Empowerment personale post legami traumatici: i superpoteri dei sopravvissuti

“Io sono ferro e forgio me stesso.” – Lagertha, Viking Shieldmaiden

Autrice: Andrea Schneider, psicologa clinica (Los Angeles, CA), è specializzata in terapia EMDR con foco sui danni prodotti da eventi traumatici come lutti, separazioni e relazioni tossiche in ambito familiare, lavorativo e di coppia. Website: https://www.goodtherapy.org/therapists/profile/andrea-schneider-20100917
Trad. C. Lemes Dias

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Come terapeuta specializzata nel trattamento di persone sopravvissute agli abusi narcisistici, rimango spesso colpita della forza di volontà, della vitalità d’animo, della determinazione e del coraggio dei miei pazienti quando comprendono di poter vivere liberi da abusi e traumi. Indipendentemente dal fatto che abbiano avuto un impatto negativo sul loro lavoro, sulla loro famiglia o sulle relazioni affettive, i sopravvissuti a questo tipo di maltrattamento riescono a sviluppare un tipo molto speciale di resilienza. Dico spesso che è come avere una serie di “superpoteri”. Nella comunità terapeutica questo straordinario potenziamento è chiamato da noi terapisti crescita post-traumatica. Significa essenzialmente salire a un livello superiore di potenziamento delle proprie capacità dopo aver sperimentato avversità rilevanti. Connettetevi dunque al vostro “Lagertha interiore” (Viking Shieldmaiden) e continuate a leggere qui sotto per “svegliarvi” e prendere coscienza dei vostri superpoteri…

Quando ho iniziato a lavorare con i sopravvissuti agli abusi narcisistici mi sono imbattuta negli scritti fondamentali di una precursora sull’argomento, Sandra Brown e il suo Women Who Love Psychopaths: Inside the Relationships of Inevitable Harm with Psychopaths, Sociopaths and Narcissists (2009).

A differenza di altri libri e articoli scritti per i sopravvissuti all’abuso emotivo e psicologico perpetrati da persone affette da disturbi della personalità, il libro della Brown è stato il primo a descrivere i sopravvissuti in una luce realmente potenziante (rispetto al comune tono di vergogna o biasimo della vittima che è così prevalente su molti siti Web). Brown è una delle prime scrittrici ed esperta ad andare oltre l’etichettatura della “codipendenza” delle vittime, trattandole da sopravvissute agli abusi psicologici. Nel libro menzionato sono descritti molti di questi “super tratti”. Tali qualità emotivamente intelligenti sono doni che nascono per contrastare ogni eventuale ferita psichica interiore. Sappiamo che molti sopravvissuti hanno subito gaslighting per parte dei maltrattanti, essendosi ritrovati in uno stato di dissonanza cognitiva in cui credevano di essere i responsabili dell’abuso emotivo, oppure credevano che una certa qualità al loro interno avesse provocato il maltrattamento. Posso affermare con enfasi inequivocabile che nessun sopravvissuto all’abuso può essere incolpato per ciò che ha sofferto: sono persone che impiegano mesi o anni di terapia prima di abbandonare i sensi di colpa e la vergogna.

Ancora una volta, non tutti i sopravvissuti sono codipendenti. La stragrande maggioranza dei sopravvissuti con cui ho lavorato è emotivamente molto intelligente e possiede i “super tratti” di cui parla Sandra Brown nei suoi scritti. Le persone emotivamente intelligenti sono ironicamente molto attraenti per gli individui con disturbi della personalità proprio perché perspicaci, ossia, possiedono tutte le qualità che una persona che vive per disseminare dolore non potrà mai avere. I sopravvissuti agli abusi narcisistici non sono persone distrutte indelebilmente. Al contrario, hanno quei “superpoteri” che permettono loro non solo di svolgere il lavoro di guarigione dal trauma di chi è stato emotivamente coinvolto in una relazione distruttiva, ma anche di essere eccellenti partner in relazioni sane che si vengono a creare nel lavoro, in ambito familiare e nuovamente in amore.

Di seguito sono riportati alcuni “superpoteri” che i sopravvissuti all’abuso emotivo possiedono in modo univoco (aggiungo che dovrebbero essere molto protettivi nei loro confronti):

  1. Alta empatia e compassione: i sopravvissuti con cui ho lavorato generalmente mostrano un’incredibile capacità di entrare in empatia con i loro simili esseri umani e altre creature sul pianeta e sono abbastanza arguti, alcuni con abilità profondamente intuitive. Molti si sono descritti come “empatici” il che, in buona sostanza, significa essere altamente intuitivi e con una profonda compassione per gli altri esseri viventi e la natura.
  2. Grande capacità di reciprocità, di negoziare e di risolvere i problemi (problem-solving): ho visto un meme che mostrava la foto di una testa d’asino che spuntava da una porta della stalla con la frase: “Non devi essere uno Jack-Ass balbettante”[1]. Molti dei miei pazienti sono eccellenti problem solvers, sanno come affrontare situazioni conflittuali e scendere a compromessi in trattative molto difficili. Hanno grandi capacità diplomatiche quando lavorano in gruppo. Questo accade perché quando erano affettivamente coinvolti nella relazione con il/la narcisista o un altro tipo di maltrattante, si rendevano conto di dover spiegare concetti elementari, cosa fosse il buon senso (emotivamente) a un’altra persona – il che la dice lunga sul tipo di rapporto che avevano instaurato con il/la maltrattante. Questo vale per tutti: se dovete spiegare come un essere umano normale dovrebbe comportarsi, sappiate che “Houston, abbiamo un problema!”.
  3. Integrità e autenticità: i sopravvissuti sono spesso conosciuti per la loro onestà, per le parole e azioni allineate, congruenti. Un maltrattante è attratto da questa qualità favolosa, la coerenza, perché crede che quasi come per osmosi potrà assumere la personalità del proprio partner restando associato a lui/lei e alla buona immagine che l’altro possiede all’interno di una comunità. Anche se questi superpoteri o qualità sono qualcosa di evidente e di cui essere orgogliosi, sono anche doni che il sopravvissuto deve proteggere, senza mai regalarli al primo che passa salvo che e fino a quando non sa che il destinatario è degno di ricevere un simile regalo e di ricambiarlo.
  4. Responsabilità per le azioni: la maggior parte dei sopravvissuti con cui ho avuto l’onore di lavorare è dotata di una grande forza e ha l’umiltà di accettare la responsabilità della propria disavventura al fine di agire per apportare il cambiamento che conta per la loro vita. Sfortunatamente, i loro maltrattanti generalmente non possiedono questo dono, di modo che il gaslighting e lo spostamento della colpa/proiezione aggravano la posizione già vulnerabile in cui si trova un sopravvissuto in un primo momento. Una volta liberi dai maltrattamenti e consapevoli del loro reale potere, i sopravvissuti imparano a fortificare e rivendicare i loro limiti nelle relazioni future, spianando la strada a interazioni più sane in amore, nel lavoro e in ambito familiare.
  5. Disponibilità/capacità di portare una relazione a svilupparsi a livelli più alti, più maturi e di vera intimità: un sopravvissuto empatico generalmente sa cosa serve per vivere una sana relazione d’amore. Questa comprensione include la consapevolezza che a un certo punto la fase dell’infatuazione passerà e che sarà necessario rimboccarsi le maniche per far sì che il rapporto vada avanti. Affinché una vera intimità sia raggiunta, è necessario abbandonare le frustrazioni infantili del tipo “non hai messo il tappo del dentifricio”. Un sopravvissuto sa che è possibile conoscere un altro essere umano in profondità soltanto abbandonando l’immaturità. Ricordatevi che i maltrattamenti emotivi estremi tendono a rivolgersi a persone che sanno come portare avanti relazioni sane oltre il luccichio dell’infatuazione, incluso tutto il lavoro di ordinaria amministrazione e poco divertente come quello di pagare le bollette, l’educazione dei figli, la cura della casa, ecc. I sopravvissuti imparano sulla loro pelle che maltrattanti estremi non hanno la capacità di evolvere in una relazione a un livello più alto e più maturo, ma restano bloccati in cicli di idealizzazione/svalutazione/scarto. I sopravvissuti, diversamente da loro, possono perfettamente andare avanti per continuare a sperimentare relazioni sane in amore, in ambito lavorativo e all’interno delle loro famiglie, rapportandosi con altri individui sani in grado di ricambiare livelli più profondi di vulnerabilità emotiva e di costruzione della fiducia.

Vedete, c’è una grande speranza per i sopravvissuti agli abusi emotivi. È possibile guarire!

Le stesse qualità che i maltrattanti prospettano per loro sono esattamente quelle che le persone sane possiedono. Ecco perché si sentono attratti da persone emotivamente solide. Quando i sopravvissuti svolgono il lavoro di guarigione e di recupero del trauma, allora fanno quel passo in più per raccogliere poteri di discernimento e di valutazione a livelli ancor più elevati. Se capiterà a un sopravvissuto di incontrare un potenziale maltrattante il suo radar non si spegnerà più poiché la sua capacità di impegnarsi in connessioni salutari con gli altri viene potenziata nel post recupero. Alcuni passi importanti per i sopravvissuti in un primo momento sono:

  1. Saper identificare un professionista competente e compassionevole, specializzato nell’elaborazione di un programma di recupero adatto al superamento del trauma relazionale;
  2. Ampliare e approfondire una sana rete di sostegno sociale;
  3. Puntare sulla cura di sé e del proprio benessere psicofisico, mettendo in pratica su se stessi i superpoteri che gli sono stati conferiti in modo INCONDIZIONATO.

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Jackass, in pratica la brutta coppia di un personaggio televisivo ritenuto stupido che veniva calpestato da tutti nell’omonima seria TV trasmessa in Italia da MTV.

 

 

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109 pensieri su “Empowerment personale post legami traumatici: i superpoteri dei sopravvissuti

  1. Grazie per questo articolo illuminante e al tempo stesso confortante per le ex vittime. Voglio aggiungere che la mia esperienza di sopravvissuta agli abusi emotivi ( sia familiari che sentimentali ) mi ha indotto a lavorare sulla mia parte emotiva coltivando maggiore razionalità e capacità di sintesi e di analisi. Il che non vuol dire “freddezza” come molti potrebbero pensare, ma vuol dire solo maggior equilibrio e maggiore pace interiore, così da rendersi meno vulnerabili ai costanti attacchi esterni da parte di altri.

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    1. Cara Grazia, credo che queste terribili esperienze ci costringono a fare tutti quei lavori interiori che abbiamo procrastinato a lungo. Sapevamo che ‘prima o poi’ avremo dovuto guardarci allo specchio per dirci con la massima onestà cosa c’era di tanto attraente in chi alla fine sapeva unicamente ferirci. Qui le risposte non saranno mai le stesse perché ognuno di noi sa in cuor suo quale pulsante premeva il maltrattante per farci capitolare. Abbracci a te.

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    2. Ciao Claudileia. Mentirei se dicessi che la mia esperienza accanto a questi soggetti non mi ha arrecato danni ingenti ( anche materiali ) che pago ancora oggi. Ma la cosa più difficile per me è stato accettare che per coloro che consideravo le persone più importanti della mia vita io non ero altro che una “fonte energetica di ottima qualità”. So che forse dalle mie parole non riesco bene a rendere l’ idea dell’ enorme fatica e quantità di tempo che questo percorso di presa di coscienza ha comportato per me, e che questo passaggio detto così in poche parole può apparire facile. NON LO E’. E’ terribilmente doloroso e difficile perchè si tratta di rimettere in discussione tutto il nostro vecchio sistema di credenze. Ma se ne esce, se ne può uscire e a quel punto tutto ci apparirà diverso, semplice, limpido e chiaro. Anche se certamente molto più “asettico”. Avremo perso una parte di noi, quella che ci legava alle nostre illusioni sentimentali ( l’ uomo dei nostri sogni che in realtà non è mai esistito, una famiglia amorevole che aveva a cuore solo il nostro bene, ecc… ). Ma ciò che riacquisteremo dopo ( NOI STESSI ) vale infinitamente di più ed è tutt’ altro che trascurabile. Lo dico sopratutto per S.w.a.
      Un abbraccio anche a te

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      1. Non voglio sembrare disfattista, ma mi è chiaro che gran parte della vita (emotiva e razionale) delle persone è dedicata all’indorare la pillola di “un’invincibile sconfitta” (come sintetizza il grande Cohen). Non abbiamo più illusioni, ciò è bene; ma senza illusioni, resta la speranza? Ci siamo liberati del nostro aguzzino, ciò è molto bene; ma se siamo soli, possiamo dire che va bene così? Temo che questi superpoteri siano come i soldi del Monopoli o – se vogliamo – come i talleri ideali di Kant. Il valore è quello che è, ma la moneta è realmente spendibile? Consideriamo anche che già prima della disavventura eravamo tutti perfettamente in grado di gestire una forte stabilità dell’oggetto d’amore (per questo siamo stati selezionati come vittime sacrificali), quindi la capacità d’amare c’era già, l’empatia c’era già, la forza c’era già. Ora, facendo i conti con quel che resta, possiamo illuderci che si siano rafforzate delle qualità che non ci hanno messo in salvo, che non derivano dall’esterno e che comunque ci appartenevano già. Di contro, qualcosa è andato perduto. Poi, certo, possiamo pensare che siamo più felici di loro… ma sinceramente, parlo a titolo personale, chiamare felicità ciò che vivo sarebbe svalutare la felicità e bestemmiare la vita. Le illusioni devono cadere, è vero. Ma è difficile che l’impatto non sia devastante. Resta un me stesso inestimabile. Ma è solo.

