triangolazione, è’ un meccanismo subdolo e terrificante messo in atto da questi mostri per testare ancore una volta il nostro limite di sopportazione. Se oggi, venissi a sapere che lui ha una nuova compagna, o meglio, una nuova vittima, non proverei gelosia, al massimo, potrei dire una preghiera per lei. Un abbraccio forte forte😍

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    1. Mi fa molto piacere, cara Lucia. Possiamo dirlo forte che sei alla fine del tuo percorso di guarigione e che d’ora in poi avrai molta energia da investire in te stessa e nelle persone che ti vogliono bene. Questa energia pura, perché non inquinata dai pensieri tossici dell’essere che per tanto tempo ha danneggiato la tua psiche ti darà più forza creativa, potere e capacità di problem solving. Il nostro cervello, quando si occupa del nostro benessere psicofisico e smette di controllare le persone e cose sulle quale non abbiamo alcun potere ci offre “visioni” più ampie e inedite della nostra vita, essendo capace di lenire le nostre ferite dall’interno. Mi auguro davvero che questo grande potere che stai scoprendo, che è quello di poter liberartene con le tue sole forze da qualunque cosa ti faccia male, illumini le tue future decisioni e progetti. Abbraccio enorme!!!

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  6. bello, claudiella mi unisco agli utenti che ti hanno ringraziato. questo articolo avrei dovuto leggerlo 15 anni fa, prima di rovinarmi e perdere tutto il buono che avevo, e la speranza di realizzarmi. o magari incontrare qualcuno che mi facesse un discorso del genere. se ripenso invece alle cose superficiali e inutili che mi dicevano gli psicologi…alcuni sembrava quasi che fossero dalla parte di chi mi ha fatto del male. in ogni caso, me lo stampo e lo metterò assieme agli altri. buona giornata e complimenti

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  7. Grazie Claudileia!

    Secondo me serve anche portarsi bene in mente le cose negative che dicevano/dicono delle persone con le quali triangolano. Non tanto perché uno abbia gioia nel sapere che anche la pietra di paragone venga denigrata, ma soltanto per rendersi conto di come sia tutto completamente finzione e destinato a cambiare da un minuto all´altro per queste persone.

    La sua ex era pietra di paragone diretta. Semplicemente iniziava a raccontarmi dal nulla di lei. Mi aveva detto che era molto bella e intelligente, poi tanti dettagli delle piccole cose che faceva quotidianamente per lui.. Poi però sulla stessa persona a chiedere meglio venivano fuori il fatto che lo aveva tradito, che era un´ isterica con cui non si poteva parlare, con una famiglia di cui vergognarsi, che era molto meno istruita di quanto sembrasse….

    La donna dopo era psicologa (sic!) , una relazione “seria”, che pare sia durata qualche anno. A me ne parlò prima come “una storiella di sesso” poi come “un´ amica di un ´amica “… All ´ inizio pensavo addirittura fossero due donne diverse, solo dopo ho capito che era la stessa e che era tutto iniziato parallelamente al male che mi faceva. Ho sempre sofferto molto per questo. Poi un giorno mi sono detta: É vero che a me ha fatto del male, ma come deve sentirsi un partner che viene chiamato “una storiella di sesso” e addirittura “un ´amica di un´amica” a sua insaputa? Sono davvero la sola a cui ha fatto del male? E se dice queste cose su di lei, posso prendere davvero quello che ha fatto a me o il modo in cui mi paragonava a certi aspetti positivi di un´ altra persona sul serio?

    A volte, conviene anche portarsi a mente, che tutte le parole riguardo a certe donne sono pura fantasia. Serve a capire che il paragone é insensato di per sé, che queste persone estraggono elementi che piacciono a loro da una persona mentre ne rifiutano altri e poi ricercano la persona perfetta, che sono incapaci di vedere una persona nella sua totalità, che mentono in continuazione, agli altri e soprattutto a sé stessi…

    Che ne pensi, Claudileia?

