Breve esercizio di immedesimazione per comprendere perché gli psicopatici vi scelgono

Provate a immaginare di non avere una coscienza, di non coltivare dentro di voi alcun senso di colpa o rimorso. Immaginate che nulla di ciò che fate vi soddisfa pienamente; che il benessere altrui e persino dei membri della vostra famiglia è l’ultimo dei vostri pensieri. Non c’è niente che v’impedisca di fare ciò che volete.
Immaginate di non dover combattere contro la vergogna, anzi, di non averla mai provata in vita vostra a prescindere dal numero di azioni egoiste, dalle truffe e dai danni che avete recato agli altri.
Immaginate che il concetto di responsabilità non vi dice niente. Anzi, che lo conoscete soltanto come una parola astratta e sbiadita che utilizzate – dopo averla abilmente storpiata e deformata – per uscire da situazioni incresciose addossando l’intero carico agli altri, i quali devono accettare senza discutere la vostra versione dei fatti, come dei poveracci creduloni.

Immaginate che il vostro sentire è inesistente o radicalmente opposto a quello della maggior parte delle persone che conoscete e aggiungete alla vostra fantasia un’enorme capacità di camuffare ciò che siete e pensate per timore di perdere l’ammirazione altrui.
Siccome la maggior parte delle persone è assolutamente convinta che avere una coscienza è ciò che ci distingue dagli animali, occultare il fatto che siete sprovvisti di una non vi richiederà particolari sforzi.
Immaginate che nessuno dei vostri desideri, delle vostre più intime fantasie, venga frenato dai sensi di colpa o dalla vergogna; che dentro il vostro corpo circola una specie di acqua ghiacciata che bisogna essere riscaldata da stimoli diversi e costanti e che certe emozioni, sensazioni e sentimenti sono talmente lontani dalla vostra esperienza personale da strapparvi un sorriso di commiserazione per chiunque le provi… e immaginate che raramente sprecate il vostro tempo chiedendovi perché mai siete fatti così.
Ora che avete scoperto di essere individui totalmente liberi da restrizioni interne e che godete di una libertà senza controllo che vi porta a fare unicamente ciò che vi piace, quale sarà la vostra visione del mondo?
Se ogni vostra azione gentile nasconde un personale tornaconto che resta invisibile alle persone che vi circondano e se soltanto voi avete il potere di fare qualsiasi cosa, è naturale che la superbia diventi il vostro più intimo marchio di fabbrica. Già. Perché il resto del mondo è destinato a restare bloccato dalla propria coscienza “senza sapere cosa si perde”.
Ecco la vostra finestra sul mondo.
Come sarà vissuta la vostra vita e cosa farete da questa enorme e segreta finestra? Cosa implica la vostra incapacità di sentire, l’assenza totale di una coscienza?
La risposta dipenderà da ciò che sarà dettato dai vostri desideri e dai vostri istinti più primitivi (non importa il quanto siano dannosi per voi stessi e per gli altri).
Come ben sappiamo ogni essere umano è unico al mondo e di conseguenza anche i desideri e le aspirazioni possono essere diverse. Persino gli individui senza scrupoli sono diversi tra di loro. Molte persone – che abbiano una coscienza oppure no – amano la tranquillità, la serenità e la sensazione di avere i piedi saldamente poggiati a terra qualunque cosa accada, mentre altre s’ingozzano di sogni stravaganti, di ambizioni irraggiungibili e di progetti destinati al fallimento. Molte altre sono brillanti, sprizzano talento e voglia di vivere, mentre altre sono apatiche e malinconiche. La maggior parte, tuttavia, che abbia una coscienza oppure no, si trova in una via di mezzo. Il che vuol dire che in assenza di un meccanismo interno di controllo è assolutamente libera di fare ciò che vuole.
Le stime parlano di una percentuale di soggetti affetti da anoressia intorno al 3.43 della popolazione mondiale. In questo caso si parla di un’epidemia, nonostante la percentuale sia minore del 4% attribuito alle personalità antisociali. La schizofrenia affetta l’1% della popolazione – cioè, un quarto dell’indice relativo alle personalità antisociali – e ciò nonostante in molti Paesi del globo (Norvegia, Giappone, Germania) gli investimenti in campagne pubblicitarie governative su come trattare un soggetto schizofrenico sono diventati un modello da seguire. L’incidenza della psicopatia nella società reca conseguenze profonde nella vita delle persone comuni, questo perché gli individui psicopatici distruggono i loro rapporti interpersonali, con particolare predilezione per i legami familiari, causando molto spesso notevoli danni economici e minando loro benessere psicofisico. Mandando in frantumi l’autostima e i sogni altrui, gli psicopatici/narcisisti perversi minano la pace interiore di un numero elevato di persone e, di rimando, anche la qualità di vita delle persone che appartengono alla sfera intima delle loro prede ne risente (figli, genitori, fratelli, amici).
La mancanza di conoscenza sull’argomento trattato è sorprendente. Molte persone associano la psicopatia unicamente agli assassini seriali, ai leader che storicamente hanno portato intere nazioni al genocidio del loro stesso popolo o di altri, ai “pazzi” criminali, ecc. Ossia, le persone sono portate a pensare a individui che hanno PALESEMENTE infranto la legge.
Ignorare i danni causati dagli psicopatici fisicamente non violenti, cioè, da coloro che il sistema giuridico difficilmente riesce a identificare ci rende psicologicamente sprovveduti nei loro confronti. Gli psicopatici non hanno una marcia in più, un’intelligenza superiore nella malvagità, come affermato da molti: siamo noi a non saper identificare preventivamente il tipo di personalità più primitivo e predatorio della nostra specie e siamo sempre noi a “non credere nei nostri occhi” quando abbiamo tutti gli elementi per salvarsi, una volta intrappolati.
Buona parte di noi non trova alcun tipo di corrispondenza tra il leader genocida e quel nostro conoscente, amico, parente o partner bugiardo compulsivo che sostiene le sue menzogne fino alla fine, a prescindere dalle prove che gli porgiamo sotto il naso. Tuttavia, la corrispondenza PSICOLOGICA tra di loro si trova, ad esempio nell’assenza di un meccanismo interno capace di imporre dei sani limiti al loro agire sprovvisto di scrupoli. Non esiste negli psicopatici quell’elemento che “ci tortura” psicologicamente quando decidiamo di fare qualcosa che va contro la nostra morale e la nostra etica, oppure quando riteniamo di essere stati negligenti, egoisti e poco corretti con le persone che ci circondano.
Se siete il tipo di persona che chiede il permesso di mangiare l’ultimo pezzo di torta, che cerca di essere puntuale per non far perdere tempo a chi vi aspetta, che offre il vostro amorevole sostegno a un genitore o un figlio malato senza pensare al tempo “sprecato” prendendosi cura di chi ne ha bisogno, la probabilità di essere presi di mira da uno/a psicopatico/a è molto elevata. Basta pensare a come ci sentiamo quando non rispettiamo i nostri limiti per comprendere che ragioniamo, sentiamo e siamo totalmente opposti al modus vivendi e operandi degli psicopatici/narcisisti perversi.
Dobbiamo comprendere (e accettare) l’esistenza di un gruppo di esseri umani a se stante, distinto.
Dico questo perché la presenza o l’assenza di una coscienza implica una seria divisione nella categoria degli esseri umani, molto più significativa del genere, perché assai pericolosa.
Ciò che segna la differenza tra gli psicopatici e il resto dell’umanità è la “zona morta” del loro cervello. Uso questa espressione per dirvi che le funzioni più evolute della mente umana – per quanto riguarda il sentire – non hanno avuto modo di crescere e di svilupparsi dentro la loro testa. Cosa impedisce uno psicopatico che agisce di modo parassitario, sfruttando le sue prede sessualmente e/o economicamente di ucciderle quando si ribellano al suo bulimico bisogno di gratificazione? Cosa lo impedisce di passare dalla violenza psicologica alla fisica? La risposta potrebbe stare nello status sociale acquisito e nel pensiero di passare il resto dei suoi giorni in un luogo “inospitale” come la prigione; potrebbe stare nella sua parte intellettiva calcolatrice, quella che valuta i pro e i contro della soppressione della persona oggetto del suo astio; nel timore di mandare a monte l’immagine costruita; nella capacità di tenere a bada le fantasie più violente sulla base di un meccanismo di controllo degli impulsi assolutamente precario e, per finire, nell’assenza di un’opportunità di commettere l’azione fantasticata senza lasciare traccia. Non è la coscienza a frenare gli psicopatici, ma una serie di elementi studiati e calcolati a tavolino.
“Adorabile” “incantevole” “gentile” “tenero” “degno di fiducia” “intelligente” e “seduttivo”: ecco alcuni degli aggettivi usati da Cleckley nel classico e attualissimo “La maschera della sanità”. Cleckley ci mette in guardia sul fatto che gli psicopatici recitano esattamente le caratteristiche umane più ambite dalle persone comuni. L’estrema fiducia che dimostrano di avere in loro stessi in qualsiasi circostanza viene insegnata nei corsi motivazionali per acquisire sicurezza interna, ad esempio. Per Cleckley il deficit affettivo degli psicopatici è talmente profondo e inguaribile da essere paragonato a una vera malattia mentale. Se qualche volta provano qualcosa, si tratta di emozioni poco profonde e fugaci. Spesso loro agire è fuori dal comune e autodistruttivo poiché non sanno calcolare le conseguenze delle loro azioni. Ciò che per gli altri è tragico e disastroso per loro è soltanto un inconveniente passeggero, il che mi porta a pensare che hanno una specie di resilienza senza cervello: sanno essere molto persistenti, ma nell’inseguimento della stessa strada che porta ai medesimi errori.
