Parametri comuni della Tappa Due post abuso narcisistico

Autrice: Meredith Miller, libro The journey: a roadmap for self-healing after narcissistic abuse (2017)p.87-90.
Trad. C. Lemes Dias

____________________

  1. Dissociazione: è possibile che continuate a dissociare in questa Tappa, anche se in un grado minore se paragonabile alla Tappa 1;
  2. Ricapitolazione del passato e dei suoi maltrattanti: ma qui subentra il vostro desiderio di trovare risposte più profonde ai tanti perché;
  3. Rimorsi e falsi sensi di colpa che si intensificano durante i flashbacks o quando evocate ricordi dolorosi;
  4. Trattativa interna: cercate di auto convincervi che il/la maltrattante non aveva veramente alcuna intenzione di ferirvi e che – forse – se qualche evento specifico non si fosse avverato tutto sarebbe andato a gonfie vele;
  5. In alcuni momenti scegliete di bypassare il dolore per tornare più velocemente alla normalità; dite a voi stessi che è tutto a posto e che state meglio di come realmente vi sentite. Il recupero richiede molto impegno, di modo che è normale provare ad evitare di affrontare ogni santo giorno il carico emotivo che tutto ciò comporta;
  6. Avvertite un incremento di quelle emozioni che vi sfidano ad andare avanti e continuate a lottare contro i flashback emotivi e inneschi dolorosi anche se, man mano che si presentano, riuscite a processarli meglio della Tappa 1;
  7. Alternanza tra l’ira e la depressione;
  8. Idee di vendetta e di giustizia;
  9. Negazione altalenante: di solito persiste fino alla fine di questa tappa, quando il vincolo traumatico finalmente si scioglierà;
  10. Occasionalmente resistete ad affrontare la verità per rifugiarvi nella fantasia che avete scelto di vedere in determinati giorni;
  11. Vi arrabbiate all’idea di dover lavorare su di voi perché vi sembra profondamente ingiusto;
  12. Desiderio di superare tutto attraverso il racconto ossessivo della vostra storia: parlarne è importante ma non vi guarirà;
  13. Disperazione per accelerare il processo;
  14. Credete di stare molto meglio di come davvero state: ora, però, quando un nuovo innesco si presenta siete in grado di valutare e comprendere che c’è ancora qualcosa da guarire;
  15. Iper vigilanza di fronte a parole, azioni, espressioni facciali o sentimenti altrui;
  16. Certe volte interpretate le intenzioni degli altri per paura di essere attaccati, imbrogliati o traditi;
  17. Non sapete discernere chi veramente merita la vostra fiducia: a volte provate una grande fiducia negli altri, a volte nessuna;
  18. Cinismo nei confronti del mondo in generale oppure verso il genere della persona che vi ha maltrattato, verso le sue origini o qualsiasi altra caratteristica esibita dal/la maltrattante;
  19. Attacchi di panico e ansia: anche se meno gravi e meno frequenti della Tappa 1, sono ancora presenti in questa tappa;
  20. Desiderio sporadico di essere salvati: molto meno frequenti della Tappa 1;
  21. Ancora siete un po’ isolati e sconnessi dal vostro mondo e della vostra vita sociale;
  22. Ricadute frequenti lungo questa tappa, alti e bassi. In buona sostanza state imparando da soli a crescere: Les Brown afferma “È dai tuoi errori che imparerai il cammino del successo” e questa massima si applica anche in questo caso;
  23. Una crescente sensazione di forza e di ricupero dell’energia conforme procedete;
  24. Avvertite di riuscire a raggiungere più risultati e realizzazioni nella maggior parte delle aree della vostra vita;
  25. Avvertite un controllo maggiore del vostro mondo interiore e del modo come rispondete alle avversità della vita;
  26. Postura difensiva: vi mettete molto sulla difensiva per ciò che vi è successo e per ciò che provate ora, specialmente quando gli altri non vi capiscono;
