Qualche parola sul processo di recupero dai ‘rapporti affettivi’ con soggetti narcisisti perversi

Le tappe tradizionalmente descritte alla fine di una storia d’amore sono così descritte[1]:

Shock e siderazione: la perdita brutale e improvvisa.
Rifiuto e diniego: “Non è possibile, non ora… non io, non questo…”
Collera e ribellione: “Spesso questi sentimenti si riversano su un capro espiatorio!”
Depressione o paura: “Cosa sarà del mio futuro senza di lui?”
Tristezza: tappa decisiva che va vissuta fino in fondo perché segna una svolta verso la risalita della china.
Accettazione: “È dura ma devo continuare a vivere il meglio che posso”
Perdono: Vuol dire allentare la presa dell’esigenza che il passato sia differente da quello che in realtà è stato. Se si è pieni di odio ci si avvelena il presente e non si può essere felici[2].
Ricerca del senso e rinascita: detta anche la ricerca del dono nascosto, “Grazie al dolore ho potuto…”
Serenità e pace ritrovata: quando la persona vive (non sopravvive) il qui ed ora e riesce ad aderire ai progetti che le capitano.

Ci accorgiamo che sono le stesse tappe dell’elaborazione del lutto per la morte di qualcuno che amiamo. Tuttavia, quando lo pseudo rapporto con un narcisista perverso si rompe si osservano i seguenti passaggi che potrebbero alternarsi fino all’appiattimento e l’accettazione:

LA NEGAZIONE

Gli ormoni sono sballati per l’addizione chimica provocata da questo tipo d’interazione. Psicologicamente si entra in uno stato di shock nel quale ci si sente veramente vulnerabili. I sintomi sono scarsa energia, mancanza di concentrazione nelle mansioni ripetitive e triviali della quotidianità, malattie e dolori. Le persone, sia quando subiscono l’abbandono o quando prendono la decisione di abbandonare il narcisista perverso per salvaguardarsi, non riescono a comprendere la reale dinamica della relazione poiché i perversi, molto spesso, dimostrano di aver ‘tempi di guarigione’ velocissimi: esibiscono nuovi amori il giorno dopo,  ostentano una patina di felicità ovunque, propongono matrimonio e figli alla prima malcapitata per punirci, presentano subito le nuovissime fiamme agli amici e conoscenti in comune e, sotto sotto, iniziano la campagna denigratoria nei nostri confronti. Bisogna comprendere che si tratta di uno spettacolo deliberato, crudele, pianificato a tavolino per farvi stare male. Il perverso sa perfettamente il quanto vi siete dedicate a lui e che voi state seguendo le sue mosse: vuole distruggervi e basta! Siete confuse perché lui vi ha quasi convinte di essere pazze visionarie, che immaginavate ‘cose’, che eravate persone maligne e maliziose che vedevano il male in tutto, streghe con il ‘dono’ di alterare la realtà. Dimostrando di essersi immediatamente ripresi, i perversi si fanno ammirare “dalla gente” come persone forti, mature e consapevoli, rinforzando l’idea che siete state voi, le sue ex prede, ad aver rovinato un rapporto ‘meraviglioso’ con troppe richieste di onestà e di attenzione.

Provare sentimenti ambivalenti è assolutamente normale: ci saranno momenti nei quali ricorderete le costanti infedeltà, ambivalenze e triangolazioni, gli abusi verbali o fisici, le prese in giro, l’intero film dell’orrore; in altri ricorderete soltanto i ‘momenti belli’ perché stentate a rendervi conto di aver pagato un prezzo carissimo per quei ‘momenti’ che insistono in affiorare nella vostra memoria. I vostri sensi sembreranno sempre in allerta. Si tratta di uno stato mentale che non capita alla chiusura di un rapporto affettivo normale, anche quando c’era una buona intesa sessuale. Perché? Perché all’interno di un rapporto normale non esistono giochi di poteri e guerra dichiarata, non vi sentite sfinite o usate. In questo stato assolutamente confusionario molti sopravvissuti si convincono di essere ‘ancora innamorati persi’ dal predatore. 