Chi sono gli psicopatici che vanno in galera? Soltanto coloro che hanno fallito nell’obiettivo di aggirare le leggi in loro favore. L’implicazione di questo fenomeno è che molti psicopatici se la cavano alla grande senza attrarre l’attenzione del sistema giudiziario.
Un altro aspetto degno di nota quando parliamo dei soggetti psicopatici è il bisogno di avere una “vita occulta” (che RARAMENTE è davvero occulta). Sembra che gli psicopatici avvertano regolarmente la necessità di andare in vacanza laddove regna il degrado totale, esattamente come le persone normali vanno in vacanza in un posto turistico per rilassarsi o per acquisire un po’ di cultura. Per uno psicopatico agire di modo normale è molto stressante. Sono persone che possono giurare di sentirsi dilaniate dal dolore ma dopo danno una festa “per dimenticare”… Il punto è che davvero SI DIMENTICANO perché ciò che provano è momentaneo, senza alcuna profondità.
Uno psicopatico non riconosce alcun difetto nella sua psiche, nessun motivo per cambiare, eppure la sua visione di mondo è drasticamente opposta a quella di una persona di buon senso.
Robert Canup afferma che gli psicopatici vivono di “bugie verosimili” .
Come ci dimostra lo studioso, la filosofia della “bugia verosimile” ha invaso la sfera legale e politica del nostro mondo, conseguentemente gli individui che provano dei sentimenti ed emozioni vere vengono derisi e ne escono distrutti dal sistema.
Prendiamo ad esempio ciò che Canup ha denominato “l’argomentazione legale”, concetto interessante che sembra oramai essere un’elemento onnipresente nelle sovrastrutture della nostra società. In buona sostanza parliamo dell’arte dell’imbroglio: sarà creduto colui che è più abile nell’uso della parola e nello sfruttamento delle strutture sociali per convincere un gruppo di persone riguardo a qualunque cosa. Siccome questo sistema si è instaurato lentamente fino a diventare parte della nostra cultura, quando invade la nostra vita privata difficilmente lo riconosciamo nell’immediato.
Chi si prende il tempo necessario per valutare di modo approfondito se tutte le persone che entrano nella sua vita sono brave oppure no? Ecco il motivo per il quale quando sorgono dei conflitti cadiamo automaticamente nella supposizione culturale che entrambi le parti abbia parzialmente ragione. La nostra opinione su quale delle parti ha più ragione dell’altra è spesso viziata dalla nostra esposizione alle regole dell’”argomentazione legale”. Ci viene automatico pensare che la verità si trova da qualche parte tra i due estremi, nel mezzo.
Proviamo allora ad immaginare che in una causa in corso una delle parti è innocente, onesta e dice la verità. È evidente che mentire non porta alcun beneficio a una persona innocente; che bugia potrebbe dire? Se è innocente l’unica bugia sarebbe confessare falsamente la propria colpevolezza, di modo che la bugia favorirebbe unicamente il bugiardo che afferma la sua innocenza, condannando l’innocente a difendersi, specialmente se è onesto abbastanza da ammettere i suoi errori.
La supposizione elementare che ci insegna che la verità è nel mezzo è assai vantaggiosa per chi mente, ma va sempre contro chi dice la verità. La maggior parte delle volte questa deturpazione, sommata al fatto che la verità viene “corretta” per danneggiare la persona innocente, favorisce enormemente l’agire psicopatico nella nostra società. Anche l’atto di fare un giuramento in tribunale è inutile per uno psicopatico: se una delle parti è psicopatica fare un giuramento non significa nulla per lei.
Affrontiamo allora l’apparente incapacità degli psicopatici di concepire l’idea astratta di “futuro”, perché direttamente collegata a ciò che abbiamo scritto fin qui.
Dunque, sappiamo che gli psicopatici ottengono con le menzogne alcuni vantaggi, temporanei o meno, sugli esseri umani dotati di una coscienza e con dei sentimenti.
Avere una coscienza e provare dei sentimenti vuol dire avere un collegamento astratto con l’idea di “futuro” e di “altri”. Quando amiamo qualcuno fantastichiamo un futuro qualsiasi, ci viene spontaneo farlo. Possiamo aver paura, provare compassione, empatia, tristezza, gioia… perché riusciamo a IMMAGINARE il futuro di modo astratto sulla base della nostra esperienza pregressa e, anche laddove la nostra esperienza è scarsa, riusciamo ad avere un’idea generale sul futuro colorandola con innumerevoli variazioni, di modo a “prevedere” la reazione degli altri al nostro agire. In parole povere possiamo “vederci in loro”. Mettersi nei panni degli altri significa comprendere che stanno vivendo una situazione diversa dalla nostra, ma che potrebbe esistere una similitudine nella sua dinamica o nel sentire comune, un qualcosa che ci porta ad identificarsi con loro nello spazio e nel tempo.
Gli psicopatici non hanno questa capacità. Semplicemente perché non riescono ad avere una connessione con un altro essere umano al punto di immedesimarsi nel suo sentire. Le immagini che hanno del futuro si traducono più che altro in sogni di gloria e fantasticherie sulla rovina altrui. Gli unici veri “sentimenti” che sembrano avere – l’elemento che porta loro a mettere in scena qualche dramma per causare un certo effetto negli altri – è una specie di “fame predatoria” verso ciò che desiderano. Vuol dire, “sentono” la necessità di un corpo disponibile e per garantirlo usano la parola “amore”, di modo che quando non vengono pienamente soddisfatte le loro necessità/desideri/capricci e/o imposizioni si sentono “poco amati”, come se la preda non fosse “sintonizzata” con i loro bisogni. Guardando dalla loro prospettiva ci accorgiamo che esiste soltanto la loro “fame”, il resto del mondo non conta.
Al di fuori dalla loro “fame” nulla è reale. Contano unicamente le cose (persone) che potrebbero essere assimilate dal loro enorme stomaco come una fonte inesauribile di nutrimento narcisistico. “Cosa mi può dare questa persona?” “Che vantaggio posso trarre da questa amicizia?” è l’unica preoccupazione che gli psicopatici sembrano avere. La loro intera esistenza potrebbe essere riassunta da questo modo di rapportarsi con gli altri.
I narcisisti perversi e gli psicopatici sono ritenuti i peggiori predatori della nostra specie.
Basta pensare all’interazione tra i predatori e le loro prede nel regno animale per avere una certa idea di cosa si nasconde dietro la loro maschera. Così come un predatore adotta una serie di azioni vòlte ad accecare la sua preda, a isolarla dal branco, avvicinandola e inseguendola fino a bombardare la sua resistenza, gli psicopatici costruiscono i loro elaborati travestimenti di parole e gesti gentili per “assimilare” le loro prede, mangiandone l’anima.
Avete mai pensato a cosa gli psicopatici REALMENTE ottengono dalle loro prede? È facile comprendere cosa cercano quando mentono e manipolano per ottenere dei soldi, beni materiali, potere, incarichi lavorativi, ecc. Tuttavia, in molti casi, come negli pseudo rapporti amorosi che mettono in scena o nelle amicizie intrise di falsità né sempre l’obiettivo è ovvio. Cleckley afferma che gli psicopatici GODONO della sofferenza altrui. Così come gli esseri umani normali amano la felicità stampata negli occhi delle persone alle quali vogliono bene, amano la sensazione di benessere proporzionata agli altri, gli psicopatici godono dell’esatto contrario: “Più faccio soffrire, più VALGO!”
Pensate a un gatto che prima di uccidere e mangiare un topo ci gioca con lui. A guardarli tendiamo a credere che il gatto “s’intrattenga” con l’animaletto perché lo trova divertente, essendo incapace di concepire il terrore e il dolore avvertito dal topo. Il gatto, quindi, sarebbe innocente da qualsiasi intento malvagio: uccide il topo, lo mangia, evviva la natura! Gli psicopatici di solito non divorano fisicamente le loro prede, tuttavia, osservando la dinamica tra il gatto e il topo qualche domanda ci viene spontanea: è troppo semplicistico pensare che il gatto, da innocente, si diverta con il topo che corre di qua e di là cercando freneticamente di scappare o c’è qualcosa che ci sfugge? Oltre il fatto di intrattenersi con le peripezie del topo che prova a scappare, cosa viene evidenziato? Dopotutto, in termini evolutivi, perché un simile comportamento dovrebbe essere attribuito al povero gatto? Per quanto riguarda il comportamento del topo, sarebbe lui molto più saporito grazie alle sostanze chimiche della paura che scorrono per il suo corpicino? Un topo paralizzato dalla paura, che non sa dove andare a sbattere per sfuggire al suo predatore, QUANTO VALE?
Utilizzo questa metafora per suggerire che dobbiamo rivedere l’idea che abbiamo sugli psicopatici attraverso una prospettiva lievemente diversa. Un dato certo è: molte persone che hanno interagito con degli psicopatici/narcisisti afferma di sentirsi “esaurita” e confusa. Inoltre, avvertono posteriormente un deterioramento della loro salute. Cosa vuol dire? Forse vuol dire che parte della spiegazione sul perché gli psicopatici persistono nel cercare di avere “rapporti amorosi” e “amicizie” quando non provano nulla per l’umanità, perché cercano interazioni in cui palesemente non possono avere alcun tipo di beneficio materiale visibile ad occhio nudo è che esiste un consumo reale di energia in queste situazioni. Tanto è vero che una preda “sfinita” viene subito abbandonata per la prossima della rubrica.
Soltanto la preda/vittima dello psicopatico può determinare cosa ha perso in questa dinamica.
Molto spesso si accorgono di aver perso qualcosa di molto più prezioso di qualche bene materiale: “se n’è andato un pezzo della mia anima”, ci dicono.
La nostra risposta è che l’anima è immortale e come tale si rigenera sempre.
Il corpo è soltanto l’involucro che la trasporta, ma è tutto ciò che hanno gli psicopatici, per questo sono terrorizzati dalla morte sé danno un’immenso valore all’apparire, all’apparenza, ai beni materiali, alla superficie delle cose…