  27. Paura di essere nuovamente vittimizzati: sarete più sensibili alla captazione degli imbrogli e slealtà;
  28. Agite normalmente nella maggior parte degli ambiti della vostra vita: tenete presente che in questa tappa state imparando a prendere in mano le redini della vostra vita. Ogni tanto, però, ci vogliono ore o giorni interi per rilassarvi e decidere di riposarvi un po’;
  29. Riuscite a individuare i modelli di abuso con maggiore chiarezza, così come stabilire la connessione che mantengono con i maltrattamenti e la negligenza che magari avete subito nell’infanzia;
  30. Comprendete che le ferite risultati dei maltrattamenti in età adulta sono molti simili a quelle inferte nella vostra infanzia;
  31. Un senso sempre maggiore e sano di responsabilità personale, mentre vi liberate dei vecchi modelli che vi portavano ad assumere la responsabilità per i problemi del/la maltrattante;
  32. I vostri limiti sono più sani e avvertite un notevole miglioramento nella vostra capacità di dire di “no”;
  33. Restaurate un senso di convalida e personale approvazione al posto della voglia di compiacere agli altri pur di ottenere una convalida da loro;
  34. Maggiore equilibro tra il pensare a voi stessi e il donarsi: entrambe sono caratteristiche importanti, ma ora avete imparato a dare la priorità alle vostre necessità per restare più bilanciati;
  35. Maggiore compassione e auto accettazione;
  36. Avete più contatto con i vostri sentimenti e riuscite a soddisfare i vostri bisogni: certe volte potete dimenticarvi entrambe le cose, ma questo vi porta a stare male con voi stessi. Subite allora una crisi temporanea che vi dimostra cosa accade quando non vi rispettate;
  37. Il vostro “bambino interiore” inizialmente ha molta paura ma poco a poco si integra nella vostra vita e vi insegna ad acquisire sicurezza e fiducia in voi stessi;
  38. Vi riprendete più facilmente dopo ogni scivolone;
  39. Riuscite a intravedere le nuove possibilità e potenzialità in voi stessi e nella vostra vita;
  40. Provate una minore sofferenza e dolore quando elaborate i vostri ricordi e sentimenti legati al passato;
  41. Confusione temporale e mancanza di chiarezza, anche se in proporzioni molto minori della Tappa 1, quando si trattava del vostro stato più marcato;
  42. Sprazzi di felicità e gioia;
  43. Maggiore capacità di rispettare la vostra intuizione e agire conforme la sua guida: state ricostruendo la fiducia in voi stessi;
  44. Diventa più facile per voi essere presenti a voi stessi e accettare le cose come sono al posto di scegliere di vivere nella fantasia come prima;
  45. I vostri dialoghi interni diventano più positivi che negativi;
  46. Si riducono il numero di situazioni in cui vi auto sabotate;
  47. Le frustrazioni del presente vi turbano di meno quando le paragonate alle vostre reazioni e al vostro sentire del passato;
  48. Maggiore capacità di rispondere in modo assertivo anziché reagire malamente di fronte ad attacchi personali e situazioni che sfuggono al vostro controllo: non permettete più che il mondo esterno controlli il vostro stato emotivo come prima;
  49. Aumento della vostra energia e creatività;
  50. Maggiore libertà di esprimervi con autenticità;
  51. Rinforzato senso di integrità: le vostre decisioni vengono prese nel rispetto di chi veramente siete. Non demordete della vostra verità soltanto perché avvertite il bisogno di rappresentare il ruolo che gli altri si aspettano da voi;
  52. Aumento della vostra autostima, resilienza, fiducia, valore e personale senso di benessere;
  53. Aumento dell’amore per se stessi, il che può essere evidenziato dalla vostra capacità di prendersi cura della vostra salute e della messa in atto di pratiche che vi infondono un senso di benessere.

