Perché la droga dell’ammirazione porta ogni narcisista patologico/a alla rovina?

https://www.psychologytoday.com/us/blog/evolution-the-self/201808/the-gullibility-the-narcissist-what-you-need-know
Autore: Leon F. Seltzer è psicologo clinico  e autore dell’opera Paradoxical Strategies in Psychotherapy. È dottore di ricerca in Psicologia e Inglese.
Titolo originale: The gullibility of the narcissist: what you need to know
Trad. C. Lemes Dias

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Il meccanismo di difesa auto referenziale messo in atto dai narcisisti può facilmente portarli ad abbassare la guardia.

È estremamente ironico. I narcisisti sono noti per saper manipolare spietatamente gli altri con la finalità di ottenere un vantaggio strategico, tuttavia sono eccezionalmente propensi ad essere imbrogliati proprio a causa delle potenti difese psicologiche che hanno eretto e che, se riconosciute, finiscono per essere usate con vigore contro loro stessi.

Vi ricordo un’espressione comune: Chi sale più in alto di quanto deve, cade più in basso di quanto crede.

Il DSM-5, il manuale standard per la diagnosi dei disturbi mentali ed emotivi, elenca nove criteri per determinare se un individuo è affetto da questo grave disturbo. Questo post vi dimostrerà come virtualmente tutti questi criteri suggeriscono indirettamente la curiosa suscettibilità dei narcisisti patologici allo sguardo altrui. A causa della rigidità e della ristrettezza della struttura caratteriale narcisista, il loro “falso sé” fabbricato e sovradimensionato richiede l’assistenza degli altri per rimanere ben saldo e gonfiato (anche se artificialmente).

Per quanto astuti e intriganti i narcisisti possano sembrare di essere, molto spesso hanno un’enorme quantità di punti deboli. Nel caso in cui una persona qualunque intenda attaccare la loro armatura protettiva, saranno paradossalmente le stesse difese narcisistiche a renderla vulnerabile fino al crollo. Si tratta di un’operazione che potrebbero essere in grado di rilevare soltanto quando è ormai troppo tardi.

Iniziamo esplorando la visione introduttiva del DSM sul narcisismo patologico. Tutto ciò che ne segue deriverà da questa precisa descrizione, in cui abbiamo:

“Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia.”

Leggendo tra le righe, ciò che rivela questa caratteristica è che il senso esagerato di superiorità del narcisista lo porta a dipendere dalla costante conferma degli altri per sentirsi stabile e sicuro. E questo bisogno di avere la sua presunta gloria convalidata con 5 stelle dal mondo esterno è precisamente ciò che lo porta a dipendere dagli altri, ciò che lo rende vulnerabile a coloro che, per opportunismo o con seconde intenzioni, confermano senza se e senza ma il suo “essere speciale”. Inoltre, molte volte questi secondi fini equivalgono a nient’altro che vendicarsi da lui/lei, una persona che in passato è stata in grado di sfruttare le sue vittime senza pietà lasciando una scia di potenti sentimenti di rabbia e risentimento negli altri.

Essendo state sfruttate e cosificate ​​in modo disumano, le vittime che tante volte bramano vendetta non solo si sentono usate ma anche umiliate, insultate, persino annullate, e tutto a causa dell’enorme mancanza di empatia del/la narcisista. Quindi, in termini più semplici, la panoramica concisa del DSM riguardo alle caratteristiche narcisistiche elementari suggerisce una dinamica interpersonale che spiega come le manipolazioni del narcisista possono condurre a contromisure di rappresaglia dalle sue vittime.

Prima di andare oltre, è importante spiegare questo fenomeno sulla base di ciò che la teoria psicoanalitica definisce “offerta narcisistica” – la risorsa alla quale tutti i narcisisti, soprattutto i maligni, devono fare affidamento per riempire il vuoto terrificante che risiede in profondità dentro loro.