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    1. Cara PiccolaStella, considera che in effetti non vedono la persona per quel che è e questo vale per tutte. Un costante cambio di versione nella loro narrativa dimostra non solo il quanto sono instabili, ma anche la totale cecità verso l’altro che diventa tutto e il contrario di tutto nel giro di pochi minuti. Dopodiché cercano di triangolarti con persone che non hanno niente di paragonabile con te proprio per generare una bella dose di insicurezza e di senso di inadeguatezza. Se ci fai caso, lui ti colpiva con affermazioni riguardo alle altre che ti portavano a pensare: “Ma se lei è così bella e brava, perché le cose non hanno funzionato tra di loro? Sarò all’altezza di QUELLA bella e brava donna?”. Poi subentrano altre belle e brave donne con le quali competere SEMPRE… e alla fine stai pensando a quel battaglione di belle e brave lasciate alle spalle come la misura di tutte le cose mentre tu sei soltanto UNA contro TUTTE. Cioè, se A, B e C erano tutto ciò che non sono e vengono lodate vuol dire che io, che non sono come loro, sono uno zero. I danni della triangolazione nella nostra psiche sono immensi, ma se riusciamo a comprendere che dietro c’è un intento malvagio e una tecnica molto ben consolidata per garantirsi nutrimento narcisistico COSTANTE e da chiunque, allora vuol dire SALVEZZA certa. Abbracci a te!!

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  8. la triangolazione è la prova della loro grande vigliaccheria. Se ci rifletti capisci quanta poca sostanza c’è.. Ti raccontano di quanto di meglio possono disporre e poi, nonostante tutto quel ben di Dio, rimangono con te; non è un controsenso, la prova del fallimento? Nella prossima vita, al primo accenno, stendo una tovaglia, ci ammucchio su tutta la sua roba, faccio un bel fagotto e spedisco entrambi, mutande da lavare comprese, all’ottava meraviglia del momento. Ti triangolano con tutto, anche con il lavoro. Il tuo non sarà mai faticoso e difficile ed eccezionale come il loro. Poi ti chiedono interventi economici, a riprova di un successo mai raggiunto. Poveracci che non sanno dare un senso alla propria vita, che non vivono di niente che gli appartenga. Peccato aver camminato gobba in quella giovinezza stuprata e in quei promettenti cinquant’anni demoliti. Però io ce l’ho fatta, ho portato a termine i miei impegni, mi posso ancora confrontare con il mondo se sciolgo un po’ i nodi. Lui? Brancola nel buio, nell’incertezza , in ragionamenti sfatti, deliranti. Decisamente sono stata la persona più importante della sua vita, valeva finchè sono stata lì a permettergli di darsi importanza anche grazie a quella triangolazione. Baci da dietro la mascherina. Auguri a noi

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    1. “la triangolazione è la prova della loro grande vigliaccheria. Se ci rifletti capisci quanta poca sostanza c’è…”
      Il mio ex usa la stessa tecnica con i bambini… li triangola costantemente con suo nipote (il loro cuginetto), i bimbi dei vicini, la figlia degli amici…
      Diciamo che la triangolazione è anche la prova della loro grande incapacità di amare. Si sentono costantemente in diritto di rivendicare attenzioni per se stessi e devono ricattare emotivamente l’altro affinché si renda meritevole dell’amore che loro non riescono a provare… “non sono io che non riesco ad amarti, perché ne sono incapace, vedi, altre persone mi trovano meraviglioso perché loro sono fantastiche, sei tu che non sei degno…”
      Una persona sana, ma con traumi pregressi, sentendosi incapace di amare la propria prole andrebbe da uno psicologo per risolvere il nodo interiore… loro no, proiettano e distruggono pur di non affrontare nulla… la madre li ha resi dei mostri che non amerebbe nessuno, come sono sfigato!
      C’è del ridicolo in tutto ciò…
      …se non fosse che fa terribilmente male.