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  2. Bentornata Claudileia carissima.
    Ottimo articolo che arriva proprio al momento giusto visto che proprio negli ultimi giorni il focus dei nostri commenti era proprio sul fatto di essere persone di valore nonostante i tentativi de vari No di farci passare per “malfunzionanti”.
    Credo anche io che in ciascuna di noi ci sia un potenziale enorme che aspetta solo di essere valorizzato.
    Grazie per il tuo libro.
    L’ho letto con interesse e ho compreso tante cose che prima mi sfuggivano….
    Un grosso abbraccio

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    1. Cara Spirito Libero, che bello vedere tantissimi commenti sull’articolo dedicato al libro. Avete costruito uno spazio terapeutico online di immenso valore per tutta l’estate. Questo basta e avanza per rendermi veramente felice! Non ho dubbi che sono le nostre qualità ad attrarre tali “soggetti” e ho sempre ribadito qui: hanno bisogno di uno specchio che rifletta tutto ciò che non sono e mai lo saranno. Concordo con l’autrice sulla necessità di essere gelosi di questi nostri doni e che bisogna rivolgere lo sguardo verso noi stessi con tutta la compassione che abbiamo dentro ancor prima di prenderci cura di qualsiasi altra persona. E’ un passo necessario che potrà soltanto giovare al nostro cuore e al cuore di chi ci avvicina. Abbraccio enorme a te!

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    1. E’ proprio così, cara Oliver. Molti difetti ci vengono proiettato a doc per indebolirci e renderci dipendenti. Nel pieno della dissonanza cognitiva crediamo di essere tutto e il contrario di tutto e quindi possiamo restare impelagate in una ricerca quasi ossessiva di faglie caratteriali (nostre!) che non sono mai esistite. Bisogna imparare a distinguere ciò che ci appartiene da ciò che non è roba nostra, di modo che il lavoro terapeutico o di auto cura colpisca in pieno ciò che sappiamo di essere una nostra vulnerabilità e non un’idea impiantata da qualcun’altro – e che magari poi descriviamo al terapeuta come qualcosa di molto reale che ci appartiene da “sempre”. Abbraccio grosso!

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      1. grazie, mi riconosco moltissimo in questa risposta…di faglie caratteriali che non mi sembrava di avere me ne ha addebitate molte e anche di idee negative e autolesioniste me ne ha impiantate. e alla fine non capisco come sono diventate reali, anche le persone attorno a me ci han creduto diciamo. chissà se mai riuscirò a tornare me stesso, ormai son passati tantissimi anni

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      2. Scusa se te lo chiedo, rep rip, ma quanto tempo è passato? E in tutto questo tempo il contatto con np ha continuato ad esserci? Ti chiedo se hai mai intrapreso una psicoterapia per cercare di affrontare queste faglie, queste crepe dell’anima, queste false credenze che np ti ha impiantato. Se è passato tanto tempo e tu non ritrovi te stesso, probabilmente è necessario un percorso di sostegno…

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      3. ciao Blume sono passati talmente tanti anni che mi vergogno a dirlo. gli altri che conoscevo si son laureati sposati lavorano, io invece sono ancora fermo a leccarmi le ferite, mi sento patetico. E nessuno si è più fatto sentire per chiedere come sto. psicologi ne ho contattati tanti, ci ho speso tanto soldi ma non volevano parlarne, io magari insistevo ma mi dicevano tutti la stessa cosa “è passato tanto tempo non devi pensarci più” “lasciati il passato alle spalle e guarda avanti” “ora quelle persone non ci sono più nella tua vita puoi dimenticarli”. chiaro che non ci sono più, ma i danni dentro di me sono rimasti. me ne dissero un po’ di tutti i colori. Lo so che sembra che la faccio lunga e che voglio fare la vittima incompresa, ma è la verità, è andata così, non so che altro dire. cmq la mia è una storia un po’ diversa. Io e chi mi ha fatto star male eravamo due amici, non una coppia e non ne ero innamorato, anzi non mi stava nemmeno molto simpatico… penso di essere stato “semplicemente” il bersaglio della sua invidia crudele. all’inizio si avvicinò pretendendo quasi che diventassimo amici, facendomi anche sentire in colpa se mi fossi rifiutato, e poi iniziò il martellamento. aiutato da altre persone anche, ma come ho detto la storia sarebbe lunga da scrivere. però grazie per l’interesse davvero

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      4. Non voglio forzarti a parlare, se non vuoi. Ma penso sempre che raccontare può aiutare a elaborare, a capire, in direzione del superare. Se gli anni son tanti è chiaro che il consiglio più saggio è “puoi non pensarci più!” ma la saggezza è anche capire quando la saggezza non riesce ad essere praticata: se tu non riesci a non pensarci, se tu ci pensi, se ti senti di essere stato a tal punto osteggiato e invalidato da questa persona da perpetrare i riflessi nell’oggi, forse devi ancora “buttare fuori” qualcosa di te stesso più che degli altri, riconoscere meglio qual è stato il tuo personale impasse nell’aggancio mortifero con questo amico. Non capisco che risposta è, da parte di un professionista psicologo, “non ci pensi più!” quasi con una pacca sulla spalla, se il paziente viene da te proprio perché non riesce a liberarsi di questo pensiero!!!…

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      5. grazie blume. se sono fermo ancora dopo tanti anni penso sia anche dovuti al fatto che nessuno mi abbia mai aiutato ad elaborare quanto successo anzichè liquidare con superficialità. era brutto vedere persone che mi facevano parlare per farmi sfogare e poi cambiare di discorso una volta che avevo finito. mi faceva sentire ancora più stupido. come se io avessi da dire solo cose inutili o senza significato. alla fine mi son dovuto rassegnare

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      6. Ma non rassegnarti al recupero di te stesso, rep rip, pure se gli altri non sono più recuperabili. Io ti consiglio, se ne hai la possibilità, di rivolgerti a un altro psicoterapeuta che ti aiuti a elaborare il tutto. Si tratta non più di superare np, che ormai è andato, ma di lavorare sul senso della propria autostima. Esistono professionisti capaci di lavorare seriamente su questo.

        Ti abbraccio

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  3. Mah. Sarà. Mi piace crederci. De facto, a me le cose non sono mai più andate bene, pur con tutto l’impegno e i super poteri, mentre alla mia controparte (che detesto chiamare così, ma che percepisco come tale) pare che né la società, né il destino abbia presentato un conto neanche simbolico. Temo che avesse ragione Lacan: più spregevoli sarete, meglio andrà.

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    1. Caro S.w.a., mi aveva molto colpito un tuo commento di qualche tempo fa in cui dicevi che la tua ex si era fatta notare in giro per dei comportamenti volgari e incompatibili con la classe che ostentava con te. Ecco il punto: i narcisisti sanno come attrarre tutti i riflettori su di loro anche in modo molto negativo. Dopodiché, c’è sempre qualcuno che ama la sfida di dover riparare ‘qualcosa di rotto’ e che s’ingegna per riportare sulla buona strada le pecorelle smarrite. Il resto è scambio di favori e giochi di luci, ma mai vero successo e potere reale. Sotto la patina luccicante che ogni tanto ti soffermi a guardare (o che ti viene riportata) c’è la battaglia per ottenere tutti gli sguardi di ammirazione della Terra. Si tratta di una missione impossibile ma che proprio per questo richiede tanta, MA PROPRIO TANTA energia. Non attenderti che la società presenti chissà quali conti a queste persone: SEI TU LA PERSONA CHE HA IL POTERE DI USARE LA TUA ENERGIA IN UN MODO MIGLIORE, MOLTO PIU’ COSTRUTTIVO E SODDISFACENTE PER LA TUA VITA E PER QUELLA DEGLI ALTRI. La società che vada a farsi benedire. A sapere il fatto tuo sei tu. Che t’importa della società quando non hai conti in sospeso con lei? Il vero successo è ciò che ci soddisfa in quanto persone. A volte combacia con l’arte (ma non sempre). Prova a immaginarti facendo il volgare per attirare l’attenzione… Non ti sentiresti un po’ ridicolo? Pretendere la ribalta eterna è una follia che i narcisisti amano perseguire. Il problema è che quando i riflettori si spengono arriva puntualmente la noia e le crisi di astinenza… Bene, direi che per loro il successo è qualcosa di infernale in tutti i sensi perché non sanno cosa sia eppure lo inseguono fino alla perdizione. Abbraccio grande!

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      1. Sì e no. Parlo purtroppo di soddisfazioni di un certo livello, in campo professionale. Che merita, essendo brava e avendoci investito molto, ma che la peggioreranno, rendendola ancora più tronfia, presuntuosa, avida, cinica, opportunista e anche soddisfatta di sé. È molto doloroso scoprire di provare fastidio per una vittoria altrui. È anche infantile. Eppure, è normale augurare del bene ai nostri amici, perciò sarà altrettanto normale augurare del male o almeno non del bene ai nostri nemici. E chi sono i nostri nemici? Coloro che ci hanno danneggiato gratuitamente e consapevolmente. Uno scampato a un lager soffrirebbe senza dubbio nel sapere che l’ufficiale nazista che lo torturava non solo è libero, ma ha anche vinto la lotteria. Parrebbe una parzialità e un tradimento del destino. Nel caso dei narcisisti, credo sia lecito aspettarsi che il comportamento che conosciamo li intralci in qualche modo, che anche loro debbano soffrire un poco per la loro disfunzionalità. O almeno non raccogliere sempre buoni frutti, uscendo vittoriosi e soddisfatti. Sì, certo, dentro sarà di loro sarà un inferno, ci sarà un vuoto incolmabile, però posso garantire che quel vuoto lo provo anche, pur avendo valori e ideali. Anzi, proprio perché li ho e li ho visti calpestati in questo modo… Purtroppo, non esiste rivalsa. E se esistesse, sarebbe la loro. Certo, occorre amare ciò che si è ciò che si fa… ma certi traguardi tagliati da chi si sa una persona indegna finiscono per offendere il senso di giustizia, va detto.

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    2. Sì, S.w.a., sembra che loro cadano sempre in piedi. In effetti, cadono proprio sempre in piedi. Non è difficile cadere in piedi, del resto, se non si hanno scrupoli, se un giocattolo vale l’altro, se le persone non hanno importanza e l’una o l’altra è uguale, se il mondo è vissuto soltanto come una variegata mensa di “funzioni” da prendere e utilizzare a piacimento al pari di oggetti (se funzionano bene) o lasciare (se funzionano male) Ma ci importa davvero di cosa fanno loro? Voglio dire, c’è certo anche una comprensibile e legittima soddisfazione in noi nel vedere che le cose vanno loro male, ogni tanto, se non dovessero trovare sempre i riscontri necessari alla loro patologia… è normale, comprensibile da parte nostra. Ma, alla fin fine, pure chissenefrega, non trovi? Attenzione, ti suggerisco attenzione su te stesso: quello che tu, in un post successivo, definisci il tuo dispetto per la non soddisfazione di un “senso di giustizia” superiore (sarebbe giusto, infatti, che una persona così indegna sprofondasse immediatamente in un girone infernale eterno dopo essere passato per la pubblica gogna: sarebbe giusto e praticabile se esistessimo noi come Giudici Supremi e non fossimo in un mondo pessimo, e sempre meno collegato ai valori di solidarietà e onestà intellettuale e coerenza mentale: oggi utilizzano la figura di Gandhi per vendere prodotti… tutti possono dire tutto e il contrario di tutto…come fa ad essere perdente o a non proliferare np in un mondo che sempre più si caratterizza così?). L’attenzione su di te che ti suggerisco è questa: una cosa è il senso di giustizia superiore (sulla cui prospettiva puoi lavorare) e un’altra la soddisfazione personale di vederli perdenti (su questa è più difficile lavorare direttamente, perché è anche il frutto psicologico della famosa dissonanza cognitiva: li condanniamo razionalmente ma continuano ad avere una appetibilità per noi: cioè, ancora non li abbiamo fatti scendere dal piedistallo e per questo noi continuiamo a sentirci sfigati e sotto e perdenti e più fortunati quelli con cui ora si baloccano): quindi, lavora più così che cosà: per quanto riguarda il loro successo nel mondo: sì, può darsi che anzi sicuramente sono gloriosi in un mondo di questo tipo, che presta attenzione alle apparenze e alla superficialità esteriore? io non vorrei essere gloriosa in base a questi disvalori: sono fiera di non esserlo e di cercare di costruire qualcosa di buono altrenativo a questo modus operandi in ambienti umani non così contaminati (quelli in cui prolifera np come la gramigna): magari nicchie da cercare col lanternino, ma esistono e vanno cercate. La tua np è ad alto funzionamento e nel lavoro va una bomba? pensa che, se non avesse il problema di cullare la propria patologia nei modi che sappiamo, sarebbe un autentico genio riconosciuto nell’intero orbe terraqueo, e non può riuscirci, invece, perché è malata mentalmente e spreca troppo tempo a fare danni in giro. In qualche modo sono comunque da compatire in se stessi: per lo spreco del proprio talento, quando ne hanno; per l’inautenticità delle vite parallele che vivono (e che non li soddisfano); per l’insoddisfazione perenne che provano pur fra gli applausi del mondo. Io non li ritengo fortunati. Io sono più contenta a sapermi diversa da loro, proprio in virtù delle caratteristiche elencate nell’articolo tradotto da Claudileia qui: queste caratteristiche che abbiamo,pur se stiamo male, sono pregi, non difetti (in assoluto dico, proprio in virtù di quel senso di giustizia superiore che tu individui ed evochi); possono anche creare in noi sofferenza: ma la capacità di provare sofferenza non è un difetto né una debolezza (come pensano gli np), è anzi un elemento indispensabile, agli umani, per elaborare gli errori, al fine di costruire qualcosa di più “giusto” o meno “sbagliato” nei rapporti con gli altri. Np che invece lavorano per l’intera loro esistenza a percepirsi come superiori, impermeabili alla sofferenza, perdendo così sistematicamente tutte le occasioni migliori nella dimensione delle relazioni con gli altri, sono condannati a ripetere sempre se stessi senza alcuna variazione: io non la trovo una condizione degna… poi, se cadranno, va bene, se lo saranno meritato, ma pure se non cadranno mai e fino all’ultimo troveranno il modo di sfruttare le energie di qualcun altro da desertificare, anche in punto di morte, a me non sembra una condizione umana degna, la loro, neanche per se stessi oltre che, ovviamente,per gli altri che sono sottoposti ad opera di demolizione). Io questo lo penso davvero, non è un contentino che mi do…

      PS. Alle caratteristiche molto utilmente presentate in questo articolo, aggiungo anche un altro vantaggio psicologico dei sopravvissuti: sapere per esperienza, appunto, di poter sopravvivere… Ricordo invece qui il caso di un np che ho conosciuto in passato, scintillante e superficiale, applauditissimo e ricercatissimo dal mondo finché giovane e attraente, che poi invecchiando si è trovato privo dei necessari e immediati riscontri (né è stato capace di prepararsi all’evenienza necessaria dell’invecchiamento: sempre fermo su una costruzione ideale di se stesso: incapace di trasformazione) e alla fine si è suicidato (dopo essersi rimaterializzato a me dopo 10 anni che non lo vedevo ed ero felicemente sposata, dopo essersi rimaterializzato presso tutte le sue ex risorse e non avendo pescato pesce). Aggiungo che, per me, non è stato uno bello spettacolo, quello del suo fallimento finale: anzi, orrendo. E un senso di estraneità assoluta a quella vita sprecata su altari patologici, nonché dunque anche alla sua morte.

