Nel giorno della mamma auguri a voi, genitori e figli di voi stessi

Auguri a noi figli di madri violente, anaffettive, disturbate, alcolizzate o incapaci di amare.

Auguri a noi che siamo sempre stati i genitori dei nostri genitori e poi di noi stessi.

Auguri a noi cresciuti invidiosi di chi una madre ce l’aveva per davvero.

Auguri a tutti i figli rinfacciati, castrati, umiliati, derisi, deprivati dai propri meriti, micro gestiti, controllati, derubati da ogni privacy, violati nell’intimità, criticati, disprezzati, triangolati, manipolati e resi schiavi dai sensi colpa.

Auguri a voi andati via di casa molto presto per sfuggire alla violenza e al massacro psicologico perpetrato dai vostri stessi genitori.

Auguri a voi che da piccoli eravate aiutati da perfetti sconosciuti ad attraversare una strada pericolosa.

A voi che avete imparato da soli a pettinarvi, lavarvi, vestirvi e preparare da mangiare non solo per voi stessi ma anche per i vostri fratelli e sorelle.

Auguri a voi costretti a dire bugie o a silenziare per salvaguardare il buon nome della famiglia.

Auguri a voi che venivate malmenati, minacciati e costretti a ritrattarvi quando osavate rivelare agli altri cosa accadeva dentro casa e a chiedere aiuto.

Auguri a voi che scappavate, ma che eravate costretti a tornare indietro perché nessun’altro parente vi voleva.

Auguri a voi, figli maggiori che siete andati via, ma che non avete mai superato i sensi di colpa per i vostri fratelli e sorelle rimasti indietro.

Auguri a voi che vi siete fermati davanti a una questura ma non siete riusciti ad entrare per denunciare la figura genitoriale che vi maltratta/maltrattava.

Auguri a voi abbandonati da piccoli.

Auguri a voi ricattati emotivamente.

Auguri a voi che avete avuto madri solidali, condiscendenti e complici di uomini maltrattanti e che vi hanno ferito.

Auguri a voi costretti legalmente a prendervi cura di chi non si è mai preso cura di voi.

Auguri a voi giudicati da parenti creduloni e omertosi che vi dicono che “la mamma è la mamma!”

Auguri a voi isolati e rinnegati dalle vostre madri per le vostre scelte di vita, la vostra identità sessuale, il vostro disaccordo politico e intellettuale o le vostre personali opinioni.

Auguri a voi, puniti col silenzio ogniqualvolta contestavate ordini moralmente sbagliate.

Auguri a voi, donne invitate dalle vostre stesse madri a non denunciare uno zio, un padre, un patrigno, un amico di famiglia o un parente che vi ha molestato o abusato sessualmente di voi.

E auguri anche a voi che piangete di nostalgia e pregate per una mamma amorevole che non c’è più. Aggrappatevi ai vostri ricordi privilegiati e preziosi, e non giudicatevi quando le lacrime versate saranno più per noi stessi che per colei che ci ha lasciati. 

Sì, oggi il mio augurio va a voi che avete dovuto stringere i denti ed accettare ogni forma di violenza perché credevate di essere gli unici responsabili di tutto ciò che accadeva all’interno delle vostre case.

Lo so che avete sempre saputo il significato profondo della parola MADRE perché direttamente collegato alla parola CURA.

Prendetevi cura di voi stessi, perché siete voi le madri migliori di questo mondo, le madri che non avete mai avuto, le madri che tutti quei bambini che in questo momento stanno vivendo esattamente ciò che avete vissuto sognano ad occhi aperti di avere.

C’è un esercito di figli che si sente solo e incompreso in questo giorno e non possiamo – noi che siamo diventati genitori di noi stessi – lasciare che continuino a sentirsi fuori posto, inadeguati e incapaci di prendere in mano le redini delle loro vite.