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      1. Carissima Francesca, la triangolazione applicata a dei bambini è la prova provata dell’assoluta spregevolezza di un genitore narcisista. Ci sono narcisisti che triangolano i loro bambini con gli animali domestici, una macchina, una moto, il lavoro e, appunto, altri bimbi. Quando i figli assistono ai complimenti rivolti ad altri bambini si sentono veramente inadeguati e passano ad odiare/invidiare il bambino oggetto dell’ammirazione paterna. Spesso è una rabbia/invidia che dura per tutta la vita senza che riescano a comprendere che anche l’altro bambino veniva USATO dal loro genitore narcisista per provocare dolore e senso di inadeguatezza. Tu hai scritto il retro pensiero all’origine di questa malvagità gratuita e che mai finirà: “non sono io che non riesco ad amarti, perché ne sono incapace, vedi, altre persone mi trovano meraviglioso perché loro sono fantastiche, sei tu che non sei degno…”. Il punto è che il narcisista si rende conto di ciò che sta facendo MA nella sua testa i figli passeranno a competere per la sua attenzione per sempre e a lottare per il suo “amore” per il resto delle loro vite… Ciò che non sanno è che i figli possono essere perfettamente orientati da un genitore sano a non cadere in questo tipo di trappola e a non crescere pieni di rabbia dentro, come vorrebbero loro. Un abbraccio gigante a te e ai tuoi cuccioli!

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      2. L’assoluta spregevolezza di un narcisista: ha raccontato ai bambini in quarantena da settimane che lui avrebbe fatto la grigliata in giardino con i vicini e i loro bimbi e poi che gli stessi sarebbero andati da lui a mangiare la focaccia che aveva preparato per loro… ovviamente non ha mai fatto la focaccia per noi in 7 anni… ovviamente minaccia da settimane che scenderà a prenderli ma non si è mosso… piuttosto ha raccontato di essere andato a spasso, in giro in bici, a trovare amici dei nostri figli… ovviamente la mia settenne mi ha detto “ma, mamma, non è giusto, qui da noi non può venire neppure Roby! (Il migliore amico di mia sorella che per loro è il fratello di zia ed il sesto componente della nostra famiglia)”… come glielo spiego che per il padre le regole sono indicazioni di poco conto e che è semplicemente in vacanza da 50 giorni?!
        Con un NP non si sa mai dove finisce la stupidità ed inizi la cattiveria…

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      3. Che poi la cosa peggiore é che una voce dentro di me dice “vedi come sei cretina, rispetti le regole, siamo sempre soli, chiusi in casa a ballare Topo Tip, a fare il karaoke, a studiare mille modi per finire i compiti, a impastare per fare i biscotti, i pancake, gli esperimenti… sei stanca, ingrassata, spettinata… alla fine arriverà lui allegro, palestrato e spensierato dopo due mesi di vacanza e rivendicherà i suoi diritti di padre…”
        Non riesco ad essere orgogliosa di me… i bimbi sono chiusi in casa da settimane e hanno ancora cose da raccontare e voglia di ridere… ed io non riesco ad essere orgogliosa di avercela fatta nonostante tutto… c’e quella voce che mi sussurra “cretina” che non riesco a far tacere…

