Come una rana sull’acqua bollente: le ragioni dell’inerzia delle prede

ChFonte: https://lovefraud.com/entice-erode-control-just-some-ways-sociopaths-use-love/

Traduzione : C.L. Dias

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Non avete bisogno di studiare Economia per sapere che la scarsità del cibo ne aumenta il prezzo. Per chi sta morendo di disidratazione nel deserto, un sorso d’acqua ha un valore immenso, molto più alto dello stesso sorso d’acqua alla fine di un pasto servito sopra le tovaglie bianche di un ristorante nel quale un cameriere attento riempie costantemente il vostro bicchiere appena si svuota. Pensate che con l’amore sia tutto diverso? Un unico gesto di bontà o un’espressione amorevole all’interno di un flusso di affetto può passare inosservato. Il valore di questo stesso gesto in un ambiente sprovvisto d’amore raggiunge un’importanza incommensurabile.

Così come molti esseri umani danno all’amore un’enorme importanza, tanti altri vogliono controllare i loro simili usando l’amore o la sua promessa per indebolirli emotivamente. Prendendo un capitolo del  “Libro dei giochi psicopatici”, rifletto che Paulo ha iniziato facendosi amare da me e acquistando la mia fiducia. Di seguito, ha abusato della mia fiducia cambiando il mio mondo di abbondanza di affetto e positività in mancanza d’affetto e negatività. Con questa operazione lui ha acquisito potere su di me, perché è diventato la fonte primaria di tutto ciò che aveva valore nella mia vita, ma che raramente ricevevo: l’affetto, appunto.

Perché una donna fiduciosa, che si rispetta, finisce per tollerare tale condotta? A livello basico io non sono diversa da una rana e, tristemente, neanche voi. Nel mondo degli affari spesso si usa una metafora: quando una rana è lanciata nell’acqua bollente, lei cerca di saltare immediatamente per salvarsi (se ce la fa!). L’aritmetica mentale della rana è molto semplice: Acqua calda > Aia! > Saltare!> Vivere!

Tuttavia, se suddetta rana sarà messa in una pentola con dell’acqua tiepida, mentre il fuoco resta acceso e aumenta lentamente, la rana resterà nella pentola fino a morire bollita poiché il cambiamento che minaccia la sua vita è troppo graduale perché ne percepisca la gravità. In assenza della percezione del pericolo, gli istinti di autopreservazione della rana non sono attivati. Morale: l’ordine di saltare fuori dalla pentola fallisce. È probabile che il cervello della rana interpreti la situazione esattamente così: acqua piacevole > tiepida > leggermente calda > un po’ più calda> davvero calda > troppo calda > bollente> Rana morta!

La conclusione della storia della rana è la difficoltà di avvertire i cambiamenti ambientali quando sono troppo sottili, ma costanti. Dunque, piccoli cambiamenti si accumulano promuovendo rilevanti cambiamenti e, finalmente, alterazioni profonde e disastrose nell’ambiente. Se un’azienda non avverte tali cambiamenti non ce la fa a prendere le misure necessarie. Anche quando il proprietario è cosciente dei sintomi della salute precaria degli affari, come la diminuzione del profitto, lui o lei possono non riuscire a comprendere cosa si nasconde dietro e, pertanto, possono non essere in grado di  fare le manovre necessarie per sanarla. Il risultato è che l’azienda fallisce.