Funziona così quando la nostra mente si libera da ogni condizionamento: la CURA e la RESPONSABILITÀ per la nostra psiche diventa la parola d’ordine e il silenzio ci risulta intollerabile.

Non importa se non avete avuto dei figli, se non avete preso un animale domestico, se non sapete dove mettere una pianta o se al momento non sapete nemmeno come cominciare a prendervi cura di voi… l’importante è COMPRENDERE di MERITARE e di essere DEGNI di un AMORE INCONDIZIONATO, PULITO e UNICO AL MONDO.

L’etimologia della parola madre è da ricondursi al sanscrito. La sua radice sanscrita è ma-, che significa misurare, preparare e formare. Da questa radice deriva poi il termine matrche diventerà mater in latino.

Mater vuol dire colei che misura, che prepara e forma.

Se siete arrivati fin qui e vi riconoscete in queste parole vuol dire che siete formati, preparati ad affrontare ogni avversità sin da quando siete nati. Essere più maturi della media non è un demerito, ma un potere che nessuno vi può togliere: la vostra forza, perché derivata dalla rara capacità di resistere agli ambienti domestici più inospitali del Pianeta è curativa e rigenerante.  

È questo a rendervi oggi uomini e donne degni più che mai di ogni gloria e riconoscenza e di ogni sacrosanto merito esattamente come tutte le donne diventate madri non solo per aver partorito una creatura, ma perché hanno saputo e sanno come esercitare con amore puro e dedizione quotidiana uno dei ruoli più complessi al mondo.

Vi ritrasmetto tutta la potenza dell’abbraccio e dei fiori che ho ricevuto dai miei figli stamane!

Auguri a voi e a me stessa SEMPRE e fino all’ultimo respiro – che sarà deciso soltanto ed esclusivamente dai miei organi vitali quando arriverà il momento e non dai vecchi condizionamenti che possono minare la psiche di noi figli mai amati. 

FELICE GIORNO DELLA MAMMA!

Claudiléia

16 pensieri su “Nel giorno della mamma auguri a voi, genitori e figli di voi stessi

      1. Ora lo so che quello sentimento di solitudine assoluta come che il Cosmo è disabitato non è vero . Ci sono altri che dividono la stessa forza e la umanità. Auguri e grazie che scrivi perché tuoi messaggi traversano il Cosmo è arrivano ai indirizzi giusti. E vaiiii!!!!😊

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      2. Carissima Tatjana, un abbraccio enorme a te! Non siamo assolutamente soli, ma un folto battaglione che ha bisogno di voce e diritto di parola. Non esiste un modello materno unico e collaudato e noi che siamo donne dobbiamo essere le prime a fare luce sugli aspetti oscuri della maternità, altrimenti passiamo per ipocrite.

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  1. Grazie Claudileia, in questa giornata piena di auguri a tutte le mamme, fiorellini e cuoricini che mi fanno sentire do irritazione e rabbia…grazie per questi auguri speciali per noi che forse solo un giorno, guarite dalle ferite, riusciremo a sentire ciò che altri sentono, godere di ciò che altri godono, senza sentirci escluse, fuori posto, sbagliate.
    Mamme noi stesse, non solo guardiamo dalla finestra gli altri gettare cuoricini e fiorellini e abbracci alle proprie madri adorate, ma fatichiamo a sentirci madri adeguate, meritevoli di affetto.
    Scusatemi ma oggi è così che mi sento e il tuo post Claudileia è un dono prezioso.
    Un abbraccio a tutte voi

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  2. Che dire? Mi hai commossa, carissima Claudileia. Io ho tre figlie che sono la mia unica gioia, sono loro che danno un senso alla mia vita. Sono separata dal mio ex marito da 7 anni ed e’ in questo periodo che ho avuto la mia deludente storia con il np, il resto lo sai…Auguro a te, e a tutte le mamme di questo blog, tanta tanta gioia con i nostri figli, sono loro che ci danno la forza per affrontare tutto. Un abbraccione😘😘

