Come i narcisisti vi inducono a rispondere ai messaggi, il “hoovering”

Fonte: http://www.thriveafterabuse.com/narcissists-hoovering-techniques/

Trad. C. Lemes Dias

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Il “hoovering” è una tecnica che deve il suo nome al marchio di aspirapolvere Hoover, e che viene usata dai narcisisti (e da altre persone manipolative) al fine di “risucchiare” le loro vittime nuovamente all’interno di un rapporto. Il “hoovering” è spesso fatto dopo il trattamento del silenzio che è stato dato, oppure quando è stata la vittima ad averli abbandonati. Si tratta di un comportamento che generalmente inizia di modo sottile e senza pretese, e che può avvenire tramite messaggi lasciati nella segreteria telefonica, sms, e-mail, telefonate, bigliettini, sfruttando altre persone, oppure avvalendosi di ogni forma di comunicazione possibile con la vittima. Poiché il narcisista conosce i punti deboli della vittima, egli generalmente sa come bersagliarla con questi mezzi, riuscendo a riaprire la comunicazione. Appena viene riaperto il canale di comunicazione, il narcisista promette un cambiamento – che mai e poi mai è di lunga durata. È un po’ come quando Lucy tiene la palla a Charlie Brown: ogniqualvolta lui prova a dare un calcio, essa la toglie per godersi la caduta.

 I tipi di “hoovering” più comuni dopo il trattamento del silenzio dato alle vitime sono:

  1. Messaggi di testo in cui simulano alcun tipo di interesse per la vittima: “Come stai?”, “Ciao, stavo pensando a te”, “So che le cose non funzionano tra noi, ma tu significhi davvero tanto per me. Volevo solo che lo sapessi.”
  2. Messaggi di testo in cui fanno finta di niente: “Ciao, scomparsa/o, è da mo’ che non ci sentiamo!” oppure “Ciao, c’è qualcosa che non va?”
  3. Messaggi di testo inviati in occasioni speciali, come compleanni/feste: “Auguri di buon Natale”, “Spero che tu abbia un buon compleanno – mi piacerebbe molto essere lì.”, “Verrai al matrimonio di Molly il prossimo weekend? Se verrai, io non ci sarò – non vorrei recarti alcun disagio.”
  4. Messaggi di testo che riguardano i bambini (specialmente quando non sono loro i genitori): “Oggi ero al parco e ho visto un bel bambino che sembrava proprio Jason. Volevo solo dire che mi mancate.” oppure “So che tu mi odi, ma per favore ti prego di dire ad Ava che le auguro un buon compleanno e che mi dispiace molto non poter essere lì.”
  5. Messaggi di testo su qualche evento imminente: “Ciao, so bene che tu hai detto che mai più mi avresti nuovamente cercato per parlarne, ma Disney on Ice ci sarà proprio questo weekend. Stavo pensando di passare a prendere i bambini.” oppure “Gli Aerosmith suoneranno nel prossimo weekend. Ho un biglietto extra – ti va di andare?”
  6. Messaggi di testo su cose che vi piacciono fare e che a loro non erano mai interessate prima, quando eravate insieme: “Ciao, c’è un corso di cucina vegetariana questo weekend, ti va di farlo?” oppure “Ti va di andare a una degustazione di vini questo weekend?”
  7. Messaggi di testo su false malattie familiari oppure su qualche crisi (inclusa la propria): “Penso di avere un cancro, posso parlarne con te?” oppure, “Dio mio, mia madre ha avuto un ictus.”, “Quali sono i sintomi di un attacco di cuore? Il mio braccio sinistro fa male.” oppure “Non riesco più a gestire tutto ciò, mi ucciderò.”
  8. Messaggi di testo in cui si suppone siano indirizzati a un’altra persona, ma che vengono inviati a voi “per errore”: “Ci vediamo fra dieci minuti, baci baci” (Presumibilmente inviata alla sua nuova fidanzata – per sconvolgervi.) “Il capo ha appena trasferito la riunione per mercoledì alle 15.00.” (Presumibilmente inviata a un collega – per darvi l’idea che è molto impegnato con il collega/a lavoro) Oppure, “Sam ha telefonato e raccontato che John è in ospedale, meglio se lo chiami immediatamente.” (Presumibilmente inviato a qualcun’altro, ma indirizzato a voi per farsi urgentemente ricontattare)
  9. Messaggi di testo in cui inducono sensi di colpa oppure cercano di farvi impietosire:“Non possiamo lavorarci su ciò che non va? Per favore, dammi un’altra possibilità.” “Che ne sarà dei bambini? Tu ben sai quanto è difficile avere genitori divorziati – perché vuoi fare questo a loro?” “Ho tanti problemi. Ora cercherò di risolverli. Farò una terapia. Te lo prometto.” “Il mio alcolismo è fuori controllo. Ho bisogno di aiuto.”
  10. Messaggi di testo sul sesso/sulla profonda sintonia tra voi: “Ho bisogno di coccolarti.” “Tu sarai sempre l’amore della mia vita.” “Tu sei la mia anima gemella, mi dispiace averti deluso.”
  11. Messaggi di testo in cui provano a scaricare il tentativo di hoovering su di voi: “Per caso mi hai scritto?” oppure “Mi hai chiamato?” o “Eri tu che ho visto passare con la macchina?”
  12. E quando tutto fallisce, messaggi di testo in cui lanciano false accuse per cercare di avere una risposta del tipo emotivo: “Perché stai chiamando e disturbando mia madre?” oppure “Ho appena scoperto che mi hai tradito” “Mi auguro che tu sia andata via. Dovresti smettere di stalkerizzarmi.”

