Le conseguenze di cedere ogni potere agli altri: i 9 tratti che potrebbero attrarre individui narcisisti nella nostra vita

Autrice: Melanie Tonia Evans, autrice anche di Breaking the Chains of Painful Love (2009); ideatrice di un programma terapeutico di ricupero per vittime di rapporti con soggetti narcisisti basato su diversi principi olistici e della medicina alternativa combinati

Libro: You can thrive after narcissistic abuse, Ed. Watkins (2018), p. 38-42

Trad. C. Lemes Dias

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Vorrei condividere con voi le nove principali suscettibilità che credo ci portino inconsciamente ad abusi narcisisti. Una volta comprese queste suscettibilità emotive, possiamo lavorare per ripararle, e finalmente cambiare i nostri modelli di relazione al di là di ciò che prima credevamo fosse possibile. La mia profonda ricerca interiore, così come il mio lavoro con migliaia di persone per oltre un decennio, mi ha portato a credere che ci siano alcuni tratti comuni condivisi praticamente da tutti coloro che hanno subito abusi narcisistici.

1. Avete già subito maltrattamenti, temete i maltrattamenti e avete una forte avversione per i maltrattanti

Quando ancora portiamo il dolore dei maltrattamenti/abusi del passato, cerchiamo inconsciamente persone che rappresentano ciò che ci è familiare. I maltrattamenti che abbiamo subito in precedenza diventano la versione dell’attaccamento che crea i sentimenti emotivamente più carichi per noi, e quindi stabilisce uno schema – una traiettoria di “amore” – che diventa parte della nostra programmazione interiore.

2. Per voi è difficile parlare, difendersi o creare limiti più sani.

Se soffrite di un’incapacità di farvi valere a causa dei vostri timori di critiche, rifiuti, abbandoni o punizioni (CRAP), questo significa che sapete come rinunciare al vostro potere. Piuttosto che affrontare, indagare e onorare se stessi quando ce n’è bisogno, preferite assecondare gli altri anche quando il risultato è negativo per voi. Questo classico auto-abbandono permette ai narcisisti di distruggere i vostri limiti e significa che lotterete per cacciarli fuori sia dalla vostra vita che dalla vostra psiche una volta che inizieranno a maltrattarvi.

3. Il vostro livello di integrità è alto, ma rimanete costernati se qualcuno lo mette in dubbio

Quando crediamo che il nostro valore sia dettato da ciò che gli altri pensano di noi, anziché da ciò che noi pensiamo su noi stessi, ci troviamo molto spesso a vivere momenti complicati. La vita ci sembrerà precaria, soprattutto se siamo legati a un narcisista che ci accusa di cose che non riusciamo nemmeno a capire, mentre cerchiamo freneticamente di costringerlo a pensare diversamente per farci sentire di nuovo a posto. Questa mancanza di autostima significa che siamo vulnerabili ad essere maltrattati più e più volte.

4. Siete persone che lavorate sodo per mantenere un senso di sicurezza. Nel mentre, tuttavia, cercate anche di sistemare i danni fatti da altre persone che potrebbero minacciare la sicurezza per la quale avete tanto lottato

Quando assumiamo la responsabilità (anche finanziaria) al posto degli altri, finiamo per innaffiare il loro giardino mentre il nostro sta morendo. Veniamo prosciugati dalle nostre energie, dalla nostra sanità mentale e dalle nostre risorse. I narcisisti molto spesso si attaccano a persone che hanno delle risorse economiche con le quali possono incastrare la loro vita, e che si assumono la responsabilità di ripulire il loro passato. I narcisisti prosciugano le vostre risorse mentre voi siete impegnati a sistemare i loro casini.

5. Sentite, nel profondo, che potete essere amati solo per i vostri sforzi e le vostre realizzazioni

Se continuate a cercare di dimostrare il vostro valore assumendovi il fardello degli altri, essendo generosi fino all’eccesso, dando fino a stare male e facendo tutte le cose che facciamo quando non crediamo di essere amabili o degni – semplicemente perché noi siamo noi – è chiaro che i narcisisti resteranno folgorati da voi! Siete le perfette fonti di nutrimento narcisistico perché con voi il narcisista potrà vivere il suo scenario preferito: vivrete 24 ore su 24 per lui… alle vostre spese.

6. Sentite inconsciamente che gli altri vi ameranno e si prenderanno cura di voi soltanto se vi occuperete prima dei loro bisogni

Se siete cresciuti in una famiglia in cui avete cercato di placare o mantenere gli altri sani di mente in modo che avessero abbastanza risorse per amarvi e prendersi cura di voi, è probabile che siete attratti da persone insicure. Piuttosto che identificare i vostri bisogni, chiedere ciò che volete e stabilire dei limiti che definiscono il modo in cui gli altri vi trattano, avrete un’alta tolleranza per i comportamenti inaccettabili e una propensione a soddisfarli per rimanere al sicuro. I narcisisti hanno un fiuto enorme per questa tendenza.