Emotivamente disconnessi dagli altri, i narcisisti non riescono ad apprezzare veramente nessuno, indipendentemente da come le persone possano cercare di affrontare le richieste del loro Ego, decisamente insaziabile. Quindi, gli n.p. sono destinati a inseguire gli altri, ma solo nella misura in cui l’oggetto degno di questo “inseguimento” possa “rifornire” loro dell’attenzione, dell’affermazione, dell’ammirazione, della lode e del rispetto che bramano. Solo allora, dopo aver fatto suo l’oggetto ambito, un/a narcisista può tranquillamente seppellire i dubbi antichi che ha sempre avuto sul suo valore fondamentale.

Cioè, la maggior parte dei narcisisti patologici è segretamente sprovvista di autostima. Si tratta di una ferita che fonda le sue origini nell’infanzia, ma che viene mascherata – o negata – grazie alle illusioni piuttosto primitive di grandezza e al senso esagerato di superiorità e diritto. Il bisogno di essere ammirati da tutti per sostenere le deboli fondamenta del personaggio attentamente architettato che hanno creato è ciò che alla fine rende così vulnerabile alle parole e ai comportamenti degli altri la loro intera impalcatura. Se appaiono così “sensibili” e rabbiosamente reattivi a qualcosa che si assomiglia a una critica, è a causa delle loro insicurezze radicate. (Su questo guardate il mio post su Psychology Today:  “The narcissist’s dilemma: they can dish it out, but . . . ”, 2011.)

Questa particolare (e non generalmente riconosciuta) dipendenza dagli altri è una costante per loro, e non può mai essere pienamente soddisfatta. SIMILE AI VAMPIRI MITICI, LA LORO STRUTTURA EMOTIVA NECESSITA DI UNA FORNITURA REGOLARE DI SANGUE FRESCO PER MANTENERSI IN PIEDI. E PROPRIO COME QUESTI PREDATORI “MORTI VIVENTI” DIPENDONO DALLE LORO VITTIME PER IL SOSTENTAMENTO, ANCHE I NARCISISTI COLTIVANO GLI ALTRI PER SOSTENERE LA LORO PRECARIA IMMAGINE DI SÉ.

Si consideri, ad esempio, quanto spesso i narcisisti si vantano dei loro (presunti) traguardi senza precedenti e di come siano stati premiati dai loro singoli sforzi, quando in genere hanno beneficiato di ogni sorta di aiuto esterno. Questo accade perché detestano dover condividere il credito per qualsiasi cosa o ammettere la dipendenza dagli altri. Tuttavia, la loro dipendenza dall’esterno è talmente palese che potrebbe predisporli alla sconfitta finale, in particolare da individui pieni di rabbia che si sono sentiti spietatamente sfruttati.

Per dirla in modo un po’ diverso: se il principale obiettivo nella vita di un narcisista è quello di ottenere un immagine di sé molto elevata, al fine di renderla inattaccabile, sarà costretto a coinvolgere o “arruolare” altre persone al solo scopo di aiutarlo a raggiungere questo grandioso obiettivo.

Torniamo ora ai criteri del DSM sul narcisismo per ampliare ulteriormente la nostra conoscenza su come l’inevitabile dipendenza dei narcisisti dalla loro “fornitura narcisistica” renda questi individui disturbati particolarmente esposti a coloro che non possono fare a meno di risentirsi del ruolo inferiore a cui sono stati relegati.

Il primo punto di riferimento nel DSM ruota intorno al “grandioso senso di importanza personale dei narcisisti”. Sottolinea come questi individui disturbati “esagerano [si legga, ‘sono disonesti a riguardo’] i loro successi e talenti”. In sintesi, fingono di avere una gran conoscenza su argomenti che non dominano realmente. Esattamente come uno scrittore anonimo (in un modo leggermente esagerato) afferma nel suo libro:

I narcisisti sono spesso stupidi, ingenui e incredibilmente ignoranti rispetto a qualsiasi cosa venga messa al di fuori della loro ristretta cerchia di interessi. (Restano molto spesso incredibilmente ignoranti ANCHE sulle cose che riguardano la loro cerchia di interessi, dal momento che chiaramente hanno già imparato l’argomento e non hanno bisogno di studiare di più o tenere il passo con i nuovi sviluppi). Bruciano le migliori opportunità per la convinzione che non capiterà mai a loro di doversi rimboccare le maniche per andare a cercarle; fanno richieste assurde senza riflettere che non hanno alcun diritto di pretendere determinate cose e dicono bugie assolutamente convinti che le persone non verranno mai a sapere la verità. (“What to Remember When Dealing with a Narcissist,” May 31, 2016, Issendai.com)

