14 Tattiche di controllo del pensiero che i narcisisti usano per confondervi e dominarvi

Fonte: https://blogs.psychcentral.com/narcissism-decoded/2017/09/14-thought-control-tactics-narcissists-use-to-confuse-and-dominate-you/
Autore: Dan Neuharth, terapeuta familiare, individuale e di coppia con oltre 25 anni di esperienza sul campo. È autore di diversi libri, tra i quali If You Had Controlling Parents: How to Make Peace with Your Past and Take Your Place in the World
Trad. C. Lemes Dias
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La vita dei narcisisti ruota attorno alla vittoria, generalmente a spese degli altri. Molti narcisisti hanno un approccio del tipo “vincere-a-tutti-i-costi”, oppure “tutto-o-niente”. Le vittime sono l’onestà, l’empatia e la reciprocità. I narcisisti distorcono la verità attraverso la disinformazione, semplificando eccessivamente, ridicolizzando e seminando il dubbio. Possono essere incredibilmente abili quando usano i classici elementi del controllo del pensiero e del lavaggio del cervello. Per liberarsi dal controllo del pensiero narcisistico è essenziale individuare le distorsioni che praticano DELIBERATAMENTE e INSTINTIVAMENTE.

Applicando il vostro pensiero critico potete contrastare le loro campagne. Qui ci sono 14 delle tattiche di controllo del pensiero che frequentemente usano:

