I danni del love bombing alla psiche e le misure di contrasto

Fonte: https://www.psychologytoday.com/intl/blog/reading-between-the-headlines/201703/the-danger-manipulative-love-bombing-in-relationship
Autore: Dale Archer, medico psichiatra, membro onorario dell’American Psychiatric Association, fondatore e amministratore delegato dell’Istituto di Neuropsichiatria di Lake Charles, Louisiana. Ha lavorato come psichiatra presso i carceri americani e prestato servizio come esperto in centinaia di procedimenti giudiziari penali.
 Trad. C. Lemes Dias

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IL PERICOLO DEL LOVE BOMBING MANIPOLATIVO NEI RAPPORTI DI COPPIA

Come identificare i segnali di allarme del love bombing al più presto e recuperare velocemente con questi suggerimenti

“Lisa,” una paziente di 30 anni, ha chiesto aiuto a causa di una relazione affettiva catastrofica: due anni prima aveva incontrato l’uomo perfetto, “Jake”. L’uomo la chiamava ogni giorno, mandava dei fiori, programmava fughe romantiche, ed era molto premuroso e comprensivo su tutto. Dopo poche settimane, Lisa s’era innamorata perdutamente di quell’uomo e aveva pensato: “Deve essere lui la mia anima gemella.”

Un giorno, però, Lisa riceve la chiamata di un’amica che era andata a fare il college fuori città. L’amica voleva uscire con Lisa per bere qualcosa e chiacchierare un po’. Dopo essersi messa d’accordo con l’amica per rivedersi, Jack, piuttosto che dire a Lisa “vai, divertiti!”, andò su tutte le furie. Come osava passare del tempo con un amica senza il suo permesso? L’uomo prese a gridare “Non mi meriti!” e l’abbandonò.

Lisa era sotto shock. Come poteva quest’uomo amorevole, così attento, premuroso, dolce e gentile in tutti i modi possibili e immaginabili, improvvisamente arrabbiarsi per qualcosa di così banale? Sconvolta e disperata per farlo tornare quello di prima, decise che la sua rabbia era un’ulteriore prova dell’enorme amore che provava per lei; era soltanto un po’ protettivo, ma non controllante!

Col tempo, tuttavia, si è sviluppato il seguente schema: ogni volta che Lisa cercava di passare il tempo facendo qualcosa per sé, Jake si arrabbiava. Secondo Mr. “Anima Gemella”, lei era “egoista”. Qualsiasi desiderio di mantenere le amicizie passate dimostrava semplicemente che la loro relazione non era abbastanza, e mai e poi mai sarebbe destinata a esserlo. Durante questi periodi, Jack la svalutava e diceva che non avrebbe mai più trovato qualcuno come lui. Dopodiché scatenava un putiferio e scompariva. Trascorso un po’ di tempo – di solito fino a quando Lisa si rimetteva in piedi e smetteva di piangere per lui – la versione “perfetta” di Jake si ripresentava ancora una volta, fiori in mano, professando il suo amore, dicendo che entrambi dovevano lavorare per far funzionare il rapporto e che col tempo tutto si sarebbe sistemato.

Questo schema si è ripetuto almeno cinque volte nell’arco di due anni. Da qualche parte, nel bel mezzo di tutta quella follia, spinta dalla confusione e dalla frustrazione, Lisa ha deciso di chiedermi un aiuto. Nonostante la terapia, non nego che ci sono voluti ancora diversi cicli di abuso prima che riprendesse in mano la sua vita e rompesse definitivamente con Jack.

“LOVE BOMBING”

I primi ad usare il termine “love bombing” non sono stati i psichiatri, ma i membri dell’ Unification Church of the United States (più conosciuti come “Moonies”).

Negli anni settanta, il loro fondatore e leader Sun Myung Moon disse:

 “I membri della Unification Church sorridono sempre, anche alle quattro del mattino. L’uomo che è pieno d’amore deve vivere in questo modo. Quando uscite a predicare potete ritrovarvi davanti a un muro. Accarezzatelo e ditegli che può aspettarsi da voi una bella parola. Vedrete che vi accoglierà con un sorriso quando ritornerete. Quale volto può rappresentare meglio l’amore di una faccia sorridente? Questo è il motivo per cui parliamo di bombardamento amoroso; i moonie hanno questo tipo di “problematica felice”.

I famigerati leader della setta Jim Jones, Charles Manson e David Koresh hanno diffuso la tecnica del bombardamento amoroso usandola per manipolare le persone al fine di indurle a commettere dagli omicidi ai suicidi di massa. I seguaci e i condottieri della setta usavano il love bombing per incoraggiare la lealtà e l’obbedienza dei seguaci.

Il love bombing funziona talmente bene che alcuni studiosi raccomandano di usare i suoi poteri sempre. Nel 2010, l’autore e psicologo britannico Oliver James raccomandò il love bombing come tecnica manipolativa per i genitori affinché i loro bambini difficili si comportassero meglio. Una giornalista del The Daily Express ha provato la tecnica con suo figlio e ha riferito quanto segue:

“Non si tratta della scoperta dell’acqua calda sapere che riempire un bambino di affetto avrà un impatto positivo sul suo comportamento, ma la mia sorpresa ha riguardato il mio stesso comportamento e il quanto fossi cambiata. Il love bombing mi ha permesso di vedere il mio bambino attraverso una lente nuova, la mia disponibilità verso di lui si è addolcita e lui sembrava crogiolarsi nel bagliore di un’attenzione unicamente positiva.”

Anche se ha una lunga storia, questo articolo si soffermerà sul love bombing come tecnica manipolativa con l’obiettivo unico di mantenere il potere e il controllo in un rapporto di coppia.

COME IL LOVE BOMBING FUNZIONA

Il love bombing è un tentativo di manipolare un’altra persona con dimostrazioni esagerate di attenzione e affetto. Non stiamo parlando solo di gesti romantici, come fiori e viaggi. Il love bombing include invariabilmente molte conversazioni romantiche, lunghi discorsi sul “nostro futuro” e lunghi periodi in cui ci si guarda negli occhi. È la combinazione di parole e fatti che rende il love bombing così potente, soprattutto considerando la tecnologia di oggi. La possibilità di chiamare, inviare messaggi di testo, e-mail o connettersi sui social media 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 favorisce il contatto costante con l’oggetto del proprio affetto.

I bombardamenti amorosi funzionano perché noi, esseri umani, abbiamo un naturale bisogno di sentirci bene con noi stessi, e spesso non riusciamo a soddisfare questo bisogno da soli. A volte la ragione è situazionale, causata da un evento, come il divorzio o la perdita del lavoro. Altre volte è più antica e risale alla nostra infanzia. Qualunque sia la fonte, i bomber amorosi sono esperti nel rilevare una bassa autostima e sfruttarla.

Il paradosso del love bombing è che le persone che lo usano non cercano sempre obiettivi che sbandierino la loro insicurezza alla vista di tutti. Al contrario, il bomber amoroso è anch’esso un insicuro, quindi per aumentare il suo Ego, l’obiettivo deve almeno sembrare un grande “premio”. Forse è una bella donna ma sola, perché la sua bellezza intimidisce le persone, o è l’uomo con una grande carriera abbandonato dalla moglie per il suo migliore amico, o è la donna chiusa in se stessa che ha evitato il matrimonio e la maternità per i traumi subiti nell’infanzia.

Sulla carta queste persone sono attraenti, ma c’è qualcosa che le porta a dubitare del loro valore. Arriva il bomber amoroso e fa piovere affetto e attenzione nelle loro vite. La corsa alla dopamina della nuova storia d’amore è molto più potente per una persona in queste condizioni. Le cose potrebbero andare diversamente nel caso in cui l’obiettivo avesse una sana immagine di sé, poiché il bomber arriva per colmare un vuoto che il bersaglio non è riuscito a colmare da solo.

Non è stata “colpa” di Lisa cadere vittima del love bombing. I bomber sono manipolatori che cercano e perseguono obiettivi. Sono come i vampiri emotivi, perché usano attenzione e affetto per creare FIDUCIA. Si tratta di un mezzo per mantenere il controllo. Finiscono così per risucchiare l’emozione e la gioia direttamente dalla vita dei loro partner. Infatti, “drenano” la persona. È un termine comune che le vittime usano sempre.

La mia paziente Lisa è una persona reale (ho cambiato solo il nome), che rappresenta uno spaccato di molti pazienti che ho avuto nel corso degli anni, per lo più donne, le vittime prescelte. Il filo conduttore è un ciclo che inizia con un intenso corteggiamento e idealizzazione in un periodo di tempo molto breve – giorni o settimane, non mesi. L’idealizzazione è quando i partner si vedono l’un l’altro come “perfetti”, “destinati a stare insieme” o “anima gemella”.

Questo non vuol dire che l’idealizzazione di per sé sia malsana nelle relazioni romantiche. Col passare del tempo, tutte le coppie possono crescere a pensare l’un l’altro in questi modi, ma la chiave è “nel tempo”. Non importa quanto sia perfetta la connessione, quanto sia bello il sesso o la lista apparentemente infinita di interessi reciproci, non puoi arrivare a conoscere veramente una persona nel giro di sei mesi. Ecco perché “l’amore a prima vista” è spesso una ricetta per il disastro.

LE FASI DEL LOVE BOMBING: IDEALIZZAZIONE, SVALUTAZIONE, SCARTO (in modo ripetitivo)

La chiave per capire come il love bombing differisce dal corteggiamento romantico è guardare a ciò che accade dopo: dopo che due persone sono ufficialmente una “coppia”. Se le dimostrazioni stravaganti di affetto continuano indefinitamente, se le azioni corrispondono alle parole e non c’è fase di svalutazione, allora probabilmente non si tratta di love bombing. Quella attenzione potrebbe diventare fastidiosa dopo un po’, ma non è malsana di per sé.