DUBBIO E DISSONANZA COGNITIVA

Dopo o in concomitanza con la prima tappa arriva il bisogno di capire cosa sta accadendo. Molti cercano un terapeuta o cominciano a cercare informazioni sul web. Alla descrizione del proprio stato d’animo o delle caratteristiche del rapporto spuntano i termini psicopatici, sociopatici o narcisisti. Soltanto in questo momento cominciate a mettere in dubbio tutto ciò che credevate fosse successo durante il rapporto. Imparando sempre di più sul tema, i sopravvissuti cominciano a comprendere di essere stati fagocitati nella rete di relazioni di uno psicopatico quotidiano. I dubbi, però, non spariscono: “Non è possibile! Forse voglio consolarmi, appioppando agli altri orribili disordini di personalità per salvarmi la faccia! La colpa è mia, non l’ho amato e compreso abbastanza! In effetti, con l’altra è molto più felice perché è più bella, più bionda, più magra, con lei fa un figurone al bar, ecc…” Il vostro stato mentale oscillerà tra l’idealizzazione del carnefice e la svalutazione totale. Sarete colpite da un senso di inferiorità che vi renderà cupe, ma non ancora depresse.

COMPRENSIONE DEL COMPORTAMENTO SERIALE DEGLI PSICOPATICI, SOCIOPATICI E NARCISISTI PERVERSI

Tappa cruciale nella quale tutto torna, anche senza recarvi alcun sollievo. Il comportamento dell’ex partner psicopatico è analizzato sotto la vostra lente di ingrandimento. Comprendete che v’imitava nei sentimenti senza provare un bel niente. Ricorderete il ‘trattamento’ riservato alle sue ex, le frasi che usava per definirle, nel bene e nel male, penserete al periodo del corteggiamento serrato come una fiction girata male, capirete di aver avuto a che fare con una persona che manipolava sempre, anche i suoi ‘amici’ e nell’ambiente lavorativo, ricorderete con orrore e schifo la triangolazione con le sue ‘amiche’, di come usava il telefono o spariva per ferirvi,  le sue umiliazioni, l’incapacità di gioire delle vostre conquiste, la svalutazione subdola, i suoi sorrisi sprezzanti, ecc. Sì, è il momento dello schifo e della sensazione di totale impotenza. I sopravvissuti, a questo punto, comprendono di aver preso parte di un circuito perverso infinito. Molti vanno alla ricerca e arrivano a conoscere altre donne/uomini che continuano a pagare il prezzo per essersi fidati di lui/lei. Tuttavia, la maggior parte soffre in silenzio, ammalandosi per l’improvvisa presa di coscienza. Sapere che tutte le emozioni negative che provavano alla presenza dello psicopatico avevano una ragione di essere non è facile: “Come ho potuto non vedere?”. Combattono contro i sensi di colpa.