65 pensieri su “Breve esercizio di immedesimazione per comprendere perché gli psicopatici vi scelgono

  1. Stanca, esaurita e priva di forze….proprio così mi sento. Inizialmente naufragare i lui, nelle sue dolcezze, nelle sue attenzioni, nel suo farmi sentire speciale e indistruttibile era meraviglioso…nessuno mi aveva mai fatta stare cosi…adesso sprofondo in momenti del genere certo…ma anche in lunghi silenzi, distacco emotivo, giochi perversi durante i quali messaggia con altre di fronte a me per vedere se piango o se resto indifferente. E la cosa più terribile è che non ho molto altro nella vita se non Lui. O almeno è l’unica cosa che pare avere valore. Occupa tutta la mia mente

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    1. Cara Aglaia, credi davvero di non avere nient’altro nella tua vita oltre lui? Che fine hanno fatto i tuoi affetti? Nessun essere umano al mondo è caduto da un albero. Questa persona con tali atteggiamenti vuole umiliarti come donna, sminuirti, ferirti usando il telefonino per triangolare con altre donne. Hai soltanto due opzioni: continuare a far finta di non avere una dignità o andartene prima che la crudeltà psicologica del soggetto aumenti.

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  2. Mi chiedo se questi mostri pagano mai le conseguenze dei loro atti! La lucida perversione con cui cercano di umiliarti e ferirti è terribile. Il danno esistenziale, umano, psicologico ed economico che creano non ha risarcimento. Una delle cose che mi fa più rabbia è la maschera con cui incantano la gente esterna. Sono andata via di casa e vivo all’estero ma la rabbia è tantissima.

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    1. Cara Valeria, una persona normale raggiunge la serenità imparando dall’esperienza come trasformare i suoi errori in punti di forza. La capacità di morire e rinascere molte volte in un’unica vita appartiene ai comuni mortali e non ai narcisisti perversi che devono ingozzarsi di cose-persone per provare qualcosa che somigli alla vita per sfuggire alla morte. Nulla è peggio di sembrare vivi e attivi essendo morti dentro, sprovvisti di interiorità. Soltanto loro si credono vivi. Cerca di vederli nella loro miseria e vedrai che non c’è vita peggiore dalla loro, che NON SENTONO e quindi NON SONO. Di conseguenza non esistono sul piano spirituale, ma soltanto terreno. Fantasticare se pagheranno per i loro misfatti oppure no è tempo sprecato poiché la noia che li conduce a ingozzarsi di cose-persone è terrificante: si vive nell’ansia, nell’invidia e nell’infelicità… anche se apparentemente la maschera è tutt’altra!

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    2. Guarda che quella maschera prima o poi cade anche con i loro soldatini (la gente che citi) . Infatti spesso cambiano truppe , poi fanno passare tempo ,anche anni per ritornare come nulla fosse . Quella perversione, malignità con cui ti fanno male è la stessa che subiscono dal loro Io malato. Fanno a te quello che la loro mente contorta e difettosa fa a loro , tu servi a scaricare questa rabbia ,il male in loro , le loro frustrazione , paure e perversioni senza dimenticare mai la proiezione attributiva ( il soggetto sposta inconsciamente su un altro, caratteristiche sue proprie di cui tuttavia ha coscienza). una volta raggiunto questa fase è la guerra, distruggono te perchè vogliono distruggere il loro male interiore. Certe cose le ho capite con il tempo , con il senno di poi era tutto chiarissimo fin dall’inizio ,purtroppo o per fortuna direi ,non fui all’altezza di tanti doni d’amore e mi mollò.
      Scelgono persone fondamentalmente buone e pazienti soprattutto Tolleranti, cioè quelle persone che hanno capito che “l’altro ” è diverso da se stessi e giustamente lo rispettano in quanto persona e non oggetto.

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      1. Salve Yuri! Condivido in toto il tuo pensiero ma non sono proprio sicura che questi mostri vivano in modo indiretto, il male che proiettano fuori. Sembrano palle di gomme a cui tutto rimbalza. Io mio malgrado ho mia sorella in casa che è a dir poco infernale. Ne ho preso le distanze geografiche ma è dura non riuscire ad estrometterla totalmente dalla mia vita. E poi….la gente! Quella che non vede e non capisce, pensando che tu abbia solo voglia di lamentarti per qualche screzio.
        Quanta rabbia!!!!

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      2. Carissima Valeria, dici che sembrano palle di gomma … loro si definiscono RESILENTI, risorgono sempre dalle macerie che hanno creato . Basta fare un giro su Fb .
        Il non capire il male che fanno a gli altri è parte integrante del disturbo. Dato che nonsei un soggetto ma Oggetto , se ti rompi la colpa è tua perchè non sei fatta bene , insomma difetti di fabbrica o qualità scadente, tant’ è che sono sempre alla ricerca del Meglio . La gente se ne frega , forse ci ride anche sopra poi se succede la tragedia ,eccola la Gente a senteziare, ma che muovessero un dito prima. Ti pare che la gente che si è mossa contro di te non capisca che certi modi sono sbagliati? Ma la logica del branco prevale , si sta con il più forte ma decantando sempre le virtù della propria spiccata umanità. Si sentono più forti se trovano qualcuno il difficoltà e mica lo rialzano, anzi .

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  3. Vorrei ringraziare il creatore di questo blog perché mi avete illuminata e salvata con le vostre riflessioni . Non sapevo che il mio ex marito era psicopatico e l’ho capito solo grazie a voi . Da una relazione del genere ne esci distrutta sia moralmente e fisicamente . Ci vuole del tempo per curare le ferite dell’anima e piano piano ne sto venendo fuori anche se é doloroso .GRAZIE di cuore per tutto .

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  4. Il mio ex marito finalmente ha trovato casa e la prossima settimana se ne va grazie a dio dopo 4 mesi dal divorzio. Sappiamo solo io e i miei tre figli cosa abbiamo passato in questi 11 anni. Menomale pure io, proprio un anno fa, ho scoperto questo blog e mi sono data da fare per liberarmi da questa piaga. Chi ama veramente sé stesso e cerca di vivere una vita cosciente, volta al proprio arricchimento umano nel nome della verità e dell’onestá, chi vive in maniera responsabile, non può dico non puó cedere agli inganni di questi psicopatici. È dell’amore che abbiamo bisogno, non di quella data persona. E non dobbiamo tanto meno avere paura della solitudine. Sono sola con tre figli… in un paese straniero. i ricordi a volte ti assalgono… Non avevo ancora compiuto 28 anni quando mi trasferí qui e lui dopo un mese mi chiese un figlio. Poi dopo 3 anni circa un altro e poi un altro. Ti assale la tristezza a volte, quando in situazioni complesse con i tuoi figli, pensi che dovrsi crederlo da sola. É ingiusto. Poi nella mia città d’origine non ci posso tornare… molto triste. ma non mi arrendo! Troveró la strada prima o poi! Menomale c’è questo blog e tutte le persone che condividono le proprie esperienze. Speriamo che lo psicopatico ci lasci vivere in pace….mmmm…

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    1. Parole bellissime: “Chi ama veramente sé stesso e cerca di vivere una vita cosciente, volta al proprio arricchimento umano nel nome della verità e dell’onestà, chi vive in maniera responsabile, non può dico non può cedere agli inganni di questi psicopatici. È dell’amore che abbiamo bisogno, non di quella data persona. E non dobbiamo tanto meno avere paura della solitudine.” Grazie per averle scritte qui. Un abbraccio!