      Ti abbraccio

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      1. Tutto vero, se non fosse che sopravvivere non basta, che i superpoteri non forniscono risorse sufficienti a non fare una vita comunque tremenda e che per un giorno storto dei loro, noi ne abbiamo passati più di mille. Poi il tuo “felicemente sposata” mi dà l’idea di un’altra prospettiva, ma non è una cosa che può passare da uno all’altro. Io NON sono né felice, né sposato, lotto tremendamente per un’affermazione che anche nel migliore dei casi è poco invidiabile e se chiunque si mettesse a bilanciare i miei risultati e quella della np, risulterebbe chiaro che ha vinto lei, una guerra che tra l’altro io non avrei mai dichiarato. Un giorno si ucciderà? Be’, non è detto che non tocchi anche a me e pure prima (benché io non ne abbia intenzione). Quel giorno proverò pietà? Per carattere, direi di sì, ma realisticamente non ci metterei la mano sul fuoco. Anche l’umanità si prosciuga dopo quel trattamento e in fin dei conti i mostri sono mostri ed è augurabile la loro fine per il bene di tutti. Ma non c’è giustizia, mai. Priebke ha vissuto 100 anni. Mio nonno solo 70. Era una brava persona.

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      2. Caro S.w.a, chi sono io per sollevarti il morale? Penso però che c’è troppo paragone tra la tua vita e quella che lei conduce e che la sua felicità o infelicità non ti cambia la vita. Tu dici: be’, se so che le cose vanno male per lei allora mi sento un po’ più sollevato perché so che esiste una specie di karma, di legge del contrappasso o qualcosa così. La questione è che tu ammette il fatto che lei abbia dei meriti nel suo lavoro e che quindi il suo talento non ha niente a che vedere con ciò che ha fatto a te. Il punto è che sentendoti ancora molto ferito non ce la fai a dividere le cose al punto di dire: “Lei è stata una donna tremenda con me. ANCHE se come ARTISTA merita tutti gli allori non la vorrei nemmeno rivestita d’oro per come si è comportata e tanti auguri al prossimo…”. Mischiare i piani è sempre una gran fregatura. Dopodiché non solo Priebke è campato a lungo ma se andrai a vedere nel mondo dell’arte, della cultura, delle leggi, della scienza e della tutela dei Diritti Umani, molti sono campati parecchio e per fortuna ci hanno lasciato cose belle da apprezzare. Se avesse vinto alla lotteria Priebke avrebbe investito in più orrore, morte e distruzione anche vivendo in un castello di cristallo e mangiando caviale dalla mattina alla sera. Penso che il concetto di successo e di giustizia è molto personale e che ognuno abbia il suo, ma tra guardare ciò che ha fatto un nazista e una scienziata come la Levi-Montalcini, il mio sguardo si volge verso ciò che è luce. Il male esiste, non ci sono dubbi, ma non concordo sul fatto che prevalga sempre. Quasi tutti gli scienziati che hanno scoperto un vaccino o una cura per qualche malattia hanno campato a lungo e hanno salvato milioni di vite, basta dare uno sguardo alle loro biografie. Anche mio papà non ha vissuto per 100 anni, ma ha compiuto la sua missione egregiamente fino ai 78 anni. Il mondo è ingiusto? Se siamo qui a darci una mano forse così schifoso non è… ❤️

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      1. Ah, certo non gli si augura il bene, è chiaro… e ci sta tutta pure la soddisfazione se qualcosa va loro male, ma secondo me tutto dipende da quanta rilevanza ha, nella tua vita senza np, questo senso di vendetta su np. Non so se è chiaro quello che voglio dire. Se questo pensiero arriva ad offuscare la tua vita, ad impedirti di vivere pienamente ancora la vita, penso che in questo caso ci si debba porre un problema su se stessi, sì, mentre tutto il resto è normale (è normale pure, in sé, augurargli che vada loro male: non siamo affatto obbligati a nessuna forma di compassione verso di loro).

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      2. ciao blume, rispondo qui a un messaggio che mi hai scritto sopra. per me ora si tratterebbe di superare le cose negative che mi sono state dette e che in qualche modo si sono radicate nel mio modo di essere e di pensare. ora come ora non so a chi rivolgermi materialmente, anche perchè non credo di avere il coraggio di rischiare un altro fallimento terapeutico… fallimento la cui colpa ricadrebbe di nuovo su di me e sono stanco di sentirmi in colpa. grazie del conforto buona giornata

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  4. Gentile dottoressa, Leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e mi permetto di chiederle se è possibile trovare un libro che parli dei FIGLI NARCISISTI. Io ha un figlio di 24 anni, adottato dalla Bulgaria quando ne aveva 4; da bembino era adorabile, buono, allegro, affettuoso e dolcissimo, poi, crescendo, è cambiato moltissimo, diventando cattivo, arrogante, bugiardo (ho avuto veramente paura ed ho nascosto i coltelli da cucina), mi ha rubato di tutto ed ha svuotato il conto in banca di mia madre. Beveva anche moltissimo, ubriacandosi in un modo spaventoso, ho dovuto chiamare il 118 parecchie volte. Per sei anni e mezzo, tutte le notti andavo a cercarlo sentendomi sempre con Polizia e Carabinieri. Per un certo periodo si è fatto seguire dal Sert di Ravenna, in specifico dal Dr. Giovanni Greco (un medico veramente molto bravo, una persona molto preparata), poi ha voluto lasciare perdere, negando il suo problema. Dall’ autunno scorso ha una ragazza ottima e le cose sono un po’ migliorate, per quanto riguarda il bere. Con me ha un atteggiamento odioso di disprezzo, mi risponde sempre malissimo, è bugiardo oltre ogni dire, mi ha rovinata economicamente, faccio fatica a sopportarlo. Adesso ho sintetizzato molto, ma ne ha combinato di tutti i colori. Il mio ex marito, quando sono emersi problemi di dislessia, ha iniziato a dire che non si sentiva padre e lo ha abbandonato. Anche con il padre è successo di tutto: lui non voleva stare con il figlio, ma non voleva neppure che stesse con me, avrebbe preferito che finisse in una casa-famiglia per poi venire dato in adozione o in affido ad altri. Io non ho più niente, sono rovinata e vivo con € 200/mese di Reddito di Cittadinanza. Sono tre inverni che non posso permettermi il termosifoni, ho un buon CV, ma ho anche 61 anni e questo mi penalizza molto. Grazie mille per la sua attenzione. Saluti Paola

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    1. Carissima Paola, hai posto un quesito molto difficile ed enigmatico: come fa mio figlio, il bambino che ho cresciuto con affetto, con dei valori, cercando di sopperire a tutte le carenze e i maltrattamenti della vita a diventare ciò che è diventato? Sono tanti gli argomenti che hai toccato e cercherò di rispondere nel miglior modo possibile. Intanto mi dispiace enormemente per le tue difficoltà economiche e lavorative. Non volendo entrare nel merito della politica, mi auguro davvero che qualcosa di CONCRETO venga fatto velocemente per persone come te che hanno le capacità ma non trovano una collocazione dignitosa perché donne, per l’età, perché hanno bambini piccoli, ecc. Purtroppo in Italiano non c’è NIENTE di specifico sui figli e quando troviamo qualcosa la colpa viene scaricata quasi esclusivamente sulla madre. Tu, però, hai descritto comportamenti talmente antisociali (tossicodipendenza, violenza, delinquenza, bugia patologica, ecc.) che un po’ si discostano dal narcisismo patologico di per sé e mi fanno pensare alla psicopatia. Leggendo il tuo commento pensavo alle testimonianze pubblicate da Hugo Marietan nel suo sito in spagnolo: genitori che addirittura si chiudono in camera per paura di essere uccisi da un figlio che sin da bambino ha dato segni di essere altamente manipolativo. Cosa posso consigliarti? Potresti chiedere al tuo medico di base di avere un colloquio con uno psichiatra per comprendere se ci sono gli estremi per pensare che si tratti davvero di psicopatia e cosa fare per proteggerti. Il fatto che lui sia stato adottato è un elemento importante, perché la psicopatia è ereditaria e quindi sarebbe interessante sapere se nella famiglia di origine del tuo figlio ci sono familiari stretti con identiche caratteristiche. So che tutto ciò è molto triste, ma francamente lui oramai è un adulto. Se sei qui cercando di capire cosa succede anche quando hai fatto il possibile per salvarlo da se stesso vuol dire che hai fatto davvero di tutto per dare a tuo figlio una vita più che dignitosa. Per Marietan la psicopatia raggiunge il suo apice durante l’età adolescenziale MA sin da piccoli c’è qualche indizio: bugie, negazione della realtà, tentativi di manipolare gli adulti, crudeltà nei confronti degli animali o di altri bambini, prepotenza esagerata… Insomma, un colloquio con uno psichiatra potrebbe essere illuminante per te. Ti farà tantissime domande, ma dovrai ripercorrere l’intera vita di tuo figlio se vorrai avere risposte precise. Un forte abbraccio e ti sto vicina.

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  5. bentrovata claudileia e tutti, spirito libero, oliver, swa, buon rientro buon inizio e speriamo che sia roseo per tutti. ognuno di voi mi arricchisce mia cara claudileia, quanto mi sei mancata, ma vi leggevo tutta l estate, aprestissimo con nuovi articoli che sono molto curiosa di commentare

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      1. Scusa se rispondo qui, ma sopra mi è impossibile, Claudileia cara. Sì, ammetto che come strumentista fosse solida, come artista no (nulla da esprimere, nonostante i mezzi) e posso accettare che abbia dei buoni ingaggi. Lo stesso non mi piace pensare che quel modo di trattare gli altri la destini a successo e soddisfazioni, benché devo ammettere che quando la sapevo ben più povera e con debiti in giro, la mia soddisfazione non è che sia durata più di qualche secondo. In fondo credo che questo confronto a distanza sia figlio del clima di competizione che ha instaurato con le svalutazioni. Poi devo badare ai fatti miei… che non vanno quasi mai come vorrei, nonostante impegno e riconoscimenti. Ammetto anche che mi fa soffrire che qualcuno pensi ancora che il suo cinismo e il suo spietato opportunismo fossero leciti in quanto ragazza madre e che io fossi un peso morto, un idealista sognatore e un freno per la sua sopravvivenza prima e scalata al successo in seguito. In verità, ho sempre aiutato in tutto e ho sposato una causa non mia come se lo fosse. Ho investito economicamente ed emotivamente. Anzi, a un certo punto non rimaneva più tempo ed energia per me, i miei interessi, il mio lavoro, i miei amici. Lo stesso, sono stato accusato di non aver fatto abbastanza. Per tanto che facessi, era troppo poco; per poco che chiedessi, era troppo. Sappiamo come va. Mi preoccupano questi lunghi postumi dolorosi (ho anche sognato che era la mia commercialista!), come metastasi più pericolose del cancro della sua presenza fisica. E continuo a pensare che, a differenza che in molti libri e film, il villain la fa franca e la vittima resta invendicata.