IRA

I dubbi e sensi di colpa sono rimpiazzati dall’ira. La conoscenza della verità ci porta a vivere tutte le emozioni represse, che erano state ‘intorpidite’ dal nostro incaponimento nel portare avanti una relazione impossibile ad ogni costo. I sentimenti, soprattutto quando contrastanti, erano troppo forti quando venivate invitate a tacere con rimproveri o suppliche di “non essere pesanti” ma ‘dolci e comprensive’, quindi, vengono a gala nella forma di ira. “Dov’ero io? Dov’erano i miei bisogni? Perché soltanto i suoi bisogni contavano per me? Avrei potuto dirgli che…”. I sopravvissuti si sentono usati, manipolati, sporchi, stupidi. Provano un’ira fuori dal comune e urlano vendetta. Hanno voglia di chiamare tutti i parenti, gli amici e conoscenti per spifferare ‘la sacrosanta verità’. Parlano ossessivamente del tema perché la voce finalmente è libera, anche se trema di rabbia: “Uno psicopatico! E chi avrebbe mai detto! Proprio a me che avevo già sofferto! Aff…”. Comincerete a ricordare TUTTO senza più nebbia. Vi ricorderete di quando negava l’ovvio, accusandovi di avere un’immaginazione fertile; dei  momenti in cui girava la frittata accusandovi di essere gelose e incolpandovi per le sue slealtà; vi ricorderete del vostro malessere anche fisico e della sua totale indifferenza, di quel malessere insopportabile che vi portava a vomitare o chiedere perdono per colpe inesistenti. Il sentimento d’ira coincide con un passo molto pericoloso che dovete assolutamente evitare: cercarlo per rinfacciargli tutto o per dirgli ciò che avete scoperto. E’ UN’ERRORE MADORNALE. Gli psicopatici, quando smascherati, danno inizio a una campagna di diffamazione senza precedenti e possono compiere i gesti che leggiamo nei fatti di cronaca. Avete capito chi è e di cosa è capace di fare alle vostre spalle. Basta questo per girare i tacchi e andarvene per sempre (rivolgendo una preghiera alla sua prossima preda![4]). Ammettiamo che lo avete cercato e ‘smascherato’. Bene, aspettate notevoli conseguenze: a) tutti i vostri conoscenti sapranno che ‘siete pazze’; b) tutte le vostre e-mail e sms innamorati o di offesa, opportunamente conservati saranno mostrati a tutti per dimostrare la sua tese; c) le vostre chiamate potrebbero essere registrate nei momenti in cui perderete la calma per essere usate contro di voi; d) se avete figli, la manipolazione sui figli verrà raddoppiata, ecc. Il Mondo saprà che i mostri siete voi, perché lo inseguite con richieste di spiegazioni e accuse ‘infondate’. L’intero quartiere saprà che siete piene di rancore perché lui non vi vuole più! Paranoia? Tutte le persone che hanno chiuso un rapporto con un narcisista perverso hanno avuto lo stesso identico trattamento. La prudenza è tutto, ricordatevi. Mantenete sempre il profilo basso quando vi allontanate da questi esseri. Gli attacchi diffamatori dei perversi sono la norma, ma quando non reagite e lasciate parlare a vanvera codesti soggetti, alla fine si annoiano e tacciono per mancanza di stimoli. L’obiettivo è farvi reagire con aggressività e basta. Vi ricordate cosa diceva delle sue ex? Che erano delle ‘pazze’ che hanno provato addirittura a farla finita per lui? Voi credevate al suo discorso, oppure no? Credevate, vero? Ecco esattamente cosa dirà di voi agli altri. Le persone più ingenue, purtroppo, gli crederanno e molto probabilmente lo consoleranno perché, da ‘buon perverso’, la sua tendenza è circondarsi da persone altamente empatiche, come abbiamo ampiamente scritto. La vostra ira sfoggiata e sbandierata sarà per lui e per le persone che lo circondano la prova provata della vostra ‘pazzia’, quindi, risparmiatevi qualsiasi desiderio di vendetta e lasciatelo parlare a vanvera fino allo sfinimento. Voi sapete perfettamente chi siete, dunque proseguite con la vostra vita impegnandovi in ciò che sapete fare meglio. Purtroppo questa tappa potrebbe durare a lungo (secondo i vostri caratteri e storia di vita, smaltire il tutto potrebbe durare addirittura anni! Leggiamo di circa 2 anni di no contact per appiattire un po’ i sentimenti più forti, ma non ci sono certezze). In nessun momento rompete il contatto zero per provare a ‘chiarire’ chissà cosa o mandarlo finalmente al diavolo. Non ne vale la pena. Se vi impegnate con amore in tutto ciò che fate e apritevi a nuovi rapporti interpersonali, riprendendo hobby o progetti abbandonati, l’ira verrà finalmente sublimata e trasformata in energia salvifica, altrimenti arriva la…

DEPRESSIONE

Ci saranno giorni in cui sarete pieni di energia, in altri vi addormenterete piangendo. Faticherete ad accettare che mentre voi soffrite lui/lei, un plagio dalle sembianze umane, va alla grandissima! Tenderete a isolarvi o a cercare la compagnia di altri sopravvissuti nei gruppi di auto aiuto o nei forum a tema. Sarete bersagliati da pensieri intrusivi di ogni tipo quando cercate di fare qualcosa che vi piace. La sensazione è di incredulità : «Come ho potuto non capire prima come fosse fatto quel personaggio?». Non vi perdonerete per tutto ciò che avete perso, cioè, tempo, amici, famiglia, denaro o semplicemente energie. Avete perso la fiducia nelle persone, non date più il beneficio del dubbio a nessuno, non vi fidate più del mondo, siete diventati sospettosi anche con persone che nulla c’entrano con la faccenda.

