Quando narciso “perdona” le corna…

Fonte: https://www.healthyplace.com/personality-disorders/malignant-self-love/narcissists-and-women

Autore: Dr. Sam Vaknin, autore di  Malignant Self Love – Narcissism Revisited  (2015)

Trad. C. Lemes Dias

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(…)

Il narcisista è un imbroglione. Egli scambia facilmente la finzione con la realtà. Ciò che inizia come un elaborato sogno ad occhi aperti finisce nella sua mente come scenario perfettamente plausibile. Ma, allora, se i suoi sospetti di tradimento sono veri (sono destinati ad essere, altrimenti, perché è diventato geloso?), non c’è modo di perdonare la partner, ecco la sua conclusione. Se lei è infedele, come potrebbe andare avanti con il rapporto? L’infedeltà e la mancanza di esclusività violano il primo e l’ultimo comandamento del narcisismo: l’unicità della sua persona.

Il narcisista tende a considerare l’inganno di un partner in termini assoluti. L’altro uomo deve essere migliore e più speciale di lui. Poiché non è altro che un riflesso, un luccichio negli occhi degli altri, quando viene scartato dal coniuge o dalla compagna, egli si sente annullato e distrutto.

La sua compagna, in questo unico (vero o immaginario) atto di adulterio, viene percepita da lui come un essere giudicante: ha emesso un giudizio su di lui nel suo insieme – non semplicemente su questo o quell’aspetto della sua personalità e non semplicemente in relazione alla questione sessuale o compatibilità emotiva.

Questa percezione della negazione della sua unicità rende impossibile per il narcisista sopravvivere in una relazione contaminata dalla gelosia. Tuttavia, non c’è niente di più terribile per lui della fine di una relazione a causa dell’abbandono di una donna.

Molti narcisisti raggiungono un equilibrio malsano. Essendo emotivamente (e fisicamente o sessualmente) assenti, costringono la partner a trovare gratificazione fisica ed emotiva al di fuori del legame. Quando questo accade si sentono giustificati: hanno dimostrato di aver ragione sul fatto di essere sospettosi.

Un narcisista, tuttavia, potrebbe essere in grado di accettare la partner e addirittura di perdonarla. Dopotutto – sostiene la sua mente – l’infedeltà della donna è stata causata dalle sue mancanze. È pur sempre lui il burattinaio delle sue azioni, quindi prova una sorta di soddisfazione sadica per avere un tale potere su di lei.

Nel provocarla ad adottare un comportamento socialmente aberrante, vede la prova della sua maestria. Legge nella scena successiva del perdono e della riconciliazione lo stesso significato: dimostra sia la sua magnanimità che la sua dipendenza dalla donna.

Quanto più grave è la relazione extraconiugale, tanto più fornisce al narcisista i mezzi per controllare la partner infondendole sensi di colpa. La sua capacità di manipolarla aumenta il suo essere indulgente e magnanimo. Non dimenticherà mai di dirle (o, almeno, a se stesso) il quanto sia stato bravo per essersi così immolato per lei.

Eccolo – con i suoi tratti unici, superiori – eppure disposto ad accettare una partner sleale, sconsiderata, disinteressata, egocentrica, sadica (e, anzi, banale!). È vero, d’ora in poi è probabile che investirà meno nella relazione, diventerà ancor meno impegnato – probabilmente per essere pieno di rabbia e odio. Tuttavia, lei deve essere sua. Quanto più voluttuosa, tumultuosa, sciocca la relazione, tanto più si adatta all’immagine di sé del narcisista.

Dopo tutto, non sono così tortuose le relazioni di cui sono fatti i film vincitori dell’Oscar? La vita del narcisista non dovrebbe essere speciale anche in questo senso? Non sono le biografie degli grandi uomini adornate da tali abissi di emozioni?

Se si verifica un’infedeltà emotiva o sessuale (e molto spesso è così), di solito è un grido di aiuto da parte della compagna del narcisista. Un’azione disperata: significa che capisce che questa struttura della personalità rigidamente deformata è incapace di cambiare.

Di solito, la partner è di tipo dipendente o evitante ed è ugualmente intrinsecamente incapace di cambiare qualcosa nella sua vita. Queste coppie non hanno una narrativa o un programma comune e solo le loro psicopatologie sono compatibili. Si tengono l’un l’altro in ostaggio e lottano per il riscatto.

La partner dipendente può determinare per il narcisista ciò che è giusto e virtuoso e ciò che è sbagliato e malvagio, oltre a migliorare e mantenere il suo sentimento di unicità (volendolo). Lei, quindi, possiede il potere di manipolarlo. A volte lo fa perché anni di deprivazione emotiva e umiliazione da parte del narcisista l’hanno portata ad odiarlo.

Il narcisista – per sempre “razionale”, eternamente impaurito di entrare in contatto con le sue emozioni – spesso divide i suoi rapporti con gli umani in “non contrattuali” e “contrattuali”, moltiplicando il primo a scapito di quest’ultimo. Così facendo annega i problemi immediati, identificabili, emotivi (con un partner) in un fiume di irrilevanti frivolezze (il suo obbligo all’interno di numerosi altri rapporti “non contrattuali”).

Il narcisista ama credere di essere l’unico fautore della decisione sul tipo di rapporto che instaura e con chi. Non si preoccupa nemmeno di essere chiaro a riguardo. A volte le persone credono di avere una relazione “contrattuale” (vincolante e a lungo termine) con lui, ignare che la sua visione è completamente opposta. Egli non avverte minimamente il dovere di informare l’altra persona e, naturalmente, questo tipo di atteggiamento è motivo di innumerevoli delusioni e incomprensioni.

Il narcisista dice spesso di avere un vincolo con la sua fidanzata consorte. Questo vincolo contiene articoli emotivi e articoli del tipo amministrativo-economici.

Una delle clausole sostanziali di questo contratto è l’esclusività emotiva e sessuale.

Ma il narcisista ritiene che l’adempimento dei suoi contratti, specialmente con la sua compagna, sia asimmetrico. È fermamente convinto che dia e contribuisca alle sue relazioni più di quanto ne riceva. Egli ha bisogno di sentirsi privato e punito, sostenendo così il verdetto di colpevolezza reso dall’oggetto primario e più importante della sua vita (di solito, sua madre).

Il narcisista, sebbene altamente amorale (e talvolta immorale), si tiene, moralmente, in grande considerazione. Descrive i suoi vincoli come “sacri” e si sente contrario a cancellarli o violarli anche se fossero scaduti o invalidati dal comportamento altrui.

Lui, tuttavia, non è costante e prevedibile nei suoi giudizi. Quindi, una violazione del contratto da parte del partner romantico può essere ritenuta banale o nientemeno che la fine del mondo. Se un contratto viene violato da lui stesso, potrebbe invariabilmente rendere tormentata la sua mente fino al punto di sciogliere il vincolo contrattuale (la relazione), anche quando il partner giudica la violazione banale o esplicitamente lo perdona.

In altre parole, a volte il narcisista si sente obbligato a cancellare un contratto solo perché lo ha violato, pur di non essere tormentato dalla sua “coscienza” (dal suo Super-io, ovvero, dalle voci interiorizzate dei suoi genitori e da altri adulti significativi della sua infanzia).

Ma le cose, tuttavia, sono ancora molto più complesse…

Il narcisista agisce in modo asimmetrico finché si sente legato dal contratto. Tende a giudicare se stesso più severamente di quanto giudichi le altre parti del contratto. Si costringe a rispettare più strenuamente di quanto facciano i suoi partner con i termini del contratto.

Ma questo è perché HA BISOGNO DEL CONTRATTO – la relazione – più di quanto l’altra parte ne abbia bisogno.

L’annullamento o la risoluzione di un contratto rappresentano il rifiuto e l’abbandono, le cose che un narcisista teme di più. Ecco perché preferirebbe far finta che il contratto sia ancora valido che ammettere la fine di una relazione. Non rompe mai i contratti perché ha paura delle rappresaglie e delle conseguenze emotive. Attenzione: questo non deve essere confuso con la morale sviluppata. Di fronte a alternative migliori – che rispondono in modo più efficiente ai suoi bisogni – il narcisista annulla o viola i suoi contratti (vincoli) senza pensarci due volte.

