Il disamore materno e l’attrazione per partner narcisisti: nessi e capacità di superamento

Fonte: https://blogs.psychcentral.com/knotted/2016/09/why-unloved-daughters-fall-for-narcissists/
Autrice: Peg Streep, autrice e curatrice di diversi bestseller sul rapporto tra le madri narcisiste patologiche e le loro figlie, tra i quali Daughter detox: recovering from an unloving mother and reclaiming your life ; The daughter detox question & answer book: a GPS for navigating your way out of a toxic childhood; The daughter detox guided journal and workbook  e The daughter detox companion workbook.
Trad. C. Lemes Dias

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A un certo livello è un po’ come in quei documentari sul mondo animale in cui tutto riguarda la dinamica tra i predatori e le loro prede. Provate a immaginare una voce fuori campo dall’accento britannico: “Eccoci nel veld. La gazzella salta con grazia, non sapendo, non sentendo che il leone è in agguato”. Sospendiamo il fiato e ci prepariamo per l’inevitabile risultato…

Beh, “gazzelle”, nella vita reale non è proprio così, anche se certe modalità combaciano alla perfezione.

Molte di noi si sono innamorate di un narcisista oppure coltivano un’amicizia con un uomo che presenta questi tratti.

Il fascino del narcisista è evidente a tutti perché si tratta di un individuo che VIVE PER LE APPARENZE e che quindi INVESTE SUL SUO FASCINO con un senso di diritto che viene trasmesso agli altri attraverso l’immagine di una persona forte e capace, come recentemente dimostrato da una ricerca condotta in Germania.

Il compito assegnato ai maschi partecipanti alla suddetta ricerca era quello di uscire per strada e avvicinare donne a caso. Dopodiché dovevano ottenere da loro quante più informazioni personali possibili: nome, numero del cellulare, la promessa di incontrarsi per un caffè o un drink successivamente. Risultato: i maschi che avevano ottenuto un punteggio più elevato nella scala di tratti narcisistici avevano avuto più successo nella manipolazione e aggancio di perfette sconosciute.

Fatta questa premessa, nonostante il fascino iniziale dei narcisisti, le donne più consapevoli di sé sono più propense a riconoscere i loro tratti disturbati, riuscendo a sottrarsi più velocemente al massacro psicologico che tali soggetti amano compiere. Sono donne che sanno distinguere un uomo forte da un uomo prepotente e un uomo stabile da un amante del controllo. Fidandosi del loro giudizio e intuizione, le donne che si sentono a loro agio nei legami stretti e profondi sono quelle che sanno come dovrebbe essere una relazione sana.

Purtroppo la fiducia in sé è la grande ferita delle donne che non hanno avuto i loro bisogni emotivi soddisfatti durante l’infanzia, cresciute sprovviste di ferramenta interiori per aiutarle a capire la differenza tra uomini profondi e ben intenzionati e uomini che vivono esclusivamente per il soddisfacimento dei loro bisogni.

Per queste donne l’attaccamento con i genitori è stato insicuro, di modo che si aggrappano di più a partner narcisisti a causa del livello di insicurezza e instabilità insito in questo tipo di relazione tossica: più si sentono insicure, più aumentano la soglia di attaccamento – all’insegna del tipo di relazione che avevano con i propri genitori.

Ci sono tre tipi di attaccamento insicuro:

 – ansioso/preoccupato: la figlia ansiosa è un fascio di bisogni da un lato e un perenne stato di allerta dall’altro. È ipervigile nell’essere delusa o tradita, quindi prova sempre a capire se il suo partner la ama davvero. È una montagna russa di emozioni che cerca di scappare dalla paura e dalla rabbia, ed è estremamente vulnerabile.

– timoroso/evitante: come le figlie ansiosamente attaccate, le timorose hanno più probabilità di restare invischiate in rapporti con dei narcisisti (evitano l’intimità per timore di essere rifiutate e questo può costituirsi uno stimolo in più per i narcisisti che fiutano dietro la corazza protettiva non una donna sicura di sé, ma una donna profondamente insicura da rendere servizievole all’inverosimile, n.d.T)

– sprezzante/evitante: hanno una bassa opinione di sé stesse, un’alta opinione degli altri e sono incline all’autolesionismo. Sono donne che si allontanano da un partner quando pensano di doversi proteggere, che vogliono la vicinanza dell’altro ma agiscono preventivamente per timore di ritrovarsi depredate emotivamente.

Per uscire da una relazione con un narcisista, le figlie di madri narcisiste debbono riconoscere cosa le rendono “prede perfette”. (Notate bene: i miei post sono rivolti alle donne, ma siete liberi di cambiare i pronomi se volete, dal maschile al femminile e viceversa, tenendo presente che il DNP non fa distinzione di sessi.)