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      4. Cara Francesca, il tuo sentire è normale perché tu sei una persona normale. Non sei una persona fortemente disturbata che gode ogni volta che infrange una regola. Siccome sei vissuta con questo soggetto per anni e anni e la giustizia ti impone di restare in contatto con questo individuo deleterio per il “bene” dei bimbi, il lavoro da fare è quello di depotenziare le sue azioni. Ora tu lo immagini tutto contento e in forma a divertirsi mentre tu, perché costretta a casa in isolamento con i tuoi due bimbi, ti saresti convertita in una “matrona” senza altro scopo nella vita oltre a rassegnarti a questo terribile stato delle cose. Prendo il tuo sfogo come il normale esaurimento quotidiano di ogni madre responsabile con poco tempo da dedicare a se stessa. Già. Perché se tu fosse una persona IRRESPONSABILE faresti festa, visiteresti tutti i tuoi parenti, usciresti senza proteggerti e non esiteresti a esporti, come ai tuoi bambini, a questo bruttissimo virus alla ricerca di un’immunità che a quanto pare non esiste. Il tuoi bimbi studieranno questo periodo a scuola o leggeranno qual’erano le raccomandazioni e le leggi che ci hanno costretti a restare a casa e si ricorderanno anche di cosa faceva il loro padre in questo periodo. Secondo te cosa penseranno? Ammireranno il “coraggio” del padre o capiranno che c’è qualcosa che non va nel suo comportamento e di chi segue la sua ondata? Tu non vuoi che scappi un morto dal tuo comportamento, mentre il tuo ex, perché se ne frega della sua vita e di quella degli altri, fa quel che vuole e continuerà a farlo SEMPRE. Cara Francesca, il punto è che i narcisisti amano farci sentire come dei perfetti imbecilli quando rispettiamo le regole. Direi che è la loro specialità. Non cadere in questa trappola, perché l’obiettivo è minare il tuo equilibrio mentre sei in quarantena. Tocca a te, la parte sana, trasmettere ai tuoi bimbi i valori veri, come il rispetto delle regole. Ora possiamo andare a fare una passeggiata con i nostri figli mantenendo le distanze. E’ poco, ma già qualcosa. Un abbraccio grande! Ti sto più che vicina e non pensare che ogni tanto, da madre, non mi senta “esaurita” come te. Siamo umani!!!!

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  9. Potrei scrivere un commento sotto ogni post di questo blog ma alla fine mi son soffermata su questo. Sarà perché penso di aver toccato il fondo e scavato anche un po. Sarà perché sono davvero stanca di dovermi difendere ogni minuto, di ogni giorno. Sono anni che combatto con te con sedia e frusta, cercando di spiluccare il buono come acini dolci da un grappolo (ma che dico grappolo, da una intera vigna malata…) e ci sono giorni che va meglio e giorni che va peggio. E oggi è andata peggio. Caro mio narciso ti conosco bene, e tu conosci me, e siamo anche ad un punto in cui si gioca a carte scoperte e i colpi non si risparmiano. Ora, non so se sono diventata paranoica ma già il solo fatto di pensarlo mi fa venire il sangue alla testa e vedo rosso come i tori perché penso (o so) che il dubbio è la tua voce che mi ripete incessantemente che sono una m… di donna, che sono matta, Paranoica, malata di mente, ingrata, superba, che mi credo sto…, che sto bene sola, che devo morire (ma in genere questo se te lo augurano porta bene), che sono ossessiva, che non valgo nulla, e potrei proseguire per ore. Ma lo sono? Si. Con te si. E potrei essere anche peggio. Perché sono anni che salgo e scendo dal piedistallo a seconda del tuo opportunismo che ormai le ginocchia mi fanno male. Ieri ero fantastica, oggi l’anticristo. E scusate, vorrei dire che ti sbagli, ma io oggi lo sono stata un demonio, anzi ti avrei volentieri spennato e legato al pennone più alto della mia nave alle deriva anche davanti a cinquanta persone . Perché tu ovviamente ami il pubblico e te lo porti dietro sempre (e se c’è una donna con cui triangolare lì per lì meglio). Ho provato a sopportare, a fare finta di nulla, a fare training autogeno, a ripetermi come un mantra che siamo tutte pedine, ma no caro. A me non importa se siamo in due, in dieci o in quaranta. A me non importa che c’è tutta la tua famiglia, a me non importa se da piccolo sei stato traumatizzato. Tu a casa mia non mi tratti come una pezza da piedi. Perché mi si chiude la vena, e lo dico, lo dimostro e lo faccio vedere a tutti. Perché anche se so che poi la tua famiglia darà ragione a te e io sarò la matta ingrata, io la pezza da piedi proprio non riesco a farla. Meglio passare per matta. Meglio passare per maleducata, meglio (e che Dio mi ascolti pure se oggi mi hai fatto arrivare fino a un bestemmione peggio degli scaricatori di porto) se, come dici, la tua famiglia non mi sopporta. Ma tienila lontana. Che a malapena sopporto te figuriamoci l’intera corte dei miracoli. E si lo so che ci sono cascata con tutte le scarpe oggi, che mentre ti sgorga miele ad ogni parola che dicevi a quell’altra a me erano solo ordini e bacchettate e toni come se fossi una povera ritardata. Lo so che preparavi il piattino e gongolavi in attesa che splodessi. E sono esplosa, e sai, neanche ho dato il meglio di me, perché non avrei voluto limitarmi a due parolacce, avrei voluto proprio cancellarti quel ghigno e risatina a suon di padellate in faccia. Peccato. Adesso io sto qua a chiedermi se sono la persona orribile che racconti mentre tu stai lì a fare l’eroe a raccontare al tuo pubblico la persona orribile che sono. E tutti giù ad applaudire, figuriamoci poi lei… Che ti leccherà le ferite e ti guarderà con occhi da cerbiatto chiedendosi come si fa a trattare male un così bravo uomo (anche io lo pensavo anni fa) . Beh, si lo confermo. Sono una persona orribile, pessima, guarda, pure forse narcisista anche io. Ma il risultato non cambia. Se non sei più capace di FINGERE un minimo di gentilezza anche nei miei confronti soprattutto in pubblico meglio che stai alla larga. Perché se devo scegliere tra passare STRONZA bastarda e passare per straccio da piedi…. Mille volte scelgo la prima. E no, anche se è commovente l’Impegno che ci metti per indurmi a credere che sono orribile io proprio non lo penso di me anzi, pure troppo buona. È inutile che minacci “questa volta lo racconto a tutti quello che hai fatto” che facendo due conti non c’è neanche una persona di quelle alle quali puoi raccontare la tua versione distorta che mi mancherà. Mi dispiace solo di scivolare sempre nella rete, in questo te ne do atto, sei bravo. Che inizi che quasi penso che sia una giornata si e nel giro di un secondo mi ritrovo sul bordo di un baratro con le pareti insaponate… Una volta caduta nella trappola non riesco più a uscire che anche il silenzio è visto come provocazione. È andata così. Ti consolera il fatto che stavolta agli altri dirai meno balle, che orribile lo sono stata. Ma ti assicuro che in tanti anni solo te ti sei lamentato del mio carattere quindi o gli altri sono più ipocriti di te (impossibile) o io lontana da te e dal tuo contesto malato sono normale. Quindi, per una volta ti do ragione, meriti mooolto meglio di me. Io sono matta, ma sai la novità? Mi piace esserlo e non ho il minimo rimorso. E a non avere rimorsi caro… Me lo hai insegnato tu.

