I saluti estivi di Gabriella

Cari lettori de “L’Arte di Salvarsi”,

è il secondo anno di seguito che mi ritrovo qui a porgervi i miei saluti per le vacanze estive. Il tempo vola, scorre via rapidissimo…ricordo ancora quando cominciai a tradurre per questo blog, era l’inverno del 2016. Tante cose sono cambiate da allora, e questa volta salutarvi “per le vacanze estive” mi fa quanto mai strano, perché attualmente io mi trovo alle porte dell’inverno. Penserete che sono impazzita! No, nulla di tutto questo. Semplicemente mi sono trasferita dall’altra parte del globo, nell’emisfero australe, e Buenos Aires, città nella quale attualmente vivo, ha già accolto il freddo. Ergo:  per la prima volta nella mia vita mi trovo ad affrontare la stagione invernale in giugno. Questo trasferimento, tutto ciò che lo ha preceduto e tutto ciò che ne è seguito, è stato la causa principale per cui non sono stata molto presente quest’anno in qualità di traduttrice. Di questo mi scuso con tutti voi. Ma è stata una cosa che mi ha travolto talmente tanto, sebbene l’avessi scelta consapevolmente, da aver assorbito tutto il mio tempo, le mie energie, i miei pensieri, e anche le mie preoccupazioni. Sì, perché oltre ad essere la traduttrice di questo blog, io ne sono anche e soprattutto una lettrice. Come lettrice arrivai fin qui, e se ci arrivai innanzitutto in questa veste, è perché pativo sulla mia pelle le stesse dinamiche e tematiche affrontate su questo blog. Sono una “sopravvissuta”, insomma, esattamente come voi. E per liberarmi di quelle dinamiche, per riprendermi in mano la mia vita, c’era bisogno di un cambiamento netto, di un taglio radicale, e il trasferimento in Sud America era qualcosa su cui meditavo da un bel po’ di tempo. Così lo scorso marzo, dopo mesi alquanto duri – avevo lasciato casa dei miei in ottobre, e fino alla partenza ero stata ospite in casa di parenti vari, ma come potete immaginare, la fase di “transizione” è stata tutt’altro che tranquilla per una serie di ragioni che non starò qui ad elencare, ma che voi potrete sicuramente immaginare – ho preso l’aereo per l’Argentina. Ed ora mi trovo qui: alle prese con la mia vita da adulta, con le responsabilità di un’adulta nel dover mandare avanti da sola una casa, una vita, tutto quanto. Per di più in un Paese straniero. Non è facile, lo ammetto: ora più che mai percepisco tutti i i miei limiti, le mie fragilità, mi rendo conto che ci sono ancora tante cose su cui lavorare, anche se che chi mi guarda dall’esterno dice che nell’ultimo anno ho fatto molto, che non devo pretendere troppo da me stessa. Penso sia proprio così. E quando arrivano i momenti di crisi – perché credetemi, arrivano – penso che in ogni caso ho fatto la scelta giusta. Perché ciascuno di noi, ad un certo punto della sua vita, si ritrova davanti a un bivio, che lo voglia o no: vivere ignorando la propria natura, i propri desideri, la propria essenza animica e obbedendo alle leggi degli altri, alle convenzioni sociali, alle apparenze e soffocando per sempre la propria autenticità “per amor di pace”  e per paura di rischiare le proprie piccole certezze (anche a costo di giocarsi la propria serenità “bruciando” in un inferno domestico che è ben lontano dall’essere il porto sicuro che una casa “vera” dovrebbe), oppure farsi crescere il cosiddetto “pelo sullo stomaco” e iniziare con consapevolezza e anche con stoicismo (ce ne vuole tantissimo, credetemi)  quella rivoluzione in cui già si sa che si sarà soli contro tutti, che si verrà guardati come se fossimo degli “alieni”, che si verrà insultati, presi in giro, magari accusati di follia, egoismo, menefreghismo (a me è successo tutto questo). Personalmente, però, penso che non si abbia altra scelta. Almeno non per il tipo di donna a cui aspiro di diventare. Vi auguro quindi con tutto il cuore di trovare quel coraggio, quella disperazione, quella voglia di farvi valere e prendere in mano la vostra vita anche quando sembra che tutto sia perduto, che non vi resti più nulla, nemmeno la forza per aprire gli occhi la mattina e alzarvi dal letto. Trovate quella forza dentro di voi, perché credetemi che c’è, trovate il coraggio di farvi crescere quel pelo sullo stomaco necessario per andare contro tutti e vedere finalmente i volti che si celano dietro le loro maschere quando si rendono conto che non hanno più controllo sulle vostre menti e le vostre vite. Sarà una roba alquanto nauseabonda a dire la verità, ma una volta che sarete scappati lontano da quel tanfo vomitevole, comincerete a respirare un’aria nuova, fresca, che sa di libertà, un’aria pregna di promesse di vita futura. Diceva qualcuno: “C’è differenza tra il vivere e il semplice respirare”. Ecco, è questo l’augurio che vi faccio io: che vi ricordiate di essere vivi. Ogni singolo giorno. Grazie di cuore per seguirci sempre così attenti, numerosi, desiderosi di capire e comprendere. E grazie di cuore a Claudiléia, la fantastica e dolcissima titolare di questo blog, per la pazienza e la comprensione che ha mostrato verso di me in questi mesi. Vi auguro un’estate all’insegna della rinascita, e che il sole di questi mesi estivi via sia di ispirazione per illuminare anche le vostre esistenze.

