Parametri comuni della Prima Tappa post abuso narcisistico

Autrice: Meredith Miller, libro The journey: a roadmap for self-healing after narcissistic abuse (2017), p.32-36.
Trad. C. Lemes Dias

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  1. Potete provare emozioni intense e sconnesse oppure una sensazione di anestesia nei confronti dei sentimenti;
  2. Qualsiasi dipendenza può peggiorare (droghe, alcol, cibo, pornografia, sesso, gioco d’azzardo, shopping compulsivo, fantasie negative, iperlavoro, ecc.). Alcune volte queste dipendenze sono accompagnate dal desiderio di dormire a lungo o scappare dall’intensità dei sentimenti;
  3. Sentite di aver perso il controllo delle vostre vite;
  4. Provate rabbia e ostilità, incluso aggressività verso il maltrattante, verso le persone che non vi vogliono ascoltare o verso coloro che vi ricordano in qualche modo il maltrattante;
  5. Ripetizione compulsiva: il passato si ripete in continuazione attraverso relazioni tossiche che si susseguono oppure tornando compulsivamente alla (e) stessa (e) fonte (i) di maltrattamento;
  6. Possibile dipendenza del maltrattante: che tanto può essere un ex, uno dei vostri genitori, un capo, ecc. per necessità economiche, emotive, logistiche o altri motivi;
  7. Dissociazione frequente: vi allontanate o scappate dal vostro corpo pur di non provare dolore dimenticando tutto ciò che è capitato e senza comprendere bene come avete perso la nozione del tempo;
  8. Terrore: vi assale l’avvolgente e indescrivibile sensazione che state per morire o che qualcosa di male vi può capitare. La sensazione è quella di una catastrofe in agguato. È qualcosa che vi paralizza.
  9. Attacchi di panico: un’intensa paura che può manifestarsi nel vostro corpo in forme diverse. Potete avvertire difficoltà respiratorie, un’oppressione sul petto, tachicardia, brividi improvvisi che coinvolgono il vostro intero corpo, vergogna cronica o l’impressione di svenire;
  10. Ansia: sensazione costante e latente di paura, spesso esacerbata negli ambienti sociali, in situazioni sconosciute oppure quando c’è un innesco. L’innesco (trigger), è il fattore scatenante o detonatore. Si tratta di un termine molto utilizzato all’interno della comunità di recupero dagli abusi narcisistici. Riguarda qualche evento o circostanza capace di generare emozioni o ricordi relazionati direttamente all’abuso: ad esempio vedere una macchina identica a quella del maltrattante, sentire una canzone che vi ricorda la relazione tossica, ecc.;
  11. Sentite di non essere al sicuro: a casa vostra, con il vostro corpo, con i vostri pensieri o sentimenti e con il mondo in generale;
  12. Trascurate l’igiene e la cura personale: perdete la voglia di lavarvi e di alzarvi dal letto per un po’, non cercate di approfondire i vostri problemi di salute e smettete di idratarvi; potete anche perdere l’appetito e la voglia di praticare esercizi fisici. Tutto ciò è accompagnato da un senso di grande impotenza e dalla sensazione di valere poco o niente;
  13. Sentite che c’è qualcosa che non va in voi quando vi paragonate con il resto del mondo: non vi sentite capaci di gestire il vostro lavoro, le bollette, le responsabilità e/o le relazioni sociali e amicizie, ecc.;
  14. Depressione: probabilmente sentite che il mondo vi dà addosso e che le cose non miglioreranno mai. Potete passare molto tempo a letto o sul divano cercando di isolarvi dal mondo senza alcuna voglia di fare ciò che prima vi dava piacere;
  15. È probabile che noterete un impatto nella vostra capacità decisionale. La vostra realtà è diventata il risultato di una voce interna che vi ripete costantemente che non riuscirete oppure che è impossibile ottenere qualunque cosa auspicate;
  16. Restate fissi nel passato: riproducete giorno dopo giorno nella vostra mente le cose che avete vissuto. Lo fate ossessivamente, quasi come se stessero nuovamente accadendo;
  17. Pensate al futuro con apatia e pessimismo;
  18. Sensazione di vulnerabilità, impotenza e mancanza di speranza: tali sentimenti sono la c.d. “triade oscura” del dolore post abuso narcisistico. Appaiono come il risultato della vittimizzazione causata dall’abuso. Possono persistere in minor grado fino al principio della Tappa Due del processo di ricupero;
  19. Profonda vergogna e auto svalutazione: sentite di essere difettosi, imperfetti, inferiori, indegni oppure che in qualche modo non siete sufficientemente buoni; può succedere che l’intensità di questi sentimenti vi porti a pensare di non avere il diritto di esistere;
  20. Credete di essere i colpevoli di tutto: non è stata colpa vostra! È stato il/la maltrattante a portarvi a credere a questo stato delle cose. Non voleva che la catena con voi si spezzasse, così da costringervi a cercare di riparare ogni cosa;
  21. Avvolgente sensazione di paura, dovere e colpa verso il/la maltrattante;
  22. Cercate disperatamente risposte convertendovi in investigatori privati 24 ore su 24;
  23. La fiducia in voi, negli altri e nell’universo risulta gravemente ferita;