Io non sono un’esperta di rane, tuttavia se la rana ha una qualche somiglianza con me, forse è dovuta alla natura graduale del cambiamento, giacché quando l’animale avverte il pericolo è talmente debole a causa dell’acqua bollente che non ce la fa più a saltare dalla pentola. La rana può voler saltare, ma siccome è cucinata tra le fiamme alte della cucina a gas, non sa se riuscirà a saltare oltre le fiamme per salvarsi. Allo stesso modo, il periodo più pericoloso per la donna che prova a scappare da un rapporto abusivo è quando lei, di fatto, prova ad andarsene. Ecco perché la domanda: “Perché non sei semplicemente andata via?” è un insulto ignorante. Nei due casi la dinamica è la stessa: la rana ha voglia di salvarsi, ma non ci riesce. Lei ha bisogno di aiuto per sopravvivere. Qualcuno deve spegnere il fuoco oppure aggrapparla ed estrarla fuori dalla pentola altrimenti la rana, che sa di essere debole e in pericolo, finirà per rassegnarsi al suo terribile destino. Questa storia fa eco alla sensazione di impotenza che molte donne emotivamente e/o fisicamente abusate provano, ed è uno tra i motivi per cui è tanto difficile per loro abbandonare un rapporto abusivo. Riesco a comprendere questo punto soltanto ora che, a causa del mio rapporto con Paulo, sono diventata una di queste donne.

Come se non bastasse, ci chiediamo com’è stato possibile convincere la rana a saltare per sua libera e spontanea volontà, felice, all’interno di questa pentola di acqua tiepida? E se questa pentola fosse camuffata da  habitat naturale perfetto per una rana, con tutto ciò che una rana ha bisogno per la sua sopravvivenza e benessere per il resto della sua vita (cibo, un compagno, un tetto, una temperatura piacevole e così via). Come avrebbe potuto la rana scegliere un posto diverso da un habitat che gli sembrava tanto perfetto? È possibile che la rana sia stata debole e patetica per essere rimasta lì mentre l’ambiente cambiava – anche non riuscendo a percepire coscientemente tali cambiamenti  – finché è diventata debole abbastanza da non riuscire più ad andarsene? Chissà se la rana realmente ha scelto di restare in un ambiente tossico e se lei non aveva coscienza del suo inquinamento?

Pongo queste domande perché se leggete la mia storia e mi ritenete patetica e debole, state supponendo che ciò che è accaduto a me mai sarebbe potuto accadere a voi oppure a qualcuno che amate (supponendo che voi non vi trovate, così come i vostri cari, deboli e patetici). Si tratta di un errore di valutazione. Andate a vedere qualche episodio di una serie criminale. Quale percentuale dei familiari e degli amici più intimi degli individui che si sono rivelati non solo psicopatici, ma anche assassini, pensava che l’assassino fosse  il padre, il figlio, il fratello o l’esponente della comunità meraviglioso che conoscevano?

Sì, è un grande dramma concentrarsi su “chi ha fatto quello” e “come hanno risolto il crimine”, ma non sarebbe molto più utile alle persone svelare i segni di allerta? Come gli altri avrebbero potuto prevedere, per esempio, che il capo del comitato di quartiere, padre di due bambini e allenatore della squadra infantile si rivelasse lo psicopatico che si è stancato dalla moglie, quello che l’ha uccisa semplicemente per evitare le conseguenze economiche e gli inconvenienti personali di un divorzio? Le persone normali non arrivano a tanto, ma uno psicopatico sì! Quali sarebbe il semaforo rosso? Come le persone possono essere messe a conoscenza? Quali sono i segni che suggeriscono che siamo all’interno di una situazione simile?

“Mio marito rispetta tutti ed è affettuoso. Non può essere lui ad aver ucciso la sua terza moglie”, afferma la quarta moglie dell’assassino in diretta TV, sostenendo il suo uomo anche quando le prove contro di lui sono schiaccianti. “L’uomo che conosco non sarebbe mai stato capace di una simile cosa.”