Questi sono solo alcuni esempi di una grande manipolazione per farvi riaprire le porte e farli rientrare nella vostra vita. Non ci cascate!

Perché i narcisisti cercano di risucchiarvi nella rete?

I narcisisti fanno “hoovering” perché è il loro modo di rassicurarsi che siete tuttora invischiati nel loro gioco e che rimanete pur sempre una fonte di approvvigionamento narcisistico. Tenete presente che prima, mentre vi stavano dando il trattamento del silenzio, cercavano di accalappiare qualcun’altra/o  – di solito la loro nuova fidanzata/partner. Non tornano da voi perché si preoccupano o perché vi amano: sono incapaci di amare. Molto probabilmente ritornano perché le cose non hanno funzionato con la persona che vi ha sostituito, e quindi vi cercano per nutrirsi un po’ di più delle vostre risorse.  È molto importante per voi comprendere che per una persona narcisista il “rapporto sentimentale” è soltanto un gioco – il loro gioco, e che finisce soltanto quando loro decidono di porre termine.  Questo è il motivo per cui se cedete ai tentativi di hoovering del narcisista, venite scartati da lui/lei dopo qualche settimana.

Come posso essere sicuro che si tratta veramente di “hoovering” e non soltanto dei normali alti e bassi di un rapporto affettivo?

Sarà il tempo a dirlo. Se continuate ad avere le stesse problematiche e le stesse conversazioni, con gli stessi risultati; se accettate le solite promesse per gli stessi cambiamenti che non avvengono mai, allora siete invischiati in un rapporto con qualcuno che non ha alcuna voglia di cambiare. Fine della storia. (Ecco la mia personale testimonianza di gaslighting e hoovering , su http://www.thriveafterabuse.com/gas-lighting-life/)

È impossibile vivere un rapporto affettivo con una persona così – in cui tutto viene deciso unilateralmente a suo favore! In un normale e sano rapporto affettivo questo ciclo non esiste.  In un normale rapporto le persone (anche dopo la rottura) assumono la responsabilità dei loro comportamenti e mostrano attraverso le loro azioni  (e non solo a parole) di essere veramente dispiaciute per come sono andate le cose.  Potete pure avere dei problemi nel vostro rapporto, ma non sono sempre gli stessi che si ripresentano puntualmente, più e più volte. In altre parole, un normale partner ha la capacità e anche il desiderio di assumersi la propria responsabilità quando si comporta male, impegnandosi di cambiare ciò che non va, questo perché non si tratta di un bugiardo compulsivo, di un imbroglione, di un ladro, oppure di qualcuno dedito a comportamenti compulsivi, incluso l’abuso di alcol.