  24. A volte riuscite a intravedere la verità sugli abusi e tradimenti che avete subito, il che può essere rassicurante. Tuttavia il dolore sembra non appiattirsi e vi risulta molto difficile affrontarlo;
  25. Confusione e disorientamento: mi ha veramente maltrattata/o? Questo può essere considerato un maltrattamento oppure sto esagerando?; e dissonanza cognitiva. Nella vostra mente alternate “va bene/non va bene”, cioè, “ok, a volte mi maltratta, però altre volte si comporta così bene con me!”. Imparate ad appioppare ai maltrattanti qualità in grado di redimerli affinché risultino “non tanto cattivi quanto potrebbero sembrare”;
  26. Siete immersi nella fantasia/inganno/illusione e stentate a credere che il vostro vissuto è reale. Alternate questo stato a sprazzi di lucidità nei quali riuscite a comprendere dov’è la verità;
  27. Nebbia cerebrale: è difficile per voi pensare con chiarezza, il che aumenta la vostra confusione e indecisione;
  28. Amnesia da abuso: potete arrivare a bloccare interi periodi della vostra infanzia o memorie recenti legate all’abuso giacché per sopravvivere il vostro cervello si era abituato a non processare la gravità del trauma nella vostra memoria a lungo termine;
  29. Insonnia o difficoltà a prendere sonno, incubi sporadici; vi svegliate durante la notte e non riuscite più ad addormentarvi;
  30. Esaurimento esistenziale: vi sentite talmente stanchi che vi manca l’energia per tutto, incluso per fare le cose che prima vi davano piacere. Semplicemente non sapete come andare avanti con le vostre vite;
  31. Lealtà irrazionale verso il maltrattante: il mandato di silenzio provocato dall’abuso coadiuvato dal vincolo traumatico rendono molto difficile e terrorizzante per voi raccontare la verità. Potete aver imparato a nascondere le cose dagli altri, incluso da voi stessi pur di salvaguardare il maltrattante;
  32. È possibile che torniate tra le braccia del/la maltrattante infinite volte (la media dei ritorni raccontati dalle vittime arriva a 7 volte!);
  33. Probabilmente la vostra famiglia ed i vostri amici si sono stancati di ascoltare le vostre lamentele sulla situazione che state vivendo e poi vedervi ritornare dal maltrattante dopo aver fatto il possibile per aiutarvi a scappare da lui/lei;
  34. A volte acquistate dei libri e fate corsi sul tipo di maltrattamento che avete subito senza mai mettere in pratica nulla di ciò che avete imparato; ignorate i consigli ricevuti dagli altri;
  35. Perdita dell’identità e dell’autonomia: non sapete più chi veramente siete, cercate negli altri la vostra definizione e convalida perché così siete stati addestrati dai maltrattanti;
  36. A causa dei costanti ricordi e inneschi vivete nel trauma anche dopo aver abbandonato il/la maltrattante: accadono eventi inaspettati che inconsciamente vi ricordano l’abuso, risvegliando intense emozioni e sentimenti in grado di portarvi a rivivere i momenti più difficili;
  37. Autostima distrutta: vi sentite male con voi stessi, il che alimenta il circolo vizioso che vi mantiene aggrappati al ciclo abusivo e vi catapulta tra le braccia di altri maltrattanti ancora e ancora;
  38. Vulnerabilità esacerbata in alcuni particolari momenti: il che vi predispone a subire maltrattamenti per parte di predatori che captano le vostre vulnerabilità. Come gli squali, i predatori umani percepiscono l’odore del sangue a chilometri di distanza;
  39. Fantasie di essere salvati: sperate e desiderate che qualcuno vi salvi, il che rafforza i vostri sentimenti di impotenza e fragilità. Si tratta di una caratteristica che vi espone a predatori travestiti da eroi;
  40. Trascorrete il vostro tempo a controllare il maltrattante: tramite internet o personalmente, magari passate davanti a casa sua per cercare di capire cosa sta facendo e chi sta frequentando. Lo fate con l’intento di trovare risposte che diano un senso al vostro vissuto;
  41. Isolamento: fisico e emotivo. Non avete voglia di uscire o stare vicini ad altre persone perché avete bisogno di tempo per voi stessi, per processare il vostro vissuto e riprendervi. Anche se spiegate agli altri cosa state passando, sentite che non vi capiranno mai, il che peggiora la vostra tendenza alla colpevolizzazione portandovi a sentirvi ancora più soli di prima;
  42. Auto sabotaggio: dopo che siete riusciti ad allontanarvi dai vostri maltrattanti, è probabile che voi stessi continuate a punirvi esattamente come lui o lei avrebbe fatto. Come? Sottovalutando i vostri meriti, sabotando il vostro successo e il vostro buon umore come misura protettiva, giacché avete imparato a nascondere il vostro senso di benessere e i vostri successi per evitare le punizioni;
  43. È comune alternare compassione e odio verso la persona che vi ha maltrattato;
  44. Restare PER ANNI in questa tappa significa un’enorme resistenza ad abbandonare la posizione di vittime: quando ci rendiamo conto che il nostro vissuto di sofferenza non è colpa nostra, ma che possiamo pur sempre fare qualcosa per superarlo, cioè, che possiamo diventare 100% responsabili della nostra capacità di recupero, solo allora riusciamo ad attraversare il “Primo Portale” per entrare nella Tappa 2.

