Perché i narcisisti tendono a ignorare le distanze sociali e le regole per prevenire il Coronavirus?

Fonte: https://www.psychologytoday.com/us/blog/when-kids-call-the-shots/202004/why-narcissists-ignore-social-distancing
Trad. C. Lemes Dias

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Al giorno d’oggi, i compiti semplici sono diventati complicati. Maschere facciali, guanti e flaconi di disinfettante per le mani riempiono le tasche del cappotto e gli scaffali dell’armadio. Qualsiasi disagio causato da questi nuovi pesanti accessori, tuttavia, è minore rispetto al contenimento o alla diffusione del Coronavirus.

Con tutte le informazioni e gli avvertimenti per prevenire la diffusione di COVID-19, perché alcune persone continuano a ignorare palesemente le raccomandazioni del Sistema Sanitario Nazionale?

IL NARCISISTA NEI VOSTRI PARAGGI

Recentemente, ho faticato a leggere la mia lista della spesa mentre spingevo un carrello in un supermercato affollato. La maschera che mi copriva il naso e la bocca, era calda e pruriginosa, i miei occhiali si appannavano, e io cercavo di fare del mio meglio per praticare la distanza sociale nelle corsie strette e piene di clienti ansiosi.

Fu allora che notai un classico narcisista che si avvicinava alla folla. Senza coprirsi il naso o la bocca, scontrandosi con gli altri clienti, si faceva guardare dalla gente mentre urlava nel suo cellulare: «No, non voglio vedere quel film… Al Pacino è troppo vecchio, è deprimente. Ne parleremo stasera… Verranno tutti da noi verso le sette. Qualunque cosa mi abbia comprato, spero che non l’abbia avvolta in quella carta sgargiante che ti piace tanto».

Esatto, non solo ignorava tutte le raccomandazioni sulla salute, ma organizzava anche una festa di compleanno. Alla faccia della quarantena.

IL BENE COMUNE È IMPOSSIBILE DI ESSERE CONCEPITO PER I NARCISISTI

Il Coronavirus si diffonde rapidamente e, a seconda dell’età e dello stato di salute, può essere mortale. Per proteggere i più vulnerabili, abbiamo dovuto tutti adeguarci alle nuove norme sociali. Abbiamo cambiato i nostri orari, adattato i nostri comportamenti, adattato i nostri stili di vita. Pensando in comune, proteggiamo noi stessi e gli altri da COVID-19.

I narcisisti non pensano mai al bene comune. Mancano di empatia, hanno una visione onnipotente di sé stessi e amano credere di essere esenti dalle norme sociali. È una sorpresa che ignorino le raccomandazioni del Sistema Sanitario?

I NARCISISTI SONO EMOTIVAMENTE IMMATURI

Non importa quanto siano intelligenti, i narcisisti rimangono emotivamente immaturi. Come i bambini o gli adolescenti, trovano difficile mettere i bisogni degli altri prima dei propri. Non importa quante volte si cerchi di educarli al potere dell’empatia o dell’altruismo, queste lezioni non durano mai. È come se il narcisismo fiorisse in una zona “sprovvista di insight”. Un terapeuta che ha avuto pazienti narcisisti vi dirà quanto poco progrediscono nell’aiutarli a formare relazioni sane.

Ma i narcisisti non sono sempre facili da individuare. Possono essere molto divertenti. Possono essere affascinanti, possono avere senso dell’umorismo ed essere abili intrattenitori. In effetti, molte celebrità, persone in politica e dirigenti d’azienda di grande successo probabilmente soddisfano i criteri del disturbo narcisistico della personalità. Qual è il problema?

Un motivo ci sarà se nessuno vuole avere un narcisista per amico, un parente o un capo narcisista. Non li vogliono perché è più probabile essere abbandonati nel momento del bisogno, che girino la frittata per sfuggire alle loro responsabilità, che li portino a dubitare di loro stessi e che vengano ignorati quando sono feriti. Quando un narcisista non è al centro dell’attenzione, il suo caldo bagliore di amicizia svanisce rapidamente.

IL TEST DEL NARCISISTA

Dopo aver trascorso del tempo con qualcuno che si sospetta essere un narcisista, chiedetevi:

  1. Mi sta prosciugando le energie e mi lascia emotivamente affaticato/a?
  2. È egocentrico/a, in costante ricerca di elogi e attenzioni?
  3. Sta distorcendo i fatti per alimentare la sua grandiosità?
  4. È ossessionato/a dalla sua immagine?
  5. È interessato/a a me solo perché vuole qualcosa?

