La proiezione narcisista e l’assegnazione del ruolo di “carnefici” alle vittime di maltrattamento psicologico

Fonte: https://blog.melanietoniaevans.com/how-the-narcissist-projects-hisher-behaviour-onto-you/

Trad. C. Lemes Dias

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Uno degli aspetti più dolorosi dei rapporti con persone narcisiste sono le accuse e le “etichette” che vi mettono addosso.

Durante la vostra relazione con il/la narcisista, siete stati probabilmente accusati di fare e di essere tutte le cose che sapevate a livello logico di non essere mai stati capaci di fare e di essere.

Ad esempio:

Essere infedeli, bugiardi patologici, inaffidabili, senza scrupoli, opportunisti, mentalmente instabili, amanti dei riflettori, pessimi genitori, molestatori di bambini, persone orribili, poco affettuose, egoiste (“Questa roba riguarda te, non io”, “Non trattarmi come se io fossi uguale a te” oppure “Narcisista sei tu!”, ecc.)

Forse avete avuto un genitore narcisista e vi è stato detto che non eravate abbastanza bravi, che eravate persone egoiste e cattive.

Oggi voglio spiegare in che modo, quando un narcisista vi accusa di tali atrocità, sta effettivamente parlando con se stesso, come in uno SPECCHIO.

Spero che spiegandovi come proiettano su di voi il loro comportamento malvagio, potete lasciar andare i sentimenti di indegnità che vi assalgono e che vi hanno inculcato.

LA PROIEZIONE NELLA FASE DI IDEALIZZAZIONE

Per quanto riguarda le relazioni amorose, spesso quando ci imbattiamo in persone narcisiste, lui o lei sembrano gli esseri umani più felici al mondo quando ci vedono. Lo so, siete stati messi su un piedistallo e vi hanno spiegato tutti i motivi per cui eravate così diversi dagli altri.

I narcisisti hanno “amato” tutto di voi, questo perché credevano che eravate i predestinati a salvarli; i predestinati a nutrire magicamente il loro Falso Sé con i cibi giusti; e che sarebbero stati voi i responsabili per tenerli separati dal loro Sé interiore e profondamente danneggiato.

Un Sé interiore danneggiato che non sapevate o non volevate credere che potesse mai esistere.

È ovvio che non eravate i loro salvatori, perché nessuno può esserlo.

Il narcisista (come tutti) non può essere genuinamente stimato, rassicurato, approvato e amato più dalle persone che da lui stesso, poiché i sentimenti autentici del “sé” devono sempre venire dal “sé”, non dall’esterno.

LA PROIEZIONE NELLA FASE DI SVALUTAZIONE

Prima o poi il falso Sé del narcisista si accorge di non essere abbastanza nutrito. Il narcisista allora percepirà “qualcosa” che avete fatto come “sbagliata” – il che significa non sentirsi abbastanza approvato, essere stato ‘criticato’, ‘interrogato’ oppure che non siete stati “d’accordo” con lui (o lei) in qualche modo.

Quindi, la maschera (il Falso Sé) si spezza e appaiono le mostruose ferite non guarite del narcisista, che vi punirà per non aver rispettato il copione costruito dal suo Falso Sé.

A questo punto la persona “adorante” che credevate fosse innamorata di voi diventa il vostro peggior nemico e incubo, dicendo o facendo quasi tutto il possibile per ferirvi subdolamente.

Comprensibilmente saresti scioccati, turbati e sconvolti perché il comportamento del narcisista dimostra di essere incredibile, patologico, crudele, senza rimorso, non potendo essere valutato diversamente dalla parola DISUMANO.

Lo chiamerete “così” e affronterete il narcisista con una frase del tipo “Cosa diavolo hai appena fatto? COME diamine hai potuto farmi questo?”.

Per favore, sappiate che le persone che hanno sufficienti RISORSE INTERNE lasceranno il narcisista a questo punto e indipendentemente da quanto potranno soffrire loro stesse dopo averlo abbandonato.

Voglio che vi ricordiate di questo punto: è importante, ci tornerò su.

LE DICOTOMIE DEI NARCISISTI

A prescindere di tutte le “confidenze” e “acclamazioni” del narcisista, così come le sue lodi sul “valor aggiunto” che riguarda tutto ciò che fa oppure verso la sua stessa persona, c’è da dire che il loro Sé interiore è mal definito, essendo costantemente tormentato da sentimenti di inadeguatezza e timoroso di non essere mai abbastanza bravo.

I narcisisti cercano, quindi, di essere “perfetti”, “speciali” “benestanti”, “attraenti”, “incredibili amanti”, “meravigliosi” o qualsiasi cosa serva per ottenere la vostra approvazione (per nutrire e mantenere il proprio Falso Sé), tuttavia, finiscono per comportarsi di modo terribile e imperfetto quando non ottengono il premio auspicato per non riuscire a mantenere codesto ideale di ‘perfezione’, ‘specialità’, ‘ricchezza’, ‘bellezza’ o ‘meraviglia’ (perché voi, da semplici specchi, non rimandate l’immagine che credono ideale).

È lo stesso Falso Sé (Ego) in cerca di approvazione che, quando non è costantemente sostenuto dall’esterno (una vera necessità, perché non è autosufficiente), a diventare patologico, vendicativo e comportarsi atrocemente.

Questo è ciò che un Ego mostruoso vi dona: dolore, paura, senso di vuoto.

Più grande è l’Ego, più pronunciati saranno i colpi bassi.

Il comportamento orrendo del narcisista, quando appare, ovviamente non si adatta alla creazione del “Falso Sé” che crea intorno a lui, all’idea di “perfezione” che vi ha dato all’inizio.

Le parti imperfette (non cicatrizzate) del narcisista sono state rinnegate da lui o da lei, e quindi devono essere assegnate altrove – e in fretta! – per far sì che non debbano affrontare le loro peggiori paure : “C’è qualcosa di veramente sbagliato in me” e “Non sono ‘l’essere incredibile’ che sto fingendo di essere”.

È QUESTO IL CONTESTO IN CUI LE PROIEZIONI ESPLODONO.

PIÙ SI CERCA DI RENDERE IL NARCISISTA RESPONSABILE DEL SUO COMPORTAMENTO ATROCE, PIÙ LE PROIEZIONI SONO PRONUNCIATE.

COS’È LA PROIEZIONE NARCISISTA?

Tutti i narcisisti proiettano le loro parti non cicatrizzate perché semplicemente non RIESCONO e NON SI PRENDERANNO MAI la responsabilità per loro.