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  6. Cara Claudileia,
    Che bello rileggerti con articoli dedicati alla guarigione dall’abuso.
    Concordo molto con quanto riportato, nel senso che ho sempre percepito qualità straordinarie in tutte le persone che ho incontrato qui così in alcune fuori dal blog, persone con poteri assolutamente speciali, con una visione chiara (finalmente) di cosa è accaduto e di cosa va fatto per non ricaderci più, persone che non si abbattono e sanno sempre rialzarsi. Come la protagonista del tuo romanzo, che non si arrende alla paura di scoprire la verità, ma si arma di coraggio e va a cercarla finché non la trova, pronta a pagare qualsiasi conseguenza.
    Trovo davvero ottima l’idea di proseguire l’esperienza del blog con testi e testimonianze di chi ce l’ha fatta. Una prosecuzione coerente di tutto quanto scritto e pubblicato fino ad oggi qui, un modo tangibile per aiutare le vittime a guarire tappa per tappa, conoscendo i tempi e le modalità. Personalmente, ad esempio, sapere quanto ci voleva per cominciare a stare meglio mi ha aiutata molto ad essere paziente con me stessa e non pretendere di guarire subito.
    Grazie per averci permesso di stare sul tuo blog la scorsa estate, è stato importante.
    Un abbraccio

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    1. Che bello leggere le tue parole, cara Speranza! Cedere questo spazio alle vostre parole sempre che posso è un onore e un orgoglio per me. Non sono riuscita a leggere tutti i commenti ma capivo che sotto l’articolo sul libro stava succedendo qualcosa di grande e mai visto qui sul blog. Tanti spunti, tante riflessioni e anche (è innegabile!) la nascita di antipatie e attacchi TIPICI dei lavori di gruppo fatti seriamente. Non ho nemmeno dovuto intervenire più di tanto perché sapevo che ognuna delle persone che interveniva aveva qualcosa da aggiungere di suo, giusto o sbagliato che fossero, stava condividendo qui una parte importante della sua psiche. Vedi, cara Speranza, tutto ciò che sta nascendo qui ha uno scopo: IMPARATE TUTTO E POI DIMENTICATELO se volete davvero rendervi liberi da tutto ciò. Ciò che impariamo bene e poi “dimentichiamo” diventa ISTINTO e INTUIZIONE ripristinati. Rimane immagazzinato nella nostra memoria interna, pronto ad agire in caso di necessità. Per questo tutte le parole dette qui e la dinamica che si è creata diventa importante. Per questo bisogna scrivere e scrivere e scrivere. Parlare e straparlare di tutto ciò che sappiamo e ci sta accadendo riguardo a questo tema affinché entri a far parte del nostro DNA e diventi memoria acquisita. Per quanto riguarda il libro, ora posso dire che è molto autobiografico. Dovevo creare una cornice, ma il sentire di Gloria e la situazione in se (per fortuna allora senza figli di mezzo) è ciò che mi è capitato davvero. L’ho esorcizzato con la scrittura e a me poco importa se è venuta una cosa bella o brutta. Diciamo che è venuta una cosa MIA e di questo me ne vanterò all’infinito. Una scrittrice brasiliana che mi piace molto, Clarice Lispector, una volta ha scritto un libro erotico che ha causato un enorme stupore. Essendo lei una delle nostre scrittrici più lette e elogiate dalla critica, si è ritrovata massacrata un po’ da tutti. La sua risposta nella premessa è stata memorabile: “Dicono che ho scritto un mucchio di spazzature, ma questa spazzatura è mia e ha un momento anche per questo: era arrivato il mio momento di buttare via la spazzatura.” Il vissuto del libro è quello della convivenza stretta legata da un vincolo matrimoniale con questi soggetti e della fine che si fa. Ringrazio al cielo ogni giorno per non aver fatto questa scelta di vita e nemmeno di aver combattuto per lei più di tanto perché stavo letteralmente morendo come Gloria. Mi sono salvata e mi hanno salvato le persone sane che ho avuto la fortuna di incontrare. La pazienza è essenziale, cara Speranza. Anch’io mi sono ritrovata sotto la doccia per ore a piangere e chiedere “O questo finisce o la faccio finita io.” E’ umano. Non siamo esagerati. Tanti di noi qui hanno scritto di averlo pensato e addirittura di averci provato “per amore”. Allora non sapevamo che l’amore era cura e non solo fisicità, combattimenti e strategie. Per quanto mi riguarda il tempo della spazzatura è passato da mo’ e non vedo l’ora che sia così anche per voi. Ve lo meritate. Un abbraccio forte forte anche a te!

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      1. Claudileia,
        riesci come sempre a esprimere sintesi perfette, come nella frase “imparate tutto per poi dimenticarlo”. E’ questo il segno della guarigione completata, avere un automatismo interno che fa sì che riconosciamo e rifiutiamo ciò che non ci fa del bene.
        Avere questo automatismo come traguardo da raggiungere mi permette anche di verificare a che punto sto (non proprio benissimo, ma neanche malissimo): il pensiero di np è presente ma più sopportabile, a meno che non mi focalizzi su certi episodi recenti che mi rendono le sensazioni subito più brucianti, per cui devo manualmente spostare la mia mente da lì e rivolgerla altrove. Come vedi, c’è poco automatismo in tutto ciò.
        Ma la pazienza amorevole che meritiamo tutti noi è la nostra alleata migliore, si tenta e ritenta, si scrive e si ripete la storia finché non si scopre che è uscita da noi.

        Grazie per il tuo libro, per averlo scritto e condiviso con noi. Gli elementi autobiografici a volte mi è parso di percepirli, perché a volte alcuni tuoi commenti del passato ricalcavano in qualche modo la storia di Gloria. Mi dispiace veramente moltissimo per quello che ti è stato inflitto, la sola consolazione per te e per tutti noi è che ora stai bene e tutto è definitivamente chiuso per sempre. Il tuo libro è autenticamente vero, chi ti conosce lo sa e lo sente. E per questo lo porta con sé, con la forza che ha lo sguardo e la consapevolezza di Gloria nella scena finale.

        Infine, ti confesso che la scorsa estate ho sperimentato qui qualcosa di straordinario, un senso di fratellanza e generosità che mi commuove ancora ora mentre ti scrivo. Persone che non ho mai incontrato nella mia vita, che però mi hanno sostenuta, hanno argomentato con tanto impegno i miei dubbi, mi hanno riacciuffata quando stavo per andare giù… Tutto questo è miracolo che ha tanti nomi, ma se non ci fossi stata tu non sarebbe stato possibile.
        Grazie per tutto, cara Claudileia

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      2. Cara Speranza, l’esercizio di “togliere la mente da lì e rivolgerla altrove” è fondamentale nel processo di guarigione del trauma inflitto da una persona affetta da DNP: a patto che la mente vada verso il bello e la progettualità. Sì, ci vogliono anni per rendere automatico questo passaggio, non prendiamoci in giro. Il punto è che quando diventa automatico appena arrivi in una stanza le persone ti vedono carica di una energia vitale fuori dal comune. Le tue movenze, il tuo modo di parlare, la tua capacità di ascolto, la tua sicurezza in te stessa, la tua non voglia di banalità e di superficialità vengono percepite dagli altri. Questo si chiama POTERE REALE. Il potere reale è qualcosa che prescinde da ciò che stai vivendo in quel momento perché appartiene a te, alla tua personalità e al tuo modo di porsi nel mondo. Puoi aver avuto una brutta giornata di lavoro ma la tua dignità e le tue capacità restano intatte. Le persone possono comportarsi male, ma il problema appartiene a loro, non a te. Tu sei tu e non devi seguire la loro ondata di negatività perché hai gli anticorpi per contrastare ciò che non serve e non è atto a renderti migliore. Cosa fanno gli n.p.? Lottano per ottenere una specie diversa di potere, molto simile alla FAMA. Confondono potere reale con dominio, riflettori puntati, stati artificiali di benessere, soldi, cose materiali, ecc. Vivono inseguendo questo tipo di illusione fino alla fine. Perché sono illusioni? Perché i narcisisti appena conquistano qualcosa vogliono subito qualcos’altro e altro ancora. Subito dopo l’ottenimento diventano come malinconici perché l’euforia della battaglia per ottenerla si esaurisce immediatamente. Non c’è felicità, benessere, soddisfazione… proprio perché non si tratta di potere reale. Ciò che sei non ha niente a che fare con ciò che hai, ma loro non sanno e nemmeno lo vogliono sapere. Mi rende veramente felice sapere di aver fatto da cornice al sostegno che hai ricevuto da altre donne meravigliose come te. Dare alle persone giuste e ricevere dalle persone giuste ha un effetto energetico potente che ci porta a ripristinare la fiducia nel mondo e aprirsi a cose nuove. Se siamo l’immagine e somiglianza di Dio allora possiamo operare tali miracoli semplicemente imparando ad ascoltare e a condividere il pane della nostra gioia e del nostro dolore con sincero trasporto. GRAZIE A TE per le parole che mi hai dedicato e al mio scritto. Un abbraccio pieno di affetto.

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  7. che bello ritrovarsi in questa immensa e grande famiglia che ci riempie il cuore di gioia e ci arricchisce enormemente ogni giorno di piu, articolo azzeccatissimo e peraltro molto interessante complimenti per l enorme lavoro che amate svolgere claudileia, aspettiamo pure le traduzioni di gabriella e tanti nuovi articoli, mi fa piacere che siamo tutti molto presenti vi abbraccio forte a tutti e tanti saluti per tutti

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  8. Intanto ben ritrovata Caludileia e un carissimo saluto ai fantastici frequentatori del blog.
    Sono ancora in circolazione, e questo articolo cade a fagiolo!
    L’estate che sta finendo è stata per me un susseguirsi di montagne russe, principalmente per un problema lavorativo non ancora chiarito, che se si dovesse risolvere positivamente mi cambierebbe la vita, la prospettiva futura, nonchè più o meno definitivamente mi consentirebbe di staccarmi finalmente anche materialmente da mia moglie.
    Ne parlavo ieri col mio psicologo: la mia resistenza a una situazione di stress così forte è stata ottima; in altre occasioni sarei andato in crisi; stavolta ho retto e ho anche rintuzzato una serie di attacchi personali che arrivavano da qualche collega non proprio simpatico; in altre parole mi sono fatto valere, anche nei confronti dei miei superiori. Sono soddisfatto.
    Riguardo alle mie vicende con NP, le cose si stanno chiarendo e mi è sempre più evidente la necessità di un distacco materiale, che appunto fino ad adesso mi è impossibile. Ma almeno è chiaro a tutti che la cosa è finita.
    Purtroppo la mia gentile consorte sembra voler instaurare un nuovo equilibrio: tu stai fuori casa il più possibile, e ognuno è libero di fare quello che vuole con chi vuole; la cosa vale anche quando sei a casa; la frase “stasera esco”, senza alcuna spiegazione ulteriore, è ormai la prassi. Però lei a me chiede dove sono stato e con chi, se sa che sono uscito.
    La cosa inaccettabile è che si pensi di poter stare così per il resto della vita, dopo vent’anni di matrimonio e due figli. Solo una persona priva di qualsiasi valore o scrupolo morale lo può accettare. Io no! Quindi urge una soluzione: speriamo che al lavoro le cose si sistemino, così tanti saluti a tutta la compagnia e ognuno per la sua strada, al netto chiaramente di mantenere sano il rapporto coi miei figli, che è la cosa più importante.
    Anche in questo caso l’articolo descrive bene la capacità di reggere l’urto e lo stress emotivo di una situazione così paradossale. Fino all’anno scorso non ce l’avrei fatta. Oggi resisto, con tutta la serenità possibile, e questo è grazie al lavoro di superamento dei traumi ricevuti, che mi ha reso sicuramente più forte e che ha reso la visione del mio futuro molto più chiara.
    Un mega abbraccio a tutte/i.

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    1. Caro Gianni, che bello leggerti! Mi sono molto identificata con questo articolo quando l’ho letto, per questo ci tenevo a condividerlo con voi come premessa per gli altri che verranno. Certo, lei sta giocando al gioco “ora mi faccio desiderare facendo la misteriosa e quindi lui impazzirà di gelosia”. In più butta nel piatto la carta del “matrimonio aperto”. Con tutto il rispetto per coloro che credono alla formula, sono d’accordo con te: o siamo in un matrimonio in tutti i sensi oppure ognuno per conto suo. Se ognuno si fa i propri affari e si è insieme solo per convenienza, allora di matrimonio non se ne parla e questo non ha niente a che vedere con bigottismo, ma col fatto di non essere tagliato per questo tipo di vita. Visto che lei più volte si è dichiarata “cinica” non c’è da sorprendersi che si trovi bene vivendo in questo modo, sedimentando in via definitiva l’abisso di vedute che si è creato tra voi. Mi fa davvero piacere sapere del lavoro terapeutico meraviglioso che stai facendo con un bravo professionista e dei frutti che stai raccogliendo dopo tanto dolore. Dai, incrociamo le dita tutti noi perché la tua vita professionale si sblocchi alla grande. Un abbraccio gigante!

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      1. Carissima Claudileia, anche per me è un piacere rileggerti. Ti confesso (so che la cosa non solo non ti urta, ma ti fa piacere) che negli ultimi mesi non ho più sentito la necessità di scrivere sul blog per sfogarmi o per trovare conferme e rassicurazioni; mi siete mancati, ma come mancano gli amici.
        Quindi spero di poter dire che le cose per me vanno bene, perlomeno da un punto di vista di crescita personale, consapevolezze e serenità interiore (per quanto possibile); anche in questo senso l’articolo è proprio giusto per me in questo momento, e spero lo sia per tanti e tante che scrivono qui, hanno scritto o scriveranno.
        Riguardo alle nuove posizioni di mia moglie, ormai non mi meraviglio più di niente; nella migliore tradizione di NP e psicopatici vari, si sta facilmente adattando ad un nuovo equilibrio che le torna comodo (marito via per lavoro, strada libera, casa a disposizione al netto dei figli, e sostanzialmente in buona parte mantenuta); il tutto con un salto mortale rispetto ai suoi “valori” familiari sbandierati per anni. Dal matrimonio esclusivo e integralista al matrimonio “aperto”, diciamo “moderno”, il tutto con la massima nonchalance.
        Riguardo al fatto di farmi sentire geloso o di alimentare l’alone di mistero, la cosa, che sia vera o no, mi lascia del tutto indifferente, ed il fatto che io non le chieda mai conto di quello che fa probabilmente più che altro la infastidisce. Trovo infantile e fuori luogo il suo farmi intendere che lei forse fa altro o frequenta altri; ma onestamente, al di là un certo fastidio di fondo, la cosa non mi genera nessun disturbo emotivo.
        Insomma, direi che mi sento positivo. Se poi si sbloccasse la mia situazione lavorativa (una possibile promozione, non da poco sia da un punto di vista professionale che economico, ma in questo momento in bilico per svariate ragioni), direi che sarei finalmente uscito dal tunnel. E testimonio a tutti che si può, e alla fine è una grande soddisfazione.
        Se non andasse così, pazienza, troveremo altre strade.
        Un abbraccio gigante!

