Perché l’aggressività passiva prospera nelle famiglie, nelle scuole, nelle relazioni e negli uffici

Fonte: https://www.psychologytoday.com/us/blog/passive-aggressive-diaries/201403/7-reasons-why-people-use-passive-aggressive-behavior
Autrice: Signe Whitson è assistente sociale, educatrice e esperta di bullismo. È autrice delle opere The 8 Keys to End Bullying Activity Program; How to Be Angry: An Assertive Anger Expression Group Guide for Kids and Teens e The Angry Smile: The Psychology of Passive Aggressive Behavior in Families, Schools, and Workplaces, 2nd ed.
Trad. C. Lemes Dias
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7 MOTIVI PER CUI LE PERSONE USANO IL COMPORTAMENTO PASSIVO-AGGRESSIVO

Perché l’aggressività passiva prospera nelle famiglie, nelle scuole, nelle relazioni e negli uffici

Frustrante. Confondente. Distruttivo dei rapporti. Potente. Il comportamento passivo-aggressivo è tutte queste cose… e altro ancora. È un modo deliberato e mascherato di esprimere sentimenti occulti di rabbia (Long, Long e Whitson, 2008) che si verificano tra uomini e donne, in tutte le culture civilizzate e a tutti i livelli socioeconomici. Perché questo comportamento disfunzionale è così diffuso? Questo articolo descrive in dettaglio sette ragioni per cui il comportamento passivo-aggressivo prospera nelle famiglie, nelle scuole, nelle relazioni e nel mondo del lavoro.

1. LA RABBIA È SOCIALMENTE INACCETTABILE

La rabbia è un’emozione umana normale e naturale. È, infatti, una delle più elementari di tutte le esperienze umane. Eppure sin dalla tenera età, molti di noi sono bombardati dal messaggio che la rabbia è cattiva. Nel corso del nostro sviluppo emotivo, quando ancora siamo molto sensibili alla pressione sociale dei nostri genitori, tutori e insegnanti, impariamo che per essere “buoni” dobbiamo nascondere l’espressione onesta e i sentimenti di rabbia.

2. L’OSTILITÀ ZUCCHEROSA È SOCIALMENTE ACCETTABILE
Quando le persone imparano che non possono esprimere rabbia apertamente, onestamente e direttamente nelle relazioni, l’emozione non svanisce. Piuttosto, molti di noi imparano a esprimerlo in modi alternativi, segreti, socialmente accettabili, spesso attraverso comportamenti passivi-aggressivi.

3. L’AGGRESSIVITÀ PASSIVA È PIÙ SEMPLICE DELL’ASSERTIVITÀ
In tempi di pensiero unico, test standardizzati e gare di eccellenza, le istruzioni sulle abilità sociali sono spesso eliminate dall’istruzione formale di un giovane. Tuttavia, diversi studi dimostrano che l’istruzione specifica in alcune abilità “soft” come l’assertività, la gestione delle emozioni e la costruzione di relazioni sono essenziali per lo sviluppo di un giovane come le abilità che costituiscono il nocciolo duro dell’istruzione, come la matematica e la lettura.
I bambini non nascono sapendo come comunicare i loro sentimenti in modi diretti, emotivamente onesti; piuttosto, l’assertività è un’abilità che deve essere insegnata ed è meglio padroneggiata attraverso la ripetizione. D’altra parte, i comportamenti passivi-aggressivi come il broncio, il ritiro emotivo e la comunicazione indiretta sono gli indicatori di un’espressione emotiva immatura e indomita.

4. L’AGGRESSIVITÀ PASSIVA È FACILMENTE RAZIONALIZZATA

Una ragazza non ha voglia di pulire la sua stanza. Quando i suoi genitori insistono, lei prima fa il broncio, dopo rimanda, e poi spinge tutta la roba sparsa a terra sotto il suo letto. Quando suo padre si irrita per il suo comportamento, la ragazza finge indignarsi: “Non so perché sei così arrabbiato con me! Avrei sistemato tutto appena finiti i compiti.” Quando la madre mostra esasperazione per il mucchio allarmante di indumenti sporchi che spuntano da sotto la sua trapunta, la ragazza fa la vittima: “Nulla di ciò che faccio è mai abbastanza buono per te, mamma. Vuoi solo che io sia perfetta!”. Con entrambi i genitori, la ragazza razionalizza la sua serie di comportamenti di sfida provocatoria, mettendosi nei panni della vittima e incolpando le richieste e gli ordini “irragionevoli” dei suoi genitori come il vero problema.