I narcisisti non amano sapersi vuoti, bisognosi di approvazione, patologicamente invidiosi e avere pensieri orribili su loro stessi e sugli altri. Detestano i propri sentimenti di vulnerabilità, di profonda vergogna e indegnità.

Quando la “maschera” (il Falso Sé) non riesce a mantenersi attaccata, tenendo nascosti questi sentimenti (perché nulla regge indefinitamente) queste parti rotte si riversano nella coscienza del narcisista, provocandogli orrore.

La ferita narcisistica sembra un annientamento emotivo per loro, di modo che evitano di pensarci su, sentendola come un peso insopportabile da evitare a tutti i costi.

Le persone senza alcun disturbo della personalità non hanno questo problema. Sono in grado di accettare di essere “sbagliate” e “imperfette”, comprendono che tutto ciò fa parte della normale esperienza umana. Le persone “normali” potrebbero non piacersi come vorrebbero, ma possono accettarlo e assumersene la responsabilità.

Naturalmente, quando affronti il ​​narcisista per il suo comportamento disgustoso, gli state dicendo: “Ecco le tue parti rinnegate e spezzate”.

Il falso Sé del narcisista passa, quindi, alla deflessione e alla proiezione automatica. A causa del disgusto di sé verso le sue parti non sigillate/non riconosciute, questo  meccanismo di sopravvivenza emotivo diventa essenziale al mantenimento del suo equilibrio, di modo che inevitabilmente assegnerà tutto ciò che non va in lui/lei a voi.

Questo assicura due cose:

1) La vostra PUNIZIONE per aver sfidato il loro Falso Sé, e;

2) Diventate le persone atroci che avete commesso tutte le cose inaccettabili (o per lo meno ne siete la causa dei loro comportamenti inaccettabili).

I genitori narcisistici proiettano le parti non sanate sui loro figli, i capi narcisistici lo fanno sui loro impiegati e i narcisisti in coppia le riversano sui loro partner.

Non dovete nemmeno “criticare” un narcisista perché ciò accada. Lui o lei potrebbero semplicemente avere un “doloroso momento interiore”- il che è abbastanza ciclico in loro – di modo che le parti non rinsaldate e non presidiate urleranno dolorosamente per attirare l’attenzione… ed è proprio ciò che fanno.

Il narcisista utilizzerà qualsiasi metodo disponibile per la proiezione. Ciò significa fabbricare, distorcere, assegnare un diverso significato o esagerare ciò che avete detto o fatto come “prova” e/o fare i nomi dei loro alleati, delle terze parti che li appoggiano, che possono anch’essi essere fabbricati per attaccarvi.

Ecco perché dopo aver costretto il narcisista a una mastodontica battaglia per ammettere la “verità” riguardo alle sue falsità, rimarrete sbalorditi – dopo aver esposto i fatti e aver acquisito una sorta di equilibrio – quando in un secondo momento egli negherà tutto, ritornando alla sua solita posizione, alla versione fabbricata usata nella proiezione.

Sarete anche stupiti di come il narcisista mente su un “evento” di cui eravate presenti, difendendolo come verità assoluta, indipendentemente dal fatto che eravate là!

È IMPORTANTE SAPERE CHE: i narcisisti credono davvero nelle loro versioni inventate. Dovete capire che il pensiero del narcisista e il cablaggio del cervello sono così disordinati che quando lui/lei usano una deviazione per evitare le parti rinnegate del Sé, ciò che inventano diventa reale per loro.

Quando capirete tutto questo, riuscirete a vedere chiaramente che i narcisisti, quando vi attaccano, parlando agli specchi.

Le accuse dei narcisisti sul vostro carattere e su ciò che “fatte” sono esattamente ciò che sentono internamente riguardo a loro stessi e al loro modus operandi nel mondo.

COSA ACCADE QUANDO SI ACCETTANO TALI PROIEZIONI?

Per quanto riguarda voi stessi e il vostro modo di reagire, ecco la parte veramente importante.

Chiunque abbia mai vissuto le proiezioni di un narcisista conosce il caos, la pazzia, l’intensa lotta per provare a dimostrarsi innocente, gli incredibili colpi di scena e girotondi che il narcisista compirà per evitare la responsabilità e come qualsiasi assunzione di responsabilità, così come la “sicurezza” acquisita nei fatti consolidati può volare fuori dalla finestra in un attimo per ritornare alle versioni patologiche.

Ne uscirete sbalorditi, affranti e costernati, increduli su come queste versioni fabbricate valgano molto di più ai narcisisti della vostra stessa persona e del desiderio di avere un rapporto sano con voi. Pur di difendere le loro versioni mettono a repentaglio qualsiasi tipo di relazione con voi.

Sarete sbalorditi e devastati dal modo in cui il narcisista rinuncerà a tutti i futuri “sogni” condivisi, tutta la sicurezza creata insieme (compresa la famiglia), ed è perfettamente capace di procurare altre fonti di approvvigionamento narcisistico all’istante – SOLO per non essere responsabile di niente e continuare a incolparvi.

Vi sentite come “impazziti” cercando di convincere questa persona a comportarsi come un essere umano decente e “normale”.

Per voi sicuramente NON sembra così difficile!

Il problema è questo: voi credete che il narcisista possa essere ‘normale’ e che sia fatto come un essere umano ‘normale’.

Tuttavia, dovete accettare che non è questo il caso.

Quando il loro comportamento ha raggiunto il livello delle menzogne ​​patologiche, con atti di vendetta maliziosi, diffamazioni e mancanza di responsabilità (che ovviamente include la proiezione), avete a che fare con dei narcisisti patologici INGUARIBILI.

Sono persone alle quali mancano importanti connessioni nel cervello per funzionare “normalmente”, quindi non cambieranno.

L’”AMORE” CHE PENSAVATE FOSSE REALE O POSSIBILE NON LO È, NON ESISTEVA E NON ESISTE. Quello che stava succedendo in nome dell’”amore” era questo: voi eravate il veicolo per nutrire il Falso Sé del narcisista affinché egli sfuggisse alle sue parti interne danneggiate.

LA RELAZIONE NON SAREBBE MAI STATA SALUTARE E NON AVREBBE MAI FUNZIONATO.

Si trattava di un rapporto che non ha mai riguardato voi, ma che è sempre stato fermamente legato al narcisista a prescindere da quanto avete creduto nella persona amorevole e attenta che rappresentava di essere, a volte.

Dobbiamo capire perché abbiamo accettato queste proiezioni senza accorgerci che non si trattava di roba nostra, ma che erano le parti danneggiate del narcisista che ci venivano scagliate contro.