D’altra parte, se c’è un brusco cambiamento nel tipo di attenzione, da affettuoso e amorevole a controllante e arrabbiato, con il partner che comincia a fare richieste irragionevoli, abbiamo una bandiera rossa.

C’è un condizionamento psicologico di tipo classico in gioco qui. Proprio come il love bombing c’è il rinforzo positivo (se fai quello che voglio ti gonfio d’amore), la svalutazione è la conseguenza negativa (hai fatto qualcosa di sbagliato, quindi ti punisco).

Nel caso di Lisa la svalutazione è iniziata quando ha deciso di incontrare l’amica. Il fidanzato che un tempo amava divenne improvvisamente un critico severo, un distributore di colpe e di minacce d’abbandono. Il suo brusco cambiamento di atteggiamento era tanto più sconvolgente, perché sembrava provocato da un comportamento oggettivamente neutro. Trascorrere del tempo con gli amici non può essere associato al tradimento. Dopotutto, due persone sane che si adorano a vicenda non hanno motivo di essere gelose, è parte della gioia del nuovo amore vantarsi con amici e parenti, giusto?

Non per i bomber amorosi. Questi manipolatori usano la svalutazione per controllare i partner romantici. Non importa quanto possano apparire sicuri, mancano di autostima e usano gli altri per la convalida. La svalutazione diventa uno strumento per mantenere la vittima isolata e dipendente. Jake svalutò Lisa, buttandola giù per consolidare il suo potere su di lei. Quando cedeva alle sue esplosioni infuriate, Lisa cancellava i suoi piani e evitava gli amici. Jake a quel punto si sentiva più potente e nel controllo della situazione. Quando Lisa si difendeva o si tirava indietro nel rapporto, lui si sentiva minacciato e usava il ricatto della rottura come ulteriore punizione.

La maggior parte delle coppie coinvolte in questo ciclo tossico passa attraverso cicli multipli di idealizzazione e svalutazione. Ogni volta il partner svalutato deve lavorare di più per rientrare nelle grazie del bomber, di solito sacrificando qualcosa che compete con lui per l’attenzione. Ho visto pazienti che hanno abbandonato la famiglia, gli amici, i passatempi preferiti, la stabilità finanziaria e persino la salute, tutto nel tentativo di riconquistare l’affetto e l’attenzione di questi manipolatori.

Nota: negli esempi seguenti, mi riferisco al bomber amoroso come “lui” e alla vittima come “lei” solo perché nella stragrande maggioranza dei casi chi fa uso del love bombing è di sesso maschile.

La fase finale del ciclo di bombardamento amoroso è lo scarto, che di solito accade per uno dei tre motivi:

  1. Il partner svalutato non fornisce più ciò che ha attirato il bomber in un primo momento. Vedendo la sua compagna esausta, distrutta, depressa o meno attraente, il bomber la scarta per qualcuno di splendente e nuovo.
  2. La partner svalutata si stanca e inizia a ribellarsi, chiedendo reciprocità per i sacrifici o difendendo i suoi limiti, rendendo evidente che si rifiuta di essere manipolata. Sentendosi esposto, il bomber amoroso scarta la partner non conforme per una che non vede ancora cosa c’è dietro la sua maschera di perfezione fasulla.
  3. Il bomber amoroso usa lo scarto come parte della manipolazione, pianificando con freddezza di riconnettersi in futuro. Pensa che si tratti soltanto di un abbassamento del dosaggio delle sostanze inferte alla partner. Scompare, a volte senza preavviso, lasciando la vittima devastata e confusa. Dopo giorni, qualche volta dopo mesi, riappare di punto in bianco professando imperterrito il suo “amore” e promettendo di cambiare. Le scuse sono curiosamente assenti in molti casi. Invece, il ritorno è una prova del suo potere e controllo, una sfida per vedere se la partner scartata può essere truffata in un altro giro di abusi. Se è così, il ciclo si ripete.

Non importa QUANDO questi manipolatori lo faranno: lo scarto è sempre uno shock. Anche per il partner che si ritrova nello scenario # 2, colui che abbandona la nave. Come è potuto accadere, specialmente dopo tutti i sacrifici per renderlo felice? Le anime gemelle non dovrebbero stare insieme per sempre, lottare contro ogni ostacolo?

3 SEGNI DI ALLARME PRECOCE

Individuare il love bombing può essere facile, nel corso del tempo, o molto difficile nel breve periodo. C’è dell’altro oltre che alzare un sopracciglio quando qualcuno vi manda dei fiori dopo il primo appuntamento. È evidente che quello potrebbe trattarsi semplicemente di un dolce gesto romantico. Quindi, come si fa a sapere se il ragazzo che vi fa sognare ad occhi aperti al lavoro, se vi fa sentire di nuovo adolescenti è un bomber amoroso? Se si verifica uno dei seguenti eventi prima che siano passati nel minimo sei mesi, rallentate, fatte un passo indietro, controllate i vostri limiti e ricordate il vecchio adagio “Se sembra troppo bello per essere vero, c’è qualcosa che non va”.

  1. “So che ci siamo appena conosciuti, ma siamo perfetti insieme!”

I love bombers non si limitano ad arrivare da voi e dirvi: “Ci apparteniamo!”. Devono darvi la prova che è vero. Ecco perché si rivolgono a persone con determinate vulnerabilità. Mascherandosi da “bravi ascoltatori”, i bombers raccolgono informazioni su simpatie, antipatie, insicurezze, speranze e sogni. Prima che vi rendiate conto stanno dicendo che avete molto in comune, e che di conseguenza siete la loro anima gemella.

Una buona cartina di tornasole è pensare al vostro migliore amico o amica: quanto avete in comune e quanto spesso siete d’accordo (o non siete d’accordo)? Ora considerate quanto tempo ci è voluto per costruire quel legame. È probabile che qualcuno che avete appena conosciuto vi conosca quanto il vostro migliore amico? Se vi trovate a dire “Sì, è così!”, le campane di avviso dovrebbero suonare.

  1. “Il nostro futuro è così luminoso che dobbiamo indossare occhiali da sole!”

I love bombers non solo sono sicuri che sarete insieme per sempre; ma descrivono il vostro futuro nei dettagli come se fosse una sceneggiatura di Hollywood. Usano frasi come “Saremo così felici insieme…” e “Un giorno, quando ti porterà in giro per l’Europa …” e “Non vedo l’ora che i miei genitori ti incontrino…”

Avete mai pensato che tutte queste affermazioni siano conclusioni scontate, non domande? I love bombers non chiedono: DICHIARANO come andranno le cose, con CONVINZIONE. Non sembrano pazzi, perché è probabile che abbiate già condiviso le vostre speranze e i vostri sogni nel periodo in cui POSAVANO DA “BRAVI ASCOLTATORI”. Tutto quello che devono fare è FINGERE di essere gli eroi che faranno avverare le vostre speranze e tutti i vostri sogni.

È così che vi ingannano, portandovi a pensare che siano INDISPENSABILI ALLA VOSTRA FUTURA FELICITÀ.

  1. “Sei così perfetta, ti meriti il ​​meglio di tutto!”

Per manipolarvi e farvi pensare che avete appena trovato la vostra anima gemella, il love bomber vi trasforma in un oggetto idealizzato. Sottolineano costantemente tutti i tratti positivi che possedete e minimizzano i cattivi. Basta che provate a dire di aver guadagnato qualche chilo e il bomber vi dirà il quanto sembrate più sani con qualche chiletto in più o che dite qualcosa come “mio marito mi ha lasciato per una donna più giovane” per sentirvi dire che il vostro ex è cieco, stupido e pazzo, e che voi siete la donna più bella che abbia mai conosciuto. Protestate sul capo che non vi fa mai complimenti, e vi diranno che è un’idiota per non riconoscere il vostro talento!

Il love bomber è sempre lì per darvi l’immagine che desiderate di avere, ma che in qualche modo vi manca. In effetti, lavoreranno sul progetto del vostro piedistallo 24 ore su 24: vi costringono a scambiare sms per ore, privandovi del sonno; vi mandano fiori al lavoro, con dei bigliettini che esaltano le vostre virtù; fanno visite a sorpresa, propongono viaggi, regali, tutti con lo stesso messaggio: “Non meriti niente di meno di ciò che ti sto offrendo!

Se temete di essere nella fase iniziale del love bombing, sotto attacco, immaginate di trovarvi al passaggio a livello di una locomotiva che percorre i suoi binari. Il segnale di avvertimento è vero anche qui: Stop. Guardare. Ascoltare.

Stop: rallentate le cose. Fatte una bella chiacchierata in cui dite al presunto bomber: “Adoro tutto di te, ma rallentiamo un po’ le cose, il nostro rapporto va troppo velocemente e sono un po’ spaventata dalla piega che sta prendendo”.

Guardare: le azioni contano più delle parole. Se le sue parole e azioni non sono sincronizzate, questa è una grande bandiera rossa.

Ascoltare: ascoltate attentamente ciò che dice e non abbiate paura di sfidare le sue affermazioni. Se dice: “Saremo perfetti insieme”, rispondete: “Beh, è ​​presto, ma finora tutto bene”.

Inoltre, ricordate che i love bombers odiano essere sfidati in questo modo e che una risposta stizzita a tutte le precauzioni elencate qui sopra è un altro avvertimento.

RECUPERO DAL LOVE BOMBING

D’altra parte, se state leggendo questo troppo tardi e avete bisogno di riprendervi dal bombardamento amoroso, seguite questi passaggi:

1. Avviate il contatto zero

Nessun contatto significa questo: NESSUNO, NIENTE, ZERO, MAI. Bisogna partire con il blocco elettronico e un chiarimento netto: ogni tentativo di ricontattarvi presentandosi a casa o al lavoro sarà considerato molesto. Preparatevi a chiedere un ordine restrittivo se necessario. I manipolatori pensano spesso che la parola “No” rappresenti una sfida e perseguono ancora più duramente il bersaglio. Ecco perché la linea dura va dichiarata in anticipo.

