3 tattiche usate dai narcisisti maligni per condizionarvi in modo distruttivo e portarvi all’autosabotaggio

Fonte: https://blogs.psychcentral.com/recovering-narcissist/2020/03/3-ways-malignant-narcissists-destructively-condition-you-to-self-sabotage/

Trad. C. Lemes Dias

Autrice: Shahida Arabi, psicologa e psicoterapeuta (Columbia University), specializzata in bullismo e violenza domestica. Opere: The smart girl’s Guide to self-care e Becoming the narcissist’s nightmare: how to devalue and discard the narcissist while supplying yourself

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La maggior parte di noi conosce gli esperimenti di condizionamento di Pavlov:

  1. In un primo momento Pavlov suona un campanello e non rileva nessuna secrezione salivare nel cane.
  2. Successivamente fornisce al cane una porzione di carne e, come una risposta naturale, il cane inizia a salivare.
  3. Pavlov associa quindi somministrazione di cibo al suono del campanello: ogni volta che il cane riceve cibo, il campanello viene azionato.
  4. Da quel momento e per un certo periodo di tempo il cane saliva al solo suono del campanello, pur non ricevendo il cibo. 

Ciò che accade, tuttavia, nei rapporti tossici è un tipo di condizionamento molto più insidioso e malizioso – ciò che chiamo “condizionamento distruttivo”.

Si tratta di un tipo di condizionamento che abbina a quelle che sono destinate ad essere fonti innocue o addirittura celebrative della personalità, la punizione, la vergogna, l’umiliazione e la svalutazione.

Ci sono tre modi in cui i narcisisti maligni vi condizionano in modo distruttivo al solo fine di erodere il vostro senso di sé e la vostra fiducia nel mondo

1. INSULTANO LA VOSTRA INTELLIGENZA, I VOSTRI SUCCESSI E LA VOSTRA PERSONALITÀ

La nostra intelligenza, le nostre qualità, i nostri talenti e la fiducia nella nostra capacità di realizzazione ci danno un solido senso di auto produttività. Quando crediamo di essere in grado di raggiungere i nostri obiettivi, di superare gli ostacoli e di affrontare i problemi della vita, guadagniamo in fiducia e crediamo nella nostra capacità di riuscire a fare ciò che amiamo di più, senza vivere nella perenne paura di fallire.

I narcisisti sminuiscono la nostra intelligenza in modi sia occulti che palesi, perché è la nostra intelligenza l’elemento che ci porta al discernimento su quale sia il loro vero carattere.

È la nostra intelligenza l’elemento che contribuisce alla nostra capacità di identificare la loro manipolazione, di decifrare ciò che accade veramente – a parte le affermazioni fornite dai narcisisti stessi -, e di fidarci di noi stessi nel prendere decisioni che migliorano il nostro benessere.

Se, tuttavia, veniamo condizionati a credere che i nostri risultati non abbiano alcun senso, che la nostra intelligenza non sia sufficiente o che inevitabilmente subiremo ritorsioni per aver osato brillare per conto nostro e rimanere fiduciosi nelle nostre forze intellettive, piano piano iniziamo a diffidare della nostra capacità di resistere alla manipolazione.

La nostra fiducia in noi stessi, una volta erosa, ci rende più inclini a fare razionalizzazioni o trovare delle scuse, incolpando noi stessi per gli altrui comportamenti svalutanti.

A questo punto passiamo a lavorare il doppio per raggiungere i nostri obiettivi: vogliamo superare la programmazione negativa che i maltrattanti ci hanno instillato restando nei loro paraggi, senza comprendere che gli stessi obiettivi che ci poniamo per superare tutto ciò potrebbero essere meglio direzionati verso una vita al di fuori del circuito del/la narcisista, permettendoci di superare i loro tentativi di isolarci.

Il condizionamento distruttivo in questo ambito può prendere forma in molti modi.

Il/la narcisista può cominciare a insinuare di non riuscire ad avere con voi una conversazione intellettualmente produttiva nella vita quotidiana, soprattutto se percepisce che approfondite meglio un determinato argomento; può offendervi con la scusa dello “scherzo”; può sabotarvi prima di importanti eventi accademici o professionali, come una riunione per la quale vi state preparando da tempo, una presentazione o un esame; può pretendere il vostro tempo e la vostra energia in momenti in cui avete bisogno delle vostre risorse migliori per raggiungere obiettivi importanti; può parlarvi con sarcasmo e disprezzo cronico.