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      1. Grazie a te che hai dato vita a questo luogo che salva e ha salvato parecchie persone! È come un faro nella notte che riesce a riaccendere la luce che questi buchi neri ci hanno rubato ingiustamente giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno con le loro false lusinghe e premure, con le loro promesse, con i loro raggiri, con le loro menzogne…

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  5. Cara Claudileia,
    Ho avuto modo di scoprire il tuo blog lo scorso anno, quando sono incappata in un narcisista meligno che mi ha causato un grosso trauma interiore, ma che poi per fortuna ho superato, sentendomi ancora piu forte di prima e piu attrezzata per la vita.
    E tuttavia lo scorso maggio ho conosciuto un altro “uomo”, che alla fine si è rivelato altrettanto tossico. Non penso di poterlo definire narcisita/psicopatico, ma grande Manipolatore si…perché ripensando a questi ultimi 4 mesi, rivedo tutte le tappe classiche: love bombing, sparizione, un poco di triangolazione, richieste di denaro, promesse non mantenute, tentativi di instillarmi sensi di colpa.

    Mi ha fatto credere, una volta conosciutami dopo varie insistenze da parte sua, di voler avere una relazione seria e stabile con me. Salvo poi partire a fine luglio per varie destinazioni in Europa (a fare mercatini artigianali) e durante quel periodo scomparire e riapparire, in maniera inconstante e fastidiosa, rimanere senza cellulare per settimane e allo stesso tempo promettermi un futuro insieme (future faking ??).
    Tanto che gli ho inviato dei soldi tramite postepay perché diceva di voler tornare al piu presto in Italia e pur avendo contanti, necessitava di una ricarica sulla carta che mi avrebbe restituito al suo rientro la settimana successiva.

    Naturalmente non è ancora tornato, di fronte alle mie richieste di restituizione dei soldi anche tramite Western Union ancora non ha provveduto, adducendo impegni vari e poi anche un ricovero in ospedale per problemi intestinali (sarà vero ??).
    Nell’ultimo contatto avuto giorni fa tramite messenger si lamenta per il fatto che ho messo una foto profilo su facebook in cui risulto troppo ammiccante per i suoi gusti (il termine che lui ha usato è un altro….) e per la quale avevamo gia discusso ad agosto. Ma nessuna risposata alla mia richiesta di restituzione del denaro. Mi sta punendo con il “trattamento del silenzio”?

    Io sono rimasta allibita da questa mia ennesima scivolata nelle grinfie di un Manipolatore…e non so esattamente come muovermi.
    Il consiglio che ho sentito piu spesso da amici è stato: scappa lontano da lui e dimentica quei 150 euro…tutto sommato una cifra contenuta (anche se per me sono tanti soldi!)

    Dunque, il No contact è davvero la via che mi conviene percorrere? Mi sento così stanca interiormente…..ed ero così innamorata di lui
    😦

    Grazie per l’ascolto.

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    1. Cara Mirtilla, hai tra le mani un truffatore da due soldi! Dai retta ai tuoi amici e scappa. 150 euro non sono nulla rispetto al tempo e all’energia che potrai sprecare nei prossimi mesi o addirittura ANNI. Chiudi tutti i contatti perché la dinamica non promette nulla di buono.

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      1. Penso tu abbia ragione…tempo ed energia sono risorse preziose, che non vanno sprecate. Cercherò con tutte le mie forze di chiudere i contatti.
        Grazie di tutto. E colgo l’occasione per dirti che i tuoi post sono stati, fin dallo scorso anno, utilissimi aiuti per riflettere ed elaborare pensieri in situazioni critiche.
        Un abbraccio.
        Mirtilla

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  6. Claudileia cara, i tratti di carattere e comportamenti che descrivi nel tuo impressionante (impressive) blog corrispondono a ben più del 4% di uomini riconosciuti psicopatici. E a molti di quelli che (purtroppo) attiro. Come si fa a distinguere un semplice str@nzo da un manipolatore narcisista ? Qual é il punto di non ritorno ? Grazie mille, ti auguro uno splendido autunno.

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    1. Carissima Laura, diciamo che riporto le stime ufficiali fatte da chi ha molto più competenza di me! 😉 Un narcisista perverso/psicopatico ha tutte le caratteristiche del manipolatore descritte nei manuali. La descrizione è perfetta. Se vai da un bravo psichiatra o qualche psicologo specializzato con dei sintomi del tipo: ansia, depressione, malattie varie frutto della somatizzazione dell’angoscia di stare in un rapporto sbagliato, presentando un quadro di dissesto economico e/o psicologico indotto dalla persona che credi di amare la probabilità che ti dicano: “Ragazza mia, questo non è un semplice donnaiolo ma un narcisista perverso/psicopatico” è molto elevata. Dalle testimonianze e racconti delle prede che hanno avuto l’anima e/o portafoglio prosciugati dagli psicopatici al personale clinico è che nascono le stime. Sono di più? È molto probabile perché la maggior parte delle persone crede di aver avuto a che fare con uno “stronzo” e basta. Qual’è il limite? Un semplice donnaiolo può avere una coscienza, può sentirsi in colpa e far retromarcia, stancarsi di correre di fiore in fiore. Potrebbe cambiare totalmente atteggiamento prima o poi, a patto che abbia dentro di sé dei principi etici e morali ampiamente dimostrati in altri ambiti della sua vita. Quindi, sarebbe uno “stronzo” sul versante amoroso, magari per aver avuto un pessimo esempio dentro casa o qualche delusione amorosa. Lo psicopatico, invece, è disonesto e sleale SEMPRE e con CHIUNQUE. Esempio grossolano: un donnaiolo può voler bene ai suoi genitori e assisterli fino alla fine; lo psicopatico non vede l’ora che crepino per accalappiarsi l’eredità, delega ogni responsabilità, ecc.

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      1. Grazie sei stata esauriente e precisa, come sempre ! Non potresti pubblicare, se esiste, un test-filtro a cui sottoporre rapidamente i corteggiatori per appurare che non siano psicopatici ?

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      2. Cara Laura, ahimè mi fido poco dei test del genere. L’unico strumento è la pedagogia, l’informazione approfondita sull’esistenza e sul funzionamento di questo tipo di personalità. Purtroppo ci informiamo soltanto dopo il raggiro, ecco il guaio!

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  7. A fine maggio sono riuscita a chiudere, anche grazie alla lettura del vostro blog, una relazione e convivenza di due anni con un uomo che nel tempo ha mostrato molti dei caratteri che qui tutti ben descriviamo. Ho stroncato sul nascere anche il suo tentativo di rimanere amici, dicendogli che avevo bisogno di tempo da sola per stemperare il mio sentimento nei suoi confronti.
    Poi, l’altro giorno, l’ho rincontrato per caso e ci siamo fermati un momento per la strada a salutarci, dopodiché il giorno seguente lui è venuto per ben quattro volte a trovarmi al lavoro!

    Mi sono scattati tutti gli allarmi, sia per il suo atteggiamento seduttivo che per la mia cedevolezza, e la notte ho fatto il sogno che segue:
    Ho sognato il mio ex precedente (narciso passivo-aggressivo) che mi chiedeva di poterlo ospitare per una notte e al quale prestavo la stanza da letto dei miei genitori. Dopo che lui se ne era andato, mentre stavo riordinando la camera ho visto sul soffitto il disegno di un cuoricino trafitto da una freccia, e la data di quella notte: ho capito che lui aveva dormito lì con una donna, e mi sono sentita un’altra volta presa in giro e tradita.

    Del sogno ho colto subito il messaggio chiarissimo, che mi indica di non essere disponibile in alcun modo, per evitarmi ulteriori ferite più che certe. Mi colpisce però il riferimento al letto dei miei genitori, e comprendo di non essere ancora riuscita a mettere a fuoco esattamente quale è la mia ferita più antica che mi rende incline ad attrarre ed essere attratta da uomini che finiscono per usarmi, e anche con un certo gusto perverso. Sapreste darmi qualche spunto di riflessione o indicarmi qualche lettura utile? Grazie mille del vostro lavoro e della vostra partecipazione così calda

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  8. Difficile da spiegare . Ho avuto per molti anni problemi di salute ed economici causati dai miei genitori e che i miei genitori usavano contro di me ” Tu non stai male, tu ti fai ricoverare in ospedale perché ti fa comodo” “Non puoi vivere se sei senza soldi, torna a vivere con i tuoi genitori “diceva mia madre. Ora lo lasciato andare i mie genitori e con loro se ne son andati i problemi di salute. “Ma tu te ne freghi dei tuoi genitori ” ” I tuoi genitori possono morire che a te non te ne importa nulla” mi aveva sempre accusata . .Sabato l’ho incontrato su sua richiesta . I soliti problemi da sempre, che poi non son neppure problemi , è la vita , se si vuole la si cambia oppure la si tiene com’è . Dopo un’ora in cui mi parlava dei suoi “problemi” mia madre mi ha chiesto:”e tu come stai?” “bene” ho risposto . Lei “non mi racconti nulla?” “Non ho nulla da raccontare”.Davvero non avevo nulla da dirle.Capisco che a mia madre non interessa sapere di me , l’ho lasciata nel suo continuo lamento di quanto è dura per lei la vita . Davvero , nulla da dirle .