21 pensieri su “Parametri comuni della Prima Tappa post abuso narcisistico

  1. Complimenti cara Claudileia, questo articolo mi dice tutto, mi rivedo ahimè in quasi tutte le voci tranne in quelle dove potrei cadere tra le grinfie di un altro maltrattante….questo sicuramente no. E’ vero, i miei sentimenti sono anestetizzati, mi sto isolando da tutti, non voglio più avere relazioni amorose, sono alla continua ricerca di risposte….leggendo i tuoi articoli mi sento come se mi stessi abbracciando perché qui trovo la pace ed il sostegno di cui ho tanto bisogno. Un ABBRACCIONE Claudileia e sempre GRAZIE di esserci😍😘

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    1. Carissima Lucia, i prossimi 2 articoli sono sulle fasi successive a questa. E’ davvero importante riuscire a riconoscere in quale fase stiamo per prendere le misure adeguate. Andare troppo indietro anche con il recupero pensando di non aver ancora superato certe cose ci impedisce di riconoscere i progressi che abbiamo fatto. Quindi, di solito le persone che approdano qui per la prima volta quasi sempre sono su questa specifica tappa e poi, man mano che si informano, cercano un aiuto professionale o generano dentro di sé le forze atte a superare la fase “vittima per sempre”, riescono quindi a fare un salto di qualità nel quale il fuoco comincia a essere la cura della loro persona e la re-socializzazione. Arriverà anche per te questo momento, non demordere! Entro venerdì carico la Tappa 2 di 3. Un abbraccio forte e buona giornata, cara!

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      1. Ciao Matteo, non so se tramite Claudileia potrei lasciarti la mia email e il mio numero di cellulare, puoi chiedere a lei, non so se e’ consentito lasciare questi miei dati qui. Fammi sapere

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  2. Aggiungerei, solo per quello che mi riguarda e senza pretese di universalità, una sempre maggiore voglia di vendetta e un’altrettanto infantile richiesta di “risarcimento”, che comunque funziona come vincolo rispetto al carnefice. L’idea che debba/possa pentirsi (anche sapendo che è impossibile), poi sostituita dalla speranza di sventure e catastrofi varie, che vanno dalla più “morale” e logica speranza di una sua disfatta sociale, legata al suo comportamento abusante ed egoistico, a più fantasiosi e pittoreschi malanni che pare impossibile non auspicare. La sensazione è quella di doversi rassegnare all’evidenza che tutto ciò che ci è stato inflitto rimarrà per certi versi impunito, che la portata stessa del nostro dolore non riguarda più l’abusante e – quando eventualmente ci ripenserà – lo farà con soddisfazione. Si vagheggia persino uno dei suoi abituali ritorni per potersi mettere alla prova con rifiuti e strategie nel frattempo imparati almeno in via teorica. Un po’ come augurarsi di incontrare un giorno il bullo della scuola con una ruota a terra, su una strada isolata, e rifiutarsi di aiutarlo rinfacciandogli il furto della merenda o altre malefatte. Ma un po’ peggio.