Non potete rimanere “amici” con un love bomber, né potete lasciare aperto un canale di comunicazione. I bombers continuano a provare a sfruttare le insicurezze delle persone per farle tornare indietro affinché possano ripetere il ciclo degli abusi, ancora e ancora.

2. Riconnettetevi con la famiglia e gli amici

Ricordate Lisa e il modo in cui Jake ha tagliato fuori la sua famiglia e i suoi amici? La chiave del suo recupero è stata la riconnessione con una rete di supporto sana.

Il bomber vi isola per meglio controllarvi, quindi nessun altro può darvi dei consigli e dirvi: “Lisa, che diavolo stai facendo? Usciamo adesso!”.

La famiglia e gli amici spesso non tollerano il love bomber, perché vedono tutti i cambiamenti della persona e vogliono che tornino ad essere loro stessi.

Potrebbe essere necessario scusarsi per la vostra scomparsa, ma gli amici veri capiranno. In effetti, sfogarsi riguardo alle svalutazioni e al vostro intento di rompere completamente potrebbe renderli più comprensivi – se sono veri amici. Immaginate un amico intimo che vi racconta la stessa storia: incoraggerete la riconciliazione o farete tutto ciò che è in vostro potere per impedire al vostro amico di tornare indietro per subire ulteriori abusi?

La cosa importante da ricordare sul love bombing è che si tratta di un abuso psicologico da parte di un partner, punto. Quando una persona manipola intenzionalmente e sfrutta la debolezza o l’insicurezza altrui, non c’è una parola diversa per identificare ciò che sta succedendo. L’amore non riguarda il controllo di chi vedi o di quello che fai.

Le relazioni sane si costruiscono lentamente e si basano su una serie di azioni, non su un flusso di parole. I love bombers sono esperti di parlantina, ma quando sono ritenuti responsabili delle parole che vi dicono, tendono a infuriarsi. È normale sentirsi confusi, o traditi, e la voglia di scusarsi con il bomber è forte: HANNO LAVORATO DURAMENTE PER LEGARE LA VOSTRA AUTOSTIMA AL LORO GIUDIZIO. E questo è ciò che rende questo ciclo di idealizzazione, svalutazione e scarto così devastante. I love bombers sfruttano il naturale bisogno umano di convalida, e lo trasformano in vergogna, rimpianto e disgusto di sé.

PENSIERI FINALI

L’ultima cosa che voglio toccare, ed è un argomento delicato, è che ci sono cose che potete fare per non rendervi più un bersaglio per un love bomber. Non vogliamo mai incolpare la vittima per gli abusi che ha subito, ma certe cose sono da tenere in mente PRIMA di lasciarsi coinvolgere totalmente:

  • Preservate sempre le amicizie sane;
  • Rimaniate in contatto con la vostra famiglia;
  • Coltivate gli amici intimi che sono aperti a discutere e a dare consigli sulle cose che stanno accadendo nella vostra vita sentimentale;
  • Assicuratevi di essere soddisfatti nella vostra vita lavorativa;
  • Siate schietti nella difesa dei vostri bisogni e desideri in una nuova relazione;
  • Non abbiate fretta;
  • Infine, ricordate di fermarvi, guardare e ascoltare.

In chiusura, voglio dire che Lisa ha finito per sposare un ragazzo eccezionale, ora è una mamma e la sua vita lavorativa va a gonfie vele.

Un lieto fine è possibile.

50 pensieri su “I danni del love bombing alla psiche e le misure di contrasto

  1. Uguale, unica differenza che il mio ex ha fatto un love bombing lunghissimo, 7 anni. Se provavo ad uscire con le amiche si metteva subito in mezzo e diceva che era meglio stare insieme. Tutto era diventato difficile, qualsiasi cosa decidessi di fare mi faceva deviare. Così alla fine non uscivo neanche più. Solo lui.
    Non mi gridava, ma me lo diceva “dolcemente” facendomi capire che ci rimaneva male.
    Alla fine mi ha lasciata lui per telefono, ne ha trovato un’altra dice. Non è più ritornato, ma ha evitato in tutti i modi di incontrarmi. Cambiato sede di lavoro. Scomparso. Io, dopo lungo tempo, mi sono ripresa, ma non del tutto.
    Ricominciare con una me stessa distrutta è stato devastante. Dipendevo da lui. Oggi sono qui viva, ma ancora acciaccata. Incredibile quanto sia stato difficile. Mai più cercato. Non spero niente, né che stia bene, né che stia male. Rabbia per aver perso troppi anni per niente.

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  2. Cara Claudileia, oggi è il mio compleanno e sono contenta di essere in mezzo a voi, ti ringrazio per tutti questi articoli che per me sono come regali per una compnsione sempre maggiore del del Narcisismo.
    Come sai a me non è mai stato fatto il love bombing romantico con promesse o visioni di un futuro come coppia…ma sicuramente c’è stato da parte di entrambi gli p da me conosciuti un forte “bonding” iniziale, il primo con la presenza quotidiana e il secondo con un forte coinvolgimenťo mentale. In qualunque modo loro si innestino nella tua vita, lo fanno sapendo dove andare a parare…si agganciano ad un tuo lato su cui sanno di poter avere delle chance di successo….e su quello fanno leva.
    Purtroppo non è facile capire subito in che rete si é cascati perché a volte la suggestione é così potente che si resta ciechi per molto tempo, anche quando iniziano le svalutazioni e i va e vieni.
    L`importante è rendersi conto e accettare che il love bombing era solo una recita….e questo credo per molte vittime è lo scoglio più duro perché significa che è anche i momenti “belli” erano parte di una finzione, non erano autenticamente vissuti, non erano sinceri. Spesso è proprio l’attaccamento a quei primi periodi positivi a prolungare l’agonia delle vittime….si vuole ad ogni costo che le cose funzionino come all’inizio ma la verità è che una volta iniziata la discesa agli inferi non c’è più nulla da fare e ogni tentativo di riportare le cose al livello precedente sarà presto stroncato con ulteriori svalutazioni e abbandoni. Purtroppo la difficoltà ulteriore sta nel fatto che in tutto questo ci sono brevi periodi in cui il narciso sembra “recuperare”… ma avviene solo quando lui o lei hanno bisogno di rifornimento da parte nostra.
    Capire queste dinamiche non è semplice e nemmeno immediato ma è assolutamente fondamentale per prendere correttamente le distanze da queste persone. Infatti finché si resta legati alle suggestioni del love bombing, o del “bonding” iniziale, il narciso avrà sempre la porta aperta per continuare a fare i suoi danni.
    Un abbraccio

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    1. Carissima Spirito Libero, intanto per il tuo compleanno ti faccio i miei più sinceri auguri. E ti dedico una poesia di uno dei miei poeti preferiti, Carlos Drummond de Andrade:

      “Quando nacqui, un angelo storto
      di quelli che vivono nell’ombra
      disse: Vai, Carlos, e sii gauche nella vita.

      Le case spiano gli uomini
      che corrono dietro le donne.
      Il pomeriggio sarebbe forse azzurro,
      se non ci fossero tanti desideri.

      Il tram passa pieno di gambe:
      gambe bianche nere gialle.
      Perché tante gambe, Dio mio, domanda il mio cuore.
      Ma i miei occhi
      non chiedono nulla.

      L’uomo dietro ai baffi
      è serio, semplice e forte.
      Quasi non parla.
      Ha pochi, rari amici
      l’uomo dietro agli occhiali e ai baffi.

      Dio mio, perché mi hai abbandonato
      se sapevi che io non ero Dio
      se sapevi che io ero debole.

      Mondo mondo vasto mondo,
      se io mi chiamassi Raimondo
      sarebbe una rima, non sarebbe una soluzione.
      Mondo mondo vasto mondo,
      più vasto è il mio cuore.

      Non dovrei dirtelo
      ma questa luna
      questo cognac
      mi commuovono da morire.”

      Ps: se penso alle scelte scellerate dei narcisi penso a Bela Lugosi. Lui credeva davvero di essere l’incarnazione di Dracula, tanto da decidere di vivere 24 ore su 24 come lui, dormendo addirittura in una bara e uscendo solo di notte. I narcisi non vedono la loro miseria quando stanno nel pieno di una conquista, credono davvero di riuscire a manipolare e sedurre mezzo mondo e di essere super potenti comportandosi da bambini. La loro follia è tale che come Bela Lugosi vivono dominati dal loro disturbo, all’ombra di sé stessi. Recitano sempre e mentre lo fanno rinunciano alla propria vita per vivere nell’oscurità, nell’ignoranza di chi sono. Abbracci a te, cara. E ancora una volta TANTISSIMI auguri!!!

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      1. Grazie Claudileia…la poesia è molto suggestiva…penso che la rileggerò, ci sono molte verità nascoste in mezzo ai versi…
        Ah si…sono delle vittime anche loro…ma di sé stessi…e non si rendono conto di essere pure ridicoli quando ormai sappiamo bene chi sono e la loro maschera si é frantumata…
        Un grosso abbraccio e grazie di cuore!