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  3. Ieri una collega a lavoro mi ha chiesto se fossi andata a trovare mia madre per la sua festa . Mi ha spiazzata , non mi aveva mai chiesto nulla della mia famiglia di origine , è una collega empatica e amorevole mamma e da poco nonna , che ha condiviso con me lo strazio di non poter far visita alla nipotina e alla figlia causa restrizioni da coronavirus . Ha poi condiviso con me la gioia del riabbracciare la nipotina e la figlia dopo un interminabile e faticoso turno di lavoro e una distanza di 60 km che a lei pareva infinita prima di poter riabbracciare i suoi affetti .
    Io ho risposto che non ero andata a trovare mia madre motivando cattivi rapporti ma la mia collega ha rincarato dicendomi di cercare un compromesso , che è pur sempre mia madre.
    24 anni di esperienza lavorativa , i miei , spariti sotto i sensi di colpa e la paura del giudizio di figlia ingrata .
    L’unica giustificazione che ho saputo dare è stata che mia madre mi faceva sempre pulire casa al posto suo , come se questo fosse il problema . Non ho saputo dire di abusi , abbandoni , incurie , maltrattamenti , nulla . Solo che mi faceva pulire casa.
    Stanotte non sono neppure riuscita a dormire dallo schifo che mi faccio , ora sono chiusa in casa in preda ad uno stato ansioso che non vuole passare.
    Grazie Claudileia , mi ritrovo in tutto quello da te descritto , ad eccezione della prematura uscita di casa : me ne sono andata a 27 anni, e ho potuto farlo solo a patto di sposare l’uomo che mia madre aveva scelto per me , altrimenti forse vivrei ancora con i miei genitori.

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    1. Cara arounste,
      Chi non ha alle spalle famiglie problematiche e disturbate, non ce la fa a comprendere certe dinamiche. E non ce la fa neppure quando provi a raccontare e spiegare com’era la tua famiglia, tua madre. Capisci solo hai vissuti simili, o una grandissima sensibilità.
      Mia madre a un certo punto dalla separazione con mio padre ha manifestato disturbi psichici sempre più gravi, ed era letteralmente impossibile aiutarla. Noi figli uno dopo l’altro ci siamo dovuti allontanare fisicamente per non soccombere. Cercando di fare del nostro meglio per costruirci una vita e aiutarla a distanza.
      Nessuno ci ha capiti.
      Io sono stata per il 99% delle persone una figlia ingrata.
      Una psichiatra, ricordo, ci disse in occasione di un ricovero, che era anche colpa nostra, che dovevamo occuparci di più di lei. Ricordo che di impulso le risposi zittendola: dottoressa, lei ha una madre bipolare grave? Sa cosa significa viverci insieme?
      Al funerale di mia madre ultimo atto…amiche di lei che naturalmente al peggiorare della malattia si erano defilate, ci bloccarono all’ingresso della chiesa simulando con cattiveria che l’avevamo abbandonata.
      Insomma, noi che viviamo un’intera vita con la morte nel cuore per l’incapacità di avere un rapporto naturale , sano e sereno con chi ci ha messo al mondo, veniamo anche visti come figli ingrati…tant’ è …
      Insomma, ti capisco benissimo…non ti crucciare troppo.
      Siamo troppo spesso visti con gli occhi del giudizio. Ma cerchiamo di liberarci, di ancorarci al nostro intimo senso di giustizia, di verità, cerchiamo di sentirci puliti, perché non potevamo fare altrimenti. Per il futuro, si vedrà!
      Un abbraccio