ACCETTARE LE PROIEZIONI NARCISISTICHE DEI GENITORI

Quando abbiamo un genitore narcisista, da bambini siamo allevati senza difese e certamente senza consolidare un senso di Sé. Non ci è possibile, quindi, definire dei limiti e dichiarare “questa roba qua non è mia, ma vostra“.

Tutti i bambini si sentono in colpa quando i genitori usano la proiezione contro di loro.

Le affermazioni de tipo “sei cattivo, stupido, egoista, non abbastanza buono, ecc.” sono facilmente assimilabili dai bambini come verità assoluta. I bambini più empatici/sensibili tendono a interiorizzare queste ferite e a vergognarsi profondamente. Si dicono ‘Cercherò di farmi amare e accettare da te”, sperando di non fare mai la cosa sbagliata. (adottano alti livelli di coscienza).

QUESTO È IL MODELLO DELLA CO-DIPENDENZA.

I bambini meno empatici respingono il loro dolore e la loro vergogna profonda, si scagliano contro il mondo urlando “Non mi permetterò mai più di essere vulnerabile, di uscirne ferito o di avere nuovamente fiducia in qualcuno”, creando un Falso Sé attraverso il quale navigano nella loro vita adottando un comportamento amorale.

QUESTO È IL MODELLO DEL NARCISISTA.

Possiamo capire che i bambini non hanno un sé stabilito sin da bambini e che sono altamente dipendenti e vulnerabili, perché un bambino non può dire “Mamma/papà, tu sei un narcisista, non sei sano e non voglio più avere niente a che fare con questa roba – me ne vado!”.

ACCETTARE LE PROIEZIONI NARCISISTE A LAVORO

All’interno di un posto di lavoro un dipendente può temere per la sua sicurezza e avere paura di perdere la propria posizione.

Questo può renderlo estremamente vulnerabile a un capo narcisista.

Il dipendente può anche essere consapevole della vendetta che potrebbe accadere se si oppone al capo o lo segnala a un’autorità superiore. Lui o lei può anche rendersi conto che questa persona ha la capacità di fabbricare informazioni al fine di punirlo e proiettare la colpa su di lui.

Eccetto che questo dipendente non creda fermamente in se stesso, abbastanza da porre dei confini e andare avanti comunque restando fermo nelle sue convinzioni, (perché ha la sua verità in tasca) senza sentirsi intimidito, oppure sappia che può comunque contare con altre possibilità di guadagno altrove, lui o lei potrebbe rischiare di essere narcisisticamente abusato da un capo.

Il senso di sé in questi casi subisce un abbassamento.

ACCETTARE LE PROIEZIONI NARCISISTICHE IN UNA RELAZIONE AFFETTIVA

Riguardo alle relazioni amorose, il partner narcisista fa in modo di creare la vostra dipendenza. Lui o lei corroderà il senso di Sé che potete avere (e che non era veramente consolidato, altrimenti un narcisista non potrebbe nemmeno entrare nella vostra vita!), facendovi diventare il più dipendente possibile da lui/lei – emotivamente, mentalmente, fisicamente e/o finanziariamente.

Il narcisista ha urgentemente bisogno di essere il centro del vostro universo. Egli crea l’invischiamento al fine di estrarre rifornimento narcisistico da voi, assicurandosi di avervi agganciato abbastanza da farvi indossare i panni dei detentori delle sue parti sconosciute (proiezioni).

La fase idealizzante crea questa dinamica.

Sappiate che avete accettato le proiezioni (contrattaccare significa anche “accettarle”), quando avete ribadito e chiesto giustizia e responsabilità, giustificandovi e facendovi trascinare in conversazioni e liti da capogiro con l’unico risultato di sentirvi ancora più impotenti, devastati e addirittura pericolosi.

La verità è: vi sentivate impotenti e vulnerabili come dei bambini. È possibile che in questi momenti subivate una regressione infantile, il che significa che eravate terrorizzati dall’abbandono e dal rifiuto fino ad agire conseguentemente a questo terrore. ECCO PERCHÉ VI SIETE AGGRAPPATI NONOSTANTE GLI ORRIBILI LIVELLI DI ABUSO.

I narcisisti giocano questa carta per controllarvi: minacciano il rifiuto, l’abbandono e/o la vostra immediata sostituzione.

Un narcisista vi scoraggia a non conformarvi al suo Falso Sé grazie a queste minacce. Sono comuni tattiche narcisistiche.

IL VOSTRO ESSENZIALE SENSO DI SE’

Ora torniamo al punto che ho scritto in precedenza.

Per favore SAPPIATE che le persone che hanno sufficienti RISORSE DI SÉ lasceranno il narcisista appena scoppierà un comportamento atroce, amorale, vendicativo – non importa il quanto stiano male per questa decisione.

È la verità – conosco personalmente molte persone che hanno avuto la forza interiore di andarsene quando è successo.

Poco tempo fa ho avuto una conversazione con un consulente d’oltremare molto apprezzato. La sua opinione era: è solo una piccola percentuale di uomini o donne che restano inermi di fronte a comportamenti atroci e dannosi.

Per iniziare la vostra guarigione è necessario quindi assumersi la responsabilità di essere rimasti, di aver continuato a subire alti livelli di abuso anziché abbandonare il narcisista per onorare noi stessi.

Quelli di voi che hanno partecipato al  30 Days To Empowered Self. e hanno fatto il questionario nella Settimana 2, hanno capito che ci sono molti modi di gettare via la nostra forza, restando sprovvisti di una solida fonte energetica per noi stessi.

La mia definizione di essere co-dipendenti è: cercare di “riconoscere il valore di se stessi attraverso lo sguardo esterno”, abbandonando la vera fonte di energia che sta in voi.

Credo che tutti, a livelli diversi, soffrano di co-dipendenza – il nostro mondo intero è stato modellato in questo modo – e, se il vostro livello di co-dipendenza è abbastanza elevato, esso vi trasforma in individui molto suscettibili ad attirare e sopportare abusi narcisistici.

Quando non crediamo abbastanza nel nostro senso del Sé, inevitabilmente assegniamo a qualcun altro la ‘fonte’ che ci manca.

I narcisisti, poiché eravate suscettibili, sono stati in grado di co-creare volutamente questa dipendenza in voi.

Quando non abbiamo abbastanza senso del Sé, dipendiamo dall’approvazione altrui.

