Parametri comuni dell’Ultima Tappa post abuso narcisistico: dal trauma alla trasformazione

Autrice: Meredith Miller, libro The journey: a roadmap for self-healing after narcissistic abuse (2017)p. 156-158.
Trad. C. Lemes Dias

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  1. Ricerca di un nuovo senso della vita;
  2. Desiderio di riconnettersi con la comunità;
  3. Fuoco sui vostri sogni e obiettivi di vita;
  4. Le domande esistenziali e spirituali tendono a concentrarsi più sul passato;
  5. Incremento del quantitativo di rivelazioni e insights sulla vostra persona e sul vero proposito per il quale siete venuti al mondo;
  6. Avvertite il desiderio di offrire il vostro contributo alla società, di fare la differenza nel mondo che vi circonda;
  7. Nuova determinazione e impegno: avete la vostra missione basata sulla costruzione di un ponte tra il trauma e i vostri nuovi propositi;
  8. Incremento della vostra determinazione verso il raggiungimento di un obiettivo sognato. Qualcosa sembra spingervi sempre più in avanti allontanandovi dal dolore del passato;
  9. Provate una sensazione di leggerezza nella vostra vita quotidiana. Non avvertite più il peso del vostro passato. Camminate come se un carico enorme vi avessi abbandonato;
  10. Non avvertite più alcun bisogno di ostentare un falso senso di sicurezza perché l’avete rimpiazzato con nuovi livelli di fiducia personale, negli altri e verso il mondo;
  11. La nebbia provocata dal terrore e dal panico del passato si è dissolta: riuscite a vedere con chiarezza le situazioni che vi si presentano senza che dubbi atroci vi paralizzino;
  12. Le quotidiane preoccupazioni e delusioni vengono affrontate con uno spirito molto diverso rispetto al passato. La fiducia in voi stessi vi porta a una certezza: la vostra vita andrà avanti anche quando le cose non andranno esattamente come auspicavate. Scoprite che le preoccupazioni/delusioni non vi precludono il godimento della vita;
  13. Vi siete liberati dell’enorme carico rappresentato dalla vergogna tossica che vi ha accompagnato e inseguito per anni o lungo la vostra intera esistenza. Ora SAPETE il vostro valore e lo vedete riflesso nelle vostre esperienze quotidiane;
  14. Vi appropriate interamente della vostra percezione della realtà: quando qualcosa non vi piace sapete che voi e soltanto voi potete cambiare le cose e decidere cosa fare a riguardo;
  15. Non siete più dissociati, ma integrati;
  16. Il vostro sistema di credenze è più positivo verso voi stessi e la vita che state conducendo;
  17. I vostri dialoghi interni sono molto più sani: i pensieri negativi restano perlopiù a livello inconscio, cioè, non cercate più di focalizzarvi coscientemente su tutto ciò che non va, come spesso accadeva in passato;
  18. Vi ritrovate in una realtà radicalmente diversa dalla Prima Tappa, nella quale non riuscivate a intravedere il senso e il significato non solo della vostra vita, ma anche di tutto ciò che vi accadeva;
  19. Vivete in uno stato di pace interiore e rilassamento, frutto di una lunga battaglia interna;
  20. Avete un maggiore controllo ed equanimità emotiva: le vostre reazioni sono meno impulsive di un tempo. Riuscite a mantenere l’equilibrio quando fronteggiate situazioni avverse e attacchi personali;
  21. Maggiore capacità di superare le difficoltà quotidiane giacché le normali frustrazioni che si presentano giorno dopo giorno non agiscono come inneschi del carico emotivo del passato;
  22. Scoprite che anche un trauma può insegnare, le sue lezioni occulte e i doni che potete utilizzare a qualunque momento per aiutare gli altri;
  23. Costruite nuove relazioni basate sull’autenticità e l’integrità. Ora esiste un equilibrio tra il dare e l’avere: quando percepite che non c’è alcun tipo di scambio scegliete di allontanarvi immediatamente con molta più forza, capacità decisionale ed energia di prima;
  24. Ricostruite le vostre abilità sociali e vi sentite molto più a vostro agio quando siete in compagnia;
  25. Alcune volte si impossessa di voi un’avvolgente sensazione di gratitudine quando analizzate il quanto il vostro percorso è stato lungo e faticoso, il punto in cui siete arrivati e come la vostra vita è diversa se paragonata a mesi o anni prima;
  26. La vostra serenità è tangibile agli altri;
  27. Ridete o sorridete con maggiore frequenza;
  28. Siete in grado di riconoscere il danno collaterale risultante dei maltrattamenti che avete subito. Esempio: riuscite a comprendere che anche i vostri figli possono aver bisogno di un aiuto esterno, che anche loro pagano le conseguenze del passato e che possono provare paura o ansia. Sapete, però, come correre ai ripari per salvaguardare il loro benessere psicofisico, come provare a rimediare nel miglior modo possibile e ciò nonostante auto perdonarvi;
  29. Iniziate a sentirvi parti di qualcosa, forse per la prima volta sentite di appartenere a uno specifico luogo;
  30. Sentite di raggiungere un maggiore successo nei vostri rapporti interpersonali e nella vostra vita in generale;
  31. Nuovi livelli di prosperità in tutti gli aspetti della vostra vita: salute, sentimenti, carriera, crescita personale, amicizie, stabilità economica e spirituale. Tutto sembra connesso come non mai;
  32. Vi scoprite sempre più resilienti;
  33. Siete investiti da un profondo senso di accettazione del passato: l’avete superato e ora state cercando nuovi modi di trasformare i traumi subiti in nuovi propositi;
  34. Vi sentite degni, ringiovaniti e entusiasti: le persone attorno si rendono conto di questa nuova luce più di voi stessi;
  35. Siete più presenti al qui e ora, ma senza perdere la capacità di progettare e pianificare il futuro. Riuscite a prendere decisioni preliminari che andranno a direzionarlo verso la strada che sognate;
  36. Vi esprimete con chiarezza, autorevolezza e fermezza quando siete circondati dagli altri. Si tratta di una sicurezza acquisita che non se ne va quando siete soli;
  37. Spesso vi sorprendete a pensare che la vita è un miracolo.