Dopodiché, non tutti i contratti sono stati concepiti in modo uguale nell’orizzonte narcisistico. È pur sempre lui a conservare il potere di decidere quali contratti devono essere scrupolosamente osservati e quali ignorati in modo superficiale. Solo lui può determinare quali leggi (contratti sociali) sono da obbedire e quali sono da rompere.

Si aspetta che la società, i suoi partner, i suoi colleghi, il suo coniuge, i suoi figli, i suoi genitori, i suoi studenti, i suoi insegnanti – in breve: assolutamente tutti – rispettino la SUA legge. I criminali narcisisti del colletto bianco, per esempio, non vedono nulla di sbagliato nella loro cattiva condotta. Si considerano rispettosi della legge, timorosi di Dio, membri della comunità. I loro atti sono commessi in un’enclave mentale, una terra di nessuno psicologica in cui nessuna legge o contratto è vincolante.

Il narcisista è talvolta percepito come capriccioso, traditore, una posa dalla doppia morale. La verità è che è abbastanza prevedibile e coerente. Segue un principio fondamentale: il principio dell’offerta narcisistica.

Egli ha interiorizzato un oggetto cattivo. Si sente corrotto, meritevole di fallire, di cadere nel disonore e di essere punito. Si dimostra molto sorpreso e gratificato quando accadono cose buone nella sua vita. Fuori dal contatto con le sue stesse emozioni e con le sue capacità, tende ad esagerare o sottovalutare le cose.

Probabilmente sarà grato alla sua partner – e la rimprovererà! – per averlo scelto come suo compagno. In fondo pensa che nessun altra sarebbe stata (o sarà) così sciocca, cieca o ignorante da aver fatto questa scelta. La presunta stupidità e cecità della sua compagna o del coniuge è motivata dal fatto stesso che lei è la sua compagna o il suo coniuge. Solo una persona stupida e cieca potrebbe preferire un narcisista come lui, con le sue innumerevoli mancanze, agli altri.

Questa sensazione di “avere culo” è la vera fonte dell’asimmetria nelle relazioni che intraprende. Il partner, avendo fatto l’incredibile scelta di vivere accanto a lui (di portare questa croce) è degno di speciale considerazione per compensare le sue mancanze. Il partner eternamente disponibile del narcisista – si tratta di una rarità – garantisce un trattamento speciale e uno speciale (doppio) standard. Si tratta di un partner che può essere infedele, tirchio (emotivamente, finanziariamente), dipendente, abusivo, critico e così via – e, tuttavia, essere perdonato incondizionatamente.

Questo, senza dubbio, è il risultato diretto del senso fuorviato di autostima nel narcisismo patologico e di un senso di inferiorità prepotente.

Questa asimmetria è anche un’efficace barriera contro l’espressione della rabbia, persino quando è legittima.

Il narcisista accumula le sue lamentele ogni volta che il partner si avvantaggia dell’asimmetria del rapporto (o viene percepito così dal narcisista). Di modo che egli cerca di convincersi che un tale vantaggio del partner è il risultato atteso dall’attrito quotidiano della convivenza, specialmente quando questo partner ha una personalità radicalmente diversa dalla sua.

Parte della rabbia è espressa in modo passivo-aggressivo. La frequenza delle relazioni sessuali è ridotta. Meno sesso, meno parole, meno carezze. A volte l’aggressione repressa esplode in modo eclatante sotto forma di attacchi di rabbia. Queste sono solitamente seguite da reazioni di panico volte a ristabilire l’equilibrio e rassicurare il narcisista che non sta per essere abbandonato.

A seguito di tali attacchi rabbiosi egli regredisce alla passività, alla tenerezza appiccicosa, ai gesti appaganti o al comportamento infantile, sdolcinato e tenero, senza aspettarsi o accettare lo stesso comportamento dalla partner. A lei viene “permesso” di essere irascibile per il contenuto del suo cuore e non deve nemmeno chiedergli scusa.

Un altro ostacolo sulla via del narcisista per stabilire rapporti duraturi (e sani) è la sua eccessiva razionalità e, soprattutto, la sua tendenza a generalizzare sulla base di prove tenui e fragili (iperinduttività).

Il narcisista considera l’abbandono o il rifiuto da parte dei suoi partner emotivo-sessuali un verdetto finale riguardante la sua stessa capacità di avere tali relazioni in futuro. A causa dei meccanismi di auto-denigrazione che ho descritto, può idealizzare la sua compagna e credere che lei sia l’unica predisposta ed “equipaggiata” ad affrontarlo.

Egli “ricorda” il modo in cui la partner si è sacrificata sull’altare della relazione. Più si convince che lei abbia investito straordinariamente nella relazione, più è sicuro che è stata equipaggiata in modo univoco per riuscire a sopportalo e così… diventa ancora più spaventato.

Perché la paura?

Perché se una partner piena di qualità come lei e desiderosa di lui come lei non è riuscita a sostenere la relazione sicuramente nessun altra donna avrà alcuna probabilità di successo. Egli crede di essere condannato a un’esistenza di solitudine e miseria senza questa specifica donna. Si convince di non avere alcuna possibilità di avere una relazione solida e sana con un’altra partner.

Il narcisista farebbe qualsiasi cosa per evitare questa conclusione. Ecco perché prega alla partner di tornare e ristabilire la relazione a prescindere di cosa sia accaduto. Quando la donna fa marcia indietro gli dà la conferma di essere degno, la sua alternativa preferita, qualcuno con cui è possibile mantenere una relazione.

La partner, in altre parole, è l’equivalente dalle indagini di mercato per un narcisista: il fatto che sia stato scelto da lei equivale a ricevere un premio di qualità.

Questa coppia composta da un “ispettore di qualità” e un “prodotto scelto” è solo una delle coppie con dei ruoli ben definiti adottate dal narcisista e dalla sua partner. Altre includono: “il malato” e “il sano”, “il dottore/psicologo” e “il paziente”, “la ragazza povera, disagiata” e “il cavaliere bianco in armatura scintillante”. Sono diadi.

Entrambi i ruoli – il narcisista e l’altro volontariamente (o controvoglia) adottati dal partner – sono aspetti della personalità narcisista. Attraverso i complessi processi di identificazione proiettiva e altri meccanismi di difesa proiettiva, il narcisista promuove il dialogo tra le parti del sé, usando il suo partner come specchio e canale di comunicazione.

Così, favorendo tali dialoghi, le sue relazioni hanno per certi versi un valore altamente terapeutico per lui. D’altra parte soffrono di tutti i problemi di un regime di psicoterapia: transfert, controtransfert e simili. (…)

41 pensieri su “Quando narciso “perdona” le corna…

  1. Cara Claudileia, questo è esattamente l’articolo che aspettavo da tempo. Spiega molto bene il significato che ha una relazione primaria e perché siano così restii a chiudere un legame ufficiale, al punto di sopportare persino il tradimento di una partner. Perdonare non credo…il perdono presuppone una dimensione emotiva e spirituale di cui il/la narcisista sono del tutto privi.
    Ovviamente se “perdonano” è solo perché la partner gli serve per la facciata e non certo per altri motivi per tantomeno l’attaccamento o l’amore.
    Poiché costoro sono completamente convinti di non ricevere mai abbastanza, si sentono completamente autorizzati a tradire.
    Le partner secondarie servono a confermare il loro “valore” e posso dire che per loro è importante non essere mai lasciati anche da loro….casomai saranno loro a lasciare (o meglio, a mettere da parte) una partner quando ne trovano una che corrisponde meglio ai loro bisogni.
    Questo è il modo con cui cosificano le persone.
    La loro gelosia è equiparabile a quella del bambino a cui viene tolto un giocattoli che magari fino al momento prima ignoravano. Una gelosia egoistica e priva di sentimenti.
    Grazie per questo approfondimento, ora molte cose mi sono ancora più chiare. Un abbraccio e buona settimana a tutti 🌸

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    1. Carissima Spirito Libero, infatti la motivazione è il salvataggio della facciata. E la ‘gelosia’ è in realtà il timore di perdere il controllo della schiava o dello schiavo psichico. Una cosa è certa: il partner ribelle verrà rinfacciato a vita e tutte le ulteriori mosse terrificanti del narcisista troveranno nel suo magari unico passo falso la loro agghiacciante ‘giustificazione’. La soglia di crudeltà verrà aumentata ma per loro è ‘logico’ che il partner resti per spiare le sue ‘colpe’ fino a quando non saranno sazi di torturarlo. Abbracci a te, cara!