7. Siete molto severi con voi stessi, e non siete mai contenti di ciò che avete raggiunto. Vi sentite continuamente in ansia per ciò che non avete ancora realizzato

È una premessa del tutto falsa che la gente ci tratterà come noi trattiamo loro. La verità è che le persone ci trattano in modi che riflettono come ci trattiamo e ci sentiamo veramente con noi stessi. Se sei il tuo terribile critico interiore, allora graviterai verso relazioni con persone che non ti considerano mai “abbastanza bravo”. Inoltre, la maggior parte di noi non rimane in una relazione in cui il livello di amore è al di sotto del livello che ha per se stessi. (I narcisisti generano e rimangono in relazioni dolorose e drammatiche, perché il caos è lo stato naturale del loro essere interiore). Uno dei motivi per cui restiamo con un narcisista è che il narcisista rispecchia il modo in cui ci sentiamo veramente e parliamo con noi stessi. Abbiamo visto come, con i narcisisti, siamo dannati se lo facciamo e dannati se non lo facciamo, eppure quanti di noi si trattano con un amore CONDIZIONATO e POCO SANO?

8. Si ha la tendenza a voler affrontare e risolvere i problemi degli altri piuttosto che esaminare e risolvere le proprie emozioni scomode

Se non abbiamo mai imparato a diventare i nostri migliori compagni, a calmarci e a guarire i nostri inneschi emotivi, tenderemo a guardare al mondo esterno per trovare sollievo dai nostri sentimenti insopportabili. Tuttavia, se cerchiamo di controllare gli altri nel tentativo di alleviare le nostre emozioni fuori controllo, diventeremo a nostra volta più vulnerabili ad essere controllati. Focalizzando la nostra attenzione al di fuori di noi stessi, di fatto prosciughiamo il nostro potere, lo consegniamo agli altri e permettiamo a qualcuno come un narcisista di ricevere da noi una scorta di nutrimento di livello A e di usare tutta questa energia contro di noi.

9. Sapete di essere persone empatiche, quindi mettete i bisogni degli altri prima dei vostri nella convinzione che questo sia virtuoso

Se siamo empatici (cioè sentiamo intensamente l’energia degli altri e cerchiamo di aiutare gli altri come un modo per sentirci meglio con noi stessi), possiamo essere orgogliosi di come mostriamo la nostra preoccupazione per i bisogni e gli altrui desideri e ci prendiamo cura di loro.  Tuttavia, se non siamo in grado di definire i nostri bisogni e i nostri desideri, né di chiederne la soddisfazione in modo sano, non riceveremo indietro le cure e l’amore che desideriamo. Questo può farci diventare risentiti e ritenere altre persone responsabili della nostra infelicità. Passiamo quindi a dare lezioni agli altri su come pensiamo che dovrebbero comportarsi, invece di accettare che il loro comportamento è malsano. Questo atteggiamento può inavvertitamente tenerci legati ai narcisisti: cerchiamo di trasformarli in persone “buone”, offrendo loro un’abbondante nutrimento narcisistico.

Può essere una grande rivelazione capire quanti di noi posseggono molti, se non tutti questi nove tratti. Tutte queste suscettibilità erano la vecchia me stessa, la descrivono perfettamente e la verità è che se non mi fossi liberata da esse non sarei viva oggi. In poche parole, cercavo di definire me stessa dall’esterno – il modo in cui gli altri mi percepivano – invece di amarmi abbastanza da autodefinirmi.

Spero sinceramente che questa lista di nove suscettibilità vi abbia aiutato ad identificare dove sono anche le vostre suscettibilità emotive. Sappiate che queste fratture non ci rendono “cattive persone”; significano solo che possiamo diventare molto distaccati/sconnessi da noi stessi in modi che finiamo per farci del male, il che ovviamente permette anche agli altri di farci del male.

Così come il narcisismo è un’epidemia, anche le vittime esistono in proporzioni epidemiche. Questo perché molti di noi sono stati portati a credere che le nove suscettibilità gelosamente custodite siano solo virtù. Purtroppo, a molti di noi è stato insegnato a concentrarsi al di fuori di sé affinché il proprio potere venisse trasmesso e sfruttato dagli altri. Non ci è stato insegnato a guardarci dentro per imparare a diventare individui sani e integri con il potere di generare relazioni sane e integre.