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    1. Uno schema che conosco molto bene, essendo anch’io figlia di un naricisista aggressivo-passivo. Apperentemente decanta la mia indipendenza e la mia realizzazzione, concretamente tenta di farmi sentire in colpa per averlo lasciato a se stesso dopo anni di malessere al suo fianco. Basterebbe dire che, due giorni fa mi ha accompagnata in aeroporto (da un anno vivo all’estero) e durante il tragitto era molto nervoso; in cerca di una scusa per aggradermi. Tra le righe e con un giro di parole ho compreso che, spera in un mio fallimento lavorativo laddove oggi mi trovo. Se fallissi, sarei costretta a tornare a casa da lui e fargli da colf proprio come àccaduto a mia madre, deceduta qualche anno fa. Non ci sono parole.

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      1. Cara Valeria, nessun narcisista perverso lascia andare colui/colei abbia preso per schiavi a cuor leggero. Tuo padre è convinto di aver “investito” su di te per renderti sottomessa ai suoi bisogni di cura quando fosse necessario, quindi fantastica il tuo fallimento (al contrario di ciò che farebbe un genitore fiero) e prova a farti sentire in colpa per ritornare all’ovile con la coda tra le gambe. Non ci cascare.

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  9. Cara Claudeila,il padre di mia figlia ama la sua famiglia,sono come un clan,si proteggono a vicenda nelle rispettive carognate che fanno a danni di altri.Sono certa che nonostante questo lui sia malato,presenta tutte le caratteristiche del narcisista perverso…

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    1. Carissima Virginia, c’è differenza tra amore filiale e devozione/protezione da clan. Il rapporto genitori-figli è uno dei più conflittuali in assoluto, questo perché i nostri figli ci conoscono alla perfezione e vice versa. Da questa conoscenza profonda derivano dichiarazioni d’amore struggenti e giudizi negativi altrettanto sconcertanti. Un figlio che vuole bene a un genitore non è un cieco devoto del suo clan di origine e mica fa buon viso a cattivo gioco quando lui si comporta da scellerato, si fa del male oppure fa del male agli altri. Lo stesso vale per il genitore, che ha per compito principale quello di educare e dunque di correggere laddove osserva che il comportamento dei figli va contro i principi osservati a casa, e che di conseguenza potrebbe daneggiare la vita altrui. Quindi le caratteristiche di questo amore sono la reciproca educazione e rispetto, la cura nell’osservanza del bene comune, ecc. Sostenersi a vicenda nelle rispettive “carognate” ha ben poco a che fare con l’amore.

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      1. Grazie Claudeila!effettivamente il rapporto tra loro mi è sempre sembrato estremamente superficiale,si parla di calcio,politica,c è e credo.a ragion veduta ci.sia sempre stato un accudimento dei bisogni fisici e pratici ma nessun “accudimento emotivo”.Ipocrisia allo stato pure.

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  10. Da uno psicopatico narcisista ci si può liberare. Anche se è dura, se è stata lunga, se avete abitato insieme, anche se si pensa che ci abbia portato via un pezzo di anima. Il più grande insegnamento che queste persone ci danno è che una volta superata, riconosceremo per sempre anche da lontano un individuo simile…si raggiunge una consapevolezza altrimenti impossibile. Tutte quelle dinamiche che stando con queste persone ci hanno distrutte e rese stanche, allibite, incredule, incapaci di capire, col tempo giungeranno ad un unico punto: capire che queste persone sono malate, e che l’amore è un’altra cosa. E che se siamo state con queste persone, avevamo bisogno di colmare una ferita anche noi. Ma il più grande dono che possiamo farci è capire che nessun altro può curare le nostre ferite se non noi stessi (tanto meno un narcisista!). Una volta passata la ferita, saremo finalmente libere di tornare ad amare, questa volta davvero. Ce la si può fare, e una volta superata abbiamo il dovere di aiutare chi si trova invischiato in una storia tossica come lo siamo state noi.

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    1. Ciao Alice! concordo con quanto scrivi. Ad oggi, posso fermamente dire, che riconosco queste persone a km di distanza. Mi spiace molto che non sia cosi scontato per chi mi sta intorno ma d’altra parte chi non ha conosciuto in prima persona un np perverso, non sa quanto diabolica puó essere la natura umana. Quanto alla ferita che ci portiamo dentro, io non sono certa possa essere curata del tutto soprattutto se i mostri li hai in casa. Mi riferisco ad un genitore e/o ad un fratelloo o sorella. Io sono scappata ma il distacco emotivo non sono riuscita ancora a maturarlo. Sono logorata dal rancore.

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  11. Il mio ex marito passava ore al telefono con la madre, per lo più mi pareva parlassero di banalità. Lei mi aveva avversato tantissimo all’inizio della relazione, fino al giorno in cui mi fece una brutta scenata davanti a lui che non batteva ciglio e allora io mandai al diavolo entrambi. Lui tornò in lacrime dicendo che non sarebbe mai più successo e io diventai la pupilla di mia suocera. Riempiva sia me che lui di troppi stomachevoli complimenti. Quando c’è stato lo scarto mia suocera …che stava a casa mia anche mesi e voleva la chiamassi mammma….ha smesso di rispondermi al telefono..senza un motivo….credo abbia avuto un ruolo importante in tutto quello che è successo ….per molto tempo ho creduto che lui fosse plagiato dalla madre narcisista ….manipolato da lei. Non l’ho più pensato quando ho saputo da altre persone che mio marito….nella fase ancora del love bombing parlava male di me alla madre….lì ho capito che erano identici …due narcisi cattivi che si fomentano a vicenda.
    Ho scoperto tante orribili bugie dette da quella donna e tante altre dal figlio … come se vivessero in una realtà alterata convinti loro per primi delle assurdità che dicevano.

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  12. Ne sono quasi del tutto fuori. Dico del tutto solo perchè ancora la mia mente va a trovarlo, vuoi per rabbia, vuoi per rancore o per curiosità. Fatto sta che ancora penso a lui, forse perchè sono passati solo 3 mesi da quando ho interrotto ogni sorta di contatto.
    Ora ho un tarlo che mi martella in testa: ho la netta sensazione che il marito di mia figlia sia un N.P…
    Hanno un bambino di appena 3 anni.
    E’ un uomo irascibile, punisce mia figlia con silenzi siderali, la svaluta continuamente, quando è in pubblico non permette a nessuno di parlare, mettendo sempre in risalto la sua bravura e la sua intelligenza e sottolineando con sarcasmo l’inconcludenza e l’incapacità della moglie (laureata e professionista valida). Sgrida continuamente il bambino urlandogli e rivolgendosi al piccolo come se fosse un adulto. Mia figlia non ha voce in capitolo, tutto deve essere approvato e passato al vaglio da lui.
    Lei, da quando stanno insieme, non parla più con me se ha qualche problema, e se cerco di farle notare certi comportamenti manipolatori del marito mi dice che metto zizzania nel suo rapporto.
    Spesso mia figlia ha degli attacchi di colite con crampi e diarrea e lui, invece di dispiacersi, la prende in giro.
    Sono molto preoccupata, non so come comportarmi con mia figlia, non riesco a trovare il modo di parlarle e farle notare che il comportamento del marito la sta piano piano spegnendo.
    Per favore consigliatemi , come mi devo comportare, è giusto che faccia notare certe cose a mia figlia? Sto facendo una valutazione errata della situazione?

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    1. Cara Luisiana, puoi dare i migliori consigli a tua figlia MA se è condizionata da un soggetto perverso e se tu premi molto sul tasto “abbandonalo” rischi di diventare la sua peggior nemica. Nella migliore delle ipotesi ti inviterà a farti gli affari tuoi e nella peggiore smetterà di frequentarti. Quindi, l’unico consiglio che mi sento di darti in questi casi, soprattutto se lei sa già cosa ne pensi del suo rapporto è quello di dirle: “Qualunque cosa accada io sono qui. Non per giudicarti, ma per ascoltarti e comprenderti se avrai bisogno.” Tua figlia deve avere la certezza di poter contare su di te se e quando la situazione diventerà insostenibile. Dico questo perché molte donne preferiscono chiudersi a riccio e subire ogni sorta di violenza pur di non sentirsi dire da un genitore il fatidico “te l’avevo detto!”. Bisogna capire che non si tratta di orgoglio, ma di vergogna. Nel loro caso assolutamente infondata perché amare e errare è e sempre sarà UMANO.