Il rapporto con un narcisista è diverso da un rapporto normale perché segue un modello molto distinto, che implica la rappresentazione delle stesse problematiche (solitamente legate alle bugie e all’inganno) più e più volte, reiteratamente e instancabilmente.

Il ciclo inizia con il love bombing (oppure direttamente con il hoovering nel caso in cui cerchino di camuffarlo) seguito dalla svalutazione e dallo scarto. Alcune volte si salta persino la svalutazione (che comunque c’è, ma viene fatta alle spalle).  Certe volte il rapporto passa da “bellissimo” a inesistente in un batter d’occhio, senza alcun tipo di rimorso o di rispetto da parte del narcisista. La vittima si ritrova, quindi, abbandonata in assoluto stato di shock per quanto accaduto.

Come potete uscire dal ciclo di hoovering?

Il primo passo è quello di guardare in faccia la realtà. Una volta che avete realizzato di non aver preso parte a un rapporto affettivo, ma che siete stati i pedoni di un gioco malato, potete scegliere di non giocarlo più.  Se siete in grado di tagliare il legame con lui/lei, adoperate immediatamente il contatto zero.  Se avete dei bambini con lui/lei, oppure se non vi sembra possibile attuare il contatto zero, potete implementare la tecnica del “sasso grigio”.

I narcisisti non cambiano. Cercano soltanto di nascondere meglio il loro vero Sé. So che è difficile lasciare andare ogni speranza, ma cercate di interrompere il ciclo e chiedere aiuto. Voi meritate di più. I centri anti-violenza domestica generalmente propongono una terapia gratuita oppure a basso costo alle persone che sono – o credono di vivere – all’interno di relazione abusiva e di tormento psicologico e/o emotivo, tuttavia, anche il “hoovering” si tratta di abuso.

Siate forti. Potete farlo, e ricordatevi che non siete soli.  Se avete bisogno di un supporto, oppure volete soltanto sfogarvi, potete scrivervi al mio gruppo di sostegno su facebook (Narcissist Support group on Facebook).  Spero di trovarvi lì.  (((Abbracci))) a voi.

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20 pensieri su “Come i narcisisti vi inducono a rispondere ai messaggi, il “hoovering”

  1. Ho scritto recentemente un post su un altro articolo, relativo ad un’amica/collega che ha provveduto a scartarmi con pesanti e infondate diffamazioni senza motivo alcuno. In relativo no-contact per circa 1 anno (relativo perché il luogo di lavoro è il medesimo) sta tentando di reinsinuarsi nella mia cerchia con le scuse più disparate o cercando di rivolgermi la parola facendo qualche battuta simpatica alla quale non mostro nessuna reazione. Inutile dire che la cosa mi sta innervosendo parecchio perché questa persona non ha alcun diritto di rientrare nella mia vita come se nulla fosse accaduto. Neanche la decenza di porgere delle finte scuse! Per ora ho respinto gli attacchi ma sono certo che ritenterá. Adesso si limita a guardarmi malissimo quando mi incrocia. Il mio timore è che ricominci con le diffamazioni da cui non posso difendermi perché difficilmente sono provabili. Sono certo però che anche darle corda solo in apparenza per quieto vivere potrebbe sortire lo stesso effetto. Non so come comportarmi. Inquietante.

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  2. Il problema dalla diffamazione sta succedendo anche a me con il mio ex.
    Dal no contact c e stato un breve periodo in cui ha provato a riallacciare i rapporti e io ho lasciato un po fare come dici tu per quieto vivere.
    Tanto ormai sapevi che erano tutte balle.
    Solo che non ce la facevo proprio a fingere di crederci ancora e quindi per farla breve l ho mandato a quel paese dicendo letteralmente che mi fa schifo.
    Lui adesso ( ma forse… Anzi sicuramente!)racconta cose oscene a tutti di me e della mia famiglia
    E riesce sempre a manipolare anche tutta la gente che ancora non lo conosce. Ci vuole un po a riconoscerlo..poi fa sempre la stessa fine…il restoresto della sua famiglia….da suo padre a suo figlio non lo vuole più vedere nessuno.
    No contact assoluto poverino…. Nessuno lo capisce….
    Ma meno male!
    Le tentano tutte per cercare di risucchiare ancora….
    Ma ormai è finita