Se avete risposto sì a tre o più di queste domande, ci sono buone probabilità che abbiate a che fare con un/a narcisista. I narcisisti possono essere più che fastidiosi; nell’era del Coronavirus, possono essere pericolosi anche per la salute.

Carcará/là nei bassipiani/ è un animale che vola come un aereo/ è un passero malvagio/ Ha il becco verso il basso come un gabbiano/ Carcará/ quando vede un campo bruciato/ va in giro cantando/Carcará/ parte per fare la sua caccia/Carcará mangia persino cobra bruciacchiata/ Quando arriva il tempo delle gelate/ nei bassipiani non ci sono campi bruciati/ Carcará anche così non patisce la fame/I vitelli che nascono altrove/ Carcará prende, uccide e mangia/Carcará non morirà di fame/Carcará ha più coraggio dell’uomo/ Carcará prende, uccide e mangia/ Carcará è malvagio, è spaccone/ è l’aquila là dei bassipiani/ I vitelli appena nati non possono andare in giro/Lui prendi loro dall’ombelico/ lo stringe fino ad ucciderli/Carcará prende, uccide e mangia/Carcará non morirà di fame…

26 pensieri su “Perché i narcisisti tendono a ignorare le distanze sociali e le regole per prevenire il Coronavirus?

  1. Tutti in TV e sui social a spiegare l’importanza del distanziamento sociale , dell’uso della mascherina e dei mille modi per applicare le norme e tornare ad una vita di relazione…
    …poi vedo le foto di 17 amici in una sala chiusa di una pizzeria… 5 famiglie riunite senza mascherine stretti stretti per un selfie di gruppo… tutti festosi, tutti abbracciati… tutti narcisisti?!
    Non credo, ma forse ne basta uno solo abbastanza “coinvolgente” da far dimenticare a tutti gli altri le norme sul distanziamento… compreso il proprietario del ristorante!
    E mi viene in mente una frase di Claudileia letta in questo blog che suonava più o meno come basta un narcisista solo in una famiglia per fare danni su almeno due generazioni…

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    1. Esatto. Basta uno. Quante persone il narcisista che tu conosci bene ha ingannato nell’arco della sua vita e quante ancora sta imbrogliando? Se sono riusciti a ingannare noi per anni o decenni, chi non conosci i loro meccanismi tende a credere nelle loro argomentazioni e nel loro fascino alla faccia di tutte le regole. Nelle parti dell’Italia meno colpite dal Coronavirus, trovare un narciso che convince il suo gruppo di amici a ritrovarsi tutti insieme in pizzeria perché il pericolo non è arrivato o appartiene “al nord” è molto più facile. Ho amiche nel Veneto, a Padova, che mi raccontano dei controlli anche eccessivi che vengono fatti dovunque. Penso che siano riusciti a contenere l’avanzare dell’epidemia grazie al rispetto di tutte le regole più volte ribadite non solo dai virologi in TV, ma anche dai loro stessi medici e personale sanitario locale. Il Brasile rischia il genocidio a causa degli assembramenti e la mancanza dell’uso della mascherina, ciò che sta accadendo laggiù è fuori da ogni logica….

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      1. Io sono al sud. I contagi sono rimasti bassissimi nonostante i pronostici catastrofici, i controlli piuttosto bassi (praticamente ci si controllava tra vicini di casa con raccomandazioni dai balconi) e i 22.000 del nord arrivati prima di Pasqua… siamo in una delle province con minor numero di contagi…
        I compagni di classe dei miei figli qui al sud sono rimasti chiusi in casa, lontani dai nonni per settimane e tuttora non incontrano i loro coetanei se non in videochat la mattina con la maestra.
        Vivevamo in una zona rossa… ed è proprio da lì dove le terapie intensive erano intasate che ci arrivavano e ci arrivano le video chiamate del padre “in vacanza” e le foto dei loro vecchi compagni di scuola tutti insieme nei parchi, in pizzeria, al mare… nella migliore delle ipotesi con qualche adulto con improbabili mascherine indossate alla John Wayne…
        Quanto sono seducenti o in grado di far sentire gli altri paranoici o ipocondriaci!?!