Abbiamo bisogno di piacere alla persona che abbiamo identificato come “la nostra fonte di Sé”, abbiamo bisogno che creda in noi. Ed è questa la ragione per la quale ci sentiamo distrutti, come se la nostra intera sopravvivenza fosse minacciata quando non credono che siamo una brava persona, quando ci accusano di comportamenti scorretti e tratti caratteriali che riteniamo di non avere o di cose che non abbiamo mai considerato di fare. Risultato: ci aggrappiamo alla clemenza e alla giustizia di chi ci ha fatto del male per superare il trauma.

Crediamo che se perdiamo questa persona nella nostra vita non saremo in grado di sopravvivere emotivamente, mentalmente e/o fisicamente.

Finché crederemo che la nostra “bontà”, il nostro valore, i nostri meriti, il nostro benessere o la nostra vita dipendano da un’altra persona, resteremo suscettibili.

Se abbiamo queste carenze interiori, allora rispecchieremo esattamente la mancanza delle risorse interiori del “sé” del narcisista.

La verità è: facciamo il suo gioco (almeno finché non creiamo un solido “senso di Sé” sul quale aggrapparci nei momenti duri, uno che ci sostenga e ci convalidi, di modo a riuscire a individuare una situazione abusiva e andarcene sapendo che “QUESTA ROBA NON MI APPARTIENE, È TUTTA TUA. NON SONO IO E NON È LA MIA REALTA’”).

Per avere un “Io” sano, provare amore e benessere nella vita dobbiamo costruire questa solidità interiore, e solo allora possiamo condividerla di modo sano con un’altra persona.

Quando lasciamo andare e finalmente guariamo – riusciamo a vedere e comprendere che ciò che ci stava accadendo era veramente un gioco, non un rapporto.

Ci rendiamo conto che “l’onnipotente narcisista” è, in realtà, “un essere vuoto”, un “non-essere”, impotente e finto, oramai indesiderabile nella nostra vita e nella nostra verità.

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30 pensieri su “La proiezione narcisista e l’assegnazione del ruolo di “carnefici” alle vittime di maltrattamento psicologico

  1. Mio marito ha presentato una memoria per la causa di separazione nella quale ribalta su di me ogni colpa e anche suoi comportamenti che non mi sono mai appartenuti. ..è un attacco scomposto e anche poco sostenibile dato che afferma delle solenni bugie (facilmente confutabili) cattiverie che non hanno alcun nesso con la separazione, ma leggere mi ha fatto molto male.
    Contestualizzo, razionalizzo e mi rendo conto che è un attacco …. che vuole farmi male ora che non mi vede più e non sa neppure dove abito, vuole raggiungermi dovunque e sporcarmi con le sue bugie.
    Nel mio caso non riesco ad identificarmi come codipendente,io ho avuto un marito perfetto che si è trasformato in un attimo in un mostro…ma non l’ho tollerato … non tornerei mai con lui …. non ho rinunciato mai alla mia dignità…… sto ancora male a distanza di due anni ma lui ora mi ripugna

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    1. Cara Alessia, nessuno si trasforma improvvisamente in un mostro. Ci sono dei comportamenti e azioni che un n.p. fa alle spalle dei partner che prima o poi emergono nella coppia di un modo o nell’altro. Se il tuo ex marito fino alla rottura si è comportato di modo impeccabile, è probabile che questo attacco sia motivato dalla sua voglia di vendicarsi e di farti del male ma non basta per definirlo un n.p. I soggetti veramente disturbati sono affetti da noia cronica e quindi HANNO BISOGNO di rendere la vita quotidiana un inferno per gli altri, soprattutto con la triangolazione, le svalutazioni, la mancanza di rispetto con la parola data, il disprezzo verso ciò che fai e sei, insomma una miriadi di comportamenti che precedono la vendetta finale in cui ti gettano addosso il loro fango.

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      1. Non era impeccabile in realtà …. lo appariva soltanto. Purtroppo i segni erano già tutti presenti ma io non volevo e non potevo vederli…ho letto tanto in questi due anni e purtroppo tutte le caratteristiche che così abilmente descrivi erano presenti…. anche la noia … che dovevamo combattere ogni giorno con un nuovo effimero e di norma costoso obiettivo…e la svalutazione impalpabile ma sempre presente e poi totale …e la triangolazione…. e un mare di bugie… e la cattiveria …la volontà di distruggere chi lo ha amato senza riserve.
        Un prolungato love bombing….una veloce svalutazione …uno scarto feroce mentre perdevo mio padre….sulla sua natura Claudy ormai dubbi non ne ho

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      2. Ma il nuovo partner di una donna c he ha chiuso da mesi una relazione con un narcisista, sempre e con varie modalità ancora presente, come deve comportarsi? Mi hanno dato risposte antitetiche

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  2. Articolo illuminante e tristemente vero. Io me ne sono andata di casa proprio perché stavo perdendo me stessa ma mi chiedo: “come ci si comporta quando innescano queste proiezioni assurde e dolorose?”. Me lo chiedo perché, ahimé, anche solo una volta l’anno mi tocca tornare a casa.

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    1. L’unico modo, come scritto in questo articolo della bravissima Melania Tonia Evans, è rafforzare la nostra interiorità. Ossia, domandando a noi stessi quotidianamente se stiamo facendo o subendo qualcosa che contradisce i nostri principi e la coscienza e riunendo coraggio abbastanza per dire di NO, non importa a quale prezzo.

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  3. Ottimo.Già come ci si comporta per contromanipolare la proiezione ,dato che non sei d’accordo con il sasso grigio Claudileia?Se proprio non si puo applicare in certi casi il no conctact tombale,per via di vari motivi che si fa?

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    1. Non sono d’accordo con il sasso grigio perché non è applicabile alle proiezioni che fanno i soggetti n.p. e psicopatici. Supponiamo che io sia un uomo e che la mia partner psicopatica INSINUI che io stia molestando i nostri figli… In tutta onestà quale uomo dai solidi principi riuscirebbe a fare il “sasso grigio”? Oppure essendo donna, se tuo marito psicopatico ti accusassi di aver ottenuto una promozione andando a letto con il capo, e lo facesse davanti ai tuoi figli, avresti il sangue freddo per “contro manipolare”? Ecco perché difendo la via dell’allontanamento come l’unico modo per preservare la propria sanità mentale. Bisogna vedere quali sono “i vari motivi” che impediscono a una persona di allontanarsi e aiutarla a farlo logisticamente (se il motivo è economico) e/o psicologicamente.

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  4. BELLISSIMO ARTICOLO

    “Sarete sbalorditi e devastati dal modo in cui il narcisista rinuncerà a tutti i futuri “sogni” condivisi, tutta la sicurezza creata insieme (compresa la famiglia), ed è perfettamente capace di procurare altre fonti di approvvigionamento narcisistico all’ istante – SOLO per non essere responsabile di niente e continuare a incolparvi.