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  9. Caro Gianni,
    concordo che la situazione così com’è non vada bene, ma é già un passo avanti che ora siate separati in casa….almeno non devi più sopportare le sue false richieste di sistemare la cose.
    Anche io prima della mia separazione sono stata un paio d’anni in questa modalità….era brutto, considerando anche che avevamo il bimbo piccolo ma questo mi ha dato poi il coraggio di chiudere definitivamente.
    Forza e coraggio, spero che le novità sul lavoro siano positive e ti permettano di arrivare al “grande passo’. Facci sapere…
    Un abbraccio

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    1. Carissima Silvia, è un grande piacere risentirti!!
      Come dici tu, meglio separati in casa, ma con le cose chiare, che finte e irrealistiche richieste di riappacificazione.
      Sicuramente è stressante, e in questo mi aiuta stare via per il mio lavoro. Diciamo che in questo momento la cosa che pesa di più è la condivisione forzata degli spazi; solo la sua vicinanza mi infastidisce e cerco di evitare qualsiasi interazione, anche se le questioni familiari e lavorative rimangono necessariamente oggetto di confronto.
      Mi ero ripromesso di scrivere a bocce ferme rispetto al mio lavoro, ma le cose vanno molto per le lunghe.
      Mi scuso con tutte e tutti se non ho più interagito, commentato e magari, per quanto possibile, dato una mano; ma come ho scritto a Claudileia non sentivo la necessità di supporto e ho voluto come “disintossicarmi” dalle dinamiche dei nostri NP, stando per un po’ alla larga. Ho avuto lo stesso i miei pensieri.
      Vi aggiornerò, spero positivamente.
      Un abbraccio gigante!!!

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  10. Vorrei sottoporre a tutti gli amici e tutte le amiche qui presenti una riflessione di Cesare Pavese:

    “Che una persona ci abbia fatto odiosamente soffrire, non allenta i legami che ci stringono a lei; tutt’al più aggiunge alla privazione presente uno struggimento d’astio che non si potrà sfogare mai più, una tortura d’inferiorità impotente, un suggello di privazione perenne.”

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    1. Io penso che questa riflessione amara di una persona ipersensibile risulta molto vera e autentica, nonché nota: mi ci riconosco assolutamente per come sono fatta emotivamente (soprattutto per quanto riguarda il senso del “suggello di privazione perenne”), ma penso anche che può non trattarsi di qualcosa di definitivo, che può essere solo una fase e non il nostro destino finale. Cesare Pavese purtroppo si è poi anche suicidato. Io non intendo farlo.

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  11. Ciao Claudileia.
    Bentornata e bentornati a tutti.
    Molto interessante il paragone coi “Superpoteri”. In effetti è così. Anche se preferisco chiamarla consapevolezza.

    Le mie fasi.
    1- Sconcerto, incredulità e tanto, tantissimo dolore.
    2- Pensieri ossessivi. Tutto il giorno dedicati alla psicopatica. Sapete benissino di cosa sto parlando. Si diventa TUTTI degli 007.
    3- Informarsi ogni giorno tramite il web di questo disturbo e rendersi conto, pur rifiutando ancora di ammetterlo, di aver avuto a che fare con qualcuno seriamente disturbato. Psicopatia o DNP o altre definizioni.
    4- E finalmente consapevolezza che non c’è nulla che si possa fare per queste persone. Sono inguaribili, forse curabili in un arco di tempo molto lungo (anni) ma purtroppo il disturbo resterà sempre.
    5- Distacco. Presa in atto che né io e nemmeno i più grandi psicoterapeuti del mondo sono in grado di farci un bel niente.
    6- Ripresa di una vita normale e sorriso a quando si pensa alla quantità di tempo persa con loro. Esperienza di vita comunque.

    Non ho mai provato vergogna e nemmeno sensi di colpa perchà ho dato AMORE. E ne sono fiero. Se non lo percepiscono mi spiace per loro. Non sanno cosa si perdono.

    Ciao a tute/i.

    Kolisch

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      1. E’ il (f)rutto del gran teatro degli np. Tentano di fare questo, sempre: discredito addosso all’altro. Ma in che senso è un tuo problema? Ti va di spiegarlo un po’ meglio?

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      2. rispondo a Blume, grazie per la domanda. È un problema perchè è una cosa che mi ha fatto soffrire molto. Oltre a una famiglia, avevo degli amici miei e degli amici in comune con questa persona. In questi 3 gruppi c’erano persone che mi conoscevano da molto, persone che avevo aiutato, a cui avevo fatto favori, con cui mi ero divertito… persone che mi aspettavo avessero una buona opinione di me e che si sarebbero accorte che c’era qualcosa che mi faceva soffrire e magari mi avrebbero sostenuto, magari che mi volessero anche un po bene, era plaussibile pensarlo. Ma mi son trovato di fronte a una realtà totalmente diversa: quel tizio, che sparlava sempre di tutti trattava male le persone era scorretto e mentiva, si è ritrovato ad avere l’apprezzamento la compagnia e la solidarietà delle persone che conoscevo, e io…a un certo punto ho iniziato a vedere gente che mi evitava o mi criticava o mi trattava come un pazzo. Senza che nessuno mi dicesse perchè. È stato un duro colpo, forse quello che mi ha fatto impazzire davvero. Sembrava che il giudizio su di me non dipendesse da me o dalle mie azioni, ma unicamente da ciò che raccontava quel tizio su di me. Ci sono stato davvero molto male su questo. Sembrava che nessuno si ricordasse più di me e della persona che ero prima.

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      3. E’ terribile che ti abbia fatto terra bruciata intorno in un ambiente in cui avevi buone relazioni. Deve essere stato molto abile. E non hai avuto la soddisfazione di recuperare almeno alcune di quelle amicizie? Tutte irrimediabilmente rovinate? Comunque, se possono, gettano veramente quintali di m…a addosso agli altri, il discredito è il loro pane quotidiano…

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      4. ciao blume, sì ci ho provato qualche anno dopo (tramite facebook) senza successo. Ma tanto ormai ero cambiato…ero spento, scuro in volto, senza gioia e con lo sguardo spento. Non mi sopportavo a vedermi ridotto così male e mi vergognavo a farmi vedere in giro in quello stato (soprattutto ripensando al ragazzo che ero prima), infatti per molto tempo smisi anche di uscire di casa. E pensai più di una volta di farla finita. E niente, mi fermo qui perchè anche se mi piacerebbe raccontare la mia storia a qualcuno è troppo lunga per un post e anche deprimente. Grazie e buona giornata

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    1. Caro Kolisch, che bello leggerti! Sottoscrivo le tue parole ma io, al contrario di te, la vergogna l’ho provata. Quando mi sono resa conto di ammirare la furbizia del soggetto e di comprendere che la furbizia non era affatto un valore ma roba da mediocre, mi sono sentita una miserabile. Comunque, a me la vergogna è servita. Abbraccio grosso a te e grazie di esserci!

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      1. Io più come Kolisch, sensi di colpa mai provati, vergogna forse sì, ma in seconda battuta (avendo raggiunto già il punto 4-5 di Kolisch): vergogna con me stessa di essermi esposta a tale pernicioso contatto in consapevolezza di chi avevo di fronte, a causa di un mio insensato delirio di onnipotenza. Ma sto imparando qualcosa di importante, attraverso l’esperienza trascorsa con np: per esempio, che devo essere più cauta, nella relazione con gli altri, soprattutto nella valutazione delle mie forze e nel dispendio di mie energie che profondo troppo a josa in alcune relazioni, senza risparmio di me, e poi non devo dimenticare gli obiettivi di autotutela (io mi faccio cannibalizzare, se si sanno usare le giuste corde con me io mi faccio vampirizzare…): questo, per me, significa ammettere ed accettare le mie debolezze, che ho da sempre faticato ad esprimere (quindi, lo reputo un guadagno di consapevolezza su me stessa, pur se attraverso la sofferenza creata da np che non augurerei a nessuno, intendiamoci, ma se uno è costretto a viverla…: questo è naturalmente solo il mio percorso specifico psicologico, ma tanto per far capire la prospettiva assunta…).
        Necessità (infame: di aver avuto a che fare con np è oggettivamente infame) fa virtù, in qualche modo? Sì, anche, giacché penso che è solo la resilienza che ci può aiutare ad uscire dalla fase di sentirsi perdenti noi ed np vincenti (calvario che tutti noi passiamo). Tendere invece, con pensieri e posture, a uscire dall’esperienza con np in una condizione di maggiore consapevolezza, e anche di conseguenza come una persona migliore (pure eticamente proprio: attenta agli altri sì, ma senza dimenticare se stessa: come ho fatto a lungo, sbagliando, in relazione a np: l’ho sempre fatto in realtà, nella mia vita, ma l’iperbole raggiunta con e da np mi ci ha fatto sbattere la testa contro proprio (ha materializzato nel cielo a lettere di fuoco certi miei limiti e certe mie miserie…), questo nuovo senso del limite per se stessi mi aiuta a stabilire confini sani anche con gli altri (cosa che io non so fare bene, a volte, con le persone che mi interessano o mi intrigano: questo è uno dei miei problemi), tutto questo significa avere una forza in più per affrontare il futuro, e questo significa già prefigurare di avercelo, un futuro, after-np (immaginazione auspicabile per tutti noi). Non ci sto a sentirmi finita e spero lo stesso per tutti noi.

        Un abbraccio a tutti/e

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    2. E’ proprio così Kolish. Sottoscrivo il tuo commento parola per parola. Credo che alcuni sottovalutino enormemente l’ importanza del punto 6. La ripresa di una vita NORMALE ( una cosa che con i narcisisti non ci era concessa sebbene non ce ne rendessimo conto ) è UN DONO IMMENSO ma a volte forse per apprezzarlo davvero bisogna comprenderne a fondo l’ essenza e tutte le sue piccole-grandi meravigliose sfumature. Ricostruire noi stessi dopo tutto il tempo perso dietro a queste persone è la miglior “vendetta”, ed è l’ unica vera forma di risarcimento che ci è concessa. Non importa che il narcisista fosse un genitore, piuttosto che un partner piuttosto che un conoscente o un amico. Quando ci si libera di loro SI RINASCE, in tutti i sensi. Rimpiangere il vissuto con queste persone e sentirsi sconfitti perchè ci si è dovuti allontanare da loro, sarebbe come dispiacersi perchè si è vinta una guerra contro un feroce dittatore…. Lontano da costoro la nostra vita magicamente riprende il volo e se non accade stiamo sbagliando noi qualcosa, non siamo ancora pronti a lasciarci tutto alle spalle. E’ un dato di fatto non un giudizio.

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      1. Ciao Grazia.
        Penso sia essenziale ammettere a sé stessi di essere stati bellamente fregati. Si soffre da cani. Ma bisoga assolutamente porsi la domanda: “DA CHI sono stato manipolato?”. Risposta: da un essere fortemente disturbato mentalmente. E’ IMPOSSIBILE per le persone sane di mente arrivare a concepire tali cattiverie, ma è essenziale capirlo. Non è facile perché, senza ombra di dubbio, questi esseri appartenenti al triangolo oscuro (machiavellismo-narcisismo-borderline) emanano un qualcosa di magnetico. L’unico rimedio è troncare di netto, come amputare un arto in cancrena. Non esiste altra soluzione purtroppo. L’errore che fanno in molti, me compreso, è la comvinzione che con l’amore si può risolvere tutto. E’ vero, ma solo con persone normali. Con loro non funziona. Anzi non si fa che peggiorare la dipendenza.

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  12. il fatto è che a volte anche i loro bersagli si suicidano. o se non si suicidano continuano a fare una vita a dir poco doloroso anche negli anni a venire, tra l’indifferenza o le critiche delle persone vicine. persone bersaglio che andrebbero ricostruite o aiutate a ricostruirsi e a ricucire le ferite, e invece tutti si accaniscono a volerle curare dalla loro incomprensibile malattia. lo dico per esperienza vissuta

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    1. Concordo. Di solito è la persona sana a farla finita perché caduta in depressione dopo il “trattamento” ricevuto. Uno psicopatico o narcisista perverso molto raramente lo fa e quando lo fa è perché una sua legge interna è stata contraddetta. Es. “preferisco uccidermi che andare in galera pur di non dare alcun tipo di soddisfazione alla società. AFF…”. Si uccidono per vendicarsi e non perché si sono pentiti di qualcosa.

