Come si vive in un Paese guidato da una leadership che banalizza la vita?

La risposta alla domanda che vi pongo nel titolo è la più ovvia possibile: malissimo.

Ma questo malissimo, cosa significa per noi donne, soprattutto?

Da qualche anno mi pongo la seguente domanda: di cosa mi sarei occupata se non mi fosse imbattuta appena 14enne in un partner narcisista patologico? Quali sarebbero state le mie naturali inclinazioni nella scrittura e nella vita e a chi avrei esteso tutta la mia comprensione e empatia – oltre alle donne e agli uomini che hanno sofferto abusi narcisistici di ogni sorta, come oggi faccio?

Fascismo Tropicale è la mia risposta. Mi sarei occupata delle bambine violate che partoriscono a 11 anni i frutti dell’incesto in un Paese in cui l’aborto passerà ad essere vietato anche in caso di stupro e di rischio di vita per le madri, secondo la riforma proposta dall’estrema destra.

La responsabilità per questo crimine orrendo, secondo il governo di Jair Bolsonaro, è da imputare alle famiglie povere che non avendo soldi abbastanza per comprare mutandine alle loro figlie finiscono per esporle ai desideri di maschi che non possono fare a meno di stuprarle.

I numeri della pedofilia in Brasile sono raccapriccianti. Si tratta di una vera piega sociale che attrae turisti sessuali da mezzo mondo.

Secondo i dati pubblicati dal Forum Brasileiro de Segurança Pública, organo dello Stato responsabile dello smistamento dei dati provenienti dalle questure nazionali ogni ora una media di 503 adolescenti entro i 16 anni viene aggredita e sporge denuncia; mentre la media delle vittime di stupro entro i 13 anni totalizza 2.600 casi di violenza sessuale mensili.

L’avvocatessa Luciana Temer, presidente dell’Instituto Libertà, che lavora nel contrasto allo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, afferma che, in Brasile, sussiste una naturalizzazione della violenza sui bambini. Per lei, “l’attenzione delle persone non ricade più sulle ragazzine di 13 o 14 anni che restano incinte, perché è passata a spostarsi su quelle di 10 o 11 anni d’età”.

Infatti, secondo i dati del Ministero della Sanità, divulgati il 17 agosto 2020, il numero di aborti autorizzati dalla giustizia su bambine tra i 10 e 14 anni fin lì era di 642 procedimenti, mentre il paese registra una media annuale di 26 mila gravidanze portate a termine da bambine appartenenti alla stessa fascia di età.

Sempre ad agosto, in una netta violazione delle norme di protezione dell’infanzia e dei diritti umani, la militante di estrema destra, Sara Winter, divulgò i dati personali di una bambina di dieci anni stuprata e rimasta incinta dallo zio.

Dopo aver subito violenze e abusi sessuali, sin dall’età di 6 anni, la piccola era in attesa del procedimento di interruzione volontaria della gravidanza.

Appena la giustizia autorizzò l’IVG, la Ministra Damares Alves fece partire una task force di pastori evangelici e psicologi per convincere la piccola – orfana di madre e con il padre in carcere – e la nonna, responsabile legale, ad abbandonare il processo abortivo. Questa fase di convincimento fece arrivare la vittima alla 22esima settimana di gravidanza.

Secondo i piani di Damares Alves, la bambina avrebbe vissuto all’interno di una struttura personalmente scelta da lei, fino al sesto mese di gravidanza. Data l’età, la bambina non avrebbe potuto portare la gestazione fino al nono mese e quindi al sesto mese sarebbe stato effettuato un parto cesareo.

A quel punto la bambina avrebbe potuto “scegliere” se rinunciare al frutto dello stupro o no, sempre che il neonato, nato prematuro, avesse superato il periodo rimanente di formazione all’interno dell’incubatrice.

Ecco il destino che toccherà a tutte le bimbe stuprate in Brasile.

Non potevo tacere una realtà che mi tocca personalmente.

Sono stata madre quando ancora disegnavo cuoricini sui miei quaderni con delle frecce e sapere che a distanza di quasi 26 anni la realtà del mio vissuto sia stata addirittura alterata verso il peggio ha fatto scattare in me il famoso click di ribellione.