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    1. Caro S.w.a, tu sei un creativo e quando si è creativi fantasticare una fine diversa per quello che riteniamo sia la “nostra storia” è parte del dramma. Parlo per esperienza personale: era come se la mia creatività fosse una condanna nei momenti più difficili in cui vedevo persone molto più pratiche di me superare con successo traumi peggiori del mio mentre io “ero ancora lì”. Tutti abbiamo vissuto la fase V di vendetta, ma la sua durata dipende molto dal nostro carattere e dalle esperienze precedenti all’arrivo del/la maltrattante. Se tu hai sempre avuto la tendenza a chiudere in bellezza tutti i tuoi rapporti o quanto meno a chiuderli con una CERTEZZA: non ci amiamo più, la persona che amavo purtroppo non c’è più, Qui, però, non ci sono certezze e quindi più siamo persone determinate a “risolvere tutto” più c’è sofferenza. L’accettazione va al fatto che non possiamo pensare di chiarire tutto pur di lasciare andare… Abbraccio grande a te!

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    2. Io sto messa uguale… mi creo un cortometraggio horror in stile Hitchcock con lui come protagonista e un ghigno in stile Malefica mi illumina… 😂😂😂

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  3. Mi riconosco nella pesantezza e in molti degli stati d’animo descritti.
    Il senso di vergogna e autosvalutazione, che ha radici vecchie, precedenti a questa situazione da cui sto uscendo, e risale alla mia famiglia malata, all’abuso emotivo cui sono stata sottoposta. Il non riuscirmi a sentire mai sufficientemente buona! Questo è un punto molto doloroso per me, persino rispetto a mio figlio che adoro non mi sento mai sufficientemente buona, è un costante chiedermi se io sono davvero in grado di amare qualcuno.
    La confusione, il riuscire a distinguere se davvero sono stata vittima di abuso oppure se esagero…questo anche mi tocca da vicino. Scrivo minuziosamente, e persino dopo che ho letto e riletto inoltre 50 pagine che ho scritto ricostruendo 28 anni di rapporto insieme, mi sorprendo a meravigliarsi, come se continuamente la mia memoria si liberasse dal peso emotivo di questi ricordi rimuovendo e rimuovendo.
    Cerco di dare il giusto peso agli abusi, che troppo ho sottovalutato o rimosso. Di recente ho sentito l’esigenza di ricostruire tutti i miei successi, le cose importanti, i meriti, i traguardi di studio e lavorativi…uno dei ricordi più dolorosi è stato quello dei giorni della mia laurea e poi della specializzazione…ottenuti col massimo e lode. I miei genitori assenti. Separati in modo molto conflittuale, non erano venuti per timore di incontrarsi. Non avevo mai realizzato quanto fossero stati ingiusti, crudeli e quanto questo abbia pesato su di me. Ero lì come un un’orfana.
    Ecco che allora l’auto sabotaggio è un attimo. Fin da bambina sei abituata a fare del tuo meglio e a “rigare dritto ” senza creare problemi, senza dare fastidio…senza contare nulla! Facile poi che le tue esigenze siano sempre le ultime, i tuoi confini sempre quelli infranti per primi, i tuoi dispiaceri poco importanti…il tuo amore persino valga meno di quello dell’altro…
    Questo periodo della mia vita sembra una catastrofe, ma in realtà è una rinascita. Alterno sensazioni di sconfitta e disfatta a sensazioni di riscatto, rivincita , ricostruzione di me stessa.
    Aspetto con ansia gli altri due articoli anche se sinceramente non ho idea della fase in cui mi trovo adesso!
    Un abbraccio a tutti voi

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    1. Carissima Franci, i tuoi meriti sono tuoi: nessuno potrà mai dirti “ora tu mi devi ringraziare perché grazie a me hai fatto questo e quello!”. I genitori narcisisti sono molto abili nel metterti al mondo e poi pretendere da te un risarcimento per la “genialità” di averti messa al mondo. Quando c’è un vincolo di affetto nessuno ti obbliga a fare niente, ma quando c’è di mezzo un abuso emotivo avverti il fortissimo dovere di rendere contenti coloro che ti maltrattano o che se ne fregano di te, come è il caso di genitori assenti, troppo conflittuali o narcisisti. Il momento della tua laurea era il coronamento dei tanti sacrifici e impegni che avevi fatto per renderti indipendente da loro, era questo che in fondo e forse inconsciamente faceva paura a loro due, più dei conflitti e conti in sospeso. Se fosse soltanto il conflitto avrebbero fatto in modo da ignorarsi completamente, quindi di mezzo c’era in significato della tua laurea che hanno rinunciato a presenziare per assoluto egoismo. Una volta indipendente non avresti più avuto bisogno di loro per nutrirti e questo simbolicamente è una disgrazia per dei genitori narcisisti che ti vogliono perennemente dipendente. Questo periodo è quello del ripristino delle energie perdute rincorrendo la loro approvazione e successivamente l’approvazione del tuo ex. Ti aspettano tante meraviglie e non solo legate al ripristino della tua memoria, ma anche del piacere di svegliarsi in santa pace e senza più avvertire il bisogno di essere convalidata da persone problematiche o disturbate! Un abbraccio gigante, cara!