Sono comportamenti che risultano attraenti per un narcisista perché alimentano i suoi bisogni e desideri più profondi.

Ecco una breve lista dei motivi per cui è così probabile che si concentrino su tipi insicuri.

  1. LE VOSTRE CARENZE FANNO SENTIRE UN NARCISISTA MOLTO POTENTE

Al narcisista piace comandare e ha fretta di esercitare il controllo che qualcuno gli dà sulla propria vita. Le vostre carenze sono il motore della dinamica tossica che tanto nutre l’ego narcisistico. Poiché siete così affamate d’amore e di connessione – e magari state cercando di riempire il vuoto nel vostro cuore  – lasciato da una madre che non si prendeva cura di voi – potete stentare ad accorgervi dei modi come i narcisisti amplificano la drammaticità e la profondità del vostro bisogno di affetto. Rischiate di rimanere concentrate sui ricordi del sesso riparatore e/o sulle calde sensazioni rassicuranti che provavate di rado, quando vi dicevano di non preoccuparvi perché ci pensavano loro. La triste verità? I narcisisti lavorano sodo per loro stessi, NULLA riguarda voi.

  1. SIETE ABITUATE AD ESSERE MANIPOLATE E CONTROLLATE

Se avete una madre con dei forti tratti narcisistici, una maniaca del controllo oppure violenta, spesso vi trovate ad aspettarvi questo tipo di comportamento da parte delle persone. Inconsciamente arrivate a pensare che sia tutto abbastanza normale. Uno dei motivi per il quale non notate i modi evidenti oppure piuttosto subdoli usati dai narcisisti per avere il controllo su di voi è proprio questo particolare della vostra vita. Anziché interpretare certi comportamenti narcisistici come conclamati maltrattamenti potete fraintenderli e interpretarli come sinonimo di cura o premura per voi, anziché tattiche di controllo.

  1. LA VOSTRA RABBIA È LA CONFERMA DELLA SUA GRANDIOSITÀ

I sentimenti di rabbia e di gelosia possono essere facilmente scatenati in una persona ansiosa e timorosa quando c’è la minaccia dell’abbandono oppure quando dentro di lei si insidia la minima percezione che questo possa accadere. Bene, un narcisista consapevole di questo giocherà alla grande con il vostro modo di reagire e trarrà il massimo vantaggio. Considerate che sono esperti nel proiettare i loro difetti su di voi per scaricarsi; è quello che il dottor Craig Malkin chiama “giocare a patata bollente emotiva” nel suo libro Rethinking Narcissism. Ecco perché ogniqualvolta perdevate il controllo inviando valanghe di sms quando lui non vi rispondeva o minacciando di lasciarlo via e-mail, venivate accusate di avere dei grossi problemi e ogni forma di responsabilità veniva respinta: lui vi minacciava con l’abbandono certo e questa dinamica aumentava il suo senso di controllo su di voi, portandolo a sentirsi davvero invincibile.

  1. SIETE ABITUATE AGLI ABUSI VERBALI

Molte figlie non amate hanno sperimentato nella loro infanzia la repressione, la denigrazione e l’aggressione verbale. Troppo spesso hanno interiorizzato questi messaggi come veri o li hanno in qualche modo considerati “normali”. Se siete figlie che stanno ancora lavorando attivamente per salvare o riparare il vostro rapporto con vostra madre narcisista, quando un partner narcisista irrompe nella vostra vita potete faticare a riconoscere la tossicità emotiva di questa nuova interazione il che, ahimè, vi trasforma agli occhi del nuovo arrivato in un punto d’appoggio molto forte nella sua vita. Rischiate di subire ulteriori attacchi alla vostra autostima con armi fatte apposta per impaurirvi, bullizzarvi e controllarvi senza che ci sia alcun tipo di ostacolo. Ovviamente, se vi trasformate in una spugna che tutto assorbisce il narcisista “lotterà” per tenervi in ostaggio a lungo.

  1. CONFONDETE LE EMOZIONI ALTALENANTI CON LA PASSIONE

Le ricerche dimostrano che i narcisisti amano i giochi relazionali e che le montagne russe su cui ci si trova, rese possibili dai suoi comportamenti scorretti e le vostre corrispondenti reazioni, vengono spesso scambiate per l’eccitante e totalizzante storia d’amore promossa come “vero amore” nella nostra cultura. La triste verità è che a causa della loro ricerca di quella “passione” molte donne non solo hanno finito per rendersi insicure, ma anche hanno compromesso i modelli e la dinamica di una relazione sana, rischiando di rifiutare un corteggiatore coerente ed emotivamente stabile (perché “noioso”) per qualcuno che sembrava “elettrizzante” a causa dei suoi tratti narcisisti. Non era questa la trama notoriamente acclamata dei libri e film di Bridget Jones? Il noioso e prevedibile signor Darcy contro l’affascinante libertino Daniel Cleaver?