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  3. Premetto che sono sei mesi che non si fa più sentire. A parte un paio di volte che sono tornata a casa io per prendere delle cose, lui non mi ha più cercata. Ieri è mancato mio fratello, e lui mi telefona per le condoglianze che pensavo nemmeno mi facesse. Naturalmente mi è partita dinuovo la testa. Oramai io so chi è, e di che cosa è capace, quindi per nessun motivo tornerei indietro, ma confesso che la speranza che lui possa essere cambiato, non mi abbandona. Come se il cambiamento suo potesse alleviare il mio dolore! Soffrirei comunque, con o senza di lui, e forse il dolore di adesso un giorno finirà. Con lui non finirà mai. In fondo mi ha fatto solo le condoglianze, com’è possibile che ciò abbia resuscitato la mia speranza? Io mi chiedo se non sono io, oggi, la causa del mio dolore. Non è l’unico che mi ha fatto le condoglianze, ma sulle altre persone, ho mica fatto dei sogni……perché mi devo sforzare così tanto per vedere costantemente la realtà, accettarla e distogliere lo sguardo…io non ne posso più. ..Lo sotterrerei con le mie mani per non pensare più a cosa mi è successo…..

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    1. non ti illudere non cambiano,se lui è un narcisista lo devi evitare sono come la peste,ti annienterebbe,io ho sofferto anni,e sposare questi elementi riconosco sarà piu difficile liberarsene ,sono distruttivi egoisti,sostituiscono con facilità,e se una storia non gli va bene tornano,sono diabolici,io ne sono uscita e intendo mentalmente,adesso lui è rimasto invalido e mi dispiace da morire,la cosa piu brutta è stata scoprire quanto in questi momenti di sofferenza sia riuscito a sfruttare il mio grande amore,, lo ha fatto ancora sparendo da circa un mese,,mai avere ripensamenti perchè sono capaci di tutto ma soprattutto sono dei veri maestri nel farti credere cose che non esistono
      !!!!

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      1. Mi pianterei un chiodo nella fronte con un cartello :” non cambiano mai!”. Se solo servisse a darmi pace prima del tempo naturale che dovrà trascorrere per elaborare e coprire il tutto con un velo di saggezza! Grazie Maria, e a tutti voi che condividete. Preziose creature…..

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  4. “Come se un suo cambiamento, potesse alleviare il mio dolore”, ricorrente circolo vizioso. Molti scelgono di rimanere nella speranza di vederli cambiati, perche’ accettare la dura realta’ di come essi sono sembra essere piu’ faticoso che lasciarli.

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      1. Non si tratta di vero innamoramento, perché ogni sentimento nato per un narcisista patologico parte da basi fasulle. Sarebbe come innamorarsi di una creatura virtuale che non esiste, con delle qualità fittizie create a doc conforme le tue aspettative.