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  4. Cara Claudileia sai quanto particolare è stata la mia storia tossica.In più durante questa quarantena l ho sentita come mai in questi 2 anni.Addirittura mi chiedeva come mi sentissI,come stessi etc…
    Ma io l ho eliminata…il ricordo di quelle svalutazioni, della cattiveria ..mi hanno aiutata a non cadere nelle sue trappole.
    È stato determinante il lavoro su di me, il no contact..il riconnettermi col mio mondo, questo blog sopra tutto.
    Se non ci fosse stato questo lavoro di 7 mesi…sarei cascata, sarei diventata la sua stampella…mi avrebbe annientata.
    Ora sto cercando di non focalizzarmi più sul narcisismo, ma questa esperienza mi ha fatto capire tanto delle persone.
    Geazie ancora 💜💜

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    1. Carissima Ribelle, fai benissimo a non focalizzarti su di lei, ma su di te. Oramai sai tutto ciò che c’è da sapere su come si comporta e sei in grado di comprendere perché lo fa. Ogni energia va al tuo recupero e al ripristino della fiducia in te stessa. Abbraccio grandissimo!

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  5. In quei lunghi 8 mesi in cui con lui ogni rapporto era interrotto ad ogni anche piccola mancanza di rispetto reagivo come un leone. In più ero arrivata a desiderare anche di morire perché la vedevo come unica possibilità di liberarmi del pensiero di lui. Adesso che c’è stato un minimo recupero di rapporto ho. bisogno di capire una cosa però: nell’ultima
    conversazione avvenuta un mese e mezzo fa lui mi ha confidato che quando doveva ottenere il trasferimento per avvicinarsi a casa la sua dirigente glielo aveva rifiutato. Allora lui aveva pensato di vendicarsi minacciandola di dire tutto a suo marito di una relazione extraconiugale che lei le aveva ingenuamente confidato. Beh nell’ultima telefonato mi ha confidato che non si era limitato a minacciarla ma poi lo ha fatto. Ora mi chiedo e ti chiedo perché questa terribile azione passa in secondo piano di fronte ad una briciola di attenzione che mi da? Sono anche io una brutta persona? Cosa succede al mio cervello che riesce a ‘dimenticare’ questa cosa pur di avere le sue attenzioni? Una mia amica mi ha detto ma non ti rendi conto che questa è una persona da evitare come la peste? Questo che io provo è dissonanza cognitiva? P.S ora che anche questo suo giovane avvenente capo sposato ha una relazione extraconiugale con una altra donna mi ha detto che a suo moglie sono arrivate dei messaggi in cui hanno riferito che il marito se la intende con un’altra donna. Secondo me c’è lui anche dietro questo.
    Ti ringrazio molto per i tuoi articoli

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    1. Carissima Aria, ribadisco che il tipo è un raccontaballe di prima categoria molto abile nel riempire il tuo cervello di spazzatura inutile. Le sue storie sono sempre le solite: il mondo è pieno di cornuti e lui sa tutto di tutti quanti. Lui è praticamente un giornale vivente, un paparazzo pronto a ricattare e ottenere vantaggi dai gossip che girano. Dimmi un po’ per quale ragione la sua datrice di lavoro avrebbe rivelato PROPRIO A LUI di mettere le corna al marito? Mi sembra che a un chiacchierone le persone si guardino bene di rivelare alcunché di se stesse, sopratutto se sono in una posizione gerarchicamente superiore a lavoro. Ora PURE questo altro datore di lavoro ha un amante e si mette in una posizione di vulnerabilità pazzesca! Penso che lui non abbia tanti argomenti, cara Aria e che siano queste le sue FISSE. Lui non vive, ma CONTROLLA la vita altrui e quando non c’è niente da raccontare sente di dover inventare qualcosa di “piccante” e che meglio rappresenti la sua indole sleale, disonesta e fedifraga. Lui sta realizzando sul tuo cervello un’operazione di sterilizzazione verso la vita senza che te ne renda conto. Ti sta dicendo, ogni volta che lo senti, “guarda che io sono una persona orribile MA il mondo intero è orribile come me. Il MONDO è pieno di gente che tradisce, che semina zizzania, che è ossessionata dal sesso, che invece di lavorare non combina un bel niente e bla bla bla.” Più lo ascolti più il mondo ti sembrerà inospitale e più diffidente nei confronti degli altri uomini diventerai. Dai retta alla tua amica e a tutti noi: è disturbato forte e non può apportare niente di bello, di buono o di profondo nella tua vita. Un abbraccio enorme a te!