  1. APPELLI EMOTIVI: tentare di giocare su emozioni come paura, senso di colpa e lealtà piuttosto che usare la logica e il ragionamento. I narcisisti usano appelli emotivi per mascherare affermazioni false o oltraggiose. Dal momento che molti narcisisti tendono ad essere i Re o le Regine del dramma, l’uso di un’emozione eccezionale per controllare gli altri avviene naturalmente per loro. Esempio: “Come osi interrogarmi? Dopo tutto quello che ho fatto per te!”
  2. IL CARRO DELLA BANDA: un tentativo di fare pressione sull’interlocutore per “salire sul carro” perché “tutti lo stanno facendo”. I narcisisti conoscono il potere dei numeri. Seguono pedissequamente i loro “Mi piace” sui social media e monitorano costantemente l’attenzione altrui. Avere molti seguaci li rassicura sul loro valore. Usano il potere del pensiero di gruppo e la pressione dei compagni per giocare sull’altrui paura di perdere, di essere ostracizzati o di essere nel torto. Esempio: “Tutti i tuoi amici sono d’accordo con me.”
  3. BIANCO E NERO/PRENDERE O LASCIARE: Fingono che ci sono solo due scelte quando ce ne sono diverse. I narcisisti hanno una visione di mondo che ruota attorno a questi due termini. La sfumatura si perde su di loro. Da questo approccio ne deriva la sensazione di potere che hanno, del tipo divide et impera. Esempio: “O sei con me o contro di me.”
  4. ONERE DELLA PROVA: Dicono agli interlocutori di non aver alcun bisogno di dimostrare alcunché ma, piuttosto, che sono loro a dover esibire le prove che hanno. Tale posizione viene facilmente per i narcisisti che amano, inoltre, prendersi il merito di tutto ma hanno scarso interesse nell’assumersi le responsabilità. Detestano avere torto, quindi mettere la responsabilità sulle spalle degli altri è una strategia ostruzionista che rende particolarmente difficile confutarli. Esempio: So di aver ragione. Vale ciò che dico io, fino a quando non puoi provare il contrario.”
  5. FALSA ADULAZIONE: imburrare gli altri per renderli più ricettivi ai loro argomenti. I narcisisti ricevono raramente un complimento che non li piace. Pensano che gli altri siano suscettibili alle lusinghe come sono loro. Sommergono gli ascoltatori con pseudo complimenti sperando di ottenere qualcosa in cambio. Esempio: “Non posso manipolarti, sei troppo intelligente per questo.”
  6. INCREDULITÀ: Agiscono come se ciò che dite fosse incredibile. I narcisisti usano spesso questa tattica quando non capiscono ciò che l’altra persona sta dicendo. Piuttosto che ammettere la propria confusione, fingono che ciò che l’altro dice ha dell’incredibile. Si tratta di un tentativo di respingere al mittente le giuste perplessità che vengono esposte. Esempio: “Pensi seriamente che esistano mariti migliori di me? Pensi davvero che le altre mogli godano di quello che ti ho dato? No. Tu non vivi nel mondo reale!”
  7. ETICHETTATURA: Applicazione di una frase negativa o attribuzione di caratteristiche negative a una persona oppure inquadratura. I narcisisti amano le etichette. Avere una sola parola per invalidare o umiliare un altro è un potere che adorano. Esempio: “Sei troppo sensibile. Sei un perdente.”
  8. FALSO COMPROMESSO: offerta di incontrarsi a metà strada su questioni in cui vi è chiaramente una scelta giusta e una sbagliata. Se un narcisista ha la possibilità di trattare un’altra persona in modo equo o ingiusto, un “compromesso” che tratta l’altro ingiustamente non è un compromesso, è ancora sbagliato. Esempio: “Ok, hai vinto tu, ti ripagherò $ 50 dei $ 100 che mi hai dato e chiudiamo qui. Meglio di niente, no?”
  9. PROMESSE VUOTE: promettono di dare agli altri quello che vogliono senza alcun piano o intenzione di adempiere alla promessa. Esempio: “Avrai il tuo turno. Lo prometto.”
  10. CITAZIONI FUORI CONTESTO: ripetendo solo una parte di ciò che un’altra persona ha detto o usando le parole di un’altra completamente fuori dal contesto. I narcisisti fanno questo per screditare gli altri e metterli sulla difensiva. Esempio: “Hai sempre detto che le persone devono assumersi le proprie responsabilità! Non avrei mai pensato che tu avessi bisogno del mio aiuto per andare al pronto soccorso!”
  11. RIDICOLIZZARE: deridendo o umiliando un’altra persona, le sue richieste o sentimenti. I narcisisti svalutano gli altri facendo commenti sprezzanti, usando il sarcasmo o l’umorismo ostile, invece di prendere sul serio l’altra persona. Esempio: “Questa è la cosa più stupida che abbia mai sentito. Così mette in imbarazzo te stessa!”
  12. PENDENZA SCIVOLOSA: un appello alla paura che prende un piccolo problema e prevede che porterà ad una serie crescente di scenari peggiori. L’obiettivo è usare un ipotetico futuro/conseguenza estrema per distrarre la persona dalla ragionevole lamentela o argomento. Esempio: “Se faccio questo per te, penserai di poter ottenere quello che vuoi da me. Diventerò il tuo schiavo e non avrò più una vita!”
  13. DISUMANIZZAZIONE: classificare gli altri come inferiori, pericolosi o cattivi per giustificare l’oppressione o eliminarli. La tattica “il fine giustifica i mezzi” è una seconda natura per i narcisisti, che vedono la maggior parte delle altre persone come inferiori. Esempio: “Questa gente porta la droga. Stanno portando del crimine. Sono stupratori.”
  14. SLOGAN: una frase semplicistica che vale per tutto, progettata per fermare il dissenso. I narcisisti hanno spesso frasi tipo che usano quando si sentono minacciati. Esempio: “Sono la tua ultima chance. Sono tutto ciò che hai.”

Sapere è potere. Riconoscere le tattiche dei narcisisti è il primo passo per stabilire dei sani confini contro la loro manipolazione.

 

Vide anche:

https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/21/sabbia-negli-occhi-la-comunicazione-perversa/

https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/08/mento-dunque-sono-considerazioni-sullo-speciale-modo-di-mentire-dei-perversi-narcisisti/

13 pensieri su “14 Tattiche di controllo del pensiero che i narcisisti usano per confondervi e dominarvi