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  5. Dopo il divorzio, avvenuto a fine aprile, il mio ex marito solo è uscito di casa a Settembre. Sarebbe dovuto uscire di casa entro massimo l’1 giugno. Ad agosto avremmo dovuto passare 15 gg di ferie io e 15 gg di ferie lui con i bambini, ma alla fine sono stata io con loro tutto il mese piú la prima settimana di Settembre perché lui aveva impegni di lavoro irrinunciabili. Gli alimenti solo li ho visti in agosto e sempre arrivano in ritardo. Lavoriamo ancora assieme, perché purtroppo ho dei progetti importanti da finire entro fine anno. Abbiamo una sola macchina che ovviamente vuole tenere sempre lui perché è il presidente della nostra organizzazione. Tutti i giorni viene a prendere i bambini per portarli a scuola e a me per andare al lavoro. Non voglio comprare una macchina dato che conto di licenziarmi tra poco e quei soldi mi serviranno per rientrare in Italia. Ovviamente a lui tutto questo fa comodo e approfitta dei miei condizionamenti per trarne vantaggio, per restarmi appiccicato. Malgrado i soliti scossoni, parole dette in tono minaccioso, leggere umiliazioni davanti al nostro personale, i soliti suoi guai e disastri da accettare e risolvere, le colpevolizzazioni, il vittimismo ecc, mi sono mantenuta più o meno stabile e neutra in questi mesi, presa come sono dal finire al piú presto il mio lavoro, ma anche perché allo stesso tempo sapevo che era in contatto con altre donne e che era distratto con Facebook. Ma nelle ultime due settimane lui è tornato all’attacco… in particolare da quando ho scoperto per caso che aveva visite a casa sua. Improvvisamente, dopo un messaggio che mi aveva mandato nel quale mi confidava che aveva avuto visite nelle settimane passate, ma che non era ancora pronto ad impegnarsi con qualcuno e preferiva stare solo, è tornato ad essere comprensivo, premuroso, paziente, preoccupato, simpatico non solo con me, ma anche con le nostre due collaboratrici, un’amica in comune straniera che ultimamente mi era venuta a far visita, e con i nostri figli. Mi ha mandato dei messaggi di chiaro hoovering. Attraverso il Facebook di mio figlio (io non ce l’ho) mi è capitato di leggere un post con il testo di una canzone di Piero Ciampi (uno dei miei cantautori preferiti) “Cosa resta”. L’angoscia piano piano é iniziata a salire, fin quando non é esplosa dentro di me (davanti a lui ovviamente non lascio trasparire niente per non fargli soddisfazione), in particolare quando le mie collaboratrici (le uniche persone insieme ad una mia vicina di casa con cui posso confidarmi e di cui posso fidarmi) hanno iniziato ad avere pena di lui e a cercare di farmi desistere dal tornare in Italia per paura della sua reazione (e se si suicida?? che ne sará di lui, della nostra organizzazione, di noi!? Non ci pensa? Non le dispiace? Cerchi di mettersi nei suoi panni… ecc), quando fino a qualche giorno prima erano totalmente vicine a me, comprendevano la situazione e mi facevano coraggio. Il loro irrigidimento verso di me, la loro compassione verso il mio ex, mi ha fatto capire subito che lui le avesse manipolate (nei due giorni prima, in cui non avevo lavorato in ufficio, ma fuori) per indirettamente convincermi a tornare con lui. Sempre lo stesso giorno, mio figlio più grande, vedendomi angosciata, mi ha chiesto che cosa avessi ed io in un momento di fragilitá, gli ho detto che avevo la sensazione che il padre stesse provando a riavvicinarsi a me. Lui ha subito avuto un flash! Qualche giorno prima il padre ha parlato con lui e gli ha detto con insistenza “vedi di convincere la mamma a tornare con me per favore, cosí torniamo a vivere di nuovo tutti assieme come una volta. Tu lo vorresti vero? Giá sono stanco di vivere da solo. Ho molta nostalgia vostra…. E voi? Avete nostalgia mia, vero? Volete bene al vostro papá? Parlate con la mamma… aiutatemi”. Mio figlio mi ha assicurato che mai fará il gioco del padre, che ha capito che lui voleva solo manipolarlo, ma ovviamente per lui quel momento è stato difficile, perché é il padre e non sapeva cosa rispondergli.