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    2. Cara Spirito Libero, buon compleanno a te e sempre tanti complimenti per come vedi e descrivi le cose. Come sai le nostre storie sono molto simili, anche nel “bonding”.
      Sto rientrando da due giornate di lavoro fuori sede durante le quali ho tenuto diverse relazioni davanti a un pubblico parecchio qualificato. Mentre parlavo mi sono resa conto di quello che riesco a esprimere oggi essendo semplicemente me stessa, senza ansia di dover piacere agli altri, senza la simpatia a ogni costo che tante volte ho messo in campo per ottenere consenso da tutti.
      È un esercizio importante per me, mi aiuta ad avere fiducia in me, probabilmente per la prima volta nella mia vita.
      Capisco anche che prima di oggi la mia bassa autostima deve essere stata per forza fluorescente, sennò np non si sarebbe buttato alla conquista del mio scalpo. Tutto questo mi fa riflettere e mi dà la forza per ricostruirmi con determinazione. Tutta questa sofferenza da deve avere un senso. Anche il fatto che essa non mi abbia piegata del tutto – nè me nè noi qui – ecco, questo significa che dobbiamo impegnarci per salvarci definitivamente. Senza se e senza ma.
      Ti abbraccio

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    3. Cara Spirito Libero arrivo appena in tempo per farti i miei auguri di buon compleanno!!!🎂🥂
      Io ho sperimentato un periodo nel quale mi sono sentita come mai prima ossia accudita, desiderata, lusingata, apprezzata, bella, interessante, intelligente e chi più ne ha più ne metta. Poi però, come dici tu, una volta iniziata la discesa agli inferi quelle sensazioni sono diventate un lontano ricordo. E nonostante quelle false scuse o ritorni in pace a cui ho assistito lui non è mai più tornato ad essere quella persona dell’inizio.
      Un abbraccio e ancora tanti auguri!

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  3. Il più grande gesto d’amore è accogliere l’umanità del proprio compagno o della propria compagna, e questo lo noti nel momento in cui ti aspetti un rimprovero, un arrabbiatura o una critica e ti arriva invece un sorriso, una battuta ed una parola gentile.

    E quando l’altro ama i tuoi piccoli limiti, inizi ad amarli anche tu.
    Purtroppo lo si capisce sempre troppo tardi, ci vuole esperienza.
    Auguro a tutti di trovare quell’amore che ci fa risplendere nella nostra piccolezza, quello che meritano tutti tranne i narcisisti (e che infatti non avranno mai, perché la loro grandezza li rende davvero troppo piccoli)

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    1. E’ come di ci tu Giovanni, chi ti sta accanto accoglie e semmai ti da una mano a superare i tuoi limiti e le tue fragilità ma mai le userà contro di te per trarne vantaggio. Chi lo capisce, anche se tardi, è perché ha capacità di riflessione sia verso l’altro che verso sé stesso ma non credo che questo appartenga a chi l’altro non lo vede nemmeno…
      Buona giornata

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    1. Grazie Giovanni, e sottoscrivo appieno il tuo precedente commento…il vero amore non umilia mai ma ci rende perfetti anche nelle nostre piccole grandi imperfezioni

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  4. AUGURI in ritardo spirito libero ,fra un Po e il mio. 😊questo articolo Claudeleia fa proprio ben capire la mia storia, anzi le mie due storie di questo genere,l ultima molto più intensa. Ecco l unica cosa è che le fasi di svalutazione io le ho vissute poco ma di controllo si.di finta gelosia si ma contenuta per fortuna. Perché mi sono resa conto che loro sanno bene chi hanno davanti e il livello di fragilità della loro vittima. Sicuramente usando delle maschere le mettono anche in quello, conoscono bene i livelli di autostima delle loro vittime e di conseguenza alzano il tiro. Quindi sanno bene se usare più controllo ,più rabbia,più svalutazione . Con me non è mai capitato un ” trattarmi male, a parte il silenzio,però la manipolazione era sempre in atto. Per cui danno ce sempre. Articolo per me davvero che sento mio. Un abbraccio ragazze . Ancora auguri spirito libero. Sagittario anche tu.

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    1. Cara Mirna, anche tu nel club dei sagittari 🙂
      Persone curiose della vita, sognatrici, talvolta ingenue ma sempre in grado di rialzarsi. I narcisi con noi si divertono perchè siamo molto disponibili in genere, e questo li facilita parecchio. Essere amati da un sagittario è sempre molto gratificante perchè noi diamo sempre molto.
      D’altra parte, quando veniamo feriti pesantemente il dispiacere è grande perchè abbiamo un animo bambino, e ferire un bambino è la cosa più facile e crudele del mondo. La nostra fortuna è quella di essere degli spiriti liberi, nulla è più prezioso della nostra libertà quindi chi cerca di schiacciarci, umiliarci e tenerci alla catena con noi non avrà successo. Il nostro grande difetto purtroppo è quello di essere troppo tenaci e mollare l’osso con difficoltà e questa testardaggine mi ha tenuta legata troppo a lungo alle persone sbagliate….
      Un grosso abbraccio….

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  5. Auguri Spirito Libero, in ritardo, anche da parte mia!
    Condivido pressochè tutti i vostri commenti, nonchè i contenuti dell’articolo; io ho subito un love-bombing velocissimo e serratissimo, con gesti plateali e dichiarazioni di amore infinito, nonchè sesso intenso, durato poche settimane, con uno scarto pressochè immediato, risolto con la mia totale sottomissione a ogni suo volere, compreso quello di sposarci il più velocemente possibile. Poi un misto di love bombing annacquato e svalutazione per 15 anni, fino allo scarto brutale, a quanto pare rientrato con un nuovo ciclo al via; la differenza è che adesso conosco il meccanismo e non ci casco, vedo la cosa per quello che è, cioè solo un tentativo di riaggancio per i suoi scopi.
    Dopo il primo love bombing, per assecondare le sue richieste, ho letteralmente abbandonato gli amici, anche i più cari, ho preso più distanze di quanto probabilmente desiderassi dalla mia famiglia e ho quasi completamente rinunciato ai miei interessi, a meno che non comprendessero anche lei. La frase che ancora oggi mi torna in mente, detta poche settimane dopo esserci messi insieme, è “io non so cosa farmene di un uomo che a 30 anni ha ancora bisogno di uscire con gli amici o di andare a giocare a pallone”. Al di là dell’età, oggi una frase del genere mi farebbe scappare a gambe levate; allora l’ho fatta mia e “condivisa” con lei.
    Quello che ancora oggi mi sconcerta, ma che ho capito far parte del gioco, è la velocità con cui tutto è avvenuto, che non ha nulla di sano. In realtà il giocare sulle velocità consente al np di instaurare quel rapporto esclusivo e parassitario, o perlomeno simbiotico, in un tempo che non consente all’altro di valutare razionalmente; è un fiume in piena che non ci da il tempo di metterci al sicuro.

    Faccio un paio di considerazione sulle relazioni sane, in particolare con gli amici.
    Oggi sto frequentando un carissimo amico, forse la persona con cui ho condiviso più cose di me, specie durante l’adolescenza. Non l’ho invitato al mio matrimonio, non sono andato al suo nonostante l’invito, ci siamo persi di vista per una decina d’anni, forse di più. Rientrato a vivere in città ed esplosa la mia crisi l’ho rincontrato. Lui c’è, ancora oggi come se gli ultimi 30 anni non fossero mai passati. Come l’ho trattato non gli interessa ne mi è mai stato contestato. C’è e basta. Questa è una relazione sana, e non a caso me ne ero allontanato per stare con la mia np.
    Con una cara amica, una collega dell’ufficio del mio lavoro precedente, ci siamo invece, anche se saltuariamente, tenuti in contatto. In questi ultimi mesi ha trovato il coraggio di dirmi che quando mi sono messo insieme a mia moglie lei e l’altra collega avevano notato che avevo da subito instaurato un rapporto esclusivo e morboso, ma non si erano permesse di dirlo. Me lo avessero detto non le avrei ascoltate. Ma non hanno giudicato e anche lei oggi mi offre il suo aiuto. Un’altra relazione sana.
    Infine una risposta a Giovanni; quello che scrivi è vero e bellissimo; la persona che ci ama lo fa anche per i nostri piccoli (o talvolta grandi) difetti, in sostanza per la nostra umanità. Chi ci vuole perfetti e ci attacca sui nostri punti deboli, o li sfrutta per perseguire i suoi scopi, non ci ama, ci usa, e il love bombing è il miglior mezzo che ha.
    Un abbraccio a tutti!

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    1. Grazie Gianni…hai ragione le vere amicizie sanno resistere al tempo e ai distacchi. Credo che il tuo amico e le tue colleghe abbiano capito e si siano messi da parte per non interferire nelle tue scelte. Sono contenta che oggi hai ritrovato queste persone e hai potuto riallacciare il rapporto con loro. Un abbraccio

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    2. Bentrovato Gianni!
      Sottoscrivo riguardo le relazioni sane e mi permetto di aggiungere che in queste relazioni sane c’è anche lo spazio per il confronto nel quale entrambi gli individui possono liberamente esprimere la propria individualità ed eventualmente lo sforzo sarà di trovarsi a metà strada o meglio ancora avere l’umiltà di cambiare idea. Trovo che sia sano e anche liberatorio poter dire all’altro “sai quello che hai detto o fatto mi è dispiaciuto” senza temere rappresaglie o silenzi punitivi, senza che crolli il mondo!. L’altro magari nemmeno se ne è accorto o comunque instauriamo con l’altro un rapporto autentico, vero, di qualità oltre che di confronto e crescita reciproca. Così come è bellissimo dire “sai questo che hai detto mi riempie di gioia” oppure “bravo, sono felice per te”. Ma nelle piccole cose della vita quotidiana.
      Oggi non sei più quell’uomo di 30 anni perché nel frattempo sei diventato un uomo più consapevole, migliore, più adulto al quale mi permetto di consigliare “chiama al più presto il tuo amico e organizza una partitella di pallone oppure chiama la tua amica e prendetevi un caffè in santa pace!”. Ce lo meritiamo. Viva la leggerezza! Viva la libertà di essere un essere umano!
      Un abbraccio e buon pomeriggio a tutti

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      1. Cara Mirò, sempre in sintonia!
        Il caffè con la mia amica l’abbiamo in programma, anche se ancora non ci siamo riusciti a trovare. A giocare a pallone col mio amico già fatto; in realtà lo aiuto, anche se per impegni di lavoro ci riesco molto poco, ad allenare una squadra di arzilli amatori vecchietti; per adesso più cene tutti insieme dopo la partita che allenamenti, ma va benissimo così.
        E’ vero che con gli anni si matura e soprattutto si imparano ad apprezzare le cose vere e genuine, e con la nostra esperienza (purtroppo), anche ad evitare ulteriori relazioni malsane, d’amore o di amicizia che siano.
        Ho letto in qualche tuo post precedente che dici di saper ormai riconoscere i rapporti sani e di non lasciarti più mettere i piedi in testa, nemmeno da amici, conoscenti, colleghi; fa parte della crescita personale che la relazione con un np ci ha obbligato a fare, ed è forse l’unico motivo per cui li dobbiamo “ringraziare”.
        Un abbraccio, passa una buona serata!