GUARIGIONE E AUTO CONOSCENZA:

Sarete a un passo dalla guarigione quando comincerete a chiedervi con lucidità: perché tutto ciò è successo proprio a me? Qual è stata la mia fragilità? Se un soggetto così losco e oscuro mi ha attratto c’è qualcosa nella mia psiche che devo approfondire meglio! Giacché le vulnerabilità e il desiderio di essere accettati e amati non sono una colpa, cominciamo a scendere nel profondo, a capire perché ci siamo fatti sfruttare. I momenti di calma e giocosità diventano più frequenti perché vi state conoscendo: “Cosa mi piace davvero? Mi vesto come mi piace o per piacere agli altri?” Parlerete molto meno dell’accaduto con gli amici perché avrete ben altri argomenti e molto più stimolanti. Quando un’ossessione ci abbandona, la mente ripulita da pensieri tossici scopre i suoi punti di forza, i suoi talenti, fa affiorare nuove idee, inventa nuovi progetti e si scopre avida di imparare. Ripristinare il rispetto per il nostro corpo diventa anch’esso un progetto. Vi scoprirete curiosi come bambini e coraggiosi come leoni.  Imparerete da soli o in terapia come dirigere la vostra empatia, il vostro amore per il prossimo verso chi veramente ha bisogno e merita il vostro sostegno. Imparerete a dividere con disincanto e saggezza le parole dai fatti; imparerete a identificare un/a uomo/donna reale da un fumetto, perché la vostra intuizione sarà al top. I vostri amici di un tempo vi diranno che siete più leggeri, che avete migliorato, che sembrate ringiovaniti: sono le delizie dell’auto conoscenza a portarvi un’energia tuttora inedita. Talenti repressi emergeranno, avrete voglia di divertimento, di aprirsi agli altri, proverete nuovamente attrazione per qualcuno, stavolta con delle caratteristiche completamente opposte al vostro ex, oppure procederete senza pensarci nemmeno, ma molto più leggeri e senza l’ansia di voler porre fine alla vostra piacevolissima solitudine ad ogni costo. Non avrete più bisogno di parlare del vostro vampiro, né tanto meno di ricordarlo.

Tutto vi sembrerà un brutto sogno accaduto nel passato perché oramai sarete totalmente progettati nel futuro…

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[1] http://www.psicologo-milano.it/articoli-psicologici/affrontare-la-morte/488-rifiuto-elaborazione-del-lutto-tappe

[2] Sul tema del perdono vi consiglio la lettura del seguente articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/09/17/crescere-con-un-genitore-narcisista-il-lungo-processo-di-guarigione-parte-finale/

[3] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/08/07/labisso-della-gelosia-larma-privilegiata-del-perverso-narcisista-nella-vita-di-coppia/

142 pensieri su “Qualche parola sul processo di recupero dai ‘rapporti affettivi’ con soggetti narcisisti perversi

  1. Ciao Claudy e ben tornata… ti ringrazio per le belle parole ma purtroppo non ne vedo la fine. Il mostro con una mail aziendale ( perché l’ho bloccato su tutto ma lì non posso)mi ha fatto sapere che gli è nata la figlia la settimana scorsa e che l’ha chiamata Giordana come il mio cognome. Gli ho intimato di non cercarmi mai , intanto puoi capire cosa sta succedendo alla mia mente: completamente destabilizzata. Vuole essere mio amico e io gli ho detto no. Mi sono inventata un compagno con la speranza che non si faccia mai più sentire. Io non penso a lui con amore per carità … ma il male che ha causato a me e alla mia famiglia in modo gratuito è al di fuori della mia capacità intellettiva. Ho realizzato che l’obiettivo non ero io ma mio marito. Lui non poteva sopportare che un uomo avesse soldi famiglia e una moglie fedele . Sto cercando di perdonare ma ho sempre il pugno nello stomaco e non so perché visto che non lo rivorrei mai e poi mai. Credo sia compassione per me che con tutto quello che sono non ho nessuno al mio fianco e in questo schifo di societa una donna sola viene vista come menomata… anche i miei figli mi guardano con compassione . Io padrona di tutto dalle case alla barca ora mi trovo a fare la clandestina nella casa di mia proprietà a nascondere sotto il letto le mie cose perché il mio ex marito ha intimato ai figli che io non devo stare nella loro casa! Tutto questo per un capriccio di un idiota a cui io però ho dato spago . Mi fa pena quella poverina che ora ha fatto una figlia con lui… non sa cosa le accadrà …
    Se qualcuna di voi è di Caserta e ha un’amica che ha avuto una figlia da un 50enne separato con già due figlie bello e facoltoso e che l’ha chiamata Giordana avvisatela subito! Sta dormendo con un mostro di ineguagliabile perfidia. Aiutatela!!
    Vedi Claudy… ho realizzato anche che non mi passerà mai dovrò convivere con questo dolore che mi porto dentro comincerò a prendere delle gocce calmanti per vedere l’effetto. Però vado avanti…. viaggi, progetti lavorativi, palestra e forse un libro….
    Non sai il bene che tu voglio. Sei un angelo e che ti posssa ritornare indietro il bene che fai.