Che cosa attendersi politicamente da un Presidente della Repubblica che afferma che certe donne non meritano di essere stuprate perché brutte? Che preferirebbe vedere un figlio morto che saperlo omosessuale, che sostiene in diretta TV che i nativi brasiliani dovrebbero pascolare per dimostrare le loro origini, che i neri non servono nemmeno per procreare e che l’unica funzione del povero è VOTARE?

Sono due le domande cruciali che cerco di rispondere in questo libro, senza la pretesa di essere esaustiva o di avere la verità in tasca: a) Come può un elettorato passare dalla sinistra all’estrema destra? Come possono certi uomini politici, dal curriculum macchiato anche da episodi di violenza contro le donne, contare con il voto di parte della minoranza che disprezzano?

Nell’impennata dei casi di violenza contro le donne, gli omosessuali e i bambini, nel corso della campagna elettorale di J. M. Bolsonaro, a seguito della sua elezione e durante la pandemia dI COVID-19, è possibile riscontrare il tragico risultato del peggior machismo latinoamericano, stavolta collaudato politicamente, e che finì per riservare alle donne una delle peggiori prospettive in materia di riconoscimento dei diritti, costituendosi una netta condanna all’esposizione quotidiana ad ogni forma di violenza di genere.

La misoginia bolsonarista rese possibile a un elettorato prevalentemente maschile la trasposizione di ogni confine morale legato alla violazione del corpo femminile, come evidenziato durante le proteste che inneggiavano alla caduta della Presidente Dilma Rousseff, occasioni in cui adesivi inneggianti allo stupro della massima carica dello Stato venivano attaccati agli sportellini di rifornimento delle macchine.

Gli osceni fotomontaggi della Presidente sorridente e con le gambe spalancate, regolarmente venduti online e incollati all’apertura accanto allo sportello delle autovetture, la trasformavano in una vagina da essere penetrata con la pompa di rifornimento.

Sempre nel 2016, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) divulgò i terribili dati del femminicidio in Brasile.

Erano dati che portavano il Paese a occupare il quinto posto nel ranking mondiale delle Nazioni col più alto tasso di morti violente femminili, subito dopo El Salvador, la Colombia, il Guatemala e la Russia. Sempre tradotto in numeri asettici, ma che rendono l’idea della rilevanza, si può sintetizzare in una donna uccisa ogni due ore.

La distruzione della natura e la militarizzazione delle scuole con il chiaro obiettivo di trasformare bambini in meri esecutori di ordini, lo sterminio della popolazione povera e nera anche in tempi di pandemia, il rifiuto di fornire nutrimento e cure agli indigeni e, appunto, la misoginia elevata a politica di Stato appartengono a un unico disegno di stampo fascista, riconosciuto dagli storici contemporanei che menziono nel libro.

Perdonatemi se vi ho trascurato in questi mesi. La causa, però, e spero lo comprendiate, urgeva una risposta puntuale e precisa.

In questi tempi di pandemia avere a capo un governo negazionista significa non poter contare con nessun investimento nel sistema sanitario e costringere lavoratori a rischio a recarsi in luoghi di lavoro che non hanno alcun obbligo di rispettare le misure di distanziamento sociale o di offrire mascherine e gel igienizzante per le mani. Significa avere oltre 6.5 milioni di contagiati da COVID-19 e andare verso la casa dei 200mila morti.

Le immagini, però, valgono più di mille parole, eccovi quindi il booktrailer.

Aggiungo il link dell’editore (Dissensi Edizioni) nel caso in cui volete acquistarlo online prima che sia disponibile sui grandi siti e librerie. Sono piccoli, indipendenti e molto coraggiosi.

A breve nuovi contenuti qui!

Con affetto e tantissima gratitudine,

Claudiléia

20 pensieri su “Come si vive in un Paese guidato da una leadership che banalizza la vita?