    Vi sentite come “impazziti” cercando di convincere questa persona a comportarsi come un essere umano decente e “normale”.

    Per voi sicuramente NON sembra così difficile!

    Il problema è questo: voi credete che il narcisista possa essere ‘normale’ e che sia fatto come un essere umano ‘normale’.

    Tuttavia, dovete accettare che non è questo il caso.

    Quando il loro comportamento ha raggiunto il livello delle menzogne ​​patologiche, con atti di vendetta maliziosi, diffamazioni e mancanza di responsabilità (che ovviamente include la proiezione), avete a che fare con dei narcisisti patologici INGUARIBILI.

    Sono persone alle quali mancano importanti connessioni nel cervello per funzionare “normalmente”, quindi non cambieranno.

    L’”AMORE” CHE PENSAVATE FOSSE REALE O POSSIBILE NON LO È, NON ESISTEVA E NON ESISTE.”

    Infatti :è così che incomincia il percorso di guarigione, capire fino in fondo anche se con dolore immenso che non si è MAI trattato di amore, forse da parte delle vittime,ma neppure, visto che l’essere che abbiamo amato era solo un’immagine nella nostra mente, un personaggio di un film creato da noi e dal narcisista.

    Inoltre :

    “Per avere un “Io” sano, provare amore e benessere nella vita dobbiamo costruire questa solidità interiore, e solo allora possiamo condividerla di modo sano con un’altra persona.

    Quando lasciamo andare e finalmente guariamo – riusciamo a vedere e comprendere che ciò che ci stava accadendo era veramente un gioco, non un rapporto.

    Ci rendiamo conto che “l’onnipotente narcisista” è, in realtà, “un essere vuoto”, un “non-essere”, impotente e finto, oramai indesiderabile nella nostra vita e nella nostra verità.”

    Quanta verità e quanto dolore! La consapevolezza, l’essere svegli è più importante di qualsiasi menzogna. Alla fine anche se il prezzo da pagare è molto alto, anche se passi attraverso il fuoco, se ne esce sicuramente migliori. In quanto al narcisista verrà un giorno che davvero non t’importerà più nulla di lui/lei e di cosa fa: lo cancelleremo molto più profondamente di come lui/lei ci ha fatto credere di cancellare noi.

    Grazie!

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  5. Articolo molto interessante. Io non so ancora capire bene con che tipo di persona sia stato assieme e sono molto confuso riguardo la mia storia. In breve sono stato lasciato tempo fa nel momento peggiore della mia vita, quando ho iniziato ad avere dei problemi di salute.
    Non riuscivo più a dedicare alla mia compagna tutte le attenzioni come un tempo. Lei era consapevole che non stessi bene e allora per “aiutarmi” a stare meglio iniziò a dirmi che usciva con altri uomini perché io non avevo tempo per lei. Io non riuscivo proprio a capire questo atteggiamento, ero incredulo e spaesato, mi vergogno a dirlo ma mi sentivo quasi in colpa. Successivamente mi scrisse che si era stufata di corrermi dietro e che dovevo fare di più per lei, essere più presente e che dovevo dimostrale quanto ci tenessi a lei. In pratica era come chiedere ad uno zoppo di fare la maratona. Non ebbi nemmeno la forza di rispondere e lei non si fece mai più sentire, nemmeno per sapere come stavo. Seppi qualche giorno dopo che aveva già un’ altra relazione.
    Oltre a stare male per la malattia sono stato malissimo per la fine del rapporto e mi sono sempre sentito in colpa perché ho sempre pensato che fosse stata causa mia la fine della storia. Ora dopo molte cure sto cominciando a stare meglio e recentemente chiacchierando in privato con alcuni amici in comune ho parlato di lei con affetto. Immediatamente dopo, con mia grande sorpresa, sono stato accusato pubblicamente da lei di essere uno psicopatico narcisista, un bugiardo patologico che salta da una relazione all’altra , che dipingo le mie ex come persone disturbate e che cerco di ritornare in ogni modo da lei. Preciso che non ho mai parlato male di lei con nessuno, non ho avuto altre relazioni in quanto non stavo bene e che non le ho mai scritto direttamente. Ammetto però che questo inaspettato attacco gratuito mi ha molto ferito e destabilizzato, inoltre mi ha fatto ricordare che mi diceva le stesse identiche cose del suo precedente ragazzo.
    Fortunatamente sto facendo un percorso di psicoterapia che mi sta aiutando molto per la mia malattia, e spiegando questo mio disagio alla psicologa mi è stato detto che non ho tratti da psicopatico narcisista… per fortuna! Ora leggendo questo articolo mi chiedo se nel mio caso si possa trattare di una proiezione.

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      1. Cara Claudileia volevo ringraziarti della risposta e del prezioso blog.
        Leggendo in questi giorni i vari articoli sto realizzando che i miei timori, che ho sempre negato fino a poco tempo fa, sono probabimente fondati. Mi sono portato dietro per anni dei fortissimi sensi di colpa che mi hanno distrutto lentamente e questa stoccata finale mi aveva quasi convinto di essere io il pazzo psicopatico. Ancora non riesco a concepire un tale odio e agressività a distanza di tempo, ma soprattuto attacchi così specifici e precisi su cose che non ho mai fatto e che ha fatto lei, tipo: triangolazioni (maestra indiscussa della materia, storie inventate, allusioni, alcune reali, non si capiva mai, quasi ogni giorno doveva raccontarmi che c’era qualcuno che era interessato a lei, trovava qualcuno in ogni posto o situazione anche le più comuni, ma come si può pensare sempre a sta cosa!!!), gelosia e possesso (lei era gelossisima nei miei confronti però mi diceva che non sarebbe mai stata con un uomo geloso perchè lei era una donna libera, ma che discorso è?), mancanza di empatia (sto ancora male per la fine della relazione a distanza di un anno e lei aveva già un altro quando mi ha scaricato perchè “non ero più quello di una volta e non le prestavo più abbastanza attenzioni”, ehi ma io stavo male, in amore non si dovrebbe stare vicino alla persona in difficoltà?). Potrei andare avanti ancora per ore con cose ancora peggiori ma che mi vergogno a dire… Io mi sono sempre sentito in colpa al solo pensare male di lei e non ne ho mai parlato male con nessuno, del resto come si può screditare la persona che ami? E alla fine passo io per essere un mostro… è talmente assurdo e fa male. Ancora oggi non riesco proprio a dare un senso o una logica a tutto questo e continuo ad arrovellarmi per darmi delle spiegazioni.