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      1. Cara claudileia
        Grazie di cuore per quello che fai.
        Sono in uscita da un abuso narcisista perpetrato da un soggetto disturbato che mi ha privato di energie e entusiasmo e sfinito con conversazioni circolari che non portano a nulla.
        Ora mi perseguita perché sto scappando dopo aver scoperto che il rapporto con quella che definiva sua ex non lo ha mai chiuso. È da quando lo conosco , circa 2 anni fa, che dice che il rapporto è finito…una volta la chiamò davanti a me per dirle che stava con me, che aveva altra storia, e per dimostrarmi che faceva sul serio…e lei con calma disse in viva voce..bene potevi dirmelo prima…poi però lui venne raccolto a casa sua come se niente fosse… lui l ha sempre descritta come passiva, con sospetti che fosse lesbica, dicendo che il loro rapporto si era deteriorato dopo che si erano traditi a vicenda…e che lei sapeva di me e trovasse normale che lui andasse a cercare sesso fuori visto che lei non era disposta!Che SQUALLORE…io nel corso del tempo mi sono sempre opposta e allontanata ciclicamente ma lui è stato così tenace e costante usando ogni attenuante dovuta a motivazioni strappalacrime per convincermi a tornare sui miei passi – Tipo devi capire dopo un rapporto cosi lungo non é facile buttate all aria 9 anni, suo padre in stadio terminale con amicizia tra le famiglie etc….
        Ha alzato l asticella portandomi tra suoi amici finalmente e negli ambienti dove andava con lei e video chiamandomi per mesi per dimostrare che oramai dormiva nella sua nuova casa. Mentre ci stavo iniziando a credere un amico comune mi ha fatto capire che ancora conviveva..ho indagato e ho scoperto che la sera dopo la sua Tel rassicurante andava a dormire a casa di lei…motivi?aveva paura di dormire nella casa ove il padre era morto da solo, opportunismo per che aveva ancora macchina aziendale li in attesa di trasferimento, poi ovviamente era anche colpa mia per che non ero andata a dormire da lui convincendo i a trasferirmi…mi fa schifo tutta questa misero umana…
        Non capisco che tipo di rapporto malato abbiano questi due…lei che continua ad accoglierlo indifferente a tutto, che , come ho scoperto ora indagando, continua a accompagnarlo quando lui deve fare uno spettacolo di tango o mettere musica per poi tornarsene a casa buona buona mentre lui veniva a incontrare me ignara di tutto…Che lo aspettavo in milonga credendo di essere l unica sua donna in mezzo alle stesse persone che magari prima lo avevano visto insieme a lei. In un momento di rabbia ho scritto a lei per dissociarmi da questo triangolo squallido e chiedendo se fosse sua complice o ignara come me…Non ha mai risposto. E la cosa più abominevole è insistenza di lui che si dispera di avermi perso e continua a professare sentimenti per me, proposte di convivenza, giustificazioni anche maschiliste allucinanti pet averci anche fatto sesso von lei, del tipo per l uomo é diverso, ma pensavo a te in quel momento…è arrivato finanche a telefonare a mia madre per chiedere scusa di come mi avesse mancato di rispetto…ricominciando a proporre ricominciamo da zero, oramai mi sono trasferito davvero….Un film dove lui é unico attore protagonista e dove lui si sente in diritto di importi tempi e ti toglie pure il diritto di soffrire visto che….come dice…in replica al mio dolore di aver sprecato tempo…Non é tutto sprecato! Non vedi che sono ancora qui e non so stare senza te?
        Voglio scappare il più possibile lontano da questo disturbato…e mettere fine a questo pensieri ossessivi verso lui è questa altra ex non ex con cui non capisco che tipo di orrida relazione abbia…e chi sia la vittima e chiil carnefice. Anche lui aveva una madre fagocitare che gli diceva qui delle sue compagne potessero o non potessero andare bene…. io sono DISGUSTATA da tanta miseria umana…grazie per i tuoi articoli Claudileia e amici del blog
        Siete il mio farò e la mia ancora di salvezza

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  2. Ciao Claudieia, anche io come spirito libero aspettavo la trattazione di questo argomento ma per motivi diversi e che potrebbero cambiare totalmente la visione di me stesso in questo mio percorso.
    Quando scoprii il tradimento della mia ex, la terza volta che mi lasciò, rimasi totalmente inorridito. Ansie, attacchi di panico, paura a stare fuori etc etc.
    Ogni volta che mi ha lasciato, tra l’altro, non ho mai pregato lei per un suo ritorno.
    Dopo che tornó, 7 mesi dopo il tradimento, però, la mia preoccupazione maggiore fu quella di farle sapere come ci si sentiva ad essere trattati in quella maniera, affermandole più di una volta di essermi sentito come un uomo “con le p**le tagliate in due”, non risparmiandomi battutine velenose sulla precedente relazione avuta da lei con quello con cui mi ha tradito.
    Ho sempre considerato la fedeltà uno dei principi cardine di una relazione amorosa e, con lei, sono sempre stato sospettoso ed anche geloso, proprio perché ho avvertito da sempre questa sensazione di precarietà.
    L’ultima volta che mi lasciò, durante un mio periodo di difficoltà a livello lavorativo mi disse, tra le tante cose, che la sua felicità non poteva dipendere dalla mia e che non è mai stata convinta del nostro rapporto, andando via non soffrendo minimamente per la sua scelta.
    Ora, volendomi conoscere ancora di più, ti chiedo: qual’è la differenza tra un perdono di un adulterio da parte di un narcisista e quello di una vittima/codipendente?
    Non risparmiarti in critiche, se esistono: era la richiesta che facevo alla mia psicologa, dettata dal fatto che qualora fossi risultato un narcisista, avrei voluto intraprendere un percorso mirato a non trattare male le persone che entravano in contatto con me… Grazie!

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    1. Ciao Alfredo, la tua è una domanda interessante. Il narcisista tradisce non perché gli manchi qualcosa da parte di un/una partner ma perché ha un bisogno continuo di conferme e approvazione per la sua identità. Anche qualora non lo facesse materialmente deve comunque avere una schiera di ammiratrici e potenziali flirt.
      La vittima invece può arrivare al punto di tradire un partner narcisista perché il più delle volte è sfinita dal fatto di dare moltissimo ricevendo ben poco in cambio. Passata la fase dell’idealizzazione infatti il/la narcisista iniziano a togliere gradualmente quello che davano all’inizio.
      Io ho perdonato molti tradimenti del mio primo np perché ero convinta di non essere abbastanza per lui, addirittura dentro di me ero arrivata persino a giustificarlo…cioè il colmo dei colmi. Ma loro riescono anche a farti credere che se ti tradiscono la colpa è tua, che non sei stata abbastanza brava/figa/capace da riuscire a tenerli accanto.
      Questa cosa mi ha veramente mortificata, ancora oggi ci sto lavorando per superarla. Un saluto

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      1. Ciao Spirito Libero… In effetti, le mie battute velenose erano anche contornate dall’idea che se un tradimento c’è stato la “colpa” fosse di un malfunzionamento nella coppia e che quindi, parte della responsabilità fosse anche mia. Non ero abbastanza e quindi mi sarei dovuto impegnare nel rapporto (grossa sciocchezza, come affermi anche tu).
        Tutto questo è stato anche affermato da lei nello stesso momento in cui si era seccata delle mie “lamentele” dopo essere tornata.
        Ciò che non torna ai miei occhi è la parte dell’articolo relativa al “contratto” : per come sono fatto, cerco, nei limiti del possibile, di trattare gli altri come vorrei essere trattato io.. E in una relazione amorosa non tradisco (mai fatto anche quando ne avrei avuto la possibilità) proprio per evitare che gli altri possano farlo con me. Vedila come una sorta di “legge” (facendo riferimento ai termini dell’articolo)… E mi creo il dubbio sulla mia personalità proprio perché non riesco a concepire di avere “perdonato” un tradimento e, per questo, avere trattato male e soffocato una persona… Credo di essere stato chiaro…