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      2. Diciamo che ora sto molto più attenta a certi atteggiamenti, modi di fare o di parlare che per alcuni possono apparire di poco conto ma che per me suonano come campanelli d’allarme. Non sono diventata un’esperta ma sto seriamente imparando 😅
        Avanti tutta con cene, partite, allenamenti, una birra insieme o un caffè al bar! Che dirti…sono felice per te!☺️
        Un abbraccio

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      3. Grazie Mirò, e mi raccomando prendi anche tu i tuoi spazi, le tue amicizie e tutto quello che ti sembra ti possa fare stare meglio, qualsiasi cosa sia o chiunque sia.
        In merito alle persone che ci stanno intorno anche io sto probabilmente sviluppando una specie di radar, a tutti i livelli e in tutte le situazioni.
        Un abbraccio serale!

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  6. Ciao a tutti e auguri Spirito Libero.
    Ho letto e riletto questo articolo, l’ennesimo di questo blog che mi invita ad aprire e tenere gli occhi sempre aperti e le antenne alte sulle dinamiche che ho vissuto e che purtroppo subisco ancora.
    Il love-bombing che ho sperimentato fin dall’inizio mi aveva dato la certezza di avere incontrato l’anima gemella: le attenzioni, le premure, le sorprese, le affinità le avevo interpretate come un piacevole e positivo segno del destino.
    Mi sono crogiolata di fronte a tutto questo, perchè non ammetterlo?
    Il mio pensiero era che esistevano ancora uomini sulla faccia della terra capaci di “empatia”, di saper dare disinteressatamente.
    Solo che questo inganno non è durato a lungo.
    Come spiega bene l’articolo, poco dopo quando ha capito che ero disposta ad accoglierlo completamente nella mia vita, ha iniziato a far terra bruciata intorno a me.
    Prima con le critiche sottili sulle mie amicizie e sulla mia passione per il ballo, poi senza sottigliezze su come gestivo le relazioni con i miei figli e su di loro apertamente e senza risparmiare battute cattive.
    Dapprincipio, anche se questo mi feriva gravemente cercavo di giustificarlo per differenze culturali che concepivano un’idea diversa riguardo l’indipendenza dei figli.
    A nulla valevano le mie osservazioni sulla situazione difficile in cui si trovano a vivere i giovani in Italia, da punto di vista economico e di prospettive di un futuro.
    Tutto era mirato perchè io ponessi lui al centro del mio universo, perchè per lui io rappresentavo il centro su cui gravita tutta la sua vita.
    E’ seguita anche la fase della svalutazione, delle accuse, dei sensi di colpa, e di un controllo serrato del mio tempo che mi soffocava e mi opprimeva.
    Quando io fuggivo, ecco che riproponeva lo schema del love-bombing con fiori in ufficio,regali, “scuse” e tutto il repertorio in grado di riagganciarmi, dicendosi che aveva bisogno di tempo per imparare a stare con me.
    Ovviamente io sono la sola responsabile del sogno infranto, perchè penso solo a me stessa, mentre lui ha lasciato tutta la sua vita precedente per inseguire questo progetto.
    A nulla vale discutere, parlare perchè ne esci fuori esausta e senza energie.
    Grazie Claudilea per la tua competenza e disponibilità.

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  7. Claudileia come il solito esatto.Pochi giorni e vai con il love bombing,direi massimo 2 mesi,il terzo già in leggera discesa finché scarto indotto e triangolazione.Il tutto in 8 mesi e vari hovering.Fine.No conctact tombale da 21 mesi sto benone,ma le fasi che ho superato sono state pesanti,un no conctact non ti libera in 15 giorni ma è durissimo.Non butta il mio numero
    lo vedo in wazz bloccato da me.Chi se ne importa!Che si prenda in giro le altre povere illuse.Ho il terrore d’incontrarlo per caso. Spero mai!!!!

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    1. Molto simile Bruna la tua storia alla mia. Abbiamo voluto vivere noi il sogno è loro ce l hanno offerto sul piatto d argento sapendo bene a che prezzo. Noi non lo avevamo capito. Pazienza. 4 mesi di no contact…e ovvio dura lo e stata su questo blog testimonianze mie lo confermano ,ma raccontarlo e viverlo e tutt altra cosa. Oggi ne parlavo a pranzo con i miei colleghi,ex suoi perché si è licenziato e anche loro non ne capivano i meccanismi. Io ora si. Inutile spiegarlo a chi ovviamente è giustamente potrebbe non capire. Certo ,riagganciamdomi al discorso di Gianni che anche io vivevo in un limbo,e tutti lo notavano meno io. Lui voleva e doveva essere il centro dell universo e quindi ho allontanato senza accorgermene molte persone. Qualcuno l ho ritrovato, qualcuno sono contenta di averlo perso per strada perché come dicevo a Miro in un post precedente si incomincia a capire alcune dinamiche e a fare più selezione anche sulle amicizie. Con tristezza ho chiuso anche alcune di queste. Si dice meglio pochi ma buoni. E anche meglio soli che male accompagnati. Non possiamo permetterci di subire rapporti che non riteniamo sani anche nelle amicizie. Tutto si evolve e tutto si rinnova. Qualcuno si ritrova ce una consapevolezza di giudizio almeno in me molto diversa da prima e questo grazie anche alle conoscenze e al grande dolore subito.spirito libero grazie delle belle parole sul nostro meraviglioso segno . Le condivido in pieno. Un abbraccio a tutto il gruppo

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      1. Cara Mirna, esperienze comuni, sensazioni comuni (il limbo, l’isolamento e anche il fatto che qualcuno capiva e altri no), anche con gli amici. Alcuni sono tali e lo rimangono sempre, altri forse non capiscono, altri alla fine meglio perderli che trovarli, anche se magari sono in buona fede; ma se non riescono a capire non solo non possono aiutarci, ma rischiano di farci soffrire ancora, magari anche solo indirettamente sostenendo cose che ci possono ancora far male.
        Gli amici veri che sono rimasti tutto sommato avevano visto tutto subito.
        Un abbraccio!

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    2. Quante analogie in questi racconti .a volte sembra la stessa storia . Dura e stata dura si. E ancora ci sono giornate come queste nelle quali è stato oggetto di conversazione a tavola con tutti i colleghi ,che poi parlandone ti rivivi.un Po tutto e ti senti un Po magonata.ma sarà normale processo il tempo deve ancora fare il suo corso 4 mesi non sono davvero niente. Mi do il tempo e comunque ora sto davvero bene..vorrei solo non mi venisse nemmeno il pensiero,però a volte capita …di pensarlo o sognato più volte . Ma sono già contenta di essere arrivata qui..E con tante energie,con la voglia di ridere sempre,la nostalgia ci sta.. vuol dire che non hanno intaccato la nostra purezza nel cuore e che la rabbia e scomparsa . Sono sensazioni altalenanti…Ma penso sia anche questo normale . Buona serata

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  8. Cara Mirna, hai toccato un punto interessante perché anche le amicizie possono avere dinamiche simili ai rapporti con i narcisi, a volte gli amici o amiche possono esserlo a loro volta. Lo capisci quando ti senti sempre in obbligo a dare qualcosa in cambio di affetto e capisci che per queste persone non é mai abbastanza. Sono situazioni che ti prosciugano e in nome dell’amicizia spesso tali persone abusano di te. Io nell’ultimo anno ho deciso di prendere le distanze non solo dal narciso dei tre anni ma anche da presunte amicizie “vampirizzanti”….inutile dire che dispiace chiudere rapporti in cui si sono investiti tempo ed energie ma onestamente sto molto meglio ora e non ne sento la mancanza. Un abbraccio

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  9. Bravissima Spirito libero queste sono le dinamiche che intendevo. Quando sento limitare la tua libertà, vedi davvero l invidia,tu ti proponi,cerchi di essere comprensiva, formare un unione solidale ma poi ce il momento di dire basta quando vedi l atteggiamento simile alle dinamiche che noi trattiamo qui. Oppure modi di aggredire invece di ragionare,gelosie, possessivita ecc ecc.. nel m9mento iniziale di 4 mesi fa io più vicino di tutti ho avuto voi. Perché davvero mi ero resa conto che si avevo bisogno davvero di amicizie ,di uscire, vedere una mostra,andare al cinema, ma non solo chi avevo come amica era lontana da tutto questo, ma appena sentivo la mia positività e un minimo di rinascita trovava il modo per buttarti giù. Ehhhhh nooo…conosciamo ora ..bene. e se è vero che con l amore e più difficile riconoscere perché coinvolti più emotivamente ,anche in amicizia dispiace,cerchi di lasciare perdere,di accettare un Po tutto in nome dell amicizia. Ma ho poi compreso che l empatia era solo mia. COME SEMPRE d altronde. E quindi anche li in special modo per questa mia amica ,dopo essere stata offesa ma senza che io mai sia stata sharbata mai, in un messaggio e uscita fuori una cattiveria ma immensa e fuori luogo ,una grande aggressività, ero scioccata,quindi prima era finta ,aveva una maschera.bene comunque non ho perso tempo. Bloccata su ogni fronte . Stop anche qui gli appelli non servono ,meglio fuggire e non voltarsi.