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      2. Caro Massimo, i comportamenti che hai descritto sono i classici ben stampati in lettere cubitali nei libri che ci insegnano a identificare le tattiche manipolatorie dei narcisisti. Quando ci ammaliamo diventiamo automaticamente una seccatura per loro perché significa che le nostre risorse energetiche le dobbiamo investire su di noi per combattere la malattia, non più esclusivamente su di loro. Ecco il perché dello scarto nei momenti cruciali della vita in cui dovrebbero sostenerci, come lo farebbe un essere umano normale. Dopodiché la triangolazione, cioè, indurti a pensare QUOTIDIANAMENTE che hanno un battaglione di “fans” appartiene alla loro logica perversa per renderti sempre più insicuro. Alla fine del processo ogni uomo diventa un nemico che potrebbe rubare a qualsiasi momento ciò che è TUO. Il punto è che i “belli” non esistono, sono fumo materializzato PER TUTTI. Plasmano la loro “personalità” conforme l’ambiente, come Zelig.

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  6. Grazie della risposta.
    E’ incredibile, alla fine di energie non ne avevo proprio più. Da avere sempre avuto una vita molto attiva mi sono ritrovato ad essere praticamente un vegetale con ansia, attacchi di panico quotidiani, insonnia e una valanga di sensi di colpa oltre ai problemi di salute. Un altro aspetto che mi rendeva perplesso era come mi raccontava in maniera simpatica e divertente dei suoi numerosi amanti passati, non ne ero sicuro ma sembrava quasi che fosse orgogliosa di quanti ne avvesse avuti e soprattutto di come li avesse fatti fuori, alcuni in maniera spietata (nello scrivere ora ricordo che mi diceva che molti erano dei pazzi che la perseguitavano anche dopo essere stati lasciati! E’ mai possibile che nella mia vita non mi abbia mai perseguitato nessuno!!!). Non sono mai stato geloso con nessuna delle compagne che ho avuto perchè ho sempre basato i miei rapporti sulla reciproca fiducia, per capirci sono una persona che non si è mai permesso di guardare nella borsa di una mia compagna oppure guardare il cellulare, l’ho sempre ritenuto una grave mancanza di rispetto, e non ho mai messo il codice di sicurezza sul cellulare (lei si meravigliò che non l’avessi e mi diede pure del fesso, sempre scherzando eh!). Solamente con lei nel tempo sono diventato geloso in maniera quasi ossessiva, e non mi riconosco più. Non avevo mai collegato la cosa, difatti è come se fosse il risultato di una programmazione studiata a tavolino. Pensa che ho pure contattato la mia ex con cui ci siamo lasciati NORMALMENTE mantenendo sempre il rispetto reciproco per chiederle cosa pensava di me, perchè ho veramente pensato di non essere normale. Emblematico è che quando ci incontrammo all’inizio mi descrisse il suo ex come uno psicopatico narcisista geloso ossessivo che le stava avvelenando la vita, fortunatamente arrivai io a salvarle la vita e darle la forza per lasciarlo (sono stato un eroe… sigh), ho creduto veramente che fosse un mostro quel poveraccio (che tristezza). Ricordo ancora questa frase: “finalmente qualcuno che sa come farmi stare bene e che mi capisce, è come se fossi in paradiso”. Si sprecavano elogi sia privati ma soprattutto pubblici e sempre un po’ troppo sopra le righe che mi hanno sempre imbarazzato e perplesso (questo ostentare i prorpi sentimenti a tutti con proclami su facbook non mi è mai paiciuto, ritengo personalmente che i sentimenti siano una cosa intima da condividere e cullare con la persona amata), invece mi spiegava che a differenza di lei io ero una persona poco empatica che si vergognava ad esternare ciò che provavo, che mi dovevo aprire di più.
    Non so ad altri ma nel mio caso la fase iniziale è quella che si è impressa nella mia testa con una forza incredibile, fino a poco tempo fa mi sembrava ancora una persona mervigliosa e pensavo di aver sbagliato tutto io, un senso di colpa assoluto nei sui confronti, ho fatto una fatica immensa a ricordare e far emergere tutto il resto e ne ho ancora tanto di fango da tirar fuori.
    Per il poco che so (e ne voglio sapere il meno possibile) lo stesso identico “teatrino” si sta riproponendo con un altro (siamo nella fase supereroe/salvatore del mondo). In fondo questa cosa mi fa ancora male perchè anche se ora so come funziona il giochino (è sempre maledettamente identico, una continua ripetizione dello stesso orrore) vorrei non che ci fosse giustizia, ma almeno una minima presa di coscienza e di umanità.
    Scusate lo sfogo.

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    1. Presa di coscienza e umanità per chi non ha coscienza e prova soltanto disprezzo per gli altri? La vedo dura, caro Massimo. La tua ex andrà avanti all’infinito provocando danni a destra e a manca perché da come hai descritto il suo livello di narcisismo è elevatissimo. Non saresti nemmeno arrivato fin qui, altrimenti. Il punto è che questi personaggi provano piacere mentre portano gli altri alla depressione, alla follia e alla morte. Dopo che avrai preso una certa distanza mentale riuscirai a vedere l’orribile disegno che si cela dietro alle loro “conquiste” e ti dirai “Porca miseria, e pensare che ero lì, in mezzo a questo schifo…”. Loro vanno avanti imperterriti scappando da ogni situazione che possa mettere in discussione la loro grandiosità. Convivere con una persona così e riuscire a restare sereni e realizzarsi nella vita è impossibile. Chi ci prova finisce con la psiche ridotta a brandelli e termina i suoi giorni senza essere riuscito a realizzare i suoi sogni più arcaici perché ogni energia è stata sottratta per rifornire il narcisista perverso/la n. perversa che ha avuto la sfortuna di incontrare.

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    2. Caro Massimo,

      ciò che scrivi mi ricorda al 90% le cose che ho vissuto anche io…

      Lo so fa male pensare che fosse tutta una funzione, fa male capire che ci stiamo dando colpe che non abbiamo ma che non riusciamo a svoltare definitivamente.

      Pensa però che ti sei salvato da un destino peggiore.

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  7. Porca vacca massimo…fatti forza! Dalle cose che scrivi e da come le scrivi ti vedo bene…tutto prenderà forma con il tempo e queste donne maledettamente incasinanti non ti nuoceranno più…forse, ma non voglio esagerare, un domani avrai anche compassione per la loro condizione esistenziale quasi priva di speranze. In attesa di una così alta e saggia visione d’insieme però guardati alle spalle perché qualche calcio nel c..o te lo tirerà…un saluto affettuoso da uno che ci è passato (non indenne). Ciao!