Capire perché è nata la vostra attrazione per un narcisista e affrontare i vostri comportamenti e la vostra reattività vi aiuterà a non commettere mai più lo stesso errore. È chiaro che è molto difficile riprendersi da queste interazioni tossiche, ma la buona notizia è che potete perfettamente farlo.

Per saperne di più, ecco il mio libro Daughter Detox: Recovering From an Unloving Mother and Reclaiming Your Life.

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Biografia:

Dufner, Michael, John F, Rauthmann, Anna Z, Czarna, e Jaap J.A. Denissen, “Are Narcissists Sexy?  Zeroing in on the Effect of Narcissism on Short-term Male Appeal,” Personality and Social Psychology Bulletin (2013), 39 (7), 870-882.

Malkin, Craig. Rethinking Narcissism: The Secret to Recognizing and Coping with Narcissists. New York: Harper Perennial, 2016.

4 pensieri su “Il disamore materno e l’attrazione per partner narcisisti: nessi e capacità di superamento

  1. Di fronte all’annuncio della mia decisione di lasciarlo, lui se ne è venuto fuori con un’uscita memorabile: il timore che qualcuno mi stesse manipolando.
    Il che, se da un lato mi ha offeso per la evidente scarsa considerazione del mio senso critico e intelligenza, dall’altro mi ha fatto capire che conosce bene il meccanismo. Infatti ho risposto che no, ho finito di farmi manipolare…da LUI!
    Tutto vero: il trovarsi a casa tra le passioni altalenanti, l’abitudine all’abuso verbale che accettiamo senza riconoscerne la gravità…tutto vero.

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  2. Buongiorno Claudileia, questo articolo è molto interessante ed esaustivo. Tutto parte dal’ infanzia, da come siamo stati trattati, dalle mancanze che abbiamo avuto. Non voglio dilungarmi su questo argomento perché mi fa male….io ho avuto un padre narcisista ed una madre succube di mio padre. I miei genitori non ci sono più , sono morti da tempo, però , nonostante tutto, mi piace ricordare i momenti belli che ho vissuto con loro. Riconosco che la mia insicurezza, la mia enorme carenza affettiva mi abbiano ” gettata” tra le braccia delle persone sbagliate. Adesso, grazie a te, ai tuoi articoli, ho raggiunto una consapevolezza che prima non potevo avere, ho gli strumenti giusti che prima non potevo avere, sono in grado di riconoscere le persone disturbate quasi subito, e’ come avere un sesto senso. Forse il percorso con il np era necessario per capire, per aprirmi gli occhi….Quando ormai si vola, non si può cadere più …..Un grande abbraccio a te Claudileia e a tutte😘😘