    La stessa notte, poi, come se non bastasse, mi invia l’ennesimo messaggio di hoovering…” Senti, ti voglio molto molto bene e soffro tanto quanto ho sentito la bambina dire che “mamma ha detto che papà è cativo”. Sto piangendo ancora. Un bacione.”
    Sono andata in tilt. L’ennesima conferma che ci sta riprovando e che purtroppo sta usando i bambini… che cosa subdola! Me lo sento addosso come una praga, come un cancro…
    Gli ho risposto e non só se ho fatto bene..
    “piangi perché?! Se sai che non sei cattivo non dovresti dare troppo peso ad una bambina di 3 anni che per attirare la nostra attenzione e conquistarci dice cose che sanno ci farebbero dispiacere o piacere a seconda della situazione. Non vittimizzarti. Non è necessario. Torna in te e ricordati come ho già detto tante volte (e qui resta scritto) che non ti metterò mai contro i bambini se di questo hai paura. Non ti amo più ma continuo sempre a rispettarti. forza e coraggio!”
    Una risoosta simile gliela mandai quando mi mandó il messaggio in cui diceva che aveva avuto visite in casa nelle settimane passate ma che non era ancora pronto ad impegnarsi e voleva stare da solo…. Lui mi disse che ci vedeva ancora come una famiglia, singolare, ma con una forte connessione e che gli fa bene pensare, lavorare e vedere i figli quando possibile perché si nota che hanno molta nostalgia del padre. poi mi disse di riposare perché mi vedeva sciupata!!! Io gli risposi basicamente di godersi la vita (la vita dura un istante gli ho detto!! ahah!), che non c’è niente di male ricevere visite e impegnarsi con qualcuno… se lui é felice, noi siamo felici. E poi gli ho detto che i bimbi hanno una nostalgia sana di lui, ma che hanno accettato bene il divorzio, hanno capito che era la cosa migliore per loro e per noi due.
    Ora peró ho il dubbio che queste risposte possano solo aver scatenato in lui invidia e rabbia… che ancora non ha manifestato e che presto sicuramente manifesterá. Ma sentivo l’urgenza di fargli capire che mi deve lasciare in pace!!!
    Adesso sta cercando di manipolare la piccola… tutte le volte mi fa notare quanto lei sia legata a lui ad esempio… “guarda come stringe la mia mano!!! vuoi che papá resti qui?” e lei “si! si! io voglio molto bene a papá”. Poi ultimamente la figlia un paio di volte ha pianto quando lui andava via e lui approfittava per colpevolizzarmi.
    Per fortuna in questi giorni sono riuscita a far ragionare le mie collaboratrici, a farle capire che lui le ha manipolate, che sta mettendo in pratica una strategia per legarmi di nuovo a lui, che ha cercato di manipolare i figli, che non è normale che una storia finisca e la persona non accetti e perseguiti l’altro.
    Ieri il mio ex voleva portare il secondo figlio, e di conseguenza anche gli altri due, in una città distante circa 200 km da qui, per vedere una partita di pallavolo…lo sport preferito del bambino. Il bambino ovviamente é diventato euforico perché non ha mai visto una partita di pallavolo dal vivo in vita sua. Che dovevo dire no?! A questo punto mi sono resa disponibile per andare con loro, per paura che continuasse a manipolare i figli. Poco fa mi chiama e dice che non ci vuole andare perché stasera abbiamo un impegno di lavoro. Grazie a Dio!!!! Ora però non posso deludere il bambino e lo porterò io a vedere la partita! Ahi! Che situazione! Non vedo l’ora che finisca! É un incubo. Non solo sono stata ingannata, abusata psicoligicamente, non solo ho tre figli adesso da crescere da sola in una situazione finanziaria futura dubbia e difficile, devo pure sentirmi perseguitata!!! É il colmo. Cerco di riderci su, altrimenti qui cala la notte e non si può.
    Sto aspettando che la mia avvocatessa mi suggerisca come procedere per licenziarmi. Spero poter tornare al piú presto in Italia e di poter tornare a vivere e dare un’infanzia degna ai miei figli.