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      2. Cara Francesca, potrei dire che ciò che è accaduto a Milano è stato replicato a San Paolo, un’altra grande metropoli che si ritrova ora in condizioni ancora peggiori. Proviamo a immaginare tutte le industrie che ci sono e la molle di lavoro che andrebbe fermata. Nessuno vuole questo, ma è stato necessario. Bene. Se io sono una lavoratrice e ho un capo empatico e che rispetta le regole, anche se sono costretta ad andare a lavorare, lui o lei farebbe il possibile per mettermi in condizioni di farlo in sicurezza. Se, invece, ho un capo narcisista subentrano tanti fattori, oltre il non rispetto delle regole: vorrà risparmiare sulla mia pelle e potrebbe convincermi che certi accorgimenti non servono perché lo porterebbe a spendere inutilmente per una ‘cosa che non esiste’. Supponiamo che nell’azienda dove lavoro c’è un capo narcisista e 300 dipendenti che lavorano in un capannone con poche finestre: saranno 300 persone che dovranno rischiare dalla mattina alla sera pur di non perdere il posto di lavoro. Alcune decideranno di prendere soldi dalle proprie tasche per proteggersi, altri non avranno nemmeno quello, mentre altri, narcisisti come il capo oppure affascinati dal potere emanato dal capo, tenderanno a dare ragione a colui che comanda e a comportarsi come lui quando varcheranno la soglia dell’ambiente di lavoro. A questo punto, se la tendenza è dare ragione ai prepotenti, replicheranno questo modo di fare ovunque anche quando tutte le evidenze dimostrano il contrario. Non ho idee di quanti imprenditori narcisisti ci siano a San Paolo, so solo che la città prima di fermarsi era caotica perché la gente era costretta ad andare a lavorare senza protezione, ammassandosi nelle metro NONOSTANTE le immagini della processione di bare che vedevano in TV e che purtroppo riguardava l’Italia. Oltre la seduzione c’è anche un fatto di potere e dove hai potere, hai anche dei narcisisti.

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      3. Già, dopo le tue parole sul Brasile mi sono fermata a leggere e cercare informazioni… e tutto quello che ho letto mi ha profondamente spaventato…

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      4. In Amazzonia è già genocidio degli indios. Intere etnie di pochi membri devastate. Considera che gli anziani hanno un valore enorme per loro, non solo per la preservazione della storia, ma funzionano come farmacie viventi, grandi conoscitori delle erbe e delle piante. Metà Brasile ha le UTI collassate e un Presidente pazzo che non rispetta i decreti regionali di contenimento del virus, attaccando governatori, sindaci e chiamando i “patriottici” a ribellarsi contro la privazione della loro libertà. Risultato: molti “patriottici” hanno deciso di ascoltarlo e non indossano più mascherine o mantengono l’isolamento. I numeri parlano chiaro: oltre mezzo milione di contagiati e la reale possibilità di superare i contagiati e i morti per COVID-19 americani. Perciò, se con tutte le misure di sicurezza, anche prese tardivamente, gli americani sono arrivati a quel livello, figuriamoci un paese povero come il Brasile guidato da uno psicopatico che vuole la folla ai suoi piedi, come accade ogni giorno davanti al palazzo del governo.

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  2. Sinceramente l’argomento mi pare un po’ troppo complesso per interpretarlo in maniera così riduttiva.
    Certamente un narcisista sarà portato anche in questo caso specifico ad agire in modo sfidante o contro le regole, però nel caso di covid, mascherine, distanziamento sociale e regole (molte delle quali cominciano a dimostrarsi assurde in virtù di sempre più evidenze scientifiche che ne dimostrano la debole efficacia reale, vedi per es. ieri o l’altro ieri il Dott. Zangrillo in TV, non certo un ciarlatano), vedo che tante persone molto differenti tra loro manifestano resistenze e dubbi.
    Tra quelli che conosco personalmente, molti non sono certamente narcisisti, ma persone equilibrate e di solito rispettose delle regole, e tra queste anche medici e sanitari..
    Diciamo che forse all’inizio dell’emergenza a botta calda mentre tutti osservavano le regole, i narcisisti facevano eccezione, mentre negli ultimi giorni le cose sono cambiate anche per i non narcisisti, perchè la situazione è diversa da quanto prospettato.