5. LA VENDETTA È DOLCE 

L’aggressività passiva comporta una varietà di comportamenti progettati per “scaricare il barile” su un’altra persona senza che l’altro riconosca la rabbia sottostante. Jason si sente oberato di lavoro e sottovalutato in ufficio. Si dà malato per due giorni consecutivi, perdendo così una scadenza chiave che sabota la produttività del suo reparto e che alla fine ha delle ripercussioni sul suo capo. Il capo, quindi, perde il favoritismo per una promozione; la missione di Jason è compiuta. Come in questo esempio, l’aggressività passiva è spesso un crimine di omissione; è ciò che Jason non ha fatto a causare indirettamente un grosso problema per il bersaglio della sua rabbia non articolata. Poiché può essere difficile “cogliere sul fatto” ed è spesso impossibile da disciplinare secondo i protocolli di Risorse Umane standard, il comportamento passivo-aggressivo spesso è ritenuto un “crimine perfetto” all’interno delle aziende.

6. IL COMPORTAMENTO PASSIVO-AGGRESSIVO È CONVENIENTE 

Non tutti quelli che usano un comportamento passivo-aggressivo sono persone passive-aggressive. Ad esempio, un marito che di solito comunica direttamente e onestamente con sua moglie potrebbe non avere la disposizione, in un particolare giorno, durante un fine settimana, di dire di “no” alla richiesta della consorte di fissare un rubinetto che perde,  di modo che  promette di farlo ma trova infinite scuse per rimandare il compito. L’uomo non è passivo-aggressivo su tutta la linea, ma in questo particolare giorno stabilisce come priorità principale il bisogno di rilassarsi e nel contempo evitare di litigare con sua moglie. Ecco perché sceglie l’aggressività passiva come un comodo comportamento alternativo.

7. L’AGGRESSIVITÀ PASSIVA PUÒ ESSERE POTENTE

Negando sentimenti di rabbia, ritirandosi dalla comunicazione diretta, assumendosi il ruolo di vittima e sabotando il successo altrui, le persone passive-aggressive portano gli altri a vivere la sensazione di essere su una montagna russa emotiva. Attraverso l’inefficienza intenzionale, la procrastinazione, l’aumento di problemi da risolvere e la vendetta nascosta, l’individuo passivo-aggressivo induce gli altri a recitare la rabbia nascosta al loro posto. Questa capacità di controllare la risposta emotiva di qualcun altro fa sentire la persona passiva-aggressiva potente. Diventano i burattinai, i maestri dell’universo di qualcun altro e i controllori dell’altrui comportamento.

A breve termine, i comportamenti aggressivi-passivi possono essere più convenienti dello scontro e generalmente richiedono meno abilità rispetto all’assertività. Permettono ad una persona di vendicarsi dietro la sicurezza di scuse plausibili e di sedersi sul divano per l’intero weekend piuttosto che completare una lista di faccende indesiderabili. Quindi, come non “amare” questo tipo di comportamento? A dire il vero, mentre momentaneamente può essere soddisfacente o brevemente conveniente, a lungo termine il comportamento passivo-aggressivo è ancora più distruttivo per le relazioni interpersonali che l’aggressività conclamata.

Nel corso del tempo, praticamente tutte le relazioni di una persona passiva-aggressiva diventano confuse, distruttive e disfunzionali.

Per ulteriori informazioni sulla comprensione e la modifica del modello autolesionista del comportamento aggressivo passivo, si prega di consultare The Angry Smile: The Psychology of Passive Aggressive Behavior in Families, Schools, and Workplaces, o visitare http://www.lci.org

 

 

4 pensieri su “Perché l’aggressività passiva prospera nelle famiglie, nelle scuole, nelle relazioni e negli uffici