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    1. Carissima Pina, ho ben presente il tuo intero percorso: il fatto di aver chiamato la povera bimba Giordana non vuol dire niente. Potrebbe essere un’antenata della moglie, soltanto un bel nome, ecc. Ricordati che un narcisista perverso STRUMENTALIZZA tutto e il contrario di tutto per continuare a sfruttare chi conviene. Come fa a mollare una donna bella e benestante, che crede sia sola? Non lo farà mai. Il contatto zero, se non mi ricordo male, è stato stabilito da te molto dopo l’addio definitivo, nel mentre eri nel limbo totale, in attesa di una sua chiamata. Hai superato questa fase orribile e lui lo sa. Sa che per aver ancora il suo giocattolo deve offrirgli un dono diverso: “Ho dato a mia figlia il tuo cognome: GIORDANA”. Lui sta usando un povero angelo per ottenere ciò che vuole perché fondamentalmente non gli può fregar di meno del nome che si porta la piccola, della piccola, di sua madre o di te. Cara Pina, ciò che ti offre questo pseudo uomo è la quintessenza del vampirismo: non prendere come un omaggio alla tua persona ciò che ha fatto, ma come un chiaro esempio della sua mancanza di scrupoli e di rispetto nei confronti di un povero angelo. PS: gli angeli sono ben altri! Un abbraccio gigante.

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  2. Grazie Claudy per la risposta… ma io infatti non credo proprio che il nome sia stato scelto in riferimento a me e non mi importa nulla ne di lui ne di sua figlia ! Vorrei solo scomparisse dalla mia vita e gli ritornasse indietro ciò che ha combinato ma solo affinché possa crescere nella sofferenza come tutti gli esseri di questo mondo. Spero che con quel: ti chiedo di non contattarmi più io almeno fisicamente li abbia eliminato dalla mia vita. Nella mente ho pura che non scomparirà mai perché se non sono bastati 3 anni di dolore atroce non passerà più! Vorrei fare qualcosa per me perché ho tanta pena per questa donna forte , con tante qualità e anche ancora piacevole che si ritrova senza un sorriso una carezza un abbraccio….
    Dovrò pensarci io è da domani inizierò la giornata abbracciandomi e dicendomi TI AMO!

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  3. Bellissima lettura. Mi rivedo in tutte le fasi.
    È finita da un anno e due mesi, ma ancora non ne sono fuori. Sono in terapia da un anno e 4 mesi, cioè da prima di lasciarla.
    Mai nessuna donna mi aveva causato un malessere così grande, le scorrettezze, le mancanze di rispetto, la triangolazione, le accuse di essere geloso, e poi essere letteralmente “ignorato”, i silenzi, non essere cercato per 24 ore consecutive…e io che invece la trattavo come una principessa, senza ricevere nulla in cambio…non lo auguro a nessuno. Ma l’epilogo di questo articolo mi fa ben sperare per il prossimo futuro, arriverà un giorno in cui gli incubi spariranno, non me ne importerà più nulla, e potró finalmente prendere di nuovo in mano la mia vita. Grazie, di cuore.

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