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    1. Non gli rispondere, qualunque cosa ti scriva. E non parlare dei tuoi progetti con le “amiche” che ha manipolato, glieli racconteranno. Segui i consigli della tua avvocatessa e torna in Italia. Saluterai tutti via Skype DOPO che sei venuta via da lì.
      Resta salda e legata alla realtà. Un abbraccio forte.

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  6. Guarda caso il numero lo tengono sempre.Per “caso”vanno su un applicazione e ti “trovano”,.Tu ovviamente non tieni il loro numero,lo cancelli,ma loro ti tengono in rubrica.La cosa grave è che molti si professano difensori delle donne,e vengono a scrivere proprio qui,a favore della non violenza,della comprensione.E ovviamente sono “vittime”di donne narcisiste, peccato sia il contrario.Che tristezza.

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      1. Grazie per la risposta, è proprio uno dei sei che scrivono che ho conosciuto,uno stolker dei peggiori.Usa il tuo blog per darsi un’immagine di buono,di amico delle donne. È agghiacciante ,un uomo che ripete sempre le stesse frasi,che cerca un pubblico adorante. Che ti contatta e ti asfissia con messaggi e telefonate.

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  7. Elisa verissimo.Io ho buttato il suo numero dopo averlo bloccato.È un anno ormai e non si trova più nemmeno qui, se né andato.bloccato su wazzap. Naturalmente vedo che c’è ancora li..Spera che lo sblocchi per rimettermi nell folto harem e poi sparire e ripescati ,quando un giorno tornerà. Hovering no grazie ho già
    dato.

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  8. Care amiche io sono riuscita ad allontanarlo x sempre ridicolizzandolo .infatti ogni volta che me lo vedevo comparire io gli ridevo in faccia e gli fischiavo x fargli capire che io lo ho sgamato e con me non vince piu. Lui sapete cosa fa qyando mi vede?cambia strada ! Evvai !!!!

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  9. Ciao a tutte vorrei qui raccontare la mia storia. Premetto che fortunatamente l’incubo è durato davvero poco ma tuttavia la ferita purtroppo brucia, queste persone sono proprio in grado di distruggerti psicologicamente. Ho conosciuto questo ragazzo anni fa in ambiente lavorativo, all’epoca però non ci parlavamo tanto ed è stata solo una conoscenza superficiale. Mi contatta lui anni dopo su facebook, iniziamo a sentirci su whatssApp e anche telefonicamente. All’inizio io non ero interessata, alcune volte lo sentivo superficiale per alcuni suoi modi di fare (es. mandarmi selfie in continuazione) ma nel tempo nasce tra noi (o forse solo per me a questo punto) un’attrazione mentale: lui si dimostra una persona di cultura, un uomo di valori, simpatico, lui mi riempe di attenzioni, delle volte utilizzando delle parole fortissime (che mi lasciarono già all’epoca molto perplessa e a cui io non rispondevo), parla di un futuro insieme, mi dice che gli sono sempre piaciuta ecc. La mia paura e mancanza di fiducia mi porta inizialmente a cercare di chiudere questa “relazione”: è questo il momento in cui lui da un primo segnale evidente della sua personalità. Infatti, dato il mio rifiuto, lui SPARISCE: non manda msg, non risponde al telefono fintanto che io mi sento in colpa e gli invio un lungo messaggio nella quale spiego le ragioni della mia scelta. La sua risposta a questo messaggio è quella di un uomo, a detta sua, FERITO che comprende le mie insicurezze ma ribadisce che lui non ha mai giocato ne fisicamente ne con i sentimenti degli altri. Insomma dopo questo primo litigio (in cui io già iniziai a dubitare però di questo suo modo di relazionarsi utilizzando il silenzio) aumenta la voglia di vedersi e stare insieme tanto non solo da scambiarci qualche messaggio “bollente” ma anche da organizzarsi concretamente per vederci. Mi chiede di prenotare volo e alloggio per potermi venire a trovare nella mia città, gli ribadisco inoltre che solo allora avremmo potuto avere delle risposte alle emozioni che stavamo provando telefonicamente”: da parte mia quindi vi era la piena consapevolezza che poteva essere tranquillamente un fuoco che poteva spegnersi al suo arrivo. Il giorno del suo arrivo subito noto qualcosa che non va: lo sento DISTANTE. Lui mi bacia e mi dice subito che avrebbe dovuto anticipare il volo a un giorno prima per motivi lavorativi. Andiamo nell’alloggio da me prenotato, stiamo insieme e anche qua sento che c’è qualcosa che non va: tutto troppo “veloce” e “meccanico”: tutta quel desiderio che aveva di farmi star bene e che mi aveva espresso per messaggi crolla. Il piacere si rivela a senso unico. Lo porto in giro nella mia città, stiamo stati bene ci siamo anche divertiti ma sento un freno da parte sua, nonostante tutto siamo bene. Lui mentre stiamo insieme parla come se ci potesse essere un domani tra noi, parla di quando andrò io a trovarlo, mi chiede di bloccare i biglietti. Il soggiorno nella mia città dura 48h. Il giorno della partenza lo accompagno in aeroporto, mi da un bacio, mi dice di mandargli un messaggio non appena arrivo a casa e mi dice, alla mia domanda, che certamente si sarebbe fatto sentire (pure con sguardo del tipo: ma per chi mi hai preso?). Arrivo a casa mando un messaggio, mi risponde ma, dopo il suo volo, IL NULLA. Sparisce del tutto, pubblica su facebook le foto della fiera che era andato a vedere per lavoro in un’altra città. Non mi manda alcun messaggio al suo arrivo. Aspetto due giorni, gli mando un messaggio lunghissimo chiarendo che non avrebbe avuto alcun motivo per sparire cosi perchè d’altronde io non gli ho chiesto delle promesse e che se non voleva più sentirmi bastava semolicemente dirlo e amici come prima. A questo messaggio non ho ricevuto ALCUNA RISPOSTA. Mi lascia attiva ancora nei social ma io decido dopo qualche giorno di eliminarlo dai social.
    Questa è la mia storia: a oggi mi sento USATA, penso che mi abbia sfruttato sessualmente e materialmente (non mi ha infatti mai reso i soldi del viaggio e dell’alloggio). I suoi tratti narcisistici, che io avevo già intuito, si rilevano da più suoi comportamenti: fissazione per i social e per i selfie, si ritiene bello e unico, vuole diventare uomo di fama e successo (lui lavora nell’ambito della ristorazione e ricopre già un ruolo importante), dice che tutti si innamorano di lui, utilizza il silenzio per far star male, forte idealizzazioni sulla donna che vuole avere al suo fianco. Inoltre penso che tutte quelle storie che mi ha raccontato sui tradimenti degli amici e della sua ex compagna in realtà fossero pezzi della propria storia personale. Ci sarebbe tanto altro da scrivere ma quello che vorrei sottolineare è come ci si sente dopo che si scopre di esser state manipolate. Io sono una ragazza giovane, intelligente, di cultura e anche carina. Mi ha trovato purtroppo in un momento di debolezza, uscita da una relazione di 4 anni.. non accetto di esser stata usata cosi.
    Scusatemi se ho scritto cosi di getto ma a
    vevo bisogno di scrivere… grazie…