  1. Inferno! E non sono in Brasile. Ho sentito in programma Kilimangiaro un numero impressionante di italiani che vanno in Brasile per il sesso con minorenni….. Spero arriveranno i tempi che tutti i più deboli ed umiliati si uniscono per non permettere le cose simili o che umanità sparisce dalla Terra

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    1. Cara Tatjana, gli italiani, i belgi e i tedeschi sono i primi in classifica per quanto riguarda il ranking del turismo sessuale in Brasile. Ho visto un servizio sullo stesso programma la settimana scorsa, che decantava le bellezze dell’isola di Marajó in Amazzonia, senza accennare al fatto che le bambine vengono prostitute dai genitori per mangiare. La moneta più alta che pagano per i loro corpi è una bottiglia di coca-cola, perché le distanze sono lunghe e le bibite gasate sono un lusso.

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  2. Il nematode parassita mi chiamava “femminista” in modo sprezzante… perché con l’idea della femminista in tacchi e minigonna che lui adora ho ben poco in comune…
    Io ho la mia battaglia del “femminile” che con la libertà sessuale (diventata mercificazione del corpo delle donne e delle bambine) ha ben poco a che fare… Io credo nella cura, che è donna, è il femminile del mondo ed è la sua salvezza…

    Siamo tutti sulla terra profondamente legati.
    I “soldatini di Gesù” non riguardano solo il Brasile… le bambine stuprate o costrette a sposarsi non sono un problema lontano… e non solo perché sono tanti gli uomini occidentali a fare tour sessuali… ma perché siamo tutti un’unica grande famiglia di cui dovremmo occuparci…
    La pandemia avrebbe dovuto insegnarci questo e invece ha diviso addirittura l’italia in regioni di colori diversi…
    C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel rifiuto del femminile, della Cura, e nell’esaltazione dell’individualismo del singolo, della comunità o della nazione.

    Grazie, Claudileia, con questo articolo hai spostato tutto ad un livello più alto…

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    1. Sono io che ti ringrazio, cara Francesca! La cura è tutto, di noi stessi e di chi amiamo. Senza una buona dose di affetto non andiamo da nessuna parte, ci perdiamo. Amandoci amiamo tutto ciò che è delicato, bello e fragile quanto la vita di un bambino. Dobbiamo gridare forte all’orrore quando veniamo catapultati in queste e altre realtà! Un abbraccio grande!

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  3. Bravissima Claudileia. Bolsonaro criminale fascista, insieme a Trump e a tanti altri politici (incluso il “nostro” italianissimo Salvini) sono personaggi da cancellare dalle vite politiche dei paesi, non possono che fare danni, economici, politici, sociali… Danni irreparabili.

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  4. Cari amici e amiche del blog e Claudileia,
    mi riaffaccio dopo una lunga assenza per augurare a tutti un felice Natale insieme ai vostri cari. Spero stiate tutti bene e in buona salute…e che questa pandemia possa finalmente finire entro il prossimo anno.
    La mia assenza è stata dovuta a vari motivi, il principale dei quali è stato riprendere in mano la mia vita dopo un lungo periodo di partecipazione a questo blog che mi ha dato tante risposte preziose grazie alle quali oggi posso dire di avere una vita diversa e senza relazioni tossiche.
    Il periodo del lockdown è stato duro ma l’ho affrontato con serenità, ho scoperto di essere più forte di quel che pensavo e per me è stato veramente utile, anche se ha comportato per tutti disagi e spesso anche lutti in famiglia (io ho perso l’ex cognato).
    Posso dire ad oggi che i narcisisti sono un capitolo chiuso, ormai sono passati due anni dall’ultimo contatto con il primo narcisista (NP1) e un anno dall’ultimo contatto con il secondo narcisista (NP2), mi sento fiera del percorso fatto e ringrazio le persone con cui a lungo mi sono confrontata qui.
    Mi spiace che il gruppo che avevamo creato di sia un pò perso, ma credo sia anche la naturale conseguenza di questo percorso di liberazione per cui ad un certo punto si sente la necessità di staccare e prendere il volo come un uccellino che parte dal nido sicuro per affrontare il cielo…ringrazio in particolare Blume che con la sua amicizia e confronto sul narcisismo è stata un elemento prezioso non solo per me ma anche per il blog intero e Claudilieia per aver messo a disposizione di tutti uno spazio per confrontarsi.
    Dopo aver chiuso l’ultima relazione di cui vi avevo parlato, e che pensavo fosse quella giusta, nella mia vita ora c’è una persona con la quale ho iniziato un rapporto da sei mesi, è un uomo americano, anche lui vittima di narcisismo (divorziato dopo 20 anni con moglie narcisista maligna) e devo dire che la comprensione reciproca è massima, benchè lui sia solo all’inizio del suo lungo percorso di consapevolezza. non sono ancora in grado di dire se lui sarà la persona giusta o meno, ma, che vada bene o male, sicuramente non sarà una relazione tossica, e questo per me vuol dire già tantissimo. La condizione di dipendenza affettiva è qualcosa su cui necessariamente bisogna lavorare molto su sè stessi per liberarsi da rapporti tossici di qualunque tipo, ho capito che non basta arrivare alla consapevolezza di avere avuto a che fare con “il” o “la” narcisista per risolvere il problema, quello è solo il primo passo, poi bisogna poi imparare a rinforzarsi per non permettere più a situazioni del genere di ripresentarsi nella propria vita. Stare per molti anni con un soggetto tossico è devastante, ma comporta anche una certa dose di responsabilità individuale. Noi purtroppo non possiamo fare nulla per cambiare un partner narcisista (non ci riescono nemmeno gli esperti…figuriamoci una persona normale) ma possiamo decidere se vogliamo o meno stare in una relazione tossica. Questo è in nostro potere e lo dobbiamo a noi stessi. Ho capito che l’amore non deve “valerne la pena” ma deve valerne la felicità.
    A tutti auguro di trascorrere delle feste serene, e il mio augurio per il nuovo anno è che il vostro cuore torni ad essere felice e aperto a una vita libera dalla tossicità.
    Un caro abbraccio a tutti