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  8. Grazie a tutti delle risposte. Mi state dando conforto in questo momento. Pensate che tempo addietro, quando stavamo assieme, percepivo una strana sensazione che non capivo e mi documentai su questo argomento e ne parlai pure con lei, ricordo il suo viso stile bambi triste che mi chiese: “io non sarò mica così vero?”, ovviamente di fronte a ciò dissi che mi sbagliavo sicuramente e mi sentii pure in colpa per aver pensato male di lei. Se avessi ascoltato il mio istinto mi sarei salvato in tempo! Pensandoci, questi personaggi, velatamente ti danno sempre indizi di chi sono realmente, perchè è vero che provano piacere nel vedere il dolore che provocano e ci tengono a comunicarcelo. Grazie al cielo ho avuto la forza di andare in psicoterapia, questo mi sta aiutando, soprattuto a scaricare valanghe di sensi di colpa e carichi di responsabilità indotti. Razionalmente penso di aver chiaro con chi ho avuto a che fare, pensavo fosse amore e invece sono stato un mezzo per soddisfare un suo bisogno famelico di essere amata sempre. Ora devo lavorare sulla mia anima liberandomi da tutte le sensazioni tossiche che non fanno parte di me. Sì Claudileia, hai ragione, lo schifo lo vedo sempre più chiaramente, però è difficile proprio da capire ed accettare. Sì è vero, non pensavo fosse possibile, ma loro distruggono la serenità e alla lunga ti fanno ammalare. Tom, dici che ci potranno essere altri calci nel culo? Spero di no ma comunque ho capito che l’unica cosa da fare è non reagire, ignorare anche se fa male, lasciarli dare calci al vuoto, a quel vuoto che li accompagna per tutta la vita. Forse è l’unica cosa che li da fastidio almeno per un po’.

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    1. Caro Massimo , ho vissuto la tua identica situazione con una NP compresa la malattia. So che è terribilmente disumana questa esperienza. Io sto ancora male ma sono sicuro che ce la faremo!!!

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  9. Una domanda: sono capaci di rigirare evidentemente anche delle situazioni in cui eri presente? Ho il dubbio che un mio collega sia narcisista, perché ogni volta che mi accusa di qualcosa e non fa una bella figura con gli altri (ormai ho capito come gestirlo nei confronti pubblici) rimanda sempre a qualche mia colpa di uno o due giorni prima, ad eventi in cui eravamo presenti solo io e lui. Eventi che in realtà sono accaduti, ma ho l’impressione che tenda ad esagerarli (tipo un tentativo di chiarimento diventa una cazziata interminabile, etc etc) e mi chiedo come sia possibile distorcere così a viso aperto (senza vergogna, senza porsi il problema che anche io ero li) degli episodi simili. Alle volte ho il dubbio che sono io a sbagliarmi perché mi sembra difficile si possa essere così stupidi…si potrebbe trattare di un narcisista?

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    1. Caro Giovanni, intanto né tutte le persone che si comportano in questo modo sono narcisiste, ci mancherebbe! Bisogna rispondere a tanti altri criteri per fare una diagnosi oppure per avere almeno il sospetto che lo siano. Detto questo, negare l’evidenza o esagerare i fatti agli altri, anche laddove il diretto interessato è presente, è un gioco da ragazzi per loro. Sanno di avere più dialettica e capacità di persuasione di te, che non sei preparato per l’attacco improvviso -e pubblico – e quindi parlano e straparlano coprendo ogni tuo tentativo di giustificare alcunché. Mentre loro sembreranno di aver ragione, tu farai la parte del goffo, del senza tatto, del matto o dello stupido. Un abbraccio!

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  10. Grazie per la risposta. Si capisco, ovviamente la diagnosi la può fare solo uno specialista, il mio collega rientra in molte delle descrizioni e credo che almeno qualche tratto lo abbia. Mi sembrava strano il fatto che nelle questioni che riguardavano solo me e lui avessimo sempre due letture della realtà diverse e dopo anni avevo iniziato a covare il dubbio che magari ero io a sbagliarmi…

    Che dire, io sono stato fortunato, per me è solo un collega e quindi ho delle difese, immagino però che esperienza devastante debba essere per una persona che è coinvolta sentimentalmente. Nessuno merita quello che fanno, nemmeno loro meriterebbero il loro stesso trattamento.

    Io nel mio piccolo proverò ad essere più sensibile e disponibile verso qualche amica che penso stia vivendo qualche problematica di questo tipo

    Un caro saluto!!!

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  11. C’è una cosa che mi spaventa e che dovrebbe forse essere trattata. Noi siamo tutti qui a confrontare esperienze di abuso e riconosciamo ciò che abbiamo subito: ciò è bene. Ma non esiste forse – e parlo per me e per come sto – il rischio di identificarsi troppo come vittime di un abuso da parte di un narcisista, come un’ulteriore etichetta, ombra, croce, stigma per il resto della vita? Quando si smette di sentirsi reduci? Quando ci si scrolla cioè di dosso tutta la storia, che altrimenti – come tutti i traumi – diventa parte di noi e conferisce quindi al carnefice proprio quell’importanza che vorremmo e dovremmo negargli per sempre?

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    1. Caro S.w.a, giorni fa c’è stata una discussione molto ricca sul termine “complementare” coniato dallo psichiatra Hugo Marietán. Troverai i suoi articoli tradotti su questo blog perché rispondono proprio alla tua domanda. Non siamo tutti bambolotti plagiati dal primo lupo cattivo che appare nella nostra vita. Tutti, chi più chi meno, abbiamo delle crepe che hanno permesso a queste maschere di farsi strada nei nostri cuori. Quindi, in qualche modo siamo stati vittime consapevoli di quello che subivamo, tuttavia, senza gli strumenti per reagire in modo adeguato siamo ‘rimasti lì’ bloccati da ciò che per noi non aveva una sembianza chiara. Ora, ognuno ha i suoi tempi per smettere di vedersi unicamente come una vittima e prendersi la responsabilità di identificare la crepa che ha concesso a questi soggetti di entrare. Un bambino che viene maltrattato dai suoi genitori è una vittima, ma quando diventa adulto e ha il pieno controllo della sua vita, ha il dovere verso se stesso di rendere onore alla sua esistenza indossando una veste migliore, quella del sopravvissuto.