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      2. Credo che saper perdonare o meno un tradimento dipenda da molti fattori….io a volte ho perdonato e a volte no….ad alcuni ho dato più di una possibilità e ad altri nessuna…credo dipenda da quanto ci teniamo alla persona ma anche purtroppo, nel caso di un partner narcisista, da quanto dipendiamo di loro, per cui il nostro eventuale perdono é più legato alla paura di perdere l’altro…almeno io credo sia così…

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      3. Caro Alfredo, la mentalità del ‘contratto’ riguarda il narcisista. Infatti Vaknin sottolinea che si tratta di una forma mentis che non ha niente a che vedere con la moralità (lealtà). Tu sei una persona leale, quindi nella tua mente è inconcepibile tradire. Per un narcisista, tuttavia, la lealtà non esiste. Ciò che esiste è un contratto, un vincolo creatosi tra lui e la persona prescelta, in cui lui o lei può tradire e l’altro no. In che modo un narcisista rispetta questo suo particolare contratto? Non rompendo MAI il vincolo con l’altro per evitare di posare da ‘sconfitto’ e di ammettere che il suo rivale potrebbe essere infinitamente migliore. Per questo quando scopre un tradimento messo in atto dalla persona che lo ha sempre accudito e tollerato tutti i suoi misfatti, tende a sopportare il dolore delle corna. Non senza conseguenze per il partner ribelle: verrà sicuramente denigrato in modo subdolo ad amici, parenti e figli e i suoi sensi di colpa diventeranno incommensurabili nei confronti del/la narcisista. Il gaslighting al quale sottopongono il partner ribelle tornato all’ovile è quotidiano: ogni silenzio verrà attribuito al tradimento, ogni desiderio di evasione, ogni ulteriore mancanza di rispetto, ogni trasgressione del narcisista verrà platealmente giustificata con la ‘sofferenza’ per le corna apprese dal partner ‘insospettabile nel quale depositava tutta la sua FIDUCIA’, e bla bla bla. Insomma, penso che l’esasperazione del partner diventi ancora maggiore con il ricatto del narcisista di usare l’unica arma che ha a qualsiasi momento.

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      4. Alfredo se non ho capito male dalla tua ultima frase deduco che tu ti poni il dubbio circa la tua personalità perché se hai perdonato un tradimento è perché pensi di aver commesso degli errori quindi aver trattato male chi ti era accanto e ti ha tradito. Se ho capito bene questo tuo dubbio dimostra quanto tu non solo sia una persona sana e capace di un onesto esame di coscienza ma anche di una persona capace di una maturità e profondità emotiva che è impossibile per una persona disturbata come un narcisista concentrato essenzialmente su di sé, incapace di cogliere e riconoscere i bisogni altrui, di una introspezione e soprattutto che non si prende mai la responsabilità di ciò che accade perché non ritiene di sbagliare mai in prima persona.
        Per carità io non sono nessuno per dare giudizi, né in negativo né in positivo come nel tuo caso, ma chiunque qui ha avuto a che fare con una personalità disturbata avrebbe pagato oro per avere un confronto sano e costruttivo come quello che tu proponi
        Un abbraccio

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    2. Caro Alfredo, il codipendente perdona con la speranza che il soggetto n.p. “abbia imparato” che senza di lui non può vivere. Si tratta di una manipolazione anche questa, perché anch’egli vuole dimostrarsi buono, bravo, magnanimo: “Ti perdono affinché tu resti con me e mi dia l’adrenalina necessaria”, “Hai visto come ti riprendo comunque, chi altro lo farebbe?” “Ci apparteniamo, quindi anche quando mi tradisci sai che sono pur sempre il/la migliore…”. L’indole del codipendente è assai diversa: romantica, speranzosa, convinta che “prima o poi” tutto si sistemerà perché ‘l’amore vince sempre’. Il narcisista, invece, NON PERDONA alcunché. Si tratta di una finzione del perdono assolutamente strategica al mantenimento di un determinato vantaggio o addirittura della struttura stessa della sua personalità. Questo non ha niente a che vedere con qualsiasi ipotetico sentimento provato dal narcisista per il partner fedifrago. Ti faccio alcuni esempi: a) il/la narcisista ‘perdona’ il partner che lo mantiene economicamente; b) “perdona” quando rischia che il partner fedifrago racconti a mezzo mondo tutto ciò che ha passato; c) “perdona” quando gli stessi figli prendono una netta posizione nei confronti del fedifrago e lo appoggiano; d) “perdona” quando ha molto da perdere in termini di immagine nei confronti della comunità che frequenta (chiesa, oratorio, circoli di amici in i divorziati vengono descritti come ‘falliti’, ecc.; e) “perdona” quando ha una certa età e sa che il nutrimento narcisistico “fresco” non è disposto a sobbarcarsi la sua follia; f) “perdona” quando teme che il fedifrago si faccia una vita molto più soddisfacente con un’altro, quindi per rivalità nei confronti di un’altro e per tenere bloccata la sua ‘cosa’. Quindi, come vedi, il ‘perdono’ è assolutamente falso.

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      1. Cara Claudileia,
        intanto grazie per questo meraviglioso articolo che ho già letto almeno 3 volte…
        Concordo quando dici che il np NON PERDONA o almeno non nel modo che intendiamo noi. Tuttavia non interrompe la relazione per i motivi utilitaristici che hai elencato ai quali mi permetto di aggiungere quello di PUNIRE la compagna che ha osato fargli un torto simile: rimane per fargliela pagare e distruggerla fisicamente e psicologicamente.
        Se però è deprecabile un tale comportamento quando il tradimento è avvenuto come si classifica se il tradimento NON E’ MAI AVVENUTO??? Perché quella sono io! Non l’ho mai tradito ma di questo a un certo punto della relazione sono stata accusata e sono passata dall’essere una persona per bene e rispettabile ad essere una disonesta, indegna, sporca traditrice (sue testuali parole). MA CON CHI??? MA QUANDO??? MA DOVE??? Non è mai successo nulla eppure nella sua testa era tutto VERO e solo perché ridevo o scherzavo con colleghi/clienti dello studio, se mi prendevo la libertà di prendere un caffè o andare a pranzo con loro, se richiedevo spazi miei, se avevo un hobby. Nulla ho potuto contro questa cosa, non si può combattere contro i fantasmi. Ma ho fatto di tutto per dimostrare la mia buona fede e onestà ma nulla ho potuto contro i demoni della sua mente.
        La cosa assurda è che proprio io avevo scoperto dei messaggi che lui ha scambiato con una mia conoscente la quale, ignara della nostra relazione ancora all’inizio, chiedeva a me informazioni su di lui essendo interessata e visto che tra di loro si era creata una “certa confidenza”. Affrontai ovviamente la situazione che lui relegò in “semplici messaggi di pura educazione” e col tempo mi convinse.
        Lui si è sempre proclamato un fautore dell’etica e della morale. Io sono sempre stata una persona cordiale e chiacchierona ma col tempo mi sono chiusa e incupita proprio per evitare qualsiasi pretesto anche minimo da cui nascevano aggressioni tremende nei miei confronti.
        Un np sente di poter fare ciò che vuole ma tu DEVI rimanere immobile, lì pronta a capire, tollerare e superare.
        Ciò che è nella loro testa AUTOMATICAMENTE è vero nella realtà e questo è terribile perché non c’è nulla che si possa fare per scalfire quella convinzione. E se è vero per loro si sentono legittimati alle cose peggiori. Lui mi considerava una persona indegna ma non mi lasciava andare: rimaneva per punirmi ogni giorno, per denigrarmi come essere umano e come donna, per disprezzarmi, per urlarmi il suo disprezzo e la sua rabbia. Io che disperatamente mi affannavo per cercare di recuperare la relazione e lui che colpiva sempre più duro. Per scoprire poi che in quei mesi si stava organizzando con un’altra persona per la quale sono stata scartata…
        Ci sono però alcuni passi dell’articolo che fatico a comprendere e che mi piacerebbe che tu Claudileia o qualcuno di voi mi aiutasse a capire ossia:
        – “ha bisogno di sentirsi privato e punito, sostenendo così il verdetto di colpevolezza reso dall’oggetto primario e più importante della sua vita (di solito, sua madre)”;
        – a volte il narcisista si sente obbligato a cancellare un contratto solo perché lo ha violato, pur di non essere tormentato dalla sua “coscienza” (dal suo Super-io, ovvero, dalle voci interiorizzate dei suoi genitori e da altri adulti significativi della sua infanzia);
        – ha veramente così paura? ha realmente una visione di sé così inadeguata e manchevole?
        Mi scuso fin d’ora per la lungaggine anche se ne avrei da chiedere…
        Buona serata e grazie