19 pensieri su “Le conseguenze di cedere ogni potere agli altri: i 9 tratti che potrebbero attrarre individui narcisisti nella nostra vita

  1. Posseggo praticamente tutti questi tratti. La cosa positiva è che mi trovo a buon punto del cammino di cambiamento. La scoperta di questo blog mi ha enormemente aiutata a rimettere a posto i tasselli del puzzle di 55 anni della mia storia emotiva.
    Sono pronta a ripartire. Ho maturato una visione sufficientemente distaccata dell’uomo che non voglio più come compagno. Ho ricostruito interiormente la mia dignità e sto cominciando a usare i limiti. Sono più forte.
    Pur con tutti gli intoppi possibili, non ultima una pandemia che ritardera’ di due tre mesi minimo la mia separazione, posso guardare avanti e vedermi in un’altra vita. Questo mi dà forza.
    E vedo coi miei occhi che più cresce la consapevolezza della mia dignità e la mia forza più piccolo e meschino diventa lui.
    Ormai fa parte del mio passato nonostante sua ancora dolorosamente parte del mio presente e nonostante sarà parte del mio futuro per via del figlio insieme. Ma non ha più presa su di me.
    C’è voluto tanto, tantissimo tempo. La mia famiglia di origine malata e il dolore, la fatica, i sensi di colpa, l’energia vitale sprecata, enorme spreco.
    E poi incredibilmente , perché questa storia mi era sembrata per tanti anni bella, intensa, positiva, ritrovarmi dopo il figlio con una persona totalmente cambiata, ritrovarmi sfruttata, manipolata, vampirizzata, svuotata in ogni senso dalla energia vitale alle risorse economiche.
    Scoprire un bel giorno di essere stata risucchiata in un buco nero.
    E oltretutto dubitare di aver fatto qualcosa di buono. Dubitare di avere fatto qualsiasi cosa per la famiglia.. sentirsi rinfacciare di essere quella che non ha fatto abbastanza.
    Ma qualcosa di sano per fortuna l’ho ritrovato in profondità dentro di me e da lì sono ripartita.
    E per questo ringrazio il tanto lavoro fatto su di me in questi anni con lo yoga e la meditazione. Avere preservato questo spazio per me, uno spazio personale con relazioni con persone sane e vitali uno spazio di crescita mio e di altre persone (sono insegnante), di certo è quello che mi ha dato la forza che sto tirando fuori adesso.

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    1. Carissima Franci, la nascita di un figlio per un narcisista significa la messa al mondo di un concorrente. Perché fanno i figli? Perché così fanno un po’ tutti, perché amano mettersi in competizione con il mondo, perché credono di poter generare piccoli geni perfetti che rispecchieranno il loro ideale dell’Io. Quando la tua attenzione viene deviata al figlio appena nato diventi una nemica giurata, una traditrice. I narcisisti non considerano la realtà, ma solo le loro fantasie: un bambino quindi non va curato appena nato con tutta l’attenzione che merita, ma idealizzato già grande e perfetto, così da soddisfare i loro bisogni. Il bambino che cerca di ottenere un pizzico della loro attenzione viene automaticamente considerato noioso, invadente, maleducato e spedito alla madre per ricevere un po’ di quell’affetto che sono totalmente incapaci di dare. Cosa accade in più? A questo punto subentra paradossalmente l’invidia patologica del legame madre-figlio: “Si vogliono bene, mentre io vengo escluso!” e conseguentemente la rabbia narcisistica: “Lei e lui stanno bene insieme, sanno amare, mentre io…”. Il bambino capisce il clima e si sente in colpa per il padre narciso. A quel punto rischia di diventare compiacente per non vederlo “triste” e questo ci dà la falsa impressione che un legame bello e sano possa essere creato da padre narcisista-figlio compiacente. In realtà il bambino sta solo cercando di tenere a bada il carattere del narciso pur di evitare che qualcosa esploda dentro casa.