  1. Buon giorno,
    è un pò che non scrivo, ma ho letto articoli e commenti. Questo articolo molto vero, la reazione passivo-aggressiva è ritenuta socialmente accettabile più di una sana incazzatura, mi solletica domande che mi frullano in testa già da un pò di tempo. Posto che con un np con cui l’ unico rapporto avuto è sentimentale si può e si deve applicare il no conctact, come si fa se con l’ NP si ha anche solo un rapporto di lavoro? Io ho una collega NP che mi grazia di periodi in cui sembra che mi ignori(ma sparla alle mie spalle) e periodi (come quello di adesso) in cui mi fa “dispetti” in continuazione, lasciando a mio carico parte del suo lavoro e magari senza neppure dirmelo e sottolineando ben bene se nel caos di dover fare il mio e parte del suo mi permetto di dimenticare anche solo una virgola. Qual’è il comportamento corretto da tenere? Ne ho provate di tutte, ma niente funziona:
    – se mi arrabbio passo dalla parte dell’ isterica(e le do soddisfazione)
    -se lascio correre, la autorizzo a ripetere aumentando la dose (tanto non reagisco)
    – se mi lamento col capo, oltre a non ottenere nulla, passo per l’ intollerante e quella che non lavora bene in gruppo
    -se mi rifiuto di cedere e di arrabbiarmi, ma mi rifiuto di fare il suo lavoro vengo ripresa perchè non aiuto una collega in difficoltà
    Oltre a cambiare lavoro, cosa che sto provando a fare da un anno e mezzo e che purtroppo non mi è riuscita ed avendo bisogno di uno stipendio, cosa posso fare nel pratico per renderla inoffensiva?Inoffensiva non solo a livello mentale, ma anche pratico.
    Grazie per qualunque consiglio vorrete darmi, non ce la faccio più!!

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  2. L’atteggiamento passivo-aggressivo è un arma potente. Io stesso mi rendo conto di utilizzarla piuttosto frequentemente.
    Secondo me però bisogna però tenere distinti gli atteggiamenti diciamo strutturali da quelli di opportunità o comunque legati ad una situazione, in cui l’atteggiamento passivo-aggressivo diventa un sistema di difesa.
    Io per indole non ho facilità ad esprimere i miei sentimenti, anche se adesso dopo un lungo lavoro terapeutico, un po’ le cose sono migliorate; e quindi non ho mai avuto facilità ad esprimere la rabbia, covandola a lungo e quindi ogni tanto assumendo atteggiamenti passivo-aggressivi. E questo è sicuramente disfunzionale in qualsiasi rapporto.
    Quando invece diventa accondiscendenza paracula, allora entriamo nella falsità e nella comodità di non affrontare apertamente le questioni.
    Tuttavia in alcuni contesti è quasi necessaria, per esempio per me in questo momento non dichiarare apertamente la mia rabbia e le mie intenzioni è questione di sopravvivenza, nel senso che non posso permettermi uno scontro aperto quotidiano fino al momento in cui potrò dichiarare apertamente la mia volontà di chiudere le relazione, ma al tempo stesso non voglio fingere che vada tutto bene. Quindi distacco apparentemente immotivato ma lanciando un segnale di rabbia.
    Poi ogni tanto non ce la faccio e stamattina per esempio alla domanda “ma ti da fastidio parlare con me?”, invece di fingere e portare a casa una giornata semi-tranquilla, ho detto apertamente sì, ormai mi da fastidio. Il risultato è stato la sua rabbia, anche quella espressa passivamente: esco di casa assieme ai miei figli e il suo saluto è stato “ciao ragazzi”; io avendo espresso direttamente la mia posizione, ho immediatamente portato a casa la sua punizione, sotto forma di silenzio; quindi porto a casa anche io la sua aggressività passiva.
    La differenza è che io adesso ci sto malissimo, lei probabilmente è solo ferocemente arrabbiata.
    Buona settimana a tutti.

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    1. Appena ricevuto sms direi ironico/aggressivo “buona giornata anche a te”. Della serie, poverina, le ho rovinato la giornata dicendole che mi infastidisce parlare con lei.
      Lei che non più di un paio di mesi fa davanti ad una psicologa si è autodichiarata cinica nei miei confronti…. Cosa si aspetta, comprensione e trattamento di favore? Probabilmente sì, lei ha contemporaneamente il diritto di dirsi cinica e il diritto di ricevere affetto e modi gentili.
      Devo rispondere? Qualsiasi cosa decida di fare sarà sbagliata. Se rispondo in tono altrettanto ironico sto al suo gioco, se non rispondo per niente sto al suo gioco passando per lo stronzo, se rispondo in maniera seria, magari spiegandole la mia posizione ottengo solo di avviare una discussione che non porta da nessuna parte nella quale riuscirebbe a manipolare la situazione.
      Sono stufo di tutte ste menate!

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