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      1. Si uccidono per vendicarsi è veramente il massimo della loro ridicola natura paradossale… E’ l’equivalente tragico della barzelletta del marito che si taglia i coglioni per fare dispetto alla moglie. Giù dal piedistallo, veramente…

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      2. Incredibile Claudileia…..si uccidono con lo scopo di manipolare…se non lo avessi scritto tu penserei si tratti di ua barzelletta ma è perfettamente compatibile con il loro essere.
        Sul tuo libro…..ho notato che hai lasciato il finale aperto…..
        Oggi hai scritto che in parte ripercorre la tua storia….
        Ma tu poi hai lasciato Np..giusto?
        Come mai hai lasciato Gloria accanto al suo carnefice?
        Non vuole essere un critica ma solo comprendere meglio cosa spinge molte compagne/mogli di np a restare loro accanto anche dopo aver scoperto cose tremende…
        Grazie …
        Un abbraccio

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      3. Cara Spirito, perché Gloria rimane e non scappa a gambe levate? Perché dopo 30 anni in cui hai soffocato la tua intuizione per ripristinarla ci vuole un lavoro bestiale. Non importa se i figli sono cresciuti e se sei indipendente economicamente: mandar via Duccio equivale per lei a rinnegare 30 anni di vita. Ci vuole un gran coraggio che nasce dal guardare in faccia la realtà FINALMENTE: tutto questo tempo ho vissuto da sola o quest’uomo esiste? Gloria si attacca ai ricordi legati a lui assieme ai figli perché vuole credere che qualcosa è salvabile. Poi però succede un fatto: capisce di essere sola nonostante marito e figli e capisce di dover affrontare la bestia della solitudine se vorrà rialzarsi. Gloria l’ha sempre temuta, per questo ha fatto buon viso a cattivo gioco. La botta però è stata grossa. Ora sa tutto. Non può più negare la personalità del marito. Il punto è che si trova in una condizione di morte psichica… Gloria verrà salvata proprio da ciò che teme: la bestia della solitudine diventerà la dea che la riscatterà. È proprio questo ciò che accade quando le donne si stufano dopo anni di sopraffazione. Si dicono “MEGLIO SOLA A VITA che dormendo accanto al nulla, la solitudine non è mica così brutta!” Fino a quando la paura della solitudine non verrà superata totalmente Gloria si terrà il marito invisibile. Lei è indipendente economicamente e i figli sono cresciuti. Non avrebbe niente da perdere se abbandonasse Duccio. Nel mio caso ero giovanissima. L’avevo conosciuto a 14 anni e sono stati 9 anni di raggiri che ho scoperto esattamente come descrivo nel libro. Fortunatamente non ci siamo sposati, ma abbiamo avuto una bambina che lui ha provato in tutti i modi a manipolare. La mia piccina è venuta con me in Italia perché subito dopo la mia laurea me ne andai. Come sono riuscita? Abdicando di tutto ciò che avevamo materialmente costruito senza nulla pretendere, nemmeno gli alimenti per la piccola. Qui in Italia oltre una piccola borsa di studio facevo la cameriera, la babysitter, la donna delle pulizie, distribuivo volantini, ecc. Cercavo di rendere compatibile gli orari dei master col lavoro. Un inferno. Un bel giorno un amico brasiliano mi invita a fare volontariato alla Caritas… Conosco mio marito così: era volontario da molti anni e aveva un cuore immenso. Mi commuovo quando parlo di lui perché era un periodo in cui non credevo a nulla. Ci frequentiamo, andiamo a convivere (perché voglio vederci chiaro) e dopo 4 anni ci sposiamo. Oramai sono 10 anni di matrimonio e altri 2 bimbi. Cara Spirito, c’è un tempo per tutto davvero. Ringrazio la dea solitudine per avermi dato la saggezza di fare le mie scelte. Gloria è la proiezione della vita che avrei fatto se avessi continuato a chiudere gli occhi anziché pensare a me e alla mia piccina. Un abbraccio caloroso a te e grazie per la domanda. ❤️

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      4. La tua storia è esemplare cara Claudileia, commuove anche me perchè è veramente un percorso che avrebbe fiaccato chiunque, ma tu sei una grande combattente e hai tenuto duro per salvare te e la tua bimba.
        Io ora sono ancora nella fase del letargo del cuore…credo sia una fase inevitabile e forse necessaria dopo aver sofferto con un np. Dare il cuore a chi lo getta alle ortiche fa molto male soprattutto quando questo avviene dopo un lungo periodo di solitudine affettiva…
        L’unica cosa positiva è che aver corazzato il cuore mi ha dato modo di proteggermi emotivamente dal secondo np, ma allo stesso tempo mi rende insensibile anche a uomini che sarebbero normali…
        Ho provato a luglio a conoscere un uomo ma poi si è rivelato un approfittatore, fortunatamente l’ho individuato subito ma è stata comunque una delusione…come se attirassi sempre certe tipologie di persona nonostante tutto il lavoro fatto per la mia autostima e il meritare di più.
        Sicuramente devo smaltire ancora della tossicità e cambiare un pò la mia vita…sono ancora un pò troppo isolata, dovrei fare qualcosa per socializzare…come hai fatto tu con il caso il volontariato che ti ha aperto le porte di una nuova vita in tutti i sensi.
        le storie come la tua regalano speranza.
        Grazie ancora di tutto, di questo blog e del percorso che ci aiuti a fare.
        Ti abbraccio

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      5. Cara Spirito Libero, pensa che quando mi invitavano a fare volontariato, rispondevo sempre che facevo una vita del cavolo, che anch’io avevo bisogno di aiuto, che capivo che c’era gente peggio di me ma che non era il caso perché dovevo lavorare, studiare, badare a mia figlia e blablabla. Questo la dice lunga sul quanto stavo male 15 anni fa. Ero talmente intossicata dai miei problemi che ero incapace di tendere la mano al prossimo. In un primo momento, molto delicatamente, avevo fatto capire a mio marito che lui non mi interessava perché il mio intento appena finiti gli studi qui era andarmene in Portogallo. La sua pazienza e il rispetto dei miei tempi ha fatto il resto. Ha capito che facevo una vita del cavolo e si è avvicinato prima come un buon amico. Non c’è stata alcuna scintilla o batticuore, il che per me era nuovo: gli amici sono amici, gli amori sono amori e blablabla. Diciamo che ho amato la persona prima di amare l’uomo e quando mi sono resa conto andavo a letto pensando a lui. Mi dicevo “che brava persona… non è un chiacchierone… così dolce… ed è pure carino!”. Alla fine, sono stati gli amici in comune che mi hanno detto “Guarda, lui non farà mai il primo passo perché ha paura che tu gli dica di no.” Eppure andavamo al cinema, a mangiare la pizza insieme, a vedere concerti, ecc. Mia figlia lo adorava ed io ancora sulle mie. Per farla breve l’iniziativa è stata mia e ci siamo fatti due risate. La normalità era venuta a bussare sulla mia porta ma io non riuscivo a identificarla. Ed era venuta a bussare perché io, nonostante tutto, stavo facendo qualcosa di buono per gli altri. Ora sono convinta che la positività, il fare del bene, ci ripaghi sempre. Finché ero chiusa nel mio dolore e agivo come un robot non riuscivo a vedere il bello di niente. Pensavo solo a sopravvivere con mia figlia e il resto che andasse a farsi esplodere. E’ terribile vivere così. Mi dicevo: perché devo ascoltare storie di dolore se vivo già nel dolore? Andare alle stazioni e sentire la vita di ognuna di quelle persone e poi ritrovarmi accanto con una persona che accoglieva il mio stupore e perplessità vedendomi piano piano abbandonare la corazza di rancore è stato essenziale per farmi maturare. Una persona che ti vuole veramente bene sa rispettare i tuoi tempi e difficilmente scatta la passione al primo sguardo perché tendiamo a credere che la normalità e il desiderio non vanno mai d’accordo. Abbraccio ancora a te e grazie per avermi fatto raccontare tutto ciò dopo tutti questi anni di blog, ahaha. Con affetto.

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      6. Meraviglia. Non ho altre parole.
        Claudileia e tutti voi cari amici e amiche del blog….ho appena bloccato in via definitiva Np2.
        Come sapete ultimamente aveva ripreso a farsi sentire ma nel frattempo il lavoro di scavo e consapevolezza fatto con voi durante l’estate ha dato i suoi frutti.
        Aspettavo solo il momento giusto, il suo passo falso. Capivo che la consapevolezza del Narcisismo non bastava.
        L’ho portato a rivelarsi in tutta la sua meschina volgarità ed è venuto fuori quello che pensa davvero ed era quello di cui avevo bisogno per trovare il coraggio di tirarmi fuori da questa cosa e dirgli anche quello che penso di lui e dell’ipocrisia della sua vita.
        Mai fino ad oggi mi ero permessa di dirgli chiaro e tondo di quanto sia penoso, ipocrita e malato.. il tutto senza andare in escandescenze.
        Si nutrirà del mio disprezzo? Probabile, ma non me ne importa nulla.
        Bloccato anche sull’ultimo canale lasciato aperto senza leggere la sua risposta.
        Coraggio ragazze, è difficile ma c’è la possiamo fare.
        Claudileia la tua vita é un faro nella notte per tante /i di noi.
        Continua sempre e che Dio benedica te e la tua famiglia e la persona splendida e degna che é al tuo fianco.
        Un abbraccio enorme ❤️

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      7. Grazie cara. Spiegherò meglio appena sono tranquilla. Non mi sembra vero di essere riuscita a dirgli con calma tutto quello che penso, è stato liberatorio e francamente credo di essere stata anche fin troppo educata nell’esposizione del mio pensiero ma era importante chiudere la faccenda con signorilità senza dare a lui l’opportunità di farlo e che fosse ben chiaro a lui che che é malato e deve farsi vedere da qualcuno di molto esperto in dipendenza sessuali.
        Ho anche espresso pena per la sua donna.
        Spero che sparisca per sempre dalla mia vita, spero che nessuno lo assuma mai, specie nella scuola… può davvero rovinare persone innocenti, sono sicura che prima o poi farà qualcosa di molto brutto a qualcuno…ma non sarà a me. Oggi ho veramente capito dove sarebbe voluto arrivare ed è stato mostruoso. Contenta di aver mantenuto calma e sangue freddo.
        Ti abbraccio

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      8. GRAZIE, CARA SPIRITO! Non potevi, alla luce di tutto ciò che hai condiviso con noi, prendere una decisione diversa. Sono felice che sia partita da te e che il click sia scattato bello forte nella tua testa. Guardia alzata, però. Blume è l’esempio lampante di come tornano a bussare quando meno te l’aspetti e lui mi sembra il tipo che non demorde anche se gli hai detto in faccia tutto ciò che pensavi. Molti cercano di tornare solo per dimostrare che hai torto marcio e che sei una cretina perché nonostante pensi male di loro ci vai a letto lo stesso. Puoi immaginare la carica di euforia quando piegano una persona che ha un pessimo giudizio su di loro? Non dargli mai questa soddisfazione. Un abbraccio ENORME E AVANTI TUTTA!!!!

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      9. Grazie Claudileia…mi ricordavo che mesi avevi previsto il ritorno e ora farò tesoro delle tue parole. Ho blocctao senza leggere la sua risposta perchè lo conosco e so che di fronte a una chiusura lui cerca di dire cose carine e scusarsi…ha già fatto così in passato e ogni volta gli ho dato una possibilità sperando cambiasse registro.
        Sicuramente non gli andrà giù che abbia chiuso io, in questi giorni “lavorava” per rivedermi ed era abbastanza sicuro di farcela. Sono molto motivata, tanto lavoro non può e non deve essere vanificato, e questa posizione di scarto mio a lui non è negoziabile perchè mette me su un piano mille volte superiore al suo, e da lì non voglio più scendere…
        Poi lo sappiamo che per loro tutto questo ha ben poco valore, persa te ne acchiappano un’altra. Ma va bene così, meglio chiudere con dignità prima che gli abusi diventino intollerabili che arrivare al punto di farlo per sfinimento totale che è ciò a cui loro vogliono farti arrivare (come ha fatto np1 con me).
        Ti abbraccio

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  13. Penso che questo tipo di dolore ognuno lo viva a modo proprio. Personalmente sono stato malissimo per mesi. Poi però è essenziale capire una cosa importantissima: chi è sano mentalmente cerca di applicare principi, idee, l’etica e la morale, verso esseri profondamente disturbati. Bisogna prendere atto di questo. L’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni è o assente oppure seriamente danneggiata in chi soffre di disturbi della personalità. Come si fa a curare una cosa che non esiste? Come si può guarire da qualcosa che non risponde ad alcun impulso normale? Bisogna prenderne coscienza. Chi si ostina a cercare una via per aiutare queste persone perde solo tempo. Riporto parte del finale del film Blade Runner.
    ” … e tutti quei ricordi andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”.
    Se avete conservato nel cuore i bei momenti vissuti con queste persone, teneteli, ma non rimuginate su cose che sono appartenute solo a voi.

    Kolisch

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  14. Per S.w.a

    “il villain la fa franca e la vittima resta invendicata”: loro la fanno franca sì, ma chi dovrebbe vendicare la vittima se non la vittima stessa? Poiché conosci bene i soggetti, tutta la melma che np riescono a buttarti addosso e l’inferno in cui fanno precipitare, sai anche altrettanto bene che l’unica vendetta possibile con questi qui è riprendersi nonostante questo orrore. Più stai sotto un treno e più sono contenti e vincenti. L’unica vendetta, se è davvero così importante qualcosa verso di loro, è RIALZARSI A TESTA ALTA (che è in realtà la cosa che dovremmo in primo luogo fare per noi stessi). Per il resto, la strumentista continuerà a fare carriera, a presentarsi al mondo come la fragile ragazza-madre bisognosa o come la donna lanciata nel firmamento musicale, a seconda delle convenienze, aggancerà altri poveretti e ricomincerà pari pari il ciclo di abusi, così come sta facendo il mio fantastico np … del resto, che altro dovrebbero fare dei malati mentali stronzi condannati a ripetere in eterno lo stesso copione? Rinsavire per miracolo? Capire da soli che sono stati cattivi? Darci ragione e comunicarlo al mondo intero?