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      1. Caspita Claudileia, hai una capacità di analisi incredibilmente acuta. Indubbiamente la nascita del figlio ha rotto un equilibrio in lui. Si è sentito messo in secondo piano. E al momento in cui ho annunciato la decisione di separarmi è arrivato a dirmi che LUI non aveva mai desiderato mettere al mondo un figlio, ma lo ha fatto per consentire a me che lo desideravo, di fare l’esperienza di diventare madre. E stata solo la peggiore delle cose mostruose che è capace di dirmi. Mi ha rinfacciato talmente tante cose che gli ho scritto che in sostanza sono stata sempre io a decidere il che vuol dire che ero sola a decidere della mia vita già da un pezzo.
        Gli ho scritto un breve elenco di 14 motivi per cui voglio separarmi da lui e gliel’ho consegnato dicendogli di non chiedermi mai più perché ho preso questa decisione.
        Non so se faccio bene a preservare una facciata “decente” della figura paterna a mio figlio. Non lo so. Me ne occuperò quando lui sarà fuori di qui e non ammorbera’ più l’aria.
        Sarà fantastico dovermi occupare di un figlio solo. E liberarmi da una persona che da troppo tempo sta solo creando pesi e complicazioni, che non ha apportato nulla di sano e vitale che sa solo avvelenare con critiche e sarcasmo, che non ha amici, che non ammira nessuno, che è un buco nero.
        Sono sopravvissuta anni con una sorta di sdoppiamento tra la mia vita con lui e la mia vita di relazioni con gli altri. Sono arrivata al punto che dovevo simulare per non mostrare il mio vero affetto e interesse per persone a me care, perché sistematicamente diventavano bersaglio delle sue critiche e oggetto della sua opera di distruzione. Letteralmente fingevo di non amare persone a lui sgradite. E parallelamente cercavo però spazi privati per continuare a coltivare questi rapporti con persone che per me significano tantissimo. Sono stata accusata di farmi manipolare…da quando ho però deciso che se ne dovrà andare via dalla mia vita, ho ripreso le redini. Ad esempio, appena ha capito che pochi mesi fa ho iniziato ad andare da una psicologa, ha provato ad attaccare con la solfa della manipolazione. Lo ho bloccato subito con tutta la mia fermezza. Non si deve mai più permettere ingerenze nella mia vita.
        Due sere fa ha avuto una delle sue orrende uscite con il figlio. Ha infatti sviluppato una serie infinita di ossessioni e manie, una di queste l’igiene. Il figlio ha fatto sfiorare il lembo della coperta per terra. Lui subito cattivo, gli ha detto “testa di c. Stai attento! E ha fatto mezzo gesto di dargli uno schiaffo. Lo ho fulminato e gli ho intimato di non permettersi mai più. Per lui è cosa del tutto normale una reazione abnorme come questa per un gesto del tutto insignificante per chiunque altro.
        Di più ora in quarantena non posso fare. Non posso prendermi rischi e fomentare situazioni pericolose. Na non appena riaprono le gabbie…

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      2. Quando i bambini erano piccoli la grande M ci accusava di tramare contro di lui di far gruppo contro di lui! e io brutta cretina cercavo di favorire in tutti i modi il rapporto tra lui e i suoi figli cercando allo stesso tempo di non farglieli pesare ma anche di difenderli da questa strana malattia che non conoscevo per nome – ho fatto tantissima fatica! Sono vissuta per anni con le zanne della M conficcate nei polpacci e ci ho messo di più dei quattro anni che mi aveva detto ci sarebbero voluti per liberarmi di lui lo psichiatra criminologo! È stato faticosissimo e la mia bellissima figlia non solo mi ha dimostrato sempre lo stesso amore che aveva e ha per me ma si è resa conto delle cose, abbiamo parlato tanto, telefona a suo padre qualche volta solo per non alimentare la teoria del complotto – cerca di mantenere i rapporti con suo fratello in tutti i modi anche subendo umiliazioni alle quali però reagisco io a costo di far scoppiare bombe. Così il vecchio idiota np è riuscito a ridurre la nostra famiglia in bande armate e spero che mio figlio sia solo strumento nelle mani del padre con il quale ultimamente pare sia in armonia- armonia che in passato ho veramente sperato ci fosse – anche non intromettendomi o sorridendo quando li vedevo assieme – purtroppo abitiamo in tre appartamenti con la stessa entrata e con le finestre che danno sullo stesso giardino e allora vederli che tagliano l’erba assieme tutti contenti dopo aver decretato che la rovinafamiglie sono io mi fa salire rabbia. Dopo l’ennesima grave aggressione da parte di mio figlio ho interrotto i contatti anche con lui – cerco di non pensarci ma ogni tanto mi arriva una fitta al cuore! Carissima claudileia grazie per l’articolo e per questa tua risposta che mi alleggerisce il cuore solo per sapere che c’è chi ti capisce –