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  10. Vorrei aver letto questo articolo molto, molto tempo fa. Ma mi chiedo: ci avrei creduto? Avrei pensato che fosse il mio caso, la mia situazione? Abbiamo – tutti, nessuno escluso – un disperato bisogno di essere amati. Essere amati non costringe col sentirsi amati: nel primo caso l’amore deve essere vero, nel secondo basta la comunicazione, che talvolta è inganno. Non riesco ancora a liberarmi dei regali che sono stati per me il verme sull’amo, l’esca favorita e perfetta. L’idea che una ragazza molto bella e di talento si interessasse così intimamente a me e al mio mondo mi ha fatto abboccare senza indugi. Non posso dire che non lo rifarei, che non ci ricascherei, nonostante ciò che adesso so. Si può essere insieme innamorati e sospettosi? Occorre avere una sfiducia nei rapporti e nel genere umano che è contraria all’amore romantico e ingenuo che purtroppo ci portiamo dietro: quella è la nostra parte più infantile, incauta, bisognosa e anche più vera. È ed difficile credere che gli altri non siano altrettanto sinceri, anche quando tutto pare troppo bello per essere vero (e infatti non lo è). Ora, l’ombra di questa consapevolezza si proietta su tutti i rapporti presenti e futuri. Ora, a ripensarci, pare tutto incredibile. Eppure, quanta nostalgia per il me stesso possibile attraverso i suoi occhi (appagato narcisisticamente?) e per lei vista attraverso i miei. Non credo che un tradimento sessuale o affettivo mi avrebbe fatto altrettanto male. Non sono di primo pelo, so come va il mondo… eppure ancora non capisco il tradimento degli ideali, la trasformazione in aguzzino, quando l’amore avrebbe fatto bene a entrambi… E continuo a non capire come una cosa simile, parlo del love bombing e della fase di svalutazione, possa essere totalmente cosciente e deliberata, studiata, calcolata. Mi domando perché tanta cura e come possa il rifornimento narcisistico secondario (cioè, se non erro, il potere di far star male l’altro, minandone l’autostima) essere più appagante della sensazione di averlo fatto innamorare. Io starei meglio con una persona innamorata di me che non con una vittima ostaggio di ricatti emotivi. Ma io sono io e pare che siamo di due razze diverse. L’intenzionalità e la coscienza sono le cose su cui mi interrogo più spesso. Ci sono a volte pulsioni in noi che ci fanno comportare in modo lesivo per gli altri e per noi stessi. Di solito, sono moti non consci, che ci dominano per un attimo o per un periodo… o anche per tutta la vita. Un po’ come quando siamo davvero nervosi e in un cerro senso abbiamo voglia o bisogno di sfogare l’aggressività o le frustrazioni litigando con qualcuno e finisce che – anche se ce ne siamo accorti – cercheremo qualche pretesto o qualche disaccordo per dire qualcosa di cattivo, sprezzante, o anche per alzare la voce. Più si è consapevoli di ciò, più si riesce in parte ad evitare questi comportamenti, ma nessuno è libero da questa parte distruttiva. Fin qui, occorre accettare la natura umana e poi ascoltarsi molto, capirsi. Quello che mi risulta impossibile da accettare è la freddezza della pianificazione di un’azione distruttrice. Quello che non capisco è come possa qualcuno che sa che cosa ti fa piacere adoperarsi prima per dartelo e poi per negartelo, godendo del tuo dispiacere e portando la vita relazionale ad essere una lotta e un inferno. E non capisco – benché il meccanismo non sia così complicato – perché lasciare e poi tornare… e poi ricominciare gli abusi dal punto in cui sono stati interrotti. Logicamente, è tutto spiegato. Ma un comportamento così istintivo e ferale non si accompagna bene con la freddezza del ragionamento e con la coerenza d’esecuzione di questo piano emotivamente criminale. Mi viene in mente il serial killer appostato nel suo furgone che spia le vittime per settimane studiando piani d’attacco e di fuga, pur sapendo, intuitivamente, che cosa sia il bene e che cosa sia il male, e non in preda a raptus improvviso o accesso di rabbia o istinto insormontabile. E poi mi dico che il punto in comune è il sentirsi al di sopra delle regole, sia a livello legale che morale. L’idea di una sfida. L’idea di una libertà dalle catene dell’empatia. l’idea che l’altro sia una cosa, uno strumento, un essere ontologicamente inferiore. ma come può una persona simile avere una vita, dei figli, degli amici? E come si comporta con loro? A volte sento la solitudine del narcisista, penso che sia la punizione che coincide con la colpa, e poi mi viene in mente quella freddezza, lo sguardo assente, il sadismo del sorriso, e capisco che non soffrono affatto, che per loro questa condotta non rappresenta un problema e anche l’appiglio relativo di poter essere vendicato dalla vita stessa va a farsi benedire. Il male che fanno non lo pagheranno mai, neanche essendo abbandonati, perché fondamentalmente non sono mai entrati in alcun vero rapporto. È desolante e spaventoso.

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    1. Sì, caro S.w.a, non riescono a stabilire nessun tipo di connessione emotiva nemmeno con i loro figli o amici di lunga data. Diciamo che ti guardano come un oggetto esotico che non comprendono bene il funzionamento e lo vogliono per la loro collezione. E’ qualcosa di arcaico in loro. Tu non riuscivi a capacitarti sul perché una bella donna piena di talento ti prometteva, anche con il solo sguardo e una serie di allusioni il coronamento di una vita affettiva che avrebbe potuto lenire ogni tua sofferenza. La dura realtà è che lei era attratta dal tuo modo di essere, proprio perché non aveva mai avuto una persona come te. Questo perché non siamo identici a nessuno. Da questo deriva la loro voglia di “sperimentare tipi umani” che poi getteranno via dopo essersi convinti di aver compreso tutto su di loro, avendo ben cura di succhiare le energie che servono per continuare a sentirsi i più “belli” del mondo. Danno e poi negano, per l’abitudine incancrenita sin dalla nascita. Sanno che con un abbraccio fintamente sincero, la mamma o il papà possono essere disposti a perdonare tutto oppure imparano con il tempo che un essere umano dotato di empatia può capitolare davanti a un suo simile che si scioglie in lacrime. Il piano seduttivo parte del seguente presupposto: ai loro occhi tu sei un oggetto strano, perché dotato di una sensibilità fuori dalla loro portata. Quindi, TI VOGLIONO ASSOLUTAMENTE PER LORO, per comprendere come ‘funzioni’, non per amore. Tu scambi questo interesse puramente automatico e collezionistico per ‘amore’. L’amore delle fiabe, delle canzoni, dei film, dei grandi romanzi… In un primo momento è questo che vogliono che tu creda, per ricambiare le loro attenzioni con ADORAZIONE. Raggiunto l’obiettivo inizia il massacro. Questo perché hanno voglia di nuovi oggetti esotici. Ci sono uomini che fanno l’elenco delle donne ‘esotiche’ che si sono portati a letto. Altro giorno, nel bar sotto casa mia, ho sentito un tipo che diceva all’altro: “Mi sono fatto un’ucraina.” e l’altro si era messo a ridere, come a dire “Sei un grande!”. E’ così che si sentono quando si guardano allo specchio. Si dicono “Ci ho provato questo e quello, ma non mi è servito.” e vanno avanti imperterriti e senza scomporsi convintissimi che nessuno sarà mai all’altezza di ‘comprenderli’ perché loro sono dei “grandi”. Caro S.w.a, sono persone profondamente disturbate ed incapaci di introspezione. Senza quel minimo che ti serve per comprendere il quanto sei, in realtà, decisamente solo come un cane, come fai a risolvere il tuo dramma esistenziale? La tua insoddisfazione CRONICA? Anche quando lei avrà una persona completamente diversa da te, stai certo che metterà in motto il suo solito schema di svalutazione. Mio figlio di DUE ANNI si innamora di un giocattolo e poi il giorno dopo lo dimentica. Lo fanno tutti i bambini finché non capiscono che mamma e papà non sono disposti a comprare un regalo al giorno per renderli contenti. Loro si aspettano questo da te: un regalo al giorno per non annoiarsi. Quando capiscono che si tratta di una faccenda impossibile e che nessun mortale può salvarli dalla noia, sentono di essere così importanti e superiori da meritarsi un super uomo o una super donna. Sognano ad occhi aperti persone che non esistono, e più sognano più usano e sperimentano personalità diverse. E’ un gioco infinito. Come può avere una vita, dei figli, degli amici? Fondamentalmente perché fanno della superficialità il loro UNICO vero valore.

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    2. Descritto molto bene il meccanismo è le cose che io mi dico in continuazione perché davvero a volte non te ne fai capace di questa cosa. La pianificazione e la premeditazione degli del più freddo serial killer. COME si fa a credere che possa esistere eppure e così.. nei vari gradi di narcisismo ma il metodo e quello