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      2. Carissima Mirò, prima di rispondere alle tue domande finali sull’articolo voglio soffermarmi su questa frase: “ho fatto di tutto per dimostrare la mia buona fede e onestà ma nulla ho potuto contro i demoni della sua mente.” perché il gioco del narcisista è proprio questo. Quando non ha niente contro di te e vuole assolutamente andare verso altre situazioni o semplicemente mettere un po’ di pepe nel rapporto va giù pesante attaccando la tua dignità. E’ una formula terrificante. Proiettano su di te tutto ciò che fanno. Siccome quando prendono un caffè con una donna devono flirtare con lei a prescindere della disponibilità della controparte di andarci a letto oppure no, credono che tu agisca esattamente come loro e che tutti i tuoi colleghi o conoscenti maschi siano stati in passato o saranno in futuro i tuoi ipotetici amanti. Pensano che tu stia ‘seminando’ per raccogliere qualcosa, come fanno SEMPRE. Ci sono passata anch’io. Sono arrivata al punto di richiamare una conoscente a lavoro solo perché dopo aver ricevuto una chiamata sua “il bello” diceva che si trattava di un uomo per colpa della sua voce grave. E’ questa è stata soltanto la punta dell’iceberg di una serie di accuse in cui venivo paragonata a mia madre, la persona che più al mondo mi aveva fatta soffrire, portatrice di una serie di faglie caratteriali che ingenuamente avevo raccontato al mostro nei tempi d’oro. Hai perfettamente ragione: nulla possiamo contro i loro fantasmi, eccetto fare una cosa: FUGGIRE A GAMBE LEVATE. Anch’io mi sono ritrovata nella situazione, grazie a Dio nel mio “trapassato terremoto” di dover eliminare completamente ogni contatto con l’altro sesso per paura di risultare indegna agli occhi della persona alla quale avevo delegato la mia intera autostima. Più cerchiamo di sembrare degne ai loro occhi più ci calpestano. Sono i nostri tentativi di risultare pulite e oneste ad aumentare la loro soglia di crudeltà perché ci vedono come l’agnello sacrificale. Se c’è una cosa che odiano in te è la tua lealtà. La odiano perché non sono capaci di essere come te e quindi devono trovare qualcosa in te che non va. La lealtà è una qualità troppo alta, inaccessibile per loro. E se loro non possono accedere a qualcosa, allora non puoi farlo nemmeno tu. Veniamo alle domande sull’articolo di Vaknin: 1. “ha bisogno di sentirsi privato e punito, sostenendo così il verdetto di colpevolezza reso dall’oggetto primario e più importante della sua vita (di solito, sua madre)”: cosa vuol dire? Chi ha mai punito severamente un n.p. per i suoi misfatti? Non le “donne della sua vita” successive alla madre, ma la madre stessa. Le donne del narcisista spesso fanno dei discorsi del tipo: “Per amore del cielo, CAMBIA, AMAMI, CRESCI”. Secondo Vaknin il narcisista è stato reso non degno, abbandonato e ferito dai suoi oggetti primari che lo punivano ogniqualvolta non avevano i loro bisogni soddisfatti dal bambino che avevano messo al mondo. Chi ha il potere di dichiararci degni di essere amati per ciò che siamo? I nostri genitori. Quando non lo fanno emettono una sentenza: tu non vali niente… a meno che non soddisfi I MIEI bisogni, I MIEI requisiti. Il narcisista è quindi FEDELE ALL’EDUCAZIONE che gli è stata impartita. Lui si sente colpevole sempre che devia da questo orrendo sentiero. Per questo nessun’altra persona al mondo può salvarlo dai suoi demoni. 2. “a volte il narcisista si sente obbligato a cancellare un contratto solo perché lo ha violato, pur di non essere tormentato dalla sua “coscienza” (dal suo Super-io, ovvero, dalle voci interiorizzate dei suoi genitori e da altri adulti significativi della sua infanzia)”: supponiamo che un narcisista decida di ‘mettere la testa a posto’ e di far casetta con una donna che lo ami e lo faccia sentirsi al sicuro… dopo un po’, però, cosa succede? Essendo un narcisista, cosa subentra? LA NOIA. Comincia quindi a sabotare la relazione, a trovare mille difetti nel partner, a entrare in competizione con i suoi bambini e a detestarli, a prendere decisioni scellerate dal punto di vista finanziario, a tradire, ecc. Bene, lui ROMPE MENTALMENTE il contratto con il partner perché i suoi oggetti primari non lo vedevano degni di tutta questa gioia e realizzazione. Non avendo mai ricevuto una briciola di fiducia durante l’infanzia, egli perpetra la vocina interiorizzata che gli dice qualcosa come: “Tu sei una farsa, tu hai bisogno di altro per sentirti vivo, tu sei un mascalzone, sei una truffa, sei uno imbroglione, tutto questo non ti appartiene, gli altri sono molto migliori di te, sei un cattivo bambino e così resterai PER SEMPRE perché te lo sto dicendo io, tua madre (o padre).”. Il vantaggio di portare avanti queste ‘voci’ è quello di sentirsi eternamente un bambino. Tu li vedi ‘pimpanti’ perché mentalmente non sono esseri evoluti. Cara Mirò, stiamo parlando di INCONSCIO. Per loro è così che funziona. Ecco perché il narcisismo patologico è un DISTURBO. La tua ultima domanda la rispondo con un convintissimo: SI. Un abbraccio enorme a te.

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      3. Grazie carissima Claudileia, grazie di cuore per questa risposta così chiara e precisa che sono certa mi aiuterà capire quei meccanismi perversi sui quali mi sono persa tante volte col ragionamento.
        Ti abbraccio forte ❤️

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      4. Sai Claudileia mi ha accusata di tutto ciò che nel frattempo stava facendo lui e quando tra me e me mi veniva il dubbio che avesse un’altra mi dicevo “impossibile che stia con un’altra mentre sono mesi che mi accusa e si dichiara disperato!” Puoi immaginare lo shock nel verificare che invece era proprio così…
        Sai avrei molto da dire circa la madre della persona che ho frequentato io…manipolatrice e falsa fino al midollo ma l’idolo di quella famiglia. Tutto ruota intorno a lei, nessuno osa contraddire ciò che lei desidera pena la punizione con urla o silenzi terrificanti che durano giorni interi. Fin da piccolo lei ha deciso della sua vita e credo lo faccia tutt’ora, vive a molti km da qui ma è PRESENTE in ogni cosa della sua vita. Lei interviene e soprattutto decide su tutto. Ma la cosa terribile e che tutti sono convinti sia una donna generosa che fa tutto per il bene della famiglia…
        Lei probabilmente è stata quel tipo di genitore descritto nell’articolo così che, se non ho inteso male, lui avrebbe interiorizzato il modello per cui “o soddisfi TUTTI i miei bisogni o non vali NIENTE” che poi è esattamente ciò che lei fa con lui.
        Non c’è mai spazio per l’autocritica o per una presa di coscienza seria e consapevole così che ogni volta che qualcosa non va, che il torto sia reale o percepito, l’unica via che vede è la distruzione dell’altro per aver osato scalfire quell’immagine di grandiosità che si aspettano di vedere riflessa attraverso gli altri.
        È questo che avviene, sebbene inconsciamente?
        Un abbraccio

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      5. È vero…io non ho avuto granché a che fare con questa donna ma percepivo il suo fastidio nei miei confronti perché da un lato non la veneravo e dall’altro cercavo di allontanare il figlio da certe dinamiche che consideravo assurde per non parlare delle sue continue ingerenze nella vita quotidiana, dal lavoro alla salute, dallo svago all’arredamento della casa. Lei voleva un’altra persona da gestire così come gestisce tutti. Il problema è che lui è la versione maschile di questa donna e non sarebbe mai andato contro di lei. Non potevo capire quanta cattiveria nei miei confronti che lo amavo realmente, in modo sincero e autentico, senza un tornaconto personale e essere uno zerbino nei suoi confronti con la quale discuteva ogni giorno ma guai a dire qualcosa contro.
        Oggi sicuramente saranno tutti più tranquilli e felici senza di me

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      6. Cara Mirò,
        di sicuro sono “tutti più tranquilli e felici senza di te” hanno rinunciato a vivere secondo il cuore e anche il cervello, come potrebbero anche solo rendersi conto del nulla in cui stanno sguazzando tutti? Questa tranquillità e felicità gliela lascio volentieri.
        Un abbraccio.