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      3. Carissima Melisenda, pensa che giusto tagliare l’erba possono fare insieme, visto lo scempio che fanno dei rapporti umani. E’ più facile per un narcisista stare con chi gli dà sempre ragione e ottiene qualche dono di potere in cambio che con i “comuni mortali” dotati di intelligenza emotiva per capire quando vengono manipolati. Diciamo che il tuo ex marito ha tutto l’interesse del mondo a ridere e scherzare con il figlio ben sapendo che t’affacci sullo stesso cortile e che provi rabbia per la loro complicità narcisistica. Si tratta di una complicità teatrale e molto superficiale, fatta apposta per farti vedere il quanto tutto “va molto bene, grazie!” senza le donne della famiglia. Donne maltrattate, derise, umiliate, offese, svalutate e dichiarate matte/rovina famiglie… Bene, supponiamo che le donne della famiglia decidessero di andare a piantare fiorellini sul cortile e che si mettessero a ridere e a scherzare, cosa succederebbe? Sarebbero oggetto di un carico ancora più viscerale di odio narcisistico, perché a loro non viene concessa la gioia, la spensieratezza, la complicità e l’affetto filiale. Cara Melisenda, come dico sempre: è tutto un gioco mentale. Non farti prendere dalla rabbia per un’illusione che ben conosci. Faranno sempre il loro teatrino provocatorio e ci sarà chi paga il biglietto per vedere il loro show e per dire “oh, ma quanto è bello questo rapporto padre-figlio!”. Ci sarà sempre chi si affaccerà su quel cortile per dire “ma come siete bravi a fare tutto questo per noi!” ma tu sai qual’è la verità e di questo devi essere sempre più fiera. Oramai stai vivendo una vita nella quale l’ipocrisia non è più tollerabile. Mi dispiace molto per tua figlia costretta a dover mantenere le apparenze ma sono certa che prima o poi arriverà anche lei al tuo livello di consapevolezza e capirà che non ne vale la pena. Un abbraccio enorme a te, cara! Buona domenica!!!

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  2. Carissima Claudileia, grazie mille per questo articolo così interessante ed, ahimè , tanto vero. Io sono empatica e questa è’ stata la mia rovina. Ma leggendo questo articolo, si capisce che, da adesso in poi, l’empatia deve diventare il mio punto di forza, non più il mio punto debole, come lo è stato. Voglio dire che mi permetterà di individuare subito i soggetti tossici, pericolosi, i ” succhiatori di anime” perché l’empatico non è’ soltanto generoso, altruista, premuroso, ma può avere anche la capacità di leggere dentro l’altro, di percepirne oltre i bisogni, anche i pensieri. Sono stata la vittima di uno psicopatico narcisista patologico maligno perché ho assecondato i suoi disturbi mentali, la sua paranoia, i suoi bisogni, i suoi desideri, perché pensavo che così facendo, lui mi avrebbe amata di più , perché volevo renderlo felice, perché i suoi desideri e le sue esigenze erano più importanti delle mie. Oggi mi dico DEFICIENTE da sola….oggi mi voglio bene e ho imparato a rispettarmi, oggi posso riconoscere le persone ” disturbate” quasi subito e, per questo, ringrazio la mia ” empatia”…. Un ABBRACCIONE Claudileia, e grazie, grazie, dal profondo del cuore per avermi aperto gli occhi😍😘

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    1. Carissima Lucia, non darti mai e poi mai della “deficiente”! Siamo stati programmati per dare fino al prosciugamento totale delle nostre energie. Per sentirci bene con noi stessi ci è stato insegnato che era impossibile farlo diversamente. Credevamo di essere felici “per delega” quando in realtà una persona che rinuncia a stessa si auto spedisce verso l’insoddisfazione e l’infelicità cronica. Rendersi conto di questa programmazione e del processo e la pazienza che ci vuole – stavolta con noi stessi – per uscirne del tutto dal condizionamento non è da poco e nemmeno per chiunque. Un grazie nel profondo anche a te per l’affetto delle tue parole!!!

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  3. Buongiorno, chiedo scusa se ogni tanto mi riaffaccio e la mia non è una presenza costante. Ma ti leggo sempre Claudileia e seguo la tua pagina anche su Instagram.
    Volevo solo dire alcune cose: dopo averlo cercato dopo 1 mese e mezzo ed avendomi fatto lui una telefonata fiume di circa 2 h (come mi avevi suggerito tu Claudileia sicuramente fatta per sconfiggere la noia). Sono iniziati da parte sua una serie di messaggini insipidi e addirittura mi ha inviato una sua foto (cosa che ha fatto di rado e mai su mia insistenza). Il giorno di Pasqua sono arrivati i suoi auguri alle 8.30 di mattina (l’anno scorso era ‘AUG’, qualcuno qui lo ricorderà) quest’anno gli auguri sono stati: buona pasqua ex pulcina (con una faccina con linguaggia). Da lì io ho cercato di sdrammatizzare il messaggio (che a mio avviso aveva qualcosa di offensivo – forse riferito all’età mia??) ed ho pensato che non dovevo vederci del marcio forse volevo veramente essere una battuta innocente. Lui ha cominciato a dirmi che era allettato perché nel fare giardinaggio questi giorni di clausura era caduto dall’albero, che oggi nel giorno di Pasqua non mi sarei dovuta preoccupare per lui che era a letto e che il martedì sarebbe andato in una clinica privata per fare radiografie.
    Abbiamo chiuso la messaggistica che secondo me avveniva in concomitanza con altra/e (penso) visto che era online. La giornata di Pasqua e la Pasquetta ho avuto delle sensazioni strane riguardo a quello scambio di messaggi. Dirmi che era a letto che si muoveva con difficoltà era un modo per farmi stare in pensiero per non godermi (si fa per dire visto lo stato in cui stiamo) le giornate, per sovraccaricarmi ancora di altro.
    Il martedì successivo (giorno in cui doveva farsi le radiografie) l’ho vissuto con sentimenti contrastanti da un lato il senso di colpa di non farmi viva per sapere come stesse dall’altro la percezione che tutto fosse una menzogna.
    Il mercoledì ho ceduto al senso di colpa gli ho scritto per sapere delle sue condizioni ma anche secondo me per trovare qualche indizio e capire che se dietro tutto ciò ci fosse bugia.
    Mi ha risposto dicendomi che era andato il giorno prima in un ospedale in un paese vicino (e la clinica privata???) niente di rotto solo antinfiammatori e riposo.
    Gli ho risposto: riguardati.
    Non sapevo che altro dire!