14 pensieri su “Parametri comuni della Tappa Due post abuso narcisistico

  1. Leggo e realizzo che sono esattamente qui, sto vivendo pienamente tutto quanto descritto nel brano che hai tradotto, Claudileia.
    Tutto, tranne i punti 4 e 5: non giustifico più il maltrattante, non provo resistenza nei confronti di flashback e ricostruzioni degli eventi, anzi tutto il contrario, sento la necessità di fissare bene la realtà che mano mano ricordo e ricontestualizzo nei giusti termini, anche scrivendo ero su bianco. Dedico del tempo a ricordare episodi e situazioni accadute con l’attuale quasi ex compagno nella lunghissima convivenza, analizzo, metto a confronto con situazioni del passato e dell’infanzia…quando il ricordo innesca emozioni forti e dolorose, a volte mi concedo di entrarci, per un po’, altre volte torno indietro: mi dico che adesso è il momento di capire ed agire, e il tempo del dolore e del carezzare le ferite e entrare più in profondità verrà dopo che sarò riuscita a mettere in atto la separazione da lui.
    Sento crescere la dignità e il rispetto per me stessa, imparo ogni giorno come mettere giusti paletti rispetto alle richieste o pretese degli altri (fosse anche mio figlio, e anche nelle piccole cose dove spesso per comodità avrei sorvolato mettendomi da parte), ritorno in possesso del mio territorio e delle mie relazioni personali (finchè lui non sarà uscito di casa, la sera mi chiudo a chiave nella mia stanza e questo mi aiuta enormemente a non soffrire per questa forzata convivenza imposta dal blocco per la pandemia e a sentirmi in uno spazio totalmente privo di lui)… e spero al più presto di rivedere le amicizie che avevo ripreso a frequentare autonomamente dopo anni di vita in simbiosi (voluta da lui, questa simbiosi).
    Riesco finalmente a capire pienamente che certi comportamenti prevaricatori, il linguaggio verbale spesso volgare e mai filtrato, gli sbotti d’ira, i malumori gratuiti, le manie ed ossessioni fatte subire a tutta la famiglia, l’impossibilità di fare mai programmi e piani, l’assoluta mancanza di concretezza sul piano economico (e lo sfruttamento delle mie risorse), erano veri e propri abusi.
    Ora so dove voglio arrivare e so che ci arriverò, so che farò enorme fatica, so che ci saranno ostacoli e problemi economici e pratici… ma ci arriverò. Con un po’ di ritardo sul previsto, ma ci arriverò.
    Ora sta mettendo in atto l’ennesima svalutazione nei miei confronti. Prima del covid, il mio avvocato aveva avviato le pratiche per la separazione consensuale. Tutto rallentato e bloccato, nessuna risposta da lui tramite il suo legale… negli ultimi 20 giorni ho chiesto al mio avvocato di insistere per avere risposta, lo ha fatto due volte. Settimana prossima, se entro domani non si degnerà di rispondere, depositeremo ricorso.
    Non solo non risponde tramite avvocato, ma in casa non tocca l’argomento. Muto, come se la cosa non esistesse. Per l’ennesima volta, mi sta sbattendo in faccia che lui può fare ciò che vuole, che esiste solo la sua realtà sognata, il suo pensiero magico che questa mia decisione si possa sciogliere come una bolla di sapone, che naturalmente non può essere che sto facendo sul serio. Nonostante gli abbia detto decine di volte, scritto nero su bianco che non ne voglio più sapere della vita insieme a lui, nonostante abbia incaricato un avvocato. In questi ultimi 4 mesi ha provato in ogni modo a riagganciarmi, aiutato pure in questo dalla tremenda costrizione di stare tutti insieme a casa causa pandemia. Non riuscendoci, altre volte cerca di farmi passare come quella che vuole distruggere la famiglia. Ma sai che c’è? Fra un po’ dovrà fare un bel bagno di realtà, quando si troverà con l’ingiunzione del giudice ad uscire di casa (perchè lui di casa non uscirà mai, ho paura, se non costretto dalla legge). Auguratemi buona fortuna e che tutto proceda velocemente…
    PS: Claudileia, ti ho inviato anche un messaggio privato.

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    1. Cara Franci, la realtà è soltanto quella che raccontano a loro stessi. Tutto il resto viene platealmente ignorato, ecco perché la tua richiesta di separazione non esiste nella sua testa. Siccome ha dilapidato buona parte del tuo patrimonio si rifiuta di accettare che la sua banca personale smetta di erogare credito a fondo perduto. Questo tipo di negazione è pericoloso e alienante. Cosa dice il tuo legale a riguardo? Lui, oltre agli scatti d’ira e svalutazioni è un tipo molto silenzioso e tendenzialmente vendicativo? In questi anni di matrimonio cosa hai colto su questi due aspetti?