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  6. Mi ci ritrovo in parecchie cose descritte in questo articolo. Attacchi di panico, risvegli improvvisi durante la notte con profondi stati di ansia e angoscia, sentirmi sbagliata, non saper piu’ distinguere il bene dal male.
    Questi esseri sono come veleno per le nostre vite e spero davvero che grazie a questo sito molte donne coinvolte in relazioni con personaggi del genere riescano a chiudere e a cancellarli definitivamente dalla loro vita.
    A distanza di anni mi porto ancora dentro quei mesi da incubo, che però all’epoca sembravano in parte i piu’ belli perchè lui ha saputo recitare benissimo la sua parte.
    Sono esseri spietati e capaci di tutto, falsi e manipolatori. Sono solo contenta di essermene liberata per sempre e di aver finalmente avuto il coraggio di bloccarlo ovunque. Mi dispiace solo di aver dovuto prendere le distanze anche da sua figlia cje non centra nulla ma era l’unico modo per non far piu’ sapere nulla di me.
    Grazie cara Claudileia! Un abbraccio

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  7. Ciao Claudileia, è da un po’ che leggo il tuo blog e lo sto trovando molto utile per cercare di superare il trauma lasciatomi dal mio ex. Oggi tuttavia leggere non mi basta e ho deciso di scrivere un commento perché ho bisogno di supporto e di confrontarmi direttamente con chi ha avuto esperienze simili, in quanto sto davvero facendo fatica a superare questa prima tappa del trauma. Faccio una premessa, il mio ex ha una diagnosi di disturbo borderline con tratti narcisistici, quindi non è un “semplice” narcisista e andava in terapia quando ci siamo conosciuti, ma poi ha interrotto dopo il suicidio della madre, più o meno dopo un anno dall’inizio della nostra storia, che tra innumerevoli alti e bassi è durata quasi nove anni.
    Piano piano la mia vita ha iniziato a girare e gravitare esclusivamente intorno ai suoi bisogni, mi sono fatta prosciugare e annichilire sempre di più: nel frattempo ho avuto problemi in famiglia e ho rinunciato a tutte le mie ambizioni lavorative, sentendomi poi dire che non ho lottato a sufficienza per ottenere quello che volevo. Inutile dire che oltre alle svalutazioni, i tentativi di tradimento durante questi anni sono stati innumerevoli, all’inizio ne parlavamo e lui riusciva sempre a farsi perdonare dimostrandosi pentito, ma poi col passare del tempo questo comportamento era diventato ciclico e vivevo nel terrore quando conosceva nuove donne e a volte come un’idiota facevo finta di niente e speravo che l’altra persona lasciasse perdere. Ci siamo anche lasciati per qualche mese, ma poi mossa a pietà dai suoi stati sui social, come una scema l’ho riavvicinato e da lì sono cominciati gli ultimi due anni infernali, durante i quali le svalutazioni non erano quasi più accompagnate da momenti di finto amore, c’era solo odio nei suoi occhi e nonostante me lo dicesse e me lo lasciasse capire in tutti i modi io restavo lì come una scema in attesa che tutto magicamente si mettesse a posto. Alla fine ha trovato un’altra e mi ha lasciato senza alcun ripensamento a dicembre. Ho iniziato ad andare da uno psichiatra a partire da febbraio, ma le cose non sono migliorate granché anche a causa della quarantena: inutile dirvi che in nove anni non ho quasi coltivato le amicizie, molte le ho perse per strada e altre sono finte amicizie comuni, quindi a gennaio ho avuto la necessità di provare a crearmi un nuovo giro di amicizie, ma a più di trent’anni non è una cosa semplicissima. Inoltre durante la quarantena si è rifatto vivo e io come una stupida gli ho risposto e ho vissuto nell’illusione che le cose potessero tornare come prima, inutile dirvi che non è andata così (mi ha usata come al solito) e che questa ricaduta è il motivo per cui ora sono qui a scrivere e ad arrovellarmi. Certi giorni vorrei scollegare il cervello in attesa di tempi migliori e di poter frequentare nuove persone. Tra le altre cose mi ha lasciato anche un profondo senso di inadeguatezza perché la nuova fidanzata ha una serie di problemi che lo costringono a porsi come crocerossino (anche lui ha problemi di salute ed è stato lui stesso a dirmi che con lei si sta comportando come facevo io con lui e che lei lo affascina perchè può capire come si sente lui!) ed è persino tornato in analisi per stare con lei, quando tutte le volte che stavo male mi sentivo rispondere che ero esagerata o addirittura reagiva con fastidio perché sottraevo tempo a lui. Quando ci penso a mente lucida mi dico che è stato un bene che mi abbia lasciata, ma i momenti in cui riesco a razionalizzare non sono molti e mi costano una grande fatica.