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    1. Carissima Aria, è inegabile che questo soggetto trova sempre un modo per restare nel tuo cervello con tutte le armi che ha usato fino adesso, beandosi come sempre della tua buona volontà nello stare ad ascoltarlo. Lui sa che tu sei sola non solo perché sei in isolamento come tutti noi, ma perché lo dimostri tutto il tempo. Lo fai perché forse, inconsciamente, speri che lui capisca la profondità dei tuoi sentimenti. Lo IMMAGINI solo nella sua bella tenuta divertendosi a tagliare l’erba e ad arrampiccarsi sugli alberi, attribuendogli una capacità di stare da solo INESISTENTE. Questo suo lato casalingo ti affascina ancor di più perché in qualche modo è come se lui fosse protetto dalle altre tra le sue mura. Invece, la tecnologia permette ad un narciso di manipolare pesantemente e ancor peggio anche a distanza grazie a un computer o un telefonino. Bene, il suo livello di noia è stratosferico e quindi lui sente l’impeto di raccontare storie per farsi apprezzare o farsi compatire dalle sue seguaci. Lui non è andato da nessuna parte, cara. Se una persona comune ha paura di recarsi in ospedale e rischiare di prendersi il coronavirus, figuriamoci un narciso come lui, una persona che tiene alla sua pellaccia “perfetta” più di ogni cosa al mondo! Ancora una volta: lui gioca con la tua psiche; tu sai che lui sta giocando ma non ce la fai a sottrarti al suo gioco, mossa dalla speranza che lui PRIMA O POI abbia voglia di ricevere tutto l’amore che hai dentro. Il pericolo è quello di rendere questo gioco mentale – che va avanti da anni – la tua unica ragione di vita, sprecando buona parte della bellezza che hai dentro in nome di questa vana speranza. Per questo non posso che consigliarti di usare questo periodo per tagliare definitivamente ogni contatto con una persona così deleteria per te. E’ evidente che sta scrivendo a destra e a manca per ottenere il suo nutrimento QUOTIDIANO. Hai la scelta di non nutrirlo oppure di aizzare il suo narcisismo alle stelle offrendo in sacrificio il tuo benessere psicofisico. Ne vale la pena? Ottenuto ciò che vuole, cioè, farti pensare a lui tutto il tempo, nuovamente sparirà lasciando una scia di ansia senza fine. Abbracci a te e preservati!!!

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  4. Buongiorno e complimenti per questo blog incredibilmente bello e utile. Ho una domanda: sono figlia di due narcisisti (padre overt, madre covert, entrambi con problemi di alcol), che si sono separati quando avevo 9 anni (era la guerra tra titani in casa!). Ho avuto la grossa fortuna, a 15 anni, di essere mandata in psicoterapia (mia madre diceva che ero matta. in realtà soffrivo anche di una forte malattia autoimmune, una forma grave di tiroidite, che, fosse stata curata in tempo, non mi avrebbe resa sterile), una terapeuta specializzata in adolescenti difficili, la quale, in realtà, mi salvò la vita. alla fine del percorso mi disse che quella parte del percorso era finita e probabilmente avrei dovuto, più adulta, fare altra strada con un altro terapeuta. cosa avvenuta quando mi sono separata dal mio primo marito (ovviamente un covert, con problemi di anoressia). ora sono felicemente con un uomo meraviglioso, ho cambiato paese trovato un mio equilibrio. ho sempre avuto problemi seri di lavoro, di autostima sul lavoro, e mi sembrava totalmente normale. ma solo di recente mi sono accorta di avere un ultimo blocco da affrontare. e lì ho cominciato a dare un nome alle cose e trovato le risposte che cercavo. ora chiedo a voi che siete esperte nel campo: perchè la psicoterapia, che pure mi ha letteralmente salvato la vita, non da un nome alle cose? se a 17 anni mi avessero detto “tua madre non è semplicemente aggressiva, è malata di mente, e la malattia ha un nome, questo” io avrei evitato di cercare di salvarla da se stessa e dai suoi mille uomini fino ai 26 anni, quando ho finalmente trovato il coraggio di andarmene? se mi avessero detto “tuo marito è identico a tua madre, scappa!” io non sarei stata 9 anni a farmi ri massacrare da una creatura vuota e infelice come il mio ex. grazie.