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      7. Cara Babi, finché ne avevo notizia ho visto una persona molto attiva, piena di energia, ha cambiato lavoro, viaggi, divertimento etc…poi poco alla volta ho cercato di saperne sempre meno perché mi faceva male vedere tanta gioia mentre io arrancavo anche solo per alzarmi e andare a lavorare, piangevo e mi ammazzavo di domande.
        Mi sono sentita dire spesso che il problema ero io e che con un’altra persona le cose sarebbero state diverse ed era ciò che vedevo quindi forse aveva ragione lui…tu dici che ha rinunciato a vivere senza il cuore e senza il cervello, io vedo che vive benissimo mentre per me la strada è ancora lunga…
        Un abbraccio

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      8. Cara Mirò,
        ricorda che gli np tengono moltissimo alla facciata, quello che si vede dall’esterno è senza dubbio scintillante, bella casa, buon lavoro, svaghi e via dicendo ma lo strazio, la sofferenza che c’è dietro tu l’hai vissuto di persona: è una vita non dico felice, ma solo degna dover negare qualunque traccia della tua personalità, sacrificandola ad un altro?
        Oppure guardando dal suo punto di vista essere così insicuro e di conseguenza geloso alla paranoia? Oltre tutta l’energia sbandierata e i viaggi e i divertimenti secondo te uno così può essere felice?
        Hai avuto un osservatorio privilegiato hai guardato in presa diretta le sue fragilità davvero sei convinta che viva meglio di te?
        Nella mia esperienza ho conosciuto un uomo, triste nel profondo, rancoroso ed eternamente sconfitto e insoddisfatto, bisognoso di conferme continue, cronicamente in lotta con l’universo, incapace di gioire davvero.
        Credi (come tutti) che con le altre sia diverso, ma sappiamo bene che lo schema in cui sanno vivere è sempre lo stesso, potrebbe non trattarsi della gelosia ma c’è sicuramente un modo in cui torturerà la sua partner, le storie che leggiamo sono tante, troppe di donne abusate per decenni. Davvero vuoi candidarti a quella fine? Come ti sentivi quando ti faceva le sue scenate? Uno zero? Se anche tu avessi rinunciato al tuo cuore al tuo cervello avresti potuto consentire l’abuso per anni, saresti stata felice? Credi che avrebbe mai smesso? A parte quello che leggi su forum, blog etc guardati intorno nella vita di tutti i giorni, io vedo tante donne che incassano comportamenti assurdi in nome di “tenersi” un partner, difendere i figli o la loro stessa vita.
        Per fortuna non dobbiamo più dipendere da un uomo per sopravvivere, per fortuna riusciamo a stare in piedi da sole. Nessuno ha mai detto che questa fortuna questa indipendenza economica ed emotiva sia gratuita.
        Non conosco i dettagli della tua storia, se non quello che hai condiviso qui, e il dubbio che siamo noi quelle “sbagliate” c’è sempre credo per tutti. Ma è solo la distanza che ti fa sembrare oro quello che è solo uno strato di vernice.
        Bacio.

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      9. Hai ragione Babi ed è vera la tua frase conclusiva. Sono io che in certi giorni mi perdo e faccio dei passi indietro, mescolando ancora fatti e pensieri con dubbi e timori, è quella parte di me bambina che ha la meglio sulla parte di me adulta. Grazie perché col tuo intervento mi hai imposto una riflessione ed è quello che serve nel nostro cammino di guarigione: qualcuno che da fuori ci rimetta un po’ sul binario. E in questo ognuno di voi è per me un grande aiuto quindi grazie mille
        Un abbraccio

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  3. ciao. A questo proposito vi voglio raccontare la mia esperienza, con T. quella che ho messo in no-contact da ormai due giorni….
    L’anno scorso, dopo circa otto mesi di rapporto, costellato da tutti i vari “trattamenti” che conoscete (fughe, silenzi, messaggi che non si sentono mai, amici che non puoi capire quanto sono amici, etc.), cominciai a rendermi conto di qualcosa e, quasi per tentare di sganciarmi da questa situazione, vengo in contatto con una nuova persona – chiamiamola M. -che però abitava dall’altra parte d’ Italia. Tuttavia, un po perchè in queste cose sono un legalitario e non mi piace vivere una doppia vita, ma soprattutto perchè volevo metterla alla prova e anche scuoterla, le dissi chiaramente di essere in contatto con una persona che mi piaceva e che avevo intenzione di andare a incontrarla. Lei non fece una piega e, tantomeno, fece scenate di gelosia, ma mi disse: “vai a conoscerla, perchè questo è l’unico modo per capire se ti piace davvero e per farti decidere cosa vuoi fare”. Dopo un pò di tira e molla – ci vado o non ci vado – prendo un aereo e vado. Trovo una persona che mi piace molto e con la quale sto bene e, al ritorno, lo riferisco a T. Non fa una piega, neppure quando sente che ci vorrei tornare e passa un’estate ed un autunno dove io vado e M viene a trovarmi.
    In quel periodo si conclama un grosso problema nella mia attività, che mi costringe a chiudere la mia azienda, con tutti i problemi economici che conseguono.
    T comincia a dire che il motivo per cui non si decide a farmi “scendere dallo strapuntino” (come ero solito descrivere la mia situazione con lei) è perchè non si sente di affidarsi a me, a causa delle mie precarie condizioni finanziarie. Io oppongo la mia storia di imprenditore e le snocciolo i tanti successi, dicendo che questo epilogo negativo è del tutto transitorio e che saprò riemergere. T dice: “io sono troppo debole finanziariamente e tu hai una età (ho 68 anni, 10 più di lei) e un futuro incerto. Ti affido a M. che è una affermata professionista e che, in caso di difficoltà, ti può sostenere”. Io vado nei matti, perchè dico che, intanto, posso riemergere dalle mie difficoltà e che, in ogni caso, meglio poveri ma vicini, se ci vogliamo bene. Le sostiene che questa mia situazione le da ansia, bloccandola, e che sapermi al sicuro con M le da sollievo. La cosa va avanti così per alcuni mesi, durante i quali io mi vedo con M. che mi piace sempre di più e che riequilibra la mia situazione di asimmetricità affettiva che ho con T.
    Quindi in questo caso, che ho vissuto personalmente, quella che io ritengo essere una narcisista (forse non patologica ma comunque molto tossica) non ha risposto a questa logica, secondo la quale la np non accetta il tradimento.
    Cosa vuol dire questo comportamento permissivo, che sembra quasi compassionevole e quasi di tutela nei miei confronti?

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    1. Caro Dodo, NESSUNA TUTELA NEI TUOI CONFRONTI. Anzi, siccome tu eri in difficoltà finanziaria la prospettiva che un’altra donna battagliasse assieme a te fino al ripristino delle tue facoltose condizioni non le dispiaceva affatto. Voleva solo liberarsi dal fardello di doverti sostenere in un momento economicamente complicato. Mi chiedo: se ami una persona come potresti avere la freddezza di dire ‘ok, vai da quella là perché ti dà sollievo’ fregandosene dal fatto che questo sollievo potrebbe provenire da te, anziché proclamarti ansiosa e impaurita di perdere certi privilegi? Dopodiché dirti ‘Vabbè, tu hai una certa età e quindi non voglio dover badare a un vecchietto povero’ non mi sembra per niente ‘compassionevole’ nei tuoi confronti, semmai è roba di una cattiveria inaudita! Quindi, a mio parere lei non è più una principessina che ha sempre vissuto nel lusso per auspicarsi che un ‘principe’ mantenga tutti i suoi capricci, altrimenti ‘s’annoia’ ma ha ben 58 anni suonati. Direi che è passata l’ora di comportarsi da donna matura: o sei in grado di sostenere la persona che vuoi bene in un momento di difficoltà o non lo sei. Dopodiché, la cosa che mi intriga della tua storia è anche la posizione di M., ossia, lei sa che esiste T. nella tua vita? Sa che T. ti ha detto “vai di là”? Che in realtà sta ‘riequilibrando’ il tuo rapporto asimmetrico con T.? Immagino di no. Ecco, come ti trovi in questo triangolo che, in realtà, favorisce unicamente T? Perché è lei a pretendere tutto il buono di te (economicamente parlando) e scartare la parte che ‘le mette l’ansia’? Non sarebbe il caso di accantonarla definitivamente, giacché ora hai trovato una donna che ti accetta a prescindere di come sei messo economicamente?