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  12. Salve! Mi chiamo Flavio ed ho 26 anni
    La mia ragazza mi ha lasciato dopo 5 anni l’anno scorso e faticosamente sto forse risalendo e riprendendomi dallo “shock” subito.
    Ammetto che i primi tempi era tutto fantastico ma io avevo sempre una minima paura che mi lasciasse, che non fossi abbastanza, che se gli scrivessi cose dolci mi avrebbe preso per “fregnone” ma io lo facevo lo stesso. Poi piano piano mi sono chiuso quando la situazione si faceva piu seria, forse perchè mi sarei dovuto esporre troppo “e se mi avesse lasciato?”. insomma chiudendomi sono diventato freddo, scostante, non la chiamavo, non rispondevo alle sue chiamate e la richiamavo dopo ore, una volta le ho detto che forse non l’amavo piu come prima, che forse non mi mancava e piu mi chiudevo piu lei insisteva e piu lei insisteva piu io mi chiudevo. “perchè non mi dici che mi ami?” “perchè non mi dici che ti manco?” mi ricordo come a volte io chiudevo velocemente le conversazioni e lei cercava di estorcermi il “mi manchi”. durante le videochiamate lei si metteva a piangere ma io rimanevo freddo ed impassibile. Mi diceva “ma cosa ti ho fatto? cosa ho fatto? io non merito questo! mi devi trattare bene, MI DEVI AMARE!” io non l’ho MAI incolpata, le dicevo che non era colpa sua che sentivo qualcosa in me che non andava ma vallo a capire cos’era! le dicevo che avevo capito i miei sbagli verso i suoi confronti ma che lei doveva capire i suoi! ho capito che avrei dovuto dirgli subito che alcuni suoi comportamenti mi avevano infastidito ma poi, anche se dopo tempo, l’ho fatto. Ho sbagliato a chiudermi nel mutismo. tutto questo è durato tutto il terzo anno e mezzo. poi ho cercato di tornare, di essere piu presente, di chiamarla quando mi sentivo veramente di farlo, le ho fatto un regalo per natale che veniva dal mio volere sincero di farlo così come il regalo per san valentino(per 2 volte non le ho fatto il regalo di compleanno e lei me lo ha sempre rinfacciato) però lei per un anno intero a volte usciva fuori e diceva come l’avevo trattata male per tutto quel tempo ed io le dicevo ” ma ora sono qui! ho sbagliato a non parlare ma sono qui ora e possiamo andare avanti!”. Poi in ultimo mi lascia e mi dice che non ce la faceva piu, che quello che avevo fatto era troppo, che ho mandato tutto a puttana, che io l’ho fatta dipendere da me, che ho distrutto tutto, che lei è una buona persona, che mi ha sempre seguito come un cagnolino, che ha sempre cercato il modo di farmi felice, che vuole una persona che le dica “ti amo” tutti i giorni, che vuole essere una priorità. questo sia per telefono sia quando, preso dall’incredulità, sono partito con l’aereo e sono andato da lei di persona perchè volevo chiudere viso a viso. Lì invece scopro che aveva già un’altra relazione in ballo ma non mi dice tutto e mi dice “tu non meriti la mia sincerità”.

    Sono sprofondato in sensi di colpa atroci, mi dicevo che forse non merito di essere felice, di essere amato e rispettato. Sono poi riuscito a capire che questa rappresaglia che temevo dall’esterno è in realtà una proiezione del mio mondo interiore, un mondo dove non c’è ancora una solida autostima. ho smesso di giudicare me e lei. comunque a distanza di 9 mesi da quando ci siamo lasciati a volte mi chiedo “e se fossi veramente cattivo? se fossi un narcisista patologico?” sono ancora un pò confuso. questa frase del suo scritto mi ha colpito

    “Sarete sbalorditi e devastati dal modo in cui il narcisista rinuncerà a tutti i futuri “sogni” condivisi, tutta la sicurezza creata insieme (compresa la famiglia), ed è perfettamente capace di procurare altre fonti di approvvigionamento narcisistico all’ istante – SOLO per non essere responsabile di niente e continuare a incolparvi.”

    Sembra quello che ha fatto lei alla fine! MI ha sbranato con tutti i panni addosso! comunque, grazie per l’attenzione!

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    1. Caro Flavio, quando sottoponi una persona al dubbio e all’incertezza, scappi e rimani freddo quando la persona che ti ama piange (nel caso del perverso scappa pure una risata!) come hai fatto tu per un anno e mezzo, è naturale che diventi inaffidabile dal punto di vista emotivo al partner che ti sta accanto. Quindi, dal mio punto di vista hai sottoposto questa ragazza dall’indole molto romantica a una vera tortura psicologica SENZA UN PERCHE’. Voglio dire, i tuoi perché erano talmente fumosi e insensati da far pensare che tu magari avessi un’altra persona. Se era così lo sai solo tu. Lei, però, non lo saprà mai. La ragazza ti ha lasciato, quindi, ha preso la decisione più giusta che poteva fare quando non ci fidiamo più di una persona. A quel punto tu la vai a cercare… perché in fondo avevi capito che lei si stava allontanando definitivamente da te e che non era più disposta a fare da secchio da spazzatura per I TUOI problemi interni. Si vede che il tuo tentativo di tornare come prima, dopo esserti comportato malissimo non l’ha convinta. Ora, mi chiedo se non sei tu la persona che stai provando a incolparla e chiamarla narcisista solo perché ha trovato un’altro… Se avevate dei sogni, chi veramente li ha distrutti? Chi ha strisciato per la tua attenzione in questa storia? Non basta raccontare la svalutazione che hai perpetrato, bisogna anche METTERSI NEI PANNI DELL’ALTRO. E non mi sembra che tu ti sia messo nei panni di questa ragazza. Credo che prima di mettersi con una persona dobbiamo risolvere i nostri demoni interni, anche perché NESSUNO E’ COSTRETTO a risolverli al posto nostro. Solo i narcisisti la pensano così. Spero che tu riesca a capire cosa ti stava attaccando da dentro, altrimenti rischi di commettere lo stesso errore con la prossima ragazza, ovvero, quando la vedrai coinvolta tenderai a svalutarla.

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      1. Quindi potrei usare questa situazione a mio favore, per migliorami e colmare le mie lacune? Volevo precisare comunque che non la sto accusando di essere narcisita. avevo solo preso ad esempio il testo per le azioni che aveva compiuto alla fine. Forse non si era capito.

        Grazie!

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  13. Vent’anni. Ho impiegato vent’anni a capire in che palude ero finita. Adesso sono quattro anni che la relazione è terminata e non riesco a ricostruirmi. Dubito anche dei miei pensieri. Si dice che col tempo e un giusto lavoro ci si riprende la propria vita ma non vedo orizzonti.

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