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  13. Cara Louisiana,anche se al momento a tua figlia puo innervosire qualunque tipo di commento rispetto alla sua vita(quando poi hai una persona che costantemente te ne fa di ogni genere diventa ancora piu impossibile accettare con calma altri consigli o “giudizi”),sono sicura che in fondo una madre abbia il dovere di risvegliare l istinto e la lucidita di un fi h lio confuso/plagiato,o almeno fare di tutto per tentare di farlo!..bisogna però stare attente all uso del tono e delle parole,ci vuole tanta gentilezza nei modi e attenzione,quando si ha a che fare con animi feriti

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  14. Grazie Claudia, grazie Virginia. Sino ad ora mi sono limitata a qualche battuta nella speranza che lei possa riflettere. Ciò che dici Claudilea è ciò che il mio istinto mi ha spinto a fare. E dopo quello che ho passato ho imparato ad ascoltare sempre il mio istinto. Sto zitta, osservo ma non oso dire nulla proprio perché sento ostilità e chiusura da parte di mia figlia. Tu confermi ciò che il mio istinto mi porta a fare. Ho la sensazione che mia figlia sappia perfettamente di avere un marito ‘particolare ‘ ma che, come tutte/ i quelli che ci siamo passati, non voglia guardare in faccia la realtà. Per me è doloroso vederla bruciare la sua vita e temo anche per il mio piccolo adorato nipotino. Il bambino, quando rompe un giocattolo in presenza del padre, assume un’ espressione terrorizzata…. lui gli urla che i giocattoli non si rompono perché papà ha speso tanto soldini per comprarli…. e mia figlia non dice nulla…e a me si spezza il cuore…e mi chiedo come sarà da grande.
    Quanta impotenza e quanto dolore…vedere due vite distrutte in un solo colpo e non poter fare nulla … due vite innocenti…
    Non è giusto…
    So che se voglio aiutare mia figlia devo essere molto cauta e paziente. ..
    spero solo di vivere abbastanza da esserci quando lei avrà bisogno della mia spalla..

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  15. Grazie Claudia, grazie Virginia. Cara Virginia sino ad ora mi sono limitata a qualche cauta battuta nella speranza che lei possa riflettere. Ciò che dici Claudilea è ciò che il mio istinto mi ha spinto a fare. E dopo quello che ho passato ho imparato ad ascoltare sempre il mio istinto. Sto zitta, osservo ma non oso dire nulla proprio perché sento ostilità e chiusura da parte di mia figlia. Tu confermi ciò che il mio istinto mi porta a fare. Ho la sensazione che mia figlia sappia perfettamente di avere un marito ‘particolare ‘ ma che, come tutte/ i quelli che ci siamo passati, non voglia guardare in faccia la realtà. Per me è doloroso vederla bruciare la sua vita e temo anche per il mio piccolo adorato nipotino. Il bambino, quando rompe un giocattolo in presenza del padre, assume un’ espressione terrorizzata…. lui gli urla che i giocattoli non si rompono perché papà ha speso tanto soldini per comprarli…. e mia figlia non dice nulla…e a me si spezza il cuore…e mi chiedo come sarà da grande.
    Quanta impotenza e quanto dolore…vedere due vite distrutte in un solo colpo e non poter fare nulla … due vite innocenti…
    Non è giusto…
    So che se voglio aiutare mia figlia devo essere molto cauta e paziente. ..
    spero solo di vivere abbastanza da esserci quando lei avrà bisogno della mia spalla..

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  16. … E ho assunto inconsapevolmente lo stesso ruolo di testimone soccorrevole a favore dei miei figli per difenderli da un padre np. Non ci sono riuscita del tutto, ma almeno mi sembra che i miei figli abbiano la capacità di ragionare.

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  17. Buongiorno a tutti… è da circa un anno che seguo questo blog e molte volte avrei voluto lasciare un commento, ma il mio naturale riserbo ha prevalso. Oggi però leggendo alcuni vs commenti mi sono sentita in dovere di incoraggiare quanti ancora vivono nel limbo della rinascita. Ho vissuto 23 anni con un narcisista perverso, ci ho fatto due figli, e per amor loro ho tentato disperatamente di far riuscire il mio matrimonio. Inutile aggiungere che ho fallito su tutti i fronti…. Da due anni sono separata di fatto, ma ancora sto lottando per riuscire ad avere la separazione legale. I colpi bassi, le uscite teatrali, le messinscene coreografiche non riesco più a contarli, quanto di più lordo, infimo e meschino viene magistralmente messo in atto dal mio ex per annichilirmi come madre, moglie e donna. Quante lacrime ho versato e quanto lavoro introspettivo ho dovuto affrontare per ricostruirmi come madre, donna e perché no anche come moglie. Oggi mi sento libera anche se ancora di strada da percorrere ne ho tanta, ma volete mettere la profonda soddisfazione di veder sgretolare dentro di me l’immagine di un uomo che ha tentato di distruggermi. Non può più riuscirci perché ho deciso che non ci riuscirà. Non mollate… non lasciategliela vinta…. Siamo delle belle persone pur nelle ns imperfezioni. E nessuno merita il trattamento che ci è stato riservato da questi partners malati. Chiediamo aiuto a professionisti… circondiamoci di persone intelligenti che sappiano esserci amiche… crediamo in noi stessi. Un ringraziamento speciale va a te Claudileia, che hai avuto il coraggio di dare coraggio attraverso il tuo blog. Un abbraccio a tutti

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    1. Carissima Claudia, grazie infinite per le tue parole. Vivere accanto a queste personalità è umanamente impossibile. Dobbiamo unire le forze per dirlo con determinazione e coraggio, altrimenti uomini e donne continueranno ad ammalarsi, deprimersi e MORIRE per la falsa credenza di aver avuto a che fare soltanto con degli “adorabili stronzi” dotati di un nucleo dolente pieno di amore da dare. Un abbraccio fortissimo a te e ai tuoi figli. Ognuno di noi sa il prezzo che ha pagato pur di tenere in piedi un rapporto che credeva di essere unico e irripetibile perché così ci era stato “venduto” da personaggi che sin dall’inizio sapevano perfettamente di non essere all’altezza di vivere una vita normale.

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    2. Cara Claudia, grande ammirazione da parte mia!!! Io sono figlia di un np che ha seminato solo dolore in famiglia. Mia madre, nel vano tentativo di tenere unita la famiglia, ci è morta. L’ho persa alcuni annia fa di un terribile tumore allo stomaco. Mi auguro fermamente che questo tunnel di dolore finisca per tutte noi quanto prima. Un abbraccio.

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  18. Claudileia..volevo parlarti di uno stranissimo comportamento che ha avuto il mio ex poco prima di lasciarmi. Per noi l’idillio si è forse incrinato la prima volta che lui è andato all’estero …il mio perfetto e inseparabile marito in una settimana non mi ha chiamato mai …solo messaggini e scuse varie…e al ritorno scopro le prime bugie…litigo con lui per la prima volta in 13 anni ….. ci chiariamo mi dice addiritura che non partirà più ma ovviamente alla prima riparte … e poi ancora ….e ancora quando mio padre stava già malissimo e avevo bisogno di lui. Quando è tornato dall’ultimo viaggio ha cominciato a sostenere di aver paura di me …di temere le mie reazioni ….mi guardava con terrore ..più io cercavo di ragionare in modo dolce e pacato più sembrava terrorizzato. Nelle poche sedute da una terapista di coppia, dove sono riuscita a trascinarlo convinta che avesse una forte depressione, che potessimo ancora recuperare, lui ha sostenuto con la terapista che aveva paura che io mi suicidassi , cosa che benchè disperata mi sono affrettata a smentire totalmente. Io non sono mai stata un tipo violento e …ripeto… non abbiamo mai avuto discussioni in 13 anni ….di cosa aveva paura? Simulava ? Chi lo incontrava in ufficio lo vedeva sorridente e rilassato. A distanza di tempo mi è stato detto che già mi tradiva.
    Simulava quella strana paura con me? Mi piacerebbe avere la tua opinione e quella di chiunque voglia commentare.

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    1. Proiettava su di te. Ti faceva entrare i tarli nel cervello e magari il suicidio era un “consiglio” , in fin dei conti puntano alla morte psichica dei partner, a loro desiderio di farli sparire dopo la bella frullata al cervello.
      “Quando è tornato dall’ultimo viaggio ha cominciato a sostenere di aver paura di me …di temere le mie reazioni ….mi guardava con terrore ..più io cercavo di ragionare in modo dolce e pacato più sembrava terrorizzato. ”
      Il modo di fare che descrive è tipico , non solo degli psicopatici ma anche delle persone CATTIVE ( esistono) , più tu cercavi di tenere la barra dritta , più lui si dimenva per imbarcare acqua e farti affondare.
      C’è stato un punto che desideravo morire , non perchè lei se era andata , ma per i regali che mi aveva lasciato in testa, poi cominciai a capire e a togliere la spazzatura e tutto è stato chiaro.
      Se leggi gli articoli ,stai sicura che troverai risposta a questi comportamenti ,pare strano dirlo ma è vero ,il male è banale .