Gabriella Maddaloni

12 pensieri su “I saluti estivi di Gabriella

  1. Grazie.
    E’ così difficile farcela.
    E’ come se lei mi avesse rubato i sogni, le aspettative. Non riesco a vedere nulla senza di lei ed è più di un mese di No Contact. La ragione e la razionalità sanno tutto. E’ una narcisista perversa. Ma mi pervade il terrore che facendo lei da un anno terapia bioenergetica “guarisca” e si doni al prossimo come non ha mai fatto con me. Per me è stato un inferno. Ma se la ragione SA, il cuore e il sentimento sono ancora attaccati alla maschera del Love Bombing. Nel classico ciclo “idealizzazione, svalutazione, abbandono” ci sono cascato tre volte con lei in due anni. Ogni volta pieno di fiducia e aspettative. E ogni volta quando si arrivava al dunque “non sono innamorata lo vuoi capire?”. Quando invece fino al giorno prima era un continuo “voglio perdere la testa per te, spero tu sia l’uomo della mia vita”. Poi “sei mentale, voglio partire dal corpo (e a letto lei “come mi tocchi tu non mi tocca nessuno”), ho bisogno di un uomo che mi guidi”. Ma appena provavo a guidarla lei rispondeva con “mi fai incazzare, mi vuoi fare vivere quello che non voglio vivere, non sono innamorata!”. Ma mi prendeva per mano tutto il tempo. Mi sembra di essere pazzo. Mi manca da morire ma so che in realtà mi mancano i sogni che mi aveva fatto credere di poter realizzare insieme. “Hai fatto tutto da solo, hai amato da solo anche questa volta e questo non può esistere. Non hai fatto tante cose ma non è per questo che non mi sono innamorata. Non ho paura di un amore e sono pronta a donarmi. Solo questo uomo non sei tu”. Gelida, spietata, senza empatia. Instilla solo dubbi, svalutazione. “non sei abbastanza uomo. Fammi vedere il tuo maschile”. Mi sentivo sempre come se fossi a un casting per poterle piacere. Un inferno vero. E io, da coglione, sono dopo più di un mese ancora qui a stare male per lei mentre si farà sicuramente la bella vita con altri uomini. Sto male per i sogni giganti che mi faceva annusare. Ma era sempre e solo un “se siamo noi…” mai che si mettesse in gioco. Era sempre “domani”, “se…”. Appena ci mettevo anima e corpo “hai lasciato andare il freno a mano vero? Io mi sono bloccata”.
    Sono molto stanco.