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    1. Cara Laura, la tua storia e’ molto simile alla mia…..solo a pensarci mi vengono i brividi. Tra un mese festeggerò un anno di no contact. Questo mi ha salvata, gli articoli di Claudileia, le testimonianze di tante persone, i consigli di tutti, tutto questo mi sta ” curando” e mi sta rendendo sempre più forte. Ci vuole molto coraggio per affrontare la cattiveria e i disturbi mentali di questi individui. Ci vuole tanta forza per attraversare l’inferno . I repentini cambi d’umore, i silenzi inquietanti, le liti nate dal nulla, le menzogne, il gaslighting, le triangolazioni….Ma noi non scappavamo perché dopo c’era l’abbraccio, i baci, i ti amo, i non lo faccio piu’…Ed eccoci qui a cercare di capire cosa ci e’ successo, cosa ci ha fatto, cosa ci ha fatto diventare questo mostro. Laura, qui sembra che siamo state tutte con la stessa persona perché le nostre storie si somigliano tutte.Non ho capito se stai ancora insieme a lui, se e’ cosi, prepara una via di fuga, prenditi il tempo che ti serve, allontanati piano piano da quest’ uomo pericoloso, senza rimpianti e senza rimorsi. Purtroppo, non ci sono speranze per un eventuale cambiamento. Un forte abbraccio, a te, alla nostra Claudileia e a tutte le persone meravigliose del blog😘😘