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    1. Se andiamo a vedere i luoghi in cui le distanze sociali non sono state rispettate e nemmeno indossate le mascherine, come il Brasile, forse queste misure qui a qualcosa sono servite. In Brasile gli assembramenti continuano perché è la questione è diventata politica. C’è un Presidente estremista di destra che incita la gente ad andare da lui per offrire il suo appoggio senza alcun obbligo di indossare le mascherine pur di affrontare il Presidente della Regione. Francamente, IN QUESTO MOMENTO se vengo ricevuta e visitata da un medico non indossa una mascherina tenderei a mettere in dubbio la sua capacità di curarmi. Sono opinioni diverse, ma penso che le regole sono nate per tutti. Qui nel Lazio c’è l’obbligo della mascherina, ma vedo molti giovani assembrati e senza alcuna preoccupazione per indossarla. L’articolo può essere sintetico, ma non lo trovo banale. E’ ciò che sta accadendo, con il rischio che possiamo nuovamente ritrovarci rinchiusi dentro casa…

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  3. Non intendevo confutare il tema relativo a mascherine o misure di distanziamento e la loro utilità, ma la conclusione riduttiva che a fregarsene sia il classico narcisista… in questo senso definivo riduttive le conclusioni dell’articolo. ..

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    1. Le persone tendono a ripetere i comportamenti di coloro che ritengono siano i più forti. Uno dei motivi perché si sentono attratte dai narcisisti è perché IN UN PRIMO MOMENTO sembrano forti e sicuri di sé. Questa caratteristica non va sottovalutata in questi tempi. Se un virologo va in TV e ribadisce i suoi concetti con prepotenza, questa prepotenza viene scambiata per forza e certe volte soffoca persino la conoscenza di altri tecnici molto più preparati. Il rispetto delle regole è stato fondamentale qui in Italia per farci arrivare al punto di potere uscire di casa; il non rispetto delle regole in altre parti del mondo, come il Brasile, ci daranno purtroppo l’esatta dimensione di cosa sarebbe accaduto qui se tutti noi non rispettassimo le regole più elementari volte al bene comune. Come ha ben osservato Francesca: basta un trascinatore di folle per combinare disastri impensabili e questo vale non solo nel nostro privato, ma anche per interi Paesi. Un abbraccio grande a te!

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  4. Cara Claudileia, non conoscevo la situazione del Brasile, né la personalità particolare del vostro presidente.
    Sicuramente tutto ciò è gravissimo.
    Da persona che è stata ed è rispettosa delle regole prescritte, tuttavia non riesco ad impedirmi di andare a fondo e cercare di comprendere.
    Brasile a parte esistono nel mondo modelli disparati di gestione della pandemia, senza che necessariamente si registri una equazione evidente tra misure meno rigorose e dilagare della malattia (del contagio è diverso, spesso non possiamo sapere quanti siano realmente i contagiati).
    C’è molta politica e molta economia dietro alle scelte dei governi in questo frangente, non solo ragioni sanitarie.
    Mi permetto di mantenere una mente critica (pur nel rispetto di quanto viene prescritto, come già detto).
    Ad esempio vorrei segnalarvi che migliaia e migliaia tra genitori, insegnanti, medici, psicologi, avvocati e associazioni si stanno muovendo con denunce e istanze per denunciare ciò che il governo italiano prospetta di fare per il ritorno a scuola a settembre (7 mesi dopo il lock down).
    È appurato che il rischio da covid19 per i bambini e ragazzi è praticamente nullo. Nonostante ciò la scelta italiana è quella di adottare forme miste di insegnamento (in aula e da remoto), mascherine e distanziamento sociale. Quando in Europa i bambini sono tornati in aula e anche senza a volte queste misure drastiche, non si assiste a contagi.
    Le scelte sono politiche, è evidente che non sono sanitarie in questo caso.
    E le scelte imposte ai cittadini devono rispettare il principio di proporzionalità.
    Se a rischiare sono insegnanti vecchi o non in salute, possono lasciare a casa loro e non i bambini, che hanno bisogno della scuola come luogo fisico hanno bisogno del contatto con insegnanti e compagni !
    Anna Rita Iannetti, medico da 30 anni, scrive che diminuire nei bambini e fino a 4-5 anni post pubertà il contatto, la sensorialità attraverso il distanziamento sociale, la scuola virtuale, le mascherine, porta ad alterazioni profonde, altera la capacità di costruire una comunicazione empatica!
    In sostanza ok, viviamo un momento di emergenza mai successo prima…rispettiamo le regole…ma permettiamo a noi stessi di farci delle domande, senza per questo essere dei narcisisti o plagiati da narcisisti…