Sono parole che suggeriscono la sfiducia che i narcisisti hanno in se stessi; l’ottimismo, che si manifesta nella loro illusoria grandiosità; la presunzione ingiustificata di diritto; e la menzogna incallita, che denota una ridotta capacità di rilevare con precisione le reazioni degli altri. Si tratta di un mix che rende loro assolutamente più suscettibili al rifiuto, al fallimento e allo sfruttamento.

Per quanto auspichino di essere visti in un modo “speciale”, i narcisisti possono essere straordinariamente ottusi per quanto riguarda la visione che hanno degli altri, proiettando spesso sul resto del mondo quei difetti che non possono permettersi di riconoscere in loro stessi: ecco la sorprendente miopia che può portare a bocciature imprevedibili e sconcertanti per loro.

A complemento del 1 ° criterio DSM sul narcisismo, il secondo rimarca ulteriormente il loro pensiero grandioso, in quanto contribuisce al loro essere “creduloni”: “[Il narcisista] è preoccupato di fantasie di successo illimitato, potere, brillantezza, bellezza o amore ideale.”

Queste magniloquenti fantasie proporzionano al narcisista la massima caduta quando l’immagine auto-gonfiata di sé si scontra con la dura realtà. L’autore, professore e narcisista auto dichiarato Sam Vaknin ha scritto un libro fondamentale sul narcisismo. Intitolato Malignant Self-Love: Narcisism Revisited (2001), questo lavoro si distingue per le sue numerose intuizioni “interne”. Forse Vaknin esagera in alcune delle sue opinioni, tuttavia descrive questo disturbo della personalità in un modo in cui la maggior parte dei lettori – soprattutto coloro che hanno avuto un’esperienza con individui narcisisti – può facilmente identificarsi.

Ecco cosa Vaknin ha da dire sulle fantasie fatte su misura dai narcisisti (eppure auto-accecanti); fantasie che li rendono suscettibili ad essere manovrati, sfruttati o palesemente derubati:

[I narcisisti] vivono in una terra di fantasia tutta loro in cui sono al centro dell’universo, ammirati, temuti, tenuti in soggezione e rispettati per la loro onnipotenza e onniscienza… I narcisisti sono inclini al pensiero magico. Si ritengono immuni alle conseguenze delle loro azioni (o inazione) e, di conseguenza, oltre la punizione e le leggi dell’Uomo. I narcisisti sono facilmente persuasi ad assumere rischi irragionevoli e aspettarsi che i miracoli accadano. Ad esempio, spesso si trovano a subire truffe sugli investimenti… Perché il narcisista crede di essere destinato alla grandezza, o almeno alla vita facile. Si sveglia ogni mattina completamente pronto per un improvviso colpo di fortuna. Questo spiega i suoi comportamenti spericolati e la sua smodata mancanza di autodisciplina. Spiega anche perché è così facilmente raggirabile.

Osservate come queste astute osservazioni si colleghino con il quinto criterio del DSM: vale a dire, “[Il narcisista ha] un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative in maniera immediata”.

Perché, come osserva Vaknin:

I narcisisti hanno il diritto al denaro, al potere e agli onori incommensurabili, al successo senza fatica. [Pensano] che il mondo debba a loro un’esistenza priva di problemi, esaltata e lussuosa. [Quindi] sono scortesi quando vengono penalizzati per la loro cattiva condotta o quando le loro fantasie rimangono tali.

Per farla breve, il senso di diritto onnicomprensivo dei narcisisti è raramente sostenuto dal resto del mondo. Quindi, la loro auto-percezione pomposamente distorta può essere distrutta a qualsiasi momento. Per quanto strenuamente cerchino di auto convincersi, NON SONO AL DI SOPRA DELLA LEGGE O DEL GIUDIZIO DELL’OPINIONE PUBBLICA.