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    1. Marco , mi spiace. Tutto quello che scrivi lo comprendo al 100 % , anche la questione “casting”. Ti sei beccato una brutta persona , che sia una psiocopatica o meno lascia il tempo che trova. Se lo fosse avrebbe una scusante almeno in parte ma non del tutto perchè in molte lo sanno benissimo di essere cosi ma aspettano la persona “giusta” su cui riversare ilprorpio malessere e farla diventare come lei. Ti dò un piccolo consiglio, perchè ci sono passato. Non andare su Fb a scrivere nulla,evita gruppi e pagine, gli articoli leggili ma evita di relazionarti direttamente con qualcuno . Non sempre quello che scrivono corrisponde a verità sopratutto le donne , vanno per immedesimazione, una scive la sua esperienza e poi :anch’io ..etc . Se si leggono bene certi messaggi l’effetto specchio è chiaro , non mettono mai esperienze proprie e dettagliate ma solo riflessi delle altre. Con questo che ti voglio dire? Che stai in una situazione di instabilità mentale e potresti ricascarci con qualche altra. Per esperienza mia te lo dico , mi è capitato di trovare tante ma tante persone disturbate ,che non fanno affato bene .
      Marco ti consiglio invece di leggere materiale informativo sulla codipendenza che ricordo è uno stato indotto dovuto a una relazione malata non sempre si è dipendenti alla fonte ma succede che lo si diventi nel momento in cui il nostro narcisimo viene a contatto con quello di una persona disturbata è in questo momento che ci si ammala di Narcismo , quei sogni rubati , tutta quella idealizzazione ,quell’amore farlocco fanno parte di un continium di tossicità . Se cerci su questo sito troverai il materiale giusto per autoanalizzarti .
      Un ‘altra cosa ,quel terrore di perderla per sempre , sarà la realtà . Succederà , e tu non potrai farci nulla e non dovrai fare nulla per contrastare gli eventi . Ci sarà un altro che non sarai tu, e si prenderà tutto quello che a te aveva promnesso . E’ dura ma è cosi , ho vissuto 2 anni di promesse tutte infrante, non fù capace di fare le cose più elementari con me ,tutto era un problema ,invece nemmeno una settimana dopo le era passato tutto e oggi credo che faccia tutto quello che con me era tabù o che mi aveva promesso in un futuro senza data .
      Caro Marco dimentica le bugie che la tua lei ti diceva. Se fossero state bene non le rifilerebbe ad altri . Fanno sempre cosi .
      Stammi bene.

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  2. Grazie Claudia,

    è meraviglioso vedere il coraggio in atto, è bellismo scoprire che è possibile farcela, è fondamentale capire che dopo la consapevolezza è necessaria l’azione.
    Anche dopo la scelta, dopo la decisione non diventa tutto una passeggiata, bisogna proseguire un passo alla volta affrontando momento per momento, superando le difficoltà che si incontrano ( e ne incontreremo sempre, perchè la vita è anche ostacolo e difficoltà), ma sarà un proseguire all’insegna dell’autenticità e della responsabilità e non del vittimismo.
    Quando diventiamo protagonisti della nostra vita comunque tutto cambia: si aprono nuovi spazi per noi e la nostra dimensione di essere, cambia il nostro respiro e la nostra percezione di esistenza e di libertà di espressione nel significato più ampio del termine.
    E’ magico veder il senso, trovare il fine di quello che ci è successo: semplicemente la gioia e l’amore, la nostra gioia e l’amore incondizionato per noi stessi!
    Quale regalo più grande!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Vivi

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  3. Ciao Gabriella! La tua storia somiglia molto alla mia. Sono anch’io una traduttrice ed anch’io come te sono scappata da una terrbile realtá familiare per trovare rifugio in Spagna dove vivo da un anno. Comprendo benissimo anche i crolli di cui parli e mi rivedo anche nel periodo di transizione a casa di parenti che non é stato per niente idilliaco. Adesso sono sola con me stessa e tra una caduta ed una risalita, provo a ricostrutire me stessa e la mia vita dopo un inferno di dolore.

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  4. Grazie Gabriella per il lavoro che fai e per l’aiuto che ci stai dando ad uscire dal l’incubo post narcisista perverso.
    Anche io sono traduttrice dal tedesco e inglese . Se posso essere utile disponete di me come e quando volete . Non so se esista una modalità di contatto privato se c’è fammelo sapere e ti mando tutti i miei riferimenti. Sarei tanto orgogliosa di aiutarvi e di aiutare tutti noi sopravvissuti ma soprattutto di contribuire in minima parte ad aprire il cuore a chi crede di non potercela fare.
    Con il cuore ❤️ Pina

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  5. Il sole il mare il vento di questa estate illumineranno le nostre esistenze.
    La natura ci aiuta moltissimo a capire la bellezza della nuova vita che appreziamo giorno dopo giorno .
    Mi amo mi voglio bene. Ce l’ho fatta.
    Io vinco noi tutti vinciamo e’ un diritto di nascita.