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      1. Rispondo alle tue perplessità.
        Questa è una storia di più di un anno fa che poi ha avuto degli sviluppi, che poi ti dico.
        M. non ha mai saputo della esistenza di T. ma conosceva la mia situazione economica che si è verificata qualche mese dopo che ci siamo conosciuti. L’unica che conosceva tutto era T. , che io vedevo regolarmente fra un viaggio e l’altro, senza mai nasconderle niente.
        Inizialmente questa relazione era nata a seguito delle frustrazioni che mi dava il rapporto con T. Non era facile per me stare in una relazione dove mi sentivo sempre “sullo strapuntino”. Pensavo che T. avrebbe avuto qualche reazione, che magari mi avrebbe minacciato di lasciarmi se la cosa andava avanti, ma invece vi era una tacita acquiescenza.
        M. mi piaceva e da lei ottenevo tante gratificazioni che mi facevano stare meglio e attenuavano le frustrazioni che mi procurava M.
        Diciamo che il rapporto con M. aveva per me una valenza compensatoria, e, via via che il rapporto si approfondiva e che lei mi piaceva di più, mi sganciavo a piccoli passi da T., anche con periodi, più o meno lunghi, in cui non la vedevo e durante i quali la frustrazione si attenuava.
        Però prima di Natale dello scorso anno, T. fece un recupero sensazionale del rapporto, stupendomi con regali e attenzioni che non aveva mai avuto prima. Anche cose simboliche e per me inusuali, quali arrivare inaspettatamente con il vischio – il 21 dicembre, solstizio di inverno – sotto il quale chiedere di baciarci. Roba da studentelli ma che fece molta presa su di me. Mi catturò di nuovo.
        Poi, dopo le vacanze di Natale che trascorsi con lei, M. si stancò della mia precaria situazione che, come si può immaginare, creava tante difficoltà, anche per la lontananza. E mi lasciò……diceva che sembravo un’altra persona…..e ci credo, ero praticamente rovinato…..come avrei potuto essere come quando mi aveva conosciuto.
        E dicevo, ma c…o , capitano tutte a me……
        Poi, in primavera 2018, le mie condizioni sono cambiate alla grande e sono tornato in auge, almeno per un periodo…..e in questo periodo il rapporto con T. è ripreso, con qualche miglioramento, ma senza mai farmi sentire rilassato. Di nuovo cene e viaggi,,,,
        Comunque, mi sono deciso al gran passo e ho messo T. in no-contact da due giorni….
        E questa volta è diverso perché ho finalmente capito (mi ci sono voluto due anni) che con T. non sarebbe mai cambiato niente….sabato notte sono scappato via dal suo letto, nel cuore della notte, tornando a casa a piedi….ma questo l’ho già raccontato in un altro commento…
        E ora tengo duro……

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      2. Caro Dodo, ho letto il tuo commento sulla fuga nel cuore della notte. Incrocio le dita perché sia scattato in te il click salvifico. Spesso accade così, nei momenti più inattesi abbiamo quel sussulto di dignità che ci fa rovesciare il tavolo. Penso che regolare la tua vita affettiva sulla base del tuo benessere economico non solo non è dignitoso ma anche pericoloso. Equivale a mettere un’ipoteca sul tuo futuro perché le condizioni economiche di un uomo possono anche essere instabili ma se la sua vita affettiva resta attaccata esclusivamente a queste c’è il rischio che ‘paghi’ per essere ‘felice’.

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      3. Claud cara, non ti ho ancora detto quanto io apprezzi il tuo lavoro, la tua professionalità, ma anche la tua grande umanità, che ti avvicina a tutti noi, nei momenti in cui abbiamo bisogno di aiuto.
        Ora te l’ho detto….😁
        Devo dirti che questa tua espressione – rovesciare il tavolo – appartiene, non solo al mio vocabolario, ma anche alle mie esperienze di vita. Qualche volta, quando mi sono trovato con le spalle al muro, nella mia attività di imprenditore, quando mi sembrava di non avere più chances, usando la mediazione e il convincimento, quando pensavo che tutto era perduto e che sarei dovuto soccombere nella trattativa, allora si scatenava la bestia che sta in me, l’outsider per il quale vivere o morire non fa differenza. È esattamente uguale.
        E l’altra notte è accaduto proprio questo. A lei che si è precipitata in macchina per riprendermi e riportarmi nel suo letto, neanche ho risposto mentre scendevo la collina nella notte ( veramente gelida. C…o!!). Non la sentivo e non la vedevo, perché la bestia, domata e umiliata per due anni, è schizzata fuori dalla gabbia, non più controllabile.
        E questo mi conforta, ragazzi, e spero proprio che questa volta sarà la volta buona. Perché io sono io…..
        Poi in qualche momento mi prende male e, come lei mi viene in mente, sento ancora le farfalle nello stomaco. Io che sono al limitare della vecchiaia, sento ancora questo come se fossi un ragazzo della vostra età.
        E comunque questa cosa della condizione economica mi ha fatto riflettere, proprio in questa occasione, in un modo che non si era mai posto, perché nella mia vita- seppure con alti e bassi – non ho mai avuto problemi di soldi.
        Da qualche parte ho letto che le donne sono molto meno propense degli uomini ad avere un partner con problemi economici. Pensi anche tu che questo dipenda da retaggi culturali che attribuiscono all’uomo il compito, quasi esclusivo, di portare a casa il necessario per la sopravvivenza?

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      4. Caro Dodo, oramai i tempi in cui alle donne toccava attendersi qualcuno che le proteggesse anche a livello economico perché dovevano essere dipendenti PER FORZA da un uomo sono fortunatamente passati. Oggi avverto ovunque un enorme bisogno delle donne di rendersi libere da ogni sorta di condizionamento, il che rende anche l’uomo più alleggerito da quel suo dovere “protettivo” imposto nei secoli. Ricordo sempre alle mie figlie che l’australopiteco Lucy era una ragazza di 18 anni, una cacciatrice. Gli africani la chiamano in amarico “Dinqinesh” che significa “Tu sei meravigliosa” proprio perché piccolina ma indipendente. Ecco, ci sono donne qui che hanno avuto le ali tagliate con le forbici da un narcisista per decenni pur di non volare e che oggi si trovano in una condizione di dipendenza economica loro malgrado. Altre assolutamente indipendenti sotto questo aspetto, ma che si sono ritrovate a dover adempiere da sole ai bisogni della famiglia perché i soldi dei loro partner narcisisti andavano a finire chissà dove, altre ancora si sono ritrovate come te: sfruttate economicamente e addirittura derubate da un amante narcisista. Veniamo, però, a te. Cos’è che ti porta, da uomo fatto e con una tua dignità, consapevole delle tue capacità, ad accettare di essere voluto da una persona unicamente quando hai le tasche piene? Batto il chiodo su questo punto perché si tratta di una tua ferita che va affrontata tenendo ben in mente che il rischio è quello di andare incontro alla solitudine. Non credo tu abbia bisogno di consigli e temo che la tua visione del rapporto uomo-donna possa essere oramai sedimentata. Più che altro fai attenzione al seguente meccanismo che potrebbe essere la fonte di tutti i tuoi mali: nessuno di noi vale quanto ha in tasca. Tu, da imprenditore, sai perfettamente che certe decisioni comportano dei rischi e che i risultati, nel bene o nel male, saranno riconducibili esclusivamente alle tue scelte. Il peso di queste scelte non può in nessun modo intaccare il SENTIMENTO AMOROSO che una persona prova per te. Sono due cose distinte. Se nella tua vita ti sei ritrovato sempre con delle donne che ti hanno scaricato nei momenti in cui le tue tasche erano vuote FORSE hai legato inconsciamente il tuo valore al tuo conto in banca, di modo che queste donne (che ipotizzo!) amavano l’immagine del ‘vincente’ perché il vero Dodo, nella sua fragilità, non si faceva veramente conoscere. Ti ringrazio per le parole di affetto che mi hanno riscaldato il cuore. Qui siamo tutti fratelli a prescindere dell’età. Non è mai tardi per volersi bene. Abbracci a te, caro.