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    1. Cara Primavera, mi trovi d’accordo sul ritorno alla scuola dei bimbi, anche perché è stato un massacro per loro dove stare a casa senza socializzare con nessuno oltre la famiglia, sempre attaccati a un tablet, a un computer o un telefonino. Non credo ci fosse un governo al mondo preparato per tutto ciò, visto che i dati iniziali non sembravano tanto attendibili. Mi tengo molto cauta sui temi politici, ma credo il Brasile stia diventando un macabro laboratorio a livello mondiale e credo che sia interessante osservarlo e trarre le proprie conclusione: è stata così cattiva la gestione qui in Italia? E in Francia, dove le scuole sono state riaperte cosa sta accadendo? Il mio piccolo andrà alla materna a settembre, ma ho a casa mio suocero di 95 anni e ancora non so bene cosa dobbiamo fare. Suppongo che chi non ha un anziano a casa non abbia questo conflitto, ma mi chiedo come faremo a contenere i piccoli quando vedranno i loro nonni se non c’è accordo nemmeno se il virus è rimasto lo stesso oppure si è “indebolito”? Abbiamo bisogno di risposte più chiare, ma nel dubbio OSSERVIAMO tutto ciò che accade nel mondo. Abbraccio grosso a te!

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  5. Mi permetto di condividere questo bell’articolo…l’argomento, si sarà capito, mi sta molto a cuore:
    Cosa vogliamo trasmettere ai nostri bambini e ragazzi? Su quali principi e con quali basi vogliamo riaccogliere, riaprire e incontrare nuovamente i nostri giovani?

    Ciò che purtroppo emerge, da tutte le proposte che abbiamo sentito fino a questo momento, è un principio di PAURA:
    paura del contagio
    paura del contatto
    paura del respiro
    paura della contaminazione
    paura della vicinanza

    In sostanza PAURA DI VIVERE.

    Immaginate un bambino. 6 anni appena compiuti. 25 chili scarsi. Primo giorno di prima elementare. Un giorno importante.

    La mamma non lo può accompagnare. Entra da solo in una classe di sconosciuti di cui non vede il viso. Si siede da solo. Ha paura. E’ agitato. Respira forte e la mascherina gli fa annebbiare gli occhiali.

    Avrebbe bisogno di un sorriso ma nessuno gli può sorridere. Di un abbraccio ma nessuno glielo può dare. Distanziamento sociale.

    Niente “Dai, siediti vicino a me, teniamoci la mano!”. Niente “A ricreazione giocheremo insieme!”

    E’ solo. Gli manca la mamma. Piange.

    Le lacrime gli bagnano la mascherina. La maestra gli dice che non può piangere, che non può toccarsi, che è pericoloso, che deve disinfettarsi, che nessuno lo può consolare.

    Nessuno gli può sorridere. Distanziamento sociale.

    Se questo è uno dei momenti più importanti della sua vita, se questa sarà la sua vita per 5/6/7/8 ore al giorno…

    NOI NON SIAMO D’ACCORDO e sentiamo la necessità di fare proposte costruttive.

    I bambini, i ragazzi e i giovani non conoscono e non dovrebbero conoscere il distanziamento sociale, che implica una lontananza non solo fisica, ma anche UMANA dagli altri. Una distanza innaturale, che non fa parte di ciò che caratterizza ogni essere umano!

    La Scuola Che Accoglie

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    1. Cara Primavera, spero come tutti che questa situazione finisca al più presto. Vivo a Roma in una zona di “movida” e di distanziamento sociale ne ho visto zero in questi giorni e tanto meno di mascherina! Concordo che un bimbo piccolo non può sapere o comprendere cosa sia il distanziamento sociale e nemmeno dovrebbe essere richiesto, ma i giovanotti… Stiamo a vedere come andrà a finire questa Fase 2. Mantengo l’ottimismo, ma se guardo dalla mia finestra al calar della sera un po’ la cosa mi preoccupa.