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    1. Caro S.w.a. intanto ben ritrovato.
      Poni un sacco di quesiti sull’intenzionalità e la malignità dei np.
      Sono domande che mi sono posto anche io, e il non riuscire a dare una risposta mi ha tenuto legato per lo scrupolo. Ma alla fine la mia risposta è che non importa. Che lo sappiano o no, che lo pianifichino o meno, il risultato per noi è lo stesso. Può cambiare ad un certo punto il nostro atteggiamento verso di loro, o meglio la nostra compassione, ma resta il fatto che l’unica salvezza sia allontanarci da loro, qualunque cosa possa significare per ognuno di noi.
      Io sono convinto che il ruolo più grande lo giochi la rabbia: i np sono arrabbiatissimi col mondo, principalmente di solito con i genitori, perchè il mondo non risponde alle loro altissime aspettative.
      La loro malignità, quando c’è, o la loro crudeltà altro non sono che la manifestazione della loro rabbia, che non riescono a trattenere e che indirizzano a noi, generalmente partner, ma che vorrebbero indirizzare a qualcun’altro; noi siamo solo le discariche della loro rabbia. Quante volte il mio terapeuta mi ha fatto notare dei parallelismi tra me e il padre di mia moglie, concludendo la frase sempre con “ma tu non sei suo padre”.
      Il problema è che loro questo generalmente non lo sanno e il loro comportamento è in questo caso inconsapevole. Ma questa inconsapevolezza viene meno nel momento in cui hanno una possibilità di scelta, o perchè qualcuno tenta di far loro capire questa dinamica o più semplicemente perchè qualcuno fa loro notare che il loro comportamento ferisce. A questo punto sono del tutto consapevoli e quindi colpevoli del male che fanno.
      Riporto solo un episodio di ieri sera. Nonostante io abbia manifestato la mia volontà di chiudere il rapporto appena possibile, lei si comporta come niente fosse; in più ci sono i figli che vanno salvaguardati per quanto possibile. Ieri sera torno a casa piuttosto stanco (ho fatto un viaggio di lavoro un po’ di corsa, dormito poco; ieri sera avrei volentieri riposato), e lei mi “propone” di fare gli addobbi natalizi; le faccio capire che non ne ho voglia; mi “concede” mezz’ora e poi si parte; faccio per non dover affrontare una discussione, ma faccio evidentemente contro voglia. Cerco di finire il prima possibile, ma evidentemente qualcosa non le garba del tutto, forse semplicemente che dopo un po’ lascio fare gli addobbi a mia figlia e preparo la cena, visto che poi dopo dovevo ancora lavorare.
      A tavola lei cerca di fulminarmi più volte con uno sguardo pieno di rabbia e odio (onestamente nel caso specifico non so bene per quale motivo); ormai non mi fa più effetto per cui la guardo mezzo secondo, parlo un po’ coi miei figli e mi metto al lavoro.
      Non so cosa l’abbia così adirata, probabilmente non le ho dedicato sufficiente attenzione e non ho fatto le cose secondo il suo ritmo e al suo momento. Tanto è bastato per sguardi di vero odio, occhi tirati che parlavano più delle parole. Ripeto, ormai nessun effetto, qualche mese o anno fa mi sarei scusato di qualcosa.
      Ma il punto è sempre la rabbia, che non permette loro di rapportarsi in maniera umana con gli altri.
      Ciao, un abbraccio.

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      1. Esatto Gianni, la rabbia non permette loro di essere umani tra gli umani. Ho già avuto modo di raccontare la furia che ho visto e che mi si è rovesciata addosso con tutte le pesanti conseguenze del caso.
        Sarà che per certi versi loro ce l’hanno così dentro che ormai nemmeno la notano, però è anche vero che, come dici tu, quando chi ti sta accanto (noi partner per esempio) ti mostra espressamente i segni di quella rabbia, ti esprime chiaramente il dolore che quella rabbia produce loro diventano automaticamente consapevoli o comunque da lì in avanti hanno la possibilità di cambiare modo, di smetterla o perlomeno di provare a sintonizzarsi sul quel dolore! Chiunque procuri dolore a un altro sente, anche se non nell’immediato, il dolore che provoca e smette non tanto per bontà o generosità ma per smettere di sentire egli stesso il dolore. Se questo non avviene è perché in qualche modo quella rabbia è funzionale a qualcos’altro e, mancando di empatia, non sentono il dolore che provocano o nei peggiore dei casi ne traggono qualche soddisfazione.
        Per noi, persone comuni, non santi, tutto questo è difficilissimo da comprendere figuriamoci da accettare, soprattutto se a farlo sono le persone che amiamo. Ecco perché caro Swa ci torturiamo nella vana speranza di trovare un’altra soluzione o giustificazione a qualcosa che il nostro cervello, per fortuna, non potrà mai comprendere.
        Sono giunta alla conclusione che finirà di logorarci quando smetteremo di opporci a questa realtà e inizieremo a masticarla per ingoiarla e poterla digerire. Anche perché, ha ragione Gianni, per noi purtroppo non cambia il risultato.
        Buona serata a tutti

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      2. Capisco, caro Gianni. Ma a volte, mi dico, anche io sono frustrato e rabbioso, vendicativo verso le persone sbagliate, soffocato da una furia impotente. Mai però volontariamente. Mai ho ordito piani machiavellici per legare a me qualcuno da ferire a bella posta in secondo momento. Come dicevo sempre alla mia ex np: io me la prendo magari con cristo, ma lascio in pace i cristiani. Ed è vero: a suo dire ero e sono iracondo e malmostoso; in verità era sempre lei a permettersi sfuriate, quando andava bene, o musi lunghi e silenzi. Il problema comunicativo era enorme: avevo colpe che non potevo neanche comprendere. Quando finalmente me le rinfacciava, di solito le trovavo illogiche. Ma non potevo, ovviamente, controbattere. Per questo ho pensato, alla fine, che proferisse crudeltà a bella posta, senza poterle tra l’altro sostenere. E non era rabbia: era proprio cattiveria. Le due cose sono diverse. E poi c’era il far finta di niente, certo. Come abbia potuto mancarmi tanto tutto questo è spiegato, qui, ma io non riesco a farmene una ragione intimamente.

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      3. Caro S.w.a, il motivo per il quale spesso si fa fatica ad arrivare a una ragione plausibile intima e profonda sta nel nostro livello di immaturità. Quando ci comportiamo un po’ da bambini incapaci di regolare le proprie emozioni e rilasciarle in modo maturo, cosa succede? I narcisisti vanno a nozze. Quindi, tu manifestavi un reazione immatura, lei andava su tutte le furie e automaticamente tu passavi dalla parte del carnefice, cancellando tutte le cattiverie che avevi subito fin lì. I narcisisti sono MOLTO ABILI quando si comportano come dei genitori, educatori e predicatori, ma sono I FATTI a contare. Se tu riconosci in te stesso frustrazione, rabbia e desideri di vendetta VERSO PERSONE SBAGLIATE perché soffocato DA UNA FURIA IMPOTENTE, è importante sapere che questi tratti combaciano alla perfezione con UNA delle caratteristiche narcisistiche per eccellenza. Per favore, TUTTI NOI ABBIAMO TRATTI NARCISISTICI, il che non vuol dire, come hai ben sottolineato essere PATOLOGICI. Rimuovere questo tipo di comportamento è cruciale per la tua crescita personale. Dico questo perché in qualche modo ti auto giustifichi: “sono soffocato da una furia impotente”. Molto bene… se riconosci di farlo spesso con le persone sbagliate, allora sai bene che loro nulla c’entrano con la tua impotenza, ma vengono usate come sacca da boxe e basta. Se le tue frustrazioni riguardano una condizione che non ha niente a che vedere con il ruolo che esercitano nella tua vita, rischi di passare per una persona sgradevole e infantile, allontanando da te chiunque possa offrirti una visione diversa dalla vita. Abbracci a te e grazie per la sincerità con la quale esponi le tue debolezze, è un passo molto importante che hai dato qui.

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      4. Claudeleia volevo. Dirti che la cosa che mi fa sempre e ancora paura e proprio quella di non saper regolare le mie emozioni ..Ma ci lavorerò duro per questo anche se nella mia indole ce sempre quella bambina bisognosa di amore ma la mia dignità e il bene che voglio a me stessa questa volta mi ha evitato il peggio. Un abbraccio

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      5. Cari tutti, l’argomento dell’intenzionalità e della rabbia narcisistica credo sia stato ampiamente discusso. La rabbia è un elemento comune a tutte le persone, ed il saperla indirizzare in qualcosa di non distruttivo è un passaggio fondamentale anche di chi dei np è vittima e reagisce in maniera troppo forte (me compreso in certe occasioni); ed è un lavoro comunque difficile.
        La mia considerazione è che dobbiamo smetterla di cercare risposte.
        Ci sono persone malvagie (non necessariamente dei narcisisti) e anche narcisisti non necessariamente malvagi; non credo che tutti i danni che procurano siano sempre pianificati con l’intento di fare male. Credo che i np (nel senso più ampio possibile), abbiano meccanismi mentali e comportamentali diversi dagli umani, e quindi può succedere che qualche volta non vedano o non pianifichino i danni che fanno; semplicemente per loro è normale; nel caso della mia np credo dipenda dal fatto che è un meccanismo appreso.
        Poi ci sono personalità maligne, e in questo caso la cattiveria è in genere programmata e del tutto consapevole; incappare nel np veramente maligno credo sia quanto di peggio possa capitare.
        In ogni caso anche le personalità non maligne diventano responsabili a tutti gli effetti del male che fanno quando sono nella condizione di scegliere di essere diverse. Quando sono messe di fronte alle sofferenze che provocano e se ne fregano, diventano a tutti gli effetti colpevoli, anche se magari in origine il loro comportamento non era consapevolmente malvagio, ma magari solo dettato da uno smisurato e distorto senso di diritto (vedi articolo sull’infantilismo dei np).
        In ogni caso ribadisco che il passaggio fondamentale (almeno per me) è smetterla di farsi domande e di cercare risposte. Non ne avremo mai, loro sono semplicemente in un altro universo nel quale ci hanno trascinato. A noi la scelta di tornare sulla terra.
        Abbracci a tutti!

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  11. Mirna tutto ok ora.Avevo lasciato un canale aperto perché pensavo non avesse molta importanza.Se!!!!!!Altro che,quando dicono no conctact non è così all’acqua di rose deve essere tombale!mi scriveva, li ogni tanto dopo gli altri miei blocchi sui social e i mssaggi,ed io non rispondevo
    ,credendo di fargliela io,ma contattatava lui
    tutte quelle che mi mettevano un cuoricino di consenso.Bloccate tutto triangolino per buttarci addosso melma.