13 pensieri su “Parametri comuni dell’Ultima Tappa post abuso narcisistico: dal trauma alla trasformazione

  1. Carissima Claudileia, grazie per questi interessantissimi articoli che descrivono alla perfezione le tappe di chi (come me) ha vissuto il trauma di un abuso narcisistico. Solo due o tre mesi fa mi sembrava impossibile poter tornare a sorridere…e invece è successo, anche e soprattutto grazie a te e a questo blog. Con mia grande sorpresa mi sono riconosciuta in diversi punti della terza tappa. Mi sembra successo tutto così in fretta! Certo, non mi sento ancora fuori dal tunnel, forse non ne sarò mai totalmente fuori. Il fantasma di np aleggia nell’aria ma non mi fa più paura, non mi ossessiona, non è più nella mia mente giorno e notte. Anzi, è lì per ricordarmi che averlo incontrato mi è servito a conoscere di più me stessa e a scoprire cose della mia vita e di me che non sapevo. Questa esperienza (dolorosissima!) ha portato a galla traumi infantili che non sapevo o non ricordavo di avere, mi ha aperto gli occhi sui motivi delle mie scelte di vita fatte in passato. Mi ha resa consapevole del perché di alcuni miei aspetti caratteriali, riesco ad accettarmi di più e a sentirmi meno in colpa per certe cose, a non caricarmi tutto il peso delle responsabilità come ho sempre fatto. Ho scoperto in me una pazienza che non pensavo di avere, anche nei confronti di me stessa. Questa quarantena a me ha portato una serenità inaspettata, di cui non posso essere nient’altro che grata. Mi sento leggera, proprio come dice il tuo articolo. Questo non significa che non abbia pensieri o problemi da affrontare e questioni in sospeso da risolvere. Ma adesso ho ben chiaro da dove devo cominciare per rimettere a posto la mia vita, piano piano e voglio fare le cose per bene, senza fretta.
    Lo avevo già accennato qualche mese fa, qui su questo blog, che avevo conosciuto un ragazzo con cui sentivo di avere delle affinità e che si era mostrato interessato a me. Ci siamo tenuti in contatto in questo periodo anche se ovviamente non ci siamo potuti vedere. Mi rendo conto che passo sotto la lente d’ingrandimento tutto quello che dice o che fa, alla ricerca di un campanello d’allarme che mi indichi che si tratta di un altro np, o comunque di una persona da cui stare alla larga. Credo sia normale il mio atteggiamento…voglio essere molto prudente. Ma soprattutto non voglio crearmi delle aspettative. Voglio stare bene con me stessa e se qualcun altro entrerà mai nella mia vita, deve essere qualcuno che sappia davvero darmi l’amore che merito.
    Dopo aver letto il tuo articolo sono andata a rileggermi l’ultima pagina del diario che avevo iniziato a scrivere dopo la rottura con np. Era del 1 marzo e mi sono sembrate parole scritte da un’altra persona, anche se ricordo benissimo le sensazioni che provavo mentre scrivevo tutto.
    Grazie ancora Claudileia per tutto quello che fai, ti leggo sempre anche se non commento.
    E ti abbraccio fortissimo ❤️