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    2. Carissima Alessia, anche se Yuri ti ha dato già la risposta corretta, la rinforzo sulla base del mio vissuto e delle mie letture. I narcisisti perversi simulano SEMPRE di aver paura delle loro prede per diverse ragioni: per svalutarle (“è pazza, non so cosa è capace di fare SE la lascio!”), per denigrarle (“ho paura che faccia del male ai bambini, sono con lei per loro!”), per distruggerle psicologicamente (come nel tuo caso) in cui ha esternato durante la seduta terapeutica la sua “paura” per cercare di guadagnarsi la simpatia e la comprensione del terapista. Lui RECITAVA il suo “terrore” perché non aveva niente da usare contro di te e quindi siccome DOVEVA attribuirti la responsabilità per la fine del “rapporto” l’unica alternativa era farti passare per una persona mentalmente instabile, fragile, con tendenze suicide. Simulare paura rientra tra i comportamenti classici dei soggetti perversi. Le donne psicopatiche fanno ampio uso di questa finta paura, sfruttando purtroppo i fatti di cronaca nera per tenere in pugno più uomini: “Ho paura che si/mi faccia del male, non sembra ma da piccolo era un bullo” “È depresso, sono io la sua forza. Senza di me sarà una tragedia!” dicono agli amanti mentre la loro unica vera paura è perdere qualche privilegio economico. Avrà usato questa scusa con l’amante per tenerla in ammollo, con gli “amici” e la famiglia di origine per salvarsi la faccia e CON TE per indurti a pensare di essere davvero fragile. TU DOVEVI CREDERE DI ESSERE FRAGILE per comportarti davanti agli altri COME una persona fragile si comporta quando lasciata: minaccia il suicidio e/o prova a farlo, ricatta, pedina, aggredisce, ecc. Questo tipo di comportamento è “la morte sua” per i soggetti perversi, perché GIUSTIFICA l’abbandono. Se vai avanti a testa alta diventi non solo mentalmente instabile, ma anche CATTIVA, CRUDELE, VIRAGO, CALCOLATRICE, ecc. Tu hai fatto il possibile per salvare un rapporto che credevi fosse vero. Nulla sapevi su questo tipo di personalità e sul lavaggio del cervello che provano a farti giorno sì, giorno no. Perdonati. Un abbraccio!

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  19. Grazie Yuri e grazie Claudileia, non avete idea di quanto siano importanti per me le vostre risposte …di quanto mi aiutino, mi avete reso chiaro ciò che intuivo ma che non riuscivo a cogliere pienamente. Sto piano piano ricostruendo il puzzle…le tessere stanno andando lentamente a posto…il mio problema maggiore è stato capire come sono sprofondata nel baratro all’improvviso quando ritenevo invece di essere felice e appagata….la scoperta della cattiveria sua e di sua madre nei miei confronti restano incomprensibili, da me hanno ricevuto solo bene, credo che solo la patologia possa giustificarli.
    Sto facendo passi avanti sulla strada della consapevolezza, ritrovando
    quella che ero prima, il dolore è tanto ma ora che so chi avevo al mio fianco a volte provo sollievo per il fatto di non dover invecchiare con lui. Nella mia testa resta la difficoltà di mettere insieme quello che lui era prima con quello che è diventato poi…..è da impazzire.

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    1. Restare è impazzire, cara Alessia. Impazzire oppure deprimersi ed ammalarsi. Andarsene o lasciare andare può fare malissimo, ma quando ti riprenderai (i tempi dipendono dal lavoro che farai sul tuo vissuto e su te stessa) vedrai che l’energia persa la ritrovi raddoppiata.

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    2. “Nella mia testa resta la difficoltà di mettere insieme quello che lui era prima con quello che è diventato poi…..è da impazzire.”
      Il fine del gioco è questo , tu che diventi Pazza e nessuno ti crede.
      Stai attenta alle confidenze fatte nel giro degli amici in comune. 😉

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      1. Yuri non ce ne sono amici comuni, lui non aveva amici, i miei amici sono diventati anche suoi e sono tutti con me ora… mi hanno supportato tantissimo. Lui ora ne ha altri che io non conosco legati all’ambiente lavorativo, ma non credo sia capace di stabilire rapporti profondi con qualcuno …solo rapporti utilitaristici.
        Ha cambiato lavoro da non molto … quindi ambiente nuovo..terreno vergine …può di nuovo spacciarsi per quello che non è e sono sicura che lo sta facendo in grande stile.
        Sono riuscita anche nei momenti peggiori a non abbandonarmi ad eccessi …ho mantenuto la calma con lui…tutti nel mio ambiente sanno che sono una persona equilibrata…può credergli solo chi non mi conosce.
        Dopo lo scarto abbiamo vissuto nella stessa casa per qualche tempo, la prima sera dopo aver lasciato la nostra casa mi ha chiamato una donna che asseriva di essere la sua ultima amante, sapeva tutto della nostra vita intima e del resto, mi ha raccontato dei suoi tradimenti, di come mi svalutava sotto ogni punto di vista. Ancora penso che sia stato lui a farmi chiamare per farmi del male…..ma ancora una volta ho mantenuto il sangue freddo … anche se poi sono stata malissimo.
        Da quel momento in poi ha cominciato a farmi schifo.

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      2. Ma tu pensa la COINCIDENZA! La tizia ti chiama nel giorno esatto in cui lui FINALMENTE se ne va! Non credo l’abbia chiesto lui, cara Alessia. Gli n.p. vogliono uscire puliti ed innocenti come un fiore da matrimoni e tresche. Probabilmente si trattava dell’attuale fiamma, tanto per assicurarsi che tu non lo avresti più voluto nel caso in cui decidesse tornare sui suoi passi per declassarti ad amante-amica Charlie Brown. È impressionante la capacità di questi soggetti di far scendere in basso i loro partner. Attenzione massima, mi raccomando: gli n.p. sono convinti di poter tornare sempre. Non hanno alcuna cognizione del tempo e quindi alla prima crisi con l’altra potrebbe tornare con la scusa dei rapporti civili… Questa chiamata è la dimostrazione del quanto questa sua nuova donna creda di aver vinto chissà quale premio. Ora non sei in grado, ma c’è da provare compassione per lei.

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  20. …la mia porta è definitivamente chiusa per lui…. anche se per la verità non c’è nessuno fuori a bussare … credo che il mio narci cerchi altrove il rifornimento che ho smesso di dargli nel momento stesso in cui mi sono ritrovata tra le mani la lettera dei suoi avvocati.
    C’è stato solo un debole tentativo di ritorno da me respinto … in una situazione drammatica…. la sua disperazione alla prima udienza di separazione…piangeva fin dal mattino, come se fossi stata io a lasciarlo e a fargli addirittura una giudiziale per accelerare…. aveva fatto tutto lui e piangeva come un vitello.
    Sono ancora tormentata dai flash back, dalle colpe che mi do per non aver capito, per essermi fatta raggirare tanto…vorrei smettere di leggere ..di documentarmi sullo sconosciuto totale che ho gioiosamente sposato…però mi dà uno strano sollievo continuare a farlo, continuare ad indagare il deserto affettivo che hanno dentro queste persone… l’intera sua famiglia disfunzionale ..quella donna orribile che lo ha partorito che ha anche il coraggio di attribuirmi delle colpe con gente che non mi conosce. Grazie ancora Claudileia quello che fai qui è encomiabile.

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    1. Piangono come fontane… Soprattutto quando ti mentono e tu non ci credi! Piangono a commando dopo essersi certificati che c’è o che ci sarà una platea pronta a comprendere il quanto stanno “soffrendo”. Consiglio a tutti di documentarsi su questo tipo di personalità prima di cancellarli definitivamente dalla mente. L’informazione serve per evitare alle persone sane l’attribuzione di colpe immaginarie. Un abbraccio, cara.

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  21. Claudileia in realtà sono stata io a dover lasciare la casa….era sua….anche se gliel’ho pagata quasi tutta io estinguendo con tutte le mie sostanze un grosso mutuo. Io guadagno e non ho figli e il giudice ha deciso così..lasciare quella casa è stata una delle cose più difficili…anche se da allora probabilmente è cominciata la mia rinascita. La donna che mi ha chiamato asseriva di essere stata la sua donna per tre mesi e di essere stata trattata e lasciata male… voleva vendicarsi dicendomi tutta la verità .. stava con lei e anche con una sua ex storica che credo attualmente sia la sua donna. Ho pensato fosse stato lui a farmi chiamare per la coincidenza ( mi ha chiamato quando ho lasciato casa per paura che la sfasciassi?); perchè questa donna sapeva troppe cose (lui non era il tipo che racconta troppo della sua vita); perchè è stato pesantissimo per me sentire quanto mi svalutasse su cose per me sacre (voleva farmi del male?), perchè ho avuto l’impressione che la tizia cercasse di pilotare le mie azioni giudiziarie in un preciso senso, che era quello di chiamarlo per trovare un accordo, mentre io non voglio avere a che fare con lui ma agisco sempre per il tramite del mio avvocato.
    Quello che mi hai scritto è molto giusto e quindi non so..io stessa avevo pensato che fosse la sua attuale compagna a chiamarmi.
    Lui mi ha tolto molti soldi e io sto cercando di far valere le mie ragioni in tribunale, perchè lui non vuole darmi nulla ovviamente. L’unica cosa che gli interessi è il denaro e probabilmente solo in questo modo potrei scalfire il suo mondo contorto prendendomi una rivincita.
    A volte mi chiedo se non sia meglio rinunciare a tutto, ma non sarebbe giusto, anche perchè io ora una casa non ce l’ho.