Considerate questa famosa citazione di Abraham Lincoln:

“Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo”

Per quanto riguarda il terzo criterio del DSM

“[Il narcisista] crede di essere “speciale” e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato di ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto”, ci accorgiamo che i narcisisti non misurano gli sforzi per cadere nelle grazie di individui dotati di alcun potere, così da mantenere il valore altissimo che danno a loro stessi falsamente elevato, “ancorato” alla realtà degli altri. Tuttavia, se andiamo a guardare oltre la superficie, ciò che qui viene svelato è (come ho suggerito in un post su Psychology Today del 2013) “un grado di insicurezza nettamente superiore a qualsiasi cosa abbiano mai avuto il coraggio di confessare“. (“6 Signs of Narcissism You May Not Know About”).

Un tale deficit di autostima si collega al 4 ° criterio del DSM: il narcisista “richiede un’eccessiva ammirazione”. Ovviamente, più alta è la posizione della persona che lo “ammira”, più significativa sarà l’adulazione che il narcisista destinerà a lei. Se si tratta di un narcisista che cerca di ricevere complimenti da persone con uno status elevato, o che sembrano riflettere il successo, il potere, lo splendore o la bellezza che brama per sé, è evidente che si renderà molto più vulnerabile anche a coloro che lo ammirano a prescindere dalla posizione che occupano, di modo che potrebbe essere strumentalizzato alla grande da più gruppi.

La prima categoria, quella degli “invidiati dagli altri” – costituita da soggetti che spesso esibiscono alcuni tratti narcisistici – potrebbe “giocare” con l’orgoglio esagerato del/la narcisista patologico/a, di modo che, in modo cruciale, potrebbe impiegare le difese apprese per farsi beffa di lui/lei. Dopodiché, l’egocentrismo o la presunzione del/la narcisista possono renderlo/a cieco/a ai reali motivi per cui suscita l’interesse del gruppo o della persona che lo/a prende in giro. Di fronte a una simile cecità, lui o lei potrebbe non essere in grado di rilevare che i presunti amici lo/la stanno effettivamente usando. (Perché un/a narcisista si concentra esclusivamente su come può sfruttare gli altri, senza considerare il suo contrario).

Non scordiamoci il fatto che, incapaci di riempire il proprio vuoto interiore, i narcisisti devono continuamente trovare “fornitori” esterni per compensare il vuoto cronico. E poiché non hanno la capacità di fare un’autentica auto-validazione, sono costantemente a rischio di essere sfruttati (soprattutto da altri narcisisti, ancor più spietati, disposti a ridurli a semplici forniture!).

Tuttavia, più di ogni altra cosa, è la straordinaria mancanza di compassione del narcisista a spingere gli altri – tanto in modo autoprotettivo quanto per rappresaglia – a capitalizzare la loro stupidità. Come descritto nel settimo criterio del DSM, il narcisista “manca di empatia: è [incapace o] riluttante a riconoscersi o identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri.” Ossia, questo criterio unisce strettamente altri due già prefigurati: lo sfruttamento interpersonale del narcisista e il suo arrogante atteggiamento altezzoso.

In parole povere, i narcisisti spesso istigano le loro vittime alla vendetta.

Col passare del tempo quelli che hanno ferito, schernito, offeso, insultato, provocato o fatto arrabbiare, imparano che il modo migliore per vendicarsi della crudeltà di questi maestri manipolatori è (1) sfruttare al massimo il loro eterno bisogno di essere elogiati, glorificati o acclamati; oppure (2) spronarli a diventare così fuori controllo da spingerli a dire o fare qualcosa di rovinoso per il loro benessere. Riguardo a quest’ultima situazione, quando i narcisisti “perdono la testa” alla più infima, più auto-sabotante delle emozioni – cioè, la loro predominante rabbia – il loro giudizio diventa seriamente compromesso, rendendoli totalmente incapaci di considerare le conseguenze dei loro scopi d’ira.

Proprio perché sanno maltrattare alla grande, come dice Vaknin in modo sintetico: “i narcisisti attirano maltrattamenti”. Nell’elaborazione di questo punto rudimentale, l’autore aggiunge:

Altezzosi, sfruttatori, esigenti, insensibili e litigiosi, tendono a disobbedire e provocano rabbia e persino odio. Assolutamente privi di capacità interpersonali, privi di empatia e immersi in fantasie irreali e grandiose, invariabilmente non riescono a mitigare l’irritazione e la rivolta che inducono negli altri.