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  6. Sono contenta che sei in Buenos Aires, una terra cálida spero vada tutto più che bene, io sono Argentina e sono in Italia, tu sei la vicino a tutto quello che amo. Dio ti ricompense, ti indiche la strada giusta da percorrere, che possi trovare tutto quello che vuoi per sentirti piena e felice.. un forte abbraccio e grazie sempre per tutto quello che fai per chi soffre. In Boca al lupo..

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  7. Cara Gabriella,
    chi avrebbe mai immaginato che anche tu….
    Io cominciai a leggervi circa due anni fa….nella primavera-estate del 2016. periodo funesto….perché qualche mese prima ero stata lasciata dall’NP e cominciavo a scoprire e a sapere di questa malattia. Oggi va molto meglio…non prendo più antidepressivi da quando non c’è più l’NP. Ho superato molta rabbia, molta malinconia. Mi manca ancora quel sogno, quell’illusione di vivere qualcosa di straordinario, un amore unico. Si, questo ancora mi manca. Molto altro è stato superato. Si, ci vuole tempo è vero, a volte tanto tempo. Ma passa e, senza questo blog , come ho detto altre volte, MAI avrei potuto farcela, perché mai avrei potuto credere che quella “sbagliata” non ero io. L’errore semmai è stato dipendere così tanto da un’altra persona ma sappiamo che anche questo è dovuto a carenze, convinzioni, “buchi” affettivi che vanno risolti senza avere vicino persone del genere. Sono molto più serena come tanti dei sopravvissuti di cui leggo quasi quotidianamente le storie e i commenti. Continuiamo così…a stare vicini…ad aiutarci a vicenda.
    Grazie Gabriella, Grazie Claudileia, grazie a tutti voi che abbraccio in un simbolico atto di solidarietà umana. Grazie davvero.

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    1. Ciao Anna
      Anche io ormai mi sono liberata da circa un anno,eppure,anche frequentando una persona nuova,pulita,ancora provo un assurda malinconia per quell’idea,mera illusione,di un amore unico specisle e irripetibile.Probabilmenti l’aggancio malatoha un po questo sapore..non vedo altra spiegazione logica..ho la sensazione che qualunque altro rapporto sara’ sempre piu piatto,meno intenso..probabilmente la scarica di adrenalina della dipendenza da quegli effetti,cosa che un rapporto piu normale non da…bah..

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  8. Ci sono anche io, io leggo da qualche mese e ho scritto qualcosa alla fine di aprile quando finalmente ho trovato il coraggio di andarmene da mio marito dopo trenta anni di matrimonio, sono grande ho 57 anni ma da poco mi sembra di essere tornata giovane con le aspettative ogni giorno di qualcosa di bello, sia pure il sorriso di un bambino o di una persona anziana e scoraggiata alla quale io offro il mio sorriso…ringrazio questo fantastico blog che mi ha aiutato tantissimo, Gabriella non conosco la tua storia ma intuisco che tu sia giovane e ti sia lasciata indietro la tua famiglia di origine, non so se ho capito bene comunque le tue parole sono un sollievo per chi è ancora intrappolato in dinamiche tossiche, le tue parole danno speranza che tutti anche quelli più grandi come me possano aspirare ad una vita vera vivere e non solo respirare…voglio piano piano leggere tutti gli articoli e continuerò a scrivere perchè ogni storia può essere di aiuto ad altri grazie ancora

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  9. Ciao Virginia, grazie per la tua vicinanza. Il fatto che anche tu provi il mio stesso sentimento mi conforta e mi fa credere che, come dici tu, sia “il sapore dell’aggancio malato”. Ciò non toglie che lo proviamo, ciò non toglie che, almeno al momento, pensiamo (perché lo penso anch’io) che qualunque altro rapporto sara’ sempre più piatto, meno intenso. Non tornerei indietro alla luce di tutto quello che so oggi ma ancora evidentemente non abbiamo superato del tutto….il problema.
    Ti abbraccio, magari tra sei mesi, ci riscriveremo provando sentimenti diversi da quelli di oggi. Dobbiamo pazientare e vedere come evolve la malattia. Se penso ai mesi successivi alla separazione dall’NP….mai avrei pensato di sopravvivere ed invece eccoci qui a parlare tutto sommato solo di un’assurda malinconia (che però fa ancora male…).
    Un abbraccio.

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