  1. Dopo due mesi di tregua..oggi e’ tornato il mostro!Claudeila ha capito chi e’ il mio mostro,uno che un paio di mesi fa,forse meno,ha beccato una testata ed e’ diventato famoso!nei suoi messaggi whatsapp si evince chiaramente il pre e il post capocciata!infatti vista la rivoluzione femminista che vede le donne che denunciano finalmente istitiute di un nuovo potere,il mostro ben sI e gusrdato in questo periodo dal relazionarsi a me con la sua solita aggressivita’,sa che basterebbero 5 minuti per rovinargli carriera e, reputazione,ho le prove scritte!ora evidentemente il momento dI gloria e’ passato e lui e’tornato all attacco!non sopporta che abbia scelto un altro,ieri sera dopo essersi scordato di fare gli auguri di compl alla festa,e’ venuto qui a portare un regalo,e mellifluamente ha recitato la parte del depresso a cui manca la sua famiglia(premetto che mi ha cacciata di casa con una pancia e 9 mesi…tanto per dirne una,ma c e di peggio anche)..non avendo ceduto oggi sono stata punita!la cosa che non ricordavo e’ il cambio totale di personalita’!ringrazio Dio.di essermi liberata..sette anni di soprusi,se non avessi avuto la mia indipendenza economica non so se ce l avreifatta.impossibile qualsiasi confronto autentico,di buon senso e costruttivo.Imprevedibile nelle sua previdibilita’.sono mostri,inumani,senza coscienza,senza morale,ipocriti all inverosimile.malato lui e la sua famiglia,tutti trincerati nella loro superbia e arroganza.

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    1. Ovviamente è depresso perché credeva che la capocciata l’avrebbe portato a presentare il Festival di San Remo! Ora che ha realizzato di non saper cantare, ballare, suonare o presentare si “ricorda” del compleanno della bimba! Parlando SERIAMENTE: “dimenticare” i compleanni e “ricordarli” giorni dopo è un vecchio trucco narcisista per risparmiare e ferire contemporaneamente. Finché i bambini sono piccoli e non si rendono conto si può parare il colpo, il problema avviene con la crescita quando i compleanni diventano sacrosanti con tanto di torta, palloncini e almeno una chiamata del genitore narcisista mentecatto! Abbracci solidali

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    2. Ciao Virginia,
      non so se ricordi ma tempo fa mi avevi chiesto un indirizzo mail per poter comunicare. Avevo provato ad aprirne uno di quelli temporanei o anonimi o come si chiamano, e te lo avevo scritto ma o non funziona più o sono io a non capirne il funzionamento. Mi spiace non saprei come fare visto che qui siamo tutti un po’ sull’allerta quando si tratta di nomi veri, e comprensibilmente. Se trovi un modo e ancora lo desideri, molto volentieri.
      Anche perché questo tuo commento mi riguarda: negli ultimi mesi dallo scandalo Weinstein in poi anche io pensato di avere finalmente un’arma in più nel caso dovesse rendersi necessario (extrema ratio), ovvero creargli guai sul lavoro con le prove che ho di manipolazioni inganni e triangolazioni con donne e anche uomini della redazione di cui è a capo. Ma avendo con lui una figlia mi sono detta che le userei soltanto, queste informazioni, in casi di bisogno estremo (es: se insiste a “inquinare” e fare pressioni su nostra figlia o a riaprire la causa in tribunale con nuova tornata di spese legali, stress eccetera) perché sono convinta che la sua grandiosità professionale, i numeri di telefono del mondo che conta in tasca e il suo alto reddito siano l’unica costante che lo tiene in vita non essendo egli strutturalmente in grado né di dare né di ricevere amore. Da chicchessia.
      E dunque, a meno di non esserci costretta, lungi da me la prospettiva di rovinarlo professionalmente: otterrei solo un uomo incattivito più del suo già notevole standard, e non necessariamente con me (sarai prudente) ma incattivito con se stesso e il mondo intero, figlia inclusa.
      Questa ondata di nuova consapevolezza del sesso predatorio come strumento di potere in ambito professionale e non solo più di manipolazione in ambito domestico credo e spero possa aiutare anche la causa di una maggiore presa di coscienza anche dei soggetti di cui leggiamo e scriviamo qui perché credo ci siano punti di contatto tra il movimento #metoo e il NPD.
      Ieri leggevo di un avvocato che sta organizzando conferenze per arrivare a una proposta di legge ad hoc per le situazioni di abuso narcisistico: prendendo le mosse dalla letteratura dei testi “sacri” di psichiatria forense sulla psicopatia e dal quadro legislativo attuale, propone di accostare al reato di stalking (a oggi l’unico che possa aiutare certe situazioni attigue alle nostre ma molto parzialmente) il reato di Gaslightning (essendo il reato di plagio impossibile da reintrodurre nella nostra legislazione). Mi sono chiesta: ma come è possibile provare in sede legale una tattica manipolatoria tanto sconosciuta ai più oltre che attinente alla pura psiche?
      Un saluto a tutte e tutti.