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  10. Ahhhhh, mio dio! Voglio dare un contributo alla discussione per farci insieme due risate (amare, ma necessarie). Nel mio caso specifico, i tentativi di hoovering, nel tempo, sono stati assurdi e purtroppo, a mio demerito, devo dire che alcuni hanno anche funzionato. Ora è diverso: tutto quello che sto leggendo è ORO PURO e la consapevolezza è un’arma incredibilmente potente.
    Orbene, una volta si è trattato di lavoro: “Com’è andato il tour? Hai per caso un filmato della nostra ultima esibizione insieme, che mi serve per promozione?” (Le ultime cose che mi avevo detto erano insulti, un mese e mezzo prima!).
    Poi, MESSAGGIO A MIO PADRE (non scherzo) per sapere “come stiamo.”
    Quindi, con ordine:
    1) “Ho un cappello che non mi va, se vuoi te lo vendo e fai tu il prezzo.” (Unire l’utile – economico – al dilettevole)
    2) “Anche se non mi rispondi te lo dico lo stesso: sono nella tua città. Hai già cenato?”
    3) “Ascolta XXXX, è bravissimo.” (Era l’equivalente musicale di una colonscopia senza anestesia: qui ci vedo della provocazione. Se avessi detto che non mi piace, sarei stato il solito criticone antipatico e invidioso, se avessi detto che mi piace avrei ammesso che è meglio del sottoscritto… triangolazione pura, signori!)
    4) “Non valgo neanche più una risposta?”
    Da allora, NO CONTACT totale e vi dirò che sto molto meglio. Anche il tempo del suo silenzio mi legava a lei, così come il mio silenzio mi pareva in fondo un messaggio, una ripicca, qualcosa che mi legava alla relazione e poteva gratificarla (“È ancora offeso con me, quindi mi pensa, quindi l’ho devastato al punto giusto”: credo che potesse pensare qualcosa del genere, perché loro non considerano l’ipotesi che noi ci si possa liberare).
    I tentativi relativi al nostro iato precedente – voluto da lei, ovviamente – erano stati anche più inspiegabili: “Devo dirti, per onestà, che mi manchi sempre.” E poi infine s’era presentata personalmente. E io come un fessacchione ho ceduto! Il risultato è stato di farle riprendere la tortura esattamente da dove s’era interrotta. Ah, avessi letto questo blog prima!

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