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  2. Bellissimo articolo cara Claudileia, ma io credo di essere ancora molto lontana da questa fase….La vita è un miracolo….vorrei tanto che lo fosse anche la mia. Un bacione ed un abbraccione a te, e a tutte😘😘😘

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  3. Sotto certi punti sono nella terza tappa, ma sotto altri sono bloccata tra la prima e la seconda…
    Riconosco il “danno collaterale”, ma sono stanca e non so come fronteggiarlo…
    Le paure, la pigrizia, l’aggressività… dei miei figli so che hanno radici in tutto quello che è successo e succede, ma sono stanca, talmente stanca dopo questa quarantena che vorrei lasciare tutto e andarmene. Mi sento svuotata. Mi viene da piangere al pensiero che tornerà dopo tre mesi trascorsi da sola in quarantena ad affrontare l’isolamento… che dopo essersi scansato tutto lo stress della scuola a distanza, dei bimbi esauriti chiusi in casa, arriverà (già minaccia) per portarseli via e riconsegnarmeli ancora più stanchi, nervosi e ansiosi di come glieli ho lasciati… non ce la posso fare… mi viene voglia di piangere e lasciar perdere tutto…
    Una voce urla forte dentro di me “perché?!”… perché devo affrontare tutto questo? Perché non se la prende con qualcun altro? Perché non sparisce? Solo una persona anaffettiva passa 2 mesi e mezzo in cassa integrazione a fare nulla a 700 km dai suoi figli pur di non fare 15 giorni di quarantena nel rispetto della normativa… allora, visto che non gliene importa nulla, perché quando saremo finalmente liberi di uscire e liberi dagli impegni scolastici, non viene per qualche giorno, li porta dai nonni, a prendere un gelato, a giocare al parco e arricchisce le loro vite qui invece di pretendere che siano loro ad arricchire la sua lasciandoli arrabbiati e svuotati?!
    Ne uscirò?!

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    1. Cara Francesca, in realtà sei già uscita. Ora, però, fai fatica a vedere le tue conquiste per quel che sono per tutta la situazione attorno. Alla fine stiamo lottando contro una malattia grave che ci ha costretto alla quarantena e che quindi ha i suoi risvolti pesantissimi a livello psicologico. Detto questo: i bambini non saranno bambini per sempre, così come non resteremo in quarantena per sempre. Ora stai ragionando sul futuro in modo negativo: lui tutto pimpante che arriva e prende i bambini e poi te li riporta stanchissimi e distrutti e… Facciamo un giorno alla volta che è meglio! Ok, dovrai lasciare andare i bimbi con lui perché così dice la legge. Bene, avrai un po’ di tempo per te stessa e questa è una bella cosa che potrà cambiare questa tua visione negativa sulla tua forza. Alla fine i tuoi bimbi ti mancheranno e forse preferirai che stiano con te piuttosto che essere portati dai nonni o da qualsiasi altra parte con un padre narciso che sa soltanto svalutarli. Mi auguro che per te arrivi presto il tempo in cui la tua forza prenda il sopravvento sulla stanchezza. Un abbraccio fortissimo e non aver dubbi che ce la farai a superare tutto anche grazie ai tuoi piccoli.

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      1. Grazie… vorrei arrivare un giorno a trasmettere tutta la serenità che riesci a trasmettere tu… e aiutare tutti come fai tu… grazie a te riesco a ripetermi “un passo alla volta, non avere fretta… sii forte…”… grazie!