Forse l’ironia finale è che i narcisisti, individui di sangue freddo quando si tratta di sfruttare gli altri, sono governati da una (già citata) emozione dominante, che costituisce la pietra angolare delle loro varie difese: una rabbia quasi riflessiva che, alla fine, li trasforma in vittime di loro stessi anziché degli altri. Molto reattivi alla minima valutazione negativa, reale o immaginaria, possono facilmente perdere il controllo delle loro facoltà razionali. E questo è ciò che, potenzialmente, può rendere così facile stabilire una forma di controllo su di loro.

Lo scrittore anonimo già menzionato descrive questa suscettibilità:

“Se fatte schiumare di rabbia un narcisista egli vi dirà esattamente cosa sta facendo, perché, quando, come e con chi. Non c’è bisogno di invocare Batman per portare il villano del film a confessare tutto in un lungo monologo“. (da “What to Remember When Dealing With a Narcissist”).

Significa che, prima o poi, l’imbroglione potrebbe benissimo finire per essere imbrogliato.

È così che le persone ferite indelebilmente dal narcisista ottengono una forma di giustizia – o di rivalsa – che a loro non è stata concessa.

2 pensieri su “Perché la droga dell’ammirazione porta ogni narcisista patologico/a alla rovina?

  1. Molto bello e completo, e per quanto mi riguarda assolutamente calzante.
    Non un’idea di un np sempre e comunque grandioso e altezzoso, ma di una persona anche molto debole e priva di autostima, che tende ad autosabotare la propria vita, assieme purtroppo a quella di chi gli sta vicino, per incapacità di mettersi in discussione e accettare qualsiasi tipo di critica o frustrazione, anche quelle che normalmente e inevitabilmente ci regala la vita. In questo senso riporto il pensiero del mio terapeuta che dice che lei abbia alla fine voluto essere lasciata (per adesso figurativamente, come sapete, spero presto anche materialmente), perchè è nella sua natura distruggere i rapporti, specie quelli più profondi e ipoteticamente più arricchenti.
    Ma una persona altrettanto incapace di empatia e sentimenti profondi perchè sempre in difesa, immaginando di essere perseguitato dal resto del mondo.
    Io ho raggiunto questa consapevolezza passando attraverso la fase della rabbia e dell’odio nei suoi confronti per quello mi ha riservato.
    Ma passata per fortuna anche quella fase resta solo la certezza che loro non vogliono o non possono essere aiutati perchè sarebbe una loro ammissione di debolezza, che non sono in grado di fare; e in questa considerazione scompare quasi tutta la rabbia e restano consapevolezza e compassione, molta per noi e un po’ anche per loro.
    A noi non resta che allontanarci e metterci in salvo.

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  2. Eccellente sguardo sui loro punti deboli.
    Proprio a causa del suo senso di infallibilità e grandiosità scoprii quanto dovevo scoprire.
    Nessuna pietà da parte mia per chi ce la mette tutta da 13 anni a rovinare me e nostra figlia.
    E’ stato forte coi deboli. Ora è tempo di vedere le carte, legali e di tenuta psichica nostra oltre che sua, finalmente: chissà se sarà altrettanto forte con due ex deboli, nel frattempo divenute agguerrite.
    La compassione ce l’avrò, forse, quando io e mia figlia saremo salve. Intanto si va alla guerra, a volte è necessario; e anche salutare. Agire, zero chiacchiere.
    Se avete figli in comune, prima agite e meno danni ne deriveranno. Io l’ho capito tardi (e con l’aiuto di una undicenne). Che lavoro faccio oggi? La leonessa. Dentro e fuori da forze dell’ordine e tribunali, civili e penali.
    E’ un tritacarne anche il sistema giudiziario e il diritto di famiglia, in caso di genitore psicopatico, sistema che rischia di re-vittimizzare chi ha già subito abusi e danni esistenziali. Uno sporco lavoro in cui stare attenti a ogni passo, ma con questa gente se non ti sporchi sei finito.
    Grazie.

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