Sì,  è ottimo per un dramma TV, ma rendere testimonianza sul carattere di una persona presuppone che ciò che sai su quella persona in determinate situazioni si applica anche ad altre situazioni, ecco il punto. Si tratta di una riflessione che non serve quando parliamo di persone non psicopatiche, ma è terribile quando abbiamo a che fare con degli individui psicopatici perché è come se dicessimo che, poiché Meryl Streep ha recitato in modo convincente una sopravvissuta a un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, una donna emotivamente tormentata in ‘La scelta di Sophie’, lei non avrebbe mai potuto essere altrettanto convincente nel ruolo del Primo Ministro Inglese Margaret Thatcher in The iron lady… Eppure lei ha vinto l’Oscar per entrambi. Così come Meryl Streep, gli psicopatici sono attori molto bravi, ma il loro palcoscenico è il mondo reale. Gli psicopatici sono eccezionalmente bravi nel mascherare la loro vera identità e a interpretare qualsiasi ruolo pur di ottenere ciò che vogliono, persino cacciarsi dentro un matrimonio longevo che fornisca una base familiare calda, accogliente e l’illusione della normalità.

Le serie TV sugli psicopatici fanno tanto successo perché virtualmente nessuno sa in anteprima chi sono. L’innamorata quarta moglie, ad esempio, ama davvero suo marito e crede sinceramente che lui non avrebbe mai potuto uccidere una persona. Tuttavia, se è vero ciò che affermano gli esperti che dall’uno al quattro percento degli esseri umani sono degli psicopatici, la nostra unica difesa per non cadere nella trappola di uno di loro è conoscere la prevalenza che hanno nella nostra vita quotidiana, la comprensione dei segnali sottili che ci lanciano e, per ultimo, capire quali sono gli aspetti della nostra umanità che usano contro di noi.

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4 pensieri su “Come una rana sull’acqua bollente: le ragioni dell’inerzia delle prede

  1. Non so se questo è il post adatto ma provo a fare una domanda.
    Ho conosciuto il narcisista finché ero a dieta e all’inizio ho apprezzato le sue non insistenze nel farmi mangiare più di quanto volessi. Dopo 5 mesi mi teneva a dieta ferrea ,mi impediva di mangiare come e quanto ne avevo bisogno. Un giorno,dopo una scarna colazione abbiamo saltato il pranzo (lui era intento a fotografare, siam tornati alle15.30). Gli ho chiesto di mangiare qualcosa ,mi ha risposto che mancava poco alla cena,di resistere . Un paio di ore dopo ero in ipoglicemia, così siamo andati a comperare una stecca di cioccolato. Tornati a casa mi ha convinta a riposare un pò prima di mangiare il cioccolato Sono stata in semiveglia una mezz’oretta.Mi sono alzata e ho trovato il pacchetto di cioccolata vuoto. Ho chiesto spiegazioni e lui :” Ah sì,mi era venuta fame,l’ho mangiato io”. In stato semi confusionale ho guidato l’auto fino al supermercato e mi son comprata un’altra stecca di cioccolata che ho mangiato in auto. Tornata a casa mi ha chiesto dove fossi stata . Glielo ho detto rimarcando che non era giusto lui mi avesse tolto il cioccolato quando ero in ipoglicemia.Mi ha risposto che lo sanno tutti che è come un bambino, ruba i dolciumi.Che comunque ora avevo mangiato,dunque il problema non sussisteva . Era ” solo” narcisista o che altro?

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    1. Cara Aroundste, era una persona crudele che se ne infischiava della tua salute e del tuo benessere. Così facendo poteva portarti all’anoressia come in un famoso fatto di cronaca. Aggiungendo questo tuo commento all’altro, in cui racconti la sua dinamica con la madre direi che questo suo comportamento è stato innescato dall’ipercriticità materna. Lei vorrebbe che il ‘suo bambino’ restasse per sempre piccolo, ecco perché preferisce non nutrirlo abbastanza, ‘terrorizzandolo’ con una pancia immaginaria. Lui, alla sua volta, trasferiva questa dinamica malata al vostro rapporto… Un singolo episodio non definisce un narcisista perverso, ma la serie di commenti che hai fatto sul blog mi fa pensare che si tratti di un soggetto molto disturbato.

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