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    1. Ciao Fiona,
      c’è da dire che gli psicoterapeuti non sono onnipotenti e non possono accorgersi di tutto. Generalmente lavorano su problemi specifici, quelli che vengono posti dal paziente (tu, ad esempio, per quale problematica specifica ci sei andata?), ci sono dei contorni precisi negli obiettivi psicoterapeutici, non c’è – e non può esserci – l’ambizione di risolvere completamente la persona (che ha mille sfaccettature e mille problematiche). Non è neanche detto che la psicoterapeuta si sia resa conto del disturbo di tua madre (che non era la paziente) e probabilmente tu non le hai dato neanche, allora, a 17 anni, elementi lucidi e precisi sul comportamento disturbato di tua madre (gli np sanno manipolare molto bene tutti, specie i figli che crescono loro stessi da quando sono piccoli, gli np sanno nascondersi a tutti, e a maggior ragione a creature che hanno manipolato fin dalla culla, sono campioni nel proiettare le loro brutture sugli altri, a farti credere che sei tu la persona sbagliata… lo fanno con gli adulti che incontrano, figuriamoci coi figli…).
      Anche mia sorella è una np e ha ridotto a brandelli sua figlia, che solo in età adulta ha compreso razionalmente quello che la madre effettivamente è: a 17 anni stava malissimo, aveva ovviamente rapporti conflittuali con la madre ma non ne conosceva la natura e neanche arrivava a comprendere la sottigliezza delle sue manipolazioni, stava soltanto molto ma molto male… E anche lei a lungo ha cercato di salvare la madre da se stessa: anche se può sembrare paradossale, è questa l’adozione di una strategia di autodifesa: curare la madre in quanto “malata” per non soccombere del tutto, per non suicidarsi… In uno dei tanti tentativi psicoterapeutici di mia nipote quando era ancora adolescente, io, addolorata per lei, ho provato a dirle di suggerire alla psicologa che la madre è una np. Volevo fare del bene, ma sono stata del tutto incauta. Il risultato è stato l’interruzione quasi immediata di quella psicoterapia, per intervento diretto di mia sorella np. Perché queste cose fanno male, mia nipote era in totale disequilibrio e incapace di gestire certe consapevolezze, in uno dei tanti tremendi litigi se n’è uscita con la madre (mia sorella), rinfacciandoglielo e facendo il mio nome come suggeritrice, non so come ma np ha fatto in modo di far fallire subito anche quella psicoterapia… se l’è poi legata al dito anche con me, ma questo poco mi importa. Mia nipote sta meglio da quando, recentemente, ormai non più adolescente, se n’è andata via dalla madre.

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      1. Grazie, Blume! Hai ragione, rileggendomi mi rendo conto che il mio tono era aggressivo, quando la mia è più perplessità. a 14 anni ero il ritratto della brava ragazza, brava a scuola, soffrivo di insonnia, mi prescrivevano sonniferi, ma io avevo la nonna sempre in lotta con loro e mia madre che spesso ne prendeva, bevendo. allora io buttavo via la ricetta e nuotavo. nuotare risolveva tutti i miei problemi. a 15 anni di colpo ho iniziato a balbettare, studiavo e facevo scena muta, i professori hanno iniziato a preoccuparsi per me (“sempre così attenta, si vede che le piace studiare, non capisco”), sono ingrassata tipo 4 taglie in 3 mesi, e continuavo a nuotare, perdevo i capelli, piangevo sempre e ho cominciato a litigare pesantemente con mia madre. non ce la facevo più. mi hanno mandata in terapia per depressione e ribellione a mia madre (col resto dell’autorità non avevo problemi), mio padre era contrario, mia madre usava i soldi che mio padre passava per comprarsi vestiti firmati e mi obbligava a chiedergliene altri, così mio padre chiamava, ubriaco, a mezzanotte per insultarmi…. poi uno si chiede perchè soffrissi di insonnia! non ho capito quello che scrivi, scusa. stai dicendo che dire a una vittima, giovane e immatura, che la persona con cui sta litigando è un np vuol dire fragilizzarla? è quello che ho letto anch’io. mia madre leggeva libri di psicoterapia per dimostrare a me e al mondo che io ero pazza, ridicolizzava il mio accento. a un certo punto non riuscivo più a parlare, ho dovuto studiare dizione per anni.