Potrebbe anche “punirvi” subito dopo che avete raggiunto un obiettivo o ignorare i vostri successi. Si tratta di un vero addestramento che vi condizionerà, nel tempo, a non parlare quasi mai di voi stessi. È una forma di rinforzo negativo nella quale, per evitare gli attacchi di rabbia o l’ipercriticismo (stimolo avverso), imparate a tacere su ciò che avete raggiunto, oppure a ritirarvi del tutto diventando “invisibili”. Lo farete per evitare la loro punizione, almeno in questo aspetto dell’interazione.

Questo silenzio in realtà rafforza il condizionamento e rende molto più difficoltoso il lavoro di ripristino del vostro sé. Senza riuscire a godere pienamente di tutti gli eventi positivi senza la punizione avversa – in altre parole, se si riuscisse a godere di un successo più volte senza la loro interferenza, le risposte condizionate avrebbero maggiori probabilità di scomparire (Careaga, Girardi, & Suchecki, 2016). È anche una forma di punizione in cui il narcisista maligno introduce ripetutamente delle conseguenze in risposta al vostro successo, così imparate a bloccare la rivelazione del raggiungimento dei vostri obiettivi, o peggio ancora, smettete di perseguirli del tutto.

Abusi verbali e attacchi all’intelligenza: effetti sul cervello

Se il/la narcisista è di tipo overt e maligno egli/ella può abusare verbalmente di voi usando parole che attaccano direttamente la vostra intelligenza. Questo accade spesso in dinamiche in cui il narcisista è un genitore o in una relazione a lungo termine con un/a narcisista. Gli effetti di questo condizionamento distruttivo sono devastanti. Con il tempo, il cervello comincia a interiorizzare ripetuti e prolungati abusi verbali come verità. Questo è particolarmente vero per i bambini che vengono verbalmente aggrediti dai loro genitori o dai loro coetanei in un’età vulnerabile in cui il cervello è malleabile e sta ancora sviluppando schemi – credenze sul mondo, su se stessi e sugli altri. Il bambino maltrattato sviluppa uno schema negativo come “non sono intelligente”, a causa di un condizionamento precoce. La ricerca indica che tale bullismo infantile porta all’autocritica e può effettivamente cambiare le strutture del cervello, influenzando aree come l’amigdala, l’ippocampo e la neocorteccia, che si occupano della regolazione emotiva, dell’apprendimento, del processo decisionale e della memoria; influisce anche sull’asse HPA, che gioca un ruolo chiave nella nostra risposta allo stress. (Teicher et al., 2003; Sachs-Ericsson, Verona, Joiner, & Preacher, 2006).

2. SABOTANO LE CELEBRAZIONI E GLI EVENTI SPECIALI

Il ciclo di abusi con un narcisista maligno può tanto generare dipendenza quando essere cumulativo – al punto che possiamo anche non riconoscere il modello di condizionamento distruttivo fino a quando non è successo ripetutamente. Come scrive il Dr. Patrick Carnes, esperto di dipendenze, “Piccoli atti di svalutazione, manipolazione, segretezza e vergogna che si verificano ogni giorno hanno il loro prezzo. Il trauma per accumulazione si ripercuote sulle sue vittime in modo subdolo”. Accoppiare eventi che sono destinati a essere colmati di gioia e riconoscimento del proprio duro lavoro (come le lauree o le feste che celebrano un successo) o anche la propria esistenza (come i compleanni) con l’odio, il taglio netto, l’invidia patologica e la minimizzazione della condiscendenza è un altro modo sadico in cui i narcisisti maligni sminuiscono il nostro senso di sé.

Proprio come l’abbinamento del cibo al suono di una campana, si impara ad associare una buona notizia o un sano senso di orgoglio con palpitazioni cardiache, mani sudate, e l’attesa angosciata di sapere se il narcisista vi saboterà o meno – e come. Dal momento che “cronometrano” il loro sabotaggio inaspettatamente, è normale che i narcisisti facciano la parte dell’incoraggiante confidente – fino al momento in cui si ha più bisogno del loro sostegno. Per esempio, potrebbero trascinarvi in una seconda luna di miele romantica per festeggiare la vostra promozione – solo per iniziare dal nulla discussioni assurde e folli. Oppure, potrebbero farvi la corte in pubblico alla vostra festa di compleanno, solo per sminuirvi e provocarvi più tardi, a porte chiuse, durante il vostro giorno speciale.