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    2. A giugno riapriranno i centri estivi… però a settembre non si sa se e come torneremo a scuola…
      Credo che in Italia si sia fatto molto allarmismo e che l’Azzolina non abbia saputo gestire al meglio la situazione… ovvero abbia risposto frettolosamente nel tentativo di sedare le ansie di tutti.
      Provo fastidio per chi a dispetto delle norme vigenti non rispetta il distanziamento e l’uso della mascherina perché io non vorrei arrivare a settembre con le stesse paure, incertezze e lo stesso caos di oggi.
      Sono convinta che ci sia gente che crede di potersi infettare andando a fare la spesa al supermercato, perché nessuno spiega che a dispetto delle norme le prostitute non hanno smesso di lavorare, gli spacciatori di vendere, i ludopatici di frequentare bische, gli amanti della movida di fare bisboccia… come è stato detto da Claudileia il capo narcisista non ha salvaguardato i dipendenti e aggiungo che la malavita certo non ha rispettato il lockdown…
      Ed ecco perché vedo un’enorme correlazione tra narcisismo e pandemia… troppa gente che mente per tornaconto personale dai politici al ristoratore, dal medico all’ammalato…
      Ed esattamente come è stato nei 15 anni della mia vita con NP sembra che viviamo immersi in una nuvola di fumo senza verità e senza certezze pronti a sacrificare le nostre vite per un bene superiore che forse è l’interesse di pochi o il vagheggiamento di troppi…

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  6. Cara Francesca è vero che la confusione è tanta che poi ci siano interessi politici che consistono nel negare la pandemia è vero – che i campioni di questo mortale comportamento siano Trump e Bolsonaro è evidente- che siano due psicopatici anche- politici che hanno diffuso notizie false ci sono anche da noi salvo cambiare idea in un nano secondo e girare la frittata – vergognoso! – la ministra Azzolina mi pare solo confusa – speriamo bene!

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    1. È che io i danni da quarantena li vedo tutti e non sono solo economici. I miei bimbi fatico a portarli fuori di casa e fatico a uscire io stessa…
      Io e la mia settenne siamo sfiancate dalle lezioni e i compiti, la solitudine e le scadenze giornaliere prive di tutta quell’allegria connessa alla socialità della scuola, alle passeggiate, lo sport e le uscite… siamo stati questi tre mesi rinchiusi in una bolla e, sindrome della capanna a parte, siamo oggettivamente esausti. Certo, noi abbiamo l’aggravante di NP che minaccia non so bene quali ritorsioni se non porto i bambini da lui prima che torni a lavoro e dobbiamo sopportarcelo ogni sera… ma non credo di essere l’unica ad avere situazioni complesse che il covid ha reso ancora più difficili…
      Se immagino di ripartire a settembre con tutte queste restrizioni… più lo psicopatico che vuole portarmi in tribunale, i nonni che non si capisce cosa vogliono… mi viene su un magone che mi paralizza…

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      1. Carissima Francesca, purtroppo molti aspetti sono condivisi da tutti, incluso l’ansia per come sarà a settembre. Quali saranno i risultati dei contagi dopo agosto? Ecco, questa ansia è collettiva perché la situazione è in divenire e più guardiamoci attorno più ci rendiamo conto che le regole vengono infrante. A questo punto la normale tendenza protettiva è rinchiudersi sempre di più. Le lezioni stanno finendo e sono state davvero dure. Personalmente non ce la faccio più di stare davanti a uno schermo ma nemmeno vado in giro e quindi concordo che è come essere nel limbo… Cercherò articoli da pubblicare su questa particolare condizione. Abbraccio grande a te e ai bimbi!

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      2. Come tu faccia a ricondurmi sull’accettazione della mia percezione della realtà non ne ho idea… ma ce la fai sempre…
        Come questo blog mi dia sempre la sensazione che “wow, siamo in tanti!” è un mistero…
        Grazie a te e a tutto quello che hai creato!😘

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  7. La narcisista di cui ho fatto esperienza, sta distruggendo (o minando, oppure, secondo lei, al contrario aprendo a nuovi pubblici e ammirazione) la sua carriera: ha deciso infatti di farsi paladina di istanze no vax e complottismi vari, anche molto fantasiosi. Mi pare strano che ci sia tutto questo impegno “politico”, di colpo, da parte di una persona di solito in grado di esporsi molto poco per non chiudersi alcuna strada. Eppure, vedo nella dinamica del complottista tipo qualcosa di molto simile al narcisismo: 1) io so una verità che tu non sai (poco importa se l’ho appresa su internet e non ho tra l’altro mezzi di discernimento); 2) se la cosa mi danneggia, allora decido che non esiste o che è una persecuzione che mi rende persino importante; 3) io non crederò a ciò che credono gli altri, né mi abbasserò a comportarmi come loro. Il resto, pare una vera paranoia, deragliante, insana e – devo dire – inaspettata. Finalmente provo una grande disistima intellettuale.