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      1. Cara Lucia, possiamo fare le leggi che vogliamo ma se non c’è personale adatto e specializzato per applicarle ogni legge sarà sempre accantonata, passibile di mille eccezioni, interpretazioni ed eccessi burocratici. I soggetti affetti da psicopatia e DNP AMANO i tribunali perché si sentono protagonisti da una specie di pièce teatrale. Si potrebbe dire che danno il meglio di loro in questo tipo di ambiente perché funzionano alla grande sotto pressione, riuscendo a convincere il mondo intero che se hanno dilapidato l’intero patrimonio del partner facendo carte FALSE agivano nell’esclusivo interesse della famiglia e che sì, sono stati “ingenui” ma senza alcun tipo di malafede. Come si fa a provare “l’intenzione” di recare un danno al proprio partner, sopratutto del tipo morale? È qualcosa di talmente complicato da tradurre in termini giuridici con efficacia che mi batto per l’informazione sopra ogni cosa: tutti devono sapere come sono fatti questi soggetti e una volta identificati allontanarsi a gambe levate. Può sembrare semplice, ma la cosa più dura è proprio questa, cioè, SAPERE COME SONO FATTI e SALVARSI prima che sia troppo tardi, senza arrivare al punto di sposarli, fare figli, firmare carte, fare dei progetti, farsi usare, ecc.

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  2. Il primo lavaggio del cervello (ora lo capisco, infatti la frase mi suonò così strana e incredibilmente arrogante e pur tuttavia così carismatica da quanta sicurezza annunciava), arrivò in tempi non sospetti, quando ancora nemmeno lontanamente immaginavo potesse accadere qualcosa fra noi. Non mi piaceva per niente, da nessuno punto di vista.
    Mi disse: “Lo sai benissimo anche tu. E’ solo questione di tempo”.
    Inorridii. Ma quella frase continuò a risuonarmi dentro. Come tutte le cose che disse di sé. Si raccontò così bene, che sembrava davvero una persona forte, come diceva lui. Invece, piano piano cominciarono a cadere i pezzi. Fin dalle prime discussioni. Quando mi accorsi che reagiva agli attacchi al suo io con inimmaginabile violenza. Un bambino isterico. Brutto. Capriccioso. Piccolo da fare quasi pena. Un pazzoide che urlava, insultava e diceva cose senza senso. Con una furia devastante. Mentre nel contenuto non diceva nulla. La prima volta rimasi incredula. Dissi: “No guarda, io e te non possiamo stare insieme”. Ma dopo una prima fase di rodaggio, cambiò tattica. Capì che reagendo alla mia rabbia (quella scatenata dalle risposte che non ricevevo o dalle bugie buttate lì per lì) con la stessa rabbia, mi perdeva. Allora, cominciò a “sopportare”. Cambiare discorso. A fare finta di niente, a cantare, fischiettare, abbracciarmi, mentre io restavo con i miei punti interrogativi. “Sbagliavo a reagire così con te” disse.
    Fin dall’inizio mi spiegò che le parole hanno un’importanza. Lasciano un segno. Anche per questo mi allontanò da tutti. Perché le frasi che ci vengono dette continuano a “girarci nella testa”. E insinuano il dubbio.
    Sembrano davvero tutti uguali questi personaggi. Dicono le stesse cose. LE STESSE! Ma da cosa viene questo modo? E’ il frutto scontato di un io che si difende? Come se ci fossero solo due modi di agire? Quello empatico, sensibile, e quello egoista, difensivo? Come fanno a correre tutti sullo stesso binario come se avessero frequentato la stessa scuola crudele, imparato a parlare lo stesso linguaggio, recitato alla stessa accademia d’arte? Per fortuna se ne comincia a parlare. Perché in questi anni, oltre alla dipendenza chimica, mi sono fusa il cervello a cercare di decodificare. Cercavo una logica dove non ci può essere. Davo un senso alle parole, dove il linguaggio è solo strategia. Finché non sapevo che esistevano queste personalità non potevo darmi pace, ricadevo continuamente nella rete del senso di colpa, dell’ingenuità, dell’ultima chance e ne restavo inevitabilmente legata.
    Grazie a tutti, come sempre