QUESTO TIPO DI CONDIZIONAMENTO DISTRUTTIVO VIENE ESEGUITO CON L’OBIETTIVO DI GARANTIRE CHE NON SI ACQUISISCA MAI UN SENSO DI SICUREZZA EMOTIVA – SIA NEL RAPPORTO CON LORO CHE AL DI FUORI DI ESSO, MENTRE CERCATE DI GODERVI LA VITA. È l’origine del legame traumatico e della dipendenza, che possono essere evidenziati quando iniziate a fare affidamento sul vostro maltrattante come fonte di conforto o di convalida dopo esperienze di terrorismo emotivo.

3. USANO IL GASLIGHTING PER METTERE IN DUBBIO LA VOSTRA VOCE INTERIORE

Se ogni volta che imparate a parlare delle vostre preoccupazioni, vi trovate di fronte a proiezioni maligne, a urla, a umiliazioni o anche a maltrattamenti fisici, imparate a non parlare e a non sfidare la persona che vi maltratta, affrontando il suo orribile comportamento. Questo è esattamente ciò che accade in un ciclo di abusi. Le vittime di maltrattamento si illudono che la violenza che hanno subito non sia poi così grave o non sia mai accaduta, che stiano reagendo in modo eccessivo o che la colpa va data all’estrema “sensibilità” con la quale affrontano i problemi. Inoltre, sono condizionate a credere di essere responsabili di qualsiasi maltrattamento subito.

Come osserva la dottoressa Jennifer Shaw, «Come i partner che subiscono i maltrattamenti, i partner emotivamente violenti negano o minimizzano le loro azioni per screditare la percezione del destinatario».

La Dott.ssa Shaw descrive come l’auto vergogna si amplifica in tali dinamiche e come il maltrattante inquadra la dinamica in un luogo di fantasia:

Il partner maltrattante impiega il messaggio paradossale, la richiesta irragionevole e la sottrazione dell’intimità: il maltrattante fa uso dell’Ego ideale per criticare l’altro, mettendolo fuori dalla portata del maltrattato (“Se solo tu…”). Spingendolo in qualche stato futuro, esso si unisce al desiderio di vicinanza emotiva del maltrattato: cioè, lo stato di soddisfazione immaginato comprende sia l’intimità (“Resteremo insieme SE ti comporterai così”) sia qualche stato di perfezione (“Perché se farai così SARAI PERFETTA”) in cui le richieste del maltrattante possono essere interamente soddisfatte, perché il soggetto maltrattato diventerà l’ideale, incarnerà il desiderio dell’altro. È da questo spazio IMPOSSIBILE che il partner maltrattato cercherà di soddisfare le richieste di chi lo maltratta.

Questo “spazio impossibile” è quello in cui la vittima resta intrappolata nel tentativo di incontrare i punti di arrivo stabiliti dal maltrattante, ignara che sono in continuo spostamento. Il maltrattante ama farla credere che se “solo” avesse fatto questo o quello, avrebbe soddisfatto i suoi desideri. Può anche comportarsi come se lei fosse “incompatibile” con lui, soprattutto perché si oppone alla sua aggressività.

EPPURE LA VERITÀ È CHE NESSUNO SARÀ MAI “ABBASTANZA” PER UN MALTRATTANTE, PERCHÉ NESSUNO È AFFETTIVAMENTE COMPATIBILE CON UN PREDATORE ALTAMENTE MANIPOLATORE.

IN LINEA DI MASSIMA

Se vi trovate a camminare continuamente sui gusci d’uovo in un rapporto in cui sono presenti condizionamenti distruttivi, sappiate che è necessario risanare il vostro sé per avere successo in una vita senza maltrattanti attorno.

Ricordate: le risposte condizionate in modo distruttivo possono alla fine spegnersi se siete in grado di affrontare il successo e la gioia per la quale siete nati senza temere ripetutamente l’interferenza o il sabotaggio di un essere maltrattante.

Il contatto zero con i maltrattanti, la terapia traumatologica adatta al vostro caso, e gli strumenti supplementari, vi aiuteranno a riscrivere la narrativa che i maltrattanti amano raccontare su di voi.