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    2. Cara Fiona hai ragione – fortunata io – la prima volta che sono andata da uno psichiatra lui bravissimo in pochi minuti ha capito tutto nonostante fossi andata a chiedergli cosa avessi io di sbagliato – i disturbi di personalità che noi conosciamo non tutti i professionisti del settore sono in grado di riconoscerli!

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  5. Grazie Claudileia! Oggi la rabbia è diminuita ma inutile dirlo il dolore e la tristezza per mio figlio non passa e penso che non passerà e con la consapevole lucida visione che non posso farci niente!

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    1. Da un figlio non si divorzia, cara Melisenda. Lo sappiamo che è così, per questo il distacco non può andare oltre le nostre umane capacità di madri. Il punto è accettare che resterà un bambino per sempre, che farà i suoi capricci, metterà il muso, scalcerà, offenderà, ecc. Se è un narciso patologico che segue le orme del padre – come pare sia il caso – farà di tutto per compiacere il suo simile alle tue spese ed è qui che possiamo lavorare, cioè, comprendendo che i tuoi occhi, le tue reazioni e il tuo dolore sono la loro benzina. Il lavoro che va fatto è di depotenziamento del dolore che ti recano affinché i loro dispetti e azioni non abbiano un effetto devastante su di te fino al punto di minare la tua salute.

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  6. Pare che sia una che somatizza, ho la psoriasi e il dermatologo appurato che non ci sono mai stati casi nella mia famiglia mi ha chiesto se sono stressata….

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    1. “io brutta cretina cercavo di favorire in tutti i modi il rapporto tra lui e i suoi figli cercando allo stesso tempo di non farglieli pesare ma anche di difenderli da questa strana malattia”… potrei averla scritta io questa frase… compresa quella delle zanne nei polpacci…

      Devi lasciare andare… anche se per anni ti è sembrato di avere tutte le responsabilità e di dover fare tutto tu sempre e comunque… non è così, lui, il padre, c’era e c’è e tuo figlio alla fine ha scelto. Non so quanta consapevolezza ci sia nella scelta, ma avrebbe potuto fare un’altro percorso, scegliere di darti il beneficio del dubbio, farsi delle domande e cercare le risposte… alla fine è un adulto che vive in una casa tutta sua…
      Come per le madri di tutti i primati arriva il momento di lasciare andare… e come mi ripete un’amica “sono vivi, hai fatto il tuo dovere! Non abbiamo superpoteri!!!”.

      Seppure colui che vuole entrare nella tua casa con le “scarpe sporche”, è tuo figlio, non lo devi fare entrare… è giusto per te ed è giusto anche per lui: che l’esempio gli porti consiglio… e se un giorno tornerà con le “scarpe pulite”, troverà te sana, felice e pronta ad aprirgli la porta…

      Anch’io somatizzo… sempre… dal reflusso alle più improbabili dermatiti…

      Pensa a te.

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  7. ciao, mi chiamo maurizio.
    ho chiuso una storia con una narcisista ai primi di marzo di questo anno. sono riuscito a chiuderla grazie ad un minimo senso di attaccamento alla Vita. ho passato i peggiori giorni della mia vita in questi mesi, e di giorni pesanti ne ho trascorso, sin da quando ero piccolo. sono un co-dipendente chiaramente, non volevo dimenticarlo …
    purtroppo la mia np è una mia collega, che cerco di evitare rischiando il mio lavoro, perchè racconto bugie per non partecipare a riunioni comuni.
    soffro molto perchè non riesco a confrontarmi con gli amici, perchè sembra che sia una persona ‘assurda’, mi sento dire che sono una persona esagerata. non ho paura della solitudine, ma a volte avrei bisogno di una parola, di un momento di confronto, di essere accolto.
    capisco di poter essere capito solo se leggo storie di persone che hanno vissuto una storia simile alla mia .. solo qui mi ritrovo, piango, trovo conforto capendo che non sono solo …
    so che dietro a tutto questa sofferenza c’è una grande Luce, ma il Cammino da fare è ancora lungo … e impervio …
    sono dimagrito molto anche se mi alimento, mal di testa, mal di stomaco, insonnia, lacrime, sensibilità a mille … eppure debbo lavorare e seguire i miei genitori: uno con demenza senile allettato e l’altro aggressivo e richiedente …
    grazie … spero poter scrivere piu spesso …grazie di Cuore

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