I saluti estivi di “Arte di Salvarsi”: la metafora del ragno

Il ragnetto piccino piccino salì per il tubo di scolo/
Scese giù la pioggia e fuori lo buttò/
Salì su il sole ed asciugò tutta la pioggia/
E il ragnetto piccino piccino salì per il tubo di nuovo.
 (Itsy bitsy spider, 1910)

 

Riflettevo sulla resilienza contenuta nella ninnananna anglosassone “Itsy bitsy spider” per porgere a tutti voi lettori e ai professionisti (in particolare a Gabriella Maddaloni) che mi seguono su questo blog dal 2015 ad oggi, i miei “tradizionali” saluti estivi.

Spesso gli aracnidi vengono accostati alla ragnatela con la quale i narcisisti patologici, psicopatici e altri vampiri energetici avvolgono le loro prede per divorarle in un secondo momento.

L’obiettivo principale di questo blog, tuttavia, è proporvi un cambio di prospettiva radicale su ciò che davvero conta nella vita e sull’assoluto spreco di energia vitale che implica provare a “salvare” chiunque creda di aver oramai raggiunto la perfezione di Dio. Quando una persona narcisista patologica vi impone con la costrizione psicologica a credere a una bugia, sappiate che lo fa non solo per “salvarsi la faccia”, ma perché crede davvero di essere DIVINA e di poter alterare la sua realtà e quella degli altri conforme il disegno patologico che ha in mente.

Nessuno può salvare Dio da se stesso, perché Dio, essendo concepito come un’entità perfetta non ha bisogno di salvezza, essendo nato “salvato”.

Utilizzo questo concetto perché rende l’idea anche ai non credenti della follia di cui parliamo qui sul blog, ovvero, del delirio di onnipotenza che può portare una persona a perdere totalmente la nozione di cos’è reale, di ciò che davvero conta e della sua funzione sulla Terra.

Ma torniamo ai ragni.

Pensiamo a un essere vivente che si lancia verso l’abisso aggrappato a un unico filo sottile, quasi impercettibile, costruito da se stesso. Quanta sicurezza ci vuole per farlo? E come ha acquisito la sua sicurezza?

La risposta è: partendo da basi solide.

Quando nella vita partiamo da basi solide acquistiamo sin dalla nascita la sicurezza che ci porta a lanciarci nell’abisso del mondo, risalire e poi cominciare a tessere la ragnatela in cui vivremo. Sappiamo sin dal principio, esattamente come il ragno, di poter contare unicamente con dei fili molto delicati e vulnerabili per tenerci sospesi lassù. Fili elastici, flessibili, ma sicuri, perché partono esclusivamente dal nostro corpo sostenuto da basi di cui ci fidiamo.

E se non ci sono basi solide, cosa succede al ragno?

Non va certamente a sfracellarsi perché la sua casa, quando le basi sono traballanti, va costruita nel posto in cui si sentirà più sicuro.

E noi umani?

Noi umani a volte insistiamo per trasformare l’inconsistente in solido. Crediamo che il nostro senso di sicurezza di Sé e la nostra autostima dipenda, in primo luogo, dal lavoro che facciamo per mettere in sicurezza le basi traballanti di qualcun altro molto prima delle nostre. E crediamo che solo DOPO aver messo in sicurezza le basi traballanti dell’altro, solo DOPO averlo reso solido abbastanza, possiamo appendere il nostro filo salvifico e lanciarci nel mondo spensierati, leggeri e senza tentennare.

Il punto è: non abbiamo un tale potere di trasformazione dei cuori degli altri. A MENO CHE QUEST’ALTRO NON AVVERTA IL BISOGNO, LA NECESSITÀ, IL DESIDERIO E LA VOLONTÀ DI TRASFORMARSI ASSIEME A NOI. L’onnipotenza della preda che affida la sicurezza di sé (la sua ragnatela) alle colonne di un castello di sabbia fantasticando di poterlo rendere “prima o poi” una sorta di Colosseo la porta molto spesso a non sviluppare pienamente il SUO potenziale.

Dalle basi fino all’ultimo filo che circonda la ragnatela che la sosterrà nel vuoto, TUTTO SARÀ INEVITABILMENTE COMPROMESSO finché non arriva alla piena consapevolezza di lasciare andare i gusci vuoti che calpestano la sua dignità.

Ecco perché risulta così faticoso acquistare sicurezza di sé, affetto, comprensione, rispetto, lealtà, amore, accoglienza e sostegno da basi traballanti travestite da roccia. Quando crolla la facciata rocciosa e ci accorgiamo che dentro c’è solo sabbia, insistere per appendere nuovamente il nostro filo salvifico sullo stesso punto in cui la roccia mascherava l’inconsistenza del tutto è un passaporto per vivere nell’incertezza, nell’ambiguità, nel dubbio e nel dolore “finché morte non ci separi”.