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    2. Carissima Aroundste, ci credo che non sei riuscita ad elaborare bene la tua “difesa”. D’altronde siamo state addestrate a doverci difendere sempre e quindi ad un certo punto subentra la stanchezza. Penso che la tua libertà dovrà andare oltre a questi giudizi, a maggior ragione quando si tratta di persone che conosci da tempo e che ben sai che non possono capire la terribile dinamica che hai vissuto, non avendo subito sulla propria pelle il tipo di svalutazione/violenza psicologica materna della quale sei reduce. Nessuno dovrebbe sentirsi costretto a copiare e incollare le storie delle altri per soddisfare il loro bisogno di normalità. Ognuno di noi ha la sua vita, le sue gioie e i suoi dolori, ecco perché ci ferisce particolarmente questo tentativo di livellare tutte le madri come perfette, amorevoli e che ‘sbagliano a fin di bene’. Sappiamo che non è così e siamo liberi abbastanza da dirlo forte. Ora, ti prego, non ti tormentare per quel che pensano gli altri MAI e poi MAI. L’unica cosa veramente importante è il tuo benessere psicologico e non i pesanti giudizi altrui. Possono pensare quel che vogliono su di te e sulla tua vita, ma non erano lì con te per presenziare il tuo vissuto e vice versa. Perciò, così come tu non ti permetteresti mai di giudicare l’opportunità delle loro visite ai propri parenti e cari, non è nemmeno giusto tormentarti per ciò che potrebbero pensare nei anfratti dei loro cervelli. Libertà è anche accettare di essere per le persone ciò che vogliono pensare che siamo mentre continuiamo ad essere ciò che ben sappiamo: integre, degne d’amore, leali, giuste e quindi bellissime. Un abbraccio enorme!

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      1. Claudileia , l’ho fatto per anni di raccontare un’infanzia copiata da quella degli altri per sembrare normale , ero convinta di essere stupida e viziata e di meritarmi quindi gli abusi che subivo ; non sapevo fosse narrativa comune questa . Dopo che ti ho lasciato quel commento del 12 Maggio la mia ansia è aumentata , sono cominciati insonnia grave e attacchi di panico ripetuti : ho dovuto stare a casa da lavoro . La collega in questione mi ha chiesto via messaggio se stavo male , vista la mia assenza , e ho preferito non rispondere . Ma al suo secondo messaggio le ho raccontato il motivo della mia assenza da lavoro e cioè quello che questo breve dialogo con lei aveva scatenato in me e perche’ . Insomma , le ho detto la verità . Lei mi ha risposto ” Stai serena , svagati . Non pensare al passato , vivi il presente”. Mi sono sentita capita e amata . So che donne così sono poche e preziose , sentivo di poterle confidare sulla mia famiglia di origine , forse ne avevo semplicemente bisogno e farlo mi è servito molto . Sentivo di poterlo fare perchè lei mi ha supportata e incoraggiata quando sono approdata nel luogo di lavoro che condivido con lei e con altri 20 colleghi , quando poi ho deciso di smettere di fumare ( In quella occasione , era Settembre , mi aveva detto : ” Non potresti farmi regalo di Natale più bello di questo ” ) , quando mi sono messa a dieta , quando sono stata ricoverata d’urgenza in ospedale. Ora stiamo parlando di prezzi della frutta , di ricette , di aperture / chiusure negozi e ovviamente della sua nipotina . So che lei è una donna speciale e rara da trovare , so che ricapiterà altri avranno da ridire circa il mio rapporto con la mia famiglia di origine e so che devo imparare a non valutare me stessa attraverso il giudizio altrui , come giustamente mi consigli te . Quindi grazie ancora una volta , mi sono dilungata nella risposta ma ci tenevo a parlarti di questa collega amorevole ed empatica che sono fortunata nell’avere e capisco che devo lavorare sulla mia paura del giudizio altrui . Oggi mi sento particolarmente amata , ricambio di cuore l’enorme abbraccio ❤ .

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  4. Grazie per questa riflessione profonda. Serve sentirsi compresi, nel faticoso percorso di accettazione dei tanti abbandoni di una mamma. Un atteggiamento contro natura.

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