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    1. Carissima Eleuthera, mi sembra chiaro che lui ha adorato particolarmente dirti che si sta comportando con l’altra come tu ti comportavi con lui per ferirti. Il punto è: perché vuole ferirti? Per il semplice fatto di non avere le qualità che ti hanno permesso di essere chi sei, una persona che vuole ‘fare agli altri quel che non ti è mai stato fatto e dare ciò che non ti è stato dato’. Se la sua nuova fiamma ha un sacco di problemi la sua energia non durerà a lungo e quindi avrà bisogno del tuo cervello per pensare per lui e della tua energia come carburante per consolare l’altra e occuparsi dei suoi problemi. Fai attenzione a questo meccanismo perché è uno dei più distruttivi post rottura. Diciamo che tu hai il sentore che il tuo cervello, la tua particolare energia e le tue opinioni personali vengono riciclate per servire a qualcun’altro senza che ci sia alcun tipo di reciprocità o scambio. Questo genera in te un senso di vuoto molto grande perché immagini l’altra come oggetto di ogni attenzione, premura, cura… il tutto grazie a te e al tuo cervello sano. Non tormentarti così tanto per aver rotto il contatto zero con lui. Nove anni non sono nove giorni, ma come hai ben potuto costatare per loro non significa un bel niente. Essendo poi un narcisista borderline, senza le cure adeguate il disastro è assicurato e sì, penso che dovresti ringraziare al cielo il fatto che lui abbia trovato una persona letteralmente alla sua altezza. Quando ci imbattiamo in una persona così disturbata cercare un aiuto professionale è d’obbligo perché la nostra realtà viene rovesciata a forza di svalutazioni quotidiane. Gli stati dei social network dei soggetti disturbati molto spesso vengono utilizzati per adescare nuove prede, impietosire le ex, triangolare o lanciare delle frecciatine ai “nemici”, cioè, mezzo mondo. Il fatto che la sua mamma si sia suicidata aggiunge ancora più gravità alle sue problematiche. Nessun’altro essere umano potrà mai colmare questo tipo di vuoto ma lui, essendo un disturbato, resterà assolutamente convinto che “qualcuno” dovrà pur colmarlo. La sua nuova fiamma problematica rappresenta la madre che lui ha sempre avuto, non credi? Molto probabilmente lui ha sempre voluto salvare questa madre negli sprazzi di lucidità che aveva e ora, grazie a questa ragazza, ha un nuovo scopo nella vita. Tu, essendo una persona sana e dotata di sentimenti, potrai soltanto essere sfruttata per portare un po’ di luce laddove il suo cervello non ci arriva. Stai alla larga dalle dinamiche tra soggetti disturbati (te lo dico per esperienza personale!) perché non solo si distruggono tra di loro come trascinano con sé chiunque li si avvicini a qualsiasi titolo e con le migliori intenzioni. Un abbraccio enorme a te, cara!

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      1. Grazie per la risposta, è stata illuminante. Non avevo proprio pensato al fatto che la nuova fidanzata potesse rappresentare un tentativo di avere qualcuno da salvare, anche perchè finora si era sempre posto come colui che doveva essere salvato! Ieri pomeriggio, tra l’altro, ho avuto un’ulteriore conferma di quanto dicevi tu sugli stati dei social: premetto che il suo profilo è per me blindatissimo (e meno male perchè altrimenti non avrei probabilmente resistito alla tentazione di farmi del male controllandolo), ma giusto ieri ha pubblicato dei video pubblici che solo io e poche altre persone potevano capire essere riferiti alla madre, credo che volesse essere contattato, ma nonostante abbia avuto la fortissima tentazione di farlo sono riuscita ad evitarlo, anche se oggi mi sento ancora un po’ in colpa. A dimostrazione degli strati di sensi di colpa che è riuscito a lasciarmi. Purtroppo hai ragione, da relazioni del genere si esce solo con tanta forza di volontà e supporto psicologico. Tra l’altro lui mi ha sempre detto e non ho motivo di non credergli (ho avuto anche conferme da terzi neutrali) che nella sua vita relazionale sono stata un’eccezione proprio perché è sempre stato attratto da soggetti problematici che non gli davano serenità e tranquillità e non è un caso che ci siamo fidanzati quando lui aveva iniziato da poco un percorso terapeutico che avrebbe dovuto portarlo a cercare una maggiore stabilità: allora non capivo perchè si legasse sempre a persone instabili o egocentriche, visto che almeno a parole poi cercava la stabilità affettiva, ma ora grazie a te credo di aver intuito una delle possibili ragioni.