Tutto ciò che deve partire esclusivamente da noi stessi fa paura.

Il ragno non ha paura quando si lancia perché SI FIDA delle sue basi.

Le basi del ragno non fanno finta di essere solide, ma SONO solide perché lui, PRIMA DI AGGRAPPARSI E BUTTARSI HA IMPARATO A DISTINGUERE IL SOLIDO DAL LIQUIDO, IL REALE DALL’ASTRATTO, IL CONSISTENTE DALL’INCONSISTENTE.

Questo è il motivo per il quale serve studiare la natura dei soggetti narcisisti patologici e, CONTEMPORANEAMENTE, capire il più che possiamo delle nostre debolezze e vulnerabilità.

Si tratta di un tipo di conoscenza che potrebbe risparmiarci anni, se non decenni di sofferenza.

Uso questa metafora per dirvi che quando non avete avuto il privilegio di avere delle basi solide, dovete diventarle voi.

Un castello di sabbia resta ciò che è, in attesa che le tempeste della vita, le onde o la mano dell’uomo abbattano la sua imponenza, il che ci riconduce alla ninnananna iniziale.

Cosa fa il ragno? Quando il sole lo asciuga egli risale e lo fa ogni volta che l’acqua lo spazza via, perché caparbio.

Salì su il sole ed asciugò tutta la pioggia/

E il ragnetto piccino piccino salì per il tubo di nuovo

Dobbiamo imparare a risalire “per il tubo” della vita ogni volta che le grandi tempeste ci buttano giù, perché fuori c’è un sole che ci riscalda, ci abbronza, ci ILLUMINA.

E laddove il sole non c’è costruitelo voi. Non a caso il sole è uno dei primi disegni che impariamo a fare da bambini. E lo facciamo bello grande, giallo e sorridente, come in fondo lo siamo tutti noi che abbiamo delle risorse interne incommensurabili e nascoste. Risorse che hanno attratto sin dall’inizio gli individui inconsistenti che hanno provato, senza successo, a portare molti di voi sull’orlo dell’abisso ben consapevoli che non avevate sviluppato alcun filo per sostenervi.

Attraverso la semplice osservazione di un insignificante ragnetto appeso nel nulla che diventa nel contempo la metafora della VOSTRA VITA, avete il potere di crescere e di maturare.

Impariamo a dare peso e importanza alle metafore che la vita ci porge quotidianamente.

Peso e consistenza a ciò che ci insegna a vivere.

Se anche un piccolissimo ragno può valere una poesia, un racconto o una canzone… perché mai un essere umano che soffre dovrebbe conformarsi alla sua sofferenza? Perché dovrebbe credersi meno degno di un ragno? Perché uno “pseudo” Dio ha stabilito così?

Con le vostre testimonianze sul blog lo avete reso un bellissimo spazio di auto aiuto, un luogo di conforto e di sostegno.

Molti di voi state diventando, grazie al sostegno terapeutico e l’informazione che ottenete qui e in altri blog, forum e pagine sull’argomento, le basi solide che non avete mai avuto.

Non posso fare a meno di ringraziarvi per ciò che mi avete dato e mi state dando.

Un abbraccio affettuoso e che questa estate, più di qualunque altra, serva a rendervi ancora più consapevoli della bellezza e del sapore delle cose apparentemente semplici, ma profonde… come quel ragnetto che spazzerete via con la scopa ma che tanto può insegnarci dalla vita perché (questo l’ho scoperto proprio ieri!) ha il cervello sparso anche sugli arti.

Pensate alla perfezione del Creato: ci sta dicendo che tutto ciò che tocchiamo è importante e che merita di essere toccato con delicatezza da ciò che abbiamo di più prezioso assieme al nostro cuore, ovvero, il nostro cervello. La Natura ci sta insegnando, attraverso le sue metafore, a donarci agli altri anche di forma razionale. Solo così possiamo costruire la rete di sostegno che un tempo ci è mancata.

Spero di non aver fatto voli pindarici prima di salutarvi!

Ci “vediamo” a settembre!

Un abbraccio,

Claudileia

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47 pensieri su “I saluti estivi di “Arte di Salvarsi”: la metafora del ragno

      1. Grazie Claudileia!!! Ho sempre ammirato i ragni e le loro meravigliose tele !! ma non avevo mai fatto questa riflessione molto vera , che mi ha fatto davvero riflettere .Se ce la fa un essere cosi piccino.. posso farcela anche io ! un abbraccio e tanto..Sole!!