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  10. Cara Laura, cara Lucia.
    Eh sì, anche la mia storia assomiglia tanto alla vostra. Fatta salva la triangolazione con altre donne, quella mi è stata risparmiata.
    Ma il miele dopo il fiele, tanto file, anni di fiele e poi dopo le cattiverie gli abbracci, le richieste di riconciliazione, “dimentica e ricominciamo da capo”.
    Solo che un bel giorno mi sono proprio rotta di “ricominciare da capo”.
    Perchè io non avrei proprio avuto bisogno di riconciliare nulla, se non fosse stato sempre lui a distruggere momenti di armonia, di serenità, di normalità con le sue assurde sfuriate per inezie, per manie, per le sue ossessioni.
    Io e mio figlio ne stiamo venendo fuori, manca poco alla sua uscita di casa. Odio i tempi della giustizia italiana e odio ancor di più i mesi di rallentamento dovuti a questo virus, che faranno sì che dal giudice non andremo prima di fine gennaio del prossimo anno. Ieri l’ho saputo e mi si è aperta una voragine davanti, avrei urlato. E non importa che il mio avvocato mi dica che i nostri accordi firmati varranno dalla data stabilita, psicologicamente questi 7 mesi prima di una firma che sancisce davanti a un giudice che la mia vita torna mia, mi pesano come una montagna intera.
    E lui ora che si comporta come un angelo, da mesi a questa parte, come se tutto ciò che di cattivo, irresponsabile, abusivo che ha fatto per anni fosse cancellato, ora che ha paura perchè tutto ciò di bello che aveva nella sua vita lo perderà.
    Ci sono brevissimi momenti in cui mi dispiace di distruggere 28 anni insieme.
    Ma ho scritto tanto in questi mesi, e mi basta rileggere quel che ho scritto per ritrovare lucidità e sapere che questa è la scelta giusta per me e mio figlio.
    Ho scelto la via più lunga per uscirne, potevo sbatterlo fuori casa e ne avrei avuto tutto il diritto. Invece ho cercato di assecondare la mia natura riflessiva e compassionevole e di chiudere tutta questa storia in modo dignitoso.
    Mi sta costando mesi e mesi di convivenza ancora, essendo inciampata nel periodo peggiore della storia dell’umanità degli ultimi decenni.
    Ma ne uscirò, continuo a ripetermelo come un mantra.

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    1. Ciao Exprimavera, sono contenta che vedi una luce in fondo al buio, per quanto ancora dei mesi ti separano da essa, ma già il vederla è un punto fisso.
      Capisco quando dici che avresti potuto chiudere molto prima, ma secondo me non sempre le vie più lunghe sono le peggiori: se un certo percorso asseconda la nostra natura, se ci aiuta a uscirne in equilibrio, e rafforzati, è certo la via da seguire: perché ognuno ha la sua.
      Anche io, per ragioni che non sto ora a spiegare (le ho già tante volte dette sul blog), ho scelto la via del distacco progressivo, all’interno di un viaggio dentro me stessa (aiutata da una psicoterapia, senza la quale non avrei avuto gli stessi strumenti), stando attenta alle mie evoluzioni e trasformazioni anche in relazione all’eterno rimanifestrasi di np (ma non solo), anziché una improvvisa e bellicosa cesura con lui, che per come sono fatta mi avrebbe fatto percepire me stessa come una persona sconfitta, una vittima arrendevole allo strapotere altrui: ho preferito maturare lentamente, ma progressivamente, un distacco emotivo di fondo, che è arrivato. E’ stato più rispondente alla mia natura, riflessiva e compassionevole, come la tua: np è un ricordo, non è più la rievocazione di un dolore ma solo il ricordo di averlo provato, un ricordo che non si può cancellare ma che sta lì non per riaprire le ferite ma per dare la misura della loro cicatrizzazione. E quello che ora vedo, in lui, è solo una persona altamente disturbata, inabile a vivere, condannata all’infelicità e all’incompiutezza per suo stesso arbitrio.

      Ti abbraccio e tieni duro, perché, avvicinandosi il momento del tribunale, np non mancherà di mostrare ancora la sua faccia più devastante, ma questo in 28 anni lo hai certo imparato da te…

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