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      2. Carissima Francesca, ho fatto 10 anni di psicoanalisi per capire molti dei concetti che trasmetto qui e che in linea di massima sono semplici: non puoi cambiare gli altri, solo te stessa; tutto cambia quando la tua prospettiva cambia; sei tu la padrona del tuo cervello; se continui a somatizzare tutto finirai per crepare! Insomma, il mio auspicio è che le persone mettano meno tempo, sprechino meno soldi e non abbiano gli orribili pensieri che ho avuto io nel processo. Ci sono passi che debbo ancora compiere come tutti voi, ecco perché sono ancora qua. Un abbraccio gigantesco a te e non demordere mai, perché è questa la chiave: PERSEVERARE. Guardarci allo specchio ogni mattina, fare una bella pulizia del viso e metterci una buona crema idratante è per noi una conquista. Quando comincerai a trattare bene ogni singola parte del tuo corpo come una cosa preziosa a prescindere di tutto ciò che ti sta attorno sei a metà strada. Per me è andata così: prima il corpo e piano piano la mente mi ha seguito. Quando è nato il mio ultimo bimbo mi sono promessa di non abdicare mai dei miei momenti di benessere anche se avvenivano alla mezzanotte. Risultato: il giorno dopo mi sentivo sempre meglio… Non avere fretta. Ci arriverai perché hai lo spirito giusto, anche se non lo vedi ora. Dai retta a me quando dico che saranno proprio i tuoi figli a darti la forza di splendere sempre di più. Quando i nostri figli si accorgono che ci vogliamo bene provano una sorta di ammirazione che poi li porta ad aumentare la loro autostima, è una catena. I miei mi vedono cucinare o stirare con la maschera sui capelli o sul viso e trovano la cosa molto divertente ma in fondo sanno che chi si vuole bene si cura. Imparano così, guardandoci! MAI RINUNCIARE A TE, CARA!

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  4. Francesca cara! Si che se ne esce anche se è durissima e sopratutto con figli ancora piccoli che si può solo sperare raggiungano tanta consapevolezza – noi dobbiamo rimanere saldissime!

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    1. Grazie a te.
      Le “scarpe sporche” sono un’immagine di Leo Buscaglia… i suoi libri sono molto belli e positivi… cerco ottimismo e speriamo funzionino!

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  5. E quando il narcisista ce l’hai in casa… cosa fare? lotto da qualche mese per attuare il contatto zero il più possibile, nonostante viviamo sotto lo stesso tetto. gradualmente va meglio… ho iniziato a dirgli di no a qualsiasi cosa mi proponga. in un giorno in cui sono triste o più fragile può essere più difficile, ma cerco di tenere duro e terrò duro per uscire da questa malata dipendenza. Ne resta ancora qualcosa (chiedermi se sarà curioso di sapere con chi esco se mi vede uscire, se noterà cosa indosso… cose che vorrei davvero non pensare). E so che è difficile, che se l’unico modo suggerito per uscirne è il contatto zero c’è una ragione… ma viviamo nella stessa casa, è per questo che è una sfida maggiore questa volta. Ma è dura… lo sconforto arriva facilmente, soprattutto in una città nuova, dove non hai quasi relazioni stabili, un lavoro che ti stressa, una quarantena che scombussola, e la tua testa che ti ha sempre detto che non sei abbastanza, che devi fare di più, che non vai bene, che non ti dà tregua. In tutto questo persone su cui contavi non ti comprendono o ti girano le spalle… inizi a chiederti se non sei tu il problema. un problema ce l’hai sicuramente. ma più ti sforzi e meno riesci. più ti dici che dipende da te, che devi volerti bene, accettarti, più sprofondi. quest’ultima tappa sembra così lontana… credo di essere ancora in transizione tra la prima e la seconda. cosa fare per stare meglio? bisogna avere fiducia, e speranza, lo so.

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  6. Ciao Nerea, vivete nella stessa casa…è il tuo partner? Se posso chiederlo perché vivete ancora nella stessa casa?
    Io dovrò convivere ancora con il mio quasi ex fino a fine settembre, questi i pattiformati con gli avvocati.
    È dura ma grazie al cielo è una situazione a termine.
    E nel tuo caso se vuoi raccontare, cosa ti tiene ancora legata?

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