L’ipnosi e l’autoaffermazione possono essere potenti strumenti nel vostro viaggio verso la guarigione.

RIFERIMENTI:

Careaga, M. B., Girardi, C. E., & Suchecki, D. (2016). Understanding posttraumatic stress disorder through fear conditioning, extinction and reconsolidation. Neuroscience & Biobehavioral Reviews,71, 48-57. doi:10.1016/j.neubiorev.2016.08.023

Carnes, P. (2019). The betrayal bond: Breaking free of exploitive relationships. Deerfield Beach, FL: Health Communications.

Sachs-Ericsson, N., Verona, E., Joiner, T., & Preacher, K. J. (2006). Parental verbal abuse and the mediating role of self-criticism in adult internalizing disorders. Journal of Affective Disorders,93(1-3), 71-78. doi:10.1016/j.jad.2006.02.014

Shaw, J. (2005). Lacanian demand and the tactics of emotional abuse. Psychoanalysis, Culture & Society,10(2), 186-196. doi:10.1057/palgrave.pcs.2100038

Teicher H., Andersen, S. L., Polcari, A., Anderson, C. M., Navalta, C. P., & Kim, D. M. (2003). The neurobiological consequences of early stress and childhood maltreatment. Neuroscience & Biobehavioral Reviews,27(1-2), 33-44. doi:10.1016/s0149-7634(03)00007-1

12 pensieri su “3 tattiche usate dai narcisisti maligni per condizionarvi in modo distruttivo e portarvi all’autosabotaggio

  1. Ciao Claudileia che bello questo articolo!
    Mi sono ritrovata tutte le volte che non ho parlato di un mio successo, di un mio progetto .Tutte le volte in cui ha ignorato il mio compleanno adducendo malattie..
    Un anno fa…per colpa di questa amicizia tossica ero ko. Sono passati 14 mesi di no contact parziale…nel senso che non la vedo da marzo ma la sento sporadicamente perché mi cerca.
    Ormai ho imparato ad ignorarla e mi stupisco di quanto fossi stata manipolata.
    Non ho più l ansia di rincontrarla, ho lavorato tanto su me stessa e sulla capacità di dire NO.
    Certo…non la sottovaluto e me ne terrò alla larga!Comunque ogni volta che leggo questi bellissimi articoli mi stupisco sempre di come sia stata manipolata e quanta soffetenza abbia provato.
    Ma come dice Blume nell ultimo post , è stata un’ occasione per guardare dentro di me e capire qualcosa …
    Un grande abbraccio a tutti💜💜💜

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    1. Che gioia sapere che la sua influenza su di te è assai diminuita e che stai bene! Immagino il lavorone che hai fatto sull’impostazione dei tuoi limiti, cara. Hai perfettamente ragione: quando il contatto ancora persiste- anche ai minimi – bisogna avere sempre la guardia alzata perché la possibilità di essere richiamati in un ‘momento difficile’ per loro è molto alta. Sono maestri della manipolazione e più gente sanno di avere a disposizione, più si sentono sicuri di avere sempre qualcuno pronto a risolvere i loro guai! Abbraccio grande a te e famiglia!

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      1. Grazie cara Claudileia mi hai aiutata tantissimo..e mi ha aiutata il fatto di comprendere le manipolazioni.Ho guardato ai fatti e non più alle parole.
        Ho allontanato un sacco di persone..mi sono resa conto che mi circondavo di gente più o meno problematica al di la’ di lei.Ho fatto piazza pulita.Sto lavorando per ricostruire i miei confini e non mi importa se resterò sola .
        Non escludo in futuro un percorso di analisi , ma mi premeva farcela da sola..comprendere per poi combattere!
        Un caro abbraccio 🥰