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      5. Spirito Libero, carissima, grazie di questo spunto di discussione, sul quale mi butto a pesce, grato se mi aiutate a capire.
        Anche io me lo sono domandato, in tutta sincerità ma non credo proprio di essere narci. Io sono naturalmente empatico, sempre pronto ad aiutare chi – nella mia famiglia o fra gli amici – abbia avuto bisogno, forse proprio nell’intento di farmi amare. Di tutte le cose che leggo, onestamente non mi sentirei di attribuirmene alcuna.
        Tuttavia ci tengo ad affrontare il tema.
        Mi sono forse comportato da narcisista in questo episodio della mia vita? Aiutatemi a fare luce, se potete.

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      6. Ti rispondo subito Spirito Libero, carissima, e grazie di questo spunto di discussione, sul quale mi butto a pesce, grato se mi aiutate a capire.
        Anche io me lo sono domandato, in tutta sincerità ma non credo proprio di essere narci. Io sono naturalmente empatico, sempre pronto ad aiutare chi – nella mia famiglia o fra gli amici – abbia avuto bisogno, forse proprio nell’intento di farmi amare. Di tutte le cose che leggo, onestamente non mi sentirei di attribuirmene alcuna.
        Tuttavia ci tengo ad affrontare il tema.
        Mi sono forse comportato da narcisista in questo episodio della mia vita? Aiutatemi a fare luce, se potete.

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      7. Ciao Dodo, intanto mi scuso se mi sono permessa di improvvisare un giudizio…forse non avrei nemmeno dovuto farlo perché non ti conosco. Mi é sembrato però di notare un comportamento simi-narcisista nel tuo tenere in piedi due situazioni con l’uso della triangolazione..ma magari ho capito male io. Forse nel parlare alla narcisista della nuova donna volevi testare una sua reazione?
        Comunque probabilmente in ciascuno di noi c’è un lato narcisista, poi bisogna vedere come si esprime nei nostri rapporti…
        In fondo anche gli empatici come noi hanno bisogno di gratificazioni…a me gratificava quando gli ex np tornavano a cercarmi perché mi illudevo, sbagliando, del fatto che non potessero fare a meno di me (mentre i ritorni erano solo funzionali al loro bisogni del momento, io o un’altra non avrebbe cambiato nulla). Claudileia parlava anche del perdono come forma di implicito ricatto della vittima “ti perdono quindi merito di essere amata”…e anche su questo c’è da riflettere.
        In questi rapporti nessuno è esente da colpe….
        Un caro saluto

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  4. Questo argomento della gelosia mi ha sempre messo in confusione, nel senso che nel mio caso niente è mai stato più lontano da lui da esternare gelosia nei confronti di qualcuno, da lui ho sempre ricevuto totale indifferenza, mai domande su dove o con chi fossi quando non ero con lui, apparentemente sembrava che avrei potuto avere altri 10 storie che per lui era uguale, lui tanto sostenitore della libertà dell’essere umano (giusto per poter giustificare i suoi tradimenti) poi non so quale sarebbe stata la sua reazione se avesse scoperto un mio tradimento…quello che invece percepivo era un fastidio nel vedere che avevo altri interessi oltre noi 2, che erano hobby e altre amicizie, e venivo punita sistematicamente col silenzio.
    Una cosa ammise una volta in un momento di intimità, che da una donna desiderava un amore incondizionato, della serie io mi faccio i fatti miei e tu mi perdoni sempre e stai sempre pronta al mio servizio.

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    1. Cara Alma, ma questa è una deturpazione dell’amore incondizionato! Ridurre l’altro a uno zerbino è il loro sogno, ecco la questione. L’espressione “amore incondizionato” non va strumentalizzata in questo modo, perché implica valori elevati e sentimenti nobili che loro non sono in grado di dare e tantomeno di accogliere.

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      1. Assolutamente! Ma per lui il significato era quello e quello, con questa sua “confessione”,voleva convincermi fosse.

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    1. Sono calcolatrici ambulanti, cara Mirna! Se hanno troppo da perdere non mollano mai i partner malcapitati anche quando fanno gli scapestrati… Pensa a uno schiavista che ha investito troppo nella lobotomizzazione del suo schiavo. C’è un lavoro certosino dietro. Lasciarlo andare è accettare che il lavoro di lavaggio del cervello non è stato compiuto a regola d’arte. Abbracci a te!

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  5. Io non ho avuto la possibilità di perdonare, non era previsto. Mi stava punendo forse, forse perchè ero tornata a casa, forse perchè c’era la bambina ed eravamo vincoli. Oppure stava mettendo quei paletti che servono a delimtare lo spazo degli altr per essere liberi In sei mesi si è preoccupato di farmi sapere che sia l’attrazione fisica, sia i sentimenti non riguardavano me. Non credo di essere stata gelosa. Abbattuta, mortificata quello sì. Non avrei saputo dove andare, a chi raccontare. Era già successo tutto prima, un poco alla volta, le cene solitarie,una gravidanza senza progetti, una erosione sottile e forse per questo non ero sorpresa. Non ho mai pensato di sacrificarmi per attrarlo a me. Credo di aver pensato di volergli bene o forse di non volergliene. Mi sono pure innamorata di un altro, a proposito. Il settimo anno, un classico. In ufficio, come succede. Ti ritrovi a parlare, ad ascoltare, ad essere ascoltata, guardata. Tutti i giorni, nello stesso modo. Non come con loro. Loro scompaiono quando hai bisogno e poi riappaiono e sono davvero sdolcinati, danno quasi fastidio. Un troppo e un troppo poco. Ricordo che gli ho parlato. Gli ho chiesto cosa avrebbe fatto se mi avesse visto sul punto di annegare, se mi avrebbe salvato. Ha risposto di sì, ha capito il messaggio, quel sentimento che stava nascendo. Il gorno dopo è sparito, non l’ho visto per una settimana. Tornava di notte quando dormivo, dormiva quando mi alzavo. Una settimana senza incrociarci, senza un saluto, senza una telefonata. Ho lasciato che quel sentimento nascesse, ho fatto bene. Una cosa romantica, da adolescenti. Era quello che mi serviva. Sentirmi giovane. Lui ha fatto un paio di capatine di controllo, sbucando dal quel lavoooorooo così importante. A loro non gliene frega niente, basta che restiamo lì, che quella resti la base, la facciata. Te lo rinfacciano trent’anni dopo, se serve.

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  6. In merito alla gelosia ,io la chiamerei controllo e manipolazione nel mio caso era esagerata ,ma appunto era ben chiaro il controllo, io invece nei suoi riguardi anche se ogni giorno ero più insicura ,non ho mai manifestato nulla e questo a lui dava fastidio,all inizio ovviamente ,voleva fossi gelosa,voleva vedermi stare male,voleva ovviamente avermi in pugno. Finché sfuggito al controllo lui non si dava pace ma non per amore ,ripeto perché doveva avermi sotto controllo. Anche lui voleva essere amato in modo ” incondizionato ” certo senza limiti. Sicuramente…i loro calcoli sono ormai a memoria ,la loro mente e programmata ormai negli stessi schemi. Un saluto

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  7. Un po’ come è successo a me Claudileila, mi ha etichettata sin dall’inizio come una poco seria proiettando in realtà su di me la sua poca serietà.
    Io che volevo sostituire il mio ex (che mi ha tradita e lasciata) con lui facendo chiodo schiaccia chiodo, io che siccome da ragazza ho avuto tanti spasimanti ero una facile (ma avere spasimanti non significa andarci a letto).
    Lui invece che fa turismo sessuale in Thailandia (ma da single sostiene che può fare quello che vuole), che va sui social a fare il predatore, che si gira a guardare ogni ragazza che passa per strada sarebbe la persona seria.

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    1. Appunto cara Oliver. Da questa follia non scappa nessuna preda. Soltanto chi vuole trascorrere la propria esistenza spiegando a un bambino la questione dei due pesi e delle due misure (così come i concetti più elementari di una vita di coppia!) può trovare appagamento con questi soggetti… Abbracci a te!

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