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    1. Carissima Spirito Libero, mi fa tanto piacere leggerti dopo tanto tempo! Grazie per le parole di sostegno e ti auguro, per quanto sia possibile in questi futuri mesi turbolenti per l’umanità, tanta serenità e gioia per affrontare il tuo percorso ancora più carica di prima. Se sei in bella compagnia la cosa è estesa anche per lui. Sei una gran bella persona, sono molto fiera di te e orgogliosa di averti avuto tra noi! Un abbraccio grande!

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  5. Ciao Claudileia,
    Ti ricordi di me? Volevo farti ancora una volta i complimenti per ciò che fai, questo articolo è illuminante! Come possiamo estirpare dal mondo questa schifezza? Leggendo mi chiedo come possano certi individui arrivare a tanto? Dove sta l’umanità? Sono stesa sul letto con la mia gatta e nei suoi occhi vedo molto più cuore di quello che vedrei negli occhi di un essere umano! Rischio di essere definita bastarda se il giorno di Santo
    Stefano, da cattolica, chiedo a Dio o chi per lui di levare Bolsonaro dal pianeta per destinarlo agli abissi incandescenti degli inferi?
    Se l’inferno, così come lo conosciamo nell’immaginario della fede cattolica, non dovesse esistere….prego che qualcuno lo crei solo per farci finire lui e gli esseri immondi come lui!

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    1. Carissima Leni, purtroppo nel caso brasiliano abbiamo di mezzo un’intreccio tra politica e religione come nel nazismo mistico, il che rende la fine di Bolsonaro, politicamente parlando, un po’ più lontana di quanto possiamo auspicare…
      Ho creato un canale youtube nel quale divulgo un po’ di roba sconosciuta in Europa su cosa sta accadendo. C’è una setta in particolare, con 22 milioni di seguaci in Brasile (Igreja Universal do Reino de Deus) che votò e appoggia Bolsonaro tuttora. Vai su http://www.youtube.com/watch?v=f4-LDwQj_i4
      Un abbraccio grande a te!

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  6. Forse è una domanda strana, ma qual’è la posizione dell’Italia nei confronti di Bolsonaro?
    Molti dei fatti da te riferiti sono accaduti negli ultimi anni, sono fatti gravissimi che non hanno avuto un adeguato riscontro nei telegiornali nazionali… se ne è parlato di fretta, omettendo qualunque dettaglio potesse produrre un giusto e proporzionato giudizio di sdegno…
    Dai tg nazionali Bolsonaro viene fuori come un personaggio “ambiguo” né più né meno di Trump… in un contesto ben più difficile e di difficile gestione/comprensione…
    Dal tuo libro no, è chiaramente fuori dalla legalità…perché questo apparente disinteresse italiano?