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    1. Mi è capitato di andarmene con i vestiti che avevo addosso… e non è servito a placcare l’odio della persona in questione. Avevo lasciato casa, macchina, moto, conti in banca e preteso una sola cosa: mia figlia. Non ho chiesto nemmeno gli alimenti per lei. Risultato: ha comunque cercato di svalutarmi e denigrarmi in tutti i modi, avvalendosi dal fatto che avevo cambiato pure PAESE. Fortunatamente è successo tanto tempo fa! Non mi sono mai pentita di aver lasciato tutto alle spalle perché la sensazione che ho avvertito dopo era di totale leggerezza. Un anno dopo la mia decisione ricevo una lettera in cui chiedeva la restituzione di una parte dei soldi che “mi aveva dato” per aiutarmi a pagare i costi dell’Università. Eppure avevo una borsa di studio che copriva totalmente i costi che affermava di aver sostenuto per “mantenermi”, cioè, io non ero la sua compagna di vita, ma un’ospite a casa sua. Non avendo alcun tipo di appiglio per rientrare nella mia vita (ha sempre ignorato sua figlia!) voleva comunque far casino… Valuta se il gioco vale la candela. Per me non valeva, nonostante il suo patrimonio fosse notevolmente aumentato grazie anche al mio lavoro in nove anni di convivenza.

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      1. ……a cosa serve arrendersi Claudileia? Non è troppo comodo per loro? Non è avallare la loro distorta visione del mondo? Lui mi ha truffato affettivamente ed economicamente è giusto che paghi…. mi denigra? Lo fa comunque. Non è in grado di farmi più male di quanto non me ne abbia già fatto …. e cmq dovrò per forza avere a che fare con lui per la separazione e per un bene in comune da vendere

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      2. Cara Alessia, sono valutazioni puramente personali le mie, non consigli! Tocca a te decidere se ne vale la pena affrontarlo giudizialmente oppure no. Qualsiasi decisione prenderai non andrà mai bene, nemmeno quando molli tutto, ecco cosa volevo dirti.

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      3. Sì scusami se apparivo polemica…non volevo. ….capisco il tuo punto di vista e mi piacerebbe non aver più nulla a che fare .. .purtroppo ho una giudiziale in piedi intentata da lui e, pur volendo, devo andare fino in fondo…..abbiamo tentato mille volte di tentare un accordo ma lui svicola..vorrebbe credo trattare direttamente con me senza il mio avvocato….ma ovviamente non gli consentiró mai di avere contatti diretti con me…..ti ringrazio per le tue risposte

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  22. Fin da bambina ho percepito qualcosa di inquietante nei miei genitori, ma non riuscivo a inquadrare esattamente cosa. Mi accorgevo che non erano in grado di mantenere alcun rapporto continuativo e costruttivo con le altre persone, tendevano a isolarsi da tutti, e mi chiedevo se davvero ciò dipendesse dal mondo brutto e cattivo che loro descrivevano in continuazione a me e a mio fratello o se invece ci fosse qualcos altro, visto che anche i loro atteggiamenti con noi erano del tutto contraddittori: ora ci viziavano e coccolavano, un minuto dopo ci punivano, ci denigravano pesantemente e ci svalutavano, quando non arrivavano alle botte fisiche. Però all’ esterno apparivano bravissime persone dal carattere mite, dedite ai doveri, alle responsabilità e agli impegni famigliari. Per cui con il passare degli anni – e “grazie” ai miei sensi di colpa – ho messo a tacere il mio istinto primordiale ( che mi faceva sentire perennemente spossata e a disagio in loro presenza ) sostituendolo con il quieto vivere a causa del quale mi sono trasformata nella “figlia sbagliata” su cui sfogavano le loro irrisolvibili frustrazioni, nonostante non c’era nulla che ne io ne mio fratello facessimo per offenderli come genitori e nonostante la loro vita procedesse senza veri problemi e senza scossoni. Ad un certo punto però i rapporti tra me e loro sono diventati talmente tesi e le loro sfuriate sempre più immotivate e deliranti che sono stata costretta ad andarmene di casa a soli 23 anni pur di SOPRAVVIVERE sottraendomi dai loro dispetti folli e dal loro controllo del tutto immotivati.
    Naturalmente, con queste premesse, sono poi diventata la preda perfetta di partners narcisisti maligni. Quello con cui ho avuto la storia più lunga ( quasi cinque anni ) fatta di abbandoni e ritorni infiniti e di crudeltà psicologiche continue da parte sua, per poi piantarmi definitivamente in maniera pubblica e teatrale, con tanto di terribili offese e umiliazioni, davanti a tutti i nostri amici comuni, senza alcun riguardo per i miei sentimenti e la mia persona. Lui è talmente viscido che non ha mai avuto nemmeno i cosiddetti amici charlie brown. Gli stessi frequentatori del suo giro hanno sempre cercato di mettermi in guardia da questa persona, credo che gli facessi una gran tenerezza. ma io allora credevo che esagerassero e che fossero solo molto invidiosi della nostra “storia”. Ed ero troppo presa da questo soggetto per ascoltare i loro consigli.
    Ma per fortuna, pur non sapendo nulla io allora di narcisismo perverso e psicopatia, e pur io avendo allora un’ emotività compromessa che mi esponeva a questi individui, razionalmente capivo che non avrei potuto investire concretamente in questa persona per un progetto di futuro assieme. Così, anche se non riuscivo a distaccarmene del tutto per via della dipendenza biochimica, ho comunque conservato quel minimo di lucidità che mi ha portato a non farci dei figli e a non contrarre con lui alcun tipo di vincolo ufficiale, e a non accantonare mai del tutto le mie aspirazioni ( che nella mia famiglia sono state sempre ridicolizzate ). Aspirazioni che ho poi ricominciato pienamente a riperseguire una volta che la storia con questo individuo è definitivamente terminata. E’ curioso come i momenti in cui mi sono sentita più felice sono tutti quelli in cui ho contravvenuto ai voleri dei miei genitori o dei miei precedenti partners..
    Mia madre ( con cui fortunatamente non coabito. Mio padre invece non c’è più ) ancora oggi si chiede perchè mai me ne fossi andata, scegliendo di affrontare la vita da sola, pergiunta in un posto di provincia poco ospitale, quando nella grande città in cui abitavamo tutti insieme avrei potuto usufruire di tutte le comodità e di molte opportunità.. Questo, dopo che le ho spiegato RIPETUTAMENTE PER ANNI fino a sfinirmi cosa mi avesse spinto a lasciare il loro tetto.
    Vorrei poter attuare il completo contatto zero con lei, ma per varie ragioni non posso farlo. Ho optato per la connessione civile ( il distacco emotivo celato da un’ educata tolleranza ) e mi sono resa indisponibile a farmi telefonare e cercare di continuo come invece lei pretendeva. Ovviamente i melodrammi e l’ appigliarsi a falsi problemi sono all’ ordine del giorno. Nessuno le crede più, tutti si sono allontanati da lei – compresi i suoi fratelli e le sue sorelle, che ai suoi occhi sono ingiusti, falsi, ipocriti e colpevoli – non ha lo straccio di un amico o di un’ amica, dice che non può permettersi di avere rapporti stretti perchè ogni persona che incontra potrebbe essere qualcuno che cospira contro di lei ( non si sa bene a che scopo ) e afferma di essere la vittima di un mondo crudele. Ormai ascolto i suoi sproloqui non più con l’ incredulità e il senso di impotenza di prima, ma con rassegnata e immensa compassione.
    Ovviamente, da buon capro espiatorio quale sono sempre stata, se cerco di prendermi un pò di pace e di tempo per me stessa divento la figlia degenere egoista e menefreghista della famiglia. Ma ormai non mi interessa più nulla di quello che può pensare di me chichessia, compresi i miei congiunti ( mio fratello è una brava persona ma molto manipolabile, e sua moglie – mia cognata – è una donna falsa, maligna e invidiosa che ovviamente mi rema contro ). Devo preoccuparmi della mia serenità e pace interiore e non sono più disposta a farmi letteralmente DIVORARE da questi esseri.
    Chiedo scusa se mi sono dilungata. Un abbraccio a tutti e grazie a Claudileia per questo PREZIOSISSIMO blog!

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