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      1. Il mio legale dice che saremo costretti a depositare ricorso la prossima settimana. Perché lui finge di non capire e ha convenienza a procrastinare, ma dovrà farsene una ragione.
        E gli conviene, perché gli è stata offerta una consensuale su un piatto d’argento e una via d’uscita dignitosa, mentre avrei potuto fare una denuncia. Il tempo è scaduto.
        Lui non è un vendicativo. Io credo che abbia una visione infantile o qualche patologia. È convinto di poter fare dire e più cancellare con un colpo di spugna, e che gli altri ragionino allo stesso modo, altrimenti sono rancorosi, limitati, non sanno andare oltre e cogliere la verità delle cose. Ossia è convinto che dovrei amarlo i quanto stronzo perché lui è fatto così e ovviamente lui è al di sopra dell’ipocrisia degli altri..

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    2. Mi sono venuti i brividi quando ho letto “lui è al di sopra dell’ipocrisia degli altri…”
      È quello che crede di se stesso anche il mio NP, che ha detto “vorrei che i bambini imparassero il mio modo di amare”… insieme a un discorso che prevedeva l’ammissione (più verosimilmente la pretesa) di non voler prendersi impegni in una reale gestione condivisa delle responsabilità genitoriali e la fantastica frase “ho il diritto di vederli ogni volta che ho 10 minuti e voglio farlo” e … wow, che bel concetto di amore!!!
      Comunque nel mio caso lui è troppo pigro e indolente per essere vendicativo, ma anche per uscire di casa…
      Spronata dallo psicologo ho preso i bimbi e me ne sono andata il più lontano possibile…casa non era mia e quei 10 minuti sarebbero diventati il mio incubo giornaliero…

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      1. La sensazione di non poter cacciare nessuno da casa propria deve essere terribile: un mix di rabbia e sopraffazione…la perpetrazione dell’abuso mentre resta lì con la sua faccia di bronzo, il ghigno (che loro vendono come sorriso di amore e speranza) e quel finto voler salvare la famiglia… ma la soddisfazione quando se ne sarà andato, perché se ne andrà, sarà immensa… 😊

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      2. Già Francesca, hai fotografato alla perfezione la situazione…e immagina che in tutto questo scenario già al rallentatore, lo scoppio della pandemia per lui è stato come vincere un terno al lotto. Chiusi in casa per legge. Lui è come il tuo ex: pigro, indolente, incapace di prendere decisioni, ha sempre paura di fare troppa fatica. Mettici anche che abbiamo una attività insieme e che ora come ora sarò obbligata a portarla avanti insieme perché la crisi ha travolto tutti e questa è l’unica fonte di entrate. Se avevo fatto un pensiero di rimboccarsi le maniche e cercare altro, ora è impossibile, in zona che vive di turismo. Ed è opprimente sapere che essendo l’altro tendenzialmente indolente e parassita, dovrai contare solo sulle tue forze, poiché lui non è in grado di mantenere la famiglia e sarà battaglia sui pochi soldi che dovrà dare per suo figlio, già me lo immagino.

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      3. Alla consapevolezza di “dover contare solo sulle tue forze” aggiungerei con la gioia che non avrai più qualcuno che dovrai trascinare come un peso morto come hai dovuto fare finora…perché come mi disse lo psicologo “la sua famiglia è composta solo da lei e i suoi figli da sempre, solo che lei prima non lo sapeva”… e lo stesso vale per te… e speriamo che questo nuovo inizio sia quanto prima possibile🤞🏼

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      4. È vero! Il pensiero della tua psicologa è esattamente quello che ho fatto io! Un peso morto in meno.
        Come ho scritto a lui, che ha avuto coraggio recentemente di rinfacciare che ogni cosa la ho decisa io, prendere casa in campagna e addirittura fare un figlio…”ero già sola da tempo a decidere ogni cosa della mia vita”. Solo che ora mi godrò finalmente anche i frutti senza spartirli con chi non contribuisce e non merita! È un gran sollievo questa prospettiva