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  3. Ciao Claudileia,
    sono un ragazzo di 22 anni e ho da poco scoperto di avere una madre narcisista patologica. Sto affrontando l’argomento con la psicoterapeuta e rivivendo tutte le ferite della mia infanzia e la mia adolescenza, che continuano a sanguinare. Quando ero piccolo mia madre mi utilizzava come suo compagno, per evitare un rapporto d’intimità con mio padre. Le cose fra loro due non andavano bene da un po di tempo e io sono nato per colmare il vuoto e la noia di mia madre. Ho dormito nel suo letto con lei fino ai 7 anni – ero messo in mezzo, fra lei e mio padre (finché poi mio padre non è stato cacciato via). Finché ero piccolo mi trattava con molto affetto, seducendomi continuamente; ho anche il sospetto che avesse delle attenzioni sessuali nei miei confronti, ma purtroppo – forse per via di un’amnesia – non riesco a ricordare molto. Ricordo soltanto che ogni mattina mi svegliavo con la maglia del pigiama sbottonata, e provavo una sensazione di enorme fastidio, perché ci tenevo ad avere tutto abbottonato. Quando sono cresciuto, sono iniziati i problemi. Ho sentito più volte mia madre dire che ”ai figli gli si vuole bene finché sono piccoli”; io avevo un deficit del GH (ormone della crescita), problema di famiglia che sospetto abbia avuto anche mia madre (lei è alta 154 cm), quindi ero costretto ad una cura ormonale quotidiana, che mi dava numerosi effetti collaterali. Mia madre mi trascurava affettivamente, in generale, ma si mostrava molto controllante su questo aspetto della mia vita – lo faceva per sé stessa, non voleva avere un figlio ”nano”. Infatti un giorno, visto che mi lamentavo della terapia (avrò avuto sugli 11 anni) lei mi urlò ”Volevi rimanere un nano? Anziché essere contento e ringraziare che puoi essere curato!”. Fu l’inizio di una serie di abusi, di frasi cattive e piene di malizia che mi hanno demolito la mia autostima e assassinato il mio carattere. Un giorno mi misi a urlare perché c’era un calabrone in stanza e lei mi disse ”ma fai così pure in classe? ci credo che i tuoi compagni ti prendono in giro!” (ero vittima di bullismo). Mia sorella, complice di mia madre negli abusi, si toccò le tempie per indicare che ero ”malato di mente”. A 16 anni le ho confessato di essere omosessuale. E’ stato l’ errore più grande della mia vita. Inizialmente sembrava averla presa bene, ma mi ha detto che mi sarei dovuto cancellare da ogni chat, e che non ne avrei dovuto far parola a nessuno – un ”giorno” , finiti gli studi, sarei stato libero di fare la mia vita. Quelle frasi mi puzzavano perché lei è sempre stata molto omofoba – diceva che i gay erano contronatura – ma presi le sue parole come un gesto d’amore. Purtroppo era tutta una farsa – davanti agli altri familiari faceva finta di non sapere che fossi omosessuale, e un giorno mi disse ”Se fosse una cosa naturale ,potresti avere figli”. Io volevo quasi suicidarmi. E’ iniziato in quel periodo per me il tunnel degli psicofarmaci. Soffrivo di dismorfofobia. Mi vedevo tremendamente deforme. La cura ormonale mi aveva portato a crescere molto in poco tempo (sarò cresciuto di 10 cm in un anno) e a sviluppare una leggere scoliosi, che mia madre userà come motivo per attaccarmi e denigrarmi continuamente – dicendo che ero gobbo e che dovevo stare dritto, urlandolo addirittura per strada. Ora me ne sono andato dall’ambiente. Purtroppo l’unica persona che si salva è mio padre, ma lui è sempre stato una vittima e continuerà a esserlo – ha accettato i tradimenti di mia madre, dando la colpa ai suoi amanti (i vari che ha avuto), e perdonandola sempre, con il risultato che tra qualche mese dovrà affrontare un processo intentatogli da uno di questi amanti di mia madre. Situazione classica. La narcisista che gode nel vedere degli uomini che lottano per lei e si fanno del male. Ora soffro di un disturbo post traumatico da stress e di intensa emotività, ma leggere i tuoi post, claudileia, mi dà un enorme conforto. Sei una bellissima persona. Vorrei diventare come te un giorno e usare tutto il male che ho subito come energia per aiutare gli altri e non vedo l’ora di leggere il tuo libro ”nessun requiem per mia madre”. Buona vita a te e a tutte le vittime di narcisismo.

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    1. Carissimo Riccardo, mi hai commosso tanto tanto! Provo un’enorme solidarietà per i ragazzi che come te hanno una madre narcisista perversa, perché penso a mio fratello e a me stessa. Lui, unico maschio tra noi femmine, (eravamo in 6!) ha subito il doppio dell’ira e della crudeltà che abbiamo subito noi piccole. La dinamica che mi hai raccontato non era molto diversa dalla nostra: mio padre annullato e sostituito da lui che veniva malmenato ogniqualvolta si ribellava al volere di mia madre, che era quello di usarlo per triangolare con noi femmine, con mio padre e con mezzo mondo. A quel punto partivano le offese al poverino. Non ti dico il calvario che è stato per lui superare tutto ciò senza fare terapia! Ci è riuscito grazie al sostegno psicologico di tutte le sorelle, per fortuna. Purtroppo la madre narcisista sente di dover soffocare l’identità dei figli a prescindere di quale sia. Tua sorella molto probabilmente è stata fagocitata dalla personalità materna fondendosi con lei, mentre tu stai lottando per mantenere sempre più forte la tua, i tuoi principi, sogni e ideali. Sei uno splendido ragazzo di grande dolcezza e fai bene a cercare un aiuto professionale per liberarti dal vero incesto psicologico perpetrato su di te. Capisco che certi passaggi sono costati parecchio scrivere e quindi ti ringrazio doppiamente per la fiducia che hai depositato su di me e sui miei lettori. Hai un grado di consapevolezza molto elevato che piano piano ti porterà a liberarti dagli psicofarmaci e mentalmente distanziarti dalla tua ombrosa figura materna. Se posso darti un consiglio da mamma, visto che ho una ragazza poco più grande di te: amati nel profondo perché la tua statura è già IMMENSA davanti a tutti noi che ti stiamo leggendo e a quelli che ti leggeranno e si identificheranno con il tuo commento. Se mi permette, vorrei pubblicarlo in forma di articolo perché sono certa che molti ragazzi della tua età e che hanno un vissuto materno simile potranno trovare la forza di cercare un aiuto e di raccontarsi senza paura o vergogna. Un abbraccio caloroso!

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