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  12. Grazie per le risposte e per il conforto. È importante continuare a farlo e credo che vorrò stare qui anche quando tutto sarà passato, sperando che la mia esperienza possa essere d’aiuto ad altri… prima o poi. Le mie domande sono in parte retoriche, in parte effettivi scandali della comprensione. Capisco la rabbia e capisco le tare che rendono le persone disfunzionali. Capisco meno la crudeltà deliberata. L’idea che si trattasse di un piano di lungo termine, che la trappola iniziale fosse apparecchiata a bella posta, che l’intento fosse arrivare all’abuso del secondo periodo, be’, non riesco razionalmente a concepirlo. Devi proprio non aver nulla d’altro a cui pensare. Io, se mi sudo un amore, poi voglio che sia amore, non tortura. Ma io non sono lei. Magari ho anche io pulsioni distruttive, ma di certo non pianifico con freddezza. Non ci vedo un vero guadagno. Al momento, non riesco a provare pietà. Mi allontano faticosamente dalla tentazione di aspettare una vendetta… nessun hoovering, per ora. E un poco mi dispiace, in una parte infantile e ancora ferita e condizionata di me. È brutto essere dimenticati, anche dai nostri aguzzini. Ma tento di pensarci poco, ecco.

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    1. Cara Claudelia e cari tutti, credo di essermi spiegato male. Sì, riconosco in me quelle brutte cose – in fondo, l’esistenza è fatta di scontro coi propri limiti, ingiustizie difficili da digerire e anche esperienza della propria impotenza – ma proprio perché ci sto attento, non le faccio mai agire. Quando capisco di essere troppo frustrato o nervoso, me ne vado nella mia stanza degli strumenti e suono. Oppure cerco un amico fidato con il quel lamentarmi, anche in modo insopportabile, fino a quando non ci si ride su. Non mi permetto, se appena posso, di riversare aggressività su chi mi sta vicino e se lo faccio, poi mi scuso. Proprio essere all’erta rispetto al proprio lato infantile, iracondo e capriccioso, serve a prenderne le distanze. Purtroppo, questa mia attenzione mi ha portato spesso a perdonare un po’ troppo… certo, perché mille volte ho detto: è lo stress, avrà avuto una brutta giornata, in fondo la sua vita ha aspetti che generano tensione, oppure: in fondo anche io mi sento così, a volte. Ma no, io mi sento così, però non ho mai usato il trattamento del silenzio, non ho mai inventato accuse a bella posta per poterla ferire, ho anzi sempre giustificato, troppo spesso perdonato, altre volte ignorato. Tranne che alla fine: erano giorni che da lei non mi giungevano che critiche, disinteresse, assenza, malignità, insulti, svalutazioni… e io a un certo punto ho sentito proprio crescere in me un malanimo innegabile. Mi sono detto: mi sa che alla prossima che mi fa, questa volta, mi difendo. Non è stata una cosa inconscia. Così è stato, all’ennesima battuta arrogante, dopo un paio di giorni in cui era troppo impegnata per farsi sentire, ho prima proferito una decina di bestemmie in crescendo wagneriano, poi le ho detto: e adesso che hai capito quanto sono incazzato, ti spiego. Lei ha subito iniziato a chiamare il coniglio domestico, per non ascoltare. Ma quello che dovevo dire l’ho detto lo stesso: a me, non a lei. Forse a volte mettersi troppo nei panni degli altri fa indossare panni davvero sporchi. Nei miei progetti per essere una persona migliore, c’è infatti quello di continuare ad essere comprensivo, ma non troppo e su tutta la linea. Forse a volte la parte di noi che si arrabbia è più sana di quella che tenta di mediare. Che ne dite?

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      1. Caro S.w.a., a parte che ognuno è fatto a modo suo, con pregi e difetti, uno dei quali può essere la facilità di perdere le staffe, ciò che ci e ti differenzia da un np o da un’altra personalità maligna o disturbata è proprio il fatto che ti ci fermi su a riflettere, che ti poni il problema, che sai chiedere scusa quando succede.
        Poi nel rapporto con np, se non si chiude anticipatamente, si arriva a dover combattere per la sopravvivenza, spesso usando le stesse armi. Ma anche in questo caso se poi ad un certo punto ci si ferma e ci si dice che quello non può essere un modo sano di rapportarsi, allora vuol dire che siamo diversi.
        Abbraccio.

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  13. Grazie, Gianni. Ti posso garantire che paio nervoso, ma non perdo le staffe così facilmente… ma se anche fosse, come dici tu, ognuno ha il diritto di essere come è. Persino loro, forse… basta che lo siano lontano da noi! Questo mi sta facendo riflettere su un’altra cosa. E voglio parlarne con voi. Bene, ho notato, nella mia np, una forte tendenza a censurare le emozioni altrui. Lo faceva anche con la figlia. C’era come una dittatura del buon umore, che riguardava più noi “sottoposti” che non lei, che infatti era in diritto di mostrare musi lunghi, silenzi, di battere i pugni e rompere i piatti alla minima contrarietà (della quale comunque non si prendeva la responsabilità: più comodo incolpare me, ovviamente). Questa censura aveva l’odore della paura. Io le dicevo che evitamento e rimozione generano nevrosi. È roba da manuale di psicologia. Lei non capiva o non voleva capire. In fondo, credo, le emozioni degli altri dovevano essere di base una sorta di piacevole musichetta di sottofondo per lei, quindi niente rabbia, tristezza, mestizia, malinconia… Un mondo emotivo di facile intrattenimento. Oppure, non avevamo diritto alle nostre emozioni. A tal riguardo, non capisco come e perché si impegnasse tanto a mortificarmi e farmi soffrire… ma poi, ecco, realizzo: non potevo essere triste o preoccupato per altro che non fosse lei! Neanche la salute dei miei parenti! Non potevo piangere nemmeno per un lutto (neanche lei lo avrebbe fatto, a pensarci bene). Questo apre un altro capitolo a queste terribili riflessioni… Mio dio, che abisso.

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    1. Caro Swa azzardo una risposta circa la difficoltà a gestire i momenti no perché era una cosa che ho notato anche nella mia esperienza.
      Inizialmente ho ricondotto tutto al solito atteggiamento infantile o alla diseducazione emotiva: in entrambi i casi qualcosa di cui mi sarei dovuta occupare e di cui mi sarei fatta carico…
      Col tempo e oggi ho un’idea un po’ diversa che provo a spiegare.
      Loro hanno un’immagine di loro eccellente, grandiosa, di brave e belle persone. Essa però è un’idea che necessita continuamente di consenso, deve essere alimentata costantemente perché non essendo reale, non è consolidata, quindi precaria. Infatti sono intolleranti a qualsiasi appunto, critica o osservazione che scalfisca questa falsa visione di sé. Evidentemente questa falsa immagine serve per reprimere quella reale che è profondamente inadeguata e frammentata. Tuttavia è per loro vitale validare l’immagine falsa di se perché sarebbe intollerabile confrontarsi con quella vera. Per far questo occorre però non entrare mai in connettessione con le loro emozioni, col loro sentire, con la loro parte più intima e profonda. Hanno bisogno di stare in superficie, di leggerezza, di cose semplici, di emozioni facilmente gestibili. Il tuo dolore, la tua difficoltà, la tua paura, il tuo pianto, il tuo dispiacere, le tue fragilità sono qualcosa di troppo complicato, impegnativo da gestire. Sono l’immagine che non vogliono vedere perché attraverso di te loro si riflettono e non sanno nemmeno da che parte andare a prendere le risorse per far fronte a quello che vedono! Loro mostrano rabbia, silenzi, musi lunghi perché tu sai attingere a risorse tue per prendere il loro dolore, gestirlo e magari donare sollievo. Sai fartene carico perché sei una persona empatica, hai gli strumenti emotivi per connettersi col loro dolore e rispondere con umanità, gentilezza e accudimento. Ma non puoi mostrarti altrettanto bisognoso. Sia perché loro prendono ma non danno sia perché per dare dovrebbero connettersi col loro dolore, con la loro parte più fragile che però rifuggono da tutta la vita. E come se vivessero nel paese dei balocchi, tutto deve andare bene, tutto è idealizzato, nessun ostacolo sul loro cammino perché si inquietano, si irritano, si stancano. Proprio come i bambini, tutto deve essere facile altrimenti smettono di giocare.
      In definitiva loro non sanno prendersi carico del dolore altrui perché questo significherebbe connettersi col proprio, vederlo, accettarlo e gestirlo. Ma per farlo serve umanità, umiltà, serve vedere i propri limiti, serve introspezione, autocritica e onestà intellettuale. Praticamente serve un miracolo.
      Ecco questa è la mia personale opinione che condivido con te e con tutti ma non so se è effettivamente così, è un’ipotesi.
      Spero di essere riuscita a spiegarmi, un abbraccio e buonanotte

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      1. Cara Mirò, anche per me analisi impeccabile.
        Nel mio caso le cose hanno assunto sfumature diverse per molti anni, ma solo per motivi contingenti; mi spiego:
        io ho sempre avuto un rapporto problematico con mia madre, e di questo, almeno all’inizio, lei si è occupata; io ho potuto trovare anche ascolto.
        In realtà mi sono però reso conto che anche in questo io non ero altro che il suo specchio; l’unica cosa che ha ricavato dalla sua terapia è l’aver capito che lei di problemi con i suoi genitori, che per me erano la coppia perfetta nella famiglia perfetta, ne aveva ben più di me; risultato (anche secondo il mio psicologo): lei quando si occupava dei miei problemi con mia madre, che poi sono diventati anche il nostro problema di coppia per molto tempo, in realtà stava proiettando i suoi su di me.
        Poi però quando è esplosa la sua rabbia, allora lì non c’è stata partita:
        “mi spiace che tu stia male (avevo attacchi di panico ed era il periodo in cui pensavo alle cose più brutte per me) ma non mi interessa, adesso io ho il mio dolore e mi occupo di questo”. Quindi quando ha dovuto tirare fuori il suo vero sè si è comportata esattamente come dici tu, cioè “dei tuoi problemi non mi interessa niente”.
        Ancora oggi se ci mettiamo a parlare di quello che è successo e io le dico che il suo trattamento mi ha portato anche a provare a togliermi la vita, lei fa spallucce; non era e non è un problema suo.
        Abbraccio!

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