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  2. Cara Claudileia, dopo aver letto questo tuo interessantissimo articolo, penso di essere tra la prima e la seconda tappa perché anche qui mi ritrovo in tanti passaggi. E’ veramente difficile non pensare a lui…a come mi ha fatta sentire, a tutto quello che mi ha fatto provare, un amore travolgente e il vero terrore…Oggi posso dire di non aver provato mai così tanta paura prima, in vita mia. Oggi sono salva, grazie a te, ai tuoi articoli, alle varie testimonianze di tutte le persone meravigliose che fanno parte di questo blog.Io mi sto curando così . Mi sono salvata da questo mostro che spero non mi cerchi mai più , ma non sono ancora ” guarita”. Mi sento sempre stanca, non vorrei stare mai da sola, di notte, quando vado a dormire ho tanti flashback , attacchi di ansia e sensi di colpa verso me stessa per essere rimasta in questa storia troppo a lungo nonostante i maltrattamenti.Aspetto il prossimo articolo per sapere cosa ci sarà nella terza tappa che spero, un giorno, di raggiungere. Grazie Claudileia, un forte abbraccio a te e a tutte😘😘😘

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    1. Carissima Lucia, non ho dubbi che raggiungerai la Tappa 3, sai perché? Perché se tu tornassi indietro oggi riceveresti soltanto “più dello stesso”: le stesse svalutazioni, menzogne, triangolazioni, prese in giro, sparizioni, derisioni, silenzi, sarcasmo, tradimenti, maltrattamenti, storie e scuse assurde, ecc… Lo stesso accadrebbe se tu decidessi di tornare indietro fra 2 o 10 anni. Rendersi conto che queste persone NON CAMBIANO ci provoca una sorta di ribrezzo, di orrore. E’ come se facessimo un passo indietro e ci dicessimo: “Oddio, tutti vanno avanti, tutti evoluiscono, tutti crescono ma lui resta sempre lì, sempre lo stesso!”. Quando arrivi a questo punto subentra un rigetto così forte della persona che il vincolo traumatico si dissolve: averli accanto è come avere un bambino capriccioso sulla calcagna per sempre. Il percorso evolutivo tocca a noi che abbiamo vissuto sulla nostra pelle il tipo di non-relazione che si crea con questi individui asentimentali: non c’è amore perché la base, l’essenza dell’altro era falsata. Più introiettiamo questo dato di fatto più si accorciano i tempi di guarigione. Ad un certo punto la tua mente si stanca di cercare “più dello stesso” e di ricevere la solita dose di disamore, di bugie, di delusioni e mancanza di rispetto. A quel punto scatta il famoso click che ti porta alla ricerca di qualcosa di diverso e che non abbia niente a che vedere con la solita dinamica nella quale rappresentavi, come dice l’articolo, un ruolo che non era il tuo solo per compiacere chi aveva molto da guadagnare sfruttando te e gli altri. Un abbraccio enorme a te!

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  3. Cara claudileia vorrei prima di tutto ringraziarti per questo bellissimo blog ! Sicuramente sono nella tappa 2 consapevole ma ancora con delle ricadute ma non perché mi manchi il mio rapporto tossici , ricadute perché sono consapevole che ancora devo perdonarmi Cosa ancora non facile , sono passati 6 mesi Della chiusura del mio rapporto mi sono resa conto degli abusi subiti grazie a un canale YouTube! Ho deciso subito di fare contatto 0 Cosa non facile , il np ha reagito molto male perché no se l’ho aspettava .. Prima con le buone maniere ha cercato di manipolarmi dopo facendo minaccia ricatti stalking alla fine ho deciso di denunciare cosa non facile xke ero in piena dissonanza cognitiva ma ho deciso di farlo x mia figlia , mi sentivo con la autostima x terra e pensavo che no stavo dando un grande esempio sul amore a mia figlia ! Lei è stata la mia forza x tagliare x denunciare x andare avanti ! Grazie di cuore !

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    1. Carissima Paola, un abbraccio enorme a te! Hai fatto benissimo a denunciarlo. La penso come te: se abbiamo messo dei bambini al mondo è un loro diritto avere un esempio di vita SANO ed equilibrato. Perché non essere questo esempio a loro mancante? Cosa ci impedisci di raggiungere la libertà che auspichiamo oltre alle nostre vecchie ferite generazionali e la presenza di individui tossici che ci bloccano la vita? Spezziamo definitivamente questa maledetta catena!

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