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    1. Cara Francesca, su RAI2 c’è una certa attenzione nei TG e hanno mandato in onda un servizio abbastanza lungo una settimana fa, ma riguardava la prima ondata del Covid-19. Era stato girato a maggio, ma mandato in onda solo ora! Il Brasile è un partner economico importante, basta pensare che buona parte della bresaola che c’è sul mercato è brasiliana e che il 40% della soia che mangiano i manzi italiani è brasiliana. Le reti TV pubbliche hanno una chiara impronta politica e quindi non c’è da stupirsi che certe notizie non arrivino. Poi c’è la carta stampata italiana che certamente non conta con giornalisti che dominano la lingua portoghese, di modo che le notizie dal Brasile vengano filtrate da altre lingue, come l’inglese e lo spagnolo. Evidentemente la situazione è grave tanto in Inghilterra quanto negli Stati Uniti o Spagna e quindi le notizie principali in questi paesi restano quelle territoriali. C’è un deficit nella copertura delle notizie che provengono dal Brasile, eppure so che a molti italiani interessa ciò che succede lì perché sono 34 milioni i discendenti di italiani che vivono in Brasile da generazioni. C’è poi un altro aspetto: l’immagine stereotipata di un paese è dura a morire e quindi associare la parola “genocidio” al Brasile sembra per certe testate “esagerato”. Eppure è ciò che sta succedendo in questo momento.

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  7. Cara Francesca un governo non può prendere posizione contro un altro governo se non decidendo sanzioni condivise da altri paesi-il compito di raccontare la verità passa attraverso l’informazione il più libera possibile-non a caso i tre che hanno più sporcato l’informazione con fake sono Trump Bolsonaro e Salvini-

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    1. Non dico l’italia come nazione… ma l’italia come attenzione di chi “conta”…
      Per esempio è palese che l’informazione tifa Biden… l’assalto al Parlamento da parte dei sostenitori di Trump ha avuto un peso importante: ne hanno parlato tutte le reti e tutti hanno preso posizione incolpando Trump e le sue parole di istigazione all’odio e alla violenza… Il Brasile non sarà l’USA ma non è “insignificante”… non so come dire, se ne parla ma senza entrare nel “vivo”… perché?

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    2. Cara Melisenda, credo che Bolsonaro finirà in un Tribunale Internazionale. Ci sono associazioni di giuristi brasiliani che hanno raccolto tutti i decreti presidenziali che ha fatto durante la pandemia e che, ad esempio, toglievano dai datori di lavoro l’obbligo di rispettare le regole di distanziamento, fornire mascherine e alcol in gel ai lavoratori oppure l’obligo del governo di assistere indigeni che migrano verso le città in cerca di cure mediche. Solo un’altra delle sue assurdità: in Brasile milioni di bambini poveri vanno a scuola solo per mangiare. È l’unico modo di garantire un pasto al giorno. Bolsonaro che fa? Nonostante il Parlamento avesse approvato un ausilio emergenziale a queste famiglie, Bolsonaro ha atteso 45 giorni per firmare la legge.

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  8. Il Brasile è stato ed è uno degli stati più depredati e credo che ben pochi paesi non siano complici dello scempio – impossibile che i predoni intervengano a sostegno di quel paese-quello che si può fare è denunciare tramite l’informazione quello che accade – il fatto è che le coscienze spesso si addormentano(si dice che le persone perdono interesse)!

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    1. Quindi non c’è interesse tra chi “conta” a denunciare e noi ci siamo abituati alle immagini dei notiziari sulle violenze e le ingiustizie esattamente come ci siamo assuefatti alle immagini dei bambini denutriti in Africa… Non c’è interesse di nessuno ad approfondire le notizie e fa più audience l’ennesimo speciale sul covid o su qualche caso di cronaca nera locale…
      C’è molta tristezza però nel constatare che chi si occupa dell’informazione in Italia lasci che come popolo ci ripieghiamo su noi stessi e sui nostri problemi invece di aprirci alla realtà… impedendoci di cogliere in modo più critico quello che sta accadendo anche da noi…

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