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  15. Cara Spirito, letto ora …insieme a tutti i messaggi notevoli (come sapete la questione ‘cascano sempre in piedi’ tocca non poco, come il dover imparare a distinguere quello che è nostro da quello che proiettano)…per scrivere così NP2 deve esser stato particolarmente pessimo, ma almeno se si è rivelato in tutta la sua pochezza, lo vedrai ancora di più per quello che è..alla faccia della malefica dissonanza. Un abbraccio

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    1. E’ stato talmente volgare che la dissonanza è sparita di botto…..per fortuna sono riuscita a portarlo a tirare fuori quello che è che e quel che pensa davvero di me. Ora non saprei proprio cosa potrebbe fare o dirmi per recuperare …semplicemente non può.
      Ti abbraccio Eva…spero che la dissonanza passi anche per te…

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      1. Grazie di cuore anche a te Blume, confrontarci in questi mesi sugli np e il loro modo di distruggere sempre tutto tirando fuori cattiveria e rabbia è stato fondamentale.
        Ho finto di stare al gioco finchè i discorsi sono arrivati al punto che lui ha tirato fuori tutta l’immondizia che ha dentro (ho spiegato meglio nel vecchio post).
        Non l’ho fatto in modo cosciente, è stato un automatismo come quando ti alleni tanto tempo per un combattimento e quando ci sei, fai le mosse che servono.
        Sono contenta, non credevo di farcela.
        Ora devo solo stare tranquilla, ci sarà certo il contraccolpo emotivo ma sono preparata a fronteggiare anche quello.
        Un abbraccio

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      2. Sono molto contenta che sia arrivato questo punto di non ritorno, Spirito. Sono contenta che ti sia servito il confronto estivo sul blog per maturare questa decisione. Np cercherà senz’altro di ricontattarti in qualche modo, non mollerà facilmente quella che probabilmente ha ancora nella sua testa come una preda sicura. Ma l’importante è il famoso click nella nostra testa.

        Ti abbraccio

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      3. Mollerà Blume…la vergogna di sentirsi giudicati non la sopportano, per superarla devono distruggerti nella loro mente. Sono il giocattolo impazzito che gli è esploso tra le mani.
        La cattiveria nel dirmi certe cose è stata il sintomo che aveva perso di nuovo il controllo su di me, ha avuto paura del confronto con l’altro maschio, ha sminuito la cosa dicendomi che sicuramente mi ero divertita a “scopare in inglese” e l’idea che uno mi “stantuffasse per bene” (cosa che lui non è capace di fare) lo eccitava…ma sono sicura che mentre scriveva queste cose era arrabbiato e voleva insultarmi, poi ha rincarato la dose dicendo che anzi se mi scopano in tanti e lui sta a guardare (“perchè sono io che non mi concedo” ha detto) gli piace ancora di più…mi scuso con tutti per questi particolari beceri ma questa è la mente del NARCISISTA PERVERSO che tutti devono conoscere, anche quando fanno i romantici in realtà pensano queste cose, questo è il LORO VERO ESSERE.
        Ora Blume…secondo te in che modo potrebbe mai cercare di recuperare dopo queste cose che ha detto? E’ impossibile. Non esistono scuse per frasari del genere.
        L’ho provocato e ha perso il controllo, si è tirato la zappa sui piedi da solo. Quando perdono terreno agiscono in modo disordinato, si vede che non sanno più a cosa appigliarsi…e allora via con gli insulti e le svalutazioni.
        Queste cose drenano moltissime energie, per questo è importante stare lontani dalla loro tossicità. Quando sono stati fatti i discorsi sul no contact io volevo far capire proprio questo…per farlo e soprattutto per mantenerlo devi esserne pienamente convinta della MALIGNITA’ ASSOLUTA E PATOLOGICA del soggetto, non basta sapere che è narcisista o che te lo dicano gli altri, non può restarti il dubbio che forse si può ancora salvare qualcosa…bisogna sbatterci il muso, se necessario anche più volte finchè non arrivi al punto in cui veramente non c’è assolutamente più nulla da dire perchè qualunque barlume di speranza nell’esistenza una parte buona e umana di quel soggetto se ne va. Per chi è fortunato ci vuole poco tempo, per altri ce ne vuole di più ma se si fa un lavoro serio e onesto come quello che abbiamo fatto in questi mesi prima o poi ci si arriva naturalmente.
        lo avevo bisogno di arrivare a questo, di sentirlo dire certe cose. Avevo bisogno di arrivare al fondo del suo baratro mentale, scarnificare la sua facciata finta fino all’osso.
        Io credo che per chi ha amato davvero sia mille volte più difficile, ma come anche racconta Claudileia nel suo libro, bisogna ANDARE FINO IN FONDO con loro anche a costo di farsi male e non aver paura della solitudine perchè decidere di continuare con loro è una condanna a cose ben peggiori della solitudine stessa.
        Io da sola ci stavo già da prima di incontrarlo, quindi non ne ho paura.
        Un abbraccio

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      4. Sì, mollano sul momento o per un po’ o proprio un bel po’. Poi, quando sono a corto di rifornimenti, provano a ripresentarsi da te anche dopo tutto quello che gli hai detto. Come possono farlo? Con una incredibile faccia tosta, come se ti avessero vista ieri in peace and love, fingendo o avendo resettato il cervello, sperando che tu ci caschi di nuovo per motivi tuoi e sitauzione di apertura/fragilità tua, e loro possono divertirsi un altro po’. Non hanno vergogna di niente. Non si vergognano neanche più di vergognarsi… Ecco come possono ripresentarsi. Tuttavia, certo, speriamo non si ripresentino…

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      5. Speriamo…ho disinstallato telegram dal telefono quindi se ci prova con un numero diverso non mi trova e ora nemmeno gli sms può mandare…whatsapp l’avevo già tolto a giugno…su facebook mi aveva bloccata lui…a meno che non sblocchi lì e provi a scrivere…ma ci vorrebbe una faccia tosta come una casa….
        Certo che a loro essere scartati prude specie se lo fai in fase di loro riaggancio.
        Blume spero che anche il Magnifico si stanchi di romperti con cucù penosi e scimmie urlanti 🙂

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      6. Ciao Spirito.
        Sai quale è la più grande soddisfazione? Non bloccarli su nulla.
        Una volta guarito ho sbloccato tutto.
        E’ divertente vedere i miserevoli tentativi di riavvicinamento di questi pagliacci.
        “Perché non rispondi?” … “E si che tra noi qualcosa c’è stato”… “Mi mancano certi tuoi messaggi”…
        Si certo certo. Patetici.

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  16. Bentornata, Claudileia. Adesso la casa è tornata ad essere viva. Bentrovati a tutti. Ho ancora da leggere il post e i commenti. Lo farò domani. Adesso volevo solo dire che ho preso in affitto un appartamento. Firmato contratto, pagata cauzione, ecc. ecc. Domani pagherò il mio primo affitto. Devo ancora pulire e portare le mie cose. Lo faccio con calma. Intanto ho messo dei soprammobili così entrando ha già qualcosa di familiare. Stamattina sono tornata dalla mia psicologa perché adesso cambiamo argomento. Niente più ricordi, soltanto strategie per accompagnare il cambiamento. Non so ancora come sarà ma non può essere peggiore di come è stato sinora, per cui mi preparo ad aver fiducia. Buonanotte

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      1. grazie, Blume. E’ stato terribile, non capirò mai. Ho perso più di 10 anni ad aspettare una spiegazione, un segno minimo di dispiacere. “Non sono certo stato innamorato di te e quel poco che provavo a un certo punto mi è passato”. Liquidata così ed era quello che mi chiamava amore. Ho 66 anni, sposata a 20, è difficile non sentire la sconfitta. Non andar via subito è stato il più grande errore che potessi fare.

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    1. Cara e dolce Daniela, ti sono molto vicina e comprendo cosa stai vivendo. Sono momenti difficili, carichi di tensione e dubbi, ma anche paradossalmente stimolanti per la crescita personale che ci hanno costretti a bloccare per inseguire una relazione che alla fine dei conti esisteva soltanto nella nostra testa. La bellezza di questo momento decisivo per gli anni a venire è non dover rendere conto a nessuno sul colore che abbiamo deciso di tinteggiare una parete e sul colore che la nostra anima ha deciso di assumere d’ora in poi. Di tutto il cuore spero che i momenti di soddisfazione superino di gran lunga l’angoscia di aver lasciato alle spalle ciò che ti impediva di essere te stessa. Tu non dipendi da lui e da nessuno. L’età non ha mai impedito nessuno di cercare con ogni mezzo la propria felicità. Oramai lo sai: vivere accanto a un n.p. e essere contemporaneamente soddisfatta di te stessa e della relazione è pura utopia. Se ogni nostra gioia viene puntualmente calpestata o accolta con freddezza piano piano ci spegniamo. “Soltanto strategie per accompagnare il cambiamento”, bravissima! Eccoci qui in caso di bisogno. Abbraccio forte a te e avanti TUTTA come un carro armato tinteggiato di rosa e pieno di fiorellini colorati!

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    2. Buona domenica nella tua nuova casa, Daniela!
      Solo leggere il tuo post dà l’idea del tuo modo di essere limpido e ordinato: una casa che non è un semplice “contenitore”, ma è essa stessa “contenuto” perché frutto della tua scelta più importante: quella di occuparti di te. Il concetto di casa è sempre centrale per me, è un luogo in cui trovo rigenerazione oltre che le mie scelte di colori, sapori, rumori, profumi. C’è stato un lungo periodo in cui la svalutazione di np è stata così potente che trovavo la mia abitazione una schifezza e non ci volevo più stare, volevo cambiarla per averne una più simile alla sua, senza rendermi conto che così facendo stavo completamente rinnegando me stessa. Auguro a te e a tutti noi di trovare nei tuoi spazi personali l’energia pulita e sana che ti meriti. L’età anagrafica non conta, peraltro sei una donna nel pieno della vita attiva; la cosa importante è che tu stia bene, che ti occupi della tua serenità e anche della tua salute, visto che lo stress che queste situazioni ci procurano non è un toccasana (quando me lo ha fatto notare la psicoterapeuta ho sentito un pugno allo stomaco. Mi sono detta “già le malattie ti piombano addosso di loro, adesso anche gli spiano la strada con tutto questo indebolimento da stress post traumatico!).
      Ti abbraccio e ti auguro una splendida giornata

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    1. Forza e coraggio Daniela….non importa quanto tempo ci vuole per liberarsi, l’importante è riuscire a farlo e iniziare un nuovo percorso.
      Le cose orribili che ti ha detto solo cattiverie, così come purtroppo erano false e prove di significato vero anche quelle belle. Dicono amore a te e poi dopo in minito flirtano con la prima che hanno sotto tiro…
      Loro non amano nessuno perché non amano nemmeno sé stessi….sono persone malate che spargono sofferenza nel mondo perché è l’unico modo per loro di sentirsi forti.
      Un abbraccio

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  17. Per Kolish: sono daccordo, anche io penso che il vero blocco sia nella nostra mente, ovvero quando arriviamo al punto che i loro messaggini patetici per riaggancimare ci fanno sorridere e al massimo scrollare le spalle…
    In questo caso il mio blocco é solo per evitare di dargli soddisfazione con una risposta in cui poteva sminuirmi ulteriormente…
    Blocco difensivo ma anche offensivo se vogliamo…e conoscendolo so che almeno un pò lo ha spiazzato. Fargli male non credo, loro si nutrono di tutto, anche degli insulti…
    Sarebbe stato ancora più fico abbandonare di colpo la conversazione senza mai più rispondergli…..lasciarlo appeso ai suoi deliri….ma volevo dirgli quello che penso…era importante che gli arrivasse il concetto, anche se a loro di quel che dici importa poco e nulla…
    Con loro sono più efficaci le azioni, il piano cognitivo non lo comprendono ma un bel blocco assestato proprio mentre mi scrive si che lo capisce 😊
    Un abbraccio

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  18. Per S.W.A.:
    quello che provi l’ho sentito anche io in particolare dopo la fine con il primo np.
    Alla fine ce ne liberiamo, rifiutiamo gli abusi e li mettiamo fuori dalla porta…ma poi? Capiamo di essere soli, perchè quel rapporto ci aveva come imprigionati e prosciugati di ogni energia mentale ed emotiva….
    O perchè comunque siamo persone oneste che quando iniziano una relazione ne evitano altre e non si tengono mille porta aperte, come invece fanno loro.
    E’ vero, generalmente accade che dopo queste relazioni tossiche restiamo senza un partner a volte anche a lungo, mentre loro in un nanosecondo ti sostituiscono e sembrano felici e contenti, con sbandieramenti di foto sui social e quant’altro in modo che la “favolosa” notizia ti arrivi o ti sia fatta arrivare da altri, nel caso li avessi bloccati lì.
    Vederli improvvisamente felici con qualcuno accanto, con cui magari fa tutto quello che non ha mai fatto con noi, dovrebbe farci riflettere sull’inconsistenza dei loro presunti “nuovi amori”…
    Ieri Claudileia raccontava con emozione come sia stato lungo e graduale il percorso di avvicinamento al suo uomo, quanto lui sia stato delicato e pieno di rispetto dei suoi tempi e delle suoi timori…
    Altro che “fidanzamenti lampo”, “love bombing” e cavolate del genere…
    Un vero amore richiede tempo e piccoli passi…ed è normale, anzi, necessario direi, non cercare subito nuovi legami dopo relazioni tossiche perchè abbiamo bisogno di ritrovare il nostro centro come individui, e solo dopo avremo di nuovo le energie per donarci ad un altro essere umano, consapevoli questa volta di avere in mano degli strumenti in più per riconoscere in tempo i soggetti tossici.
    Restare con il/la narcisista per paura di restare soli purtroppo ci sottopone ad una vita di abusi e allo spegnimento delle nostre migliori facoltà e potenzialità. E’ così che loro ci vogliono ridurre, per manipolarci meglio.
    Quindi ben venga la solitudine, se la viviamo come un passaggio per una vita migliore, con o anche senza un partner: stare in coppia ha senso se l’altra persona ti fa stare bene (e viceversa) ma si può stare altrettanto bene coltivando interessi, gioia di vivere e condividere con persone care, amandoci e rispettandoci come esseri preziosi e unici.
    Un abbraccio