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  3. Uguali tutti, e già! Il mio era uno sproloquiare continuo nei confronti di chi la pensava diversamente, un violento verbale, un arrogante e presuntuoso, una persona che chiedeva rispetto imponendosi con la forza della parole (inutili) e della presunta intelligenza.
    La gente non lo rispettava, lo capisco adesso, ma lo temeva, perché aveva intuito o conosciuto il personaggio indegno di essere chiamato uomo.
    Dopo le sue esplosioni il passo successivo era quello dell’eliminazione e cancellazione della persona che aveva “osato” mettere in dubbio, criticare o semplicemente esprimere una opinione diversa dalla sua. La prima cancellazione avveniva nella sua mente, poi seguivano e, penso continuino, a seguire … le cancellazioni vere e proprie a vita e oltre la vita.
    Una sorta di bullismo adulto. Screditando con battutine, rintuzzando apertamente o molto banalmente sostenendo teorie contrarie, per partito preso, al malcapitato.
    Lo ha fatto anche con me, eliminata per aver, a suo giudizio, commesso errori imperdonabili e, credetemi, nulla di che … cose che si potevano capire e soprattutto perdonare, ma non per una persona malata come lui che li ha intesi come irreparabili, imperdonabili. Non era amore o se lo era … era malato come lui.
    Adesso sono due anni che non lo sento e non lo vedo. All’inizio è stata una morte vera e propria, adesso che ho ritrovato me stessa, i miei amici i miei familiari dai quali a poco a poco mi aveva allontanata, con un controllo totale, so che sto tornando alla vita e sto rinascendo pian pianino. Non sono più condizionata dal suo giudizio e reputo che averlo perso sia stata la cosa migliore che mi sia successa … ovviamente a lungo termine. Quasi quasi dovrei ringraziarlo per essersene andato a quel paese. Spero di non incontrarlo mai più. Bisogna mettere una pietra sopra a quella tomba. Era un rapporto negativo, pessimo, nella fase del lovebombing, e adesso so cos’è, mi ha soltanto agganciata e poi … tutto quello che sappiamo. La logica che comunemente usiamo per lui era una parola straniera, anche per questo non ho voluto spiegazioni né tanto meno ho recriminato per farlo tornare a me. Non ho voluto sapere cosa la sua mente pensava tanto non sarebbe stato realistico. La sua logica, come lui, è malata gravemente. Cosa avrebbe potuto dirmi? Lo avrei armato per umiliarmi. Mi lasci, ho pensato?, io non ti cercherò mai più preferisco morire. Così ho fatto. Non sono morta, ma non gli ho dato la soddisfazione e la possibilità di farmi ancora male.
    Io sono ancora giovane e carina e avrò, se le vorrò, altre occasioni di vita, lui è oramai vicino alla sessantina e molto presto dovrà fare i conti con le cattiverie che ha sparso per il mondo. So per certo che tutto torna … la vita e il tempo mi daranno risposta.