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  1. Grazie a te, GRANDE Claudileia, mi mancherai tantissimo, non sai cosa fai x noi che il sole dobbiamo ancora trovarlo!!
    Un bacio e buona estate a te !

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  2. Se questa estate sarà la prima – dopo tante – in cui il sole per me splenderá davvero, lo devo anche a te. Un abbraccio immenso e buone vacanze a tutti.

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    1. Che bel messaggio Device.
      Io non so che estate mi aspetti, ma so che comunque vada non potrà mai essere peggiore di quando non riuscivo ad arrestare la mia caduta verso il basso.
      Almeno adesso mi sono puntellata e tento di fare come il ragnetto di Claudileia 🌸
      Abbraccio tutti voi con affetto

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  3. Uno dei testi più belli che hai scritto.
    Semplice, comprensibile, di un evidenza illuminante.
    L’ho condiviso con tutte le mie poche amiche e pensa … anche con lui! Nella speranza che lo scoppio di rabbia mi desse la piccola spinta in più che mi servirebbe :_)
    Non sono pronta, il punto di partenza è più che inconsistente e il filo che avevo in dotazione è esaurito.
    Andare via senza essere decisa sarebbe sicuramente controproducente dato che cercherei io stessa un soggetto che mi consenta di rivivere la magia luminosa che solo loro sanno imbastire inizialmente e poi mantenere solo di tanto in tanto.
    Grazie a Claudileia infinitamente e a tutte Voi per il solo fatto di esistere.

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  4. Cara Cla,
    grazie di tutto, anche se soffro di aracnofobia! Comunque ho capito tanto che sto guarendo anche da questa “Malattia”. Cosa sono questi piccoli esseri in confronto alla terribile Shelob che abbiamo incontrato? Nulla! Buone vacanze e torna presto!

    Kolisch .. e non Polisch o Kolish :):):)

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    1. Caro KOLISCH, stai cominciando a capire il senso dell’apparizione della “soggetta” se davvero stai vincendo la tua paura dei ragni. Vedrai che pure i ragni hanno tanto da insegnarci… Che le tue giornate siano benedette e GRAZIE per la forza che trasmetti a molti dei lettori che qui scrivono. Un abbraccio!!

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  5. Bellissimo articolo sulla resilienza. Anche io d’istinto lo avrei fatto leggere a lei. Poi in un nano-secondo mi sono detto che sarebbe inutile ed anzi controproducente; non ne capirebbe mai ne il senso profondo, ne tanto meno un’eventuale riferimento alla nostra dinamica. Anche da queste consapevolezze parte la ricostruzione delle nostre basi solide.
    Buona estate a tutti, che sia più serena delle ultime passate!

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    1. Non mi sono mai piaciuti i ragni, ho sempre avuto della repulsione verso di loro,. Da oggi imparero’ a guardarli in modo diverso grazie alla tua straordinaria metafora. Sto scolpendo nel mio cuore le tue sacrosante parole cara Claudileia : ” costruirsi da sé delle basi solide , imparare a distinguere il concreto dall’ astratto , il consistente dall’ inconsistente ecc…..” . Imparare dal ragnetto la caparbietà nel ricostruire quel filo che la pioggia ha distrutto. Mi hai fatto commuovere per questi tuoi sinceri saluti di commiato estivo . Anche io ti auguro una bellissima estate , vissuta con la consapevolezza di avere fatto del BENE , di avere aiutato tanti di noi a risalire dall” abisso della sofferenza verso il🌞. Ritorna presto , un grandissimo abbraccio.

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  6. Grazie per tutto, sai quanto le tue indicazioni siano state, sono e saranno di sostegno a me e, indirettamente, a mia figlia.
    Buona ricarica estiva Claudelia; un augurio di salvezza a tutti voi.

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  7. Gentile Claudileia,
    seguo da tempo il suo blog, non sono mai intervenuta, ma vi trovo sempre articoli illuminanti e molto confortanti, spesso. A volte amaramente illuminanti, ma la verità ha spesso un sapore amaro.
    Grazie per tutto quello che riesce a risvegliare in me con le sue parole essenziali, chiare, competenti.
    Da persona allonanatasi, con enorme difficoltà, da un uomo maltrattante, un abbraccio e l’augurio di una estate serena e divertente.
    A.

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    1. Carissima Anna, sono felice di esserti utile in questo spazio. Spero che quest’estate sia soltanto la prima di un percorso sempre più illuminato perché lontano da un individuo maltrattante. Immergerti di luce estiva può solo farti bene. Un abbraccio fortissimo e grazie del sostegno!!!

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