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      2. Cara Eleuthera, i rapporti tra soggetti problematici possono durare a lungo proprio perché funzionano come specchi perfetti: quando uno sta bene l’altro sta male e vice versa. Diventano i perfetti carcerieri e salvatori uno dall’altro. Ci credo che lui si è sempre sentito attratto da persone squilibrate non solo perché ricordano le fragilità materne, ma perché rimandandolo al senso di impotenza del passato lo portano a cercare di evitare che la tragedia accada con un’altra donna. In questa dinamica tremenda e che ti posso assicurare NON FINIRA’ BENE, ci sei tu. Lui ha le sue ragioni (da disturbato) per cercare persone come lui, ma ora è il momento di pensare a te e a cosa ti ha attratto in lui. Diciamo che la risposta più banale è che hai provato a salvarlo anche tu per una serie di motivazioni interne. Forse all’inizio, come spesso capita, lui godeva – come ogni borderline sotto trattamento – di un periodo di relativa stabilità. Dopodiché si è sentito guarito e quindi ha sospeso il trattamento ricadendo in balia del disturbo con tutte le conseguenze che hai potuto, purtroppo, costatare anche per la tua psiche. Una cosa deve essere molto chiara per te in questo periodo: più lo controllerai più ti sentirai male e nel caos. So che non è facile, perché queste persone trasferiscono le loro problematiche a te e se ne vanno come se niente fosse. In effetti, ora lui si sta comportando COME TE, mentre tu stai vivendo nella dissonanza che è, come afferma Sam Vaknin, lo stato permanente di un narcisista, sopratutto se ha tratti borderline. Hai fatto bene a non cadere nella trappola di chiamarlo perché HA CHI LO CONSOLI per la morte della mamma con le esatte modalità che vuole e ha tanto cercato. Se lui ama vivere nel caos e circondato dal dramma perché dovresti alimentarlo e nutrirlo ancor di più? Un abbraccio grande e cerca di capire cosa ti ha attratta in lui: si è presentato come una persona sana oppure è stato il suo disturbo ad attirare la tua attenzione e farti reggere tutto ciò per 9 anni?

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  8. E’ proprio quello su cui sto lavorando con lo psichiatra perchè è evidente che il fatto di aver accettato questo tipo di rapporto per un periodo così lungo affonda le radici in un mio bisogno nascosto, probabilmente legato alle mie dinamiche familiari. Inoltre sapevo fin dall’inizio che lui aveva problemi, mi ha confessato tutto sin dal primo appuntamento, ma ovviamente ha mostrato anche una volontà, che allora mi sembrava sincera, di cambiamento. Ho voluto credergli ed ero anche in un periodo della mia vita in cui cercavo una relazione: sin dall’inizio ho avuto però paura del ruolo di salvatrice che mi aveva affidato e continuavo a ripetergli che nessuno può salvare nessuno e che un giorno questa visione che aveva di me sarebbe crollata perchè la felicità non può dipendere da una singola persona, ma lui continuava a dire che non sarebbe andata così. Poi ovviamente il castello di carte è crollato come avevo predetto ma non sono stata più lucida da liberarmi: mi sono incaponita nel tentativo di far andare le cose come all’inizio, mentre lui infastidito dal fallimento continuava a trattarmi sempre peggio. Comunque hai ragione, l’unica soluzione è il contatto zero, solo così si riesce ad uscire piano piano dalla dissonanza.

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  9. E’ da qualche tempo che vi leggo …e mi ritrovo un pezzo alla volta in tutti voi. Sono vittima di manipolazione narcisistica da 9 anni ma solo qualche mese fa sono riuscita a dare il nome al mio “male” . Negli anni mi sono rivolta a psicologi, psicoterapeuti… con il disperato BISOGNO DI AIUTO in quanto non riuscivo a capire cosa stesse succedendo e NESSUNO ( nonostante ognuno di loro si professasse come buoni aiuti ) è riuscito a dare un nome al mio DOLORE e PANICO !! Ogni giorno è un fallimento ! oggi è la prima volta che scrivo in un blog LA MIA DISPERATA ANGOSCIA …spero di trovare la forza di scrivere tutto ciò che mi ha fatto quel MOSTRO VISCIDO e che ancora oggi riesce a farmi. Per il momento ringrazio tutti che trovano la forza di scrivere perchè per me oggi è l’unico aiuto verso la via di fuga. GRAZIE

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