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  19. Ciao a tutte …ben tornata Claudeleia,Blume,Gianni,Silvia ,Speranza e sempre bellissimo ritrovarvi e leggervi…molto bello l articolo come sempre CLa …se penso esattamente un anno fa io vi ho cercato e vi ho trovato. Passato un anno e tutto mi sembra così lontano. .a parte la fibromialgia che sto curando e accettando sono cresciuta molto di più di quanto potessi immaginare davvero,più forte ,più consapevole ,più selettiva che mai che non vuol dire diffidente, sto facendo molte cose ,in aiuto a mia madre,ho aperto una causa per aiutare mia sorella a riprendersi ciò che gli è dovuto …condominio , insomma cose che non pensavo nemmeno di fare con questa forza. Ma la cosa che e più importante e che sento di bastare davvero a me stessa…passo tempo a casa a volte sola e mi sento serena,rido da sola,mi coccolo quando posso ,ho eliminato un sacco di amicizie negative ,pochi ma buoni ,altrimenti io e me…io e me…ci Bastiamo. Oggi ho letto un intervista che ha rappresentato in poche parole il mio stato di vita in questo momento se riesco lo condivido con voi…quando rivedo i posti come oggi dove un anno fa stavo male solo a pensarci ora non sento più nulla ne bene ne male,posso parlare de n.p. e non sento nessun filo conduttore ,si come se il pensiero lo ricorda ma ridimensionato di mille milioni in meno…non provo ne emozioni negative ne positive..difficile spiegare .certo il lavoro e stato molto il mio ma…voi siete stati fondamentali e poi in primis davvero e stato Il No Contact.. che davvero e la cosa in assoluto FONDAMENTALE. …ad ottobre ci sarà un convegno di Cinzia Mammoliti a Torino dove io abito . Se riesco andrò…ma cara Claudeleia mi piacerebbe tanto che in giorno tu potessi fare un incontro e credo che troverai molte di noi . .perche davvero sei stata la nostra bussola…anche se dovevamo noi navigare. Grazie sempre. .bene ragazze e ragazzi bentornati a tutti. Un abbraccio se riesco condivido l articolo

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    1. Che piacere rileggerti cara Mirna, saperti lontana milioni di anni luce dalle dinamiche di np e da tutta la tossicità che questi rapporti emanano.
      Il tuo fisico ha pagato un grande scotto…sei stata in una guerra vera e propria e in qualche modo il corpo ne risente.
      Ho avuto anche io problemi fisici a causa dello stress post traumatico….dermatiti mai avute prima, un inizio di psoriasi al gomito (per fortuna rientrato), ciclo ballerino e difficoltà a prendere sonno..
      Hai fatto bene a seguire i consigli dei medici che ti hanno prescritto anche un supporto farmacologico…oggi i farmaci sono più mirati e se presi alle dosi giuste i benefici sono mille volte superiori agli effetti collaterali e non vanno demonizzati perchè in tanti casi aiutano a ritrovare un ritmo di vita e di riposo normale.
      Anche a me piacerebbe molto un incontro organizzato da Claudileia, tipo convegno sul narcisismo patologico e la violenza psicologica con testimonianze anche personali…sarebbe una cosa grandiosa e di grande impatto. Chissà che non si possa realizzare davvero!
      Ti abbraccio forte

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      1. Ecco ..Claudeleia ho letto il post sulla tua esperienza per quanto riguarda la ” normalita’” . Si ho fatto molto riflessione su questo… in realtà credo che la normalità non abbia fatto parte della mia vita Ho vissuto sempre diciamo nel caos anche da bambina con forti emozioni contrastanti e con un senso di abbandono perenne ho centrato tutta la mia vita sulle emozioni e l’amore significava montagne russe sono stata una preda perfetta per gli np ecco riconoscere la normalità hai la cosa più faticosa che c’è per chi non l’ha mai provata apparentemente Potrebbe sembrare tutto piatto triste senza emozione senza il batticuore senza le farfalle nello stomaco senza la sofferenza perché a quello che sono stata abituata alla sofferenza in un certo modo l’amore sano non l’ho mai conosciuto e quindi ho sempre cercato emozioni forti forse più erano forti è più credevo fosse amore anche nella sofferenza dopo moltissimi anni i miei due esperienze fondamentali che più o meno Voi sapete questa è stata la cosa più difficile da accettare sì adesso so che la normalità è la serenità possono sposarsi benissimo con la parola amore Un abbraccio a tutti

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      2. Cara Mirna, il punto è: e se la normalità fosse un’esperienza altrettanto forte? Dico questo proprio perché non la conosciamo o non la riconosciamo quando si presenta. Se la normalità è noia, allora non è il caso di affrontarla con tutte le arme SANE che abbiamo? Come non abbiamo magari mai fatto prima? Ho ben presente lo storico familiare che ci hai scritto tempo fa, per certi versi molto simile al mio vissuto… Diciamo che siamo cresciute auspicando la normalità, immaginando come fosse fatta e quindi quando la vediamo ci chiediamo: MA IO MERITO TUTTO QUESTO? È come se ci dicessimo che è troppo per noi la realizzazione di un sogno, di qualcosa che abbiamo troppo a lungo desiderato. Ci sto riflettendo su, ma mi sembra che questa chiave di lettura potrebbe spiegare la sensazione di estraneità che ci pervade quando ci imbattiamo in un rapporto sano per la prima volta. Abbraccio grosso a te buona giornata, cara!

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  20. Grazie , perché sento che fate il tifo per me. E’ confortante. Tu, Claudileia, sei braccia che avvolgono, penso che lo sentiamo tutti. Io, in questo momento, lo avverto in modo particolare. Sono venuta proprio per sentire le tue braccia, la tua intelligenza. Sei un dono.

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    1. Cara Daniela, certo che faccio il tifo per te in questo momento salvifico e cruciale per la tua mente e il tuo corpo! Sappi che puoi contare su questo spazio aperto per raccontare le tue sensazioni, emozioni positive o negative e nuove energie legate alla tua nuova vita e nuova casa. Le tue parole possano dare una spinta importante a tutte le persone che credono di non avere la forza di abbandonare un rapporto emotivamente e/o fisicamente abusivo. Un abbraccio GIGANTE e resto in attesa delle tue nuove scoperte!!!! 🤗

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  21. Per Speranza: volevo specificare meglio cosa ha significato per me ha avuto la frase “non sei la mia donna” …è un pò di verso da quello che significa per te…ora cerco di spiegarmi.
    Per te essere l’altra l’altra significa setirti dolorosamente “esclusa” da una vita familiare e affettiva serena che apparentemente Np Chirurgo ha (ma è solo facciata, lo sappiamo) e che tu vorresti (desiderio normale e lecito, non certo da mulino bianco). Da qui la comprensibile “invidia” (sentimento umano, da non condannare) per la donna che ha da lui queste cose.
    Per quanto mi riguarda invece la convivenza non è un mio desiderio ma lo è un rapporto appassionato con un uomo interessante (possibilmente non impegnato), che può anche non vivere con me.
    Quello che mi ha dato fastidio nella frase “tu non sie la mia donna” è l’idea che alla “sua donna” non proporrebbe mai certe cose mentre a me si perchè nella sua mente “certe cose” si fanno con donne che valgono poco.
    A me la trasgressione non dispiace e ho curiosità anche particolari, sono stata anche in privè con un amico, ho provato un pò di tutto nella vita e non mi vergogno a dirlo.
    Quindi non mi scandalizzo certo se Np2 mi raccontava fantasie hot, ma anche qui, perdio, c’e’ un limite a tutto. L’erotismo non è volgarità gratuita, poteva benissimo dire “mi eccito al pensiero di uomini che ti danno piacere” e non “ti immagino con tre quattro maschioni che ti sfondano per bene e ti riempiono in ogni buco”….capirai anche tu che c’è una bella differenza tra le due cose.
    E’ proprio la svalutazione di me come essere umano, il ridurmi a “femmina oggetto senza volontà” ad avermi offesa.
    Che poi trattino le donne ufficiali come sappiamo è anche questo un dato di fatto molto triste, sicuramente non se la passano meglio.
    Un abbraccio

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    1. Ciao spirito volevo rispondere anche a te ho letto i tuoi post del dopo vacanze e ho capito che probabilmente quest’ultima cosa che ha molto ferito Mi dispiace tanto spirito ma vorrei dirti una cosa se accetti ciò che vorrei dirti con nessuno np se ne esce mai vivi sia rapporti ufficiali non ufficiali non cambia nulla la cosa migliore in assoluto ma davvero in assoluto e costruire tutto partendo da noi relazioni di genere non solo non sono gratificanti anche se tu pensi che non ti importa avere una relazione ufficiale sentirsi non valorizzati non fa certo crescere l’autostima non hai bisogno di nessuno Spirito E soprattutto non hai bisogno di sentirti dire frasi del genere perché anche se credi di essere trasgressiva e di tenere testa a qualunque dialogo sfidando chi hai davanti credo che il colpo si senta comunque e non è certo piacevole non ci deve importare cosa facciano con le donne ufficiali o con quelle non ufficiali Le donne sono sempre donne e quei bastardi rimangono sempre bastardi credo che sia importante essere solidali non dividere le donne in categorie comportamenti di quegli individui sono molteplici non vedrai mai mai mai la vera faccia anche se pensi di tener loro testa e poi perché perché è una sfida persa fin dall’inizio Un abbraccio

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      1. Sono assolutamente d’accordo cara Mirna, era una persona estremamente volgare oltrechè narcisista, il peggio del peggio.
        Per me saper tenere testa non era un vanto o una sifda fine a sè stessa ma una necessità per poter stare nella relazione ad armi pari, anche se sappiamo benissimo che in queste relazioni nessuno vince, sono sempre situazioni a perdere perchè alla fine capisci che hai sprecato tempo ed energie per qualcosa di cui non valeva la pena.
        Alla fine mi resta la soddisfazione di averlo scartato e silenziato io, almeno questo me lo concedo come vanto (tanta fatica per arrivarci si…ma ci sono riuscita)….
        Non che la cosa li distrugga…figuriamoci…quello no…passato l’attimo di rabbia per aver perso una preda sono già belli pronti a ripartire e fare danni altrove, purtroppo.
        Il discorso donne ufficiali e donne non ufficiali come sappiamo alla fine è inutile perchè sia in un caso che nell’altro i maltrattamenti e le svalutazioni sono garantiti.
        Se a volte è sembrato che io o altre di noi abbiamo preso le parti di qualcuna era solo per sostenerci a vicenda, ma sempre sapendo che anche le altre donne erano vittime al pari di noi.
        Ti abbraccio forte

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  22. Kolisch è così. Per loro amore e lealtà sono concetti alieni, non sanno cosa siano perchè non sono proprio in grado di provarli. Cioè, ne conoscono il significato letterale del termine ma non sanno proprio provare quel tipo di stato d’ animo e immedesimarsi empaticamente in quella condizione. Vale anche per i genitori narcisisti, è brutto dirlo ma arriva un momento in cui ti rendi conto che anche loro sono arti incancreniti da cui devi slegarti per non soccombere ( esattamente come lo sono i nostri ex ), anche arrivando a tagliare di netto i rapporti se necessario.

    Noi appunto eravamo intrappolati nella rete perchè siamo persone non patologiche e non potevamo minimamente immaginare certi meccanismi, anche se istintivamente abbiamo sempre avvertito una sensazione di forte disagio quando ci rapportavamo a queste persone o almeno per me è sempre stato così. Sentivo tutta l’ ambiguità e la falsità di certi atteggiamenti e riconducevo il tutto ad un mia eccessiva tendenza ad analizzare tutto in modo critico o ad aspettarmi troppo dalle persone. Oggi so che quelle sensazioni invece provenivano dal mio istinto primordiale che mi urlava a gran voce di scappare.

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  23. Per quanto riguarda il non contatto, per me il blocco del narcisista è sopratutto un fatto “energetico”. L’ impedire a costoro di entrare direttamente in contatto con me mi permette di mantenere la mia serenità e la mia lucidità mentale senza che i tentativi ( pietosi ) di riaggancio di costoro mi possano mettere di cattivo umore rovinandomi la giornata ( e sfido chiunque a restare del tutto impassibile dinnanzi a costanti “interferenze” ). Per me non è mica questione di avere “timore di ricaderci” perchè riammettere queste persone nella mia vita è l’ ultima cosa che vorrei. E secondo me quando si raggiunge questa fase non ti viene nemmeno il desiderio di sbloccare o di “sbirciare” alcunchè perchè proprio non te ne frega assolutamente niente, semplicemente non ci pensi. A quel punto è come se il narcisista non fosse mai esistito.

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