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    1. Caro S.w.a, mi ricordo che era una no vax! Direi che in questo momento vede molto probabilmente tutti i suoi impegni ridotti a zero e quindi è al corto di adrenalina. Creare polemiche online garantisce un po’ di questa adrenalina mancante perché c’è chi sposa la tua tesi e chi no. Mi verrebbe da dire, come si dice da queste parti “pora stella!”. Ovviamente caduta. E senza alcuno stile…

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  8. Mi son chiesta se commentare oppure no, ma mi piace essere sempre sincera, anche qui dove non ci conosciamo e siamo presenze “virtuali”.
    Mi sforzo ma non trovo il nesso tra avere una posizione critica su determinati argomenti, ed essere necessariamente dei narcisisti.
    Per quanto riguarda la pandemia, pur rispettando le varie prescrizioni, non posso fare a meno di vedere le tantissime incongruenze e cose che non tornano nella narrazione mediatica di questi mesi, senza per questo dover credere di essere una narcisista.
    E sinceramente anche ciò che racconta s.w.a. della sua ex narcisista no vax e complottista, mi fa un po’ sorridere.
    Conosco narcisisti ultra pro vax, e persone critiche nei confronti della pratica vaccinale intesa come obbligo che sono persone assolutamente tranquille ed equilibrate.
    Per lavoro ho a che fare con persone dell’ambiente delle cure naturali, alimentazione biologica e discipline per il benessere, e tra loro queste tematiche sono molto diffuse e ho a che fare quotidianamente con tutto ciò.
    Le persone che vedo sono come tutti gli altri: alcuni equilibrati e sereni, altri problematici e squilibrati, ci sono gli empatici e ci sono i narcisisti…
    Insomma, a leggere i commenti che mi precedono, sembra che il non narcisista necessariamente è colui per il quale covid19 non presenta neppure un alone di dubbio e la libertà di scelta terapeutica non va neppure presa in considerazione come ipotesi, pena essere tacciati non solo complottisti, ma pure narcisisti!
    Davvero non riesco a comprendere questo punto di vista.
    Forse devo prendere atto di essere una narcisista dal momento che vivo molti dubbi e mi mancano determinate certezze che “pare” dovrei avere?

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    1. Cara Primavera, figurati. Hai tutto il diritto di esprimere la tua opinione. Il punto è che se andrai a ritroso sui commenti di S.w.a., che ci segue da anni, vedrai che la sua ex non è soltanto una “no vax” tra tutte le persone perbene “no vax” ma ha una serie di caratteristiche che l’hanno portato fin qui. Può darsi che io sia nel gruppo che cerca di tutelarsi più che può evitando assembramenti e usando mascherine perché così si sente più sicuro e può darsi che tendiamo a vedere leggerezza dove non c’è. Tutto è possibile. Ribadisco però il concetto dell’articolo: se ci sono regole riconosciute a livello mondiale come valide e se queste regole sono state adottate dal governo dove vivi, esse dovrebbero essere rispettate da tutti perché di fronte alla legge siamo tutti uguali; se non ci sono allora ognuno è libero di fare ciò che vuole e seguire la corrente che vuole. L’articolo parla di una delle tante caratteristiche del narcisismo che è la mancanza di rispetto per le regole che valgono per tutti. Non siamo immuni a questa malattia e questa mi sembra una certezza per tutti i tecnici che finora hanno parlato. Perciò direi che qualche certezza c’è: siamo fragili, la vita è preziosa e le conseguenze di questa malattia ancora sconosciute. Io personalmente non me la sento di frequentare allegramente le folle sprovviste di protezione. Sarò diventata ipocondriaca e ansiosa? Non credo. Per me è un fatto di buon senso. Il mio medico di base indossa guanti, mascherine e visiera per un motivo preciso, ecco perché mi fido di lui. Sono punti di vista diversi.