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      2. Grazie all’Autrice di questi articoli, davvero preziosi per aiutare le persone a difendersi da certi soggetti squilibrati. Se questo sito ci fosse stato anni addietro, quando da insegnante mi trovai a lottare contro un preside narcisista patogico e di dubbia onestà, un vicepreside ipocrita e dedito al mobbing e un collaboratore dei due soggetti suddetti che utilizzava lo screditamento sistematico per piegare i dipendenti più deboli alla sua volontà di potenza (quest’ultimo è stato poi trasferito ad altro istituto dal nuovo dirigente scolastico, onestissimo e irreprensibile) non sarei stata così male. Sinceramente non riesco a non provare disprezzo soprattutto per i primi due se mi capita di incontrarli, anche se non sono al centro dei miei pensieri quotidiani, in quanto ormai sono entrambi in pensione e non possono più nuocere, mentre il terzo comunque una punizione l’ha avuta. Eppure hanno irretito tante persone, al punto che solo ora, a distanza di anni, molti colleghi hanno finalmente capito con che razza di gente hanno avuto a che fare. E sì che era chiaro, non è che ci voleva il tenente Colombo o l’ispettore Derrick per capirlo!
        Scherzi a parte, grazie davvero ancora per questi preziosi consigli.

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    2. La tua storia mi ha fatto capire tanto del male che ha fatto il mio ex agli amici che aveva e avevamo intorno…l’ho spesso riletta…perché la conoscenza aiuta a tenersi lontane…
      …è bello sapere che ne sei uscita vittoriosa e che la sofferenza è ormai un ricordo lontano…
      ciao e un abbraccio!!!

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      1. Ciao Francesca spero che tu stia bene😊La mia storia è molto particolare ma anche banale nel suo svolgimento.
        Sicuramente non mi era mai capitato di sentirmi così affascinata da un ‘ amica e questo ha contribuito alla cosiddetta erosione identitaria.Poi si può dire che le ha fatte tutte 😄
        Proiezioni, triangolazioni , rinforzi intermittenti, silenzio punitivo,dissonanza…
        Posso dirti che il mio corpo era sempre vigile in segno di chiusura , e che avevo sempre disagio.
        Dopo un anno di no contact e dopo mesi di non frequentazione sto molto meglio! Ho ripreso ad allenarmi..non la associo più alla mia passione sportiva e quando mi contatta la lascio in stand by o non rispondo.
        È un processo lungo…ma con la forza di volontà e la conoscenza possiamo uscirne.
        Un grande abbraccio

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      2. “Quando mi contatta la lascio in stand by o non rispondo”… esattamente quello che faccio io… si vive molto meglio quando si arriva a farlo…
        Tra un po’ arriverà la stagione invernale e la volontà avrà modo di esercitarsi e rafforzarsi…
        Buon nuovo inverno e che quest’anno sia bellissimo!

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  2. che meraviglioso articolo avete tradotto Claudileia, adoro questa autrice. vi leggo sempre con molta enfasi, non mi perdo mai un nuovo articolo del blog, e colgo l occasione di salutarvi tutti, se ci siete, buona serata e tante cose belle a voi tutti che leggete vi voglio bene carissima un abbraccio grande Cla per tutti

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  3. Grazie cara Francesca..L ‘anno scorso sono stata super brava ad evitarla…o meglio a smascherarla.In realtà è stato solo guardare ai fatti che mi ha fatto capire che la nostra amicizia era una mia illusione.Se la evitavo..non mi cercava.Se non la invitavo a cena non mi invitava.Eppure ero convinta del contrario..perché avendomi addestrata ad accontentarmi del nulla mi sentivo sempre in debito.
    Tremendo.Mi auguro di essere centrata sempre di più…ma il confronto con tutti voi è stato determinante nel mio processo di consapevolezza.Un grande abbraccio

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  4. Ho partecipato e superato un concorso pubblico mentre ero al settimo mese di gravidanza. Un concorso che mi assicurava un lavoro stabile, adeguato al mio titolo di studio e alle mie prossime condizioni di mamma. Zero congratulazioni da parte sua e della sua famiglia, ovvio. Quel parto l’ho già raccontato. E’ riuscito fra le varie nefandezze a dirmi che la gentile signorina con cui si era accompagnato sarebbe andata a lavorare in una città vicina alla nostra (con la stessa enfasi con cui avrebbe nominato New York) presso lo studio di un AVVOCATO!! Come impiegata, non aveva neppure finito le scuole dell’obbligo , non certo come praticante. Non lo dico con disprezzo verso la persona, ci mancherebbe!. E’ solo per far capire. Mi ricordo il tono pieno di orgoglio, mai più sentito neppure quando si è laureata nostra figlia. Che fatica scrivere nostra. Ecco, per dire.. Ciao a tutte. Buonanotte

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