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  4. Saretta sono pienamente d’accordo con quanto affermi. Una vita in fuga da tutto per i continui smascheramenti. Per ļ’impossibilità di relazionarsi con onestà e trasparenza. Cambio di partner, di “amiche”, di lavoro, di interessi, di casa e città… e il farne un vanto di questa sua abilità di adattamento, del non legarsi a nessuno e nulla. Gli scoppi di ira li ricordo con i vicini di casa, l’amministratore di condominio, i vari uomini con cui x interessi o lavoro era costretto ad interagire, impiegati di uffici. ..Sfuriate da pazzo che capii e glielo dissi, avevano proprio lo scopo di intimidire. Credevo lo facesse per non avere rotture di scatole, affinché le persone pensando -è pazzo- non ci perdessero tempo a discutere. Così lui l’aveva vinta. In realtà ora scopro che la cosa era ancora più sporca. Sottomettere. A volte diceva di essersi “frenato” solo perché c’ero io, e quasi sempre finiva con “gli mando il mio avvocato”. Io non capivo perché dal momento che affermava di avere un sacco di debiti continuava a spenderne in avvocati, solo x averla vinta x emerite stupidaggini! Non poteva “stare sotto”. Mai. Soprattutto nei confronti di altri uomini. Provo sempre più pena x queste “anime” dannate.

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    1. Cara Lilith, gli n.p. oppure gli psicopatici sono guerrafondai nati. Non vivono senza caos, senza dramma, senza seminare zizzania… una vita tranquilla è tutto ciò che non vogliono. Per loro è l’equivalente della morte. Certo, dicono sempre che si trattengono di far casino davanti a te, ma la verità è che non hanno alcuna capacità di trattenere i loro impulsi più primitivi e quindi quando meno te lo aspetti ESPLODONO per qualsiasi motivo assolutamente stupido e senza senso. Esempio classico: le finte scenate di gelosia. Simulano scenate di gelosia per liberarsi dell’energia in eccesso quanto tutto è tranquillo e sereno. Magari sei andata a comprare una lattuga dal fruttivendolo sotto casa, hai impiegato 10 minuti e quanto ritorni c’è il caos assoluto! Quindi, di solito gli scopi di ira sono soltanto l’ennesimo antidoto contro la noia mortale.

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  5. Ciao a tutte/i.
    Come ho già avuto modo di scrivere io ne sono fuori. Quello che poi si vede dall’esterno è la meschinità assoluta di queste persone. Giocano con voi finché non si stufano perché presto si annoiano. I momenti più pericolosi sono quelli del ritorno di fiamma da parte loro perché avviene in momenti di completa lucidità nei quali sono se stesse/i. Rarissimi momenti di infinita dolcezza di corta durata. E’ qui che ci caschiamo speranzosi in un cambiamento che però è solo momentaneo. Poi ricomincia la solita storia del tira e molla. Devono in qualche modo combattere la NOIA ogni singolo minuto della loro esistenza e va bene tutto, qualsiasi tipo di stratagemma torna utile. Non ci cascate. Non sono persone cattive, né buone, sono involucri vuoti che riempiono ogni giorno imitando i gesti, le emozioni, il modo di fare di chi gli sta attorno. Niente altro.

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  6. Scusate sbagliato a scrivere il nick!
    Ciao a tutte/i.
    Come ho già avuto modo di scrivere io ne sono fuori. Quello che poi si vede dall’esterno è la meschinità assoluta di queste persone. Giocano con voi finché non si stufano perché presto si annoiano. I momenti più pericolosi sono quelli del ritorno di fiamma da parte loro perché avviene in momenti di completa lucidità nei quali sono se stesse/i. Rarissimi momenti di infinita dolcezza di corta durata. E’ qui che ci caschiamo speranzosi in un cambiamento che però è solo momentaneo. Poi ricomincia la solita storia del tira e molla. Devono in qualche modo combattere la NOIA ogni singolo minuto della loro esistenza e va bene tutto, qualsiasi tipo di stratagemma torna utile. Non ci cascate. Non sono persone cattive, né buone, sono involucri vuoti che riempiono ogni giorno imitando i gesti, le emozioni, il modo di fare di chi gli sta attorno. Niente altro.

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  7. “ung South American talentYarms openAndriy Yarmolenko could finally be heading to England with Spurs, Everton and Stoke all waitingdone dealsClub by club guide on all the ins and outs at Premier League clubs during the transfer windowHOOLIGAN'S ROYAL LINKEngland footie thug jailed for pushing a Polish man in front of a Tube train as Euros 'revenge' played rugby with Prince Harrykanu believes itArsenal legend Kanu reckons Arsenal can win the Premier League.”

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