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    2. Io sono una di quelle che crede che nel bene o nel male le regole vadano rispettate esattamente come vanno pagate le tasse…

      Non credo nell’uso di guanti e mascherine e trovo oltremodo assurdo indossarle per strada, ma se la legge impone qualcosa che non è pericoloso… quanto meno ci pensi…

      Io ho vaccinato i bambini dopo mesi di letture e domande, ma ho fatto una scelta non pretendo di avere la verità. La pediatra no vax più in voga nella mia zona aveva vaccinato sua figlia, eppure sosteneva la libertà di scelta…

      Io i bambini e gli adolescenti li avrei fatti tornare a scuola, anzi a dirla tutta non li avrei tenuti a casa più delle due settimane necessarie per sanificare le scuole e sostituire il “personale a rischio”… Certo, avrei tenuto al riparo mia madre non più giovanissima…

      Qui credo che di domande ne abbiamo tutti… piuttosto ci stupiamo di chi non ne ha e sbandiera posizioni estreme prese sulla base di conoscenze apprese da internet…

      Se vuoi uscire con chi vuoi e tornare alla normalità lo fai senza sbandierarlo sui social… se vuoi vivere chiuso in casa perché hai paura di tutto non dai del pazzo incosciente assassino a chi va a farsi una corsetta o va a mangiare qualcosa con un amico…

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    3. Per me il punto non sono le sue convinzioni no vax, che sono legittime quanto qualunque altra idea in materia di obblighi (sanitari o no), ma che dopo anni in cui non ha mai avuto un’opinione su nulla, per non precludersi possibilità lavorative, sul più bello della carriera (va detto che le va molto bene) e nel più brutto della pandemia, ha deciso di esporsi in maniera violenta e anche abbastanza acritica (nel senso che riesce a riportare cinque o sei tesi differenti e anche contraddittorie tra loro, insieme). E lo fa dalla pagina dedicata al suo lavoro (proprio lei che mi accusava di non celare abbastanza le mie posizioni ideologiche, più che politiche). Per il resto, il complottismo è quello che è ed è ben lontano da una semplice opinione o dall’impegno nel farsi l’idea di qualcosa. Parlare di microchip praticamente stregati, poteri occulti, 5G, vaccini che servono a fiaccare gli animi, persecuzioni personali, credersi depositari di un sapere scientifico profondo ed esclusivo per aver letto qualche bufala su internet non è esattamente ciò che ci si aspetta da una persona adulta, che tra l’altro – più che mai in questo momento – ha delle responsabilità nei confronti di tutti gli altri.

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  9. Rispetto credo sia la parola chiave, ed è ciò che fa la differenza (e la mancanza di rispetto di certo contraddistingue il narcisista).
    Rispetto delle regole che vengono date, anche se si ritengono ingiustificate (la penso come te Francesca su guanti e mascherine). Anche se non condivido determinate imposizioni, io le rispetto perchè sono regole, ma soprattutto perchè percepisco che davanti a me posso avere una persona impaurita, che potrebbe sentirsi messa a rischio e minacciata dal mio comportamento (e questo esula dal fatto che sia o meno una minaccia reale per la salute, su cui è in atto un dibattito anche tra medici).
    Questo non significa che le paure dell’altro possano trasformarsi però in una minaccia o limitazione ingiustificata della mia libertà o della libertà di mio figlio o dei figli di tutti.
    Va cercato sempre un equilibrio, un bilanciamento e nel caso della salute, questo non può pendere unicamente verso la ragione sanitaria calpestando ogni diritto di libertà individuale se non in un ristrettissimo episodio di emergenza (il Principio di Proporzionalità).
    Si può scegliere di limitare la propria libertà, ma non si può accettare che altri la limitino per noi, nè attraverso la forza, nè attraverso la paura, nè attraverso una continua propaganda mirata a condizionare e terrorizzare.
    Abituarci alla distanza, alla protezione a oltranza, al timore di tutto ci rende sempre meno umani.
    Se determinate imposizioni umiliano la nostra coscienza, bisogna anche essere capaci di essere disubbidienti, vedi le terrificanti prospettive per la scuola dei nostri figli.
    Altre soluzioni possono e devono essere trovate (per la scuola, e per tutto il resto).
    Come diceva Italo Calvino: “Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per i soldi, perchè le risorse mancano o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”.

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